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ADVANCED

DIVER

MANUAL

ADVANCED DIVER MANUAL

©

ESA

E’

vietata la riproduzione di questo manuale o di sue singole parti

Product n° M0002

A cura di Mauro Bertolini

Progetto formativo, sviluppo, consulenza e revisioni:

Mauro Bertolini, Mario Romor, Enrico Firpo, Egidio Trainito, Maria Laura Careddu

Testi: Enrico Firpo

Illustrazioni: Stefano Trainito, Jacopo Pasqualotto

Un particolare ringraziamento a Patrizia Salaris e Pina Contis

Indice

Un subacqueo con una marcia in più

6

ESA

7

Brevetto

8

Requisiti d’ingresso

8

Struttura del corso

9

Requisiti di brevetto

10

Il brevetto ESA Nitrox Diver

10

Uso del manuale

Capitolo Uno

Immersione Profonda

11

Cosa Imparerai

12

Perché più profondi?

13

Dove ti immergerai? Tipologie d’immersione profonda

14

I fattori amplificati dalla profondità e le tecniche corrette per gestirli

15

Affanno

16

Orientamento

17

Narcosi d’azoto

19

MDD

20

Intossicazione da ossigeno

21

Consumo d’aria

22

Le attrezzature idonee

23

La pianificazione ed il sistema di coppia

24

Schema dell’immersione in acque libere

26

Complimenti!

27

Cosa hai imparato?

Capitolo Due

Immersione di orientamento

29

Cosa imparerai

30

Pianificazione

31

Riferimenti in fase di discesa

33

Riferimenti durante l’immersione

34

Stima della distanza

36

Uso della bussola

39

I fattori di disturbo

40

Schema dell’immersione in acque libere

44

Complimenti!

45

Cosa hai imparato?

Capitolo Tre

Immersione di assetto

47

Cosa imparerai

48

Posizionamento corretto dell’attrezzatura

50

Rilassati prima dell’immersione: il training autogeno

53

Tecniche in acque libere

54

La pesata neutra

54

La discesa nel blu

4
4

56

Il controllo dell’assetto in immersione

59

Risalita senza cima e sosta di sicurezza

61

Verifica della pesata dopo l’immersione

61

Schema dell’immersione in acque libere

64

Complimenti!

65

Cosa hai imparato?

Capitolo Quattro

Immersione con il computer

67

Cosa imparerai

68

Immersione quadra e multilivello

69

Caratteristiche dei computer subacquei

71

Regole generali d’utilizzo

75

Consigli sull’acquisto

75

Schema dell’immersione in acque libere

78

Complimenti!

79

Cosa hai imparato?

Capitolo Cinque

Immersione notturna

81

Cosa imparerai

81

Perché di notte?

83

Pianificazione

85

Attrezzatura

87

Tecniche per l’immersione notturna

90

Schema dell’immersione in acque libere

94

Complimenti!

95

Cosa hai imparato?

Capitolo Sei

Immersione di Ecologia

97

Cosa imparerai

98

Le catene alimentari: i produttori

99

Consumatori

101

Vertebrati e invertebrati

105

Modalità di raccolta del cibo

107

Le simbiosi

108

Schema dell’immersione in acque libere

110

Complimenti!

111

Cosa hai imparato?

Appendice

113

Schema per la pianificazione

114

Da non dimenticare

116

9 consigli per la difesa dell’ambiente

117

9 regole per la sicurezza

119

45 domande per ricordare

127

Hai buona memoria?

Un subacqueo con una marcia in più!

Viaggiando lungo la costa meridionale della Francia si percorre una strada che offre panorami indimenticabili: un continuo susseguirsi di baie,

calette e promontori rocciosi. Mentre guidi e osservi

gli incredibili scenari non vedi l’ora di scoprire cosa

c’è dietro la prossima curva anche se quello che stai vedendo è sicuramente eccezionale ed appagante. Nell’uomo da sempre è innata una forte curiosità ed una grande propensione verso l’avven- tura e la scoperta.

Ti sarà già capitato di chiederti cosa

potresti fare di nuovo dopo il tuo primo brevetto e le tue prime esperienze sub- acquee. Forse ti sarà capitato di non poterti immergere in un particolare punto perché, a causa delle sue carat- teristiche, viene considerato adatto solo per subacquei con un brevetto di almeno secondo livello. Forse ti sarai risentito nei confronti della guida che non ha voluto farti partecipare ma avrai anche capito che colui che avevi

di fronte era un vero professionista:

uno che non ti porta sott’acqua solo per avere un cliente in più sulla barca.

Come ricorderai dal corso precedente, le tecniche e le nozioni che hai appre-

so sono necessarie per immergersi in

sicurezza entro certi limiti ben stabili- ti. Per andare oltre e scoprire cosa c’è

dopo la “prossima curva” devi impara-

re ulteriori informazioni e nuove tec-

niche di immersione. Solo così potrai godere appieno di nuove avventure subacquee, ma sempre nel rispetto della massima sicurezza. Il corso che stai per iniziare ti con- sentirà proprio questo. Imparerai nuove nozioni teoriche e le tecniche di immersione utili per accre- scere la tua esperienza e renderti più autonomo e sicuro sott’acqua, sotto la guida professionale del tuo istruttore ESA. Nel canale tra la Sicilia e la Calabria, c’è un’immer-

sione bellissima dove si possono ammirare moltissi-

ESA. Nel canale tra la Sicilia e la Calabria, c’è un’immer- sione bellissima dove si possono

me e splendide gorgonie rosse e gialle e per godere di questo spettacolo è necessario scendere oltre i 18 metri di profondità. Per fare ciò è bene conoscere le tecniche corrette necessarie per prevenire eventuali problemi che, come hai imparato nel corso prece- dente, si potrebbero verificare. Un altro spettacolo sicuramente molto emozionante, che si può vivere sempre da quelle parti, è dato dall’incontro con i pesci trombetta del Mediterraneo. Li vorresti vedere?

E’ facile! E’ sufficiente tuffarsi in acqua di notte.

Paura? No, durante questo corso potrai scegliere di

imparare tutte le tecniche necessarie per girovagare

di notte sott’acqua in modo sicuro, godendo appieno

dell’incredibile spettacolo che ti circonda. Questo corso ti aprirà ad un sacco di nuove opportunità e alla fine ti sentirai un subacqueo con una marcia in più. Chiedi maggiori informazioni ai professionisti ESA ma non esitare - Tuffati subito in questa impor- tante ed affascinante avventura! -

ESA

ESA è un’agenzia didattica, il suo principale obiettivo

è quello di formare i subacquei dal livello iniziale

fino al raggiungimento dei livelli professionali come

Diveleader e Istruttore. Per fare questo l’ESA si pre- figge di applicare i più evoluti standard operativi congiuntamente ad un elevatissimo grado di sicurez- za e di promuovere l’attività subacquea nelle sue varie forme.

I percorsi formativi dell’ESA prevedono l’integrazio-

ne delle informazioni divulgate dall’Istruttore, con i materiali di supporto che accompagnano i vari livel- li di brevetto. La formazione pratica iniziale avviene con lo svilup- po delle capacità subacquee in piscina o bacino deli- mitato, successivamente applicate e migliorate in acque libere. Per ogni programma o corso ESA è prevista una verifi-

ca dell’apprendimento da parte dell’Istruttore che dovrà conservare una prova dell’avvenuta valutazione.

I subacquei possono ricevere dall’ESA la formazione

iniziale, progredire verso livelli più alti di brevetto, specializzarsi in diverse aree legate all’attività subac- quea come la biologia marina, la fotografia, l’archeo- logia subacquea, ecc. Raggiunte le adeguate credenziali, i subacquei posso- no partecipare ai programmi per la formazione di tipo professionale nell’ambito dell’attività subacquea. L’ESA stabilisce elevati standard per la forma-

zione dei propri affiliati: essi sono professioni-

sti subacquei in possesso di un brevetto ESA Diveleader o di grado più alto. Gli istruttori ESA sono formati dagli ESA IC Director, per- sone adeguatamente preparate e qualificate per trasmet- tere le tecniche di insegnamento ai futuri istruttori. La formazione dell’Istruttore è completa e prevede l’acquisizione di informazioni sulla teoria dell’immer- sione, sulle procedure ESA, nozioni di psicologia e di marketing, lo sviluppo delle capacità di gestione dei subacquei singoli o in gruppo, di gestione dei proble- mi, di salvaguardia dell’ambiente e altro. Le convalide dei brevetti ESA sono emesse dalla sede centrale e dagli uffici ESA ufficialmente autorizzati. Il dipartimento ESA che si occupa della formazione informa gli affiliati ESA sulle variazioni delle procedu- re esistenti e sull’introduzione di nuove procedure. Possono affiliarsi all’ESA anche strutture qualificate che operano nel campo dell’attività subacquea ricreativa. Centri immersione, club subacquei e negozi subac- quei possono, infatti, acquisire la qualifica di ESA Point. Le strutture denominate ESA IC Point possono promuovere, organizzare e condurre i corsi di forma- zione per gli Istruttori ESA. L’ESA intende caratterizzarsi anche attraverso un particolare impegno volto alla divulgazione delle conoscenze sull’ambiente, per migliorare la qualità delle immersioni e creare nei subac- quei una maggiore consapevolezza verso lo spa- zio sommerso. I professionisti ESA, infatti, effettua- no il loro percorso formativo ricevendo una solida preparazione anche sulle conoscenze relative all’am- biente. Tutta l’attività formativa dell’ESA è saldamente collegata a obiettivi di salvaguardia degli ambienti acquatici.

Brevetto

Advanced Diver rappresenta il secondo livello ricreativo della formazione ESA e denota che hai completato con successo l’iter formativo svolto fin qui, consentendoti l’ottenimento dei requisiti verso molti brevetti di Specialità e buona parte dei requi- siti d’ingresso verso il brevetto ESA Prevention and Rescue. Inoltre, il perfezionamento delle tecniche in diverse aree dell’immersione specialistica, ti con- sentirà di avere ottime credenziali per essere un affi- dabile compagno d’immersione anche per coloro che conoscerai solo in occasione di qualche immer- sione, uscendo in barca con un ESA Club o un altro ESA Point. Questo corso metterà anche maggiormente in luce le

Una subacquea segnala OK al compagno all’inizio della prima immersione in acque libere del corso
Una
subacquea
segnala
OK
al compagno
all’inizio
della prima
immersione
in acque
libere
del corso
8

tue aspirazioni future. Infatti potresti scoprire la tua passione per una o più attività in particolare e voler- ti dedicare ad esse in modo più approfondito e dedi- carti in seguito ai corsi ESA di Specialità.

Requisiti d’ingresso

Per accedere al corso ESA Advanced Diver devi sod- disfare i seguenti requisiti:

• Essere brevettato Open Water Diver o possedere

un brevetto equivalente rilasciato da un’altra organiz- zazione

• Avere l’idoneità psicofisica necessaria per praticare l’attività subacquea ricreativa.

• Aver compiuto 15 anni prima del rilascio del bre- vetto.

• Consegnare un certificato medico in corso di vali- dità Per accedere al corso ESA Junior Advanced Diver devi soddisfare i seguenti requisiti:

• Essere brevettato Junior Open Water Diver o pos-

sedere un brevetto equivalente rilasciato da un’altra organizzazione

• Avere l’idoneità psicofisica necessaria per praticare l’attività subacquea ricreativa.

• Aver compiuto 12 anni prima dell’inizio del corso

• Consegnare un certificato medico in corso di validità

Se hai dei dubbi in merito alla validità dei requisiti in tuo possesso, non esitare a chiedere informazioni presso un ESA Point, ad un ESA Instructor oppure direttamente all’ESA.

Struttura del corso

Il corso è strutturato in modo flessibile, per permet- tere sia allo studente che all’Istruttore di accedere alle varie parti che lo compongono, a seconda delle esi- genze di orari e condizioni ambientali. Il corso si divide in due unità formative multimediali, che sono: 1) l’unità teorica e 2) le immersioni in acque libere. 1) L’Unità teorica è divisa in autostudio, verifica delle conoscenze (con i minitest e i questionari di fine capitolo) e presentazioni teoriche da parte dell’Istruttore ESA, nelle quali verranno rinforzate le informazioni relative ai capitoli che avrai precedente- mente letto. Inoltre, prenderai visione del Video ESA Advanced Diver, che ti mostrerà la panoramica delle immersioni in acque libere. 2) Le immersioni in acque libere saranno dedicate a diverse tipologie d’immersione: 1) immersione pro-

fonda, 2) immersione di orientamento, 3) immersio-

ne di assetto, 4) immersione con il computer, 5) immersione notturna, 6) immersione di ecologia. Le immersioni Uno, Due, Tre e Quattro sono obbli- gatorie. La Cinque potrà essere cambiata con la Sei per scelta o per questioni logistiche, di sicurezza o legate a regole e a leggi locali. Ogni immersione sarà supportata dalla relativa unità teorica e da un briefing pre immersione. Se ancora non possiedi la tua attrez- zatura personale, sarai attrezzato secondo gli standard dell’immersione ricreativa e durante l’immersione con il computer ogni subacqueo partecipante al corso dis- porrà di uno strumento personale.

Requisiti di brevetto

Cosa devi fare per ottenere il brevetto? Per ottenere il brevetto devi completare il corso in ogni sua parte, dimostrare un’adeguata competenza nelle diverse aree e raggiungere gli obiettivi prefissati. La struttura del corso ti consente di soddisfare i requi- siti secondo la tua disponibilità e nel rispetto dei tuoi tempi di apprendimento. Dovrai solo concordare con il tuo istruttore le modalità. Potresti anche iniziare il corso in un luogo con un Istruttore ESA e poi terminarlo da un'altra parte con un altro Istruttore, senza dover ricominciare da capo. L’importante comunque sarà superare con successo tutte le parti previste dal programma. Solo allora l’Istruttore che condurrà l’ultima immersione in acque libere prevista dal corso, potrà rilasciarti il brevetto. Se non potrai partecipare ad un’immer- sione in acque libere, non potrai riceve- re il brevetto finché non la effettuerai con successo. Ricorda che alcune parti del corso sono propedeutiche ad altre perciò, non partecipare ad un’attività, potrebbe precluderti la possibilità di accedere a quella successiva. Il tuo Istruttore ti guiderà come un buon alle- natore per farti raggiungere e soddisfare con successo tutti gli obiettivi previsti all’ottenimento del brevetto. Il brevetto ti verrà consegnato direttamente dall’Istruttore. In questo modo potrai partecipare subito ad altre attività: viaggi subacquei, altre fasi di formazione, immersioni, noleggiare attrezzature e così via. Ricordati però che il brevetto ha una durata limitata. Prima della scadenza riceverai per posta un

adesivo di conferma definitiva da applicare al tuo brevetto. Se hai domande o non ricevi in tempo la convalida del tuo brevetto non esitare a contattare gli uffici ESA, il nostro personale sarà lieto di offrirti tutta l’assistenza necessaria.

Il brevetto ESA Nitrox Diver

Se due immersioni saranno fatte con il Nitrox e all’in- terno del programma sarà compresa la teoria, potrai ottenere il brevetto ESA Nitrox Diver. Chiedi infor- mazioni al tuo Istruttore o presso l’ESA Point dove frequenterai il corso!

Uso del manuale

Questo manuale sarà un tuo indispensa- bile compagno di viaggio sia durante il corso che in tutta la tua carriera di sub- acqueo. Lo potrai sfogliare per rinfre-

scarti la memoria: prima di rituffarti sot- t’acqua dopo un periodo di inattività o per approfondire cose che ti ritornano alla mente. Pensa che se proseguirai la tua carriera subacquea sino a diventare un professionista, lo scoprirai utile anche nel frequentare il corso ESA Prevention and Rescue, Diveleader

o addirittura durante L’ESA IC (il Corso di Formazione Istruttori ESA).

Il testo è intenzionalmente semplice ed

è stato strutturato in modo da facilitare

lo studio. Ogni capitolo e suddiviso in argomenti: per ogni argomento potrai individuare le informazioni più impor- tanti (cosa imparerai), la spiegazione e le domande di verifica (minitest) con le relative soluzioni. Alla fine di ogni capitolo c’è un questionario (cosa hai imparato?) che, interrogandoti, rinforza l’apprendimento degli argomenti tratta- ti. Rispondi con cura alle domande e, se non riesci ad individuare una o più risposte, puoi sempre rileggere la spie- gazione. In ogni capitolo, dopo l’unità teorica, troverai lo schema per l’immersione in acque libere, che ti illustrerà gli esercizi previsti per ogni immersione.

Ricordati che dovrai portare il manuale al prossimo appuntamento con il tuo Istruttore: se hai dei dubbi prendi appunti e chiedigli delucidazioni.

Capitolo Uno

Immersione profonda

Cosa imparerai

I moderni documentari subacquei che sono trasmes-

si periodicamente dalle reti televisive hanno indub-

biamente molti pregi: la qualità delle immagini e del montaggio, divulgazione scientifica e buone dosi di fascino, mistero ed avventura. I cameraman che fil- mano le immagini probabilmente sono ottimi subac- quei, visto che devono immergersi equipaggiati con telecamere, fari e batterie molto voluminose. Essi ci mostrano, come fossero normalmente accanto a noi,

tartarughe e squali, serpenti marini e banchi di scia- bolanti carangidi, maestosi pesci napoleone, cernie

e buffissimi paguri. Di solito vengono spiegate le abi-

tudini di vita dei pesci e degli altri organismi mari-

ni presi in esame ma raramente viene spiegato qual-

cosa circa le condizioni di realizzo delle immagini

o delle specifiche sugli habitat o dei singoli organi-

smi tipo - a quale profondità si trovano – Insomma, a “chi non è del mestiere”, riesce difficile alle volte comprendere a quale profondità un subac- queo potrebbe osservare più facilmente un pesce napoleone o le gorgonie rosse che popolano i reef e le secche. E’ vero che questi documenti non sono didat- tici alla pratica subacquea e lo scopo è puramente divulgativo. La profondità, però, è un riferimento fondamentale per un sub che vuole pianificare un’immersione – di qualunque tipo essa sia -. Questo vale sia per il subacqueo neofita che apprende le tec- niche d’immersione in acqua più bassa e impara a rispettare i propri limiti, sia per colui che decide di voler vedere cosa c’è un po’ oltre (senza esagerare), pensando all’immersione profonda come ad un’oc- casione per continuare il suo programma formativo, migliorare le proprie capacità subacquee ed avere l’occasione di fare incontri diversi visitando diversi habitat. Le condizioni, da un’immersione all’altra, possono cambiare molto pur variando un solo fattore: la pro- fondità, appunto. In questo capitolo analizzeremo gli aspetti dell’immersione profonda partendo dalle semplici domande che un subacqueo ricreativo dovrebbe porsi quando decide di scendere oltre le basse profondità – perché - dove - come - quando. Analizzeremo i fattori che sono amplificati dalla profondità e imparerai come gestirli. Ti verranno

1

anche spiegate le tecniche corrette per immergerti in coppia a circa 30 metri e quali sono le considera- zioni più importanti circa l’attrezzatura. Tutto il capitolo, naturalmente, integra la parte teorica con i consigli, le tecniche e ciò che farai in acque libere insieme all’Istruttore. Cerca di arrivare preparato all’appuntamento con l’Istruttore avendo letto il capitolo e risposto alle domande dei minitest e del questionario finale. In questo modo potrai concentrarti meglio sull’aspetto pratico di questo corso che ti vedrà come protagoni- sta delle tue avventure subacquee!

Perché più profondi?

Se ti rivolgessero questa domanda cosa rispondere- sti? Potresti elencare molte ragioni. Probabilmente molte riguarderebbero l’avventura e la scoperta, che sono alcuni degli affascinanti aspetti compresi in questo corso. E’ meglio, in ogni caso, che tu focalizzi anche delle motivazioni più concrete perché immer- gendoti “solamente più profondo”, correresti anche il rischio di rimanere deluso. Come in qualsiasi altra immersione ricreativa, il ruolo della pianificazione è fondamentale e sarà ovviamente preso in considerazione in questo capitolo. Proprio durante la pianificazione devi porti la domanda iniziale – perché più profondi?- Sott’acqua, mentre aumenta la profondità aumentano inevitabilmente i consumi, quindi può diminuire il tempo a disposizione per poter rimanere immersi. E’ un dato di fatto, però, che molti subacquei prati- chino con entusiasmo e soddisfazione questa attività (entro i limiti dell’immersione ricreativa!). Modifichiamo un po’ la domanda iniziale e conside-

riamo obiettivi chiari e precisi:

cosa si può osser-

si possono osservare

organismi particolari come le gorgonie rosse o quel- le più rare gialle e rosse, le lunghe spugne a canna

sono localizzati molti dei

relitti che giacciono sott’acqua?” Spesso per vedere queste cose è necessario immer- gersi più profondi del solito. In questo modo darai un senso diverso ed un’im- pronta reale all’immersione e, se applicherai con scrupolo le informazioni dedicate all’immersione ricreativa profonda che riceverai in questo corso, sicuramente sarai appagato e ti appassionerai più facilmente. Inoltre, pensa che potrai approfondire le tue conoscenze sull’immersione profonda con il corso ESA Deep Diver. Allora si, scoprirai nuovi oriz-

vare oltre i 18 -20 metri?

d’organo o a calice?

dove

dove

zonti e concretizzerai il senso di avventura che istin- tivamente hai innato; come lo hanno del resto tutti quelli della nostra specie – la specie umana - Un’altra ragione, non spesso messa in luce, per dedi- carsi all’immersione profonda ricreativa, è che essa può far aumentare conseguentemente la consapevo- lezza nel subacqueo: dei propri limiti, della profon- dità reale, del dover mantenere con cura l’attrezzatu- ra, della necessità di un’accurata pianificazione e del controllo del sistema di coppia che mai deve essere trascurato, neppure in un’immersione che molti potrebbero definire banale.

Dove t’immergerai? Tipologie d’immersione profonda

Con l’ottenimento del brevetto ESA Advanced Diver

potrai presto scoprire quasi tutti i tipi d’immersione che di solito vengono svolte dai subacquei ricreativi

e probabilmente ti appassionerai a qualche tipo d’im-

mersione in particolare. Potresti viaggiare e visitare le barriere coralline tropicali o dedicarti all’ambiente Mediterraneo, che molti definiscono “il più affasci- nante e misterioso”. Qualsiasi ambiente visiterai, non mancheranno le occasioni per immergerti in differenti condizioni. Addirittura durante questo corso ti capiterà di immer- gerti in punti diversi e anche questa immersione - la profonda appunto - potrebbe essere scelta dall’Istruttore in base a particolari caratteristiche di logistica o d’interesse naturalistico. Le immersioni in parete o lungo un fondale degradante. Le immersioni in parete si svolgono di solito ancorando la barca vicino ad una parete o a un

reef, che possono scendere più o meno verticali fino

a differenti profondità. In certi punti le pareti, o i reef, scendono anche centinaia di metri (non preoccupar- ti: non arriverai a tanto!). Certe isole si prestano bene

a questo tipo d’immersioni. Potrebbe essere necessa-

rio un piccolo tragitto in superficie prima della disce- sa perché le barche non possono avvicinarsi troppo ma, di solito, esso è breve per non stancarsi ancora prima di scendere. Pianifica questo importante aspet- to se andrai autonomamente (ma con un compagno) in immersione profonda e ricordati di preventivare assistenza qualificata in superficie. Un particolare vantaggioso dell’immersione in parete sarà che potrai svolgere la discesa, la risalita e la sosta di sicurezza continuando tranquillamente a goderti il paesaggio e la vita che c’è intorno. In questo tipo d’immersione è fondamentale avere un ottimo assetto per rimanere

1

Minitest

1) In questo corso impare-

rai le tecniche per immer- gerti con sicurezza

a.

b.

Oltre i limiti dell’im- mersione ricreativa

Entro i limiti dell’im-

mersione ricreativa

c.

2) La pianificazione del- l’immersione profonda deve comprendere obiet-

tivi precisi. Alcuni di essi sono a. Osservare organismi particolari

b.

profondità per vincere le paure inconsce

c.

3) Acquisire le informa-

zioni, imparare le tecni- che e praticare l’immer- sione profonda ricreati- va aumentano nel sub- acqueo a. La possibilità di immergersi da solo

b.

propri limiti

La consapevolezza dei

Immergersi ad alte

Oltre i 40 metri

Le capacità di salva- mento

c.

3b–a2–1bRisposte:

nella posizione più comoda lungo la parete. Se pensi

di avere ancora bisogno di qualche “messa a punto”

circa l’assetto, puoi chiedere al tuo Istruttore di sce- gliere per prima l’immersione di assetto prevista da questo corso e poi dedicarti alle altre. Le immersioni profonde si possono fare anche entrando da terra e seguendo il fondale che degrada.

E’ necessario pianificare per quanto tempo sia neces-

sario seguire il fondale prima di arrivare in una zona profonda: molti siti d’immersione da terra hanno fon- dali che degradano lentamente.

Secche e relitti. Queste immersioni di solito preve- dono una discesa lungo la cima dell’ancora o di una

boa fissa e lo spettacolo che si presenta ai tuoi occhi, mentre scendi, di solito è molto coinvolgente. All’inizio, a seconda delle condizioni di visibilità, potresti trovarti immerso nel blu con la cima in mano

e vedere ad un certo momento innalzarsi gradual-

mente dal fondo forme tondeggianti o pinnacoli

appuntiti di roccia o la sagoma del relitto che diven-

ta via via riconoscibile nelle sue parti. Di solito, è

necessario ritornare più volte in questi posti per poter compiere una visita abbastanza completa del sito d’immersione. Questo, però, è un vantaggio:

infatti potrai fare la stessa immersione pianificando tragitti diversi ed osservare aspetti diversi dello stes- so ambiente ma una parte della pianificazione potrebbe essere la stessa dell’immersione preceden- te. In queste immersioni è fondamentale avere un buon senso dell’orientamento per essere nuovamen-

te

alla cima di risalita prima dello scadere del tempo

di

fondo. Non preoccuparti: il programma di questo

corso prevede proprio un’immersione di orientamen-

to

in cui riceverai le informazioni di base per sfrutta-

re

al meglio i riferimenti che ti serviranno per non

perderti e fare ritorno a riva, o alla barca, in qualsiasi momento. Ti affascinano i relitti? Molti di essi si trovano oltre i venti metri e per le particolarità di que- ste immersioni è consigliabile frequentare un corso. Quale occasione migliore che seguire un corso di specialità sui relitti. Chiedi informazioni al tuo Istruttore ESA!

I fattori amplificati dalla profondità e le tecniche corrette per gestirli

Abbiamo appena analizzato alcuni esempi sulle tipo- logie d’immersione profonda a cui potrai dedicarti. In

ogni caso, ricorda che le regole principali da rispetta-

re sono le stesse per ogni tipo d’immersione. L’acqua

è un elemento molto diverso dall’aria in cui viviamo

-circa 800 volte più densa - e chi si immerge deve adattarvisi in modo totale: adottare tecniche partico- lari per muoversi, respirare nel modo corretto e tene- re in considerazione le giuste precauzioni per non

subire il più possibile gli effetti negativi dell’aumento

di

pressione.

Ci

sono fattori concomitanti con l’immersione subac-

quea con autorespiratore che sono amplificati dalla profondità e devono essere considerati e gestiti nella maniera opportuna. Uno di questi, che molti cono- scono pur non essendosi mai immersi, è l’affanno.

Affanno

Chi non si è mai sentito in affanno almeno una volta

nella vita? Una forte emozione, un senso di costrizio- ne o uno sforzo fisco non previsto possono indurre facilmente l’affanno in ognuno di noi. Il dizionario riporta il termine come - condizione di respirazione breve e mancanza d’aria. Ricorderai dal primo corso

le informazioni in merito. Infatti, anche durante il

corso Open Water Diver, che si svolge prevalente- mente in acqua bassa e comunque non oltre i 18 metri, il sub viene informato sul rischio dell’affanno e impara come respirare e muoversi. A maggior ragio- ne, questo deve essere tenuto in considerazione in un’immersione profonda.

Infatti, l’aria respirata a 30 metri è densa il doppio che a 10 metri, raggiungendo i 4 bar. Questo può favori-

re l’insorgenza di affanno ma ci sono altre considera- zioni da fare. Devi sapere come prevenire l’af- fanno affinché l’immersione profonda sia una bella esperienza e non una fonte di stress.

Il subacqueo preparato all’immersione profonda

deve essere in buona condizione psicofisica, dispor-

re di adeguata attrezzatura e, ovviamente, respirare e

muoversi nel modo corretto. Se hai dubbi circa la pia-

nificazione di un’immersione o non ti senti in grado

di svolgerla, dovresti parlarne al tuo compagno e non

semplicemente avventurarti forzatamente in qualco-

sa che non ti fa sentire sicuro: questo potrebbe pro- curarti ansia e quindi affanno.

L’affanno può essere provocato anche da attrezzatu-

ra non idonea e, visto che stiamo parlando di respi-

razione, un occhio attento deve essere rivolto all’ero- gatore. La scelta di un erogatore deve essere basata

su fattori rilevanti: la facilità di respirazione e le pre-

stazioni in profondità piuttosto che quanto esso si intoni al colore della muta e del Gav. Quando sarai sott’acqua con l’Istruttore per questa immersione, vedrai che egli ti sarà molto vicino e ti segnalerà spes-

1

so “OK”, più che in un’immersione meno profonda. Rispondi sempre ai segnali e successivamente, quan- do ti immergerai con il tuo compagno, entrambi ricordate e applicate sempre questa procedura. Questo serve per far comprendere al compagno che tutto procede bene e per valutare le sue condizioni di respirazione e di comfort. La regola più importante per prevenire l’affanno è:

muoviti piano, rispetta i tuoi limiti e se ti sembra che l’aria fatichi ad arrivare, fermati – respira profon- damente - trova un punto d’appoggio e segnala al tuo compagno.

Orientamento

Aumentando la profondità diminuiscono la luce e la visibilità quindi è necessario sapersi orientare bene. Non ti troverai improvvisamente al buio ma l’acqua più scura potrebbe non rendere molto evidenti i rife- rimenti che normalmente usi in altre immersioni per orientarti: la stessa cima dell’ancora sparirebbe nel blu se tu ti allontanassi troppo. In molte occasioni potrai scendere sott’acqua senza alcun riferimento ma se pianifichi un’immersione profonda è meglio prevedere di avere sempre un riferi- mento: una cima per la discesa e la risa- lita, una parete o il fondale che degra- da. Il sistema di coppia è importante anche per l’orientamento e, in questo caso, è meglio che due compagni d’immersione stiano ben vicini per non perdersi mai di vista. Mentre scendi, guardati bene intor- no e osserva i riferimenti visibili. In assenza di riferimenti subacquei naturali, che potrebbero non compari- re se non quasi sul fondo, potresti guardare il profondimetro, la cima di discesa, il tuo compagno e, ogni tanto, anche la superficie. Una volta raggiun- ta la profondità stabilita, ci sono diver- se possibilità. Se i riferimenti sono par- ticolari e caratteristici e la visibilità è buona puoi tranquillamente compiere il tragitto stabilito rimanendo vicino al compagno. Se le condizioni di visibilità non lo permettono, potreste rimanere in vista della cima di risalita e perlustrare le vicinanze, osservando quello che c’è. E’ meglio non pianificare lunghi tragitti durante un’immersione pro- fonda sia perché i consumi aumentano sia perché la visibilità, per quanto buona, è quasi sempre diversa

pro- fonda sia perché i consumi aumentano sia perché la visibilità, per quanto buona, è quasi

da un’immersione in acqua bassa. Esistono le ecce- zioni di alcuni laghi in cui la visibilità aumenta sensi- bilmente solo una volta superati gli strati d’acqua superficiale decisamente più torbida che possono arrivare anche a oltre 20 metri. In ogni modo, anche in quei casi, quelle condizioni non permettono, per esempio, di sfruttare bene la luce del sole come “sistema d’illuminazione” e riferimento naturale. Riceverai, comunque, maggiori informazioni circa le tecniche per imparare a non perderti sott’acqua durante l’immersione di Orientamento prevista da questo corso. Un consiglio che molti seguono spesso con soddisfa- zione è quello di immergersi con un centro immersioni. L’immersione guidata dovrebbe essere presa in considerazione ogni qual volta ci si immerga in un sito nuovo e a maggior ragione se l’immersione prevista è una profonda. Chiedi informazioni all’Istruttore circa gli ESA Point presenti nelle zone in cui pensi di immergerti: troverai un servizio altamente professionale anche per le immersioni guidate!

Narcosi d’azoto

Ricorderai dal corso Open Water Diver le informa- zioni sulla narcosi d’azoto. Avrai anche imparato che questa condizione può verificarsi a circa trenta metri e aumentare con la profondità. Pensa che, parados- salmente, ci sono molte persone che si immergono spesso in profondità senza avere problemi di questo tipo mentre altre hanno dichiarato di aver avvertito strani effetti anche a profondità minori. E’ necessario che tu sia preparato all’immersione profonda avendo pianificato bene la discesa. Esiste, infatti, una sorta di adattamento al respirare l’azoto dell’aria in profondi- tà che ti permette di gestire meglio questo fattore. Per iniziare correttamente un’immersione pro- fonda, dovresti eseguire una discesa lenta. Come già sai, questo è importante per la compensa- zione e per l’orientamento ma può servirti anche per prevenire la narcosi d’azoto. Una discesa lenta ti permetterà di adattarti meglio agli effetti dell’aumento di pressione e di monitorarti efficacemente ad ogni metro della discesa e fermarti subito in caso avvertissi degli effetti strani. Infatti, come ricorderai, è sufficiente risalire perché i sintomi della narcosi scompaiano senza lasciare traccia. Prima, però, è necessario essere consapevoli della propria condizione e, come sai, spesso la narcosi presenta un quadro di offuscamento delle percezio- ni. Anche qui ecco che viene in aiuto il sistema di

1 Minitest 1) Ci sono dei fattori nel- l’immersione profonda che sono e devo- no
1
Minitest
1) Ci sono dei fattori nel-
l’immersione profonda
che sono
e devo-
no essere
a. Incomprensibili –
lasciati al caso
b.
Amplificati dalla pro-
fondità - considerati e
gestiti nella maniera
opportuna
c.
Amplificati dalla pro-
fondità – semplicemente
accantonati
2) Vero o Falso.
Durante l’immersione pro-
fonda è necessario preveni-
re l’affanno perché esso
diventa ingestibile
3) Durante un’immersio-
ne profonda è meglio
per avere
a.
Scendere lungo un
riferimento – un migliore
orientamento
b.
Scendere senza una
cima – migliore libertà di
movimento
c.
Scendere solo in pare-
te – un migliore orienta-
mento
17
3a-oerV21bRisposte:

coppia! Due subacquei, che scendono lentamente lungo un riferimento, possono aiutarsi reciproca- mente nel caso in cui uno dei due manifestasse un comportamento strano e non fosse in grado di capir- lo. Non è difficile aiutare il compagno in questo caso:

l’importante è non indugiare sul fondo. Rassicuralo con dei segnali ed invitalo a risalire un po’. Puoi

anche aiutarlo prendendolo per un braccio e risalire fin- ché anch’egli ti risponderà con “OK!” Forse avrai notato che fino a questo punto non abbia- mo parlato di esercizi particolari che dovrai svolgere durante questa immersione. Infatti, per l’immersione profonda non sono necessarie tecniche particolari che devi praticare per divertirti in sicurezza. La piani- ficazione accurata è sicuramente il tuo esercizio più importante. Devi applicare le comuni regole d’im- mersione che già conosci, focalizzando maggiormen-

te la tua attenzione sui fattori che saranno amplificati

dalla profondità (che stiamo analizzando) e usare attrezzatura idonea di cui parleremo fra poco. Tutto lo staff ESA che parteciperà a questo programma ti aiuterà a non tralasciare nulla, in modo che sia vera- mente la bella esperienza che pensavi. C’è comunque un momento in cui dovrai fare qual- cosa di diverso. Sarà un piccolo gioco per valutare la tua lucidità mentale che, come abbiamo appena detto, potrebbe subire un offuscamento dato dall’a- zoto. Questo problema si può manifestare anche in maniera molto sottile. Infatti, non è assolutamente detto che un subacqueo a trenta metri vada “fuori di testa completamente”: sarebbe impossibile immer-

gersi in simili condizioni. Le variazioni più fre- quenti, possono essere date da un rallentamen- to delle percezioni, da un conseguente rallenta-

mento della capacità di ragionamento e delle azioni

e da una manualità imprecisa. E’ possibile valutare

questo? La risposta è si e con l’Istruttore farete delle prove sia fuori che sott’acqua. Pensa a un gioco da eseguire mentalmente e manualmente, come contare con le dita. L’Istruttore ti segnalerà un numero con le dita e tu dovrai rispondere sempre aumentando di uno (es.se il numero indicato sarà due, dovrai rispon- dere tre e cosi via). Se il segnale fosse “cinque”, natu- ralmente dovresti usare due mani per rispondere “sei”. Altri tipi di piccoli esercizi che l’Istruttore ti potrebbe chiedere di eseguire sono: una semplice operazione matematica scritta sulla lavagnetta o stac- care e riattaccare la frusta del Gav sia fuori dall’acqua che in profondità e controllare il tempo che occorre per farlo. Vedrai che in ogni caso sarà molto interes-

sante e divertente anche questa parte un po’ insolita dell’immersione.

MDD

Ricorderai la Malattia Da Decompressione già dal primo corso. Inevitabilmente, in ogni immersione, i tessuti del nostro corpo assorbono l’azoto dell’aria in relazione alla profondità e al tempo trascorso. Questo significa che più in profondità vai e più tempo passa, più azoto assorbi. Se osservi la tabella per calcolare l’immersione, noterai che a più alte profondità corrispondono tempi di permanenza subacquea più brevi. Questo serve per poter stimare una quantità di azoto accettabile affinché il subac- queo possa, dopo una lenta risalita, far ritorno in superficie senza tappe di decompressione. Questo vale anche per le immersioni ricreative pro- fonde? La risposta è “certamente si!” Infatti, quello che dovrai fare quando pianifichi un’immersione profonda sarà quello che hai sempre fatto anche nelle altre immersioni. Sceglierai una pro- fondità (che sia compresa entro i 40 metri) e un tempo d’immersione che rientri abbondantemente nei limiti di non decompressione e rispetterai questi dati. Sia che tu usi la tabella o il computer, potrai rica- vare questi dati facilmente. Il computer ti fornisce addirittura sul momento il tempo di permanenza, che può variare se cambi quota di profondità. Se ancora non hai fatto l’immersione con il computer, avrai modo di scoprirlo presto: infatti sarà un’immersione obbligatoria di questo corso. Come saprai, non esiste una regola uguale per tutti circa l’assorbimento d’azoto. Sia le tabelle che i com- puter sono stati progettati per offrire un buon margi- ne di sicurezza per tutti, essi però non garantiscono che i sintomi non possano mai insorgere. In ogni modo, ricorderai anche che l’azoto viene rilasciato quando diminuisce la pressione, cioè in risalita e, per un certo tempo, anche dopo l’immersione. Per ridur- re al minimo i rischi e facilitare lo smaltimento del gas (azoto) dobbiamo rispettare i calcoli ed aumentare la prudenza con l’applicazione di piccole regole. Esse sono: non arrivare mai alla fine del tempo di non decompressione, risalire lentamente (almeno 10 metri al minuto) e, prima di riemergere, fermarsi a 5 metri per una tappa di sicurezza di 3 minuti. Come saprai, la sosta di sicurezza non è una misura obbligatoria nelle immersioni, ma tutti i subacquei dovrebbero sempre farla e considerarla obbligatoria durante le immersioni profonde. Durante l’immersio-

1

ne è anche consigliato di non eccedere in sforzi e limitare l’esposizione al freddo. Ambedue i fattori aumentano la concentrazione di gas nei tessuti e, conseguentemente, i rischi di MDD. Anche una volta che l’immersione è finita e sarai in barca o a riva, ricorda di limitare gli sforzi fisici e prima di salire in altitudine (anche con l’automobile!) aspetta che sia trascorso un tempo ragionevole: almeno 24 ore. Ricordi come si manifesta l’MDD? Semplicemente si formano delle bolle di gas nei tessuti e, a seconda del loro numero e della loro localizzazione, i sintomi e le conseguenze possono essere più o meno gravi. Se le bolle si formano in un’articolazione, ci può essere dolore localizzato e impedimento nei movimenti, se le bolle si localizzano nel midollo spinale può sopravvenire anche la paralisi definitiva. E’ importan- te sapere che, nel caso si manifestassero i sintomi di MDD, andranno prese adeguate misure di primo soc-

corso e che dovrebbe essere disponibile dell’ossige- no puro da somministrare. Puoi chiedere al tuo Istruttore qualcosa in più circa l’ossigeno; egli ti mostrerà volentieri il kit di cui dispone e che sicura- mente vi porterete in barca.

Intossicazione da ossigeno

Come l’azoto, anche l’ossigeno può dare problemi in profondità. Essi pos- sono essere molto gravi e portare con- vulsioni e perdita di coscienza improv- visa anche se, per incorrere in un’intos- sicazione respirando aria, è necessario scendere molto profondi; diciamo a quote superiori ai 60 metri. Perché par- larne dunque? Come saprai, il limite stabilito per la subacquea ricreativa è 40 metri e nell’immersione profonda di questo corso scenderai con l’Istruttore entro i 30 metri, ben al di sopra della soglia pericolosa. E’ necessario, in ogni modo, che ogni subacqueo conosca i pericoli dell’ossigeno contenuto nell’aria respirata in profondità per scoraggiare quella confidenza eccessi- va che può instaurarsi facendo immersioni profonde. Ricorda questa semplice ma importante regola che vale per tutte le immersioni e a maggior ragione per un’immersione profonda: pianifica l’immersione entro i limiti massimi dell’immersione ricreativa ad aria e rispetta il piano d’immersione che hai fatto!

Consumo dell’aria

Dovrai verificare spesso questo fattore durante l’im- mersione profonda. Hai imparato nel corso Open Water Diver che a 10 metri consumi il doppio rispet-

to alla superficie.

Possiamo aggiungere che a 30 metri consumi il dop-

pio rispetto ai 10 metri, quindi, a 30 metri consumi 4 volte in più rispetto alla superficie.

E’ un dato significativo e devi considerarlo attenta-

mente. Di solito come gestisci l’aria nelle tue immersioni? Forse ancora non ne avrai fatte molte ma sicuramente avrai imparato a controllare il mano- metro per evitare di finire l’aria, risalire ed avere ancora autonomia per la sosta di sicurezza. Dovrai fare la stessa cosa durante un’immersione profonda, semplicemente controllando il manometro più fre- quentemente e segnalando spesso anche con il com- pagno circa la scorta d’aria. Considera che un’immer- sione profonda comporta una risalita più lunga. Abbiamo detto che la velocità di risalita non deve superare i 10 metri al minuto, quindi se risali da trenta metri impiegherai almeno tre minuti per rag- giungere la tappa della sosta di sicurezza (abbiamo

arrotondato in eccesso per essere più sicuri!). Il con- sumo dell’aria è, in ogni modo, un fattore individua-

le

e ci sono subacquei che, immergendosi nelle stes-

se

condizioni di altri, possono consumare il doppio o

la

metà. In certi casi può essere opportuno procurar-

si

una bombola di maggiore capacità per le immer-

sioni profonde. Chiedi al Diveleader o all’Istruttore quali sono le pro-

cedure più adatte in base all’immersione che farai e non dimenticare la regola più importante che devi

considerare circa il consumo dell’aria: controlla spes- so il manometro, segnala spesso al compagno e lascia un buon margine di autonomia per la risalita e

la sosta di sicurezza.

Affinché la sosta possa essere eseguita in ogni caso (anche da chi è arrivato ad avere pochissima aria), si usa mettere preventivamente un bombolino d’aria con un octopus montato (così potrebbero respirarci anche due persone) alla tappa dei 5 metri. Di solito le barche per subacquei sono attrezzate con una barra d’acciaio a cui è possibile appendersi per la sosta e lì trovare anche il bombolino. In ogni modo,

nel briefing pre immersione, l’Istruttore ti spiegherà

le procedure usuali circa la sosta di sicurezza e l’uso

del bombolino. Se qualcosa non ti è chiara, ricordati

di chiedere chiarimenti!

1 Minitest 1) Scendere lentamente ti può aiutare a capire meglio Gli effetti della com-
1
Minitest
1) Scendere lentamente ti
può aiutare a capire
meglio
Gli effetti della com-
pensazione
a.
b.
Gli effetti della narcosi
d’azoto
c. Gli effetti della MDD
2) L’MDD è una grave
condizione medica che
può dipendere
e
a.
Da trattenere il respiro –
dal risalire velocemente
b.
Dal superare i limiti
delle tabelle – non com-
pensarli
c.
Dal superare i limiti
delle tabelle – dal risalire
velocemente
3) L’ossigeno è un gas
responsabile di potenziali
problemi in profondità.
E’ comunque facile evi-
tarli
a.
Rispettando i limiti del-
l’immersione ricreativa
b. Non immergendosi
mai oltre i 18 metri
c.
Respirando miscele
senza ossigeno
21
3a–2c–1bRisposte:

Le attrezzature idonee

Se ancora non possiedi la tua attrezzatura, il Diveleader ti fornirà tutto il necessario per il corso ma considera che è meglio se prevedi l’acquisto di attrezzatura propria. Potrai così scegliere un erogato- re che abbia buone prestazioni anche in profondità ed una protezione termica adeguata. In molte occa- sioni, pur variando la profondità, potrebbe non varia- re la temperatura, ma in altre occasioni questo cam- biamento potrebbe essere rilevante. Informati circa la temperatura dell’acqua prima di partire per una vacanza subacquea e procurati una muta adatta alle condizioni che troverai. La strumentazione deve comprendere un buon manometro perfettamente tarato e almeno uno strumento per misurare profon- dità e tempo. Ci sono in commercio ottimi strumen- ti integrati che possono affiancare il computer, se decidi di non usare orologio e profondimetro. Questi sono gli elementi più importanti da considerare al fine di un’immersione profonda. Possiamo aggiunge- re che il Gav deve avere un buon volume (senza esa- gerare), il sistema di zavorra deve essere ben posi- zionato e la pesata essere neutra, le pinne non devo- no essere troppo dure e la maschera si deve adattare bene come per le altre immersioni. E’ meglio, in ogni modo, non provare durante un’im- mersione profonda elementi nuovi dell’equipaggia- mento. Anche un piccolo difetto potrebbe rovinarti l’immersione, quindi porta con te il necessario dopo averlo provato in acqua bassa. Sicuramente un attrezzo utile in una profonda è la torcia subacquea. Abbiamo parlato dell’assorbi- mento della luce sott’acqua e di come esso sia ampli- ficato in profondità. Con una torcia potrai osservare il reale colore delle gorgonie che altrimenti risulte- rebbero blu: infatti sono di un bel rosso vivo! Anche la volta di un grande masso, che potrebbe apparire scura, acquisterebbe tutto il suo splendore mostran- do tappezzamenti di gialle margherite di mare, di spugne colorate e centinaia di altri organismi che risulterebbero altrimenti invisibili. L’Istruttore porterà una torcia subacquea sott’acqua e potrai notare come essa potrà valorizzare ulterior- mente la qualità di un’immersione profonda. Ricorda, infine, che tutto l’equipaggiamento deve esse- re conservato con un’ottima manutenzione e che un buon sistema di coppia prevede il controllo con il com- pagno prima della discesa. Se la tua formazione subac- quea è iniziata con un percorso diverso da un corso ESA, avrai comunque imparato un metodo per verifi-

care l’attrezzatura con il compagno. Se vuoi, puoi anche farlo ricordando questa parola: GRAZIE.

La pianificazione ed il sistema di coppia

Abbiamo già parlato molto della pianificazione e del sistema di coppia e in ogni paragrafo che hai letto c’era qualche informazione in merito.

Soprattutto, avrai capito che questi due aspetti devo- no essere rafforzati rispetto ad immersioni in acqua bassa. Rivediamo in maniera più schematica le infor- mazioni più importanti che abbiamo analizzato tra le righe e che tu e il tuo compagno dovete tenere in con- siderazione durante un’immersione profonda:

Pianificate insieme degli obiettivi d’immersione precisi in modo che essa sia divertente e sicura

Pianificate la profondità massima e non oltre-

passate il limite stabilito o comunque quello dell’im- mersione ricreativa

Usate attrezzatura collaudata e sicura che

garantisca ottime prestazioni in profondità

• Ogni volta, prima di scendere sott’acqua, control- latevi reciprocamente l’attrezzatura Prevenite il più possibile la narcosi d’azoto scendendo lentamente in assetto neu- tro lungo un riferimento e segnalatevi spesso “OK”

Prevenite l’affanno movendovi e

respirando lentamente e aiutatevi

reciprocamente in caso d’insorgenza dei sintomi

Rimanete sempre alla stessa

quota e non perdetevi mai di vista

Controllate spesso il manometro,

segnalatevi spesso circa l’autonomia e

lasciate un buon margine per la risalita e la sosta di sicurezza

Prevenite l’MDD risalendo ben

prima del limite di non decompressio-

ne e ad una velocità non superiore a 10 metri al minuto e fermatevi a 5 metri per una sosta di sicurezza di 3 minuti

Dopo l’immersione limitate gli sforzi

fisici e attendete almeno 24 ore prima di volare o salire in altitudine

1

Minitest

1) A 30 metri un sub

rispetto

a.

b.

c.

2) La regola più impor- tante circa il consumo dell’aria prevede di

Controllare spesso il manometro e segnalare

al

Lasciare un buon mar-

gine di scorta per la risali-

b.

a.

consuma

a

Il doppio – 10 metri

4 volte – la superficie

Sia a che b

compagno

ta

e la sosta di sicurezza.

c.

3) Vero o Falso. E’ meglio non provare in un’immer- sione profonda elementi nuovi dell’equipaggiamento

4) In tutte le immersioni sono importanti sia la pia-

nificazione sia il sistema di coppia, ma in un’immer- sione profonda è meglio

Rafforzare la pianifi- cazione

a.

b.

Che esse siano raffor-

c.

Rafforzare il sistema

Sia a che b

di

coppia

zate

4c–Vero3–2c–1cRisposte:

Schema dell’immersione in acque libere

Briefing Ascoltare la descrizione delle attività da svolge- re e fare domande per eventuali chiarimenti Prima delle Acque Libere, il briefing è particolarmen- te importante perché non è conveniente risalire durante l’immersione o uscire dall’acqua per chiarire qualcosa. E’ meglio ascoltare con attenzione, scende- re e godersi l’immersione profonda in ambiente rilas- sato per aumentare il tuo comfort, il divertimento e la sicurezza. L’Istruttore ti spiegherà quello che dovrai fare, dove, come e quando, perciò è fondamentale che sospendi ogni attività e che gli rivolgi tutta la tua attenzione. Non esitare a fare domande se qualcosa non ti è chia- ro, l’Istruttore o il Diveleader saranno felici di aiutar-

ti.

Preparazione, vestizione e controllo dell’attrezzatura Preparare correttamente tutta l’attrezzatura necessaria per l’immersione, indossarla con l’au- silio del compagno e controllarla reciprocamente Puoi assemblare il Gav e gli erogatori alla bombola e controllare che essa sia carica. La vestizione può dipendere dall’uso e dal tipo di imbarcazione e puoi effettuarla sia fuori sia direttamente in acqua. La veri- fica è quanto di meglio puoi fare in ultima fase per prevenire problemi legati all’attrezzatura, compresi quelli legati al controllo dell’assetto. Devi curare attentamente questa fase e segnalare all’Istruttore o allo Staff se tu o il tuo compagno rilevate problemi con qualche elemento dell’attrezzatura. Puoi usare la parola GRAZIE per ricordare la proce- dura di controllo: Gav, Rubinetterie, Aria, Zavorra, Individua l’erogatore di riserva, Erogatori

Ingresso Entrare in acqua con la tecnica adeguata in base alle caratteristiche del luogo L’Istruttore e lo Staff forniranno le indicazioni utili per un corretto ingresso in acqua in base alle caratteristi- che del luogo e dell’imbarcazione.

Discesa controllata lungo un riferimento entro una profondità massima di 30 metri Scendere con l’assetto corretto usando i riferi- menti di una cima o di una parete, correggere la velocità di discesa con l’aiuto del Gav e fermar- si in assetto neutro prima di toccare il fondo o

raggiungere la profondità massima di 30 metri Il controllo in discesa è una fase importante dell’im- mersione. In particolare, essere in grado di fermarti quando lo ritieni opportuno, potrebbe rivelarsi utile in caso di problemi di compensazione, se avvertissi qualche effetto di narcosi d’azoto o per non solleva- re sedimento in prossimità del fondo. Pianificherai questa immersione insieme all’Istruttore ESA ad una profondità massima di 30 metri, quindi controlla bene il profondimetro mentre scendi e segnala all'Istruttore il raggiungimento della quota.

Giro subacqueo di esperienza in profondità, uso dei segnali e controllo dei dati di tempo, profondità e scorta d’aria Praticare esperienza in profondità durante un giro subacqueo controllando frequentemente tempo, profondità e scorta d’aria e segnalando al compagno o all’Istruttore

Nitrogen Check: verifica degli effetti della narcosi In profondità, eseguire un semplice esercizio psicomotorio segnalato dall’Istruttore Un semplice esercizio di manualità suggerito dall’Istruttore ti servirà per verificare la completa luci- dità psicomotoria che durante un’immersione pro- fonda potrebbe essere, anche solo parzialmente, compromessa dall’effetto dell’azoto.

Risalita controllata lungo un riferimento e sosta di sicurezza Risalire lentamente (almeno 10 metri al minu- to) lungo un riferimento e fermarsi a 5 metri per una sosta di sicurezza di 3 minuti E’ importante risalire lentamente e fermarsi per una tappa di sicurezza in tutte le immersioni quindi, a maggior ragione, in un’immersione profonda. In que- sto modo aumenterai la tua sicurezza nei confronti dell’MDD potendo smaltire ulteriore azoto dal tuo organismo. L’Istruttore ti fornirà le indicazioni neces- sarie per effettuare la sosta di sicurezza

Uscita Uscire dall’acqua applicando le tecniche sugge- rite dall’Istruttore

Disassemblaggio e cura dell’attrezzatura Disassemblare e prestare le dovute cure all’attrezzatura Soprattutto quando pianifichi delle immersioni pro- fonde, è fondamentale che tutto sia in perfetta effi-

1

cienza. Questa fase si rivela preziosa per mantenere in efficienza la tua attrezzatura. Se puoi, è meglio risciacquarla in acqua dolce pulita ancora prima di disassemblarla, se ciò non fosse possibile, riponila con cura nella tua sacca o nella cesta per risciacquar- la in un secondo momento secondo le indicazioni dello Staff

Debriefing Ascoltare il commento dell’Istruttore Ecco un'altra occasione per migliorare il tuo proces- so formativo! Interrompi ogni attività ed ascolta con attenzione i commenti sulle tue prestazioni, i sugge- rimenti e le raccomandazioni offerte dal tuo Istruttore e dallo staff. Approfittane per migliorare ulteriormen- te e non esitare a fare domande!

Convalida dell’immersione Registrare l’immersione sul proprio logbook e farla firmare dall’Istruttore Registra l’immersione! Questa operazione serve per confermare la tua formazione in acque libere. Annota con cura tutti i parametri, le condizioni ambientali, la temperatura ed aggiungi i tuoi commenti personali. Ricorda di far convalidare l’immersione dal tuo Istruttore e chiedi se ci sono timbri o adesivi partico- lari che puoi apporre sul tuo libretto.

Complimenti!

Forse leggendo l’unità teorica di questo capitolo avrai notato che i cambiamenti necessari per effet- tuare immersioni ricreative profonde non sono radi- cali. Insomma, non devi sconvolgere tutto quello che hai imparato in precedenza! Per poterti immergere a profondità accettabili, che ti consentano di osserva- re organismi particolari, o visitare punti d’immer- sione più profondi del solito, devi assumere il giusto atteggiamento mentale e rafforzare le norme di sicu- rezza che già conoscevi. Anche il considerare i fat- tori amplificati dalla profondità e disporre di attrez- zatura efficiente rientra nella corretta pianificazio- ne di un’immersione profonda. Hai trovato ottimi suggerimenti in merito, come per esempio provare una torcia subacquea in profondità ed usare attrez- zatura già collaudata in precedenti immersioni in acqua bassa. Tutto il resto ora ti aspetta, insieme alle emozioni che condividerai con il tuo compagno d’immersione nelle prossime avventure subacquee.

Cosa hai imparato?

Lo scopo di questo esercizio è quello di ripassare le informazioni più importanti della relativa Unità Teorica, innanzitutto per migliorare la tua forma- zione, ma anche per arrivare più preparato al pros- simo appuntamento con il tuo Istruttore. Rispondi alle domande scegliendo la risposta esatta tra quelle indicate, specificando se l’informazione è vera o falsa oppure scrivendo la risposta nell’apposito spa- zio. Consegna al tuo Istruttore questa scheda, se tro- verà delle imprecisioni ti darà le spiegazioni neces- sarie. Buon lavoro!

1) Un subacqueo dovrebbe considerare l’immersione profonda come

a. Un’occasione per superare i limiti consentiti

b. Un’occasione per visitare punti d’immersio-

ne caratteristici

c. Un’occasione per osservare organismi che

non popolano solitamente le profondità più basse

d. Sia b che c

2) I più importanti fattori amplificati dalla profondità prevedono

a. Un’accurata preparazione alla soluzione dei problemi in immersione

b.Un’accurata pianificazione e le tecniche cor- rette per gestirli

c. Una notevole prestanza fisica per poterli affrontare

d. Sia a che b

3) Vero o Falso. Ogni sub dovrebbe sapere che l’af- fanno in un’immersione profonda è inevitabile e pre- pararsi fisicamente all’evenienza

4) Aumentando la profondità di solito diminuiscono la luce e la visibilità, quindi è meglio

a. Pianificare tragitti molto lunghi

b. Non pianificare tragitti molto lunghi

c. Pianificare un’immersione notturna

d. Sia a che c

1

5) La narcosi d’azoto può manifestarsi con sintomi quasi impercettibili. Tra essi ricordiamo

a. Le convulsioni improvvise

b. La perdita di coscienza

c. Un rallentamento delle percezioni

d. Una sensibile diminuzione dei consumi

6) Le più importanti regole per prevenire la MDD comprendono

a. Non arrivare mai al limite di non decom- pressione

b. Risalire non più veloce di 10 metri al minuto

c. Non trattenere il respiro in risalita

d. Sia a che b

7) Vero o Falso. Dato che l’ossigeno dell’aria è tossi- co solo a profondità superiori a 60 metri, non è neces- sario che ogni subacqueo ne conosca gli effetti

8) Un dato importante da considerare immergendosi in profondità è l’aumento

a. Delle bolle nei tessuti

b. Dei consumi

c. Della visibilità

d. Sia b che c

9) L’uso di una torcia subacquea in un’immersione profonda potrà

a. Valorizzare la qualità dell’immersione

b. Servire se l’immersione si svolge dopo il tra-

monto

c. Restituire i colori naturali che sono assorbi- ti in profondità

d. Sia a che c

10) L’immersione profonda del corso ESA Advanced Diver prevede una discesa controllata e un giro sub- acqueo entro la profondità massima di

a. 25 metri

b. 30 metri

c. 40 metri

d. 42 metri

Dichiaro di aver rivisto tutte le risposte con l’Istruttore ESA e di aver compreso la spiegazione di quelle da me sbagliate.

Firma data

Capitolo Due

Immersione di Orientamento

Cosa Imparerai

Sicuramente uscirai saltuariamente a passeggiare per svagare la mente dagli impegni: forse ti sarà capitato di visitare qualche parco o avrai program- mato delle escursioni in campagna o in montagna. In molte località caratteristiche hanno un buon seguito le escursioni guidate. Le guide esperte dei luoghi formano dei gruppi che in genere partono la mattina presto e tornano la sera o addirittura piani- ficano un piano di escursione più lungo e si accam- pano per una notte, tornando il giorno dopo. Prima della partenza sono previsti itinerari e percorsi che abbiano le caratteristiche idonee ai partecipanti: più o meno facili, più o meno lunghi e che abbiano un’autonomia di luce necessaria a consentire l’arri- vo verso l’automobile, o al punto di accampamento, prima che il sole sia tramontato. Di solito i sentieri percorribili hanno dei riferimenti: frecce e indica- zioni colorate che sono dipinte sulle rocce. Mentre si cammina e ci si gusta il panorama è comunque necessario orientarsi e, volendo, si riesce anche a sti- mare quanta strada si sta percorrendo. Se proprio una persona volesse essere precisa, potrebbe contarsi i passi e calcolare esattamente il percorso. Sott’acqua le regole non sono poi così diverse: ci si immerge per divertimento e relax e si visitano luoghi straordinari proprio come in un’escursione. Anche in questo caso occorre applicare le tecniche adatte per riuscire ad orientarsi: osservare dei riferimenti, stimare la distanza percorsa e calcolare l’autonomia necessaria per il ritorno verso la barca o a riva. In questo caso l’autonomia è data principalmente dal- l’aria della bombola. Il subacqueo neo brevettato Open Water Diver spesso lamenta una scarsa capa- cità di orientamento in immersione ma ciò è total- mente comprensibile. Occorre dedicare un po’ di tempo - dopo aver appreso le tecniche di base per immergersi - per imparare le tecniche necessarie ad orientarsi. Capita alle volte che una coppia di sub- acquei sia costretta a risalire in superficie lontano dal punto d’ingresso: probabilmente non avrà tenu- to conto del fatto che sott’acqua è particolarmente importante sapersi orientare. La conseguenza è che,

2

avrà tenu- to conto del fatto che sott’acqua è particolarmente importante sapersi orientare. La conseguenza è

una volta risaliti, essi devono pinneggiare in super- ficie anche per centinaia di metri. Le condizioni del mare potrebbero cambiare rapidamente e potrebbe- ro esserci corrente e onde. Inoltre, il traffico di bar- che e natanti potrebbe essere pericoloso e la fatica arriverebbe a stancare anche la persona più resi- stente. Ecco lo scopo di questa immersione: iniziare ad applicare le giuste procedure perché l’immersione sia una passeggiata subacquea bella e rilassante e non ti procuri stress o fatica. In base alla tua pianifica- zione e seguendo i consigli per l’orientamento sub- acqueo che troverai in questo capitolo, quando deci- derai di terminare l’immersione, potrai tranquilla- mente risalire trovandoti nuovamente nei pressi del punto d’ingresso in acqua.

Pianificazione

Avrai già ricevuto molte informazioni sulla pianifica- zione dell’immersione durante il tuo corso Open Water Diver. Tra le prime, ricorderai che devi sce- gliere accuratamente il luogo d’immersione. Ai fini dell’orientamento questa scelta dovrebbe includere alcune caratteristi- che che già dalla superficie ti fornireb- bero molte indicazioni utili. Il metodo migliore per imparare le più importan- ti caratteristiche di un sito è un’immer- sione guidata. Questo ti permette di farti un’idea dei riferimenti importanti che potrebbero servirti per le immer- sioni successive. In un’immersione da terra, di solito il fondale decresce men- tre si scende: questo ti servirà per impostare il ritorno, che avverrà salen- do lungo il fondale crescente. Un’immersione in parete avrà dei riferimenti in superficie diversi da un’immersione su una secca o su un reef. Nel primo caso la barca potrebbe ancorare vicino alla parete e quindi ti basterà seguirla sia durante la discesa sia durante l’immersione. Nel secondo caso potresti tuffarti in acqua anche in assenza di riferimenti ester- ni e sarebbe necessario utilizzare i soli riferimenti naturali subacquei o addirittura la bussola. In ogni caso, parleremo di entrambi questi argomenti nei prossimi paragrafi. Nelle librerie, o presso i centri subacquei delle località più note, si trovano delle

pubblicazioni sulle immersioni locali con le mappe molto dettagliate dei punti più caratteristici. Con poca spesa, esse potrebbero esserti di grande aiuto perché riportano molti dati: le immersioni più impor- tanti e le caratteristiche climatiche stagionali, come raggiungere il luogo, dove è preferibile ancorare e se è permesso dalle leggi locali, quali sono gli itinerari subacquei consigliati e quale tipo di vita marina potrai osservare. Non è consigliabile avventu- rarsi in mare senza aver pianificato bene anche que- sti aspetti. Se le condizioni ambientali di tempo e mare sono favorevoli per l’immersione, quantomeno dovresti conoscere anche il tipo di fondale in cui ti immergerai. Infatti, la visibilità e gli spunti per l’o- rientamento possono cambiare molto a seconda della composizione del fondo e questo è un fattore fondamentale per sfruttare al meglio i riferimenti naturali (es. immergersi su un fondale con rilievi caratteristici che puoi focalizzare o su una piatta dis- tesa di sabbia, può influire molto sulla capacità di orientamento).

I riferimenti in fase di discesa

I riferimenti presenti in superficie ti possono essere

utili anche per farti un’idea di come si presenterà il

paesaggio sott’acqua. Infatti, le caratteristiche esterne

di un sito d’immersione spesso rispecchiano quello

che c’è sotto la superficie: una scogliera che scende a strapiombo continuerà con una parete più o meno profonda; un’isoletta piatta sarà circondata facilmen-

te da un fondale poco degradante e, addirittura, per

immergerti a soli 10 metri potresti doverti allontanare molto dalla riva. Allontanarsi molto dal punto d’ingresso, però, non è molto conveniente. Se le occasioni di divertimento ci sono anche in pochi metri d’acqua perché non approfittarne? Spesso la

sabbia circonda le piccole isolette e anch’essa può servire come riferimento. Sott’acqua, davanti alla

riva, la sabbia risente dell’influenza del moto ondoso

e forma spesso delle ondine - le ripple marks – che

sono parallele alla costa. Se decidessi di entrare da riva, potresti nuotare perpendicolarmente ad esse con il fondale che decresce per portarti in fuori, seguirle parallelamente per spostarti verso destra o

sinistra rispetto al punto d’ingresso e tornare seguen- dole perpendicolarmente con il fondale che cresce.

Le immersioni dalla barca possono essere diverse a

seconda del sito o delle condizioni ambientali.

La barca ancorata: può esserlo alla sua stessa ancora

o ad una boa fissa, come quelle che trovi usualmen-

Minitest

1) Un buon metodo per

conoscere un sito d’im- mersione è

a.

b.

Fare una lunga

immersione di esplora- zione

Farsi accompagnare

almeno una volta in un’immersione guidata

c.

Immergersi ripetitiva-

mente a brevissima distanza sullo stesso sito

2) Ai fini dell’orienta- mento, la pianificazione dell’immersione dovreb-

be

Conoscere la tipologia di fondale

comprendere

a.

b.

di

c.

Conoscere la tipologia

organismi

Sia a che b

3) Un buon metodo per

farsi un’idea di un sito d’immersione è

a.

b.

Perlustrare il sito in apnea

Se disponibili, consul-

tare i libri sulle immer- sioni locali

Se disponibile, consul- tare il portolano

c.

in apnea Se disponibili, consul- tare i libri sulle immer- sioni locali Se disponibile, consul- tare

te in Mar Rosso. In entrambi i casi disporrai di una cima per la discesa che è sempre consigliabile usare:

non devi necessariamente attaccarti ad essa, tuttavia essa è sicuramente un buon riferimento. Quando ti tuffi in acqua e dopo che hai controllato l’attrezzatura con il compagno, guarda verso il fondo. Questo ti permetterà di avere una buona panoramica del paesaggio. Scendi con le pinne verso

il basso lentamente sia per compensare agevolmente

sia per guardarti intorno. Focalizza i particolari che ti colpiscono: una roccia dalla forma particola-

re, la divisione netta che ci può essere tra una prate- ria di posidonia e una secca di roccia adiacente, una franata di ciottoli o massi. Eventualmente, fermati

e osserva meglio qualcosa che potresti ricordare. In

modo particolare se ti trovi vicino al fondo, prima di abbandonare la cima di discesa per la direzione pia- nificata, controlla il computer o il profondimetro:

saprai a quale profondità si trova l’ancora e questo ti servirà quando farai il tragitto di ritorno. La barca non ancorata: si usa soprattutto in condi- zioni di corrente o se l’ancoraggio é proibito dalle leggi locali. In questo caso scenderai senza una cima.

A maggior ragione,

dovrai cercare di osser-

vare il più possibile del-

l’ambiente circostante e difficilmente ti troverai in condizioni di totale assenza di riferimenti. Le immersioni in corrente avvengono di solito in ambienti in cui la visibili- tà è ottima e con un Diving Center attrezzato per questo tipo di condi- zioni. Ascolta attenta- mente il briefing e chie- di spiegazioni se non hai compreso qualcosa o se ti sembra che qualcosa sia stato omesso circa la pro- fondità, il tempo ed il tra- gitto pianificato. Una volta in acqua, stai vicino al tuo compagno e rimanete entrambi vicini alla guida, segna- landogli subito se qualcosa non va bene. E’ consigliabi- le approfondire le tecniche di orientamento anche dopo il corso ESA Advanced Diver, seguendo il corso di specialità ESA Orienteering: acquisirai maggiore con- sapevolezza dell’ambiente sommerso, di come orientar-

tici e sarai più sicuro quando ti immergerai con un com- pagno autonomamente.

I riferimenti durante l’immersione

Prima di abbandonare la cima di discesa, dopo aver rilevato la profondità, devi decidere da quale parte dirigerti. Anche in questo caso le possibilità sono diverse. Vediamo le principali. In parete disporrai di un riferimento naturale molto semplice da sfruttare: addirittura potrai scendere e risalire lungo di essa. Una volta raggiunta la profon- dità pianificata, con la parete di fronte, potrai diriger- ti verso destra o sinistra. Se scegli ad esempio que- st’ultima, il tuo corpo sott’acqua sarà parallelo alla parete con il braccio destro rivolto verso di essa. Una volta che hai deciso di voltarti indietro, ritornerai con il braccio sinistro verso la parete. Fra poco analizze- remo i metodi per stimare una distanza sott’acqua e che ti serviranno per pianificare anche la lunghezza del tragitto subacqueo. Se la parete – pur a strapiom- bo - scende poco sott’acqua (anche soli 7 – 8 metri), come si osserva in certe isole, troverai facilmente alla fine di essa una serie di gradoni con franate di pietre più o meno grandi che comunque degradano verso un fondale più pro- fondo. Quindi, se scegliessi d’immer- gerti almeno a 20 metri dovresti allon- tanarti anche molto dalla parete, verso fuori. In questo caso potresti impo- stare il tragitto diversamente. Scenderai lungo la cima della barca, raggiungerai verso fuori la profondità massima pianificata e ti girerai ad ango- lo retto posizionandoti parallelamente alla parete (sempre verso destra o sini- stra). Puoi fare questa operazione anche se non riesci a vedere la parete:

userai una bussola e i riferimenti del fondo. Una volta imparate le caratteristi- che del sito, potrai usare solo i rife- rimenti naturali. Procedendo paral- lelamente alla parete (o alla riva se l’im- mersione è da terra) ad un certo momento, in base alla lunghezza del tragitto, ti girerai ad angolo retto verso la parete, e procederai verso di essa fino alla minima profondità voluta. Voltandoti con un altro angolo retto ti porterai nella direzione opposta a quella di partenza. Alla fine, quello che avrai com- piuto sarà un tragitto a forma di rettangolo.

2

Minitest

1) Generalmente quello

che vedrai fuori dall’ac- qua avrà

Una disparità sotto la superficie

a.

b.

Una conseguenza sot-

to la superficie

Una continuità sotto la superficie

c.

2) Vero o Falso. E’ sconsigliato immergersi sulla sabbia a causa del- l’assenza di riferimenti

3) Qualunque sia la tipologia d’immersione,

è consigliabile prendere riferimenti

a.

b.

c. Alla cima dell’ancora

Una volta sul fondo

Già dalla superficie

4) Un percorso in parete potrebbe iniziare verso mentre immer- gendosi su una secca si potrebbe

a.

Sinistra o destra –

seguirne il contorno

b.

Destra o sinistra –

seguirne il confine

Entrambe le risposte precedenti

c.

4c–3b–Falso2–1cRisposte:

Una secca potrebbe essere una montagna rocciosa che sale dal fondo verso la superficie anche se non è detto che esca fuori dall’acqua. Ci sono secche che raggiungono quasi la superficie ed altre che per rag- giungerle devi scendere anche fino a 30 metri. Premesso che la pianificazione di un’immersio- ne deve sempre tenere conto in anteprima del- l’esperienza e del grado di brevetto del subac- queo, come vedi pur trattandosi della stessa tipolo- gia d’immersione – la secca appunto - le condizioni potrebbero essere molto diverse. I riferimenti, in

immersioni di questo tipo, di solito sono ben marca- ti. Soprattutto i confini della secca, che possono esse- re adiacenti a una distesa di sabbia o a una prateria di posidonia. Se la profondità e l’ampiezza della secca lo consentono, potresti seguire la linea di confine e fare un vero e proprio giro completo ritornando al punto di partenza senza doverti voltare. Molte volte, però, l’ampiezza di una grande secca non consente né una completa panoramica visiva dei confini, né la possibilità di circumnavigarla completamente a causa dell’autonomia. Cosa fare in questo caso? Prima di tutto osserva quanto più riesci a vedere scendendo. Potresti poi visitarne una parte, partendo dalla cima dell’ancora, spostandoti in modo che la linea di con- fine sia visibile e pianificare una distanza o un tempo verso una direzione per poi tornare indietro. Le pos- sibilità di effettuare tragitti subacquei sono davvero molte, sia usando i riferimenti naturali sia usando altri sistemi (di cui fra poco parleremo). In una sola immersione non si riuscirebbe certamente a coprire tutto il programma approfondito di Orientamento. Nel corso di specialità ESA Orienteering troverai molte altre informazioni e possibilità per applicare

ulteriori tecniche di orientamento subacqueo.

Stima della distanza

Impostare un itinerario subacqueo, come per uno terrestre, significa che anche il ritorno deve essere calcolato accuratamente, soprattutto per garantirti l’autonomia necessaria a raggiungere la barca o la riva. Contare le pinneggiate. Quando cammini usi i passi - di solito tutti uguali - ed imposti l’andatura secondo un certo ritmo. Ormai questa tecnica è tal- mente acquisita nell’uomo che neanche ci si fa più caso. Per avanzare sott’acqua usi le pinne: puoi impostare anche le pinneggiate, come i passi, secon- do un certo ritmo che tenga conto dei tuoi limiti. Stabilita la direzione di “marcia” (la rotta), prova a

contare quante volte usi le pinne. Un giro comple-

to si compie quando la pinna passa sia al punto più

basso sia a quello più alto rispetto al tuo corpo. Ogni pinneggiata completa ti fa percorrere mediamente 0,70 mt. Questo sistema di conteggio delle pinneg- giate ti permette di avere le mani libere e la vista

dedicata all’osservazione sia naturalistica sia dei rife- rimenti per la rotta. Potresti impostare una rotta in una direzione per 30 pinneggiate, voltarti e tornare indietro per la rotta inversa (o reciproca) ricontando altre 30 pinneggiate. Naturalmente è meglio che tu parta da un punto

di riferimento preciso: potrebbe essere la stessa

ancora o un masso caratteristico. Questo sistema molto accurato ti può essere utile anche quando conosci molto poco di un sito. Molti tragitti brevi in direzioni diverse ti permetterebbero un’esplorazione accurata senza correre il rischio di perderti. Proverai l’esercizio di conteggio delle pinneggiate sott’acqua con l’Istruttore e sarà combinato anche con l’uso della bussola. Calcolare il tempo. Devi spesso controllare il tempo d’immersione per non superare i limiti delle tabelle e computer, quin- di perché non approfit- tarne? Una volta decisa la rotta, puoi pinneggiare per un certo periodo –10 15 minuti, aria e limiti permettendo – e poi tor-

nare indietro per altret-

tanto

Combinando questo sistema con i riferimenti naturali ed il controllo della profondità, hai tro- vato un nuovo sistema per ritornare alla barca o a riva. Calcolare il consumo. Questo è uno dei sistemi più usati anche dalle guide subacquee che pianificano l’immersione dovendo tener conto dei consumi di più persone contemporaneamente. Analogamente alla situazione precedente, in immer- sione devi spesso controllare anche il manometro, per avere aria sufficiente per tornare alla barca. Questo strumento ti può fornire indicazioni utili anche per calcolare un tragitto. Puoi impostare una

tempo.

2

Minitest

1) Imparare a stimare

una distanza sott’acqua è utile per

Pianificare il tempo per rimanere immersi

a.

Pianificare la profon-

b.

dità alla quale immer- gersi

c.

Pianificare la lun-

ghezza di un itinerario subacqueo

2) I sistemi per calcolare una distanza sott’acqua comprendono

a.

neggiate e il controllo del tempo

b.

fondità e della visibilità

Il controllo della pro-

Il conteggio delle pin-

Entrambe le risposte precedenti

c.

3) Usando il metodo del consumo dell’aria per calcolare un tragitto,

devi controllare spesso anche

a. La bussola

b. La profondità

c. La sospensione

3b–2a–1cRisposte:

direzione con la bussola, procedere controllando il manometro finché avrai consumato 30 - 40 bar e tor- nare indietro per altrettanti bar. Combinando questo metodo soprattutto con il controllo della profondità, per non far variare i consumi, potresti fare un’immer- sione tornando tranquillamente al punto di partenza.

Uso della bussola

Avrai forse già usato questo strumento sott’acqua durante il corso Open Water Diver per un semplice esercizio. Nel caso tu non abbia avuto modo di pro- vare prima d’oggi una bussola subacquea, non preoccuparti: ora rivedremo le sue caratteristiche

principali ed inoltre il tuo Istruttore penserà sia a rinfrescarti la memoria sia a fornirti lo strumento per questa immersione. Avrai anche modo di praticare un po’ di esercizio fuori dall’acqua prima di immer- gerti. Le caratteristiche. La bussola ha un ago magneti- co (di solito a forma di freccia con una punta e una

coda) che sta in bilico su uno spillo. In questo modo

l’ago, che è attirato dal magnetismo terrestre, è libero

di oscillare fino a porsi sempre con la punta verso il

Nord magnetico. Le indicazioni riguardo i punti car- dinali sono nel quadrante al centro del quale stanno

in rilievo sia lo spillo sia l’ago magnetico. Tenendo la

bussola in mano vedrai il quadrante diviso in quattro porzioni principali nelle quali troverai: il Nord – N - che corrisponde a 0 (o 360) gradi, l’Est – E - che cor- risponde a 90 gradi, il Sud – S – che corrisponde a 180 gradi e l’Ovest – W - che corrisponde a 270 gradi. Il quadrante delle bussole subacquee presenta

anche una finestrella che agevola la lettura dello stru-

mento sott’acqua. La Linea di fede è una linea dise-

gnata proprio in mezzo al quadrante o di lato ad

esso, dipende dai modelli di bussola, e serve per impostare la rotta. In navigazione la linea di fede dev’essere sempre in asse con l’asse del tuo corpo.

La ghiera girevole è simile a quella di certi orologi

ma con dei riferimenti caratteristici e serve sia per impostare una rotta sia per poterla mantenere in navigazione. Ora vedremo quali saranno gli esercizi che farai sot- t’acqua insieme all’Istruttore o al Diveleader per fami- liarizzare bene con la bussola. Leggi attentamente questo paragrafo e scoprirai che queste tecniche sono più facili da fare che da spiegare!

La posizione di navigazione. E’ forse la cosa più importante da tenere in considerazione. E’ necessario

tenere lo strumento nella giusta posizione di naviga-

zione per evitare che l’ago si blocchi. In questo caso ti fornirebbe false indicazioni. Sott’acqua devi essere a tuo agio in assetto neutro ed in posizione orizzontale per riuscire a mantenere la bussola nella corretta posi- zione di navigazione. Questa sarà l’unica garanzia di funzionamento e di attendibilità dei dati. Osserva a questo proposito dalle foto di questo paragrafo quali sono le posizioni più comode per navigare con la bus- sola: in ogni situazione lo strumento è mantenuto per- fettamente orizzontale. I tracciati subacquei. Con la bussola puoi pianifica-

re ed effettuare veri e propri schemi di navigazione:

dai tracciati più semplici fino a percorsi articolati. In questo paragrafo, analizzeremo le tecniche per impo- stare una rotta in linea retta, la sua rotta reci- proca e un rettangolo. Proverai anche in acqua questi divertenti esercizi in coppia con il tuo compa- gno. Il tuo Istruttore controllerà che entrambi svolgia-

te una buona esecuzione e vi segnalerà se qualcosa

deve essere corretto. Per iniziare il primo esercizio – il percorso in linea

retta andata e ritorno - devi impostare una rotta. Per fare ciò dovrai essere fermo, allineare

la linea di fede con la linea d’asse del

tuo corpo e porti nella direzione in cui deciderai di andare. Una volta imposta- ta la direzione e se la bussola sarà man- tenuta perfettamente orizzontale, l’ago girerà libero fino a porsi con la punta

della freccia verso Nord. A questo punto, girando la ghiera “chiuderai” l’ago dentro ai riferimenti ed inizie- rai la navigazione subacquea pinneg- giando lentamente (sempre nella dire-

zione della linea di fede). Per la distan-

za userai il conto delle pinneggiate (che

avrai stabilito in precedenza). Per man-

tenere quella rotta sarà sufficiente evita-

re che l’ago esca dai riferimenti. La cor-

rezione di rotta, se necessaria, dovrai farla mantenendo la linea di fede dello strumento allineata con l’asse del tuo

corpo e girerai lentamente come un tutt’uno fino a che la punta dell’ago tornerà dentro ai riferimenti. Impostare la rotta reciproca. Completato il numero

di pinneggiate previste ti fermerai e, mantenendo la

bussola in posizione di navigazione, girerai con tutto il corpo finché la coda dell’ago sarà entrata nei riferi- menti al posto della punta. In questo modo avrai com-

2

Minitest 1) L’ago magnetico della bussola tende a porsi sempre verso a. Ovest b. Sud
Minitest
1) L’ago magnetico della
bussola
tende
a porsi
sempre verso
a. Ovest
b. Sud
c. Nord
2) Per impostare la bus-
sola in posizione di navi-
gazione è necessario
a.
Mantenere la bussola
orizzontale e allineare
la linea di fede con l’asse
del corpo
b.
Mantenere la bussola
davanti al viso e allinea-
re la linea di fede con
l’asse del corpo.
c.
Mantenere la linea di
fede sempre verso il Nord
3) Se stai navigando
lungo una rotta usando
la bussola, per svoltare
verso destra ad angolo
retto devi
a. Sottrarre 90 gradi
b. Sommare 45 gradi
c. Sommare 90 gradi
38

piuto un giro di 180 gradi. Rifacendo lo stesso numero di pinneggiate dell’andata, dovresti tornare al punto di partenza. Questo era solo un esempio di let- tura dello strumento. Se preferisci, puoi impostare la rotta per gradi dalla finestrella o osservando il qua- drante. Questo è particolarmente utile quando si vuole percorrere un itinerario più articolato. Il tuo Istruttore ti fornirà comunque altre indicazioni.

Percorrere il perimetro di un rettangolo

Potresti iniziare da qualsiasi grado leggi sul quadran-

te ma, per spiegarlo meglio, useremo i quattro punti

cardinali principali. Per prima cosa dovrai pianificare

il tuo rettangolo. Questa figura ha tutti gli angoli di 90 gradi ma due lati corti e due più lunghi per cui dovrai stabilire il numero di pinneggiate per ogni lato. Supponiamo che tu voglia percorrere i lati lunghi con 20 pinneggiate e quelli corti con 5. Potresti impo- stare il primo lato lungo verso Nord. La bussola -

in posizione di navigazione - ti indicherà il Nord non

appena l’ago si sarà fermato. Ti girerai finché la linea

di fede sarà allineata con N e lo chiuderai ulterior-

mente con i riferimenti della ghiera girevole. A questo

punto potrai iniziare le prime 20 pinneggiate. Cerca di usare le pinne con calma e concentrazione, come se camminassi lentamente. Finito il primo ciclo di pin- neggiate ti fermerai e lentamente potrai girarti verso destra finché nei riferimenti della ghiera entrerà - Est – Questa volta le pinneggiate saranno 5. Se volessi anche contare i gradi sul quadrante o nella finestrella,

vedresti che ne hai aggiunti 90. Svolterai poi ulterior-

mente verso destra finché entrerà – Sud, equivalente a

180 gradi – per 20 pinneggiate, poi sarà la volta del-

l’ultimo lato – W (Ovest) equivalente a 270 gradi- per 5 pinneggiate. Il tuo Istruttore segnerà un riferimento all’inizio del percorso e, se tutto avrà combaciato, alla fine sarai di nuovo nei suoi pressi. Abbiamo visto come puoi compiere un rettangolo svoltando i lati verso destra. Ricorda che con la maggior parte delle bussole ogni volta che vorrai svoltare verso destra ad angolo retto dovrai sommare 90 ai gradi precedenti. Al con- trario, se volessi impostare di svoltare ad angolo retto verso sinistra dovresti sottrarre 90 ai gradi precedenti.

I fattori di disturbo

Abbiamo visto, fino a questo punto, diversi metodi che puoi applicare per orientarti in immersione. Ci sono però alcune cose importanti che devi conside- rare, soprattutto pensando che il mare é un ambien- te liquido in perenne movimento e non statico come

una strada o un sentiero. I riferimenti naturali, se sono attendibili, rimarranno sempre al loro posto (non valgono perciò i banchi di salpe che stazionano sulle rocce brucando le alghe!). Potrebbero però esserci variazioni nelle condizioni ambientali e alcu- ne volte esse potrebbero essere totalmente imprevi- ste,anche in immersioni che conosci a menadito. La visibilità potrebbe essere pessima e non per- metterti l’uso efficace di riferimenti su cui avresti fatto affidamento. In questo caso, oltre al fatto che devi informarti sulle condizioni ambientali prima dell’im- mersione, è meglio che tu riduca l’ampiezza del tuo itinerario subacqueo per mantenerti in contatto con ciò che rimane stabile. Anche la corrente, sia pur debole, può giocare qualche scherzo. Infatti, sia che tu stia usando la busso- la, il manometro, o il tempo, sia che tu stia contando le pinneggiate, la corren- te potrebbe disturbarti la navigazione. Se ti trovi in favore di corrente e usi i metodi citati sopra per la misurazione della distanza, al ritorno potresti non trovarti al punto di partenza. Chiaramente avresti percorso più stra- da all’andata perché aiutato dalla cor- rente. Se, al contrario, ti trovi a pinneg- giare controcorrente dovrai tenere conto che, probabilmente, percorrerai meno strada all’andata che al ritorno. Sia pure contando lo stesso numero di pinneggiate. Lo stesso discorso si applica ai consumi. Durante un tra- gitto controcorrente, consumerai di più che in favore di corrente: in questo caso, il metodo dell’osservazione del manometro potrebbe non essere molto attendibile (o comunque è un fattore di cui tenere ben conto). Anche una cor- rente trasversale può indurti in errore. Se prevedi di usare la bussola e compiere un semplice tragitto in linea retta – andata e ritorno – potresti esse- re portato fuori rotta pur rimanendo i riferimenti dello strumento in posizione corretta. Prova a chiudere la linea di fede o l’ago magnetico all’interno dei riferimenti della ghiera mobile, man- tieni lo strumento in posizione di navigazione e spo- stati piano di traverso: essi non escono fuori dai rife- rimenti ma tu stai comunque sbagliando rotta!. Come puoi tener conto di questi fattori di disturbo? E’

2

Minitest 1) I fattori di disturbo nell’orientamento subac- queo sono dovuti di solito a. Alla
Minitest
1) I fattori di disturbo
nell’orientamento subac-
queo sono dovuti di solito
a.
Alla visibilità.
b.
Alla corrente
c.
Entrambe le risposte
2) La rotta può essere
deviata
tutto a causa
soprat-
a. Trasversalmente –
della visibilità
b.
Trasversalmente – del-
la corrente
c.
Frontalmente – della
corrente
3) Per orientarsi al
meglio sott’acqua è pre-
feribile usare
a
Specialmente la bussola
b.
Solo i riferimenti più
importanti
c.
Più tecniche combina-
te
40
–3c2b–1cRisposte:

molto semplice. Prima di tutto sarà molto difficile che tu ti immerga usando solo ed esclusivamente la bus- sola o il conteggio delle pinneggiate per orientarti:

infatti, se userai la bussola, contemporaneamente ti servirà anche guardarti intorno e abbiamo già detto che è meglio se combini i vari metodi integrandoli fra loro. E’ necessario impostare un riferimento iniziale che, come abbiamo più volte ribadito, potrebbe essere la cima dell’ancora o qualcosa di caratteristico e, mentre nuoti lungo il percorso, prendere altri riferimenti “in riferimento al precedente” e cosi via. La presenza di corrente la avver- ti mentre nuoti potendo così correggere la rotta spostan- doti di lato o rallentando le pinneggiate in favore di corren- te. E` meglio comunque non correggere controcorrente aumentando il ritmo perché potresti facilmente affaticarti e

rischiare l’affanno. Diventa più facile orientarsi sott’acqua se

si applicano più tecniche di riferimento, anche diverse fra

loro.

Schema dell’immersione in acque libere

Briefing Ascoltare la descrizione delle attività da svolge- re e fare domande per eventuali chiarimenti Prima delle Acque Libere il briefing è particolarmen- te importante perché non è conveniente risalire durante l’immersione o uscire dall’acqua per chiarire

qualcosa. E’ meglio ascoltare con attenzione, scende- re e godersi l’immersione di orientamento in un ambiente rilassato per aumentare il tuo comfort, il divertimento e la sicurezza. L’Istruttore ti spiegherà quello che dovrai fare, dove, come e quando, perciò

è fondamentale che sospendi ogni attività e che gli

rivolgi tutta la tua attenzione. Non esitare a fare domande se qualcosa non ti è chia- ro, l’Istruttore o il Diveleader saranno felici di aiutar-

ti.

Preparazione, vestizione e controllo dell’attrezzatura Preparare correttamente tutta l’attrezzatura necessaria per l’immersione, indossarla con l’au- silio del compagno e controllarla reciprocamente Puoi assemblare il Gav e gli erogatori sulla bombola

e controllare che sia carica. La vestizione può dipen-

dere dall’uso e dal tipo di imbarcazione e puoi effet- tuarla sia fuori sia direttamente in acqua. La verifica è quanto di meglio puoi fare in ultima fase per preve- nire problemi legati all’attrezzatura, compresi quelli relativi al controllo dell’assetto. Devi curare attenta- mente questa fase e segnalare all’Istruttore o allo Staff

se tu o il tuo compagno rilevate problemi con qual- che elemento dell’attrezzatura. Puoi usare la parola GRAZIE per ricordare la proce- dura di controllo Gav Rubinetterie Aria Zavorra Individua l’erogatore di riserva Erogatori

Ingresso Entrare in acqua con la tecnica adeguata in base alle caratteristiche del luogo L’Istruttore e lo Staff forniranno le indi- cazioni utili per un corretto ingresso in acqua in base alle caratteristiche del luogo e dell’imbarcazione.

Discesa controllata lungo un riferi- mento Scendere con l’assetto corretto usando i riferimenti naturali o una cima di discesa, correggere la velo- cità di discesa con l’aiuto del Gav e fermarsi in assetto neutro prima di toccare il fondo Il controllo dei riferimenti in discesa è una fase importante dell’immersione. In particolare, la cima, una parete o il fondale degradante sono già dei riferi- menti di partenza che ti permettono di riferire ad essi quello che vedi sott’ac- qua. Ricorda di scendere in posizione verticale con le pinne in basso anche per avere il massimo della visuale panoramica del paesaggio e focalizza dei riferimenti importanti che segnale- rai all’Istruttore.

Stima della distanza tra due riferimenti lungo un percorso rettilineo di andata e ritorno Stimare una distanza tra due riferimenti usando il calcolo delle pinneggiate sia per l’andata che per il ritorno Questa tecnica si rivelerebbe particolarmente utile se tu volessi misurare una distanza sott’acqua. L’Istruttore ti fornirà le indicazioni sui riferimenti da usare per questo esercizio. Essi potrebbero essere

2

naturali, due oggetti appoggiati o una cima stesa sul fondo.

Uso della bussola in un percorso rettilineo di andata

e ritorno

Usando la bussola, impostare una rotta in linea retta e la sua rotta reciproca calcolando un numero di pinneggiate stabilito dall’Istruttore

La bussola è uno strumento che raramente si usa fine

a sé stesso, ma si combina con l’uso dei riferimenti

naturali. In ogni modo, siccome questo esercizio serve a farti familiarizzare meglio con questo stru- mento, cerca il più possibile di concentrarti su di esso, mantenendo un assetto costantemente neutro. In modo particolare, ricorda che puoi svolgere le atti- vità senza fretta, quindi pensa a come impostare la rotta e la posizione di navigazione, a contarti lenta- mente le pinneggiate e girare altrettanto lentamente finché anche il ritorno sarà impostato correttamente.

Uso della bussola in un percorso a forma di rettan-

golo Percorrere un itinerario a forma di rettangolo usando la bussola secondo la rotta stabilita dall’Istruttore Sfrutterai spesso dei percorsi figurati quando ti immergerai e la bussola potrebbe essere un valido aiuto qualo- ra volessi esplorare un sito le prime volte per conoscerlo bene e pianificare dei tragitti articolati. L’Istruttore sceglie- rà la direzione di partenza, quindi non dovrai fare altro che impostare la rotta con la bussola in posizione di naviga- zione, contarti lentamente le pinneg- giate, svoltare ad angolo retto secondo quanto pianificato e completare i quat- tro lati della figura. Naturalmente non sarai solo: il tuo compagno sarà con te in ogni esercizio e l’Istruttore o il Diveleader supervisioneranno ogni attività svolta. Uso dei riferimenti naturali Percorrere un itinerario di andata e ritorno in linea retta usando i riferimenti naturali Una volta conosciuto un sito d’immersione, sicura- mente userai molto più spesso questo metodo che altri per orientarti. In questo esercizio devi focalizza- re bene dei riferimenti caratteristici ed integrarli fra

loro per compiere un tragitto di andata e ritorno verso il punto di partenza. Come hai letto in prece- denza, cerca di memorizzare i riferimenti già dalla discesa. L’Istruttore ti fornirà le indicazioni per il cal- colo della distanza.

Risalita controllata lungo un riferimento e sosta di sicurezza Risalire lentamente almeno a 10 metri al minu- to lungo un riferimento e fermarsi a 5 metri per una sosta di sicurezza di 3 minuti E’ importante risalire lentamente e fermarsi per una tappa di sicurezza in tutte le immersioni, quindi anche in un’immersione di orientamento. In questo modo aumenterai la tua sicurezza nei confronti dell’MDD potendo smaltire ulteriore azoto dal tuo organismo. L’Istruttore ti fornirà le indicazioni neces- sarie per eseguire la sosta di sicurezza

Uscita Uscire dall’acqua applicando le tecniche sugge- rite dall’Istruttore

Disassemblaggio e cura dell’attrezzatu- ra Disassemblare e prestare le dovute cure all’attrezzatura In immersione è fondamentale che tutto sia in perfetta efficienza. Questa fase si rivela preziosa per mantenere in efficienza la tua attrezzatura. Se puoi è meglio risciacquarla in acqua dolce pulita ancora prima di smontarla, se ciò non fosse possibile, riponila con cura nella tua sacca o nella cesta per risciac- quarla in un secondo momento secon- do le indicazioni dello Staff

Debriefing Ascoltare il commento dell’Istruttore Ecco un'altra occasione per migliorare il tuo processo formativo! Interrompi ogni attività ed ascolta con attenzione i commenti sulle tue prestazioni, i suggerimenti e le raccomanda- zioni offerte dal tuo Istruttore e dallo staff. Approfittane per migliorare ulteriormente e non esi- tare a fare domande!

Convalida dell’immersione

2

Registrare l’immersione sul proprio logbook e farla firmare dall’Istruttore Registra l’immersione! Questa operazione serve per confermare la tua formazione in acque libere. Annota con cura tutti i parametri, le condizioni ambientali, la temperatura ed aggiungi i tuoi commenti personali. Ricorda di far convalidare l’immersione dal tuo Istruttore e chiedi se ci sono timbri o adesivi partico- lari che puoi apporre sul tuo libretto

Complimenti!

Come avrai potuto notare, in questo capitolo c’erano molti approfondimenti sull’orientamento rispetto al tuo precedente corso, sia per quanto riguarda l’uso dei riferimenti naturali sia per l’uso della bussola, che in parte forse già conoscevi. Infatti, orientarsi sott’acqua è importantissimo per molti fattori, inclusa la sicurezza. Avrai sicuramente notato come si ribadisce spesso anche in questo corso avanzato l’importanza della pianificazione. Essa è infatti il pilastro più importante su cui poggerà tutta la pratica dell’im- mersione, dai livelli iniziali fino a quelli professionali. Se applicherai una buona pianificazione, familiarizzerai meglio con l’immersione e non sarai costretto ad improvvisare; cosa che sot- t’acqua non giova mai. L’applicazione pratica costante delle informazioni e dei consigli che hai ricevuto in questo capitolo ti farà acquisire nel tempo l’e- sperienza necessaria per “impostare sempre la rotta giusta” e correggerla qualora intervenisse qualche fattore di disturbo. Non c’è cosa migliore che tuffar- si per un’escursione subacquea ed applicare quanto pianificato: avere in ogni momento la consapevolez- za di dove ci si trovi e risalire avendo sfruttato in maniera ottimale l’autonomia della bombola ed in modo sereno le nostre risorse psicofisiche senza doversi stancare in superficie con lunghe pinneggia- te per raggiungere la barca lontana.

risorse psicofisiche senza doversi stancare in superficie con lunghe pinneggia- te per raggiungere la barca lontana.

Cosa hai imparato?

Lo scopo di questo esercizio è quello di ripassare le infor- mazioni più importanti della relativa Unità Teorica, innanzitutto per migliorare la tua formazione, ma anche per arrivare più preparato al prossimo appunta- mento con il tuo Istruttore. Rispondi alle domande sce- gliendo la risposta esatta tra quelle indicate, specifican- do se l’informazione è vera o falsa oppure scrivendo la risposta nell’apposito spazio. Consegna al tuo Istruttore questa scheda, se troverà delle imprecisioni, ti darà le spiegazioni necessarie. Buon lavoro!

1) Le tecniche di orientamento subacqueo si basano su

a. Osservazione dei riferimenti naturali

b. Improvvisazione in base alle condizioni

ambientali

c. Stima dei percorsi e calcolo dei consumi

d. Sia a che c

2) Ai fini dell’orientamento, una buona pianificazio- ne dovrebbe anche tener conto

a. Della composizione del fondo

b. Della scelta di una barca idonea

c. Della scelta di un compagno super esperto

d. Della possibilità di assicurarsi a delle cime

3) Davanti alla riva, sott’acqua, la sabbia a causa forma spesso delle

a. Della risacca – onde perpendicolari alla costa

b. Delle onde – ripple marks

c. Del moto ondoso – ondine parallele alla costa

d. Sia b che c

4) Mentre scendi dalla superficie dovresti guardare verso il fondo per

a. Evitare le vertigini

b. Calcolare la profondità

c. Prendere dei riferimenti

d. Calcolare le pinneggiate

5) I confini di una secca sono di solito

a. Ben marcati se essa non è troppo estesa

b. Indefiniti se essa non è troppo estesa

c. Graduali e mimetici

d. Opposti e monocromatici

2

devono

a. Memorizzabili – essere colorati e mobili

b. Memorizzabili – essere caratteristici e fissi

c. Caratteristici – comprendere l’uso di ban-

dierine

d. Sia a che b

7) Un percorso subacqueo si può impostare in vari modi. Tra essi c’é

6) I riferimenti naturali per essere

a. Contare le pinneggiate

b. Calcolare il tempo

c. Calcolare il consumo

d. Tutte le precedenti

8) Tra gli esercizi che farai sott’acqua saranno com- presi

a. Seguire una rotta in linea retta – andata e ritorno - e un percorso a rettangolo

b. Seguire una rotta in linea retta – andata e

ritorno – e un percorso a triangolo

c.

Seguire un percorso articolato con almeno

5

cambi di rotta

d. Seguire un percorso articolato con almeno

7 cambi di rotta

9) La bussola sarà in posizione di navigazione quan-

do

impedendo che l’ago

a. Sarà tenuta in mano – si liberi

b. Sarà tenuta al polso – si liberi

c. Sarà tenuta in verticale – si sblocchi

d. Sarà tenuta in orizzontale – si blocchi

10) Un fattore di disturbo per la navigazione può essere la corrente. Per tenere conto di ciò va assunto

che

si percorrerà facilmente

a. All’andata in favore di corrente – una distanza minore rispetto al ritorno

b. All’andata controcorrente – una distanza

minore rispetto al ritorno

c.Al ritorno in favore di corrente – una distan- za maggiore rispetto all’andata

d. Sia b che c

Dichiaro di aver rivisto tutte le risposte con l’Istruttore ESA e di aver compreso la spiegazione di quelle da me sbagliate.

Firma

data

Capitolo Tre

Immersione di assetto

Cosa imparerai

Hai mai pensato a quante informazioni il tuo cer- vello elabora e spedisce ai recettori nervosi e musco-

lari ogni volta che ti muovi?. Chiudi gli occhi e pensa alle tue gambe mentre sei seduto. Sai bene dove si trovano: distese o accavallate o forse accoccolate sulla poltrona con il gatto che ci dorme sopra. Normalmente, anche quando cammini, certo non pensi “Ora devo mettere avanti la gamba destra ora la sinistra, poi di nuovo la destra” e cosi via e quando stai comodamente seduto davanti alla tele- visione non fai caso in continuazione a dove siano

le braccia e le mani: sono sempre lì, lungo il corpo!

Questa sensazione che ci fa intendere dove

le varie parti del nostro corpo sono posi-

zionate nello spazio è stata definita dalla neurologia come “propriocezione”, cioè il nostro “ sesto senso “. Sapresti anche dire con la stessa esattezza dove si trovano le tue gambe e le pinne mentre in immersione stai illu- minando un anfratto scuro, dove un attimo prima avevi intravisto la flessuosa coda di una corvina? Forse sei riuscito

a mantenere le pinne rivolte

verso l’alto in modo da non sol- levare sedimento e piano ti sei avvicinato alla tana o forse, preso dall’entusiasmo, hai pinneggiato ener- gicamente per poter osservare più da vicino possibile quel magnifico pesce, sollevando sedimento, grattan- do la parete dell’anfratto e facendo fuggire la corvi- na. Non ti preoccupare. Fino ad ora potresti avere ancora poche immersioni nel tuo curriculum subac- queo e quindi, con l’esperienza, avrai modo di migliorare. Questo avverrà più in fretta se prima del- l’immersione metterai a punto l’attrezzatura con dei semplici accorgimenti e sott’acqua proverai delle specifiche tecniche per migliorare l’assetto. Occorre un po’ di pratica e concentrazione iniziale per diventare eccellenti subacquei e poter controllare al meglio la propria posizione rispetto al fondo o ad una parete. Queste cose, se sviluppate nel modo opportuno, ti permetteranno di automatizzare il tuo

3

assetto e i tuoi movimenti, proprio come fai quando cammini o ti gratti la schiena. Quest’immersione infatti, aiuterà a sviluppare il tuo “sesto senso sub- acqueo”: capirai come controllare il tuo corpo in questo elemento così diverso e come mantenere una posizione corretta, muoverai le gambe con eleganza e saprai sempre in quale direzione sono rivolte le tue pinne. Migliorerai inevitabilmente anche la padro- nanza nell’uso dell’attrezzatura: imparerai a consi- derare la frusta dell’erogatore di riserva, e quella del manometro, come appendici del corpo e le pinne come prolungamenti delle gambe. Alla fine l’assetto sarà il tuo biglietto da visita come eccellente subac- queo e otterrai dalle immersioni maggior relax e divertimento.

Posizionamento corretto dell’attrezzatura

La zavorra La zavorra ed il Gav sono gli strumenti usati dal sub- acqueo per controllare l’Assetto. Ma quanti chili di zavorra occorrono e dov’è meglio posizionarli? Se usi una cintura di zavorra di tipo tradizionale o con le tasche, prova a mettere i pesi egualmente distribuiti sui fianchi e in avanti vicino alla fibbia. Questo ti aiu- terà a mantenere la migliore posizione idrodinamica, cioè disteso in orizzonta- le a pancia in giù. La schiena rimarrà libera e il fondello della bombola non ti premerà su qualche piombo lasciato troppo indietro. Se usi la zavorra integrata nel Gav, il bilanciamento dovrebbe già essere ottimale e potrai riempire le apposite tasche con i giusti pesi. Per iniziare, considera la pesata che avevi nelle immersioni precedenti e metti a punto una quantità di zavorra analoga. Se usassi una muta molto diversa nello spessore o addirittura una muta stagna, potresti chiedere consi- glio al tuo Istruttore o al Diveleader per preparare la quantità di zavorra iniziale. Ma non preoccuparti troppo per questo: infatti eseguirai la prova della pesata neutra direttamente in acqua. Durante l’immersione, la bombola svuotandosi tende a farti diventare progressivamente più positivo. Alla fine dell’immersione, quindi, potresti non essere più neutro soprattutto quando ti fermerai alla quota

positivo. Alla fine dell’immersione, quindi, potresti non essere più neutro soprattutto quando ti fermerai alla quota

di cinque metri per la sosta di sicurezza. In particola-

re, a seconda del tipo di bombola che stai usando, potrebbe essere utile aggiungere un po’ di peso in più rispetto alla pesata iniziale. Se non possiedi una tua bombola, osserva quali tipi sono usati dove ti immergerai e chiedi informazioni alla Guida subac- quea o all’Istruttore circa la necessità di aggiungere o meno del peso. Se le gambe troppo positive dovessero essere un problema, è possibile usare le cavigliere (da tre- cento grammi o mezzo chilo l’una). In questo caso potrebbe essere utile togliere un chilo dalla cintura e ridistribuirlo equamente alle caviglie. Può anche ser- vire abbassare leggermente la cintura di zavorra più del solito sul bacino: favorirà anche l’abbassamento delle gambe.

Il Gav

Strumento utilissimo per controllare l’assetto, richie- de soltanto un po’ di confidenza per fornirti le migliori prestazioni. La taglia è importante, di soli-

to le misure vanno da extrasmall a extralarge, quindi

devi avere cura di scegliere quella giusta. In questa

fase puoi farti aiutare dal negoziante o dal Diveleader presso un Esa Point. Ricorda, in ogni modo, che un Gav troppo grande risulterà “ballerino” e farà molta resistenza mentre pinneggi, incanalerà acqua dietro

la schiena frenandoti e ti si rigirerebbe addosso, un

Gav troppo piccolo potrebbe impedirti addirittura una corretta respirazione che, come sai, deve essere profonda per evitare l’affanno. Se ancora non hai un tuo Gav, approfitta di quello di qualche amico o compagno d’immersione, provane modelli anche diversi nelle caratteristiche, per esempio uno con il volume d’aria distribuito a jacket e uno a volume completamente posteriore. Non ci sono particolari consigli in questo senso, molti si trovano bene con un modello, molti con un altro. La cosa che devi con- siderare, giunto a questo punto, è l’acquisto di un tuo Gav e dell’attrezzatura in genere, perché solo in que- sto modo potrai prendere la confidenza necessaria e conoscere ogni particolare da sistemare prima del- l’immersione o le tecniche giuste per rimanere bilan- ciato correttamente sott’acqua. Anche la regolazione del Gav sulla bombola può influire sull’assetto. Sistemare e stringere la fibbia del Gav verso la parte alta della bombola ten- derà a favorirti una posizione con la testa orientata verso l’alto. Al contrario, se sistemi la fibbia molto in basso sulla bombola, tenderai a rimanere orientato in orizzontale con la testa verso il basso e le pinne

3

orientate un po’ verso l’alto. A seconda del tipo d’im- mersione che fai – in parete o a mezz’acqua – potre- sti preferire l’una o l’altra posizione, quindi non esi- ste una regola fissa. Per chi usa la muta stagna (e sono sempre di più ogni anno) sarà necessaria solo qualche considera- zione, visto il nutrito programma previsto dal corso ESA Dry Diver. Immergendoti con la muta stagna, potrai regolare l’assetto attraverso l’apposita valvola d’immissione della muta stessa: questo procedimento è già di per sé necessario a evitare lo schiacciamento dovuto all’aumento di pressione. Evitando di usare anche il Gav in immersione (comunque va indossato!), avrai una sola cosa da dover scaricare durante la risalita o se dovessi gestire un’emergenza (come soccorrere e riportare in superficie un sub incosciente). Potrai comunque usare il Gav per galleggiare in superficie o per nuotare.

Le fruste Sicuramente avrai provato a correre in spiaggia con l’acqua alle gambe e avrai notato lo sforzo necessario per spostarti. Molte persone usano questo sistema per allenare le gambe, i muscoli addominali o per puro divertimento. Anche in immersione, come sai, maggiore è la resistenza che si oppone all’acqua, maggiore sarà la fatica per pinneggiare. E’ sufficien- te osservare la forma dei pesci o dei cetacei per rendersene conto: essi sono affusolati o piatti e lisci. Proprio perché ancora non possiamo fare a meno dell’attrezzatura per le immersioni, è bene pensare a ridurre al minimo lo spostamento d’acqua che essa provoca. Pensa alla frusta dell’erogatore di riserva, potresti anche lasciarla penzolare durante l’immersione, ma quanta acqua sposterebbe e come potrebbe il tuo compagno disporne con facilità in caso di emergenza? Il rimedio è semplice. Devi fis- sare il secondo stadio di riserva con l’apposito accessorio che potrai appendere al Gav. Esistono molti modelli di fermaboccaglio per l’erogatore di riserva, ma alle volte l’erogatore si può staccare solo per aver cambiato il tipo di boccaglio che potrebbe essere più piccolo, quindi fatti consigliare su quelli migliori e controlla che siano adeguati ai boccagli che preferisci usare. Un modo semplice per accertarti che tutto funzioni e sia a posto, è il controllo dell’attrezzatura con il com- pagno che sicuramente conosci dal corso Open Water Diver. Prima di entrare in acqua, se l’imbarca-

zione lo consente, o appena prima di scendere, pra- tica un controllo all’attrezzatura del compagno, in modo particolare ai fini del posizionamento, assicu- rati che l’erogatore di riserva del tuo compagno sia posizionato nella zona del torace da un sistema effi- cace ma comodo da sganciare (dovrebbe essere suf- ficiente tirare l’erogatore). La frusta non dovrebbe compiere giri contorti ma semplicemente passare sotto ad un braccio e rimanere aderente al corpo. Anche quando sei sott’acqua, abituati a controlla-

re che le fruste siano a posto. Puoi farlo tastandoti il torace dove sono fissate. Allo stesso modo, se vedi che

il tuo compagno ha la frusta dell’erogatore di riserva, o quella del manometro, che penzolano o strisciano sul fondo, segnalaglielo ed aiutalo a rimetterle a posto.

Rilassati prima dell’immersione:

il Training Autogeno

Questa fase asciutta non rappresenta un vero circui-

to

di esercizi. E` necessario, infatti, provare l’assetto

in

acqua, su questo non ci sono dubbi. E’ comunque

vero che le considerazioni che fai quando pianifichi correttamente un’immersione tengono conto delle condizioni ambientali (che dovrebbero essere otti- mali) e delle condizioni psicofisiche tue e del com- pagno, inclusi l’entusiasmo e la voglia di andare in acqua. Immergerti rispettando queste semplici linee

guida ti mette già in una condizione mentale positiva

e favorisce il relax ed il divertimento.

Ti sarà capitato sicuramente, mentre pensi all’immer-

sione o mentre ti stai preparando l’attrezzatura, d’im-

maginarti già sott’acqua o in procinto di scendere, pregustando quelle sensazioni incomparabili che solo chi visita l’ambiente subacqueo (o forse anche gli astronauti), riesce a vivere. Questo, che ti capita senza un preciso ragionamento, è uno degli esercizi più importanti che potresti fare e dovresti provarlo ogni volta prima di entrare in acqua. Sono sufficienti alcuni minuti, anche mentre sei in barca e ti stai dirigendo verso il punto d’immersione. Chiudi gli occhi e concentrati sulla respirazio- ne. Respira lentamente e profondamente, svuotando bene i polmoni con lunghe espirazioni. Ora prova ad immaginare di essere librato a mezz’acqua in assen- za di peso (in hovering!). Piano ti sposti con un leg- gero colpo di pinna ed espirando leggermente scen-

di fino a raggiungere un magnifico scorfano mimetiz-

zato su una roccia. Non lo tocchi, ma anche rima- nendo completamente staccato da lui, che forse crede di non essere visto, riesci a coglierne tutte le

Minitest 1) Posizionare corretta- mente i pesi è utile per a. Calcolare la quantità di
Minitest
1) Posizionare corretta-
mente i pesi è utile per
a.
Calcolare la quantità
di
peso necessario per
l’immersione
b.
Distribuire equamente
il
peso necessario per
l’immersione
c.
Lasciare libere le mani
2) Usare un fermabocca-
glio per l’erogatore di
riserva serve a
a.
Impedire che l’eroga-
tore rimanga penzolante
spostando molta acqua
b.
Mantenere l’erogatore
di
riserva in una posizio-
ne
facilmente accessibile
dal compagno
c.
Sia a che b
3) La frusta dell’erogato-
re di riserva dovrebbe
a. Arrivare da destra
b. Arrivare da sinistra
c. Rimanere aderente al
corpo
51
3c2c-–1bRisposte:

sfumature dei colori. Le numerosissime appendici carnose che si prolungano dal suo corpo, ora sem-

brando alghe, ora ciuffi colorati di piccole piume. La grande bocca chiusa è come sempre pronta a risuc- chiare in una frazione di secondo qualche pesciolino

di piccola taglia che ignaro passa davanti a lui.

L’occhio di questo magnifico pesce sembra una biglia nera che ruota velocemente dentro la propria orbita,

forse è un’illusione che hai per via di qualche rifles-

so,

ma riesci a coglierla solo soffermandoti vicino a

lui

senza spaventarlo. Con una inspirazione poco più

profonda ti sollevi da quella scena e ti soffermi a mezz’acqua guardando lontano in orizzontale. Nel blu sembra non si possa scorgere nulla. Pinneggi in modo lento, un leggero colpo di pinna distinto dall’altro, aspetti che la spinta d’inerzia ti sposti ancora, prima di fermarti nuovamente. Immobile a mezz’acqua, riesci a cogliere in lontanan- za i bagliori argentei e la sagoma sfrecciante di un banco di ricciole che, velocemente ma con circospe- zione, viene a vedere che buffo tipo di pesce tu sia. Basterebbe un piccolo scatto, una mossa im-prov- visa per vedere sparire per sempre quelle creature argentate che ora ti stan- no girando intorno. Ma questo non accade e, anche se le tue bolle escono continuamente dall’erogatore, i pesci rimangono lì a girarti intorno, per molti minuti. Ora sei rilassato ma continua a respirare pro-

fondamente e lentamen- te riapri gli occhi. Stavi quasi sognando ma in realtà queste cose succe- dono ogni giorno a centi- naia di subacquei. Infatti, la meraviglia è quella che ti aspetta fra poco, quan- do davvero scenderai in acqua. Questo era solo un esempio di training autogeno. Puoi immaginarti sott’acqua rilassato in ogni scena che preferisci ma cerca sempre di respirare in questo modo durante l’esercizio. L’importante è che ti possa immedesimare mentre sei immerso e librato con il migliore assetto che potresti avere.

Questi esercizi hanno la capacità (quasi magica) di predisporti bene nei confronti dell’ambiente in cui stai per tuffarti e aumenteranno le tue performan- ce in immersione: sia durante le abilità che prove- rai con l’Istruttore e che fra poco ti verranno spie- gate, sia quando t’immergerai con un compagno e ritroverai con gioia il piacere di controllare in ogni momento dell’immersione la tua posizione sott’ac- qua.

Tecniche in acque libere

I subacquei di solito sono persone affascinate dal-

l’ambiente i quali spesso seguono anche altri interes- si: passeggiate, gite ed escursioni, birdwatching. A chi non piace ogni tanto una passeggiata rilassante in campagna? Per godere bene del paesaggio è meglio muoversi piano, secondo il proprio ritmo, magari soffermandosi su un prato verde colorato di fiori, osservando da sopra una roccia un tramonto dai mille colori e cercando con occhi attenti i movimenti dei piccoli animali o il volo degli uccelli. Sott’acqua avviene la stessa cosa. Oltre a voler vivere il senso di avventura e mistero che spesso è associato all’im- mersione, il subacqueo neofita sogna di poter rima- nere immobile a mezz’acqua per gustarsi quello che c’è intorno: un banco di salpe dorate o di affusolati barracuda che gli passano a fianco, poter osservare da vicinissimo i polipi espansi di una gorgonia o aspettare l’arrivo della ricciola avvistata in lontanan- za. Tutto questo si può fare semplicemente control-

lando la propria posizione rispetto al fondo e senza sollevare sedimento. Ma tu come la pensi? Credi che una nuvola di sedimento sollevata da un colpo di pinna sbadato possa arrecare danni? Per poter fare un paragone prova a lanciare una manciata di sabbia negli occhi di un amico e osserva la sua reazione. Possiamo dire che una nuvola di sedimento su una gorgonia equivale ad una tromba d’aria su una casa mentre ci sei dentro! Occorre naturalmente qualche tecnica speciale per riuscire a rimanere sott’acqua nella posizione voluta. “I primi passi”, oltre a disporre dell’attrezzatura idonea, si possono già compiere partendo dalla

superficie. Infatti, ora che l’attrezzatura è sistemata

e sai come rilassarti la mente, è il momento di pensa- re a quello che puoi fare sott’acqua insieme all’Istruttore e lo Staff ESA.

La pesata neutra

Il calcolo della giusta pesata, che già ricordi dal corso

Open Water Diver, è una semplice operazione che ti

Minitest 1) Prima di scendere sot- t’acqua ogni subacqueo dovrebbe a. Allenarsi agli sforzi b.
Minitest
1) Prima di scendere sot-
t’acqua ogni subacqueo
dovrebbe
a. Allenarsi agli sforzi
b. Imparare qualche tec-
nica di concentrazione
che possa rilassarlo
c.
Imparare qualche tec-
nica di immersione che
possa migliorarlo
2) Un training efficace
per concentrarsi prima
dell’immersione potrebbe
essere
Respirare lentamente e
profondamente, im-
maginandosi perfetta-
a.
mente sospeso a mezz’ac-
qua
b.
Immaginarsi al meglio
delle condizioni psicofisi-
che
c.
Entrambi
53
2c–1bRisposte:

metterà in grado di avere sempre la pesata corretta per le immersioni sia in un mare, più o meno salato, sia in acqua dolce. Questo sarà il primo esercizio di quest’immersione in acque libere - In superficie, con l’attrezzatura indos- sata e tenendo l’erogatore in bocca, sgonfia tutto il Gav e trattieni un respiro normale: l’acqua dovreb- be arrivarti a livello degli occhi- Aggiungerai o toglierai piccole quantità di zavorra finché l’acqua sarà al giusto livello. Questa pesata è vantaggiosa Perché in superficie ti basterà gonfiare poco il Gav per galleggiare comodamente mentre ti sarà sufficien- te sgonfiarlo ed espirare per incominciare a scendere lentamente. Questo già ti favorirà in superficie, sia in fase di discesa: nel primo caso non dovrai “pedalare” energicamente per rimanere a galla con il Gav tutto gonfio Perché sei troppo pesante, nel secondo caso non avrai necessità di tirarti giù con la cima Perché sei troppo galleggiante.

La discesa nel blu

Il primo esercizio subacqueo sarà proprio la discesa, che dovrai praticare senza afferrarti ne guardare la cima. In discesa, anche se non ti affer- rerai ad una cima, potrai comunque compensare e controllare l’assetto. Ma perché non tenersi ad una cima? Se ancora non hai frequentato altri luoghi per le immersioni, sicuramente prima o poi riuscirai a goderti una vacanza in Mar Rosso o in qualche altra località tropicale. Sappi che in molte locali- tà famose per le immersioni, le leggi non consentono l’ancoraggio delle barche se non in punti prefissa- ti. Per iniziare il tour guidato, al segna- le del comandante, i subacquei saltano in acqua insieme alla guida e scendono direttamente sott’acqua spesso senza alcun riferimento se non il fondale. L’escursione termina alla boa fissa, dove la barca si era nel frattempo anco- rata. Pensa che, inoltre, potresti immer- gerti con le mani occupate dalla macchina fotografi- ca o dalla videocamera. E’ necessario imparare una discesa semplice e poco faticosa aiutandoti con il Gav, che sgonfierai comple- tamente. Per scaricare correttamente il Gav è meglio che tu sia in posizione verticale con le pinne in basso, quindi puoi portare in alto il corrugato con

la mano sinistra e usare il pulsante di scarico per far uscire l’aria. Un altro metodo consiste nell’uso dello scarico rapido, che azionerai tirando il tubo corrugato verso il basso: un cavetto d’acciaio che passa all’interno del tubo, aprirà la valvola di sovrapressione, che di soli- to è posizionata a livello della spalla sinistra. Alcuni Gav hanno anche scarichi rapidi accessori che si azionano tirando un’apposita cordicella. In modo particolare, è interessante considerare lo scarico rapi- do posto in posizione lombo dorsale (di cui molti Gav sono provvisti), da usarsi anche in caso di risali- te incontrollate a pinne in alto. Ogni tanto si vedono subacquei, forse non ancora abbastanza esperti, che dopo aver sgonfiato il Gav, rimangono galleggianti come se nulla fosse successo. Com’è possibile? E’ quasi sempre una questione di concentrazione. Infatti, se trattieni involontaria- mente il respiro perché forse sei troppo concentrato sul Gav, probabilmente non riuscirai a scendere facil- mente. Ricorda che i polmoni sono lo strumento migliore che hai per controllare l’assetto, quindi, pro- prio in superficie, è necessario svuotarli parzialmen- te per cominciare a scendere. Per fare questo, è sufficiente espirare lentamente quindi, al segnale dell’Istruttore e dopo aver eseguito i segnali per la discesa con il compagno (che potrebbe essere l’Istruttore stesso), sgonfia il Gav e sof- fia profondamente nell’erogatore. Ecco di seguito il prossimo esercizio: in discesa, attraverso il pulsante di carico, e su invito dell’Istruttore, immetti aria a pic- coli colpi nel Gav, fino a rallentare e a fermarti sospeso a mezz’acqua. Se ricordi bene le prime nozioni che hai imparato sulla subacquea, saprai che in discesa la pressione aumenta di 1 bar ogni 10 metri d’acqua. Quindi, dopo che hai iniziato a scendere, l’acqua eserciterà una forte spinta sopra di te, facendoti scendere sempre più negativo, sempre più veloce. E’ necessario quindi rallentare la discesa: avrai il tempo necessario a com- pensare, potrai osservare i riferimenti naturali utili per l’orientamento e non piomberai sul fondo come un sacco di patate!

Il controllo dell’assetto in immersione

Una scrittrice, parlando dei paesaggi intatti dell’Africa ha scritto: “Occorre amore, comprensione ed anche

3

 

Minitest

 

1) Con la pesata neutra

per

iniziare la discesa sot-

t’acqua sarà sufficiente

a.

Sgonfiare il Gav ed espirare

b.

Sgonfiare il Gav ed

inspirare

c.

Sgonfiare il Gav e

trattenere un respiro normale

2) Imparare una disce-

sa

senza alcun riferi-

mento è utile

a.

Per dimostrare di es-

sere eccellenti subacquei

b.

Perché tornerebbe

utile quando non si dis- pone di una cima di discesa.

c.

Perché una cima di

discesa non è altro che

un

impedimento

3) Una discesa senza

riferimento si effettua

a.

Scaricando il Gav e compensando

b.

Scaricando

il

Gav,

espirando e compensando

 

c.

Scaricando il Gav,

espirando, compensan- do e rallentando la discesa

4) Vero o Falso. In fase

di

discesa è necessario

sia

scaricare che carica-

re il Gav

4Vero–3c–2b1a-Risposte:

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umiltà, perché con la nostra presenza c’intromet-

tiamo nel silenzio e nella dignità della natura”. Sembra una frase scritta apposta per l’immer- sione subacquea.

Se ti trovi su un fondale sabbioso, puoi osservare

incantato i raggi di luce che arrivano dalla superficie, seguire i piccoli Rombi che si spostano piatti come dischi volanti ad un paio di centimetri dal fondo ruo- tando gli occhi in ogni direzione o gustarti la scena dei Paguri che se ne vanno in giro con la loro con- chiglia sulle spalle. - Puoi farlo rimanendo ad un

palmo dal fondo, senza muovere un granello di

sabbia-

Se l’immersione è in parete avrai necessità di rimane-

re orizzontale, o verticale, a pinne in basso o addirit- tura a testa in giù per scoprire nei buchi di corallige-

no delle sorprese fantastiche: aragoste dalle lunghe

antenne e magnose mimetizzate perfettamente con l’ambiente le quali portano continuamente l’acqua e il cibo verso la bocca con delle piccole zampette. - Puoi osservarle bene senza graffiare e sbriciola- re la parete con colpi di pinna o movimenti

bruschi -

Puoi anche immergerti nel blu e goderti l’uniformità

di colore e paesaggio che solo lì puoi trovare.

Gironzolare a mezz’acqua per osservare i pesci di

passo e sperare in un colpo di fortuna: la tartaruga o il delfino. - Puoi farlo controllando l’assetto

senza “pallonare” o scendere troppo di quota - Bene! Da dove iniziamo?

Hovering Qualunque sia il tipo di immersione che farai, appli- ca sempre le tecniche come si trattasse di un percor-

so da svolgere. Vedrai che sarà proprio così anche

durante quest’immersione con il tuo Istruttore.

Mentre scendi, egli ad un certo momento ti segnale-

rà di fermarti prima di aver raggiunto il fondo: abbia- mo già parlato di questo precedentemente. Parti da questa posizione e cerca ora di rimanere fermo il più possibile. Hai già aggiunto l’aria necessaria a diventare neutro durante la discesa, quindi ora non devi più usare il Gav. Se invece volessi diventare neutro partendo dal fondo, metterai aria a piccoli colpi nel Gav, attendendo tra un’immissione e l’altra che si sia espansa nel sacco per non correre il rischio

di gonfiarlo troppo e risalire bruscamente. Ad un

certo momento ti staccherai lentamente dal fondo, quindi non sarà necessario usare le braccia come remi per aiutarti: solleveresti inutilmente molto sedi-

mento! Bene, ora senza più gonfiare il Gav, cerca una posizione comoda. Una delle posizioni più facili per rimanere immobili sott’acqua è quella da seduto: con le gambe distese, incrociate davanti o dietro, non ha importanza. Il trucco è nella respirazione. Questo esercizio, che chiameremo hovering (“to hover” significa “librarsi”) ti permetterà di capire come usare correttamente i polmoni per rimanere sospeso senza contatti con il fondo, o la superficie, e senza la neces- sità di muoverti. Hai imparato nel corso Open Water Diver che inspirando i polmoni tendono a farti salire, espirando tendono a farti scendere e mai va trattenu- to il respiro. Ma allora, per rimanere fermi, cos’è necessario fare? Semplicemente devi dosare l’aria in modo che il volume polmonare non cambi molto tra un respiro e l’altro. Puoi farlo mantenendo una respirazione profonda ma non troppo lenta, cioè non dare ai polmoni il tempo necessario per svuotarsi o riempirsi troppo. Nel contempo puoi controllare la tua posizione rispetto al fondo o alla superficie. Se non riesci a mantenere la posizione, non preoccu- parti. Infatti, le gambe potrebbero andare verso l’alto e tu finire con la testa in giù, oppure girarti su di un fianco. Continua in questa posizione e poi ripeti l’esercizio cercan- do posizioni alternative:

verticale con le pinne in basso, a pancia in giù, a testa in giù. Guarda spesso l’Istruttore, lui ti dimo- strerà l’hovering in diverse posizioni e ti segnalerà le fasi salienti dell’esercizio.

La pinneggiata misura- ta Hai mai provato a pin- neggiare a rana sott’ac- qua? Come saprai, questo è uno stile proprio del nuoto, ma può essere applicato anche all’immersione subacquea. L’Istruttore ti dimostrerà alcuni stili di pinneggiata alternativi al classico “a battuta ampia”. Variare lo stile di pinneggiata ti permetterà di riposare le gambe e adeguare quello più adatto a seconda delle esigenze. La cosa importante è: non

3

stancarsi mai in ogni occasione e pinneggiare in modo misurato. Una cosa possibile, simile a quello che fanno gli uccelli quando battono le ali in volo, è sfruttare l’i- nerzia. Prova a battere un colpo di pinna lento e ampio e poi fermati: come noterai, stai ancora pro- cedendo in avanti. Bene, perché non approfittarne? Alla fine dell’immersione potresti aver risparmiato un numero cospicuo di pinneggiate e di energie. Di con- seguenza avrai anche ridotto i consumi.

L’assetto e la respirazione Se l’immersione si svolge vicino al fondo, facilmente troverai degli ostacoli da superare o evitare: grandi massi o passaggi stretti. Potresti anche voler abbassar- ti o alzarti di quota per avvicinarti a qualche animale da osservare meglio. Al contrario di quello che molti credono, l’assetto sott’acqua si controlla molto di più attraverso la respirazione piuttosto che usan- do continuamente il Gav. Certo quest’ultimo è importante, ma una volta che sei sceso e ti sei posto in assetto neutro, effettuerai le regolazioni minori usando i polmoni. Prova questo facile esercizio – nuotando lentamente in orizzontale in assetto neutro, espira fino ad abbassarti di quota poi inspira profondamente per rialzarti dal fondo – Il tuo Istruttore ti farà praticare questa tecnica anche da fermo, cioè partendo direttamente dall’- hovering. In questo caso ti puoi mettere verticale con le pinne in basso in asset- to neutro variando la respirazione (espi- rando ed inspirando profondamente):

vedrai che sarà facile abbassarti o alzar- ti. Naturalmente alla fine dell’immersio- ne o quando deciderai di continuarla a quote superiori, come si fa in un’immer- sione multilivello, dovrai, man mano che risali, scaricare progressivamente il Gav e renderti neutro.

I contatti con il fondo Si dice sempre che non si deve mai avere nessun contatto con il fondo per non provoca- re danni. Questo è verissimo ed il rispetto dell’am- biente dovrebbe essere la prima regola da osservare. Alle volte, però, potrebbe essere necessario appog- giarsi delicatamente ad una roccia con un dito pro- prio per allontanarsi e non creare danni con tutto il corpo. E’ facile a farsi: in assetto neutro il corpo

sente anche la minima spinta di un dito e facilmente

si sposta all’indietro. Devi essere certo di avere le

pinne ferme (ricordi il “sesto senso”?). Alcuni sub, infatti, tendono a muovere sempre un po’ le pinne anche quando vorrebbero rimanere fermi. E’ bene comunque ridurre sempre al minimo ogni contatto con il fondo. Anche quando sei vicino al fondo e non lo tocchi, devi stare attento a come ti muovi. Infatti, la pinneg- giata provoca un risucchio d’acqua che, se sei troppo vicino al fondo, solleva inevitabilmente del sedimen- to. Questo causa sospensione e in certe occasioni, come durante un’immersione notturna, risulta parti- colarmente fastidiosa (a parte ovviamente l’impatto sull’ambiente) e può creare dissapori con i compagni che ti seguono. Alcune persone si lamentano di non riuscire a rima- nere nella giusta posizione Perché durante l’immer- sione sentono le pinne andare verso l’alto. Non dobbiamo considerare assolutamente svantaggiosa questa situazione. In molte occasioni la posizione ideale è proprio quella orizzontale, ma con le pinne rivolte un po’ verso l’alto: osservare qualcosa da vicino, o un’immersione guidata in un sito archeo- logico, richiede un’ottima padronanza dell’assetto (il distacco da relitti antichi e dai reperti è fondamen- tale).

Risalita senza la cima e sosta di sicurezza

Se sei sceso senza l’uso di una cima, potresti facil- mente non disporne anche in risalita. In Mar Rosso,

in molti punti d’immersione, la barca ti aspetta alla

boa fissa, ma se prevedi un viaggio alle Maldive, o in qualsiasi altro luogo dove ci si immerge in corrente e

non ci sono boe, le cose vanno diversamente. Di soli-

to

si risale con i riferimenti naturali e anche la sosta

di

sicurezza, che comunque non va mai tralasciata, si

fa

senza nessun appoggio.

Capirai, quindi, che è necessario imparare queste tec- niche, ma non preoccuparti: dopo gli esercizi che

avrai fatto sott’acqua, anche la risalita controllata sarà semplice e la sosta di sicurezza senza appoggio sarà un comodo sistema per prolungare la tua immersio- ne godendo della meravigliosa sensazione… di stare

in assenza di peso!

Quando il tempo d’immersione volge al termine, è necessario risalire rispettando una velocità di 10 metri al minuto. Mentre risali devi occuparti di due

cose: controllare la velocità e guardare dove stai andando.

Minitest 1) Per rimanere sospesi a mezz’acqua è necessario a. Usare le braccia come remi
Minitest
1) Per rimanere sospesi a
mezz’acqua è necessario
a.
Usare le braccia come
remi per non cadere
all’indietro
b.
Mettere aria a piccoli
colpi nel Gav ed usare i
polmoni correttamente
c.
Sia a che b
2) Una pinneggiata può
essere più rilassante se è
a. Misurata e lenta
b. Vigorosa e alternata
c. A rana piuttosto che
tradizionale
3) Vero o Falso. In
immersione per superare
degli ostacoli è necessario
usare spesso il Gav
4) E’ necessario
ogni
contatto con il
fondo per non provocare
danni all’ambiente
a. evitare assolutamente
b. rispettare
c. ridurre al minimo
59
4c–Falso3–a2–1bRisposte:

Se sei sceso lungo un fondale degradante, ripercor- rerai il tragitto inverso portandoti progressivamente verso quote inferiori, controllerai lo strumento e sca- richerai il Gav per non diventare improvvisamente

troppo positivo. Se sei sceso nel blu, risalirai verso la superficie guardando verso l’alto, controllando lo strumento e scaricando il Gav a piccoli colpi mante- nendo l’assetto neutro. In qualsiasi momento potresti fermarti e riprendere la risalita. Anche in questo caso, per scaricare il Gav devi posizionarti in verticale, con

la testa in alto e le pinne in basso. Puoi usare il pul-

sante di scarico o lo scarico rapido del Gav, come hai fatto durante la discesa. Cerca di prestare maggiore attenzione negli ulti- mi 10 metri, quando la pressione diminuisce rapi- damente in poco spazio. Il passaggio è brusco, essa cambia da 2 atmosfere a 1 e gli effetti sul volume sono importanti: l’aria si espande rapidamente, sia quella nei polmoni – ricordi la regola importante

di non trattenere mai il respiro? – sia quella nel Gav.

Naturalmente l’Istruttore sarà sempre al tuo fianco e sarà provvisto di un pallone segnasub. Questo vi segnalerà alle altre barche e a chi vi assiste dalla superficie.

Sosta di sicurezza senza appoggio Una volta risaliti a cinque metri, l’Istruttore ti segnalerà la sosta di sicu- rezza. Prova a rilassarti anche in que- st’occasione! Controlla semplicemente la tua posi- zione guardando lo strumento e osser- vando la superficie o il tuo compagno. Non dimenticare che anche i polmoni possono aiutarti a rimanere in assetto neutro: regolando la respirazione, rimarrai comodamente sospeso per tutta la durata della sosta di sicurezza e alla fine, insieme all’Istruttore, risalirai fino alla superficie. Ottimo lavoro! Prima di uscire dall’acqua, un’ultima facile verifica.

risalirai fino alla superficie. Ottimo lavoro! Prima di uscire dall’acqua, un’ultima facile verifica.

Verifica della pesata dopo l’immersione

Come all’inizio dell’immersione, ripeti l’esercizio della pesata neutra. Questo ti sarà utile per verificare quanto lo svuotarsi della bombola abbia influito sulla pesata iniziale: l’acqua dovrebbe ancora arrivarti a livello degli occhi con il Gav sgonfio e trattenendo un normale respiro. Un ultimo consiglio. Ricorda che non è necessario ricontrollare la pesata ogni volta prima di scendere sott’acqua ma, sicuramente, è importante farlo dopo un periodo prolungato di inattività, quando t’immer- gi in acqua dolce o in un mare diverso e se cambi attrezzatura: in modo particolare muta e Gav.

Schema dell’immersione in acque libere

Briefing Ascoltare la descrizione delle attività da svolge- re e fare domande per eventuali chiarimenti Prima delle Acque Libere il briefing è particolarmen- te importante perché non è conveniente risalire durante l’immersione o uscire dall’acqua per chiarire qualcosa. E’ meglio ascoltare con attenzione, scende- re, dedicarsi agli esercizi per avere altro tempo utile per eventuali ripetizioni e per il divertimento. Imparare le tecniche per il controllo dell’assetto avviene più efficacemente in un ambiente rilassato, provando gli esercizi in team con gli altri subacquei e lo Staff. L’Istruttore ti spiegherà quello che dovrai fare: dove, come e quando; perciò è fondamentale che sospendi ogni attività e che gli rivolgi tutta la tua attenzione. Una volta in acqua, insieme al compagno, osserva con attenzione la dimostrazione dell’Istruttore e dello Staff: essa avverrà lentamente, in modo da permet- terti di cogliere ogni particolare dell’esercizio. Non esitare a fare domande se qualcosa non ti è chia- ro, l’Istruttore o il Diveleader saranno felici di aiutarti.

Preparazione del sistema di zavorra, vestizione e controllo dell’attrezzatura Preparare correttamente un sistema di zavorra e tutta l’attrezzatura necessaria per l’immersio- ne, indossarla con l’ausilio del compagno e controllarla reciprocamente Prima di entrare in acqua per la verifica della pesata, puoi iniziare con il tuo sistema di zavorra abituale. A questo punto, puoi montare il Gav e gli erogatori sulla bombola e controllare che sia carica. La vesti- zione può dipendere dall’uso e dal tipo di imbarca-

3

Minitest

1) Mentre risali devi principalmente occuparti di due cose a. Risalire seguendo la velocità del compagno e segnalargli “OK” b. Controllare la velocità di risalita e guardare dove stai andando c. Sia a che b

2) Vero o Falso. La veri- fica della pesata va effet- tuata ogni volta prima di scendere sott’acqua

Falso-1bRisposte:

Una fase della vestizione 62
Una fase
della
vestizione
62

zione utilizzata e puoi effettuarla sia fuori sia diretta- mente in acqua. La verifica è quanto di meglio puoi fare in ultima fase per prevenire problemi legati all’attrezzatura, compresi quelli legati al controllo dell’assetto. Devi curare attentamente questa fase e segnalare all’Istruttore, o allo Staff, se tu o il tuo com- pagno rilevate problemi con qualche elemento del- l’attrezzatura. Puoi usare la parola GRAZIE per ricordare la proce- dura di controllo:

Gav Rubinetterie Aria Zavorra Individua l’erogatore di riserva Erogatori

Hover Training pre immersione In barca o a riva, provare tecniche di allenamento per aumentare la concentrazione e favorire il rilassamento Rilassarsi prima dell’immersione è utile per aumenta- re il comfort subacqueo e le prestazioni durante gli esercizi. Dedicare pochi minuti a questa pratica, ti aiuterà a liberare la mente e, una volta in acqua, pra- ticherai con più scioltezza le tecniche di regolazione dell’assetto.

Ingresso Entrare in acqua con la tecnica adeguata in base alle caratteristiche del luogo L’Istruttore e lo Staff forniranno le indicazioni utili per un corretto ingresso in acqua in base alle caratteristi- che del luogo e dell’imbarcazione. Potresti entrare in acqua usando il rovesciamento all’indietro, il tuffo a forbice o entrare da riva. In ogni caso, aspetta l’invi- to e i segnali dello Staff per l’ingresso e, una volta in superficie, aspetta insieme al tuo compagno le indi- cazioni dello Staff sullo svolgimento degli esercizi e sulla discesa.

Verifica della pesata in superficie prima dell’immersione Controllare di avere la quantità di zavorra cor- retta prima di iniziare la discesa La pesata corretta è fondamentale per raggiungere un buon controllo dell’assetto e un comfort ideale in immersione. Come già hai imparato dal primo corso, metti l’erogatore in bocca e sgonfia il Gav trattenen- do un respiro. L’acqua a livello degli occhi indica la pesata neutra. Se sei troppo positivo o negativo, aggiungerai o toglierai pesi con l’aiuto dello Staff.

Discesa nel blu Scendere con l’assetto corretto senza riferimen- ti, correggere la velocità di discesa con l’aiuto del Gav e fermarsi in assetto neutro prima di toccare il fondo Su invito dell’Istruttore, inizia la discesa sgonfiando il Gav ed espirando. Osserva solo il fondale per avere dei riferimenti visivi. Mentre scendi, controlla la velo- cità di discesa immettendo aria a piccoli colpi nel Gav, fino a raggiungere l’assetto neutro.

Tecniche per controllare l’assetto sott’acqua Durante l’immersione, mantenere l’assetto neutro provando tecniche diverse: hovering, pinneggiata misurata, respirazione e superamento di ostacoli in immersione, contatti minimi con il fondo Questi “giochi subacquei” aumenteranno la tua abili- tà subacquea nel controllo dell’assetto. Provali in scioltezza insieme al tuo Istruttore ESA!

Risalita controllata senza la cima e sosta di sicurezza senza appoggio Risalire dal fondo in modo controllato senza riferi- menti rispettando la corretta velocità di risalita e fer- marsi senza alcun appoggio per una sosta di sicu- rezza a 5 metri per 3 minuti prima di riemergere Ricorda che quando risali devi rispettare una corretta velocità di risalita (10 metri al minuto) e, se opportu- no, fermarti per la sosta di sicurezza come faresti per qualsiasi altra immersione. Proverai queste tecniche senza riferimenti per la risalita e senza appoggio durante la sosta per aumentare la tua abilità nel con- trollo dell’assetto

Verifica della pesata in superficie dopo l’immersione Dopo l’immersione, in superficie e prima di uscire dall’acqua, verificare la pesata Se la pesata era corretta all’inizio dell’immersione, allo stesso modo si dovrebbe galleggiare con l’acqua a livello degli occhi anche a fine immersione con la bombola quasi vuota. Verifica questa procedura insieme all’Istruttore e segui i consigli che riceverai.

Uscita Uscire dall’acqua applicando le tecniche sugge- rite dall’Istruttore

Disassemblaggio e cura dell’attrezzatura Disassemblare e prestare le dovute cure all’attrezzatura

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Questa fase si rivela preziosa per mantenere in effi- cienza la tua attrezzatura. Se puoi, è meglio risciac- quarla in acqua dolce pulita ancora prima di disas- semblarla, se ciò non fosse possibile, riponila con cura nella tua sacca, o nella cesta, per risciacquarla in un secondo momento secondo le indicazioni dello Staff.

Debriefing Ascoltare il commento dell’Istruttore Ecco un'altra occasione per migliorare il tuo proces- so formativo! Interrompi ogni attività ed ascolta con attenzione i commenti sulle tue prestazioni, i sugge- rimenti e le raccomandazioni offerte dal tuo Istruttore e dallo staff. Approfittane per migliorare ulteriormen- te e non esitare a fare domande!

Convalida dell’immersione Registrare l’immersione sul proprio logbook e farla firmare dall’Istruttore