Sei sulla pagina 1di 48

DEEP

DIVER
MANUAL
© ESA Worldwide
E` vietata la riproduzione di questo manuale
o di sue singole parti

Product n° M0009

A cura di Mauro Bertolini

Progetto formativo, sviluppo, consulenza e revisioni:


Mauro Bertolini, Enrico Firpo, Mario Romor, Egidio Trainito

Testi: Eleonora Iacomelli

Illustrazioni: Stefano Trainito, Jacopo Pasqualotto

Gli ausili formativi ESA in materia di prevenzione e di gestione


delle emergenze sono conformi alle linee guida approvate dal
DAN - Divers Alert Network
Indice

Capitolo Uno
L’Immersione Profonda
5 Cosa Imparerai
5 L’immersione profonda
7 Tipologie d’immersione profonda
7 Le immersioni in parete
8 Secche e relitti
8 Pianificazione dell’immersione profonda
9 Il sistema di coppia
10 Attrezzatura
13 Altra attrezzatura per l’immersione profonda
14 Tecniche per l’immersione profonda
15 Discesa
17 Assetto
18 Orientamento
20 Risalita
21 Cosa hai imparato?
Capitolo Due
I fattori influenzati dalla profondità
23 Cosa imparerai
23 La “fame d’aria” o affanno
24 Il consumo d’aria
25 L’«effetto Martini» o Narcosi d’azoto
27 I misteri della Malattia da Decompressione
30 L’intossicazione da ossigeno
31 Gestione dell’emergenza
32 Complimenti!
33 Cosa hai imparato?

Capitolo Tre
35 Immersione in acque libere 1
37 Immersione in acque libere 2
39 Immersione in acque libere 3

Appendice
41 ESA
43 9 consigli per la difesa dell’ambiente
44 9 regole per la sicurezza
45 Schema della pianificazione dell’immersione
46 Da non dimenticare
3
4
Capitolo Uno
L’immersione profonda 1
Cosa imparerai
Ti sarà sicuramente capitato di orga-
nizzare un week-end in montagna e,
osservando dai finestrini dell’auto,
avrai visto come il paesaggio, col
variare dell’altitudine, cambia sotto ai
tuoi occhi: le colline coltivate vengono
sostituite dai castagni e dai faggi, per
poi lasciare il posto agli abeti e alla
neve; l’aria diventa rapidamente più
rarefatta e più fresca e…. sarai costret-
to ad armarti di scarponi e maglioni
pesanti.
In acqua accade la stessa cosa, l’am-
biente che ti avvolge presenta caratteri-
stiche diverse rispetto ad un’immersio-
ne in acqua bassa, per te sarà quindi
fondamentale acquisire queste cono-
scenze in quanto le metterai in pratica
fin dalla prima immersione di questo
corso ed ogni volta che effettuerai
un’immersione profonda. Sicuramente
ti serviranno anche per migliorare la
tua consapevolezza di subacqueo su
quali sono i tuoi limiti, su come man-
tenere con cura l’attrezzatura, su
come sia importante un’accurata pia-
nificazione e un buon controllo del
sistema di coppia
Tutto il capitolo integra la parte teorica
e le applicazioni pratiche che svolgerai
con il tuo Istruttore ESA.
Alla fine del capitolo, inoltre, troverai
un semplice questionario da completa-
re che correggerai assieme all’Istruttore
ESA.

L’immersione profonda
Nell’ambito dell’attività subacquea ricreativa, per
immersione profonda si definisce un’immersione
effettuata a quote comprese fra i 18 e i 40 metri.
Perché più profondo?
Fino ad oggi ti sarà capitato di immergerti ad esem-
5
pio su bellissime pareti che affondano nel blu sotto le
tue pinne e ti sarà sicuramente venuta la voglia di
scoprire cosa c’è più giù.
Infatti, due delle motivazioni per cui ti sarai iscritto a
questo corso saranno sicuramente la ricerca di avven-
tura ed il desiderio della scoperta ma, in ogni caso,
ricorda che tutte le volte che ti immergi profondo devi
focalizzare un obiettivo concreto, onde evitare di pre-
Una parete giudicare la sicurezza ed il divertimento.
è il classico Non scendere mai profondo solo per il gusto di farlo,
obiettivo ricorda che il mare non deve essere sfidato e tanto
di un’im- meno deve rappresentare un modo per dimostrare
mersione qualcosa a noi stessi o agli altri.
profonda Se partirai con questo presupposto, sarai pronto per
essere accolto in una nuova “parte di blu”!

Iniziamo quindi a focalizzare insieme alcuni obiettivi


per le nostre immersioni profonde:
1. Fotografare o osservare alcune forme di vita che si
trovano solo in profondità
Le magnifiche gorgonie rosse, oppure quelle più rare
rosse e gialle si sviluppano fra i 25 – 35 metri. Oltre
ad essere molto belle sono anche molto delicate,
cerca quindi di mantenere un buon assetto per evita-
re di rovinarle.
2. Visitare una secca
Ci sono molti punti di immersione che non affiorano
in superficie, ma che iniziano a 18 – 20 metri di pro-
fondità, come grosse torri nel blu: ne sono esempi i
“Thila” maldiviani, oppure gli “Erg” egiziani.
3. Fare un’immersione su un relitto o una parete.
Molti relitti si trovano oltre i 30 metri di profondità. Il
Mediterraneo ne custodisce a migliaia: galeoni, navi,
aerei ed elicotteri giacciono sui fondali e ci sono
anche molte pareti ricche di nuove forme di vita che
potrai esplorare.
In questo modo darai un senso diverso e un’im-
pronta reale all’immersione, inoltre ricorda di consi-
derare sempre se realmente vale la pena di scende-
re profondo, infatti molti siti di immersione possono
rivelarsi più affascinanti se esplorati a basse profon-
dità.
Shaab Sabina, situata nella parte Est del reef che
avvolge Giftun Kebir, una delle isole di fronte ad
Hurghada, è un punto di immersione che, in soli
pochi metri d’acqua, offre una tavolozza di colori
degna di Michelangelo, lo stesso molti altri punti,
visto che comunque la luce del sole in profondità
arriva più difficilmente e questo fa si che in molte
zone il paesaggio risulti più “lunare”.
6
1
Tipologie di immersione profonda
Con il conseguimento del brevetto ESA Deep Diver,
si aprirà davanti ai tuoi occhi un ventaglio di nuovi
punti di immersione da scoprire, o potrai comunque
osservare in un modo diverso quelli che già conosci.
Potresti decidere di intraprendere una crociera sui
reef ancora vergini del Sudan, oppure organizzare un
viaggio a Cozumel di fronte alle coste Messicane per
vedere le spugne giganti.
Ogni luogo presenta diverse caratteristiche e, come
approfondiremo parlando delle tecniche di immer-
sione, diversi modi di gestire la tua immersione.

Le immersioni in parete
Questo tipo di immersioni sono sicuramente molto
diffuse in tutto il mondo anche perché permettono di
effettuare discesa, immersione e risalita, osservando Immergersi
la vita che popola le pareti. da una
A Sharm el Sheikh in Egitto, una delle mete più “get- barca
tonate” dai sub, a pochi passi dalla spiaggia dell’alber- garantisce
go, dalla superficie scorgi reef lussureggianti che spro- un miglior
fondano nel blu, la voglia di indossare una bombola e supporto in
tuffarsi è tanta, ma in questo caso è meglio pianificare superficie
un’immersione in acqua bassa.
Quando si effettua un’immer-
sione profonda, è consigliabile
im-mergersi da una barca, che
garantisce un ottimo supporto
in superficie, ti permette di
raggiungere rapidamente il
sito prescelto e in caso di
emergenza permette un’assi-
stenza più efficace ed un tra-
sporto più veloce.
Le immersioni in parete in
genere si dividono in due tipi:
con la barca che può essere
ormeggiata e quindi ferma,
oppure con la barca alla deriva
che segue i subacquei.
Nel primo caso la barca si
ancorerà vicino alla parete o al
reef, dove permane poi per tutta la durata dell’im-
mersione.
In alcuni Paesi, per disposizioni locali, o per fattori
ambientali avversi, la barca non può avvicinarsi trop-
po alle barriere coralline, quindi ti accompagnerà sul
punto di immersione, e rimarrà all’erta per “ripescar-
ti” al termine.
.
7
Secche e relitti
Queste immersioni di solito prevedono una discesa
lungo la cima dell’ancora o di una boa fissa e lo spet-
tacolo che si propone ai tuoi occhi è estremamente
coinvolgente, inizialmente rimarrai affascinato di
essere con il tuo compagno un unico elemento in un
unico colore: il blu. Poi, mano a mano che scenderai,
inizierai ad intravedere la sagoma sfuocata del relitto
o della secca che pian piano inizia sempre più a defi-
nirsi.
Ricorda che questo corso non ti abilita a penetrare in
relitti o comunque in luoghi chiusi dove non hai l’ac-
cesso diretto alla superficie, quindi visita il relitto dal-
l’esterno e fai comunque attenzione ad eventuali
parti sporgenti.
Spesso le
immersioni Pianificazione dell’immersione profonda.
su relitti Immagina di dover organizzare un party con degli
richiedono di amici a Capraia, un’isola bellissima di fronte alle
immergersi in coste della Toscana, sicuramente il giorno prima vi
profondità dareste appuntamento per dividervi i compiti ed
organizzare la serata, come ad esempio decidere
cosa comprare al supermercato, chi deve andare a
fare benzina per la barca e chi deve
procurare il carbone per il barbecue,
ecc.
Sicuramente così “attrezzati” sarete
sicuri di passare una bella serata senza
imprevisti dell’ultimo momento.
Come già avrai imparato nei corsi pre-
cedenti, pianificare un’immersione nei
minimi particolari è estremamente
importante per la sicurezza e per il
nostro divertimento e, nel caso di
un’immersione profonda, questo aspet-
to deve essere rafforzato.
Contatta il tuo compagno e stabilisci
con lui gli obiettivi della vostra immer-
sione e pianificate il profilo, sia con il
computer che con le tabelle, stabilendo
la profondità massima da rispettare,
questo vi aiuterà a mantenere il contat-
to una volta in acqua. Pianificate anche un profilo di
emergenza, infatti, se per qualche ragione eccedere-
te la quota prevista, avrete già i limiti di NDL previsti
per la profondità successiva, ma è importante che
questo profilo rimanga una soluzione di emergenza.
Facciamo un esempio: Con il tuo compagno decidi di
fare un’immersione profonda alla Secca del Papa in
Sardegna per osservare i meravigliosi ventagli di gor-
8
1
gonie bicolore (Paramuricea clavata) che la colora-
no. Sai che la secca inizia da una profondità di 16 m
fino ad arrivare a 40 m sul fondo, così pianificate la
vostra immersione a 33 m dove avrete un tempo mas-
simo di permanenza di 15 minuti. Per sicurezza, tut-
tavia, controllerete anche il Limite di Non
Decompressione a 36 m, che corrisponde a 10 minu-
ti, poiché nel caso in cui superiate la profondità pre-
vista, avrete un nuovo profilo a disposizione.
Non aspettare di arrivare all’NDL per risalire, ma
rimani ampiamente entro i limiti della curva.
Informati sulle condizioni meteomarine previste, tra-
mite internet, TV, radio e VHF (ogni giorno sul cana-
le 16), ed evita condizioni ambientali sfavorevoli.
Il sistema di coppia
In immersione il nostro compagno rappresenta una Nell’immer-
garanzia di maggiore sicurezza e divertimento, ci dà sione pro-
una mano a verificare il funzionamento della nostra fonda un
attrezzatura, ci ricorda di controllare la scorta d’aria buon siste-
quando davanti a una bella cernia ci dimentichiamo ma di cop-
di non avere le branchie come lei, e quando un po’ pia aum-
di stress fa capolino, ci basta averlo vicino per sentir- lenta la
ci immediatamente più tranquilli…. E sicurezza
non dimentichiamo quanto sia bello
poter condividere le nostre emozioni
con un’altra persona!
In un’immersione profonda avere un
buon sistema di coppia è estremamente
importante, prima di tutto perché la visi-
bilità e la luce sono inferiori rispetto ad
un’immersione in acqua bassa, quindi è
più facile perdere l’orientamento oppu-
re separarsi dal compagno, e non
dimentichiamo che i rischi di narcosi
d’azoto o di esaurimento dell’aria sono
più elevati.
Se ti immergi con un diving center,
potrebbe capitare che il tuo compagno
sia una persona che non conosci, in
questo caso la prima cosa da fare è pre-
sentarsi e informarsi in modo collo-
quiale (non come se fosse un interrogatorio) sull’e-
sperienza subacquea del nostro nuovo buddy, ed
inoltre ripassate insieme i segnali ed i metodi di
comunicazione.
Accordatevi di segnalarvi a vicenda il raggiungimen-
to dei 150 bar, 100 bar, e stabilite di interrompere
l’immersione ben prima di raggiungere la riserva, in
modo che abbiate la possibilità di effettuare tranquil-
9
lamente la risalita e la sosta di sicurezza.
Stabilite di comunicarvi quando uno dei due compu-
ter arriva vicino al limite della curva di sicurezza (per
esempio a 4 minuti) e di risalire seguendo quello più
Avere un’at- conservativo.
trezzatura
propria con- Attrezzatura
sente di cono- Come già sai, è importante che in ogni immersione,
scerla più a utilizzi tutta l’attrezzatura standard prevista, ovvero:
fondo e di • Pinne
intervenire • Maschera
prontamente • Snorkel
in caso di • Muta
bisogno • Erogatore
• Erogatore di riserva
• Manometro
• GAV
• Timer e Profondimetro
o Computer
• Bombola
Se non disponi di una tua
attrezzatura, il diving cen-
ter provvederà a fornirte-
ne una ma, specialmente
durante le immersioni
profonde, avere il proprio
equipaggiamento vuol
dire più comfort e certa-
mente più sicurezza, infat-
ti, se conosci l’attrezzatura
che indossi durante l’im-
mersione, avrai più pron-
tezza a rispondere ai pro-
blemi e sicuramente sarà
più facile per te gestirla, come ad esempio per prepa-
rarla o individuare prontamente il dispositivo di gon-
fiaggio-sgonfiaggio del GAV, frusta, ganci, ecc…
Prima di immergerti valuta lo stato della tua attrezza-
tura, sicuramente dovrà essere ottimale ed essere
stata revisionata periodicamente.
Analizziamola assieme:
Bombola: controlla la data dell’ultimo collaudo, è
scaduto? Le bombole devono essere sottoposte a
un’ispezione visiva per rilevare segni di usura alme-
no una volta l’anno e a regolare collaudo idrostatico,
secondo quanto previsto dalle normative previste
(informati presso l’Istruttore ESA o un ESA Point). In
ogni caso, il collaudo dovrebbe essere fatto anche
ogni volta che la bombola è sottoposta ad urti, tem-
perature elevate (sopra gli 80°C), sabbiatura, barila-
10
1
tura e se non viene utilizzata per molto tempo.
Assicurati inoltre che sia adatta per il tipo di gas che
intendi usare.
Controlla se sul collo della rubinetteria o attorno al Una mini
disco antiscoppio ci sono segni di azione galvanica, bombola
infatti ponendo a contatto due diversi metalli con l’ac- con l’ero-
qua, si potrebbe avere la dissoluzione di uno dei due, gatore inte-
con il conseguente deterioramento. grato può
Visto che respirerai più aria che in un’immersione in risolvere
acqua bassa, accertati che sia carica con almeno 200 bar. un’emer-
O – Ring: controlla sempre il buono stato e non genza di
aspettare segni di usura per cambiarli, fallo periodi- fine aria,
camente! ma con-
Erogatore: deve essere revisionato almeno una volta sente solo
l’anno, se presenta perdite d’aria, di risalire
anche se lievi, è meglio sostituirlo.
Visto che quando scendi più profondo
l’aria che respiri è più densa, il tuo sfor-
zo inspiratorio è maggiore, usa un ero-
gatore bilanciato, in modo che lo sfor-
zo inspiratorio non aumenti in relazio-
ne alla diminuzione della pressione
presente all’interno della bombola,
questo servirà anche a prevenire l’af-
fanno.
Manometro: a parte una buona manu-
tenzione e una revisione annuale, un’u-
nica raccomandazione: controllalo spes-
so, e se ti accorgi che mentre inspiri la
lancetta oscilla vuol dire che c’è poca
aria o che la bombola non è aperta com-
pletamente.
GAV: gonfialo e mettilo in acqua, veri-
fica che non escano bolle dal sacco o
dalla valvola di scarico.
Ispeziona l’attacco della frusta di bassa
pressione e controlla che gonfi e sgonfi
rapidamente.
Erogatore di riserva: sia che tu usi un
secondo erogatore, sia che usi un bom-
bolino extra, un sistema di riserva deve
essere previsto in ogni tua immersione,
specialmente se si tratta di una profonda dove l’aria
si consuma più velocemente.
Accertati che questo sia funzionante, facilmente indi-
viduabile e utilizzabile con estrema rapidità.
Muta: se la tua immersione si svolge in mari molto
caldi (Maldive, Caraibi ecc.) potrebbe non essere
necessario aumentare lo spessore della tua muta, ma
in molti casi, a causa di termoclini molto pronunciati
11
oppure a causa di correnti fredde che caratterizzano
alcuni punti di immersione, la muta che usi in acqua
bassa potrebbe non essere sufficiente, e potrebbe
essere necessario utilizzare anche accessori come
guanti e cappuccio, che magari in altre immersioni
puoi evitare. Inoltre, in profondità la pressione fa
diminuire lo spessore del neoprene con conseguente
riduzione delle sue capacità isolanti.
Attenzione però, l’uso dei guanti in alcuni Paesi è vie-
tato, quindi informati presso un diving center della
zona che potrà consigliarti anche sulla protezione
Un computer termica più adeguata da utilizzare.
collegato Profondimetro e timer: anch’essi fondamentali in
alla frusta tutte le immersioni, in particolar modo in quelle pro-
di alta pres- fonde. Visto che talvolta possono essere tarati diver-
sione infor- samente, fra il tuo profondimetro e quello del tuo
ma contem- compagno potrai notare qualche centimetro di diffe-
poranea- renza, fai riferimento a quello che indica la profondi-
mente sui tà maggiore, così avrai maggiori certezze di rispetta-
parametri re la pianificazione prestabilita.
dell’immer- Computer: L’uso dei computer subacquei è estrema-
sione e sulla mente diffuso per la sicurezza e la semplicità con cui
scorta d’aria si adoperano, infatti comprendono la funzione del
profondimetro e del timer e automati-
camente calcolano e aggiornano il limi-
te di non decompressione al variare
della profondità; sono dotati inoltre di
altre utili funzioni come la memoria
delle immersioni, rilevazione della tem-
peratura, grafici ecc..
Se ne userai uno, pianifica ogni immer-
sione anche con le tabelle in modo che
in caso di guasto potrai sempre avere
dei parametri ai quali fare riferimento; è
raro un malfunzionamento del compu-
ter, specialmente se lo sottoponi ad una
regolare manutenzione e controlli sem-
pre la carica delle batterie, ma se doves-
se avvenire, interrompi subito l’immer-
sione e risali ad una velocità non supe-
riore ai 10 m al minuto ed effettua una
sosta prolungata alla profondità di 5
metri (10 minuti o più).
Visto che non tutti i computer utilizzano gli stessi para-
metri, fai sempre riferimento a quello più cautelativo.
Approfondirai le nozioni sull’uso del computer par-
tecipando al corso di specialità ESA Computer Diver.

Altra attrezzatura per l’immersione profonda


Torcia: Mano a mano che la profondità aumenta, la
12
1
luce del sole diventa più debole ed i colori tendono
a scomparire, avere una torcia sicuramente ti sarà
utile per comunicare rapidamente con il resto del
gruppo, per esempio puoi attirare la loro attenzione
anche a distanza muovendola da destra verso sini-
stra, per aiutarti a leggere gli strumenti e soprattutto La base di
per riscoprire i magnifici colori, ad esempio, delle emergenza
nostre affezionate gorgonie che in profondità consiste
appaiono bluastre. semplice-
Cima di superficie: estremamente utile soprattutto in mente
presenza di corrente, la cima di superficie viene fis- in una
sata alla barca o alla piattaforma, in modo che una cima con
volta in acqua potrai aspettare il compagno afferran- una bom-
dola senza dover pinneggiare per non farti allontana- bola
re dalle onde o dalla corrente. predispo-
Base di Emergenza : Nelle immersioni previste da sta con
questo corso potrai apprezzare l’uso di una base di almeno
emergenza. due eroga-
Questa consiste semplicemente in una cima con una tori e dei
bombola predisposta con almeno due erogatori e dei pesi, fissa-
pesi, fissati a circa cinque metri. Come abbiamo riba- ti a circa
dito più volte, durante le immersioni profonde l’aria cinque
si consuma più velocemente, quindi nel caso in cui metri.
arrivi alla sosta di sicurezza con poca
aria, potrai comunque effettuarla tran-
quillamente respirando dagli erogatori
appositamente predisposti. I pesi servi-
ranno se, arrivando a cinque metri con
poca aria nella bombola, tendi ad esse-
re troppo positivo e quindi a faticare
per mantenere la quota.
La preparazione e la predisposizione di
una base di emergenza, può variare a
seconda delle località in cui ti immergi,
infatti, se ti capiterà di fare immersioni
in zone in cui la barca non può ormeg-
giare, potrai predisporre un trapezio,
collegato ad una boa piuttosto grande
con due cime che, partendo dalla boa
stessa, sono fissate a cinque metri di
profondità con un’asta d’acciaio alla
quale è legata la bombola di scorta.
Il trapezio deve essere messo in acqua da chi assiste
in superficie quando, con il pedagno, segnalerete
che state per risalire.
Kit di Primo Soccorso ed Ossigeno: Entrambi indi-
spensabili nella lista delle cose da portare in barca, il
Kit di Primo Soccorso deve essere ben fornito (come
specificato nel Manuale ESA Prevention & Rescue
Diver). Per quanto riguarda l’Ossigeno ci sono diver-
13
si dispositivi, sicuramente quello più utilizzato è

Minitest
quello a domanda, che consente un minor spreco ed
una migliore efficacia di quello a flusso continuo.
Accertati inoltre che, in caso di emergenza, la quanti-
tà di ossigeno di cui disponi, sia sufficiente a rag-
1. Vero o Falso. giungere il punto di assistenza. Informati su dove si
E’ consigliabile svolgere trova la camera iperbarica o il centro medico più vici-
le immersioni profonde no, se è molto distante, dovrai procurarti una bom-
con il supporto di una bola che abbia una buona capacità.
barca Queste nozioni verranno approfondite nel paragrafo
“Sussidi per le Emergenze”
2. Prima di un’immer- Segnalatore di superficie: gli vengono attribuiti
sione profonda con il diversi nomi di fantasia, ma è in realtà un pedagno o,
tuo compagno dovresti: appunto, un segnalatore di emergenza. Consiste in
a) Ripassare i segnali e i un cilindro flessibile, chiuso ad una estremità e gon-
metodi di comunicazio- fiabile in acqua, che segnala la posizione dei subac-
ne quei durante la risalita. E’ molto usato nelle immer-
b) Accordarti sui limiti sioni in corrente nei luoghi in cui le barche non pos-
della scorta d’aria e con- sono ormeggiare, per esempio alle Maldive.
trollare spesso il mano- Averlo con noi in un’ immersione profonda potrebbe
metro rivelarsi utile nel caso in cui risalissimo vicino alla
c) Sia a. che b. sono cor- parete o nel blu, in modo da poterci far avvistare
rette rapidamente dalla barca ed evitare il passaggio di
barche sopra la nostra testa.
3. Per la tua immersione
profonda è consigliabile: Tecniche per l’immersione profonda
a) Utilizzare attrezzatu- Firenze è una delle città più belle del mondo e quan-
ra noleggiata in quanto do la visiti non ti puoi certo dimenticare di attraver-
sarà più sicura sare Ponte Vecchio, un ponte dove, fra vecchie bot-
b) Utilizzare la tua teghe di orafi e piccole caffetterie, pittori di ogni
attrezzatura dopo esserti nazionalità rubano un pezzo di paesaggio per ritrar-
accertato del buon fun- lo nei loro quadri.
zionamento C’è chi usa i colori a olio, chi l’acquerello, chi solo il
c) Comprare attrezzatu- carboncino…. Tante tecniche diverse per rappresen-
ra nuova, dai colori tare lo stesso soggetto.
sgargianti Come uno di questi pittori, in questa parte di unità
teorica, andremo proprio a imparare quali saranno le
tecniche migliori per permetterti di dipingere nella
tua memoria nuove emozioni e nuove avventure in
completa sicurezza.
Immagina di dover “scomporre” la tua immersione in
Risposte: Vero – 2 c – 3b

tante piccole parti al fine di analizzarle insieme in


modo da poter porre l’accento sulle accortezze da
mettere in atto quando ti immergi più profondo.
Discesa
Effettuare una discesa corretta significa iniziare la
nostra immersione con una marcia in più, ovvero più
rilassati, sicuri e più predisposti a divertirci.
Abbiamo già visto, parlando della Pianificazione del-
l’immersione profonda, di quanto sia importante
14
1
curare ogni dettaglio, quindi, prima di effettuare la
nostra discesa, dovremo constatare che tutta la nostra
attrezzatura sia in ordine e “pronta all’uso” onde evi-
tare di tuffarci in acqua e accorgerci di aver dimenti-
cato qualche pezzo in barca….
Ricordi il check pre-immersione con il tuo compagno?
Rivediamo gli step fondamentali assieme.
Per essere sicuro di aver controllato tutto e con il giu- il check pre
sto ordine, ricorda di verificare: immersione
è ancora
più impor-
GAV (controllerai se la frusta di bassa pressione è tante nel-
attaccata e se il sistema di gonfiaggio funziona cor- l’immersio-
rettamente) ne profon-
R: Rubinetteria (verifica se è ben aper- da
ta e se senti rumori di fuoriuscita d’aria)
Aria (Quanta aria segna il manometro?
Premendo il pulsante di spurgo, la lan-
cetta si muove?)Zavorra (Controlla che
i pesi siano distribuiti omogeneamente,
che la fibbia non sia bloccata da qual-
che peso e che in caso di necessità
possa essere abbandonata rapidamen-
te con l’uso di una sola mano)
Erogatore di riserva (E’ collocato in una
posizione ben visibile, e pronto all’u-
so?)
Erogatori (Controlla che funzionino)

Inoltre assicurati che la maschera sia


ben posizionata sul volto senza capelli
o cappuccio all’interno.
Una volta in acqua con il gav corretta-
mente gonfio, scambia l’erogatore con
lo snorkel in modo da risparmiare aria
(stai per fare un’immersione profonda,
ricorda che consumerai di più che in
un’immersione in acqua bassa!).
Se disponi di una cima di superficie
afferrala, così rimarrai vicino alla barca
o alla stazione di supporto, senza
intralciare l’entrata in acqua del tuo
compagno o del resto del gruppo.
Per evitare perdite di tempo, controlla subito la pesa-
ta, basta che sgonfi il gav, trattieni un respiro norma-
le e senza muoverti dovrai galleggiare con l’acqua a
livello degli occhi.
Appena sarete pronti, avvicinatevi alla cima di disce-
sa, scambiatevi il segnale Scendiamo, e dopo aver
scambiato lo snorkel con l’erogatore, imposta il timer
15
e controlla che il computer sia acceso, segnala l’OK
al compagno, poi finalmente sgonfia il Gav ed inizia
a compensare.
Scendi in posizione verticale, con i piedi in basso
(scendere “al contrario” può provocare vertigini o
disorientamento e complicare le manovre di compen-
sazione), rimani vicino al tuo compagno e utilizza un
riferimento visivo come una parete degradante o una
La discesa in cima; se trovi difficoltà a scendere, prima di aumen-
posizione tare la tua pesata, prova ad espirare bene l’aria dai
verticale polmoni, e piega le ginocchia, così sposterai meno
favorisce la acqua e agevolerai la tua discesa; aggiungere altro
compensa- peso in superficie potrebbe voler dire essere troppo
zione e l’o- negativo una volta arrivati sul fondo.
rientamento Se stai effettuando un’immersione in gruppo, è consi-
gliabile che rimaniate sempre tutti assieme in modo
da aspettare chi magari ha bisogno di qualche secon-
do in più per compensare.
I problemi di compensazione possono capitare a
chiunque, e comunque, per quanto il problema sia
banale e facilmente risolvibile, può portare ad una
situazione di stress il subacqueo, in modo particolare
se egli vede tutti gli altri sul fondo in impaziente atte-
sa, magari battendo nervosamente il dito sul timer…
lo stress non potrà che aumentare con possibile
rinuncia all’immersione.
E poi, sicuramente, aspettare serve anche a te, avrai
modo di rilassarti, di posizionare correttamente qual-
che frusta che si è staccata dal gancetto durante l’en-
trata in acqua e, soprattutto, ti permette di non accu-
mulare tempo sul fondo e consumare aria inutilmen-
te.
Proseguiremo la nostra discesa lentamente fino ad
arrivare alla quota stabilita, ci porteremo in assetto
neutro pronti ad iniziare la nostra immersione.

Assetto
Ti è mai capitato di osservare la bellezza dei gabbia-
ni fluttuare in cielo?
Si fanno spingere dal vento, volteggiano e poi plana-
no fino a tornare di nuovo in mezzo alle nuvole…
Ma questo volteggiare, planare, volare…non ti ricor-
da qualcosa di familiare?
Non proviamo le stesse emozioni andando in acqua?
Se durante le nostre immersioni manterremo un
assetto neutro, la sensazione sarà la stessa…..ma per-
ché parlare dell’assetto in un manuale di immersio-
ne profonda?
Già durante i corsi precedenti hai imparato che avere
un buon assetto vuol dire evitare tanti fastidi come ad
16
1
esempio sollevare sospensione, danneggiare gli
organismi che popolano i fondali, provocarti ferite
con coralli o pesci velenosi, soprattutto eviterai di
andare in affanno e di conseguenza potrai consuma-
re meno aria.
Generalmente, quando svolgi un’immersione con
una zavorra eccessiva, sei costretto a gonfiare molto
il gav, questo fa sì che mentre il torace viene soste-
nuto dal jacket, il bacino e le gambe tenderanno a
spostarsi verso il basso, facendoti assumere una posi-
zione diagonale.
In questa posizione non sarai più idrodinamico,
quindi troverai più resistenza allo spostamento, spre-
cando più energie. Un assetto
In un’immersione profonda l’aria che noi respiriamo corretto in
è più densa, quindi è più facile entrare in affanno: profondità
una pinneggiata inefficace, fruste penzolanti, un consente
pesata eccessiva possono compromettere il tuo di rispar-
divertimento in immersione. miare
Correggi spesso il tuo assetto in acqua, prendi come energie e
riferimento l’Istruttore, e cerca di stare al suo livello o di consu-
leggermente sopra e per le microvariazioni di livello mare
usa la respirazione, questo ti permetterà di risparmia- meno aria
re aria.
Come sai, quando la profondità dimi-
nuisce l’aria si espande, quindi, se ti
sposti ad una profondità minore, ricor-
da di scaricare adeguatamente’ il GAV
onde evitare di risalire velocemente in
superficie.
Se è un po’ di tempo che non ti immer-
gi, oppure utilizzi una nuova attrezza-
tura, fai precedere la tua immersione
profonda da un’immersione in acqua
bassa nella quale potrai controllare la
pesata, acquisire familiarità con la
nuova attrezzatura e riprendere confi-
denza con l’assetto, oppure frequenta il
corso ESA Hover Diver col quale potrai
affinare le tecniche per “volare sott’ac-
qua”.
Orientamento
Sapersi orientare in acqua è estremamente importan-
te, a maggior ragione quando la tua immersione è più
profonda in quanto avrai meno tempo a disposizione
per godertela, poiché i limiti di non decompressione
sono più ristretti rispetto alle altre immersioni in
acqua “bassa”. Infatti, se non conosci bene il punto di
immersione, potrebbe capitare di girovagare in cerca
di quella splendida gorgonia che hai promesso di
17
mostrare al tuo compagno e quando finalmente la
trovi è già arrivato il momento di risalire.
Mano a mano che scendi più profondo la luce dimi-
nuisce, i colori cambiano e, di conseguenza, la visi-
bilità è inferiore, per questo i riferimenti che normal-
mente utilizzeresti potrebbero risultare meno eviden-
ti, quindi è bene iniziare ad orientarci appena arri-
viamo sul punto di immersione, quando siamo anco-
Immergersi ra in barca
lungo Osserva il moto ondoso, la posizione del sole, la cor-
una parete rente, la morfologia dell’ ambiente che ti circonda
facilita (costa, scogli, reef ecc…) che, viste dal fondo, ti
l’orienta- potranno servire per capire come sarai posizionato
mento rispetto alla barca.
Facciamo un esempio pratico:
In Egitto, come in molti altri posti,
molto spesso capita di immergersi su
pareti o su isolotti fasciati da reef affio-
ranti, se ne osserverai il profilo già in
superficie vedrai che anche in profon-
dità, questi manterranno più o meno le
stesse caratteristiche offrendoti un
grande contributo per orientarti.
Supponiamo che con il tuo compagno
stabilite di immergervi su una di queste
pareti ricoperte di gorgonie, di comin-
ciare la vostra immersione mantenendo
la parete a sinistra con corrente contra-
ria, il sole rimarrà alle vostre spalle e le
zigrinature disegnate dalle onde in
superficie si muoveranno verso di voi;
potrete già presumere che al ritorno la
parete sarà alla vostra destra, sarete
rivolti verso i fasci di luce del sole, la
corrente e il moto ondoso “cammine-
ranno” nella vostra stessa direzione.
Quando abbiamo parlato dell’attrezza-
tura, abbiamo detto che è buona abitu-
dine utilizzare sempre la bussola, sicu-
ramente sarà di buon ausilio nella
nostra immersione profonda, infatti,
già in superficie, valuta come sarai
posizionato durante la discesa rispetto alla parete o al
punto che dovrai raggiungere.
Continuerai ad orientarti anche durante la discesa….
Come?
Prima di tutto evita di scendere nel blu, ovvero senza
nessun tipo di riferimento, poiché potresti trovare
una leggera corrente che tende a spostarti dal per-
corso che avevi stabilito, quindi utilizza sempre una
18
1
cima oppure mantieniti molto vicino alla parete, stai
sempre a stretto contatto con il tuo compagno e
scambiatevi più volte l’OK, durante la discesa conti-
nua a guardarti attorno in modo da prendere dei rife-
rimenti visibili, se stai scendendo lungo una cima nel
blu, potresti tenere d’occhio il profondimetro, la cima
stessa ed il tuo compagno.
Una volta raggiunta la profondità stabilita, valuta se
le condizioni ti permettono di allontanarti dalla cima,
sicuramente se la visibilità non è buona ti conviene
rimanere nelle vicinanze, altrimenti puoi iniziare a
focalizzare i riferimenti, come ad esempio delle rocce
con un forma particolare oppure delle spaccature sul
reef che ti permetteranno di ritrovare la barca o la sta-
zione di supporto con facilità.
Ricorda: è meglio non pianificare lunghi tragitti

Minitest
durante un’immersione profonda, in quanto i consu-
mi aumentano, la visibilità, per quanto buona, è infe-
riore rispetto a un’immersione in acqua bassa effet-
tuata nella stessa zona e inoltre il tempo che puoi
passare sott’acqua rimanendo entro i limiti di non 1. Vero o Falso
decompressione è inferiore. Prima di ogni immersione
Nei laghi può capitare che la visibilità aumenti una è importante effettuare il
volta superati i primi strati d’acqua superficiale, deci- Check dell’attrezzatura in
samente più torbida, in ogni modo, in questi casi, non modo da controllare che
potrai sfruttare al meglio la luce del sole come “siste- tutto sia in ordine e fun-
ma di illuminazione” e riferimento naturale. zionante.
Potrai approfondire le tecniche per imparare a non
perderti sott’acqua con il corso di specialità ESA 2. Per evitare di perderti
Orienteering Diver. sott’acqua:
Fin dalla tua prima immersione profonda, abituati a a) Legati con una cima al
rafforzare il contatto con il tuo compagno, state uno di compagno
fianco all’altro ad una distanza massima equivalente b) Non allontanarti trop-
alla lunghezza di un braccio, questo vi permetterà di po dalla cima di discesa
individuarvi immediatamente in caso di necessità e se la visibilità non è delle
allo stesso tempo potrete muovervi liberamente senza migliori.
intralciarvi o urtarvi a vicenda. c) La a e la b sono esatte
Scambiatevi più volte l’OK e segnalatevi ogni cam-
biamento di direzione!
Risalita
Bip, Bip, Bip…!
Risposte: Vero – 2 b

…il nostro caro amico computer ci segnala che man-


cano pochi minuti al limite di non decompressione e
quindi, seppur a malincuore, dobbiamo risalire!
Cerca di portarti vicino alla cima o al punto di uscita
con un po’ di anticipo, ovvero inizia la tua risalita
con almeno 70 – 80 bar d’aria ancora nella bombola,
così potrai svolgerla tranquillamente e sarai sicuro
di avere abbastanza aria per effettuare la sosta di
sicurezza. Inoltre, non arrivare mai al limite di non
19
decompressione, potresti venir distratto da qualche
bel pesce che ti vuol regalare il famoso “last but not
least” e quindi eccederlo!
Risali un po’ prima e, se il tuo computer te lo per-
mette, puoi continuare la tua immersione ad una pro-
fondità inferiore, in ogni caso non indugiare in pro-
fondità!
Segnala quindi al tuo compagno la fine dell’immer-
sione, preparati a scaricare l’aria dal gav odalla muta
stagna mano a mano che risali, Ricorda che per evi-
tare rischi di malattia da decompressione è importan-
te rispettare una velocità di risalita di 10 metri al
minuto o più lenta
Continua a mantenere il contatto visivo con la
cima/parete e con il tuo compagno ed effettua una
sosta di sicurezza di 3 minuti a 5 metri.
Nel caso ti sentissi troppo positivo, potrai utilizzare i
piombi che avevi predisposto alla base di emergenza
prima dell’immersione, per effettuare la sosta più
comodamente.
Due sub Passati i 3 minuti, risali anche gli ultimi metri lenta-
effettuano mente, gonfia il gav in superficie, non stazionare
la sosta sotto la scaletta mentre gli altri risalgono e togliti le
di sicurezza pinne solo quando hai il
contatto con la scaletta o
con la barca, in modo da
non dover faticare se
vieni spostato dalla cor-
rente.
E non dimenticare:
“Registra la tua immer-
sione sul log-book!”

20
Cosa hai
imparato? 1
Lo scopo di questo esercizio è quello di ripassare le infor-
mazioni più importanti della relativa Unità Teorica,
innanzitutto per migliorare la tua formazione, ma
anche per arrivare più preparato al prossimo appunta-
mento con il tuo Istruttore. Rispondi alle domande sce-
gliendo la risposta esatta tra quelle indicate, specifican-
do se l’informazione è vera o falsa oppure scrivendo la
risposta nell’apposito spazio. Consegna al tuo Istruttore
questa scheda, se troverà delle imprecisioni, ti darà le
spiegazioni necessarie. Buon lavoro!

1. Durante questo corso imparerai le tecniche per


scendere con sicurezza:
a. Entro i 39 m di profondità.
b. Oltre i 39 m di profondità
c. Oltre i limiti dell’immersione ricreativa

2. Ogni volta che programmi un’ immersione profon-


da devi:
a. Ricordarti che il mare non deve essere sfidato
b. Stabilire un obiettivo e valutare se realmen-
te vale la pena scendere profondo
c. Sia a. che b. sono corrette

3. Il sistema di coppia in una profonda ___________


perché ____________
a. deve essere rafforzato/i rischi di narcosi d’a-
zoto e di fine aria sono più elevati.
b. deve essere rafforzato/la luce e la visibilità
sono inferiori e quindi è più facile separarsi.
c. Sia a. che b. sono corrette

4. Vero o Falso
Per effettuare le tue immersioni profonde, l’erogatore di
riserva dovrà sempre far parte della tua attrezzatura.

5. Se confrontando il tuo computer con quello del


compagno ti accorgi che il suo ti dà un tempo di per-
manenza in acqua maggiore:
a. Se il suo è più recente, segui il suo profilo.
b. Tieni in considerazione quello più restritti-
vo, in questo caso il tuo.
c. Fai una media fra gli NDL dei due computer e
risali qualche minuto prima per prudenza.
21
6. La Base di Emergenza deve:
a. Essere collocata a 5 m di profondità
b. Disporre di almeno due erogatori pronti
all’uso
c. Sia a. che b. sono corrette

7. Vero o Falso
In un’immersione profonda, durante la discesa, è
preferibile sempre avere un riferimento visivo come
una cima o una parete e mantenere un buon contat-
to con il compagno.

8. Durante la discesa:
a. E’ buona abitudine scendere tutti assieme,
aspettandosi appena sotto la superficie per
verificare che tutto sia ok prima di procedere
verso la quota stabilita
b. E’ importante accordarsi di ritrovarsi tutti sul
fondo in modo che se qualcuno ha problemi
di compensazione gli altri sono già pronti per
iniziare l’immersione
c. Bisogna cercare di scendere più veloce-
mente possibile in modo da risparmiare aria

9. Immergersi con la giusta quantità di pesi:


a. E’ sconsigliato perché alla fine dell’immer-
sione sarai troppo positivo
b. Serve ad avere un buon assetto e quindi a
risparmiare energie ed aria
c. Sia a. che b. sono corrette

10. Dovresti iniziare a risalire:


a. Con almeno 70 – 80 bar d’aria nella bom-
bola
b. Ad una velocità non superiore ai 10 m al
minuto ed effettuare una sosta di sicurezza di
3 minuti a 5 metri
c. Sia a. che b. sono corrette

11. Vero o Falso


Non dovresti mai arrivare al limite di non decom-
pressione ma devi rimanere sempre ampiamente
entro la curva.

Dichiaro di aver rivisto tutte le risposte con


l’Istruttore ESA e di aver compreso la spiegazione di
quelle da me sbagliate.

Firma__________________________data_________
22
Capitolo Due
I fattori influenzati dalla
profondità

2
Cosa imparerai?
Come accade spesso nei film, con il protagonista
principale che vede ripassare davanti ai suoi occhi
immagini già viste o esperienze già vissute, ora noi
andremo a “ripescare” alcune delle nozioni che hai
iniziato ad apprendere nel corso Open Water Diver L’affanno
per approfondirle. Infatti, in questo capitolo, impare- può derivare
rai a prevenire e gestire situazioni come l’affanno, la da affatica-
narcosi d’azoto, le patologie da decompressione e mento, ma
l’intossicazione da ossigeno, situazione con le quali, anche da
come è stato già accennato nel primo capitolo, è più una condi-
facile imbattersi con l’aumentare della pressione. zione di
Conoscere meglio questi problemi vorrà anche dire stress psico-
sapere come prevenirli, sarai quindi maggiormente logico
motivato a seguire le indicazioni del
tuo Istruttore durante le immersioni
formative e ad applicarle in seguito in
modo da rendere ogni esperienza sub-
acquea sempre più divertente e sicura.
La “fame d’aria” o affanno.
A chi nella vita non è mai capitato
almeno una volta di sentirsi in affan-
no?
Una forte emozione, o un intenso
sforzo fisico, infatti, ne possono esse-
re la causa.
Fin dalle scuole elementari viene inse-
gnato che durante l’inspirazione assi-
miliamo ossigeno e durante l’espirazio-
ne espelliamo anidride carbonica.
Respirando da un erogatore, o anche
da uno snorkel, il tuo sforzo inspirato-
rio ed espiratorio è superiore rispetto a quando respi-
ri normalmente “a terra”, questo perché l’aria per
arrivare ai tuoi polmoni compie un tragitto più lungo.
Si ha quindi una maggiore concentrazione di anidri-
de carbonica che si accumula appunto negli spazi
aerei morti (trachea, bronchi, erogatore, snorkel) e
che fa aumentare il tuo fabbisogno d’aria. Ecco che la
tua respirazione inizia ad essere rapida ed inefficace
23
in quanto l’aria non arriva bene ad irrorare i polmo-
ni, si genera quindi una condizione di “fame
d’aria”che, come approfondirai durante il corso ESA
Prevention & Rescue Diver, potrebbe creare una con-
dizione di difficoltà che, se non controllata, può sfo-
In caso di ciare in panico.
affanno è In acqua l’affanno può derivare da diverse cause
importante come ad esempio una situazione di stress sia fisico
aiutare il sia psicologico del subacqueo, ecco perché è impor-
compagno a tante non immergersi con condizioni ambientali sfa-
fermarsi ed vorevoli (ad esempio: con correnti forti o mare
a riprendere mosso).
il controllo Durante un’immersione profonda dovrai prestare più
della respira- attenzione per evitare di entrare in affanno in quanto
zione l’aria che respiri è più densa, poiché la
pressione ambiente è maggiore, infatti,
a 30 metri (4 bar), l’aria sarà il doppio
più densa rispetto a 10 metri (2 bar).
Puoi iniziare a prevenire l’affanno
cominciando sempre l’immersione in
una buona condizione fisica e mentale,
cerca di mantenere un buon assetto, di
rispettare il tuo ritmo ed effettuare una
respirazione lenta e profonda.
Un’altra causa dell’affanno potrebbe
essere l’impiego di attrezzatura inade-
guata: prima di svolgere la tua immer-
sione accertati che questa sia perfetta-
mente curata e funzionante, basa la
scelta di un erogatore sulla facilità di
respirazione e sulle sue prestazioni in
profondità!
Se ti dovesse capitare di sentirti in
affanno, trova un punto di appoggio:
FERMATI e RIPRENDI IL CON-
TROLLO DELLA RESPIRAZIONE,
facendo delle inspirazioni lunghe e
profonde. Evita di pinneggiare troppo
velocemente per tentare di raggiungere
il compagno.

Il consumo d’aria
Uno dei fattori influenzati dalla profondità è proprio
il consumo d’aria, che sarà maggiore e, visto che in
acqua non abbiamo né Autogrill né stazioni di servi-
zio dove rifare il “pieno” alle bombole, durante la
nostra immersione profonda dovremo prevenire
questo problema in modo da non finire l’aria e met-
terci in una situazione potenzialmente pericolosa.
Come già saprai, più profondo scendi, più aria con-
24
sumi, questo perché aumentando la pressione,
aumenterà anche la densità dell’aria all’interno della
tua bombola e quindi la quantità di aria che utilizze-
rai per ogni atto inspiratorio sarà maggiore.
Facciamo un piccolo esempio:
Ipotizziamo che quando respiri a 10 metri (2 bar) la
tua bombola ti dà un’autonomia d’aria di circa 40

2
minuti, a 30 metri (4 bar) la stessa durerà la metà
ovvero 20 minuti. La narcosi
Prevenire questo problema per te sarà veramente d’azoto si
facile. risolve
Nel breafing pre-immersione stabilisci con il compa- facilmente
gno di segnalarvi a vicenda il raggiungimento dei 150 risalendo
e 100 bar d’aria e stabilite il limite della scorta d’aria, di qualche
che può aggirarsi intorno ai 70-80 bar. metro
Durante l’immersione controlla spesso
il manometro e “butta un occhio”
anche su quello del compagno: potreb-
be capitare che si dimentichi di segna-
larti uno dei limiti pattuiti.
Risali sempre in “anticipo” ovvero,
come abbiamo visto nel capitolo uno,
durante un’immersione profonda
dovresti iniziare a risalire ben prima di
raggiungere la riserva (50 bar) questo
per permetterti di effettuare una corret-
ta risalita nonché una tranquilla sosta si
sicurezza.
In ogni caso, ricorda sempre di predi-
sporre una base di emergenza a cinque
metri con almeno due erogatori, in
modo che, in caso di necessità, più di
una persona ne possa usufruire.

L’«effetto Martini» o Narcosi d’a-


zoto
Quanti subacquei hanno sperato di
incontrare una bella sirena bionda con
gli occhi azzurri durante un’immersio-
ne, oppure un possente Nettuno… a
seconda dei gusti… ma se ti dovesse
mai capitare e il tuo compagno/a non
corrisponde alla descrizione, le possibilità sono due:
o hai fatto la scoperta del secolo, che andrà a con-
fermare le teorie della narrativa greca, oppure potre-
sti iniziare ad insospettirti di essere in narcosi d’azo-
to.
Scherzi a parte, come già avrai imparato nei corsi pre-
cedenti, l’azoto respirato in profondità, quindi ad una
pressione parziale maggiore, ha proprietà anesteti-
25
che perché interferisce in modo diverso con i neuro-
ni influendo sugli impulsi che si trasmettono.
Gli effetti della narcosi si possono manifestare attor-
no ai 30 metri di profondità, anche se talvolta, come
vedremo in seguito, si possono manifestare a pro-
fondità minori.
Euforia ed eccesso di sicurezza oppure, al contrario,
mancanza di coordinazione, sonnolenza, allucinazio-

Minitest
ni e vertigini, sono i segni ed i sintomi più frequenti,
ma anche facilmente risolvibili…, infatti, basta risali-
re ad una profondità minore perché essi scompaiano.
La narcosi non è pericolosa o lesiva di per se, ma lo
è in quanto causa una riduzione delle percezioni del
1. Vero o Falso subacqueo e quindi anche una scarsa capacità di giu-
L’affanno si manifesta dizio.
con una respirazione Comunque non tutti i subacquei hanno la stessa sen-
rapida ed inefficace. sibilità alla narcosi e pensa che, addirittura, ci si può
anche adattare ad essa!
2. Un modo per preveni- Durante tutte le immersioni di questo corso,
re l’esaurimento dell’a- l’Istruttore ti sottoporrà al Nitrogen Check, ovvero,
ria è: dovrai svolgere un semplice esercizio cronometrato
a) Evitare immersioni sia in superficie prima dell’immersione, sia durante e
profonde noterai che il tempo impiegato ad effettuarlo sul
b) Controllare spesso il fondo sarà maggiore; sarà divertente “confrontarti”
manometro con i tempi degli altri compagni di corso e la cosa che
c) Evitare di affaticarci più ti sorprenderà è che se effettuerai tutte le immer-
in acqua sioni previste, a distanza di pochi giorni l’una dall’al-
tra, noterai i “miglioramenti” o, per meglio dire, il tuo
3. La narcosi d’azoto adattamento all’azoto… questo ti farà capire anche
può essere pericolosa che se non ti immergi per molto tempo, sarà meglio
perché: evitare come prima immersione una profonda.
a) Danneggia le cellule Ci sono comunque dei fattori che aumentano la pre-
celebrali disposizione alla Narcosi, ovvero l’uso di droghe,
b) Causa una riduzione alcool, farmaci (soprattutto i sedativi) e poi, incredi-
delle percezioni e quindi bile, ma vero, il nostro amico cerotto contro il mal di
anche una scarsa capa- mare: esso infatti contiene una sostanza chiamata
cità di giudizio scopolamina che aumenta l’effetto narcotico dell’azo-
c) Sia a che b sono cor- to e potrebbe addirittura indurre la narcosi già intor-
rette no ai 18 metri!
E’ necessario che tu sia preparato all’immersione pro-
fonda e soprattutto ricorda: inizia sempre la tua
Risposte:1Vero; 2b; 3b.

immersione profonda con una discesa lenta ed in


posizione verticale con la testa in alto.
Abbiamo già sottolineato l’importanza di effettuare
una discesa corretta nel capitolo uno, infatti abbiamo
detto che questa serve a prevenire problemi di com-
pensazione e ad aiutare l’orientamento, ma servirà
anche a prevenire la narcosi d’azoto.
Una discesa lenta, infatti, ti permetterà di adattarti
meglio all’aumento della pressione e quindi all’assor-
26
bimento di azoto, ricorda di stare vicino al compagno L’azoto
e scambiatevi più volte l’OK, questo vi aiuterà a viene
monitorarvi a vicenda e, nel caso notiate qualcosa di assorbito
strano, fermate la discesa e risalite ad una profondità dai tessuti
minore. in propor-
Puoi eventualmente aiutare il tuo compagno affer- zione alla
randolo per un braccio e aiutandoti con la cima, farlo pressione

2
risalire di qualche metro, fino a che non risponde circostan-
nuovamente all’OK. te. Più pro-
L’importante è che l’intervento sia tempestivo e che fondi
non temporeggiate troppo sul fondo, evitando allo andremo e
stesso tempo un’azione inconsulta e priva di control- più tempo
lo. rimarremo
Se eviterai i fattori che aumentano la possibilità di sott’acqua,
incorrere nella narcosi d’azoto e se seguirai le tecni- maggiore
che che imparerai durante questo corso con sarà la
l’Istruttore ESA, sarà veramente raro trovarti a gestire quantità
una situazione del genere e, se dovesse avvenire, di azoto
sarai adesso in grado di farlo in maniera migliore! che dovrà
essere
I misteri della Malattia Da Decompressione smaltito
Nel XVII° secolo d.c., uno scienziato, Robert Boyle durante la
osservando gli occhi di un serpente posto dentro un risalita
contenitore che aveva pressurizzato per un certo
tempo e quindi depressurizzato rapidamente, notò
una bolla che vi si era formata all’interno. All’epoca
non si riuscì a dare una spiegazione al fenomeno, ma
i suoi studi furono ripresi in seguito e si capì che
quella fu la prima manifestazione della Malattia da
Decompressione, detta anche Bends.
A distanza di tanti anni sono state scoperte le cause,
i fattori che vi contribuiscono e persino le cure, e
tutt’ora questa è argomento di studio e di ricerca,
per garantire a tutti i subacquei la maggior sicurez-
za.
Normalmente la percentuale di aria da noi respirata è
composta da circa il 21% di ossigeno ed il 79% di
azoto che, essendo un gas inerte, non viene utilizza-
to dal nostro corpo, quindi come questo “entra” deve
avere anche la possibilità di “uscire”.
In superficie questo passaggio è automatico ma in
immersione le cose cambiano: visto che l’azoto viene
assorbito dai tessuti del nostro corpo in proporzione
alla pressione circostante (Legge di Henry), più pro-
fondi andremo e più tempo rimaniamo sott’acqua,
più azoto si discioglierà nei nostri tessuti. Inoltre,
maggiore è la differenza tra l’azoto già disciolto e
quello respirato, più veloce sarà il passaggio in solu-
zione e quindi l’assorbimento.
Ecco perché sulle tabelle, mano a mano che aumen-
27
tano le profondità indicate, i tempi di immersione si
riducono notevolmente e tu durante ogni immersio-
ne dovrai sempre fare attenzione a rispettare questi
limiti, proprio per evitare di dover fare soste di
decompressione alle quali non sei addestrato e quin-
di rischiare un’eventuale MDD. L’attività subacquea
ricreativa, infatti, non prevede soste
obbligatorie di decompressione!

Lo sapevi?
Durante la risalita dovrai favorire l’eli-
minazione dell’azoto in eccesso, risa-
lendo ad una velocità di risalita non
superiore ai 10 metri al minuto ed effet-
tuando una sosta di sicurezza di 3
La malattia da decompressione prende minuti a 5 metri.
anche il nome di Bends, poiché fra i La sosta di sicurezza è utile anche per
primi a manifestarne i sintomi furono prevenire eventuali problemi dovuti
alle bolle “asintomatiche” o “bolle
degli operai che lavoravano all’interno silenti ”, rilevabili solo con lo strumen-
di cassoni per costruire i ponti. Per to Doppler, che in condizioni particola-
alleviare il dolore essi stavano in una ri potrebbero dare origine alla Malattia
posizione contorta che ricordava una Da Decompressione.
posizione di moda fra le donne dell’e-
Le tabelle che noi usiamo per pianifica-
poca, chiamata “Grecian bend”. Per re le nostre immersioni sono tabelle
questo gli operai gli dettero il sopran- U.S. Navy adattate al metodo Doppler.
nome “The Bends”. La Malattia Da Decompressione si
manifesta con la formazione di bolle di
Il rivelatore Doppler fu inventato da gas nei tessuti e, a seconda di dove
queste si collocano, possono provoca-
M. Spencer e ha la capacità di rilevare re segni e sintomi differenti.
le bolle silenti che si muovono nel flus- Ci sono due forme di Malattia Da
so sanguigno, ovvero che non si mani- Decompressione:
festano e che si formano dopo tutte le la prima, più “lieve”, si manifesta gene-
immersioni. Questa scoperta dette ori- ralmente a livello articolare e cutaneo
con:
gine alle attuali teorie sulla Malattia • Prurito
da Decompressione e sulle modalità di • Formicolio
soluzione dell’azoto nei tessuti. • Arrossamenti
• Intorpidimento
• Dolore alle giunture e agli arti
La seconda forma, più grave, è quella
neurologica i cui sintomi sono:
• Capogiri e nausea
• Disturbi della parola
• Visione confusa
• Diverso diametro pupillare
• Paralisi
• Morte

Come vedi i rischi sono gravi, ma per evitarli basterà


28
che in ogni immersione rispetti i limiti imposti dalle
tabelle e dal computer.
Alcuni fattori quali:
• Obesità
• Freddo
• Malattia
• Ferite

Minitest
• Alcool
• Droghe
• Fatica
• Età
• Disidratazione 1. La Malattia Da
• Anidride Carbonica Decompressione:
concorrono ad aumentare i rischi di Malattia da a) Si manifesta attorno
Decompressione, per questo ogni volta che ti immer- ai 30 metri di profondità
gi dovresti essere sempre in buona forma psicofisica, b) Si manifesta con la for-
evitare sforzi fisici e non esporti troppo al freddo. mazione di bolle nei tessuti
Dopo l’immersione, limita l’attività fisica, non espor- c) Sia a che b sono corrette
ti a fonti di calore (ad esempio non fare immediata-
mente una doccia caldissima), e non assumere medi- 2. Vero o Falso
cinali o alcolici, questo perché vanno a causare una Per evitare l’intossicazione
variazione alla normale circolazione sanguigna che da Ossigeno dovresti sem-
potrebbe far insorgere i sintomi della MDD. plicemente far ricaricare
Ricorda inoltre di evitare l’apnea dopo un immersio- la bombola da una stazio-
ne, poiché andresti a ricomprimere l’azoto residuo ne di ricarica affidabile
presente nel tuo corpo durante la discesa e, risalen-
do velocemente, si potrebbero formare le bolle 3. Se si presenta un’emer-
responsabili dell’MDD. genza:
Come abbiamo accennato nel capitolo uno, ogni a) Puoi intervenire in
volta che ti immergi dovrai avere in barca, o comun- qualunque situazione poi-
que a disposizione, dell’Ossigeno puro al 100%, da ché è un dovere morale
poter somministrare ogni volta che si sospetti una b) Puoi intervenire in
possibile MDD. mancanza di personale
L’ossigeno, infatti, favorisce lo smaltimento dell’azoto. più qualificato di te, ma
Il subacqueo dovrà poi essere trasportato verso il cen- sempre rimanendo consa-
tro medico più vicino ed eventualmente sottoposto ad pevole dei tuoi limiti umani
una ricompressione in camera iperbarica. c) Non puoi fare niente
Per ottenere ulteriori informazioni ed essere preparato in quanto non hai l’ad-
a somministrare l’ossigeno in caso di necessità, puoi destramento necessario.
prendere in considerazione il fatto di frequentare il
corso ESA Oxygen Firs Aid ed ESA First Aid.
Non tentare mai la ricompressione in acqua, potreb-
Risposte: 1b; 2/Falso; 3b.

be essere fatale!
Ovvero, se per qualche motivo tu o il tuo compagno
eccedete i limiti e saltate la decompressione prevista,
rimanete allerta su eventuali segni e sintomi, respira-
te ossigeno puro, contattate il centro medico più vici-
no e rimanete fuori dall’acqua per almeno 24 ore (o
per il tempo prescritto dai sanitari).
La Malattia da decompressione può manifestarsi
29
anche alcune ore dopo la fine dell’immersione!
Più avanti approfondiremo questi aspetti esaminando
i primi passi fondamentali nella gestione dell’emer-
genza
Durante le ultime due immersioni previste da questo
corso programmerai il tuo profilo di immersione
assieme al tuo Istruttore e, sempre
insieme, pianificherete anche un profi-

Esempio di
lo di emergenza, cosa che dovrai fare
per ogni tua immersione profonda poi-
ché, se dovesse capitarti di eccedere la

un Piano di
quota prevista, avrai comunque un
nuovo profilo a cui riferirti.

Emergenza:
L’intossicazione da ossigeno
La percentuale del 21% di ossigeno che
compone l’aria respirata in superficie
Centro Immersioni più vicino: XDIVE viene utilizzata per le nostre funzioni
Tel. 043.009090; Canale Radio 45 vitali, ma se la stessa viene respirata ad
elevate profondità può diventare tossi-
Capitaneria: Golfo dei Granchi ca, ecco uno dei motivi per cui il limite
Tel. 039.340904; Canale Radio 16 dell’immersione ricreativa è fissato a 40
metri.
Guardia Costiera: Golfo dei Granchi Ci sono due tipi di tossicità dell’ossige-
Tel. 039.780453; Canale Radio 72 no: una polmonare ed una neurologi-
ca, che affligge il sistema nervoso cen-
DAN EUROPE trale (CNS). In genere quest’ultima si
Tel 085/8990125 manifesta con tremori, nausea, perdita
della vista, convulsioni, perdita di
Camera Iperbarica coscienza e conseguente annegamen-
Dott. Rossi Tel. 357/8000005 to. Spesso non vi sono segni premoni-
tori, ma raramente riguarda il subac-
Carabinieri queo ricreativo perchè per la sua insor-
Tel. 112 genza è necessario scendere molto
profondi, ben al di sotto dei 40 metri.
Pronto Soccorso Perché parlarne anche se la soglia di
Tel. 118 emergenza è al di sotto della quota fis-
sata dalle Agenzie Didattiche per il
limite della subacquea ricreativa?
Per scoraggiare quella confidenza
eccessiva che può instaurarsi facendo
immersioni profonde; essere un buon
subacqueo infatti non vuol dire rag-
giungere profondità record, bensì significa dimostra-
re di aver appreso le tecniche e gli insegnamenti
imparati dal proprio Istruttore. Spesso alla base degli
incidenti più gravi, che si verificano per l’eccessiva
profondità, ci sono problemi legati all’intossicazione
da ossigeno.
Ricorda che respirando, per scelta o per errore, misce-
30
le iperossigenate (nitrox) il limite della tossicità dell’os-
sigeno si colloca a profondità minori. Accertati sempre
sul contenuto della bombola che userai in immersione
e prevedi di usare miscele diverse solo dopo un’ade-
guata preparazione (ESA Nitrox Diver).

Gestione dell’emergenza

2
Durante la lettura di questo libro, parlando delle tec-
niche di immersione o rivedendo i fattori amplificati
dalla profondità, abbiamo anche accennato a come
poter affrontare i problemi che si possono presenta-
re durante la tua immersione profonda. Adesso
andremo a fare una veloce panoramica di quelli che
sono gli step fondamentali per la gestione di un’e-
mergenza, che possono essere approfonditi durante
il corso ESA Prevention & Rescue Diver.
La prima regola da fissare nella tua mente sarà di non La disponi-
mettere mai a repentaglio la tua incolumità, cerca di bilità di
essere consapevole su quali sono i tuoi limiti umani e un kit ossi-
non agire d’impulso, ma cerca di focalizzare come geno è fon-
intervenire nel migliore dei modi in base alle nozioni damentale
che conosci. per un
Se ti immergi con un Diving Center, lo staff avrà già piano d’e-
predisposto un piano di emergenza, ma se organiz- mergenza
zerai individualmente la tua immersione, prima di
immergerti dovrai elaborare un piano di emergenza
che comprenda tutte quelle informazioni che ti
potrebbero risultare utili in caso di un incidente sub-
acqueo, dovresti quindi:
• Disporre di VHF (canale 16 per le emergenze),
oppure di altri sistemi di comunicazione e numeri
utili da chiamare (es. DAN Europe).
• Predisporre di attrezzatura di soccorso (cassetta di
primo soccorso, kit ossigeno, vestiti asciutti di ricam-
bio) e tenerla a portata di mano.
• Localizzare la struttura sanitaria più vicina e infor-
marti su come raggiungerla.
• Prevedere di iscriverti al DAN per ottenere nella
forma più completa il prezioso supporto che que-
st’organizzazione può attuare.

Ogni qualvolta si presenti un problema, come ad


esempio preannegamento e patologie da decom-
pressione, dovresti controllare se la vittima sta respi-
rando e aiutarla a respirare ossigeno puro al 100%,
preferibilmente tramite un dispositivo a domanda.
Soprattutto se in genere non ti rivolgi ad un Diving
Center per svolgere le tue immersioni, è altamente
consigliato frequentare il corso ESA Oxigen First
Aid che amplierà le tue conoscenze sulla sommini-
31
strazione dell’ossigeno.
Per evacuare una vittima dal luogo di incidente con-
tatta la Guardia Costiera o eventualmente il Diving
Center più vicino e segui le loro istruzioni.
Anche il DAN offre supporto per l’organizzazione del
trasporto dei pazienti, in particolare per i propri asso-
ciati

Complimenti!
Adesso che hai completato anche questa parte della
teoria prevista per il tuo corso ESA Deep Diver, hai
evidenziato i fattori influenzati della profondità,
ovvero quegli inconvenienti che hanno più possibili-
tà di manifestarsi in un’immersione profonda,
rispetto ad una in acqua bassa.
Conoscere meglio l’affanno, la narcosi d’azoto, la
malattia da decompressione ed infine l’intossicazio-
ne da ossigeno, ti ha permesso di approfondire quali
sono i loro effetti e le cause che li provocano e ades-
so, oltre ad aver ampliato la tua conoscenza teorica,
potrai farne tesoro per migliorare la tua formazione
di subacqueo in modo da porre più attenzione ad
ogni immersione che farai.
Durante questo capitolo si è parlato anche della
somministrazione di ossigeno e di quanto sia impor-
tante portarlo con se in ogni immersione. Per saper-
ne di più, ti consiglio di frequentare il corso ESA
Oxigen First Aid: chiedi informazioni al tuo
Istruttore ESA.
L’ultimo compito che ti rimane da fare per completa-
re questa lezione è rispondere alle domande della
sessione “Cosa hai imparato?“, usando l’apposita
scheda che consegnerai all’Istruttore, con il quale
approfondirai gli argomenti che non ti sono ancora
perfettamente chiari.

32
Cosa hai
imparato?
Lo scopo di questo esercizio è quello di ripassare le infor-

2
mazioni più importanti della relativa Unità Teorica,
innanzitutto per migliorare la tua formazione, ma
anche per arrivare più preparato al prossimo appunta-
mento con il tuo Istruttore. Rispondi alle domande sce-
gliendo la risposta esatta tra quelle indicate, specifican-
do se l’informazione è vera o falsa oppure scrivendo la
risposta nell’apposito spazio. Consegna al tuo Istruttore
questa scheda, se troverà delle imprecisioni, ti darà le
spiegazioni necessarie. Buon lavoro!

1. Per evitare l’affanno dovresti:


a. Immergerti sempre in condizioni ambientali favo-
revoli, utilizzare attrezzatura adeguata, mantenere un
buon assetto ed una respirazione lenta e profonda
b. Evitare di utilizzare lo snorkel o l’erogatore in
superficie
c. Sia a che b sono corrette

2. In un’immersione profonda è più facile che si


manifesti l’affanno poiché:
a. L’aria che respiri è meno densa rispetto a
quella respirata in superficie
b. L’aria che respiri è più densa rispetto a quel-
la respirata in superficie
c. L’aria che respiri è meno densa rispetto a
quella respirata ad una profondità minore

3. Il tuo compagno ti segnala i 70 bar d’aria ed il vostro


computer segna ancora 10 minuti di NDL cosa fai?
a. Interrompi l’immersione e ti sposti in sosta di
sicurezza
b. Continui l’immersione ad una profondità
inferiore
c. Aspetti che arrivi in riserva

4. La Narcosi d’azoto_____________ e i suoi sintomi


scompaiono_________
a. Si può manifestare intorno ai 30 metri di pro-
fondità/dopo un trattamento iperbarico
b. Si può manifestare intorno ai 18 metri di pro-
fondità/scendendo a profondità maggiori
c. Si può manifestare intorno ai 30 metri di pro-
fondità/risalendo ad una profondità minore
33
5. Una discesa lenta e una buona condizione psicofi-
sica, contribuiscono a prevenire principalmente:
a. La Malattia da Decompressione
b. La Narcosi D’azoto
c. Sia a che b sono corrette

6. Vero o Falso
Il cerotto per il mal di mare può contribuire al mani-
festarsi della narcosi d’azoto anche a quote relativa-
mente poco profonde

7. Vero o Falso
I segni ed i sintomi della Malattia Da
Decompressione possono manifestarsi anche diver-
se ore dopo l’emersione.

8. Per prevenire l’insorgere di MDD devi _______e


risalire ___________
a. Evitare immersioni profonde/ad una velocità
inferiore ai 16 metri al minuto
b. Evitare di eccedere i limiti previsti dalle
tabelle/ad una velocità superiore ai 10 mt al
minuto
c. Evitare di eccedere i limiti previsti dalle
tabelle/ad una velocità di 10 metri al minuto o
inferiore

9. Immergersi oltre i limiti della curva di sicurezza è


rischioso relativamente a:
a. Malattia Da Decompressione
b. Intossicazione da Ossigeno
c. Sia a che b sono corrette

10. Vero o Falso.


Ogni qualvolta si presenti un incidente subacqueo
relativo a preannegamento, o patologie da decom-
pressione, dovresti somministrare ossigeno puro al
100% e trasportare la vittima presso il centro medico
più vicino.

Dichiaro di aver rivisto tutte le risposte con


l’Istruttore ESA e di aver compreso la spiegazione di
quelle da me sbagliate.

Firma__________________________data_________
34
Immersione in acque libere 1
Briefing
Ascoltare la descrizione delle attività da svolgere e
fare domande per eventuali chiarimenti
Prima delle Acque Libere, il briefing è particolarmen-
te importante perché non è conveniente risalire
durante l’immersione o uscire dall’acqua per chiarire
qualcosa. E’ meglio ascoltare con attenzione, scende-
re e godersi l’immersione profonda in ambiente rilas-
sato per aumentare il tuo comfort, il divertimento e la
sicurezza. L’Istruttore ti spiegherà quello che dovrai
fare, dove, come e quando, perciò è fondamentale
che sospendi ogni attività e che gli rivolgi tutta la tua
attenzione. Non esitare a fare domande se qualcosa

3
non ti è chiaro, l’Istruttore o il Diveleader saranno
felici di aiutarti.

Preparazione, vestizione e controllo dell’attrezzatura


Preparare correttamente tutta l’attrezzatura necessaria
per l’immersione, indossarla con l’ausilio del compagno
e controllarla reciprocamente
Puoi assemblare il Gav e gli erogatori alla bombola e
controllare che essa sia carica. La vestizione può
dipendere dall’uso e dal tipo di imbarcazione e puoi
effettuarla sia fuori sia direttamente in acqua. La veri-
fica è quanto di meglio puoi fare in ultima fase per
prevenire problemi legati all’attrezzatura, compresi
quelli legati al controllo dell’assetto. Devi curare
attentamente questa fase e segnalare all’Istruttore o
allo Staff se tu o il tuo compagno rilevate problemi
con qualche elemento dell’attrezzatura. Puoi usare
questa sequenza per ricordare la procedura di con-
trollo: Gav, Rubinetterie, Aria, Zavorra, Individua l’e-
rogatore di riserva, Erogatori. La vestizione dell’at-
trezzatura può avvenire sia in acqua che fuori

Ingresso
Entrare in acqua con la tecnica adeguata in base alle
caratteristiche del luogo
L’Istruttore e lo Staff forniranno le indicazioni utili per
un corretto ingresso in acqua in base alle caratteristi-
che del luogo e dell’imbarcazione.

Discesa controllata lungo un riferimento entro una


profondità massima di 30 metri
Scendere in assetto negativo usando i riferimenti di
una cima o di una parete, correggere la velocità di
discesa con l’aiuto del Gav e fermarsi in assetto neutro
prima di toccare il fondo o di raggiungere la profondi-
35
tà massima di 30 metri
Il controllo in discesa è una fase importante dell’im-
mersione. In particolare, essere in grado di fermarti
quando lo ritieni opportuno, potrebbe rivelarsi utile in
caso di problemi di compensazione, se avvertissi qual-
che effetto di narcosi d’azoto o per non sollevare sedi-
mento in prossimità del fondo. Pianificherai questa
immersione insieme all’Istruttore ESA ad una profon-
dità massima di 30 metri, quindi controlla bene il pro-
fondimetro mentre scendi e comunica con l’’Istruttore

Giro subacqueo di esperienza in profondità, uso dei segna-


li e controllo dei dati di tempo, profondità e scorta d’aria
Praticare esperienza in profondità durante un giro
subacqueo controllando frequentemente tempo, pro-
fondità e scorta d’aria e segnalando al compagno o
all’Istruttore

Nitrogen Check (Verifica degli effetti della Narcosi)


In profondità, eseguire un semplice esercizio psico-
motorio segnalato dall’Istruttore
Un semplice esercizio di manualità suggerito
dall’Istruttore ti servirà per verificare la completa luci-
dità psicomotoria che durante un’immersione pro-
fonda potrebbe essere, anche solo parzialmente,
compromessa dall’effetto dell’azoto.

Risalita controllata lungo un riferimento e sosta di sicurezza


Risalire lentamente (10 metri al minuto o più lento)
lungo un riferimento e fermarsi a 5 metri per una
sosta di sicurezza di 3 minuti
E’ importante risalire lentamente e fermarsi per una
tappa di sicurezza in tutte le immersioni quindi, a
maggior ragione, in un’immersione profonda. In que-
sto modo aumenterai la tua sicurezza nei confronti
dell’MDD potendo smaltire ulteriore azoto dal tuo
organismo. L’Istruttore ti fornirà le indicazioni neces-
sarie per effettuare la sosta di sicurezza

Uscita
Uscire dall’acqua applicando le tecniche suggerite
dall’Istruttore

Disassemblaggio e cura dell’attrezzatura


Disassemblare e prestare le dovute cure all’attrezza-
tura
Soprattutto quando pianifichi delle immersioni profon-
de, è fondamentale che tutto sia in perfetta efficienza.
Questa fase si rivela preziosa per mantenere in efficien-
za la tua attrezzatura. Se puoi, è meglio risciacquarla in
36
acqua dolce pulita ancora prima di disassemblarla; se
ciò non fosse possibile, riponila con cura nella tua sacca
o nella cesta per risciacquarla in un secondo momento
secondo le indicazioni dello Staff

Debriefing
Ascoltare il commento dell’Istruttore
Ecco un'altra occasione per migliorare il tuo proces-
so formativo! Interrompi ogni attività ed ascolta con
attenzione i commenti sulle tue prestazioni, i sugge-
rimenti e le raccomandazioni offerte dal tuo Istruttore
e dallo staff. Approfittane per migliorare ulteriormen-
te e non esitare a fare domande!

Convalida dell’immersione

3
Registrare l’immersione sul proprio logbook e farla
firmare dall’Istruttore
Registra l’immersione! Questa operazione serve per
confermare la tua formazione in acque libere. Annota
con cura tutti i parametri, le condizioni ambientali, la
temperatura ed aggiungi i tuoi commenti personali.
Ricorda di far convalidare l’immersione dal tuo
Istruttore e chiedi se ci sono timbri o adesivi partico-
lari che puoi apporre sul tuo libretto.

Immersione in acque libere 2


Briefing
Ascoltare la descrizione delle attività da svolgere e
fare domande per eventuali chiarimenti.

Pianificazione di un profilo di emergenza


Ogni volta che pianifichi un’immersione profonda
dovrai anche ipotizzare un profilo di emergenza,
ovvero pianificare l’immersione anche alla profondità
immediatamente superiore rispetto a quella stabilita.
Per esempio: se deciderai di effettuare la tua immersio-
ne a 33 metri, avrai un limite di non decompressione di
15 min. La profondità successiva indicata nelle tabelle è
36 metri alla quale corrisponde un tempo di 10 minuti.
Controllare questo secondo profilo ti servirà in quanto,
se mai ti dovessi distrarre ed eccedere la quota prevista,
avrai dei nuovi parametri ai quali riferirti, senza correre
il rischio di uscire di curva.

Preparazione della base di emergenza a 5 mt


Quando effettui un’immersione profonda è meglio se
puoi contare su una base di emergenza a 5 metri, in
modo da poter effettuare comodamente una sosta di
37
sicurezza al termine di ogni immersione.
Prepara una bombola con un octopus o comunque con due
erogatori montati (in modo che in caso di necessità anche il
tuo compagno potrà usufruirne) poi misura 5 mt di cima e
fissa un’estremità alla barca, o alla base di supporto in super-
ficie, e l’altra alla rubinetteria. Apri il rubinetto e fai entrare
aria all’interno delle fruste e poi richiudilo, per prevenire di
perdere aria nel caso in cui il sistema dovesse andare in
autoerogazione.

Preparazione, vestizione e controllo attrezzatura

Discesa controllata con riferimento entro una pro-


fondità massima di 39 metri fermandoti in assetto
neutro al segnale dell’Istruttore e controllo della base
di emergenza (solo se le condizioni lo permettono).
Durante la discesa il tuo Istruttore ti segnalerà di fer-
marti ad una profondità da lui stabilita: fermati dimo-
strando di essere in assetto neutro. Questo perché
nelle immersioni profonde è importantissimo essere
in grado di controllare la discesa e di fermarsi con
facilità in qualsiasi momento.
Generalmente, quando si inizia una discesa, biso-
gnerebbe controllare anche se la bombola a 5 metri è
fissata bene. Questo esercizio verrà effettuato solo se
ti immergerai con la barca ancorata o con una stazio-
ne di supporto in superficie fissa. Infatti, in alcune
zone (es. Maldive) le barche non possono ancorare e
quindi la base viene “liberata” in acqua solo alla fine
dell’immersione quando l’Istruttore indicherà l’inizio
della sosta di sicurezza, facendo emergere il segnala-
tore di superficie.

Giro subacqueo di esperienza con controllo e con-


fronto della strumentazione con il compagno e
segnalazione dei 150, 100 e 70 bar (a meno che l’im-
mersione non termini prima)

Nitrogen check
In profondità l’Istruttore ti indicherà il nome di 2
organismi tipici della zona scrivendoli sulla lavagnet-
ta, durante la sosta di sicurezza dovrai scrivere i nomi
che avevi letto in profondità, senza copiarli ma cer-
cando di ricordarli a memoria.

Risalita in assetto
Al termine della tua immersione, dovrai risalire lenta-
mente (10 metri al minuto o più lento) lungo un rife-
rimento e fermarti a 5 metri per effettuare la sosta di
3 minuti. Durante la risalita scarica l’aria in eccesso
38
dal GAV o dalla muta stagna, in modo da essere sem-
pre in assetto neutro. Devi poterti fermare con facili-
tà in qualsiasi momento della risalita.

Sosta di sicurezza, simulazione di esaurimento dell’aria


ed utilizzo della base di emergenza a 5mt.
Una volta arrivato a 5 metri per effettuare la sosta di
sicurezza, assieme al tuo Istruttore simulerai l’esauri-
mento dell’aria quindi, dopo aver segnalato fine aria,
afferrerai uno degli erogatori della Base di
Emergenza, aprirai il rubinetto della bombola e respi-
rerai dall’erogatore di riserva per il tempo indicato
dall’Istruttore.

Uscita

3
Uscire dall’acqua con la tecnica indicata
dall’Istruttore.

Disassemblare e prestare le dovute cure all’attrezza-


tura

Debriefing
Il tuo Istruttore farà un commento di fine immersio-
ne che ti aiuterà a migliorare il tuo processo formati-
vo. Ascolta i suggerimenti dell’Istruttore e fai doman-
de sulle cose che non ti sono chiare.

Registrazione dell’immersione sul log-book !

Immersione in acque libere 3


Localizzazione e controllo del funzionamento di:
VHF, Kit di primo soccorso, Ossigeno.
Come hai imparato nella teoria relativa alla gestione
delle emergenze, ogni volta che ti immergerai dovrai
disporre di questo equipaggiamento.
Individua dove è collocato, controlla se tutto è in
ordine e perfettamente funzionante.

Preparazione della base di emergenza a 5 mt e vesti-


zione.

Discesa controllata nel blu entro una profondità mas-


sima di 39 metri fermandoti in assetto neutro al
segnale dell’Istruttore e (se possibile) controllo della
base di emergenza.
Giro subacqueo di esperienza, controllo e confronto
della strumentazione con il compagno e segnalazione
39
dei 150, 100 e 70 bar (a meno che l’immersione non
termini prima) e mantenendo la quota stabilita
dall’Istruttore per almeno la metà del tempo previsto
dall’NDL dato per quella profondità.
La maggiore difficoltà che i subacquei generalmente
incontrano è mantenere la quota prestabilita. In un’immer-
sione profonda questo aspetto dovrà essere rafforzato per
evitare di eccedere i limiti di non decompressione.

Nitrogen check
In profondità, dovrai eseguire un semplice esercizio
psicomotorio segnalato dall’Istruttore

Risalita in assetto
Al termine della tua immersione, dovrai risalire lenta-
mente (10 metri al minuto o più lento) lungo un rife-
rimento e fermarti a 5 metri per effettuare la simula-
zione della sosta di decompressione.

Simulazione di una decompressione di emergenza di


10 minuti a 5 mt vicino alla base
Se dovessi eccedere l’NDL previsto per la quota presta-
bilita per meno di cinque minuti dovresti effettuare una
sosta di emergenza di 10 minuti a cinque metri.
Questo esercizio non è fatto per addestrarti alla decom-
pressione, bensì per scoraggiare l’eccessiva confidenza
con la profondità e farti capire che le soste di emergen-
za non sono troppo divertenti e spesso può capitare che
l’aria per effettuarle non sia sufficiente.
Quando arriverai alla base di emergenza, vi sosterai
per almeno 10 minuti, utilizzando l’aria della bombo-
la di emergenza per gli ultimi tre minuti.

Uscita
Uscire dall’acqua con la tecnica indicata
dall’Istruttore.

Disassemblare e prestare le dovute cure all’attrezza-


tura

Debriefing
Il tuo Istruttore farà un commento di fine immersio-
ne che ti aiuterà a migliorare il tuo processo formati-
vo. Ascolta i suggerimenti dell’Istruttore e fai doman-
de sulle cose che non ti sono chiare.

Registrazione dell’immersione sul log-book !

40
Appendice

ESA
ESA è un’agenzia didattica internazionale, il suo
obiettivo è quello di formare i subacquei dal livello
iniziale fino al raggiungimento dei livelli professiona-
li come Diveleader e Istruttore. Per fare questo l’ESA
si prefigge di applicare i più evoluti standard opera-
tivi congiuntamente ad un elevatissimo grado di sicu-
rezza e di promuovere l’attività subacquea nelle sue
varie forme.
I percorsi formativi dell’ESA prevedono l’integrazio-
ne delle informazioni divulgate dall’Istruttore, con i
materiali di supporto che accompagnano i vari livel-
li di brevetto.
La formazione pratica iniziale avviene con lo svilup-
po delle capacità subacquee in piscina o bacino deli-
mitato, successivamente applicate e migliorate in
acque libere.
Per ogni programma o corso ESA è prevista una verifica
dell’apprendimento da parte dell’Istruttore che dovrà
conservare una prova dell’avvenuta valutazione.
I subacquei possono ricevere dall’ESA la formazione
iniziale, progredire verso livelli più alti di brevetto,
specializzarsi in diverse aree legate all’attività subac-
quea come la biologia marina, la fotografia, l’archeo-
logia subacquea, ecc.
41
Raggiunte le adeguate credenziali, i subacquei posso-
no partecipare ai programmi per la formazione di tipo
professionale nell’ambito dell’attività subacquea.
L’ESA stabilisce elevati standard per la formazione
dei propri affiliati: essi sono professionisti subacquei
in possesso di un brevetto ESA Diveleader o di grado
più alto.
Gli istruttori ESA sono formati dagli ESA IC Director, per-
sone adeguatamente preparate e qualificate per trasmet-
tere le tecniche di insegnamento ai futuri istruttori.
La formazione dell’Istruttore è completa e prevede
l’acquisizione di informazioni sulla teoria dell’immer-
sione, sulle procedure ESA, nozioni di psicologia e di
marketing, lo sviluppo delle capacità di gestione dei
subacquei singoli o in gruppo, di gestione dei proble-
mi, di salvaguardia dell’ambiente e altro.
Le convalide dei brevetti ESA sono emesse dalla sede
centrale e dagli uffici ESA ufficialmente autorizzati.
Il dipartimento ESA che si occupa della formazione
informa gli affiliati ESA sulle variazioni delle procedu-
re esistenti e sull’introduzione di nuove procedure.
Possono affiliarsi all’ESA anche strutture qualificate che
operano nel campo dell’attività subacquea ricreativa.
Centri immersione, club subacquei e negozi subac-
quei possono, infatti, acquisire la qualifica di ESA
Point. Le strutture denominate ESA IC Point possono
promuovere, organizzare e condurre i corsi di forma-
zione per gli Istruttori ESA.
L’ESA intende caratterizzarsi anche attraverso un
particolare impegno volto alla divulgazione delle
conoscenze sull’ambiente, per migliorare la qualità
delle immersioni e creare nei subacquei una maggio-
re consapevolezza verso lo spazio sommerso. I pro-
fessionisti ESA, infatti, effettuano il loro percorso for-
mativo ricevendo una solida preparazione anche
sulle conoscenze relative all’ambiente. Tutta l’attività
formativa dell’ESA è saldamente collegata a obiettivi di
salvaguardia degli ambienti acquatici.

42
9 consigli per la difesa
dell'ambiente
Mettendo in pratica questi semplici suggerimenti,
darai il tuo importante contributo alla salvaguardia
dell’ambiente.

1) In immersione mantieni un assetto neutro, evita il


contatto con il fondo e con gli organismi marini:
senza i guanti starai più attento a dove metti le mani.

2) In prossimità del fondo blocca ogni movimento di


mani e pinne e, se devi posarti, controlla che le tue
ginocchia e le pinne non creino danni.

3) Evita di passare sotto le volte o nelle grotte, potre-


sti urtare e danneggiare gli organismi, inoltre le bolle
d’aria intrappolate sul soffitto causano gravi danni
all’ambiente.

4) Non attaccarti a tartarughe, grandi pesci, o cetacei,


ma nuota con loro; non inseguire gli animali se ti
accorgi di recare disturbo.

5) Evita di toccare organismi che non conosci o che


potrebbero essere delicati; non accarezzare i pesci ed
altri organismi, potresti asportare il muco protettivo
che li ricopre e causare lesioni.

6) Non raccogliere dal fondo organismi vivi o morti,


reperti di valore storico o archeologico e oggetti
coperti da alghe ed animali.

7) Non acquistare souvenir prodotti con materiali


provenienti dal mare, scoraggerai così la loro rac-
colta.

8) Non buttare niente in acqua (rifiuti, filtri di sigaret-


ta, batterie, bottiglie, carta, cibo, ecc): getta i rifiuti
negli appositi contenitori.

9) Continua la tua formazione ed approfondisci la


conoscenza degli ambienti marini, scoprirai che ogni
luogo merita un'immersione e che in ogni fondale c'è
una straordinaria varietà di organismi da scoprire.

Tutti gli abitanti ed i frequentatori degli spazi som-


mersi ti ringraziano fin d’ora per il tuo impegno.
43
9 regole per la sicurezza
1 Mantieni efficiente il tuo equipaggiamento.
Controllalo prima di partire per un viaggio e prima dell’immersione.

2 Devi essere fisicamente e psichicamente in forma.


L’esercizi fisico e la dieta adeguata ti faranno apprezzare di più
l’attività subacquea. Puoi mantenerti mentalmente allenato a pre-
venire lo stress e l’ansia riprovando ogni tanto i principali esercizi
del Corso Open Water, specialmente quando non ti immergi da
molto tempo. Incomincia l’immersione riposato, caldo e idratato.

3 Immergiti secondo il tuo grado di esperienza.


Considera che potresti immergerti in condizioni di profondità per te
insolite, con forte corrente, in acqua fredda o in condizioni di scarsa
visibilità, quindi è meglio se prima ricevi l’adeguata preparazione..

4 Pianifica l’immersione e segui il piano che hai fatto.


Immagina i potenziali problemi che potresti trovarti ad affrontare,
come prevenirli e rispondere ad essi. Accordati con il tuo compagno
su limiti sicuri di tempo, profondità, di percorso e i corretti segnali.

5 Controlla i tuoi strumenti e mantieni un buon margine di


sicurezza.
Sebbene tu possa conoscere i tuoi consumi abituali, condizioni
di profondità, corrente e fatica potrebbero farti consumare di
più. Non considerare i limiti delle tabelle o del computer come
assoluti, ma rimani ben entro i limiti.

6 In immersione rilassati e divertiti, respira continuamen-


te, profondamente e lentamente.
Raggiunto un buon grado di comfort sott’acqua, pensa a cosa ti
piacerebbe dedicarti in immersione e coltiva questi interessi. I Corsi
di Specialità soddisfano quasi tutte le tue aspettative. Fatica e affan-
no aumentano il tuo ritmo respiratorio e possono diminuire le pre-
stazioni del tuo erogatore. Se ti senti stanco o in affanno, fermati,
rimani calmo e respira, vedrai che tutto andrà bene. Se necessario
puoi risalire lentamente in superficie.

7 Se non sei convinto, rinuncia all’immersione.


Il coraggio di rinunciare è una dote invidiabile ed èil modo migliore
per prevenire problemi che potresti non sentirti in grado di affrontare.

8 Risali lentamente dal fondo e fermati per una sosta di sicu-


rezza a cinque metri.
E’ il modo migliore per prevenire la malattia da decompressione.

9 Attendi almeno 24 ore prima di prendere l’aereo o salire in


altitudine dopo l’immersione. Dopo l’immersione è meglio
aspettare sempre più tempo possibile prima di volare.
44
Schema per la pianificazione
dell’immersione

Pianificazione generica
Compagno d’immersione
Data e orario dell’immersione
Scopo dell’immersione
Luogo prescelto
località alternativa
Percorso per raggiungere la località
Appuntamento: luogo e orario
Attrezzatura particolare
Controllo previsioni meteomarine
Verifica e ricarica delle bombole
Verifica e preparazione dell’attrezzatura
Kit con attrezzi e parti di riserva
Zavorra completa
Borsa completa
Mezzi di trasporto
Informazioni sul sito
Contatti d’emergenza
Informazioni per chi rimane a terra
Cibo e bevande
Prenotazioni/Biglietti
Denaro
Pianificazione sul punto d’immersione
Condizioni psicofisiche
Condizioni meteomarine
Idoneità delle condizioni ambientali
Individuare e provare i sistemi di comunicazione
Decidere tecniche e punti di entrata
Decidere tecniche e punti di uscita
Sistema di coppia
Tecniche di comunicazione subacquea
Percorso
Limiti di profondità e tempo
Procedure di emergenza
Controllo dell’attrezzatura

In caso di necessità contattare:__________________

_____________________________________________

_____________________________________________

45
Da non dimenticare
Varie
Documento di riconoscimento
Brevetto
Log book
Prenotazioni / biglietti
Informazioni sui contatti d’emergenza
Costume da bagno
Filtro o crema solare
Occhiali da sole
Berretto
Giacca a vento
Asciugamano
Accappatoio
Ciabatte
Cuffia e occhialini per il nuoto
Abbigliamento di ricambio
Cibo / bevande
Medicinali

Attrezzatura
Borsa
Pinne, maschera e snorkel
Muta
Sottomuta
Cappuccio
Guanti
Calzari
Zavorra
GAV
Bombola carica
Erogatore principale
Erogatore di riserva
Manometro
Frusta del GAV
Frusta della muta stagna
Coltello

Strumenti
Computer
Strumenti integrati
Profondimetro
Timer
Bussola
Termometro
Tabelle
46
Accessori
Lavagnetta
Schede di riconoscimento delle specie
Matita
Boa segnasub
Segnalatore di superficie
Mulinello
Torcia principale
Torcia di riserva
Strobo
Luce di posizione
Moschettoni
Liquido antiappannante
Cimetta per l’attrezzatura

Attrezzatura di riserva
0-ring
Bombole
Pesi
Cinghioli
Utensili
Kit per riparare la muta

Attrezzatura particolare
Macchina fotografica
Obiettivi
Flash
Pellicola
Videocamera
Custodia
Cassette
Illuminatori
Batterie
Caricabatterie
Cavetti

Note
______________________________________________________
______________________________________________________
_____________________________________________________
______________________________________________________
______________________________________________________
______________________________________________________
______________________________________________________
___________________________________________________
47
48