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Corso di falegnameria: APPUNTI e VIDEO

Reduce dallo spettacolare corso di falegnameria nautica offertoci dall'amico Luca, essendo io una
secchiona grafomane , ho preso religiosamente appunti - trasformati in un file .doc che non
riesco a caricare
Ergo, sperando di far cosa gradita agli AdV che c'erano, e dare qualche dritta a quelli che non hanno
potuto partecipare, appiccico qui il mio capolavoro col copia/incolla.
Abbiate pietà di me e della mia imbranataggine
E Luca, se leggendo vedi che ho scritto cojonate, imprecisioni o stupidaggini ti prego di
correggerle!

COMPENSATI

Compensato di Base: multistrato in Okumè con colle fenoliche – ricoperto con


Essenza nobile: Ciliegio, Mogano, Teak o altro di spessore variabile – la qualità aumenta con lo
spessore – A, B, C (la più scarsa)

Spessori minimi: 6/10mm interni verticali


15/10mm interni calpestio
25-30/10 esterni

Compensati per uso strutturale: multistrato tutto in legno nobile, con laminazioni trasversali per
aumentare la resistenza/solidità

Sandwich compositi: Nomex


Divinycell
Concepiti per barche da regata: a parità di spessore, sono molto più leggeri dei tradizionali.

Manutenzione di paioli o infissi in compensato base

- NON carteggiare per non ledere lo strato di rivestimento


- Usare sverniciatore o phon da sverniciatura

Levigatrici: orbitali o rotorbitali, le migliori sono marca RUPES


Per la carteggiatura iniziale, grana 60
Per la finitura, grana 120

Per eliminare ammaccature e segni di botte:


prendere un panno spugna da cucina, piegarlo in 4 e bagnarlo con acqua. Metterlo sull’ammaccatura
e posarci sopra il ferro da stiro caldo (temp. Cotone) finché il panno è asciutto. Ripetere lasciando
che il legno assorba l’acqua e si rigonfi, lasciare asciugare poi carteggiare con gr.120

Per sanare buchi (che non vanno via col trattamento precedente):
1 – con lo scalpello prendere una scaglia di massello della stessa essenza del legno da sanare, di
misura simile al buco da riempire
2 – incollarlo* nella forazza
3 – mettere 2 tasselli di legno sopra e sotto la parte da sistemare e serrare con un morsetto
4 – quando la colla è asciutta, carteggiare con gr. 120 (incollata su tacco di legno per avere una
superficie perfettamente piatta)

*Quale colla?
NON usare colla epossidica – quando secca vetrifica
Usare colla VINILICA cl. D4 (indica la resistenza all’acqua), bi-componente (polvere e solvente)

Quale carta vetrata?


Usare sempre carta di qualità, tipo la D3M
La grana e il tipo specifico dipendono dai lavori.
- Per eliminare residui di vernice, ciclo 60/120
- Una volta dato il fondo, ricarteggiare con gr. Più fina
- Per finitura brillante, gr. 220
- Per finitura opaca, gr. Più grossa (120?)

TINTEGGIATURA

1 – Se si è usato un prodotto sverniciatore, trattare il pezzo con un antisilicone tipo NOSIL 22


(Fidea) per eliminare eventuali residui grassi lasciati dallo sverniciatore.

2 – dare il fondo (ICA, Catalizzatore poliuretanico + diluente); quello a matrice più morbida risulta
più facile da carteggiare e riempie le imperfezioni – si da a rullino (scarico e bagnato di frequente)
lungo vena

3 – fare asciugare poi carteggiare con gr. 220 e interfaccia morbida (spugna sotto il disco della
rotorbitale) carezzando con leggerezza. Deve apparire una patina bianca. Il fondo riempie i pori,
rende la verniciatura finale più agevole e costa poco

4 – in alternativa alla rotorbitale si può usare spugnetta abrasiva gr. 200 (si compra a metraggio),
buona anche per ripassare

5 – dare la finitura poliuretanica: Per interni, bi-componente tipo ICA Wood Coating aggiungendo
15% di diluente e catalizzatore come indicato
Per esterni, monocomponente poiché ha maggiore elasticità; più delicato e ad asciugatura lenta.
6 – Quando completamente asciutto, carteggiare con gr. 220 e pulire bene la superficie.
Prima dell’ultima verniciatura, filtrare con un filtro di carta a imbuto da 125 micron.

MANUTENZIONE DELLA COPERTA – COMENTI

1 - Chi ha soldi da spendere può acquistare un Fein per togliere i comenti vecchi, ma si può fare
anche senza.
2 – Poiché il teak probabilmente si è consumato, per rifare i comenti il cianfrino (canale) deve
essere approfondito riportandolo ad almeno 5mm. Questo lavoro non si può fare col Fein, che non
fresa il legno
3 – Si possono approfondire i cianfrini con un pantografo o una fresatrice verticale, oppure
4 – usando uno scalpello della misura esatta del comento, affilato con c.v. ad acqua gr. 220 o 320.
5 – Con un taglierino ben affilato, si taglia il comento lungo i lati e aiutandosi con lo scalpello, lo si
estrae. USARE LO SCALPELLO TENENDOLO INCLINATO, IN MODO CHE LA BASE DI
TAGLIO SCORRA IN PIANO DENTRO AL CIANFRINO.
6 – con lo stesso scalpello, tenendolo in verticale, tirare indietro e approfondire il cianfrino quanto
serve.
RIGOMMATURA

1 – con Sika 290 DC: con il beccuccio tenuto a 20 gradi (aiutandosi con una mano poggiata sulla
superficie da rigommare), fare uscire un verme uniforme e sopraelevato cercando di fare una cosa
più uniforme possibile e di non sprecare materiale che costa un botto.
2 – per almeno 8 ore, proteggere da luce e acqua – per l’asciugatura completa attendere 1 settimana
3 – con uno scalpello bene affilato e poggiato in piano, togliere l’eccesso di Sika
4 – carteggiare a lungo e con pazienza con gr. 60
5 – quando è tutto a filo, finire carteggiando con gr. 120

COSTRUIRE CON DOGHE IN TEAK

1 – Realizzare dima con strisce di compensato, sulla quale si monteranno le doghe in teak
2 – Iniziare dalla cornice, posizionando la troncatrice a 45 gradi
3 – fresare i pezzi con la rifilatrice da banco, sistemando le piccole irregolarità del taglio – aiutarsi
con segnature in gessetto
4 – sistemata la cornice, tagliare le doghe e metterle a dimora
5 – dare il primer, e appena asciutto passare alla gommatura (come sopra)

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