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Lezione 3 10 Feb 2007

Una fotocamera molti obiettivi


Senz´altro si è già sentito parlare di obiettivi e della loro classificazione : " un ventotto"
"un cinquanta millimetri", uno " zoom trentacinque settanta " ..... nomi a caso che però sono una
buona introduzione .
Già abbiamo visto le caratteristiche principali dell´obbiettivo : il diaframma ed il gruppo di lenti;
adesso è opportuno sapere che ogni casa produttrice di fotocamere ha in catalogo una serie di
obbiettivi che possono coprire dalla panoramica più ampia fino ad isolare il soggetto più lontano.
Nel primo caso di parla dei grandangoli e nel secondo dei teleobiettivi.
Gli obbiettivi si dividono in due grandi gruppi i fissi e gli zoom.
I primi hanno una lunghezza focale ben definita ed espressa in millimetri, essa rappresenta la
distanza che c´è fra il centro del gruppo di lenti lenti e il piano di messa a fuoco ( ovvero dove
appoggia la pellicola ). I secondi hanno una lunghezza focale variabile e quindi, come quelli delle
videocamere, allargano e restringono il campo a piacimento .
Siano zoom oppure fissi gli obbiettivi hanno caratteristiche ben precise.
Abbiamo infatti gli obiettivi " per fotografia panoramica " che si chiamano grandangoli e che hanno
una lunghezza che varia dai venti ai trentacinque-quaranta ( ne esistono anche di più corti ma sono
molto costosi e difficilmente reperibili sul mercato amatoriale ) ; essi sono stati progettati per
coprire un raggio molto ampio di scena ma hanno la caratteristica di distorgere le immagini ai lati e
di curvare molto facilmente le linee se non si sta attenti a inquadrare dall´esatto punto di mezzo
della scena . Per contro, comunque, la profondità di campo di un grandangolo è estremlamente
accentuata e si riesce ad avere immagini " profondamente a fuoco" anche a diaframma 5,6.
L´obiettivo 50 millimetri, quello che fino a poco tempo fa era venduto di corredo a tutte le reflex,
riporta linee e prospettive come si vedono normalmente, tant´è che è detto "normale" e la sua
lunghezza si riscontra ottenendo l´ipotenusa fra base e altezza del formato della pellicola ( per cui
cambiando il formato il "normale" avrà un´altra misura ) . Dall´altra parte del "normale" comincia
la gamma dei teleobiettivi, il loro uso più intuitivo sarebbe quello della caccia fotografica, ma ogni
particolare distante dal punto di ripresa, sia esso un dettaglio su un monumento o un gruppo di
persone che si muove in un panorama, oppure ogni ritratto classico è effettuato col teleobbiettivo.
Tale strumento ha la capacità di " schiacciare la prospettiva ". Pensiamo soltanto ad una
immagine di caccia fotografica, magari di safari, e con un po´ di osservazione notiamo che lo
sfondo sembra appiccicato al soggetto. Questo fenomeno cresce col crescere della lunghezza focale,
ma è presente anche sulle lunghezze intorno a cento, quelle classiche adoperate per la ritrattistica,
visto che un corpo e un viso non comportano distorsione alcuna . Il lato negativo del tele, però, è la
scarsa profondità di campo anche a chiusure superiori ad otto , inoltre per ragioni di
progettazione sono spesso molto più lunghi del 50 millimetri ed anche più pesanti, quindi scattare a
1/60 di secondo oltre la lunghezza focale 135 comincia a diventare rischioso.
Altra regola empirica ma efficace, infatti, è quella per scattare a mano libera di non scendere oltre
al tempo che si avvicina di più alla lunghezza focale. Ho a disposizione un centottanta millimetri
non scatto a velocità più basse di 1/125, ho a disposizione un trecento millimetri non scatto a
velocità più basse di 1/250.
Indubbiamente lo zoom ha il vantaggio di riassumere in un solo obiettivo più di una lunghezza
focale, un ventotto-ottanta mi consente di scattare a ventotto, a trentacinque a cinquanta ed anche ad
ottanta, che potrebbero essere quattro obbiettivi fissi, inoltre ho a disposizione tutte le lunghezze
intermedie. Lo svantaggio sta nel fatto che quelli professionali sono più costosi degli obiettivi fissi,
e quelli a meno costosi non hanno aperture di diaframma sufficienti per ogni situazione, un
´apertutra massima di 3,8 oppure 4,5 rischia di pregiudicare una foto appena le condizioni di
illuminazione non sono più ottimali.