Sei sulla pagina 1di 28

A.A.

2007 – 2008
2

La Farmacognosia si occupa dello studio della composizione e degli effetti dei


principi attivi contenuti nelle sostanze naturali vegetali. Ogni medicinale
vegetale deve contenere come principi attivi una o più sostanze vegetali, una o
più preparati vegetali o entrambi. Sostanze vegetali: piante o parti, alghe,
funghi, licheni; usate intere, sminuzzate o tagliate. Sono generalmente secche
e raramente fresche: tutto ciò che è essiccato è considerato come DROGA. Le
droghe sono definite con un “binomio”, cioè con la denominazione latina,
scritta con un sistema binariale es. Digitalis Purpurea. Preparati vegetali:
preparati ottenuti sottoponendo le sostanze vegetali a vari trattamenti come:
polverizzazione, estrazione, distillazione, frazionamento, pressatura,
purificazione, fermentazione. Fitomedicamento: medicinale vegetale,
fitofarmaco serve invece per curare le piante e non vuol dire che un farmaco
viene ricavato da esse. Sostanza naturale: quando è ricavata da piante, animali
minerali, mediante applicazione di minimi procedimenti tecnici. Le piante a
differenza degli animali non hanno altre risorse che la chimica per affrontare
l’ambiente. Circa ⅘ dei composti chimici naturali provengono dal regno
vegetale, considerato come fonte inesauribile di principi attivi. Le piante hanno
bisogno di metaboliti primari e secondari; i metaboliti primari, servono per
vivere, e sono proteine, sali minerali, acqua, amminoacidi, lipidi e carboidrati. I
metaboliti secondari servono per sopravvivere nell’ambiente; come difesa dai
predatori (veleno), dai batteri, funghi e virus (olio essenziale), spazio vitale
( emissione di principi attivi velenosi per altre piante); come adattamento alle
condizioni climatiche (mucillaggini), inquinamento; come adescamento per gli
impollinatori (calore, odore). I metaboliti secondari sono flavonoidi, che servono
come protezione dai raggi solari, essenze, come protezione contro predatori o
come attrazione degli impollinatori (es. la bocca di leone produce profumo solo
di giorno,essiccamen solvent profumo solo di notte). Le piante
mentre la petunia produce
producono to i principi attivi quandoe ne hanno bisogno; quando è avvenuta
l’impollinazione il fiore non profuma più. Il 40% dei farmaci monomolecolari
deriva dalle piante indirettamente o direttamente. Si parla di antitumorali,
stimolanti sistema nervoso centrale, antigattosi, antinfiammatori non steroidei,
anticoagulanti. Fitocomplesso: miscela complessa che contiene molteplici
composti chimici che grazie all’interazione dei vari composti presenti può
indurre effetti sinergici rispetto di singoli principi attivi con meccanismi
diversi.le miscele biologiche vegetali o animali rappresentano il risultato di
processi evolutivi, non un insieme di molecole. Per essere classificata come
“Fitoterapia” occorre utilizzare più composti (non solo la caffeina, ma tutto ciò
che contiene il caffè/te).

PIANTA DROGA ESTRATTO

Estratto → isolamento del principio attivo quando la molecola è più attiva del
fitocomplesso → impiego medicinale molecolare o suo derivato.
3

Estratto → impiego medicinale estratto quando il fitocomplesso è più attivo


della molecola → più costituenti si sinergizzano.

Riproducibilità fitocomplesso: vengono ottenuti con la stessa tecnica e dalla


stessa pianta. Parametri che influenzano la composizione di un estratto:

 Botanica: condizioni di essiccamento, immagazzinamento, tempo


balsamico, area di origine, parte utilizzata, specie botanica corretta;

 Chimica: solventi usati per l’estrazione, metodo di estrazione, rapporto


tra principi attivi, contenuto dei principi attivi.

Per ottenere risultati biologici riproducibili, i prodotti devono essere


riproducibili.

Fibre vegetali: residui delle cellule vegetali dopo l’azione degli enzimi digestivi;
possono essere insolubili o idrofile: cellulosa (n molecole di glucosio),
emicellulosa (molecola di zucchero, non tutto glucosio), lignina (non è costituita
né da zucchero né da polisaccaridi); solubili: gomme, pectine, mucillaggini. Per
l’uomo è fibra tutto ciò che non riesce a digerire. Possono essere usate come
purganti o antitussivi. Le fibre solubili sono molecole rigide, lineari, che
formano ponti e riescono a trattenere l’acqua. Indice di rigonfiamento: uso una
droga umettata con alcool, metto in un cilindro con un po’ d’acqua, dibatto
energicamente e dopo alcune ore vedo quanto è rigonfiata la droga.

LASSATIVI

Farmaco che porta acqua nel lume intestinale. Meccanismo d’azione: in base
alle loro proprietà osmotiche e idrofile possono portare acqua nel lume
intestinale. Possono provocare ritenzione d’acqua nel colon facendo aumentare
la massa fecale, facilitando il transito; la velocità di azione dipende dalla
sostanza assunta.

Altea Officinalis (Altea)

La droga è costituita dalle radici, private della corteccia esterna ed essiccate.


Sono di colore bianco, carnose, solcate longitudinalmente da cicatrici. L’indice
di rigonfiamento della droga polverizzata non deve essere inferiore a 10.
Contiene mucillaggine (5 – 10%), costituita prevalentemente da polisaccaridi,
amido (37%), pectine (11 %), tannini e vari zuccheri (saccarosio 10%); sono
presenti anche flavonoidi e acidi fenolici. Può essere usata sottoforma di
macerato, decotto, infuso e sciroppo. E’ un blando lassativo (3 – 5 g di droga
per 3 volte al giorno), viene usata anche contro tosse e catarri della regione
faringea (2 – 8 ml di droga fino a 15 ml al giorno), come colluttorio contro le
infiammazioni del cavo orale. Può ritardare l’assorbimento di altri farmaci.

Malva Sylvestris – Malva Neglecta (Malva: fiori e foglie)


4

La droga è costituita dai fiori e dalle foglie di M. Sylvestris e dalle foglie di M.


Neglecta. L’indice di rigonfiamento deve essere inferiore a 7 nella foglia e
inferiore a 20 nel fiore. La foglia è costituita da mucillaggine (8%), sostanze
resinose e pectiche, cellulosa e ossalato di calcio, numerose vitamine (A, B1, C,
E). Il fiore è costituito da mucillagine (10%), il colore è dato dalla malvina
(antociano). La malva ha proprietà lassativo – emollienti; viene usata come
macerato o infuso per la cura della tosse e delle bronco tracheiti, oppure per
uso esterno nella cura delle infiammazioni della cute, e nelle ferite.

Tilia Cordata – Tilia Platyphyllos (Tiglio)

La droga è composta dai fiori (?); ci può essere avvelenamento da piombo


(smog), perché se caduto a terra viene inquinato. I suoi costituenti sono
flavonoidi, cumarine, oli essenziali, mucillaggini, tannini, vitamina C, acido
caffeico e zuccheri. Le proprietà del tiglio sono: calmante, sedativo,
antireumatico, diaforetico. Svolge inoltre un'eccellente azione antispamodica a
livello dell'apparato digerente soprattutto se legata ad ansia e nervosismo. La
linfa e l'infuso di tiglio sono utilizzati per l'insonnia ed il nervosismo per la sua
azione sedativa a livello cerebrale. Inoltre è efficace per la tosse e le influenze.
Il decotto aggiunto all'acqua del bagno ha un effetto sedativo per combattere
l'insonnia ed il nervosismo. Le compresse imbevute di infuso di tiglio messe
sugli occhi alleviano la stanchezza, il rossore, le borse sotto gli occhi, le
scottature e gli eritemi. Il pediluvio con l'infuso combatte i piedi stanchi e gonfi.
L'infuso inoltre è un ottimo depurativo per la pelle, distende le rughe ed aiuta
nei casi di arrossamenti cutanei.

Linum Usitatissimum (Lino)

La droga è rappresentata dal seme, maturo e secco. I semi sono piccoli,


ovoidali, a punta ottusa, lucidi e di colore bruno – rossastri. (la specie usata per
la droga è ricco di fiori , mentre quella usta nel settore tessile ha lo stelo
lungo). L’indice di rigonfiamento dei semi interi non deve essere inferiore a 4,
dei semi polverizzati non inferiore a 4 – 5. I componenti principali sono:
mucillaggine acida (10 %), olio grasso (30 – 40%) costituito da acido oleico (10
– 18%), acido linoleico (23 – 24%), acido linolenico (36 – 50%) e acidi grassi
saturi (5 – 11%). Viene usta come lassativo (30 g con 200 – 300 mg di acqua),
da evitare in caso di malattie infiammatorie dell’intestino; come decotto in caso
di gastriti. La farina o i semi frantumati si usano per preparare impiastri
emollienti e protettivi (servono a sciogliere il muco).

Plantago Ovata (Psillio)

La droga è composta dai semi e dal pericarpo dei semi. L’indice di


rigonfiamento non deve essere inferiore a 10. La dose è di 3.25 g di semi e
0.11 g di pericarpo. I semi sono composti dall’80% di fibre, costituite
prevalentemente da fibre insolubili (la fibra solubile è costituite da mucillaggine
5

e si trova nel tegumento del seme (30%)), lipidi di acidi grassi insaturi (5 –
10%), steroli, proteine (15 – 18%), tracce di alcaloidi, ciclopiridine, zuccheri,
olio non volatile e aucubina. Ha azione lassativa “di volume”, perché i
polisaccaridi, quando vengono ingeriti, assorbono acqua e aumentano il
volume e il peso del contenuto intestinale e riducono il tempo di transito del
colon. Il meccanismo di azione può interferire con l’assorbimento di altri
farmaci, quindi occorre assumere a distanza di due ore dall’assunzione del
farmaco. E’ indicato nel trattamento del Morbo di Chron e diarrea associata ad
HIV. Per il trattamento della diarrea è necessario fino a 40 g, per il trattamento
della costipazione 4 – 20 g (10 g in 100 ml di acqua seguiti da 200 ml di
acqua). Raramente può causare ipersensibilità.

Plantago Lanceolata

La droga è costituita dalle foglie. E’ composta da mucillaggini (6 – 7%), glicosidi


iridoici (0.3 – 2.5%). E’ usato come infuso, macerato, estratto fluido e succo di
pianta fresca.

Amorphophallus Konjac (Aracea)

La droga è ottenuta dalla macerazione del tubero. La farina ottenuta è


costituita da: amido, una frazione cellulosica e glucomannano. Viene utilizzata
come adiuvante nei regimi ipocalorici: 1 g di glucomannano puro per 3 volte al
giorno, accompagnato da circa 250 ml di acqua, aiuta a controllare le
ipercolesterolemie.

Cyamposis Tetragonolobus (Gomma Guar)

La droga è ottenuta per triturazione dell’endosperma e conseguente parziale


idrolisi dei semi. La farina ottenuta contiene mucillaggini idrosolubili (85%), ma
il principale costituente è il galattomannano formato da D – mannosio e D –
galattosio. Può essere utilizzata per diminuire la glicemia e la insulinemia, e per
abbassare il colesterolo. A causa del sapore poco gradito e della possibilità di
indurre disturbi digestivi è poco utilizzata.

Crusca

La droga comprende gli strati esterni del chicco di frumento fino allo strato
aleuronico compreso. La crusca commerciale può contenere differenti
quantitativi di fibre (45 – 80%). La crusca con l’80% contiene cellulosa,
emicellulosa, lignina, pectine e altri componenti; la crusca con il 45 – 50%
contiene cellulosa, emicellulosa, amido, zuccheri, proteine, grassi, ceneri,
acqua. Non è vantaggiosa da usare perché contiene cellulosa e emicellulosa,
che sono strutture rigide che trattengono acqua e irritano. La crusca si carica di
acqua 20 volte di più della frutta acquosa (1 g di crusca può legare 4 g di
acqua).
6

Per avere un apporto adeguato di fibre al giorno (25%) occorre mangiare


almeno 5 volte al giorno frutta e verdura. La buccia contiene molte fibre.
Inulina: frutto ligosaccaride costituito da n molecole di fruttosio con legami β 2
– 1 terminanti con una molecola di glucosio. E’ contenuta negli asparagi,
banane, agli, carciofi, cicoria; resiste a idrolisi acida ed enzimi pancreatici. A
seconda della lunghezza della catena viene fermentata: le catene corte
vengono metabolizzate nelle prime parti dell’intestino, mentre le catene lunghe
in più parti dell’intestino. I batteri intestinali sono molto importanti, vengono
chiamati “probiotici” o “fermenti lattici”; vengono nutriti dalle fibre
(“prebiotiche”), che riescono a ridurre e demolire.

Fucus Vesicolosus (Fuco)

La droga è rappresentata dal tallo disseccato. Contiene non meno dello 0.05%
dello Iodio totale e non meno dello 0.02% dello Iodio combinato con le
proteine. Nel tallo sono contenuti i carragenati, polisaccaridi delle alghe rosse
(Furcellaria e Chondrus) che vengono usati per il trattamento sintomatico della
costipazione e come coadiuvante nei regini ipocalorici. Dalle alghe rosse si
ottiene anche Agar – Agar o Gelosio che si trova nella parete cellulare (strato
interno formato da cellulosa, strato esterno detto agarosio). E’ un lassativo
meccanico perché aumenta il volume e l’idratazione della massa fecale. Nelle
alghe brune invece è contenuto l’acido alginico o Algina (si trova nello strato
interno cellulosico del tallo). Viene usato nelle turbe digestive legate
all’eccesso di acidità.

Peumus Boldus (Boldo)

La droga è costituita dalle foglie. Titolo: deve contenere non meno di 20 ml/kg
di essenza e non meno di 1% di alcaloidi totali calcolati come boldina. Le foglie
di boldo contengono 1 – 2% di olio essenziale, costituito da ascaridolo e altri
componenti. A causa della tossicità dell’ascaridolo, il boldo viene poco usato. Il
sovradosaggio infatti può causare iperemie delle mucose intestinali,
incoordinazione motoria per effetti a carico del sistema nervoso centrale e
crampi intestinali. L’uso prolungato può provocare allucinazioni audiovisive e
difficoltà nella parola. Le foglie hanno anche un’attività farmacologica:
antinfiammatoria, antiossidante, epatoprotettiva, coleretica (favorisce il flusso
della bile), lassativa (aumento escrezioni dei sali biliari). Ha un’azione
rilassante sulla muscolatura liscia; viene usata nei lievi disturbi intestinali di
tipo spastico, dispepsie (cattiva digestione). E’ possibile preparare infusi, fluidi
e decotti, che non assorbendo gli oli essenziali evitano la tossicità
dell’ascaridolo.

PURGANTI ANTRACHINONICI

Sono indicati come purganti occasionali (agiscono inibendo la pompa Na+ - K+ e


richiamando acqua nel lume intestinale, sono irritanti), con una posologia di 15
7

– 30 mg di principio attivo, se usati per periodi troppo lunghi possono causare


la perdita di fluidi ed elettroliti (K). Le controindicazioni possono essere
occlusioni e stenosi intestinali, malattie infiammatorie del colon, appendicite,
colorazione dell’urina (gialla o rossa) e del colon, spasmi intestinali,
dipendenza. L’assunzione degli antrachinoni può causare il mal funzionamento
di alcuni farmaci.

Rheum Palmatum o R. Officinale o ibridi delle due specie (Rabarbaro)

La droga è costituita dagli organi sotterranei della pianta. Titolo (estratto


fluido): contiene non meno del 2.2% di derivati idrossiantracenici espressi
come reina. La droga è composta da fenoli (gallotannini, che hanno un’azione
astringente, e derivati flaconici, che hanno un’azione purgante), derivati
idrossiantracenici (monoglucosidi, glicosidi antronici, glicosidi diantronici).
Titolo (estratto secco): contiene non meno del 5% e non più dell’8% di derivati
idrossiantracenici espressi come reina. La droga può avere sia effetti lassativi
sia antidiarroici, dipende solo dalla dose somministrata. Non va usata per
periodi troppo lunghi per evitare l’azione astringente dei tannini. Entrambi gli
estratti devono essere trattati con alcool al 60% V/V.

Ricinus Communis (Olio di Ricino)

L’olio di ricino si ottiene per pressione a freddo dei semi di ricino. L’olio è
composto da acido ricinoleico (90%), acido oleico (3%) e acido linoleico (3 –
4%). Ha un’azione lassativa che avviene principalmente nell’intestino tenue, il
cui contenuto si può svuotare nel colon entro 2 ore, una dose di olio di ricino è
efficace entro 4 – 6 ore, eliminando così anche il rimanente olio non idrolizzato
(effetto purgativo autolimitante). L’azione lassativa data dall’incremento di
acqua nell’intestino tenue e nel colon, è dovuta dall’inibizione della pompa Na+
- K+. La somministrazione è di 4 ml per un effetto lassativo e 15 – 60 ml per un
effetto drastico (a stomaco vuoto). La forte azione lassativa può provocare una
disidratazione con squilibrio elettrolitico, ed è sconsigliato in gravidanza perché
potrebbe indurre contrazioni uterine e causa del suo effetto stimolante. I semi
di ricino sono tossici, infatti, 10 – 12 semi masticati possono essere mortali, a
causa della ricinina (alcaloide) e della ricina (glicoproteina); la ricina
interferisce con la sintesi proteica, inattivando la sottounità 28S dei ribosomi e
provocando la morte cellulare.

Indice Glicemico (I.G.): dipende dalla quantità di amilopectina; è la velocità con


cui aumenta la glicemia, le cause sono calore e idratazione, può variare invece
con l’aggiunta di grassi e proteine. Gli spaghetti e alcuni tipi di tagliatelle
determinano un abbassamento dell’I.G. perché rendono meno digeribile
l’amido evitando la gelatinizzazione.

Zucchero: può essere “raffinato semolato” (99.6 – 99.8% saccarosio, 0.4%


ceneri) e di “canna integrale o grezzo” (96% saccarosio, 3.5% non zuccheri:
8

fruttosio (potere dolcificante doppio del saccarosio), coloranti, ceneri, acidi


organi ed inorganici); lo zucchero grezzo non è commerciabile perché contiene
betaina che è un amminoacido amaro.

Aloe

Sono di tre tipi: Vera, Barbadensis e Ferox. Le due droghe (gel di aloe e resina
di aloe) derivano entrambe dalla foglia; è una foglia coriacea con epidermide
spesso, sotto l’epidermide c’è un tessuto a palizzata, cristalli aghiformi di
ossalato di Ca, tessuto parenchimatico, cellule pericicliche (succo: aloina).

Aloe Vera

Sotto l’epidermide della foglia si trovano le cellule pericicliche che formano


l’aloina, più internamente invece le cellule del parenchima formano il gel
(composto da acqua per il 99.4% e da solidi per lo 0.6%). Il gel è formato da
zuccheri semplici (0.28%), aminoacidi, ormoni vegetali e glicoproteine (aloctina
A). Il gel di aloe è usato per la sua azione antinfiammatoria (bradachinasi,
angiotesina1, magnesio lattato, aloctina A che stimola la mitosi cellulare è
importante perché riduce l’edema, fitosteroli che inibiscono la formazione di
prostaglandine). Viene anche utilizzato per uso cosmetico, come idratante,
esfoliante (enzimi e α – idrossiacidi eliminano le cellule morte), riparatore di
tessuti (aumento della sintesi di collageno e proteoglicani), depigmentante
(inibisce la trasformazione della tirosina in melanina), protettivo (solare), anti
scottature (accelera la guarigione). Il gel come tale non è stabile e viene quindi
portato in crema o pomata. Viene diluitoma con azione minore a seconda della
% presente.

Aloe Barbadensis (Aloe delle Barbados)

La droga è costituita dal succo, ottenuto dopo aver fatto bollire ed essiccare le
foglie. Il succo è composto da C – glicosidi dell’aloemodin – antrone, C –
antroni, O – glicosidi e resine. Titolo (succo): non contiene più del 28% di
derivati antracenici espressi come barbaloina. La somministrazione consiste in
10 – 30 mg di derivati idrossiantracenici (calcolati come barbaloina) una volta
al giorno alla sera. La dose individuale corretta è la minima necessaria per
produrre l’effetto. Può causare però effetti indesiderati come dolori e spasmi
addominali, colorazione giallo – rossa dell’urina e melanosi del colon.

Aloe Capensis o A. Ferox + ibridi (Aloe del Capo)

Titolo (succo): contiene non meno del 18% di derivati antracenici. Aloe estratto
secco titolato: contiene non meno del 19% e non più del 21% di derivati
idrossiantracenici espressi come barbaloina. La preparazione consiste nel
trattamento con acqua bollente di Aloe delle Barbados e Aloe del Capo o una
miscela di esse.
9

Cassia Acutifolia (Senna Alessandrina)

La droga è costituita dalle foglioline di Cassia Acutifolia e Cassia Angustifolia.


Titolo: deve contenere non meno del 2.5% di eterosidi di idrossiantracenici
calcolati come sennoside B (hanno una parte glicosidica).la droga è costituita
da sennosidi A e B (diglicosidi reina antrone), mentre le foglie fresche da
glucosidi 8 reina antrone e reina antrone. La droga si usa sottoforma di infuso
(2 g in 150 ml di acqua bollente) o di macerato (2 g in 150 ml di acqua
bollente) che è più efficace dell’infuso perché estrae più sennosidi e minori
quantità di sostanze resinose; le dosi devono essere equivalenti a 15 – 30 mg
di idrossiantracenici. E’ indicato nella costipazione occasionale, va usato solo
per brevi periodi, infatti può causare effetti indesiderati come stanchezza e
debolezza muscolare dovute alla perdita di fluidi ed elettroliti, feci e urine
possono assumere un colore rosso – bruno, lesioni renali causate dalla perdita
di K+. Anche i frutti vengono usati come purganti.

Rhamnus Purshiana (Cascara)

La droga è costituita dalla corteccia. Titolo: deve contenere non più dell’8% di
glicosidi idrossiantracenici, di cui non più del 60% costituito da cascarosidi. La
droga è costituita da cascarosidi (60 – 70%), aloina A e B, crisaloina A e B e
miscela di idrossiantraceni. La dose consigliata è di 20 – 30 mg di derivati
idrossiantracenici calcolati come cascaroside A. Cascara estratto acquoso
secco: si prepara trattando con acqua la droga contusa; Titolo: deve contenere
non meno del 20% e non più del 25% di esterosidi idrossiantracenici, di cui non
più del 60% costituito da cascarosidi. Cascara estratto secco: si prepara
trattando con alcool 60 % V/V la droga contusa; Titolo: deve contenere non
meno del 10% e non più del 12% di eterosidi idrossiantracenici, di cui non più
del 60% costituito da cascarosidi.

Rhamnus Frangula (Frangola Alnus)

La droga è costituita dalla corteccia. Titolo (corteccia): contiene non meno del
7% di glucofranguline espresse come glucofrangulina A. La droga è composta
da emodin diglicosidi, emodin monoglicosidi. La dose necessaria per un effetto
lassativo è di 15 – 25 mg di glucofranguline calcolate come frangulina A. Titolo
(estratti secchi): contiene non meno del 15% e non più del 30% di
glucofranguline espresse come glucofrangulina A. L’estratto secco è trattato
con etanolo 50 – 80% V/V.

Le caratteristiche delle fibre alimentari: arrivano intatte nell’intestino, non sono


assimilabili, substrato di alcuni batteri del colon, orientano il metabolismo della
flora del colon in senso benefico, sono il nutrimento di miliardi di batteri che
vivono nel nostro intestino costituito da 100.000 miliardi di cellule. Effetti
fisiologici: in bocca si ha un incremento della masticazione e stimolo della
secrezione salivare, nello stomaco si ha stimolo della secrezione gastrica,
10

aumento della distensione gastrica, ritardo svuotamento gastrico; nell’intestino


si ha la diluizione del bolo, aumento della massa, ritardo dell’assorbimento dei
nutrienti, aumento substrati fermentazione batterica. Effetti svantaggiosi:
modificazione della composizione delle feci: aumento della velocità di transito,
formazione di una barriera inerte, aumentata eliminazione dei grassi (Ca, P,
Mg, Na, acidi biliari); organico aciduria (acidi grassi a catena corta: formico,
acetico, propionico); interferenza con l’assorbimento di farmaci.

Tamarindus Indica (Tamarindo)

La droga è costituita dalla polpa del frutto. E’ formata da zuccheri semplici (20
– 40%), pectine, acidi organici 10 - 15% (malico, citrico, tartarico), composti
amprominolici. E’ indicato nel trattamento sintomatico della costipazione, da
evitare però in caso di malattie del colon e dolori addominali. Agisce come un
purgante salino.

Tamarindus Indica Gomma (Tamarindo)

La droga è costituita dai semi. E’ costituita da proteine (15 - 20%), lipidi (3 –


7%), polisaccaridi non fibrosi 65 – 70% (D – glucosio β 1 – 4 sostituito in 6 da
resti di xilosio, galattosio e arabinosio). Per la gomma commerciale si ha
l’eliminazione dei tegumenti e la triturazione dell’endosperma.

Fraxinus Ornus (Manna)

La droga è rappresentata dal succo condensato. In commercio si trova in


diverse varietà: cannellata, in lacrime, in rottami e i sorte. E’ composta da un
alcool esaedrico, la mannite o mannitolo (30 – 60%), zuccheri (D – glucosio, D –
fruttosio, 20 – 30%), resine e la frassina (eteroside). La manna commerciale
disseccata sottoposta ad ulteriore essiccamento non deve perdere più del 10 %
del suo peso e calcinata, dare al massimo il 3 % di ceneri totali. Il residuo
dell’estratto idroalcolico non deve essere inferiore al 75%. Agisce come un
blando lassativo, azione osmotica, dovuta alla mannite che, non venendo
assorbita dall’intestino richiama acqua ammorbidendo le feci e aumentandone
il volume ne facilita il transito e stimola la peristalsi. Le dosi consigliate sono 50
– 60 g nell’adulto e 5 – 30 g nel bambino. Può provocare ostruzioni delle vie
biliari.

Cereali integrali: pane, riso, farina di avena, popcorn e cereali. Quando


contiene almeno il 25% di cereali integrali può essere considerato “cibo
integrale”. Per avere il giusto apporto giornaliero di fibre occorre assumerne
almeno 20 – 30 g. Le fibre possono essere solubili (gomme, pectine,
mucillaggini) e insolubili (cellulosa, emicellulosa, lignina). Contengono
amilopectina (catene ramificate legame α 1 – 6) e amilosio (lunghe catene
legame α 1 – 4). L’idrolisi dell’amilosio determina la minore assunzione di
glucosio; è importante per le diete perché l’amilosio apporta meno quantità di
glucosio. Nel riso, orzo, frumento, avena, mais, il rapporto
11

amilosio/amilopectina è 1:3. Il mais ed il riso vitreo, come le patate sono


costituiti solo di amilopectina (rigonfiamento con apporto di calorie), mentre le
lenticchie solo di amilosio.

Grassi o trigliceridi: sono esteri della glicerina (alcool a 3 atomi di C) più acidi
grassi (catene più o meno lunghe, 12/14 atomi di C terminanti con un gruppo
metilico, CH3, e un gruppo carbossilico, COOH). Gli acidi grassi possono essere
saturi, quando non contengono doppi legami, ed insaturi: quando il doppio
legame è uno solo si dicono monoinsaturi,se c’è più di un doppio legame,
polinsaturi. Si parla di omega Ω3 o omega Ω6 a seconda della posizione del
doppio legame dal gruppo metile. Acidi grassi saturi: se contengono fino a 10
atomi di C, hanno destino digestivo e metabolico, si comportano come gli
zuccheri. Da 12 a 16 atomi di C sono aterogenici se presenti in quantità
elevate in diete ipocaloriche. Stearico (C 18) a livello dei microsomi epatici.
Acidi grassi insaturi: serie Ω6: il capostipite è l’acido linoleico (C 18 : 2 =), che
a sua volta è il capostipite dell’acido arachidonico (C 20 : 4), è una molecola
proinfiammatoria. Serie Ω3: il capostipite è l’acido α linolenico che si divide in
acido eicosapentanoico (EPA C 20 : 5) e acido decosaesaenoico ( DHA C 22 : 6),
sono sostanze antinfiammatorie, presenti nelle alghe e nei pesci. Burro, lardo,
sego, palina, hanno una componente eterogenica simile fra loro.

Olivae Oleum (Olio d’Oliva)

Per la FU si ottiene dalla pressione a freddo delle drupe mature di Olea


Europaea. L’indice di acidità non deve essere maggiore di 2, per uso
parenterale non deve essere superiore a 0.5, contiene sostanze insaponificabili
non maggiori all’1.5%. Composizione: frazione triglicerica: acido oleico,
palmitico, linoleico, stearico, palmitoleico, linolenico, arachico. Frazione
insaponificabile: fenoli, pigmenti carotenoidi e clorofillici, oligoelementi,
campesterolo, colesterolo, β sitosterolo. L’olio di oliva si divide in vari tipi: olio
vergine, ottenuto a freddo senza altri trattamenti (processi meccanici o altri
processi fisici), a sua volta si parla di olio extravergine e olio vergine a seconda
della % di acido oleico libero, che determina l’acidità. Per il consumo diretto,
l’acido oleico non deve essere superiore al 2%. Olio raffinato, non è ottenuto
per sola pressione ed è trattato con soda per abbassare l’acidità. Olio di sansa
di oliva, molto lavorato (sansa: residuo solido contenente quantità variabili di
olio e cere che vengono estratto con solventi, esano commerciale). In questi
non ci sono le componenti insaponificabili. Attività farmacologica: sull’apparato
digerente: eupeptico (rende i cibi più gradevoli), digeribile (è il più digeribile a
differenza degli altri oli vegetali). I grassi alimentari nello stomaco determinano
una diminuzione della pressione dello sfintere esofageo inferiore, favorendo il
reflusso di materiale acido nell’esofago e ritardando il tempo di svuotamento
gastrico. Nella bile: si hanno contrazioni della colecisti, attraverso la liberazione
di colecistochinina esercita contrazione della colecisti favorendo lo
svuotamento del contenuto (rilasciamento dello sfintere di Oddi). L’olio è
12

indicato per le discinesie delle vie biliari, un cucchiaino di olio e uno di MgSO4.
Sull’intestino: 1 – 2 cucchiaini a digiuno per ottenere un blando effetto
lassativo. Non ha un grande ruolo nell’ipertensione, ma è importante per la
colesterolemia. Jacotot ha dimostrato con un’esperienza con i monaci
benedettini, che l’olio d’oliva mantiene gli stessi livelli di colesterolo e aumenta
il tasso di colesterolo trasportato dalle lipoproteine HDL (diverse dalle LDL che
può provocare malattie cardiovascolari; è il colesterolo legato all’LDL ossidato).
Nelle donne il livello di colesterolo è controllato dagli estrogeni. Nel diabete, è
neutro anche se non fa male. Sono importanti i polifenoli (presenti nell’olio
extravergine di oliva) che hanno azione antiossidante nei confronti do LDL
riducendo oterogenicità; azione vasodilatatrice. Diminuisce la sintesi dei
radicali liberi. In gravidanza (rapporto tocoferoli/grassi polinsaturi > 0.79
considerato ideale), nella madre agevola la mineralizzazione del tessuto osseo
e impedisce la sottrazione dei Sali di Ca; al feto fornisce lipidi, fenoli,
microelementi e vitamine attraverso la placenta (surfactante polmonare,
mielinizzazione fibre nervose). E’ consigliato nella prima infanzia. L’olio di oliva
scaldato fino a 180 – 200°C mantiene le proprietà fisiologiche e nutrizionali,
grazie anche alla presenza di antiossidanti (stabilità al trattamento termico).

Frittura: gli oli di semi (mais, girasole) contengono tanti doppi legami instabili,
che si rompono se usati per la frittura, perché la glicerina si trasforma in un
aldeide tossica, l’acroleina, poi con l’aumento della temperatura si formano gli
idroperossidi; l’unico olio di semi adatto per la frittura è quello di arachidi,
insieme all’olio di oliva e gli oli saturi (usati in pasticceria per dare friabilità).

Burro: contiene grassi che devono essere presenti in quantità non inferiore
all’80%, il restante 20% è formato da acqua, proteine, sali, vitamine e
colesterolo (0.1 – 0.2%). E’ un prodotto naturale, il migliore è il burro di panna
pastorizzata; è calorico, ma rispetto agli oli è meno calorico, è digeribile,
nutriente e tra i grassi è il più gradevole; è assimilabile e ha uno stato fisico di
emulsione finissima. Margarina: inventata nel 1970 in Francia, ottenuta dal
sego per spremitura, e dopo un emulsione con H2O di uno o più grassi
alimentari di origine vegetale o animale diversi da burro e strutto; oggi sono
usati oli idrogenati vegetali o di balena e delfino. Durante l’idrogenazione
parziale si ottengono isomeri trans di acidi grassi insaturi C 18 : 1, C 18 : 2, i cui
effetti biologici non sono ancora chiariti, diversi da quelli naturali. La margarina
per essere resa commestibile deve essere aromatizzata e colorata, è perciò
ottenuta da diversi processi industriali. Nei preparati per brodo, ci sono grassi
di pesce, estratti di carne e sale. Come esaltatore di sapidità viene usato il
glutammato legato al Na che dà edema, ritenzione idrica.

Gli Ω3 inibiscono la sintesi di processi proinfiammatori; la componente


fondamentale da cui si ottiene EPA e DHA, sono i pesci che vivono in mare
aperto, soprattutto il pesce azzurro. Il cavallo rispetto alla mucca sa fare Ω3.
Nella noce c’è una quantità importante di Ω3 (1.3 g in 20 g di noci). Anche negli
13

spinaci c’è una quantità notevole; un altro modo è attraverso il latte. E’ meglio
assumere gli Ω3 attraverso gli alimenti. Gli Ω3 sono importanti per le malattie
cardiovascolari, per le malattie neurologiche, come la depressione, contro la
dismenorrea. Il fabbisogno stimato di Ω3 è 0.4 – 1 g al giorno; il rapporto
ottimale Ω6/Ω3 è 4/5 : 1.

EDEMA

In condizioni normali, abbiamo del liquido interstiziale, che è il risultato di un


equilibrio tra pressione idrostatica del sangue, che tende a far uscire H2O dai
capillari, e pressione osmotica delle proteine e del plasma che tende a fare
rientrare acqua nei tessuti. All’estremo arterioso, la pressione idrostatica è
maggiore di quella osmotica e l’acqua esce dai tessuti. All’estremo venoso
invece, la pressione osmotica è maggiore di quella idrostatica, e il liquido
interstiziale rientra nei vasi. Se i vasi diventano permeabili alle proteine, non
c’è differenza tra liquido interstiziale e sangue; il liquido interstiziale non
rientra all’estremo venoso e ciò causa l’edema. L’edema è connesso
all’infiammazione: reazione locale della componente vascolo – connettiva ad
uno stimolo lesivo. Porta rossore (rubor), iperemia da dilatazione delle
arteriole, e calor, dovuto ad un aumentato flusso ematico. Al tumor: si ha la
formazione di essudato; 1) aumenta la permeabilità della parete vasale alle
proteine plasmatiche; 2) aumenta la pressione osmotica, i leucociti aderiscono
e si dispongono sulla superficie interna dei vasi, poi attraversano la parete del
vaso passando tra cellule endoteliali migrano nello spazio extravascolare
(lesione). Al dolor: 1) stimolazione delle terminazioni nervose da parte
dell’essudato; 2) pH acido dell’essudato; 3) presenza di mediatori chimici.

E’ possibile fare qualcosa con i farmaci naturali?

 Polifenoli: molecole con più fenoli, che si suddividono in acidi fenolici


(cumarinico, cinnamico, caffeico) e flavonoidi, derivati dal nucleo del
fenilbenzopironico, eterociclo ossigenato costituito da una catena di
atomi di C che collega 2 fenili più o meno sostituiti. Impartiscono le
colorazioni. Gli antociani variano di colore a seconda del pH (ortensie). I
flavonoidi sono presenti in tutte le piante foto sintetiche. Con essi si
proteggono dai raggi UV e attraggono gli insetti impollinatori (consumo:
da 100 a 1000 mg/die). Hanno alta affinità per la pelle rispetto al plasma.
Riducono la permeabilità, i metaboliti eicosanoidi leucocitrieni e i
metaboliti proinfiammatori. Hanno attività antiossidante, di
perossidazione dei lipidi nel plasma, angioprotettiva, antifungina e
antimutagena. L’attività antiossidante è legata alla posizione di certi
gruppi (ad esempio la quercetina ha un’attività ossidante molto alta). Fra
i flavonoidi spiccano gli antociani, che proteggono le strutture ricche di
collagene; sono particolarmente attive quelle dell’uva (un moderato
consumo di vino previene le malattie cardiovascolari per la presenza di
polifenoli).
14

 Tannini: composti naturali con elevato PM (500 – 600 dalton), contenenti


un numero di gruppi fenolici pari a 1 – 2 per 100 u.m.a. in modo da
consentire legami con le proteine e altre macromolecole. Sono presenti
in maggiore quantità nella frutta acerba che determina la pp delle
proteine (azione allappante), possono essere idrolizzabili o non
idrolizzabili.

Vitis Vinifera (Vite Rossa)

La droga è rappresentata dalle foglie e dai frutti. I polifenoli presenti nell’uva


sono: flavonoidi (flavonoli: isoquercitrina e quercetina 3 O glucoside),
antocianidine (2 – 3% nella foglia), proantocianidine (foglia e buccia del frutto:
più abbondanti vinaccioli), tannini idrolizzabili, stilbeni (3,5,4’ triidrossistilbene
resveratrolo), frutti ( acidi tartarico, malico, citrico, ossalico, succinico). La
quantità di polifenoli dipende dal genotipo dell’uva; dagli ormoni stimolanti
della crescita, auxine e gibberelline, che deprimono o rallentano; dagli ormoni
inducenti la senescenza, etilene e acido abscissico, che incrementano; dalla
piovosità; dalle radiazioni solari; dalla concimazione non bilanciata (favorisce
rigoglio vegetativo e > utilizzo di carboidrati per l’attività plastica della pianta,
< sintesi di polifenoli per mancanza di zuccheri); aumentano nelle piante più
vecchie. I polifenoli hanno diverse localizzazioni; gli antociani si trovano nella
buccia e nei vacuoli, sono maggiori nei grappoli esposti al sole; i flavani nella
buccia, nella polpa e nel vinacciolo; i tannini nella buccia. Il 3,5,4’
triidrossistilbene resveratrolo è considerato un polifenolo contro gli attacchi
fungini e ai raggi UV (esposizione ozono O3). Il contenuto dipende dal clima
(temperatura, umidità), dal terreno (composizione, tipo e dosi di fertilizzante) e
dal cultivar. Si trova nella buccia dell’acino di uva rossa (50 – 100 μg/g peso
secco). Nel vino rosso 1.5 – 3 mg/l, nel vino bianco non supera mai 0.1 mg/l.
Ciò dipende dai processi di vinificazione (presenza o assenza di vinacce,
torchiatura più o meno a spinte..). Contenuto in polifenoli totali (mg/100g) in
ordine decrescente: uva rossa, mela, ciliegia, uva bianca, pesca, pera, prugna,
pomodoro. Lo stress ossidativo aumenta con la vecchiaia, perché le difese
antiossidanti cellulari non contrastano efficacemente specie radicali che
dell’ossigeno, che provano danni alle proteine, ai lipidi e agli acidi nucleici,
comportando una compromissione della funzionalità e vitalità cellulare. Le
procianidine formano legami a ponte tra fibre di collagene, rafforzando il
reticolo naturale, inibiscono gli enzimi coinvolti nella degradazione. Il collagene
è la proteina più abbondante, disposta in fasci fibrosi, microfibrille e fibrille;
fornisce resistenza, mantenendo l’integrità strutturale (tendini, legamenti,
cartilagini, derma, vasi sanguigni). Le procianidine inibiscono gli enzimi
(collagenasi, elastasi, ialuronidasi, β glucoronidasi) coinvolti nella degradazione
di collagene, elastina e acido ialuronico. Hanno attività antiossidante,
inibiscono la per ossidasi lipidica. Hanno capacità di trasformare radicali liberi
in specie stabili; attività sinergica tra procianidine e vitamine A ed E. Hanno
attività antiarterosclerotica (inibiscono l’ossidazione di LDL da parte di radicali
15

liberi associata con inizio arterosclerosi), attività vascolare (stabilizzano la


parete capillare e prevengono aumento di permeabilità con inibizione
dell’edema), effetto epatoprotettivo (diminuiscono il danno alle cellule
epatiche), attività nell’insufficienza venosa, contro edema post operatorio e
oftalmologia. E’ possibile usare estratti da semi di uva con 150 – 600 mg al
giorno (assunzione per via orale), per il trattamento sintomatico delle turbe
funzionali fragilità capillare cutanea, insufficienza venosa ed emorroidi. Per via
topica per fastidi oculari a causa di bagni in mare o piscine, fumo. Le
procianidine possono essere assunte (50 mg per 3 – 4 volte al giorno) per il
trattamento dell’insufficienza veno – linfatica e linfoedema degli arti superiori
dopo trattamento chirurgico del cancro al seno.

RAGGI SOLARI

UV – A: tra 320 e 400 nm. Attraversa lo strato corneo; è responsabile della


pigmentazione diretta, invecchiamento cutaneo, carcinogenesi.

UV – B: tra 280 e 320 nm. L’80% viene bloccato dallo strato corneo, il
rimanente 20% arriva al derma. E’ responsabile di modificazioni biologiche; può
provocare un danno alle funzioni cellulari e si formano radicali liberi (composti
perossidati) a causa della foto ossidazione, che sono responsabili di eritema,
perdità di elasticità, aumento dell’attività mitotica, alterazione dei tessuti,
danno al DNA cheratinociti, ispessimento dello strato corneo.

Biancospino

La droga è rappresentata dalle foglie e dalle sommità fiorite. Il biancospino


contiene olio essenziale, acido ossalico, pigmenti, ammine, derivati terpenici,
istamina, flavonoidi e procianidine. Le sue proprietà sono: antidiarroico,
astringente, diuretico, tonico, febbrifugo, ipotensivo, sedativo, antispasmodico.
Il Biancospino si utilizza come infuso e tintura nei casi di ipertensione,
nervosismo e per conciliare il sonno. Anche il bagno rilassante con fiori di
biancospino ha un effetto sedativo. Il Biancospino è molto attivo nei confronti
dell'apparato circolatorio: effetto motropo positivo, effetto botmotropo
negativo, aumento flusso sanguigno coronarico. E’ indicato in caso di
insufficienza cardiaca, ma agisce nei primi stadi. Vengono usati estratti
idroalcolici droga/estratto 4 – 7 : 1. 10 mg di flavonoidi di cui 5 mg di
procianidine.

Camellia Sinensis (The)

La droga è costituita dalle foglie. E’ composta da caffeina 2 – 4%, teobromina


0.05%, teofillina 0.02 – 0.04%, composti fenolici 20%: catechine (60%),
epigallocatechine – 3 – gallato (EGCg), acidi fenolcarbossilici: clorogenico,
caffeico; gallatannini, flavonoidi, glucosidi, proteine (12 – 15%) costituite da
albumine e amminoacidi, enzimi (teasi catalizza la trasformazione aerobica
delle catechine), vitamine (C, B1, B2, B3) e Sali minerali (K, F, Al). I preparati
16

commerciali più importanti sono: the verde, stabilizzato con il calore, seccato
rapidamente è più o meno torrefatto; the nero, arrotolato, fermentato in
atmosfera umida, poi seccato all’aria calda (rappresenta l’80% del mercato
mondiale). Ha azione antiossidante (catechine), stimolante (caffeina,
catechine), diuretica (flavonoidi, caffeina). Dati epidemiologici hanno messo in
evidenza nei forti bevitori di the verde (4 tazze al giorno) una correlazione
inversa con l’incidenza delle malattie cardiovascolari e cancro allo stomaco ed
esofago. Può essere usato nel trattamento sintomatico della diarrea (tannini),
spossatezza (caffeina); uso topico antipruriginoso. La dose diuretica della
teofillina è 200 mg.

Vaccinum Myrtillus (Mirtillo Nero)

La droga è costituita dai frutti maturi essiccati. E’ composta da tannini fino al


10%, antociani (flavonoidi, che comprendono gli antocianosidi o antocianine e
le antocianidine: aumentano con la maturazione), glicosidi flavonoidi, tannini,
zuccheri e pectine. Gli antocianosidi agiscono sugli enzimi retinici in particolare
la lattato deidrogenasi ed aumentano la velocità di rigenerazione dei pigmenti
retinici migliorando la qualità della visione; hanno dimostrato un’azione
antiaggregante piastrinica, proteggono le pareti vasali dalle alterazioni indotte
da dieta iperlipidica; effetto protettivo e cicatrizzante sulle ulcere sperimentali
nel ratto legato alla stimolazione dei proteoglicani nello strato mucoso della
parete gastrica, stimolano la sintesi di mucopolisaccaridi e di collagene nel
connettivo riducendo la permeabilità e la fragilità dei capillari. La droga può
essere preparata come tisana, 5 – 10 g di droga in 150 ml di acqua e bollire per
10 minuti, estratto di frutti secchi titolato, miscela di antocianosidi. Mirtillo Nero
estratto idroalcolico secco ad alto titolo: si ottiene dai frutti freschi per
trattamento con metanolo. Titolo: contiene non meno del 23.8% e non più del
26.2% di antocianosidi o antocianine calcolati come antocianidine.

Vaccinum Macrocarpon (Mirtillo Rosso)

La droga è rappresentata dai frutti. E’ composta da antocianosidi, acidi fenolici,


flavonoidi, zuccheri, pectine e tannini; inoltre sono presenti le proantocianidine
(molecole legate tra loro con legame di tipo A, che le fa differire da quelle
presenti nel mirtillo nero), che determinano la diversa azione farmacologica. E’
indicato nelle infezioni delle basse vie del tratto urinario, le cistiti: l’E. Coli si
attaccano tramite le fimbrie, che producono adesine, sulle cellule epiteliali e
sulle mucose della vescica. In vitro il fruttosio inibisce le adesine fimbriali di E.
Coli di tipo – 1 mannosio sensibili, ma in vivo non arriva alla vescica. In vivo le
proantocianidine con legame di tipo A inibiscono le adeswine fimbriali di E. Coli
di tipo – P mannosio resistenti: sono biodisponibili, cioè arrivano alla vescica.
Uno studio ha dimostrato che il mirtillo non solo è in grado di ridurre l'adesione
dei batteri alle cellule vescicali ma è anche capace di provocare il distacco di
circa il 70% dei batteri già precedentemente attaccati alle cellule vescicali. Le
urine di pazienti che consumavano 250 – 750 ml di succo hanno dimostrato le
17

proprietà antiaderenti. Non è però ancora chiaro il dosaggio ottimale.


L’estrazione selettiva del frutto → Cranberry Supreme USA estratto
standardizzato: Titolo: 30% polifenoli totali (25% proantocianidine). Può
interagire con il Warfarin (anticoagulante).

Hamamelis Virginiana (Amamelide)

La droga è costituita dalle foglie. Titolo: contiene non meno del 7% di tannini.
La droga è composta da tannini, catechina, gallato di epicatechina,
gallocatechina e proantocianidine, contiene inoltre flavonoidi, acido gallico e
caffeico, olio essenziale. Per uso interno viene impiegato nel trattamento di
problemi collegati alle vene varicose (dolori, pesantezza, emorroidi); per uso
esterno nelle infiammazioni locali della pelle e delle mucose, lievi lesioni
cutanee, emorroidi, diminuisce i sintomi della neurodermite atopica. Per uso
interno può essere usato sia l’infuso, negli adulti 2 – 3 g di droga, sia l’estratto
fluido, 2 – 4 ml (etanolo 45%). Per uso esterno può essere utilizzato il decotto 2
– 4%, estratti in preparazioni semisolide o liquide contenenti 5 – 10% della
droga; le supposte, contenenti 200 mg di estratto secco 1 – 2 volte al giorno.
Nell’acqua distillata, ottenuta per distillazione in corrente di vapore, i
costituenti principali non sono i tannini perché non sono volatili, ma i chetoni e
gli aldeidi dotati di debole proprietà antibatteriche e antiflogistiche e di
gradevole odore; per la conservazione si aggiunge 15% di alcool.

Krameria Triandra (Ratania)

La droga è costituita dagli organi sotterranei. Titolo: contiene non meno del
10% di tannini. La droga è composta da tannini catechici fino al 15%,
localizzati soprattutto nella parte corticale; con l’invecchiamento della droga i
principi attivi diminuiscono perché si trasformano in flobafeni insolubili: “rosso
di ratania” privo di azione astringente; inoltre contiene amido e zuccheri. La
droga non deve essere ne troppo rossa ne decorticata. Viene utilizzata per il
trattamento topico degli stati infiammatori orofaringei di lieve entità, contro la
fragilità capillare cutanea e contro manifestazioni soggettive di insufficienza
venosa. Può essere usata tramite sciacqui o gargarismi con il decotto (1 g di
droga % di acqua, bollire per 15 minuti) o con la tintura non diluita per
spennellature 2- 3 volte al giorno. Non ci sono effetti indesiderati, ma in casi
rari possono manifestarsi reazioni allergiche. Ratania Tintura: si ottiene dalla
radice; titolo: contiene non meno del 2% di tannini, si prepara dalla droga
polverizzata trattando con alcool al 70% V/V.

Cammiphora Molmol (Mirra)

La droga è rappresentata dalla resina. E’ composta dal 3 – 8% di olio


essenziale, la frazione volatile della droga deve il suo odore caratteristico a dei
furanosesquiterpeni, dal 30 – 60% di gomma idrosolubile e dal 25 – 40% di
resine solubili in etanolo, costituite da numerosi sesquiterpeni. Ha attività
18

analgesica centrale (Prof. Dolara, 1996: test topi su piastra calda), l’attività
analgesica esplicata dai sesquiterpeni è dovuta ad una interazione con i
recettori degli oppioidi ed è bloccata dal Naloxone. Occorre una quantità 50
volte superiore a quella della Morfina per avere un’attività analgesica. Inoltre
svolge un’attività antibatterica e antifungina. E’ indicata nel trattamento di
gengiviti, stomatiti, infiammazioni della pelle, piccole abrasioni, come supporto
nel trattamento di faringiti e tonsilliti. La tintura si prepara dalla droga
polverizzata per trattamento con alcool al 90%. Le dosi per gargarismi o
sciacqui sono di 1 – 5 ml di tintura per 2 – 3 volte al giorno, per uso topico
tintura diluita e non 2 – 3 volte al giorno.

Ginkgo Biloba

La droga è rappresentata dalle foglie, che sono bilobate. E’ detta pianta fossile
perché la più antica che si conosce. La droga è composta da flavonoidi 0.5 –
1% (quercetina), proantocianidine e bi flavonoidi, diterpeni lattonici fino a 0.5,
ginkgiolidi A, B, C, J, M e sesquiterpene lattonico. Gli acidi ginkgolidici sono
tossici; la foglia come tale non può essere usata come medicina, perché ha
poche principi attivi e una componente tossica. GBe 761 è l’estratto
standardizzato; 50 p di droga e 1 p di estratto, contiene molti più principi attivi
e acidi ginkgolidici in minore quantità. Per ottenere 1 g di GBe 761 occorrono
50 g di foglie. Ha attività antiradicalica (flavonoidi), antinfiammatoria
(flavonoidi), anti – ischemica, PAF – antagonista (impedisce l’aggregazione
piastrinica, impedendo la formazione di trombi), protettiva (delle funzioni
cerebrali), stabilizzante delle membrane a livello vascolare. Un’altra azione
attribuita al GBe 761 è il ritardo della progressione del morbo di Alzheimer, è
un trattamento supplementare che costa poco e ha minori effetti collaterali. I
soggetti sani che lo hanno assunto per 4 settimane hanno una migliore salute,
una maggiore sensazione di benessere. La molecola di NO è importantissima;
tabacco, diabete, ipertensione e dislipidemia provocano un danno endoteliale,
che senza NO potrebbe portare a trombosi, vasocostrizione, aterosclerosi,
rottura placca, disfunzione erettile. Il ginkgo determina il rilascio di NO nel
tessuto isolato del corpo cavernoso. Svolge un’azione anche sulla pressione
arteriosa, perché diminuisce la pressione sistolica attraverso la vasodilatazione
e l’attività antiossidante. Occorre assumere 40 – 80 mg di GBe 761 per 2 – 3
volte al giorno per 4 – 6 settimane.

Allium Sativum (Aglio)

La droga è costituita dal bulbo (o capo o testa) racchiuso da una decine di


foglie. Ogni bulbo contiene da 6 a 14 bulbilli o spicchi stretti fra loro e ricoperti
da scaglie membranose. L'aglio è costituito da numerosi componenti solforati
tra i quali il più importante è il bisolfuro di Allile. Dal distillato in corrente di
vapore è stata isolata una sostanza, l'Allicina (è un tiosulfonato) che è
responsabile del tipico odore dell'aglio. L'allicina si crea quando i bulbilli
vengono schiacciati o tagliati e si forma in seguito alla reazione dell'alliina
19

(solfossido della cisteina) che interagisce con l'enzima alliinasi dando diversi
prodotti tra i quali l'allicina è il maggior rappresentante (circa il 70%) con
spiccate proprietà battericide. L'aglio contiene inoltre una buona scorta di
proteine, un'elevata quantità di Potassio, enzimi, Vitamine A, B1, B2, PP, C, sali
minerali e oligoelementi. Le proprietà dell'aglio sono: azione ipotensiva e
cardiovascolare stimolando il cuore e facilitando la circolazione, espettorante,
antisettico, antibiotico, antimalarico, antinicotinico, ipoglicemizzante (per
migliorare le condizioni dei diabetici). Viene usato come infuso o decotto per i
dolori reumatici, i vermi intestinali, la febbre, la pressione alta ed i catarri
bronchiali. Esternamente viene utilizzato tritato per le nevralgie oppure come
cataplasma per combattere le verruche ed i calli. L'aglio non è indicato per chi
soffre di pressione bassa, di dermatosi, per chi ha problemi intestinali e allo
stomaco ed ai malati di fegato.

OLI ESSENZIALI

Prodotti di composizione generalmente complessi costituiti dai composti volatili


contenuti nei vegetali più o meno modificati nel corso della preparazione. Sono
ottenuti dalla pianta fresca; possono essere localizzati in tutti gli organi della
pianta (fiori, foglie). Ci possono essere interazioni tra vegetali e animali o tra
vegetali. A seconda della biogenesi gli oli essenziali si dividono in:

 terpenoidi: monoterpeni 90% (aciclici, monociclici, biciclici) e


sesquiterpeni 10%;

 alcoli (molto presenti);

 aldeidi;

 chetoni (generalmente irritanti);

 esteri;

 perossidi;

 fenoli.

Se tratto la pianta, ad esempio, con il calore, ho la degradazione di componenti


non volatili che vanno a far parte degli oli essenziali. Essenze ≠ Oli essenziali,
che sono ottenuti per distillazione in corrente di vapore, insieme all’acqua
aromatizzata. Preparazione:

 per pressione (genere citrus);

 enfleurage a freddo (lastra di grasso che estrae i componenti dai petali; è


molto raro);

 enfleurage a caldo;
20

 estrazione con solvente critico (etere);

 estrazione con gas supercritici (CO2);

Oggi non ci sono residui di solventi. Attività antisettica contro vari agenti
patogeni compresi alcuni funghi. La dose attiva in vitro generalmente
corrisponde a quella utilizzabile per via esterna o come conservante. Ha attività
spasmolitica, eupeptica, stimolante per la secrezione gastrica, miglioramento
di turbe psicosomatiche (insonnia, nervosismo). Le droghe essenziere hanno
una tossicità trascurabile; l’essenza è qualcosa di concentrato, ed è più
pericoloso. L’essenza più tossica è quella del boldo. Tossicità: irritante, caustica
(aglio, senape), fotosensibilizzante (bergamotto), sensibilizzante. Alcuni
possono essere utilizzati come bechici, cioè per sedare la tosse, occorre
favorire l’espettorazione (portare via il muco). I mucolitici, diminuiscono la
viscosità del muco, i secreto motori attivano i movimenti ciliari e bronchiali. I
secreto litici hanno azione riflessa, e azione diretta.

Eucalyptus Globulus (Eucalipto)

La droga è costituita dalle foglie caulinari falciformi. L’essenza di eucalipto è


ottenuta per distillazione in corrente di vapore e successiva rettificazione delle
foglie fresche o dai rametti terminali di diverse specie di Eucalyptus, ricche di
cineolo. Titolo: deve contenere non meno del 70% di 1,8 – cineolo. E’ composto
da olio essenziale 1 – 3%, costituito per 70 - 90% da 1,8 cineolo o eucaliptolo e
tannini. Ha un’attività antibatterica, viene utilizzato sia per uso esterno (olio
essenziale) nel trattamento dei reumatismi, sia per uso interno (droga e olio
essenziale) nel trattamento delle malattie del raffreddamento, sollievo
sintomatico del catarro. Può essere preparato come infuso, 4 – 6 g di droga al
giorno, per inalazione o tintura, da 3 a 9 g al giorno; l’olio essenziale per uso
esterno dal 5 al 20% in preparati oleosi o semisolidi, dal 5 al 10% in preparati
idroalcolici (olio essenziale per uso interno 0.3 – 0.6 g al giorno). Possono
essere presenti anche controindicazioni come nausea, vomito, diarrea, malattie
infiammatorie del tratto gastroenterico e delle vie biliari, epatopatie gravi.
L’1,8 - cineolo può modificare l’azione di altri farmaci perché determina
induzione enzimatica.

Pimpinella Anisum (Anice verde)

Si utilizzano solo i frutti (chiamati impropriamente semi), raccolti assieme alle


ombrelle ed essiccate in luoghi ventilati e bui e poi battute per estrarne i semi.
L'anice verde è ricco di oli essenziali e proteine. Le proprietà dell'Anice verde
sono: antispamasmodico, carminativo, espettorante, stimolante e ottimo
digestivo. Come antispasmodico è ottimo per i disturbi nervosi leggeri anche
quando si manifestano a livello gastrointestinale e all'apparato respiratorio. I
semi di Anice verde sono distillati a vapore per estrarre gli oli essenziali
dall'aroma caratteristico. L'essenza di Anice verde a forti dosi può essere
21

tossica soprattutto se non è stata conservata in maniera adeguata vale a dire


in recipienti ermeticamente chiusi e al buio.

Foeniculum Vulgare Fructi (Finocchio)

La droga è costituita dal frutto disseccato di finocchio amaro (titolo: deve


contenere non meno di 40 ml/kg di essenza costituita da anetolo, non meno del
60%, e da fencone, non meno del 15%) e di finocchio dolce (titolo: contiene
non meno di 20 ml/kg di essenza che deve contenere non meno dell’80% di
anetolo). Il finocchio ha attività identica a quella dell’anice: antispasmodica,
motilità gastrica, antinfiammatoria, antimicrobica, secretoiltica ed
espettorante. E’ indicato in caso di disturbi gastrointestinali, gonfiore,
flatulenza. Può essere somministrato come infuso o preparati simili (da 2 a 7 g
di droga al giorno secondo l’età) e come sciroppo o miele al finocchio (da 3 a
20 g di droga al giorno secondo l’età). Non ci sono limitazioni né
controindicazioni, anche per i bambini. Si può parlare anche di acqua di
finocchio o di capsule.

Thymus Vulgaris (Timo)

La droga è rappresentata dalle foglie e dai fiori. Titolo: deve contenere non
meno di 12 ml/kg di essenza e non meno dello 0.5% di fenoli volatili calcolati
come timolo. L’olio essenziale contiene fenoli, soprattutto timolo (40.4%) e/o
carvacrolo (1.1%), inoltre compaiono altri monoterpeni come p – cimene,
canfene, limonene. La droga contiene anche tannini, saponine e flavonoidi. Gli
infusi di timo sono molto efficaci come calmanti della tosse e per problemi
all'apparato digerente (diarrea e meteorismo), della bronchite, dell’alitosi, della
pertosse e in caso di difficoltà digestive. Per uso esterno l'infuso può essere
usato per gargarismi, efficaci per le laringiti e le tonsilliti, come collutorio per
l'igiene del cavo orale e per disinfettare piccole ferite. Per le proprietà
antisettiche del timo è usato nelle paste dentifrice e come calmante per il
prurito ed i dolori reumatici. Infuso: adulti e bambini di età superiore ad una
anno 1 – 2 g di droga più volte al giorno, bambini di meno di un anno 0.5 – 1 g.
Estratto fluido: 1 -2 g per una o due volte al giorno (la dose deve essere
calcolata secondo il dosaggio della pianta. Tintura: (1:10, 70% di etanolo) 40
gocce fino a 3 volte al giorno (solubili in alcool). Preparati per uso topico: infuso
al 5% per gargarismi. Non ci sono controindicazioni anche se il timolo già alle
dosi terapeutiche (0.3 – 0.6 g) può determinare dolori viscerali e collassi
temporanei.

Melaleuca Alternifolia (Tea Tree Oil: TTO)

Il suo infuso è simile a quello del tè, infatti fu chiamato “olio delle piante del
tè”. Ci sono varie specie che possono dare questo olio essenziale. Ha attività
antinfiammatoria, antiossidante, antisettica e antifungina. In vitro è stato
dimostrato che è efficace contro tutti i ceppi saggiati di Candida. In vivo è stato
22

dimostrato che l’infezione vaginale (TTO 2 – 4 %) viene guarita dopo 3


settimane di trattamento con l’olio della pianta del tè al 5%. Gli alcoli
monoterpenici hanno una massima attività antimicrobica dovuta alla loro
solubilità elevata in H2O. E’ valido contro l’acne (TTO 5%), la tinae pedis
(infezione fungina che colpisce i piedi, ad esempio in piscina, palestra),
anicomicosi subungueale (TTO 100% + clotrinazolo 1%: due trattamenti
tentati, il 66% che ha assunto TTO, ha avuto remissione dei sintomi).

Melaleuca Viridiflora (Niaouli essenza)

L’olio essenziale di Niaouli si ottiene per distillazione in corrente di vapore delle


foglie fresche di Melaleuca Viridiflora. Titolo: deve contenere non meno del
50% e non più del 60% di 1,8 – cineolo o eucaliptolo, deve contenere anche δ
terpinolo. E’ indicato nelle affezioni delle vie aeree superiori con ipersecrezione
di muco. Ha un’attività antibatterica e iperemizzante. Può essere usato sia per
uso interno, 0.2 g per dose e 0.2 – 2 g al giorno, sia per uso esterno come
preparati oleosi al 10 – 30 %, sia come gocce nasali oleose, 2.5% in olio
vegetale. Nell’uso interno ci possono essere controindicazioni come flogosi
gastroenteriche e delle vie biliari, e gravi epatopatie. Nell’uso esterno ai
lattanti e ai bambini piccoli non dovrebbe essere applicato sul viso e in
particolare sul naso, per la possibile insorgenza di laringo – spasmo. L’uso orale
e inalatorio è sconsigliato in gravidanza e allattamento, agli asmatici e ai
bambini con età inferiore a 12 anni. Gli effetti indesiderati possono presentarsi
in casi rari in seguito a ingestione, sottoforma di nausea, vomito e diarrea. Il
cineolo può modificare l’azione di altri farmaci perché determina induzione
enzimatica.

Myroxylon Toluiferum – Myroxylon Balsamum (Balsamo del Tolù – Balsamo del


Perù)

Sostanza oleoresinosa che si ottiene per scarificazione a caldo del tronco,


purificata per fusione e colatura e poi indurita. Titolo: deve contenere non
meno del 25% e non più del 50% di acidi liberi o combinati, calcolati come
acido cinnamico. Il balsamo è composto da acidi liberi (acido benzoico 6 – 8%,
acido cinnamico 10 – 15%) e benzil benzoato leggermente volatile; la droga
contiene una frazione resinosa 80% costituita da carburi e alcoli mono e
sesquiterpenici e derivati fenilpropanici, benzil cinnamato. E’ indicato nelle
flogosi delle vie aeree con ipersecrezione di muco, geloni, ulcere varie; ha
un’attività antibatterica, antisettica, stimolante, antiparassitaria (contro la
scabbia). La dose media giornaliera è di 0.6 g; mentre dell’estratto fluido
idroglicerico (balsamo del Tolù 250, glicerina 500, acqua depurata 250, dopo la
preparazione si aggiunge alcool fino ad ottenere 1 kg; Titolo: 1 g corrisponde a
0.25 di balsamo del Tolù) è di 1 – 2 g al giorno. Potrebbe causare reazioni
allergiche cutanee.

Melissa Officinalis (Melissa)


23

Della melissa si utilizzano le foglie e le somminità fiorale. La melissa contiene


derivati dell’acido idrossicinnamico 6% (rosmarinico, caffeico), monoterpeni,
olio essenziale, sesquiterpeni, tannini, flavonoidi, acidi triterpenici. Le sue
proprietà sono: sedativa, antinfiammatoria, spasmolitica, antivirale (virus
influenza, Herpes Simplex). Contro l’Herpes la molecola che agisce è l’acido
rosmarinico, che riduce la dimensione della lesione e la durata della malattia.
Si può preparare infuso, tintura o preparati (creme contenenti 1% di estratto
acquoso liofilizzato 70:1). E’ utile l’associazione con altre droghe sedative e
carminative. L'infuso di Melissa viene utilizzato nei casi di nervosismo,
eccitazione nervosa, vertigini, digestioni difficili e per stimolare l'appetito.
L'infuso aggiunto all'acqua del bagno o usato come tonico per la pelle è un
ottimo stimolante e detergente.

Matricaria Recutita (Camomilla)

La droga è rappresentata dall’infiorescenza. E’ composta da olio essenziale,


non meno di 4ml/kg di colore blu, camazulene (deriva dalla decomposizione del
lattone sesquiterpenico matricina), che vira al bruno alla luce, flavonoidi 6%,
polisaccaridi: mucillaggini 10%, cumarine, colina e acidi polifenolici. Le sue
proprietà sono: antalgico, antinfiammatorio, antisettico, antispasmodico,
sedativo, tonico, eupeptico (che aiuta la digestione), emmenagogo (promuove
il ciclo mestruale), carminativo (favorisce l'espulsione dei gas intestinali). Per
l’essenza la differenza tra fiori gialli e fiori bianchi non c’è, mentre per i
flavonoidi, nei fiori bianchi, c’è apigenina 0.5% e tracce di luteolina, nei fiori
gialli ci sono glicosidi della quercetina, luteolina e tracce di apigenina. Nella
F.U. esiste un estratto idroalcolico secco ad alto titolo: deve contenere non
meno dell’1.2% di apigenina; per uso interno è usato contro spasmi
gastrointestinali e come blando sedativo, mentre per uso esterno contro le
infiammazioni della cute o delle mucose, per inalazioni in caso di infiammazioni
delle vie aeree superiori e come lavande delle regioni ano – genitali; la
posologia è di 2 - 3 g in 150 ml di acqua bollente.

Valeriana Officinalis (Valeriana)

La droga è rappresentata dagli organi sotterranei. E’ composta da olio


essenziale 1- 2%, glutammina e arginina, acido γ - amminobutirrico, acidi
sesquiterpeni e monoterpeni, tannini, idrossipinoresinolo (lignani), acido
clorogenico e caffeico, β sitosterolo, alcaloidi. Ha attività sedativa, spasmolitica
e ipnoinducente. Il lignano è importante perché è agonista dei recettori
dell’adenosina (effetto depressivo sul sistema nervoso centrale). La caffeina e
le xantine sono antagonisti competitivi a livello dei recettori dell’adenosina.
Può essere utilizzata per uso interno come infuso, 2 – 3 g di droga una o più
volte al giorno, come tintura, 1 (droga): 5 (estratto) in etanolo al70% V/V ,
come estratto fluido, etanolo 70% V/V 2 – 3 g di droga una o più volte al giorno.
Per uso esterno bollire 100 g di droga in 1 litro d’acqua e aggiungerlo all’acqua
24

del bagno, effetto rilassante. Non utilizzare nei bambini con meno di 3 anni di
età; può provocare effetti sulle capacità di guidare e utilizzare macchinari.

DIURETICI

Si utilizza una terapia diuretica per aumentare il flusso urinario. L’acqua


assunta ad un minimo di 500 ml si distribuisce in tutti i compartimenti idrici del
corpo. L’acqua minerale deve essere “sana” alla sorgente e imbottigliata come
sgorga alla fonte. Si può parlare di acqua dura legata alla presenza di sali di Mg
e Ca++.

Juniperus Communis (Ginepro)

La droga è composta dai galbuli. Titolo: deve contenere non meno di 10 ml/kg
di essenza. I galbuli contengono tra 0.5 – 2% di olio essenziale costituito da
monoterpeni, idrocarburi sesquiterpenci, alcoli terpenici; sono inoltre presenti
tannini, flavonoidi e zuccheri. Può essere preparato come infuso (2 – 10 galbuli
essiccati (20 – 100 mg di essenza) in 100 ml di acqua bollente), o come
estratto idroalcolico (non superare la dose giornaliera di 20 – 100 mg di
essenza). La dose giornaliera di olio essenziale non deve superare i 100 mg.
Può provocare in gravidanza affezioni urinarie a carattere infiammatorio. Usato
per lunghi periodi o sovraddosaggio causano danni renali. Può essere irritante.

Levisticum Officinale (Levistico)

La droga è rappresentata dai tuberi e dalla radice. Contiene 0.5 – 1.5% di olio
essenziale costituito fino al 70% da alchilftalidi, α e β fellandrene, α e β pinene
(irritanti) α e γ terpinene, ligustilide, canfene, mircene. Viene usato nella
mobilizzazione degli edemi transitori, ha proprietà spasmolitiche. Può essere
preparato come infuso, 1.5 – 3 g di droga in 100 ml di acqua, per 2 – 3 volte al
giorno, o come tintura, la dose non deve superare i 4 – 8 g di droga. Non deve
essere utilizzato in caso di infiammazione del parenchima renale o di
insufficienza renale, è controindicato in presenza di edemi da ridotta
funzionalità renale o cardiaca. L’uso prolungato può provocare effetti
fototossici.

Betula Pubescens (Betulla)

La droga è rappresentata dalle foglie. Contiene flavonoidi (1,5%), calcolati


come iperoside, alcool triterpenici, sesquiterpenici, tannini, tracce di olio
essenziale e minerali (4%, soprattutto K). E’ indicata per irrigazioni nelle
affezioni batteriche ed infiammatorie delle vie urinarie discendenti e nella
renella, come coadiuvante nella terapia antireumatica, favorisce la funzione
digestiva e favorisce l’eliminazione renale di acqua. Non eseguire irrigazioni in
presenza di edemi conseguenti a ridotta funzionalità cardiaca o renale. Può
essere usato come infuso, 2 – 4 g di droga in 150 ml di acqua bollente 3 – 4
25

volte al giorno, tintura, (1:10) 2 ml tre volte al giorno, succo fresco, 15 ml tre
volte al giorno.

Citrus Limon (Limone)

La droga è rappresentata dal succo dei frutti freschi, contenuto nei peli
ghiandolari all’interno dell’endocarpo, contiene da 5 a 8% di acido citrico,
corrispondente a 50 – 80 milliequivalenti di acidi organici metabolizzabili ogni
100 g che determinano una escrezione urinaria di quasi altrettanti
milliequivalenti di KOH sufficienti per alcalinizzare l’urina. Indicato nella
prevenzione di calcoli, soprattutto di fosfati.

Cynara Scolymus (Carciofo)

La droga è rappresentata dalle foglie caulinari. E’ composta da acidi fenolici:


acido caffeico 1%, acido clorogenico, cinarina; flavonoidi: 1%, idrossiacidi 0.8%
malico, fumarico, citrico; lattoni sesquiterpenici amari: cinaropicrina. L’estratto
idroalcolico secco si ottiene dai capolini freschi non dischiusi trattando con
alcool al 75% V/V. Titolo: contiene non meno del 13% e non più del 18% di acidi
caffeilchinici calcolati come acido clorogenico. Può avere attività coleretica
(cinarina), diuretica (acidi fenolici), ipocolesterolomizzante (idrossiacidi),
eupeptica (cinaropicrina). Può essere usata come estratto fluido, 2 – 5 g per 2
– 3 volte al giorno, e come tintura. E’ sconsigliato in caso di ostruzione delle vie
biliari.

Coffea Arabica (Caffè)

La droga è rappresentata dai semi. I semi verdi contengono 0.6 – 3% di


caffeina, acidi fenolici 5% acido chinico, caffeico, cloro genico, polisaccaridi
50%, proteine 10 – 12%, lipidi 10 – 18%. La caffeina determinando l’inibizione
della fosfodiesterasi determina il blocco dei recettori dell’adenosina. Una dose
di 100 – 200 mg stimola la corteccia e altre aree cerebrali determinando una
diminuzione del senso di fatica, un aumento dell’attenzione e azione analettica
bulbare. Potenzia l’azione analgesica degli analgesici – antipiretici. A dosi
elevate produce un effetto intropo e cronotropo sull’apparato cardiovascolare,
ed effetto diuretico. Sulla mucosa gastrica determina uno stimolo di HCl. La
dose letale di caffeina è 10 g, cioè 100 tazze di caffè.

Camellia Sinensis (The)

La droga è costituita dalle foglie. E’ composta da caffeina 2 – 4%, teobromina


0.05%, teofillina 0.02 – 0.04%, composti fenolici 20%: catechine (60%),
epigallocatechine – 3 – gallato (EGCg), acidi fenolcarbossilici: clorogenico,
caffeico; gallatannini, flavonoidi, glucosidi, proteine (12 – 15%) costituite da
albumine e amminoacidi, enzimi (teasi catalizza la trasformazione aerobica
delle catechine), vitamine (C, B1, B2, B3) e Sali minerali (K, F, Al). I preparati
commerciali più importanti sono: the verde, stabilizzato con il calore, seccato
26

rapidamente è più o meno torrefatto; the nero, arrotolato, fermentato in


atmosfera umida, poi seccato all’aria calda (rappresenta l’80% del mercato
mondiale). Ha azione antiossidante (catechine), stimolante (caffeina,
catechine), diuretica (flavonoidi, caffeina). Dati epidemiologici hanno messo in
evidenza nei forti bevitori di the verde (4 tazze al giorno) una correlazione
inversa con l’incidenza delle malattie cardiovascolari e cancro allo stomaco ed
esofago. Può essere usato nel trattamento sintomatico della diarrea (tannini),
spossatezza (caffeina); uso topico antipruriginoso. La dose diuretica della
teofillina è 200 mg.

Arctostaphylos Uva – Ursi (Uva Orsina)

La droga è costituita dalle foglie. Titolo: contiene non meno di 8% di derivati


idrochinonici espresse come arbutina anidra. I principi attivi sono gli eterosidi
fenolici: arbutina (arbutoside) 6 – 10% e metilarbutina; inoltre contiene 10 –
20% di tannini gallici, flavonoidi (iperoside) e piccole quantità di acidi
fenolcarbossilici liberi. Indicata nei disturbi infiammatori delle vie urinarie
discendenti; ha azione disinfettante, antisettica. Può essere utilizzata come
infuso, macerato a freddo, estratto secco in modo da somministrare 400 – 800
mg di arbutina (azione antisettica renale). Il preparato più razionale è il
macerato a freddo che permette la massima estrazione di arbutina, con la più
bassa quantità di tannini che sembrano responsabili di disturbi gastrici. Non
dovrebbe essere usato per più di una settimana per volta e al massimo 5 volte
all’anno. Non dovrebbe essere usata in gravidanza e allattamento, può
provocare disordini renali, vomito e diarrea; l’azione di altri farmaci potrebbe
diminuire a causa dell’acidificazione dell’urina.

Vaccinum Macrocarpon (Mirtillo Rosso)

La droga è rappresentata dai frutti. E’ composta da antocianosidi, acidi fenolici,


flavonoidi, zuccheri, pectine e tannini; inoltre sono presenti le proantocianidine
(molecole legate tra loro con legame di tipo A, che le fa differire da quelle
presenti nel mirtillo nero), che determinano la diversa azione farmacologica. E’
indicato nelle infezioni delle basse vie del tratto urinario, le cistiti: l’E. Coli si
attaccano tramite le fimbrie, che producono adesine, sulle cellule epiteliali e
sulle mucose della vescica. In vitro il fruttosio inibisce le adesine fimbriali di E.
Coli di tipo – 1 mannosio sensibili, ma in vivo non arriva alla vescica. In vivo le
proantocianidine con legame di tipo A inibiscono le adeswine fimbriali di E. Coli
di tipo – P mannosio resistenti: sono biodisponibili, cioè arrivano alla vescica.
Uno studio ha dimostrato che il mirtillo non solo è in grado di ridurre l'adesione
dei batteri alle cellule vescicali ma è anche capace di provocare il distacco di
circa il 70% dei batteri già precedentemente attaccati alle cellule vescicali. Le
urine di pazienti che consumavano 250 – 750 ml di succo hanno dimostrato le
proprietà antiaderenti. Non è però ancora chiaro il dosaggio ottimale.
L’estrazione selettiva del frutto → Cranberry Supreme USA estratto
27

standardizzato: Titolo: 30% polifenoli totali (25% proantocianidine). Può


interagire con il Warfarin (anticoagulante).

OBESITA’

L’obesità sta avendo sempre più peso. L’indice di massa corporea si calcola:
peso (Kg) / altezza2 (m). Le cellule adipose che immagazzinano calorie in
eccesso stimolano un infiammazione stimetica. Una delle cause dell’obesità è
una predisposizione genetica. Ci sono anche fattori ambientali, anomalie
metaboliche, anomalie endocrine. La restrizione calorica richiede un gene
specifico per poter allungare la vita. SIR – 2 è un enzima N – deacilante (porta
via un gruppo da un amminoacido, trasferendolo ad uno zucchero); da tempo
alle cellule per ripararsi. I composti chimica in grado di attivare Sir – 2 sono in
grado di mimare la restrizione calorica. Questi sono polifenoli (es. resveratrolo
nel vino rosso: è presente nella buccia dell’acino e nelle foglie della vite). Ci
sono due classi di farmaci:

 farmaci che interferiscono con monoamine (siibutramina) e diminuiscono


l’appetito;

 farmaci che aumentano termogenesi, diminuiscono l’assorbimento dei


grassi, inibendo la lipasi pancreatica (impediscono la scissione dei
trigliceridi).

Ephedra Sinica (Xerocauli)

La droga è rappresentata da Xerocauli. E’ composta da alcaloidi, di cui l’80% è


costituito da efedrina. Il rilascio di noradrenalina aumenta l’attività contrattile
dei muscoli. E’ indicata nel trattamento di asma, affezioni delle vie respiratorie
(15 – 30 mg di alcaloidi totali); ci sono anche altre indicazioni, non approvate,
che lo identificano come dimagrante (uso illegale).

Camellia Sinensis (The)

La droga è rappresentata dalle foglie. Ha effetti benevoli sul peso corporeo. E’


costituita per il 20% da composti fenolici, di cui il 60% sono catechine, da
alcaloidi: caffeina 2 – 4%, proteine 12 – 15%: albumine, arginina, triptofano ed
enzimi. Tè verde: stabilizzato con il calore (per rendere gli enzimi in grado di
non agire), seccato rapidamente. Ha gli enzimi denaturati. E’ possibile torrefare
il tè per rendere l’aroma più gradevole. Tè nero: appassimento 8 – 24 ore a 25
– 35°C (si sviluppa aroma), rullatura, fermentazione (aroma e sapore),
torrefazione a 80 – 100°C per 20 minuti, si ossidano i polifenoli. Altri tipi di tè
sono: Puerth (fermentato drasticamente) e Oolong. Le xantine (caffeina) hanno
un’attività lipolitica, inibiscono le fosfodiesterasi e si ha l’idrolisi dei trigliceridi.
Stimola la termogenesi (brucia le calorie mediante l’ossidazione). FAS è un
enzima chiave nel metabolismo energetico. EGCG (epigallocatechina 3 –
gallato) inibisce l’attività di FAS (sintesi degli acidi grassi). Anche le catechine
28

hanno un luogo importante perché inibiscono COMT. Si può parlare di attività


sinergica. Viene usato come infuso, 50 mg per 3 volte al giorno.

Il vino rosso e il tè inibiscono α glicosidasi intestinale responsabile


dell’assorbimento del glucosio a livello intestinale → controllo glicemico nel
diabetico.

Capsicum (Peperoncino)

La droga è rappresenta dal frutto. Titolo:deve contenere non meno dello 0.4%
di capsacinoidi espressi come capsaicina. Ha attività antinfiammatoria, ma non
per via orale. Aumenta l’attività del muco gastrico, che è utile a livello
digestivo, favorendo la riparazione a livello gastrico. La capsaicina è la
molecola che ha azione di deplezione sulla sostanza che fa sentire il dolore.
Non c’è il mediatore che mi fa avvertire il dolore. E’ irritante per uso topico,
produce dei problemi a livello rettale perché non si assorbe.

Capsicum Annimum (Peperone)

C’è una molecola, la piperonzina, di cui sentiamo il sapore.