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MOTILITA GASTROINTESTINALE

Per motilit gastrointestinale si intende linsieme di moviementi cui va incontro la parete degli
organi del sistema digerente.
La muscolatura striata, quindi volontaria, solo nella bocca, faringe, esofago superiore e nello
sfintere anale esterno; a tutti gli altri livelli la muscolatura liscia e associata a cellule pacemaker
dette cellule interstiziali di Caal, lattivit contrattile pertanto puramente miogena.
!siste una certa eterogeneticit di frequenza contrattile in quanto ci sono zone caratterizzate da
contrazioni fasic"e e altre da contrazioni tonic"e. #l $%! organizza lattivit motoria in modo da
ottimizzare il comportamento per le differenti situazioni fisiologic"e.
Lattivit motoria dei vari organi organizzata in modo da garantire ad ognuno una specifica
funzione; in ogni caso la risultante sempre dovuta ad una coordinazione tra contrazione e
rilasciamento. Lattivit contrattile in grado di generare forze propulsive atte a spingere il cibo, il
rilasciamento muscolare garantisce invece lordinata progressione aborale del materiale ingerito
tramite lapertura degli sfinteri e lazione recettiva degli organi.
%ello stomaco distale e nellintestino tenue e crasso le C#C danno origine a onde elettric"e lente c"e
danno il ritmo basale o attivit elettrica di controllo. Le C#C sono interconnesse tra loro e con le
fibre muscolari lisce della parete muscolare mediante gap unctions cos& da formare un sincizio
elettrico funzionale. Le onde elettric"e lente si propagano passivamente cos& a tutto il tessuto
muscolare, esse sono definite come fluttuazioni ritmic"e del potenziale di membrana delle cellule
muscolari in cui possibile distinguere varie fasi. 'fare grafico come cuore al posto %a entra Ca da
()* a + ,*m-..
/uando unonda elettrica lenta supera il valore soglia si possono generare uno o pi0 potenziali
dazione a cui si associa la contrazione. /uando i potenziali dazione si associano alle onde
elettric"e lente si "a la fase di plateau. # potenziali dazione sono dovuti essenzialmente al
movimento di Ca
1+
e 2
+
.
#n un determinato segmento intestinale si "a contrazione solo quando i neuroni inibitori del $%! di
quel segmento non sono attivi. # motoneuroni inibitori controllano il momento in cui il ritmo
elettrico basale pu3 dare inizio alla contrazione e determinano la distanza e la direzione di
propagazione della contrazione, tali motoneuroni sono per lo pi0 sempre attivi, perci3 la
contrazione pu3 avvenire quando essi sono a loro volta inibiti da altri neuroni del $%!. 4 livello
degli sfinteri, invece, i motoneuroni inibitori sono per lo pi0 in fase inattiva.
La frequenza delle onde elettric"e lente varia lungo il tubo digerente5
$tomaco distale5 , onde6min.
#ntestino tenue5 diminuisce progressivamente dal duodeno '7)(78 onde6min. allileo
terminale '8 onde6min..
#ntestino crasso5 minimo nel cieco e nel colon prossimale ')6min. massimo nel colon
sigmoideo '79(716min..
La motilit gastrointestinale, oltre c"e dal $%!, presenta anc"e uninnervazione estrinseca dal $%4
tramite efferenze5
Parasimpatic"e5 craniali e sacrali. #l nucleo motore dorsale del vago invia fibre allesofago
inferiore, stomaco, intestino tenue e crasso prossimale mentre le fibre sacrali provengono dal
segmento $
1
($
:
e, tramite i nervi pelvici, innervano lintestino crasso distale, il retto e il
canale anale. Le fibre parasimpatic"e contraggono sinapsi colinergic"e con i neuroni
gangliari del $%!. ;a azione prevalentemente eccitatoria, in quanto aumenta lattivit
motoria e quella secretoria. #l parasimpatico esplica anc"e influenze inibitorie come il
rilasciamento dello sfintere esofageo inferiore e il rilasciamento recettivo dello stomaco.
<rtosimpatico5 originano dal midollo toracico e lombare superiore, le fibre pregangliari
contraggono sinapsi colinergic"e con i gangli celiaco, mesenterico superiore ed inferiore. #l
trasmettitore postsinaptico la noradrenalina c"e inibisce, attraverso circuiti di controllo del
$%!, la motilit.
=ipi di funzioni motorie5
Propulsione5 fa in modo c"e il materiale ingoiato progredisca in senso aborale e a velocit
adeguata in modo da consentire unottima digestione ed assorbimento.
=riturazione5 garantisce il fine sminuzzamento affinc" la progressione lungo il tubo non sia
traumatica e venga facilitato lattacco da parte degli enzimi digestivi.
>imescolamento5 garantisce c"e il materiale venga impastato con i succ"i digestivi e c"e
tutti i prodotti vengano in contatto con la mucosa assorbente.
$erbatoio5 tipico di stomaco e intestino crasso, immagazzinare temporaneamente le sostanze
ingerite.
=ipi di attivit motoria5
Peristalsi5 garantisce la progressione in senso aborale del materiale ingerito. ! la risultante
del circuito riflesso governato dai neuroni del $%!. ?urante la peristalsi la muscolatura
assume un atteggiamento stereotipato. $i distinguono in essa due segmenti5
o Propulsivo5 spinge il materiale ingerito. Le fibre circolari si contraggono mentre le
longitudinali si rilasciano.
o >ecettivo5 atteggiamento inverso al propulsivo.
La formazione di due segmenti si pu3 riprodurre sperimentalmente distendendo la parete
intestinale, si ottiene cos& il riflesso peristaltico. #l circuito di base costituito da connessioni
sinaptic"e tra neuroni sensoriali intrinseci. #nterneuroni e neuroni motori. La peristalsi pu3
procedere anc"e in senso orale, in questo caso si verifica una retroperistalsi come ad
esempio in caso di ostruzione del tubo digerente. 4d un certo punto la retroperistalsi si
arresta e si instaura una nuova peristalsi c"e tenta di forzare il punto di occlusione. ?urante
il vomito si "a retroperistalsi a livello del tenue, esso un riflesso innescato dalla
stimolazione dei recettori distribuiti in certe parti del corpo c"e inviano afferenze al centro
del vomito, localizzato nel bulbo. $ostanze emetic"e, cio in grado di innescare il vomito,
agiscono sulla regione c"emocettiva di avviamento, nella regione postrema del pavimento
del :@ ventricolo.
$egmentazione ritmica5 contrazioni ritmic"e dello strato muscolare circolare finalizzate a
mescolare e dividere il contenuto luminale.
$egmentazione tonica5 contrazioni prolungate presenti essenzialmente nella porzione
prossimale dello stomaco e negli sfinteri.
$i definisce ileo fisiologico lassenza di movimento nel tenue e nel crasso. A un importante
condizione funzionale controllata dal $%!. $i verifica nella muscolatura circolare ed il risultato
del continuo stato di attivit dei motoneuroni inibitori. Ci3 determina assenza di risposta contrattile
in corrispondenza delle onde lente. Lileo presente in differenti tratti intestinali, per durata di
tempo variabile e dipende dal tempo intercorso dallultimo pasto. $i trasforma in ileo paralitico se
dura pi0 del dovuto.
Sfinteri
La muscolatura in uno stato di contrazione pressoc" persistente. $eparano zone a diverso
significato funzionale, svolgono la funzione di valvole unidirezionali. #l loro rilasciamento
associato allattivazione di motoneuroni inibitori. $ono5
$fintere esofageo inferiore5 impedisce il reflusso. $e non tiene perfettamente la mucosa
esofagea pu3 essere esposta al succo gastrico con conseguente dolore retrosternale.
$fintere pilorico5 impedisce il reflusso del contenuto del duodeno nello stomaco. 4nc"e qui
se non si "a perfetta tenuta la mucosa gastrica viene esposta agli acidi biliari e si "a il
risc"io di insorgenza di ulcera gastrica.
$fintere di oddi5 previene il reflusso nei dotti biliari e pancreatici del contenuto duodenale,
la sua incontinenza provoca gravi danni a queste strutture, un difetto nella sua apertura
provoca invece ittero.
$fintere ileocecale5 la non perfetta funzionalit provoca un massiccio ingresso di batteri
della flora endogena dal crasso al tenue.
$fintere anale interno5 impedisce luscita incontrollata di feci dallano.
MASTICAZIONE E DEGLUTIZIONE
La digestione inizia con la formazione del bolo alimentare c"e deriva dalla masticazione e
triturazione del cibo e dallazione della saliva. La masticazione il risultato del ritmico spostamento
della mandibola cui si associa lattivit coordinata di labbra, lingua e guance. <ltre alla forza
masticatoria, proporzionale alla consistenza del materiale, determinante lestensione dellarea di
occlusione tra premolari e molari. La masticazione unattivit motoria volontaria controllata dalle
aree corticali motorie primaria e supplementare. %ellestrinsecazione di alcuni movimenti ritmici,
inoltre, interviene unattivit in parte riflessa. # nervi c"e dirigono la masticazione sono il -@, -##@,
#B@, B@ e B##@.
La deglutizione unattivit motoria pi0 complicata c"e ric"iede lattivit coordinata dei muscoli
della parte superiore delle vie digerenti. $i distinguono pi0 fasi5
<rale5 il bolo viene spinto dalla punta della lingua verso il palato duro per passare quindi
nellorofaringe. #l palato molle e il muscolo costrittore superiore della faringe isolano la
rinofaringe, mentre la respirazione viene inibita grazie alla contrazione dei muscoli laringei
c"e c"iudono la glottide.
Caringea5 il bolo progredisce grazie alla contrazione peristaltica dei muscoli faringei.
!sofagea5 lo sfintere esofageo superiore si rilascia ed il bolo accolto nella faringe.
La deglutizione unattivit motoria il cui inizio pu3 essere volontario, ma una volta avviata
prosegue come attivit riflessa coordinata.
4fferenze centrali e periferic"e centro deglutizione bulbare nucleo -@, -##@, ambiguo e B##@
#l centro della deglutizione dialoga anc"e con aree del $%C deputate al controllo della fonazione e
della respirazione.
MOTILITA ESOFAGEA
Lesofago veicola il bolo sino allo stomaco, presente unattivit peristaltica di rilievo, dal punto di
vista funzionale lesofago diviso in tre regioni5 sfintere esofageo superiore, corpo dellesofago e
sfintere esofageo inferiore. 4 livello esofageo si pu3 avere peristalsi primaria, c"e "a inizio con la
deglutizione, e secondaria c"e interviene quando la primaria non in grado di spingere il bolo nel
corpo dellesofago, questultima innescata dallattivazione di meccanocettori. /uando non si "a
deglutizione la muscolatura del corpo rilasciata mentre gli sfinteri sono contratti. Lo stato di
rilasciamento non per3 determinato da neuroni inibitori, infatti leccitabilit di questa muscolatura
molto bassa e non si "anno onde elettric"e lente, ne consegue c"e la contrazione non dovuta a
meccanismi miogeni ma allattivit di motoneuroni eccitatori.
Lo sfintere esofageo superiore si rilascia e i muscoli faringei distali si contrappongono al reflusso, al
momento della deglutizione si "a rilasciamento anc"e dello sfintere inferiore mediato da impulsi
vagali. La peristalsi esofagea prosegue in direzioni aborale con una velocit compresa tra i 1 e i )
cm6s.
MOTILIA GASTRICA
Lo stomaco, da un punto di vista fisiologico, viene diviso in due regioni5 serbatoio 'fondo e terzo
prossimale del corpo. e pompa antrale '16, distali del corpo, antro e piloro..
#l serbatoio sede di contrazioni tonic"e; esso svolge due funzioni5 riceve il materiale alimentare e
esercita su di esso una pressione costante. La muscolatura del serbatoio innervata da motoneuroni
del $%!, sia eccitatori c"e inibitori, questi sono a loro volta sotto il controllo del vago e dei
microcircuiti del $%! stesso. $e aumenta lattivit dei motoneuroni eccitatori si "a un incremento
del tono contrattile, una diminuzione del volume e un aumento della pressione intraluminale. Dn
aumento dellattivit dei motoneuroni inibitori provoca effetti contrari. #l rilasciamento del
serbatoio pu3 essere di tre tipi5
>ecettivo5 iniziato dallatto deglutitorio, avviene per via riflessa a partire da meccanocettori
faringei c"e stimolano il complesso dorsale del vago c"e attiva i motoneuroni inibitori.
4dattativo5 conseguente alla distensione di se stesso, un riflesso vago(vagale c"e parte
dalla stimolazione di recettori di stiramento della parete gastrica c"e scaricano sul
complesso dorsale del vago da cui partono fibre efferenti ai motoneuroni inibitori.
4 feedback5 determinato dalla presenza di materiale ingerito nel tenue. A dovuto sia a
riflessi locali a partire da recettori intestinali c"e al rilascio da parte delle cellule endocrine
intestinali di ormoni c"e per via ematca raggiungono il $%! gastrico influenzandolo.
La pompa antrale invece sede di contrazioni fasic"e. # potenziali dazione originano da un
pacemaker localizzato nella met distale del corpo gastrico c"e innesca una contrazione ad anello. #
potenziali dazione "anno una frequenza di ,6min e una durata di * sec e sono caratterizzati dalle
classic"e : fasi del potenziale dazione. La motilit propulsiva della pompa caratterizzata da due
componenti5
Contrazione primaria5 associata alla fase di depolarizzazione.
Contrazione secondaria5 associata alla fase di plateau.
# potenziali dazione sono generati senza sosta dalla regione pacemaker ma innescano la
contrazione secondaria solo quando il plateau al di sopra di un determinato valore soglia. /uando
la contrazione primaria raggiunge lantro lo sfintere pilorico si contrae energicamente e si c"iude
lasciando passare un singolo fiotto di materiale, la contrazione secondaria sopraggiunge poco dopo
e, trovando lo sfintere c"iuso, da origine alla retropulsione a getto. =ali movimenti, ripetuti
ciclicamente, sono alla base della formazione del c"imo gastrico 'particolato di diametro compreso
tra 7 e E mm. indispensabile perc"F il materiale gastrico possa passare, attraverso lo sfintere
pilorico, nel duodeno. # potenziali dazione sono di origine miogena, tuttavia essi vengono modulati
da motoneuroni del $%!. !ssi regolano lampiezza del plateau, quindi la forza della contrazione
secondaria. # motoneuroni enterici modulano il quantitativo di neurotrasmettitore liberato,
determinano lampiezza del plateau su cui si possono inserire potenziali a punta c"e innescano brevi
contrazioni fasic"e c"e contribuiscono alla funzione sfinterale del piloro.
Dnaltra importante funzione quella inerente lo svuotamento. #l passaggio del c"imo deve essere
lento e graduale in quanto i due ambienti sono molto diversi tra di loro. Lo svuotamento regolato
in via nervosa per compensare tutte le possibili variazioni di5
-olume5 tanto maggiore il volume iniziale quanto maggiore sar la velocit di
svuotamento.
Composizione e stato fisico5 il materiale liquido si svuota pi0 velocemente di quello solido.
#l ritardo del materiale solido dovuto alla necessit di sminuzzamento dello stesso da parte
della pompa. Lo stomaco distale esercita unazione di setaccio facendo passare per prime le
particelle con diametro minore di E mm. <ltre alle dimensioni iniziali anc"e osmolarit, p;
e valore energetico influenzano lo svuotamento. # liquidi iper e ipotonici sono svuotati pi0
lentamente degli isotonici. La velocit diminuisce al calare del p; in quanto lacidit del
c"imo provoca nel duodeno il rilascio di secretina c"e inibisce la motilit antrale e aumenta
la costrizione pilorica. 4limenti ad alto contenuto calorico passano pi0 lentamente. %e
consegue c"e un pasto lipidico sia svuotato pi0 lentamente rispetto ad uno di carboidrati o
proteine, in particolare tale lentezza determinata dalla colecistoc"inina, potente inibitore
dello svuotamento, e dal peptide inibitore gastrico G#P entrambi prodotti da duodeno e
digiuno in seguito allingresso di materiale proteico.
MOTILITA DEL TENUE
#l tenue una struttura tubulare, lunga circa , m, c"e si compone di duodeno, digiuno e ileo per poi
proseguire nel crasso a livello della valvola ileocecale. #l transito nel tenue dipende da , differenti
tipi di motilit5
#nterdigestiva5 avviene quando i processi digestivi e di assorbimento sono completati.
Lintestino entra in una fase di periodo interprandiale o interdigestivo. La motilit
interdigestiva caratterizzata dal complesso motorio migrante 'HHC. c"e inizia nello
stomaco distale con ampie contrazioni, dette contrazioni da fame, con una frequenza di
,6min. ?allo stomaco esso passa nellintestino. #l HHC caratterizzato da tre fasi5 ileo
fisiologico, contrazioni irregolari e contrazioni regolari, dopo lestinzione della fase ### il
ciclo ricomincia. #l complesso migra lungo lintestino, il pezzo c"e in quellistante ne
investito prende il nome di fronte dattivit. !sso migra lentamente in direzione aborale e
perde mano mano velocit. A importante non confondere la migrazione del fronte di attivit
con quella delle onde lente, dei potenziali dazione e delle onde peristaltic"e allinterno del
fronte, circa 79 volte maggiori. #l tempo impiegato da un singolo fronte terminale da
stomaco allileo di 89(719 min. La motilit interdigestiva bruscamente interrotta dal
pasto. 4 tal proposito si osservato c"e gastrina e CC2 sono in grado di estinguere i HHC
ad eccezione di quelli ileali. # HHC dipendono strettamente dal $%!. Contrazioni della
colecisti sono associate alla presenza del HHC, in tal modo il succo biliare viene spinto
verso lileo dove verr riassorbito per essere riutilizzato dal fegato 'circolazione
enteroepatica.. # HHC "anno anc"e il compito di liberare il lume da materiale indigeribile
impedendo anc"e uneccessiva proliferazione batterica.
?igestiva5 nel periodo digestivo ai HHC si sostituiscono i movimenti di segmentazione dati
da contrazioni peristaltic"e c"e si propagano solo per distanze molto brevi. !ssi sono dovuti
a contrazione dello strato muscolare circolare. Lunit elementare 'segmento
recettivo6propulsivo6recettivo. si verifica simultaneamente lungo tutto lintestino tenue. La
frequenza massima equivale a quella delle onde elettric"e lente. La motilit digestiva
controllata dal $%! al quale a seguito di pasti, arrivano impulsi vagali c"e interrompono i
HHC e innescano la segmentazione. #l vago esercita un ruolo fondamentale anc"e nel
mantenimento della motilit.
Propulsione di massa5 i movimenti di massa sono energic"e contrazioni di lunga durata '78(
19 sec., dello strato di muscolatura circolare finalizzate alla rapida ripulitura del lume
intestinale. !sse non sono dovute alle onde elettric"e lente ma probabilmente ad una forte
attivit muscolare operata direttamente dai motoneuroni eccitatori. # movimenti di massa
rappresentano un meccanismo difensivo con cui lintestino si libera da contenuti luminali
potenzialmente nocivi.
MOTILITA CRASSO
#l crasso caratterizzato da unattivit motoria pressoc"F continua, a livello di esso si "a un
mescolamento dei contenuti luminali derivati dai singoli pasti. #l crasso una struttura tubulare di
circa un metro e si divide in cieco, colon ascendente, trasverso, discendente, sigmoideo e retto. #l
diametro maggiore del tenue e le sue pareti presentano estroflessioni sacculari dovute alla motilit
del crasso e alle tenie. #l tempo di percorrenza del crasso di ,)6:8 ore.
Cieco e colon ascendente5 accoglie il contenuto in arrivo dal tenue senza un notevole
aumento di pressione intraluminale, grazie ad un meccanismo neuromuscolare di rilascio.
%el cieco e nel colon sono localizzati c"emocettori e meccanocettori per il controllo a
feedback sul passaggio di materiale dallileo. #l tempo di permanenza del materiale
relativamente breve '7(1 ore.. Lattivit motoria caratterizzata da propulsione peristaltica
ortograda e retrograda.
Colon trasverso e discendente5 il materiale vi rimane per circa 1: ore. Ci3 fa pensare c"e
questa area sia la regione deputata prevalentemente al riassorbimento di acqua ed elettroliti.
#l lentissimo fluire dovuto a movimenti di segmentazioni dati da contrazioni ad anello c"e
dividono il crasso in sacculazioni dette "austra, da qui il nome "austrazioni per indicare
lattivit motoria. L "austrazione unattivit motoria dinamica caratterizzata dalla
formazione di "austra in un certo numero di punti seguita dalla loro scomparsa e
riformazione in altri punti. ?urante lattivit motoria il segmento propulsivo spinge il
contenuto luminale verso quello recettivo 'l"austra. sia in direzione orale c"e aborale,
favorendo il rimescolamento e lassorbimento. #l colon discendente sembra svolgere
essenzialmente un ruolo di conduzione, questa zona caratterizzata da movimenti di massa
generati dal $%! il cui fine lo spostamento delle feci verso lano. # movimenti di massa
possono essere innescati dallaumentato arrivo di materiale luminale nel cieco 'riflesso
gastrocolico.. #n condizioni fisiologic"e essi iniziano a met del colon trasverso e sono
preceduti dal rilasciamento dello strato circolare e dalla cessazione dei movimenti di
"austrazione. Cos& si pu3 spingere il contenuto alla velocit di * cm6min.
>egione rettosigmoidea e canale anale5 la regione retto(sigmoidea svolge la funzione di
serbatoio distensibile la cui capacit di circa *99ml. %ella fisiologia di questo tratto "anno
un ruolo fondamentale i muscoli del pavimento pelvico c"e nel complesso prendono il nome
di muscoli elevatori dellano e svolgono un ruolo c"iave nella continenza fecale. ?opo la
defecazione la contrazione del muscolo puborettale porta al restringimento del lume creando
cos& una sorta di valvola fisiologica. #l canale anale, inoltre, presenta due sfinteri5 uno
interno, con fibre muscolari lisce, e uno esterno con fibre striate. %el retto sono presenti
meccanocettori c"e rilevano il grado di distensione di questa regione e inviano fibre al $%!.
La porzione terminale del canale anale, invece, presenta barocettori, termocettori e
nocicettori connessi con il $%C. /uando il volume dei materiali fecali scarso il passaggio
impedito, mentre quando elevato la distensione innesca il riflesso rettoanale col
rilasciamento dello sfintere interno, ci3 fa si c"e i recettori della parete del canale anale
inviino segnali al $%C 'riflesso rettoanale. c"e da il via alla defecazione. #l soggetto pu3
volontariamente decidere se defecare o meno. La defecazione sotto controllo di numerosi
centri nervosi5
o Centro sopraspinale della defecazione5 ponte, vicino al centro della minzione.
o Centro anospinale5 tratto toraco(lombare =
79
(L
1
e sacrale $
7
($
,
. le efferenze
simpatic"e originate dal primo tratto inibiscono la muscolatura liscia rettale ed
eccitano lo sfintere interno stimolando quindi la continenza, le fibre parasimpatic"e
derivate dal secondo tratto stimolano invece lespulsione dando contrazione
muscolare liscia rettale e rilascio dello sfintere interno. Le efferenze motrici
somatic"e innervano invece lo sfintere anale esterno.
SECREZIONE GASTRICA
#l succo gastrico prodotto dalleterogenea popolazione cellulare dallo stomaco in quantit di circa
1(,l6d. A una soluzione acquosa di elettroliti e proteine tra le quali cinque "anno un notevole ruolo
fisiologico5 ;
+
, pepsina, lipasi, muco e fattore intrinseco 'questultimo lunico componente
essenziale in quanto la sua assenza non pu3 essere riparata in altro modo..
L;
+
attiva il pepsinogeno trasformandolo in pepsina, svolge inoltre unimportante azione
disinfettante 'ad eccezione dell"elicobacter pilori capace di resistere allacidit dello stomaco.. La
pepsina inizia la digestine delle proteine. #l fattore intrinseco contribuisce allassorbimento della
vitamina I
71
; il muco riveste la superficie interna gastrica e agisce come lubrificante e barriera
diluizionale contribuendo a preservare lintegrit dellorgano dallazione del succo gastrico, esso
infatti costituisce, assieme allo ione bicarbonato, la componente principale della barriera mucosale
gastrica.
?al punto di vista funzionale la mucosa gastrica pu3 essere divisa in tre zone5
4rea g"iandolare cardiale5 *J del totale, con g"iandole secernenti essenzialmente muco.
4rea g"iandolare ossintica5 E*J, secerne acido.
4rea g"iandolare pilorica5 19J, produce essenzialmente gastrina.
La mucosa gastrica composta da fossette gastric"e rivestite da cellule mucose e tubi g"iandolari
c"e si aprono sul loro fondo.
Le g"iandole ossintic"e sono caratterizzate dalla presenza di cellule5
Parietali5 producono lacido e il fattore intrinseco. $ono circa un miliardo e producono ;
+
alla concentrazione di 7*9(7)9 m!q6l. #l numero di cellule parietali alla base della capacit
secretoria massima, il dispendio energetico per la produzione di ;
+
elevato e per tale
motivo le cellule sono ricc"e di mitocondri, presentano inoltre un canalicolo intracellulare in
continuit con il lume g"iandolare attraverso cui vengono secreti gli idrogenioni. #n fase
basale il citoplasma presenta un gran numero di tubulovescicole c"e scompaiono in seguito
ad uno stimolo secretorio fondendosi con la membrana plasmatica e diventando microvilli
del canalicolo. Lanidrasi carbonica e la pompa ;
+
(2
+
4=P(asi sono localizzate nei
microvilli e la loro attivit aumenta in fase secretoria. ?allapplicazione di uno stimolo
occorrono 79 minuti prima c"e si verific"i la risposta secretoria a causa del tempo di
attivazione di questi enzimi.
Hucose5 sono caratterizzate dalla presenza di numerosi granuli di muco secreto per
esocitosi.
Principali5 sintetizzano il pepsinogeno e la lipasi gastrica. Presentano un >!>
particolarmente sviluppato e il citoplasma ricco di granuli di zimogeno.
!ndocrine5 le pi0 importanti sono le enterocromaffini(simili c"e producono istamina e le
cellule ? c"e producono somatostatina. #l citoplasma ricco di granuli localizzati alla base,
in modo da poter essere secreti negli spazi intercellulari e diffondere quindi nei capillari.
Le g"iandole piloric"e presentano cellule G secernenti gastrina, ? e mucose. Listmo e il condotto
g"iandolare sono rivestiti principalmente di cellule mucose, parietali e staminali.
$ecrezione di ;Cl5
7. allinterno delle cellule parietali si "a una prima reazione5 ;
1
< <;
(
+;
+
1. seconda reazione catalizzata dallanidrasi carbonica5 <;
(
+C<
1
;C<
,
(
,. ;
+
come ione idronio ';
,
<
+
. viene pompato attivamente nel lume gastrico. #l trasporto
attivo catalizzato dalla pompa protonica per un processo di cotrasporto in cui un ;
+

pompato nel lume e scambiato con un 2
+
. /uesto si accumula nella cellula per attivit della
pompa sodio potassio e tende a fuoriuscire per gradiente nel lume. Pertanto la pompa
protonica riusa il 2
+
luminale. 4llestrusione attiva di ;
+
consegue un accumulo di <;
(
c"e
favorisce la formazione di ;C<
,
(
, questo diffonde nel torrente circolatorio tramite un
antiporto col Cl
(
c"e dalla cellula passa poi nel lume. Per tale motivo il p; del sangue
venoso refluo pi0 alcalino di quello arterioso, questa la marea alcalina prandiale, la
formazione di bicarbonato catalizzata dallanidrasi carbonica. %ella cellula parietale non
stimolata la pompa protonica localizzata a livello delle tubulovescicole, in quella
stimolata, queste si fondono con la membrana in modo da aumentare la superficie secretoria
e il numero delle pompe. 4l cessare dello stimolo le tubulovescicole si riformano e la
superficie canalicolare si riduce.
BARRIERA MUCOSALE GASTRICA
4 cavallo della mucosa g"iandolare ossintica si osserva una differenza di potenziale di E9(89m- tra
lume gastrico negativo e versante serosale positivo. Ci3 dovuto alla secrezione di Cl
(
contro il suo
gradiente. #n fase secretoria la differenza di potenziale si riduce sino a ,9(:9 m- in quanto anc"e
l;
+
viene attivamente secreto secondo il suo gradiente elettrico. Lesistenza di un gradiente
elettrico transmucosale e di un alto gradiente di concentrazione dell;
+
presuppone c"e la mucosa
non consenta la retrodiffusione di ;
+
, tale capacit definita barriera mucosale gastrica.
$e la barriera danneggiata 'a causa di antifiammatori non steroidei., si verifica retrodiffusione di
;
+
in scambio con %a
+
con conseguente diminuzione del p; intracellulare e morte cellulare con
liberazione di 2
+
. La retrodiffusione danneggia i mastociti con conseguente liberazione di istamina.
%e risulta isc"emia locale, ipossia e stasi vascolare causati dallistamina stessa. $e la severit del
danno supera le capacit autoriparative della mucosa si "a ulcera gastrica. La mucosa gastrica
infatti in grado di preservare la propria integrit anatomofunzionale grazie a fattori mucosali ad
azione autodifensiva quali lo strato di muco6bicarbonato, il sottostante strato di cellule mucose di
superficie ed il flusso ematico microvascolare in grado di rimuovere rapidamente gli agenti
aggressivi. #noltre sulla barriera si deposita uno strato di fosfolipidi tensioattivi le cui code apolari
sono rivolte verso il lume gastrico formando uno strato idrofobico c"e previene la diffusione verso
la mucosa dellK ;Cl e di altri agenti nocivi. La barriera, inoltre, "a la capacit di ripararsi, ci3
comporta due differenti processi5
Higrazione di cellule da aree vicine allarea lesa 'restituzione epiteliale..
4umento proliferazione cellulare a livello di istmo e colletto delle fossette.
!lettroliti del succo gastrico5 la concentrazione elettrolitica del succo gastrico varia in base alla
velocit di secrezione5 se questa bassa il succo sar una secrezione di %aCl con basso contenuto di
;
+
e 2
+
; se questa massima sar invece una soluzione di ;Cl con basso contenuto di %a
+
e 2
+
. #n
ogni caso il succo gastrico "a una concentrazione di ;
+
, 2
+
e Cl
(
sempre superiore al plasma mentre
quella di %a
+
sempre inferiore. #noltre il succo gastrico sempre isotonico rispetto al plasma. Per
capire tali cambiamenti nella sua concentrazione bene considerare il succo gastrico come il
risultato di due distinti processi di secrezione 'modello a due componenti.5
%on parietale5 alcalina costante con un contenuto di %a
+
, 2
+
e Cl
(
praticamente equivalente a
quello plasmatico, questa secrezione attiva anc"e non in fase di digestione.
Parietale5 leggermente iperosmotica e contenente 7*9(7)9 m!q6l di ;
+
, 79(19 m!q6l di 2
+
mentre il solo anione presente il Cl
(
. 4llaumentare della velocit di secrezione, dovuta
esclusivamente allincremento della secrezione parietale, la concentrazione del succo
gastrico diventa sempre pi0 simile a quella della secrezione parietale pura.
REGOLAZIONE SECREZIONE ACIDA
#n assenza di stimolazione lo stomaco secerne acido ad una velocit pari al 79(7,J di quella
ottenibile con una massima stimolazione. La secrezione acida basale presenta un picco alla sera e un
livello minimo al mattino 'secrezione circadiana.. Cattori stimolanti la secrezione parietale sono5 la
gastrina, lacetilcolina c"e stimola anc"e la secrezione di gastrina, lenterossintina unormone di
origine intestinale c"e ancora non stato caratterizzato, gli aminoacidi circolanti e listamina la cui
liberazione mediata dalla gastrina e dal polipeptide attivante ladenilato ciclasi 'stimolatore
paracrino.. La gastrina e lacetilcolina agiscono attivando la fosfolipasi c"e attraverso l#P, da un
aumento intracellulare di calcio. Laumento di calcio, o 4HPc nel caso dellistamina, provoca un
incremento della secrezione parietale con effetto di potenziamento tra i due secondi messaggeri, la
risposta sar cos& massimale.
La stimolazione della secrezione gastrica divisa in tre fasi5
Cefalica5 c"emocettori e meccanocettori della cavit orale, nasale e della lingua vengono
stimolati dal sapore e dallodore del cibo, dalla masticazione e dalla deglutizione. Le
afferenze cos& come le efferenze allo stomaco sono vagali. La fase cefalica responsabile
del ,9(,*J delle secrezioni totali. #l vago stimola le cellule gangliari del $%! c"e liberano
acetilcolina, questa, a sua volta, stimola direttamente le cellule parietali e il rilascio di
gastrina c"e a sua volta stimola le stesse. 'tecnica del falso pasto di Pavlov..
Gastrica5 responsabile del *9()9J della risposta secretoria. /uando il cibo entra nello
stomaco si mescola con una piccola quantit di succ"i gastrici sempre presenti
neutralizzandoli e portando il p; a ), questo aumento leva il blocco sulla secrezione di
gastrina 'abolita a p; inferiori a ,.. La fase cefalica pu3 iniziare e quella gastrica mantenere
la secrezione di gastrina. Gli stimoli principali della fase gastrica sono due5
o ?istensione dello stomaco5 stimola meccanocettori della mucosa c"e attivano5
>iflessi lung"i5 sono vago(vagali. # recettori inviano impulsi al nucleo vagale
dal quale partono efferenze dirette alle cellule G e parietali.
>iflessi brevi5 sono locali nel senso c"e recettori ed effettori si trovano nella
medesima area. %e un esempio il riflesso piloropilorico c"e causa la
distensione di tale area con secrezione di gastrina.
o Contatto della mucosa con alimenti5 peptidi e aminoacidi, in particolare, stimolano la
secrezione di gastrina.
/ueste azioni si estrinsecano attraverso un particolare neurotrasmettitore liberato per
stimolazione vagale, il G>P. #l vago contemporaneamente inibisce la liberazione di
somatostatina c"e esplica effetto opposto. Per quanto riguarda la stimolazione da parte degli
alimenti essi agirebbero direttamente sulle cellule G probabilmente legandosi a recettori
della membrana plasmatica.
#ntestinale5 rappresenta il *(79J della risposta secretoria totale. # prodotti della digestione
proteica del duodeno sono in grado di stimolare la secrezione acida dello stomaco per via
ormonale.
La secrezione gastrica raggiunge il suo massimo unora dopo il pasto, la capacit tampone
saturata, una parte del c"imo "a gi lasciato lo stomaco e la concentrazione di acido aumenta.
Labbassamento del p; intraluminale provoca inibizione della liberazione di gastrina. $i tratta di un
feedback negativo estremamente importante per non provocare fenomeni di autodigestione. #noltre
ad esso si associa la liberazione di somatostatina c"e inibisce le parietali. 4ltri meccanismi inibitori
sono5 la secrezione di ormoni enterogastroni da parte della mucosa duodenale in seguito a contatto
col c"imo, ci3 provoca inibizione della secrezione gastrica e rallentamento del suo svuotamento;
G#P la cui liberazione dovuta agli acidi grassi, esso inibisce le cellule parietali; secretina;
colecistoc"inina c"e inibisce lo svuotamento e lacidificazione del duodeno c"e innesca un riflesso
nervoso c"e inibisce la secrezione gastrica.
Pepsina5 deriva dal pepsinogeno c"e a p; inferiore a * viene convertito. La pepsina a sua volta in
grado di catalizzare la conversione del tripsinogeno in tripsina. La pepsina inizia la digestione
proteica scindendo i legami peptidici interni. !sistono due tipi di pepsinogeno5 # secreto dalle
cellule principali mucose delle g"iandole ossintic"e; ## secreto dalle cellule mucose della mucosa
antrale e duodenale. #l pi0 potente stimolatore della secrezione l4c" liberato da efferenze vagali.
Lacido gastrico inoltre innesca un riflesso colinergico locale c"e stimola la secrezione delle cellule
principali potenziando leffetto di altre stimolazioni sulle cellule principali. #nfine lacido causa la
secrezione di secretina da parte della mucosa duodenale, c"e stimolerebbe la secrezione di
pepsinogeno; anc"e la gastrina sembrerebbe svolgere lo stesso ruolo.
Lipasi gastrica5 contribuisce alla digestione dei trigliceridi. A secreta dalle cellule principali delle
g"iandole ossintic"e. %ella sua struttura presente laspargina glicosilata responsabile della
resistenza alla proteolisi peptica ed essenziale per la funzionalit della proteina. #l suo p; ottimale
di *, non secreta in grandi quantit e la sua azione inibita dagli acidi biliari. La sua attivit
specifica uguale a quella dellenzima pancreatico, in caso di insufficienza di questorgano infatti
in grado di sopperire per garantire la corretta digestione. #l passaggio di lipidi nel duodeno inibisce
la secrezione di lipasi gastrica per via umorale, probabilmente mediato dal peptidil(glucagone
simile al tipo # prodotto dalle cellule endocrine intestinali di tipo L.
Huco5 il muco solubile prodotto dalle cellule mucose del colletto grazie alla stimolazione vagale
ed alla liberazione di 4c". Consta di mucoproteine e "a funzione lubrificante. Le cellule mucose di
superficie, invece, secernono un muco insolubile c"e "a solo funzione protettiva venendo a
costituire la componente preepiteliale della barriera mucosale gastrica. #l muco protegge la mucosa
da danni di natura fisica e c"imica neutralizzando lacido. #n contatto con lacido genera peraltro la
parziale precipitazione del muco insolubile in flocculi c"e passano nel duodeno.
Cattore intrinseco5 una mucoproteina secreta dalle cellule parietali. $i lega alla vitamina I
71
a
livello duodenale e contribuisce al suo riassorbimento. Lincapacit di produrlo causa una patologia
nota come anemia perniciosa.
DIGESTIONE E ASSORBIMENTO DEI CARBOIDRATI
%ei paesi occidentali circa il :*J dellKapporto energetico alimentare deriva dai carboidrati.
Circa il *9J dei carboidrati digeribili presente nella dieta sotto forma di amido derivato da cereali
e altri vegetali. LKamido costituito essenzialmente da lung"e catene di molecole di glucosio, le cui
pi0 importanti organizzazioni morfologic"e sono lKamilosio e lKamilopectina.
LKamilosio e un polimero lineare in cui ciascuna molecola di glucosio legata a quella adiacente
attraverso un legame alfa(7,:. LKamilopectina un polimero a catena ramificata in cui legami alfa(
7,) determinano le angolazioni tra le catene di molecole di glucosio connesse da legami alfa(7,:. #n
genere lKamido contiene pi0 amilopectina c"e amilosio.
4ltre importanti fonti alimentari di glucosio sono gli zucc"eri presenti nel latte 'lattosio., nella
frutta e nella verdura 'fruttosio., e quelli purificati dalla barbabietola e canna da zucc"ero
'saccarosio..
# carboidrati non digeribili sono rappresentati da cellulosa ed emicellulosa, presenti soprattutto nei
vegetali, e vanno a costituire la cosiddetta fibra alimentare; tali carboidrati sono presenti dalla
presenza di legami beta(7,: resistenti allKazione delle amilasi dellKorganismo.
%ella digestione intraluminale dei carboidrati sono di fondamentale importanza le alfa(amilasi
salivare 'ptialina. e pancreatica, in grado di scindere i legami alfa(7,: interni alla catena
polisaccaridica con la produzione di maltosio e maltotriosio; tuttavia non scindono i legami alfa(7,)
e quelli alfa(7,: a essi adiacenti c"e resisteranno come corti oligosaccaridi ramificati detti destrine
alfa(limite.
LKalfa(amilasi salivare e strettamente dipendente dalla permanenza degli alimenti nel cavo orale,
rapidamente inattivata dallKacidit gastrica.
LKalfa(amilasi pancreatica in grado di garantire la digestione di tutto lKamido ingerito, solo in caso
di insufficienza pancreatica gravissima, con produzione di alfa(amilasi inferiore al 79J del
normale.
# prodotti della digestione intraluminale dellKamido non possono tuttavia essere assorbiti come tali,
ma devono essere ulteriormente idrolizzati ad opera di specifici enzimi presenti a livello della
membrana microvillare degli enterociti.
=ra questi enzimi si possono citare5
la lattasi, c"e idrolizza il lattosio a una molecola di glucosio e una di galattosio5
la saccarasi isomaltasi, c"e con la sua subunit ad azione saccarasica idrolizza il saccarosio in
una molecola di glucosio e una di fruttosio, e con entrambe le subunit stacca le molecole di
glucosio dalle estremit delle destrine alfa(limite;
la maltasi, c"e libera monomeri di glucosio da oligosaccaridi;
la destrinasi alfa(limite c"e determina la liberazione di molecole di glucosio in vicinanza del
trasportatore per gli esosi.
4ttraverso tutta questa serie di processi i carboidrati alimentari vengono trasformati in una miscela
di tre monosaccaridi 'glucosio, galattosio e fruttosio..
#l trasporto attivo di glucosio e galattosio svolto da una proteina , la $GL=7, c"e opera un
cotrasporto con il %a+. La %a+62+ 4=Pasi sul versante basoltarela della membrana plasmatica
mantiene una bassa concentrazione intracellulare di %a+, c"e pu3 quindi entrare secondo gradiente
a livello della membrana microvillare portando con s glucosio o galattosio. La maggior parte del
glucosio e del galattosio c"e entra nella cellula la lascia attraverso la membrana basolaterale per
diffusione facilitata mediata dal trasportatore GLD=1.
LKassorbimento del fruttosio avviene invece per diffusione facilitata mediata dal trasportatore
GLD=*. Dna volta dentro la cellula il fruttosio la lascia o mediante lo stesso trasportatore GLD=*,
espresso anc"e sulla membrana basolaterale, o attraverso il trasportatore GLD=1.
DIGESTIONE ED ASSORBIMENTO DELLE PROTEINE
Le proteine forniscono il 79(7*J dellapporto energetico e devono essere assunte per un totale di
9,E*(7 g6kg di peso. !sistono proteine vegetali, poco digeribili, ed animali. $i definiscono ad alta
qualit le proteine c"e contengono aminoacidi essenziali 'fenilalanina, isoleucina, leucina, lisina,
metionina, treonina, triptofano e valina. cos& c"iamati in quanto non sintetizzabili dallorganismo.
La digestione delle proteine pu3 essere ostacolata da alcuni fattori come la cottura anc"e se rimane
comunque un processo molto efficiente. Circa il *9J delle proteine c"e entrano giornalmente
nellorganismo non sono di origine alimentare ma endogena 'secrezioni, desquamazione degli
enterociti senescenti e proteine plasmatic"e..
?igestione intraluminale
La digestione delle proteine inizia nello stomaco ad opera delle pepsine gastric"e, esse sono
prodotte dalle cellule principali sotto forma di proenzimi inattivi 'pepsinogeno. in grado di
autoattivarsi in ambiente acido. #mmunologicamente sono distinti due gruppi5 pepsina # e ##. La loro
specificit per il substrato identica, il p; ottimale varia leggermente ma entrambe sono inattivate
reversibilmente a p; superiore a * e irreversibilmente a p; E. Le proteasi sono classificate in endo
ed esopeptidasi in base alla localizzazione dei legami peptidici sui quali "anno la massima attivit
'endo interni ed eso verso le estremit.. Le pepsine sono endopeptidasi c"e determinano la
riduzione di peptidi ed aminoacidi liberi in maniera ridotta, lazione delle pepsine influenzata
dalla velocit di svuotamento gastrico, dal p; e dal tipo di proteine ingerite.
La completa digestione delle proteine poi assicurata dalle proteasi pancreatic"e c"e possono
sopperire alla mancanza di quelle gastric"e. !sse sono prodotte dalle cellule acinari del pancreas e
convertite nella forma attiva nel duodeno ad opera delle enteroc"inasi presenti sulla superficie della
mucosa microvillare e liberate ad opera degli acidi biliari. /ueste ultime rimuovono un esapeptide
dallestremita %(terminale del tripsinogeno convertendolo in tripsina c"e esplica la stessa azione su
altri proenzimi e sul tripsinogeno stesso. $i formano cos& tripsina, c"imotripsina ed elastasi c"e
sono endopeptidasi c"e ionizzano i legami peptidici c"e coinvolgono determinati aminoacidi
allinterno della molecola proteica, e carbossipeptidasi 4 e I c"e sono invece esopeptidasi c"e
staccano un aminoacido per volta dallestremit C(terminale del peptide. ?allazione combinata di
eso ed endopeptidasi deriva una miscela di aminoacidi ',9J. ed oligopeptidi 'E9J..
/uindi i prodotti della digestione degli aminoacidi non entrano nellenterocito solo come
aminoacidi liberi ma anc"e come di e tripeptidi. /uesti ultimi subiscono unultima digestione
allinterno dellenterocito stesso ad opera di peptidasi enterocitario in modo tale c"e nel sangue
passino solo aminoacidi liberi. #n effetti sono presenti sulla membrana microvillare e nel citoplasma
enterocitario varie peptidasi deputate allidrolisi degli oligopeptidi con un numero massimo di 8
aminoacidi. -i sono per3 alcune differenze tra i due tipi di peptidasi5 quelle microvillari sono
deputate allidrolisi degli oligopeptidi pi0 grossi ':(8 aa. mentre le citoplasmatic"e di quelli pi0
piccoli. La maggior parte delle oligopeptidasi sono aminopeptidasi, distaccano cio singoli
aminoacidi dallestremit %(terminale. La lung"ezza dei peptidi condiziona, oltre al luogo,
ovviamente anc"e la velocit di idrolisi 'massima per i tripeptidi, minima per i dipeptidi e
intermedia per i tetra(penta.. Le peptidasi pi0 importanti sono5 laminopeptidasi 4 c"e idrolizza
essenzialmente i dipeptidi con aminoacido acido al %(terminale e le dipeptidasi # e ### c"e
idrolizzano rispettivamente dipeptidi con metionina e glicina.
4ssorbimento
A diverso per gli oligopeptidi e gli aminoacidi5
di e tripeptidi5 sono captati dagli enterociti grazie ad un unico trasportatore caratterizzato da una
diversa affinit per i vari ligandi in base alla diversa lung"ezza e composizione proteica. #l
trasportatore l"Pept7 espresso solo dagli enterociti del tenue e sfrutta un gradiente elettrico
transmembrana per gli ioni ;
+
'creato da uno scambiatore %a(; apicale e la pompa sodio potassio
basolaterale. per cotrasportare insieme ad esso gli oligopeptidi.
4minoacidi5 utilizzano un gran numero di meccanismi di trasporto attivo, di diffusione facilitata e
in minima parte di diffusione semplice, si compone di varie fasi5
7. trasporto attraverso la membrana microvillare5 sono stati identificati almeno sette diversi
sistemi di trasporto. * sfruttano il cotrasporto con il sodio e di questi due ric"iedono anc"e la
presenza di cloro e due operano la captazione sodio dipendente per diffusione facilitata.
1. trasporto attraverso la membrana basolaterale5 sono stati identeificati almeno * sistemi di
trasporto di cui , sodio indipendenti c"e probabilmente sono deputati alla diffusione
facilitata dallenterocito verso il sangue, e 1 sodio dipendenti deputati al trasporto attivo
secondario dal sangue verso linterno dellenterocito nel periodo interprandiale.
Lassorbimento di oligopeptidi ed aminoacidi regolato da somatostatina e -#P c"e lo riducono e
da colecistoc"inina, secretina e neurotensina c"e lo aumentano. #noltre lintestino del neonato in
grado di assorbire numerose proteine 'del latte materno. intatte tramite un processo attivo, tale
propriet permane anc"e nelladulto seppur in misura molto minore.
DIGESTIONE ED ASSORBIMENTO DEI LIPIDI
#l :9J dellapporto energetico deriva dai lipidi, soprattutto trigliceridi. La maggior parte degli acidi
grassi dei trigliceridi sono lacido oleico e palmitico, nei trigliceridi di origine animale gli acidi
grassi sono saturi a catena lunga, quelli polinsaturi, come il linoleico, derivano dai fosfolipidi di
origine vegetale e sono detti essenziali in quanto non prodotti dal nostro organismo. A stato dedotto
c"e la maggior parte dei fosfolipidi c"e arrivano nel duodeno siano di origine endogena e derivati
da secrezioni o sfaldamento cellulare. #l colesterolo assunto in quantit variabili di 7*9(199 mg6d.
# lipidi sono assorbiti per la maggior parte nei 16, superiori del digiuno ed il quantitativo assorbito e
la velocit di assorbimento dipendono dalla presenza di altri componenti alimentari come la fibra
alimentare c"e la diminuiscono. # meccanismi di digestione dei lipidi dipendono dalla loro
insolubilit in acqua e pertanto devono essere finemente emulsionati. 4llinterno dellenterocita si
"a la riconversione dei lipidi; luomo adulto assorbe il L*J dei lipidi.
?igestione trigliceridi5 le lipasi producono una lipolisi eliminando acidi grassi dallo sc"eletro
glicerico dei trigliceridi emulsionati. /uesto processo inizia gi a livello gastrico e buccale ad opera
delle lipasi linguale e gastrica. =ali enzimi sono definiti lipasi preduodenali. #l loro significato
funzionale nelladulto sano la liberazione nello stomaco di acidi grassi a catena lunga c"e
stimolano la secrezione di colecistoc"inina, la quale a sua volta provoca la secrezione gastrica e
pancreatica di lipasi; e la liberazione di acidi grassi c"e favoriscono lazione della lipasi pancreatica
facilitando il legame tra questa e le goccioline da emulsionare.
!mulsione lipidi alimentari5 le goccioline di emulsione devono avere un alto rapporto
superficie6volume e consentire un intimo contatto del lipide con lenzima. %umerosi fattori
contribuiscono ad unemulsione ottimale5 masticazione, azione di triturazione, rimescolamento
nello stomaco, presenza di un rivestimento fosfolipidico c"e stabilizza le goccioline, la liberazione
di acidi grassi durante la lipolisi gastrica e gli acidi biliari.
4ttivit lipasica intestinale5 a livello duodenale si "a unemulsione costituita da trigliceridi rivestiti
da fosfolipidi, acidi grassi, monogliceridi e acidi biliari in particelle di un micron. !sse entrano in
contatto con la lipasi pancreatica il cui dominio idrofobico interno alla molecola e viene
esteriorizzato solo quando entra in contatto con i trigliceridi. Pertanto il rivestimento esterno della
gocciolina costituisce un ostacolo allazione della lipasi. #n questo contesto interviene la calipasi
secreta dal pancreas c"e si lega ai trigliceridi mentre la lipasi si lega alla calipasi stessa. La
fosfolipasi 41 digerisce i fosfolipidi della superficie e permette lazione del complesso calipasi(
lipasi. La lipasi "a un p; ottimale vicino alla neutralit e il bicarbonato presente nel succo
pancreatico e nella bile svolgono unazione di neutralizzazione del c"imo acido. La lipasi libera
acidi grassi e 1(monogliceroli dai trigliceridi.
Cormazione micelle miste5 i prodotti della lipolisi si distribuiscono tra la fase acquosa, intermedia e
oleosa per essere trasferiti dal lume alla membrana microvillare dove vengono assorbiti. #n questa
azione "a fondamentale importanza la formazione di micelle miste con gli acidi biliari. Le micelle
di acidi biliari solubilizzano acidi grassi, monogliceridi e colesterolo ma non i trigliceridi e formano
micelle miste con un diametro compreso tra i *9 e gli 89nm; molto pi0 piccole di quelle di
emulsione, e danno alla soluzione c"e le contiene un aspetto limpido e non lattescente. 4nc"e i
cristalli liquidi lipidici, strutture vescicolari della superficie delle goccioline di membrana,
contribuiscono al trasferimento di lipidi ma scompaiono in presenza di acidi biliari.
?igestione fosfolipidi ed esteri del colesterolo5 la fosfatidilcolina convertita dalla fosfolipasi 41 in
acido grasso e isolecitina; il colesterolo invece attaccato dalla colesterolo esterasi pancreatica per
essere convertito in sterolo libero. /uesto enzima, una lipasi attivata dagli acidi biliari, in grado di
idrolizzare trigliceridi, fosfolipidi ed esteri delle vitamine liposolubili agendo senza specificit di
posizione di legame. # prodotti di digestione dei due enzimi vengono incorporati nelle micelle miste.
#noltre gli acidi grassi a lunga catena non assorbiti dal tenue raggiungono il colon e sono attaccati
dalla flora batterica endogena.
4ttraversamento della membrana microvillare5 sulla superficie luminale dellepitelio presente uno
strato di acqua stazionario spesso :9 micron c"e ostacola il passaggio degli acidi grassi a lunga
catena ma non di quelli a catena corta o intermedia. #l microambiente iuMtacellulare enterocitario
presenta un p; acido a causa dello scambiatore %a6;, questo fatto diminuisce la solubilit degli
acidi grassi nelle micelle determinando la liberazione degli stessi. Lalta concentrazione di acidi
grassi favorisce la diffusione passiva semplice. 4llinterno dellenterocita, a causa di p; neutro, gli
acidi grassi vanno incontro a dissociazione 'forma ionizzata. rimanendo intrappolati allinterno in
quanto la permeabilit di membrana per la forma dissociata bassa; il colesterolo facilmente
assorbito a livello del tenue.
Casi intracellulari dellassorbimento5
7. legame acidi grassi(proteine C4IP. !sse "anno unalta affinit per gli acidi grassi insaturi e
sono di due tipi5 #(intestinali ed L dal fegato 'lung. in base allorgano in cui sono state
isolate. !sse trasportano gli acidi grassi sino al >! dove avviene la resintesi dei trigliceridi.
La # lega gli acidi grassi; la L il monoglicerolo e la lipofosfatidilcolina.
1. sintesi trigliceridi nel >!L tramite due processi5
a. via del monogliceride5 il monogliceride esterificato con gli acidi grassi assorbiti
c"e sono stati attivati ad acilCo4 ad opera dellacilCo4 ligasi. $i "a formazione di
digliceridi e trigliceridi c"e favorisce lassorbimento dal lume di acidi grassi a catena
lunga.
b. -ia dellN(glicerofosfato5 durante il digiuno si "a la formazione di trigliceridi
mediante acilazione dellN(glicerofosfato 'sintetizzato a partire dal glucosio. con la
formazione di acido fosfatidico e quindi di trigliceride o fosfolipide.
?urante lassorbimento postprandiale vi massiccia disponibilit di 1(monogliceride e acidi grassi,
ci3 favorisce la via dei monogliceride inibendo laltra, nei periodi di digiuno invece diviene
preponderante la via dellN(glicerofosfato.
Dscita dallKenterocito5 per poter uscire dallKenterocito, i trigliceridi, il colesterolo e i suoi esteri e i
fosfolipidi devono essere assemblati in particelle complesse dette c"ilomicroni e -L?L, i primi
predominanti durante i periodi di assorbimento postprandiali, i secondi durante i periodi
interprandiali.
Dna volta c"e i c"ilomicroni sono assemblati nel >!L vengono trasferiti allKapparato di Golgi, da
cui gemmano vescicole contenenti c"ilomicroni, c"e si portano poi a livello della membrana
basolaterale fondendosi con la stessa e per esocitosi liberano i c"ilomicroni nello spazio
interstiziale. ?a qui i c"ilomicroni attraversano la membrana basale ed entrano nei vasi linfatici.
DIGESTIONE E ASSORBIMENTO DELLE VITAMINE
-itamine idrosolubili
Lassorbimento avviene sia per diffusione semplice c"e tramite trasportatori, molte di esse sono
assunte sotto forma di coniugati o coenzimi e necessitano quindi di un preliminare processo di
digestione5
4cido ascorbico 'vitamina C.5 luomo non in grado di sintetizzarlo, abbondante nella frutta e
nella verdura, se ne dovrebbero assumere :9 mg6d. #noltre la cottura e la lunga conservazione ne
distruggerebbe una parte. -iene assorbita dagli enterociti per trasporto attivo secondario %a(
dipendente tramite un trasportatore presente in due isoforme5 "svct7 e 1. Dna parte della vitamina C
si presenta in forma ossidata ed anc"e essa attivamente assorbita. La sua assenza causa scorbuto.
4cido folico5 consiste in una pterina coniugata con acido paraminobenzoico e acido glutammico. A
molto presente negli spinaci e nel fegato bovino, "a una dose giornaliera di 199Og ':99 in
gravidanza.. Lassorbimento di poliglutammati 'forma in cui pi0 presente. ric"iede una
preliminare digestione ad opera delle idrolasi della membrana microvillare 'inibite da alcool.. La
captazione avviene tramite uno specifico trasportatore stimolato dalla presenza eMtracellulare di
sodio e dal p; acido.
Cobalamina 'vitamina I71.5 presente solo in alimenti di origine animale sotto forma di idrossi(,
metil( e adenosilcobalamina. %e ric"iesto un apporto giornaliero di 7(1 Og6d. #l suo riassorbimento
complesso e ric"iede lintervento di : diversi tipi di proteine in grado di legarla, presenti nella
saliva, nel succo gastrico, nellenterocito e nel sangue.
%ello stomaco lacidit provoca la dissociazione della vitamina I71 dalle altre proteine cui
associata, essa si lega quindi allaptocorrina salivare, soprattutto a valori di p; inferiori a , c"e
inibiscono il legame col fattore intrinseco c"e "a in questo momento affinit molto minore rispetto
allaptocorrina.
%el duodeno laptocorrina idrolizzata dalle proteasi pancreatic"e e la I71 si lega al fattore
intrinseco gastrico c"e la trasporta sino allileo.
%ellK ileo terminale il recettore formato dal complesso cubilina(megalina. ?opo il legame, il
supercomplesso cubilina(megalina(cobalamina(fattore intrinseco portato dentro lenterocito
tramite vescicole di endocitosi rivestite di clatrina.
%ellK enterocito il complesso si divide in due parti5 il recettore si stacca e torna alla membrana
plasmatica, il complesso cobalamina6fattore intrinseco viene portato ai lisosomi, a questo livello il
fattore intrinseco degradato mentre la I71 torna nel citoplasma. ?a qui parte viene trattenuta nei
mitocondri ma per lo pi0 fuoriesce dallKenterocito.
Cuori dallenterocito la I71 si lega alla transcobalamina ## c"e ne assicura il trasporto nel torrente
sanguigno.
Dn processo cos& complesso pu3 essere bloccato a pi0 livelli bloccando cos& lassorbimento della
cobalamina. #n assenza di fattore intrinseco solo l7(1J della I71 introdotta con la dieta viene
assorbita probabilmente per diffusione semplice nel tenue, lavitaminosi di questa vitamina prende
il nome di anemia perniciosa.
4ltre vitamine idrosolubili5
acido pantotenico5 di origine alimentare soprattutto sotto forma di $ali di calcio. =rasporto
attivo secondario %a(dipendente.
Iiotina5 presente in tantissimi alimenti. =rasporto attivo secondario %a(dipendente.
%iacina o nicotinamide5 soprattutto in carne e pesce. Lavitaminosi porta a pellagra ma
molto rara in quanto pu3 essere sintetizzata dallorganismo a partire dal triptofano.
Piridossina5 molto abbondante riassorbita per diffusione semplice.
>iboflavina I15 uovo, latte, fegato, verdura, birra. >iassorbita con un trasportatore %a(
dipendente. Pu3 essere sintetizzata dalla flora del colon.
=iamina I75 presente in molti semi vegetali, estremamente idrosolubile si perde con lacqua
in cottura, trasportata attivamente %a(dipendentemente.
-itamine liposolubili.
$ono tutte lipidi polari insolubili in acqua5
-itamina 45 il retinolo, presente nel latte, nei suoi derivati, nel tuorlo duovo e nellolio di pesce.
#l P(carotene il suo precursore ed costituito da due molecole di retinolo unite tra di loro,
presente nella verdura e soprattutto nelle carote, vengono entrambi assorbiti nel tenue. #l P(carotene
viene prima scisso in due molecole di retinolo. Lentrata della vitamina 4 sembra avvenire per
diffusione semplice, mentre il rilascio dallenterocito come retinil(palmitato associato ai
c"ilomicroni.
-itamina ?5 sono steroli ad azione antirac"itica, tra di essi i pi0 importanti sono lergocalciferolo
'vit ?1. e il colecalciferolo 'vit ?,. prodotti dallazione dei raggi D- sui loro precursori. #l
colecalciferolo presente in ben poc"i alimenti come olio di pesce e latte umano. La sua sintesi
soprattutto endogena nella cute. -iene assorbito per diffusione semplice e a p; acido.
-itamina !5 gruppo di almeno 8 tocoferoli di cui il pi0 importante lN(tocoferolo. %on esistono
patologie, nelluomo, associabili ad un deficit. -iene assorbito nel tenue per diffusione semplice e
lascia lenterocito per la circolazione linfatica immodificato. A presente in oli vegetali, cereali, uovo
e frutta.
-itamina 25 si definisce cos& sia il filloc"inone '27 di origine vegetale. c"e i
multiprenilmenac"inoni '21 origine batterica.. La 27 la forma pi0 importante, presente nella
verdura e nel fegato bovino, viene assorbita nel tenue tramite un trasportatore. La 21 viene prodotta
dalla flora endogena del colon ed assorbita per diffusione semplice.
ASSORBIMENTO DEL CALCIO
?eriva soprattutto da latte e derivati oltre c"e da cereali e legumi. ?i questo solo il 19(,9J viene
assorbito mentre il resto escreto con le feci. #l riassorbimento avviene lungo tutto il tenue con
trasporto paracellulare e nel duodeno con trasporto attivo transcellulare. %el digiuno e nellileo
lassorbimento maggiore dato c"e il cibo vi permane pi0 a lungo. %el duodeno invece pi0
rapido, la vitamina ? aumenta la permeabilit delle tig"t unctions favorendo il riassorbimento. #l
trasporto attivo nella mucosa duodenale inizia con lingresso nella cellula del calcio attraverso
trasportatori C4=7, appena nel citoplasma esso si lega rapidamente e saldamente con la calbindina.
4ttraversato il citoplasma il calcio abbandona la cellula attraverso una Ca(4=P(asi della membrana
basolaterale c"e si fosforila in seguito al legame con il calcio modificando la sua conformazione e
portando cos& lo ione sul versante eMtracellulare.
La vitamina ? incrementa lassorbimento di calcio in tre modi5
7. incremento della concentrazione di calbindina.
1. incremento dellespressione delle pompe per il calcio.
,. incremento espressione canali per il calcio.
4ttraverso di essa il trasporto di calcio aumentato in base alle esigenze dellorganismo5 il calo
della calcemia stimola la produzione di 7,1* diidrocolecalciferolo da parte del rene.
ASSORBIMENTO DEL FERRO
?eriva soprattutto da alimenti di origine animale ed assunto in dosi di 19(,9 mg6d. Lomeostasi
marziale dipende direttamente dallintestino in quanto non vi sono meccanismi specifici per il suo
controllo. #l bambino, per sopperire alle necessit di sviluppo corporeo, deve assorbire 9,* mg in pi0
rispetto alladulto, a tal proposito il latte materno lo contiene sotto forma di lattoferrina. La donna in
et fertile deve compensare le perdite di ferro con il ciclo cos& come anc"e quella in gravidanza.
$olo il ,(79J del ferro viene assorbito, il Ce
1+
assorbito pi0 facilmente del Ce
,+
a livello del tenue
prossimale, la bile con meccanismo non noto facilita lassorbimento di ferro mentre gli anioni lo
ostacolano. !sistono due tipi di ferro apportati con la dieta5 il ferro alimentare inorganico 'E9J. c"e
assorbito per via paracellulare e soprattutto transcellulare energia dipendente; e il ferro organico
',9J. rappresentato principalmente da mioglobina ed emoglobina c"e sono assorbite probabilmente
per endocitosi, la parte globinica favorisce il riassorbimento e viene staccata dal ferro allinterno
dellenterocito dalleme(ossigenasi. Lassorbimento inizia a livello microvillare, la membrana
apicale degli enterociti viene attraversata dal Ce
1+
solamente, il Ce
,+
ridotto a Ce
1+
dalla ferro
reduttasi microvillare. 4 questo livello esistono numerose proteine leganti il ferro tra cui la pi0
importante la paraferritina, il passaggio allinterno della cellula avviene attraverso il ?H=7, un
trasportatore di ioni metallici bivalenti c"e opera un cotrasporto Ce
1+
6;
+
757. esso in grado di
trasportare altri cationi divalenti come manganese, rame e zinco. A abbondante nel tenue
prossimale. Dna volta nel citoplasma degli enterociti il ferro pu3 seguire due destini5 o il trasporto
ematico o laccumulo nella cellula stessa. #n questultimo caso il ferro, dopo ossidazione a Ce
,+
, si
lega alla proteina citoplasmatica apoferritina a dare ferritina c"e pu3 legare fino a :*99 atomi di
ferro, essa rappresenta un deposito solubile di ferro dal quale gli atomi sono liberati con grande
difficolt. #n tal modo aumenta il pool ferritinico e il ferro cos& accumulato liberato solo con lo
sfaldamento eritrocitario. %el caso il ferro debba abbandonare la cellula esso raggiunge
direttamente il polo basolaterale ed esce tramite un trasportatore detto ferroportina. 4d esso
associata la efestina c"e favorirebbe luscita del Ce
1+
, la sua ossidazione a Ce
,+
e il suo successivo
legame con lapotransferrina a dare transferrina c"e lo trasporta nel sangue. %el citosol
esisterebbero inoltre delle proteine leganti il ferro come la mobilferrina c"e lo trasporta sul versante
basolaterale.
FUNZIONI DEL FEGATO
#l fegato costituisce il 1,*J della massa corporea e rappresenta lorgano c"iave del metabolismo. La
sua localizzazione anatomica lo pone in una posizione strategica in quanto riceve per primo, tramite
la vena porta, il sangue ricco di principi nutritivi c"e vengono da esso captati, metabolizzati,
accumulati e redistribuiti al resto dellorganismo. Le sue funzioni principali sono5
metabolismo di numerose sostanze
detossicazione ed escrezione Menobiotici 'sostanze c"imic"e estranee allorganismo.
sintesi di proteine plasmatic"e
produzione di bile con la quale si eliminano sostanze di rifiuto come pigmenti biliari,
colesterolo e farmaci
funzioni endocrine
funzioni emopoietic"e solo nel periodo fetale
Funzione met!o"i#
Hetabolismo dei carboidrati5 il fegato interviene nellomeostasi del glucosio grazie a due
processi metabolici5
o gluconeogenesi5 sintesi di glucosio eM novo '1:9mg6d.. #l fegato capta il glucosio
ematico in fase prandiale c"e entra negli epatociti tramite i trasportatori Glut1 %a(
indipendenti e non soggetti al controllo insulinico. #l glucosio viene convertito
dallesoc"inasi in glucosio)P c"e pu3 quindi essere avviato alla sintesi di glicogeno
per il deposito o alla glicolisi per la produzione di energia.
o Glicogenosintesi5 sintesi del glicogeno, principale forma di deposito intraepatico dei
carboidrati. 4vviene durante i periodi prandiali a partire dal glucosio e dal piruvato o
dal lattato. ?urante il digiuno si verifica la glicogenolisi per mobilitare le riserve
energetic"e. ?al glicogeno vengono scissi glucosi7P convertito poi in glucosio)P
convertito infine dalla glucosio)fosfatasi in glucosio c"e pu3 quindi raggiungere il
torrente circolatorio.
#l metabolismo epatico dei carboidrati sotto stretto controllo umorale soprattutto da
parte dellinsulina pancreatica c"e agisce sugli enzimi coinvolti nel metabolismo dei
carboidrati a livello trascrizionale e post(trascrizionale favorendo la glicogenosintesi ed
inibendo la glicogenolisi e la gluconeogenesi. #l glucagone, il G;, le catecolamine e i
corticosteroidi "anno invece effetto opposto.
Hetabolismo delle proteine e aminoacidi5 nel fegato avviene la sintesi di numerose proteine
a partire da aminoacidi c"e possono essere di origine intestinale o prodotti dal metabolismo
intraepatico tramite transaminazione degli N(c"etoacidi ad opera delle transaminasi. Dn
aumento della concentrazione sierica delle transaminasi '4$= e 4L=. causata dalla loro
fuoriuscita dagli epatociti danneggiati da considerarsi un importante indice di danno
epatico. #l fegato sintetizza numerose proteine del siero5
o 4lbumina5 trasporta molte sostanze sia endogene 'ac. Grassi e biliari. c"e esogene
'farmaci. e gioca un ruolo c"iave nel mantenimento della pressione oncotica del
plasma.
o =ransferrina
o Cattori della coagulazione5 fibrinogeno e protrombina.
o Cattori anticoagulanti5 proteine C e $.
o Proteine della fase acuta5 espresse durante linfiammazione sistemica acuta e cronica
c"e si pensa abbiano un importante ruolo difensivo.
#l fegato "a inoltre una funzione catabolica sugli aminoacidi con la produzione di
ammoniaca c"e poi pu3 essere utilizzata per la sintesi di aminoacidi non essenziali o entrare
nel ciclo dellurea ed essere poi escreta con le urine.
Hetabolismo dei lipidi5 acidi grassi e lipoproteine possono essere captati dagli epatociti. Gli
acidi grassi rappresentano unimportante fonte energetica immediata e unessenziale forma
di deposito, inoltre il glucosio in eccesso pu3 essere trasformato proprio dal fegato in
glicerolo e legato agli acidi grassi a formare trigliceridi. #l fegato regola la sintesi degli acidi
grassi e il loro trasporto agli altri organi in associazione con le lipoproteine. ?urante il
digiuno il tessuto adiposo libera acidi grassi c"e vengono captati dagli epatociti e utilizzati
per i processi di biosintesi e per la produzione di energia. #n seguito al pasto, invece, i
c"ilomicroni sono degradati in periferia e i loro residui sono captati dal fegato per scopo
energetico e per la formazione delle -L?L.
4ltra funzione del fegato la sintesi di apolipoproteine, cio della parte proteica delle
lipoproteine. Le lipoproteine sono costituite da un guscio esterno proteico e fosfolipidico e
da un nucleo centrale di lipidi neutri. !sse sono state classificate in base alla loro diversa
densit relativa5
o C"ilomicroni5 trasporto trigliceridi.
o -L?L5 a molto bassa densit, trasporto trigliceridi.
o L?L5 bassa densit, trasporto colesterolo agli organi.
o #?L5 densit intermedia.
o ;?L5 alta densit, trasporto inverso, dagli organi al fegato, del colesterolo.
La diversa densit dipende dal tipo e dal quantitativo di lipidi contenuti. #l fegato "a un ruolo
fondamentale nel controllo della colesterolermia. 4polipoproteine sono prodotte dal fegato e
assemblate in lipoproteine. =ra le principali abbiamo lapolipoproteinaI
799
, la 4(# e 4(##, la
C e la !. #l fegato, inoltre, catabolizza le lipoproteine5 il E9J dei recettori per le L?L sono
localizzati negli epatociti c"e li captano per endocitosi e li catabolizzano, questo
meccanismo un importante mezzo di controllo della colesterolemia. La mancata
espressione di questo recettore caratteristica dellipercolesterolemia familiare. $ulla
membrana plasmatica degli epatociti sono presenti anc"e i recettori per le ;?L c"e
consentono allepatocito di estrarre il colesterolo senza interiorizzare tutto il complesso.
Funzione $i $e%o&ito
#l fegato un importante sede di deposito per carboidrati 'sotto forma di glicogeno., ferro,
vitamine liposolubili e alcune idrosolubili come la I71. il colecalciferolo, inoltre,
trasformato a livello epatico in 1*(idrossicolecalciferolo trasformato poi nel rene nel
metabolita attivo 7(1*diidrossicolecalciferolo.
Funzione $i $eto&&i#zione e e&#rezione 'eno!ioti#i
#l fegato capta e detossica vari farmaci e Menoboitici. Gli Menobiotici sono lipofili, il c"e
permette il loro assorbimento nel tratto gastrointestinale, la cute o i polmoni. 4llinterno
dellorganismo queste sostanze subiscono trasformazioni metabolic"e atte a conferire loro
caratteristic"e idrofile per poter essere escrete con le urine, le feci, il sudore, la saliva, le
lacrime o il latte. /ueste reazioni sono dette biotrasformazioni. #n genere con tali reazioni si
"a una detossicazione, ossia una abolizione o diminuzione della tossicit associata al
composto di partenza, poc"e volte si assiste ad un processo inverso di bioattivazione. Le
biotrasformazioni sono state divise in5
>eazioni di fase #5 comprendono le reazioni di ossidazione, riduzione e idrolisi. # metaboliti
risultanti sono poco pi0 polari dei composti di partenza ma essendo ionizzati a p;
fisiologico sono pi0 facilmente escreti dallorganismo. #n tali reazioni svolgono un ruolo
c"iave una famiglia di flavoproteine citosolice e una famiglia di eme(proteine, le citocromo
P:*9, e lenzima %4?P;(citocromo P:*9 riduttasi.
>eazioni di fase ##5 sono reazioni di coniugazione in cui alcuni cofattori reagiscono con gli
Menobiotici a livello di gruppi funzionali nella maggior parte dei casi introdotti o resi
accessibili dalle reazioni di fase #. ?anno origine a metaboliti molto pi0 polari e quindi
idrosolubili. Possono anc"e non essere precedute da reazioni di fase #. Gli enzimi di tali
reazioni "anno per lo pi0 localizzazione citosolica.
>eazioni di fase ###5 gli Menobiotici lasciano lepatocito dal polo sinusoidale, per
lescrezione con le urine, o a quello canalicolare per lKescrezione con la bile. Ci3 avviene
tramite unampia gamma di trasportatori energia dipendenti tra cui gli 4IC.
Funzione en$o#rin
?urante la vita fetale le cellule di 2upffer sintetizzano !ritropoietina '!po.. =ale ormone favorisce
leritropoiesi. %ella vita adulta l!po prodotta principalmente dai reni mentre il fegato si occua di
circa il 79(7*J della produzione totale.
#noltre il fegato potenzia lKazione di alcuni ormoni 'conversione =: in =,..
4ttraverso la produzione di fattori di crescita insulino(simili gioca un ruolo importante per lazione
complessiva dellormone della crescita.
>imozione ormoni peptidici e loro catabolismo
Funzione emo%oieti#
A limitata alla vita fetale soprattutto dal ,@ al )@ mese. 4nc"e dopo la nascita esso "a un ruolo
c"iave perc" garantisce lapporto di ferro, acido folico e vit I71 al midollo.