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Qualità

Qualità Grado con cui un insieme di caratteristiche


intrinseche soddisfa i requisiti

Requisito Esigenza o aspettativa che può essere


espressa, “generalmente implicita” o
cogente.

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Controllo Qualità (CQ)
Nasce controllo Qualità (CQ)

L’obiettivo dichiarato di questo approccio alla Qualità è in ultima


analisi quello di impedire (o limitare) che prodotti difettosi vengano
consegnati ai clienti.

Uso massiccio dei controlli volti soprattutto alla verifica delle


caratteristiche dei prodotti in uscita (collaudo al 100%)

Ricorso a tecniche statistiche per stabilire le migliori strategie per


potere dedurre la qualità di in un lotto dall’esame di un numero
ristretto di campioni (campionamento statistico) senza
necessariamente entrare nello specifico dei problemi.

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Controllo Qualità (CQ)
Campionamento statistico

Produttore: Abbiamo prodotto un lotto di 10.000 lampadine che


sono pronte per essere spedite al cliente.
Devo decidere se spedire o no il lotto
Cliente: Un lotto di 10.000 lampadine è arrivato in magazzino.
Devo decidere se accettare o no il lotto
Campionamento statistico

Livello di Qualità Accettabile (LQA)


(in inglese AQL, Acceptable Quality Level)

E’ il livello di qualità (% non conforme o non conformità per 100 unità) che
si ritiene soddisfacente accettare. (Normalmente è oggetto di negoziazione
fra produttore e cliente e fa parte delle clausole contrattuali)

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Controllo Qualità (CQ)
Campionamento statistico: I LIMITI

Posto un LQA dello 0.1% (99.9% ok), è stato stimato che negli USA:
2.000 assegni bancari all’ora sarebbero accreditati su c.c. sbagliati
12 neonati al giorno verrebbero affidati a genitori sbagliati
268.500 pneumatici difettosi sarebbero venduti in un anno

Il cosiddetto livello di qualità accettabile (LQA ), altro non è che


l’autorizzazione mediante la quale un cliente si dichiara
disposto a comprare anche prodotti difettosi purché in quantità
non superiore ad una certa percentuale prestabilita del totale

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Verso il Controllo Statistico del processo
Processo

100 100 100 100 90


A B C C.Q.
buoni

10 scarti

100 100 90 90
A C.Q.
buoni
B buoni C
90
buoni

10 scarti

Il processo più vantaggioso è il 2° perché a parità di resa finale mi


consente di non lavorare gli scarti generati dallo step A.
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Verso il Controllo Statistico del processo
Un primo passo per migliorare le cose consiste quindi nel
distribuire i controlli lungo la linea di produzione in modo da
individuare eventuali deviazioni delle caratteristiche del prodotto
il più precocemente possibile

AUTOCONTROLLO
Implica la necessità di affidare all’operatore alcune funzioni di
“controllo”.
All’operatore si richiedono:
capacità tecniche aggiuntive
responsabilità
consapevolezza

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Gli obiettivi del controllo statistico

I metodi statistici giocano un ruolo


fondamentale nel miglioramento della qualità,
poiché rappresentano i principali strumenti
quantitativi attraverso i quali un bene o un
servizio prodotto può essere analizzato,
verificato e valutato in maniera che le
informazioni così raccolte siano finalizzate al
controllo ed al miglioramento del processo
produttivo.

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I 7 strumenti statistici
• Raccolta dati
• Istogramma
• Diagramma causa – effetto
• Diagramma di Pareto
• Stratificazione
• Diagramma di correlazione
• Carte di controllo

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Precondizioni per l’utilizzo dei 7
strumenti
1. Domandarsi sempre perché è successo e mai chi è stato

2. Ricercare scrupolosamente la causa primaria senza


fermarsi alla prima risposta soddisfacente

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I Dati

Ogni tipo di misura o caratteristica,


che serve a meglio
comprendere un fatto, un
problema, un avvenimento,
può essere considerato un
dato

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I passi per la gestitone dei dati
LA RACCOLTA
Metodi adeguatI
Precisione
Chiarezza dello scopo del dato
Attenzione nella fase di trascrizione
Attenzione ai dati “falsi”
Rappresentatività del campione
IL TRATTAMENTO
Raggruppamento in classi
Suddivisione per gruppo omogenei
Rappresentazione grafica
L’ANALISI
Estrazione del massimo numero di informazioni dai dati
stessi,
Necessità di altre raccolte dati,
Definizione di ipotesi e di contromisure.

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Tipi di dati
• DATI MISURATI
• (tempo, n. di eventi)
• DATI RELATIVI AD ATTRIBUTI
• (n. errori)
• DATI DI PRIORITA'
• (Si/No, libero/occupato, buono/cattivo)
• DATI SU GIUDIZI DI MERITO
• (ottimo - buono - suffic. , A-B-C)
• DATI DI SEQUENZA
• (primo - secondo - terzo - etc.)
• DATI SU SCALA PUNTEGGI
• (1 punto, 2 punti, 3 punti ect.)

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STRUMENTO n.1
Foglio per la raccolta dei dati
1. Definire l’obiettivo della raccolta dati
2. Prevedere le esigenze di stratificazione
successive
3. Progettare il foglio di raccolta dati in modo
da:
- avere la certezza di raccogliere tutte le
informazioni
- semplificare la raccolta dei dati
- semplificare la gestione successiva dei
dati

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ESEMPIO Foglio raccolta dati per dati
numerabili

Reparto Fase Prodotto Specifiche di rif.


N° pezzi N° totale pezzi N° lotto Note:
ispezionati
Turno Data: Operatore Firma
Data 01/05/04 02/05/04 03/05/04 04/05/04 05/05/04 TOTALE
Difetto

Lampada fulminata 5 4 0 1 1 11
Lampada sporca 5 4 5 5 1 20
Cavo interrotto 1 0 0 1 0 2

Cavo invertito 0 0 0 0 1 1
Totale 11 8 5 7 3 34

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ESEMPIO Foglio di raccolta per dati
misurabili
Reparto Fase Prodotto Specifiche di rif.
N° pezzi N° totale pezzi N° lotto Note:
ispezionati
Turno Data: Operatore Firma:

Quantit Dimensioni
à
30 Intervallo specifiche
25
20 \\
15 \ \\\ \\ \\\\\
10 \\\\ \\\\ \\\\ \\\\ \\\\\
5 I III \\\\ \\\\ \\\\ \\\\ \\\\\ \\\ \\\\ \\\\ \
Ø (mm) 7,1 7,2 7,3 7,4 7,5 7,6 7,7 7,8 7,9 8,00 8,01

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ESEMPIO Foglio di raccolta dati per
posizione o concentrazione
Reparto Fase Prodotto Specifiche di rif.
N° pezzi ispezionati N° totale pezzi N° lotto Note:

Turno Data: Operatore Firma::


♦ = BOLLE
♦ ♦
♦ = GRAFFI
♦ ♦

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ESEMPIO Foglio di sintesi
Reparto Fase Prodotto Specifiche di rif.
N° pezzi ispezionati N° totale pezzi N° lotto Note:

Turno Data: Operatore Firma:

LINE Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì TOTALE


A DIFETT
O 1T 2T 1T 2T 1T 2T 1T 2T 1T 2T 1T 2T TOT
A 7 4 4 1 0 0 0 0 0 0 11 5 16
1
B 4 0 0 1 0 0 0 0 0 0 4 1 5
C 1 0 0 1 0 0 0 0 0 0 1 1 2
TOT 12 4 4 3 0 0 0 0 0 0 16 7 23
A 1 4 4 2 0 0 0 0 0 0 5 6 11
B 1 0 0 1 0 0 0 0 0 0 1 1 2
2
C 1 4 4 2 0 0 0 0 0 0 5 6 11
TOT 3 8 8 5 0 0 0 0 0 0 11 13 24
TOT 15 12 12 8 0 0 0 0 0 0 54 40 94

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ESEMPIO Foglio impostato come lista di controllo
Reparto Fase Prodotto Specifiche di rif.
N° pezzi ispezionati N° totale pezzi N° lotto Note:
Turno Data: Operatore Firma:
1. Funzionalità di base Si No NOTE
Scarico sequenza completa
Scarico sequenza incompleta
Scarico sequenza con uno o
entrambi i sedili cannibalizzati
2. Funzionalità di comunicazione Si No
Test funzionali

con il gestionale ISRI


Richiamo EAI (Evento
Assemblaggio terminato ed
Immagazzinamento)
Richiamo ESM (Evento Stoccaggio
a Magazzino)
Richiamo ESM (Evento Avvio
Scarico a Magazzino)
Richiamo EPBPM (Evento
Preparazione Bilancella Prelievo
Magazzino)

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Foglio raccolta dati: conclusione
A COSA SERVE
Ad inquadrare un fenomeno
A parlare basandosi su dati oggettivi e non sensazioni
COME SI APPLICA
E’ necessario aver ben chiari gli obiettivi della raccolta dati
Va costruito in funzione di questi obiettivi
Deve risultare semplice e chiaro
Vanno precisate modalità e durata della raccolta dati
QUANDO SI APPLICA
Sempre all’avvio di un progetto
Sempre anche alla fine per verificare i risultati
ERRORI DA EVITARE
Pretendere di sapere già a priori il peso del problema
Perdersi in dettagli se non si ha ben chiaro l’insieme
Non confrontare i dati raccolti con i dati storici disponibili

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Rappresentazione grafica dei dati

Per facilitare la lettura di dati rilevati attraverso la


loro registrazione su appositi fogli di raccolta
dati (insieme di numeri), si passa alla
rappresentazione grafica che dà a colpo
d’occhio alcune informazioni

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Esempio Foglio di sintesi
Reparto Fase Prodotto Specifiche di rif.
N° pezzi ispezionati N° totale pezzi N° lotto Note:

Turno Data: Operatore Firma:

LINEA DIFETTO Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì TOTALE


1 1T 2T 1T 2T 1T 2T 1T 2T 1T 2T 1T 2T TOT
A 7 4 4 1 3 3 0 0 0 0 14 8 22
B 4 0 0 1 4 2 0 5 7 1 15 9 24
C 1 0 0 1 0 2 1 1 8 0 10 4 14
TOT 12 4 4 3 7 7 1 6 15 1 39 21 60
2 A 1 4 4 2 3 1 0 4 0 0 8 11 19
B 1 0 0 1 5 2 0 8 8 7 14 18 32
C 1 4 4 2 6 0 0 0 0 1 11 7 18
TOT 3 8 8 5 14 3 0 12 8 8 33 36 69
TOT 15 12 12 8 21 10 1 18 23 9 72 57 129

Da un foglio di raccolta dati è molto complesso ricavare in maniera


immediata delle informazioni

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Esempio rappresentazione grafica

Andamento temporale dei difetti

35
31 32
30
27
N° di difetti

25
20 20 19
15
10
5
0
Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì
Giorno

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Esempio rappresentazione grafica

Difetti per tipologia

60 56

50 41
40
N° difetti

32
30
20
10
0
A B C
Tipologia di difetto

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STRUMENTO n.2
Istogramma
Ora
prelievo Lun Mar Mer Gio Ven Sab Lun Mar Mer Gio Ven Sab
8.00 94 97 92 94 106 108 95 98 111 85 109 110
9.00 109 118 92 100 109 92 105 111 96 110 108 97
10.00 105 97 101 102 93 99 97 109 95 96 103 88
11.00 86 96 93 93 94 92 108 99 95 91 88 96
12.00 93 103 95 99 101 80 98 101 106 95 103 83
13.00 111 100 90 98 110 85 111 109 104 97 115 93
14.00 109 92 108 89 103 95 91 99 95 93 105 97
15.00 102 99 86 96 110 92 94 99 87 114 100 102
16.00 99 115 84 89 110 85 93 101 84 89 113 91
17.00 93 104 84 86 109 99 100 94 94 91 113 109
Misurazione quantità di liquido contenuto nelle bottiglie
di una linea di imbottigliamento, rilevato con 10 controlli
giornalieri per 12 giorni

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Istogramma: conclusione
A COSA SERVE
A fotografare la dispersione di un processo
Ci aiuta a capire la variabilità di un fenomeno
COME SI APPLICA
Bisogna raccogliere i dati in condizioni omogenee
Bisogna rappresentare graficamente i dati rispettando le regole sui
numeri di barre
Nell’interpretazione, basarsi sui modelli di riferimento per le forme
anomale
DOVE SI APPLICA
Nel tenere sotto controllo la dispersione delle variabili più importanti
QUANDO SI APPLICA
Subito dopo la raccolta dati per dare un indirizzo all’analisi delle
cause
ERRORI DA EVITARE
Accontentarsi di pochi dati
Considerare l’istogramma come uno strumento solo di
rappresentazione e non di analisi
Confondere l’istogramma con il diagramma di Pareto

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STRUMENTO n.3
Diagramma causa-effetto
EFFETTO: è un risultato non atteso (problema) o atteso
(obiettivo) – (es. ridurre la difettosita di una macchina da 2%
a 1 % significa portare un effetto 2% ad un effetto 1%)
• CAUSA: sono gli elementi/fattori che determinano l’effetto
(2% o 1%)
Il diagramma Causa-Effetto o di Ishikawa (dal
nome del suo inventore) consente di
correlare in modo sistematico i legami fra
l'effetto e le cause ad esso associate.

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Costruzione del diagramma causa effetto
FASE 1
Scegliere il problema da analizzare
- Ben conosciuto
- Ben definito
- Ben circoscritto

FASE 2
Per la ricerca delle cause che influenzano l’effetto
possono essere seguite tre diverse modalità:
1. Metodo della classificazione delle cause
2. Metodo per fasi di processo
3. Metodo per elencazione della cause

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Diagramma causa effetto per
classificazione delle cause
Scrivere il problema in un rettangolo a destra del
foglio
Tracciare una linea dal rettangolo verso sinistra,
Individuare alcune categorie di cause, in genere
4M, ma anche diversi:
- Men (uomini)
- Methods (metodi)
- Machines (macchine)
- Materials (materiali)
Scrivere queste categorie in altrettanti rettangoli al
di sopra ed al di sotto della linea
I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (28)
Diagramma causa effetto per
classificazione delle cause
OPERATORI MACCHINA

VARIAZIONE
DIMENSIONAL
E

PARTI E METODO
MATERIALI

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Diagramma causa effetto per classificazione delle cause
OPERATO MACCHIN Stabilità
Fatica
RI A
Salute Funzionamento
Concentrazione Pezzo
Malattia Parte Bilanciamento
Addestramento Spirito Abrasione
Formazione
Ispezione Utensili
Attenzione
Abilità
Metodo Deformazione
Esperienza VARIAZIONE
DIMENSIONALE
Profilo
Componente Posizione
Forma
Grado di
Diametro fissaggio Fissaggio
Qualità Dimensione Angolo
del materiale Posizionamento Procedura
Stoccaggio
Ordine Lavoro
PARTI E METODO
Velocità
MATERIALI

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Diagramma causa effetto per fasi di
processo
Identificare le cause consecutive del processo ed
usare, ad esempio uno schema a blocchi

Poiché l'effetto (problema) può verificarsi nel


corso di tutto il processo, occorre analizzare
una per una le fasi per ricercare le cause dell'effetto

Per ogni fase indicare le possibili cause

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Diagramma causa effetto per fasi di
processo

SCELTA SCELTA PREPARAZ. SCELTA BUONA


RICETTA INGREDIENTI TORTA RECIPIENTE COTTURA RAFFREDD. TORTA DI
MELE

I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (32)


Diagramma causa effetto per fasi di
processo

QUALITA' PREPARAZIONE
MELE TEMPO

TEMPO PER DIMENSIONE TEMPO


PREPARAZIONE TEMPERATURA

SCELTA SCELTA PREPARAZ. SCELTA BUONA


RICETTA INGREDIENTI TORTA RECIPIENTE COTTURA RAFFED. TORTA DI
MELE

PREPARAZIONE
DIFFICOLTA' PASTA MATERIALE
REPERIBILITA'
AMBIENTE
INGREDIENTI
FORNO
QUANTITA'

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Diagramma causa effetto per fasi di processo
QUALITA' PREPARAZIONE
trattamento MELE UNIONE
tipo
taglio PASTA/MELE
farina burro
a strati
mature spessore mescolati
uova
mele lavaggio
TEMPO
dimensioni freschezza buccia
sale
TEMPO PER latte asportata DIMENSIONI TEMPO
TEMPERAT.
PREPARAZIONE zucchero

SCELTA SCELTA PREPARAZ. SCELTA BUONA


RICETTA INGREDIENTI TORTA RECIPIENTE COTTURA RAFFED. TORTA DI
MELE

uova
FORMA temperatura
DIFFICOLTA' latte
successione MATERIALE a gas
sale ingredienti umidità
REPERIB. tempo
farina lavorazione tipo
INGREDIENTI
zucchero burro lavorazione
mele elettrico AMBIENTE
forza
PREPARAZIONE FORNO
velocità
QUANTITA' PASTA
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Diagramma causa effetto per
elencazione delle cause

Elencare tutte le possibili cause in modo disordinato come


vengono espresse dalle persone

Mettere in modo ben visibile l'elenco

Sollecitare il brainstorming

Strutturare le cause in modo da evitare le reciproche


relazioni in uno dei precedenti diagrammi

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Analisi del diagramma

Individuare le cause più probabili nel diagramma e


circolarle.
L'individuazione può avvenire sulla scorta di
valutazioni critiche, sia attraverso dati storici,
esperienze, etc.
Qualora non si disponga dei dati suddetti, la
discussione si conclude con una votazione.
Le cause più probabili devono essere 3 - 4,
comunque mai più di 10.

I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (36)


Analisi del diagramma
Fra le cause probabili selezionare le più importanti
valutando l'effetto ottenibile rimuovendo la causa.

Organizzare le cause in ordine decrescente inserendo un


numero a partire da 1 nel circolo.

Stabilire un piano di verifiche per i punti 1, 2, 3 etc.

Misurare l'effetto della causa e se si rileva un significativo


miglioramento, concentrarsi su questa causa.

Se si rileva che la causa 1 non è influente passare alla 2 e


così via.

I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (37)


Impiego del diagramma Causa-Effetto
per risolvere i problemi
Sintesi
Individuare l'effetto (problema) che si vuole analizzare
Scegliere, in base al problema, il sistema più adatto per la
costruzione del diagramma e della sua rappresentazione grafica
Costruire il diagramma
Selezionare le cause più probabili e catalogarle in ordine di
importanza
Eseguire prove, indagini per verificare la validità delle cause
identificate
Definire le azioni necessarie per eliminare o ridurre le cause
riconosciute più importanti

I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (38)


Vantaggi del diagramma causa-effetto
Sviluppare il confronto fra le persone mettendo in comune
le idee
Guidare la discussione in modo organico e non dispersivo
Memorizzare le esperienze acquisite e formare la
base di partenza per un successivo miglioramento
dello stesso problema
Analizzare in modo approfondito e dettagliato il problema
Usare il diagramma in senso positivo per stimolare,
sulla scorta dei risultati, la diffusione di questo semplice
metodo

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STRUMENTO n.4
Diagramma di Pareto
Permette di individuare le cause principali che
determinano il verificarsi del problema
Quando ci sono molti elementi di cui si vuole valutare
l'importanza.
Intitolato all'economista Vilfredo Pareto, che nel 1897 dimostrò
che in una regione italiana solo poche persone possedevano
gran parte della ricchezza di tutta la regione.
Per analogia in qualunque sistema sono pochi gli elementi
rilevanti ai fini del comportamento del sistema. Tutti gli altri "fanno
numero".

I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (40)


Legge 80/20

Il principio è lo stesso della cosiddetta "legge 80/20", :


con il 20% dei prodotti di un'azienda manifatturiera
multiprodotto si realizza l'80% del fatturato, il 20% dei
componenti di un prodotto costituisce l'80% del suo
valore, il 20% del tempo produce l'80% dei risultati
dell'intera giornata di lavoro.
Sono possibili altre variazioni: il 20% dei clienti produce l'80% del
fatturato, il 20% dei venditori procura l'80% dei nuovi clienti, il 20%
delle persone fa l'80% delle assenze

I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (41)


Come preparare un diagramma di
Pareto
FASI
1. Decidere come classificare i dati (es.
classificare i prodotti difettosi per tipo di
difetto)
2. Scegliere il periodo di osservazione del
fenomeno (es. 4 mesi di produzione)
3. Rilevare i dati ed ordinarli (predisporre il
foglio di raccolta dati e raccogliere i dati)

I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (42)


Come preparare un diagramma di
Pareto
Predisporre il foglio di raccolta dati e raccogliere i dati

Difetti GEN FEB MAR APR TOT


guarnizione rotta 1 1 1 2 5
pezzi mancanti 4 6 8 4 22
pezzi sbagliati 44 26 33 44 147
montaggio errato 5 10 6 13 34
superficie rugosa 7 0 5 4 16
rivestimento graffiato 27 45 29 11 112
componente A difettoso 1 1 0 1 3
componente B difettoso 1 2 1 2 6
componente C difettoso 1 0 1 2 4
componente D difettoso 1 0 0 0 1
Totale 92 91 84 83 350

I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (43)


Come preparare un diagramma di Pareto
400

100%

300
83,70%
74%

50%
200

147
112
100

25%

34
22 19
16
0
rivestimen
pezzi to montaggi pezzi superficie Altre
sbagliati graffiato o errato mancanti rugosa cause

I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (44)


Interpretare il diagramma di Pareto

Dall’analisi della curva cumulata si evidenzia come 3 delle 10 tipologie


di difetti rappresentano 83,7% del totale dei difetti (legge 80-20)
Per cui risultano critiche le prime tre categorie ma è sempre
consigliabile ripetere tale diagramma prendendo in considerazione
aspetti di costo, ad esempio se moltiplichiamo il n° del ripetersi del
singolo difetto per il costo del singolo difetto potremmo scoprire
che le priorità di intervento sono diverse.
Quindi dopo aver individuato le difettosità più critiche provvedere a:
• ad individuare le principali cause (es. utilizzando il diagramma
causa-effetto)
• pianificare ed attuare degli interventi di miglioramento.
• ripetere l’inero iter per verificare se gli interventi hanno portato o
meno i miglioramenti desiderati.

I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (45)


Diagramma di Pareto: conclusione
A COSA SERVE
Ad evidenziare le priorità
A facilitare la presa di decisioni
COME SI APPLICA
Rappresentando graficamente le priorità dei dati
Rappresentando la stratificazione più significativa
QUANDO SI APPLICA
Se non emergono priorità evidenti
ERRORI DA EVITARE
Proseguire il progetto su molti fronti in parallelo
Dimenticare l’analisi di Pareto per costi
Far finta di non aver costruito il diagramma di
Pareto continuando a seguire le proprie
convinzioni più che i dati
I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (46)
STRUMENTO n.5
Stratificazione
Suddividere i dati raccolti in gruppi caratterizzati da fattori omogenei
che, si ritiene, possano influenzare in qualche misura i dati stessi

Tempo: raggruppamento per periodi di tempo (turno, giorno,


settimana , mese, stagione, ecc.)
Operatori: raggruppamento a seconda dell’anzianità, esperienza,
sesso, età, addestramento, ecc.
Macchina / attrezzatura: modello, tipo, età, tecnologia, utensile, ecc.
Materiale: fornitore, composizione, consegna, ecc.
Metodo di controllo/misura: tipo di apparecchiatura/strumento di
controllo, ispettore, addetto alle analisi, ecc.

I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (47)


Come si stratifica
Definire il fenomeno o la caratteristica da analizzare
Rappresentare i dati relativi al fenomeno o alla
caratteristica, complessivamente
Identificare i fattori di stratificazione che si ritengono
più adeguati
Classificare i dati esistenti in gruppi omogenei
secondo fattori di stratificazione prescelti (oppure
eseguire una nuova raccolta dati stratificata)
Rappresentare graficamente ciascun gruppo
omogeneo di dati
Confrontare i gruppi omogenei di dati all’interno di
ciascun fattore di stratificazione, controllando se si
rilevano differenze significative.

I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (48)


Stratificazione: conclusione
A COSA SERVE
Ad inquadrare un fenomeno da più punti di vista
COME SI APPLICA
Bisogna effettuare un brainstorming dei possibili fattori di
stratificazione prima di impostare la raccolta dati
Considerare sempre tutti i fattori di stratificazione
DOVE SI APPLICA
Nell’impostazione della raccolta dati
Nell’analisi e rappresentazione dei dati mediante diagrammi di
Pareto, istogrammi e diagrammi di correlazione
QUANDO SI APPLICA
Sempre alla fine della raccolta dati
ERRORI DA EVITARE
Confondere i fattori di stratificazione con le singole voci di raccolta
dati
Impostare raccolte dati che mescolano i fattori di stratificazione
Dimenticare qualche voce di stratificazione

I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (49)


STRUMENTO n.6
Diagramma di correlazione
Conoscere se:

• esiste una relazione fra due variabili o meglio tra


un effetto e la probabile causa;

• il tipo di relazione che le lega

I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (50)


Alcuni esempi del diagramma di
correlazione
Correlazione altezza - peso delle persone

105

95
Pe so (Kg)

85
75

65

55
155 160 165 170 175 180 185 190 195
Altezza (cm)

I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (51)


Alcuni esempi del diagramma di
correlazione
Correlazione temperatura cella frigo - tempo
conservazione degli alimenti

105
Temperatura cella

95
85
frigo

75
65
55
155 160 165 170 175 180 185 190 195

Giorni di conservazione

I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (52)


Costruzione del diagramma di
correlazione
1. Raccolta dati

2. Rappresentazione dei dati

3. Interpretazione

4. Misura della correlazione

I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (53)


Costruzione del diagramma di correlazione
Per la costruzione di un diagramma di correlazione sono necessarie almeno 20
coppie di dati

VELOCITA' DI ROTAZIONE VELOCITA' DI ROTAZIONE


n° DELLA MACCHINA MISURAZIONE DEL TAGLIO n° DELLA MACCHINA MISURAZIONE DEL TAGLIO
1 1,10 1,40 26 1,45 2,15
2 1,25 1,70 27 1,35 1,70
3 1,05 1,85 28 1,15 2,00
4 1,60 2,05 29 1,05 1,85
5 1,05 1,30 30 1,20 1,40
6 1,55 2,30 31 1,35 2,10
7 1,75 1,75 32 1,00 1,35
8 1,40 2,00 33 1,60 2,10
9 1,30 1,30 34 1,40 1,30
10 1,30 1,90 35 1,60 1,60
11 1,15 1,20 36 1,50 1,85
12 1,70 1,90 37 1,45 2,20
13 1,60 1,95 38 1,20 1,60
14 1,85 2,10 39 1,80 1,90
15 1,40 2,00 40 1,35 1,80
16 1,50 1,50 41 1,65 1,90
17 1,60 2,30 42 1,05 1,70
18 1,80 1,90 43 1,30 1,50
19 1,10 1,60 44 1,30 2,30
20 1,60 1,75 45 1,45 1,55
21 1,85 2,40 46 1,45 1,80
22 1,70 2,30 47 1,20 1,55
23 1,30 1,40 48 1,90 1,90
24 1,40 1,50 49 1,30 1,70
25 1,55 1,90 50 1,65 1,70

I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (54)


Misura della correlazione
Meridiana Orizzontale (in maniera che metà punti siano al di sopra e metà al di sotto) e
Meridiana Verticale (in maniera che metà punti siano a destra e metà a sinistra).

Correlazione velocità rotazione- misurazione taglio

2,60

2,40
m isurazione del taglio (cm .)

2,20

2,00

1,80

1,60

1,40

1,20

1,00
0,80 1,00 1,20 1,40 1,60 1,80 2,00

velocità di rotazione della macchina (giriX1000)

I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (55)


Misura della correlazione
Contare quali dei quadranti contrapposti contano la maggior parte dei punti

Correlazione velocità rotazione- misurazione taglio

2,60
II = 7 I = 17
2,40
m isurazione del taglio (cm .)

2,20

2,00

1,80

1,60

1,40

1,20
III = III = 9
1,00
0,80
17 1,00 1,20 1,40 1,60 1,80 2,00

velocità di rotazione della macchina (giriX1000)

I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (56)


Misura della correlazione
Si evince che i quadranti contrapposti sono il I e III per cui si costruiscono le mediane
sugli stessi

Correlazione velocità rotazione- misurazione taglio

2,60
II = 7 I = 17
2,40
m isurazione del taglio (cm .)

2,20

2,00

1,80

1,60

1,40

1,20
III = III = 9
1,00
0,80
17 1,00 1,20 1,40 1,60 1,80 2,00

velocità di rotazione della macchina (giriX1000)

I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (57)


Misura della correlazione
Si uniscono i punti tramite una retta che si chiama “RETTA DI
REGRESSIONE”
Correlazione velocità rotazione- misurazione taglio

2,60
II = 7 I = 17
2,40
m isurazione del taglio (cm .)

2,20

2,00

1,80

1,60

1,40

1,20
III = III = 9
1,00
0,80
17 1,00 1,20 1,40 1,60 1,80 2,00

velocità di rotazione della macchina (giriX1000)

I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (58)


Misura della correlazione

La RETTA DI REGRESSIONE è la retta che permette di capire,


con approssimazione, di individuare il valore di Y
(misurazione del taglio) dato un certo valore di X (velocità
di rotazione della macchina) e viceversa.

Tenere presente che questo è un sistema indicativo in quanto


risultano naturalmente disponibili delle apposite formule
matematiche per il calcolo dell’indice di correlazione

I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (59)


Diagramma di correlazione: conclusione
A COSA SERVE
A verificare cause reali, individuare e misurare i legami esistenti tra
due variabili.
COME SI APPLICA
Bisogna definire con chiarezza le variabili
Bisogna sempre ricordare che lo studio delle relazioni esistenti tra le
variabili costituisce la base della comprensione dei problemi
Raccogliere i dati in condizioni omogenee
DOVE SI APPLICA
Nella verifica di cause a valle del diagramma causa-effetto: da
cause probabili a cause vere
Nello studio delle interazioni tra cause e effetti
QUANDO SI APPLICA
Dopo l’analisi causa - effetto
ERRORI DA EVITARE
Trarre conclusioni sulla base di pochi dati
Dimenticarsi di utilizzare questo strumenti nelle verifica delle cause
probabili

I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (60)


STRUMENTO n.7
Carte di controllo
SCOPO: Individuare la variabilità di un fenomeno nel tempo
Seguire l’evoluzione di una certa caratteristica e valutare se
il processo è sotto controllo

Il concetto di variabilità di un processo definisce la sua


capacità di dare un risultato (ouptut) costante (o con
variazioni minime) nel tempo.

I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (61)


Esempio variabilità
Esaminiamo graficamente i dati derivanti da un processo di
riempimento di flaconi con liquido medicinale

n° Valre (cc) n° Valre (cc) n° Valre (cc) n° Valre (cc)


1 94 6 111 11 97 16 94
2 109 7 109 12 99 17 100
3 105 8 102 13 103 18 101
4 85 9 92 14 105 19 109
5 93 10 93 15 112 20 110

Valre (cc)

120
110
100
90 Flaconi
80
1 3 5 7 9 11 13 15 17 19

I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (62)


Cause della variabilità di un processo

1. Cause comuni (o normali): sono insite nella variabilità di un


processo, insorgono casualmente durante il normale svolgimento
dello stesso e ne determinano la fluttuazione naturale all’interno di un
intervallo (es. variazione intrinseca dei materiali lavorati, vibrazioni
delle macchine, ecc.)
2. Cause speciali: sono tutte quelle che determinano variabilità
indesiderate o anomale rispetto al naturale svolgimento del processo
(es. utilizzo utensile sbagliato, errore di un operatore, strumento di
misura mal funzionante, ecc.)

Un processo si definisce sotto controllo statistico


quando la sua variabilità è dovuta solo a cause
comuni.

I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (63)


Le carte di controllo
La carta di controllo costituisce un metodo grafico per valutare se un
processo è in stato di controllo quindi si usa quando si vuole
analizzare un processo

Le carte di controllo possono dividersi in:


carte di controllo per variabili: quando è possibile misurare
quantitativamente un attributo del prodotto;
carte di controllo per attributi: quando non è possibile effettuare una
misurazione poiché siamo in presenza di una caratteristica qualitativa del
prodotto.
Tipo di Dati Tipo di Carta Parametro del processo sotto
controllo
x medio media
R dispersione
Variabili
s dispersione
X valori individuali
p frazione di non conformi
np numero di non conformi
Attributi c numero di non conformità
u numero di non conformità
per unità

I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (64)


Esempio di carta di controllo

UCL

CL

LCL

I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (65)


Carta di controllo: conclusione
A COSA SERVE
A individuare la variabilità di un fenomeno nel tempo.
COME SI APPLICA
Bisogna essere rigorosi nel seguire le indicazioni di utilizzo
Considerarla anche un efficace strumento di gestione a vista di dati
importanti che restano costantemente sotto controllo
DOVE SI APPLICA
Nella fase di monitoraggio dei livelli di qualità di diverse attività
QUANDO SI APPLICA
Subito dopo la raccolta dati per rappresentare in modo chiaro i dati
stessi
Il più possibile ravvicinata nel tempo rispetto all’attività che si vuole
monitorare
ERRORI DA EVITARE
Stancarsi do un po’ di tempo di registrare i dati
Confondere le carte con le semplici registrazioni dei dati nel tempo
Non modificare i limiti di controllo al variare della configurazione
del sistema

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