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Qualità Qualità Grado con cui un insieme di caratteristiche intrinseche soddisfa i requisiti Requisito Esigenza o
Qualità
Qualità
Grado con cui un insieme di caratteristiche
intrinseche soddisfa i requisiti
Requisito
Esigenza o aspettativa che può essere
espressa, “generalmente implicita” o
cogente.
I sette strumenti statistici
rev. 28/02/07
(1)
Controllo Qualità (CQ) Nasce controllo Qualità (CQ) L’obiettivo dichiarato di questo approccio alla Qualità è in
Controllo Qualità (CQ)
Nasce controllo Qualità (CQ)
L’obiettivo dichiarato di questo approccio alla Qualità è in ultima
analisi quello di impedire (o limitare) che prodotti difettosi vengano
consegnati ai clienti.
Uso massiccio dei controlli volti soprattutto alla verifica delle
caratteristiche dei prodotti in uscita (collaudo al 100%)
Ricorso a tecniche statistiche per stabilire le migliori strategie per
potere dedurre la qualità di in un lotto dall’esame di un numero
ristretto di campioni (campionamento statistico) senza
necessariamente entrare nello specifico dei problemi.
I sette strumenti statistici
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(2)
Controllo Qualità (CQ) Campionamento statistico Produttore: Abbiamo prodotto un lotto di 10.000 lampadine che sono pronte
Controllo Qualità (CQ)
Campionamento statistico
Produttore: Abbiamo prodotto un lotto di 10.000 lampadine che
sono pronte per essere spedite al cliente.
Devo decidere se spedire o no il lotto
Cliente:
Un lotto di 10.000 lampadine è arrivato in magazzino.
Devo decidere se accettare o no il lotto
Campionamento statistico
Livello di Qualità Accettabile (LQA)
(in inglese AQL, Acceptable Quality Level)
E’ il livello di qualità (% non conforme o non conformità per 100 unità) che
si ritiene soddisfacente accettare. (Normalmente è oggetto di negoziazione
fra produttore e cliente e fa parte delle clausole contrattuali)
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(3)
Controllo Qualità (CQ) Campionamento statistico: I LIMITI Posto un LQA dello 0.1% (99.9% ok), è stato
Controllo Qualità (CQ)
Campionamento statistico: I LIMITI
Posto un LQA dello 0.1% (99.9% ok), è stato stimato che negli USA:
2.000 assegni bancari all’ora sarebbero accreditati su c.c. sbagliati
12 neonati al giorno verrebbero affidati a genitori sbagliati
268.500 pneumatici difettosi sarebbero venduti in un anno
Il cosiddetto livello di qualità accettabile (LQA ), altro non è che
l’autorizzazione mediante la quale un cliente si dichiara
disposto a comprare anche prodotti difettosi purché in quantità
non superiore ad una certa percentuale prestabilita del totale
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(4)
Verso il Controllo Statistico del processo Processo 100 100 100 100 90 A B C C.Q.
Verso il Controllo Statistico del processo
Processo
100
100 100
100
90
A
B
C
C.Q.
buoni
10
scarti
100
100
90
90
A
90
C.Q.
B
C
buoni
buoni
buoni
10
scarti
Il processo più vantaggioso è il 2° perché a parità di resa finale mi
consente di non lavorare gli scarti generati dallo step A.
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(5)
Verso il Controllo Statistico del processo Un primo passo per migliorare le cose consiste quindi nel
Verso il Controllo Statistico del processo
Un primo passo per migliorare le cose consiste quindi nel
distribuire i controlli lungo la linea di produzione in modo da
individuare eventuali deviazioni delle caratteristiche del prodotto
il più precocemente possibile
AUTOCONTROLLO
Implica la necessità di affidare all’operatore alcune funzioni di
“controllo”.
All’operatore si richiedono:
capacità tecniche aggiuntive
responsabilità
consapevolezza
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(6)
Gli obiettivi del controllo statistico I metodi statistici giocano un ruolo fondamentale nel miglioramento della qualità,
Gli obiettivi del controllo statistico
I metodi statistici giocano un ruolo
fondamentale nel miglioramento della qualità,
poiché rappresentano i principali strumenti
quantitativi attraverso i quali un bene o un
servizio prodotto può essere analizzato,
verificato e valutato in maniera che le
informazioni così raccolte siano finalizzate al
controllo ed al miglioramento del processo
produttivo.
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(7)
I 7 strumenti statistici • Raccolta dati • Istogramma • Diagramma causa – effetto • Diagramma
I 7 strumenti statistici
• Raccolta dati
• Istogramma
• Diagramma causa – effetto
• Diagramma di Pareto
• Stratificazione
• Diagramma di correlazione
• Carte di controllo
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(8)
Precondizioni per l’utilizzo dei 7 strumenti 1. Domandarsi sempre perché è successo e mai chi è
Precondizioni per l’utilizzo dei 7
strumenti
1.
Domandarsi sempre perché è successo e mai chi è stato
2.
Ricercare scrupolosamente la causa primaria senza
fermarsi alla prima risposta soddisfacente
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(9)
I Dati Ogni tipo di misura o caratteristica, che serve a meglio comprendere un fatto, un
I Dati
Ogni tipo di misura o caratteristica,
che serve a meglio
comprendere un fatto, un
problema, un avvenimento,
può essere considerato un
dato
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(10)
I passi per la gestitone dei dati LA RACCOLTA Metodi adeguatI Precisione Chiarezza dello scopo del
I passi per la gestitone dei dati
LA RACCOLTA
Metodi adeguatI
Precisione
Chiarezza dello scopo del dato
Attenzione
nella fase di trascrizione
Attenzione ai dati “falsi”
Rappresentatività del campione
IL TRATTAMENTO
Raggruppamento in classi
Suddivisione per gruppo omogenei
Rappresentazione grafica
L’ANALISI
Estrazione del massimo numero di informazioni dai dati
stessi,
Necessità di altre raccolte dati,
Definizione di ipotesi e di contromisure.
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(11)
Tipi di dati • DATI MISURATI • (tempo, n. di eventi) • DATI RELATIVI AD ATTRIBUTI
Tipi di dati
DATI MISURATI
(tempo, n. di eventi)
DATI RELATIVI AD ATTRIBUTI
(n. errori)
DATI DI PRIORITA'
(Si/No, libero/occupato, buono/cattivo)
DATI SU GIUDIZI DI MERITO
(ottimo - buono - suffic. , A-B-C)
DATI DI SEQUENZA
(primo - secondo - terzo - etc.)
DATI SU SCALA PUNTEGGI
(1 punto, 2 punti, 3 punti ect.)
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(12)
STRUMENTO n.1 Foglio per la raccolta dei dati 1. Definire l’obiettivo della raccolta dati 2. Prevedere
STRUMENTO n.1
Foglio per la raccolta dei dati
1. Definire l’obiettivo della raccolta dati
2.
Prevedere le esigenze di stratificazione
successive
3.
Progettare il foglio di raccolta dati in modo
da:
-
avere la certezza di raccogliere tutte le
informazioni
-
semplificare la raccolta dei dati
-
semplificare la gestione successiva dei
dati
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(13)
ESEMPIO Foglio raccolta dati per dati numerabili Reparto Prodotto N° pezzi ispezionati Fase N° totale pezzi
ESEMPIO Foglio raccolta dati per dati
numerabili
Reparto
Prodotto
N° pezzi
ispezionati
Fase
N° totale pezzi
N° lotto
Specifiche di rif.
Note:
Turno
Data:
Operatore
Firma
Data
01/05/04
02/05/04
03/05/04
04/05/04
05/05/04
TOTALE
Difetto
Lampada fulminata
Lampada sporca
Cavo interrotto
5
4
0
1
1
11
5
4
5
5
1
20
1
0
0
1
0
2
Cavo invertito
0
0
0
0
1
1
Totale
11 8
5
7
3
34
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(14)
ESEMPIO Foglio di raccolta per dati misurabili Reparto Prodotto N° pezzi ispezionati Fase N° totale pezzi
ESEMPIO Foglio di raccolta per dati
misurabili
Reparto
Prodotto
N° pezzi
ispezionati
Fase
N° totale pezzi
N° lotto
Specifiche di rif.
Note:
Turno
Data:
Operatore
Firma:
Quantit
Dimensioni
à
30
Intervallo specifiche
25
20
\\
15
\
\\\
\\
\\\\\
10
\\\\
\\\\
\\\\
\\\\
\\\\\
5
I III
\\\\
\\\\
\\\\
\\\\
\\\\\
\\\
\\\\
\\\\
\
Ø (mm)
7,1
7,2
7,3
7,4
7,5
7,6
7,7
7,8
7,9
8,00
8,01
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(15)
ESEMPIO Foglio di raccolta dati per posizione o concentrazione Reparto N° pezzi ispezionati Fase N° totale
ESEMPIO Foglio di raccolta dati per
posizione o concentrazione
Reparto
N° pezzi ispezionati
Fase
N° totale pezzi
Prodotto
N° lotto
Specifiche di rif.
Note:
Turno
Data:
Operatore
Firma::
= BOLLE
= GRAFFI
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(16)
ESEMPIO Foglio di sintesi Reparto N° pezzi ispezionati Fase N° totale pezzi Prodotto N° lotto Specifiche
ESEMPIO Foglio di sintesi
Reparto
N° pezzi ispezionati
Fase
N° totale pezzi
Prodotto
N° lotto
Specifiche di rif.
Note:
Turno
Data:
Operatore
Firma:
LINE
Lunedì
Martedì
Mercoledì
Giovedì
Venerdì
TOTALE
A
DIFETT
O
1T
2T
1T
2T
1T
2T
1T
2T
1T
2T
1T
2T
TOT
A
7
4
4
1
0
0
0
0
0
0
11
5
16
1
B
4
0
0
1
0
0
0
0
0
0
4
1
5
C
1
0
0
1
0
0
0
0
0
0
1
1
2
TOT
12 4
4
3
0
0
0
0
0
0
16
7
23
A
1
4
4
2
0
0
0
0
0
0
5
6
11
B
1
0
0
1
0
0
0
0
0
0
1
1
2
2
C
1
4
4
2
0
0
0
0
0
0
5
6
11
TOT
3
8
8
5
0
0
0
0
0
0
11
13
24
TOT
15 12
12
8
0
0
0
0
0
0
54
40
94
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(17)
ESEMPIO Foglio impostato come lista di controllo Reparto N° pezzi ispezionati Turno Fase N° totale pezzi
ESEMPIO Foglio impostato come lista di controllo
Reparto
N° pezzi ispezionati
Turno
Fase
N° totale pezzi
Data:
Prodotto
N° lotto
Specifiche di rif.
Note:
Operatore
Firma:
1.
Funzionalità di base
Si
No
NOTE
Scarico sequenza completa
Scarico sequenza incompleta
Scarico sequenza con uno o
entrambi i sedili cannibalizzati
2.
Funzionalità di comunicazione
con il gestionale ISRI
Si
No
Richiamo EAI (Evento
Assemblaggio terminato ed
Immagazzinamento)
Richiamo ESM (Evento Stoccaggio
a Magazzino)
Richiamo ESM (Evento Avvio
Scarico a Magazzino)
Richiamo EPBPM (Evento
Preparazione Bilancella Prelievo
Magazzino)
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(18)
Test funzionali
Foglio raccolta dati: conclusione A COSA SERVE Ad inquadrare un fenomeno A parlare basandosi su dati
Foglio raccolta dati: conclusione
A COSA SERVE
Ad inquadrare un fenomeno
A parlare basandosi su dati oggettivi e non sensazioni
COME SI APPLICA
E’ necessario aver ben chiari gli obiettivi della raccolta dati
Va costruito in funzione di questi obiettivi
Deve risultare semplice e chiaro
Vanno precisate modalità e durata della raccolta dati
QUANDO SI APPLICA
Sempre
all’avvio di un progetto
Sempre anche alla fine per verificare i risultati
ERRORI DA EVITARE
Pretendere di sapere già a priori il peso del problema
Perdersi in dettagli se non si ha ben chiaro l’insieme
Non confrontare i dati raccolti con i dati storici disponibili
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(19)
Rappresentazione grafica dei dati Per facilitare la lettura di dati rilevati attraverso la loro registrazione su
Rappresentazione grafica dei dati
Per facilitare la lettura di dati rilevati attraverso la
loro registrazione su appositi fogli di raccolta
dati (insieme di numeri), si passa alla
rappresentazione grafica che dà a colpo
d’occhio alcune informazioni
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(20)
Esempio Foglio di sintesi Reparto N° pezzi ispezionati Fase N° totale pezzi Prodotto N° lotto Specifiche
Esempio Foglio di sintesi
Reparto
N° pezzi ispezionati
Fase
N° totale pezzi
Prodotto
N° lotto
Specifiche di rif.
Note:
Turno
Data:
Operatore
Firma:
LINEA
DIFETTO
Lunedì
Martedì
Mercoledì
Giovedì
Venerdì
TOTALE
1
1T
2T
1T
2T
1T
2T
1T
2T
1T
2T
1T
2T
TOT
A
7
4
4
1
3
3
0
0
0
0
14
8
22
B
4
0
0
1
4
2
0
5
7
1
15
9
24
C
1
0
0
1
0
2
1
1
8
0
10
4
14
TOT
12
4
4
3
7
7
1
6
15
1
39
21
60
2
A
1
4
4
2
3
1
0
4
0
0 8
11
19
B
1
0
0
1
5
2
0
8
8
7
14
18
32
C
1
4
4
2
6
0
0
0
0
1
11
7 18
TOT
3
8
8
5
14
3
0
12
8
8
33
36
69
TOT
15
12
12
8
21
10
1
18 23
9
72
57
129
Da un foglio di raccolta dati è molto complesso ricavare in maniera
immediata delle informazioni
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(21)
Esempio rappresentazione grafica Andamento temporale dei difetti 35 32 31 30 27 25 20 20 19
Esempio rappresentazione grafica
Andamento temporale dei difetti
35
32
31
30
27
25
20
20
19
15
10
5
0
Lunedì
Martedì
Mercoledì
Giovedì
Venerdì
Giorno
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(22)
N° di difetti
Esempio rappresentazione grafica Difetti per tipologia 56 60 50 41 40 32 30 20 10 0
Esempio rappresentazione grafica
Difetti per tipologia
56
60
50
41
40
32
30
20
10
0
A
B
C
Tipologia di difetto
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(23)
N° difetti
STRUMENTO n.2 Istogramma Ora prelievo Lun Mar Mer Gio Ven Sab Lun Mar Mer Gio Ven
STRUMENTO n.2
Istogramma
Ora
prelievo
Lun
Mar
Mer
Gio
Ven
Sab
Lun
Mar
Mer
Gio
Ven
Sab
8.00
94 97
92 94
106
108
95
98 111
85 109
110
9.00
109
118
92 100
109
92
105 111
96
110
108
97
10.00
105
97 101
102
93
99
97 109
95
96
103
88
11.00
86
96
93
93
94
92
108 99
95
91
88
96
12.00
93
103
95
99
101
80
98 101
106
95
103
83
13.00
111 100
90
98
110
85
111 109
104
97
115
93
14.00
109
92
108
89
103
95
91
99
95
93
105
97
15.00
102
99
86
96
110
92
94
99
87
114
100
102
16.00
99 115
84
89
110
85
93 101
84
89
113
91
17.00
93 104
84
86
109
99
100 94
94
91
113
109
Misurazione quantità di liquido contenuto nelle bottiglie
di una linea di imbottigliamento, rilevato con 10 controlli
giornalieri per 12 giorni
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(24)
Istogramma: conclusione A COSA SERVE A fotografare la dispersione di un processo Ci aiuta a capire
Istogramma: conclusione
A COSA SERVE
A fotografare la dispersione di un processo
Ci aiuta a capire la variabilità di un fenomeno
COME SI APPLICA
Bisogna raccogliere i dati in condizioni omogenee
Bisogna rappresentare graficamente i dati rispettando le regole sui
numeri di barre
Nell’interpretazione, basarsi sui modelli di riferimento per le forme
anomale
DOVE SI APPLICA
Nel tenere sotto controllo la dispersione delle variabili più importanti
QUANDO SI APPLICA
Subito dopo la raccolta dati per dare un indirizzo all’analisi delle
cause
ERRORI DA EVITARE
Accontentarsi di pochi dati
Considerare l’istogramma come uno strumento solo di
rappresentazione e non di analisi
Confondere l’istogramma con il diagramma di Pareto
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(25)
STRUMENTO n.3 Diagramma causa-effetto EFFETTO: è un risultato non atteso (problema) o atteso (obiettivo) – (es.
STRUMENTO n.3
Diagramma causa-effetto
EFFETTO: è un risultato non atteso (problema) o atteso
(obiettivo) – (es. ridurre la difettosita di una macchina da 2%
a 1 % significa portare un effetto 2% ad un effetto 1%)
• CAUSA: sono gli elementi/fattori che determinano l’effetto
(2% o 1%)
Il diagramma Causa-Effetto o di Ishikawa (dal
nome del suo inventore) consente di
correlare in modo sistematico i legami fra
l'effetto e le cause ad esso associate.
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(26)
Costruzione del diagramma causa effetto FASE 1 Scegliere il problema da analizzare - Ben conosciuto -
Costruzione del diagramma causa effetto
FASE 1
Scegliere il problema da analizzare
-
Ben conosciuto
-
Ben definito
-
Ben circoscritto
FASE 2
Per
la
ricerca
delle
cause
che
influenzano
l’effetto
possono essere seguite tre diverse modalità:
1.
Metodo della classificazione delle cause
2.
Metodo per fasi di processo
3.
Metodo per elencazione della cause
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(27)
Diagramma causa effetto per classificazione delle cause Scrivere il problema in un rettangolo a destra del
Diagramma causa effetto per
classificazione delle cause
Scrivere il problema in un rettangolo a destra del
foglio
Tracciare una linea dal rettangolo verso sinistra,
Individuare alcune categorie di cause, in genere
4M, ma anche diversi:
- Men
- Methods
- Machines
- Materials
(uomini)
(metodi)
(macchine)
(materiali)
Scrivere queste categorie in altrettanti rettangoli al
di sopra ed al di sotto della linea
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(28)
Diagramma causa effetto per classificazione delle cause OPERATORI MACCHINA VARIAZIONE DIMENSIONAL E METODO PARTI E MATERIALI
Diagramma causa effetto per
classificazione delle cause
OPERATORI
MACCHINA
VARIAZIONE
DIMENSIONAL
E
METODO
PARTI E
MATERIALI
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(29)
Diagramma causa effetto per classificazione delle cause OPERATO MACCHIN Stabilità Fatica RI A Salute Funzionamento Concentrazione
Diagramma causa effetto per classificazione delle cause
OPERATO
MACCHIN
Stabilità
Fatica
RI
A
Salute
Funzionamento
Concentrazione
Pezzo
Bilanciamento
Malattia
Parte
Addestramento
Spirito
Abrasione
Formazione
Ispezione
Utensili
Attenzione
Abilità
Deformazione
Metodo
Esperienza
VARIAZIONE
DIMENSIONALE
Profilo
Componente
Posizione
Forma
Grado di
Fissaggio
Diametro
fissaggio
Qualità
del materiale
Dimensione
Angolo
Posizionamento
Procedura
Stoccaggio
Ordine
Lavoro
PARTI E
MATERIALI
METODO
Velocità
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(30)
Diagramma causa effetto per fasi di processo Identificare le cause consecutive del processo ed usare, ad
Diagramma causa effetto per fasi di
processo
Identificare le cause consecutive del processo ed
usare, ad esempio uno schema a blocchi
Poiché l'effetto (problema) può verificarsi nel
corso di tutto il processo, occorre analizzare
una per una le fasi per ricercare le cause dell'effetto
Per ogni fase indicare le possibili cause
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(31)
Diagramma causa effetto per fasi di processo BUONA SCELTA SCELTA PREPARAZ. SCELTA TORTA DI RICETTA INGREDIENTI
Diagramma causa effetto per fasi di
processo
BUONA
SCELTA
SCELTA
PREPARAZ.
SCELTA
TORTA DI
RICETTA
INGREDIENTI
TORTA
RECIPIENTE
COTTURA
RAFFREDD.
MELE
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(32)
Diagramma causa effetto per fasi di processo QUALITA' PREPARAZIONE TEMPO MELE TEMPO PER PREPARAZIONE DIMENSIONE TEMPO
Diagramma causa effetto per fasi di
processo
QUALITA'
PREPARAZIONE
TEMPO
MELE
TEMPO PER
PREPARAZIONE
DIMENSIONE
TEMPO
TEMPERATURA
BUONA
SCELTA
SCELTA
PREPARAZ.
SCELTA
COTTURA
RAFFED.
TORTA DI
RICETTA
INGREDIENTI
TORTA
RECIPIENTE
MELE
PREPARAZIONE
DIFFICOLTA'
MATERIALE
PASTA
REPERIBILITA'
AMBIENTE
INGREDIENTI
FORNO
QUANTITA'
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(33)
Diagramma causa effetto per fasi di processo QUALITA' PREPARAZIONE UNIONE trattamento MELE tipo PASTA/MELE taglio farina
Diagramma causa effetto per fasi di processo
QUALITA'
PREPARAZIONE
UNIONE
trattamento
MELE
tipo
PASTA/MELE
taglio
farina
burro
a strati
mature
spessore
mescolati
uova
mele
lavaggio
TEMPO
dimensioni
freschezza
buccia
sale
DIMENSIONI
TEMPO PER
PREPARAZIONE
latte
asportata
TEMPO
TEMPERAT.
zucchero
BUONA
SCELTA
SCELTA
PREPARAZ.
SCELTA
COTTURA
RAFFED.
TORTA DI
RICETTA
INGREDIENTI
TORTA
RECIPIENTE
MELE
uova
FORMA
temperatura
DIFFICOLTA'
latte
successione
MATERIALE
a gas
ingredienti
sale
umidità
REPERIB.
tempo
farina
lavorazione
tipo
INGREDIENTI
zucchero
burro
lavorazione
AMBIENTE
mele
elettrico
forza
PREPARAZIONE
FORNO
velocità
QUANTITA'
PASTA
I sette strumenti statistici
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(34)
Diagramma causa effetto per elencazione delle cause Elencare tutte le possibili cause in modo disordinato come
Diagramma causa effetto per
elencazione delle cause
Elencare tutte le possibili cause in modo disordinato come
vengono espresse dalle persone
Mettere in modo ben visibile l'elenco
Sollecitare il brainstorming
Strutturare le cause in modo da evitare le reciproche
relazioni in uno dei precedenti diagrammi
I sette strumenti statistici
rev. 28/02/07
(35)
Analisi del diagramma Individuare le cause più probabili nel diagramma e circolarle. L'individuazione può avvenire sulla
Analisi del diagramma
Individuare le cause più probabili nel diagramma e
circolarle.
L'individuazione
può
avvenire
sulla
scorta
di
valutazioni
critiche,
sia
attraverso
dati
storici,
esperienze, etc.
Qualora non si disponga dei
dati
suddetti,
la
discussione si conclude con una votazione.
Le cause
più
probabili
devono
essere
3
-
4,
comunque mai più di 10.
I sette strumenti statistici
rev. 28/02/07
(36)
Analisi del diagramma Fra le cause probabili selezionare le più importanti valutando l'effetto ottenibile rimuovendo la
Analisi del diagramma
Fra
le
cause
probabili
selezionare
le
più
importanti
valutando l'effetto ottenibile rimuovendo la causa.
Organizzare le cause in ordine decrescente inserendo un
numero a partire da 1 nel circolo.
Stabilire un piano di verifiche per i punti 1, 2, 3 etc.
Misurare l'effetto della causa e se si rileva un significativo
miglioramento, concentrarsi su questa causa.
Se si rileva che la causa 1 non è influente passare alla 2 e
così via.
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(37)
Impiego del diagramma Causa-Effetto per risolvere i problemi Sintesi Individuare l'effetto (problema) che si vuole analizzare
Impiego del diagramma Causa-Effetto
per risolvere i problemi
Sintesi
Individuare l'effetto (problema) che si vuole analizzare
Scegliere, in base al problema, il sistema più adatto per la
costruzione del diagramma e della sua rappresentazione grafica
Costruire il diagramma
Selezionare le cause più probabili e catalogarle in ordine di
importanza
Eseguire prove, indagini per verificare la validità delle cause
identificate
Definire le azioni necessarie per eliminare o ridurre le cause
riconosciute più importanti
I sette strumenti statistici
rev. 28/02/07
(38)
Vantaggi del diagramma causa-effetto Sviluppare il confronto fra le persone mettendo in comune le idee Guidare
Vantaggi del diagramma causa-effetto
Sviluppare il confronto fra le persone mettendo in comune
le idee
Guidare la discussione in modo organico e non dispersivo
Memorizzare
le
esperienze
acquisite
e
formare
la
base di partenza per un successivo miglioramento
dello stesso problema
Analizzare in modo approfondito e dettagliato il problema
Usare
il
diagramma
in
senso
positivo
per
stimolare,
sulla scorta dei risultati, la diffusione di questo semplice
metodo
I sette strumenti statistici
rev. 28/02/07
(39)
STRUMENTO n.4 Diagramma di Pareto Permette di individuare le cause principali che determinano il verificarsi del
STRUMENTO n.4
Diagramma di Pareto
Permette di individuare le cause principali che
determinano il verificarsi del problema
Quando ci sono
l'importanza.
molti elementi
di
cui
si
vuole
valutare
Intitolato all'economista Vilfredo Pareto, che nel 1897 dimostrò
che in una regione italiana solo poche persone possedevano
gran parte della ricchezza di tutta la regione.
Per analogia in qualunque sistema sono pochi gli elementi
rilevanti ai fini del comportamento del sistema. Tutti gli altri "fanno
numero".
I sette strumenti statistici
rev. 28/02/07
(40)
Legge 80/20 Il principio è lo stesso della cosiddetta "legge 80/20", : con il 20% dei
Legge 80/20
Il principio è lo stesso della cosiddetta "legge 80/20", :
con il 20% dei prodotti di un'azienda manifatturiera
multiprodotto si realizza l'80% del fatturato, il 20% dei
componenti di un prodotto costituisce l'80% del suo
valore, il 20% del tempo produce l'80% dei risultati
dell'intera giornata di lavoro.
Sono possibili altre variazioni: il 20% dei clienti produce l'80% del
fatturato, il 20% dei venditori procura l'80% dei nuovi clienti, il 20%
delle persone fa l'80% delle assenze
I sette strumenti statistici
rev. 28/02/07
(41)
Come preparare un diagramma di Pareto FASI 1. Decidere come classificare i dati (es. classificare i
Come preparare un diagramma di
Pareto
FASI
1. Decidere come classificare i dati (es.
classificare i prodotti difettosi per tipo di
difetto)
2. Scegliere il periodo di osservazione del
fenomeno (es. 4 mesi di produzione)
3. Rilevare i dati ed ordinarli (predisporre il
foglio di raccolta dati e raccogliere i dati)
I sette strumenti statistici
rev. 28/02/07
(42)
Come preparare un diagramma di Pareto Predisporre il foglio di raccolta dati e raccogliere i dati
Come preparare un diagramma di
Pareto
Predisporre il foglio di raccolta dati e raccogliere i dati
Difetti
GEN
FEB
MAR
APR
TOT
guarnizione rotta
pezzi mancanti
pezzi sbagliati
montaggio errato
superficie rugosa
rivestimento graffiato
componente A difettoso
componente B difettoso
componente C difettoso
componente D difettoso
Totale
1
1
1
2
5
4
6
8
4
22
44
26
33
44
147
5
10
6
13
34
7
0
5
4 16
27
45
29
11
112
1
1
0
1
3
1
2
1
2
6
1
0
1
2
4
1
0
0
0
1
92
91
84
83
350
I sette strumenti statistici
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(43)
Come preparare un diagramma di Pareto 400 100% 300 83,70% 74% 50% 200 147 112 100
Come preparare un diagramma di Pareto
400
100%
300
83,70%
74%
50%
200
147
112
100
25%
34
22
19
16
0
rivestimen
pezzi
to
montaggi
pezzi
superficie
Altre
sbagliati
graffiato
o errato
mancanti
rugosa
cause
I sette strumenti statistici
rev. 28/02/07
(44)
Interpretare il diagramma di Pareto Dall’analisi della curva cumulata si evidenzia come 3 delle 10 tipologie
Interpretare il diagramma di Pareto
Dall’analisi della curva cumulata si evidenzia come 3 delle 10 tipologie
di difetti rappresentano 83,7% del totale dei difetti (legge 80-20)
Per cui risultano critiche le prime tre categorie ma è sempre
consigliabile ripetere tale diagramma prendendo in considerazione
aspetti di costo, ad esempio se moltiplichiamo il n° del ripetersi del
singolo difetto per il costo del singolo difetto potremmo scoprire
che le priorità di intervento sono diverse.
Quindi dopo aver individuato le difettosità più critiche provvedere a:
ad individuare le principali cause (es. utilizzando il diagramma
causa-effetto)
pianificare ed attuare degli interventi di miglioramento.
ripetere l’inero iter per verificare se gli interventi hanno portato o
meno i miglioramenti desiderati.
I sette strumenti statistici
rev. 28/02/07
(45)
Diagramma di Pareto: conclusione A COSA SERVE Ad evidenziare le priorità A facilitare la presa di
Diagramma di Pareto: conclusione
A COSA SERVE
Ad evidenziare le priorità
A facilitare la presa di decisioni
COME SI APPLICA
Rappresentando graficamente le priorità dei dati
Rappresentando la stratificazione più significativa
QUANDO SI APPLICA
Se non emergono priorità evidenti
ERRORI DA EVITARE
Proseguire il progetto su molti fronti in parallelo
Dimenticare l’analisi di Pareto per costi
Far finta di non aver costruito il diagramma di
Pareto continuando a seguire le proprie
convinzioni più che i dati
I sette strumenti statistici
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(46)
STRUMENTO n.5 Stratificazione Suddividere i dati raccolti in gruppi caratterizzati da fattori omogenei che, si ritiene,
STRUMENTO n.5
Stratificazione
Suddividere i dati raccolti in gruppi caratterizzati da fattori omogenei
che, si ritiene, possano influenzare in qualche misura i dati stessi
Tempo: raggruppamento per periodi di tempo (turno, giorno,
settimana , mese, stagione, ecc.)
Operatori: raggruppamento a seconda dell’anzianità, esperienza,
sesso, età, addestramento, ecc.
Macchina / attrezzatura: modello, tipo, età, tecnologia, utensile, ecc.
Materiale: fornitore, composizione, consegna, ecc.
Metodo di controllo/misura: tipo di apparecchiatura/strumento di
controllo, ispettore, addetto alle analisi, ecc.
I sette strumenti statistici
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(47)
Come si stratifica Definire il fenomeno o la caratteristica da analizzare Rappresentare i dati relativi al
Come si stratifica
Definire il fenomeno o la caratteristica da analizzare
Rappresentare i dati relativi al fenomeno o alla
caratteristica, complessivamente
Identificare i fattori di stratificazione che si ritengono
più adeguati
Classificare i dati esistenti in gruppi omogenei
secondo fattori di stratificazione prescelti (oppure
eseguire una nuova raccolta dati stratificata)
Rappresentare graficamente ciascun gruppo
omogeneo di dati
Confrontare i gruppi omogenei di dati all’interno di
ciascun fattore di stratificazione, controllando se si
rilevano differenze significative.
I sette strumenti statistici
rev. 28/02/07
(48)
Stratificazione: conclusione A COSA SERVE Ad inquadrare un fenomeno da più punti di vista COME SI
Stratificazione: conclusione
A COSA SERVE
Ad inquadrare un fenomeno da più punti di vista
COME SI APPLICA
Bisogna effettuare un brainstorming dei possibili fattori di
stratificazione prima di impostare la raccolta dati
Considerare sempre tutti i fattori di stratificazione
DOVE SI APPLICA
Nell’impostazione della raccolta dati
Nell’analisi e rappresentazione dei dati mediante diagrammi di
Pareto, istogrammi e diagrammi di correlazione
QUANDO SI APPLICA
Sempre alla fine della raccolta dati
ERRORI DA EVITARE
Confondere i fattori di stratificazione con le singole voci di raccolta
dati
Impostare raccolte dati che mescolano i fattori di stratificazione
Dimenticare qualche voce di stratificazione
I sette strumenti statistici
rev. 28/02/07
(49)
STRUMENTO n.6 Diagramma di correlazione Conoscere se: • esiste una relazione fra due variabili o meglio
STRUMENTO n.6
Diagramma di correlazione
Conoscere se:
esiste una relazione fra due variabili o meglio tra
un effetto e la probabile causa;
il tipo di relazione che le lega
I sette strumenti statistici
rev. 28/02/07
(50)
Alcuni esempi del diagramma di correlazione Correlazione altezza - peso delle persone 105 95 85 75
Alcuni esempi del diagramma di
correlazione
Correlazione altezza - peso delle persone
105
95
85
75
65
55
155
160
165
170
175
180
185
190
195
Altezza (cm)
I sette strumenti statistici
rev. 28/02/07
(51)
Peso (Kg)
Alcuni esempi del diagramma di correlazione Correlazione temperatura cella frigo - tempo conservazione degli alimenti 105
Alcuni esempi del diagramma di
correlazione
Correlazione temperatura cella frigo - tempo
conservazione degli alimenti
105
95
85
75
65
55
155
160
165
170
175
180
185
190
195
Giorni di conservazione
I sette strumenti statistici
rev. 28/02/07
(52)
Temperatura cella
frigo
Costruzione del diagramma di correlazione 1. Raccolta dati 2. Rappresentazione dei dati 3. Interpretazione 4. Misura
Costruzione del diagramma di
correlazione
1. Raccolta dati
2.
Rappresentazione dei dati
3.
Interpretazione
4.
Misura della correlazione
I sette strumenti statistici
rev. 28/02/07
(53)
Costruzione del diagramma di correlazione Per la costruzione di un diagramma di correlazione sono necessarie almeno
Costruzione del diagramma di correlazione
Per la costruzione di un diagramma di correlazione sono necessarie almeno 20
coppie di dati
VELOCITA' DI ROTAZIONE
DELLA MACCHINA
MISURAZIONE DEL TAGLIO
VELOCITA' DI ROTAZIONE
DELLA MACCHINA
MISURAZIONE DEL TAGLIO
1
1,10
1,40
26
1,45
2,15
2
1,25
1,70
27
1,35
1,70
3
1,05
1,85
28
1,15
2,00
4
1,60
2,05
29
1,05
1,85
5
1,05
1,30
30
1,20
1,40
6
1,55
2,30
31
1,35
2,10
7
1,75
1,75
32
1,00
1,35
8
1,40
2,00
33
1,60
2,10
9
1,30
1,30
34
1,40
1,30
10
1,30
1,90
35
1,60
1,60
11
1,15
1,20
36
1,50
1,85
12
1,70
1,90
37
1,45
2,20
13
1,60
1,95
38
1,20
1,60
14
1,85
2,10
39
1,80
1,90
15
1,40
2,00
40
1,35
1,80
16
1,50
1,50
41
1,65
1,90
17
1,60
2,30
42
1,05
1,70
18
1,80
1,90
43
1,30
1,50
19
1,10
1,60
44
1,30
2,30
20
1,60
1,75
45
1,45
1,55
21
1,85
2,40
46
1,45
1,80
22
1,70
2,30
47
1,20
1,55
23
1,30
1,40
48
1,90
1,90
24
1,40
1,50
49
1,30
1,70
25
1,55
1,90
50
1,65
1,70
I sette strumenti statistici
rev. 28/02/07
(54)
Misura della correlazione Meridiana Orizzontale (in maniera che metà punti siano al di sopra e metà
Misura della correlazione
Meridiana Orizzontale (in maniera che metà punti siano al di sopra e metà al di sotto) e
Meridiana Verticale (in maniera che metà punti siano a destra e metà a sinistra).
Correlazione velocità rotazione- misurazione taglio
2,60
2,40
2,20
2,00
1,80
1,60
1,40
1,20
1,00
0,80
1,00
1,20
1,40
1,60
1,80
2,00
velocità di rotazione della macchina (giriX1000)
I sette strumenti statistici
rev. 28/02/07
(55)
misurazione del taglio (cm.)
Misura della correlazione Contare quali dei quadranti contrapposti contano la maggior parte dei punti Correlazione velocità
Misura della correlazione
Contare quali dei quadranti contrapposti contano la maggior parte dei punti
Correlazione velocità rotazione- misurazione taglio
2,60
II = 7
I = 17
2,40
2,20
2,00
1,80
1,60
1,40
1,20
III =
III = 9
1,00
17
0,80
1,00
1,20
1,40
1,60
1,80
2,00
velocità di rotazione della macchina (giriX1000)
I sette strumenti statistici
rev. 28/02/07
(56)
misurazione del taglio (cm.)
Misura della correlazione Si evince che i quadranti contrapposti sono il I e III per cui
Misura della correlazione
Si evince che i quadranti contrapposti sono il I e III per cui si costruiscono le mediane
sugli stessi
Correlazione velocità rotazione- misurazione taglio
2,60
II = 7
I = 17
2,40
2,20
2,00
1,80
1,60
1,40
1,20
III =
III = 9
1,00
17
0,80
1,00
1,20
1,40
1,60
1,80
2,00
velocità di rotazione della macchina (giriX1000)
I sette strumenti statistici
rev. 28/02/07
(57)
misurazione del taglio (cm.)
Misura della correlazione Si uniscono i punti tramite una retta che si chiama “RETTA DI REGRESSIONE”
Misura della correlazione
Si uniscono i punti tramite una retta che si chiama “RETTA DI
REGRESSIONE”
Correlazione velocità rotazione- misurazione taglio
2,60
II = 7
I = 17
2,40
2,20
2,00
1,80
1,60
1,40
1,20
III =
III = 9
1,00
17
0,80
1,00
1,20
1,40
1,60
1,80
2,00
velocità di rotazione della macchina (giriX1000)
I sette strumenti statistici
rev. 28/02/07
(58)
misurazione del taglio (cm.)
Misura della correlazione La RETTA DI REGRESSIONE è la retta che permette di capire, con approssimazione,
Misura della correlazione
La RETTA DI REGRESSIONE è la retta che permette di capire,
con approssimazione, di individuare il valore di Y
(misurazione del taglio) dato un certo valore di X (velocità
di rotazione della macchina) e viceversa.
Tenere presente che questo è un sistema indicativo in quanto
risultano naturalmente disponibili delle apposite formule
matematiche per il calcolo dell’indice di correlazione
I sette strumenti statistici
rev. 28/02/07
(59)
Diagramma di correlazione: conclusione A COSA SERVE A verificare cause reali, individuare e misurare i legami
Diagramma di correlazione: conclusione
A COSA SERVE
A verificare cause reali, individuare e misurare i legami esistenti tra
due variabili.
COME SI APPLICA
Bisogna definire con chiarezza le variabili
Bisogna sempre ricordare che lo studio delle relazioni esistenti tra le
variabili costituisce la base della comprensione dei problemi
Raccogliere i dati in condizioni omogenee
DOVE SI APPLICA
Nella verifica di cause a valle del diagramma causa-effetto: da
cause probabili a cause vere
Nello studio delle interazioni tra cause e effetti
QUANDO SI APPLICA
Dopo l’analisi causa - effetto
ERRORI DA EVITARE
Trarre conclusioni sulla base di pochi dati
Dimenticarsi di utilizzare questo strumenti nelle verifica delle cause
probabili
I sette strumenti statistici
rev. 28/02/07
(60)
STRUMENTO n.7 Carte di controllo SCOPO: Individuare la variabilità di un fenomeno nel tempo Seguire l’evoluzione
STRUMENTO n.7
Carte di controllo
SCOPO: Individuare la variabilità di un fenomeno nel tempo
Seguire l’evoluzione di una certa caratteristica e valutare se
il processo è sotto controllo
Il concetto di variabilità di un processo definisce la sua
capacità di dare un risultato (ouptut) costante (o con
variazioni minime) nel tempo.
I sette strumenti statistici
rev. 28/02/07
(61)
Esempio variabilità Esaminiamo graficamente i dati derivanti da un processo di riempimento di flaconi con liquido
Esempio variabilità
Esaminiamo graficamente i dati derivanti da un processo di
riempimento di flaconi con liquido medicinale
n° Valre (cc)
n° Valre (cc)
n° Valre (cc)
n° Valre (cc)
1
94 6
111
11
97
16
94
2
109
7
109
12
99
17
100
3
105
8
102
13
103
18
101
4
85
9
92
14
105
19
109
5
93 10
93
15
112
20
110
Valre (cc)
120
110
100
90
Flaconi
80
1
3
5
7
9
11
13
15
17
19
I sette strumenti statistici
rev. 28/02/07
(62)
Cause della variabilità di un processo 1. Cause comuni (o normali): sono insite nella variabilità di
Cause della variabilità di un processo
1.
Cause comuni (o normali): sono insite nella variabilità di un
processo, insorgono casualmente durante il normale svolgimento
dello stesso e ne determinano la fluttuazione naturale all’interno di un
intervallo (es. variazione intrinseca dei materiali lavorati, vibrazioni
delle macchine, ecc.)
2.
Cause speciali: sono tutte quelle che determinano variabilità
indesiderate o anomale rispetto al naturale svolgimento del processo
(es. utilizzo utensile sbagliato, errore di un operatore, strumento di
misura mal funzionante, ecc.)
Un processo si definisce sotto controllo statistico
quando la sua variabilità è dovuta solo a cause
comuni.
I sette strumenti statistici
rev. 28/02/07
(63)
Le carte di controllo La carta di controllo costituisce un metodo grafico per valutare se un
Le carte di controllo
La carta di controllo costituisce un metodo grafico per valutare se un
processo è in stato di controllo quindi si usa quando si vuole
analizzare un processo
Le carte di controllo possono dividersi in:
carte di controllo per variabili: quando è possibile misurare
quantitativamente un attributo del prodotto;
carte di controllo per attributi: quando non è possibile effettuare una
misurazione poiché siamo in presenza di una caratteristica qualitativa del
prodotto.
Tipo di Dati
Tipo di Carta
Parametro del processo sotto
controllo
x medio
R
Variabili
s
media
dispersione
dispersione
X
p
np
valori individuali
frazione di non conformi
numero di non conformi
Attributi
c
numero di non conformità
u
numero di non conformità
per unità
I sette strumenti statistici
rev. 28/02/07
(64)
Esempio di carta di controllo UCL CL LCL I sette strumenti statistici rev. 28/02/07 (65)
Esempio di carta di controllo
UCL
CL
LCL
I sette strumenti statistici
rev. 28/02/07
(65)
Carta di controllo: conclusione A COSA SERVE A individuare la variabilità di un fenomeno nel tempo.
Carta di controllo: conclusione
A COSA SERVE
A individuare la variabilità di un fenomeno nel tempo.
COME SI APPLICA
Bisogna essere rigorosi nel seguire le indicazioni di utilizzo
Considerarla anche un efficace strumento di gestione a vista di dati
importanti che restano costantemente sotto controllo
DOVE SI APPLICA
Nella fase di monitoraggio dei livelli di qualità di diverse attività
QUANDO SI APPLICA
Subito dopo la raccolta dati per rappresentare in modo chiaro i dati
stessi
Il più possibile ravvicinata nel tempo rispetto all’attività che si vuole
monitorare
ERRORI DA EVITARE
Stancarsi do un po’ di tempo di registrare i dati
Confondere le carte con le semplici registrazioni dei dati nel tempo
Non modificare i limiti di controllo al variare della configurazione
del sistema
I sette strumenti statistici
rev. 28/02/07
(66)

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