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per capire in quanti modi


puoi renderti felice
10 minuti
per capire in quanti modi puoi renderti felice

Dimmi a cosa giochi e ti dirò chi sei

Probabilmente da piccolo anche tu gironzolavi per casa


con le scarpe dei tuoi genitori, immaginando di prepararti
per andare a lavoro come loro, o magari indossavi la felpa
preferita di qualche fratello più grande, sentendoti subito
più forte.

Questi giochi, che secondo la maggioranza delle persone


vengono fatti per puro divertimento, in realtà aiutano
i bambini a definire la propria identità e l’immagine
di se stessi.

Tuttavia, crescendo, tutti noi subiamo dei condizionamenti


culturali, sociali e perfino ambientali: ad esempio,
difficilmente vedremo dei genitori regalare al proprio figlio
maschio una Barbie.

Chi ti credi di essere?

È quindi evidente che la nostra idea di chi siamo ci viene


soprattutto trasmessa, in maniera più o meno involontaria,
è qualcosa a cui ci adeguiamo crescendo.

Pochi di noi si sono mai chiesti: “chi sono io, veramente?”


Trovare una risposta a questa domanda è una delle sfide
più difficili per l’uomo.

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Perché abbiamo una famiglia, una casa e persino un


appartamento al mare o in montagna, eppure sentiamo
che nella nostra vita manca qualcosa?
Perché la sera, stanchi dopo tutti gli impegni della giornata,
invece di addormentarci serenamente restiamo svegli
a rimuginare per ore sulla nostra routine, immaginando
scenari diversi?

Perché restiamo sorpresi e di solito rispondiamo


in modo vago se qualcuno ci chiede quali sono
le nostre passioni e quello che ci piace fare?
Questi interrogativi accompagnano tutti noi in diversi
momenti della vita: è come se qualcosa, a prescindere
dai piccoli e grandi traguardi raggiunti negli anni,
continuasse a sfuggirci. Questo ci dimostra che capire chi
siamo è più difficile di quanto siamo abituati a pensare.

Tuttavia, queste sensazioni


non devono essere fonte
di preoccupazione: in realtà
sono tutti segnali che dentro
di noi c’è molto più di quello
che finora abbiamo visto
e mostrato agli altri!

La sfida sta nel saper


ascoltare ed esprimere
quello che veramente
proviamo.

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Prima il dovere, poi il piacere

Da piccoli capitava anche che tornassimo a casa da scuola


e pranzassimo in tutta fretta perché volevamo uscire a giocare:
il nostro unico scopo era fare ciò che più ci piaceva.

Ma a quel punto i nostri genitori erano pronti a riportarci


coi piedi per terra con la famosa frase “prima il dovere,
poi il piacere”, segnando chiaramente un confine
tra ciò che avremmo voluto fare e ciò che dovevamo fare.

In questo modo, fin dall’infanzia, impariamo che ciò a cui


vorremmo dedicarci è totalmente separato da tutto quello
che dobbiamo fare per rispondere alle aspettative altrui.

È come se in noi si creassero due identità distinte:


una che raccoglie i nostri desideri e le nostre passioni,
un’altra composta da doveri a cui non possiamo venir meno
se vogliamo essere apprezzati da famiglia, colleghi, amici.
E il problema è che spesso questa identità prevale sulla
prima.

È così che ci abituiamo a vivere: seguiamo orari, regole,


rincorriamo compiti e ci preoccupiamo dell’immagine che
mostriamo agli altri, dimenticandoci della nostra vera
essenza, di quello che ci emoziona e ci rende felici.

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Alla scoperta di chi sei

Ecco perché il primo passo da compiere per migliorare


la propria vita è riprendere coscienza di chi siamo:
non si può pensare di essere soddisfatti se, prima di tutto,
non sappiamo cosa ci rende felici.

La gran parte delle persone non solo non coltiva i propri


interessi, ma non sa quali sono!
Perché mai dovremmo, se non è quello che ci hanno insegnato
da piccoli?
Ora è arrivato il momento di recuperare: non è mai troppo
tardi per iniziare a vivere la vita che veramente vogliamo!

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A questo scopo ti proponiamo 2 esercizi per farti ritrovare


l’equilibrio tra quello che vuoi essere e quello che gli altri
vorrebbero che tu fossi. Grazie a questi 2 esercizi imparerai a:

1. ascoltare te stesso e le tue emozioni;


2. capire quali sono le tue autentiche passioni;
3. trovare il giusto equilibrio tra logica e istinto
per cambiare in meglio la tua vita.

1. Fermati e resta in ascolto

Ora, probabilmente, ti aspetti di ricevere dei compiti


da portare a termine e sei già pronto ad iniziare col primo,
in tutta fretta.

Be’, allora resterai sorpreso: la prima cosa da fare per capire


chi sei è fermarti. Credi sia semplice? La nostra vita, così
frenetica, dimostra tutto il contrario: riuscire a non fare,
liberare la mente, respirare, dedicarsi del tempo e trovare la
giusta disposizione d’animo per ascoltarsi, senza fissare
scopi concreti, è una delle cose più difficili per chiunque.

Non è solo questione di


ridurre lo stress, è molto
di più: si tratta di
rientrare in contatto
con noi stessi e
rimetterci, una volta per
tutte, in cima alla lista
delle nostre priorità.

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Chi siamo non è una questione marginale, anzi: chi siamo


è la base su cui poggia la costruzione della nostra felicità.
Per questo, fermarsi anche solo per pochi minuti, è uno sforzo
che vale la pena fare!

Ecco come iniziare:

• trova un posto familiare: può essere la tua camera, o una


panchina in un parco, o il muretto con vista davanti cui passi
ogni giorno. L’importante è che sia un luogo in cui ti senti
a tuo agio;

• una volta individuato il posto giusto, siediti in modo


composto, con la schiena dritta e i piedi ben poggiati a terra.
Puoi tenere gli occhi aperti o chiusi, in base a ciò che per te
è più naturale. Anche in questo caso, è fondamentale che tu
sia nella situazione e nella posizione a te più adatta;

• ora non ti resta che provare a meditare, anche solo


restando in silenzio per qualche minuto: poi, col tempo,
imparerai a farlo ad un livello sempre più profondo.
L’importante è non avere fretta, né mettersi pressione fin da
subito. All’inizio ti sembrerà difficile: avrai l’impressione di
perdere tempo, ti torneranno in mente le urgenze di lavoro,
la lista della spesa, gli amici, il film che vorresti vedere al
cinema…

Mettere a tacere i pensieri può sembrare impossibile, ma basta


avere un po’ di pazienza e perseverare: respira col diaframma,
lentamente, e inizia concentrandoti su una nuvola, su una
fotografia, un fiore, o qualsiasi altro oggetto intorno
che ti aiuti a restare focalizzato.

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Se stare fermo ti infastidisce, allora passeggia. Non esiste una


ricetta giusta per tutti, ognuno deve trovare il metodo migliore
per sé.

Continua finché non riuscirai a ritagliarti circa 20 minuti di


meditazione. 20 minuti in cui il tuo unico scopo sarà quello di
fermarti ed essere, dimenticandoti del fare. Non avere fretta
e rispetta i tuoi tempi: anche questo ti aiuterà a conoscerti e
capire, passo dopo passo, chi sei.

2. Cosa ti rende felice ogni giorno?

“Ora che riesco a stare immobile per 20 minuti senza fare


né pensare a nulla, cosa cambia?”.

Cambia molto: l’esercizio di meditazione ci mette nella


disposizione d’animo migliore per capire chi siamo,
esattamente ciò che inizieremo a fare con il prossimo
esercizio.
Sei pronto? Prendi carta e penna (ma va bene anche un pc).
Dividi un foglio in 3 sezioni e inizia a compilare 3 liste:

• Una lista delle attività spossanti: scrivi non solo tutto


ciò che ti costa fatica fare, ma soprattutto ciò che risucchia
letteralmente le tue energie. Non si tratta semplicemente di
attività che ti stancano fisicamente o mentalmente, ma di
azioni che ti rendono energeticamente più debole, sia
mentre le svolgi che al loro termine.

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Pensa a tutto quello che ti annoia fare, che ti rende più pigro o
che non ti dà nessun ulteriore stimolo. Rifletti sulle tue azioni
quotidiane: anche guardare la televisione o chiacchierare con
i vicini, per qualcuno, potrebbe essere un’attività spossante!

• Una lista delle attività rigeneranti: al contrario di quelle


spossanti, le attività rigeneranti sono quelle che ci stancano
fisicamente o mentalmente ma che, incredibilmente, riescono
a ricaricarci. Ci fanno sentire più attivi, positivi, ci motivano
e ogni volta che siamo impegnati in esse il tempo sembra
scorrere più veloce.

Sono compiti che ci mettono sempre più voglia di fare,


ci rendono creativi e attivano le nostre risorse in un’ottica di
continuo progresso. C’è chi fa sport e ne farebbe sempre di più,
oppure chi non si staccherebbe mai dal pc mentre lavora a un
sito web.

Questa lista è il primo mattoncino su cui si regge tutta la tua


identità, perché include le tue passioni, cioè quello che ti
emoziona senza nessuno scopo, semplicemente perché le
passioni esprimono chi sei nel profondo.

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• Una lista dei “cosa farei se”: tutti noi abbiamo dei sogni
nel cassetto o delle ambizioni ancora da realizzare.
Quante persone hai sentito dire “se fossi ricco, comprerei una
barca e girerei per il mondo!”, oppure “se tornassi indietro
studierei canto: magari oggi sarei famoso!”.

Anche tu avrai sicuramente i tuoi “cosa farei se”: una serie


di idee che, un po’ per mancanza di tempo, un po’ perché
le novità ci spaventano, un po’ perché mettersi in discussione
è difficile, ti limiti ad immaginare senza prenderle in
considerazione sul serio.

Questo è il momento di metterle tutte nero su bianco!


Non preoccuparti se ti verranno in mente cose che ritieni
impensabili a questo punto della tua vita: non si tratta
di un elenco di obiettivi da perseguire, ma di elementi che ti
permetteranno di capire sempre meglio chi sei e a cosa aspiri.

Con i 2 esercizi precedenti abbiamo già fatto dei passi


importanti: abbiamo ripreso ad ascoltarci senza influenze
esterne e siamo rientrati in contatto con le nostre emozioni,
le sole in grado di dirci chiaramente chi siamo.

Grazie al risveglio di queste capacità, abbiamo potuto


mettere a fuoco sia ciò che ci indebolisce, sia le passioni che
ci rendono più forti e ci gratificano. Infine, abbiamo messo
nero su bianco quello che faremmo se non ascoltassimo
giudizi, insicurezze e timori.

In questo modo abbiamo definito meglio chi siamo,


a prescindere dalle circostanze in cui ci troviamo.

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È ora di concludere il primo dei 6 passi del percorso di sviluppo


personale che abbiamo pensato per te.
Da adesso sei in grado di:

• dedicare del tempo a te stesso ovunque tu sia, liberarti dal


peso delle aspettative altrui e “spegnere il cervello” per
ascoltare quello che vorrebbero dirti le tue sensazioni;

• capire quali sono le attività che stimolano le tue emozioni


positive, individuando le azioni che ti tolgono energia, che ti
ricaricano o che ti piacerebbe provare;

Il primo passo è fatto. Ora che sai come riportare


in superficie la tua essenza e la tua energia, sei pronto per la
fase successiva: decidere che strada vuoi percorrere.

Come in questo Ebook, anche nel prossimo troverai esercizi


utili per capire in che direzione vuoi indirizzare la tua vita:
ognuno di noi ha del potenziale inespresso, e individuarlo
come abbiamo fatto ora è solo il primo passo per esprimerlo
in modo concreto nel futuro!

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