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DSLR, Bianco & Nero, Esperimenti

A cura di Gabriele Lopez

Settembre 2004
DSLR, Bianco & Nero, Esperimenti Pagina 1

PREMESSA
Nella fotografia digitale si discute spesso di limiti "filosofici" sulle concrete applicazioni delle tecnologia.
Un altissimo muro virtuale sembra pararsi tra il digitale e la pellicola quando si discute del bianconero; difatti, il bianconero per i "più" è sinonimo
di manualità e camera oscura.
Insomma, un mondo distante anni luce dai bit & byte, dagli algoritmi colore ed i programmi di fotoritocco.
Questo articolo non ha nessuna pretesa di predicare la cosa opposta, né di giudicare obsoleti i metodi convenzionali che hanno da sempre
trasmesso emozione ed alta qualità.
Tuttavia, questi metodi richiedono tempo e spazio a disposizione, elementi fondamentali ma sempre più rari nella vorticosa vita quotidiana.
Nessun computer potrà automatizzare lo stesso lavoro di un abile stampatore ma in questo Experience vorrei condividere con voi Nikonisti le molte
ore di test, esperimenti comparazioni sull'argomento.
Il primo impatto mi ha trasmesso un senso di vuoto e perplessità.
Risultati "piatti" senza l'anima e la pastosità delle emulsioni mitiche come la Tri-X o la HP-5, senza i toni della FP4… e con una differente latitudine
di esposizione. Un primo impatto che farebbero pensare al bianconero come ad una disciplina che non può avere nulla o quasi da spartire con le
Digitali.
Sbagliato.
Al problema esiste una soluzione, che poi altro non è che sperimentazione ed esperienza. Partiamo dal presupposto di questo primo risultato
analizzando con dovizia e cura ogni dettaglio. E' certamente capitato a tutti di ritirare con impazienza delle fotografie dal laboratorio di fiducia per poi
scoprire che le stampe non trasmettevano quanto desiderato.
Smettere di fotografare? No, assolutamente errato.
In fondo, anche in digitale tutto sta nel "prendere in mano" il processo e imparare a governare la propria "camera oscura"; chiaramente qui non si
usa l'ingranditore ma abbiamo altri strumenti…
Quando ho cercato una strada per "il bianconero digitale" ho spesso pensato che era un assurdità cercare di riprodurre a PC gli effetti delle
emulsioni, bisognava trovare o creare un PLUG-in che le riproducesse al volo, altrimenti tanto valeva utilizzare i materiali convenzionali.
Tuttavia, considerato che da moltissimo tempo ri-fotografo i negativi di vari formati su tavolo luminoso con fotocamere digitali ad uso
scanner e valutando i risultati più di una volta strabilianti… cominciai a credere fermamente che la reflex è in grado di "vedere" certi toni e certi
effetti e quindi chiaramente i problemi rilevati non sono un limite del sistema…
Il materiale utilizzato è stata una Nikon reflex D70, un tavolo luminoso, un treppiede l'obiettivo ottimale è un Micro Nikkor ma altrimenti un 50
invertito con un economicissimo anello d'inversione o un tubo PK di prolunga andranno benissimo, così come le classiche lenti MACRO
aggiuntive ……
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In sostanza con la macchina ben salda sul treppiede si inquadra il negativo, si focheggia prestando attenzione alla ridottissima profondità di campo e
si scatta, un negativo dopo l'altro. Verranno poi invertiti a Photoshop con il classico "INVERTI" e calibrate come vedremo dopo. Ovviamente ciò è
possibile anche in DIA o con i negativi colore, solo che per questi ultimi va trovato il giusto bilanciamento del bianco, che sarà diverso se non
addirittura personalizzato per ogni emulsione colore così come nei minilab esistono varie filtrature per ogni negativo da stampare. Del resto il
Bilanciamento del bianco altro non è che una filtratura elettronica che aggiunge o toglie dominanti all'immagine.
Anche per questo volendoci lavorare su immagini a colore consiglio caldamente di scattare in RAW, magari restando collegati via USB al proprio
PC con il Camera Control di Capture, da cui si possono controllare svariati parametri di ripresa e passare l'immagine direttamente a monitor. Nella
ripresa di negativi bianconero ciò risulta utile specialmente per poter invertire in tempo reale le immagini e decidere eventuali correzioni
d'esposizione... non dimentichiamo che stiamo fotografando dei negativi.
Il RAW resta utile per la maggior qualità e gamma tonale che offre.

Una delle possibilità: la foto che include i


bordi pellicola, le perforazioni, ecc.
Un mezzo diverso, un utilizzo divertente e
comodo. Utilizzando il Camera Control di
Nikon Capture si può passare direttamente,
via USB, dallo scatto al monitor per i relativi
controlli, le prove di "inversione", eccetera...
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Anche questo metodo, sebbene non possa sostituirsi per finezza di dettaglio ad uno scanner di alta gamma come il SuperCoolscan LS-5000, è
incredibilmente efficace e permette di regalare delle stampe con la medesima qualità di quelle che otteniamo dalle nostre DSLR, e con uno sforzo
minimo, unito all'immediatezza che ha reso celebre il digitale! E una volta familiarizzato con i processi che vedremo da qui in avanti, si ha la
sensazione di prendere in mano una "Camera oscura digitale", unendo il fascino di un tavolo luminoso che illumina i negativi, alla comodità di
molti processi elettronici.

Iniziai a lavorare sulle azioni di Photoshop realizzando da dei file a colori originari di fotocamere digitali, dei file bianconero che riproducessero
fedelmente gli effetti di certe emulsioni.
Un azione per la pastosità grintosa della TRI-X, un azione per un bianconero bello contrastato ed a grana fine, un'altra per un bianconero bello
sgranato e ad alto contrasto e via dicendo. Tutte cose che col tempo e con i giudizi di vari amici ero riuscito a realizzare, o perlomeno ad andarci
vicino.
Lo scopo infatti non era "riprodurre" la TRI-X a tutti i costi, ma realizzare dei bianconeri con delle caratteristiche ben precise di resa, che
potessero essere usati a seconda delle esigenze così come avviene con le pellicole bianconero di vario tipo anche oggi.
Purtroppo mi scuso fin d'ora per la necessaria compressione web che renderà difficile rendersi conto correttamente degli effetti illustrati, tenetene
conto mentre osservate le immagini.
Seppur con metodo empirico e basilare mostrerò qualche esempio che non rappresenta per definizione la miglior strada da percorrere ma
semplicemente un documento per confrontarci attivamente.
Tra livelli, desaturazioni, il plug-in di Grain Surgery II, regolazioni di contrasto, ecc. arrivai a dei compromessi che mi soddisfacevano non poco…
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Originale Emulazione "T-MAX" Un bianconero più contrastato, Un bianconero grintoso,


grana fine… pastoso e sgranato…
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In pratica emulando l'effetto di una Nel 3° caso, quello che mi ha impegnato più a lungo di tutti, mi sono basato con i
pellicola Bianconero a grana fine, quale la Nel secondo caso, ho variato i livelli di LIVELLI su uno spostamento dei toni di bianco verso il grigio di uno o due punti,
TMX, ho cercato un bianconero con una contrasto, di maschera di contrasto (soglia ho esasperato di poco il livello di CONTRASTO abbassando di pochissimo il
scala tonale completa, con molta cura alla inclusa) e ho spostato la regolazione del grigio livello di LUMINOSITA'.Insomma ho spostato la canonica scala di grigio verso la
conversione nelle tonalità di grigio con verso il bianco, chiudendo però prima il nero. resa tipica delle tri-X, chiuse e contrastate seppur ben definite.Ovviamente la
istogramma sempre ben visibile a Per intenderci, grana a parte, ho ragionato pastosità dell'effetto ricercato non poteva fermarsi qui. Con varie prove trovai il
schermo per avere una gamma tonale secondo la regola del rullo 100 asa esposto e livello di GRANA PELLICOLA perfetto, ma che poi abbandonai per sostituirlo
completa dal bianco senza alte luci ed al sviluppato a 400 …tutto o quasi con la con l'effetto creato da "GRAIN SURGERY 2", un filtro plug-in scaricabile in rete
nero chiuso senza esasperazioni per regolazione LIVELLI. Stessa GRANA che permette, oltre ad emulare la grana di svariate emulsioni colore e
immagini sempre pulite.Un minimo di PELLICOLA, esasperata di un punto di bianconero, di crearne una personalizzata e di variarne i parametri in modo
GRANA PELLICOLA a PHOTOSHOP. intensità rispetto al modello precedente. finissimo, dalla dimensione della grana ai suoi livelli in luci, mezzitondi ed ombre,
ed altro ancora. Ovviamente permettendo di salvare i risultati!Ero riuscito
soprattutto grazie a quest'ultimo ad ottenere un azione registrata che
trasformava le mie immagini nel modo in cui le avevo pensate, contrastate ma
non bruciate nelle alteluci, cupe ma non chiuse, impastate ma grazie ai giusti
valori di MASCHERA DI CONTRASTO e di LIVELLI sempre ben leggibili, seppur
non dettagliatissime, ma volutamente…

Ovviamente ulteriori regolazioni potevano essere eseguite successivamente, quanto descritto mi aspettavo fosse un buon punto di partenza,
ma non fu così…
Ogni immagine presenta elementi e caratteristiche cromatiche differenti.
Anche in camera oscura, non dimentichiamo, per realizzare una stampa con risultati lodevoli è necessario agire con dedizione per ogni
singolo scatto.
Troppe le variabili possibili in ogni foto.
Non posso nasconderlo, mi presi un po' di pausa per pensarci e valutare questa prima esperienza.
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LA SCALA DI GRIGI
Cosa rende un' immagine in bianconero diversa da un'altra? Come si possono ottenere gli stessi effetti di certe emulsioni? Gli stessi toni? In che
cosa consiste la pastosità, il fascino e la tridimensionalità di un'immagine in bianconero?
Per rispondere a queste domande ho fatto un semplice esperimento. Partendo dalla classica scala colore - universalmente usata come standard
nella fotografia – con Photoshop ho convertito l'immagine in scala di grigi ed ho confrontato la stessa con l'immagine ottenuta in bianconero con la
mitica emulsione Tri-x, senza filtri di contrasto.

A colori… Invertita in scala di grigio

Uno dei luoghi comuni della fotografia digitale è che le immagini in bianconero appaiano piatte, senza profondità o sfumature.

Dalla semplice osservazione della scala colore ripresa con


un'emulsione tri-X traspare in modo evidente dove risieda il
fascino di certe immagini riprese con emulsioni tradizionali,
ognuna delle quali è in grado di interpretare una scena con
sfumature diverse. Non a caso nel corso degli anni ci si
affeziona ad un tipo di emulsione imparando a conoscerne le
caratteristiche di resa nelle più disparate situazione
fotografiche. Ma torniamo alle immagini digitali.

Conversione in Scala di grigio Scala colore ripresa in Tri-x


di Photoshop
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I PLUG-IN
In rete, o presso i vostri amici, potrete reperire senza impazzire dei plug in di svariati tipi… la ricerca con dei motori di ricerca tipo Google è
assolutamente semplice.
Quasi tutti sono in versione DEMO, i prezzi per l'acquisto vero e proprio comunque spesso sono assolutamente alla portata, se proprio se ne
sente il bisogno. Molti di questi Plug-in permettono di riprodurre in un colpo di clic i toni di svariate emulsioni, specificandone addirittura il nome,
permettendo di simulare l'uso di un filtro di contrasto, aggiungendo la grana (modulabile!) ed altro ancora. Si sa, gli automatismi fanno comodo,
e se ben usati producono anche buoni risultati, ma ci sono cose che secondo me è meglio imparare a fare a mano per prendere confidenza
con il processo, riservando il discorso plug-in a dopo, magari… specie l'uso dei filtri di contrasto: è bene non abituarsi a dire "tanto li metto con
Photoshop". In questo modo si azzerano alcuni canali colore e se ne esaltano altri, l'uso in Ripresa di un VERO filtro modula i livelli in modo
assolutamente diverso, ricordatelo. La dolcezza dei toni e di come vengono modificati con un vero filtro piuttosto che con l'esasperazione o la
riduzione di questo o quel canale è da NON SOTTOVALUTARE affatto.
Tra i Plug in celebri io metterei: Grain Surgery2, per la capacità di simulare la grana e per la possibilità di crearne di personalizzata, nonché
per la possibilità di salvare i settaggi. Il catalogo di emulsioni da scegliere è estesissimo!!
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Silveroxide.com offre una bella scelta di plug-in per il bianconero, sfiorando addirittura la fotografia INFRARED (questo prendetelo con le
pinze però!!).
Convert to BW è un pacchetto plug-in simile a quello di cui parlavo prima: emulazione di 3 o 4 emulsioni, filtri, livelli; addirittura la reattività dei
toni di grigio ai vari colori (cos ì come ogni pellicola Bianconero vede più o meno certi colori), arrivando alla simulazione della gradazione della
carta, all'esposizione del negativo e dello scatto!!!

Mi soffermo un momento su questo PLUG-IN che con il tempo sto rivalutando sempre più: un vero miracolo. Può fare molte delle operazioni
che trovate elencate in questo lavoro.
Vi consiglio caldamente di imparare comunque a gestire i parametri manualmente PRIMA, poiché come ogni automatismo andrebbe adoperato
una volta appresa la tecnica e non subito.
Primo, perché così facendo vi rendete conto di cosa effettivamente il plug-in sta facendo quando gli date un comando, e secondo perché le
regolazioni "personalizzate" spesso richiedono comunque un intervento che passa per la vostra testa e le vostre mani.
Questo contiene, tutto in uno: una "traccia" per similare i toni di qualche famosa emulsione bianconero, la simulazione di inserimento di filtri di
contrasto di ogni tonalità, una sorta di miscelatore canale, che modifica i valori dei grigi in base alla ricettività al determinato colore che
impostate con l'equalizzatore dedicato.
Inoltre, tramite dei comandi secondo parametri diversi di accoppiate luminosità-contrasto-livelli, si può regolare l'esposizione EV, l'esposizione
del negativo e la gradazione della "carta".
Ma sempre per i suddetti motivi, per capire e per poter "andare oltre", i plug in possono andare stretti…. pensiamo ad esempio ad un intervento
solo su una zona dell'immagine.
Altrimenti? Altrimenti si ricorre alle proprie mani, che come in fotografia bianconero tradizionale restano il modo migliore per liberarci
dall'abitudine della fretta e per avere i processi sotto controllo..il fascino del bianconero è anche questo! E anche in digitale, la sostanza non
cambia!
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I TONI DI GRIGIO, CALIBRAZIONE


Supponiamo di aver scattato un immagine a colori, o di aver ripreso da un negativo bianconero come spiegato in precedenza. Ora dobbiamo
stabilire i toni di grigio che avrà l'immagine.
Osservate la schermata di Photoshop CS sottostante:

In alto a sinistra c'è la scala a colori,denaturata. Tramite il semplice comando IMMAGINE-REGOLA -TOGLI SATURAZIONE (per la
conversione in scala di grigi consiglio di non utilizzare METODO-SCALA DI GRIGIO poiché la suddivisione in livelli di grigio si imposta in
modo, quindi con toni, diversi) riduciamo la scala colore in toni di grigio e con il semplice utilizzo dei livelli (IMMAGINE-REGOLA-LIVELLI)
regolati così come da figura, non otteniamo forse dei toni molto vicini a quelli della Tri-x (sulla destra)?? A sinistra, fuori dallo schermo
osservate la scala colore PRIMA di essere trattata con i livelli, solo desaturata.
Con lo strumento CONTAGOCCE dei livelli , nella finestra in basso a destra, ho assegnato il NERO al primo tassello in basso a destra e il
BIANCO al secondo in altro a sinistra, contro le apparenze iniziali…. In seguito ho spostato i cursori dell'istogramma come mostrato in
precedenza.
A riguardo del contagocce, ovviamente non si deve necessariamente impostare il bianco sul bianco e il nero sul nero, ma si può assegnare
come ho fatto in precedenza con la scala colore, il valore di bianco o di nero su un valore leggermente più chiaro o più scuro anche attraverso i
due cursori in basso, che permettono di schiarire il nero assoluto o di scurire il bianco. Vedrete la scala di grigio e l'immagine modificarsi
all'istante, poi con il cursore centrale dei livelli si regolano i mezzitoni... o a quel punto si possono lasciare i mezzitoni come sono e regolare
solo luminosità e contrasto come tutti sappiamo fare. Ma ormai l'immagine avrà il suo "carattere". Di strade come vedremo ce ne sono diverse.
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La tri-x, che in questo caso mi interessava riprodurre (almeno avvicinandomi, s'intende) ha i bianchi più brillanti una scala del "grigio di mezzo"
decisamente spostata rispetto alla classica scala dal bianco al nero. Questo, su pellicola, si deve principalmente alla reazione dell'emulsione
verso alcuni spettri di colore, e comunque ad una caratteristica propria di resa più o meno neutra di ogni emulsione. Da questo deriva la
"grinta" di alcune pellicole, o l'uniformità neutra di resa di altre, o il contrasto esasperato di altre ancora.
Padroneggiare le tonalità della scala di grigio, in fondo, è la cosa più importante nel realizzare dei file bianconero "differenti".
Quindi abbiamo visto come si può padroneggiare tramite i contagocce (per la selezione del bianco e del nero), i livelli la scala di grigio a proprio
piacimento, in modo ben diverso dal solito "desatura + luminosità/contrasto" che tutti tentano di usare all'inizio in modo istintivo.
Quello che reputo davvero importantissimo è proprio l'arrivare a capire il passaggio del contagocce. Secondo me il trovare il bianco e il nero in
una foto significa già essere a ¾ dell'opera… in fondo non è forse il primo passo per un minimo di "sistema Zonale"??
Poi, come vedremo, per tutto ciò che rimane tra il bianco e il nero, esistono varie strade.
Oltretutto, lo spostare il bianco o il nero anche di poco come abbiamo detto cambia di molto l'aspetto di partenza dell'immagine, anche questo
può essere sfruttato a fini creativi, ad esempio scegliendo come "bianco" un grigio lieve.
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IL MISCELATORE CANALE
E’ un argomento su terreno "minato" e in effetti su questo metodo che tutte le teorie e i consigli sul bianconero digitale si concentrano. In effetti
è appurato che per fare del buon bianconero da file è necessario utilizzare il miscelatore canale.Non è il mio metodo preferito ma confermo che
vale la pena testarlo.
Immagine di partenza a colori, IMMAGINE_REGOLA_MISCELATORE CANALE.
Otteniamo questa finestra di Photoshop:

Cosa andiamo dunque a regolare? Diciamo, per intenderci, che andiamo a simulare la differente reattività della scala dei grigi ai vari spettri di
colore RGB, gestendoli singolarmente.
Bisognerà attivare la casella "MONOCROMATICO" in basso per vedere direttamente l'effetto. E la costante ha un effetto simile alla luminosità
generale. Considerando anche altri pareri, posso confermare che il "trucco" stia nel totalizzare il 100% con la somma delle percentuali dei
canali.
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In questo caso ad esempio, miscelando i canali a questo modo otteniamo questo effetto:

Osservate come l'esaltazione del rosso (opposto alla riduzione del blu) abbia chiuso i toni dello zaino azzurro

Tuttavia, secondo il mio punto di vista questo metodo non è dei migliori… se è vero che esaltando un canale piuttosto che un altro spesso si
ottengono tonalità e variazioni veramente belli che spaziano dalla drammatizzazione ad alto contrasto fino alla calibrazione fine dei colori è
vero anche che spesso lo svuotamento e l'esaltazione di un canale porta a risultati eccessivi.
Provando ad isolare i canali uno ad uno e noterete quanto molti di essi siano vuoti, per vari motivi che vanno dal WB impostato al colore vero e
proprio della scena. Su una compatta digitale ad esempio, spesso molti canali appaiono pieni di rumore, praticamente inutilizzabili e se con
una DSLR questo non avviene, resta comunque vero che la soppressione di "informazioni" dai canali non è sempre la scelta corretta… poiché
si formano degli autentici "vuoti" nell'immagine, a volte percepibili.
Ecco perché in precedenza avevo accennato ai filtri in ripresa. C'è chi li adora e chi li detesta. Io appartengo alla prima categoria. Sparare un
canale e azzerare l'altro a Photoshop può apparire comodo ma intanto ti obbliga a fini regolazioni su ogni immagine a posteriori, e inoltre NON
offre la morbidezza, delicatezza dei filtri classici usati in ripresa. Essi infatti "modulano" i canali, invece di esasperarli. Se non si presta la
massima attenzione si rischia di ritrovarsi con dei toni "vuoti" e con un fastidioso effetto "contorno" sui bordi dell'immagine. A ingrandimento del
100% la cosa anche a monitor può essere evidente.
Personalmente, tranne in caso di effetti ricercati, preferisco usare il metodo dei livelli con selezione del punto di bianco e nero descritto prima.
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Un esempio di canale isolato per fini particolari… canale del rosso, gli altri sono azzerati.

Fotografia di Mauro Zanotto, fotocamera D2H

Vediamo:

Miscelatore Canale Livelli


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Ancora una volta, nel bianconero, siamo sulla percezione personale.


Difficile quindi dire quale sia il metodo migliore, anche perché probabilmente sono molteplici le esigenze per ognuno di noi; i miei gusti mi
portano a utilizzare poco, se non per fini particolari, il miscelatore canale, preferendo ad esso, come ho detto, l'uso dei filtri di contrasto
appositi.
Una piccola appendice può essere dedicata a questo sistema: si può simulare l'utilizzo di un vero e proprio filtro. Ad esempio Photoshop CS ha
lo strumento Immagine-Regola-Filtro fotografico…

Osservate la quantità di filtri simulabili a disposizione, ci sono tutti quelli che possono
servire nelle esigenze di qualunque bianconerista, toccando anche la correzione cromatica
per il colore…

Disattiviamo la funzione "mantieni luminosità“


e dosiamo abbondantemente l'effetto del filtro,
avremo dunque un effetto monocromatico…
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Quindi otterremo l'immagine come la vediamo a mirino, filtrata dal filtro in uso. Fatto questo desatureremo l'immagine come già visto…
abbiamo simulato l'utilizzo di un filtro.
Ancora una volta devo ricordare che l'uso di un vero filtro fornisce risultati meno "duri" e netti, molto più gestibili, questo metodo fornisce
risultati spesso violenti sui colori "opposti" a quelli del filtro.

Immagine desaturata dopo l'utilizzo del filtro

Con i livelli regolati, immagine finale.Oltre ad un contrasto ottimale nei toni potremo
controllare la" reazione" del nostro bianconero ai colori

Ho fatto delle prove anche su dei file già in bianconero, ma ottenuti da scansioni (rifotografando il negativo come descritto sopra) ed ho notato
che anche applicando su questi il filtro virtuale si notano sostanziali differenze, sebbene non come usandolo in ripresa come dovuto. In
sostanza, anche fotografando a colori, si ottiene un immagine monocromatica, giusto? Allora cambia poco nel sovrapporre il monocromatismo
ad un file RGB già bianconero. Non sarà il più corretto dei metodi ma spesso funziona, e a me interessa questo. Con il giallo cambia poco, ma
rosso e arancio cambiano molto...
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Esempio:

File bianconero calibrato normalmente

Con filtro virtuale arancio

Come si può vedere, per quanto la compressione lo consenta, si guadagna contrasto senza bruciare o chiudere altre zone, anzi le si esalta…
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LUCI / OMBRE DI PHOTOSHOP CS


Se cercate un controllo dei toni fine nei vostri file consiglio di provare il comando luci/ombre di Photoshop CS. E' comune considerare che
conoscendo a fondo questo comando si finisce per non toccare più o quasi i Livelli e il comando Luminosità/Contrasto...
IMMAGINE -REGOLAZIONI-LUCI/OMBRE

Sono molti i parametri da poter gestire, non ho stilato una linea guida perché ritengo si rivelasse troppo generica considerando le differenze dei
risultati ottenibili. A tal proposito confermo che il controllo sull'immagine di toni e contrasto e addirittura sull'esposizione intesa come correzione
EV è vastissima.
Non potrete non rimanere stupiti di quanto questo comando faccia il 90% del lavoro necessario….
Poniamoci 3 obiettivi nell'ottenere un bianconero di carattere:
1. Contrasto
2. Calibrazione dei toni
3. Rapporto tra il chiaro e lo scuro
Proprio il rapporto tra chiaro e scuro è governato ottimamente da LUCI/OMBRE…
Qualcuno avrà notato che non ho trattato le CURVE…. beh, non mi piacciono, per la sorta di controllo di cui sono in cerca io hanno effetti
troppo devastanti, troppo grezzi e d'impatto. Chiaramente, questa è la mia opinione e probabilmente è possibile che qualcuno possa smentirmi!
Appuntamento sul nostro forum per discutere anche di questo…
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DSLR E BIANCONERO “MORBIDO”


Abbiamo visto ed apprezzato tutti immagini costituite da una gamma dei grigi molto morbida, alteluci e ombre finemente calibrate. Proveremo a
capire come ottenere questo risultato.
Proviamo ad ottenere lo stesso risultato con semplicità.
Tenete il valore ISO al minimo, il disturbo è assolutamente inferiore a quello che si ottiene dalla grana, le immagini sono pulitissime. Abbassate
il contrasto al valore più basso in ripresa, in modo da evitare appunto, alteluci o chiusure eccessive. Eventuali calibrazione dei toni, sempre
tenendo a mente il discorso di un contrasto contenuto, saranno fatte successivamente con i livelli e/o con luminosità/Contrasto o con il
comando luci/ombre trattato poco sopra.
Anche qui, in ripresa l'uso dei filtri di contrasto è in base alla vostra discrezione…
Se vi hanno sempre detto che in digitale il problema sono le sparate delle alteluci (poiché nelle ombre la leggibilità rispetto alla pellicola è
senz'altro superiore) provate ad utilizzare questo metodo ricercando tonalità delicate, vi stupirete di quanto "spazio" a disposizione avrete su
cui lavorare, calibrare, sfumare.

Foto da D70
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LA GRANA
Il fattore "chiave" di molte immagini in bianconero ricche di fascino consiste anche nella grana, che assieme alle modalità di passaggio dei toni
delle varie emulsioni contribuisce a dare il "carattere" all'immagine. Esistono sviluppi per accentuarla o renderla invisibile.
In digitale i valori di ISO elevati imitano abbastanza bene certi tipi di grana, tuttavia vale la pena provare alcuni effetti.
Alternativamente potremo usare il filtro "Grana pellicola" di photoshop, preferibilmente tenendo i valori di intensità e di contrasto ai valori minimi
o poco più alti, poiché il suo effetto tende troppo spesso ad essere esagerato. Occhio quindi a Zona di luce e intensità... il loro effetto muta
l'aspetto dell'immagine, vanno dosati senza esagerare per ottenere effetti "normali".

E' visibile nell'immagine la grana così aggiunta

Alternativamente esiste il sopraccitato GRAIN SURGERY 2.


E' un filtro plug-in per la grana molto avanzato, permette di scegliere tra moltissimi tipi di emulsioni da emulare (ci riesce discretamente) ma
permette anche di stabilire dei settaggi su dimensione della grana, intensità, arrivando addirittura al suo bilanciamento nelle luci, nelle ombre e
nei mezzitoni. Dividendo il tutto anche per canali. Si può vedere un solo canale alla volta, salvare i settaggi con un nome proprio e caricarli alla
volta dopo… decisamente un mezzo potente! E altamente malleabile!
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In questa schermata ho rappresentato il mio settaggio "preferito". Un'altra schermata con visibili alcuni dei parametri di regolazione.
Grana grossa, ma non esagerata, distribuita soprattutto nei mezzitoni, Le schermate comunque sono svariate, permettendo
nelle ombre e non nelle alteluci, una vasta scala di personalizzazione…
dove è sì presente, ma in maniera minore…vi ricorda qualcosa?? davvero un pacchetto completo.
Comunque, di volta in volta qualche ritocco non guasta di certo…
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I FILTRI DI CONTRASTO PER BIANCONERO


Ancora una volta raccomando a tutti quelli che vogliono cimentarsi nell'ottenere dalla propria reflex Digitale un buon bianconero di montare
sull'obiettivo i classici filtri per bianconero in fase di RIPRESA.
Ciò che nel file non viene registrato non si può inventare dopo e l'uso di filtri VERI modula i canali invece di azzerarne alcuni perdendo
informazioni e di "spararne" altri come avviene agendo per via fotoritocco.
In questo modo certo, si perde l'opportunità di avere un immagine a colori oltre alla stessa in bianconero, a meno che non accettiate un
immagine monocromatica del colore del filtro usato, ma se è il bianconero che vi interessa.
Una piccola rassegna sui principali effetti dei filtri di Contrasto in Bianconero, in pellicola come su File, ovviamente.
DSLR, Bianco & Nero, Esperimenti Pagina 22

CONCLUSIONI
La pellicola bianconero detiene e deterrà sempre un posto particolare nel cuore di molti, nel mio compreso e io credo che il motivo sia da
ricercare nella natura stessa del processo.
A parte il fotografare senza la fredda conferma a display del lavoro svolto, e con un approccio manuale che continua fino all'osservazione in
controluce dei negativi sviluppati da poco, esiste anche un aspetto tecnico della cosa.
Qual è la differenza che passa tra uno scatto su emulsione e uno su CCD… credo che sia il mondo dello 0/1, del Si/No a fare la differenza.
Diciamo, per semplificare il discorso e non entrare nello scientifico della cosa, che lavorando in pellicola bianconero tra lo 0 e l'1 ci passano
tante cose… le stesse che quando guardiamo un immagine ce la rendono così speciale ed inimitabile, così tridimensionale e così pastosa, così
ricca di caratteristiche che la identificano.
Forse, perché è solo una teoria, i passaggi del sensore sono più "bruschi", "secchi".
Però abbiamo visto come anche con una DSLR si possa sfruttare la manualità per raggiungere un risultato, abbiamo visto come in fondo anche
qui si tratti di calibrare, correggere, percepire, sfumare.
Io vi propongo di smettere di considerare il digitale come alieno al bianconero, poiché è solo un altro inutile limite che stiamo mettendo alla
nostra creatività… ho tentato, spero riuscendoci, ad illustrare qualche metodo per riuscirci, spesso in maniera non conforme alle varie regole
ufficiali del fotoritocco.
Io comincerei da un file RAW, sicuramente più ricco di toni. Il metodo dei punti di bianco e di nero, e del loro posizionamento, abbinati al
controllo luci/ombre o alla calibrazione dei livelli. Provate a giocare con il miscelatore canale e a testare qualche plug-in di quelli che vi ho
segnalato. Qualche esperimento con la grana… una buona partenza per incominciare a esplorare!!
Da lì troverete le vostre preferenze personali che poi adotterete come norma…