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Story Engineering

1. Concept

Non va confuso con premesse o idee. Il concept pone una domanda: "E se...? (What if...?)"; la risposta è
la storia. É un'evoluzione dell'idea iniziale, ma non è la trama. La differenza con la premessa è che il
concept non introduce ancora il personaggio.

Il concept deve essere fresco e originale, o almeno sviluppare un tema familiare da un nuovo punto di
vista. Questi perché deve essere avvincente e generare curiosità. Deve mettere le basi di una storia
drammatica (nel senso di storia in cui c'è conflitto).

Un buon concetto permette lo sviluppo di grandi personaggi e l'esposizione di un tema di fondo. Non si
basa solo su trucchetti da colpo di scena finale.

La cosa buona del metodo degli "E se...?" e che da quello principale se ne possono sviluppare tanti altri
che andranno a creare la storia. "E se questo? E se allora quello? E se quindi quell'altro?... ".

Ogni buon concetto può diventare un "e se?", è originale in qualche modo e soprattutto avvincente.

2. Personaggi

Ci sono sette variabili fondamentali in ogni personaggi che lo caratterizzano:

. Personalità superficiale - come il mondo vede e percepisce il personaggio, incluso il suo aspetto, i suoi
tick e le sue abitudini.

. Backstory - tutto ciò che gli è successo prima della storia e lo ha reso ciò che è ora.

. Arco del personaggio - Come il personaggio impara e cresce durante la storia, evolvendo e superando i
propri problemi personali.

. Demoni interiori e conflitti - La natura dei problemi che trattengono il personaggio e definiscono le sue
credenze, decisioni e azioni.

. Visione del mondo - Il sul sistema di credenze e la sua bussola morale. Il risultato manifesto di Backstory
e demoni interiori.

. Obbiettivi e motivazioni - Cosa spinge le sue decisioni e azioni e la convinzione che i benefici di tali
azioni / decisioni valgano qualunque costo o compromesso.

. Decisioni, azioni, comportamenti - le decisioni/azioni/comportamenti risultato di quanto descritto


sopra. Tutto riguardo al personaggio dipende da questo punto, e il gradn in cui le
azioni/decisioni/comportamenti del personaggio hanno significato e impatto dipende da quanto bene
sono state manipolate le altre variabili prima, durante e dopo il momento della decisione/azione.

I personaggi sono tridimensionali. Vediamo cosa sono queste tre dimensioni.

. Prima dimensione, tratti superficiali, stranezze e abitudini - È come il personaggio appare


esternamente. Può essere vista come la combinazione di due fattori: come il personaggio si vede e come
vorrebbe essere visto, per quanto ledue cose possano essere in contrasto (questo è argomento da
seconda dimensione). Nella prima dimensione lo scrittore mostra solamente certe caratteristiche,
lasciando che sia il lettore ad assegnare significato. Certe cose possono avere o meno significato. (Es. Il
personaggio ha una corvette). Se non si spiegano certe cose (2nd dimensione) si lascia che ad assegnare
significato sia il lettore: non sempre è una cosa buona.

I personaggi periferici sono unidimensionali: le loro caratteristiche servono per meglio caratterizzare i
protagonisti mediante confronto/relazione con essi/percezione di essi.

. Seconda dimensione, Backstory e demoni interiori - Riguarda le ragioni delle decisioni e comportamenti
che definiscono come appare il personaggio. Si mostrano la backstory, gli obbiettivi e i significati delle
cose mostrate nella prima dimensione. (Es. La corvette è un regalo del padre, con cui ha un rapporto
difficile/ l'ha comprata perché è insicuro e vuole mostrarsi figo). Lo sguardo al paesaggio interiore del
personaggio permette al lettore di capirlo e quindi di empatizzare con lui, che è la cosa più importante.

. Terza dimensione, Azione, comportamento e visione del mondo - In questa dimensione tutte le scelte
da prima dimensione diventano subordinate a scelte e comportamenti più importanti fatte quando sono
in ballo conseguenze più importanti. Nella parte finale del racconto sono lo strumento principale per
mostrare la crescita del personaggio. (Es. Durante la guida un cane gli si para davanti: sceglie di in vestirlo
o di rovinare irriparabilmente la corvette per salvarlo? Questo mostra chi è davvero). La terza
dimensione mostra chi è il personaggio nel suo cuore/nucleo. Queste azioni possono evidenziare una
crescita nel personaggio, possono rivelare chi è davvero sotto le maschere della prima dimensione o
possono mostrare un suo lato che non esce spesso, ma esiste, una specie di potenzialità del personaggio
che però dopo l'azione potrebbe regredire a ciò che era prima.

La prima dimensione è ciò che si vede. La seconda è il perché. La terza è ciò che c'è sotto/ciò che diventa
il personaggio. Almeno protagonista e antagonista devono avere uno sviluppo tridimensionale, in cui le
tre dimensioni siano ben interconnesse e integrate.

Punti psicologici:

.Siamo guidati dal risentimento, che ce ne accorgiamo o meno. Quando subiamo un torto, anche se lo
perdoniamo, proviamo risentimento e questo guida le nostre azioni. In particolare, resistiamo a ciò per
cui proviamo risentimento, agendo quindi in un modo che non lo aiuta. Il risentimento porta alla
vendetta e a scelte da terza dimensione.

.Nulla spinge un storia tanto quanto la speranza.


Conflitto: ci sono due livelli di conflitto in una (buona) storia. C'è il conflitto esterno che guida la quest e
quello interno che riguarda la capacità di fare la scelta giusta dell'eroe (3a dimensione).

Un buon personaggio non per forza è piacente e solitamente è imperfetto: personaggi che riconoscono
le proprie imperfezioni e lottano per superarle sono solitamente molto apprezzati. L'arco del
personaggio deve essere il risultato di azioni, conseguenze ed errori; l'eroe deve imparare una lezione
dalle sue esperienze all'interno della storia. La lezione non può essere imparata improvvisamente o
ottenuta con mezzi superiori: dobbiamo vedere e sentire il personaggio che supera il se stesso più
debole.

L'arco del personaggio è governo dall'equilibrio di tama, sottotrama e sottotesto. La sottotrama, dal
punto di vista del personaggio, è una domanda drammatica la cui risposta è data dallo sviluppo della
storia. Il sottotesto è l'esistenza di una qualche pressione sociale, economica, psicologia o di altra natura
che definisce e influenza i personaggi.

Sviluppo del personaggio nella storia:

.Parte 1 - Si introduce il personaggio, la sua prima e seconda dimensione (in certi casi anche terza). Il
personaggio è però slegato dalla sua quest, ancora non è coinvolto nel cambiamento che sta per
avvenire.

.Parte 2 -