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davanti alla propria opera», cioé non si é ancora giunti al « lavoro liberara ».

Splendide !e pagine sul « tentativo di fuga » dell'intellettuale che si isola e quelle José Aricó
sul dogmatismo, la pigrizia e chiusura mentale dei « funzionarí » che vogliono met-
tere i ceppi alla « creazione artística », la guate é di sua natura « libera ».
ólolti, inoltre, sono i punti dove la passione educativa investe specifica-
mente i giovani:
« L'armilla fondamentale della nostra opera é la gioventú: in essa é riposta
la nostra speranza e la prepariamo a prendere dalle nostre mani la bandiera ».
afine, il modo in cui viene delineata la figura del rivoluzionario
:
Guevara e le tradizioni
« Lasciami dire, a rischio di sembrare ridicolo, che il yero rivoluzionario é
guidato da grandi sentimenti d'amore », anche se egli deve sempre nen° stesso latinoamericane
tempo affrontare la situazione di lotte mortalí con la pronta capacita di essere,
guando necessario, duro, anche spietato.
É fin troppo chiaro, se queste poche citazioni si ricollegano a quelle che pri-
ma ho tratto dal ritratto di Camillo Cienfuegos in
La guerra per bande, che
Guevara si muove con una grande coerenza sulla linea della ricerca dell'uomo
nuevo e che la ricerca non é soltanto teorica ma vissuta giorno per giorno nella
prassi e in una prassi di sacrificio sempre al limite della morte. In tempi nei
quali nel mondo occidentale trionfa
privato nelle sue forme piú egoistiche, senza
orizzonti duraturi, it « Che », dunque, insegna a scegliere anche il pericolo, a
pagare di persona per ahí ideali. In Italia it richiamo all'entusiasmo risorgimen-
tale viene facile per non dire immediato. La persistenza in vare forme di questo
richiamo nelle scuole e nella tradizione orale ne fanno — é un'ipotesi non infon-
data qualora si pensi al nostro « croe dei due mondi » Garibaldi — un elemento
culturale tale da unirsi a quelli piú spontaneamente morali come stimolo larga-
mente diffuso a scuotere i giovani. Guevara, per altro, non fa o dice nulla per illu-
derli. Spesso ripete che i risultati non possono essere vicini, che la speranza é desti-
nata per lungo tempo ad essere il solo compenso dell'entustasmo. L'orizzonte
quello di una fede senza II conforto del dio delle religioni positive, ma da vivere Si é soliti, in questi incontri, ringraziare gli organismi che hanno curato
con altrettanta forza. Una fede che a noi italiani ricorda anche, piú vicino nel Forganizzazione. II mio ringraziamento, tuttavia, é particolare: io vengo da un
tempo, l'antifascismo « esistenziale », come io amo chiamarlo, dei giovani parti-
paese nel quale la morir- del « Che » e l'anniversario del suo assassinio sono
giani del 1943-45. Che é quanto dire un'alternativa non di sola ragione, e per ció
stesso. fajta per penetrare nelle fibre piú profonde dell'uomo intero. stati ricordati dalla stampa, ma dove non si é tenuto alcun incontro di questo
tipo. Noi, gli argentirti, abbiarno con l'Italia rapporti particolari, in quanto siamo
cammino é lungo e in parte sconosduto: conosciamo i nostri limiti. Fa- italiani di « seconda », perché siamo i figli degli italiani che sono sbarcati nel
remo l'uomo del XXI sécolo: noi stessi ».
nostro paese. Mi sembra quindi confortante e significativo che in Italia si siano
Un modelo, mi pare giusto concludere, ma non di rivoluzione nei suoi pro-
avuti una serie di incontri come questo, cosa che non é accaduta nel paese
getti, nei suoi strumenti politici, nelle sue forme, che •• sarebbe necessariarnente
dove Che Guevara é nato. E questo un problema che vale la pena di analizzare,
rigido perché astratto e contingente, bensí di individuo da costruire in concreto
che segna la differenza e la distanza che non si possono ignorare se si vuole
nel confronto con gli altri individui, in un cammíno segnato da valori urnani uni-
analizzare in modo critico e autocritico una riflessione sul significato del « Che »
versal, da quel trinomio — liberta uguaglianza fráternitá — che la memoria ci
come figura politica, figura morale e figura di rivoluzionario. Credo che le con-
richiama nel bicentenario di una rivoluzione rimasta evento fondamentale del
siderazioni che io esporró non siano in grado di esprimere appieno 1 titolo
nostro passato. Memoria ecl ereditá dei tempi « extraordinari », per «Irla con il
termine usato dalla cronaca trecentesca dei Villani, che dell'intervento « Guevara e le tradizioni politiche latinoarnericane ». Temo di
loro globalitá anche ai tempi ordinari. trasmettono per la non essere in grado di "spiegarlo anche perché io sono argentino e guando si
-1 • ' • parla di tradizione latinoamericana noi argentini non riusciamo a farci capire
l'orino; 22 gennaio-'1989 app-ieno dagli europei perché ci si riferisce a una serie di pro . blematiche e
, di differenze"che farino" riferimento a problemi e tradizioni diverse. E se parlo
di tradizioni divers. e'e possibile che ció che io dico esprima piuttosto ció che
tu: pensano certIsettori, cérti ambienti, cerá"nuclei di pensiero del dibattito politicó-
:
07 •rit-1 intelleténale. del Cono Sud piú che la realtá — o la tradizione — e la formazione

r:Storico
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politica intellettuale latinoamericana. E . possibile che cib che 'io tendré; dicendo 'a l
esprima meglio situazioni . legate a realta latinoamericane del Sta : ... di t. rifcimia necessarie' persgiungere1; i&un iconsólidaménto e ddlat democrazia Fila
-piel:Che. -del 1
,,,,,.. • diversi paesi. del continente...lnáltre.questo itipo di da:letrita< culturale.. e -intel-
Centro America o di Cuba, cosa che rende il mio intervento tuteaba che globale.
". lettualercaratterizza , le tematiche e le •discussioni in atto-in.Brasile;t in tUruguay,
Sará quindi un intervento di mediazione, da integrare con altri intervenii: insieme, in Argentina e in Cile:I.Non sto parlando del .nucleo .centrale del dibattito 'in
forse, si potrá sviluppare una analisi di ció che Si sta verificando in America latina. Centro America. La mis opinione personale I -che queSto modo di considerare
_ La realtá del nostro paese ci mostra cambiamenti, situazioni radicalmente il significato e la natura dei movimenti :politid: e sociali di: trasformazione sia
.-
diverse rispetto a qudle _che si.sono vissute negli anni Sessanta, che sono poi qn modo ..limitato,- per non dire sbagliato,- perdié tende a privilegiare- le cori-
gil anni del « Che ». . • siderazioni strettamente e politiche •e a limitare le .elaborazioni-teoriche -a una
A 20 anni dalla sua morte, un aggiornamento del significato_ del pensiero e pedestre sottomissione, a .ció che accadez•all'esistente, a ció .che : é t possibile. e
dell'azione di Guevara impone una messa a fuoco del contesto ideológico e necessario prendere in considerazione. La teoría politica, le c-onsiderazioni teoriche,
politica nel quale si sano sviluppati il pensiero e l'azione. di Guevara. Se non
gli elementi teorici della sinistra intellettuale latinoamericana -non tenclono a
comprendiamo il clima ideologico che si aveva in America latina in quegli anni, mettere in luce ció che pub essere . cambiato, ció che 1 possibilc cambiare, la
considereremmo l'esperienza del « Che » — soprattatto l'esperienza latinoame- necessitá di cercare .strade perché si verifichino cambiamenti della realth esistente,
ricana del « Che » — e le esperienze che ne sono derivate di conseguenza, come ma tende piuttosto a legittimare l'esistente, i limiti imposti dalle situazioni.
un puro delirio.
Posta in questi termini, la critica del passato, che 1 poi una critica concreta
Gli anni Sessanta in America latina sono segnati da uno spirito rivoluzionario. degli anni Sessanta, porta necessariamente con sé una accettazione della perdita
Direi che si tratta di un insieme di societá che vivono con l'idea di una di spessore di ogni progetto di trasformazione teorico e pratico, che nonostante
rivoluzione che si annuncia e che 1 possibile portare a termine. II tema centrale le attuali conclizioni dell'America latina, si mostra tuttavia come l'unico cammino
del dibattito politico-culturale dell'epoca é la rivoluzione. La rivoluzione, in possibile per affrontare in modo positivo il tentativo di consolidamento demo-
questi anni, sembra essere non solo una risposta agli angoscianti problemi pro- cratico nei paesi della regione.
vocad dalla modemizzazione capitalista, il cosidetto sviluppo nel sottosviluppo
. O ?America latina analizza queste possibilitá di trasformazione, che si pre-
secando Pespressione di Gunder Frank, ampiamente discussa in quegli anni.
sentan° come una doman& imposta dalla realtá o il consolidamento democratico
La rivoluzione sembra anche l'unica possibilitl per impedire una regressione
autoritaria nel subcontinente. « O socialismo o fascismo », dice uno slogan &verá il sogno della conquista dell'impossibile.
dell'epoca che riprende un'espressione della Luxemburg. Lides di una democrazia O i nostri paesi prendono la strada delle riforme — e guando parlo di riforme
che si potesse concretizzare senza trasformazioni radican era esclusa dal pensiero non pcnso solo in termini di mere rifarme di struttura ma anche a riforme
della sinistra latinoamericana che in questi anni Sessanta, esprime quello che d'altro tipo — o il processo di consolidamento democratico será solo un sogno.
era il pensiero latinoamericano in genere. La rivoluzione era non solo necessaria O un movimento radicale di riforme o Pinstabilitá politica senza vie d'uscita.
ma anche possibile: questa era la convinzione ampiamentc condivisa della sinistra Vengo da un paese dove la sommossa militare della settimana scorsa avrebbe
intellettuale e di quelle forze politiche che si esprimcvano nella sinistra. Le potuto determinare situazioni incontrollabili in questo momento. E voglio dire
riflessioni del « Che » che avevano come base questa idea della possibilitá di che la discussionc su questi « sbocchi incontrollabili » é presente nella quoti-
realizzare una rivoluzione, formarono parte sostanziale dello schema teorico, po- dianitit dei nostri paesi ed é un pericolo sempre attuale. Ció mi fa dire che,
litica e strategico della guerriglia che scosse il continente dall'epoca della rivo- senza una politica di rifarme profonde, questa idea della possibilitá di aprire
luzione cubana, nel corso degli anni Sessanta. Se non si prende in considerazione una strada al consolidamento democratico esprime un sogno simile a quello della
questa particolare contesto, diffuso nell'America latina di quegli anni, tutta rivoluzione degli anni '60 in America latina. Per questa penso che ricsumare
l'esperienza degli anni Sessanta, non solo della guerriglia, ma di tuna la sinistra. criticamente le esperienze degli anni '60, e quindi le idee e l'azione politica
puó sembrare un mero esercizio teorico, una somma infinita di errori che oggi del « Che », non soltanto é una forma tcoricamente produttiva di ricordare questi
dovrebbero essere condannati dal pensiero democratico e socialista americano. momenti di democrazia e di socialismo che si sono dati in America latina, ma
Credo che questa sia la « missione » che soggiace quale entroterra implicito o é anche un farci canco di problematiche tradizionali, sostanziali, che sano da
esplicho in buona parte della intellighencija sempre presentí nella realtá latinoamericana e che hanno segnato la distanza
di sinistra che negli anni '80 si pone
un alero obiettivo nd suo dibattito: per la democrazia e le concrete riforme sociali tra una valona di trasformazione, una forza riformatrice e la realtá di paesi
che la legan° al socialismo. La critica allo stato autoritario che é stata la risposta impossibilitati, non capaci, di attuare un yero processo riformatore. Questa di-
ella rivoluzione diventa critica allo stalinismo, la rivoluzione cubana da ~dello lemma tra una dimensione progettuale di trasformazione e la realtá di un mondo
esportabile diventa un escmpio da criticare. Qui sta il problema. Poste in questa che sembra incapace di avviare una politica di trasformazioni, viene ad essere
modo le esperienze del passato, e particolarmente quella degli anni Sessanta, una caratteristica del pensiero sociale latinoamericano che é segnato da una se-
vengono squalificate. Anche se l'idea motrice della rivoluzione permane in cene parazione tra la volontá progettuale di una intelighentia che vuole attliare tra-
alee del pensiero latinoamericano (in Centro America e in certe frang,e della sformazioni e una realtá che mostra difficoltá insormontabili per iniziare questa
sinistra nel resto del continente) essa non costituisce oggi il tema centrale del cammino. Mi sembra quindi che questa dilemma tradizionale della intellighencija
dibattito politica e intelletcoale. E questa scene una svolta radicale nello sofrito latinoamericana permetta di percorrere la storia delle idee in America latina e
dell'epoca.
consenta di mettere in risalto il divario esistente tra i progetti di trasformazione
Se negli anni Sessanta questa « spirito dell'epoca ti era ispirato, convinto e una realtá che risulta impenetrabile a queste trasformazioni. Ció ci porta al
dell'idea rivoluzionaria, negli anni Ottanta il dibattito
centrato sulle rolitiehe problemi sostanziali che sono St3ti una caratteristica degli anni Sessanta e al-
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l'esperienza guerrigliera di quegli anni nonché al pensiero delle élites intellettuali
che sono state protagoniste di quell'esperienza di guerriglia. punti di vista delle diverse correnti di trasformazione, vi troverete un problema
idéntico: il problema di come élites intellettuali, che si propongono politiche di
Penso che la discussione su questo argomento venga riproposta perché gil
attuali processi di democratizzazicne nei nostri paesi fanno insorgere tematiche trasformazione, riescono ad organizzare movimenti sociali di trasformazione. Questo
che vanno al di la dell'adozione di un sistema istituzionale che permetta di dilemma del rapport° intellettuali-popolo che voi vedrete come un clima d'epoca
risolvere problemi che sono sempre stati il tema di fondo della proposta socialista. della societá russa del secolo scorso che fu la base del cosidetto movimento po-
Ho l'impressione che solo la possibditá di affrontare una radicalizzazione, nel pulista, che fu nelle sue diverse tappe la forma di introduzione del mancismo nella
senso di una proposta socialista di riconsiderazione della democratizzazione del- Russia del secolo scorso, se voi analizzate questo problema dei rapponi tra in-
l'America latina tellettuali e popolo, potrete comprendere in che modo, durante tutti questi anni
non puó permettere l'introduzione a una critica corretta a questa
specie di volontarismo esasperato che é stata caratteristica del movimento guer- — dagli anni della riforma universitaria del 1918 fino ad oggi — questo problema
rigliero e dei movimenti di trasformazione degli anni '60, ricordando comunque dei rapporti tra intellettuali e popolo, tutta la concezione castrista cosí come
un'idea essenziale, che é propria di quegli anni e che continua ad essere anche quella di Guevara, é inscrita in questo contesto di intellettuali che devono essere,
oggi di estrema importanza: é indispensabile una volontá di trasformazione perché che sono, la sintesi del pensierc sociale dell'epoca, che sono gli uomini che
si faccia strada una politica di trasformazione. esprimono questo modo particolare di allacciare i ten-U delle classi sociali, le
tematiche della costituzione dele nazioni in quanto tau, le tematiche riguardand
Da questa esperienza degli anni Sessanta é quindi possibile trarre consi-
derazioni che mettano in discussione cene idee sostanziali del pensiero latino- le forze sociali, bene, in que! rapporto (intellettuali-popolo) troverete tutte queste
tematiche.
americano che, sia nel loro lato marxista determinista quanto nel lato legato
alla modemizzazione capitalista, non servono necessariamente ad accettare i pro- Jo non credo che il pensiero castrista sia stato estraneo a ció che é stato fi
cessi di riconversione che si verifican° in America latina come qualcosa di ine- pensiero sociale latinoamericano, ma credo che sia una espressione radicalizzata
vitabile e non modificabile, una specie di fatalitá storica che ci porta ad accettare di quel pensiero. Dico che si possono trovare strette relazioni tra il pensiero
Pinstabilitá politica, l'impossibilitá di giungere alla conquista della democrazia dei marxisti della fine degli anni 20 in Perú, tra il pensiero di Mariátegui o di
come un segno fatale dei tempi, caratteristico del nostro continente. Solo se Haya de la Torre, con pensieri e considerazioni di impronta castrista, o con
si introduce questo elemento della volontá di trasformazione che era presente concetti dell'esperienza guerrigliera, o con concetti che sono presenti nel movi-
negli anni '60 é possibile trovare una strada che ci consenta di non accettare mento sandinista del Nicaragua. Ció costiruisce un » aroma d'epoca », un filone
passivamente il presente. Penso che qui, pita che negli errori dell'esperienza del pensiero sociale latinoamericano che sempre si é pesto il problema della.
guerrigliera, si possa trovare il significato virtual; la potenzialitá creatrice che propria possibilitá di fondersi in una nuova realtá, della propria possigilitá di
si apre ad un'esperienza che ha oggi le caratteristiche non tanto di un'esperienza costituire un corpo sociale. Credo che ció sia strettamente legato alle difficoltá
che illumina la strada della trasformazione, ma di un'esperienza che rende chiaro dei processi di identitá nazionale che si verificano in America latina, al modo
che la trasformazione é possibile, che é . particolare con cui si é formata la societá latinoamericana, che é una forMazione
possibile procedere con metodologie dall'alto verso il basso, al modo particolare con cui si sono formati stati
diverse, che é possibile trovare altre strade rispetto a quelle che oggi si percorrono
in America latina. latinoamericani.
Ci sono — a volte — parole che sembrano banali, troppo semplici, ma ac- A partire da queste considerazioni ci é possibile costatare che la caratte-
cettare l'idea che é possibile procedere in modo diverso, trovare altre strade ristica del movimento sociale consiste in un movimento fortemente impregnato
verso la trasformazione che non siano semplicemente quelle di accettare una dall'idea che la formazione del movimento e le possibilitá di una trasformazione
modemizzazione priva di futuro, 1 la disponibilitá teorica, politica, pratica, di sono in un movimento che consenta di riunificare quena elite intellettuale che
cercare altri cammini verso ved processi di radicalinazione dei movimenti sociali, ha un senso di colpa nei confronti della societá e di reintegrarsi, in un modo
vere conquiste nel senso di trasformazioni radicali. Ritengo che in questo consista o nell'altro, nel tessuto sociale latinoamericano. Se leggete Gramsci, ció che scrive
l'esperienza del « Che ». Per questo penso che egli non - in Gli intellettuali e l'organizrazione della cultura, guando analizza la peculiaritá
sia stato un inaestro dei problemi degli intellettuali dei paesi latinoamericani, parla di paesi in un'epoca
di pensiero, che non siano le sue idee quelle che illuminano II mondo, .ma che
fondamentalmente siano fi suo temperamento la sua validitá come figura rivo- di Kulturcampf, in una situazione simile a quella che si verificava in Gerinania
luzionaria che ci mostrano che 1 possibile rifiutare un mondo ingiusto, che 1 all'epoca di Bismark. Ovvero di intellettuali radicati nella societá che intendono
possibile costruire un mondo diverso •anche guando le strade sono incerte e poco rappresentare lo stato e che devono lottare contro le forze che hanno organizzato
chiare. Credo che sia possibile trovare un filo conduttore che ci permetta di questo stato e che sono le forze della chiesa e dell'esercito.
leggere fi pensiero del .« Che » non solo alla radicalizzazione estrema di un - Oggi in un certo qual senso, pur nella complessitá'de,lla situazione, pur nella
modello particolare di trasformazione rivoluzionaria, come é stata la sua concezione pluralitá delle situazioni, questo -1 presente in molti paesi ed é una caratteristica
del « foco »,:che del marxismo latinoamericano. che tende ad essere un marxismo assai meno de-
1 la sublimazione di una tappai- particolare' della • rivoluzione
cubana, del rcultnine della rivoluzicine Cubana, ma tendo a vederlo piú com'e terminista &molto pié volontaristico,., mentre tende ad una integrazione con tutto
l'esprelsione- di questa .voloiná di trasformazione e tendo .ad t unirla ad una rcerta it :movimento :populista:, Quest°. fa -apparire concetto di popolo• molto • pié
tradizione importante del (concetto di: classe, il concett&- di! nazione da costituirsi piú im-
pensiero rivoluzionario o del pensiero iociale latinoamericano r' Se'
vi r allontanate: dai eoncetti, dalle- teorie concrete — alcane:tipiche portante' del proceso& di , Modernizzazióne. Questi elementi costituiscono il fon-
latina come - .dell'America damento, sono- parte integrante 'del ; marxismo- latinoamericano.- Ritengo che -ció
quella _della « dipendenza » o dello -« sviluppo nel sotiosviltappo
da tutte sia"presente in ogni pensiero rivoluzionario'e che •sia -una cara . tteristica,del mo-
Iteorie elaborate .dal - dopoguerra in poi, se riilsciteca staccarvi rclai
vimentol-gueVarista2:-Un ',fano, sorprendente'? come 'Mrte considerazioni.lesiano
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asalto come urtídiscorsoldi siconoscimento ddla-diversitLcji.mantenimento7;dek
preseini) in un movimentoycomeiquello castristaso isianoLt présentri;in ituttorlil .
"differenze, di priVilegiamento '1-tuno cié chc tato ciento,dalla cuhura.popolarei
pensiero a:ti:Guevara,. ma siano anche 'peculiarita dietuno il..movimentoyguerii-
ricosti-uzime,statali che,portang
gliero degli anni Sessanta. Mi siferiscoia queridea.della ,modernizzazione capitalista , non possiamo assoltitamente: accettare ,forme
mondo si
intesa' come: una perdita di-sensor.come consumo .di un, processo, di sviluppo,ca- necessariamente alla soppres . sione della ...modernitá. Se gli vomini nc14
preoccupano, Ver la ..sopravrivenza balene:forse- sarebbe opportuno pensare
pitalista,_incapace di sicostruire la social...a,. tria>" _ • 7 e ,i-Yjelj.11? soprayvivenza degli., tcliomi„ per la
Sessantá tuna .1a :discussione.-sulla• guerriglia giravitinionto. alio che ,1 necessario fare-qualcosa in • ordine alla .
.slogan « ora o mai ». -Negli- anni-Sessanta 'era possibile-fare la rivoluzione -ma sopravyivenza .delle.identitá nazioríali;perla sopravvivenza di cene etnier,
una crisi progettuale. crisi . del pea-
ció che-non era possibile fare in quel momento, in quel preciso momento storico, -• La. crisi...dell'Ametica latina. ,oggi, é :
si titeneva che non si sarebbe mai , poluto. =hure in futuro. L'idea che si siero sociale latinoamericano consiste nel non capire questa « diversitá ». Se la
qualcosa da non perdere, nessun- discorso ,democratico pon?' essere
aveva in quegli anni e che ispiró tanto Pesperienza di •Massetti quanta quella diversitá.
fano se non si mantiene appunto questa diversitl. ,Tuttavia, la pretesa di man-
della guerriglia peruviana, era che PAlleanza per il progresso la nuova politica
tenere la diversitá pone l'obbligo di pensare un orizzonte politico, culturalc.
nordamericana d'intervento in America latina, poteva determinare una situazione
economico, sociale ed ideologico in modo totalmente differente da come viene anual-
priva di vie d'uscita, che avrebbe chiuso ogni possibilitá futura alla rivoluzione.
Era quindi necessario lavorare contro u tempo; era necessario- impedire che la mente pedsato dai governi latinoamericani. -
modernizzazione capitalista si logorasse, perché logorandosi gli stati avrebbero D'altra parte. a me sembra difficile legare in qualche modo il pensiero e l'espe-
dei partiti comunisti. Sin-
rrovato in se stessi quei sostegni social' che potevano permettere loro di scegliere rienza del, « Che » a una supposta tradizione purchista
dei partiti comu-
le classi in grado di trasformare la societá ed andare quindi costituendo una ceramente, credo che non ci sia stata alcuna tradizione putchista
—.come lo 1 stata la tentata rivoluzione
societ1 capitalista senza vie d'uscita. Questo é il segno dei tempi, éII retroterra nisti: Se ci sono state operazioni puirhiste
dell'idea della degradazione che si aveva all'Avana. Quando si dice non si puó degli anni '30 in Brasile, operata da un gruppo che potremmo definire, piú che
questa fu piú che altro legata all'esperienza di un peculiare
sopportare un bambino morto, non si puó sopportare la violenza, non si puó comunista, tenientista,
sopportare la fame é necessario fare la rivoluzione oggi, « ora o mai », si crean° de' movimento brasiliano, piuttosto che all'esperienza storica dei partid comunisti.
limiti. Tant'é yero che il tema della rivoluzione, nel '35, provocó in Brasile un dibattito
L'idea della modernizzazione capitalista come una perdita di senso, come una moho aspro all'interno dello stesso Comintern, che non aveva preso alcuna de-
strada senza uscite fa sí che la rivoluzione sembri quasi un movimento di degra- cisione a questa proposito; in realtá la decisione venne forzara dalla personalitá
dazione della societá latinoamericana. 11 concetto di « joto a non deve essere di Prestes piú che dalle informazioni che si avevano della situazione brasiliana.
puichisia
interpretato come un concetto globale della politica, quasi una radicalizzazione Mi sembra quindi che sia difficile legare il « Che » ad una tradizione
si tratta di un con-
estrema dell'idea leninista di partito ma deve essere integrato in questa visione che non esisteva all'interno dei partiti comunisti.
voglio dire che 1 un continente con cui i mo-
della possibilitá di una rivoluzione apena dagli elementi di resistenza alla mo- tinente con tradizioni putchiste,
e come
dernizzazione capitalista e nella necessitl di una rivoluzione che si effettua in un vimenti rivoluzionari si sono costituiti sulla base di movimenti purcbisti
Cosí come esiste una tendenza permanente degli eserciti latino-
momento che non si sarebbe piú vcrificato. Voglio dire che questa idea della gruppi putrhisti.
modernizzazione intesa come una porta senza possibilitá di uscite é una idea americani a prendere il poterc (e lo si puó costatare considerando tutto questo
secolo), c'é stata anche una enorme quantitá di movimenti di ribellione, che. in
che impregna l'America latina, é un'idea che é propria di tutta la societá latino-
generale, sono andati fallid. Credo che i partid comunisti, una volta scomparsa Pipo-
americana. Questa idea di non essere l'Oriente, questa idea di non essere l'Europa
tes' del VII Congresso dellinternazionale circa i fronti unici, siano praricamerne
ma di essere una sorta di Europa diversa, di seconda o di quarta, questa idea che
partiti senza obiettivi chiari di azione politica per tutti quegli anni che vanno dalls
esistono siruazioni di modernizzazione raggiunte dalle societá europee ma che sono
impossibili da raggiungersi per l'America latina, pone il problema dell'identitá II Guerra Mondiale fino alla rivoluzione cubana. Credo che la rivoluzione cubana
abbia apeno una cappa di scongelamento delle possibilitá rivoluzionarie talmente
latinoamericana come un destino indefinito, come un qualcosa che é necessario
cercare ma che 1 imprecisato nei ,suoi contomi. Poiché negli anni Cinquanta radicale da provocare una spaccatura in tune le organizzazioni di sinistra in
America latina. Forst non in Cile, anche guando sono nate organizzazioni che
i modemizzatori argentini e di altri paesi latinoamericani puntarono la loro co-
possono essere collocate in questo ambito, ma certamente nel resto dei paesi dove
stituzionalitá basandosi su modelli europei o nordamericani, oggi questa sembra
si e formato un movimento rivoluzionario radicalizzato a sinistra dei partiti co-
una strada priva di vie d'uscita.
munisti e che ha provocato rotture all'interno di questi. Credo che sia necessario
II proposito di costruire o ricostruire un sistema istítuzionale a immagine e
considerare questi elementi per poter valutare globalmente la strategia guerri-
somiglianza ,di quello delle societá europee sembra irrealizzabile. L'idea dele
riforme istituzionali ad ogni modo, in molti paesi come il nostro non sembra gliera degli anni Sessanta.
II trionfo della rivoluzione cubana appariva come una possibilith rivoluzionaria
avvertire che esista una singolaritá, una identitá, una operazionc di critica e di
aperta in un determinato posta, ma i processi di cspansione della rivoluzione
crisi della modernitá. Per questo mi sembra. che oggi ci si trovi ad un bivio,
cubana in Amerina latina apparentemente creavano elementi di soggettivitá ai-
si sia di fronte a un dilemma che il movimento guerrigliero degli anni Sessanta
rivoluzione potesse essere cstesa. Mi sembra quindi che la visionc
tentó di risolvere in un modo che io ritengo sbagliato — e i fatti hanno dimostrato finché questa
strategica e politica del « Che » appartenga a cié che potrernmo chiamare la « tra-
che lo era — ma non credo che gli attuali progetti di modernizzazione, ncl senso
dizione castrista ». E sia fondamentalmente una costruzione politica* che cerca di
di una conformitá con certe forme istituzionali tipicamente europee, siano la
risolvere il seguente problema: di fronte alla crisi del riformismo latinoamericano
risoluzione ai problemi che ci si pongono. Siamo, insomma, in una impasse, a
un bivio che non sappiamo definire perché, se riconosciamo il discorso demo- che flVeVa mostrato i suoi limiti nella misura in cui erano fallite tune le espe-
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rienze di modernizzazione e di fronte al riconoscimento dell'esistenza nella societá
latinoamericana delle possihilt rivoluzionarie, creare un movimento che fosse Non dico che non ci fossero « situazioni rivoluzionarie ». In questa sede 1
in grado di sviluppare, nell'insieme dell'America latina, esperienze rivoluzionarie importante usare le parole giuste. Jo preferisco parlare di potenriditá rivoluzionarie
capaci di preservare questo stesso movimento. Poco fa si diceva — giustamente — che é diverso. Intendo dire che cera una opposizione, un senso di rivolra nei
che la decisione circa i luoghi dove operavano questi movimenti era legata a confronti dei sistemi dittatoriali o come conseguenza di colpi di stato o a causa
cene considerazioni geopolitiche. L'immagine del piccolo rnotore mi sembra az- di quei sistemi rappresentativi che non funzionavano. Cera uno iato tra societá
zeccata perché é una metafora che rende pienamente quena che era l'idea rivo- e stato che si manifestava con un malessere generale. E questo malessere generale
luzionaria di aflora: era possibile creare un movimento rivoluzionario ampio e si esprimeva in una serie di conflitti che si concretizzavano poi in un dato, in un
di massa solo se esisteva un piccolo motete che veniva a scompensare la si- elemento che é importante, nello spostamento dei ceti medi verso il carnoo della
tuazione, che la squilibrava. E un movimento guerrigliero poteva scompensare rivoluzione.
la situazione solo se riusciva a durare nel tempo, ovvero poteva operare come II movimento guerrigliero in America latina 1 stato soprattutto un movimento
un esempio di fronte al quale le lotte delle masse potessero avere un punto di di ceti medi. Anche se i combattenti erario in numero limítate (si dice che• tra
riferimento político. L'idea quindi di un centro rivoluzionario, in questi luoghi, fi '60 e il '65 non d siano mai stati piú di 600-700 unitá combattenti) comunque
mi sembra una idea strategica che, in un certo qual senso, é riuscita ad avere il dato numerico non rende pienamente l'idea della ripercussione che aveva questo
una sua funzione, almena in due processi rivoluzionari: quello di Cuba e quello tipo di movimento, persino guando si risolveva in una sorta di farsa, come é stato
del Nicaragua. Ricordo le considerazioni dei partiti comunisti prima del trionfo nel caso di Massetti. La « guerriglia » di Massetti era una farsa, tardé yero che
della rivoluzione cubana: spiegavano perché questa era un'avventura e perché non non erano neppure dodici coloro che entrarono a Salta: erano appena in otto.
poteva giungere ad alcun risultato positivo. II partito comunista cubano, in un Badate, entrarono a Salta con una dichiarazione che era stata preparata centro
primo momento, ha ammesso di ayer avuto questa posizione di fronte al pro- il govemo militare, ma vi entrarono guando si erano fatte le elezioni ed era
cesso rivoluzionario. Questo ci porta ad enunciare il seguente messaggio: stiamo nato il garbuglio con il presidente della repubblica. Entraron°, comunque come
analizzando esperienze fallite. Partendo dal fatto che le analizziamo come esperienze « forze » appartenenti al movimento e, anche sotto u govemo costituzionale,
fallite é possibile fare una critica che vada al di la del senso di questa esperienza questa guerriglia ebbe ripercussioni a Córdoba, a Salta e a Buenos Aires; ripercus•
e che la condanni di per sé, sioni di una ampiezza comunque significativa.
in quanto tale. Ritengo che questo sia un criterio
piuttosto rischioso nella misura in cui nega la possibilitá di apertura al nuovo, Ahora: sto parlando di un « modo di sentire », di un malessere di fondo
a ció che non é prescritto e prestabilito. Perché non possiamo prestabilire mai, che potenzialmente poteva sfociare in situazioni di tipo rivoluzionario, • nel senso
mai, non di una rivoluzione immediata, ma di movimenti che avrebbero ponfio avere
questoi fenomeni
t- di massa che una determinata situazione puó scatenare. Per
un seguito ed essere in condizione di approfittare di quel malessere. Non 'é lo
uttte le rivoluzioni prendono sempre di contropiede le organizzazioni che
ovviamente, non possono « fabbricare » queste situazioni ma che devono ruttavia schema della rivoluzione russa e non si tratta neppure di quello della rivoluzione
adattarsi ad esse. cinese; non .appartiene neppure agli scherni della Terza Intemazionale dei paniti
I comunisti; é uno schema che potremmo definire (quasi) latinoamericano. É lo
In secondo luego, e in riferimento all'esperienza boliviana, io penso che
II « Che » non poteva non conoscere una veritá peraltro nota a tutti i schema di uno stato che non 1 riuscito a sopportare un malessere di fondo perché
dove ci sono alberi non ci seno uomini; in Bolivia, • dove ci son alberi non era privo di un sostegno sociale, perché non esisteva un' rapporto tra stato e
ci sono uomini; gil uomini si troyano dove ci sono le pietre, non dove ci sono societá. Questo fu fi punto di partenza. Ritengo che sia un punto di paitenza
gli alberi. 'Nena selva, quindi, non ci seno uomini. La guerriglia boliyarta era, sbagliato e oggi so che é sbagliato, ma noi, aflora, partivamo da questa visione,
di conseguenza, una guerriglia argentina. Sappiamo bene che la guerriglia era tant'é yero che il tema dello stato in guante stato non é una tematica propria
della riflessione socMlogica e politica: degli anni '60.• II tema della « dipendenza »
stata preparata 'a Cuba, che a Cuba era stata addestrata• una brigata di 200 amentini
non appare neppure tra le tematiche di quegli anni. E nella tematica della di-
il ci compito era quello di sosienere e portare avanti II « progetto boliviano »;
pendenza e del sottosyiluppo, lo stato non appare mai, non viene preso in con-
era un'espérienza d'altro genere. Con questo non voglio giustificarla o difenderla
come proposta valida; intendo solo spiegame le ragioni e il modo in cui siderazione. La tematica dello stato comincia ad essere presa in considerazione
- questa dalla sociologia latinoamericana solo guando cominciano ad apparire i geverni
esperienza verme pensata. Era, cioé, una esperienza fi cui intento era (lucilo di
autoritari. Noi abbiamo « scoperto » lo stato negli anni '70 quando ce lo siamo
provocare un movimento moho piú generale in una zona che era sotto fi controllo
trovato addosso in un modo che non avremmo mai neppure pensato. Ecco, intendo
dei militad. Se prendiamo in considerazione questi elementi di rottúra del riformi-
dire che in Anferica latina,'" negli anni Sessanta, all'epoca di Castro e Guevara,
smo, le contraddizioni aggrayate dal fallimento dell'intento di modernizzazione del-
eravamo condizionati •da come certi gruppi sociali percepivano i fenomeni social;
PAmerica latina, il fallimento dei partid comunisti, la neeessitá di costruire una
alternativa rivoluzionaria in un luego nel quale si supponeva Pesistenza stessi, e non da condizioni oggettive. •
di poten- ." '
zialit rivoluzionarie, Pesperienza boliviana non risulta 'poi tanto folie. Che si
riconoscesséro 'peteniialitá •riVeludoriarie 'era ' un dato - (Trad. di.,, ElisáláttiFLasojna):-
indiscusibile nella misura
in -cui la parola a rivoluzione »Veniva' tisata in quasi tutte 'le organiy_iazioni, nen
solo di sinistta -
roa anche del centro. L'idea di rivoluzione esiste ceme -
d'eónea »rnell'Atnerica latina di - questi anni. un''« clima
parlan di rivoluzione --non
petteVaiireientarsi'a
akidtátóri:.1.; cliscutere' e
lIru. 3311: f±1. eht parlava di 'democrizia'seleitava Pirrisiorie-fiegli
1'. :L1L,
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20
21
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Anno X, n. 33-34 5 Premessa
gcnnaio-giugno 1989
Guido Quazza
7 Che Guevara e l'uomo nuovo

c. p. 64091 José Aricri


- 00100 Roma
tel. 873742 13 Guevara e le tradizioni latinoamericane

Sergio De Santis
23 II « Che », profilo e problemi
Comitato di redazione:
Bruna Gobbi, Nicoletta Ma: Roberto Massari
nuzzato, Massimo Micarelli: 35 La formazione culturale del giovane
Giorgio Oldrini, Manuel Pla- Guevara
na, Alessandra Riccio, Enzo
Santarelli, Massimo Squillac- Salvador Vilaseca
ciotti, Angelo Trento. 43 Como di govemo e diplomatico della
rivoluzione

Filippo Frassati
Direttore responsabile:
53 Sul pensiero militare di Guevara
Gabriella Lapasini
Saverio Tutino
75 La rivoluzione non si teorizza

Antonio Moscato
83 Guevara e il « socialismo reale »
La rivista non assurne la responsa-
billa dele opinioni espresse negli Fenton Arellano
artiooli firmad.
103 La guerriglia nell'esperienza del Nicaragua

Enzo Santarelli
109 II progetto di una strategia tricontinentale

In copertina: Paola Belpassi


foto di Osvaldo Salas 117 II « Che » e l'Africa

Antonio Me/ir
125 Guevara e il guevarismo

Rtiggero Giacomini
Sped. abb. post. gr. IV, 70%
133 Maoismo e guevarismo in Italia
Autorizz. del trib. di Roma
n. 18142 del 6-6-1980 Paola Di- Cori
Stampa: ITER
149 11« Che » e la generazione del '68
Via G. Raffaelli, 1 - Roma
-,Belarmino;agueta ,
155 .- - Guevara nel presente •dell'Arderica latina
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1111 _ 1s
Chiusoi in-tipográa.'? .1. 165 ,-Appendice
11 28-2-1989 t-u .(a din-a-"di:Roberto-Massaril",.,