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L. 183/89 Difesa del suolo Pag.

L. n. 183/1989
Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo
1. (Finalit della legge). cui vanno raccordati i sistemi informativi regionali e quelli
1. La presente legge ha per scopo di assicurare la difesa del delle province autonome (1).
suolo, il risanamento delle acque, la fruizione e la gestione del 3. fatto obbligo alle Amministrazioni dello Stato, anche ad
patrimonio idrico per gli usi di razionale sviluppo economico ordinamento autonomo, nonch alle istituzioni ed agli enti
e sociale, la tutela degli aspetti ambientali ad essi connessi. pubblici, anche economici, che comunque raccolgano dati nel
2. Per il conseguimento delle finalit perseguite dalla presente settore della difesa del suolo, di trasmetterli alla regione
legge, la pubblica amministrazione svolge ogni opportuna territorialmente interessata ed ai competenti servizi tecnici
azione di carattere conoscitivo, di programmazione e nazionali, di cui allart. 9, secondo le modalit definite ai
pianificazione degli interventi, di loro esecuzione, in sensi del comma 2 del presente articolo.
conformit alle disposizioni che seguono.
3. Ai fini della presente legge si intende: (1) Si veda latto di indirizzo di cui al D.P.R. 7 gennaio 1992.
a) per suolo: il territorio, il suolo, il sottosuolo, gli abitati e le
opere infrastrutturali; 3. (Le attivit di pianificazione, di programmazione e di
b) per acque: quelle meteoriche, fluviali, sotterranee e marine; attuazione).
c) per corso dacqua: i corsi dacqua, i fiumi, i torrenti, i 1. Le attivit di programmazione, di pianificazione e di
canali, i laghi, le lagune, gli altri corpi idrici; attuazione degli interventi destinati a realizzare le finalit
d) per bacino idrografico: il territorio dal quale le acque indicate allart. 1 curano in particolare:
pluviali o di fusione delle nevi e dei ghiacciai, defluendo in a) la sistemazione, la conservazione ed il recupero del suolo
superficie, si raccolgono in un determinato corso dacqua nei bacini idrografici, con interventi idrogeologici, idraulici,
direttamente o a mezzo di affluenti, nonch il territorio che idraulico-forestali, idraulico-agrari, silvo-pastorali, di
pu essere allagato dalle acque del medesimo corso dacqua, forestazione e di bonifica, anche attraverso processi di
ivi compresi i suoi rami terminali con le foci in mare ed il recupero naturalistico, botanico e faunistico;
litorale marittimo prospiciente; qualora un territorio possa b) la difesa, la sistemazione e la regolazione dei corsi
essere allagato dalle acque di pi corsi dacqua, esso si dacqua, dei rami terminali dei fiumi e delle loro foci nel
intende ricadente nel bacino idrografico il cui bacino mare, nonch delle zone umide;
imbrifero montano ha la superficie maggiore; c) la moderazione delle piene, anche mediante serbatoi di
e) per sub-bacino: una parte del bacino idrografico, quale invaso, vasche di laminazione, casse di espansione,
definito dalla competente autorit amministrativa. scaricatori, scolmatori, diversivi o altro, per la difesa dalle
4. Alla realizzazione delle attivit previste al comma 1 inondazioni e dagli allagamenti;
concorrono, secondo le rispettive competenze: lo Stato, le d) la disciplina delle attivit estrattive, al fine di prevenire il
regioni a statuto speciale ed ordinario, le province autonome dissesto del territorio, inclusi erosioni ed abbassamento degli
di Trento e di Bolzano, le province, i comuni, le comunit alvei e delle coste;
montane, i consorzi di bonifica ed irrigazione e quelli di e) la difesa e il consolidamento dei versanti e delle aree
bacino imbrifero montano. instabili, nonch la difesa degli abitanti e delle infrastrutture
5. Le disposizioni della presente legge costituiscono norme contro i movimenti franosi, le valanghe e altri fenomeni di
fondamentali di riforma economico-sociale della Repubblica dissesto;
nonch principi fondamentali ai sensi dellart. 117 della f) il contenimento dei fenomeni di subsidenza dei suoli e di
Costituzione. risalita delle acque marine lungo i fiumi e nelle falde idriche,
anche mediante operazioni di ristabilimento delle preesistenti
2. (Attivit conoscitiva). condizioni di equilibrio e delle falde sotterranee;
1. Nellattivit conoscitiva, svolta per le finalit della presente g) la protezione delle coste e degli abitati dallinvasione e
legge e riferita allintero territorio nazionale, si intendono dallerosione delle acque marine ed il ripascimento degli
comprese le azioni di: raccolta, elaborazione, archiviazione e arenili, anche mediante opere di ricostituzione dei cordoni
diffusione dei dati; accertamento, sperimentazione, ricerca e dunosi;
studio degli elementi dellambiente fisico e delle condizioni h) il risanamento delle acque superficiali e sotterranee allo
generali di rischio; formazione ed aggiornamento delle carte scopo di fermarne il degrado e, rendendole conformi alle
tematiche del territorio; valutazione e studio degli effetti normative comunitarie e nazionali, assicurarne la razionale
conseguenti alla esecuzione dei piani, dei programmi e dei utilizzazione per le esigenze della alimentazione, degli usi
progetti di opere previsti dalla presente legge; attuazione di produttivi, del tempo libero, della ricreazione e del turismo,
ogni iniziativa a carattere conoscitivo ritenuta necessaria per mediante opere di depurazione degli effluenti urbani,
il conseguimento delle finalit di cui allart. 1. industriali ed agricoli, e la definizione di provvedimenti per la
2. Lattivit conoscitiva di cui al presente articolo svolta, trasformazione dei cicli produttivi industriali ed il razionale
sulla base delle deliberazioni di cui allart. 4, comma 1, impiego di concimi e pesticidi in agricoltura;
secondo criteri, metodi e standards di raccolta, elaborazione e i) la razionale utilizzazione delle risorse idriche superficiali e
consultazione, nonch modalit di coordinamento e di profonde, con una efficiente rete idraulica, irrigua ed idrica,
collaborazione tra i soggetti pubblici comunque operanti nel garantendo, comunque, che linsieme delle derivazioni non
settore, che garantiscano la possibilit di omogenea pregiudichi il minimo deflusso costante vitale negli alvei
elaborazione ed analisi e la costituzione e gestione, ad opera sottesi, nonch la polizia delle acque;
dei servizi tecnici nazionali, di un unico sistema informativo,
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l) lo svolgimento funzionale dei servizi di polizia idraulica, di 3. Il Comitato dei ministri ha funzione di alta vigilanza sui
navigazione interna, di piena e di pronto intervento idraulico, servizi tecnici nazionali ed adotta gli atti di indirizzo e di
nonch della gestione degli impianti; coordinamento delle loro attivit. Propone al Presidente del
m) la manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere e Consiglio dei Ministri lo schema di programma nazionale di
degli impianti nel settore e la conservazione dei beni; intervento, di cui allart. 25, comma 3, che coordina con
n) la regolamentazione dei territori interessati dagli interventi quelli delle regioni e degli altri enti pubblici a carattere
di cui alle lettere precedenti ai fini della loro tutela nazionale, verificandone lattuazione.
ambientale, anche mediante la determinazione di criteri per la 4. Per lo svolgimento delle funzioni di segreteria tecnica, il
salvaguardia e la conservazione delle aree demaniali e la Comitato dei ministri si avvale delle strutture delle
costituzione di parchi fluviali e lacuali e di aree protette; Amministrazioni statali competenti.
o) la gestione integrata in ambiti ottimali dei servizi pubblici 4 bis. I principi degli atti di indirizzo e coordinamento di cui
nel settore, sulla base di criteri di economicit e di efficienza al presente articolo sono preventivamente sottoposti alla
delle prestazioni; Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e
p) il riordino del vincolo idrogeologico; le province autonome di Trento e di Bolzano (3).
q) lattivit di prevenzione e di allerta svolta dagli enti
periferici operanti sul territorio. (1) Si veda il D.P.R. 14 aprile 1994.
(2) Comma cos sostituito dallart. 1 della L. 7 agosto 1990, n. 253.
2. Le attivit di cui al presente articolo sono svolte, sulla base
(3) Comma aggiunto dallart. 1 della L. 7 agosto 1990, n. 253.
delle deliberazioni di cui allart. 4, comma 1, secondo criteri,
metodi e standards, nonch modalit di coordinamento e di 5. (Competenze del Ministero dei lavori pubblici e del
collaborazione tra i soggetti pubblici comunque competenti al
Ministero dellambiente).
fine, tra laltro, di garantire omogeneit di: 1. Le attribuzioni statali previste dalla presente legge sono
a) condizioni di salvaguardia della vita umana e del territorio, svolte sotto la responsabilit del Ministro dei lavori pubblici e
ivi compresi gli abitati ed i beni;
del Ministro dellambiente, secondo le rispettive competenze.
b) modalit di utilizzazione delle risorse e dei beni, e di 2. Il Ministro dei lavori pubblici:
gestione dei servizi connessi. a) formula proposte, sentito il Comitato nazionale per la
difesa del suolo ai fini delladozione, ai sensi dellart. 4, degli
4. (Il Presidente del Consiglio dei Ministri ed il Comitato indirizzi e dei criteri per lo svolgimento del servizio di polizia
dei ministri per i servizi tecnici nazionali e gli interventi idraulica, di navigazione interna, di piena e di pronto
nel settore della difesa del suolo). intervento idraulico e per la realizzazione, gestione e
1. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del manutenzione delle opere e degli impianti e la conservazione
Ministro dei lavori pubblici ovvero del Comitato dei ministri dei beni;
di cui al comma 2 nel caso di cui alla lett. d), e previa b) provvede al soddisfacimento delle esigenze organizzative
deliberazione del Consiglio dei Ministri, approva con proprio necessarie al funzionamento del Comitato nazionale per la
decreto: difesa del suolo, le cui spese di carattere obbligatorio sono
a) le deliberazioni concernenti i metodi ed i criteri, anche poste a carico dello stato di previsione della spesa del
tecnici, per lo svolgimento delle attivit di cui agli artt. 2 e 3, Ministero;
nonch per la verifica ed il controllo dei piani di bacino, dei c) predispone la relazione sulluso del suolo e sulle condizioni
programmi di intervento e di quelli di gestione; dellassetto idrogeologico, da allegare alla relazione sullo
b) gli atti relativi alla delimitazione dei bacini di rilievo stato dellambiente di cui allart. 1, comma 6, della L. 8 luglio
nazionale e interregionale (1); 1986, n. 349, nonch la relazione sullo stato di attuazione dei
c) i piani di bacino di rilievo nazionale, sentito il Comitato programmi triennali di intervento, di cui allart. 25, da
nazionale per la difesa del suolo di cui allart. 6 e previo allegare alla relazione previsionale e programmatica, ai sensi
parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici; dellart. 29 della presente legge. La relazione sulluso del
d) il programma nazionale di intervento, di cui allart. 25, suolo e sulle condizioni dellassetto idrogeologico e la
comma 3; relazione sullo stato dellambiente sono redatte avvalendosi
e) gli atti volti a provvedere in via sostitutiva in caso di dei servizi tecnici nazionali;
persistente inattivit dei soggetti ai quali sono demandate le d) provvede, in tutti i bacini di rilievo nazionale e a mezzo del
funzioni previste dalla presente legge, qualora si tratti di Magistrato alle acque di Venezia, del Magistrato per il Po di
attivit da svolgersi entro termini essenziali, avuto riguardo Parma e dei provveditorati regionali alle opere pubbliche, alla
alle obbligazioni assunte o alla natura degli interventi; progettazione, realizzazione e gestione delle opere idrauliche
f) ogni altro atto di indirizzo e coordinamento nel settore di competenza statale, nonch alla organizzazione e al
disciplinato dalla presente legge. funzionamento dei servizi di polizia idraulica e di pronto
2. istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, intervento di propria competenza (1);
il Comitato dei Ministri per i servizi tecnici nazionali e gli e) opera, ai sensi dellart. 2, commi 5 e 6, della L. 8 luglio
interventi nel settore della difesa del suolo. Il Comitato, 1986, n. 349, rispettivamente, di concerto e di intesa con il
presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, su sua Ministro dellambiente per assicurare il coordinamento, ad
delega, da un Ministro membro del Comitato stesso, ogni livello di pianificazione, delle funzioni di difesa del
composto dai Ministri dei lavori pubblici, dellambiente, suolo con gli interventi per la tutela e lutilizzazione delle
dellagricoltura e delle foreste, per il coordinamento della acque e per la tutela dellambiente.
protezione civile, per gli interventi straordinari nel 3. Il Ministro dellambiente provvede, nei bacini di rilievo
Mezzogiorno, per gli affari regionali ed i problemi nazionale ed interregionale, allesercizio delle funzioni
istituzionali e per i beni culturali e ambientali (2). amministrative di competenza statale in materia di tutela
dallinquinamento e di smaltimento dei rifiuti, anche per gli
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aspetti di rilevanza ambientale di cui, in particolare, allart. 3 finalit della presente legge, ed ogni qualvolta ne richiesto
comma 1, lett. a) ed h). dal Ministro dei lavori pubblici. In particolare:
a) formula proposte per ladozione degli indirizzi, dei metodi
(1) Lettera cos modificata dal terzo comma dellart. 1 della L. 7 agosto 1990, e dei criteri di cui al predetto art. 4;
n. 253.
b) formula proposte per il costante adeguamento scientifico
ed organizzativo dei servizi tecnici nazionali e del loro
6. (Comitato nazionale per la difesa del suolo: istituzione e coordinamento con i servizi, gli istituti, gli uffici e gli enti
compiti) (1). pubblici e privati che svolgono attivit di rilevazione, studio e
1. istituito presso il Ministero dei lavori pubblici il ricerca in materie riguardanti, direttamente o indirettamente,
Comitato nazionale per la difesa del suolo. il settore della difesa del suolo;
2. Detto Comitato, presieduto dal Ministero dei lavori c) formula osservazioni sui piani di bacino, ai fini della loro
pubblici, composto da esperti nel settore della difesa del conformit agli indirizzi e ai criteri di cui allart. 4;
suolo, designati, su richiesta del Ministro dei lavori pubblici, d) esprime pareri sulla ripartizione degli stanziamenti
in ragione di: autorizzati da ciascun programma triennale tra i soggetti
a) due rappresentanti di ciascuno dei Ministeri dei lavori preposti allattuazione delle opere e degli interventi
pubblici, dellambiente e dellagricoltura e delle foreste; individuati dai piani di bacino;
b) un rappresentante di ciascuno dei seguenti Ministeri: per i e) esprime pareri sui programmi di intervento di competenza
beni culturali e ambientali; del bilancio e della statale per i bacini di rilievo nazionale.
programmazione economica; dei trasporti; della sanit; della
(1) Si veda il D.M. 2 luglio 1991, n. 451 (Regolamento concernente il
marina mercantile; dellindustria, del commercio e
finanziamento del Comitato nazionale per la difesa de l suolo).
dellartigianato; delle finanze; del tesoro; delluniversit e (2) Lettera cos modificata dallart. 2 della L. 7 agosto 1990, n. 253.
della ricerca scientifica e tecnologica; nonch dei Ministri per
il coordinamento della protezione civile; per gli interventi
straordinari nel Mezzogiorno e per gli affari regionali ed i 7. (Direzione generale della difesa del suolo). (1)
problemi istituzionali (2); 1. La direzione generale delle acque e degli impianti elettrici
c) un rappresentante di ciascuno dei seguenti enti: Consiglio del Ministero dei lavori pubblici assume la denominazione di
nazionale delle ricerche (CNR); Ente nazionale per lenergia direzione generale della difesa del suolo ed espleta le funzioni
elettrica (ENEL); Ente nazionale per la ricerca e lo sviluppo di segreteria del Comitato nazionale per la difesa del suolo,
dellenergia nucleare e delle energie alternative (ENEA); oltre a quelle gi di sua competenza e a quelle attribuite al
d) un rappresentante di ciascuna delle ragioni e delle province Ministero dei lavori pubblici dallart. 5.
autonome di Trento e di Bolzano; 2. Le funzioni di segreteria del Comitato nazionale per la
e) un rappresentante, per ciascuno, dellAssociazione difesa del suolo sono esercitate, per le materie concernenti la
nazionale comuni italiani (ANCI), dellUnione province difesa delle acque dallinquinamento, dal servizio
italiane (UPI) e dellUnione nazionale comuni comunit enti prevenzione degli inquinamenti e risanamento ambientale del
montani (UNCEM); Ministero dellambiente.
f) uno designato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, per 3. Con decreto del Ministro dei lavori pubblici si provvede,
il profilo dellorganizzazione amministrativa. entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
3. Del Comitato, altres, fanno parte il presidente generale ed presente legge, alla organizzazione della direzione generale
il presidente della IV sezione del Consiglio superiore dei della difesa del suolo, dotandola delle strutture tecniche, degli
lavori pubblici, nonch il direttore generale della difesa del strumenti, degli istituti e delle risorse necessari, tra laltro, a
suolo del Ministero dei lavori pubblici, di cui allart. 7, ed il garantire il pi efficace supporto dellattivit del Comitato
direttore del servizio prevenzione degli inquinamenti e nazionale per la difesa del suolo.
risanamento ambientale del Ministero dellambiente.
(1) Si veda il D.M. 6 ottobre 1990, n. 460 (Regolamento recante
4. Il Comitato costituito su proposta del Ministro dei lavori
organizzazione della Direzione generale della difesa del suolo).
pubblici con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
e dura in carica cinque anni. Con le medesime modalit si
procede alla eventuale sostituzione di componenti. 8. (Collaborazione interministeriale).
5. Qualora entro il termine di novanta giorni dalla richiesta 1. Il Presidente del Consiglio dei Ministri ed i Ministri
del Ministro dei lavori pubblici, di cui al comma 2, siano membri del Comitato di cui allart. 4 possono richiedere, per
pervenute le designazioni di almeno la met dei componenti, il tramite del Ministro competente, alle Amministrazioni
il Comitato si intende comunque costituito ed abilitato ad centrali e periferiche dello Stato, che sono tenute a
esercitare le proprie funzioni con i membri designati. Alle provvedere, lespletamento delle attivit necessarie
necessarie integrazioni provvede con successivi decreti il allesercizio delle competenze loro attribuite dalla presente
Presidente del Consiglio dei Ministri. legge.
6. Con apposito regolamento (1), approvato con decreto del
Ministro dei lavori pubblici, il Comitato disciplina il proprio 9. (I servizi tecnici nazionali) (1).
funzionamento, prevedendo anche la costituzione di 1. - 3. (Omissis).
sottocommissioni. Per lespletamento delle proprie 4. I servizi tecnici nazionali hanno le seguenti funzioni:
attribuzioni, si avvale della segreteria di cui allart. 7 e dei a) svolgere lattivit conoscitiva, qual definita allart. 2;
servizi tecnici di cui allart. 9. b) realizzare il sistema informativo unico e la rete nazionale
7. Il Comitato formula pareri, proposte ed osservazioni, anche integrati di rilevamento e sorveglianza, secondo quanto
ai fini dellesercizio delle funzioni di indirizzo e previsto al comma 5;
coordinamento di cui allart. 4, in ordine alle attivit ed alle
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c) fornire, a chiunque ne faccia richiesta, dati, pareri e Ministero dellambiente e uno del Ministero dellagricoltura e
consulenze, secondo un tariffario fissato ogni biennio con delle foreste. Negli stessi comitati tecnici dei bacini ricadenti
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il nelle aree del Mezzogiorno altres assicurata la presenza di
Comitato dei ministri di cui allart. 4. Le tariffe sono stabilite un rappresentante del Ministro per gli interventi straordinari
in base al principio della partecipazione al costo delle nel Mezzogiorno (1).
prestazioni da parte di chi ne usufruisca (3). 3. Il Servizio nazionale dighe provvede in via esclusiva,
5. - 13. (Omissis). anche nelle zone sismiche, alla identificazione, al controllo
dei progetti di massima, nonch al controllo dei progetti
(1) Si veda altres il D.P.R. 24 gennaio 1991, n. 85 (Regolamento esecutivi delle opere di sbarramento, dighe di ritenuta o
concernente la riorganizzazione ed il potenziamento dei Servizi tecnici
nazionali geologico, idrografico e mareografico, sismico e dighe nellambito
traverse che superano 15 metri di altezza o che determinano
della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai sensi dellart. 9 della L. 18 un volume di invaso superiore a 1.000.000 di metri cubi.
maggio 1989, n. 183) ed il D.P.R. 5 aprile 1993, n. 106 (Regolamento Restano di competenza del Ministero dellindustria, del
concernente la riorganizzazione ed il potenziamento dei Servizi tecnici commercio e dellartigianato tutte le opere di sbarramento che
nazionali nellambito della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai sensi
determinano invasi adibiti esclusivamente a deposito o
dellart. 9 della legge 18 maggio 1989, n. 183).
(2) Commi abrogati dallart. 40 del D.L.vo 30 luglio 1999, n. 300. decantazione o lavaggio di residui industriali (2).
4. Rientrano nella competenza delle regioni a statuto
10. (Le regioni). ordinario e a statuto speciale e delle province autonome di
1. Le regioni, ove occorra dintesa tra loro, esercitano le Trento e Bolzano le attribuzioni di cui al D.P.R. 1 novembre
funzioni ad esse trasferite e delegate ai sensi della presente 1959, n. 1363, per gli sbarramenti che non superano i 15 metri
legge, ed in particolare quelle di gestione delle risorse di altezza e che determinano un invaso non superiore a
dacqua e di terra e, tra laltro: 1.000.000 di metri cubi. Per tali sbarramenti, ove posti al
a) delimitano i bacini idrografici di propria competenza; servizio di grandi derivazioni di acqua di competenza statale,
b) collaborano nel rilevamento e nellelaborazione del restano ferme le attribuzioni del Ministero dei lavori pubblici.
progetto di piano dei bacini di rilievo nazionale secondo le Il servizio nazionale dighe fornisce alle regioni il supporto
direttive dei relativi comitati istituzionali, ed adottano gli atti tecnico richesto (2).
di competenza; 5. Resta di competenza statale la normativa tecnica relativa
c) formulano proposte per la formazione dei programmi e per alla progettazione e costruzione delle dighe di sbarramento di
la redazione di studi e di progetti relativi ai bacini di rilievo qualsiasi altezza e capacit di invaso.
nazionale; 6. Le funzioni relative al vincolo idrogeologico di cui al
d) provvedono alla elaborazione, adozione, approvazione ed R.D.L. 30 dicembre 1923, n. 3267, sono interamente
attuazione dei piani dei bacini idrografici di rilievo regionale esercitate dalle regioni a partire dalla data di entrata in vigore
nonch alla approvazione di quelli di rilievo interregionale; della presente legge.
e) dispongono la redazione e provvedono allapprovazione e 7. Sono delegate alle regioni, nel rispetto degli indirizzi
allesecuzione dei progetti, degli interventi e delle opere da generali e dei criteri definiti dallo Stato, le funzioni
realizzare nei bacini di rilievo regionale e di rilievo amministrative statali relative alla difesa delle coste, con
interregionale, istituendo, ove occorra, gestioni comuni, ai esclusione delle zone comprese nei bacini di rilievo
sensi dellart. 8 del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616; nazionale, nonch delle aree di preminente interesse nazionale
f) provvedono, nei bacini di rilievo regionale ed in quelli di per la sicurezza dello Stato e della navigazione marittima.
rilievo interregionale, per la parte di propria competenza, alla 8. Restano ferme tutte le altre funzioni amministrative gi
organizzazione e al funzionamento del servizio di polizia trasferite o delegate alle regioni.
idraulica, di piena e di pronto intervento idraulico ed a quelli
(1) Comma cos sostituito dallart. 3, comma 2, della L. 7 agosto 1990, n.
per la gestione e la manutenzione delle opere e degli impianti 253.
e la conservazione dei beni; (2) Comma cos sostituito dallart. 1 del D.L. 8 agosto 1994, n. 507, recante
g) provvedono alla organizzazione e al funzionamento della misure urgenti in materia di dighe, convertito, con modificazioni, nella L. 21
navigazione interna; ottobre 1994, n. 584. Per le modalit tecniche di applicazione si vedano,
altres, lart. 1, commi 4-6, del medesimo decreto legge.
h) attivano la costituzione di comitati per i bacini di rilievo
regionale e di rilievo interregionale e stabiliscono le modalit
di consultazione di enti, organismi, associazioni e privati 11. (Enti locali ed altri soggetti).
interessi, in ordine alla redazione dei piani di bacino; 1. I comuni, le province, i loro consorzi o associazioni, le
i) predispongono annualmente la relazione sulluso del suolo comunit montane, i consorzi di bonifica, i consorzi di bacino
e sulle condizioni dellassetto idrogeologico del territorio di imbrifero montano e gli altri enti pubblici e di diritto pubblico
competenza e sullo stato di attuazione del programma con sede nel bacino idrografico partecipano allesercizio di
triennale in corso e la trasmettono al Comitato nazionale per funzioni regionali in materia di difesa del suolo nei modi e
la difesa del suolo entro il mese di dicembre; nelle forme stabilite dalle regioni singolarmente o dintesa tra
l) assumono ogni altra iniziativa ritenuta necessaria in materia loro, nellambito delle competenze del sistema delle
di conservazione e difesa del territorio, del suolo e del autonomie locali.
sottosuolo e di tutela ed uso delle acque nei bacini idrografici 2. Gli enti di cui al comma 1 possono avvalersi, sulla base di
di competenza ed esercitano ogni altra funzione prevista dalla apposite convenzioni, dei servizi tecnici nazionali per la
presente legge. difesa del suolo e sono tenuti a collaborare con essi.
2. Nei comitati tecnici di bacino di rilievo regionale ed in
quelli di rilievo interregionale deve essere assicurata la 12. (Autorit di bacino di rilievo nazionale).
presenza a livello tecnico di funzionari dello Stato, di cui 1. Nei bacini idrografici di rilievo nazionale istituita
almeno uno del Ministero dei lavori pubblici, uno del lAutorit di bacino, che opera in conformit agli obiettivi
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della presente legge considerando i bacini medesimi come c) cura i rapporti, ai fini del coordinamento delle rispettive
ecosistemi unitari. attivit, con le Amministrazioni statali, regionali e degli enti
2. (1) Sono organi dellAutorit di bacino: locali;
a) il comitato istituzionale; d) cura lattuazione delle direttive del comitato istituzionale
b) il comitato tecnico; agendo per conto del comitato medesimo nei limiti dei poteri
c) il segretario generale e la segretaria tecnico-operativa. delegatigli;
3. Il comitato istituzionale presieduto dal Ministro dei lavori e) riferisce al comitato istituzionale sullo stato di attuazione
pubblici, ovvero dal Ministro dellambiente per quanto attiene del piano di bacino per lesercizio del potere di vigilanza ed
al risanamento delle acque, la tutela dei suoli in tale materia esercita i poteri che gli vengono delegati dal
dallinquinamento e la salvaguardia dellecosistema fluviale, comitato medesimo;
ed composto: dai Ministri predetti; dai Ministri f) cura la raccolta dei dati relativi agli interventi programmati
dellagricoltura e delle foreste e per i beni culturali ed ed attuati, nonch alle risorse stanziate per le finalit del
ambientali, ovvero da sottosegretari delegati; dai presidenti piano di bacino da parte dello Stato, delle regioni e degli enti
delle giunte regionali delle regioni il cui territorio locali e comunque agli interventi da attuare nellambito del
maggiormente interessato, ovvero da assessori delegati; dal bacino, qualora abbiano attinenza con le finalit del piano
segretario generale dellAutorit di bacino che partecipa con medesimo;
voto consultivo. g) preposto alla segreteria tecnico-operativa.
4. Il comitato istituzionale: 8. Il segretario generale nominato dal comitato istituzionale,
a) adotta criteri e metodi per la elaborazione del piano di su proposta del Ministro dei lavori pubblici dintesa con il
bacino in conformit agli indirizzi ed ai criteri di cui allart. 4; Ministro dellambiente, tra i funzionari del comitato tecnico
b) individua tempi e modalit per ladozione del piano di ovvero tra esperti di comprovata qualificazione professionale
bacino, che potr eventualmente articolarsi in piani riferiti a nel settore disciplinato dalla presente legge. La carica di
sub bacini; segretario generale ha durata quinquennale.
c) determina quali componenti del piano costituiscono 9. La segreteria tecnico-operativa, costituita da dipendenti
interesse esclusivo delle singole regioni e quali costituiscono dellAmministrazione dei lavori pubblici e da personale
interessi comuni a pi regioni; designato dalle Amministrazioni statali e dalle regioni
d) adotta i provvedimenti necessari per garantire comunque interessate, articolata negli uffici: a) segreteria; b) studi e
lelaborazione del piano di bacino; documentazione; c) piani e programmi.
e) adotta il piano di bacino; 10. Le Autorit di bacino hanno sede provvisoria presso il
f) assicura il coordinamento dei piani di risanamento e tutela Magistrato alle acque di Venezia, il Magistrato per il Po di
delle acque, esercitando, fin dalla costituzione ed in vista Parma ed i provveditorati regionali alle opere pubbliche
della revisione della legislazione in materia, le funzioni delle competenti ed individuati dal Ministro dei lavori pubblici, cui
conferenze interregionali di cui alla L. 10 maggio 1976, n. spettano le determinazioni definitive.
319;
g) controlla lattuazione degli schemi previsionali e (1) Si vedano, altres, gli artt. 13 e 14 della L. 7 agosto 1990, n. 253, nonch i
D.D.P.C.M. 10 agosto 1989 che hanno costituito le autorit di bacino dei
programmatici di cui allarticolo 31, del piano di bacino e dei fiumi Liri-Garigliano e Volturno; Po; Arno; Adige; Isonzo; Tagliamento;
programmi triennali e, in caso di grave ritardo nellesecuzione Livenza; Piave e Brenta-Bacchiglione; Tevere.
degli interventi non di competenza statale rispetto ai tempi (2) Lettera cos modificata dallart. 12 del D.L. 5 ottobre 1993, n. 398,
fissati nel programma, diffida lamministrazione convertito, con modificazioni, nella L. 4 dicembre 1993, n. 493.
inadempiente, fissando in dodici mesi il termine massimo per
linizio dei lavori. Decorso infruttuosamente tale termine, 13. (Classificazione dei bacini idrografici e loro
alladozione delle misure necessarie ad assicurare lavvio dei delimitazione).
lavori provvede, in via sostitutiva, il presidente della giunta 1. Lintero territorio nazionale, ivi comprese le isole minori,
regionale interessata che, a tal fine, pu avvalersi degli organi ripartito in bacini idrografici. Ai fini della presente legge i
decentrati e periferici del Ministero dei lavori pubblici (2). bacini idrografici sono classificati in bacini di rilievo
5. Il comitato tecnico organo di consulenza del comitato nazionale, interregionale e regionale.
istituzionale e provvede alla elaborazione del piano di bacino 2. I bacini di rilievo nazionale ed interregionale sono
avvalendosi della segreteria tecnico-operativa. Es so provvisoriamente delimitati come da cartografia allegata al
presieduto dal segretario generale ed costituito da funzionari decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 dicembre
designati, in numero complessivamente paritetico, dalle 1977, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 354 del 29
Amministrazioni statali e da quelle regionali presenti nel dicembre 1977. Eventuali variazioni possono essere disposte
comitato istituzionale. Il comitato tecnico pu essere ai sensi dellart. 4, comma 1, lett. b).
integrato, su designazione del comitato istituzionale, da 3. Le regioni provvedono, entro un anno dalla data di entrata
esperti di elevato livello scientifico. in vigore della presente legge, alla delimitazione dei bacini di
6. Alla nomina dei componenti del comitato tecnico provvede propria competenza.
il Ministro dei lavori pubblici, sulla base delle designazioni
pervenutegli. 14. (Bacini di rilievo nazionale).
7. Il segretario generale: 1. Fatti salvi gli accordi internazionali che riguardano bacini
a) provvede agli adempimenti necessari al funzionamento interessanti anche territori al di fuori dei confini nazionali,
dellAutorit di bacino; sono bacini di rilievo nazionale:
b) cura listruttoria degli atti di competenza del comitato a) per il versante adriatico:
istituzionale, cui formula proposte; 1) Isonzo (Friuli-Venezia Giulia);
2) Tagliamento (Veneto, Friuli-Venezia Giulia);
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3) Livenza (Veneto, Friuli-Venezia Giulia); amministrative relative alle risorse idriche. Le regioni
4) Piave (Veneto, Friuli-Venezia Giulia); esercitano le predette funzioni previa adozione di specifiche
5) Brenta-Bacchiglione (Veneto, Trentino-Alto Adige); intese.
6) Adige (Veneto, Trentino-Alto Adige); 3. Le regioni territorialmente competenti definiscono,
7) Po (Piemonte, Valle dAosta, Liguria, Lombardia, dintesa:
Trentino-Alto Adige, Veneto, Toscana, Emilia-Romagna); a) la formazione del comitato istituzionale di bacino e del
b) per il versante tirrenico: comitato tecnico;
1) Arno (Toscana, Umbria); b) il piano di bacino;
2) Tevere (Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, c) la programmazione degli interventi;
Lazio, Abruzzo); d) le modalit di svolgimento delle funzioni amministrative
3) Liri-Garigliano (Lazio, Campania, Abruzzo); per la gestione del bacino, ivi comprese la progettazione, la
4) Volturno (Abruzzo, Lazio, Campania). realizzazione, la gestione e il finanziamento degli incentivi,
2. Ai bacini dei fiumi che sfociano nellalto Adriatico a nord degli interventi e delle opere.
del bacino dellAdige e fino al confine jugoslavo, sopra 4. (1) Qualora lintesa di cui al comma 2 non venga
indicati alla lett. a), nn. 1), 2), 3), 4) e 5) ed a quelli di medio conseguita entro un anno dalla data di entrata in vigore della
Tirreno, sopra indicati alla lett. b), nn. 3) e 4), preposta presente legge, il Presidente del Consiglio dei Ministri, previa
rispettivamente ununica Autorit di bacino, che opera anche diffida ad adempiere entro trenta giorni, istituisce, su proposta
per il coordinamento dei singoli piani di bacino avendo del Ministro dei lavori pubblici, il comitato istituzionale di
particolare riguardo alle valutazioni degli effetti sulle aree bacino ed il comitato tecnico di cui al comma 3, lettera a).
costiere.
3. Nei bacini di rilievo nazionale resta fermo il riparto delle (1) Comma cos sostituito dallart. 4 della L. 7 agosto 1990, n. 253.
Loriginario comma era stato dichiarato illegittimo dalla sentenza Corte cost.
competenze previsto dalle vigenti disposizioni di legge. Ai 26 febbraio 1990, n. 85.
fini della razionalizzazione delle competenze amministrative
e della coordinata gestione delle opere idrauliche, della
polizia idraulica e del servizio di pronto intervento, in essi il 16. (Bacini di rilievo regionale).
Ministro dei lavori pubblici, su richiesta del comitato 1. Bacini di rilievo regionale sono tutti quelli non ricompresi
istituzionale interessato e su conforme parere del Comitato nelle disposizioni degli artt. 14 e 15.
nazionale per la difesa del suolo, individua con proprio 2. Le funzioni amministrative relative alle risorse idriche in
decreto, entro due anni dalla data di entrata in vigore della tutti i bacini di rilievo regionale sono delegate alle regioni
presente legge, i corsi dacqua, escluse in ogni caso le aste territorialmente competenti con decreto del Presidente della
principali dei bacini, per i quali le competenze amministrative Repubblica entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della
relative alle opere idrauliche ed alla polizia idraulica sono presente legge.
trasferite alle regioni territorialmente competenti (1). 3. Nulla innovato al disposto del decreto del Presidente
della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, per quanto attiene
(1) Si veda il D.M. 5 luglio 1996, recante ridefinizione delle competenze alla disciplina delle grandi derivazioni sia nei bacini di rilievo
idrauliche nel bacino del fiume Tevere (G.U. n. 169 del 20 luglio 1996).
regionale sia in quelli di rilievo interregionale, di cui allart.
15.
15. (Bacini di rilievo interregionale). 1. Bacini di rilievo
interregionale sono: 17. (Valore, finalit e contenuti del piano di bacino).
a) per il versante adriatico: 1. Il piano di bacino ha valore di piano territoriale di settore
1) Lemene (Veneto, Friuli-Venezia Giulia); ed lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo
2) Fissaro-Tartaro-Canal Bianco (Lombardia, Veneto); mediante il quale sono pianificate e programmate le azioni e
3) Reno (Toscana, Emilia-Romagna); le norme d'uso finalizzate alla conservazione, alla difesa e alla
4) Marecchia (Toscana, Emilia-Romagna, Marche); valorizzazione del suolo e la diretta utilizzazione delle acque,
5) Conca (Marche, Emilia-Romagna); sulla base delle caratteristiche fisiche ed ambientali del
6) Tronto (Marche, Lazio, Abruzzo); territorio interessato.
7) Sangro (Abruzzo, Molise); 2. Il piano di bacino redatto, ai sensi dell'art. 81, primo
8) Trigno (Abruzzo, Molise); comma, lett. a) del decreto del Presidente della Repubblica 24
9) Saccione (Molise, Puglia); luglio 1977, n. 616, in base agli indirizzi, metodi e criteri
10) Fortore (Campania, Molise, Puglia); fissati dal Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta
11) Ofanto (Campania, Basilicata, Puglia); del Ministro dei lavori pubblici previa deliberazione del
b) per il versante ionico: Comitato nazionale per la difesa del suolo. Studi ed interventi
1) Bradano (Puglia, Basilicata); sono condotti con particolare riferimento ai bacini montani, ai
2) Sinni (Basilicata, Calabria); torrenti di alta valle ed ai corsi d'acqua di fondovalle.
c) per il versante tirrenico: 3. Il piano di bacino persegue le finalit indicate all'art. 3 ed,
1) Magra (Liguria, Toscana); in particolare, contiene:
2) Fiora (Toscana, Lazio); a) in conformit a quanto previsto dall'art. 2, il quadro
3) Sele (Campania, Basilicata); conoscitivo organizzato ed aggiornato del sistema fisico, delle
4) Noce (Basilicata, Calabria); utilizzazioni del territorio previste dagli strumenti urbanistici
5) Lao (Basilicata, Calabria). comunali ed intercomunali, nonch dei vincoli, relativi al
2. Nei predetti bacini sono trasferite alle regioni bacino, di cui al R.D.L. 30 dicembre 1923, n. 3267, ed alle
territorialmente competenti le funzioni amministrative leggi 1 giugno 1939, n. 1089 e 29 giugno 1939, n. 1497, e
relative alle opere idrauliche e delegate le funzioni loro successive modificazioni ed integrazioni;
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b) la individuazione e la quantificazione delle situazioni, in D.P.R. 10 settembre 1982, n. 915; i piani di cui all'art. 5 della
atto e potenziali, di degrado del sistema fisico, nonch delle L. 29 giugno 1939, n. 1497, e all'art. 1 bis del D.L. 27 giugno
relative cause; 1985, n. 312, convertito, con modificazioni, dalla L. 8 agosto
c) le direttive alle quali devono uniformarsi la difesa del 1985, n. 431; i piani di disinquinamento di cui all'art. 7 della
suolo, la sistemazione idrogeologica ed idraulica e L. 8 luglio 1986, n. 349; i piani generali di bonifica.
l'utilizzazione delle acque e dei suoli; 5. Le disposizioni del piano di bacino approvato hanno
d) l'indicazione delle opere necessarie distinte in funzione: dei carattere immediatamente vincolante per le amministrazioni
pericoli di inondazione e della gravit ed estensione del ed enti pubblici, nonch per i soggetti privati, ove trattasi di
dissesto; del perseguimento degli obiettivi di sviluppo sociale prescrizioni dichiarate di tale efficacia dallo stesso piano di
ed economico o di riequilibrio territoriale nonch del tempo bacino.
necessario per assicurare l'efficacia degli interventi; 6. Fermo il disposto del comma 5, le regioni, entro novanta
e) la programmazione e l'utilizzazione delle risorse idriche, giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale o
agrarie, forestali ed estrattive; nei Bollettini Ufficiali dell'approvazione del piano di bacino,
f) la individuazione delle prescrizioni, dei vincoli e delle emanano ove necessario le disposizioni concernenti
opere idrauliche, idraulico-agrarie, idraulico-forestali, di l'attuazione del piano stesso nel settore urbanistico. Decorso
forestazione, di bonifica idraulica, di stabilizzazione e tale termine, gli enti territoriali interessati dal piano di bacino
consolidamento dei terreni e di ogni altra azione o norma sono comunque tenuti a rispettarne le prescrizioni nel settore
d'uso o vincolo finalizzati alla conservazione del suolo ed alla urbanistico. Qualora gli enti predetti non provvedano ad
tutela dell'ambiente; adottare i necessari adempimenti relativi ai propri strumenti
g) il proseguimento ed il completamento delle opere indicate urbanistici entro sei mesi dalla data di comunicazione delle
alla precedente lett. f), qualora siano gi state intraprese con predette disposizioni, e comunque entro nove mesi dalla
stanziamenti disposti da leggi speciali e da leggi ordinarie di pubblicazione dell'approvazione del piano di bacino,
bilancio; all'adeguamento provvedono d'ufficio le regioni.
h) le opere di protezione, consolidamento e sistemazione dei 6 bis. In attesa dell'approvazione del piano bacino, le autorit
litorali marini che sottendono il bacino idrografico; di bacino, tramite il comitato istituzionale, adottano misure di
i) la valutazione preventiva, anche al fine di scegliere tra salvaguardia con particolare riferimento ai bacini montani, ai
ipotesi di governo e gestione tra loro diverse, del rapporto torrenti di alta valle ed ai corsi d'acqua di fondovalle ed ai
costi-benefici, dell'impatto ambientale e delle risorse contenuti di cui alle lett. b), c), f), l) e m) del comma 3. Le
finanziarie per i principali interventi previsti; misure di salvaguardia sono immediatamente vincolanti e
l) la normativa e gli interventi rivolti a regolare l'estrazione restano in vigore sino all'approvazione del piano di bacino e
dei materiali litoidi dal demanio fluviale, lacuale e marittimo comunque per un periodo non superiore a tre anni. In caso di
e le relative fasce di rispetto, specificatamente individuate in mancata attuazione o inosservanza, da parte delle regioni,
funzione del buon regime delle acque e della tutela delle provincie e dei comuni, delle misure di salvaguardia e
dell'equilibrio geostatico e geomorfologico dei terreni e dei qualora da ci possa derivare un grave danno al territorio, il
litorali; Ministro dei lavori pubblici, previa diffida ad adempiere entro
m) l'indicazione delle zone da assoggettare a speciali vincoli e congruo termine da indicarsi nella diffida medesima, adotta
prescrizioni in rapporto alle specifiche condizioni con ordinanza cautelare le necessarie misure provvisorie di
idrogeologiche, ai fini della conservazione del suolo, della salvaguardia, anche a carattere inbitorio di opere, di lavori o
tutela dell'ambiente e della prevenzione contro presumibili di attivit antropiche, dandone comunicazione preventiva alle
effetti dannosi di interventi antropici; amministrazioni competenti. Se la mancata attuazione o
n) le prescrizioni contro l'inquinamento del suolo ed il l'inosservanza di cui al presente comma riguarda un ufficio
versamento nel terreno di discariche di rifiuti civili ed periferico dello Stato, il Ministro dei lavori pubblici informa
industriali che comunque possano incidere sulle qualit dei senza indugio il Ministro competente da cui l'ufficio dipende,
corpi idrici superficiali e sotterranei; il quale assume le misure necessarie per assicurare
o) le misure per contrastare i fenomeni di subsidenza; l'adempimento. Se permane la necessit di un intervento
p) il rilievo conoscitivo delle derivazioni in atto con cautelare per evitare un grave danno al territorio, il Ministro
specificazione degli scopi energetici, idropotabili, irrigui od competente, di concerto con il Ministro dei lavori pubblici,
altri e delle portate; adotta l'ordinanza cautelare di cui al presente comma (1).
q) il rilievo delle utilizzazioni diverse per la pesca, la 6 ter. I piani di bacino idrografico possono essere redatti ed
navigazione od altre; approvati anche per sottobacini o per stralci relativi a settori
r) il piano delle possibili utilizzazioni future sia per le funzionali che in ogni caso devono costituire fasi sequenziali
derivazioni che per altri scopi, distinte per tipologie d'impiego e interrelate rispetto ai contenuti di cui al comma 3. Deve
e secondo le quantit; comunque essere garantita la considerazione sistemica del
s) le priorit degli interventi ed il loro organico sviluppo nel territorio e devono essere disposte, ai sensi del comma 6 bis,
tempo, in relazione alla gravit del dissesto. le opportune misure inibitorie e cautelative in relazione agli
4. I piani di bacino sono coordinati con i programmi aspetti non ancora compiutamente disciplinati (1).
nazionali, regionali e sub regionali di sviluppo economico e di
uso del suolo. Di conseguenza, le autorit competenti, in (1) Comma aggiunto dall'art. 12 del D.L. 5 ottobre 1993, n. 398, convertito,
con modificazioni, nella L. 4 dicembre 1993, n. 493.
particolare, provvedono entro dodici mesi dall'approvazione
del piano di bacino ad adeguare i piani territoriali e i 18. (I piani di bacino di rilievo nazionale).
programmi regionali previsti dalla L. 27 dicembre 1977, n. 1. I progetti di piano di bacino di rilievo nazionale sono
984; i piani di risanamento delle acque previsti dalla L. 10 elaborati dai comitati tecnici e quindi adottati dai comitati
maggio 1976, n. 319; i piani di smaltimento di rifiuti di cui al
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istituzionali che, con propria deliberazione, contestualmente c) del comma 7 dellart. 6, approvano, per le parti di rispettiva
stabiliscono: competenza territoriale, il piano del bacino e lo trasmettono
a) i termini per ladozione da parte delle regioni dei entro i successivi sessanta giorni al Comitato nazionale per la
provvedimenti di cui al presente articolo; difesa del suolo.
b) quali componenti del progetto costituiscono interesse 3. Nel caso di mancato adeguamento da parte delle regioni
esclusivo delle singole regioni e quali costituiscono interessi alle osservazioni formulate dal Comitato nazionale, il
comuni a due o pi regioni. Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dei lavori
2. In caso di inerzia in ordine agli adempimenti regionali, il pubblici, pu adottare eventuali modifiche.
Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro
dei lavori pubblici o del Ministro dellambiente per le materie
di rispettiva competenza, sentito il comitato istituzionale di 20. (I piani di bacino di rilievo regionale).
bacino, assume i provvedimenti necessari per garantire 1. Con propri atti le regioni disciplinano e provvedono ad
comunque lo svolgimento delle procedure e ladozione degli elaborare ed approvare i piani di bacino di rilievo regionale,
atti necessari per la formazione dei piani secondo quanto contestualmente coordinando i piani di cui alla L. 10 maggio
disposto dal presente articolo, ivi compresa la nomina di 1976, n. 319. Ove risulti opportuno per esigenze di
commissari ad acta. coordinamento, le regioni possono elaborare ed approvare un
3. Delladozione del progetto di piano di bacino data notizia unico piano per pi bacini regionali, rientranti nello stesso
nella Gazzetta Ufficiale e nei Bollettini Ufficiali delle regioni versante idrografico ed aventi caratteristiche di uniformit
territorialmente interessate, con la precisazione dei tempi, morfologica ed economico-produttiva (1).
luoghi e modalit, ove chiunque sia interessato possa 2. Qualora in un bacino di rilievo regionale siano compresi
prendere visione e consultare la documentazione. Il progetto territori daltra regione, il piano elaborato dalla regione il
altres trasmesso al Comitato nazionale per la difesa del suolo cui territorio maggiormente interessato e allapprovazione
anche ai fini della verifica del rispetto dei metodi, indirizzi e provvedono le singole regioni, ciascuna per la parte di
criteri di cui allart. 4. rispettiva competenza territoriale, secondo le disposizioni di
4. Il Comitato nazionale per la difesa del suolo esprime cui al comma 1.
osservazioni sul progetto di piano di bacino entro novanta 3. Il piano di bacino trasmesso entro sessanta giorni dalla
giorni dalla data di trasmissione dello stesso. Trascorso tale adozione al Comitato nazionale per la difesa del suolo ai fini
termine il parere si intende espresso favorevolmente. della verifica del rispetto degli indirizzi e criteri di cui allart.
5. Le eventuali osservazioni del Comitato nazionale per la 4.
difesa del suolo sono trasmesse tempestivamente alle regioni 4. (1) In caso di inerzia o di mancata intesa tra le regioni
interessate ai fini della formulazione di eventuali interessate, il Presidente del Consiglio dei Ministri, previa
controdeduzioni. diffida ad adempiere entro trenta giorni, adotta, su proposta
6. Il progetto di piano e la relativa documentazione sono del Ministro dei lavori pubblici o del Ministro dellambiente,
depositati almeno presso le sedi delle regioni e delle province per le materie di rispettiva competenza, gli atti in via
territorialmente interessate e sono disponibili per la sostitutiva.
consultazione per quarantacinque giorni dopo la
pubblicazione dellavvenuta adozione nella Gazzetta (1) Comma cos sostituito dallart. 5 della L. n. 253/1990. Loriginario testo
era stato dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale, con sentenza n. 85
Ufficiale.
del 26 febbraio 1990.
7. Presso ogni sede di consultazione predisposto un registro
sul quale sono annotate le richieste di visione e copia degli 21. (I programmi di intervento).
atti. 1. I piani di bacino sono attuati attraverso programmi triennali
8. Osservazioni sul progetto di piano possono essere inoltrate di intervento, redatti tenendo conto degli indirizzi e delle
alla regione territorialmente competente entro i successivi finalit dei piani medesimi.
quarantacinque giorni dalla scadenza del periodo di 2. I programmi triennali debbono destinare una quota non
consultazione o essere direttamente annotate sul registro di inferiore al 10 (1) per cento degli stanziamenti
cui al comma 7. complessivamente a:
9. Entro trenta giorni dalla scadenza del termine indicato al a) interventi di manutenzione ordinaria delle opere, degli
comma 8, le regioni si esprimono sulle osservazioni di cui ai impianti e dei beni, compresi mezzi, attrezzature e materiali
commi 4 ed 8 e formulano un parere sul progetto di piano. dei cantieri-officina e dei magazzini idraulici;
10. Il comitato istituzionale, tenuto conto delle osservazioni e b) svolgimento del servizio di polizia idraulica, di
dei pareri di cui ai commi precedenti, adotta il piano di navigazione interna, di piena e di pronto intervento idraulico;
bacino. c) compilazione ed aggiornamento dei piani di bacino,
11. I piani di bacino, approvati con le modalit di cui allart. svolgimento di studi, rilevazioni o altro nelle materie
4, comma 1, lett. c), sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale e riguardanti la difesa del suolo, redazione dei progetti generali,
nei Bollettini Ufficiali delle regioni territorialmente degli studi di fattibilit, dei progetti di massima ed esecutivi
competenti. di opere e degli studi di valutazione dellimpatto ambientale
di quelle principali;
19. (I piani di bacino di rilievo interregionale). [d) adeguamento e potenziamento funzionale, tecnico e
1. Per la elaborazione ed adozione dei piani di bacino di scientifico dei servizi tecnici nazionali] (2).
rilievo interregionale si applicano le disposizioni di cui ai 3. Le regioni, conseguito il parere favorevole del comitato di
commi da 1 a 10 dellart. 18. bacino di cui allart. 18, possono provvedere con propri
2. Le regioni, tenuto conto delle osservazioni formulate dal stanziamenti alla realizzazione di opere e di interventi previsti
Comitato nazionale per la difesa del suolo, ai sensi della lett.
L. 183/89 Difesa del suolo Pag. 9
dai piani di bacino di rilievo nazionale, con il controllo del per la realizzazione delle opere dalla fase progettuale al
predetto comitato. collaudo ed accertamento dei terreni occupati.
4. Le province, i comuni, le comunit montane e gli altri enti 2 bis. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, entro
pubblici, previa autorizzazione della regione o del comitato centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente
istituzionale interessati, possono concorrere con propri disposizione, su proposta del Ministro dei lavori pubblici e
stanziamenti alla realizzazione di opere e interventi previsti previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, emana un
dai piani di bacino. decreto che disciplina la materia di cui al comma 2, tenendo
conto delle caratteristiche dei lavori e delle categorie delle
(1) Misura cos modificata dallart. 12 del D.L. 5 ottobre 1993, n. 398, prestazioni professionali (1)
convertito, con modificazioni, nella L. 4 dicembre 1993, n. 493.
(2) Lettera soppressa dallart. 12 del D.L. 5 ottobre 1993. n. 398, convertito,
3. Nellambito delle competenze attribuite dalla presente
con modificazioni, nella L. 4 dicembre 1993, n. 493. legge, il Ministro dei lavori pubblici e le regioni sono
autorizzati ad assumere impegni di spesa fino allintero
ammontare degli stanziamenti assegnati per tutta la durata del
22. (Adozione dei programmi). programma triennale, purch i relativi pagamenti siano
1. I programmi di intervento nei bacini di rilievo nazionale effettuati entro i limiti delle rispettive assegnazioni annuali.
sono adottati dai competenti comitati istituzionali. 4. Lesecuzione di opere di pronto intervento ai sensi del
2. I programmi triennali di intervento relativi ai bacini di decreto legislativo 12 aprile 1948, n. 1010, ratificato con L.
rilievo interregionale sono adottati dintesa dalle regioni; in 18 dicembre 1952, n. 3136, pu avere carattere definitivo
mancanza di intesa si applica il comma 4 dellart. 20. quando lurgenza del caso lo richiede.
3. Alla adozione dei programmi di intervento nei bacini di 5. Tutti gli atti di concessione per lattuazione di interventi ai
rilievo regionale provvedono le regioni competenti. sensi della presente legge sono soggetti a registrazione a tassa
4. Entro il 31 dicembre del penultimo anno del programma fissa.
triennale in corso, i programmi di intervento, adottati secondo
le modalit di cui ai commi precedenti, sono trasmessi al (1) Comma aggiunto dallart. 6 della L. 7 agosto 1990, n. 253.
Ministro dei lavori pubblici-presidente del Comitato
nazionale per la difesa del suolo, affinch entro il successivo
24. (Personale).
30 giugno, sulla base delle previsioni contenute nei
programmi, e sentito il Comitato nazionale per la difesa del 1. In relazione alle esigenze determinate dalla applicazione
suolo, trasmetta al Ministro del lavoro lindicazione del della presente legge, con la procedura di cui allart. 9, comma
9, ed entro gli stessi termini ivi previsti, si procede alla
fabbisogno finanziario per il successivo triennio, ai fini della
predisposizione del disegno di legge finanziaria. rideterminazione delle dotazioni organiche del Ministero dei
5. La scadenza di ogni programma triennale stabilita al 31 lavori pubblici.
2. Lonere derivante dal presente articolo valutato in lire 10
dicembre dellultimo anno del triennio e le somme autorizzate
per lattuazione del programma per la parte eventualmente miliardi per il 1989, 15 miliardi per il 1990, 25 miliardi per il
non ancora impegnata alla predetta data sono destinate ad 1991 e 40 miliardi per il 1992. Alla effettiva copertura delle
dotazioni organiche in aumento si fa luogo alle scadenze
incrementare il fondo del programma triennale successivo per
lattuazione degli interventi previsti dal programma triennale stabilite con decreto del Ministro dei lavori pubblici, di
in corso o dalla sua revisione. concerto con il Ministro del tesoro, in conformit alle
previsioni di spesa indicate nel presente comma.
6. Lapprovazione del programma triennale produce gli effetti
di cui allart. 81 del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, con
riferimento allaccertamento di conformit ed alle intese di
25. (Finanziamento).
cui al citato art. 81.
6 bis. Gli interventi previsti dai programmi triennali sono di 1. Gli interventi previsti dalla presente legge sono a totale
norma attuati in forma integrata e coordinata dai soggetti carico dello Stato e si attuano mediante i programmi triennali
di cui allart. 21.
competenti, in base ad accordi di programma ai sensi
dellarticolo 27 della legge 8 giugno 1990, n. 142 (1). 2. A decorrere dallanno 1994, per le finalit di cui al comma
1, si provvede ai sensi dellart. 11, comma 3, lett. d), della L.
(1) Comma aggiunto dallart. 12 del D.L. 5 ottobre 1993, n. 398, convertito, 5 agosto 1978, n. 468, coma modificata dalla legge 23 agosto
con modificazioni, nella L. 4 dicembre 1993, n. 493. 1988, n. 362 (1). I predetti stanziamenti sono iscritti nello
stato di previsione del Ministero del tesoro fino
allespletamento della procedura di ripartizione di cui ai
23. (Attuazione degli interventi). commi 3 e 4, sulla cui base il Ministro del tesoro apporta, con
1. Le funzioni di studio e di progettazione e tecnico- proprio decreto, le occorrenti variazioni di bilancio.
organizzative attribuite alle Autorit di bacino possono essere 3. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge
esercitate anche mediante affidamento di incarichi, deliberati indicata al comma 2 e sulla base degli stanziamenti ivi
dai rispettivi comitati istituzionali, ad istituzioni universitarie, autorizzati, il Comitato dei ministri di cui allart. 4, sentito il
liberi professionisti e organizzazioni tecnico-professionali Comitato nazionale per la difesa del suolo, predispone lo
specializzate. schema di programma nazionale di intervento per il triennio,
2. Laliquota per spese generali di cui allart. 2 della L. 24 articolato per bacini nazionali, interregionali e regionali, e la
giugno 1929, n. 1137, e successive modificazioni e ripartizione degli stanziamenti tra le Amministrazioni dello
integrazioni, stabilita a favore del concessionario nella Stato e delle regioni, tenendo conto delle propriet indicate
misura massima del 10 per cento dellimporto dei lavori e nei singoli programmi ed assicurando, ove necessario, il
delle espropriazioni e compensa ogni altro onere affrontato coordinamento degli interventi. A valere sullo stanziamento
complessivo autorizzato, lo stesso Comitato dei Ministri,
L. 183/89 Difesa del suolo Pag. 10
sentito il Consiglio nazionale per la difesa del suolo, propone segreterie tecnico-operative dei comitati tecnici di bacino
lammontare di una quota di riserva da destinare al dipendenti delle regioni e province autonome di Trento e
finanziamento dei programmi per ladeguamento ed il Bolzano. Al trattamento economico del predetto personale
potenziamento funzionale, tecnico e scientifico dei servizi provvedono le istituzioni di provenienza.
tecnici nazionali. Per lanno 1993 tale quota stabilita in lire
10 miliardi da ripartire sugli appositi capitali di spesa, anche 29. (Rapporti al Parlamento).
di nuova istituzione, con decreto del Presidente del Consiglio 1. Alla relazione sullo stato dellambiente di cui allart. 1,
dei Ministri, di concerto con i Ministri del tesoro e dei lavori comma 6, della L. 8 luglio 1986, n. 349 (1), allegata la
pubblici (2). relazione sulluso del suolo e sulle condizioni dellassetto
4. Entro i successivi trenta giorni, il programma nazionale di idrogeologico.
intervento, articolato per bacini, e la ripartizione degli 2. Alla relazione previsionale e programmatica allegata la
stanziamenti ivi inclusa la quota di riserva a favore dei servizi relazione sullo stato di attuazione dei programmi triennali di
tecnici nazionali sono approvati dal Presidente del Consiglio intervento per la difesa del suolo.
dei ministri, ai sensi dellart. 4 (3). 3. Agli effetti del comma 7 dellart. 2 della L. 8 luglio 1986,
5. Il Ministro dei lavori pubblici, entro trenta giorni n. 349, la presente legge definisce la riforma
dallapprovazione del programma triennale nazionale, su dellamministrazione dei lavori pubblici nel settore della
proposta del Comitato nazionale per la difesa del suolo, difesa del suolo e delle funzioni di cui agli artt. 90 e 91 del
individua con proprio decreto le opere di competenza D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, relativamente alla
regionale che rivestono grande rilevanza tecnico-idraulica per programmazione della destinazione delle risorse idriche.
la modifica del reticolo idrografico principale e del demanio
idrico i cui progetti devono essere sottoposti al parere del (1) Istituzione del Ministero dellambiente e norme in materia di danno
ambientale.
Consiglio superiore dei lavori pubblici, da esprimere entro
novanta giorni dalla richiesta.
30. (Bacino regionale pilota) (1).
(1) Periodo aggiunto dallart. 12 del D.L. 5 ottobre 1993, n. 398, convertito,
con modificazioni, nella L. 4 dicembre 1993, n. 493.
1. Entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore
(2) Gli ultimi due periodi sono stati aggiunti dallart. 12 del D.L. 5 ottobre della presente legge il Ministro dei lavori pubblici, dintesa
1993, n. 398, convertito, con modificazioni, nella L. 4 dicembre 1993, n. 493. con il Ministro dellambiente, individua il bacino regionale in
(3) Comma cos modificato dallart. 12 del D.L. 5 ottobre 1993, n. 398, cui, per le particolari condizioni di dissesto idrogeologico, di
convertito, con modificazioni, nella L. 4 dicembre 1993, n. 493.
rischio sismico e di inquinamento delle acque, procedere alla
predisposizione del piano di bacino, come previsto dalla
26. (Costituzione del Comitato nazionale per la difesa del presente legge, gi con riferimento agli interventi da
suolo). effettuare nel triennio 1989-1991, sperimentando in tale sede
1. Entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore la prima formulazione delle normative tecniche di cui allart.
della presente legge, costituito il Comitato nazionale per la 2, dei metodi e dei criteri di cui allart. 17 e delle modalit di
difesa del suolo. Entro lo stesso termine sono costituiti gli coordinamento con i piani di risanamento delle acque e di
organi dellAutorit di bacino di cui allart. 12 della presente smaltimento dei rifiuti previsti dalle disposizioni vigenti.
legge. Limitatamente allambito territoriale del bacino predetto,
inoltre autorizzato il recepimento anticipato, delle direttive
27. (1) (Soppressione dellufficio speciale per il Reno). comunitarie rilevanti rispetto alle finalit della presente legge.
1. Lufficio speciale del genio civile per il Reno con sede in 2. Il Comitato dei ministri di cui allart. 4 formula le
Bologna soppresso ed il relativo personale trasferito al opportune direttive per lattuazione delle finalit di cui al
provveditorato alle opere pubbliche per lEmilia-Romagna, comma 1, stabilendo tempi e modalit della sperimentazione,
cui sono altres attribuite le competenze che residuano allo e costituisce uno speciale comitato di bacino (2) composto
Stato. pariteticamente da membri designati dalla regione e dai
2. Sino al conseguimento dellintesa di cui allart. 15, e Ministri dellambiente, dei lavori pubblici, dellagricoltura e
comunque non oltre un anno dalla data di entrata in vigore delle foreste, per i beni culturali ed ambientali e per il
della presente disposizione, le funzioni domandate al coordinamento della protezione civile. Al termine della
soppresso ufficio sono esercitate dal provveditorato alle opere sperimentazione, il predetto comitato di bacino trasmette una
pubbliche per lEmilia-Romagna. relazione sullattivit, sui risultati e sulle indicazioni emerse
3. Il personale in servizio presso lufficio del genio civile per al Comitato nazionale per la difesa del suolo ed al Comitato
il Reno, addetto a funzioni trasferite alla regione Emilia- dei ministri di cui allart. 4.
Romagna, pu chiedere, entro trenta giorni dal 3. Per il finanziamento degli studi, progetti ed opere necessari
conseguimento dellintesa di cui al comma 2, il trasferimento allattuazione delle finalit di cui al comma 1 autorizzata la
nei ruoli regionali, nel rispetto della posizione giuridica ed spesa di lire 60 miliardi. La somma predetta, iscritta negli
economica acquisita. La regione pu procedere stati di previsione del Ministero del tesoro per il 1989, 1990 e
allaccoglimento delle relative domande nei limiti della 1991 in ragione di lire 20 miliardi annui, ripartita dal
propria dotazione organica. Comitato dei ministri di cui allart. 4, sentita la regione
interessata. Eventuali ulteriori fabbisogni possono essere
(1) Articolo cos sostituito dallart. 7 della L. 7 agosto 1990, n. 253. indicati dalla regione competente su proposta del comitato di
bacino di cui al comma 2 nello schema adottato in base alle
28. (Personale regionale). disposizioni dellart. 31.
1. Possono essere distaccati presso i servizi per la segreteria
del Comitato nazionale per la difesa del suolo e presso le
L. 183/89 Difesa del suolo Pag. 11
(1) Ex art. 8, secondo comma, della L. 7 agosto 1990, n. 253, al bacino ed in materia di opere idrauliche previste dallo statuto
sperimentale di cui a questo articolo si applicano, per tutta la durata della
speciale della Regione Trentino-Alto Adige e dalle relative
sperimentazione, le disposizioni in materia di funzioni, di organi e di
interventi relative ai bacini di cui allart. 12. Il comitato istituzio nale norme di attuazione.
integrato secondo la normativa regionale in materia. Resta ferma la 2. Per quanto attiene allAutorit del bacino dellAdige, i
competenza della regione per quanto riguarda lapprovazione del piano di riferimenti della presente legge ai presidenti delle giunte
bacino.
(2) Tale speciale comitato di bacino, in virt di quanto dispone il primo
regionali ed ai funzionari regionali si intendono effettuati, per
comma dellart. 8 della L. 7 agosto 1990, n. 253, costituito con decreto del quanto di competenza, ai presidenti delle giunte provinciali ed
Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del comitato di cui ai funzionari delle province interessate.
allarticolo 4, comma 2, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore
della legge n. 253/1990.
33. (Copertura finanziaria).
1. Allonere derivante dallattuazione dellart. 24, valutato in
31. (1) (Schemi previsionali e programmatici). lire 10 miliardi per il 1989, in lire 15 miliardi per il 1990 e in
1. Entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore lire 25 miliardi per il 1991, si fa fronte mediante riduzione
della presente legge, con decreto del Presidente del Consiglio dello stanziamento iscritto al capitolo 6856 dello stato di
dei ministri, sono costituite le Autorit dei bacini di rilievo previsione del Ministero del tesoro per il 1989, alluopo
nazionale, che elaborano e adottano uno schema previsionale parzialmente utilizzando laccantonamento Ristrutturazione
e programmatico ai fini della definizione delle linee dellamministrazione finanziaria e relative proiezioni per gli
fondamentali dellassetto del territorio con riferimento alla anni successivi.
difesa del suolo e della predisposizione dei piani di bacino, 2. Ai fini dellattuazione dei restanti articoli della presente
sulla base dei necessari atti di indirizzo e coordinamento. legge autorizzata, nel triennio 1989-1991, la spesa
2. Gli schemi debbono, tra laltro, indicare: complessiva di lire 2.487 miliardi, di cui lire 942 miliardi per
a) gli adempimenti, e i relativi termini, necessari per la il 1989, 545 miliardi per il 1990 e 1.000 miliardi per il 1991,
costituzione delle strutture tecnico-operative di bacino; al cui onere si provvede: quanto a lire 822 miliardi, mediante
b) i fabbisogni cartografici e tecnici e gli studi corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto al
preliminarmente indispensabili ai fini del comma 1; capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del
c) gli interventi pi urgenti per la salvaguardia del suolo, del tesoro per lanno 1988, alluopo utilizzando il residuo
territorio e degli abitati e la razionale utilizzazione delle accantonamento Difesa del suolo ivi comprese le opere
acque, ai sensi della presente legge, dando priorit in base ai necessarie alla sistemazione idrogeologica del fiume Arno;
criteri integrati dellincolumit delle popolazioni e del danno quanto a lire 1.615 miliardi, mediante corrispondente
incombente nonch dellorganica sistemazione; riduzione dello stanziamento iscritto al capitolo 9001 dello
d) le modalit di attuazione e i tempi di realizzazione degli stato di previsione del Ministero del tesoro per lanno 1989,
interventi; alluopo utilizzando laccantonamento Difesa del suolo ivi
e) i fabbisogni finanziari. comprese le opere necessarie alla sistemazione idrogeologica
3. Agli stessi fini del comma 1, le regioni, delimitati del fiume Arno e relative proiezioni per gli anni successivi;
provvisoriamente, ove necessario, gli ambiti territoriali, quanto a lire 50 miliardi mediante corrispondente riduzione
adottano, ove occorra, dintesa, schemi con pari indicazioni dello stanziamento iscritto al capitolo 9001 dello stato di
per i restanti bacini. previsione del Ministero del tesoro per lanno 1989, alluopo
4. Gli schemi sono trasmessi entro centoventi giorni dalla data utilizzando laccantonamento Programma di salvaguardia
di entrata in vigore della presente legge al Comitato dei ambientale ivi compreso il risanamento del mare Adriatico.
ministri di cui allart. 4 che, sentito il Comitato nazionale per Norme generali sui parchi nazionali e le altre riserve naturali.
la difesa del suolo, propone al Consiglio dei ministri la Progetti per i bacini idrografici interregionali e per il bacino
ripartizione dei fondi disponibili per il triennio 1989-1991, da dellArno, e relativa proiezione per lanno successivo, in
adottare con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. ragione di lire 25 miliardi per lanno 1989 e di lire 25 miliardi
5. Per lattuazione degli schemi di cui al presente articolo per lanno 1990.
autorizzata la spesa di lire 2.427 miliardi, di cui almeno il 50 3. Il Ministro del tesoro autorizzato ad apportare, con propri
per cento per i bacini del Po, dellArno, dellAdige, del decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Tevere e del Volturno.
6. Per gli interventi urgenti della diga del Bilancino e dellasta 34. (Consorzi idraulici).
media del fiume Arno concesso alla regione Toscana, a 1. Sono soppressi i consorzi idraulici di terza categoria ed
valere sulla quota riservata di cui al comma 5, un contributo abrogate le disposizioni di cui al R.D. 25 luglio 1904, n. 523,
straordinario, immediatamente erogabile, di lire 120 miliardi. relative alla costituzione degli stessi.
2. Il Governo, entro sei mesi dallentrata in vigore della
(1) Si vedano il D.P.C.M. 23 marzo 1990 ed il D.P.C.M. 1 marzo 1991 presente legge, delegato ad emanare norme aventi valore di
(Ripartizione tra i bacini di rilievo nazionale, interregionale e regionale dei legge dirette a disciplinare il trasferimento allo Stato ed alle
fondi disponibili nel periodo 1989-93 da destinare allattuazione degli schemi
previsionali e programmatici per il riassetto organizzativo e funzionale della
regioni, nellambito delle relative competenze funzionali
difesa del suolo). operative e territoriali, delle funzioni esercitate dai predetti
consorzi nonch a trasferire i rispettivi uffici e beni.
Contestualmente si provvede al trasferimento allo Stato ed
32. (Competenze delle province autonome di Trento e di alle regioni del personale in ruolo al 31 dicembre 1988 dei
Bolzano). consorzi soppressi nel rispetto della posizione giuridica ed
1. Per le acque appartenenti al demanio idrico delle province economica acquisita.
autonome di Trento e di Bolzano, restano ferme le
competenze in materia di utilizzazione delle acque pubbliche
L. 183/89 Difesa del suolo Pag. 12
35. (Organizzazione dei servizi idrici pubblici). piano nazionale degli acquedotti, possono essere individuati
1. Nei piani di bacino, in relazione a quanto previsto allart. ambiti territoriali ottimali per la gestione mediante consorzio
17, comma 3, lett. e), e compatibilmente con gli altri obbligatorio dei servizi pubblici di acquedotto, fognatura,
interventi programmati dal Ministero dei lavori pubblici con il collettamento e depurazione delle acque usate