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NIcolas Flame

"Ci che ci distingue da tutte le altre specie animali la dimensione del lobo frontale relativamente
al resto della neocorteccia. Nei gatti, il lobo frontale rappresenta il 3,5 per cento dell'anatomia del
loro cervello superiore. Il lobo frontale di un cane costituisce il 7 per cento dell'intero cervello
nuovo. Negli scimpanz la proporzione del lobo frontale rispetto al resto della corteccia va dall'11 al
17 per cento circa. Negli umani, tuttavia, il lobo frontale rappresenta dal 30 al 40 per cento del
volume totale della neocorteccia. Il lobo frontale sovrintende a quasi tutte le attivit cerebrali. Esso
la sede della nostra ispirazione, quella che i mistici chiamano "corona".
Senza il diretto coinvolgimento del lobo frontale, i nostri pensieri giornalieri riguardano
principalmente la sopravvivenza del corpo. La mente vive nel corpo quando viviamo grazie alle
sensazioni. Innalzare la mente al di fuori del corpo e riportarla nel suo luogo di appartenenza, il
cervello, un autentico atto di volont umana. Quando il lobo frontale in azione, noi esibiamo il
nostro livello di coscienza superiore, la nostra autoconsapevolezza e la nostra capacit di
osservazione della realt. In altre parole, se possiamo usare il lobo frontale e controllarlo, possiamo
conoscere e controllare noi stessi e il nostro futuro.
Uno degli attributi umani che pi ci separano dalle altre specie il nostro libero arbitrio, la capacit
di determinare un corso di azione libero dalle costrizioni imposte agli animali dai loro impulsi
biologicamente indotti. Ma per la maggior parte del tempo, non esercitiamo affatto il nostro libero
arbitrio. Quando il nostro lobo frontale non attivo, pensiamo di stare scegliendo liberamente, ma
di fatto possiamo rispondere solo a quello che conosciamo ed gi cablato nel nostro cervello, e
sceglieremo sempre ci che sappiamo. Pensiamo di stare scegliendo, ma in realt stiamo soltanto
usando meccanismi di risposta automatica progettati per il sollievo e la gratificazione immediati.
Quando permettiamo all'ambiente di pilotare i nostri pensieri, esso accende tutti i ricordi impliciti,
associativi, che abbiamo cablato, e quindi stiamo mettendo in funzione programmi (flussi di
coscienza inconsci) senza alcuna consapevoleza cosciente. Questo significa che noi siamo inconsci
per la maggior parte della nostra giornata di veglia. Se il lobo frontale addormentato, lo siamo
anche noi."
(Joe Dispenza)

Commenti

NIcolas Flame "Noi ereditiamo all'incirca il 50 per cento delle nostre reti neurali; l'altro 50 per
cento lo acquisiamo attraverso la nostra conoscenza e le nostre esperienze personali. Se non
creiamo alcuna nuova connessione sinaptica nella nostra vita, possiamo soltanto fare affidamento su
quelle che abbiamo ereditato, e ci conduce a una mente che esprime soltanto le nostre
predisposizioni genetiche. Per evolvere noi stessi (e la nostra specie), dobbiamo essere in grado di
accrescere e modificare quello che ci era stato dato all'inizio. La nostra capacit di esprimere la
nostra individualit consegue dall'accrescere le nostre connessioni sinaptiche in risposta al nostro
ambiente, e dall'utilizzare la plasticit del nostro cervello. Ci sono due modi di formare nuove
connessioni: il primo consiste nell'apprendere nuove cose; il secondo nel fare nuove esperienze.
Ogni volta che impariamo nuove conoscenze o informazioni, creiamo una connessione sinaptica.
Pertanto se nel corso della nostra intera vita raramente apprendiamo cose nuove e non facciamo
quasi nessuna esperienza sconosciuta, il numero di connessioni sinaptiche che creeremo sar
inferiore. La nostra consapevolezza cosciente sar prevalentemente limitata all'utilizzo di quelle
prime reti neurali che ci vengono trasmesse dal nostro lignaggio genetico. La via d'uscita per
sfuggire alle nostre propensioni genetiche, consiste quindi nell'apprendere continuamente nuove
informazioni e nel fare nuove esperienze. cos che potenziamo il nostro cervello. Possiamo
aggiungere nuovi circuiti alla nostra architettura neurale personale; possiamo ulteriormente
modificare e disegnare un nuovo s progressivo." (Joe Dispenza)
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Claudia Galli ha risposto 1 risposta

NIcolas Flame "Il desiderio di ogni animale ed istintivo. La volont atto spirituale di libert ed
divina." (Giuliano Kremmerz)
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Libera La Mente ha risposto 3 risposte

Pierfrancesco Bosco Cosa ne pensi della teoria per cui non il cervello a creare la coscienza, ma
semplicemente la riceve e la incanala come una radio?
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NIcolas Flame Teoria interessante, ma pur sempre una teoria.


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Pierfrancesco Bosco So che quello che sto per chiederti richiede una lunghissima risposta, ma in
sintesi tu credi che dopo la morte il nostro essere si volatilizzi a causa della distruzione del cervello?
Parlo della visione secondo cui "dopo la morte non c' nulla".
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NIcolas Flame "Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma."


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Pierfrancesco Bosco Senza dubbio, per se rompo il mio computer trasformandolo in un rottame i
dati contenuti al suo interno (memoria), il sistema operativo (l'io) e l'insieme dei programmi che gli
sottostanno (l'inconscio) si volatilizzano. Non si trasformano, si distruggono.
A me pare che se paragoniamo la mente al pc (cio se pensiamo che come il pc ella crei i
programmi invece che captarli) allora la visione materialista della morte come distruzione totale
dello spirito e dell'anima umana abbia senso, ovvero ne discenda logicamente.
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NIcolas Flame Si corretto. Ma dati, sistema operativo e programmi vari sono stati immessi
dall'esterno, non hanno esistenza propria, non sono nati da soli dal nulla. una bella metafora
comunque (y)
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Pierfrancesco Bosco Grazie :) sapere che tutto ci in effetti ha una paternit non tanto
consolatorio. Il padre forse vive, il figlio muore.
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Tommaso Saltimbanco Sacchini una domanda interessante potrebbe essere; A questo punto, cosa
rappresenta l'anima e cosa lo spirito, nell'esempio del pc?
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Pierfrancesco Bosco Io direi: l'anima (che ha una connotazione personale) il sistema operativo, lo
spirito (che ha una connotazione impersonale) l'insieme dei programmi in linguaggio macchina che
consentono l'interfaccia del sistema operativo.
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Sandro Lanzafame nella metafora del computer,l'hardware rappresenta il corpo ( macchina


bioloogica ) e quindi anche il cervello...il sistema operativo e i software sono i pensieri,.che si
possono " caricare " sulla macchina biologica.
Potremmo avere diversi sistemi operativi e diversi software su tale macchina,per evidente che c'
un legame fra le due cose,ossia i software risentono dei limiti dell'hardware,sono condizionati da
esso,come i pensieri sono condizionati dalla macchina biologica.
L'anima,lo spirito ( il vero S ) invece il programmatore.
Non ha nulla a che vedere con le categorie sopraccitate,il programmatore non legato ad esse: pu
decidere di cambiare il computer,di cambiare sistema operativo,software.
Soprattutto non legato al rigido sistema binario ( dualistico ) vero-falso,bianco-nero,anzi con
l'intuizione diretta ( mistica ) pu trascendere il dualismo illusorio e pervenire al " tertium non datur
".

E' una metafora illuminante,poich il nostro cervello e il nostro corpo sono dei bio-computer,e
anche l'Universo stesso lo ,nonostante sia infuso anche di spirito divino.
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Sandro Lanzafame la coscienza ( mente,intesa in senso lato e non come mente razionale ) non il
cervello e non nasce dal cervello.....anzi,preesiste all'Universo stesso.

" Non la mente nacque dalla materia,ma bens la materia nacque dalla mente "

( Giordano Bruno...lo si trova citato anche come detto tibetano )


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Ivan Osokin Anche la metafora del sogno interessante: quando sogniamo siamo in un mondo
irreale perch ci che accade al suo interno soggettivo e non la realt ultima, ma al tempo stesso
quel mondo "reale" in quanto tutto ci che in esso creato dal nostro inconscio. Solo se ci
"svegliamo" all'interno del sogno (sogno lucido) e riconosciamo la duplice natura del mondo in cui
siamo (reale per la sua essenza, irreale per come ci si presenta) capiamo che niente "muore"
veramente e niente "vive" veramente, e che tutto semplicemente .
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Sandro Lanzafame certo,la realt sogno e quindi anche una grande rappresentazione virtuale,una
simulazione.
Non a caso vari fisici,fra cui David Bohm,hanno teorizzato l'Universo Olografico...la realt
stessa,con la sua apparenza di dualismo e separazione,non sarebbe altro che un'illusione
olografica,laddove l'unica realt che quella dell'Uno che contiene al suo interno ogni cosa ( si
pensi alla singolarit che c' al centro di un buco nero,che al di l delle leggi delle fisica e al di l
dello spazio e del tempo ) .
Risvegliarsi comprendere la natura della realt,e comprendere che in realt non ci siamo mai
allontanati dall'Uno,abbiamo solo sognato di farlo.
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Tommy Quanticus Raucci grande nicholas, troppo preparato


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Piteo Debora
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Sandro Lanzafame quando si dice che al mondo comandano i rettiliani...oppure che l'uomo comune
ben poco di pi che un animale...ecco,si intende proprio questo:

https://www.uaar.it/ateismo/contributi/13.html/