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Roberto Bonfatti

E DOPO LA CERTEZZA CHE GESU' UOMO NON E' MAI ESISTITO (VEDI CULTO SOL
INVICTUS) SCOPRIAMO IN REALTA' CHE IL PERSONAGGIO TANTO CHIAMATO COL
NOME DI GESU' ERA IN REALTA' GIOVANNI DI GAMALA E SUA MOGLIE MARIA
MADDALENA ERA IN REALTA' MARIA DI MAGDALA, SUA FEDELE SEGUACE! ;)
Nei Vangeli si legge che Ges era il maestro di una squadra formata da dodici discepoli, che Maria
di Magdala era colei che a Betania gli aveva lavato i piedi e che Lazzaro era fratello di Maria di
Magdala, nonch figlio di Giairo (v. miracolo della resurrezione: Mt. 9,18; Mc. 5,11; Lc. 8,4; Gv.
11).
Dai testi storici risulta che Ges stato costruito sulla figura di Giovanni di Gamala, figlio
primogenito di Giuda il Galileo e capo di una banda di rivoluzionari ("Bohanerges"). Dalla Guerra
Giudaica di Giuseppe Flavio veniamo inoltre a sapere che Lazzaro, figlio di Giairo, era legato da
vincoli di parentela con Menahem, figlio di Giuda il Galileo. Sar da questa parentela di cui ci parla
Giuseppe Flavio, che potremo, oltrech confermare lesistenza del matrimonio, trarre anche
unulteriore prova della non esistenza storica di Ges. Infatti questa parentela risulterebbe
incomprensibile se lo sposo fosse veramente figlio di Giuseppe, e non di Giuda il Galileo, come
risulta dalle innumerevoli affermazioni che ci vengono dai testi storici. Menahem e Lazzaro, quali
fratelli dei due coniugi, luno delluomo e laltro della donna, ci confermano con la loro parentela di
cognati che il matrimonio esisteva e che lo sposo era il primogenito di Giuda il Galileo. Che Ges,
alias Giovanni di Gamala, fosse marito di Maria di Magdala ci viene ancora confermato da altri
documenti che si riferiscono a quella banda dei Bohanerges, poi trasformata nei Vangeli in una
squadra di discepoli predicatori di pace.
Dal "Vangelo di Filippo" ritrovato in Egitto nel 1945 durante ricerche archeologiche: "Maria, che
era la consorte del Signore, andava sempre con lui. Il Signore amava Maria di Magdala pi degli
altri discepoli e spesso la baciava davanti a tutti sulla bocca". Nel papiro 8502 di Berlino, detto
"Vangelo di Maria", si parla della gelosia e del risentimento che gli altri discepoli, e soprattutto
Simone, provavano per la predilezione che il Signore riservava a Maria: "Ha forse il Signore parlato
in segreto alla sua donna prima che a noi senza farlo apertamente? - Simone, altro figlio di Giuda
il Galileo, che parla - Ci dobbiamo umiliare tutti e sottoporci a lei? Forse egli lha anteposta a noi?".
Dal vangelo copto viene riportata unaltra contestazione di Pietro contro Maria di Magdala:
"Simone, detto Pietro, disse agli altri accoliti: "Maria deve andare via da noi perch le femmine non
sono degne della vita". E il Signore, avendolo sentito, si rivolse a loro dicendo: "Ecco, io la guider
da farne un maschio, affinch diventi una combattente come noi".
Soltanto il disprezzo che dimostra Simone verso le donne dicendo che non sono degne di vita,
sarebbe gi di per s sufficiente per dimostrare che abbiamo davanti una banda di rivoltosi giudaici
seguaci delle leggi Mosaiche nella forma pi estremista.
A questo punto, penso che non sia troppo avventato supporre che tra i presenti a quella cena di
Pasqua che precedette la rivolta, ci fosse anche lei, Maria di Magdala, quale moglie di Giovanni di
Gamala e membro attivo combattente della banda dei Bohanerghes. Nel libro "Favola di Cristo",
uscito nel 2002, quando ancora nessuno aveva scoperto che nellUltima cena di Leonardo da Vinci
si nascondesse il volto di una donna in quello del discepolo Giovanni. Discepolo che, in realt, non
cera, non poteva esserci, perch il vero apostolo amato da Ges era Lazzaro.
"La Storia ha insegnato quanto ci abbia giovato quella favola su Cristo" (Historia docuit quantum
nos iuvasse illa de Christo fabula), avrebbe scritto papa Leone X in una lettera a Luigi, fratello del
Cardinale Bembo. Una frase drammaticamente cinica, ma fondata, a quanto pare. Nellaffascinante
e stringente ricostruzione di Luigi Cascioli si scopre cos che la figura del Ges "inventato" a
posteriori, molti decenni dopo la data stabilita per la sua nascita (poi, guarda caso, fatta coincidere
per assicurarsi il successo popolare con le festivit dei Saturnalia e del Sole Invitto alla fine di
dicembre, come il dio Mitra e tanti altri) coincide in modo impressionante con quella di un certo
Giovanni di Gamala (villaggio della regione del Golan), figlio di Giuda il Galileo e nipote del
rabbino Ezechia, a sua volta discendente della stirpe degli Asmonei fondata da Simone, figlio di
Mattia il Maccabeo. Quello che scandalizza fin dallinizio che si tratta non di un nazareno, cio
dun abitante di Nazareth, come vorrebbe la Chiesa, ma di un nazareo, nel significato proprio del
termine: un rivoluzionario, uno zelota. Dunque, un violento. I discepoli cercarono in seguito di far
derivare lappellativo da Nazareth, l'accusa per confondere le acque.
Il Libero Pensiero vola ben oltre la morte terrena e questa consapevolezza ci d la forza di esporre
sempre con grande apertura mentale e la massima onest le nostre idee. Non abbiamo dogmi e
sappiamo tutti di poter sbagliare, ma siamo ben convinti che non si possa imbrigliare il nostro
pensiero. Di questo fu grande testimone il filosofo Giordano Bruno, immolato dopo atroci torture
sul rogo dall'Inquisizione cattolica. Oggi il rogo o la pena di morte, almeno nei paesi di civilt
occidentale non esiste quasi pi, ma altri metodi perniciosi per bloccare il Libero Pensiero
persistono, bloccando l'informazione su certe idee, frutto di lunghi studi, come quella di Luigi
Cascioli sulla non esistenza di Ges.