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Che cosa accadrebbe se gli esseri umani scomparissero dalla scena e lasciassero il campo libero alle altre specie viventi? Se lo era chiesto, in termini poetici e filosofici, Giacomo Leopardi nel suo «Dialogo di un folletto e di uno gnomo», nelle «Operette morali»; per rispondere: non accadrebbe assolutamente nulla, anzi, la maggior parte delle altre specie animali non se ne accorgerebbe neppure. Se lo sono chiesti, più recentemente, Bob Holmes, collaboratore della rivista «New Scientist», e Alain Weisman, professore universitario e saggista scientifico, autore del libro «The World without Us» («Il mondo senza di noi»). Quest'ultimo si è soffermato sugli aspetti specifici del mutamento che la scomparsa dell'uomo e delle sue opere avrebbe sulla vita complessiva del pianeta; il primo, invece, ha svolto una riflessione di carattere più generale, e ha fatto una sorta di bilancio globale sui pro e i contro della presenza umana all'interno della Biosfera. Riportiamo una sintesi della riflessione di Bob Holmes, apparsa, con il titolo «La Terra senza di noi», su «Internazionale» del 12 gennaio 2007 (e riportata nella antologia letteraria di Giorgio Bárberi Squarotti, Gianna Grego e Valeria Milesi «Incontro con il testo»; Bergamo, Istituto Italiano Edizioni Atlas, 2008, vol. «Racconto e romanzo», pp. 596):