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Lezioni di Campi Elettromagnetici II 1

Fabrizio Frezza 2

8 marzo 2010

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1 Versione L A T E X a cura di Alessandro Ciorba, IEEE Member, gi`a Student Member dello Student Branch dell’Universit`a degli Studi di Roma “Sapienza”. 2 Universit`a degli Studi di Roma “Sapienza”, Dipartimento di Ingegneria Elettronica, via Eudossiana 18, 00184 Roma, E-mail: fabrizio.frezza@uniroma1.it, URL del testo:

Alla memoria dell’Amico e Collega Ferdinando Alessandri (26 giugno 1959 – 5 aprile 2005)

3

Si ringraziano anticipatamente coloro che vorranno segnalare eventuali imperfezioni o er- rori riscontrati nel presente testo all’autore (fabrizio.frezza@uniroma1.it) o al curatore

Nessuna parte del presente testo pu`o essere riprodotta per scopi di lucro senza la previa autorizzazione scritta di Fabrizio Frezza.

No portion of this text may be reproduced for profit without the express prior written consent of Fabrizio Frezza.

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Prefazione

Il presente testo raccoglie il materiale delle lezioni da me tenute per il corso di Campi

Elettromagnetici II, a partire dall’anno accademico 1990–91, prima come collaboratore del

Prof. Paolo Lampariello, poi dal 1994–95 come docente.

Nelle Universit`a italiane i corsi denominati “Campi Elettromagnetici II” sono spesso

di natura molto diversa fra loro. Nel caso della “Sapienza” un tale corso viene in genere

(fortunatamente) proposto a studenti (attualmente dei corsi di Laurea di secondo livello)

che hanno gi`a un bagaglio piuttosto completo di conoscenze di Elettromagnetismo, for-

nite ad esempio da corsi di Campi Elettromagnetici I, Antenne e Microonde. Si tratta prevalentemente di studenti di Ingegneria Elettronica, ma anche di Ingegneria delle Tele- comunicazioni e di Scienze per l’Ingegneria. Quanto detto ha consentito fin dall’inizio da

un lato una maggiore libert`a del docente nella scelta del materiale, rendendo anche possi-

bile che una piccola parte del corso avesse carattere monografico, il che avviene piuttosto

di

Di

lavorato negli ultimi venti anni. E dunque a volte pi`u un percorso personale che non una logica concatenazione a legare i vari Capitoli fra loro, e se questo `e un limite del testo, penso possa contribuire a renderlo pi`u vivo, per la benefica interazione mutua fra studio, ricerca e didattica. Ritengo comunque che molti degli argomenti proposti appartengano al bagaglio delle conoscenze fondamentali per uno studente di Elettromagnetismo.

Quando il Dipartimento di Ingegneria Elettronica si `e dotato di un sito internet, mi `e sembrato molto opportuno che il testo vi fosse subito completamente inserito, e succes- sivamente trascritto in formato pi`u “libresco”, grazie al mio ex-studente, ora Dottore di Ricerca in Elettromagnetismo, ing. Alessandro Ciorba e a Maurizio Fascetti. Il motivo

principale di questa scelta, al di l`a delle pur degne ragioni di convenienza e comodit`a per

gli studenti, risiede nella possibilit`a, mentre si usa il testo, di implementare correzioni,

aggiunte, cambiamenti praticamente in tempo reale. In e etti si `e trattato di un libro “in itinere”, una sorta di “diario di bordo”: le “edizioni” successive sono state numerose (di solito almeno una ogni anno), e ringrazio per il loro “feedback” tutti gli Studenti e Colleghi che mi hanno segnalato errori veniali o gravi, manchevolezze, possibili miglioramenti. Nel corso degli anni, anche per serbare il materiale accumulato, sono state incorporate nel testo molte delle osservazioni proposte durante le lezioni: questo permette al docente (e anzi in qualche modo lo obbliga, pena il decadere dell’interesse per le lezioni dal vivo) di rinnovarle anno dopo anno in conseguenza dell’aggiornamento, approfondimento e ripensamento della

rado nelle Facolt`a scientifiche; dall’altro lato la possibilit`a di maggiori approfondimenti.

fatto, buona parte degli argomenti trattati `e costituita da quelli su cui ho studiato e

`

5

6

materia stessa. Nella versione attuale, datata 8 marzo 2010, il testo appare diviso in tre Parti. La prima, intitolata Lezioni del corso, comprende materiale che almeno una volta `e stato da me svolto durante il corso, il programma del quale, come si `e detto, presenta spesso alcuni

cambiamenti e avvicendamenti di anno in anno. Gli argomenti principali riguardano le guide planari, che costituiscono il supporto dei componenti e circuiti a microonde e ottici:

l’applicazione delle tecniche spettrali e l’uso delle linee di trasmissione equivalenti traverse consente di trattare strutture stampate stratificate molto generali; le antenne ad apertura

e le tecniche asintotiche; lo scattering bidimensionale; le rappresentazioni integrali del

campo, impiegate nello studio delle guide dielettriche di forma arbitraria e nello scattering

tridimensionale; alcuni concetti di analisi funzionale di interesse in Elettromagnetismo. La seconda Parte, intitolata Complementi, per la quale sono debitore al Dottore di Ri- cerca in Elettromagnetismo applicato ing. Carlo Di Nallo, riguarda contenuti pi`u avanzati “fuori programma”, oggetto negli anni di studi accurati per lo svolgimento della tesi di Laurea o di Dottorato da parte di alcuni collaboratori del Prof. Lampariello e miei. Ri- tengo che nella sua forma attuale tale materiale sia di interesse per lo studioso che voglia approfondire concetti e sviluppi che nel corso sono necessariamente solo introdotti o ac-

cennati, ed `e mia personale soddisfazione l’aver riscontrato la possibilit`a di assimilazione

di questi argomenti da parte di molti studenti.

Finalmente, la terza Parte, intitolata Richiami di Campi Elettromagnetici I, comprende argomenti da me svolti e trascritti in forma cartacea, a partire dall’anno accademico 1988– 89, come “esercitatore” del corso di Campi Elettromagnetici I. Dopo l’uscita nel 1995 del libro “Lezioni di Campi Elettromagnetici” dei Pro. Giorgio Gerosa e Paolo Lampariello (seconda Edizione nel 2006), il contenuto `e stato depurato di ci`o che risultava tratta- to in tale testo. Nella sua forma attuale ancorch´e frammentata pu`o costituire un’utile propedeutica a certi aspetti del corso. Chiude il testo un’ampia sezione bibliografica (Parte IV ), cartacea o virtuale, il pi`u possibile commentata, che va ben oltre i confini scientifici e culturali del corso. Presenta infine, particolarmente nell’Epilogo, alcune piccole perle di saggezza, principalmente sul tema dello Studio. Il taglio espositivo della trattazione ha sempre mirato alla completezza, cercando di non omettere mai i dettagli chiarificatori e di giustificare il pi`u possibile le aermazioni fatte, pur non rinunciando talvolta ad aperture non dimostrabili nei limiti del corso, ma che potessero far intravedere allo studente mondi sconosciuti e aascinanti. Con la riforma degli ordinamenti didattici, che a mio parere ha abbassato sensibilmente

il livello di approfondimento degli argomenti da parte degli studenti e la loro dotazione media di strumenti matematico-fisici di base, e con la suddivisione del corso in due moduli,

ho preferito lasciare inalterato l’impianto della trattazione e agire io come raccordo in fase

di esposizione orale, nel tentativo di limitare il pi`u possibile i danni.

Attorno al nucleo del testo, il sito del corso si `e nel tempo arricchito di una notevole quantit`a di materiale complementare: a parte le “informazioni di servizio” sulle attivit`a svolte e i vari siti web di interesse, vi compaiono molti documenti, scritti da valenti Colleghi

Versione L A T E X del 8 marzo 2010

a cura di Alessandro Ciorba

c 2002, IEEE Student Branch Roma “La Sapienza”

7

cui sono assai grato, che costituiscono un prezioso patrimonio di utili e profonde monografie su argomenti di base o avanzati, da Essi svolti negli anni, “a latere” del corso.

Fabrizio Frezza

8

Indice

Prefazione

7

Indice

9

I Lezioni del corso

17

1 Strutture guidanti planari

19

1.1 Espressione di un generico campo elettromagnetico in termini di campi TM

e

TE

19

1.2 Campi elettromagnetici in strutture planari bidimensionali

23

1.3 Linee di trasmissione equivalenti in direzione trasversa

24

1.4 Soluzioni dell’equazione di Helmholtz per strutture planari. Relazione di dispersione. Spettro discreto dei modi

26

1.5 Risoluzione grafica dell’equazione caratteristica per uno strato dielettrico su un piano metallico

30

1.6 Modi di radiazione. Spettro

32

1.7 Soluzioni complesse dell’equazione caratteristica. Onde

34

1.8 La regione di transizione fra l’onda leaky e l’onda superficiale

36

1.9 Antenne a onda leaky

39

1.10 Sviluppo in onde piane di fasci a sezione limitata. Riflessione totale di fasci

a

sezione limitata. Il “Goos-H¨anchen

40

1.11 Richiami sull’onda laterale

46

2 Metodo della risonanza trasversa

51

2.1 Introduzione al concetto di risonanza

51

2.2 Applicazioni elementari del metodo della risonanza trasversa a guide metalliche 53

2.3 Onde superficiali guidate da uno strato (slab ) dielettrico su un piano metallico 56

2.4 Guida d’onda a slab simmetrico. Simmetrie e

64

2.4.1

Slab simmetrico, metodo della risonanza trasversa

66

2.5 Approccio di ottica geometrica, condizione di congruenza di fase

68

2.6 Guida d’onda a slab asimmetrico

72

2.6.1

Slab asimmetrico, metodo della risonanza trasversa

73

9

10

INDICE

2.7 Guida a piatti paralleli parzialmente riempita di dielettrico

2.7.1 Calcolo del valore di

β

k o

costante, per il modo TM o

al tendere a zero della frequenza con t

2.7.2 Calcolo dei valori di

t

λ

o

quando

β

k

o

= 1 per i modi superiori

2.8 La guida d’onda dielettrica non radiativa (NRD)

2.9 Guide d’onda dielettriche tridimensionali: il metodo della costante dielettri- ca e cace

2.10 La slot line

75

77

78

79

84

88

3 Il metodo dello spectral domain

3.1 Introduzione

3.2 Applicazione del metodo alla slot line

3.3 Soluzione con il metodo dei momenti

3.4 Analisi di strutture planari stratificate generiche

3.4.1 Introduzione

3.4.2 Rappresentazione del campo elettromagnetico nel dominio spettrale

3.4.3 Costruzione delle funzioni di Green spettrali per strutture planari stratificate

3.4.4 Calcolo della funzione di Green per una linea di trasmissione

3.4.5 Equazioni integrali per l’analisi di strutture guidanti planari strati- ficate, il caso della microstriscia

91

91

92

94

98

98

99

102

110

115

4 Diadi

121

121

127

130

133

4.5 Tensore degli sforzi di Maxwell. Quantit`a di moto del campo elettromagnetico. 137

4.4 Linee di trasmissione equivalenti

4.3 Formalismo di Marcuvitz-Schwinger per le equazioni di Maxwell

4.2 Analisi diadica

4.1 Algebra diadica

4.6 Calcolo del gradiente del gradiente della funzione di Green scalare per l’e- quazione di Helmholtz e per lo spazio libero

5 Antenne ad apertura

141

145

5.1 Espressione dei campi irradiati da un’apertura come spettri di onde piane . 145

5.2 Tecniche asintotiche per la valutazione di integrali

148

5.2.1 Il metodo della fase stazionaria

148

5.2.2 Estensione del metodo della fase stazionaria al caso bidimensionale 150

5.2.3 Metodo della steepest descent

153

5.3 Calcolo del campo lontano

158

5.4 Ammettenza d’apertura

167

5.5 Antenne a onda leaky. Caratteristiche di radiazione, e cienza di radiazione, procedure di sagomatura (tapering

172

5.5.1

Estensione al caso di presenza di perdite nei materiali

178

INDICE

11

6 Scattering elettromagnetico

183

6.1 Scattering di un’onda piana da cilindro indefinito perfettamente conduttore. Incidenza normale

183

6.1.1 Caso di polarizzazione E o TM ( z )

184

6.1.2 Caso di polarizzazione H o TE ( z )

189

6.2 Strutture cilindriche dielettriche

193

6.3 Incidenza obliqua

195

6.4 Metodo di Richmond per un allineamento di fili

198

6.4.1 Campo elettrico prodotto da correnti longitudinali

199

6.4.2 Metodo del point-matching

202

6.5 Scattering di onda piana da un reticolo periodico di cilindri indefiniti, per- fettamente conduttori. Polarizzazione E — Incidenza normale

206

6.5.1

Incidenza obliqua rispetto alla congiungente i centri

209

6.6 Scattering di un’onda piana da un cilindro sottile di lunghezza finita

210

6.6.1 Scattering di un’onda piana da un cilindro spesso di lunghezza finita 213

6.7 Scattering da un’iride induttiva in guida d’onda rettangolare

214

6.7.1

Il metodo del mode-matching

219

6.8 Riepilogo di relazioni di ortogonalit`a per le funzioni armoniche

222

7 Rappresentazioni integrali del campo 225

7.1 Applicazione del teorema di equivalenza per la formulazione di equazioni integrali

225

7.1.1

Calcolo della funzione di Green diadica per l’equazione delle onde

nello spazio libero

228

7.2 Conseguenze del comportamento singolare della funzione di Green

231

7.3 Equazioni integrali per lo scattering

235

7.4 Formulazione bidimensionale

236

7.5 Valutazione del contributo delle singolarit`a della funzione di Green

239

7.6 Appendice sulle singolarit`a

243

8 Problemi di Sturm-Liouville in elettromagnetismo

247

8.1 Introduzione. Problemi di Sturm-Liouville in una

247

8.2 Soluzione del problema di Sturm-Liouville del secondo tipo

250

8.3 Estensione a tre dimensioni del problema di Sturm-Liouville

252

8.4 Determinazione della funzione di Green in forma chiusa per un generico problema di Sturm-Liouville

253

8.4.1 Calcolo della funzione di Green per l’equazione di Helmholtz bidi- mensionale nello spazio libero

256

8.4.2 Funzione di Green per una cavit`a metallica rettangolare

259

8.5 Operatori autoaggiunti, il metodo della rappresentazione spettrale

261

8.5.1 Esempi di applicazione

262

8.5.2 Determinazione delle autofunzioni e degli autovalori dalla funzione di Green

265

12

INDICE

8.5.3 Interpretazione alternativa della rappresentazione spettrale. Trasfor-

 

267

8.6 Problemi di Sturm-Liouville del terzo tipo. Spettri

270

8.7 Funzione di Green in forma integrale

276

8.8 Spettri misti. Problemi di Sturm-Liouville non

277

9 Metodo dei momenti

279

9.1 Introduzione

279

9.2 Applicazione a problemi di scattering

283

10 Onde rotanti

285

10.1 Campi rotanti all’interno di un risonatore cilindrico

285

10.2 Dimostrazione che sull’asse la polarizzazione `e circolare

290

10.3 Dimostrazione che M z = nW/ω

292

11 Cenni sulle equazioni integrali di Fredholm

295

11.1 Prime definizioni

295

11.2 Equazioni di II specie e serie di Neumann

297

11.3 Nuclei di Pincherle-Goursat (o degeneri)

297

11.4 Nuclei hermitiani

299

11.5 Equazioni di I specie

302

11.6 Equazioni singolari

302

12 Cenni sulle funzioni sferoidali prolate

305

12.1 Definizioni e propriet`a

305

12.2 Due esempi di applicazione delle sferoidali

312

12.3 Generalizzazioni

313

II Complementi

315

13 Il fenomeno del leakage per strutture guidanti planari 317

13.1 Introduzione

317

13.2 Meccanismi di perdita per radiazione in strutture planari

318

13.2.1 Perdita per radiazione da onda superficiale

318

13.2.2 Perdita per radiazione nello spazio

319

13.3 Il ruolo delle soluzioni modali improprie della struttura

320

13.3.1 Origine analitica dell’esistenza di soluzioni improprie

322

13.3.2 Scelta del cammino di integrazione

323

13.4 Considerazioni preliminari sul significato fisico di un modo leaky: la condi- zione per il leakage

329

13.5 Considerazioni conclusive

331

INDICE

13

14 Eccitazione dei modi leaky in una struttura guidante di lunghezza finita:

metodo numerico

333

Premessa

333

14.1 Introduzione

333

14.2 Calcolo delle correnti sulla striscia con il metodo dei momenti

334

14.3 Analisi delle correnti sulla striscia

338

14.3.1 Metodo dei minimi quadrati

339

14.3.2 Metodo GPOF

340

14.4 Limitazioni del metodo numerico

340

15 Metodo analitico per lo studio dell’eccitazione dei modi leaky

343

15.1 Introduzione

343

15.2 Costruzione della funzione di Green per la linea di trasmissione

343

15.3 Propriet`a analitiche della funzione di Green della struttura guidante

348

15.3.1 Ruolo dei poli della funzione di Green del substrato corrispondenti alle onde superficiali

350

15.3.2 Ruolo dei punti di diramazione della funzione di Green del substrato 353

15.3.3 E etti derivanti dalla presenza contemporanea di poli e punti di

 

diramazione

356

15.4 Classificazione delle diverse componenti della corrente

357

15.4.1

Calcolo dei residui

360

15.5 La condizione per il leakage come condizione necessaria

361

15.5.1 Prova della necessit`a della condizione per il leakage

362

15.5.2 Ulteriori considerazioni sulla eccitabilit`a di un modo leaky

367

15.6 Conclusioni

368

III Richiami di Campi Elettromagnetici I

369

16 Algebra e analisi vettoriale

371

16.1 Algebra vettoriale

371

16.2 Analisi vettoriale

372

16.3 Operatore nabla. Identit`a vettoriali

372

17 Coordinate curvilinee, cilindriche, sferiche

373

17.1 Coe cienti metrici

373

17.2 Trasformazioni di coordinate: versori, componenti, prodotti

375

17.3 Operatori di erenziali in coordinate curvilinee, cilindriche, sferiche

384

18 Equazione di Poisson

389

19 Teorema di Helmholtz

395

20 Applicazione del teorema di Poynting ad un cavo coassiale in continua 399

14

INDICE

21 Vettori complessi

403

21.1 Polarizzazione dei vettori

405

21.2 Scomposizione di una polarizzazione generica

408

21.3 L’ellisse di polarizzazione

411

22 Costanti secondarie dei mezzi. Costanti di fase e di attenuazione per onde piane uniformi. Perdite dei mezzi. Relazioni di Kramers-Kr¨onig 413

23 Onde piane uniformi

421

23.1 Onde piane TE, TM e TEM

426

23.2 Vettore di Poynting per onde piane

428

23.3 Vettore di Poynting per incidenza normale di onde piane uniformi

429

24 Carta di Smith

441

24.1 Adattamento con uno stub

441

24.2 Adattamento con doppio stub

443

24.3 Rapporto di onda stazionaria

446

IV Bibliografia

451

25

Bibliografie

453

25.1 Bibliografie dei vari capitoli

454

25.1.1 Capitolo 3

454

25.1.2 Capitolo 7

454

25.1.3 Capitolo 11

455

25.1.4 Capitolo 12

455

25.1.5 Capitolo 13

456

25.1.6 Capitolo 14

457

25.1.7 Capitolo 15

458

25.1.8 Parte III

458

25.2 Collegamenti con altri corsi

459

25.3 Riferimenti generali

460

25.4 Riferimenti in italiano

462

25.5 Riferimenti per argomento

463

25.5.1 Guide dielettriche

463

25.5.2 Onde superficiali e onde leaky

464

25.5.3 Antenne a onda leaky

464

25.5.4 Guida d’onda NRD

465

25.5.5 La slot line

465

25.5.6 Modi LSE e LSM

466

25.5.7 Discontinuit`a in guida d’onda

466

25.5.8 Scattering

466

INDICE

15

25.5.9

Calcolo tensoriale

467

25.5.10Momento angolare del campo elettromagnetico

467

25.5.11 Onde rotanti

468

25.5.12 Funzioni di Bessel ed integrali relativi

468

25.5.13Metodi matematici

469

25.5.14Metodi matematici in elettromagnetismo

469

25.5.15

Calcolo numerico

469

25.5.16Metodi numerici in elettromagnetismo

470

25.5.17

Briciole di storia dell’elettromagnetismo

474

25.6 Elenco di siti internet

474

Seminari e visite guidate

475

25.7 Ringraziamenti

476

Epilogo

476

16

INDICE

Parte I Lezioni del corso

17

Capitolo 1

Strutture guidanti planari

1.1 Espressione di un generico campo elettromagne- tico in termini di campi TM e TE

Si considerino le equazioni di Maxwell nel dominio della frequenza, omogenee (assenza di termini noti, ossia di grandezze impresse), per mezzi isotropi:

∇× E = j ω µ H

∇× H = j ωε c E

con ε c = ε j σ / ω . Espandendo i rotori in coordinate cartesiane si ha:

∇× E =

x

o

x

E

x

y o

y

E y

z

o

z

E z

=

da cui le equazioni scalari:

x o ∂ E z ∂ y
x o ∂ E z
y

E y

z

+ y o E x

∂ z
∂ z

E z E y

y

z

E x E z

z

x

E y E x

x

y

=

j ω µ H x

= j ω µ

H y

=

j ω µ H z

19

E z

x

+ z o E x y

E x

y

20

CAPITOLO 1. STRUTTURE GUIDANTI PLANARI

In modo analogo dalla seconda equazione di Maxwell (oppure per dualit`a) si ricava:

H z H y

z H x H z

y

x H y H x

z

x

y

=

=

=

j ωε c E x

j ωε c E y

j ωε c E z

Si consideri ora propagazione di energia nella direzione z , nel verso positivo (presenza della sola onda progressiva, assenza di riflessioni, come avverrebbe in una struttura inde- finita). Pertanto la dipendenza dalla coordinata z sar`a del tipo e jk z z . In tale ipotesi, derivare rispetto a z equivale a moltiplicare per jk z . Per cui le equazioni precedenti

diventano:

e le duali:

E z

y

+ jk z E y =

j ω µ

jk z E x E z =

x E y E x

x

y

j ω µ

= j ω µ

H x

H y

H z

H z

y

+ jk z H y = j ωε c E x

jk z H x H z =

x

j ωε c E y

H y H x

x

y

= j ωε c

E z

(1.1)

(1.2)

(1.3)

(1.4)

(1.5)

(1.6)

Si noti che nelle quattro equazioni (1.1), ( 1.2), ( 1.4)e( 1.5) sono state eliminate le derivate delle quattro componenti trasverse rispetto alla direzione (longitudinale) z , cio`e le compo-

`

nenti E x , E y , H x , H y . E dunque possibile, con semplici passaggi algebrici, ottenere da tali

equazioni le componenti trasverse in termini delle derivate delle componenti longitudinali E z , H z . Partendo dalla (1.5) si ottiene che:

E y = jk z j ωε c

H x

1

j ωε c

H z

x

Sostituendo nella (1.1) si ha:

= k z H x + j

ωε c

ωε c

H z

x

E z

y

+ jk z k z H x + j

ωε c

ωε c

H z

x

= j ω µ H x

(1.7)

Versione L A T E X del 8 marzo 2010

a cura di Alessandro Ciorba

c 2002, IEEE Student Branch Roma “La Sapienza”

1.1.

TERMINI DI CAMPI TM E TE

ESPRESSIONE DI UN GENERICO CAMPO ELETTROMAGNETICO IN

21

Mettendo in evidenza i termini contenenti H x :

E z

y

k z

ωε c

H z

x =

2

j ω µ H x + ωε jk c H x = j ω µ

z

c H x = j (k 2 k ) ωε c

k

2

z

ωε

2

z

H x

ove k 2 = ω 2 µ ε c . Per cui:

H x = j ωε c E z

k

2

t

y

ωε k z c

H z

x

= 1 j ωε c

k

2

t

E z y

jk z

H z x

(1.8)

Si

trasverso rispetto a z . Sostituendo la prima uguaglianza della (1.8) nella (1.7) si ha poi:

`e espresso H x in funzione di E z e di H z , e si `e posto k = k 2 k , ove il pedice t sta per

2

t

2

z

E y = ωε k z c

=

 

j ωε c

E z

k z

H z

+ ωε j

c

 

k

2

t

y

2

 

ωε c

x

E z

 

jk

z

H z

H z

 

k

2

+

ωε c k

2

t

x

+ ωε j c

x

=

t

y

jk z

=

jk z

E z

j

H z

k

2

z

+ k 2 k

2

z

k

2

t

ωε c

x

k

2

t

y +

Si ha infine:

E y = 1

k

2

t

jk z

E z

y

H z

 

x =

 

jk z

E z

 

H z

k

2

z

 

k

2

t

y

+ ωε j c

x

k

2

t

+ j ω µ H x z

+ 1 =

(1.9)

avendo espresso anche E y in termini di E z e H z . A questo punto dalla (1.4) si aveva:

e, sostituendo nella (1.2):

H y =

1

j ωε

j ω µ jk z

c

E x =

j ωε c H z

1

y

+

jk z H y

H z y

+ jk z H y E z = jk z

x

k

2

H z

+ k 2 H y +

z

k

2

y

1

j ω µ

Da cui:

E quindi:

H y 1 k

k

2 =

z

2

1

j ω µ

1

j ω µ

E z

x

E z

x

jk z H z

k

2

y

jk z H z

k

2

y

E z

x

k 2 k

2

z

k

2

jk z

=

H y

H y = 1

k

2

t

k 2 j ω µ

E z x

H

z

y

= 1 j ωε c

k

2

t

+ jk z

H z y

E z x

(1.10)

22

CAPITOLO 1. STRUTTURE GUIDANTI PLANARI

avendo espresso anche H y in termini di E z e H z . A questo punto, tornando alla (1.4) si ha per E x :

E x =

=

=

=

1

H z

y

H z

jk z

2

t

j ωε c

+

E z x

1

H z y

j

ωε

1

c

j

ωε

1

c

j

ωε k ωε c k

c

+ jk z

k

2

z

k

jk z E z

H z y =

2

y

H z

y

k

2

t

x

1 + k

k

2

z

2

t

j ωε c k

2

t

H z

k

2

t

jk z E z

k

2

t

x =

jk z E z

x

j

2

t

y

=

Per cui:

E x = 1 jk z

k

2

t

E z

x

+ j ω µ H y z

(1.11)

Quindi un campo elettromagnetico progressivo lungo z del tutto generale `e ricavabile una volta assegnate le sole due componenti E z e H z . La dimostrazione `e stata fatta in coordinate cartesiane, ma il risultato `e valido anche in coordinate cilindriche generalizzate (q 1 , q 2 , z ). Si noti tuttavia che le espressioni (1.8)-(1.11) per i campi trasversi (rispetto a z ) diventano indeterminate nel caso di campo TEM ( z ) (E z 0, H z 0, k = 0). Finora le relazioni (1.3)e( 1.6) non sono state utilizzate. Si inseriscano allora nella (1.3) le espressioni ricavate per E x (1.11) ed E y (1.9) e nella (1.6) quelle per H x (1.8)

e H y (1.10). Nell’ipotesi ulteriore che il mezzo sia omogeneo, ed utilizzando il teorema

sull’inversione dell’ordine delle derivate parziali, si pu`o vedere, come `e noto, che H z ed E z

(rispettivamente dalla (1.3) e dalla (1.6)) debbono soddisfare separatamente un’equazione di Helmholtz bidimensionale nelle due variabili trasverse x, y (questo risultato `e valido anche in coordinate cilindriche generalizzate q 1 , q 2 , z ). Pertanto un generico campo elettromagnetico progressivo lungo z , applicando la so- vrapposizione degli e etti per la linearit`a delle equazioni di Maxwell e del mezzo, si pu`o esprimere come somma di un campo TE ( z ) e di un campo TM ( z ) (a meno di campi TEM ( z ) ), ipotizzando nel primo caso E z 0, nel secondo H z 0. Non `e detto tuttavia in generale che tali due campi siano da soli soluzioni possibili per la particolare struttura guidante in esame, cio`e in grado di soddisfare da soli le condizioni al contorno imposte dalla struttura stessa (non `e detto cio`e che siano dei modi di propagazione). Le funzioni E z ed H z si possono in sostanza vedere come funzioni potenziale scalare, ponendo ad esempio, in coordinate cilindriche generalizzate:

2

t

E z (q 1 , q 2 , z ) = k

H z (q 1 , q 2 , z ) = k

2

t

2

t

φ TM (q 1 , q 2 ) e jk z z

φ TE (q 1 , q 2 ) e jk z z

essendo q 1 e q 2 le generiche coordinate in un piano trasverso. Tali espressioni evidenziano

il fatto che nel caso di campi TEM ( k t = 0) le componenti longitudinali si annullano.

Versione L A T E X del 8 marzo 2010

a cura di Alessandro Ciorba

c 2002, IEEE Student Branch Roma “La Sapienza”

1.2.

BIDIMENSIONALI

CAMPI ELETTROMAGNETICI IN STRUTTURE PLANARI

23

In ciascuna regione omogenea le funzioni φ devono soddisfare la:

φ + k φ = 0

t

t

2

2

con = 2 2 /z 2 . In coordinate cartesiane e separando le variabili si ha:

2

t

2 φ + 2 φ

x 2

y 2

+ k x φ + k φ = 0

y

2

2

Si noti infine che le funzioni φ sono evidentemente legate alle funzioni T (q 1 , q 2 ) che rappresentano la dipendenza trasversa dei potenziali vettori A e F , supposti diretti nella direzione longitudinale z . Si ha ad esempio per il caso TM (cfr. Campi Elettromagnetici I):

A(q 1 , q 2 , z ) = A z (q 1 , q 2 , z ) z o = T TM (q 1 , q 2 ) L (z ) z o

Si pu`o vedere infatti che valgono le relazioni:

T

TM (q 1 , q 2 ) = j ωε c φ TM (q 1 , q 2 )

T

TE (q 1 , q 2 ) = j ω µ φ TE (q 1 , q 2 )

1.2 Campi elettromagnetici in strutture planari bidi- mensionali

Si imponga ora invece l’ipotesi di indipendenza da x (/x = 0), perch´e ad esempio si sta studiando una struttura supposta indefinita nella direzione x . In tal caso si pu`o ottenere una formulazione alternativa, in funzione delle componenti E x e H x . Infatti, ripartendo dalle equazioni di Maxwell omogenee, si ha, ponendo /x = 0:

E z E y

y

z

E x

z

E x

y H z H y

y

z

H x

z

H x

y

= j ω µ H x

= j ω µ

= j ω µ

H y

H z

= j ωε c E x

= j ωε c E y

= j ωε c E z

(1.12)

(1.13)

(1.14)

(1.15)

(1.16)

(1.17)

Come si vede, le sei equazioni possono ora essere cos`ı divise: tre in cui compaiono le sole componenti E x , H y , H z e cio`e le (1.13), (1.14)e( 1.15); e le altre tre in cui compaiono

24

CAPITOLO 1. STRUTTURE GUIDANTI PLANARI

le sole componenti H x , E y , E z . Questo significa che, nella sola ipotesi /x = 0, il campo elettromagnetico si pu`o sempre vedere come sovrapposizione di un campo TE sia rispetto

a y che rispetto a z , con le sole tre componenti di campo E x , H y , H z , e di un campo TM

sia rispetto a y che rispetto a z , con le sole tre componenti H x , E y , E z . Tali due campi risultano completamente disaccoppiati (indipendenti).

`

E inoltre possibile ottenere il campo TE in funzione della sola componente E x , espri-

mendo H y e H z mediante le (1.13)e( 1.14). Sostituendo nella (1.15) si ha:

y j ω µ

1

E x

y

z 1

j ω µ

E x

z

= j ωε c E x

da cui, nell’ipotesi che µ non dipenda dal punto (come spesso accade):

 

1

2 E x

 

1

2 E x

j

ω µ

y 2

+

j ω µ

z 2

= j ωε c E x

2 E x + 2 E x

y 2

z 2

+ k 2 E x = 0

equazione di Helmholtz scalare (bidimensionale) nelle variabili y, z . In modo analogo il campo TM pu`o essere ottenuto in funzione della sola componente H x , esprimendo E y ed E z mediante le (1.16)e( 1.17). Sostituendo nella (1.12) si ha:

y 1

j ωε c

H x

z j ωε c

1

H x

= j ω µ H x

z

y

Nell’ipotesi che ε e σ , contenute in ε c , non dipendano dal punto si ha:

1

j

ωε c

2 H x

y 2

2 H x + 2 H x

y 2

z 2

1

2 H x

z 2

+ k 2 H x = 0

j ωε c

= j ω µ H x

anch’essa equazione di Helmholtz scalare bidimensionale.

1.3 Linee di trasmissione equivalenti in direzione tra- sversa

Ipotizzando ora contemporaneamente l’indipendenza da x ed una dipendenza da z del tipo e jk z z , si pu`o mostrare che lungo la direzione y (cio`e lungo una direzione trasversa rispetto a quella del flusso di energia, individuata nell’asse z ) si pu`o stabilire una linea di trasmissione equivalente. Nel caso dei TE dall’equazione (1.14) si pu`o scrivere:

E x

y

= j ω µ H z = jk y

ω µ

k y

(H z )

(1.18)

Versione L A T E X del 8 marzo 2010

a cura di Alessandro Ciorba

c 2002, IEEE Student Branch Roma “La Sapienza”

1.3.

TRASVERSA

LINEE DI TRASMISSIONE EQUIVALENTI IN DIREZIONE

25

ove k y `e definito dalla k = k 2 k

2

2

z . D’altra parte si ha dalla (1.15), con la ipotizzata dipendenza da z :

y

(H z )

y

= H y z = jk z H y j ωε c E x

Tenendo ora conto della (1.13), che diventa:

H y = k µ E x

z

ω

(1.19)

si ha:

H z

y Per cui si pu`o scrivere:

2

z

= jk

ω µ

E x j ωε c E x = jk

2

z

jk 2

ω µ

(H z )

y

k

y

= jk y ω µ E x

E x = j

k

2

y

ω µ E x

(1.20)

Ponendo allora E x (y, z ) = V (y ) e jk z z e H z (y, z ) = I (y ) e jk z z (componenti di campo trasverse rispetto alla direzione y ) si hanno le equazioni delle linee di trasmissione, con

Z

o

= ω µ/k y (cfr. Campi Elettromagnetici I). Considerando in maniera analoga i modi TM si ha, dalla (1.17):

TE

H x

y

= j ωε c E z = jk y

ωε c

k y

E z

(1.21)

D’altra parte dalla (1.12) si ha, con la ipotizzata dipendenza da z :

E z

y

= jk z E y j ω µ H x

e, per la (1.16), che diventa:

segue:

E z

y

2

z

= jk

ωε c

E y = ωε k z c H x

H x j ω µ H x = jk

2

z

jk 2

ωε c

H x =