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L'apostolodellegentifragiudaismoeculturaellenistica

LamatriceebraicadiPaolo
diEdParishSanders
DukeUniversity(Durham,NorthCarolina)

DatemposidiscutesuquantoprofondamentePaolofosseinfluenzatodallaculturaellenistica
ogrecoromana.Dalpuntodivistastorico,glistudiosidelNuovoTestamentooffronoun'ampia
gamma di possibilit: dall'uomo che ellenizz il cristianesimo al rabbi che modific e allarg il
suo pensiero senza cambiare le caratteristiche della sua visione. Non sono competente per
accertare la profondit dell'ellenismo di Paolo, cercher invece di definire alcuni degli aspetti
principalidellasuaebraicit,concentrandomisullepiampiecategoriechesonoanoiaccessibili,
perprimal'istruzione.
Nelmondoantico,tuttisapevanocheibambinimemorizzanoabbastanzafacilmente,eche
memorizzare nell'et infantile o giovanile molto pi facile che portare con s rotoli
pesanti e girarli avanti e indietro in cerca di un passo. L'istruzione antica era basata sulla
letturaadaltavoce,laripetizione,espessolamemorizzazionesiavolutasiacasualenasceva
soltanto dalla ripetizione. I giovani maschi dell'lite del mondo grecoromano imparavano a
memoriaunagrandequantitdipoesiagrecaeiromaniancheunanotevolequantitdimateriale
latino.Unodegliscopidell'istruzioneeramettereunapersonaingradoditirarefuorilacitazione
appropriata in tribunale o in senato. Cos l'istruzione basata sulla memorizzazione, che a sua
voltasiesprimevanellacitazione.
Paolostessoscrissediesseresuperioreallamaggiorpartedeisuoicontemporaneinellozelo
per le tradizioni dei suoi antenati (Galati, 1, 14). Ritengo che questo significhi che egli era il
ragazzopiintelligentenellaclasseecheimparavadipiriguardoagliargomentichestudiava.
Quando incontriamo Paolo nelle sue lettere probabilmente aveva circa quaranta o cinquanta
anni,eilsuocervellononeracosagilecomequandoneavevaquindici,maavevaancorafacilit
diricordareecitarecicheavevaimparato.Dallesuecitazioni,sipudedurrechePaoloimpar
amemorialaBibbiaingreco,almenoampieparti.Tuttavianelleletteregiuntefinoanoinoncita
nientealtrosenonunasentenza:"Lecattivecompagniecorromponoibuonicostumi"(iCorinzi,
15, 33) che segue immediatamente una citazione da Isaia. Se avesse memorizzato i giusti passi
dellafilosofiagrecaavrebbeaggiuntounacitazioneiniiCorinzi(4,18),dovescrivechecichesi
vede effimero, ma ci che non pu essere visto eterno. Anche le opere del suo pi anziano
contemporaneo,Filone,glisarebberovenuteinaiuto.Allostessomodo,sarebbestatofacileper
unostudiosodellafilosofiagrecausareunacitazioneasupportodiFilippesi4,11:"Hoimparatoa
essereautosufficiente".LaparolafuriferitaaSocrateeusatainvariescuoledellafilosofiagreca,
compreseilplatonismoelostoicismo.
Paolo chiaramente non ignor del tutto il pensiero greco, ma sembra non aver avuto le
citazioniappropriatesullepuntedelledita,quindiprobabilmentenonavevaimparatoamemoria
molta letteratura greca durante la sua vita di studente, che presumibilmente termin all'et di
quindiciosedicianni.Perciriguardoall'aspettofondamentaledellamatriceebraicadiPaolo,si
puipotizzarechedaragazzoedagiovanestudilaBibbiagreca,imparandolaamemoria,tuttao
parzialmente.Lasuaistruzione,senonesclusivamenteebraica,fucomunquefortementeebraica.
Due aspetti dell'uso delle citazioni nell'argomentazione risaltano se considerati alla luce della
memorizzazione.InprimoluogoPaoloeraingradodilavoraresusingoleparole.InGalati,3cita

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gliunicipassidellaSettantachecombinanoinsiemeleradiciperitermini"fede"e"giustizia".Cita
anche l'unico passo della Settanta che combina le parole "legge" e "maledizione". Questo
sarebbefacilmentespiegabileseavesseimparatoamemoriaGenesi,DeuteronomioeAbacuc.Se
avesse dovuto davvero trovare ogni singolo uso delle combinazioni di queste parole girando i
rotoli,avrebbeimpiegatogiorni,senonsettimane.L'unicaspiegazioneragionevolelamemoria.
In questo caso particolare non voleva dire in generale che la disobbedienza ai comandamenti
procuravaunamaledizione,mavolevapiuttostocollegare"maledizione"conlaparola"legge",e
lasuamemoriafeceemergereilriferimento.
CredochelamemoriasiaancheresponsabiledelfattochemoltedellecitazionidiPaolosono
combinate insieme. Notiamo infatti che Galati, 3, 8, "tutti i Gentili saranno in Te benedetti",
combinaGenesi,12,3con18,18,mentreGalati,3,10prendeinprestitodaDeuteronomio,27,26
e 28, 58. Una volta che la memoria possiede una parola chiave, produce passi che contengono
quellaparola,edmoltopiprobabilechelaconflazionesiailrisultatodellamemoriapiuttosto
chedelgirarepaginediunrotoloeprenderedeliberatamenteunaparoladaunpassoepocheda
un altro. Certo il procedimento empirico non cos difficile se si combinano passi a distanza
soltantodipochicapitoli.Madove,peresempio,PaolocombinaIsaiaeGeremia,moltodifficile
cheilraccordosiastatoottenutogirandoirotoliconattenzione.
QuandopropongoavaricolleghilatesisecondolaqualePaoloavevaimparatoamemoriala
Bibbia,glistudiosicristianiconsideranol'ideacomequalcosachevada"altamenteimprobabile"
a"totalmenteimpossibile",mentrequelliebreidannoperscontatochesiaandatacos.Lalingua
diPaoloimpregnatadalleparoledellatraduzionegrecadellaScritturaebraica.Questovamolto
al di l delle citazioni formali. Paolo era in grado di scrivere e argomentare senza citare
esplicitamentelaScritturaepudarsicheluipredicasseabitualmenteaigentilisenzariferirsiin
modo manifesto alla Bibbia. In Filemone, i Tessalonicesi, Filippesi e ii Corinzi non c' una sola
esplicita citazione dalla Scrittura ebraica, cio nessun esempio in cui Paolo scrisse "come sta
scritto"oqualcosadisimile.Tuttavia,intuttiquesticasi,trannecheinFilemone,lalinguadella
BibbiaGrecaevidenteinnumerosiluoghi.
Sembra che gli studiosi del Nuovo Testamento pensino che Paolo avesse una grande
bibliotecaconglioltreventirotolirichiestipercontenerelaBibbia,echepossedesseungrande
studioconnumerositavolisuiqualiirotolipotesseroessereapertieconfrontati.Questavisione
una versione antica dell'immagine di un professore moderno, ma la realt diversa. Per molti
anniPaolotrascorsesettimaneomesisullastrada,senzaavereasinisufficientipertrasportare
un'ampia biblioteca attraverso le Porte della Cilicia o da una parte all'altra della pianura
anatolica. Quando era pronto per sedersi a una tavola per lavorare il cuoio o fabbricare tende,
nonriuscivaadaffittareunenormestudioinvecediunsempliceriparosullemura.Ledifficolt
finanziarie dell'Apostolo depongono contro tesi di questo genere e fanno pensare che Paolo
trasportasselaBibbiadirettamentenelsuocervello.
Nondobbiamoperpensarecheimparasseamemoriatuttoricordandoognisingolaparola
di seguito per tutto l'intero testo biblico. Piuttosto, le citazioni di Paolo rivelano ci che Albert
Baumgarten ha chiamato "un'arte di investigazione e di recupero". Paolo riusciva a trovare nel
suo cervello testi che corrispondevano, pi o meno bene, alle parole e alle idee di cui aveva
bisognoquandoneavevabisogno.Questonasce,disolito,daunaletturacostanteeripetuta.Se
fossestatoingradodiiniziareconilprimolibroerecitareamemorial'interotestounproblema
diverso.Tuttocichenoisappiamoriguardoallasuamemoriacheeraingradodifarecichele
suecitazionirivelano:usareapiacimentotesticontenenticerteparolequandoneavevabisogno.
Per quello che sappiamo, Paolo conobbe la Bibbia bene anche in ebraico. Possiamo dimostrare

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solocheeglidisolitolacitavainformamoltovicinaallaSettantacomeessacistatatramandata.
MaquestononsmentiscelateoriachestudiaGerusalemmeeconobbelaBibbiainebraico.Non
sonodeltuttoconvintochePaolofuistruitosoloaGerusalemme,manonmisembraimpossibile
chepartedellasuaistruzionesiaavvenutal.
VorreioradescriveremoltobrevementealcunidegliaspettipiampidelpensierodiPaolo.
Credo che nessuno di essi richieda molta elaborazione n molta prova del massimo della
quintessenzadell'ebraicit,mavoglioregistrareilfattochelepiimportanticategoriedelsuo
pensiero sono ebraiche. Nel senso stretto della parola, la sua teologia fu una forma di
monoteismomodificato."Modificato"significacheoltreilverooaltoDiositrovspazioperaltri
dei,signoriepoterispirituali.ComehadirecentesottolineatoPaulaFredriksen,moltepersone,
nonsoloebrei,condividevanoquestaformadimonoteismo.NellaversionediPaolo,cicheera
ebraicofucheilveroDioerailDiodiIsraele.Tralefontigiudaiche,levisionidiPaolosonopi
vicine ai Rotoli del Mar Morto e ad alcune delle Apocalissi. Egli poi si univa agli ebrei suoi
contemporaneineldenunciarel'adorazionediidoli.LavisionediPaolodeltempoedellastoria
era giudaica. La visione greca pi comune era che la storia ciclica. Nel giudaismo, la storia
cominciaconlacreazioneevaversounoscopostabilitodaDio.Questafuesattamentelavisione
diPaolo.
LavisionediPaolodellastoriafualtamenteescatologica,incentratasull'arrivoimminentedel
climaxdellastoriaordinaria.Molteculturehannovisionidiescatologiaindividuale:ricompense
e punizioni dopo la morte. Molte forme di giudaismo, comunque, seguendo parti della Bibbia,
tendonoversolavisionediungrandeclimax,dopoilqualeglielettigodrannopace,prosperite
sicurezza. Le aspettative dell'Apostolo sono, di nuovo, molto vicine a quanto si trova in alcune
Apocalissi.LavisionediPaoloriguardoallasuaattivitpartedellasuaescatologia.Sebbenegli
apostolideigentilicomeluinonfigurinonellepredizionideiprofetiebraici,chesembranoaver
atteso che i gentili spontaneamente si volgessero al Dio di Israele, la missione di Paolo fu a
servizio di una visione giudaica del mondo. L'etica di Paolo fu giudaica. Tutti si opponevano
all'assassinio,all'adulterio,allatrocinio,all'estorsioneecosvia.
La pi grande distinzione tra il giudaismo e il resto del mondo fu l'atteggiamento verso
l'attivitomosessuale.Paolosiunadaltriebreinell'esservitotalmentecontrario.Eglidiscutein
dettaglio pochi argomenti di morale, ma la maggior parte delle sue opinioni etiche, inclusa la
denunciadell'attivitomosessuale,apparenellelistedeivizi.L'istruzionediPaolo,lagiovinezza,
lateologia,lavisionedelmondo,lavocazioneeleopinioniriguardoalcomportamentocorretto
sonotuttedistintamenteeprofondamenteebraiche.
Ma nonostante l'origine del movimento cristiano come una setta giudaica e l'assoluta
ebraicitdiPaolo,nondovremmotrascurarenellesuelettereleindicazionidovedistingueilsuo
gruppo da ci che egli chiamava giudaismo. Osserviamo innanzi tutto i passi in cui compare la
parola "giudaismo": Paolo usa due volte il sostantivo, in Galati, 1, 1314, e una volta il verbo
"giudaizzare",inGalati,2,14.Nonsonoricorrenzenumerose,ma"giudaismo"sembracostituire
un'entitdelsuopassato,nonlastessadelsuogruppoattuale.
Paolo usa termini specifici per il suo gruppo, senza arrivare alla parola "cristiano" o
"cristianesimo" fa riferimento a una distinta terminologia. Gli studiosi spesso ignorano o
sottovalutanoquestoaspetto.InGalati,6,16,egliusalafrase"l'IsraelediDio"cheindicaforse
proprioilsuogruppo.Paolochiamainoltreilsuogruppo,"lachiesa"o,meglio,"lacomunit",una
parolacheoccorredasolaeinunamolteplicitdifrasi.Spessoindicailsuogruppoconunafrase
cheincludelaparola"Cristo".I"mortiinCristo"hannounaposizionespecialequandoilSignore
ritorner(iTessalonicesi,4,16).

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Nelle lettere rimaste, Paolo saltuariamente usa una terminologia tripartita: "Non date
scandalonaigiudeinaigrecinallachiesadiDio"(iCorinzi,10,32).InRomanidistingue"noi"
ilsuoambientedaigiudeiedaigentili,chesonoigruppidaiquali"noi"siamostatichiamati.I
"giudei" e "la chiesa di Dio" sono entit distinte. Dal punto di vista terminologico, allora, Paolo
distingue il suo gruppo sia dai giudei sia dai gentili, sia dal giudaismo sia dal paganesimo. La
terminologia riflette la realt sociale che Paolo abitava in un mondo tripartito: c'erano ebrei,
pagani e quelli che appartenevano a Cristo, alcuni dei quali erano appartenuti al giudaismo e
alcuni al paganesimo. I convertiti di Paolo, per quanto sappiamo, furono gli ultimi: i gentili,
precedentemente pagani o idolatri. Lo afferma in modo esplicito nel caso dei cristiani di
TessalonicaedellaGalazia(iTessalonicesi,1,9;Galati,4,8),eildesideriodeisuoiconvertitidi
Corintodiseguirepraticheidolatricheindicaunbackgrounddipaganesimo(iCorinzi,8,10).
GliAttimostranoPaoloinoriginecomeunapostolodeigiudeidelladiaspora,chesirivolseai
gentilisolodopoladelusioneperl'esitodellasuamissioneprecedente.LavisionediPaolodel
tutto differente: Cristo lo invi ai gentili. Troviamo la stessa idea quando consideriamo il suo
compromessocongliapostolidiGerusalemme:luiePietrosidiviseroilmondo,Pietrosarebbe
andato dagli ebrei, Paolo dai gentili (Galati, 2, 710). Alcuni studiosi hanno interpretato questa
comeunadivisionegeografica,mal'interpretazionepiovviadellinguaggiochesiriferisceai
"circoncisi" e ai "non circoncisi" unadivisioneetnica.Secondoquestoaccordo, Paolo non fu
apostolo di chiunque dal vicino Oriente all'Europa, ma si dedic ai pagani. Non voglio dire che
avrebberifiutatol'opportunitdiproporreilvangeloagliebrei,maquestanonfulasuamissione.
LacaratteristicasocialedeisuoiconvertitieraevidenteaPaolo,talvoltadolorosamente.Poich
noneranonebreinpagani,essieranoisolati,senzaunaidentitsocialericonoscibile.Questa
mancanza di identit poteva portare a persecuzioni per la distanza dai culti locali. Anche in
assenza di persecuzione, i suoi seguacidovevanorinunciareamolti deipiaceridella vita civile,
comeibanchettidicarnerossa,cheeranodispostidallecelebrazionipubblichereligiose.
Vediamo cos che il vocabolario di Paolo per il suo gruppo riflette accuratamente la nuova
realtsocialecherisultadallasuapredicazionedelvangelodiCristo:unacomunitdigentiliche
rinunciaall'idolatria,chepraticailcultodelDiodiIsraelefuoridallasinagoga,chenoncontan
come ebraica n come pagana e che riconosce Ges come suo Salvatore e Signore. Qualcuno
potrebbe pensare che proponendo questa distinzione sociale e terminologica tra il gruppo di
PaoloeilgiudaismoiosostengachePaolocessdiessereebreo.Noncos.Lasuaautoidentit
un altro problema. Paolo ebreo consider se stesso come un apostolo ebreo dei gentili. D'altra
parte, dobbiamo considerare la sua ferma convinzione che lui e le altre membra della sua
comunitavevanoacquistatounanuovaidentit.Paoloeraunebreodiventatoun'unicapersona
conCristo.E,comescrisse,sequalcunoinCristo,"unanuovacreazione"(iiCorinzi,5,17).
Tuttavia,essereunasolapersonaconCristo,partediunanuovacreazione,nonrendePaolo
stessounnonebreo.GeseraunebreoecredochepernessunmotivoPaoloavrebberifiutatola
suaidentitetnica.Tuttavialaquestionepresentenondidefinirelasuaidentit,mapiuttosto
dichiarireilfattocheeglinonpensavaalsuogruppointerminidi"giudaismo".L'unicomodocon
ilqualeavrebbepotutoaffermareopensarechelesuechiesecostituivanopartedel"giudaismo"
sarebbestatofacendounachiaradistinzionetrafalsoeveroIsraele.Avrebbepotutoscrivereche
la nuova creazione era il vero giudaismo ma, per quanto ne sappiamo, non lo fece. Cos egli fu
ebreo e anche una persona nuova in Cristo, ma la sua comunit non formava "giudaismo",
cherimanevaun'entitseparata.
Mentre Paolo riconobbe la distinzione sociale che lui e gli altri stavano creando dalle
fondamentaunanuovaidentitspirituale,nebraicanpagana questadivisionenoneran

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ci che voleva n ci che attendeva come esito finale. La sua teologia ebbe un'ottica differente.
Secondo lui ci sarebbe stato un unico gruppo universale, che avrebbe incluso ebrei, greci e
barbari, tutti in Cristo. Non era accettabile che i membri gentili del suo movimento
giudaizzassero,riducendocosilnumerodeigruppiaunosolo.Lasuaopposizionealgiudaizzare
caus le pi forti invettive presenti nelle sue lettere. Il suo gruppo non avrebbe dovuto
giudaizzare;piuttosto,chiunquealtrosisarebbedovutounire.Dalpuntodivistateologico,Paolo
sapevaqualedovevaesserel'esitofinaleevedevaanchecheilpianopresentepergiungervinon
funzionava perfettamente. La strategia, ricordiamo, prevedeva che lui (e apparentemente altri)
avrebbe convertito i gentili alla fede in Cristo. Pietro e presumibilmente gli altri apostoli di
Gerusalemme avrebbero persuaso anche gli ebrei a porre la loro fede in Ges. Allora tutti
avrebberofattopartedelpopolodiDio,unitidallafedeinCristo.Secondolapropriaopinione,
Paolo era vicino alla fine delle sue fatiche. Dopo un trionfo in un dibattito con i Corinzi, infatti,
espresse ottimismo sul suo successo apostolico: "Grazie a Dio, il quale in Cristo ci conduce
sempreinprocessionetrionfaleepermezzonostrodiffondeinogniluogoilprofumocheviene
dallasuaconoscenza"(iiCorinzi,2,14).
Nella opinione di Paolo, Pietro aveva lavorato molto meno bene. Questo evidente dalla
innovazione di Romani11. L'aspettativa comune di un ricongiungimento alla fine dei tempi del
popolo di Israele e del volgersi dei gentili verso Dio aveva seguito la sequenza ovvia: prima
Israele,poiigentili.QuestoinrealtuntemadeiprimiduecapitolidiRomani:"l'ebreoprimae
poiancheilgreco"(1,16;2,910).CosPietroavrebbedovutoprepararegliebrei,mentrePaolo
portava la sua missione coronata da successo ai gentili. Ma gli ebrei non erano pronti. E cos
Paolo svilupp un piano alternativo: i suoi gentili sarebbero entrati per primi nella nuova
creazione.Questoavrebberesoigiudeigelosieliavrebbeconvintiadaffrettarsi,inquestomodo
Paoloindirettamenteavrebbesalvato"alcuni"ebreiassiemeaigentili(Romani,11,1314).Egli
ripete lo schema ai versi 2526: il "numero totale dei gentili" entrer e cos, in questo modo,
"tuttoIsraelesarsalvato".Peresseresicurocheillettoreaccolgalasuascoperta,loripeteuna
terzavolta.Gliebreisonostatidisobbedienti"inmodoche,acausadellamisericordiamostrataa
voi(gentili)ancheessipossanoorariceveremisericordia"(11,3031).L'usodi"inmodoche"
hnaingrecosottolinealadivinaintenzione:Dioharesogliebreidisobbedientiperunperiodo,
allo scopo di autorizzare i gentili ad avere accesso per primi, cosa che consentirebbe poi di
entrareagliebrei.
Paolo ha da poco scoperto quello che ritiene il vero piano di Dio per salvare tutti, una
revisionerispettoacicheluieglialtriavevanopensatoinprecedenza.Oravedechepropriola
suamissioneversoigentiliaiutergliebreiasalvarsi,inmodochetuttiricevanomisericordia.
PossiamopensarepercheilsuccessodiPaolocomeapostoloelasuateoriasullagelosiadegli
ebreisiapiuttostounfilosottileacuiappenderelasperanzadellasalvezzaeternapertutti.Da
Romani,11,13a11,32PaolooffrepertrevolteunmodorazionaleattraversoilqualeDiopu
salvareilmondo,unasequenzaincuilasuamissionegiocaunruolocruciale.Maallafinedeve
averfiduciachesarlostessoDioaescogitareunsistema.IlcervellofertileeingegnosodiPaolo
nonpuimmaginaretutto.
Siamopartitidalledistinzionisocialitraebreo,paganoecristianocoscomeappaiononelle
lettere di Paolo e arrivati alla soluzione teologica/escatologica di Paolo, alla divisione sociale
degliesseriumani:tuttisarannounsolopopolo.Gliapostolidovrannofaredelloromeglioper
portare tutti nel corpo di Cristo, mentre la storia ordinaria continua, sebbene il tempo sia
davverobreve.Maallafinedeltempo,quandoilredentoreverrdalmonteSion,Diocompirlo
scopolasalvezzadelmondoinunmodochenoinonpossiamocomprendere.Tornandoalla

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fine di Romani, 11 e alla salvezza dell'umanit non si pu immaginare un piano che sia pi
interamente ebraico. Nel background c' la dottrina giudaica secondo la quale Dio ha creato il
mondoelohadichiaratobuono:questoprincipioovvionellaprimafiammatadiuniversalismo
diPaolo,iCorinzi,15,22:"CometuttimuoionoinAdamo,cosinCristotuttiriceverannolavita".
QuestopassoportaimmediatamenteallasoggezioneaDioallafinedi"tuttelecose"(iCorinzi,15,
2728).PropriocomesecondoRomani,11,32Dioharinchiusogliuomininelladisobbedienza
cosdasalvarlitutti,coscomeDiohasottomessol'interacreazioneallacaducitcosdarenderla
"libera dalla sua schiavit alla corruzione" quando Lui porter la storia ordinaria alla sua fine
(Romani,8,2021).
CheDioabbiaunpianobeneficoalungotermineperunafinefelicedellastoriaordinariaun
pensieroprofondamentegiudaico,sebbeneibeneficiarisianodiversineidifferenticorpidella
letteratura.Cheilpianoincludapeccatoesofferenzalungolastradaugualmentegiudaico.Allo
stessomodo,secondoGiuseppe,DioprogettavailtrasferimentodelpotereaRomaeprogettava
ladistruzionedeltempio,chedovevaesserepurificatoacausadellospargimentodisangueedel
peccato.Sintetizzando,Paolovivevaeoperavainunmondocheparlavagreco.Qualechefossela
sua conoscenza di questo contesto, la sua istruzione e la sua educazione furono ebraiche; le
categorie principali del suo pensiero furono ebraiche; la sua missione si svolse nel tessuto
dell'escatologia ebraica; l'esito finale che desiderava ardentemente fu una forma universale di
speranzaebraica.Temporaneamente,eglipens,creunterzogruppo,nebreongentile,come
parte della nuova creazione che sarebbe arrivata pienamente quando il Dio di Israele, l'unico
veroDio,avrebbeportatolastoriaordinariaallasuaconclusione.

Il20maggiosiapre,pressoilPontificioIstitutoBiblicoaRoma,ilsimposiointernazionale"Paul
in his Jewish Matrix" organizzato dal Centro Cardinal Bea per gli studi giudaici della Pontificia
UniversitGregorianaincollaborazioneconl'UniversitEbraicadiGerusalemme,conl'Universit
CattolicadiLovanioeconlabasilicadiSanPaolofuorileMura.Pubblichiamonellatraduzionedi
MariaBruttialcunepartidiunadelledueletturepubblicheinprogramma.
(LOsservatoreRomano21/05/2009)