Sei sulla pagina 1di 3

Italo Svevo, dal naturalismo all'invito al raccoglimento

La parola chiave del romanzo e la malattia, che questa volta si diffonde su


tutto e tutti, contagia il mondo intero, diventando dominante. Il prevalere
della malattia nel romanzo e strettamente legato alla struttura analitica,
poiche ogni tentativo di analizzare la salute si converte in malattia, cosi
come il protagonista si ritrova impossibilitato a dare una definizione di
salute senza pensare in termini di malattia:

Lo sto analizzando la sua salute, ma non ci riesco perche m'accorgo che,


analizzandola, la converto in malattia. E scrivendone, comincio a dubitare
se quella salute non avesse avuto bisogno di cura o d'istruzione per
guarire. Ma vivendole accanto per tanti anni, mai ebbi tale dubbio.

Si frantuma la tradizionale distinzione tra malati e sani e nascono nuove


categorie, i malati immaginari e i sani immaginari e si capisce che tutta la
societa e malata, della stessa malattia che diventa giustificazione di ogni
insuccesso:

Il vecchio Zeno e dunque saggio; ha compreso la logica della sua


esistenza, ha compreso che il suo modo di esistere e stato il migliore
possibile. Un modo di esistere assai abile: ne completamente impegnato,
ne completamente disimpegnato; ne serio, ne futile; non ha fatto mai
nulla, senza, tuttavia, perdere mai il proposito di fare qualcosa. Un
equilibrio mirabile.

Zeno Cosini non e tanto diverso dal mondo in cui vive ed e in tutto degno
di tale mondo, poiche possiede l'ironica consapevolezza della sua
inconsistenza e della sua precarieta. La concezione della vita, emergente
nella Coscienza di Zeno, non punta piu sul desiderio di essere ammirato,
anzi al contrario, e incentrata sul riconoscimento dell'inevitabile
mediocrita dell'esistenza. La''diversita'' di Zeno, la sua ''malattia'',
funziona da strumento straniante nei confonti dei cosidetti sani e normali:
il padre, il suocero, la moglie, Ada, Guido e tutti gli altri borghesi che si
affollano sullo sfondo della vicenda. La''malattia'' che impedisce a Zeno di
coincidere interamente con la sua parte borghese, porta alla luce
l'inconsistenza della pretesa ''sanita'' degli altri, che in quella parte vivono
perfettamente soddisfatti, incrollabili nelle loro certezze e Zeno, nella sua
imperfezione di inetto e inquieto e disponibile alle trasformazioni, a
sperimentare le piu carie forme dell'esistenza, mentre i sani sono
cristallizzati in una forma rigida, immutabile. L'inettudine adesso non e piu
considerata un segno d'inferiorita che condanna a un'irrimediabile
inadattabilita al mondo e a un'inevitabile sconfitta esistenziale, ma una
condizione aperta, disponibile a ogni forma di sviluppo, valutata in
un'accezione positiva:

La vita non e ne brutta ne bella, ma e originale, afferma a un certo


momento zeno, e cosi commenta la sua affermazione: Quando ci pensai,
mi parve di aver detto una cosa importante. Deignata cosi, la vita mi
pareva tanto nuova che stetti a guardarla come se l'avessi veduta per la
prima volta coi suoi corpi gassosi, gluidi e solidi. Se l'avessi raccontata a
qualcuno che non vi fosse stato abituato e fosse percio privo del nostro
senso comune, sarebbe rimasto senza fiato dinanzi all'enorme costruzione
priva di scopo. M'avrebbe domandato: Ma come l'avete soportata? E,
informatosi di ogni singolo dettaglio, da quei corpi celesti appesi lassu
perche si vedano ma non si tocchino, fino al mistero che circonda la
morte, acrebbe certamente esclamato: Molto originale!

Cio equivale a dire che ogni pessimismo tragico e ogni ingenuo ottimismo,
cioe ogni posizione angustamente passionale o polemica, e annullato e
superato da un'idea assai diversa della realta, dalla consapevolezza
amara, disincantata e obiettiva che la vita e una ridicola farsa, in cui tutto
si manifesta come un oscuro enigma, un caos dove tutto puo accadere ed
ogni uomo ha una parte da recitare.

La vita umana, essendo tale nella sua intima essenta, somiglia un poco
alla malattia come procede per crisi e lici ed ha i giornalieri miglioramenti
e peggioramenti. Ma a differenza delle altre malattie la vita e sempre
mortale. Non sopporta cure. Sarrebe come voler turare i buchi che
abbiamo nel corpo credendoli delle ferite. Morremmo strangolati non
appena curati.

Zeno ha capito che noi non controlliamo le nostre puslioni e che la pretesa
comune di dirigerle verso un qualche fine e originale, poiche la vita e
malata, e solo facendo esplodere il mondo, sara forse possibile ipotizzare
un nuovo ciclo vitale.
La sua vita e la vita di un uomo che e in bilico tra il realtivo e la ricerca di
assoluto. Sul piano del relativo riesce a realizzarsi: buon padre di famiglio,
uomo d'affari di successo, ama la moglie, durante la guerra diventa ricco,
cio, su tutti i piani e vincitore. Ma sul piano dell'assoluto non e cosi, non e
possibile guarire la sua coscienza, lui ha capito che la vita e
irreparabilmente malata e non vi e scampo ne per il singolo individuo, ne
per l'umanita. Lui si rende conto, che la vita e contaminata alle radici,
visto che il progresso della scienza impedisce la selezione naturale,
facendo sovrappopolare la terra. La legge darwiniana della selezione
naturale funziona ancora solo per le bestie, visto che l'uomo ha
rimpiazzato la natura, facendo una selezione in cui sopravvivono i
campioni peggiori, coloro che hanno la forza di sostituire gli altri: l'uomo
produce ordigni che creano malattia.

Forse traverso una catastrofe unaudita prodotta dagli ordigni ritorneremo


alla salute. Quando i gas velenosi non basteranno piu, un uomo fatto
come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventera
un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente
esistenti saranno considerati quasi innocui giocattoli. Ed un altro uomo
fatto anche lui come tutti gli altri ma degli altri un po piu ammalato,
rubera tale esplosivo e s'arrampichera al centro della terra per porlo nel
punto ove il suo effetto potra essere il massimo. Ci sara un'esplosione
enorme che nessuno udra e la terra ritornata alla forma di nebulosa errera
nei cicli priva di parassiti e di malattie.

La morte e l'unica che possa salvarci e fare la nostra rendezione, spingerci


nello stato originario della materia.

La storia sembra dar concretezza alle ipotesi che nel 1920 Freud aveva
pubblicato in Al di la del principio del piacere: il conflitto psichico sarebbe
riconducibile al conflitto originario tra Eros e Thanatos, le forze della vita e
del movimento e le forze dell'inerzia e della morte. L'uomo stretto tra
Basedone e l'edema polmonare che possesso e che autorita puo ricercare?
Altro che complesso di Edipo, come ''ingenuamente'' il dottor S. Aveva
diagnosticato a Zeno: e la pulsione di morte quella che sembra ormai aver
soggiogato il genere umano nel suo complesso. La spinta verso lo stato
originario della materia coincide se non con la possibilita della salute, con
la fine di quella malattia che e la vita: l'eros della conoscenza ha scoperto
che la malattia puo estinguersi solo con thanatos, il principio di realta.

Questa e l'unica logica conclusione del romanzo, con cui si spiega


l'imprevedibile e l'enigmatica problematicita della vita, l'orginalita ridicola
dell'esistenza che e insieme felice e dolorosa, comica e tragica.