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Centenario Roma Marit tima.

Cento anni di Architet tura 1

Direzione Scientifica di LUIGI PRESTINENZA PUGLISI e GIULIANO FAUSTI

Centenario Roma Marittima


Cento Anni di Architettura
Atti del Convegno
a cura di
MARTA ATZENI e FEDERICA MARCHETTI
2 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 3

Direzione Scientifica di LUIGI PRESTINENZA PUGLISI e GIULIANO FAUSTI

Centenario Roma Marittima


Cento Anni di Architettura
Atti del Convegno
a cura di
MARTA ATZENI e FEDERICA MARCHETTI
Direzione scientifica: Luigi Prestinenza Puglisi e Giuliano Fausti

Atti del Convegno a cura di


Marta Atzeni e Federica Marchetti

Immagine grafica di copertina: Daniele Ficociello

Grafica e Impaginazione: Federica Marchetti

Convegno Centenario Roma Marittima Cento Anni di Architettura:

Direzione scientifica: Luigi Prestinenza Puglisi e Giuliano Fausti


Coordinamento scientifico: Alessia Vitali
Coordinamento organizzativo: Giuliana Mosca
Scientific Advisor: Anna Baldini, Marco Maria Sambo
Ufficio stampa presso AIAC: Roberta Melasecca
Progetto grafico: Daniele Ficociello
Collaborazioni: Marta Atzeni, Federica Marchetti, Maria Michaela Pani, Maria Beatrice
Placidi Marcantonio, Filippo Puleo, Matteo Staltari, Simona Tiracchia

2016 AIAC Associazione Italiana Architettura e Critica.


All rights reserved.
Versione e-book, ultimo aggiornamento Giugno 2016

ISBN 978-88-98448-25-8
4 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 5

Indice

Roma Marittima: riscoprire la storia per progettare il futuro di Marta Atzeni | 7

Roma una citt sul mare? di Federica Marchetti | 11

Il progetto dei Cultori per Ostia | 15


Lassociazione Artistica fra i Cultori di Architettura. Protagonisti e progetti di Maria Grazia Turco
Limpianto urbano di Roma Marittima: il contributo di Gustavo Giovannoni di Simona Benedetti
Lespansione verso lentroterra e il Collegio Navale IV Novembre di Marina Docci

Tre citt giardino in un modello urbano instabile di Alessandra Muntoni | 33

Le architetture balneari di Luca Creti | 39

Il Kursaal di Lapadula e Nervi di Stefania Mornati | 45

Adalberto Libera. I villini di Ostia di Michele Costanzo | 51


La palazzina di Libera a Ostia: dal progetto didattico, al cantiere, al restauro.
Buone pratiche di fattibilit di Alfredo Passeri | 57
Francesco Berarducci e la chiesa di Nostra Signora di Bonaria a Ostia di Filippo Lambertucci | 63

La ricostruzione del Teatro romano di Ostia Antica di Sonia Gallico | 69


Gli ultimi 25 anni di Ostia. Una cronistoria. di Giuliano Fausti | 75
6 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 7

Roma Marittima: riscoprire la storia


per progettare il futuro

MARTA ATZENI
AIAC - Associazione Italiana di Architettura e Critica

Ostia Antica, Chiesa di S. Aurea, 1977. E notte fonda


quando con un rudimentale bisturi, padre Geremia
Sangiorgi inizia a incidere lo stucco bianco che ricopre
le pareti dellepiscopio: dalla superficie della sala Riario
emergono meravigliose figure marmoree ispirate ai
rilievi della Colonna Traiana. Dopo oltre quattro secoli di
oblio, il vasto ciclo di pitture monocrome di Baldassarre
Peruzzi, apparentemente perduto, torna finalmente alla
luce.

A quarantanni di distanza dalla preziosa intuizione


dellallora parroco di SantAurea, la sala Riario stata
sede il 27 Novembre 2015 di una nuova riscoperta:
larchitettura di Ostia, tema del convegno Centenario
Roma Marittima. Cento anni di Architettura, organizzato
a quasi un secolo dalla presentazione del piano per
la prima citt giardino di Roma. Raccolti in questo
volume, parte dei contributi: fra episodi vicini e lontani,
architetture di qualit e occasioni mancate, gioielli
recuperati e progetti rimasti su carta, tre i filoni tematici
che si possono rintracciare.

Il primo inquadra Ostia alla scala urbana, facendo


emergere il profondo legame di interdipendenza
fra litorale ed entroterra. Ne Il progetto dei Cultori
per Ostia Maria Grazia Turco, Simona Benedetti e
Marina Docci ripercorrono le tappe della rinascita di
Roma Marittima, dallintuizione di Paolo Orlando, al
piano regolatore affidato allAssociazione artistica
dei Cultori di Architettura, fino agli esiti dei successivi
piani. Alessandra Muntoni, nel saggio dal titolo Tre
citt giardino in un modello urbano instabile, inserisce
il piano di Ostia Nuova nella scala pi ampia del
territorio romano, evidenziando il peculiare ruolo della
citt giardino Sud nella definizione dello sviluppo
fig. 1 - Sala Riario della Chiesa S. Aurea a Ostia Antica (http://www.santaurea.org) urbanistico della citt. Il secondo filone tematico scende
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alla scala architettonica, tracciando un itinerario fra


notevoli edifici pubblici ed esemplari residenze, con cui
importanti protagonisti del XX secolo hanno lasciato la
loro firma a Ostia. In Le architetture balneari Luca Creti
presenta un excursus sullevoluzione degli stabilimenti
del Lungomare, dalle strutture effimere in legno lungo
la costa tirrenica occidentale, alliconico stabilimento
di Castel Fusano del secondo dopoguerra, al quale
dedicato il saggio Il Kursaal di Lapadula e Nervi di
Stefania Mornati. Dalla spiaggia al lungomare, Michele
Costanzo analizza in Adalberto Libera. I villini di Ostia le
quattro realizzazioni sul Lungomare Duilio due villini
e una coppia di palazzine ad opera dellarchitetto
razionalista trentino. Con un salto in avanti di quasi
quarantanni, conclude questo percorso il sorprendente
progetto di un edificio-piazza vincitore per larea di
Ostia Lido Nord del concorso per le nuove chiese in
Roma del 1969, presentato da Filippo Lambertucci in
Berarducci e la chiesa di Nostra Signora di Bonaria a Ostia.
Il terzo filone tematico, sempre alla scala architettonica,
riguarda il recupero del patrimonio architettonico e la
sua valorizzazione. Se Alfredo Passeri, nel suo saggio
La palazzina di Libera a Ostia: dal progetto didattico,
al cantiere, al restauro. Buone pratiche di fattibilit,
presenta lintervento di recupero della palazzina B di
Adalberto Libera quale esempio virtuoso di restauro del
Moderno, Sonia Gallico, ne La ricostruzione del Teatro
romano di Ostia Antica, affronta il delicato tema del
restauro dellantico, analizzando linvasivo intervento di
ripristino dellarcheologo Guido Calza durante il regime
fascista. In chiusura del volume, Giuliano Fausti con
il contributo Gli ultimi 25 anni di Ostia. Una cronistoria.
ripercorre le vicende di Ostia dagli anni Novanta del
XX secolo ad oggi, riportando il dibattito al presente di
Roma Marittima.

Si completa cos un quadro di interventi che, al di l della


pura erudizione, fa emergere laffresco di un territorio
dal carattere straordinario, in cui si alternano aree
archeologiche a capolavori del moderno, paesaggio
dacqua a dimensione urbana. Un patrimonio di
sorprendente ricchezza e variet, con notevoli
potenzialit di utilizzo sociale: a fronte dei recenti fatti
di cronaca, risorse uniche su cui porre le basi per la
rinascita del quartiere litoraneo romano. fig. 2 - La Sala Riario durante il Convegno Centenario Roma Marittima. Cento Anni di Architettura
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Roma una citt sul mare?

FEDERICA MARCHETTI
AIAC - Associazione Italiana di Architettura e Critica

ROMA E IL MARE

Roma non nasce marittima, ma ha sempre avuto un


forte rapporto con il mare.
Il mare ha permesso il suo sviluppo e attualmente il suo
X municipio - Ostia - rappresenta laffaccio sul Tirreno
della Capitale. Ma oggi possiamo dire che Roma una
citt sul mare?
La risposta non banale e basta una ricerca su Google
per dimostrarlo:

Ostia, il lido di Ostia, Ostia lido, il lungomare di Ostia,


Ostia waterfront, il porto di Roma, il porto turistico di
Roma, il mare di Roma, il lungomare di Roma, il waterfront
di Roma...

Ognuna di queste espressioni richiama unimmagine


urbana differente e diversi modi di leggere la relazione
che intercorre tra la citt e il suo affaccio sul mare. Kevin
Lynch avrebbe fatto disegnare una mappa mentale ad
abitanti, turisti, amministratori e sicuramente avremmo
riscontrato la stessa molteplicit di raffigurazioni.
Eppure questa definizione molto importante per
determinare una linea di indirizzo chiara per lo sviluppo
di questo territorio e capire se Ostia possa rappresentare
una parte di Roma ricca di opportunit e valore per la
Capitale. Lattuale incertezza nello stabilire una visione
certamente legata alla contraddittoria compresenza
delle due caratteristiche principali dellarea: lessere
nata come citt di fondazione e, allo stesso tempo,
rappresentare lultima propaggine di Roma.

Oggi, compito dellAmministrazione, di architetti,


studiosi, urbanisti e tecnici, quello di capire quale
concetto possa riflettere meglio le necessit del
fig. 1 - Veduta aerea (http://www.ilfaroonline.it) territorio, dei suoi abitanti e del rapporto che dovrebbe
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intercorrere tra il Centro di Roma, la cintura periferica e venga sperimentata da Libera la tipologia edilizia che
Ostia con il litorale. contraddistingue la Capitale: la palazzina (Costanzo,
Attraverso questa visione per il futuro si potranno Passeri). E sempre sul litorale troviamo unaltra opera
sviluppare, non solo spazi urbani rinnovati, ma nuovi caratteristica, la Chiesa di Nostra Signora di Bonaria
motori per economia, turismo e cultura. Del resto, progettata da Berarducci (Lambertucci). Inoltre non
negli ultimi anni questo tema ha interessato molte bisogna tralasciare la ricchezza storico-archeologica
citt europee e con risultati interessanti, sia alla nostra di Ostia Antica che ha le potenzialit per essere
latitudine - vedi Barcellona - che in nord Europa maggiormente valorizzata a livello culturale (Gallico).
(Amburgo). Infine, con la sua cronistoria, Fausti ci porta negli ultimi
decenni. Sono descritti i periodi in cui lAmministrazione
IL PROGETTO CENTENARIO ROMA MARITTIMA ha tralasciato i reali problemi locali, fino ai progetti pi
recenti, delineando la necessit di interrogarsi sulle sorti
Il Progetto Centenario Roma Marittima, organizzato del litorale romano.
dallAIAC - Associazione Italiana di Architettura e Critica,
ha cercato di porre le basi per evidenziare nuove IL FUTURO DI ROMA MARITTIMA
prospettive per Ostia.
Architetti, studiosi, storici, professori, personalit Quale sar lo scenario per Ostia nei prossimi anni?
politiche e amministratori hanno partecipato agli eventi
proposti dalla manifestazione tra cui: un Concorso Dal Convegno sono emerse le molteplici caratteristiche
fotografico, un Convegno e 6 Workshop di Architettura. del territorio e le potenzialit che gi in passato hanno
Gli eventi si sono svolti rispettivamente allex Colonia saputo apportare qualit alla vita degli abitanti. Queste
Vittorio Emanuele, nella sala Riario e allinterno della premesse, insieme ai risultati dei workshop e alle
Serra - detta Bolla - ad Ostia Antica. immagini del concorso fotografico, ci descrivono delle
concrete possibilit per Ostia.
IL CONVEGNO
Le contraddizioni e le ambivalenze della citt
Questa pubblicazione incentrata sui risultati del contemporanea ci mostrano ogni giorno e in diversi
Convegno, in cui sono stati ripercorsi i passaggi contesti urbani che le politiche per il territorio non
principali della storia di Roma Marittima. Linsieme dei bastano a stabilire quali direzioni intraprendere e
contributi qui riuniti pu essere letto come un unico quali attori coinvolgere nei processi di trasformazione.
fig. 2 - Il pontile di Ostia (http://www.collactio.com)
racconto a pi voci, che dalla fondazione di Ostia ci Lappoggio culturale e sociale fondamentale per
porta allattualit e ci proietta nel futuro. incentivare gli interventi, se non risolutivo perch la
qualit dello spazio strettamente connessa allidentit
Dagli interventi si evince che in realt Roma Marittima del luogo e quindi a coloro che lo abitano.
gi esistita attraverso la visione dei Cultori per Ostia,
quando il mondo culturale e architettonico aveva il Roma Marittima ci apparsa: a volte pensata, a volte
riconoscimento e il peso per guidare lo sviluppo e le disegnata; in alcuni casi si materializzata a tratti, in altri
trasformazioni della citt (Turco, Benedetti, Docci). Infatti, stata proprio la sua totale assenza a permetterci di
sebbene la fondazione di Ostia abbia creato un sistema identificare tutto ci che manca e andrebbe realizzato.
urbano sbilanciato tra la forte centralit di Roma dentro Resta il fatto che solamente attraverso la sinergia di
al GRA e lidea di una direzionalit verso il mare, questa intenti tra gli attori coinvolti sar possibile un concreto
condizione di instabilit ha avuto e possiede ancora la intervento sul territorio e conseguentemente il suo
capacit di creare opportunit inaspettate (Muntoni). riflesso sul resto di Roma. Ci auguriamo che questa
Del resto, gi a partire dagli anni 60, proprio Ostia a manifestazione non sia un caso isolato e possa
diventare uno dei simboli della ripresa economica con i contribuire concretamente al futuro della citt.
suoi stabilimenti, tra i quali spicca il Kursaal di Lapadula
e Nervi (Creti, Mornati) e precedentemente stata luogo
di novit architettoniche. Sembra paradossale come,
nonostante non sia chiara la relazione con Roma, qui
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Il progetto dei Cultori


per Ostia

MARIA GRAZIA TURCO, SIMONA BENEDETTI, MARINA DOCCI


Centro di Studi per la Storia dellArchitettura*
e Sapienza Universit di Roma
Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell Architettura

Quale opera rianimatrice, pi bella e pi utile che


riaccendere sul mare latino lantico faro di Roma? Far
risorgere sulle acque del Tirreno il porto mondiale
dellantichit grandioso proposito a cui sembra fornir
le ali limmaginazione di un poeta. Esso invece deriva
semplice e spontaneo dalla fredda meditazione della
geografia e della storia, e si fonda sulle matematiche
deduzioni della ingegneria moderna. Tanto vero che
gi in atto da tempo e procede nelle sue tappe con
inflessibile volere, superando ogni ostacolo per tradurre
in realt ci che fu ritenuto sogno audace di esaltato
cervello1.
(Paolo Orlando)

LASSOCIAZIONE ARTISTICA FRA I CULTORI DI ARCHITETTURA.


PROTAGONISTI E PROGETTI (M.G. Turco)

Con queste parole Paolo Orlando (1858-1943), ingegnere


e politico italiano, delinea allinizio del Novecento, le sue
intenzionalit per la valorizzazione del litorale ostiense;
fondamentale stato, infatti, il suo ruolo, in qualit di
consigliere comunale e assessore dal 1907 al 1920, per la
bonifica della campagna romana, per la ri-nascita della
Roma Marittima e per la costruzione del suo porto2. Si
tratta di unidea che arriva dal passato storico, dai ricordi
del porto mondiale dellantichit3 ma che trova le sue
principali motivazioni nelle potenzialit dei luoghi e
nelle esigenze commerciali, industriali, sociali della
nuova Capitale oltre che nelle esperienze tecnologiche
dellingegneria moderna.
Nel 1915, poi, come assessore allAgro Romano e
allAnnona del Comune di Roma, Orlando affida
direttamente allAssociazione Artistica fra i Cultori di
fig. 1 - Paolo Orlando con la Vittoria Alata, Ostia, dicembre 1912
(http://www.piolacaselli.altervista.org/porto-di-roma/ PAGE0001.HTM, febbraio 2015)
Architettura (AACAr) lo studio completo della nuova
borgata di Ostia Marina, che dovr contribuire allo
sviluppo del nuovo centro per cui Roma si affaccer,
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presso ai gloriosi resti di Ostia antica, sulla spiaggia del riguarda soprattutto aspetti di conservazione e tutela
suo mare (fig. 1), e del relativo Piano regolatore (febbraio delle opere darte, come ben esplicitato da alcune iniziali
1916). Allimpostazione post-unitaria dellespansione esperienze, tra le quali gli studi sulle chiese di S. Maria in
verso nord, si aggiunge cos, in alternativa, quella verso Cosmedin, S. Saba, S. Lorenzo in Lucina e S. Maria degli
sud fino al mare, dove sorger il Lido di Ostia. Angeli, operazioni impostate su criteri di ripristino che
Orlando, per dar vita a queste sue ambiziose esigenze suscitano interesse e appassionate discussioni da parte
si rivolge, quindi, allAssociazione Artistica fra i Cultori dellopinione pubblica e della stampa.
di Architettura, a quel sodalizio romano che, tra fine Oltre a una grande operativit e a una rigorosa
Ottocento e inizi del Novecento, inizia a intraprendere impostazione intellettuale, il sodalizio romano si
una vivace attivit di studio e ricerca, dando luogo a caratterizza anche per una significativa volont
numerose iniziative per la citt, per larchitettura, per i organizzativa rivolta ad allacciare rapporti e accordi
monumenti nellunico obiettivo di rendere Roma una con le istituzioni, con altri centri artistici, nazionali e
moderna capitale europea. internazionali. Ma soprattutto con le autorit, i ministeri
LAssociazione Artistica viene, infatti, fondata il 23 e il Governatorato che lAssociazione instaura proficui
gennaio 1890 per iniziativa dellarchitetto Giovanni rapporti professionali e di collaborazione; lo scopo
Battista Giovenale e di un gruppo di soci promotori4, quello di raggiungere supporti, aiuti e finanziamenti
personaggi del mondo architettonico, artistico e per lo sviluppo della Capitale e del suo programma di
letterario che intendono lavorare insieme per la modernizzazione.
citt e il suo patrimonio monumentale5, vale a dire AllAssociazione si deve anche limpostazione della
per promuovere lo studio e rialzare il prestigio prima sede universitaria per architetti: la Regia Scuola
dellarchitettura, prima fra le arti belle6. Listituzione, Superiore di Architettura di Roma, istituita con R.D. del
infatti, riunisce uomini ragguardevoli di preparazione 31 ottobre 1919. Fautore e sostenitore delliniziativa
diversa, o tecnica o artistica o letteraria () con un uno dei suoi pi importanti presidenti: Gustavo
comune spiccato interesse per larchitettura; con una Giovannoni (1873-1947) il quale delinea, sin dallinizio
propensione speciale per la storia di questarte e per la della sua attivit, i punti salienti sulla riforma degli
conservazione dellambiente e dei centri antichi7. ordinamenti didattico-professionali per la formazione
Lorganismo romano esprime attenzione non solo nei di quello che lui stesso definisce larchitetto integrale:
riguardi della tutela professionale ma soprattutto, una figura a tutto tondo, capace di risolvere non solo
verso il culto dellarchitettura, in tutte le sue molteplici ed esclusivamente aspetti tecnico-ingegneristici ma
sfaccettature, con un approccio libero e democratico anche problematiche artistiche e architettoniche.
che porta a includere soci di estrazione culturale diversa, La presenza di Giovannoni quale membro effettivo del
non necessariamente laureati ma solo interessati sodalizio, a partire dai primi decenni del Novecento (1903),
allarte e allarchitettura. Il sodalizio, come altri circoli e la sua presidenza dal 1910, rafforzano limpostazione
artistici dello stesso periodo, sispira al modello delle del gruppo romano che viene riconosciuto portatore
libere associazioni e organizzazioni di volontari che di nuove idee e proposte per larchitettura, il restauro e
in Francia e in Inghilterra hanno gi trovano la loro la citt (fig. 3, 4). In questottica rientra linvito a Roma,
prima attuazione; tra queste di ricorda la Society for the da parte dellAssociazione, al politico belga Charles Buls
Protection of Ancient Buildings (SPAB), nata nel 1877 per per una conferenza in Campidoglio e la contestuale
volere dellarchitetto William Morris. pubblicazione di unedizione italiana del suo opuscolo,
Numerosi sono gli impegni dellAssociazione, sempre Esthetique des Villes (1894), con la curatela della contessa
diversi e impellenti, in una citt caratterizzata da Maria Ponti Pasolini, attiva socia del sodalizio8; il testo
problematiche complesse che spaziano dalle questioni del borgomastro di Bruxelles, frutto della sua esperienza
conservative alla tutela delle opere darte, dagli amministrativa nella citt, espone nuove idee urbanistiche,
studi architettonici allindagine archeologica, dalla princpi e riflessioni sul rinnovamento urbano, sullarmonia
catalogazione dei manufatti storici (fig. 2) ai temi e la bellezza della citt.
urbani, dallarchitettura allestetica, dalla salvaguardia Lo stesso Giovannoni aveva chiaramente espresso il
del centro storico alle problematiche didattiche e suo interesse nei confronti9 dei teorici di lingua tedesca,
professionali. quali laustriaco Camillo Sitte10 e N. Nussbaum, figure fig. 2 - Associazione Artistica fra i Cultori di Architettura (AACAr). Inventario dei Monumenti di Roma. Parte I: Frontespizio (Archivio del
Ma il primo vero mbito dinteresse dellAssociazione rilevanti del dibattito internazionale sulla citt tra Centro di Studi per la Storia dellArchitettura [ACSSAr], AACAr, b. 6, fasc. 38)
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Ottocento e Novecento. Il sodalizio romano, infatti, fine degli anni Venti del Novecento (1928), quando,
partecipa al III congresso artistico internazionale dellArt per esigenze di vita e politiche, viene trasformata nel
Public tenutosi a Liegi nel 1905 portando il proprio Circolo culturale del Sindacato fascista degli ingegneri
contributo ma rimanendo sicuramente colpito dalle e architetti. Lapolitica, vecchia Associazione, travolta
tante idee espresse durante il consesso, soprattutto dalla realt nazionale, migra, sotto la presidenza
quelle relative allestetica delle strade, degli edifici e dei dellarchitetto Edgardo Negri, verso una nuova formula
giardini pubblici oltre che alle bellezze impareggiabili di sodalizio a sostegno del sindacalismo intellettuale,
della natura11. I Cultori, infatti, pi volte durante le loro destinato a portare lItalia al posto che le compete in
riunioni, esprimono interesse verso la salvaguardia tutti i campi della cultura16.
delle condizioni di ambiente con la precisa finalit Dopo questa fase, Giovannoni riesce a recuperare la
di assicurare alla citt quel sentimento di dignit e di documentazione dellAssociazione che viene conservata
ampiezza in cui ancora vive la gloriosa tradizione di presso il Centro di Studi per la Storia dellArchitettura
Roma12. (CSSAr), struttura culturale fondata dallo stesso nel 1938,
Tra le questioni urbane ed edilizie romane presentate quale diretta erede dellorganismo dei Cultori17. Il corpus
dallAssociazione si ricordano la sistemazione del Foro documentario, insieme allarchivio giovannoniano,
Boario, il piano regolatore per i quartieri di piazza trasmesso al Centro per lascito testamentario,
dArmi e Flaminio e il piano regolatore di Ostia Nuova. costituisce ancora oggi un importante fondo per
Argomento questultimo anticipato dallapprovazione lapprofondimento delle vicende architettoniche e
da parte del sodalizio del collegamento, attraverso una urbanistiche di Roma, dallUnit dItalia alla Seconda fig. 3- Roma, architettura antica: Sistemazione dei ruderi delle antiche mura romane presso il fabbricato di collegamento col portico del Vignola,
s.a. - s.d. (anni Trenta del Novecento). Prospetto (ACSSAr, AACAr, c. 6, 16)
ferrovia, tra Roma e Ostia; a partire dal 1911 i Cultori, Guerra Mondiale.
infatti, si esprimono a favore della proposta di una linea
sotterranea che possa contribuire a decentrare la vita LIMPIANTO URBANO DI ROMA MARITTIMA:
e il movimento della citt, seppur raccomandando di IL CONTRIBUTO DI GUSTAVO GIOVANNONI (S. Benedetti)
non compromettere lintegrit materiale ed estetica
dei monumenti delle localit percorse dal tracciato. Particolare importanza assume la figura di Gustavo
Nel 1915, poi, lassessore allAgro Romano e Giovannoni le sue riflessioni e il suo apporto teoretico
allAnnona del Comune di Roma, Paolo Orlando13 nella proposta di impianto per Roma Marittima. Questo
affida direttamente allAssociazione e a Giovannoni lo sia in relazione allindividuazione e messa a punto degli
studio completo della nuova borgata di Ostia Marina indirizzi urbanistici relativi alla crescita edilizia della citt
secondo quel modello della citt giardino ispirato ad di Roma, successivi alla formulazione del piano del 1909,
un linguaggio architettonico che cercava di cogliere lo sia circa leffettiva incidenza sugli indirizzi progettuali,
spirito del luogo, diverso da quello della capitale, pi ed anche sulla scelta di tipologie urbane utilizzate, o
naturalistico e romantico14. A tale proposito, Orlando, da utilizzare, di cui i quartieri di nuova edificazione
infatti, aveva gi promosso e intrapreso un importante rappresentarono gran parte delle realizzazioni effettive.
opera di bonifica per risolvere sia aspetti igienici, legati La sua influenza significativa anche nei suggerimenti
alle difficili condizioni di vita della colonia romagnola lessicali e linguistici da prediligere nella declinazione
del Borgo di Ostia, sia problematiche archeologiche morfologica dellarchitettura.
connesse allindagine su Ostia Antica. Nel 1906 erano Numerosi sono i contributi di Giovannoni nei quali egli
stati, infatti, stanziati fondi per iniziare gli scavi ostiensi; tratteggia risposte concrete ai problemi emergenti
ed proprio con il terreno proveniente dagli sterri dalle nuove espansioni urbane e, soprattutto, delinea il
intrapresi in quegli anni che ha inizio il risanamento, carattere dellimpianto dei nuovi insediamenti previsti
per colmata, di una delle aree pi compromesse del entro e oltre il Piano Regolatore del 1909.
territorio, il cosiddetto Fiume Morto, oltre che per Egli risulta sempre presente e attivo nelle Commissioni,
massicciate stradali e per le strutture murarie dei primi comunali e non, in cui viene coinvolto e alle quali
edifici. Tanto vero che la scultura recuperata dallarea partecipa per studiare i provvedimenti necessari per
archeologica, la ben nota Vittoria Alata, diventa una ripresa edilizia, per ulteriore espansione, per lo
lemblema del nuovo rione di Ostia Nuova sul mare 15 sviluppo industriale di Roma e cos via.
(fig. 1). Da alcuni suoi scritti specifici emergono significative fig. 4 - Roma, Porta San Paolo: rilievo, studio per il restauro e adattamento a studio abitazione di un pittore. G. B. Burlando, E. Karanauskas, A. Solari,
LAssociazione Artistica rimane in attivit fino alla indicazioni sulla qualit del carattere urbano ed N. Zani, 1939 (ACSSAr, AACAr, c. 6, 97)
20 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 21

concretamente realizzato il progetto insieme a


Petrignani, consegnano ufficialmente il Piano regolatore
di Ostia Nuova a Paolo Orlando.
Per ci che concerne la messa a punto del piano redatto
dai quattro professionisti, presso lArchivio del Centro
di Studi per la Storia dellArchitettura, nel Fondo G.
Giovannoni, sono conservati i seguenti grafici, tutti
datati allanno 1916:
1. orografia della zona (scala 1:1000)22;
2. planimetria in copia acquerellata a colori (piano
regolatore) scala 1:100023 (fig. 5);
3. due planimetrie in copia in scala 1:3000; copie
della versione definitiva della lottizzazione
del Piano senza le sagome degli edifici e con
le sagome dellingombro delle costruzioni da
realizzarsi24 (figg. 6, 7);
4. veduta prospettica del Quartiere popolare
di Ostia Nuova a china acquerellata a colori
realizzata da Vincenzo Fasolo25 (fig. 8);
5. planimetria a stampa in scala 1:2000 pubblicata
nellAnnuario come soluzione definitiva26.
La maggior parte delle notizie relative al piano sono
contenute nella nota relazione della commissione
dal titolo Il piano regolatore di Ostia Marittima27. Due
i principali concetti informatori del piano: da una
parte rispettare il carattere dei luoghi e assecondare
la naturale configurazione altimetrica del terreno,
dallaltra creare una netta divisione fra il quartiere
popolare e della domenica e quello signorile dei villini.
Una soluzione, quella proposta dai Cultori, che prende
nettamente le distanze dal primo Piano Regolatore
presentato dal comitato Pro Roma Marittima nel
fig. 5 - Ostia. Planimetria del Piano Regolatore della Nuova Borgata marina, copia acquerellata a colori, scala 1:1000, 1916 (ACCSAr, GG, c. 5, rot. Gb
1 / 1); il disegno stato recentemente restaurato ed , presumibilmente, inedito 1909-1910, caratterizzato da una rigida e simmetrica
scacchiera diagonale, totalmente indifferente alla natura
architettonico che costituiscono lidea di citt auspicata Una molteplicit di suggerimenti e convinzioni che Cultori di Architettura dal Comune di Roma; la dei luoghi e alla variata orografia delle fasce dunali,
per le nuove espansioni. Basti pensare alla nota vengono tradotte in operazioni progettuali precise: Commissione di studio, presieduta da Giovannoni sar strutturato secondo geometrie diagonali rigidamente
pubblicazione dal titolo Costruzioni Civili18 del 1910- negli impianti della Citt-Giardino della Garbatella composta da 13 Soci20. ripetute sul territorio.
1913, a cui far seguito, due decenni dopo, il pi noto inizialmente prevista come borgata operaia della zona Sempre dal Diario di Orlando apprendiamo anche che Diversamente, secondo gli estensori del Piano e il
Vecchie citt ed edilizia nuova19 del 1931. Questi, come industriale di San Paolo dal Piano regolatore della in un primo momento, allinizio del 1916, durante una suo relatore Giovannoni: II tracciato delle vie e la
altri, testimoniano la sua particolare attenzione alle zona industriale di Roma, redatto sempre nel 1916 riunione presso la sede dellAssociazione, vennero disposizione degli edifici non rappresentano infatti pi,
tematiche urbanistiche ed architettoniche, maturata da Giovannoni e Piacentini ed in quello coevo della presentati due schemi del Presidente Giovannoni, se non in concezioni arretrate, che bene scompaiano,
non solo in riferimento alle citt italiane, ma anche Borgata marina di Ostia nuova, infine in quello della due di Marcello Piacentini, due di Passarelli, uno di astratte esercitazioni geometriche fatte con la squadra
attraverso una conoscenza diretta dei modelli europei, Citt-Giardino Aniene. Fasulo (sic!). (...) Ho proposto, ed stato accettato, che, ed il compasso, ma opere complesse e vive, che in ogni
dai quali trasse sollecitazioni e insegnamenti per la Dalle parole di Paolo Orlando apprendiamo che fu abbandonati i progetti individuali, se ne studi uno punto debbono avere un significato, un ritmo darte,
progettazione della nuova citt in espansione. Giovannoni stesso, ad ottobre del 1915, ad offrire collegiale tra i quattro presentatori di questi primi una funzione di utilit; sicch allarida ed incomoda
Il suo apporto teoretico, anche come membro insigne la collaborazione dei Cultori nello studio definitivo disegni21. monotonia delle vie tutte uguali si sostituisce ormai
dellAACAr, ha costituito un punto di riferimento nella del piano regolatore di Ostia Nuova. Studio che per Nemmeno un mese dopo, il 14 febbraio del 1916, il concetto che tende a dare ad ogni strada, ad ogni
cultura architettonico-urbana fin dal 1913, cosa che interessamento dello stesso Orlando verr subito Giovannoni e i soci Piacentini, Passarelli, e Fasolo piazza, ad ogni incontro un aspetto vario ed individuale,
perdurer fino allanno della sua scomparsa, nel 1947. ufficialmente commissionato allAssociazione Artistica membri della Sottocommissione che aveva a secondare la naturale configurazione altimetrica del
22 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 23

fig. 6 - Ostia. Planimetria del Piano Regolatore della Nuova Borgata marina, scala 1:3000, copia, (ACCSAr, GG, c. 2.63, 1) fig. 7 - Ostia. Planimetria del Piano Regolatore della Nuova Borgata marina, scala 1:3000; con segni di china bicolore su copia, (ACCSAr, GG, c. 2.63, 2)

terreno, a suddividere arterie di movimento e vie di dei villini dabitazione, son collocati, il primo intorno La relazione prosegue anche auspicando una eventuale sia volumetricamente che decorativamente; infatti
abitazione, quartieri speciali per funzione e per tipo, alla stazione centrale (...) il secondo intorno alla pineta. partecipazione alla Commissione edilizia comunale, si alternano corpi bassi (loggiati arcuati, di raccordo
secondo il loro carattere e la loro destinazione28. Intermedio tra i due quartieri (...), ma collocato nella da parte di una rappresentanza di classi artistiche, tra i volumi edilizi) a pareti pi compatte, sulle quali
Concetti, come noto, che Giovannoni aveva chiaramente zona alta, subito al di sopra della stazione principale, affinch venga assicurata una variet ed un ritmo; cos compaiono una molteplicit di elementi decorativi, che
espresso pochi anni prima, nellarticolo del 1913 sar quello che pu dirsi il centro stabile, il nuovo ad esempio nel disporre edifici negli incontri delle vie, animano il complesso, in un alternanza di rievocazioni
pubblicato su Nuova Antologia: Vecchie Citt e Edilizia villaggio di Ostia. Qui sorgeranno, intorno alla sua nelle piazze, nei punti che costituiscono scena o quinta classiche stilizzate (ordini architettonici), linearmente e
Nuova. piazza tranquilla e racchiusa il palazzo della posta, la alle pi importanti visuali33 (fig. 8). innovativamente ripensate.
Unattenzione alle forme e al carattere dei luoghi delegazione, le scuole, la chiesa, il mercato coperto, Interessante infine laccenno al sistema della Anche i prospetti interni nei cortili non rinunciano
testimoniato dai diversi sopralluoghi effettuati da qualche abitazione. vegetazione, un tema particolarmente caro ai Cultori. a formulazioni di articolate composizioni in stucco,
Giovannoni in compagnia di Paolo Orlando e da un Come stato pi volte osservato30, c unaffinit palese Oltre al parco nella zona dei villini e al giardino nella che animano le pareti delle corti: timpani sottolineati
accurato rilievo orografico, in scala 1:1000, che si nellimpianto del nucleo centrale della piazza, che funge zona popolare si pensa che II viale lungo Mare da fasce-cornici, decorazioni in rilievo, riquadri ed
conserva fra gli elaborati del suo Archivio. da centro rappresentativo e di servizi del quartiere (figg. potrebbe essere limitato da spalliere di rosmarini; alberi altre particolari geometrie, realizzano quella variet
La disposizione delle strade e degli isolati si articola 5, 7), tra limpianto urbano della Citt-Giardino Aniene dovrebbero essere collocati nelle vie e nelle piazze in questo caso linguistica conferendo allintera
infatti assecondando le curve di livello segnate dalle e Ostia Nuova. Entrambe condensano nella piazza principali; ed in tutte le aree private una rigogliosa progettazione un sapore dal timbro quasi postmoderno .
tre fasce di dune a quote via via maggiori dal mare centrale (per Ostia sar la Piazza Grande) gli edifici vegetazione, opportunamente protetta dalle tamerici
verso linterno. Il piano prevede anche il livellamento specialistici pi rappresentativi del quartiere tornando e dagli oleandri, dovrebbe trasformare in un grande LESPANSIONE VERSO LENTROTERRA E IL COLLEGIO
degli avvallamenti presenti nella prima fascia verso il al carattere racchiuso delle piazze dei nostri antichi, a giardino tutta la zona dei villini34. NAVALE IV NOVEMBRE (M. Docci)
mare e linnalzamento di alcune parti, sia per esigenze quegli aggruppamenti variati e vivi di cui Giovannoni Interessante osservare quanto le indicazioni riguardanti
di carattere estetico, sia per facilitare il deflusso delle parlava nel 1913, facendo anche riferimento agli studi i caratteri di aggruppamenti variati e vivi sembrino La volont di conferire una nuova identit anche
acque ed evitare assorbimento e impaludamento, tema pionieristici di Sitte e Buls31. essere state recepite da Palmerini, progettista dei monumentale al Lido della capitale viene espressa,
sul quale la relazione si sofferma in modo specifico29. Particolarmente significative le indicazioni di Giovannoni due lotti di case popolari realizzate tra corso Duca di come noto, attraverso ledificazione di numerosi
Sempre dalla relazione apprendiamo che I due ben su: alcune norme di carattere artistico per assicurare Genova e via delle Dune negli anni 1926-1927 (fig. 9). edifici rappresentativi, tutti progettati da Soci
distinti quartieri, cio il quartiere popolare, fatto dignit e bellezza alla espressione architettonica singola Le palazzine, che raggiungono i tre/quattro livelli di dellAssociazione Artistica tra i Cultori dArchitettura: la
specialmente pei bagnanti ed i gitanti, ed il quartiere o collettiva32. altezza, nei prospetti si presentano molto articolate chiesa Regina Pacis di Giulio Magni (1918), il palazzo
24 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 25

paralleli al mare, che Giovannoni definisce le arterie Sindacato Architetti di Roma e Provincia43.
del sistema: tratti larghissimi di vie, quasi piazze Oltre al Collegio Nautico di Ostia, tra le sue realizzazioni
allungate38. Verso lentroterra tutta la borgata era sono da ricordare le edicole funerarie Origgi e Rocca, in
compresa dal viale delle Automobili al di l del quale stile Liberty, nel cimitero monumentale di Milano (1905
non si prevedeva, per il momento, alcuno sviluppo, ma e 1913)44, il padiglione ufficiale italiano allEsposizione
dove Giovannoni ipotizzava gi, in un avvenire non internazionale del libro di Lipsia (1914), il villino Scarlatti
remoto, la nascita di un quartiere abbastanza ampio in via Cassia a Roma (1929), il palazzo delle Poste e
di abitazioni modeste39, casette per impiegati e operai. Telegrafi (1933) e la casa del Balilla (1935) entrambe a
In questarea il Piano particolareggiato, approvato Carrara, il collegio Regina Elena a San Sepolcro (1935)45.
nel 1936 (fig. 10), preveder invece delle costruzioni Anche Giuseppe Boni figura (dal 1925) fra i soci
intensive e qui sorger anche il Collegio Nautico IV dellAssociazione tra i Cultori e aveva fatto parte
Novembre, voluto da Mussolini e di cui si conservano del gruppo di progettisti, guidato da Giovannoni e
presso il Centro di Studi gli elaborati del progetto denominato La Burbera, che aveva presentato la nota
esecutivo e alcune foto del cantiere. Alla morte del proposta per il Piano Regolatore Generale di Roma del
suo progettista, infatti, il Sindacato Nazionale Fascista 1929. Il suo rapporto con lAssociazione e con Giovannoni
Dipendenti Enti locali, proprietario delledificio, era quindi consolidato; nellArchivio di Giovannoni si
incaricher Gustavo Giovannoni di dirigere e sorvegliare conservano alcune testimonianze di questo legame,
lultimazione dei lavori, iniziati nel novembre 1934 e gi tra queste anche le foto del suo progetto per il palazzo
molto avanzati40 (fig. 11). delle Nazioni Unite di Ginevra, presentato nel 1926 con
La costruzione delledificio era stata affidata dal Adamo Boari (1863-1928) e che aveva ricevuto una
Sindacato a un architetto carrarese, Giuseppe Boni menzione onorevole di prima classe46.
(1884-1936), docente presso il Politecnico di Milano41 Nel 1935, un anno prima della sua morte, larchitetto
e presso la Regia Scuola di Architettura di Roma42, aveva inoltre inviato a Giovannoni alcune fotografie
Accademico di San Luca, membro di varie commissioni del palazzo delle Poste e dei Telegrafi da lui progettato
e vicesegretario nazionale del Sindacato Fascista degli a Carrara, per una sorta di approvazione: poich a V.E.
architetti. Nel 1927, in vista della formazione degli Albi ho sempre guardato con affettuosa trepidazione come
professionali, era stato tra laltro nominato, insieme ad un Maestro impareggiabile per onest, dirittura e
a Vincenzo Fasolo e a Corrado Medori, membro del rude schiettezza di Artista e Tecnico di puro sentimento
triumvirato per lamministrazione straordinaria del Italiano47. Le foto sono integrate sul retro da alcune
fig. 8 - Vincenzo Fasolo, veduta prospettica del Quartiere popolare di Ostia Nuova, realizzata a china su cartoncino acquerellato (ACCSAr, GG, c. 2,63, 3)

del Governatorato di Vincenzo Fasolo (1924), la rotonda precipuo il promuovere ed il regolare36. LOspizio viene
a mare dello stabilimento balneare Roma di Giovan costruito tra il 1916 e il 1920 con i padiglioni a pochi
Battista Milani (1924), la stazione ferroviaria di Marcello metri dal mare. Nel 1925 si decide di ampliarlo per
Piacentini (1926). intensificare la lotta antitubercolare e di intitolare il
Uno dei primi edifici costruiti, lOspizio marino, era nuovo istituto al Re Vittorio Emanuele. Lampliamento
stato commissionato direttamente a Marcello Piacentini prevede, oltre ai dormitori, anche delle aule scolastiche.
dallamico Paolo Orlando e dallAssessore allIgiene prof. La progettazione del nuovo complesso, sul lungomare
Romeo Roselli, nell ottobre del 1915, negli stessi giorni Paolo Toscanelli, viene affidata, ancora una volta, ad
in cui Giovannoni proponeva laiuto dei Cultori per il uno dei Cultori, Vincenzo Fasolo37.
Piano e cominciava a conoscere i luoghi dove sarebbe Presso lArchivio del Centro di Studi, che ha ereditato
sorta la nuova borgata35. Il progetto di Piacentini, di quello dei Cultori, non si conserva documentazione
cui viene pubblicato un bozzetto nella relazione di relativa a questi edifici, viceversa presente il progetto
Giovannoni del 1916, integrato allinterno del Piano del Collegio Navale IV Novembre, per il quale era stata
dei Cultori ed anzi la Commissione, istituita allinterno richiesta la consulenza artistica di Giovannoni.
dellAssociazione per studiare il Piano regolatore, lo Il Piano redatto dai Cultori aveva, come specificato
presenta al Comune come sua espressione, quasi primo sopra, uno sviluppo limitato alle prime tre fasce dunali,
frutto concreto dellattivit edificatrice che intento scandite e separate dai tre grandi viali, sostanzialmente fig. 9 - Veduta delle palazzine di case popolari realizzate su Corso Duca di Genova, 1926-1927, progettate da C. Palmerini
26 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 27

fig. 10 - Ostia. Il piano particolareggiato del 1933 a confronto con la situazione attuale. Il cerchio rosso indica il Collegio Navale IV Novembre fig. 11 - Collegio Navale IV Novembre, Ostia. Foto durante i lavori di costruzione, marzo 1936 (ACSSAr, AACAr, c. 7, 113)

interessanti annotazioni autografe circa lutilizzo di di fabbrica disposti a U intorno ad una corte, parzialmente NOTE: degli scavi ostiensi (1908-1913). Orlando fonda anche
marmi, pregiati e rari, allinterno e allesterno delledificio. aperta sul quarto lato, con una forte assialit segnata la SMIR, Ente Autonomo per lo Sviluppo Marittimo ed
Una particolare sensibilit verso questi materiali che dallalta torre e dalla fontana Littoria posta al centro del * Il lavoro frutto della collaborazione dei tre autori. Si Industriale di Roma.
si ritrova anche nella costruzione del collegio di Ostia, cortile) da un edificio destinato ad alloggio del direttore e deve a Maria Grazia Turco il paragrafo LAssociazione (3) P. Orlando, op. cit. alla nota 1, p. 3.
nel quale larchitetto utilizza tanto i marmi della sua da una piccola chiesa, anchessa progettata da Giuseppe Artistica fra i Cultori di Architettura. Protagonisti e (4) I soci fondatori sono: Ernesto Basile, Luigi Bazzani,
terra dorigine il bardiglio delle cave della Ciregiola e il Boni49. progetti, a Simona Benedetti il paragrafo Limpianto Carlo Busiri, Giulio De Angelis, Gaetano Koch,
Giulio Magni, Pio Piacentini, Giuseppe Sacconi. Per
bianco della cave di Ravaccione quanto il paonazzetto Linaugurazione, alla presenza del Duce, si tenne nel urbano di Roma Marittima: il contributo di Gustavo
approfondimenti sullAssociazione Artistica fra i
(per lo scalone principale) e il travertino di Rapolano e novembre del 1936, solo due anni dopo la posa della prima Giovannoni e a Marina Docci il paragrafo Lespansione
Cultori di Architettura e il Centro di Studi per la Storia
di Tivoli. pietra50, il contributo di Giovannoni fu quindi certamente verso lentroterra e il Collegio Navale IV Novembre. dellArchitettura, cfr. La Casa dei Crescenzi. Storia e
La documentazione grafica e fotografica conservata minimo51. Daltra parte, limponenza e laulicit della restauri, in Bollettino del Centro di Studi per la Storia
presso il Centro di Studi (figg. 12, 13), permette di costruzione erano molto lontane da quanto ipotizzato (1) P. Orlando, LArcheologia e lIngegneria moderna per il dellArchitettura, a cura di M. Docci, M. G. Turco, n. u. (n.
ricostruire, fino ai dettagli costruttivi, le forme originarie e auspicato dai Cultori solo ventanni prima. Tanto la porto di Roma, s.l. 1927, p. 3. 45-51), 2008-2014, Roma 2015.
e i materiali previsti per ledificio, pesantemente variante del Piano redatta nel 1929, quanto poi il Piano (2) Nel 1904, Paolo Orlando fonda e ottiene la (5) Tra i primi presidenti si ricordano: Giovan Battista
trasformato dopo il 1943 e oggetto di un pi recente particolareggiato approvato nel 1933, entrambi basati su presidenza del Comitato Pro Roma Marittima con
Giovenale (1891), Francesco Azzurri (1892), Pio
intervento di restauro che ha in particolare interessato i una rigida scacchiera giustapposta al delicato equilibrio di la finalit di riaccendere linteresse verso il litorale
Piacentini (1894), Gaetano Koch (1895), Carlo Tenerani
romano e i suoi resti archeologici oltre che per
fronti esterni48. strade iniziale, erano in effetti privi di quella sensibilit al (1897), Giulio Magni (1906) e Gustavo Giovannoni.
sollecitare la realizzazione di un porto in ricordo di
Il complesso, di dimensioni imponenti, fuori scala carattere dei luoghi e di quellattenzione a secondare la (6) Il 18 febbraio 1890, a meno di un mese dalla
quello dellantichit; a tale proposito, tra le prime
rispetto agli edifici fino ad allora costruiti, era costituito naturale configurazione altimetrica del terreno che erano iniziate, organizza una conferenza su Ostia ed il porto fondazione, lAssociazione presenta il suo Statuto che,
oltre che dal fabbricato principale (composto da corpi stati tra i concetti informatori del Piano del 1916. di Roma antica, tenuta da Luigi Borsari, allora direttore allarticolo 2, sintetizza princpi e programmi. Statuto
28 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 29

dellAssociazione Artistica fra i Cultori di Architettura, che riguardano i nuovi ampliamenti urbani e le loro
Roma 1920, articolo 2; ARCHIVIO DEL CENTRO DI caratteristiche cfr. pp. 136 -151.
STUDI PER LA STORIA DELLARCHITETTURA (ACSSAr), (19) G. Giovannoni, Vecchie citt ed edilizia Nuova, Roma
AACAr, b. 1, fasc. 1, Statuto 1920 e 1928. 1931. La riedizione, a cura di F. Ventura, Milano 1995.
(7) A. Del Bufalo, Gustavo Giovannoni, Roma 1982, p. 9. (20) La Commissione di studio, nominata allinterno
(8) Lincontro viene sollecitato da Maria Pasolini ma dellAssociazione, presenta la propria relazione, firmata
organizzato dal presidente Galassi e dal socio Prospero da G. Giovannoni, presidente e relatore, A. U. Beretta, R.
Colonna, sindaco di Roma. Estetica delle Citt di Ch. Buls, Consiglio, V. Fasolo, A. Foschini, V. Leonardi, G. Magni,
a cura di M. Pasolini, Roma 1903; M. Smets, Charles Buls F. Mora, T. Passarelli, A. Petrignani, M. Piacentini, G.
a Roma e lA.A.C.A.R., Atti del seminario internazionale Rebecchini, P. Rem-Picci, G. B. Sirletti.
LAssociazione artistica tra i cultori di architettura e (21) P. Orlando, Alla conquista del Mare di Roma, (Diario
Gustavo Giovannoni, (Roma, 19-20 novembre 1987), in 1904-1923), Roma 1941, p. 174.
Bollettino del Centro di Studi per la Storia dellArchitettura, (22) ACCSAr, GG, c. 5, rot. Gb 1 / 2, Rilievo della spiaggia ,
36, 1990, pp. 56-57. Orografia della zona 1:1000, copia eliografica mm.1580
(9) Annuario Associazione Artistica fra i Cultori di x 880.
Architettura Roma, MCMIV-MCMV, Roma 1906, p. 41. (23) ACCSAr, GG, c. 5, rot. Gb 1 / 1, Planimetria (piano
(10) Camillo Sitte nel 1889 scrive Larte di costruire le regolatore) 1:1000, (disegno ora restaurato - mm. 1500
citt. X 840) copia eliografica acquerellata , recentemente
(11) Annuario ..., cit. alla nota 9, p. 57. restaurata, probabilmente inedita.
(12) Atti e Notizie, Associazione Artistica fra i Cultori di (24) ACCSAr, GG, c. 2,63, 1,2, Planimetrie in scala 1:3000,
Architettura, 9, marzo 1922, p. 2. una una copia, laltra, presenta segni di china bicolore
(13) Paolo Orlando fonda lente morale Comitato su copia (mm. 52 X 31; mm. 57 x 33).
Nazionale Pro Roma Marittima nel 1904). (25) ACCSAr, GG, c. 2,63, 3, Veduta prospettica del
(14) M. Battigelli, Il regime sconfigge la mortalit quartiere popolare di Ostia Nuova, disegno realizzato
fig. 12 - Collegio Navale IV Novembre, Ostia. G. Boni. Prospetto principale e pianta della torre, progetto scala 1:100 (ACSSAr, AACAr, c. 7, 113/3) infantile, s. l. 1928. a china su cartoncino acquerellato a colori, eseguito da
(15) P. Orlando, op. cit. alla nota 1, p. 6. Con queste parole V. Fasolo (mm. 570 x 330).
Orlando illustra lattivit legata allarea archeologica: (26) ACCSAr, GG, c. 5, 177, 1 (mm. 310 x 220).
Con ci larcheologia conchiudeva utilmente il proprio (27) G. Giovannoni, Il piano regolatore di Ostia Marittima,
ciclo con una attivit certo nuova per lei; col fare, cio, in Annuario dellAssociazione Artistica fra i Cultori di
rivivere nella nuova Ostia i morti materiali dellantica, i Architettura, MCMXI-MCMXV, Roma 1916, pp. 95-114.
quali mandava prima ai rifiuti. Nella Commissione Giovannoni presidente e relatore.
(16) Sindacato Nazionale Architetti, Pagine di vita (28) Ibidem, pp. 95-96.
sindacale, p. 1. (29) Unoperazione, questa, che si pensa di realizzare
(17) Giovannoni, dal 1938 al 1947, assume la carica con materiale di riporto proveniente dagli scavi di
di presidente del Centro di Studi per la Storia Ostia Antica. Si procurer cos, per ragione indiretta,
dellArchitettura. alle esplorazioni archeologiche un nuovo efficacissimo
(18) G. Giovannoni, Costruzioni Civili, in Larte moderna impulso. In tal senso, come tante volte nella civilt e
del fabbricare, a cura di C. Albertini, M.A. Boldi, G. nellarte, il passato si collegher allavvenire, ed i suoi
Giovannoni, F. Galassi, G. Misuraca, U. Vanghetti, vol. resti diverranno elemento utile di vita nuova e di
III, parte II, Milano 1910-1912, pp. 55-258. Giuseppe sviluppo fecondo.
Bonaccorso diversamente, nel regesto delle opere (30) F. R. Stabile, Regionalismo a Roma. Tipi e linguaggi: il
dellarchitetto, riporta la data del 1913 con il titolo caso Garbatella, Roma 2001, pp. 120-122.
Case civili. Del resto lestratto, appartenente al (31) Cfr. note 9,10.
curriculum di Giovannoni, con annesso il contributo (32) Non norme prescrittive piuttosto suggerimenti,
di C. Albertini, conservato presso il Centro di Studi per desiderata di carattere generico, solo in parte
la Storia dellArchitettura riporta il titolo Case Civili. poi rispettate: Cos a noi sembrerebbe altamente
Cfr. S. Benedetti, P. Cavallari, Qualit architettonica e desiderabile evitare le farraginose composizioni, goffe
qualit urbana nelledilizia borghese e popolare a Roma di tutta una falsa ornamentazione di stucco, opporsi
(1890-1930), Roma 2005, in particolare per gli aspetti alla volgarit di quel Medioevo fatto in casa che
fig. 13 - Collegio Navale IV Novembre, Ostia. G. Boni. Prospetto e sezione della parte terminale della torre, progetto scala 1:20 (ACSSAr, AACAr, c. 7, 113/11)
30 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 31

tanto spesso prodiga i suoi merli ed i suoi archetti acuti, lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM- nellarchitettura italiana, a cura di L. Marcucci, Roma
escludere le troppo frequenti applicazioni esotiche dei LOM60-0041870/>, 02/2016. 2012, pp. 135-146: 145.
tetti nordici, delle torrette germaniche. A molti di noi (45) Su Giuseppe Boni si veda M. Biancale, Larchitetto (50) Ne sono testimonianza due filmati dellIstituto
sorriderebbe lidea dello sviluppo e delladattamento Giuseppe Boni: (1884-1936), Roma 1937; G. Ceppellini, in Luce: Mussolini inizia i lavori di costruzione del collegio
a funzioni di vita nuova degli elementi indigeni rurali, Kunstler Lexicon, sub vocem, vol. 12, 1996; una breve IV Novembre per gli orfani dei salariati (Giornale Luce
come i bei loggiati esterni, il colore tranquillo dei tetti biografia anche in B. Coccia, Le caserme storiche della B0573 del 11/1934); Mussolini inaugura il Collegio IV
alla romana, la composizione varia e libera nelle masse, guardia di finanza nel Lazio, Roma 2007, pp. 259-262. Novembre per gli orfani dei salariati degli Enti locali
ma semplice e sobria nella conformazione delle pareti. (46) ACSSAr, GG, b. 43, fasc. 371. Sono in totale 6 foto (Giornale Luce B0990 dell 11/11/1936). Nellaprile del
Il finto travertino, le tinteggiature troppo chiare, pi in in bianco e nero, che recano sul retro il soggetto e il 1937 il Collegio sar visitato anche dal Re Vittorio
generale tutte le espressioni non sincere, pretenziose, nome dei progettisti a matita. Non si conservano Emanuele III (Giornale Luce B1079 del 21/04/1937).
inarmoniche, noi vorremmo bandite dallArchitettura lettere di accompagnamento o altra documentazione (51) Come accennato (cfr. nota 40) ledificio fu
di questo centro che sorge ora e che noi intendiamo al proposito. Il progetto di Boni e Boari risulta uno dei inaugurato pochi mesi dopo la morte di Boni e il
divenga una complessa opera dArte (G. Giovannoni, op. 27 progetti premiati (di cui tre italiani), su un totale di coinvolgimento di Giovannoni; in una lettera di G. Di
cit. alla nota 27, p. 112) 377 gruppi partecipanti. Il giudizio di Roberto Papini Giacomo, datata 10 ottobre 1936, si legge: ... sento
(33) Ibidem, p. 113. nei confronti del progetto Boari-Boni fortemente il dovere di esprimerLe sensi di vive grazie per gli
(34) Ibidem, p. 107. negativo, troppo accademico e vecchio in confronto illuminati pareri favoritici dopo la scomparsa del
(35) P. Orlando, op. cit. , alla nota 21. con gli altri progetti italiani premiati (Broggi e progettista e Direttore dei Lavori Arch. G. Boni. Debbo
(36) G. Giovannoni, op. cit. alla nota 27, p. 106. Piacentini) che invece rappresentano la corrente pi anche esprimere il pi vivo rincrescimento se, per
(37) Su Vincenzo Fasolo si veda B. Crevato-Selvaggi, Vincenzo sana e pi viva dellarchitettura italiana odierna (R. lincalzare del tempo e la pressione delle necessit
Fasolo dalla Dalmazia a Roma. Vita e opere dellarchitetto Papini, Larchitettura europea e il concorso di Ginevra, del funzionamento con linizio dellanno scolastico,
spalatino, cat. della mostra, (Roma-Villa Torlonia, 7 in Architettura e Arti Decorative, VII, 1-2, 1927-1928, lapporto del suo contributo non ha potuto, per
dicembre 2011-26 febbraio 2012), Venezia 2011. pp. 31-73: 65). Sul concorso di Ginevra cfr. fra gli altri: nostra colpa, essere tale quale meritava ledificio dal
(38) G. Giovannoni, op. cit. alla nota 27, pp. 106-107. C.L. Anzivino, E. Godoli Ginevra 1927: il concorso per il punto di vista artistico... (ACSSAr, GG, b. 36, fasc. 346).
(39) Ibidem, p. 105. Palazzo della Societ delle nazioni e il caso Le Corbusier,
(40) Presso il Centro di Studi si conservano due lettere Calenzano 1979.
indirizzate dallavvocato Giacomo di Giacomo a Gustavo (47) ACSSAr, GG, b. 39, fasc. 346, lettera di
Giovannoni, la prima, datata 20 marzo 1936, testimonia accompagnamento firmata da Boni e datata 6 febbraio
laccettazione da parte di Giovannoni della sorveglianza 1935; le foto cui fa riferimento la lettera in ACSSAr, GG,
artistica dei lavori di ultimazione delledificio (ACSSAr, b. 50, fasc. 540 (nove fotografie con didascalia a matita
AACAr, c. 7, 113). Per la seconda vedi infra nota 51. sul retro).
(41) Fino al 1915 terr linsegnamento di Architettura (48) La torre centrale, alta 59 m, fu demolita nella notte
superiore che era stato di Camillo Boito; cfr. L. Rinaldi, del 13 dicembre 1943, perch potenziale punto di
Gaetano Moretti e la formazione degli architetti tra eredit riferimento per eventuali sbarchi delle truppe alleate.
boitiana e rinnovamento, in Il Politecnico di Milano nella Numerose foto storiche delledificio sono visibili sul
storia italiana 1914/63, intr. E. Decleva, Milano Bari 1989, sito: <http://www.grupponline.it/IV%20Novembre/
p. 618. IV%20Novembre.htm>, 02/2016, altre modificazioni
(42) A lui affidato linsegnamento di Elementi costruttivi sono state realizzate allinterno per adattare ledifico
(1924-1930); cfr.: La Scuola di architettura di Roma, Roma alle moderne esigenze. Sul restauro dei fronti esterni,
1932, p. 13 (testo di G. Giovannoni prodirettore della R. realizzato nel 2015 per conto del Ministero delle
Scuola dArchitettura). Infrastrutture e dei Trasporti, si veda: <http://www.
(43) Sindacato Nazionale Architetti. Pagine di vita mit.gov.it/mit/site.php?p=cm&o=vd&id=3844>,
sindacale, in Architettura e Arti Decorative, VII, 1927, fasc. 02/2016.
3-4, pp. s.n. (50) Sul Collegio Navale IV Novembre cfr: G. Di
(44) Cfr. Edicola funeraria Rocca in Milano, in Giacomo, Il Collegio IV Novembre al Lido di Roma, in
Larchitettura italiana: periodico mensile di costruzione LUrbe, III, dicembre 1936, pp. 8-13; B. Coccia, op. cit.
e di architettura pratica, I, 6 (mar. 1906), p. 24, tavv. alla nota 45; L. Creti, Il Lido di Ostia, Roma 2008, pp. 71-
44-45; Edicola funeraria Origgi in Milano, in ivi, p. 76; ID., La nuova citt balneare: limpianto di Ostia Lido
24, tavv. 46-47. A Boni attribuita anche ledicola e le sue architetture (1915-45), in Laltra modernit nella
Bocconi, sempre nel cimitero milanese: <http://www. cultura architettonica del XX secolo. Progetto e citt
32 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 33

Tre citt giardino in un


modello urbano instabile

ALESSANDRA MUNTONI
Sapienza Universit di Roma
Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell Architettura

La Borgata Garbatella e la citt giardino Aniene sono


ben note, ma la Borgata giardino di Ostia viene prima
e, sorprendentemente, finisce per avere un ruolo
molto pi importante nellUrbanistica di Roma. Si pu
sostenere che, a differenza delle altre due, il suo destino
allinizio non del tutto chiaro nelle intenzioni dei suoi
committenti e progettisti sia quello di definire Roma
come citt geografica.
Nella storia di capitale della Italia unitaria, i modelli
urbanistici per Roma sono in continua oscillazione tra
citt radial-concentrica e citt dotata di un grande asse
di attraversamento Nord-Sud, seguendo i percorsi delle
vie Flaminia e Appia. Ebbene, per raggiungere quella
piccola borgata giardino di Ostia questo modello si
modifica: da Roma delle strade consiliari, da Roma
dellasse preferenziale Nord-Sud a una Roma lineare
proiettata verso il litorale laziale.
Fino al dopoguerra, tuttavia, nessun Piano Regolatore
di Roma registra questa dimensione geografica. Non
quello del 1873, n quello del 1883, n quello del 1909,
ma nemmeno quello del 1931. Eppure, la questione di
una urbanizzazione ampia e decentrata, basata proprio
sulle citt giardino, si pone fin dalla fine dellOttocento
con la bonifica del litorale e i progetti di un nuovo
Porto dellIng. Paolo Orlando. Una prima sterzata per
individuabile nel 1912, allorch iniziano gli scavi di Ostia
Antica diretti da Guido Calza.

in questo quadro che si realizzano le tre citt giardino


romane, tutte e tre dovute alla regia di Gustavo
fig. 1 - Mappa Roma Ostia Giovannoni, che immagina un ampliamento di Roma
con una serie di citt satelliti mano mano costruite lungo
la linea che collega Roma a Ostia. Questa la sequenza
che risale dalla foce del Tevere verso Roma.
Nel 1916 viene disegnato il P.R. di Ostia: la citt giardino
34 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 35

fig. 2 - La Garbatella, foto aerea fig. 3 - Citt Giardino Aniene, foto aerea
36 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 37

collocare anche una Citt del cinema proprio vicino alla vegetazione, tracciati viari e monumenti archeologici,
pineta. Sempre del 1932 c il Concorso della Tirrena per densificazione edilizia e installazione di grandi servizi
i villini di Ostia che coinvolge una nuova generazione metropolitani, coltivazioni sperimentali e floricolture,
di architetti: decolla la modernit che, dopo la Mostra biodiversit ed eco-sostenibilit, formino un modello di
del MIAR del 1931, diventa la linea di ricerca prevalente. citt del tutto diverso da quello che conosciamo, con la
Ostia ormai la citt balneare di Roma. Ma, tra il 1935 dominante del paesaggio.
e il 1937, c lidea dellEsposizione Universale di Roma: Il destino di Ostia sembra, allora, quello di trarre la sua
viene fondata lE42. Si comincia a costruire lautostrada forza proprio da una condizione di instabilit. Non
Roma-Ostia, pi o meno fiancheggiante la linea ha mai avuto una destinazione precisa, ma subisce
ferroviaria. La Variante al PRG del 1942 mette in forma una metamorfosi continua. una citt di fondazione,
un nuovo modello di Giovannoni, Piacentini, Testa: dotata fin dallinizio di servizi molto importanti,
Roma a coda di cometa. La guerra, per, interromper ha unarchitettura ben riconoscibile, una vocazione
tutti questi programmi. turistica ormai affermata, un paesaggio meraviglioso,
Solo nel secondo dopoguerra, il PRG di Roma del 1962 tracce archeologiche imponenti.
registra finalmente la dimensione geografica Roma- Da modello instabile per eccellenza, pu diventare una
Ostia-Fiumicino, ove sorge ormai laeroporto. Il modello formidabile riserva di nuove strategie utili per il futuro.
a coda di cometa sembrerebbe prendere consistenza,
ma si pone la questione di riempire il vuoto tra questi
centri periferici e la capitale: la coda si riempie di casette
temporanee, di piccole aziende, del complesso di Casal
Palocco, di edilizia abusiva: una situazione tuttora fluida.

Urbanisticamente il modello a coda di cometa


un ibrido tra centralit e direzionalit. Non ha un
terminale riconoscibile come porto e ha invece una
testa abnorme: tutta Roma. La coda sottile, tende
ad allargarsi senza programmi o possibili controlli.
Ostia resta un luogo balneare per lindustria delle
vacanze. soggetto alla pendolarit lavoro-residenza,
fig. 4 - Visione di Ostia nel litorale laziale alla temporaneit funzionale degli stabilimenti, ad una
complessiva instabilit.
Sud, affidata allAssociazione dei Cultori di Architettura. valorosi architetti, come Aschieri, De Renzi, Nicolosi, I modelli ibridi, ovviamente, non funzionano in s,
Non c pi il Porto, ritenuto troppo costoso a realizzarsi, Vicario. ma hanno una grande risorsa: sono i pi adatti a
ma importante la linea ferroviaria e la Stazione che Nel 1924 appare la citt giardino Nord, al di l trasformarsi. Vediamo, allora, partendo da Nord, che
arriva al centro urbano e poi il sistema di piazze, il dellAniene. Giovannoni e Sabbatini ne disegnano gli cosa successo delle tre citt giardino inserite in questo
litorale, le case a villette, con una sciolta configurazione snodi chiave: il Ponte Tito Tazio, la piazza del centro, la modello ibrido. La Citt giardino Aniene si trasforma
di strade, come sar nelle citt di nuova fondazione. Tra Chiesa e il nuovo insediamento, caratterizzato dai villini in un quartiere di palazzine e viene riassorbito nel
il 1918 e il 1937, saranno realizzati gli edifici principali che si dispongono lungo due direttrici sfioccate dalla tessuto di Roma nel secondo dopoguerra. La Garbatella
di Ostia, Piazza della stazione, la Chiesa, il Municipio, le piazza centrale, con una dimensione pi ampia delle rimane abbastanza intatta, perch fuori dai grandi
scuole, gli stabilimenti balneari, il parco, le officine, le citt giardino precedenti. attraversamenti: diventa un oggetto di culto, meta di
case alte, i villini, le palazzine, su progetti dei professori Nel 1925, Mussolini pronuncia il noto discorso sul futuro pellegrinaggi da parte di docenti e studenti, nonch
della Scuola di Architettura di Roma e dei pi importanti urbanistico di Roma, indicando le due direttrici: verso i luogo prescelto per le scorribande cinematografiche di
protagonisti della prima modernit. Colli e verso il Mare. Delle due, la prima tramonta quasi Moretti che la consacra ad area privilegiata dei ricordi e
Nel 1920, si delinea la citt giardino centro , la Garbatella, immediatamente; la seconda, invece, prende vigore degli affetti.
defilata, ma vicina a quella che avrebbe dovuto essere con Via dellImpero, Via dei Trionfi e Via del Mare che La citt giardino di Ostia si trasforma invece in un
larea industriale, o artigianale, mai decollata, anzi si proiettano al di l della Passeggiata archeologica. quartiere cittadino, poi in vera e propria citt alla quale
decisamente osteggiata. Giovannoni, Sabbatini e Intanto, gli scavi di Ostia Antica espongono gi reperti si pongono due alternative: una quella di consolidare
Massimo Piacentini ne progettano piazze case e servizi, monumentali. la propria identit rivendicando una sua autonomia da
con quella forte caratterizzazione popolare legata Il PRG di Roma del 1931, che non tiene conto di Ostia, Roma; laltra quella di far partire da qui una nuova
alledilizia dinizio secolo. La dimensione raccolta, subito superato. Nel 1932 Concezio Petrucci delinea strategia di integrazione con la capitale, prospettando
ma consente sperimentazioni interessanti ad opera di il Piano regolatore di Castel Fusano ove si pensa di un originale sistema di urbanizzazione, ove mare e
38 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 39

Le architetture
balneari

LUCA CRETI
Sapienza Universit di Roma
Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell Architettura

() poich tuttavia non anco possibile prevedere


quando ed in quali condizioni potr essere costruito
il nuovo porto necessario prescindere per ora da
quello che potrebbe dirsi il quartiere portuale della
nuova Ostia e considerare in modo indipendente
lo studio della borgata che potr avere immediata
attuazione; al quale sar di duplice scopo quello di
costituire un ridente quartiere di abitazioni sul mare e
quello di divenire un centro di bagni e di intrattenimento,
in cui, specialmente nelle domeniche estive, si riverser
la popolazione della Capitale, che ora in modo ben pi
incomodo, e tardo, e costoso, cerca refrigerio in localit
molto pi lontane della spiaggia tirrena1.
La parole degli ideatori del PRG del 1916 rendono
evidente come la destinazione a localit balneare sia
un fattore fondamentale per la nascita e lo sviluppo
di Ostia, a prescindere dalleventualit che la nuova
borgata marittima possa contribuire al decentramento
della popolazione romana o diventare lo scalo marittimo
della prevista zona industriale situata nei pressi della
basilica di San Paolo2. Non stupisce quindi che nel 1919,
quando il Comune di Roma inizia a rilasciare le licenze
per gli edifici a carattere abitativo, si avvii anche la
costruzione dei primi veri e propri stabilimenti balneari3.
Con leccezione del Battistini questi si allineano sui
settori di spiaggia posti immediatamente a sud-ovest
dello sbocco sul mare della via Ostiense4, tracciato che
lo strumento urbanistico identifica con lasse virtuale
di suddivisione tra la zona di levante della cittadina
dove si trovano il centro civico e i villini signorili e sul
cui arenile, per esigenze ambientali e di decoro,
consentita soltanto la realizzazione di piccole strutture
rimovibili in legno e quello di ponente, destinato ai
ceti meno abbienti e agli impianti balneari stabili5.
Sul piano tipologico gli stabilimenti riprendono
fig. 1 - I primi stabilimenti di ponente. Da destra a sinistra si riconoscono gli stabilimenti Elmi,Salus e Urbinati le analoghe strutture ottocentesche: sono infatti
40 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 41

composti (fig.1) da un edificio centrale e da due bracci conseguenza le aree vincolate a tale scopo. quindi allufficio postale realizzato a Roma con Adalberto impianti distrutti, mentre altri sono eretti ex-novo sul
laterali disposti perpendicolarmente al lungomare e possibile, a partire dal 1931, lutilizzazione completa Libera. prolungamento del lungomare verso Castelfusano,
contenenti le cabine. Il materiale utilizzato il legno, dellarenile di levante; un anno pi tardi, inoltre, il Il nuovo P.P. del 1933 non modifica il carattere popolare dove prevista la creazione di un attrezzatissimo, vasto
a conferma dello scarso interesse che viene riservato a Governatorato di Roma espropria parte della tenuta di del settore di ponente, che si riflette anche nelle e signorile centro balneare19, facilmente raggiungibile
questo genere di fabbricati, il cui carattere effimero si Castelfusano, che viene riservata al libero godimento architetture balneari; nellAdua18 (fig.4), tuttavia, Luigi da Roma attraverso il prolungamento della ferrovia
rileva anche nellassenza di progettisti qualificati, poich della popolazione9. Moretti riesce a interpretare al meglio le specifiche di Roma-Ostia e lapertura della via Cristoforo Colombo.
gli elaborati grafici allegati alle richieste di concessione La necessit di salvaguardare la riconosciuta minima del bando realizzando un edificio le cui piccole Deriva da questo ambizioso programma il Kursaal20, lo
sono firmati solo dai proprietari, i quali svolgono anche valenza ambientale di queste nuove aree comporta dimensioni non inficiano ma anzi esaltano lindubbia stabilimento progettato da Attilio Lapadula e realizzato
lincarico di direttore dei lavori. lemanazione di norme pi rigorose per gli stabilimenti qualit architettonica del progetto. dallimpresa Nervi & Bartoli; il bar-ristorante a pianta
La medesima conformazione planimetrica adottata balneari: gli edifici fissi devono avere unelevata Durante il secondo conflitto mondiale numerosi circolare, caratterizzato dallarditezza delle soluzioni
nel Roma, realizzato tra il 1922 e il 1927 da Giovan qualit architettonica ed obbligatorio che le cabine, stabilimenti vengono fatti saltare in aria dalle truppe strutturali, e il trampolino con la lettera K iscritta in un
Battista Milani per la S.E.F.I6. Posto quale elemento rigorosamente in legno, siano rimosse al termine della tedesche, preoccupate che possano costituire una cerchio, si impongono quale nuovo simbolo di Ostia,
di testata di uno dei principali assi perpendicolari al stagione estiva; inoltre da qualsiasi punto della via testa di ponte per lo sbarco degli alleati sulla spiaggia e il Kursaal, negli anni del boom economico, diventa
mare e in contrapposizione alla chiesa Regina Pacis litoranea si deve poter vedere il mare, e dalla linea di di Ostia. Nel dopoguerra, dopo aver provveduto il principale luogo estivo di ritrovo del mondo dello
di Giulio Magni, che lo fronteggia a distanza e con la battigia la pineta retrostante. allo sminamento dellarenile, si ricostruiscono gli spettacolo e dellalta borghesia romana.
quale dialoga attraverso luso di uno stesso elemento Tali criteri vengono adottati da Leopoldo Botti per il
in elevazione (la cupola) e di un linguaggio compositivo Plinius10: gli elaborati grafici allegati alla domanda di
in qualche modo analogo, il Roma un vero e concessione contengono infatti dei tracciati geometrici
proprio condensato di stili architettonici: lapproccio che evidenziano il rispetto delle visuali, mentre le
storicistico ed eclettico del progettista si rivela infatti fotografie dimostrano la possibilit di smontare
nel fabbricato a terra, la cui facies riproduce quella ciascuna delle cabine in soli trenta minuti. Il linguaggio
dei frigidaria delle terme romane di et imperiale, e adottato da Botti ormai moderno e risente delle sue
nella rotonda a mare, dove si individuano espliciti esperienze quale giovane progettista della Soc. Imm.
riferimenti allarchitettura bizantina e gotica nonch Tirrena, per la quale realizza numerosi edifici a Ostia.
suggestioni tratte da edifici contemporanei, come il Anche Enrico Del Debbio ricorre per il Lungomare,
padiglione realizzato da DAronco allEsposizione di poi Rex11, a un approccio modernista (fig.2): il volume
Torino del 19027. I servizi offerti sono invece innovativi, curvilineo del corpo di fabbrica che si proietta verso il
cos come il materiale impiegato per la struttura: Milani mare, appena contenuto da unesile terrazza a sbalzo,
ricorre infatti al cemento armato, che viene lasciato a simula laspetto della plancia di una nave, carattere
facciavista in modo da creare effetti di colore attraverso ripreso anche nei singoli dettagli, come le finestre e le
la sua capacit di fondersi colla tinta bluastra del mare e balaustre a tubi orizzontali. Per la Pineta12, invece, la
del cieloamalgamando il paesaggio e ledificio in una S.E.F.I. si affida a Giovanni Sicher e a Virgilio Vallot (fig.
natura sola8. 3); lo stabilimento destinato allaristocrazia romana e
Lavvento del Fascismo e il nuovo ruolo assegnato viene quindi prestata particolare cura alla sala ristorante
a Ostia nellambito della strategia urbanistica per che data in gestione a uno dei migliori alberghi di
la capitale loriginaria borgata marittima infatti Roma e alle cabine, pubblicizzate come le pi lussuose
destinata a diventare il suo quartiere sul Tirreno dEuropa.
oltre a modificarne il tessuto viario ed edilizio crea Gli altri lotti dellarenile di levante vengono occupati
i presupposti per uno sviluppo diverso da quello da impianti balneari di superficie minore: domina
concepito dagli autori del PRG del 1916. I tracciati viari ancora il lessico architettonico moderno, come si
vengono rettificati, i lotti sui quali dovevano sorgere osserva ad esempio nella Lega Navale13 e nel Duilio14.
strutture alberghiere ricevono una nuova destinazione Per questultimo Luigi Moretti trae ispirazione dai
duso ad abitazione, sale la densit edilizia, e al villino, la battelli fluviali e colloca il fabbricato centrale in asse
cui tipologia prevalente nella pianificazione dei Cultori con il lotto di edifici oggetto del concorso bandito nel
di Architettura, si sostituiscono le palazzine e, nelle zone 1932 dalla Tirrena. Le medesime modalit compositive
pi interne, gli intensivi. Vengono previsti edifici pubblici si osservano nelle proposte non eseguite, tra le quali
moderni, in grado di soddisfare le esigenze di un vero spiccano i progetti di Giulio Gra per la Lega Navale15, di
e proprio centro urbano, e si rinuncia definitivamente Pietro Lombardi per il Duilio16 e di Mario De Renzi per un
allidea di realizzare il porto marittimo, sbloccando di stabilimento anonimo17, in cui sono palesi i riferimenti fig. 2 - E. Del Debbio, Stabilimento Lungomare, prospettiva
42 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 43

(8) Lo stabilimento balneare di Ostia a mare, cit. alla nota 1923-1939, Roma 1991, pp. 168-170, 188; L. Creti,
6, p. 16. Stabilimento balneare Lega Navale, in Il Lido di Ostia, cit.
(9) Sullargomento cfr. M. Paniconi, Piano Regolatore di alla nota 2, pp. 193-194.
Castelfusano, in Architettura, XII, 9, 1933, pp. 587-593; (16) R. Luciani, Pietro Lombardi architetto, Roma 1987, pp.
Ostia. Gli stabilimenti balneari, cit. alla nota 2, pp. 52-53; 81, 156; L. Creti, Stabilimento balneare Duilio, in Il Lido di
L. Creti, Il PRG di Castelfusano, in Il Lido di Ostia, cit. alla Ostia, cit. alla nota 2, pp. 196-197.
nota 2, pp. 140-146; L. Creti, Interventi a Ostia Lido, in (17) Cfr. T. Carunchio, De Renzi, Roma 1981, fig. 16; M.L.
Luigi Moretti architetto del Novecento, Roma 2011, pp. Neri, Mario De Renzi. Larchitettura come mestiere, Roma
315-322. 1992, p. 127; Ostia. Gli stabilimenti balneari, cit. alla nota
(10) Cfr. Ostia. Gli stabilimenti balneari, cit. alla nota 2, pp. 2, p. 94; L. Creti, Stabilimento balneare, in Il Lido di Ostia,
64-69; L. Creti, Stabilimento balneare Plinius, in Il Lido di cit. alla nota 2, p. 195.
Ostia, cit. alla nota 2, pp. 163-165. (18) Cfr. Ostia. Gli stabilimenti balneari, cit. alla nota 2, pp.
(11) Cfr. E. Valeriani, Del Debbio, Roma 1976, p. 9, tavv. 80-82; L. Creti, Stabilimento balneare Adua, in Il Lido di
48-50; Ostia. Gli stabilimenti balneari, cit. alla nota 2, pp. Ostia, cit. alla nota 2, pp. 165-167; L. Creti, Interventi a
56-63; L. Creti, Stabilimento balneare Lungomare, in Il Ostia Lido, cit. alla nota 9, pp. 315-322.
Lido di Ostia, cit. alla nota 2, pp. 157-160. (19) Attivit svolta nel territorio della Circoscrizione
(12) Cfr. Ostia. Gli stabilimenti balneari, cit. alla nota 2, pp. del Lido nellultimo quadriennio, a cura del Comune di
70-77; L. Creti, Stabilimento balneare La Pineta, in Il Lido Roma, post 1951, p. 15.
di Ostia, cit. alla nota 2, pp. 160-163. (20) Cfr. F. Sapori, Larchitettura in Roma (1901-1950),
(13) Cfr. Ostia. Gli stabilimenti balneari, cit. alla nota 2, pp. Roma 1953, pp. 218-219 P.L. Nervi, Bauten und Projecte,
86-87; L. Creti, Stabilimento balneare Lega Navale, in Il Stuttgard 1957, p. 78; G.C. Argan, Progetto e destino,
Lido di Ostia, cit. alla nota 2, pp. 169-170. Milano 1965, pp. 255-256; A. Pica, Pier Luigi Nervi, Roma
(14) Cfr. C. Marcosano dellErba, M. Biuzzi, Lo stabilimento 1969, p. 25; Ostia. Gli stabilimenti balneari, cit. alla
balneare Caio Duilio al Lido di Roma di Luigi Moretti, in nota 2, pp. 110-113; S. Mornati, Lo stabilimento Kursaal
fig. 3 - G. Sicher, V. Vallot, Stabilimento La Pineta, prospettiva Piano, Progetto, Citt, 9-10, 1990, pp. 89-105; Ostia. Gli di Castelfusano. Unopera di Lapadula e Nervi tra mito e
stabilimenti balneari, cit. alla nota 2, pp. 84-85; L. Creti, attualit, in LIndustria delle Costruzioni, 373, 2003, pp.
Stabilimento balneare Duilio, in Il Lido di Ostia, cit. alla 82-86; L. Creti, Le architetture balneari, in Attilio Lapadula.
NOTE quindi, alla portata di tutti (cfr. Capitolium, II, 4, 1925, p. nota 2, pp. 167-169; L. Creti, Interventi a Ostia Lido, cit. Architetture a Roma, a cura di L. Creti, T. Dore, Roma
38). alla nota 9, pp. 315-322. 2007, pp. 4-19; L. Creti, Stabilimento balneare Kursaal, in
(1) Relazione del piano regolatore di Ostia Nuova, in Roma (5) Nel 1920 sullarenile di ponente viene costruito (15) F. Aggarbati, C. Saggioro, Giulio Gra. Opere e progetti Il Lido di Ostia, cit. alla nota 2, pp. 216-220.
Marittima, IX (1917), 2, p. 3. lOspizio Marittimo. Progettato da Marcello Piacentini
(2) Sulla nascita e lo sviluppo di Ostia Lido, e sulle sue e costituito da un fabbricato centrale a pi livelli e da
architetture, si vedano: P. Orlando, Alla conquista del mare di due padiglioni laterali a un piano, destinato alle cure
Roma, Roma 1941; M. Caporilli, Ostia Nuova il Lido di Roma, elioterapiche per i bambini (cfr. L. Creti, Il Lido di Ostia,
Roma 1969; G. De Nisi, Ostia Lido di Roma, sintesi storica dal cit. alla nota 2, pp. 30-31).
630 a.C. al 1982, Roma 1982; M. Caporilli, Lido di Ostia Mare (6) Sullo stabilimento balneare Roma si vedano: Lo
di Roma, Roma 1988; F. Coppola, G. Fausti, T. Romualdi, La citt stabilimento balneare di Ostia a mare, in LArchitettura
interrotta, Roma 1996; Ostia. Gli stabilimenti balneari, Roma Italiana, XXII (1927), 2, pp. 15-16; G. Giovannoni, Lo
1996; U. Calabrese, Larchitettura ad Ostia. Storia dei maestri stabilimento balneare Roma alla marina di Ostia, in
dellarchitettura del 900, Roma 1999; L. Creti, Il Lido di Ostia, Architettura ed Arti Decorative,VI (1927), pp. 495-510;
Roma 2008; L. Creti, La nuova citt balneare: limpianto di Architettura ed Arti Decorative, X (1930-31), p. 249; R.
Ostia Lido e le sue architetture (1915-45), in Laltra modernit Bassani, Lo stabilimento balneare Roma, in Ostia attraverso
nella cultura architettonica del XX secolo, a cura di L. le cartoline depoca, a cura di D. Berretta, Roma 1987, pp.
Marcucci, Roma 2012, pp. 135-146. 60-88; Ostia. Gli stabilimenti balneari, cit. alla nota 2, pp.
(3) Uno studio completo dellargomento in Ostia. Gli 29-37; F. Coppola, G. Fausti, T. Romualdi, op. cit. alla nota 2,
stabilimenti balneari, cit. alla nota 2. pp. 188-196; L. Creti, Ostia Lido. Lo stabilimento balneare
(4) La loro presenza deve anche contribuire a limitare lo Roma, in Lazio ieri e oggi, XXXIX, 11, 2003, pp. 346-350;
spettacolo incivile dei bagni abusivi; per questo motivo L. Creti, Stabilimento balneare Roma, in Il Lido di Ostia,
il Comune si impegna al controllo delle tariffe praticate cit. alla nota 2, pp. 150-156.
dai gestori, che devono essere particolarmente basse e, (7) G. Giovannoni, op. cit. alla nota 6, p. 508. fig. 4 - L. Moretti, Stabilimento Adua, prospettiva
44 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 45

Il Kursaal
di Lapadula e Nervi
STEFANIA MORNATI
Universit di Roma Tor Vergata
Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica

Lo stabilimento balneare Kursaal a Castel Fusano era,


nel 1950, uno dei pi grandi del litorale romano e tra i
pi eleganti della costa tirrenica. Lo stabilimento diven-
ne presto uno dei simboli della ripresa economica italia-
na grazie allinconfondibile sagoma del suo trampolino
e alle lussuose attrezzature che lo elessero, per molti
anni, a meta marina preferita da quelle personalit del-
lo spettacolo e della politica che non disdegnavano una
fotografia con le scenografiche strutture sullo sfondo1.

Il progetto architettonico si deve al giovane architet-


to Attilio Lapadula (1917-81), mentre la trasposizione
strutturale opera del gi noto ingegnere Pier Luigi
Nervi (1891-1979). Limpianto costruito dallimpresa
Ingg. Nervi & Bartoli, diretta dallo stesso Nervi e grazie
alla quale egli sperimenta i suoi originali sistemi costrut-
tivi.

Quando Lapadula viene incaricato del progetto, alla


fine del 1949, ha allattivo qualche studio urbanistico
in collaborazione con il pi noto fratello Ernesto Bruno,
pochi progetti di architettura, tra cui qualche stabili-
mento balneare, e sta consolidando una certa esperien-
za nellarredo di locali commerciali.

Il progetto del Kursaal si colloca anche allinterno di una


serie di iniziative imprenditoriali che vedono, nella can-
didatura dellItalia a ospitare le olimpiadi del 1960, un
possibile ritorno economico. La committente, societ
Kursaal spa, intende quindi realizzare uno stabilimento
balneare dotato di attrezzature per il tempo libero e lo
svago e idoneo anche allo svolgimento di regolamenta-
ri attivit sportive.

Lapadula disegna un complesso costituito da bassi


edifici in cemento armato: un padiglioncino di ingres-
fig. 1 - Vista del trampolino (Archivio Creti) so, una sala ristorante, lalloggio del guardiano, alcune
46 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 47

fig. 2 - La pensilina (Archivio Attilio Lapadula)

cabine in muratura, un pontile; le attrezzature sportive tre lordinario trampolino della prima versione assume e definire lesecutivo strutturale. Nervi, fedele allidea di con il fusto centrale; lo schema statico impostato con-
comprendono una piscina regolamentare di 50x22 m, una geometria spettacolare. La nuova struttura, alta 10 Lapadula, interpreta le geometrie della sala e del tram- siderando un funzionamento ad arco in senso radiale
alimentata con acqua di mare e completa di trampoli- m, prende la forma di una grande ruota verticale, irrigi- polino rendendoli costruibili e sfruttandoli per applica- che si materializza nellaffiancamento di semiarchi ra-
no, le tribune, gli spogliatoi a rotazione, una piscina per dita da nervature disposte a rievocare la lettera dellal- re i suoi sistemi costruttivi. Impegnato in una continua diali compressi da una trave anulare. Anche la pensilina
bambini, campi da tennis, golf e birilli. Alla sala ristoran- fabeto K che sostengono le piattaforme per i tuffi. La sperimentazione finalizzata ad ampliare la libert pro- impostata sullo stesso criterio. Gli elementi prefabbri-
te, nucleo dellimpianto, Lapadula attribuisce una mag- metamorfosi finisce per esaltare il ruolo promozionale gettuale, a contenere i costi e i tempi di costruzione e cati necessari alla costruzione della volta, denominati
giore enfasi architettonica, chiarendone il profilo strut- assunto dal trampolino, a met strada tra un allestimen- svincolarsi dai condizionamenti delle casseforme, egli tavelloni, sono realizzati in cantiere su stampi apposi-
turale; si tratta di un corpo definito da una copertura a to scenografico spesso infatti sar scelto per sequenze elabora il sistema della prefabbricazione strutturale, tamente predisposti, secondo una procedura ideata da
fungo, con raggio di 7,30 m e altezza di 4,10 m, con un cinematografiche e uninstallazione ludica. illustrata in molti dei suoi scritti. Si tratta, in breve, di Nervi. Essi sono realizzati con un impasto cementizio
unico pilastro centrale. Verso il mare la sala chiusa da assemblare speciali elementi prefabbricati in cantiere,
Un rapporto di amicizia lega Attilio Lapadula a Pierluigi armato con una rete metallica e una maglia di ferri di
una vetrata ritmata da pilastri perimetrali alti 2,70 m, dai integrarli tra loro con un getto in opera per dare vita a
Nervi, ingegnere gi famoso a livello internazionale, de- piccolo diametro. I tavelloni, alti 11 cm e spessi 2 cm,
quali spicca una pensilina aggettante di 4,20 m. Verso la superfici piane o curve costituite da suggestivi reticolati
positario di numerosi riconoscimenti professionali e im- hanno forma trapezoidale e triangolare di diversa am-
strada la sala invece chiusa da una muratura, oltre la di nervature di cemento armato. Il sistema, gi applicato
pegnato in progetti di ben altra mole. Il cemento arma- piezza e sono accostati luno allaltro lasciando lo spazio
quale sono ubicati la cucina e i servizi. Una fascia vetrata anche con diverse varianti costruttive, viene brevettato
to il suo materiale preferito e Lapadula gli affida il suo per il getto delle nervature. Naturalmente necessario
chiude lasola tra la copertura e i pilastri pi bassi. proprio nel 1950.
progetto, consapevole che il contributo di Nervi non si ridurre il numero di elementi differenti al fine di otti-
Il progetto generale non subisce varianti se non larre- sarebbe limitato al puro calcolo strutturale. Limpresa si Per la sala ristorante Nervi trasforma la copertura piana mizzare il processo costruttivo. Per le volte di rotazione,
tramento verso la strada della sala e della piscina, men- occuper anche di dettagliare il progetto architettonico prevista da Lapadula in una volta di rotazione, solidale come quella del Kursaal, sufficiente predisporre le for-
48 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 49

me corrispondenti ad un solo settore radiale, riuscendo


cos a ridurre a 6 il numero di stampi diversi necessari a
costruire le 144 porzioni nelle quali stata scomposta
la volta.

La pensilina oggetto dello stesso trattamento viene


suddivisa in 72 settori radiali tutti uguali, realizzati con
un solo tipo di tavellone.

Il trampolino laltro manufatto nel quale Nervi applica


il ferrocemento, un materiale messo a punto dallinge-
gnere e brevettato nel 1943. Questo composto da leg-
gere reti metalliche, sovrapposte in pi strati e integrate
da ferri di piccolo diametro, sulle quali viene premuto a
mano un impasto cementizio di qualit. Cos costituito
il ferrocemento un materiale compatto, che presenta
ottime caratteristiche di elasticit e resistenza, tale da
sopportare sollecitazioni di compressione e trazione, e
non richiede limpiego di casseforme.

Nel trampolino il ferrocemento riveste una robusta os-


satura metallica sulla quale il materiale modellato a
mano per assumere le esili e diverse sezioni delle mem-
brature.

fig. 3 - Interno della sala ristorante con la caratteristica volta nervata Interventi di consolidamento saranno presto necessari
sia per la sala ristorante, nel 1951, sia per il trampolino,
nel 1956. Questultimo, purtroppo, tradir le aspettati-
ve di durata e nel 1974 verr demolito.

Oggi, la rotonda ha recuperato il suo aspetto originario,


mentre il trampolino, ricostruito nelle stesse forme ma
in legno lamellare, appare un ingombrante giocattolo
fuori scala, allontanando ormai per sempre il ricordo di
quel segno inconfondibile che ha reso famoso lo stabi-
limento.

NOTE

(1) Una pi estesa trattazione dellargomento in


Stefania Mornati, Lo stabilimento balneare Kursaal di Lapa-
dula e Nervi, Gruppo Mancosu Editore, Roma 2007.

fig. 4 - Vista dallalto della volta della sala in costruzione: si notano i tavelloni e le armature messi in opera, pronti per il getto di calcestruzzo
(Archivio Attilio Lapadula)
50 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 51

Adalberto Libera.
I villini di Ostia
MICHELE COSTANZO
Sapienza Universit di Roma
Dipartimento di Architettura e Costruzione

Nel 1932, la Societ Immobiliare Tirrena bandisce un


concorso rivolto agli architetti romani per la progetta-
zione di 15 villini signorili e la sistemazione urbana del
lotto sul lungomare Caio Duilio a Ostia.

Il concorso lunico indetto in quegli anni nella Capitale


sul tema residenziale. Esso sar un importante punto di
riferimento per quello che, nel dopoguerra, diventer
una tipologia abitativa molto diffusa nella citt e nel suo
hinterland: la palazzina.

Il progetto di Adalberto Libera, pur segnalato per lin-


tento di razionalizzare le visuali verso il mare attraverso
luso di scorci, non entrer nella rosa dei vincitori. Tut-
tavia, larchitetto ricever ugualmente dalla societ im-
mobiliare lincarico di progettare, nel lotto di concorso,
due villini a tre piani situati ai due estremi dellarea tra-
pezoidale fronte mare e due palazzine gemelle a 5 piani
con 10 alloggi, lungo il viale Capitan Casella.

I quattro edifici rappresentano, nel loro insieme, il se-


condo impegno costruttivo dellarchitetto trentino nella
Capitale. In precedenza aveva realizzato, infatti, la Casa
in via San Basilio (1931-32): un intervento, in un edificio
preesistente, di ristrutturazione degli spazi interni e di
ridisegno della facciata.

Entrato a far parte del Gruppo 7 nel 1927, le sue prime


opere, particolarmente apprezzate dai suoi colleghi,
come si legge nel loro carteggio, sono: Alberghetto di
mezza montagna, (1926-27) () per linteresse stra-
ordinario e, soprattutto, per la parte dinconfondibile
fantasia meccanico-metafisica (Luigi Figini); Atrio di
stazione (1927) () per il mistero metafisico del loro
chiaroscuro, inquietante come un sogno scritto di De
Chirico (Figini). Pure particolarmente apprezzati da Fi-
fig. 1 - Villino tipo A, Adalberto Libera gini, sono: Progetto di terrazze sul mare (1927-28) e la
52 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 53

Casa per sciatori (1927-28). E, poi, la Torre SCAC (1928) tensione a proiettare una sua idea di purismo - che In questa fase della sua carriera, dunque, Libera im- Il villino tipo A si compone di un volume parallelepipe-
() indovinatissima in ogni sua parte (Carlo Enrico sottintende lesigenza di un costante riferimento a un pegnato in una ricerca particolarmente rivolta verso la do a base rettangolare impostato sul rettangolo aureo,
Rava) e il Padiglione Extensiors (1927) () qualcosa codice etico-morale - sulla realt materiale del processo considerazione dei valori della forma. Pertanto, conscio la cui asciutta compattezza rotta dallinserto del cor-
che sa di olandese-russo (Rava). costruttivo, nel tentativo di far convergere tale duplice del potere attrattivo dellimmagine architettonica, di- po scale: un prisma a base rettangolare con gli angoli
obiettivo in unideale sintesi: da un lato, dunque, una- rige ogni sua capacit espressiva verso operazioni che arrotondati. Il lato verso il mare ha una serie di balconi
Tra le realizzazioni di questi anni vanno ricordati alme- desione teorica ed emotiva a dei modelli di figurazio- tendono a esaltare la sua essenza iconica. circolari posti agli angoli che tendono ad annullare la
no altri due progetti: Edificio della GIL a Portocivitanova ne astratti e, dallaltro, un confronto oggettivo con le netta sagoma delloggetto.
(1931) e la Scuola elementare a Trento (1931-34). Essi problematiche del loro inserimento nella realt fisica In un articolo del dopoguerra, La mia esperienza di ar-
presentano una continuit, formale e concettuale, con chitetto (La Casa n. 6), in cui Libera cerca di realizzare Linsieme di queste aggettivazioni hanno lintento di
dellambiente urbano.
le opere realizzate a Roma. I caratteri distintivi pi evi- un bilancio complessivo del proprio percorso di proget- contraddire lassolutezza geometrica che governa il vo-
denti sono: gli arrotondamenti degli angoli allincrocio La natura stessa del suo sistematico riferimento alla pu- tista, ripensando alla prima fase della sua carriera, scri- lume assumendo, nello specifico contesto, la valenza di
delle pareti esterne (allusivi al tema della architettura rezza della geometria dei solidi e degli spazi cavi, che ve: Se avessimo visto soltanto dei pali telegrafici o delle elementi perturbanti, di inserti che hanno il preciso fine
della macchina) e la sovrapposizione di elementi fun- rinvia a un mondo speculativo e matematico ricco di macchine, com accaduto a me, anche da quelle cose di alterare lordine formale della figura architettonica
per sottoporla a una tensione.
zionali o semplicemente decorativi (ora una lunga bal- pathos, ben presto lo porter a definire anche un codice potevamo trarre spunto.
conata, ora le cornici aggettanti delle finestre che intro- formale assolutamente personale, tutto teso alla ricerca Il prospetto rivolto verso il mare concluso, in alto, da
ducono un sistema seriale di segni) in contrapposizione di valori comunicativi e simbolici. Egli rivolge la sua attenzione, in questi anni, verso lin-
un profondo loggiato che corre per tutta la larghezza
allessenzialit del volume architettonico. dividuazione di ogni possibile stimolo proveniente dal
della fronte ed scandito da esili pilastri metallici.
Questo spiega il suo interesse nei confronti di edifici mondo esterno, cercando di cogliere il valore del mes-
In questa fase iniziale del percorso professionale linte- espositivi, monumenti e strutture a carattere urbano saggio estetico in essi contenuto. Il risultato unarchi- Il villino tipo B si contraddistingue per linserto, nel ben
resse di Libera rivolto verso lindividuazione () di (torri pubblicitarie, fontane, larco simbolico dellE42 o tettura anomala, in bilico tra ordine e arbitrio, tra co- definito profilo delledificio, di un corpo scale con le
un angolo visuale nuovo (Figini). La sua , infatti, una allestimenti di mostre e la realizzazione di manifesti). struzione e frammento, tra aulico e quotidiano. caratteristiche del precedente e, sul lato rivolto verso

fig. 2 - Planimetria per la sistemazione urbanistica di 15 villini sul


lungomare di Ostia. Soluzione progettuale di Adalberto Libera
54 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 55

il mare, presenta una successione di balconi rettango-


lari con gli angoli arrotondati inseriti parzialmente nel
corpo della costruzione. Ai lati delle facciate sporgono
provocatoriamente dei balconcini con un esplicito rife-
rimento al tema della architettura navale.

Anche in questo caso lautore parte con la definizione


di una rigorosa figura geometrica di base per poi inter-
venire modificando la sua interna logica attraverso un
processo di manipolazione-contaminazione per altera-
re lastratta esattezza del volume.

La palazzina tipo C unentit compatta e chiusa di for-


ma allungata a base rettangolare con gli angoli arroton-
dati. Ledificio ha una scala a base rettangolare anchessa
con gli angoli arrotondati, inserita senza altre mediazio-
ni nel corpo della costruzione. Tra gli elementi distintivi
del progetto che rompono la purezza geometrica della
figura architettonica di base, vanno segnalati i balconi
con parapetti in tubi metallici, dinamicamente agget-
tanti e sostenuti da travi in ferro lasciate in vista che
sottolineano il loro dinamico protendersi verso il vuoto,
e due pensiline ai lati opposti che, nel loro disegno ac-
centuatamente scattante, sono un preciso riferimento
ai temi del Costruttivismo russo.

fig. 3 - Villino tipo C, Adalberto Libera


56 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 57

La palazzina di Libera a Ostia:


dal progetto didattico, al cantiere, al restauro.
Buone pratiche di fattibilit
ALFREDO PASSERI
Universit degli Studi Roma Tre
Dipartimento di Architettura

QUESTIONI DI TUTELA E VALORIZZAZIONE DEL PATRIMO-


NIO ARCHITETTONICO

La tutela, la valorizzazione, il recupero, la cura del Mo-


derno sono attualmente gli argomenti pi delicati del
dibattito architettonico. Le Universit, i Dipartimenti
che dovrebbero sempre di pi aprire le loro porte al
confronto con la realt, stanno tentando di farsi promo-
tori delle istanze che provengono dai cittadini che al-
meno i pi sensibili chiedono di intervenire in merito
alla salvaguardia di pezzi di citt troppo spesso lasciati
allincuria, alla leggerezza di operatori senza scrupo-
li, allindifferenza. ovvio che le Architetture soffrono
di tali mancanze e il rischio notevole se si pensa che
lItalia possiede il pi importante patrimonio ambienta-
le, artistico, culturale, architettonico, monumentale del
mondo.

Limpresa di sensibilizzare i privati poi, ancora pi


ardua: manca totalmente nel nostro Paese una cultura
specifica del rispetto delle opere dautore. In altre pa-
role, tutti noi siamo disposti a pagare cifre elevate per
possedere e conservare in casa un quadro di un artista
celebrato, ma non siamo capaci di tutelare un bene im-
mobile (come una costruzione) prodotta e, ancor prima,
disegnata e progettata da un importante architetto.

LA PALAZZINA B DI ADALBERTO LIBERA AD OSTIA

Emblematico, a tale proposito, il caso della palazzi-


na B di Adalberto Libera ad Ostia1, Lungomare Duilio,
angolo Via Capo Corso, realizzata nel 1933 da unim-
portante e illuminata Impresa di Costruzioni, la Socie-
t Immobiliare Tirrena guidata da uneminente figu-
ra, Pietro Campilli2. Tale Societ seppe, intravedendo
la possibilit di ricavi addirittura maggiori rispetto a
fig. 1 - 1932-34 - L opera realizzata
quanto il mercato di allora potesse prospettare, co-
58 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 59

fig. 2 - Le rovine fino al 2000 fig.3 - Il restauro, fine lavori anno 2007

gliere loccasione di chiamare a progettare alcune sue se esigenze abitative contemporanee. In breve, solo unI- restauratore, ma ebbe il merito di salvare un capolavoro. restauro di una forte riduzione dei costi complessivi
palazzine il giovane architetto di 29 anni Adalberto stituzione universitaria poteva dare indicazioni esaurienti rispetto ai prezzi di mercato.
Libera, prossimo ad un sicuro successo professionale. e che permettessero di toccare ledifico con competen- Da un punto di vista contrattuale, inoltre, la formalizza-
Contemporaneamente puntando a un prodotto di alta za scientifica, avendo studiato, raccolto, documentato zione del rapporto Impresa, Condominio (tre inquilini), Le Universit, tramite i Dipartimenti, debbono essere
qualit, la Tirrena si assicur il consenso generale. Una le tecniche costruttive di allora (1933) e selezionato gli Dipartimento di fatto diventata una formula virtuosa. sempre pi impegnati a ricercare ed esaltare le Architet-
promozione straordinaria e irripetibile, celebrata con opportuni accorgimenti per un recupero, il pi duraturo Grazie al meccanismo della Convenzione (anchessa di ture di ottanta, settanta, sessanta ed anche cinquanta
onore e particolarmente apprezzata dallutenza, dalla possibile, di un fabbricato che ha ottanta anni. non facile redazione, trattandosi di rapporto pubblico- anni fa, che hanno bisogno di essere tutelate, e protette.
cultura architettonica, dalla stampa gi al tempo della privato e costituendo, nei fatti, una novit assoluta), il UnUniversit pubblica, inoltre, ha il dovere nel momen-
Per arrivare a tali risultati, abbiamo dimostrato che un re- restauro ha preso corpo ed diventata realt (fine lavori to che viene interessata a condurre unoperazione come
sua esecuzione.
stauro fatto bene e con mestiere, costa meno di un catti- 2007). questa di alto valore scientifico (tutela e valorizzazione),
I COMPITI DEL DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA, ROMA vo restauro. A tuttoggi le caratteristiche architettoniche di garantire il valore delle opere che si effettuano sotto
TRE di questa palazzina sono perfettamente riconoscibili e IL RUOLO DELLUNIVERSIT
il proprio controllo, in accordo con le Autorit preposte
apprezzabili, pur se ledificio aveva raggiunto (1992 circa
Sintende ribadire qui che scopo dellUniversit stato alla vigilanza.
Loperazione di restauro, che certo non poteva essere 2003) un clamoroso stato di degrado. Il Dipartimento di
condotta come per qualsiasi altro comune edificio, ha quello di contemperare:
Studi Urbani (oggi Dipartimento di Architettura di Roma IL MECCANISMO DELLE AFFISSIONI PUBBLICITARIE CHE
tenuto nel conto le tecniche costruttive dintervento, le Tre) ha preparato un progetto di ripristino architettonico 1. la qualit alta del restauro, della manutenzione HANNO FINANZIATO IL RESTAURO3
ragioni del degrado (dovuto quasi esclusivamente alle cercando di rendere compatibili indirizzi specialistici e straordinaria e ordinaria di un capolavoro architet-
manomissioni solo di pochi anni or sono), i modi per convenienza economica della ristrutturazione. Liniziati- tonico (come la palazzina di Libera); Le affissioni temporanee di grandi dimensioni consen-
restituire lopera allispirazione iniziale dellAutore e, infi- va ha previsto di finanziare pi dell80% dellammontare tono la sponsorizzazione di operazioni di ristrutturazio-
ne (problema non secondario, viceversa di straordinaria delle opere tramite limpulso imprenditoriale, che non fu 2. la convenienza economica per il privato (Condo- ne e restauro dimmobili privati e pubblici e, tra questi,
complessit), adeguare senza alterare ledificio alle diver- tesa al vantaggio esclusivo del costruttore-imprenditore- minio nel caso in questione) che usufruisce con il di beni culturali, mediante i ricavi ottenuti dalla com-
60 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 61

mercializzazione, a fini pubblicitari, degli spazi ubicati alla Camera (1948-63) fu pi volte incaricato ai Ministeri
sui ponteggi. Le imprese del settore operano stipulando economici per la sua grande competenza in scienza
contratti per la disponibilit delle facciate esterne dei bancaria. Delegato per lItalia dellERP (1948-52) ha
ponteggi, per poi commercializzarle come spazi esposi- diretto vari ministeri economici tra il 1946 e il 1953.
tivi a fini pubblicitari. I proventi ottenuti dalla pubblicit Ministro della Cassa per il mezzogiorno dal 1953 al 1958,
consentono ai soggetti proprietari dei beni immobili di dal 1959 al 1974 fu presidente del Consiglio nazionale
ridurre o azzerare i costi di restauro. In queste operazio- delleconomia e del lavoro.
ni, linteresse dei soggetti pubblici e privati che hanno (3) Le maxiaffissioni, purtroppo, oggi scontano la
la disponibilit degli immobili, viene armonizzato con profonda crisi del settore delle costruzioni in genere, e
quello delle imprese appaltatrici delle opere di restau- della pubblicit. La sponsorizzazione dei restauri era -
ro e riqualificazione, nonch con quello delle imprese al tempo degli interventi in questione - regolamentata
committenti la pubblicit. nel Codice dei Beni Culturali (Dlgs 42 del 22 gennaio
2004) allarticolo 120. Per tali sponsorizzazioni, inoltre,
La capacit di contemperare linteresse pubblico con intervenne anche il Codice degli Appalti (Dlgs 163
quello privato una peculiarit delle imprese del set- del 12 aprile 2006); in particolare con larticolo 26. Le
tore delle affissioni temporanee di grandi dimensioni maxiaffissioni rientravano nel campo della pubblicit
rispetto alla naturale tendenza di ogni forma dimpresa per la quale il decentramento era stato avviato con
a perseguire unicamente il soddisfacimento di interessi il Dlgs 446/97. Larticolo 62 comma 1 consentiva ai
particolari. Nel caso dellattivit delle imprese operanti Comuni di sottoporre (...) le iniziative pubblicitarie
nel settore delle affissioni, gli interessi privati convergo- che incidono sullarredo urbano o sullambiente a un
no naturalmente con quelli pubblici e limpresa di uno regime autorizzativo, assoggettandolo al pagamento
diviene impresa della collettivit laddove persegue lin- di un canone, secondo tariffa (...). A Roma la
teresse di tutti alla tutela del patrimonio urbanistico, ar- regolamentazione della pubblicit fu stabilita da due
chitettonico e culturale della citt. delibere della giunta comunale, del 2003 e del 2004;
ma il decreto fu attuato solo con il Regolamento votato
I Dipartimenti devono sempre pi impegnarsi a ricer-
dal Consiglio Comunale nellaprile 2006: larticolo 4 cita
care e a esaltare le Architetture, bisognose quanto non
espressamente la pubblicit sui ponteggi di cantiere,
mai di essere tutelate, protette, salvate dalla volgare
limitandola ad una superficie pari al 15% del fronte
manomissione di chi le occupa che, nella maggior parte
espositivo, mentre il resto dei teli doveva riprodurre
dei casi, inconsapevole di abitare un capolavoro.
la facciata dellimmobile.La durata dellaffissione non
poteva superare quella del cronoprogramma dei lavori
di restauro. Poi laffissione andava rimossa, anche se il
NOTE cantiere fosse proseguito per recuperare dei ritardi. Ai
ricavi dalla vendita degli spazi andavano sottratti i costi
(1) Roberta Rinaldi, La palazzina di Adalberto Libera ad
per limposta sulla pubblicit che, per le maxiaffissioni,
Ostia quale risorsa architettonica e culturale. Valutazioni
era maggiorata del 200 per cento.
economiche e fattibilit del progetto di conservazione.
Prefazione di Alfredo Passeri, Edizioni Aracne, Roma, fig. 4 - La situazione attuale (2016) che avrebbe, co-
2004. munque, bisogno di una nuova manutenzione
(2) Pietro Campilli, importante uomo politico italiano
(Frascati 1891 - Roma 1974) fu collaboratore di Don
Luigi Sturzo nella direzione del Partito popolare italiano.
Fond la Societ Immobiliare Tirrena alla fine degli
anni Venti del secolo trascorso. Durante il fascismo, in
disaccordo con il regime, si dedic principalmente allo
sviluppo di questa Societ, sia da un punto di vista
imprenditoriale (vedi le molte iniziative a Ostia), sia
da un punto di vista degli investimenti finanziari. Alla
fine della seconda guerra mondiale, Alcide De Gasperi
lo volle al suo fianco per la ricostruzione: eletto, infatti,
deputato democristiano alla Costituente (1946-48) e
62 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 63

Berarducci e la chiesa di
Nostra Signora di Bonaria
a Ostia
FILIPPO LAMBERTUCCI
Sapienza Universit di Roma
Dipartimento di Architettura e Progetto

Il concorso per le nuove chiese in Roma del 1969


seppure molto partecipato non fornisce un quadro
particolarmente appassionante della ricerca
architettonica che pure in quegli anni sta percorrendo
strade di sperimentazione anche radicale.
Da una parte infatti si collocano molti progetti che
scelgono una strada di accondiscendente conformismo,
con venature di mal digerito storicismo o di malinteso
simbolismo retorico; dallaltra si distinguono alcuni
progetti che risentono in maniera pi diretta di un
formalismo che caratterizza le coeve ricerche radicali e
megastrutturali.
Tralasciando il primo filone dapproccio, nelle proposte
pi aggiornate al contemporaneo non pu non ravvisarsi
il limite di una forte carica di autoreferenza alla forma
in quanto tale, certamente tributaria di una temperie
allora in corso, ma non sempre in grado di interpretare
con efficacia la revisione di statuti dellarchitettura sacra
estremamente bisognosi di un aggiornamento ma al
tempo stesso molto precisi nel rinviare a un quadro di
riferimento di requisiti liturgici, peraltro anchesso in
forte cambiamento.
Organizzato su quattro aree di intervento, il concorso,
nella cui giuria siedono tra gli altri Luigi Moretti e
Sandro Benedetti, vede laffermazione o il piazzamento
dei progetti tra i pi interessanti e aggiornati; tra questi
vi sono senzaltro quelli dei gruppi Cercato - Streppetti,
Passarelli - Castagnetta, Luzzi - Cuneo - Nigro, Magagnini
-Iatta, Quaroni; mentre i primi declinano etimi struttural-
brutalisti, Quaroni propone invece il segno radicale della
sfera, che verr ritrovato anni pi tardi per la chiesa di
Gibellina.
In questo quadro di riferimento il progetto di Francesco
Berarducci, Giorgio Monaco, Giuseppe Rinaldi, che
risulta vincitore per larea di Ostia Lido Nord, si distingue
fig. 1 - Ledificio nella versione realizzata nel contesto del quartiere ancora in completamento, inizio anni80 (Archivio Studio Berarducci) per il suo approccio non convenzionale eppure
64 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 65

fig. 2 - Tavola per il Concorso Nuove Chiese in Roma, 1967 (Archivio Studio Berarducci)

strettamente pertinente ai temi richiesti dal programma combinatorio in cui mantengono sempre leggibile la
liturgico-funzionale. loro identit.
Larea proposta dal concorso, come le altre, si inserisce Questi infatti sono individuati singolarmente in
in un contesto periferico in espansione; in particolare relazione al ruolo liturgico e simbolico che ricoprono
quello di Ostia si trova circondato dagli intensivi che si nel programma funzionale; si possono prima di tutto
vanno realizzando nella zona di ponente, cambiando riconoscere gli episodi notevoli dellaula liturgica,
definitivamente la densit e il tradizionale skyline di del campanile e via via tutti gli altri, incardinati in
villini e piccole costruzioni. unintenzione di progetto che ha tutti i caratteri del
Lapproccio adottato dal gruppo Berarducci , negli disegno urbano.
esiti, di radicale ripensamento dello spazio sacro inteso Si riconoscono in questo senso i nessi propri di un
convenzionalmente come tensione verso lalto, ma sistema di relazioni prospettiche, di sequenze ordinate,
il risultato di un processo di avvicinamento che di espressioni gerarchiche proprie di un sistema pi
possibile rintracciare nei pochi schizzi preliminari ed complesso di quello della composizione del singolo
senzaltro importante ripercorrere in quanto rivelatore edificio, per quanto articolato.
di un profondo ripensamento che prende le mosse in Le premesse partono, in fondo, da assunti quasi
modo puntuale da temi compositivi tradizionali. canonici: negli schizzi si riconosce un primo assetto che fig. 3 - Modello del progetto di concorso, 1967 (Archivio Studio Berarducci)
Nei primi veloci schizzi infatti, si possono scorgere due identifica il nesso cardine sagrato-chiesa-campanile
registri gi ben definiti: uno quello del grande piano e adotta di fatto una grammatica ordinaria: il sagrato
unitario inclinato, inteso come una sorta di terreno impostato in assialit centrale con la chiesa e il suo
artificiale o piano di fondo; laltro quello degli episodi ingresso, mentre il campanile ancora osserva il suo
volumetrici, fin da subito identificati individualmente ruolo ancillare ponendosi di lato.
e chiamati a far parte di un processo compositivo- Laula liturgica allinizio ancora un volume dominante
66 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 67

la speculazione teorica sullinsediamento urbano si


radica sulla tangibile verifica degli effetti delle propriet
sensibili dello spazio anche alla scala pi vasta, proprio
sulla scorta delle sperimentazioni paesaggistiche di
Ostia e Quartu.
Cosa resta della autentica modernit delle investigazioni
di Berarducci? Appartato per scelta e trascurato per
colpa purtroppo ingrossa le fila delle occasioni mancate,
dei troppi dimenticati da un mainstream critico le cui
lacune dovranno presto essere emendate.

fig. 4 - Interno dellaula liturgica (Archivio Studio Berarducci)

rispetto agli altri, e si erge con notevole altezza, in cui si lavora quasi in negativo, per vuoti e interstizi,
insieme al campanile, sul resto degli elementi; gi negli allontanandosi volutamente dalle figure proprie della
stessi fogli si rintraccia per lintenzione di mettere volumetria autoconclusiva.
diversamente alla prova la tenuta dellimpostazione Sfortunatamente ledificio effettivamente realizzato
convenzionale. restituisce solo in parte gli obiettivi del progetto; una
Progressivamente si perde lassialit diretta sagrato- drastica riduzione del programma funzionale ha di fatto
chiesa, il volume dellaula tende a ridursi in altezza, obliterato il concetto di tetto-paesaggio, perdendo
il campanile guadagna maggior importanza come contatto con il terreno e di fatto smantellando la plastica
cardine dellintera composizione mentre si va sempre percorribile delle figure in copertura.
pi precisando la presenza degli altri elementi, sempre Rimane per allinterno percepibile tutta lenergia di
pi partecipi di un continuum spaziale. unopzione spaziale che coinvolge il modellato del
Al tempo stesso il tema del grande piano inclinato, su cui suolo e della copertura nella definizione di uno spazio
e sotto cui disporre larticolazione di elementi autonomi, in continuo movimento grazie al fluire degli ambiti uno
si afferma come il tema caratteristico rintracciabile nellaltro; lelisione di determinazioni convenzionali
ancora oggi molto parzialmente nelledificio realizzato, dello spazio, sia per unit finite, sia per attributi
perseguendo unidea di spazio plastico saldato con il convenzionali si pensi semplicemente alla rinuncia
terreno e proteso verso una dimensione paesaggistica allaltezza rendono questo pezzo architettonico
dellarchitettura. esemplare di una ricerca originale e profonda portata
Gli elaborati di concorso, basati su foto del modello avanti da Berarducci negli anni seguenti con grande
fortemente contrastate, evidenziano chiaramente la coerenza e risultati raffinati.
volont di un modellato plastico quasi scultoreo, ma Le successive chiese di S. Stefano a Quartu S. Elena
altrettanto presente lintenzione di non cedere alla forma (1971-90) e S. Valentino a Roma (1985-88) convalidano
in quanto tale: lo stesso modello, apribile, concepito positivamente linvestigazione dello spazio orizzontale,
per verificare puntualmente la riuscita di assunti spaziali cos come negli studi per centri minori e citt lineari
68 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 69

La ricostruzione
del Teatro romano
di Ostia Antica
SONIA GALLICO
Sapienza Universit di Roma
Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell Architettura

Il Teatro romano di Ostia Antica stato ricostruito


nellarco di quattordici anni, dal 1926 al 1940, ad opera
dellarcheologo Guido Calza e degli architetti Raffaele
De Vico e Italo Gismondi1. Una prima fase di lavori si
concluse nel maggio del 1927, una seconda si svolse a
partire dal 1937, in vista dellEsposizione Universale di
Roma che avrebbe dovuto aver luogo nel 1942 (fig.1).

IL TEATRO ROMANO E LA SUA SCOPERTA

Il Teatro fu fatto realizzare da Vipsanio Agrippa durante


il regno di Augusto. Ristrutturato sotto gli imperatori
Claudio e Adriano, ampliato sotto Commodo (180-192)
con un terzo ordine di gradinate, venne terminato da
Settimio Severo (193-211) e Caracalla (211-217); nel
IV secolo, infine, alcuni ambienti attigui allingresso
principale furono trasformati in cisterne che riversavano
acqua nellorchestra convertita in vasca per naumachie.
Sepolto nei secoli successivi, come quasi tutti gli
edifici ostiensi per la terra accumulatasi al di sopra, fu
individuato soltanto grazie agli scavi condotti da Carlo
Fea, a partire dal 1801: Vi si veggono, cominciando
dal Magazzino del sale, dei residui assai grandiosi di
portici, forse pubblici, di un teatro, o anfiteatro, di
volte massicce, e di altre mura assai alte, che paiono
di un tempio2. Appena indicato nelle carte del primo
Ottocento, venne invece chiaramente segnalato da
Luigi Canina (carte del 1829 e del 1837) e nella carta di
V. Laloux (1881).
Gi durante i lavori di sterro iniziati nel 1878 e diretti
da Rodolfo Lanciani (fig.2), larchitetto francese Pierre
Andr, vincitore del Prix de Rome, aveva elaborato
un singolare progetto di ripristino. Riletto il trattato
di Vitruvio ed effettuati studi approfonditi sui teatri
di Orange e di Ercolano, aveva proposto nel 1888
fig. 1 - Visione dinsieme del teatro e del piazzale delle Corporazioni , foto di M. Cirilli unelaborata architettura in stile neoclassico con
70 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 71

fig. 2 - Linterno del teatro durante gli scavi del Lanciani, Archivio Alinari, foto ACA - F 006986-0000 fig.3 - La cavea del teatro prima del restauro, da Capitolium n. 3 del 1927/28, p. 78

cavea di tre ordini, di cui lultimo coperto, ornamenti per lo svolgimento di spettacoli classici allaperto si Limporto, aumentato entro poco tempo ulteriormente escludersi ogni completamento.
di statue equestri, aste per il velario e, nel cosiddetto deline almeno a partire dal 1926. In una lettera datata di . 200.0006, conferma come si fosse passati, nel breve Tali raccomandazioni non vennero evidentemente
foro delle corporazioni, porticati architravati e colonne 27 marzo di quellanno, indirizzata alla Segreteria del volgere di qualche mese, da un progetto di struttura recepite dal Calza, che a partire dal 1937 riprese lidea del
monumentali. Proprio in quel periodo si diffondevano Governatorato3, dava notizia che gli erano stati proposti mobile ad un intervento stabile in muratura. Di tale ripristino del Teatro, puntando ad una convenzione con
in Italia le teorie storico-filologiche di Camillo Boito, due progetti per il ripristino e il funzionamento del mutamento si ha riscontro anche negli scritti del Calza: lEnte EUR, preposto allorganizzazione dellEsposizione
che invitavano ad intraprendere ricostruzioni soltanto Teatro: Il primo, (...) consiste nel costruire una gradinata Nonostante la totale scomparsa delle gradinate, Universale del 42. Egli present infatti un progetto
se in possesso di dati sicurissimi. in legno di 12 gradini (); un secondo, pi economico esistevano tutti gli elementi essenziali ad una loro datato 23 novembre 1937 in cui esponeva il suo piano
Dopo circa diciassette anni di abbandono gli scavi e anche esteticamente migliore mi presentato ricostruzione scientificamente esatta ed esteticamente di scavo e di sistemazione: Per quanto le costruzioni
ad Ostia ripresero sotto la direzione di Dante Vaglieri dallArch. Gismondi del mio Ufficio. Esso prevede di buona, in quanto che la ricostruzione non altera affatto ostiensi siano tra le pi conservate dellantichit, occorre
(1908-1913). Risalgono al 1910 lavori di sterro e di trarre partito della terra gi esistente sopra gli archi del il carattere di rovina7. Sulla stessa rivista Calza ribadiva per esse una diligente opera di restauro (); si progetta
consolidamento delle strutture murarie del teatro. Nel teatro, ricavando con essa 12 gradini di terra battuta ancora una volta le sue teorie sul ripristino8: forse la fin dora la ricostruzione di alcune arcate del Teatro e
gennaio del 1911 fu proseguito il lavoro di riparazione sostenuta da una fitta palizzata, dellaltezza di cm 40 prima volta che nel campo archeologico si sia veramente di alcune botteghe sul Piazzale retrostante, e potr
del teatro. Lo stesso Vaglieri nella sua guida pubblicata per una larghezza di gradino di cm 75. Calza aveva fatto ricostruito un monumento, ci che avviene invece, addivenirsi anche ad una pi completa reintegrazione
postuma affermava: Dei gradini e dei corridoi nessuna predisporre dagli operai un campione di cinque gradini: senza troppa difficolt e discussione, nellarchitettura di alcune case scoperte o da scoprire, in modo che la
traccia () L orchestra, nella quale si conservano potrebbero essere quelli presenti nella fotografia medioevale (...). visione monumentale della citt risulti il pi possibile
lastroni di marmo del pavimento () limitata da una pubblicata dalla rivista Capitolium4 con la didascalia La Erano, quelli, anni fondamentali, come noto, per chiara ed integra. Piante, giardini, illuminazione,
transenna marmorea. cavea del teatro prima del restauro (fig. 3). la messa a punto, in Italia e in Europa, delle teorie sul opere darte lasciate tra le rovine, ricostruzioni
Nel giugno 1926 il programma reso ancora pi restauro. In particolare nella Carta di Atene del 1931 adattate, completeranno la veste estetica di Ostia. ()
GLI INTERVENTI DEL CALZA esplicito: Il teatro di Ostia dovr () essere destinato si raccomandava una conservazione scrupolosa dei Contemporaneamente, potrebbero essere rialzate e
alla riproduzione del dramma antico e ad ospitare ruderi, invitando ad intraprendere lanastilosi soltanto in coperte tutte le botteghe antiche che fiancheggiano il
Dal novembre del 1912 lavor ad Ostia Guido Calza, tutte quelle produzioni che la profonda e geniale casi certi e rendendo in ogni caso sempre riconoscibile piazzale, ottenendo degli ambienti utili per i vari servizi
giovane archeologo destinato ad una brillante carriera. mente del Duce auspica quali celebrazioni delle origini luso di materiali nuovi. Nella successiva Carta italiana inerenti al Teatro: spogliatoi, magazzini, vestiarii, bar,
Nel dicembre 1924 ricevette lincarico ufficiale della di Roma e del mito della latinit5. Ben presto vene del Restauro del 1932 si invitava inoltre a ricorrere al ecc. completando con tale restauro anche la visione
Direzione degli scavi, che mantenne fino alla morte approvata una delibera per la spesa di . 700.000 per ripristino soltanto in presenza di documenti sicuri e si delle rovine prospicienti al Teatro stesso.
(1946). La sua idea della resurrezione del Teatro di Ostia eseguire i lavori secondo il progetto ideato da De Vico. affermava che nel caso di monumenti antichi era da Lavvio del programma fu molto rapido: il prospetto
72 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 73

progettato dallarchitetto Italo Gismondi, ispirato da


frammenti caduti, prevedeva due ordini di arcate ed
un piano attico di coronamento con tanto di aste per
sostenere il velario. Venne per realizzato solo il livello
inferiore con volte in cemento armato (fig.4), fu alzato
un muro semicircolare di contenimento e finite le
pareti laterali delle tabernae e sistemata la cavea con
una terrazza panoramica.
Come giudicare oggi lintervento del Calza? Il
Teatro appare ai visitatori realmente antico seppur
insolitamente ben conservato. Il tempo ha infatti
occultato il pesante intervento di ripristino. Forse
sarebbe stata auspicabile una cavea di verzura oppure
una struttura facilmente amovibile, come ipotizzato in
un primo tempo. Ma oramai il Teatro totalmente rifatto
e funziona egregiamente: resta quale testimonianza
delle tendenze di quellepoca, per fortuna superate, di
cui sarebbe auspicabile rendere consapevoli i visitatori.

NOTE

(1) Il presente scritto una sintesi dellarticolo Il


Restauro del Teatro di Ostia Antica. Ideologia di un
ripristino in Saggi in onore di Gaetano Miarelli Mariani
dei Quaderni dellIstituto di Storia dellArchitettura, n. s.,
fascc. 44-50, (2004-2007), Roma 2007, pp. 511-520, a cui
si rimanda per le indicazioni bibliografiche.
(2) C. Fea, Relazione di un viaggio ad Ostia e alla villa di
Plinio detta Laurentino, Roma 1802, pp. 21-22.
(3) ASC, Ripartizione X, Governatorato di Roma, b. 74,
fasc. 6, anno 1926.
(4) Capitolium, n. 3 del 1927/28 p. 78.
(5) ASC, Delibera di Consiglio numero 4071 dell 11
giugno 1926.
(6) ASC, Delibera di Consiglio n. 4446 del 3 giugno 1927.
(7) G. Calza, Il teatro romano di Ostia, s. d., p. 28.
(8) Capitolium, n. 3 del 1927/28 p. 77 e seg.

fig. 4 - portico ricostruito con arcate in c. a., foto dell A.


74 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 75

Gli ultimi 25 anni di Ostia.


Una cronistoria.

GIULIANO FAUSTI
AIAC - Associazione Italiana di Architettura e Critica

Nei primi anni del XX secolo, lItalia e la sua nuova Ca-


pitale sentono lesigenza di riappropriarsi dellaffaccio
sul Mediterraneo. Lintento quello di riportare Roma al
mare, comera gi avvenuto ai tempi degli antichi roma-
ni. Si promuove cos la trasformazione di Roma in una
citt marittima ed industriale, perseguendo un concet-
to figlio dellespressione del mondo liberale positivista,
antecedente a Mussolini e al Fascismo. Viene fondato
nel 1904 il Comitato Pro Roma Marittima, presieduto
da Paolo Orlando, al fine di creare unopinione pubblica
favorevole e capace di forzare lintervento diretto dello
Stato e delle amministrazioni pubbliche locali. Il 1911,
anno dellEsposizione Internazionale di Roma voluta
per celebrare i 50 anni dellUnit dItalia e mostrare i
progressi compiuti dalla Nazione ormai consolidata,
segna una data importante per le sorti di questo terri-
torio: si innesca infatti una operazione geo-politica, il
cui fine ridare alla Capitale la sua porta sul mare, Ostia
appunto (dal latino ostium, porta). Roma Marittima ed
il suo porto si delineano cos come unoperazione sia di
grande pianificazione urbana che simbolica: la spiaggia
romana sarebbe dovuto divenire il simbolo del risveglio
economico e morale della Capitale e di tutta la Nazione,
un luogo di rappresentanza in grado di ospitare manife-
stazioni e celebrare la potenza della Nuova Italia.

Trascorsi quasi cento anni dallaffidamento dellincarico


di redigere il primo piano per Roma Marittima allAsso-
ciazione artistica fra i cultori dArchitettura, avvenuto nel
1916, doveroso valutare gli esiti di questa operazione.

Mancando lindirizzo di un preciso intervento statale,


il litorale romano ha assunto i caratteri di una periferia
con il mare, perdendo le tracce della sua storia e del
ruolo che agli inizi del Novecento lItalia aveva pensato
per il suo affaccio sul Mediterraneo. Nel 1949 il Lido di
fig. 1 - Centro Commerciale Naturale Lido di Roma.
Roma cambia la sua denominazione ufficiale in Lido di
76 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 77

scenario dellassassinio di Pier Paolo Pasolini, avvenuto centrali della XIII Circoscrizione, redatto nel 1994 su in-
il 2 novembre 1975 in uno squallido sterrato non lonta- carico dellimprenditoria locale, raccolta sotto il nome
no dal mare, adiacente a una baraccopoli estiva dove di SINESI, in vista di un concreto profilarsi di un assetto
il proletariato romano soleva trascorrere le sue povere metropolitano per Roma che conferirebbe alle realt lo-
vacanze fingendo di essere in villa. cali, a Ostia in primo luogo, il rango di Comune metro-
politano2. Tale progetto rimarr sulla carta.
La drammaticit dellabbandono di Ostia nelle mani
del malaffare riesce ad arrivare nei titoli dei quotidiani Per far fronte alla crescente voglia di autonomia, lAm-
nazionali grazie alla serrata dei commercianti: un lu- ministrazione centrale Capitolina permette e promuo-
ned del Novembre 1991 si abbassano le saracinesche ve, a distanza di pochi anni, una serie di interventi volti
di tutti gli esercizi commerciali ostiensi come segno di a ristabilire un rapporto con la realt locale di Ostia, pro-
protesta contro la dilagante corruzione che affliggeva
muovendo il proprio rinnovato interesse per il territorio
il territorio. A seguito di questo terremoto, che port in
e tentando di sopperire alla mancanza di attenzione da
carcere un assessore provinciale, il direttore generale
parte dellorgano comunale sofferta dai cittadini del li-
del Condono Edilizio e la sua segretaria, geometri, vigili
torale romano.
urbani e consiglieri municipali, il Prefetto di Roma, per
la prima nella storia della Repubblica, sciolse il Munici- Il primo esempio da riportare lintervento di recupero
pio di Ostia e lOnorevole Marco Pannella lo guider per delle ex officine della Meccanica Romana, dismesse nel
cento giorni. 1974. I fabbricati, risalenti al 29 e realizzati con linten-
Levento riesce a dar voce al malessere della popolazio- to di porre le basi per uno sviluppo industriale del Lido
fig. 2 - Meccanica Romana. ne, la cui consapevolezza delle potenzialit del luogo di Ostia, dovevano costituire il nucleo originario di un
ha originato un processo lungo e complesso nel quale insediamento produttivo servito dalla ferrovia Roma-
Ostia. Esso non pi associato allidea di potenza del- Nel suo essere periferia di Roma, Ostia risultata pi il rifiuto di un ruolo subalterno e le tensioni miranti ad Lido adiacente. Il fallimento di questa operazione lascia
la nazione ed del tutto privo dei caratteri celebrativi vulnerabile al disagio sociale, vittima dellassenza di una valorizzazione piena delle risorse si sono intreccia- isolata questa costruzione, inizialmente impiegata nella
che si proponeva di affidargli. Ostia piuttosto inserita una stratificazione consolidata, carattere non acquisito te con le spinte di decentramento prima e allautono- produzione di macchine agricole, poi adibita a fonderia,
dellimmaginario della Domenica dAgosto, titolo signi- in quanto citt di fondazione nata per precisi scopi po- mia poi, fino al referendum dissociativo da Roma1. in per tornare a produrre macchinari ed aggiustare i vago-
ficativo della celebre pellicola di Luciano Hemmer am- litici ma poi abbandonata al proprio destino. Ed cos questo contesto che si colloca il progetto dellarchitetto ni della Roma-Lido dallimmediato dopoguerra fino agli
bientata proprio nel litorale romano. che il litorale romano diviene tristemente noto come Raffaele Panella per la Citt amministrativa e dei servizi anni 70.

fig. 3 - Progetto per la citt amministrativa e dei servi-


zi centrali della XIII Circoscrizion, Raffaele Panella.
78 Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura Centenario Roma Marit tima. Cento anni di Architet tura 79

Il complesso di archeologia industriale oggetto di una


prima proposta di riqualificazione, con un programma
dettato dalla posizione di cerniera tra lOstia moderna e
lOstia archeologica: la sua vasta cubatura architettoni-
ca dovr sopperire a una cronica mancanza di spazi del-
le strutture direzionali e operative della Soprintendenza
archeologica di Ostia, oltre a rappresentare un nuovo
sviluppo degli spazi di deposito ragionato del materia-
le archeologico e di esposizioni museali3. Il fallimento
dellacquisizione da parte dello Stato del manufatto
ridimensiona la rilevanza culturale dellintervento con
lintroduzione di una nuova destinazione duso: i fabbri-
cati dismessi saranno infine convertiti in una delle pi
grandi multisala cinematografiche dEuropa, Cineland.

Seguir nel 2001 la realizzazione del Nuovo Porto Tu-


ristico di Ostia in prossimit della foce del fiume Teve-
re, inserita in unoperazione di riscatto urbanistico del
quartiere di Ostia ponente. Lintervento prevede infatti
la rigenerazione urbana dellintero quadrante del litora-
le, con la realizzazione di un grande parco naturalistico
alle spalle della zona portuale ed il restyling del lungo-
mare di ponente.

Nel 2007, Ostia culla del primo Punto Verde Qualit di


Roma Capitale con la realizzazione del Parco del Canale
dello Stagno, frutto di una collaborazione tra Pubblica
Amministrazione ed intervento privato.

A dare impulso alleconomia e alla capacit attrattiva


del nucleo centrale di Ostia sar la realizzazione del
Centro Commerciale Naturale Lido di Roma nel 2011, in
una vasta area sottratta alle automobili e resa a fruizio-
ne esclusivamente pedonale.

Viene poi inaugurato nel 2012 lEx [de]Po, primo esem-


pio in Italia di polo espositivo pubblico realizzato in
Project-Financing, intervento destinato a riqualificare e
bonificare unarea precedentemente adibita a deposi- fig. 4 - Parco del Canale dello Stagno.
to di mezzi per il trasporto pubblico. Ad oggi, per, la il quale nato? I 14 km di costa della Capitale di Italia
rinnovata mancanza di un preciso indirizzo pubblico
sono uguali o diversi dagli altri 7.458 km di costa italia-
ha determinato una non completa utilizzazione di uno
na, confine di Stato?
spazio dalle molteplici potenzialit, che risulta sottou-
tilizzato.

La cronistoria degli ultimi sviluppi di Ostia , dunque, NOTE


unelencazione di idee interrotte, di progetti mai realiz-
zati ed occasioni perse. Nellambito della manifestazio- (1) (2) La citt interrotta, a cura di F. Coppola, G. Fausti e
ne per il Centenario di Roma Marittima ci interroghia- T. Romualdi, Roma 1997, p. 313.
mo quindi sulle sorti del litorale romano: limitarlo ad (3) Memorabilia: il futuro della memoria, a cura di F.
ospitare le domeniche al mare o riscoprirne i valori per Perego, Roma 1987, vol. 3 p. 269.
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Il Convegno Centenario Roma Marittima. Cento Anni di Architettura avvenuto nellambito della manifestazione
culturale Progetto Centenario Roma Marittima 1916 - 2016 25- 29 Novembre 2016, organizzato da:

Direzione scientifica: Luigi Prestinenza Puglisi e Giuliano Fausti


Coordinamento scientifico: Alessia Vitali
Coordinamento organizzativo: Giuliana Mosca
Scientific Advisor: Anna Baldini, Marco Maria Sambo
Ufficio stampa presso AIAC: Roberta Melasecca
Progetto grafico: Daniele Ficociello
Collaborazioni: Marta Atzeni, Federica Marchetti, Maria Michaela Pani, Maria Beatrice
Placidi Marcantonio, Filippo Puleo, Matteo Staltari, Simona Tiracchia

Partner istituzionali:

Sponsor:

Technical partner:

Con il patrocinio di:

L e-book: ha avuto il patrocinio del Centro di Studi per la Storia dellArchitettura:


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