Sei sulla pagina 1di 5

letteratura

Umberto Eco
e il post-moderno
Barbara Viscardi

S i incomincia a parlare di post-moderno intorno agli anni Settanta. David


Lodge, ne I modi della scrittura moderna, si domandava nel 1979 Ma quando finisce
let moderna?, e citava il critico Ihab Hassau, di origine egiziana ma naturalizzato
americano, che qualche anno prima, nel 1971, si era posto la medesima domanda in Unanalisi C
delle o
un suo testo intitolato appunto Postmodermism, e proponeva lipotesi che in realt s
let moderna fosse gi terminata e che si stesse gi vivendo appunto nel post-moder- caratteristiche c
no, let del lento sopravvivere della simultaneit. della forma i
Il dibattito che ha fatto seguito a questi primi tentativi di definizione ha visto schie- artistica e
rarsi i pensatori a favore e contro, a proporre insomma un volto buono, oppure uno port-moderna n
decisamente problematico al medesimo fenomeno. Il primo gruppo coglieva soprat- secondo Eco z
tutto il venir meno della storia, della possibilit di rappresentarla e nel conseguente a
(metanarrati-
spaesamento (il termine di Gianni Vattimo) unoccasione per liberare le differenze, vit,
una sorta di libert problematica ma immensa. Dallaltro lato si mettevano in luce i citazionismo,
27
rischi della spettacolarizzazione dellesistenza e di una vera e propria colonizzazione
doppio 1
dellinconscio (come la definisce Remo Ceserani), a fronte di un mancato rinnova-
mento della societ e delleconomia. codificare
Il post-moderno stato un fenomeno non solo letterario, ma ha toccato tutte le arti, e ironia 2
lasciando tracce ancora visibili nellarchitettura. Il moderno aveva in s la consapevo- intertestuale) 0
attraverso 1
lezza di essere altro, di essere radicalmente nuovo, il post-moderno riprende invece
1
quanto il passato ha prodotto e lo ripropone, o meglio ne ripropone dei segmenti, dei alcune opere
particolari, salvaguardando praticit e comodit. Certamente, per quanto attiene alle- dello stesso
sperienza letteraria, la sua presenza stata ed pi duratura, soprattutto in Italia, gra- autore
zie alle opere di Umberto Eco, che per primo lo import dagli Stati Uniti, raggiun-
gendo con i suoi romanzi, e in particolare con il primo di questi, un pubblico vastissi-
mo, non solo nazionale.
Con Eco anche il dibattito sul post-moderno arriva a un pubblico pi vasto ed pro-
prio a questo scrittore che dobbiamo lo sforzo di definizione del fenomeno. Egli arri-
va a considerare il postmoderno non solo come un movimento particolare della sto-
ria della cultura, ma come condizione ricorrente. Egli legge nella storia artistica un
periodico ritorno, dopo epoche di forzata sperimentazione inevitabilmente distrutti-
ve delle forme utilizzate nel passato, al recupero delle forme precedenti, quasi sem-
pre in chiave ironica: Marino in epoca barocca, Gozzano a ridosso del futurismo e Barbara
delle avanguardie. Eco arriva a sintetizzare questa sorta di ciclicit come la necessit Viscardi,
di riprendere la parola dopo il trionfo della critica e della distruzione, per non ridur- docente di italiano
si al silenzio. Quando si propone la tela bianca e lo strappo in essa per andare al di l, e storia nel triennio
non pi possibile osare nulla, ogni possibilit espressiva negata, per riprendere la della scuola
parola occorrono strategie diverse. Sulle caratteristiche di questa forma artistica egli secondaria
interviene in pi testi e in particolare in un suo saggio del 1999, che la trascrizione superiore
letteratura

di una conferenza tenuta a Forl, vengono ti dal Manuale dellinquisizione di Bernardo


proposte, per definire unopera post- Gui, nonch testi di Dolcino, ai quali sono
moderna quattro categorie: metanarrativit, frammiste anche citazioni dei volantini delle
citazionismo, doppio codificare e ironia Brigate rosse. La seconda parte invece
intertestuale. Provo a utilizzarle per analiz- interamente costruita sulla base di citazioni
zare alcune opere dello stesso Eco. tratte dal Cantico dei cantici e di alcuni com-
La metanarrativit caratteristica presente menti al testo di epoca medioevale, insieme
in quasi tutte le opere post-moderne. Di a testi di mistici. Questo breve elenco ci
per s non uninvenzione originale, le- svela dunque anche la tecnica di assemblag-
sempio di Manzoni basti per tutti, ma gli gio delle citazioni, che non esprime soltan-
autori postmoderni ne fanno un espediente to virtuosismo compositivo, ma svela una
ironico, la potenziano moltiplicandone gli possibile chiave interpretativa, o per lo
effetti. Ne Il nome della rosa Eco avvisa i let- meno un significato che il lettore pi esper-
tori che il suo testo il frutto del ritrova- to pu ritrovare. Lesperienza sessuale,
mento di un libro, che a sua volta era la tra- peraltro lunica del romanzo, la situazione
C
o
duzione di un altro libro, che riproduceva il peccaminosa in cui il giovane frate Adso
s contenuto di un manoscritto. Il titolo viene a trovarsi, descritta con parole trat-
c Naturalmente un manoscritto, ammicca al let- te dai testi sacri, il significato mistico-reli-
i tore rievocando il precedente manzoniano gioso si rovescia in quello sessuale. La con-
e con quel naturalmente, che sottolinea la clusione ci riporta poi in piena letteratura
n consapevolezza dellautore e del lettore di con la citazione dantesca del quinto canto
z trovarsi di fronte a una situazione nota e dellInferno: Adso cade come corpo
a autorevolmente nota, ma nel contempo usa morto vedendo il cuore che la ragazza
lespediente moltiplicandolo pi volte, come nascondeva nellinvolto, ma se la situazione
28 in un gioco di matrioske. Con lulteriore dei due personaggi, Dante e Adso, pu
interpretazione data da Eco con il suo essere paragonata per lintensit emotiva,
1 romanzo, le versioni diventano quattro, il ben diverso il significato complessivo, la
testo perci si nasconde, un testo che morale alla quale i due testi ci conducono. Il
2 non produzione diretta dellautore, ma cuore poi evoca a sua volta anche sugge-
0 che gli consente appunto di nascondersi e stioni boccacciane riportandoci alla famosa
1 giocare sotto molteplici facce, dando luogo novella di apertura della quarta giornata, e
1
a molteplici possibili interpretazioni. crea un clima da Grand guignol subito nega-
Lautore nega il proprio ruolo, nega se stes- to e superato nel capitolo successivo.
so, ci chiede implicitamente di non leggere Questo episodio carico anche di possibili
il romanzo ricercandone la chiave, di non riferimenti anche al tema amore-morte,
farci troppe domande sul significato dello- classico anchesso della storia letteraria, ma
pera. rivisitato da Eco in pi di un romanzo come
Citazionismo. Anche questa tecnica non ripresa dellaccostamento dellestasi di
originale. I grandi autori della nostra lette- morte a quella erotica: desiderio di Dio ed
ratura lhanno sempre praticata, da Dante a eros si identificano, divino e concupiscenza
Gozzano. Ma le citazioni in Eco diventano il si sovrappongono, ma se lascesi rinuncia
testo stesso, che risulta proprio un vero volontariamente alla concupiscenza, la
tessuto di centinaia di altri testi che il letto- morte la rende impossibile per mancanza
re sfidato a riconoscere. Nella premessa del corpo, entrambe allora diventano
Eco del resto lo dichiara, presentando il suo espressioni del desiderio del nulla, quindi
romanzo come storia di libri appunto, della negazione di Dio.
non di miserie quotidiane. Gli esempi Un citazionismo dunque complesso, sempre
sono moltissimi. Nel Terzo giorno dopo com- nascosto, mai casuale, che riporta, come
pieta Adso ascolta dallinquietante Ubertino suggerisce lo stesso scrittore, ad almeno
la storia delleretico Dolcino e poi, ancora quattro livelli di possibile senso, quattro
turbato, incontra la fanciulla bellissima e come quelli individuati da Dante, anche se
senza nome. La prima parte riporta testi del diversi nel contenuto. Quello letterale cor-
1300 (Storia di Michele minorita) e brani trat- risponde ne il nome della rosa al romanzo
viscardi

poliziesco, al giallo. Quello allegorico sono i rinviare a significati al di l di se stessi, ma solo


riferimenti che possiamo trovare alla realt a differenze fra di loro, tra segni appunto. Il
contemporanea, come le citazioni dei volantini segno lassoluto. La parola invece, e ancor di
delle Brigate rosse che richiamano una possibi- pi la scrittura, sono equivalenti alla menzogna
le analogia fra questo Medioevo e gli anni di e questa accettabile purch sia chi legge, sia
piombo. Quello morale lintertestualit: il chi scrive, siano consapevoli della quota di
testo che si legge ne contiene in realt molti menzogna possibile in un testo, che a questo
altri, portatori di altre idee. Lultimo, quello punto diventa piacevole, un gioco condiviso.
anagogico, che per Dante riportava alle cose Fin dal 1979, in Lector in fabula, Eco propone la
ultime, lasciato a ciascuno di noi, ci metta il necessit di un lettore modello, della possibilit
lettore ci che desidera, aperto a infinite possi- di realizzare pi livelli di fruizione del medesi-
bilit, quindi vuoto. Come si vede, la caratteri- mo testo. Il lettore semantico, che rimane al
stica del postmoderno come dilatazione allinfi- primo livello di comprensione dellopera, tro-
nito delle possibili verit, fino a negare la prati- ver ne Il nome della rosa uno splendido giallo,
cabilit di interpretazione univoca della storia, ben congegnato, piacevole (come quello pro-
C
trova qui una continua e sottile conferma. posto dalla versione cinematografica). Il lettore o
Doppio codificare. Il nome della rosa si pu consi- critico-estetico, percepir invece quello che sta s
derare una sintesi in chiave degli studi di Eco. dietro, oltre lintreccio della storia, e il suo c
Egli, attraversata lesperienza delle avanguardie, livello di percezione sar proporzionato alla i
approda agli studi di semiotica, dando a questa qualit e alla quantit di letture gi fatte e, quan- e
nascente disciplina un contributo fondamenta- to pi il suo bagaglio culturale sar alto, tanto n
le. Lidea portante del romanzo, proposta da pi potr apprezzare lopera, coglierne le sfu- z
Guglielmo sin dallinizio, proprio quella che mature, quanto pi questo bagaglio sar diver- a
niente esiste se non i segni, i quali non possono sificato tanto diversi saranno i percorsi di com-
29
1

2
0
1
1
letteratura

prensione della medesima opera. Nelle quella HolmesWatson, per la distanza di


Postille al Nome della rosa Eco riprende que- comprensione dei due personaggi e latteg-
sta figura di lettore ideale, lo definisce giamento adorante, di discepoli del genio,
preda del testo. Un testo dunque che sia di Adso, sia di Watson, il loro ruolo di
vuole essere unesperienza di trasformazio- narratori e infine il suono stesso del loro
ne per il lettore. Tu dovrai essere mio nome.
conclude Eco e provare un brivido della Proprio il metodo investigativo di Holmes
infinita onnipotenza di Dio che verifica lor- era stato utilizzato da Eco in un confronto
dine del mondo, dove piuttosto eviden- con il filosofo americano Ch. S. Peirce, vis-
te che questa infinita onnipotenza suto tra la fine dellOttocento e i primi del
espressa da chi scrive, quindi, seppur nel- Novecento, nei suoi saggi sulla teoria
lambito ristretto delloperazione letteraria, semiotica, mentre lepisodio iniziale del
lunica infinita onnipotenza quella del- cavallo fuggito dallabbazia che Guglielmo
lautore, del manipolatore di parole e segni. vede attraverso i segni che sa leggere
Il lettore ingenuo sa di trovarsi di fronte a intorno a s destando grande stupore e
C
o
un giallo, cio a una serie di delitti il respon- ammirazione, la ripresa di un racconto di
s sabile dei quali, il colpevole, sar smasche- Voltaire, Zadig, analizzato da Eco gi nel
c rato solo alla fine.Il lettore critico-estetico 1952. Gli esempi potrebbero continuare.
i potr apprezzare una serie di riferimenti Quando decifra il messaggio in codice nel
e impliciti al genere letterario giallo, si secondo giorno, Guglielmo parla di infe-
n accorger che lazione di svolge dentro a un renza, rimandandoci alla teoria dellautore
z ambiente chiuso come nel celeberrimo sul pensiero congetturale, poi ripresa quasi
a Assassinio sullOrient Express, oppure noter alla lettera nel quarto giorno. Guglielmo
come la concatenazione dei delitti fatta appare perci, come sottolinea lo stesso
30 sulla base di un testo, lApocalisse, come Adso, molto lontano dai filosofi medioeva-
avviene in un altro classico del genere, Dieci li, anzi egli un rappresentante di unepo-
1 piccoli indiani, infine riconoscer nel con- ca molto vicina alla nostra. Conosce testi in
fronto finale fra il detective e lassassino una arabo mai tradotti in latino, la consistenza
2 ripresa di una conclusione classica del gene- delle biblioteche antiche e medioevali,
0 re. Ogni elemento che costituisce il giallo esprime pareri di Lutero sulla religiosit
1 in realt un riferimento ad altri gialli, una degli italiani, legge testi di Jacopo Passavanti,
1
specie di sintesi del genere. Analoga analisi conosce la regola di Trimaux e Maurice
si pu proporre per ciascun personaggio. per uscire dai labirinti, cita il celeberrimo
Guglielmo da Baskerville fa riferimento al rasoio di Occam in versione secentesca,
filosofo Occam e al titolo di un noto giallo, dubita di un ordine delluniverso, adotta
ma la descrizione del suo aspetto fisico la insomma punti di vista che non potevano
ripresa di quella di Sherlock Holmes: alto essere medioevali, ma che appartengono
pi di un metro e ottanta, esageratamente agli studiosi contemporanei del Medioevo,
sottile che pareva molto pi alto linvesti- o che sono propri dello stesso autore.
gatore, mentre Guglielmo ha una statura Nel terzo giorno Guglielmo propone unin-
che superava quella di un uomo normale terpretazione della predica agli uccelli di San
ed era tanto magro da sembrare pi alto. Francesco come predica a uccelli rapaci che
I suoi occhi erano vivaci e penetranti, si pu ritrovare ne la Storia religiosa di
scrive sir Arthur Conan Doyle, ed Eco: Giovanni Miccoli, del 1974, mentre nel set-
Aveva gli occhi acuti e penetranti. Il con- timo, discutendo con Jorge, utilizza le idee
fronto pu continuare sulle altre caratteri- di Michail Bachtin, comparse ne Lopera di
stiche: il naso adunco che conferisce ad Rabelais e la cultura popolare. Riso, carnevale
entrambi unespressione vigile, il mento e festa nella tradizione medioevale, pubblicata
che denuncia una salda volont, i polpa- da Einaudi nel 1974, o ancora cita un inter-
strelli delle dita sempre anneriti dalle strane vento dello stesso autore sui sistemi utiliz-
sostante che manipolava e infine luso di zati dalle classi dominanti per distruggere i
sostanze stupefacenti. La coppia gruppi rivoluzionari organizzati, uscito nel
GuglielmoAdso propone in molti aspetti 1977. Guglielmo personaggio poco
viscardi

medioevale, piuttosto complesso da decifrare, naggio non pi medioevale, ma il sostenitore di


ma molto vicino alle posizioni dellautore. una nuova configurazione del sapere che fa a
Unultima osservazione merita questo monaco meno di verit incrollabili, diventerebbe insom-
francescano proprio sulla sua lontananza rispet- ma un esponente del postmoderno, oppure un
to ai tratti caratteristici dellabito che indossa. cripto-ateo, che accetta di tacere per non cade-
Sembra sempre essere a disagio in questi panni, re vittima dellInquisizione. Due soluzioni
come si pu notare quando definisce perver- impensabili in epoca medioevale, ma possibili a
sione diventare cardinale, nel Primo giorno, partite anche dai testi medioevali, nessuna delle
Verso nona, mentre nel terzo ascolta con due praticata nel romanzo perch il personag-
unombra di indulgenza la confessione tra le gio non pu rispondere, un provvidenziale crol-
lacrime di Adso reduce del peccato con la fan- lo dei tetti glielo impedisce. La giornata si chiu-
ciulla, mostrandosi infine piuttosto dubbioso de con una citazione del Libro dei Re, dove si
sulleffettivit del carisma sacerdotale in mate- narra dellincontro tra Dio e il profeta Elia, pre-
ria di confessione (Io ti ho assolto, ma non si ceduto da diversi fenomeni naturali: Non in
sa mai) e dicendogli Vai a chiedere conferma commotione, non in commotione Dominus, Dio
C
al Signore. Pi in generale, in tutto il romanzo, non era nel terremoto, potrebbe per allude- o
Guglielmo affronta i temi teologici citando alla re, con un testo che ne vuole affermare la pre- s
lettera i testi pi innovatori e radicali, dimo- senza, proprio allassenza di Dio. c
strando un particolare interesse soprattutto Sfumature di significato e ammiccamenti che i
per il concetto di potenza divina, volendo solo il lettore esercitato pu cogliere, ma che e
mostrare come in esso inclusa la negazione di non possono essere ignorati del tutto. Un po n
Dio. Alla fine del romanzo, quando ormai lab- come avvenuto in campo musicale con il z
bazia perduta, egli arriva ad affermare che fenomeno dei Beatles, una musica orecchiabile, a
difficile accettare lidea che non vi pu essere ma che conteneva stilemi colti che lorecchio
un ordine nelluniverso e Adso per la prima educato riconosceva. Opera per tutti, che tutti 31
e lultima volta ardisce una conclusione teolo- possono apprezzare, ma che non comunica gli
gica, esprimendola con una serie di domande stessi livelli di contenuto a tutti. 1
consequenziali: Ma come pu esistere un Infine, lironia intertestuale. Questa mistione di
essere necessario totalmente intessuto di pos- testi, questo rimando continuo avviene sotto la 2
sibile? Che differenza c allora tra Dio e il caos caratteristica dellironia, la quale domina le 0
primigenio? Affermare lassoluta onnipotenza di componenti prima evidenziate, instaurando un 1
1
Dio e la sua assoluta disponibilit rispetto alle particolare gioco di rimandi con il lettore, o
sue scelte equivale a dimostrare che Dio non meglio con i diversi livelli di lettura ai quali ci si
esiste?. Guglielmo risponde a sua volta che, se pu collocare.
la sua risposta fosse affermativa, egli non
potrebbe pi comunicare il suo sapere e Adso (Lo scritto costituisce la trascrizione, rivista
ancora chiede se questa impossibilit sia dovu- dallAutrice, di una lezione tenuta allUnitre di
ta al fatto che a quel punto non ci sarebbe pi Alessandria)
sapere possibile e comunicabile, oppure per-
ch interverrebbe la censura a impedirglielo. Se
Guglielmo rispondesse affermativamente alla
domanda diventerebbe esplicitamente perso- C