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ANNA MAGNANI QUEER FESTIVAL MOHAMED AL-DARADIJ PROSTOR METANOIA TOM MOONEY VIVIENNE WESTWOOD ROKY ERICKSON SALINARI

CIAO CHUN LEGGENDARIA CONCUBINA

GRANDE ANGOLO PER UOMINI, MANIFESTI E PAESAGGI, UN FILM CHE MARIO SCHIFANO NON HA MAI REALIZZATO, UN TRATTAMENTO CHE SI CREDEVA PERDUTO ED E STATO RITROVATO, PUNTO DI ARRIVO DELLA SPERIMENTAZIONE MULTIMEDIALE

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ALIAS 2 NOVEMBRE 2013

LEVENTO

VENTISETTE SCENE SPERIMENTALI

Il libro su Grande angolo curato da Marco Meneguzzo e pubblicato dall'Archivio Mario Schifano sar presentato il 6 novembre alle ore 18 a Milano alla Fondazione Marconi.

Un grande angolo sul mondo


di GIANCARLO BOCCHI

SCHIFANO
dovevamo correre per scappare dalla polizia ricorda la Pallenberg. un periodo stimolante, ma molto difficile. Lartista prova per la prima volta una sorta di emarginazione artistica. Non vende un quadro, forse a causa dei dissapori con Ileana Sonnabend o, pi probabilmente, per il crescente sciovinismo contro gli europei nella nuova capitale dellarte. Nelle rare lettere agli amici rimasti in Italia trancia giudizi severi su alcuni artisti del Pop art, ma al contempo inizia un intenso rapporto di collaborazione e di profonda amicizia con il celebre poeta Frank OHara, amico e cantore di Jackson Pollock e degli altri artisti dellAction painting. In quel periodo Schifano gira i primi film indipendenti: in Round trip racconta un viaggio con Tano Festa dallopulenta America al Messico diseredato e in Reflex, girato nello studio del fotografo di moda Bob Richardson, cerca di cogliere, attraverso lo strumento fotografico, limpercettibile ad occhio nudo, anticipando alla sua maniera il tema di Blow-up di Antonioni, che uscir nelle sala un paio di anni dopo. Mentre nei suoi film sperimentali lamico Andy Warhol ha un approccio distaccato, con immagini statiche fino allo sfinimento, Schifano lavora per accumulo, per stratificazione, di suoni, dimmagini, di segni, con inquadrature in eterno movimento, inclinate, instabili, capovolte. Per Schifano non ci sono primi piani, campi, controcampi. Ha le inquadrature in testa. Afferra la cinepresa e gira. Senza mai provare nulla prima. Nellestate del 1964 viene invitato ad esporre una serie di opere alla Biennale di Venezia nelledizione che consacra la Pop art e il predominio dellimpero americano nellarte, ma lartista non si presenta allinaugurazione. Quando ritorna Roma una star che gira con una MG spider, che si fidanza con donne bellissime e famose. Come Warhol con i Velvet Undeground, anche Schifano fonda un gruppo pop-rock, Le stelle di Mario Schifano. Cresce il suo naturale interesse alla ricerca. Sperimenta cambiamenti nella comunicazione visiva, attraverso unestetica multimedia, servendosi simultaneamente di cineprese, macchine fotografiche e del mezzo televisivo. Nella capitale, democristiana, papalina, bigotta, il suo muoversi fuori dagli schemi attira lattenzione della polizia. Arrestato per la prima volta per uso di droga, viene difeso dal celebre penalista Adolfo Gatti, che in tribunale invoca leggi diverse dai codici italiani per valutare il comportamento di un artista: Come si fa a dare un giudizio morale su un artista come Schifano? domanda il celebre avvocato ad un attonito giudice. Nel 66 ritorna a pensare soprattutto al cinema. Incontra un film maker

Grande angolo per uomini, manifesti e paesaggi non una tela e non una pellicola. uno sguardo di Mario Schifano su unepoca e sul mondo. Scritto attorno al 1969 in un clima di forte contestazione e di impegno politico, Grande angolo un trattamento che si riteneva perso e che invece stato ritrovato di recente. una storia di storie in ventisette scene. Un unico, grande affresco, fatto dintuizioni, lampi e sprazzi degli accadimenti politici di allora alternati a vicende umane, raccontato da un autore tra i pi significati della ricerca cinematografica sperimentale della seconda met del Novecento. Il racconto ha inizio con il trionfalistico resoconto televisivo dellallunaggio, vissuto nellindifferenza e nel silenzio di un paesino sperduto, regolato dalla vita di un tempo. Prosegue con altri segmenti di storie, da una strage di lavoratori e studenti in unazione poliziesca raccontata dai media come una vittoria della societ, alla repressione del padronato in una fabbrica di automobili in sciopero. E poi con la vicenda di un pilota americano che ruba un aereo da una base in Italia per tornare a casa con un volo suicida che sa che finir tragicamente in mare per la mancanza di carburante. Infine lepisodio di un ragazzino della Sila che si ribella allautorit dei genitori e del maestro per unirsi da comunista ai braccianti in lotta. Doveva diventare il film pi politico dellartista, infinitamente pi politico dei suoi stessi quadri pi politici. Un film con una narrazione frammentata quasi antinarrativa. Una multistoria ma senza una vera storia o un filo unitario. In realt era film che nasceva da una profonda volont di sperimentare. Schifano era arrivato al cinema dopo un percorso lungo e complesso. Era un artista sempre assetato dimmagini. Una sete che aveva fin da bambino, quando rimasero impresse per sempre nel suo animo le immagini del paesaggio della Libia dove era nato: sbiancato e punteggiato dalle palme. E anche limmagine di un misterioso sommergibile che vide emergere dalle acque del Mediterraneo. Era amico e nemico? Questo interrogativo gli vag insoluto per sempre nella mente. A sette anni fugg con la famiglia dalla guerra dellAfrica orientale e arrivato a Roma incontr il cinema. Ma non quello che aveva mitizzato, dei grandi schermi, del sogno, della fantasia. Nei teatri di posa di Cinecitt, dove si era rifugiato con la famiglia, il ragazzino vide solo la fame, la paura dei bombardamenti, gli stenti della vita degli sfollati. Nel

dopoguerra, dopo tanti lavoretti saltuari, da quello di decoratore di torte per un pasticciere a quello di restauratore al Museo Etrusco, approda alla fine degli anni 50 allarte con i primi monocromi. Lo strumento che veicol lidea del monocromo, del non quadro, fu una macchina fotografica, ricordava lo scultore Giuseppe Uncini. Era una Rolleiflex Le immagini che si vedevano con il visore reflex erano magicheFu da quella visione, dalla forma dello schermo, che venne fuori il monocromo. Lidea di vedere la realt filtrata da un mezzo tecnologico, una sorta di prolungamento dellocchio dellartista, da quel momento sar una costante nella ricerca artistica di Schifano. Una macchina fotografica non gli consentiva per di documentare il tempo, ma solo lo spazio. Schifano cap che solo con la pellicola poteva impadronirsi anche del tempo e del mondo, quello delle immagini liberate dalla fissit di un mezzo. La sua esigenza era talmente forte e inarrestabile che il suo primo filmato nacque da un esproprio. Prese una cinepresa, una Bauer 8 mm alla sua gallerista, Ileana Sonnabend, e film da Rosati in piazza del Popolo gli amici: Mimmo Rotella, Giosetta Fioroni, Franco Angeli, Moravia, Sandro Penna, Tano Festa. Tutti in quel momento pensano che con larte e la cultura si possa cambiare il mondo. E Schifano vuole essere in prima fila per afferrare il mondo nelle sue mani. Alla fine del 1963 Schifano decide di lasciare Roma. Il 4 dicembre, mentre si imbarca per New York con la fidanzata, la modella e attrice Anita Pallenberg, sulla Cristoforo Colombo sa che la sua vita cambier per sempre. Nella nuova capitale dellarte, Schifano conosce artisti, intellettuali e vive immerso nella scena artistica nuovayorkese quasi da semiclandestino. Andavamo al Five spot a vedere i film di Andy Warhol con le scarpe da ginnastica perch

piemontese, Franco Brocani teorico del cinema davanguardia e di ricerca con il quale collaborer intensamente per diversi anni. In quel periodo attratto dal genio creativo di Jean Luc Godard. E Schifano fa subito sua una massima del regista francese: Non esistono diritti dautore ma solo doveri dartista. Lanno dopo realizza Jean-Luc cin, un breve ritratto di Godard al quale seguir un secondo sullamico regista Marco Ferreri. Sempre nel 1967, intuendo lanomalia del primo conflitto raccontato giorno per giorno in televisione, con Marco Ferreri e Ettore Rosboch realizza Vietnam, un film di montaggio. Da quel momento anche televisione, con la sua realt virtuale, entra a pieno titolo tra gli strumenti dellartista multimediale. Sono una specie di alchimista. La televisione non colpisce la mia fantasia, ma il mio occhio. Anzi un occhio artificiale che mi permette di vedere meglio come sono gli uomini. uno strumento che loro stessi hanno creato per raccontarsi afferma Schifano in una delle sue rare interviste. Sempre in quel periodo gira Anna Carini vista in agosto dalle farfalle utilizzando un particolare obiettivo munito di lenti prismatiche le quali conferiscono un effetto di moltiplicazione dell'immagine, simulando il modo di vedere degli insetti. Ha un lungo flirt con lex fidanzata di Mike Jagger, lattrice e cantante Marianne Faithfull. Lavora a cortometraggi con lattore William Berger, con sua moglie Carol, con Renato Salvatori, con Annie Girardot, con Keith Richard dei Rolling Stones, ma anche con Gerard Malanga della Factory di Andy Warhol che in un corto di Schifano simula di drogarsi davanti ai turisti in visita al Vaticano. Nel dicembre del 67, sempre pi interessato alla musica e alla multimedialit, mette in scena al Piper di Roma Grande Angolo, sogni, stelle, il suo primo show con musica, film e diapositive. La rappresentazione ha un grande successo e batte negli incassi gruppi famosi come i Procol Harum. Quando lanno dopo esplode la contestazione studentesca, linteresse dellartista per la pittura sembra vacillare. Ritiene che abbia perso la sua funzione sociale e vorrebbe fare solo film. Appassionato a qualsiasi invenzione innovativa nel campo dellimmagine o del suono, si fa spiegare da Anthony Foutz il procedimento tecnico usato per 2001 dello slit-scan dove fasci di luce e di colore scorrono veloci inghiottiti da un punto immaginario. Vuole anche sapere tutto del primo sintetizzatore, il Moog, che verr poi usato nel suo film Umano non Umano con Keith Richard al pannello di controllo Dopo le sperimentazioni e i film indipendenti, alla fine del 1968 Schifano chiede a Gianni Barcelloni, il produttore di film di Carmelo Bene, Jean Luc Godard, Pier Paolo Pasolini, Glauber Rocha, di finanziargli il suo primo lungometraggio, un film politico ispirato al lavoro di Godard. Barcelloni si dimostra interessato, ma chiede allartista di scrivere prima un copione. Una cosa che Schifano non ha mai fatto per i suoi film precedenti. Ah s, hai ragione, poi a me piace scrivere risponde lartista al produttore che gli versa 6 milioni di anticipo. Schifano parte

per Cortina dAmpezzo. Torna dopo due mesi con il trattamento di Grandangolo per uomini, manifesti e paesaggi. Nel frontespizio lartista propone un cast importante e variegato. Al suo attore preferito, Ugo Tognazzi, che Schifano vede come molto umano, aggiunge una serie di nomi con una certa influenza godardiana. Cristiana Tullio-Altan aveva lavorava in Vento dellEst, Anne Wiazemsky era stata interprete di molti suoi film, come La Chinoise ed era la moglie di Godard: Jean Pierre Laud, licona di Franois Truffaut, era stato usato dal regista francese proprio in quel momento. E cera e anche Anita Pallenberg, compagna dellartista nel suo periodo nuovayorchese, che aveva lavorato con Godard in One plus one (1968). Invece appartenevano al versante dellartista, oltre al il gi citato Ugo Tognazzi, Gian Maria Volont, Lou Castel, Renato Salvadori, lo scrittore Goffredo Parise, Viva (una delle

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Schifano nel suo studio, sotto Jean Luc Godard (a sinistra, di profilo) sul set, foto di Mario Schifano, 1968; al centro negli Stati Uniti,1970 (foto Nancy Ruspoli), prima pagina del trattamento, Andy Warhol fotografato da Schifano, sotto Marianne Faithfull a Capalbio (foto di Schifano) Foto e opere di Mario Schifano per gentile concessione dellArchivio Mario Schifano AMS.

GERENZA
Il manifesto direttore responsabile: Norma Rangeri a cura di Silvana Silvestri (ultravista) Francesco Adinolfi (ultrasuoni) con Roberto Peciola redazione: via A. Bargoni, 8 00153 - Roma Info: ULTRAVISTA e ULTRASUONI fax 0668719573 tel. 0668719557 e 0668719339 redazione@ilmanifesto.it http://www.ilmanifesto.it impaginazione: il manifesto ricerca iconografica: il manifesto concessionaria di pubblicit: Poster Pubblicit s.r.l. sede legale: via A. Bargoni, 8 tel. 0668896911 fax 0658179764 poster@poster-pr.it sede Milano viale Gran Sasso 2 20131 Milano tel. 02 4953339.2.3.4 fax 02 49533395 tariffe in euro delle inserzioni pubblicitarie: Pagina 30.450,00 (320 x 455) Mezza pagina 16.800,00 (319 x 198) Colonna 11.085,00 (104 x 452) Piede di pagina 7.058,00 (320 x 85) Quadrotto 2.578,00 (104 x 85) posizioni speciali: Finestra prima pagina 4.100,00 (65 x 88) IV copertina 46.437,00 (320 x 455) stampa: LITOSUD Srl via Carlo Pesenti 130, Roma LITOSUD Srl via Aldo Moro 4 20060 Pessano con Bornago (Mi) diffusione e contabilit, rivendite e abbonamenti: REDS Rete Europea distribuzione e servizi: viale Bastioni Michelangelo 5/a 00192 Roma tel. 0639745482 Fax. 0639762130

ASSENZA/PRESENZA

I risotti mantecati, e le attese infinite davanti al portone. Lesperienza totale di lavorare con il puma Mario
di MATTEO BOETTI

LA MOSTRA
Fino all11 gennaio 2014, a Todi si pu visitare la mostra 8x8 64, when form becomes idea - 7 artisti per Mario Schifano: Il Puma, secondo progetto di Bibos Place, la galleria di Andrea Bizzarro e Matteo Boetti, aperta nel maggio scorso. La rassegna, curata dagli stessi galleristi, vuole essere un omaggio corale allopera di Mario Schifano. In esposizione, oltre a otto opere di Mario Schifano, ci saranno i lavori di sette artisti Andrea Aquilanti, Davide DElia, Gianni Dess, Giuseppe Gallo, Andrea Marescalchi, Roberto Pietrosanti, Piero Pizzi Cannella che esporranno otto opere ciascuno, 64 in tutto. il cinema a morire per mano di un bambino che recide lo schermo; Trapianto, consunzione e morte di Franco Brocani un film dove Schifano mette lo spettatore di fronte alla sua morte, alla morte delluomo. Nel 1970 Schifano scriver, insieme a Tonino Guerra, la sua seconda sceneggiatura per un film che Carlo Ponti voleva produrre. Dopo lunghi sopralluoghi negli Stati Uniti, accompagnato dalla giovane aristocratica Nancy Ruspoli, Schifano decise di non fare anche questo secondo film basato su una sceneggiatura. Oltre al contratto per quel film, Ponti mi aveva fatto lopzione per altri due film. Ma io gi cominciavo a stufarmi del cinema raccont Schifano in una intervista. Lartista assettato dimmagini torn ad essere, come scrisse Bonito Oliva, ..una macchina da pittura, aderente ad essa, senza possibilit di distacco. Ma continu a lavorare in uno studio con decine di televisori accesi, immerso nello scorrimento continuo dimmagini, fotografando incessantemente la sua musa ispiratrice, nellintento di riumanizzare le immagini disumane dello schermo, in una continua guerra, in sorta di rivincita dellumano sul non umano.

muse di Andy Warhol), la canadese Alexandra Stewart e, nella parte del pilota americano, John Philip Law, che era stato langelo di Barbarella nel film di Roger Vadim dellanno prima. Il film non si fece per ragioni che il produttore non ricorda e che Schifano non ha mai detto. Ma cosa voleva raccontare Mario Schifano con questo suo primo trattamento? Il grandangolo un obiettivo che rende unimmagine deformata, ma contemporaneamente abbraccia tutto il visibile circostante. Ma anche un grande angolo, un punto di vista che permette in senso letterale e metaforico una visione ampia, per quanto insoluta, come lartista aveva detto in unintervista proprio con Goffredo Parise. A cavallo di questo primo film scritto ma non filmato Mario Schifano realizz la trilogia dei suoi film sperimentali pi conosciuti: Satellite, sulla morte della cultura occidentale risucchiata nel caos del vivere moderno; Umano non umano, dove

Artisti, galleristi, critici, collezionisti, Moana Pozzi, Giorgio Franchetti, Heather Parisi, il pi dandy e colto e divertente mercante italiano Gianni Michelagnoli, scrittori e poeti, rigattieri e antiquari. Uno solo mancava sempre, Mario Schifano, non usciva mai dalla sua stanza. Che ci fossero cinque o cento ospiti riceveva esclusivamente una persona alla volta, tra montagne (letteralmente) di polaroid, cartoni di lasercopy a colori e televisori sempre accesi. Usciva solo per mantecare il risotto che teneva a seguire personalmente o a rispondere al citofono per poi lasciare lospite invitato, ma evidentemente indesiderato ad aspettare anche per ore fuori dalla porta. Era il suo esercizio quotidiano di sadismo. Ho sempre pensato che fosse uno dei suoi molteplici motori esistenziali, la crudelt, come modus vivendi, impietosamente. Modalit che non gli ha mai per impedito, come ben sa chi lo ha conosciuto bene, di essere di una generosit traboccante, caratteristica che condivideva con il suo fratello di elezione e di danni, Alighiero e Boetti. Nel 1997, ospite della galleria Anna DAscanio col mio marchio AutoriMessa, organizzai una rassegna intitolata In che senso italiano?, una serie di mostre che affiancavano e mettevano a confronto giovani artisti con maestri storici quali Balla, Boccioni, Depero, Licini, Scipione e tanti altri. Schifano era ovviamente tra gli artisti di riferimento degli allora giovanissimi Bazan, Salvino, Basil ecc. ecc., ed ebbi la malsana idea di non esporre opere pi o meno storiche gi nelle nostre disponibilit, ma di chiedere a Mario una serie di lavori inediti. Ricordo quella settimana come la pi divertente e insieme faticosa della mia vita. Ogni mattina, la nuova ipotesi espositiva sostituiva, come una inappellabile folgorazione, lidea faticosamente costruita il giorno prima. Un mio ritardo di un minuto corrispondeva inevitabilmente a unattesa di almeno unora fuori dal portone. Poi, spesso fino a pranzo ed oltre, Mario metteva alla prova la mia esigua pazienza di ventisettenne costringendomi a disfare e ricominciare il telaio curatoriale uninfinit di volte, un po Penelope un po Milarepa e la sua torre buddista in Tibet. Mario la velocit, lintuito preveggente, linventore di icone, lefficacia assassina del puma.

In copertina: particolare da Bisogna farsi unottica (Franco Angeli, Tano Festa), 1965, smalto e grafite su tela, trittico 160x300 cm

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IL LIBRO, UNANTICIPAZIONE

Dalla vigilia ai festeggiamenti e telegrammi dei celebri colleghi: inizia cos il libro dedicato alla nostra diva pi internazionale, scritto in collaborazione con il figlio Luca

Anna Magnani la notte degli Oscar


di MATILDE HOCHKOFLER*

Il 21 marzo 1956, alla vigilia dellassegnazione degli Academy Awards, Anna attende lesito delle votazioni circondata dagli amici pi cari. infastidita dallatmosfera di Lascia o raddoppia? che le si sta creando attorno perch dopo la nomination per La rosa tatuata tutta la citt partecipa allattesa dellOscar considerato quasi un evento nazionale. Per allentare la tensione, esce di casa sotto la pioggia e fa una lunga passeggiata con i suoi cani. Quando ritorna pi serena, ma solo alle quattro di mattina decide finalmente di andare a dormire. Appena due ore dopo viene svegliata dalla telefonata di un giornalista che cerca inutilmente di darle la notizia della vittoria. Gli butta gi il telefono perch crede che sia uno scherzo. Ma lostinato informatore la richiama e a questo punto deve convincersi. Da quel momento non ha pi pace. In vestaglia e pantofole, spettinata pi del solito, parla ai giornalisti di dieci radio europee e americane, si intrattiene con i reporter della televisione italiana e delle agenzie di stampa. La sua segretaria Valeria sommersa di telefonate, telegrammi, fiori, richieste di ogni genere. Le domande le piovono addosso da ogni parte. Ogni tanto esce a guardare le cupole delle chiese dalla terrazza e poi si avvicina alla trib dei cani e dei gatti che disturbati dalla confusione la vengono a cercare in mezzo alla folla. Verso luna ha un po di respiro e pu restare sola tra i cesti di rose che riempiono il salotto. Si mette al telefono e chiede la comunicazione urgentissima per Losanna. Dopo pochi minuti le risponde Cellino, cos chiama suo figlio Luca, la prima persona a cui d la notizia. Cellino, amore, lo sai che la mamma ha vinto lOscar?. Nooo. Come no? S, ti dico. Mamma, bravissima, sei contenta? Molto e anche perch mi hai detto brava, finalmente. Lo sai che la prima volta che me lo dici? A te non piacciono i miei film. Beh, che centra, non parliamo di questo. Guarda che arrivo a Roma marted. Ti aspetto, Cellino, amore mio. Arrivooo. Il primo telegramma di rallegramenti lo riceve da Tennessee Williams: La verit che ieri sera stato il tuo trionfo. Io lo sapevo bene eppure ho dovuto faticare a convincerti. Nessuna tranne te sarebbe stata capace di impersonare Serafina cos come

lho vista, perch Serafina sei tu. Non so se riuscir mai a smettere di scrivere personaggi per te, anche se tu li rifiuti. Luchino Visconti le scrive con entusiasmo: Anna cara, ti sono teneramente vicino prendendo parte alla tua grande, meritatissima gioia che premia ancora una volta e nel modo pi clamoroso la tua vita di grande artista e il tuo generoso, autentico talento. Tutti i tuoi veri amici si stringono oggi attorno a te commossi e soddisfatti per ripeterti il loro caldo compiacimento. Brava, brava, brava. Ti abbraccio. Burt Lancaster, suo partner nel film, le manda un mazzo di rose. Jean Renoir si congratula: Brav. Sono pieno di gioia. Bette Davis le telegrafa in un italiano

approssimativo: Anna carissima, io lavoro con uno italiano, Ernest Borgnine, lui vencutto. Io competo con una italiana, Anna Magnani, lei vince. Voi italiani meglio se state a casa. Seriamente. Ernest e io mandiamo tutto la nostra amore e nostri congratulazione. Anna le risponde: Sono felice e orgogliosa che tu abbia voluto per un momento chiamarmi tua rivale e sono fiera di essere amica dellattrice e della donna pi adorabile del mondo. Ho un solo desiderio, rivederti e abbracciarti presto. Con tanto amore. Grazie. Pi tardi si reca in macchina allHotel Excelsior alla conferenza stampa organizzata dalla Paramount per la prima attrice italiana che ha conquistato lOscar.

Laria fredda e qualche spruzzo di pioggia entrano dal finestrino spalancato, ma Anna non se ne accorge neppure. Davanti allalbergo, dove una folla lattende, esita un attimo, poi con un colpo di acceleratore si dirige su per la salita di via Veneto verso Porta Pinciana. Non pu far aspettare Lillina, la bassotta che laccompagna e deve fare la sua passeggiata. Quando arriva in ritardo nel grande salone dellalbergo fra il lampo ininterrotto dei flash dice ai giornalisti: Sono felice perch penso di aver fatto al pubblico del mio paese il regalo pi bello che era in mio potere di fargli. Questo il pi gran giorno della mia carriera, la pi bella sorpresa che potessi aspettarmi e che del resto non mi aspettavo. Sono soprattutto felice perch con me la cinematografia americana ha premiato lItalia. Ma soprattutto a Roma, alla mia citt, che intendo riferirmi quando parlo dellItalia. Devo aggiungere una cosa, devo esprimere la mia gratitudine verso il senso di democrazia del grande popolo americano che non ha esitato ad attribuire il massimo premio artistico dellanno a unattrice straniera. Nella tarda serata festeggia con gli amici che sono rimasti con lei, la sceneggiatrice Suso Cecchi dAmico, loperatore Aldo Tonti, il radiocronista Lello Bersani, la giornalista Egle Monti, il suo compagno Gabriele Tinti. A casa improvvisa una cena con antipasto, vino rosso, spezzatino di pollo con patate, polpette e tre porzioni di crostata. Quando finiscono Anna ride: Le donne di servizio sono state proprio brave. Ci siamo mangiati tutti gli avanzi di ieri. Due giorni dopo, nella pace del Circeo, trova finalmente il tempo di raccontare a Natalia Danesi lamica che aveva incontrato nei primi spettacoli teatrali e poi a New York dove si era trasferita con il marito americano in una lunga lettera sovreccitata la sua reazione al premio e il contraccolpo in Italia: Natalia mia che momenti. Dopo per, solo dopo! In novantasei ore

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A sinistra: una foto da giovane, con Jean Renoir, con Walter Chiari sul set di Bellissima. A destra: Anna e lOscar, con Visconti, bambina tra le zie Dora e Italia

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IL PROGRAMMA

Foto da: Peaches does herself, Heterosexual Jill, Il rosa nudo

Inaugura il film vietnamita Lost in Paradise


Il Florence Queer Festival, festival internazionale di cinema e arte a tematica Lgbt, undicesima edizione diretta da Bruno Casini e Roberta Vannucci si tiene al cinema Odeon dal 6 al 12 dicembre, terza manifestazione dei 50 giorni di cinema a Firenze. In programma 30 titoli tra film, documentari, corti e due concorsi video: Videoqueer e Se hai testa fai il test. Tra le anteprime il documentario Peaches Does Herself, viaggio musicale nella carriera eccentrica della performer electro rock Peaches, E lei disse s progetto nato come blog e poi diventato documentario sul viaggio di Ingrid e Lorenza verso la Svezia per il loro matrimonio. A 50 anni dalla morte di Jean Cocteau, Opium di Arielle Dombasle, film onirico e musicale ispirato al suo diario e ai suoi disegni che ne racconta lamore disperato con Raymond Radiguet. Inaugura il festival, il 12 novembre (ore 20.30) Burlesque Performance di Sylvie Bovary introdotta da Barbara Alberti la Guardiana del Faro, seguito dal film in anteprima Inoltre Lost in Paradise di Vu Ngoc Dang, primo film vietnamita a presentare lamore omosessuale in modo esplicito e sotto una luce positiva.

ne avr dormito s e no dieci! Tutta la notte del 21 lho passata serenissima e calma, non ci pensavo proprio, credimi, come del resto ti ho scritto pi di una volta. Perci trovavo ingiustificata lasmatica ansia di certi miei amici, e in particolar modo presi in giro Egle Monti fino alle tre di mattina svegliandola ogni tanto con false notizie sul lho preso, e non lho preso, fino allultima telefonata che si svolta cos: Egle sai non lo posso prendere. Ma

perch, Anna mia, cosa che te lo fa supporre, tu me fai mor!. Ma s Egle, non lo posso prendere stasera, perch il Tinti, troppo stanco (il mio Leone) e domattina si deve alzare alle otto. Dallaltra parte del telefono mi arrivato un bel ma vammoriammazzata. E cos ci siamo addormentati ridendo! Alle sei di mattina quando mi hanno svegliato per dirmi che un giornalista straniero aveva da comunicarmi una notizia importante, ho creduto a una vendettina di Egle, e perci ho sbattuto bellamente il telefono in faccia al poveretto, dicendogli piuttosto scocciata Voglio dormire, a questora non mi piacciono gli scherzi!. Questo assatanato richiamandomi con urla incomprensibili ha cercato di farmi capire che ero unirresponsabile. Insomma dalle sei e mezzo cominciata la processione. La mia casa stata invasa letteralmente. Giornali, fotografi, radio inglese, americana, francese, televisione, Incom. Il pomeriggio conferenza stampa! Insomma il tutto andato avanti fino al 23 notte, con gli ultimi giornalisti, e lultimo Giornale Radio. Burt Lancaster si fatto vivo con un telegramma, felice per il mio meritato Oscar, sempre stato sicuro che lo avrei preso. Finiva cos, Love and kisses. Io gli ho risposto: Anche tu lo avresti dovuto prendere. Frank Capra mi ha telegrafato. Congratulations, viva noi. Borgnine, dopo le congratulazioni: questo un grande giorno per Roma. Io ho risposto che era un grande giorno per lItalia!!! Poich anche lui in fondo era italiano. Wallis, Ten, Audrey, Irene, Hazen, e loperatore. Tutti, e centinaia di altri e poi migliaia di italiani a me sconosciuti. Uno dei pi carini stato il telegramma di due ragazzi di sedici anni. Uno, il figlio di Suso, e laltro un suo amico, che in un unico telegramma mi hanno detto: Tutti i nostri complimenti e la nostra solidariet. Abbasso le bone. Ma lavventura di Anna cominciata molti anni prima. *Pubblichiamo per gentile concessione della Bompiani unanticipazione del libro Anna Magnani di Matilde Hochkofler

FLORENCE QUEER FESTIVAL 12-16 NOVEMBRE

Liberatori, ironici, di inafferrabile oscura sessualit

di MARIA GROSSO

Camminano sul ciglio di una diga, a ridosso del vuoto, sul confine: avanzano; intorno a loro montagne e cielo, montagne e cemento: vanno; attraversano un ponte che si allunga verso linfinito. Come un uccello dalle ali spiegate, la camera li sorvola e li accompagna. Sono in tre, due donne e un uomo, il luogo la Svizzera, gli scenari quelli rarefatti delle Alpi. Sono giunti qui, in un albergo avvolto dal verde e dal silenzio, a scambiarsi vissuti e presenza. Pierre ha quasi 65 anni, stato ingegnere e ama il trekking in solitario; Jennifer ne ha 20, fa lassicuratrice e sogna di fare il giro del mondo; Helen, 50, vive col sussidio dello stato, sposata da 30 anni, ha due figli. Pierre, Jennifer e Helen sono sieropositivi. A trascendere i limiti della percezione sociale della malattia, ad aprire profondi territori di riflessione emotiva filosofica e spirituale, lavora non solo Rot und Grn (Red and green HIV The special case), lilluminante documentario di Pascal Wasinger e Ervan Rached, ma anche il Florence Queer Festival che lo accoglier in anteprima italiana dal 6 al 12 novembre al cinema Odeon ledizione 2013 -. Come mutata limmagine collettiva della malattia dal suo primo apparire e man mano che nuovi farmaci materializzavano prospettive di vita sempre pi incoraggianti? Riusciamo a mantenere costante il focus di attenzione sullargomento? E ancora: come tutto questo tocca la pelle e il cuore di chi conosce la sieropositivit in prima persona? Le esperienze dei tre irradiano un fiore di meditazioni interrelate: dal coming out allo stigma, dallo specifico annodamento tra malattia e sessualit al senso di colpa, al rapporto con il tempo, lazione e limponderabilit della vita, a sacche dombra come la perdita di s e lidentit, alla libert, come dice Pierre, di poter pensare e dire la propria morte. Rigoroso negli interventi di approfondimento (psichiatri, psicoterapeuti, accademici, attivisti ), Rot und Grn, dedicato nel finale a Pierre, fiorisce soprattutto grazie alla generosit dei tre, ai momenti senza parole, quando a dirsi sono i corpi e gli spazi tersi, mentre la macchina che li riprende la quarta del gruppo, e le stelle il coro muto che abbraccia e risplende.

Rosso e verde, il documentario sulla percezione della sieropositivit, Il rosa nudo omosessuali deportati nel lager, Heterosexual Jill gli stereotipi sul lesbismo e lex lesbismo

allora che, senza dimenticare il rosso del travaglio, al nastrino della lotta allaids, si unisce il verde del respiro e della speranza. Al rimosso anche dalle democrazie europee del dopoguerra si volge con coraggiosa fermezza Il rosa nudo di Giovanni Coda (in programma sabato 9), trasfondendo in unopera di ricerca cinematografico teatrale la testimonianza dello scrittore francese Pierre Steel: il suo vissuto e quello degli omosessuali deportati come lui nel lager di Schirmeck, al confine con la Germania. Una denuncia esplosa nel 1982 in reazione alle dichiarazioni omofobe del vescovo di Strasburgo, dopo quasi 40 anni di inenarrabile forzato silenzio. Voce off, la delicatezza di una rosa che emerge da unoscurit profonda e obnubilante Pierre ha solo 17 anni quando viene arrestato nel 40 - intarsi a colori retr su una trama ingabbiata in un incombente

bianco e nero, il film, che muove dalla sua autobiografia scritta con il giornalista attivista per i diritti Lgbt Jean Le Bitoux, si addentra tra le maglie aberranti dellideologia nazista, nel suo considerare gli omosessuali paragrafo 175 del codice penale in quanto incapaci di riprodursi, come malati da arrestare, internare, marchiare con il triangolo rosa, sottoporre a inimmaginabili sevizie psicofisiche, nonch orrorifiche sperimentazioni pseudomediche. Espressione vivente di come il dolore sia stato conficcato nello spirito e nelle carni di un essere umano, Pierre Steel sar spettatore di torture, torturato egli stesso, vedr il suo compagno morire trucidato, sar mandato a combattere sul fronte russo e quando sar liberato, combatter tutte le notti e i giorni lorrore del ricordo; il padre gli imporr il silenzio, la madre accoglier il suo racconto e poi gli morr tra le braccia; infine, quando la voce proromper dal suo corpo cancellato dalla paura, lotter per decenni con lo Stato francese per veder riconosciuta la sua condizione di deportato omosessuale vittima dellOlocausto. Suona La vie en rose: oltre la finestra insanguinata gli uomini si abbracciano, si imboccano, si cullano. Cristi dalle corone di filo spinato. Ancora: tono completamente altro, ma sempre molto FQ fest, perturbante variegato e liberatorio, per Heterosexual Jill, opera seconda dellautrice statunitense Michelle Elhen, nonch sequel di Butch Jamie (sorta di Tootsie in versione lesbica). Qui, a dispetto dei titoli, si giocher a demolire definizioni e stereotipi, a sforare, contaminare, allargare: e se la giovane Jill rintracciasse dopo quattro anni la sua ex, Jamie, e le proponesse di vedersi per dimostrare a se stessa di essere diventata etero? A questo assunto si aggiunga un piccolo scenario di metacinema folle il miglior mockumentary sui gatti attori che sia mai stato realizzato, il set dove Jamie lavora altrettanto deliranti gruppi di autoascolto per ex lesbiche e per lesbiche in cerca di accettazione di s e il risultato sar una commedia dalle nuance surreali e colorate, una materia che vede Elhen creatrice assoluta. Scrive, dirige, monta e produce, ma soprattutto incarna la tenera ridondante umanit di Jamie con una levit deliziosamente autoironica. Che cosa nebulosa e inafferrabile la sessualit: lautenticit va generata ogni giorno

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FESTIVAL

CINEMA
TUTTI A TEATRO!
Non si pu pi accendere un televisore senza esser colti da unallergia devastante, attacchi di nausea, vertigini e senso di spiazzamento, estraneit e depressione, non ce la si fa pi a sentir parlare sempre e solo delle sorti di un'unica persona che non voglio neanche nominare (magari porta anche male visto che pi la si nomina e pi si rafforza) che pare tener in ostaggio fino allo sfinimento le sorti del paese, della politica, della fantomatica stabilit e che viene puntualmente sostenuta in questo incredibile compito da tutti i media, suoi e non, che riempiono ore e ore di insopportabili palinsesti occupandosene, procurando agli spettatori una sorta di demenziale avvelenamento monotematico con conseguente suicidio cerebrale. Basta! Urge spegnere tutto! Urge uscire dalla tana! e allora? Teatro, teatro e ancora teatro! Che, inverosimilmente, nonostante la penuria di risorse a cui pu attingere (con la cultura non si mangia disse un sagace ministro e, ahim, fu preso sul serio e ci misero tutti a digiuno), ma grazie alla generosa collaborazione di tanti artisti in questo periodo ci offre un interessante, ricco e vario programma: Romaeuropa procede con Romeo Castellucci in scena allArgentina fino al 3 novembre, nel frattempo iniziato al teatro Vascello diretto dalla brava e resistente Manuela Kustermann (vista nel bel Padiglione delle meraviglie testo drammatico quasi mai rappresentato di Ettore Petrolini regia di Massimo Verdastro che anche in scena) Le vie dei festival (storica manifestazione giunta alla XX edizione organizzata dallAssociazione Cadmo col sostegno dellAssessorato alla cultura e Roma Capitale) la serata inaugurale ha ospitato un portentoso Tony Servillo che ha letto Napoli (De Filippo, Viviani, Tot, Di Giacomo, Russo ma anche i contemporanei Moscato, Borrelli, Solvente..); per proseguire con Gadda messo in scena da Fabrizio Gifuni, ne parlai altre volte, anche lui eccellente; Nunzio di Spiro Scimone (in scena con Sframeli) diretto da Carlo Cecchi, il grande, che sar poi a sua volta in scena (8 novembre) in Duo con Nicola Piovani; Leonce e Lena regia di Nicola Russo; Malacrescita testo e regia Mimmo Borrelli; Tre Lai tre monologhi di Testori interpretati splendidamente da Sandro Lombardi, (stasera per chi legge); Circo Kletzmer della compagnia Aire Aire di Barcellona esilarante spettacolo teatralcircense messo in scena da musicisti-attor-danzator-acrobaticlown capitanati da Adrian Schvarzstein (dal 3 al 5 nov.); per Ricordo di Antonio Neiwiller a ventanni dalla morte verranno proiettati Laltro sguardo di Rossella Ragazzi (da non perdere per conoscere il percorso di ricerca di questo artista e interprete acuto, intelligente e originale ) e alcune scene di Morte di un matematico napoletano (Martone) e Caro diario (Moretti), (ore 18 del 9 nov) nella stessa giornata, la sera, la andr in scena Jucature di Mir regia Ianniello; Toledo-Suite di e con Enzo Moscato immagini sceniche di Mimmo Paladino (10 nov.). Oltre ai festival citati segnalo i due capitoli di Domestica del regista e coreografo colombiano Juan Diego Puerta Lopez: Il Matrimonio dal 5 al 10 novembre- e Il Compleanno dal 12 al 17 novembre al Teatro Lo Spazio. Musiche originali, canzoni e momenti coreografici in un carrozzone di eccentrica umanit che ci coinvolge nella sua giostra di colori, suoni, immagini e da cui emerge la straordinaria variet della follia umana. Insomma per chi voglia mettere il naso fuori di casa, tanto per variare e magari riprendersi dallo scoramento, non c che da scegliere.

RACCONTI DI CITT
RACCONTI (1) La statua di un bambino su una colonna in mezzo ad una grande piazza di una citt. * Apro parentesi tonda. Questo testo su ordinazione. Di una ragazzina. La conosco dalla nascita, e laltro giorno mi ha scritto cos via email: Subject: Ordinazione di una storiella Date: Sat, 27 May 2000 10:39:25 +0200 Caro Pasquale, eccoti due argomenti sui quali puoi scrivere una storiella (se vuoi): 1 - figurina di un uomo sulla copertina di un libro per bambini; 2 - la statua di un bambino su una colonna in mezzo ad una grande piazza di una citt. Un abbraccio a Sofia Virginia Chiudo parentesi tonda.

Il documentario dei fratelli Atea e Mohamed Al-Daradji, In My Mothers Arms, al festival dedicato ai paesi arabi
di LEONARDO GREGORIO
LECCE

piace realizzare film di fiction come fossero documentari e viceversa. E in questo senso, tornando a In My Mothers Arms, ci che mi ha fatto pi piacere stato leggere o sentirmi dire che Husham e i bambini sono racconto, sono personaggi, esistono. Che percorso ha compiuto il cinema fra lIraq di ieri e quello di oggi? Innanzitutto va detto che in Iraq, e a Baghdad in particolare, dal 2003 molte sale e teatri sono stati distrutti, e quei pochi rimasti in piedi offrono spettacoli di scarso valore. Inoltre la gente non li frequenta molto, ha paura, non si sente sicura in questi posti. Io, come altri, finora sono riuscito a realizzare film nella mia terra, per senza finanziamenti statali. Di recente il governo ha investito molto denaro nel settore ma per film davvero brutti. Quelli realizzati durante il regime di Saddam erano soltanto propaganda, invece resta difficile prevedere quale possa essere il futuro del cinema iracheno. Sicuramente la totale autonomia fondamentale per me: la ragione per cui sono tra i fondatori di una societ di produzione indipendente. Ogni cosa venga dal governo la ritengo corrotta. Sta lavorando a un nuovo progetto? Ho finito il mio quinto film, In The Sands of Babylon. Ancora lIraq, i suoi orrori. Ma non so dire se sia documentario o finzione.

* Nella piazza principale della nostra citt c la statua di un bambino in cima ad una colonna. Bianca la colonna, bianco il bambino dal profilo antico, lindice poggiato orizzontalmente alle labbra, lo sguardo volto allinfinito. Nessuno di noi ricorda da quanto tempo ci siano la colonna e la statua, ma tutti conosciamo la leggenda che cerano da prima e la citt venne dopo. Cera dunque un bambino molto bello che un giorno camminava tra le colline e il mare, fu preso da un grande pensiero e si ferm accanto ad un roveto. Le spine gli ferirono i piedi, che cominciarono a sanguinare. Il bambino pi pensava e pi imbiancava ma non si fece distrarre dal dolore. I pescatori e i contadini lo videro da lontano, un lampo fermo al centro di un lago che si muoveva, si avvicinarono e non smettevano di guardarlo tanto era bello. Finch una notte, spaventati dal fatto che non si corrompeva, scavarono una buca per seppellirlo. Ma vi trovarono dentro una colonna bianca. Allora la innalzarono sul posto, posero sopra il bambino, segnarono il perimetro del suo sangue e dentro costruirono la citt. La colonna di marmo, ma di che materia sia la statua non certo, nessuno mai voluto salire fin lass. Gli abitanti delle citt vicine dicono sia dalabastro o di quarzo, ma quando la luce del sole e della luna la colpiscono in un certo modo noi leggiamo sotto lepidermide le vene i muscoli le ossa il cuore i polmoni il cervello del nostro bambino immutabilmente concentrato. www.pasqualemisuraca.com

La mia mamma speciale, Dio fa di lei un angelo o, ancora, Vivo in un orfanotrofio e i miei sogni dormono con me. Parole cantate, ripetute dal piccolo Saif, protagonista insieme ad altri bambini del documentario dei fratelli iracheni Atea e Mohamed Al-Daradji, In My Mothers Arms (2011). Una storia dal contemporaneo travagliato Iraq, presentata a Lecce (in occasione del terzo Yalla Shebab Film Festival) da uno dei due registi, Mohamed, classe 1978, co-fondatore della societ di produzione Human Film e promotore del Movimento per la ricerca di persone scomparse, lIraqs Missing Campaign. Dentro, immagini ruvide, un cinema che insieme testimonianza e narrazione, impasto di dolore e tenerezza, scheggia del racconto di un paese intero. Chi leroe del film e come siete arrivati alla sua storia?

accaduto per caso. Il giovane Husham Al Thabe, senza alcun finanziamento governativo, dirigeva allepoca, e ancora oggi, un centro per orfani a Baghdad, fra immense difficolt economiche e con il rischio di chiusura sempre dietro langolo, pericolo che nel documentario diventa vero e proprio elemento narrativo. Quando labbiamo incontrato si trovava in una situazione di grave bisogno e siamo stati letteralmente travolti da lui e dai suoi bambini. Lo abbiamo aiutato, cos il film sul suo lavoro e sui piccoli ospiti della struttura stata quasi una conseguenza artistica, se cos si pu dire. Cos per lei In My Mothers Arms? Il titolo lo stesso di uno spettacolo teatrale recitato dai bambini di Husham. Una domanda che mi sono posto spesso cosa significhi perdere i genitori quando sei solo un bambino, non poter giocare, non poter essere felice con loro. Ho pianto molto mentre

giravo, questo lavoro mi ha toccato il cuore. Come si raccontano le macerie di un paese come lIraq? Una situazione di questo genere che tipo di sguardo produce? Durante il mio master di cinema in Inghilterra sono rimasto molto colpito dal neorealismo italiano, soprattutto da Roma citt aperta. Poi, ci sono autori che amo come Makhmalbaf, Chahine, Kiarostami e Kusturica. Finiti gli studi, nel 2003 sono tornato in Iraq, dopo la caduta di Saddam, e il cinema degli autori che ho citato stato in qualche modo il mio punto di riferimento, specialmente il neorealismo. La guerra, su di me, come cineasta, non poteva che produrre questi effetti, necessit come cercare storie reali, usare gente reale per interpretarle, location vere. Ho realizzato due lungometraggi di finzione, Ahlaam, del 2005, e Son of Babylon, del 2010, intervallati dal doc Iraq: War, Love, God & Madness, del 2008. Mi

RASSEGNE TERZA EDIZIONE DELLO YALLA SHEBAB DI LECCE

Una scena di My Mothers Arms" e, sotto, il regista, Mohamed Al-Daradji

Schegge di Iraq. Bambini alla ricerca di un futuro

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SALUTE MENTALE

INTERVENTO

BALCANI Quei laboratori


di normalit
di tipo psichiatrico, con lo scopo di liberare la comunicazione, senza pregiudizi nei confronti dellaltro e creando un dibattito sulla malcelata linea di confine tra normalit e pazzia. Una forma di reinserimento sociale che passa attraverso un mezzo protettivo ma dove la voce si impone attivamente come identica ad altre. Il progetto nasce a Zagabria, mentre Hasanbaic termina i suoi studi in psicologia, e viene trasmesso da Radio Student ogni settimana, per poi approdare anche a Sarajevo una volta al mese e a Banja Luka sulle onde di Balkan Radio, trattando temi vari, dando spazio a ospiti e a scalette musicali. Lesperimento inedito per la realt balcanica ma ricalca lesperienza analoga di Radio Nikosia, a Barcellona, o Radio Lon dit a Tolosa, senza dimenticare le italiane Radio 180 a Mantova, Psicoradio a Bologna o Radio Shock a Piacenza. Ma per tutte la pioniera stata nel 1991 Radio La Colifata di Buenos Aires, ideata dallo psichiatra Alfredo Olivera e ritratta anche nellomonimo documentario di Carlos Larrondo del 2008. Possiamo parlare dunque di antipsichiatria? E quali sono le difficolt maggiori in questo progetto? Non direttamente una pratica di antipsichiatria, ma ha molti elementi di essa. In merito alle difficolt si va dalla carenza di fondi, naturalmente, al contesto sociale di dopo guerra, nel quale oggettivamente ci troviamo. Ci vuole tempo in questi processi, dice Hasanbaic. Dalla Bosnia-Erzegovina alla Serbia le possibilit che si aprono a chi soffre di disturbi psichici o di disabilit specifiche, tra qualche differenza e migliorie, sono ugualmente poco confortanti. La riforma della sanit sulla salute mentale in Serbia stata approvata nel 2007 e le sue linee guida, implementate nello scorso ottobre, esprimono la massima cura e tutela dei diritti delle persone con disturbi mentali, ma nella pratica si intravedono ancora i limiti e le imperfezioni in

Lazione sociale della pittura e del disegno, sempre fuori dallisolamento e in pi la voce della radio

Riflessioni su temi religiosi e temi laici. Le questioni non risolte sullimmortalit


di EDOARDO BRUNO*

di NATASHA CECI
BELGRADO, SARAJEVO

Prostor in serbo significa spazio. Da circa tre anni a Belgrado lassociazione Prostor si occupa di arte terapia, creando laboratori in cui si possa esprimere la propria emarginazione e il disagio che la societ considera malsano e sconveniente. In tre anni circa duecento persone hanno trascorso, o trascorrono ancora, il loro tempo qui, uomini e donne affetti principalmente da disturbi di schizofrenia. Negli ultimi anni i problemi relativi alla salute mentale nel paese sono aumentati, tanto da considerarli allinterno del sistema della sanit nazionale il secondo pi grande problema dopo le malattie cardiovascolari. Le ragioni sono molteplici ma un ruolo indubbiamente si pu rintracciare nelle ferite psicologiche precedenti e successive alla guerra: lo stress acuto e i traumi accumulati sono spesso un fardello pesante da gestire. Inoltre a questo si aggiunge un patriarcato ancora molto forte, nonostante i cambiamenti nella societ, che soffoca lambizione e lindipendenza della donna creando stati depressivi o alimentandoli. Mina Aleksic, una dei ragazzi che gestiscono Prostor non ha dubbi sullimportanza del loro lavoro: La sovramedicazione mostra spesso i suoi limiti. Nel nostro laboratorio dipingere, disegnare, una azione sociale e non un vincolo terapeutico specifico tra paziente e medico. importante che non ci sia una stigmatizzazione della

A Belgrado e a Sarajevo le associazioni Prostor e Metanoia lavorano per il reinserimento attraverso arte terapia e radio

persona e che emerga dal suo isolamento. Ogni lavoro, impresso su una tazza o su una maglietta, lo vendiamo nei mercatini e met guadagno lo utilizziamo per acquistare nuovi materiali, laltra met per lautore. Mina ha studiato arte a Firenze e in Prostor non mancano collaboratori esperti sia in materia di diritti umani sia in pedagogia, inoltre lassociazione lavora spesso con il centro clinico di Belgrado, ma anche in questo

contesto diffusa una forte medicazione, a cui cercano di porre rimedio realt come Prostor ma anche diverse Ong e piccole comunit locali. A Sarajevo Adi Hasanbaic, attraverso la sua associazione Metanoia, coordina dal 2010 il progetto radiofonico Glas ludila u eteru (la voce della follia nelletere), sottotitolo: Ja nisam dijagnoza, ja sam covjek (io non sono una diagnosi. Io sono un uomo). La radio gestita da persone che hanno avuto o che hanno esperienze

merito a piani precisi e concreti sulla deistituzionalizzazione delle persone e soprattutto sul loro adeguato inserimento nella comunit. Almeno cinque istituti psichiatrici sono presenti in Serbia e a questi si aggiungono ulteriori strutture in cui vivono solo bambini. Lostacolo non solo la carenza di fondi, ma anche un pregiudizio culturale. Nonostante alcuni progressi, alcune organizzazioni come Mdri-Serbije (Mental Disability Rights Initiative of Serbia) lamentano la scarsa presenza dello Stato come supporto alle famiglie, quando esse siano ancora esistenti, che non hanno altra alternativa che lasciare i propri cari negli istituti. In questa realt sono inclusi anche lautismo e la sindrome di Down. Ad oggi sono carenti le misure che dovrebbero includere maggiormente bambini e ragazzi disabili nei programmi del sistema educativo, senza stigmatizzarli. Purtroppo non un mistero la presenza di condizioni di isolamento, di segregazione di fatto, di scarsa competenza del personale e di pratiche che rasentano la tortura come la contenzione. Sostanziosi passi verso il futuro, soprattutto in vista della apertura dei negoziati per lingresso della Serbia nellUnione Europea, potrebbero essere dettati dalla volont di creare un largo piano di azione che coinvolga diverse istituzioni. Le buone intenzioni non mancano e sulla carta alcuni progetti europei come Open Arms in collaborazione con il ministero della salute serbo potrebbero accelerare molti processi democratici. Ci vorr del tempo, del resto anche in Italia dallapprovazione della legge Basaglia passarono quasi ventanni prima della sua completa attuazione.

In pagina alcuni laboratori dellassociazione Prostor

Lincontro-intervista tra Scalfari e il pontefice, oggi in un libro dal titolo Dialogo (Einaudi), un documento che testimonia limportanza di una conversazione aperta da uomo a uomo, su argomenti che riguardano temi religiosi e temi laici, non ultimo, dopo aver accettato lumanesimo del dio fatto uomo, il conseguente materialismo (che il papa respinge ) di una religione che, dopo la messa a morte scandalosa di Ges, accoglie contradditoriamente la resurrezione come atto di fede, quindi di immortalit. Ma, di immortalit non parlerei. Stando ai testi, lunico vangelo che parla esplicitamente della resurrezione, quello di Giovanni, in cui Maria Maddalena, piangente per la scomparsa del corpo dalla tomba, si rivolge allimmagine di Ges risorto, in piedi, accanto a lei, che non riconosce scambiandolo per un contadino, a cui chiede dov il corpo del Maestro; invece di risponderle, la figura diafana di Ges la chiama per nome, Maria, e, solo allora, la donna, udendone la voce, e dispiaciuta di non averlo riconosciuto, lo chiama Rabbuni, maestro in ebraico, e fa per abbracciarlo ma Ges larresta nel gesto, dicendo non ( puoi ) toccarmi, noli me tangere. Ges, come scrive Nancy nel suo Saggio sul levarsi del corpo, in quel momento, lo stesso senza essere lo stesso. il vuoto. la descrizione di una allucinazione, una visione personale, che si ripete nellimmaginario dei fedeli, piuttosto che di un fatto reale. La domanda di un laico come Scalfari, avrebbe dovuto insistere su questo modo di descrivere levento. (Anche nella successiva apparizione, sul lago della Tiberiade, Ges non viene riconosciuto: non conobbero i discepoli chEgli Ges). Il realismo del vangelo qui respira unaria metafisica, lo scontro tra testimonianza e immaginazione riflette unottica speculare, il codice della realt si infrange nellimmaginario. Nessuno lo riconosce. Piuttosto il discorso sulla immortalit riguarda lanima, e lanima per un laico che non ha mai rinnegato il trascendente come Cartesio, il pensiero. Lessere invisibile che condensa il risultato di tutta una vita umana, il trascendente-immanente, che affonda le sue radici nellattivit delluomo e che condensa tutto il pensato che stato e che sar, e che costituisce il materiale della cultura stessa, il lascito delluomo alluomo. In questo senso il pensiero immortale, ci che resta delluomo che, come gi recita lantico testamento, fatto a immagine e somiglianza di dio: altra icastica immagine di un materialismo, che spazza via tutta la imagerie astratta di un dio geometrico, e che anticipa il verbo fatto carne, con lumanizzazione del dio e la sua morte, che conferma la incarnazione di Ges, la sua vita fatta di attese, di incontri, di insegnamenti, di amicizie, di tradimenti e, soprattutto, di dolori infiniti, di torture e di una condanna obbrobriosa (Padre mio perch mi abbandoni). Da qui lattenzione per il corpo come materia, come qualcosa che non deve andare perduto, francescanamente come atto damore. Agostino nelle Confessioni grida Credo perch assurdo quando accetta la resurrezione della carne, come momento finale. Forse in un dialogo aperto questo mistero andava affrontato razionalmente e non lasciato ancora come unEnigma. * Direttore di Filmcritica

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IL RACCONTO

Ciao Chn, leggendaria concubina


volevano andare a Corte, dove non tutte facevano una vita felice, anzi, e dunque si suicidavano, impiccandosi o annegandosi: questo era una ulteriore causa di disarmonia. Anche il comportamento degli eunuchi poteva rappresentare un problema: spesso si erano dimostrati avidi e corrotti, si erano impadroniti di cavalli e giunche, avevano preteso alloggi principeschi e servit al loro servizio; questi atteggiamenti potevano causare molti guai. LImpero viveva nella pace interna ma il Sovrano sapeva che in passato le rivolte popolari avevano minato la stabilit del Regno. Non era nata forse da una di queste la sua Dinastia? Data limportanza della scelta, Liu Shi decise dunque di consultarsi con lImperatrice Lin. Si rec cos al Palazzo dellImpetratrice che lo ascolt con attenzione e finalmente espresse il suo parere: Data la posizione altissima occupata da Vostra Maest che domina su territori immensi non vi nulla nellImpero che non vi appartenga, Signore. Baster un decreto imperiale col quale si deputino alcuni eunuchi di sperimentata onest e fedelt ad andare nelle diverse Prefetture e Circondari per cercare giovani donne, dando loro segrete e precise istruzioni da investigare, e nel caso trovino ragazze adatte, le scelgano discretamente indagando la loro volont di venire qui. Poi, completando ma non tradendo la regola dei vostri predecessori, dichiarerete libere le vecchie Concubine e darete loro una dote affinch tornino ai loro paesi e si sposino. LImperatore fu molto soddisfatto del consiglio dellImperatrice ed il giorno seguente, alludienza di Corte mattutina, Liu Shi emise un decreto col quale deputava otto eunuchi di sua completa fiducia affinch si recassero nelle diverse Prefetture per scegliere le ragazze che avrebbero servito a Corte e, tre di loro, anche le nuove Concubine Imperiali. Queste dovevano avere tra i diciassette ed i ventanni e di bellaspetto. Quando la notizia si diffuse, seppure lImperatore aveva dato precisi ordini di discrezione, molti furono i matrimoni combinati su due piedi dalle famiglie che non volevano mandare a Corte le proprie figlie, immaginandole rinchiuse nei Palazzi Imperiali, dinverno, a fare la guardia al freddo, avendo come unica visuale uninfilata di porte tutte eguali illuminate dalla fioca luce delle lanterne rosse. E cos, anche quella volta, nelle strade si ud il rumore di cavalli e delle portantine delle spose. In molte case si celebrarono in fretta matrimoni, ed in pochi giorni qualcuno ebbe pi mogli. Le mezzane erano contente, gli affari

andavano bene. In quel tempo vi fu chi compose una poesia nella quale si diceva: Un decreto imperiale fu emanato, e dunque matrimoni avvennero. I giovanotti furono cos felici, in una notte ebbero tre mogli!. Ciao-Cin In tale periodo di disordine vi era una ragazza molto bella ed istruita di nome Ciao-Cin. La sua famiglia aveva per cognome Vang, ed erano originari dellantico Stato di Ci. A causa di una guerra locale, anni prima, si erano prima trasferiti nel distretto di Tze-ku e poi a Cing-men-ciou. Il padre, Jang, era un uomo di talento, ma si teneva in disparte dalla vita pubblica; amava la natura e faceva lunghe passeggiate nei boschi in compagnia di sua moglie Yao che apparteneva ad una famiglia di letterati. Anchessa, dunque, era istruita e sensibile, di carattere integro e virtuoso; oltre ad amministrare le faccende domestiche, componeva poesie. La casata godeva di una certa agiatezza e vi era abbondanza di domestici. La vita materiale non era dunque un problema per i Vang ma la nascita di Ciao-Cin non era arrivata facilmente. Per anni i coniugi avevano offerto sacrifici al Budda, eppure il dono tardava, tanto che ad un certo punto, pur essendo marito e moglie della stessa et, Yao aveva suggerito a Jang di prendere una concubina, ma egli non ne volle sapere. Chi lo avrebbe detto! Quando i due ebbero quarantanni e pi, Yao finalmente rimase incinta. Alla nascita della bambina ringraziarono il Budda e la considerarono alla stregua di una giada preziosa. Come un presagio inscritto nel nome, Vang Jang chiam la bambina Ciang, che significa damigella di Corte, e come soprannome Ciao-Cin, cio personaggio brillante. La bambina crebbe intelligente e di aspetto leggiadro. I coniugi Vang la ammiravano come si farebbe con una perla preziosa e le diedero una ottima educazione; fu cos che, a sedici anni, Ciao-Cin aveva gi studiato i classici ed era molto valente nel poetare e nel fare composizioni letterarie. A volte padre e figlia facevano una gara di poesia: mentre Jang cercava ancora i versi iniziali, Ciao-Cin aveva gi finito di comporre! Dunque a sedici anni la ragazza era molto nota in citt. La sua grazia naturale la faceva sembrare un fiore raro. Parecchie famiglie avevano gi mandato a casa Vang delle mediatrici per combinare il matrimonio. Queste mezzane tessevano lelogio delle famiglie mandatarie: dicevano che avevano molte terre e denaro, o che avevano un figlio di bellaspetto o, ancora, che erano ambasciatrici di funzionari di alto rango. Ma i coniugi Vang, oramai oltre la cinquantina, ed avendo solo questa magnifica creatura, non potevano consentire con leggerezza: volevano un genero che avesse talento e bellaspetto; per questa ragione mandavano indietro tutte le mediatrici. Ma il tempo passava inesorabilmente e cos, allet di diciassette anni, la ragazza era ancora nubile: questo la rattristava, e spesso si ritirava nella sua stanza a suonare la mandola o il liuto. Un giorno Ciao-Cin e la madre videro Jang rientrare di corsa in casa. Era pallido e tremante e

quando le donne lo interrogarono preoccupate, rispose loro: Male! Male! Ho sentito dire che sono arrivati qui gli eunuchi imperiali per la regola dei ventanni! Le famiglie che hanno ragazze nubili le maritano in fretta; e noi cosa faremo?. La moglie rispose che secondo lei era una fandonia: come avrebbe potuto arrivare un funzionario imperiale senza che prima non se fosse sentito parlare? Il nostro villaggio lontano dalla citt, moglie mia, e siccome ogni volta le famiglie non vogliono separarsi dalle loro figlie, egli viaggia in grande segretezza. La nostra ragazza conosciuta in tutta la regione ed ha let giusta per essere scelta come cortigiana e forse come Concubina Imperiale!. A queste parole la madre scoppi in pianto: vedeva gi la ragazza sepolta nelloscurit dei Palazzi Imperiali. In quel momento, vedendo entrambi i genitori in ambasce Ciao-Cin si fece avanti e cos parl: Non vi rattristate, se il mio destino deve essere questo non vi nulla che possa impedirlo. Forse avr

miglior fortuna a Corte, inoltre la mamma incinta e se fosse un maschio avreste un sostegno anche per il futuro. Cos aveva finito di parlare che un servo annunci: Il Prefetto della citt Ciang Jang venuto a farvi visita!. Lalto funzionario era perfettamente al corrente della bellezza e della grazia della ragazza, ed era venuto a prelevarla con lintenzione di condurla personalmente dallImperatore, certo di fargli un dono eccezionale. La famiglia non poteva che obbedire: i genitori chinarono mestamente il capo. Il ritratto ritoccato Dopo diversi giorni di viaggio, finalmente Ciao-Cin arriv nella Capitale Imperiale, e venne alloggiata presso la Locanda del padiglione doro. LImperatore Liu Shi, nel sentire il rapporto del Prefetto, fu lietissimo e disse: Il vostro merito grande, se ci che affermate di questa fanciulla vero. Vi dar cento once doro ed un mese di congedo. Ora affider la donna ai funzionari imperiali ma soprattutto far chiamare Mao

di RAFFAELE K. SALINARI

Gli avvenimenti qui riportati, documentati negli annali di Corte, si svolgono allepoca della dinastia Han detta Anteriore, che govern la Cina dal 206 a.C. al 23 d.C. e precisamente durante il regno del Divino Imperatore Liu Shi che sedette sul trono della Citt Proibita dal 48 al 32 prima della nostra era. Agli inizi del Novecento un medico italiano, Ludovico di Giura, al servizio dellImperatrice Vedova, la famosa Tzu Hsi, trascrisse in un libro le vicende delle pi famose Concubine Imperiali. Per una di loro canta la poesia: Gelido il vento soffiava e del corno mongolo si udiva il suono lamentoso, frenato fu il pianto, ed il Governo fece affidamento su una bella donna per la pace!. Questa donna, capace di evitare una guerra con la sua straordinaria bellezza, si chiamava Ciao-Cin: ecco la sua storia. La scelta delle Concubine Imperiali nella Corte Tenebrosa La dinastia degli Han ebbe inizio con lImperatore Li Pang. Egli ammazz una serpe bianca e diede inizio alla rivoluzione che sconfisse lo Stato di Ciu, unificando cos la Cina. Dallaltra parte della frontiera vi era per sempre il Regno Mongolo, che minacciava costantemente la pace dellimpero. Due secoli prima un altro Imperatore aveva eretto una Grande Muraglia per dividere i due popoli. Al tempo di questa storia lequilibrio tra la Cina e il regno di

Mongolia era ancora una volta in procinto di rompersi, dopo molti anni di una fragile pace. Questo era un pensiero costante per il Sovrano, e la sua soluzione pass attraverso un costume imperiale che durava dal tempo del Primo Imperatore della Dinastia Han. Durante il regno di Liu Shi, chiamato anche Yuan Ti secondo il nome postumo in uso per i discendenti dinastici, venne infatti il tempo di cercare nuove Concubine Imperiali, secondo la regola dei ventanni introdotta dal capostipite della Dinastia. Ogni ventanni cio, bisognava rinnovare le ragazze al servizio della Corte, perch lImperatore e lImperatrice potessero averne sempre di belle e giovani. Il Sovrano sapeva che non si trattava di una operazione facile: lesperienza dei suoi predecessori lo aveva reso cauto. Prima di tutto bisognava dare risposte rassicuranti a quanti, a Corte, sostenevano che la regola andasse cancellata in nome di un principio pi alto: un Sovrano saggio si sarebbe dovuto mantenere lontano dal piacere affinch la tranquillit potesse regnare tra i suoi sudditi. Non era un principio morale, beninteso, ma la presa datto che in ogni famiglia arrivava, con la regola dei ventanni, il timore che la propria figlia venisse scelta e dunque di perderla forse per sempre. Cos, spesso, si combinavano matrimoni qualsiasi e, a causa di questo, si rompeva larmonia nel Paese. Spesso le ragazze non

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potrebbe superare nessuno; un mercante darte lo acquisterebbe certamente a diecimila once doro!. Cos dicendo il pittore era stato esplicito: se la ragazza voleva che il suo ritratto arrivasse allImperatore nelle giuste fattezze, doveva ringraziare lartista del suo lavoro con un premio in oro. Ma il persistente silenzio della ragazza fece capire a Mao che ella non era intenzionata a quel turpe baratto, ed in cuor suo cominci ad odiarla. Questa donzella si fida della sua bellezza cecamente, e allora io la far restare in unala remota del Palazzo in modo che lImperatore non la possa incontrare mai!. Cos pensando tra s disse invece alla ragazza che il ritratto non era ancora finito e che aveva bisogno di portarselo in studio per ritoccarlo a modo, ma che il giorno dopo lo avrebbe presentato allImperatore. La ragazza, che era di buon cuore, non poteva immaginare i pensieri tortuosi del pittore e gi si vedeva tra le Favorite di Corte. In questo caso avrebbe potuto ottenere per i suoi genitori la protezione del Sovrano, e ripagarli cos di ci che avevano fatto per lei. Lindomani la ragazza ricevette la vista di un eunuco che gli esplicit la proposta del pittore: La posta in gioco alta ragazza, non potete rifiutare. A quel punto Ciao-Cin si infuri e respinse al mittente lodiosa proposta. Disse che nulla di buono nella vita pu essere ottenuto attraverso la corruzione e che essa la rifiutava decisamente. A queste parole leunuco si inchin e si ritir in buon ordine. E cos il tempo cominci a passare e nessun messo imperiale bussava alla sua porta per annunciarle che era stata scelta dallImperatore. Le settimane divennero mesi e Ciao-Cin non coltivava oramai che una vaga speranza: aveva capito che era stata ingannata. Voleva, per ci, sapere come il pittore aveva celato il suo ritratto allImperatore: la cosa le sembrava impossibile ed era decisa a scoprire il tradimento. Ma le regole di Corte erano severissime ed era quasi impossibile per lei avere accesso a quelle informazioni. Fortuna volle che le sue compagne di stanza, meno belle di lei ma molto devote alla sua grazia, riuscissero ad arrivare alla verit. In particolare una di esse, Yuan-Hua, aveva una lontana parentela con la Concubina Imperiale del Palazzo dellOvest, Signora Li; attraverso di lei si seppero i fatti: il pittore di Corte aveva alterato la fisionomia della ragazza aggiungendo un neo sotto entrambi gli occhi, esattamente nella parte mediana della guancia. Nella complessa fisiognomica dei tempi imperiali quel segno, un neo sotto entrambi gli occhi proprio in quella posizione, significava grande sfortuna, addirittura un presagio di morte per chi era in altolocata posizione, mentre un solo neo portava lacrime. Ecco svelata la macchinazione del pittore! Non era stato difficile per lui convincere il Sovrano che la ragazza portava sventura e che la vita dellAltissimo non poteva correre un tale rischio. Mao Yen-Scio aveva vantato nei confronti dellImperatore il suo animo leale e si era addirittura prosternato ai suoi piedi in lacrime per impedire quella sventura! Molti secoli dopo, un autore europeo avrebbe scritto un romanzo in cui un giovane corrotto si era fatto dipingere un ritratto che assorbiva le sue nefandezze e che infine, nel giorno della sua inevitabile morte, avrebbe ripreso le fattezza della belt che il giovane aveva prima di venire a patti col male. Ecco invece che il ritratto del pittore Mao era lesatto opposto: le fattezza erano alterate sul dipinto mentre loriginale manteneva intatta la sua fulgida bellezza nei tratti del fisico e dellanima. Quando la compagna rifer a Ciao-Cin tutti questi particolari la ragazza esclam: Non pensavo che su questa terra potessero esistere uomini tanto malvagi!. Proruppe in un pianto dirotto e cap che il suo destino era segnato: mai avrebbe lasciato le oscure stanze della Corte Tenebrosa.

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SCAFFALE
Le famose Concubine Imperiali il libro cult del medico italiano Ludovico Di Giura, prima distaccato dalla Regia Marina presso la Legazione italiana a Pechino, poi medico di Corte dellImperatrice Vedova. Conoscitore della lingua e della storia imperiale cinese, fu convinto da suo nipote, Giovanni di Giura, allora Primo Segretario dellAmbasciata italiana, a raccogliere in un solo volume le storie delle Concubine Imperiali pi famose; nacque cos il libro omonimo, edito nel 1958 dalla Mondadori nella collana Diamanti, con copertina in seta e splendide incisioni originali. Volume imperdibile per gli studiosi dellargomento.

Illustrazione tratta da un'edizione cinese del Chin P'ing Mei - La pagoda dell'amore del XVII secolo

un particolare della copertina del libro Le famose concubine imperiali

Yen-Scio, il pittore di Corte, affinch le faccia un ritratto ed io la possa giudicare cos, senza incontrarla direttamente: sarebbe sconveniente. Questo trattamento di favore determin forse il destino della ragazza. Se, infatti, il Sovrano non avesse dato il congedo al Prefetto, esso sarebbe rimasto probabilmente a Corte, per seguire la vicenda di Ciao-Cin. Ma il fato aveva stabilito altrimenti: ella non doveva restare con lImperatore, la sua bellezza era tale da conquistare una citt; il suo nome sarebbe rimasto nella storia della Cina per sempre. E dunque ecco che il giorno seguente arriva a Corte il pittore Imperiale Mao Yen-Scio per dipingere la ragazza. Ora questo Mao era provetto nellarte del ritratto. Quando nelle altre occasioni si era trattato di scegliere le damigelle di Corte, o le Concubine Imperiali, era stato lui a dipingerne i ritratti da mostrare allImperatore. Perci le ragazze sapevano bene che dal dipinto dipendeva la loro fortuna. Questo potere aveva reso corrotto il pittore, che approfittava della sua posizione dominante per chiedere oro e argento alle candidate, affinch nel dipingerle potesse emergere un tratto particolare, o una determinata lucentezza della pelle, o un altro carattere che rendesse il volto attraente per il Sovrano. E cos Mao eseguiva i ritratti in base allammontare del denaro che riceveva. Se il denaro lo soddisfaceva, anche una ragazza dai tratti comuni poteva avere laura della fata celeste Luo Scen, viceversa anche il volto pi grazioso appariva appannato, insignificante. Quando dinanzi a lui sedette Ciao-Cin il pittore osserv con stupore la sua incredibile figura: le carni bianche come neve, la curva del collo meravigliosamente reclinato, le labbra soffuse di carminio atteggiate ad un enigmatico sorriso, le sopracciglia falcate e nere; le larghe volute della veste di seta producevano una brezza sottile che emanava la sua bellezza: sembrava un pavone in un gruppo di polli!, pens comparandola alle altre candidate. La mani coperte dalle lunghe maniche e la posizione eretta la facevano sembrare Ciang-O, la Principessa delle fate esiliate sulla luna. Mao rimase a lungo senza parlare, poi impugn il pennello e si accinse a dipingerla, ma si arrest subitamente poich gli riusciva difficile cogliere quel certo non so che. Pi volte tent, ma poi pos il pennello e cos parl: Io faccio il pittore da molti anni e, quantunque abbia poca abilit, pure sono riuscito a ritrarre diverse belle donne in una sola seduta. Non ho mai incontrato, per, una bellezza come la vostra. Vi ho contemplato a lungo ma non riesco ad afferrare il vostro volto: mi sembra che cambi continuamente, come quello di una creatura scesa dal cielo. Non avete il minimo difetto, come un fiore raro. Nelle epoche passate, ai tempi della Dinastia Ci ad esempio, vi era Pao Se, ed allepoca dei Cin vissuta Li Ci. Se tutte queste Gran Dame fossero paragonate a voi, difetterebbero di leggiadria. Io ho oggi la gran fortuna di dovervi ritrarre per ordine dellImperatore e mostrare a Lui il vostro volto. Detto questo si tacque, in attesa di una cenno di risposta da parte della ragazza. Attese un pezzo ma Ciao-Cin taceva; sentendosi insoddisfatto e stizzito il pittore riprese a parlare. Dalla pi remota antichit ad oggi le donne che con un solo sguardo possono conquistare una citt hanno il viso di incomparabile leggiadria. Lo schizzo che oggi vi ho fatto non lo

Ispirato alle Storie delle concubine imperiali di Ludovico di Giura, diventato medico ufficiale della corte cinese, come la principessa delle fate scongiur una guerra tra Cina e Mongolia
Il Principe Mongolo Quando il mongolo Scian Yu sal al trono non era sposato. Le relazioni con la Cina erano di pace, ma sotto la cenere covava sempre lo spirito guerriero dellinvasione. I generali mongoli erano stanchi della pace ed invogliavano il Sovrano a riprendere le ostilit. La Grande Muraglia era stata sconfitta pi volte dallOrda doro ma restava come una ferita nellorgoglio mongolo. Venuto a conoscenza di queste tensioni dalle sue spie, lImperatore Liu Shi decise che doveva impedire una nuova guerra, ma come fare? Quale proposta poteva allettare il Mongolo tanto da fargli rinunciare ad una invasione? Il Sovrano allora torn a consultarsi con lImperatrice che gli disse: Mio Signore, solo un grande dono pu convincere il Mongolo a recedere di suoi nefasti propositi: tu hai bisogno di inviargli in sposa una donna il cui sguardo possa conquistare una citt!. Come sempre aveva ragione, ma dove trovare una belt simile, per di pi volenterosa di lasciare il suo Paese e vivere sotto le tende mongole, tra quei barbari che si aggiravano nomadi tra steppe gelate? I Mongoli hanno carattere violento come quello dei loro cavalli. Ma devo trovare una donna di sangue reale per convincerli a mantenere la pace. Ma se dovessi dargli in moglie una delle mie figlie ed il matrimonio non andasse bene, dovremmo dichiarare guerra, mentre se gli concedo una ragazza cui daremo una generosa dote e che sar da me investita di un alto titolo, se dovesse succedergli qualcosa i legami di sangue non agirebbero su di noi e io potrei valutare con pi oculatezza il da farsi. Cos ragionava lImperatore, ed aveva ragione. Decise dunque di cercare questa ragazza eccezionale, che al tempo stesso fosse bella, aggraziata e che volesse di sua spontanea volont darsi al Mongolo. Lincaricato dei ginecei imperiali cominci dunque la ricerca. A quel tempo Ciao-Cin si stava rimettendo da una leggera malattia. Un giorno entr nella sua stanza lamica del cuore che le rifer che si cercava una ragazza di spiccata bellezza disposta ad andare sposa al Principe dei Mongoli. Subito Ciao-Cin preg la sua compagna di far arrivare alleunuco capo la sua disponibilit. Nel ricevere la petizione della ragazza lincaricato dei ginecei fu molto contento; erano passati i giorni e non si riusciva nellintento: la guerra poteva scoppiare da un momento allaltro e lui era sotto pressione da parte della Corte Imperiale. Si affrett quindi a visitare questa ragazza, reclusa in unala remota del Palazzo, e che non ricordava di aver mai incontrato. Grande fu la sua meraviglia al cospetto di Ciao-Cin: Come possibile che lImperatore non ti abbia chiamato a s? Mi pare lo stesso caso di Yen Kong che voleva un drago ma quando lo ebbe lo gett a mare!. Rifer dunque il fatto a Sua Maest che, udendo il nome della ragazza, ricord lepisodio del quadro: era dunque la donna dai due nei sotto gli occhi! Che fare? Ma questa volta la vita in gioco non era la sua ed i tempi stringevano. Ed anche se il Principe Mongolo fosse morto, quale colpa si poteva attribuire alla Corte Celeste? E poi forse che i

Mongoli credevano in questi presagi riservati ai popoli civilizzati? Si decise dunque a ricevere la ragazza. Sia preparato il Palazzo di mezzanotte. Organizzato un grande banchetto in onore di Ciao-Cin Vang e sia invitato lambasciatore mongolo affinch anchegli ne valuti la bellezza. Poi i dignitari di Corte investiranno la ragazza dei titoli nobiliari adatti al suo matrimonio con il Principe Scian Yu, ho detto!. Cos fu eseguito e quando Ciao-Cin si present, splendida, dinanzi ai funzionari, lImperatore cap che il pittore di Corte lo aveva ingannato: nessun neo appariva sul volto della ragazza che sembrava una dea. Nel muovere i piccoli piedi il suo corpo spandeva profumo, sembrava ai dignitari una rosa bagnata dalla rugiada. Tutti si inchinarono e lImperatore si commosse intimamente dinanzi ad una simile bellezza: S questa donna pu conquistare una citt. Non lo avuta per me a causa dei raggiri di un corrotto, ma servir la Cina con devozione. Sorrise alla ragazza. LImperatrice annuiva soddisfatta. Quando Ciao-Cin fu dinanzi al trono, dopo essersi per tre volte inginocchiata, parl con voce di liuto: Ringrazio Sua Maest della grazia che mi ha concesso dandomi in sposa al Principe della Mongolia, far la volont del nostro Grande Paese come mi sar ordinato. Finita la festa Ciao-Cin si prepar a partire. Limperatore la ricevette in udienza privata e le chiese delle sue origini e del ritratto falsificato. La ragazza spieg la storia con semplicit e concluse con una supplica al Sovrano: So bene che per un delitto di questo genere viene comminata la morte. Io non posso interferire con gli ordini dellImperatore. Solo, Maest, se ci dovesse accadere, vi supplico di dare una parte dei suoi beni alla mia famiglia, che possa vivere sotto la Vostra protezione. Cos accadde: il giorno dopo le guardie imperiali tagliarono la testa del pittore e confiscarono i suoi beni; una parte fu data alla famiglia Vang. Il matrimonio mongolo Grande fu la felicit del Principe Scian Yu nel ricevere la sua sposa. La pace venne rafforzata dagli anni di matrimonio che Ciao-Cin fece risplendere con la sua grazia e diversi figli. Anche nel gelido clima mongolo non smetteva di comporre versi ed allietare la Corte sotto le tende in perenne nomadismo sotto i grandi cieli del nord. Dopo molti anni il Principe mor e, secondo il costume mongolo, il primo figlio maschio avrebbe dovuto prenderla in moglie. Ma i costumi cinesi impedivano a Ciao-Cin di prendere questi voti: per ci chiese al figlio un giorno di tempo. La notte della veglia funebre di suo marito scrisse una pergamena sigillata da consegnare al nuovo Principe il giorno dopo; la mattina i servi la trovarono riversa sul letto: si era tolta la vita col veleno. Rotto il sigillo, il figlio lesse le ultime volont della madre: voleva essere sepolta in una tomba verdeggiante al confine tra i due Stati. Cos fu. Ancora oggi esiste quella tomba. Dal lato cinese le piante continuano a crescere lussureggianti, mentre la parte mongola langue arida. Da ci si vede che mai Ciao-Cin dimentic il suo Paese, e che anche dopo morta non cambi le sue idee. Durante la dinastia Tang un poeta chiamato Ciang scrisse questi versi: Perch non moristi in terra Han? Il doloroso pianto che racchiudesti nella tua tomba ha evitato quello di tante genti. Cos finisce la storia di Ciao-Cin, la Leggendaria Concubina Imperiale.

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IL PERSONAGGIO

SPORT
STORIE MENTRE A LOS ANGELES SI SVOLGEVANO I GIOCHI UFFICIALI
la scritta che chiedeva la libert per Mooney e Billing, altro dirigente sindacale condannato. Le corse podistiche rappresentavano anche l'occasione per selezionare i vincitori, che nell'estate avrebbero partecipato alle controlompiadi di Chicago, la citt di Mooney. Resoconti dettagliati e nuove iniziative da promuovere e notizie sullo stato dell'organizzazione delle controlimpiadi, si potevano leggere su The New Sport and Play, organo di stampa della Labor Sport Union. Nonostante le minacce di squalifica a vita pervenute dal comitato olimpico americano, dal 28 luglio al primo agosto del 1932 oltre 300 atleti si cimentarono nelle gare di atletica, nuoto, basket, calcio, baseball, pugilato, ginnastica artistica, alle quali assistettero 5mila spettatori, che pagarono un biglietto di 25 centesimi di dollaro. Gli atleti afroamericani che vi presero parte furono circa un centinaio. Nelle gare di atletica leggera ebbero la meglio i corridori dello Spartan Athletic Club dello Stato dell'Indiana, mentre nella finale di calcio si impose il Red Sparks Athletic sul New York City con il punteggio secco di 2-0. Il risultato agonistico ebbe un significato del tutto secondario rispetto all'obiettivo politico della campagna per la liberazione di Tom Mooney, il quale in quei giorni delle controlimpiadi non manc di far pervenire agli atleti e al pubblico presente messaggi di apprezzamento per il loro impegno politico-sportivo. Al termine di quei cinque giorni di gare che caratterizzarono le controlimpiadi di Chicago in risposta a quelle ufficiali di Los Angeles, le prime della storia intese come forma organizzata di boicottaggio delle olimpiadi, la Labor Sport Union dal 2 al 4 agosto tenne i lavori del suo congresso, nel corso del quale oltre che trarre un bilancio sulle controlimpiadi appena terminate, si discusse ampiamente del ruolo politico che poteva avere lo sport. La battaglia per la liberazione di Mooney and avanti negli anni successivi fino al 1938, quando Culbert Olson, governatore democratico della California, concesse la grazia. La sua liberazione si ottenne grazie al ruolo fondamentale che svolse lo sport nella campagna di informazione di un vasto pubblico. Quattro anni dopo aver lasciato il carcere, il sindacalista Thomas Joseph Mooney, provato nel corpo e nella mente da oltre venti anni di dura detenzione, mor a San Francisco nel 1942.

IL RING INVISIBILE

Muhammad Ali, una vita sul filo del ko. Una biografia romanzata del campione
di P. C.

Chicago 1932, la classe operaia va alle controlimpiadi


di PASQUALE COCCIA

Durante la cerimonia di chiusura delle olimpiadi del 1932, che si svolsero a Los Angeles, e che seguirono la grande crisi economica del 1929, quattro uomini e tre donne, eludendo la sorveglianza, riuscirono a portarsi al centro della pista di atletica dove ognuno di loro innalz un cartello con la scritta Mooney libero. Da oltre dieci anni, negli Usa era in corso una grande campagna di informazione per la libert di Tom Mooney, un dirigente di primo piano del movimento operaio americano. Attivista sindacale della Industrial worker of the world (Iww), figlio di minatori irlandesi, Tom Mooney si era battuto per migliorare le condizioni di lavoro degli operai americani. Nel 1913 Mooney venne accusato di aver trasportato esplosivo da Oakland a Sacramento e condannato a due anni di carcere, ma l'accusa costruita ad arte, cadde in appello e Mooney fu liberato nel 1914. Due anni dopo, nel 1916, fu accusato insieme alla moglie e ad altri amici sindacalisti di aver organizzato un attentato dinamitardo a San Francisco, a seguito del quale morirono dieci persone. L'accusa gli cost l'ergastolo, il verdetto provoc manifestazioni di solidariet negli Stati Uniti, e un forte movimento di opinione per la liberazione di Mooney si svilupp anche in Europa, da Goteborg a Pietroburgo fino a Stoccolma, manifestazioni di solidariet si ebbero anche in Messico. Un appello firmato da George B. Shaw e John Dewey con altre personalit

Negli Stati Uniti La detenzione del sindacalista Tom Mooney scaten unondata di protesta che coinvolse anche personaggi della cultura come George Bernard Shaw e John Dewey
giustiziati sulla sedia elettrica il 22 agosto 1927. Intorno alla figura di Mooney si cre un vasto movimento internazionale, perci quei cartelli innalzati sulla pista di atletica alle olimpiadi di Los Angeles, facevano parte della campagna per la liberazione del dirigente sindacale, sapientemente organizzata dai sostenitori di Mooney, che non si lasciavano sfuggire alcuna occasione per pubblicizzare la battaglia a favore della sua liberazione. Una battaglia ben portata avanti, tanto che in quel decennio Tom Mooney divenne il detenuto pi famoso degli Stati Uniti. Fu proprio Mooney nel 1931 a lanciare l'idea del boicottaggio delle olimpiadi di Los Angeles dell'anno successivo, prontamente accolta dalla Labor Sport Union (Lsu) costituita da comunisti e socialisti, che nomin Mooney presidente onorario del comitato di boicottaggio, riunitosi per la prima volta il 10 gennaio 1932 a New York. In quell'occasione vennero messe a punto una serie di iniziative, tra le quali la pi efficace fu quella di organizzare in tutti gli States le Tom Mooney streets runs, gare podistiche nel corso delle quali ogni partecipante portava sulla pettorina

di spicco del mondo della cultura e della politica, costrinse il presidente Wilson, nel 1918, a commutare la pena di morte in ergastolo. Mooney fu una delle tante vittime della caccia alle streghe scatenatasi negli Usa in quegli anni verso comunisti e anarchici, e che vide vittime illustri come Sacco e Vanzetti,

In alto: manifestazione per la liberazione di Tom Mooney, sotto un suo ritratto, a destra: Cassius Clay Sotto: medaglia doro del salto in alto alle Olimpiadi di Los Angeles del 32 allamericano William Miller IOC Olympic Museum/Allsport

Ali prima di diventare Muhammad Ali, il ragazzino prima del campione dei pesi massimi Cassius Clay, prima di conquistare l'oro alle Olimpiadi di Roma del 1960, prima di insultare i suoi avversari al controllo del peso, prima di diventare amico di Malcolm X e convertirsi all'Islam. La rabbia cova in corpo da quando ancora ragazzino suo padre gli spiattella in faccia la pagina di un giornale, che riporta il volto sfigurato di Emmett, un ragazzo nero 14enne che vive nel nord America e va a trascorerre le vacanze estive dai suoi cugini nel Mississippi, dove nel 1955 la segregazione razziale la fa da padrone. Dalla terra dove proviene Emmett, i neri possono entrare nei negozi dei bianchi, e lui con un atto di sbruffoneria vuole dimostrarlo ai suoi cugini. Emmett entra in un negozio e fissa negli occhi la padrona bianca, poi esce. A notte fonda lo andranno a prendere un gruppo di uomini bianchi a casa dello zio reverendo, lo porteranno fuori casa e lo massacreranno di botte, fino a cavargli gli occhi. Un assassinio che per i giudici non sussiste, tutti assolti. La madre di Emmett, per, mostra al pubblico e per pi giorni il corpo del figlio, nonostante il divieto della polizia. Quel corpo martoriato la scintilla per lo scoppio delle rivolte spontanee dei neri negli Stati Uniti, che si riversano nelle strade e nei quartieri riservati ai bianchi. Cassius Clay prima e Muhammad Ali poi, vivranno con la rabbia in corpo la morte di Emmett, una rabbia che scatener i pugni di Ali sul ring. Il volto tumefatto di Emmett rappresenter la coscienza di Ali, il metro per misurare e prendere le distanze da parolai, truffatori, cialtroni, giornalisti servili, bianchi gentili con lui solo per arraffare soldi: Emmet, Emmet, Emmet, sei stato stupido come Sansone che si fatto avvicinare da Dalila e dai filistei, Sansone che spiattellava il segreto della sua forza a ogni orecchio femminile che gli capitava a portata di labbra. Sei stato stupido come Joe Luis, tornato sul ring a farsi massacrare da Joe Marciano. Emmet, tu che non conosci la regola d'oro della distanza e della vicinanza, Emmett, povero ciclatante imbecille, fratello mio massacrato, ti prometto che non permetter a nessuno di avvicinarsi a me. Alban Lefranc, poeta e scrittore francese, insignito del premio Gran Prix Sport e Littrature 2013 per aver scritto Il ring invisibile, una biografia romanzata di Ali, pubblicato in Italia da 66thand2, ripercorre il passaggio dalladolescenza ai primi successi, un percorso segnato dalla morte di Emmett, dalla vita agra del padre, che al bar annegava nell'alcol i dispiaceri della vita, come tanti altri neri, fino a quando a tarda notte la madre gli chiedeva di andarlo a prendere, perch incapace di percorrere un metro talmente era ebbro. L dove impara gli insulti pi feroci, che i neri ubriachi si rivolgevano tra loro e che Ali rimander agli avversari e al mondo intero.

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I FILM
GIOVANE E BELLA
DI FRANOIS OZON, CON MARINE VACTH, GRALDINE PAILHAS. FRANCIA 2013

SINTONIE
BEFORE MIDNIGHT
DI RICHARD LINKLATER, CON ETHAN HAWKE, JULIE DELPY. USA 2013

A CURA DI SILVANA SILVESTRI CON ANTONELLO CATACCHIO, ARIANNA DI GENOVA, GIULIA DAGNOLO VALLAN, MARCO GIUSTI, GIONA A. NAZZARO, CRISTINA PICCINO

IL FILM
LA GABBIA DORATA
DI DIEGO QUEMADA-DIEZ, CON BRANDON LPEZ, RODOLFO DOMINGUEZ, KAREN MARTNEZ, CARLOS CHAJON, RAMN MEDNA. SPAGNA MESSICO 2013

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Il ritratto di una diciassettenne (Marine Vacht) che vive con la madre, il fratello e il patrigno e decide di prostituirsi. Ozon la segue nel corso di quattro stagioni, dallestate al ritorno in citt. Presentato a Cannes. MACHETE KILLS

DI ETHAN MANIQUIS, ROBERT RODRIGUEZ, CON DANNY TREJO, JESSICA ALBA. USA 2013

Machete nel terzo film della serie torna a collaborare con il governo degli Usa per eliminare un cartello di droga messicano, mentre un trafficante d'armi cerca di prendere il controllo del mondo grazie a un'arma satellitare. PRISONERS

DI DENIS VILLENEUVE, CON HUGH JACKMAN, JAKE GYLLENHAAL. USA 2013

Jesse e Celine, lo scrittore newyorkese e lattivista francese li vediamo in Grecia, sposati e con due bambine: sono passati quasi due decenni dal loro primo incontro su un treno per Vienna e nove anni dal secondo a Parigi. La collaborazione tra Hawke, Delpy e il regista Richard Linklater che ha dato origine a Before Dawn, Before Sunset e al loro ultimo bellissimo film,Before Midnight non ha il determinismo socioantropologico degli Up di Michael Apted ma la sua texture altrettanto documentaria il rapporto tra Jesse e Celine, fotografato, a distanza di anni, in tre momenti diversi della giornata (alba, tramonto, mezzanotte) riflette con dolcezza linesorabilit di ogni storia damore. (g.d.v.) UN CASTELLO IN ITALIA

l'integrazione, il superamento delle diversit. Ma non c niente di gridato, niente di aggressivo, tutto scivola nella realt con una leggerezza invidiabile per questi anni cos pesanti e indigesti. Lidea del prendere la vita con leggerezza seguendo i nostri desideri riempie i personaggi di una allegria contagiosa, che ci fa scordare le debolezze strutturali del racconto e della messa in scena. E Papaleo fa un ottimo lavoro sugli attori. (m.g.) IL PASTICCIERE
DI LUIGI SARDIELLO, CON ANTONIO CATANIA, ROSARIA RUSSO. ITALIA 2013

Primo film di produzione statunitense del regista franco canadese autore di La donna che canta, nomination allOscar 2011. Due bambine di sei e sette anni spariscono e i genitori si comportano in modo diverso nei confronti della sparizione. Uno inizia le indagini da solo, laltro cerca di non farsi travolgere dalla situazione. Il titolo allude al sentimento che provano i personaggi del film, prigionieri della paura e del passato. QUESTIONE DI TEMPO
DI RICHARD CURTIS, CON RACHEL MCADAMS, DOMHNALL GLEESON. Uk 2013

DI E CON VALERIA BRUNI TEDESCHI, CON LOUIS GARREL, FILIPPO TIMI. FRANCIA 2013

Sardiello contamina due generi televisivi, la cucina e il poliziesco utilizzandoli per riproporre un linguaggio cinematografico reinventato, uno stile che vuole il pi possibile surreale. un tentativo forse non del tutto riuscito, ma Antonio Catania il buono e Ennio Fantastichino il cattivo si fronteggiano come figure archetipiche del cinema in un duello che decodifica in qualche modo i due linguaggi. (s.s.) LA PRIMA NEVE

IL LATO SEGRETO DI LEONARD COHEN


NON PASSERAI
Italia, 2013, 345, musica: Marco Mengoni, regia: Gaetano Morbioli, fonte: Mtv

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Allet di 21 anni, Tim scopre di essere in grado di viaggiare nel tempo come tutti gli uomini della sua famiglia. Decide quindi di rendere migliore la sua vita e innanzi tutto trovarsi una fidanzata. RAMPART

Louise unattrice che non vuole pi recitare, ai set preferisce la vita, lamore. Come nei film precedenti, pi facile per un cammelloe Attrici, anche qui la regista ritrova la prima persona degli ambienti che conosce bene, e a cui appartiene, ovvero l'alta borghesia coi doppi cognomi e il mondo del cinema. Ma sempre senza presunzione, o generico giudizio. Lautofinzione di una biografia familiare persino sfacciata trasforma il paesaggio privato in commedia, in riso e in pianto, in uno slapstick emozionale di cui Bruni Tedeschi fa vibrare le corde con sapiente dolcezza. (c.pi.) MISS VIOLENCE Nel giorno del suo undicesimo compleanno Angeliki cade dal balcone e muore sul selciato. Mentre la polizia e i servizi sociali cercano di capire le ragioni di questo apparente suicidio, la famiglia continua a vivere la sua normalit. Lo sguardo del regista greco inaccettabile per quel che di pornografico contiene, una sorta di tradimento del cinema nelle sue regole pi semplici. Nella sua messa in scena studiata, Avranas ci mostra personaggi che disprezza totalmente, senza alcuna compassione. Dietro alle sue geometrie non c' nulla se non l'esibizione di chi vuole provocare con gratuit toccando tab del nostro mondo. (c.pi.) OH, BOY

DI ANDREA SEGRE, CON JEAN-CRISTOPHE FOLLY, MATTEO MARCEL. ITALIA 2013

DI ALEXANDROS AVRANAS, CON THEMIS PANOU, ELENI ROUSSINOU. GRECIA 2013

DI OREN MOVERMAN, CON WOODY HARRELSON, NED BEATTY. USA 2011

In un villaggio sulle Alpi del Trentino ha trovato alloggio e accoglienza fraterna un rifugiato che ha perso la moglie subito dopo larrivo in Italia. Il suo destino incrocia la tristezza di Michele, un ragazzino che soffre intimamente per la perdita del padre: parlano un linguaggio comune. Losservazione documentaria che scorre sotterranea al linguaggio di Andrea Segre, si espande nel racconto, approfondisce il dato sociologico nellindividuazione precisa dei personaggi. La natura una compagna muta, affascinante e anche misteriosa e cupa, nasconde luoghi dove si sono concentrati i ricordi, sentieri dove non si vorr pi passare. (s.s.) SOLE A CATINELLE

Mengoni vaga per le strade di Parigi con una scatola su cui riprodotta una buffa faccia che gli copre la testa e un cuore di cartone tra le mani. Dalle Tulieries a Montparnasse o scopo solo uno: farsi scattare delle polaroid in compagnia delle persone che incontra per poi incollarle una volta a casa sulla parete della cucina, rimirandole in solitudine. Idea per nulla nuova, che attinge un po qui e un po li: la scatola antropomorfizzata ricorda Coffe & Tv dei Blur, mentre la struttura simile a Coccodrilli il clip in cui Bersani andava in giro per New York a farsi filmare con la videocamera dai passanti. Lo stile usato non da cinema-verit ma il classico glam di Morbioli il quale ormai gira i suoi clip nelle metropoli estere, puntando tutto sulla location e sul patinato delle immagini. BONFIRE HEART
Uk/Usa, 2013, 345, musica: James Blunt, regia: Chris Kitchen, fonte: Mtv

Tre adolescenti decidono di partire dal loro misero villaggio guatemalteco per poi attraversare il confine del Messico ed entrare negli Stati Uniti alla ricerca di una vita migliore. Un lungo viaggio di migrazione attraverso pericoli inaspettati, durissimi scontri con la realt: uno di loro non vorr neanche procedere dopo le prime difficolt, Sara si dovuta camuffare da maschio, mentre Juan procede impavido e vediamo formarsi strada facendo la sua personalit di adulto, di cui gi si indovinano le basi. Un giovane indio del Chiapas si unisce a loro, rapporto conflittuale con limpossibilit di comunicare a parole nella sua lingua che nessuno comprende. Ma quando sar il momento dimostrer di aver imparato le parole chiave per farsi capire. Un racconto che si apre su paesaggi di impressionante bellezza, anche se privi di possibilit di sussistenza, almeno rispetto allidea di quello che ci potrebbe essere al di l del muro: sul passaggio dei confini esteriori e dei conflitti intimi che si snoda il racconto, nel suo magnifico sviluppo, con un finale fulminante. Premiato a Cannes (A Certain Talent Prize), esordio del regista di Burgos (69) che stato assistente di Ken Loach in Terra e libert , operatore dei film di Fernando Meirelles, Alejandro Gonzlez Irritu, Oliver Stone, Spike Lee e Isabel Coixet. (s.s.)

IL FESTIVAL
PITIGLIANI KOLNOA FESTIVAL
ROMA, CASA DEL CINEMA, CENTRO EBRAICO IL PITIGLIANI, 2-6 NOVEMBRE

Ottava edizione del festival dedicato al cinema israeliano e di argomento ebraico diretto da Dan Muggia e Ariela Piattelli, presenta film, documentari, laboratori, incontri con ospiti illustri. Serata inaugurale con The flat di Arnon Goldfinger (il film sar proiettato per il pubblico domenica 3). Il 4 (ore 20) workshop Dal piccolo budget al grande schermo, con il regista Sahron Bar-Ziv, che con Room 514, girato in 4 giorni con 15mila euro stato presentato in 35 festival internazionali. Marted 5 alla Casa del Cinema (e il 6 al centro ebraico) omaggio a Ran Tal il regista di The Garden of Eden (foto), un anno di vita di Gan HaShlosha, uno dei pi grandi e frequentati parchi in Israele, Children of the sun, gi vincitore del Primo Premio documentari al Festival di Gerusalemme, la vita dei bambini nei kibbutzim. Tra i documentari da segnalare The Gatekeepers (I guardiani dIsraele) di Dror Moreh, la verit sui servizi segreti dal 48. Tra i lungometraggi The Ballad of Weeping spring, di Benny Torati, la storia dei componenti di una band leggendaria, lEnsamble Turquoise, Ingresso libero. info: www.pitiglianikolnoafestival.it

Los Angeles, 1999. Dave Brown, veterano della guerra nel Vietnam, un agente di polizia che lavora in una sezione speciale specializzata nel lavoro sporco. Quando viene ripreso durante un pestaggio per mettere a tacere i media i superiori vorrebbero costringerlo al ritiro. Da quel momento in pioi inizia per lui una fase discendente che lo porter a fare il bilancio della sua vita. Da un romanzo di James Ellroy che si ispira ai pi di 70 agenti indagati in quegli anni per abuso di potere e corruzione. Con Sigourney Weaver e Steve Buscemi nel cast. SOMETHING GOOD

DI GENNARO NUNZIANTE, CON CHECCO ZALONE, ORSETTA DE ROSSI, ITALIA 2013

DI JAN-OLE GERSTER, CONTOM SCHILLING FRIEDERIKE KEMPTER. GERMANIA 2013

DI E CON LUCA BARBARESCHI, CON ZHANG JINGCHU. ITALIA 2013

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In Cina Xiwen perde il suo bambino, Shitou, che muore avvelenato da un alimento adulterato e contemporaneamente, in Italia, Matteo traffica cibo contraffatto nel mondo. Il film racconta la sua scalata nellindustria alimentare e lincontro fortuito tra i due. UN WEEKEND DA BAMBOCCIONI 2

Esordio che ha vinto ben sei premi della German Academy, un attraversamento dei quartieri di Berlino con ironia mescolata a grazia malinconica da parte di Niko, universitario che ha preso una pausa di riflessione e intanto cerca di orizzontarsi nel mondo. I punti cardinali del regista li ritroviamo nelle immagini in bianco e nero, nella colonna jazz, nel protagonista flaneur. Il nuovo cinema tedesco con gli strumenti della nouvelle vague fa i conti con i luoghi comuni del presente. (s.s.) UNA PICCOLA IMPRESA MERIDIONALE

Nessuno parla pi di operai e di padroni, figurarsi di comunisti, e arriva Checco Zalone che pur dichiarandosi lontano da ogni ideologia, costruisce tutto il suo nuovo film come i precedenti, su quel che resta dell'Italia di un tempo dopo vent'anni di berlusconismo. Erano anni che non si vedevano le bandiere della Cgil, i padroni e gli operai in un film italiano, per non dire in una commedia. Delizioso, divertente, allegro, profondo piccolo film su chi siamo e come stiamo vivendo, un passo avanti sia per Nunziante che per Zalone, un viaggio nelle contraddizioni di un paese in crisi dove alla fine si dovr scegliere da che parte stare. (m.gi.) LA VITA DI ADELE

il tipico on the road attraverso gli States con Blunt in sella alla sua motocicletta e armato di macchina fotografica che incontra persone di tutti i tipi, nella profonda provincia americana (Wyoming, Idaho e dintorni). Famiglie, donne, comunit, bei paesaggi, motorbikes e limmancabile poliziotto che lo ferma per superati limiti di velocit, Bonfire Heart un lavoro senza pretese, molto realistico in parte improvvisato e in parte costruito che veste bene il brano melodico del cantautore inglese. Il singolo incluso nellultimo album Moon Landing. IN MY SECRET LIFE
Canada, 2001, 415, musica: Leonard Cohen, regia: Floria Sigismondi, fonte: Youtube

LESORDIO
ZORAN - IL MIO NIPOTE SCEMO
DI MATTEO OLEOTTO, CON GIUSEPPE BATTISTON, ROK PRANIKAR. ITALIA 2013

DI ABDEL KECHICHE, CON LA SEYDOUX, ADLE EXARCHOPOULOS. FRANCIA 2013

DI DENNIS DUGAN, CON ADAM SANDLER, SALMA HAYEK. USA 2013

Lenny (Adam Sandler doppiato da Riccardo Rossi) ha trasferito la sua famiglia nella piccola citt, dove lui e i suoi amici sono cresciuti e qusta volta prenderanno lezioni dai loro figli durante l'ultimo giorno di scuola. Sequel del film del 2010, con Salma Hayek, Steve Buscemi, Milo Ventimiglia.(s.s.)

DI E CON ROCCO PAPALEO, E CON RICCARDO SCAMARCIO E BARBARA BOBULOVA, ITALIA 2013

Rocco Papaleo pensa e sogna una commedia, di solito ambientata nel meridione, che tratti con leggerezza e ironia argomenti anche importanti per il paese, come l'omosessualit,

Romanzo di formazione, il racconto di un amore incollato alla sua protagonista Adele Exarchopoulos che Kechiche segue, scruta, quasi possiede nelle zone pi segrete, intime, coi primi piani, un'ossessione che la risucchia, entra negli occhi, le mani, i capelli, nella bocca adolescente sempre aperta. Accade tutto e non accade nulla, Emma e Adle parlano di filosofia, si guardano, passeggiano nel parco, si amano, fanno sesso. E siccome in una coppia c' sempre chi soffre e chi si annoia, l'amore esclusivo di Adle finir nel tempo per stancare Emma . Kechiche l'ha scrutata, l'ha messa nuda la sua Adele, ma capace di amarla? (c.pi.)

una dimensione metafisica quella in cui si aggira il cantautore canadese, vestito in abito scuro con Borsalino e occhiali scuri. Un mondo abitato da esseri dal volto a forma di palla schiacciata, senza lineamenti, che vivono in squadrati palazzi di cemento armato. Rispetto ad altri suoi lavori ben pi fantasmagorici e colorati, Floria Sigismondi per visualizzare questo brano dal ritmo lento, cantato da Cohen con la sua inconfondibile voce un po roca sceglie un onirismo freddo e asettico. Il montaggio pi controllato, le immagini sono soprattutto fisse e al ralenti. Particolarmente riuscito In my secret life il taglio di inquadrature avvolte nella penombra, il lavoro sullo spazio architettonico (sia interno sia esterno), che diventa set dove costruire surreali sketch che alludono al lato oscuro e segreto della nostra esistenza.

Paolo Bressan alcolista corpulento, un passato da sciupafemmine che gli costato l'essere mollato dalla moglie che si ostina a voler riconquistare. Il suo incubo sono i vigili che lo puntano ogni sera perch sanno che guida ubriaco. Una zia, slovena muore e a lui spetta un'eredit. Non sono soldi Zoran, una ragazzotto che parla un italiano arcaico, imparato da vecchi libri. Paolo non vede l'ora di scaricarlo in comunit, ma si accorge del particolare talento di Zoran: tira le freccette con abilit mostruosa. E se si potesse cavarne un po' di euro? Il racconto spensierato, da canzone da osteria che magnifica le sorti del vino e rende funebri quelle dell'acqua. E qui per cominciano le difficolt perch il nostro eroe un autentico cialtrone, profittatore e anche antipatico, una sorta di italiano medio all'Alberto Sordi con accento veneto e sbronza molesta. Si sorride in diverse occasioni di fronte a Zoran, ma la commedia sembra viaggiare con il freno a mano tirato per un protagonista triste e infelice contrapposto a una macchietta in salsa slava. Vincitore del premio del pubblico Rarovideo della Settimana della critica. (a.ca.)

ILCIRCOLODELCINEMA
ANGELO AZZURRO
RAINER WERNER FASSBINDER

MAGICO

Fassbinder fra le colline di Firenze. Angelo azzurro, un circolo del cinema di Castelfiorentino segnalatosi negli anni per rassegne di prestigio accompagnate dalla pubblicazione di quaderni monografici (Monicelli, Bresson, Dreyer, Amelio, Lizzani, Tarkovskij...) non si rassegna alla scarsa attenzione del Comune e, pur di continuare lattivit proponendo occasioni di incontro e di lettura critica, ha deciso in questo periodo di organizzare una rassegna dedicata a Fassbinder emigrando in localit collinari vicine: Montaione, Montespertoli, Castelnuovo. Animatore delliniziativa da sempre Jaures Baldeschi il quale, col sostegno di alcuni giovani, continua nella sua ostinata proposta. LAngelo azzurro ha proposto nelle scuole incontri con autori e critici e fino a due, tre anni fa il Comune di Castelfiorentino appoggiava lattivit come parte del suo programma culturale, ma ora si chiuso alla collaborazione: poco pubblico, autori e film difficili Di Fassbinder la rassegna propone fra gli altri Il matrimonio di Maria Braun, Despair, La paura mangia lanima, Il diritto del pi forte, Querelle, tutto Berlin Alexanderplatz, con la pubblicazione un quaderno con saggi di Gualtiero De Santi, Davide Ferrario, Roberto Chiesi, Tullio Masoni, Alberto Zanetti, Luisa Ceretto.

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di JESSICA DAINESE

Se fossi rimasta nel nord dell'Inghilterra, se i miei genitori non si fossero trasferiti al sud, sarei potuta essere un'insegnante. A volte penso che sarebbe bello vivere una vita ordinaria, leggere libri e vedere gli amici. Ma il destino ha voluto per Vivienne Westwood una vita decisamente fuori dall'ordinario. Nata l'8 aprile del 1941, in un villaggio nel Derbyshire, Vivienne Isabel Swire possiede diversi tratti caratteristici del suo segno, l'Ariete: portata all'azione, creativa, energica ed entusiasta. Gli Arieti necessitano perennemente di nuovi obiettivi e nuove idee, e affrontano la vita a testa alta. La sua infanzia piuttosto felice. Le sue origini working-class, e l'austerit del periodo bellico, le infondono un senso del risparmio che l'accompagner per tutta la vita. Sar sempre contraria al consumismo sfrenato, anche quando, in tarda et, diventer benestante. Ad appena quattro anni, dopo aver sentito con orrore la storia della crocefissione di Ges, giura di voler diventare una combattente per la libert: Volevo fare qualcosa per cambiare questo mondo orribile, ricorda. Vivienne una ragazza attraente, vestita in modo originale, con abiti che spesso confeziona lei stessa: aderenti gonne a matita e tacchi alti. Le sue icone sono le aristocratiche mannequin di Vogue e Harper's Bazaar, e le dive glamour del cinema: Marilyn Monroe, Jayne Mansfield, Sophia Loren. Verso la fine degli anni Cinquanta la famiglia Swire si trasferisce nel pi ricco sud, a Harrow (nella Grande Londra). Vivienne, che ama ballare il rock'n'roll, incontra in un locale notturno Derek Westwood. I due si sposano nel 1962, e nel 1963 nasce Ben. Appena tre anni pi tardi la coppia divorzia: lei che lo lascia, perch non sta imparando niente da lui. Vivienne, tornata a casa dei genitori con il figlio, inquieta, non trova la sua strada: inizia diversi corsi di studio e lavori, che abbandona dopo poco. A un certo punto decide di diventare insegnante, ma sotto sotto prova una forte invidia verso il fratello minore Gordon e i suoi amici della Harrow Art School. Tra questi c' un certo Malcolm McLaren (allora conosciuto come Malcolm Edwards), con cui Gordon divide l'appartamento. Presto la ragazza si trasferisce da loro. Malcolm (che ancora vergine) ne da subito attratto sessualmente. Lei no, ma dopo un po' viene conquistata dalla sua parlantina. Mentre lei assembla bigiotteria da vendere al mercato di Portobello, lui le impartisce lezioni di politica, arte e street style. il loro primo progetto insieme, e da subito i ruoli sono stabiliti: lei l'artigiana, lui l'arrogante art director. Quando la Westwood rimane incinta,

entrambi sono d'accordo per un aborto. Ma, mentre si reca ad abortire con i soldi in mano, Vivienne cambia strada e va a comprarsi un cappotto. Nel novembre del 1967 nasce Joseph. Nel 1970 la coppia va a vivere in un appartamentino in un caseggiato popolare a Nightingale Lane, che Vivienne chiamer casa fino al 1998. Entrambi vegetariani, si nutrono principalmente di riso, noci e verdure (che spesso rubano dai giardini dei vicini o dalla spazzatura dei mercati). Malcolm a incanalare nella moda la creativit senza meta di Vivienne. Il loro sodalizio personale e artistico, anche se spesso burrascoso, durer quindici anni. Let it Rock, la prima incarnazione del loro leggendario negozio al numero 430 di King's Road, apre nel 1971. Vendono abbigliamento Teddy Boy, e i 45 giri e la memorabilia r'n'r di Malcolm (ora McLaren). Nel 1973, all'apice dei profitti, Malcolm e Vivienne lo chiudono, per riaprirlo poco dopo con uno stile e un nome diversi: Too Fast to Live, Too Young to Die. La coppia deve cercare di continuo nuove ispirazioni per non annoiarsi: ora il turno dei rocker e dei motociclisti. in questo periodo che iniziano a disegnare le loro celebri t-shirt con gli slogan. Le t-shirt diventano in mano loro capi fashion ma anche strumenti di propaganda, e pi sono oltraggiose, pi hanno successo. Vivienne e Malcolm si recano a New York. Qui frequentano i New York Dolls, che li portano al CBGB a conoscere i principali esponenti della nascente scena punk: Richard Hell (il cui look, fatto di abiti strappati e tenuti insieme da aghi di sicurezza, colpisce molto McLaren), i Ramones, Patti Smith. Quando tornano a casa trovano una Londra sempre pi grigia e depressa, in piena recessione economica. Nell'autunno del 1974 la coppia cambia ancora una volta nome (Sex) e veste al loro punto vendita: iniziano a vendere abbigliamento e accessori fetish in gomma, e lingerie scandalosa. Nell'estate del '76 il negozio sta incassando parecchio, vendendo capi che entreranno nella storia, come le celebri t-shirt Two Naked Cowboys (per colpa della quale Malcolm e Vivienne vengono arrestati) e Tits. Mentre gli obiettivi

di McLaren sono il divertimento e il profitto, la Westwood crede sinceramente che la loro campagna di liberazione sessuale avrebbe modificato gli atteggiamenti degli inglesi nei confronti del sesso. Tra il '74 ed il '75 McLaren aveva trascorso sei mesi a New York, deciso a diventare il

MITI LA STILISTA INGLESE MADRINA DEL PUNK E DELLA SCENA NEW ROMANTIC

La libert secondo Vivienne Westwood

manager dei New York Dolls. L'esperienza si rivela un disastro. Quando torna in Inghilterra cerca un'altra band a cui fare da manager. Trova i membri tra i ragazzini che frequentano Sex: Johnny Rotten, Steve Jones, Paul Cook, Glen Matlock e, pi avanti, Sid Vicious. Nascono i Sex Pistols. Il loro primo concerto si tiene il 6 novembre 1975 al St. Martin's College of Art, e presto in Inghilterra non si fa che parlare di loro e della scena punk di cui sono i portabandiera. Mentre McLaren impegnato a promuovere la band, sfruttare i media e scioccare il pubblico, la Westwood si occupa del negozio e degli abiti. creando il look dei Sex Pistols che evolve da sarta che riproduce modelli vintage a designer vera e propria. La tipica tenuta punk, da lei creata e indossata dai membri della band, composta da pantaloni bondage, maglia in mohair, e t-shirt con slogan. Mai prima la musica e la moda sono state cos legate, vendute in un unico fagotto

tenuto insieme da spille da balia. I ragazzini ne vanno pazzi. Chi non pu permettersi i prezzi salati di Sex (dal 1976 Seditionaries) trafuga i capi dagli scaffali, attivit resa facile dal fatto che gli addetti alle vendite se ne stanno seduti (spesso fatti) a leggere fanzine punk. Oppure si danno al fai-da-te, incoraggiati dalla stessa stilista: Se le persone non possono permettersi i miei vestiti, se li possono fare da soli. A sua difesa, bisogna dire per che la Westwood da sempre odia la moda usa-e-getta di qualit scadente, e che gi allora i suoi abiti sono studiati in ogni minimo dettaglio (trascorre ore in biblioteca a fare ricerche), le rifiniture perfette, i materiali di ottima qualit. Dopo lo scioglimento dei Sex Pistols e la morte di Vicious (nel '79), McLaren si rifugia a Parigi. Vivienne, disillusa dalla mancata rivoluzione sociale del punk, e ai ferri corti con Malcolm, prende le distanze dal movimento. A cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, la stilista trova ispirazione nei costumi d'epoca, pi che dalla strada. Quando McLaren torna a Londra, e Vivienne gli mostra le sue nuove idee, lui le trova poco r'n'r, poco contemporanee, e le suggerisce di cercare ispirazione tra... i pirati. Il collegamento tra musica e fashion ancora una volta fondamentale (a questo proposito, fino a febbraio 2014 aperta al Victoria and Albert Museum di Londra la mostra Club to Catwalk, che analizza come la scena musicale underground degli anni Ottanta ha influenzato la moda dell'epoca. Tra gli stilisti esposti, Vivienne Westwood). sbocciata in Gran Bretagna la scena New Romantic, e il look del pirata moderno ideato da Vivienne e Malcolm rispecchia a meraviglia la nuova tendenza sotterranea. I musicisti-simbolo di questa nuova immagine sono Adam Ant e i Bow Wow Wow (gestiti da McLaren), i quali promuoveranno il look Pirate (e il negozio, che dal 1980 diventa Worlds End, nome che mantiene ad oggi) come i Pistols avevano fatto con le creazioni di Sex/Seditionaries.

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Gli inizi insieme a Malcolm McLaren, compagno di vita e di business, lonoreficenza di Dame ricevuta nel 2006 dalla regina Elisabetta, tutti i progetti per salvare il pianeta
le comunit svantaggiate, per fare in modo che possano cambiare vita. La nostra iniziativa non solo permette a migliaia di donne di guadagnare uno stipendio per mantenere le proprie famiglie, ma anche di imparare nuove abilit. Un giorno tutte loro sperano di avere la propria azienda, creare economia e innalzare lo standard di vita del Kenya. Questa non carit, questo lavoro. Lo slogan di Seditionaries era: Clothes for Heroes. Hai affermato che per te un eroe qualcuno che preparato a correre rischi, uscire e camminare a testa alta. Chi il tuo eroe oggi? Il mio eroe attualmente Julian Assange. Ho creato una t-shirt per Julian: potete mostrare il vostro supporto alla sua associazione acquistando la mia t-shirt I am Julian Assange. Le donazioni a Wikileaks sono state bloccate, ma il 100 percento del profitto della vendita di queste t-shirt servir come raccolta fondi per il loro lavoro. Com' la tua casa? Abito in una palazzina settecentesca, classicamente inglese, coi mattoni rossi e delle grandi finestre che si affacciano sul giardino posteriore. l che scrivo, disegno, rifletto. Tutte le piante, gli arbusti, i fiori presenti nel mio giardino sono coltivati in modo organico. Avere un giardino contribuisce alla riverdificazione dell'ambiente e garantisce un costante ricambio di ossigeno. Credo che l'ideale sia che ognuno si coltivi un piccolo orto biologico. Ci garantisce di avere sempre frutta e verdura di stagione, senza pesticidi, coloranti o conservanti, ed evita le colture intensive e l'inquinamento derivante dal trasporto della merce. Sei molto amata in Italia. Tutte le mie collezioni sono prodotte in Italia. Con l'Italia ho un rapporto speciale, vista l'enorme quantit d'arte che la permea, di cultura, di grandi scrittori e compositori. Proprio quest'anno festeggeremo l'anniversario dei dieci anni della nostra apertura milanese.

In queste pagine alcune immagini di Vivienne Westwood. In grande e accanto alla testata foto di Rankin; gli scatti in basso a pagina 15 sono di Juergen Teller; quella nel centro di Christian Shabenait. Nelle altre foto, in pagina 14 due immagini di Madonna; in 15, in alto i Sex Pistols, in basso Annabelle Lwyn dei Bow Wow Wow, tutti vestiti dalla stilista inglese. Qui sotto Tasmin Omond di Lush

La Pirate Collection una delle migliori di Vivienne Westwood, un successo che la lancia nell'establishment fashion internazionale. Pirate, e le successive Savage (1982) e Buffalo (82-83), sono collezioni che hanno una grossa influenza su designer giapponesi quali Rei Kawakubo (Comme des Garons) e Yohji Yamamoto; decostruttivisti belgi come Margiela e Ann Demeulemeester; Galliano, Gaultier e tanti altri. Il pezzo pi famoso della collezione Buffalo, ad esempio, un reggiseno a cono stile anni Cinquanta indossato sopra una maglia, idea in seguito copiata da Jean-Paul Gaultier e resa celebre da Madonna. Nel 1982 i rapporti tra la Westwood e McLaren peggiorano. La Witches Collection (83-84) sar l'ultima collaborazione tra i due. Nel 1983 Vivienne conosce Carlo D'Amario, che diventa il suo manager italiano e che la porta a fabbricare i suoi abiti in Italia. Nel nostro paese Vivienne trova apprezzamento e un sostegno finanziario che la salva dalla bancarotta. Senza l'Italia, non esisterei, riconosce. Il successo

INTERVISTA AMBIENTE E ECOLOGIA

Cambiamento climatico, ultimo nemico


di J. DA.

stessa estetica, con l'uso delle spille da balia, degli abiti sgualciti e strappati, delle stampe con slogan provocatori e anti-politici. In questi tempi difficili quindi: Dress up! And do it yourself (Agghindatevi! E fatelo da voi). Da molti anni non sono pi interessata al punk. A Londra non ci sono pi punk veri, tranne quelli che lavorano nei negozi di gingilli cinesi, che sono costretti a vestirsi con gli abiti pseudo-punk che devono vendere. In quali modi sono ecologiche le tue creazioni? (Alcuni eco-attivisti criticano la Westwood sostenendo che, nonostante i suoi appelli per salvare l'ambiente, non faccia molto per rendere i suoi abiti o il suo business ecologici). Sto sempre attenta all'uso dei materiali che impiego nelle mie collezioni. Ad esempio, alcuni anni fa, lavorando con Amazonlife, azienda riconosciuta per produrre borse composte solo ed esclusivamente da materiali organici o riciclati, ho reinterpretato il modello di una delle mie borse pi celebri, la Yasmine, disegnando un prodotto fatto di canvas organico e rifiniture in gomma naturale con stampa +5, in riferimento alla teoria di James Lovelock sul surriscaldamento globale. La creazione ottimizza e promuove lutilizzo di materiali eco-sostenibili, e garantisce inoltre un profitto agli indiani del Sud America, produttori di gomma naturale. Ci parli del tuo progetto per Yoox Ethical Fashion Africa Project? Credi sia possibile salvare il mondo attraverso la moda? Nel 2010 partita la mia collaborazione con l'International Trade Centre, un'organizzazione congiunta tra le Nazioni Unite e il Wto. Inizialmente abbiamo presentato tre borse in edizione limitata. Tutte le borse sono cucite a mano a Nairobi da comunit di donne emarginate, ragazze madri, vedove, vittime dell'Aids, e tutte coloro che vivono in condizioni di estrema povert, usando cartelloni pubblicitari riciclati e tende da safari dismesse. Lo scopo dell'iniziativa supportare

LUSH

Climate revolution, una sfida per il futuro


di J. DA.

prosegue per tutti gli anni Ottanta e Novanta: la sua mini-crini e i suoi corsetti sono imitatissimi. Nel 1987 Vivienne (con l'amico Gary Ness) tenta di produrre lei stessa una band rock: Choice. Madonna le aveva scritto di essere la sua designer preferita (nel video di Borderline del 1984 indossa una gonna Vivienne Westwood con stampe di Keith Haring), e D'Amario suggerisce di chiederle di essere la star del gruppo. Con l'aiuto di Robin Scott (Pop Musik) Vivienne scrive alcune canzoni e manda un demo a Madonna, che per non risponde. Al suo posto viene scelta Sarah Stockbridge, la bionda modella simbolo del brand. Vivienne scrive sei canzoni per la band, ma nessuna viene mai registrata. Negli ultimi anni Dame Vivienne Westwood (nel 2006 ottiene l'onorificenza di Dama da parte della Regina) ha vestito numerose dive del pop: Lana del Rey, Katy Perry, e soprattutto Gwen Stefani, sua grande ammiratrice. Ma quell'unione magica e perfetta tra musica e moda sperimentata con i Sex Pistols non si pi verificata. Quest'autunno la moda celebra il trionfo dello stile punk. Ma anche se le strade saranno invase da tanti nipotini dei Sex Pistols in (eco)pelle nera, tartan, t-shirt strappate, e mohair, l'unica, vera, punk rimasta una signora di 72 anni, con i capelli arancioni e indaffarata a salvare l'umanit: Vivienne Westwood.

Per Vivienne Westwood, la moda la pi forte forma di comunicazione che c'. La stilista-attivista inglese da sempre utilizza le sue creazioni fashion per veicolare messaggi politici e sociali che ritiene importanti: dalle prime t-shirt con slogan create con Malcolm McLaren, alle pi recenti collezioni con nomi esplicativi quali Active Resistance, Chaos , e +5. Quando ha confermato la disponibilit a rispondere alle nostre domande, ha messo subito in chiaro che non voleva parlare tanto di moda, quanto patrocinare le sue cause ecologiche. Il suo ultimo nemico da combattere il cambiamento climatico. Nel 2007 ha lanciato il manifesto Active Resistance to Propaganda, per incentivare le persone a ricercare l'arte e la cultura come antidoto contro la propaganda e l'inerzia culturale e politica causata dal consumismo sfrenato. Climate Revolution il nome della rivolta ideata da Vivienne Westwood. I consigli di Dame Vivienne per un'esistenza pi sostenibile sono semplici: comprare meno, scegliere meglio, e far durare di pi le cose; fai-da-te; fare meno lavatrici (secondo lei gli abiti un po' sporchi sono pi belli); smettere di mangiare carne (lei mangia solo frutta e verdura, possibilmente cruda); infine, frequentare le gallerie d'arte.

L'iniziativa Climate Revolution affiliata a Lush, l'iconico brand britannico di cosmetici naturali e vegetariani che da quasi un decennio promuove campagne e finanzia organizzazioni benefiche radicali. Abbiamo posto un paio di domande a Tamsin Omond, un'attivista che lavora per Lush come capo delle campagne globali. Cosa rappresenta per voi Vivienne Westwood? la punk originale, la regina della Cool Britannia, e la sua casa di moda sempre stata un ottimo mezzo per promuovere idee anti-establishment. Sia Lush sia Vivienne Westwood credono che sia nostra responsabilit lottare per il nostro pianeta. Cosa implica la collaborazione tra Lush e Vivienne Westwood? In gennaio, nel Regno Unito, abbiamo raccolto pi di 8mila firme per la Climate Revolution. Attualmente stiamo raccogliendo soldi per organizzazioni e progetti ambientalisti rivoluzionari (anche attraverso la vendita, a partire da novembre, di un prodotto creato dalla Westwood per Lush, ndr). Lush e Vivienne Westwood hanno partecipato insieme alle proteste anti-fracking di Balcombe. Come salviamo il nostro pianeta? Dobbiamo usare meno energia; pi energia rinnovabile e meno combustibili fossili; protestare; viaggiare meno, e viaggiare in modo sostenibile; think global, act local.

Quando hai iniziato a preoccuparti per l'ambiente? Il cambiamento climatico mi preoccupa da sempre. Da sempre uso la mia visibilit per veicolare il mio messaggio a favore delle consapevolezza e dell'azione. Ultimamente ho attivi diversi progetti, tra cui il supporto a Greenpeace per la campagna per salvare l'Artico, e il sostegno a Cool Earth per la salvaguardia della Foresta Pluviale. Parlaci del tuo blog, Active Resistance (www.activeresistanc e.co.uk). L'ho aperto nel 2010, e lo aggiorno costantemente. uno strumento che uso per svegliare le coscienze riguardo a varie tematiche, tra cui il surriscaldamento globale, l'economia, e la politica, come il caso di Bradley Manning, per cui mi sto battendo ultimamente. Pare che il guardaroba di una donna oggi sia quattro volte quello di una donna degli anni Ottanta. Tu hai dichiarato: Penso sia ecologico che gli abiti siano costosi. (Scegliete) la qualit piuttosto che la quantit. Continui a sostenere il do-it-yourself, un principio fondamentale del punk. Credi che il punk sia ancora rilevante oggi? Il punk abbracciava l'idea del DIY, nella musica registrata in ambito domestico, autoprodotta, con distribuzione autogestita. L'abbigliamento ha abbracciato la

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RITMI La mente aliena


di F. AD. 2008 lhanno accompagnato allEl Rey Theater di Los Angeles per uno dei suoi tanti ritorni in scena. Gli altrettanto giovani folker Okkervil River si sono spinti ancora pi in l, convincendolo a tornare in studio e a dare una forma definitiva ad alcune sue vecchie composizioni. Lalbum dove suonano insieme si chiama True Love Cast Out All Evil (Anti, 2012) e sfoggia un suo bel primo piano: il volto in facciata vagamente sorridente, ma con gli occhi che si perdono chiss dove. Ecco, per riassumere la storia di Roky Erickson potrebbero bastare i suoi sguardi allobiettivo immortalati dai vari scatti di copertina, a cominciare da quel caleidoscopio di occhi concentrici che corredava il debutto della sua prima band. The Psychedelic Sounds of 13th Floor Elevators stato il primo 33 giri a importare la parola magica, psichedelia, nel tentativo di percorrere una via americana a quel sound che veniva da oltreoceano a forza di chitarre sbattute contro gli amplificatori e microfoni infilati su e gi per un bricco di plastica (il cosiddetto electric jug). Ci sarebbero voluti pi di dieci anni perch le loro visioni ottenessero credito: nel frattempo i 13th Floor Elevators si saranno sciolti, Roky avr gi finito per esagerare con gli acidi e iniziato a sentire voci misteriose. Gli diagnosticano una forma di schizofrenia, sentenza sommaria a riassumere tutto un drammatico assortimento di disturbi. Disgraziatamente nel 1969 viene trovato in possesso di uno spinello e portato al commissariato di Austin: per evitare di dare il colpo di grazia a una situazione psicologica gi traballante con non meno di dieci anni al fresco decide di difendersi giocando la carta dellinsanit mentale. Inizia qui quel tunnel degli orrori che gli sar fatale, e lo vedr spostarsi dallospedale di Austin alle cliniche del Rusk State Hospital, specializzato nella detenzione dei criminali malati di mente. In mezzo diversi tentativi di evasione si alternano a dosi massicce di elettroshock e di

LE RAGAZZE Y-Y
In arrivo un libro (foto) del critico musicale francese Jean-Emmanuel Deluxe intitolato Y-Y Girls of '60s French Pop (Feral House, in inglese). Allinterno storie, foto, copertine di album e 45 giri. Una raccolta maniacale che racconta le evoluzioni

di un genere musicale che va di pari passo con la nascita del termine easy listening. il mondo di France Gall, Sylvie Vartan, Franoise Hardy, Brigitte Bardot ecc. un mondo in bianco e in nero, minigonne e beat scatenato. Lo stile - denominato francesizzando linglese yeah yeah e ben tre anni prima delluscita di She Loves You dei Beatles - stato riattualizzato negli ultimi anni da un

ampia fetta di artisti: da Lio, che scrive la prefazione del testo, ai Pizzicato Five a April March. anche riaffiorato nella quinta stagione della serie televisiva Mad Men e in particolare nellepisodio in cui Megan (Jessica Par) canta Zou Bisou Bisou al marito Don. La resa sufficientemente ammiccante e ironica ma di certo non supera linterpretazione originale di Gillian Hills, lattrice-cantante di Beat Rusk -. Spesso si comportava in modo gentile, tutto quel che gli interessava era scrivere la sua musica e registrarla. Tutto sommato servito a portare la sua testa altrove. Durante la degenza mette su addirittura un gruppetto, The Missing Links, dove a completare la formazione si contano un tamburellista stupratore e un paio di assassini tra basso e chitarra. Quando finalmente arriveranno le dimissioni, nel 1972, per il pioniere della psichedelia la parola visionario avr un significato ben pi sinistro. Ho attraversato tre fasi distinte: ero un cristiano, poi sono stato posseduto dal demonio per un po, e ora... non ne sono sicuro ma credo proprio di essere un alieno. Cos Roky Erickson a un interdetto intervistatore televisivo, intento a riaccoglierlo con tutti gli onori dopo una lunga assenza dalle scene. Quando si dice che i fantasmi della clinica psichiatrica lo perseguiteranno per il resto della vita non tanto per usare una metafora. La sua convinzione di essere posseduto da un marziano il cantante la ripete a chiare lettere anche dinnanzi un notaio, al quale nel 1982 detta una giustificazione preventiva per qualsiasi legge internazionale dovesse trovarsi a violare un giorno. Per non farsi mancare nulla, si accompagna a un gruppo chiamato proprio The Aliens e popola The Evil One primo titolo dei tre ristampati - di un bestiario da teen horror: cani a due teste, creature dal cervello atomico, alligatori, vampiri e satanassi di ogni sorta. La musica un hard rock stolido e semplicione portato in dote dalla band: Roky pu prestare la propria voce e un genio che si illumina a intermittenza, ma la direzione del lavoro dipende sempre dalla manodopera che di volta in volta ha la pazienza di accompagnarlo. Agli Aliens succederanno presto gli Explosives, e poi i musicisti da entrambe le formazioni si ritroveranno tra i solchi di Dont Slander Me, pubblicato per la prima volta nel gennaio del 1986, a capitalizzare tutto un nuovo pubblico cresciuto durante gli anni del punk. Burn in the Flames finisce nella colonna sonora de Il ritorno dei morti viventi, il grosso dellalbum si appiattisce tra rockabilly e Buddy Holly: camuffato con giubbotto di pelle e occhiali scuri come fu a suo tempo il Lennon revisionista di RocknRoll, Erickson recita un ruolo che convince solo in parte. Va meglio, almeno per chi ascolta, quando si torna a scorgere il suo sguardo disperato e le sue allucinazioni sulla copertina di Gremlins Have Pictures. Il terzo e pi disordinato capitolo della produzione ericksoniana per paradosso anche il migliore, o perlomeno il pi significativo per capire la discografia che seguir. Unanarchica raccolta di registrazioni rubate, da un palco o da una camera dospedale, prove da menestrello in stile dylaniano presto abdicate in favore dei numeri elettrici, con picchi da pelle doca (vedi la versione ai cento allora di Heroin dei Velvet Underground). Il suo testamento si trova dove meno te laspetti, tra unautodichiarazione di identit demoniaca e unode alla Bestia, in un momento di lucidit armato solo di una chitarra acustica e di una voce che non sar mai pi cos sincera. I have always been here before, canta, sono sempre stato qui, fin da prima. Provateci voi, a dargli torto.

di Roky Erickson
NATIONAL WAKE

I colori della rivolta


una bella storia quella di Rodriguez, per tutto quello che lui ha significato per noi. Ma il film dice anche che da noi non cera musica di protesta e quella una fesseria. I National Wake erano costantemente nellocchio del ciclone. Parola di Ivan Kadey, chitarrista della punk band pi ricercata del Sudafrica. Dalle stesse terre che decretarono il successo di Sugar Man rispunta unaltra vicenda, anchessa rimossa e riportata in vita grazie a un recente film documentario, Punk in Africa (2012). Perch se nel 1976 Londra si preparava al grande incendio, la Soweto in balia delle rivolte contro lapartheid non era certo da meno. Un sound vicino a quello di certe formazioni britanniche, Wire e Clash in primis, ora teso e aggressivo ora adagiato alle movenze in levare del dub. Gi la musica di per s non aiutava, i testi di denuncia contro la politica repressiva del governo men che meno, ma la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso stava nei colori messi in campo dalla formazione: i componenti dei National Wake erano per due quarti bianchi e per gli altri due neri, e tanto bastava per metterli in cima alla Top Ten delle forze dellordine. Ebbero il tempo di pubblicare un solo album, nel 1981, e poi via a gambe levate: a dispetto delle 700 copie vendute il loro culto ha continuato a vivere sottobanco, tra registrazioni rubate e nastri di contrabbando, fino a quando la Light in the Attic non ha scelto di ripubblicare nella raccolta Walk in Africa lintero corpus di incisioni compreso tra 1979 e 1981, due anni di vita soltanto trascorsi tra il colpo e la fuga.

anestetici da cavallo. Tra una seduta e laltra, trova il tempo di continuare scrivere e a registrare musica. Se ne stava tutto il giorno chiss dove a scrivere canzoni sul suo quaderno giallo - racconta uno psichiatra allora di turno al

di SIMONE DOTTO

Rispolverare vecchi titoli fuori catalogo, imbottirli di pezzi inediti, demo take, alternate take e note di copertina, accompagnarli con contenuti straordinari e immancabilmente speciali, dischi bonus, registrazioni audio e video di esibizioni dal vivo, infiocchettarli in confezioni nuove di pacca e infine rispedirli sul mercato al prezzo di una cena in un ristorante bene. Per un mercato che si aggrappa con le unghie alla ristretta ma facoltosa cerchia di collezionisti e feticisti delloggetto, tornare a rovistare negli archivi una necessit. Averla saputa trasformare in virt va tutto a merito della Light in the Attic, letichetta di Seattle fondata da Matt Sullivan che dal 2002 si vota quasi interamente alla missione di rifare la Storia del pop. ormai nota la vicenda di Sixto Rodriguez, il Bob Dylan mancato, protagonista del recente documentario Searching for Sugar Man: i tipi della Light in the Attic hanno contribuito a restituire la sua breve produzione al pubblico sudafricano che lo aveva eletto a icona controculturale, ma soprattutto a quella parte di mondo occidentale che fino a ieri laltro aveva serenamente ignorato la sua esistenza. Roger Kynard Erickson invece non sar proprio il Signor Nessuno che era stato Rodriguez, ma qualcuno che ha provato pi di una volta lebbrezza di venire dimenticato e riscoperto. A perpetuarne il culto sono a tuttoggi musicisti di una o due generazioni pi giovani: se lo sfortunato cantante texano avesse avuto dei nipoti sarebbero probabilmente assomigliati ai Black Angels, suoi concittadini di Austin e unico gruppo in attivit della Light in the Attic, che nel

Letichetta indie di Seattle, Light in the Attic, ristampa i lavori dellex leader dei 13th Floor Elevators. Una vita, quella del pioniere della psichedelia, segnata da droga, carceri e ospedali psichiatrici
In questa pagina: in alto a sinistra il logo delletichetta Light in the Attic; sotto la copertina di un disco di Roky Erickson and The Aliens; sotto al titolo Erickson oggi; qui accanto i National Wake; sopra Roky Erickson ai tempi dei 13th Floor ELevators; accanto al titolo ancora i National Wake

ALIAS 2 NOVEMBRE 2013

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Girl, Blowup, Arancia meccanica. Ma tant, quella versione dimostra come il genere sia sopravvissuto e continui ad influenzare modi e suoni. Da ricordare che lo y-y sollecit negli Usa, e altrove nel mondo, una teoria di album con termini francesi nel titolo, in particolare discotheque e gogoo. Bentornati nella fabbrica del pop anni Sessanta, quella di Serge Gainsbourg e fratelli. BLACKFIELD IV (Kscope/Audioglobe) La domanda sorge spontanea. Perch un musicista di valore come Steven Wilson debba spendere il suo buon nome per lavori come questo quarto del progetto Blackfield, nato come cosa a due con il cantante e autore israeliano Aviv Geffen e col tempo sempre pi roba di quest'ultimo. Non che i precedenti capitoli fossero chiss cosa, ma qui la questione prende una piega quasi imbarazzante. Pop rock smielato e senza consistenza. Un passaggio a vuoto... (r.pe.)

ULTRASUONATI DA STEFANO CRIPPA JESSICA DAINESE LUCIANO DEL SETTE GIANLUCA DIANA GUIDO FESTINESE MARIO GAMBA ROBERTO PECIOLA

IN USCITA A NOVEMBRE
Apocalyptica Wagner Reloaded-Live in Leipzig (Bmg Rights/Self) Blood Orange Cupid Deluxe (Domino/ Self) Correction House Last City Zero (Neurot/Goodfellas) Dead Meadow Warble Womb (Xemu/ Goodfellas) Andi Deris and Bad Bankers Million Dollar Haircuts on Ten Cent Heads (Earmusic/Edel) Dirtbombs Ooey Gooey Chewy Ka-blooey (In the Red/Goodfellas) Ilan Eshkeri & Andy Burrows The Snowman & the Snowdog ost (Pias/Self) Josephne Foster I'm a Dreamer (Fire/ Goodfellas) Fuzz s/t (In the Red/Goodfellas) Neil Gaiman & Amanda Palmer An Evening With... (Cooking Vinyl/Edel) Los Hacheros Pilon (Daptone) Laurel Halo Chance of Rain (Hyperdub/ Goodfellas) Tim Hecker Virgins (Kranky/Goodfellas) Arve Henriksen Places of Worship (Rune Grammofon/Goodfellas) Garland Jeffreys Truth Serum (Thirty Tigers/Goodfellas) Kronos Quartet w/ Bryce Dessner Aheym (Epitaph-Anti/Self) Cate Le Bon Mug Museum (Turnstile/ Self) Lily & Madeleine s/t (Asthmatic Kitty/ Goodfellas) Massacra Day of the Massacra (Century Media/Universal) Melt Banana Fetch (A-zap/Goodfellas) Melvins Tres cabrones (Ipecac/ Goodfellas) Midlake Antiphon (Bella Union/PiasCoop/Self) Miracle Mercury (Planet Mu/ Goodfellas) Mt. Royal s/t (Bella Union/Pias-Coop/ Self) Niton s/t (Pulver und Asche) Okkervil River The Silver Gymnasium (Ato/Self) Polvo Siberia (Merge/Goodfellas) Reveille Broken Machines (Clapping Music) Russian Circles Memorial (Sargent House/Goodfellas) San Fermin s/t (Downtown-Coop/Self) Irmin Schmidt Villa Wunderbar (Mute/ Self) Seether Seether 2002/2013 (Cooking Vinyl/Edel) Setting Sun Be Here when You Get there (Young Love) Orval Carlos Sibelius Super Forma (Clapping Music) Swearin' Surfing Strange (Wichita/Self) White Denim Corsicana Lemonade (Downtown-Coop/Self)

CANTAUTORI

Quel ragazzaccio di Benvenuti


Quello che uscito , a mio parere, un inno alla vita, un desiderio enorme di resistere al senso di vuoto. Abbiamo creato un ripieno, insomma, destinato a insaporire il cervello di chi lo ascolter. Cos, con tratto sapido e rapido, in cui sembra di sentir risuonare il vocione toscano, Alessandro Benvenuti presenta la nuova fatica da cantautore, R-Irrequieto.02 (Ma.So.) Che dire ancora, di questo ragazzaccio che unisce tenerezza e proficua ostinazione, languori e staffilate, con un gusto per la canzone che tanti del mestiere non avranno mai? Meglio ascoltare altra eccellenza, allora. Ad esempio Portavrta (Jolefilm) di Lorenzo Morguzzi, che a dispetto di tanta onorata carriera in gruppi d'autore e in sodalizio con Paolini al suo esordio da solista. Tredici canzoni notevoli dall'autore monzese, una, quella che intitola il tutto, in dialetto, per controbattere l'idiozia razzista. Guarda a Veloso, a Tenco, a Fossati l'ottimo Emanuele Belloni di E sei arrivata tu (Odd Times/Egea): con l'aiuto del funambolico Guinga e di amici jazzisti che impreziosiscono canzoni intelligenti e belle, a banalit zero. (Guido Festinese)

RAFFAELE CASARANO & LOCOMOTIVE NO (Tuk Music/Egea) C' un'aria evidente di rilassatezza, di serenit, di comunicativa gioiosa in questa musica: che tutto vuol dire, tranne che sia una sorta di melassa jazz ipercalorica. Vero il contrario: le condizioni di una bella residenza a Correggio Jazz hanno creato uno spazio quieto ideale, per il sassofonista salentino e il suo gruppo. Temi belli e cantabili, passione, e anche la voce di Giuliano Sangiorgi (Negramaro) ne Lu rusciu de lu mare. (g.fe.) CHER CLOSER TO THE TRUTH (Warner Bros) Abbiate piet, sono poche le dive rimaste in scena. Chi si auto-pensionata ancora pimpante, come Tina Turner, e chi inece dovrebbe farlo. Bene, Cher sempre e prepotentemente sulla cresta dell'onda. Voce da contralto intatta, look chiassosi pure, interviste favolose e humor devastante. Cosa volete di pi? Ah, il disco. Beh, glielo perdoniamo, un tentativo di rimescolare le carte del successone Believe... Tanta dance zum zum zum, qualche ballatona e niente che resti realmente nell'immaginario pop. Ma va bene anche cos. (s.cr.) LA METRALLI QUALCHE GRAMMO DI GRAVITA' (A Buzz Suprme) La Metralli cammina lungo un genere battezzato dalla band Avantique, antico e contemporaneo insieme. Prova ne sia luso tutto particolare delle sonorit elettroniche a spartirsi il campo con strumenti acustici e semiacustici. Lalbum stato registrato a 432 hz, frequenza dellaccordatura naturale (quella del diapason a 440), in grado di produrre suoni pi pastosi e pieni. In tre passi, Piovevo, Maestrale, Ponente e le altre 11 tracce sono invito a lasciarsi cadere nella vita con il peso specifico delle proprie sensibilit ed emozioni. (l.d.s.)

INDIE ITALIA

INDIE ITALIA/2

ELECTRO

Collettivi Il gusto amaro non accomodanti del pop punk


Sono destinati a rimanere un gruppo di nicchia. Perch il loro mix strambo di generi e atmosfere non sar mai radiofonico n accomodante. Il Collettivo Ginsberg, fattosi notare a inizio anno con un interessante ep, pubblica l'esordio, Asa Nisi Masa (Seamount Prod.). Tra ricordi di blues ancestrale, jazz sghembo e zappiano, voli a bassa quota intorno all'alt rock e tirate a cento all'ora nell'avanguardia, il gruppo emiliano-romagnolo aggiunge testi intelligenti e sagaci. I diari miserabili di Samuel Geremia Hoogan (Disco Dada/ Audioglobe) il secondo lavoro per il musicista e produttore livornese Gianluca Lo Presti, in arte Nevica su Quattropuntozero. Elettronica e shoegaze si fondono e, grazie alle ritmiche affidate alle macchine (a parte tre brani) ecco apparire un sentore industrial la Nine Inch Nails. Da Firenze debutto per il duo Go!Zilla. Chitarra e batteria sono lo spettro strumentale dei due, che, rispetto ai tanti gruppi del genere nati in Italia da qualche anno a questa parte, anzich guardare al blues mirano a uno psych garage punk. Ma c' molto da lavorare sulla composizione. (Brian Morden) LEFT LANE CRUISER ROCK THEM BACK TO HELL! (Alive Natural Sound) Brenn Breck & Freddy J IV e il loro miglior disco di sempre. Freschezza e potenza intatte, ma meglio condotte. Scevri dal voler tentare strade pop di facile presa, permangono in quel magma di blues collinare pervaso da furori periferici urbani. C' tempo per sensazioni melanconiche (Coley), corrosive (Juice to Get Loose) e rabbiose (Electrify). Groove, passione e maturit artistica. Imperdibile. (g.di.) Da Napoli con amore arrivano L'amo, ovvero Alessio, Domenico e Federico, gi vincitori di una Targa Giovani Mei 2012. Niente ( un bel pensiero da mettere tra le gambe alle ragazze) (To Lose La Track/ Fallodischi/V4V/La Fine) un bel dischetto pop punk dal retrogusto amaro, svelto e compatto. Dicono: Queste canzoni sono uguali a noi. Ma anche un po' a noi: sar per questo che ci piacciono. Dalla West Coast alla East Coast: i fanesi Montana ci mandano il loro primo album Debuttanti (Sonatine Produzioni/To Lose La Track). Per sono tutt'altro che esordienti, vista la loro precedente militanza in gruppi quali Un Quarto Morto, The Barbacans ecc. Non lasciatevi fregare dalla copertina rosa confetto, qui c' solo punk'n'roll pestato ed energico. Per prendere fiato mettiamo su ll'ep Crystal Ball dei pesaresi Orange Lem. Eleganza e pacatezza sono le parole d'ordine della band di Marco Braca, che in questo mini propone quattro soffici chicche synthpop. Featuring Costanza dei Be Forest (in Richard Cane) e Alessandro Baronciani (alla grafica). (Jessica Dainese) AARON PARKS ARBORESCENCE (Ecm/Ducale) La nuova star del piano jazz. Il trentenne americano al centro dellattenzione. E ci credonopure! E lo scrivono, su carta e online! Cascami di cascami di Jarrett, per giunta frigidi, in questi 11 brani in solitudine e a ruota libera. Intimismo senza talento. Tirano in ballo, gli apologeti, Bley, Satie e persino Bartk. Disgraziati conformisti. Sa suonare? E ci mancherebbe che non sapesse suonare! Un bluff? Magari! Avrebbe un po di sapore! (m.ga.)

Se la Grande Mela sintetica


Williamsburg una delle zone pi cool di Brooklyn, piena di locali, dove i newyorkesi pi alternativi si riversano quando si fa sera. Da l arrivano Au Revoir Simone, tre ragazze che amano i sintetizzatori e la musica pop. Move in Spectrums (Moshi Moshi/Pias-Coop/Self) il loro quarto lavoro, a quattro anni dal precedente. Anni in cui dal punto di vista creativo poco cambiato. Le tre fanno synth pop, appunto, e lo fanno bene. I sintetizzatori sono stati, e sono, gran parte del suono degli Mgmt, anche loro newyorkesi. Ma in questo terzo lavoro, omonimo (Columbia/Sony), lo spettro sonoro si fa pi ampio, e, per chi scrive, anche maggiormente a fuoco. Le stranezze di sempre, certo, ma anche una consapevolezza nel comporre brani che non siano semplicemente possibili hit, ma qualcosa di pi concreto. Da ascoltare le psichedeliche Mystery Disease, Introspection e Your Life Is a Lie. Echi di psichedelia anche in Glow (Warp/Self), nuovo lavoro del guru dell'idm francese Jackson and His Computerband, tornato dopo oltre otto anni di silenzio. Musica liquida e ritmi (non sempre) incalzanti. Niente male. (Roberto Peciola) PLUTONIUM BABY WELCOME TO THE WEIRD WORLD (Vida Loca Records) Per una bella dose di adrenalina si pu sempre contare sull'instancabile Daniela Black Guitarra, la quale da circa due decenni spaccia il pi grintoso e scapestrato r'n'r dello stivale (un go-go boot, ovviamente). Messe in pausa le Motorama, si alleata con due Cactus (Fil Sharp e Feith Da Grave), per una sintesi perfetta delle due band d'origine. Per zombie, lupi mannari, punx radioattivi e tipi strambi. (j.da.)

ON THE ROAD
Queens of the Stone Age
Unica data per presentare il nuovo lavoro della rock band di Josh Homme. In apertura Band of Skulls. Assago (Mi) DOMENICA 3 NOVEMBRE
(MEDIOLANUM FORUM)

A CURA DI ROBERTO PECIOLA CON LUIGI ONORI SEGNALAZIONI: rpeciola@ilmanifesto.it EVENTUALI VARIAZIONI DI DATI E LUOGHI SONO INDIPENDENTI DALLA NOSTRA VOLONT

Kaki King
La bravissima cantante e autrice nonch ottima chitarrista acustica. Milano LUNEDI' 4 NOVEMBRE (TEATRO
MARTINITT-SOUND AND COMFORT FESTIVAL) Firenze MARTEDI' 5 NOVEMBRE (TENDER) Palermo MERCOLEDI' 6 NOVEMBRE (TEATRO JOLLY) Roma GIOVEDI' 7 NOVEMBRE (BLACKOUT) Bologna VENERDI' 8 NOVEMBRE (LOCOMOTIV) Conegliano Veneto (Tv) SABATO 9 NOVEMBRE (APARTAMENTO HOFFMAN)

Romagnano Sesia (No)


MERCOLEDI' 6 NOVEMBRE (ROCK'N'ROLL ARENA)

Holograms
In Italia la synth punk band svedese. Padova SABATO 2 NOVEMBRE (BASTIONE
ALICORNO)

gli Opus 5 e la vocalist Barbara Casini. Bologna e Ferrara SABATO 2 E DA


MARTEDI' 5 A SABATO 9 NOVEMBRE (VARIE SEDI)

contrabbassista (3 novembre, ore 11). Roma SABATO 2 E DOMENICA 3 NOVEMBRE (AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA)

Bob Dylan
Torna in Italia il vecchio menestrello di Duluth. Milano DA SABATO 2 A LUNEDI'
4 NOVEMBRE (TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI) Roma MERCOLEDI' 6 E GIOVEDI' 7 NOVEMBRE (ATLANTICO LIVE) Padova VENERDI' 8 NOVEMBRE (GRAN TEATRO GEOX)

Factory Floor
La band post industrial londinese. Torino GIOVEDI' 7 NOVEMBRE (CLUB
TO CLUB)

Moncalieri Jazz Festival


Nellambito della rassegna prevista una notte nera del jazz. In vari spazi e orari (con degustazioni) sar possibile ascoltare, tra gli altri, Funk Off, Alotto e Mignone Duo, Jam Studio Orchestra, Saxophobia Ensemble, Alessandro Cora 4tet, Alessandro Chiappetta 4tet, Fabio Caucino 4tet, Fabrizio Veglia Band, The Cuban Tropical Swing Orchestra. Moncalieri (To) SABATO 2 NOVEMBRE
(CASTELLO REALE)

Casa del Jazz


La domenica mattina (ore 12) le guide allascolto della New Talents Jazz Orchestra diretta da Mario Corvini. Fra i concerti la fusion della Carl Verheyen Band e il notevole duo Luca Aquino (tromba, flicorno e elettronica) e Carmine Ioanna (fisarmonica) che presentano lalbum aQustico. Roma DOMENICA 3, MARTEDI' 5 E SABATO
9 NOVEMBRE (CASA DEL JAZZ)

Pixies
Il ritorno della seminale indie rock band statunitense, guidata da Black Francis. Unica data. Milano LUNEDI' 4 NOVEMBRE (ALCATRAZ)

Dilated Peoples
Rap underground dalla West Coast. Milano SABATO 9 NOVEMBRE (TUNNEL)

Local Natives
La band indie rock statunitense, tra Fleet Foxes e Coldplay. Ad aprire i concerti i Cloud Control. Bologna SABATO 9 NOVEMBRE (ESTRAGON)

ZZZ's
Dal Giappone un mix di post punk e no wave. Varazze (Sv) MARTEDI' 5 NOVEMBRE
(RAIN DOGS)

Pharmakon
Progetto noise sperimentale per l'artista newyorkese Margaret Chardiet. Madonna dell'Albero (Ra)
SABATO 9 NOVEMBRE (BRONSON)

Four Tet
Una delicata miscela tra tecnologia elettronica e calde sonorit acustiche. Torino SABATO 9 NOVEMBRE (OVAL
LINGOTTO)

Low
Forse la pi lenta delle slowcore band, con riferimenti al dark anni Ottanta. Roma LUNEDI' 4 NOVEMBRE (AUDITORIUM
PARCO DELLA MUSICA)

Roma MERCOLEDI' 6 NOVEMBRE (INIT) Faenza (Ra) GIOVEDI' 7 NOVEMBRE


(CLANDESTINO) Brescia VENERDI' 8 NOVEMBRE (LIO BAR)

Adam Green
Un capostipite della nuova scena anti-folk newyorkese. Ancona SABATO 2 NOVEMBRE (DECIBEL) Roma MARTEDI' 5 NOVEMBRE (CIRCOLO
DEGLI ARTISTI)

Roma Soul Revue


La rassegna itinerante Ausgang presenta Charles Bradley & His Extraordinaires; per la prima volta si esibisce a Roma il cantante soul che vive a New York. Roma SABATO 2 NOVEMBRE (ANGELO MAI)

San Servolo Jazz Meeting


Si inizia con linaugurazione della mostra fotografica Note a margine di Luciano Rossetti (ore 19,30). Alle 21 concerto del Dafnis Prieto Proverb Trio (con, oltre al leader batterista, la voce di Kokayi e le tastiere di Jason Lindner). Venezia GIOVEDI' 7 NOVEMBRE (ISOLA
DI SAN SERVOLO)

Virginiana Miller
La band livornese presenta il nuovo album, Venga il regno. Siena VENERDI' 8 NOVEMBRE (COMPLESSO
SAN NICCOLO')

San Vito di Leguzzano (Vi)


SABATO 9 NOVEMBRE (CENTRO STABILE DI CULTURA)

Torino MERCOLEDI' 6 NOVEMBRE (SPAZIO


211)

Firenze MARTEDI' 5 NOVEMBRE (TEATRO


PUCCINI)

Iceage
Post punk rock per la band danese. Milano MARTEDI' 5 NOVEMBRE (ROCKET) Bologna MERCOLEDI' 6 NOVEMBRE
(LOCOMOTIV)

Sound & Comfort


Il festival annovera una line up di tutto rispetto. Sul palco, nell'ordine, Kaki King, Agnes Obel e Low. Milano DA LUNEDI' 4 A MERCOLEDI'
6 NOVEMBRE (TEATRO MARTINITT)

Roma Jazz Festival


La giornata conclusiva si articola in due momenti: presentazione del libro Mingus secondo Mingus-I grandi del jazz di Minimum Fax di John F. Goodman (ore 19); concerto della Mingus Dinasty con letture dal testo di Goodman proposte da Francesco Pannofino. La Lezione di jazz curata da Stefano Zenni ancora dedicata allautobiografia del grande

Milano MERCOLEDI' 6 NOVEMBRE (TEATRO


MARTINITT-SOUND AND CONFORT FESTIVAL)

Milano GIOVEDI' 7 NOVEMBRE (BIKO) Firenze VENERDI' 8 NOVEMBRE (TENDER) Poggio Berni (Rn) SABATO
9 NOVEMBRE (CIRCOLO DEI MALFATTORI)

Atelier Musicale
Recital del quintetto del pianista, didatta, compositore Enrico Intra; durante il pomeriggio sar presentato il metodo del maestro Intra Improvvisazione altra, introdotto dal musicologo Maurizio Franco. Milano SABATO 9 NOVEMBRE (SOCIET
UMANITARIA, ORE 17,30)

Miles Kane
Dopo il tour estivo con gli Arctic Monkeys torna, per una sola data, il pop del cantante e musicista inglese. Milano SABATO 2 NOVEMBRE (MAGAZZINI
GENERALI)

Quireboys
Una leggenda del gypsy rock inglese. Trieste MARTEDI' 5 NOVEMBRE (TEATRO
MIELA)

French Films
Psych pop rock per la band finlandese, Legnano (Mi) VENERDI' 8 NOVEMBRE (CIRCOLONE) Roma SABATO 9 NOVEMBRE (XS)

Bologna Jazz Festival


La rassegna va avanti con il quintetto del trombettista Dave Douglas, il Group del batterista Jack DeJohnette,

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ALIAS 2 NOVEMBRE 2013

Se ne andato lautore di Walk on the Wild Side e mille altre perle. tra i musicisti pi citati del rock, continua a vivere nei dischi di cloni, emuli, colleghi
di FRANCESCO ADINOLFI

LOU REED
mo parlati ed venuta a casa mia. Ho parlato per ore e lei mi fissava senza dire nulla. Al tempo vivevo con una ragazza, una pazza, bionda. Volevo che vivessimo tutti e tre insieme ma per lei era troppo. Lei andata via e Rachel rimasta. A Rachel non importava nulla di chi fossi e di cosa facevo. A malapena aveva sentito la mia musica e nemmeno le piaceva troppo. Rachel sa come comportarsi con me, nessuno finora laveva capito. Di Rachel non si sa nulla, nemmeno il cognome; per alcuni era un travestito, per altri una trans. Si sa che negli anni Settanta era una presenza fissa del locale Max's Kansas City di New York. Ci sono foto di Lou e Rachel fatte da Mick Rock per Penthouse. Nessuno sa quando, dove e come morta. L'unica certezza che nel '78, dopo Street Hassle, Lou Reed smette di parlarne; un rifiuto completo; dichiarer che tutti gli album da qui in poi saranno cose che davvero voglio pubblicare. Basta con questa immagine da checca drogata, con tutte queste stronzate, i capelli tinti. Sono quello che si sa imitare meglio, tutti mi copiano ma io ho creato Lou Reed e non ho nulla in comune con lui. Da l parte l'era etero che arriva fino a Laurie Anderson. Implacabile, misantropo, solitario, feroce, Lou Reed si concedeva poco ai media, detestava i tour e preferiva lo studio di registrazione. Nel '89, in occasione dell'uscita di New York, si fece attendere per pi di un'ora prima di concedersi alla stampa. Ne valse la pena, per chi scrive fu un incontro determinante per andare al cuore della sua poetica. Di quel carattere cos imprevedibile e scostante, parl nel '74 Chrissie Hynde (Pretenders) quando era critico musicale di New Musical Express. Recensendo Rock'n'roll Animal, il live del '74, paragonava Reed a una scimmia alla catena, terrorizzato e terrorizzante: Il pubblico applaude dopo ogni canzone. Siamo con te, s, abbiamo sempre amato quei tuoi pezzi. Bene... lui vi odia. Al contrario Morrissey, intervistato anni fa dal Telegraph, dichiarava: Quando l'ho incontrato mi aspettavo il peggio, e invece terribilmente gradevole, amichevole e interessato. Bisogna capire che negli anni Settanta era devastato dalla droga e questo si rifletteva sulla persona. Nei suoi testi raccontava la bellezza della morte e l'impossibilit della vita. Lou Reed andava capito, anche e soprattutto musicalmente; le dissonanze e le spigolosit di cui infittiva i suoi pezzi e quelli dei Velvet nascevano da l, da questi eterni contrasti e abissi di cui l'uomo e l'artista si sempre nutrito. Resta uno dei musicisti pi citati del rock: il maestro di David Bowie, Patti Smith, Nirvana, U2, Talking Heads. Una lista enorme nei cui dischi Lou Reed ha vissuto e continua a vivere.

Lou Reed scomparso domenica scorsa aprendo tra fan e media il tunnel dei ricordi. Tutti hanno un Lou Reed da piangere. Inutile dire che l'artista (solista) e la sua band, i Velvet Underground sono stati al cuore del rock capovolgendo semanticamente il senso stesso di un genere musicale da sempre teso a celebrare/ prolungare l'idea di adolescenza gioiosa, tumultuosa, vitale, pre-adulta. Con i Velvet Underground avviene il contrario, la morte diventa bene di consumo, diventa protagonista dei brani (rivestita anche di un alone di culto); non caso sono stati i primi a cantarla nel 1967 avendone una consapevolezza tragica, tremenda. Se si confronta la produzione dei Velvet Underground con la controcultura californiana del tempo, con i fiori e i fumi degli hippy si capisce dove stesse la testa di Lou Reed. Le sue canzoni hanno trasformato in arte il quotidiano pi urbano e noir (un mendicante, uno stupro, una dose di eroina, un bacio, un amore trans/gay/etero) cogliendolo nell'attimo pi sofferto e devastato, ripetendolo all'infinito in canzoni rette da quella stessa idea di serialit (lirica e sonora) mutuata da Andy Warhol, il loro mentore. Anche il manifesto ha ricordato nei giorni scorsi Lou Reed, inutile ripercorrere in questa sede carriera e avventure sonore, piuttosto preferiamo concentrarci su istantanee che danno il segno di quando l'artista sia stato centrale per il rock. Nel 1997 David Bowie festeggia con un concerto al Madison Square Garden i suoi 50 anni. Ha l'occasione di cantare con Lou Reed a cui ha prodotto Transformer, album capolavoro del 72. Dentro quel disco c' tutto: Vicious, Perfect Day, Walk on the Wild Side, Satellite of Love. Eseguono Queen Bitch, pezzo omaggio di Bowie a Reed incluso in Hunky Dory, l'album di un anno prima. Eseguono anche I'm Waiting for the Man e Dirty Blvd. Bowie, di cui Reed stato fondamentale ispiratore, gioioso, lo guarda come il bimbo guarda la mamma e lo presenta come The King of New York (si vede qui: http://www.youtube.com/watch?v=F2orgACrQto). Lou Reed stato quella citt, l'ha cantata, amata, criticata, detestata. L'ha omaggiata e esorcizzata nei pezzi, le ha dedicato l'album New York. Nella citt che divora i suoi musicisti (parola dell'artista) Reed incontra John Cale. Al tempo il primo scriveva canzoncine da festa delle medie per la Pickwick records di New York, il secondo suonava la viola e sperimentava con il Theatre of Eter-

Sopra Lou Reed con Andy Warhol, a sinistra con Iggy Pop. In grande e in piccolo due sue immagini con Andy Warhol avviene nel 1965 al Cafe Bizarre, club per turisti in cui venivano serviti i cocktail pi insoliti. Al tempo i Velvet Underground sono guidati dal manager Al Aronowitz, presto scaricato dopo l'incontro con Andy Warhol. Al Cafe Bizarre e resta folgorato dai testi (eroina, sadomaso ecc.) e dall'aspetto noir della band. il regista Paul Morrissey, amico e collaboratore di Warhol, a convincere quest'ultimo che quello il gruppo giusto su cui investire. Racconter il regista: A Andy non interessava il rock, a me s; volevo entrarci perch ci si poteva fare i soldi; la mia idea che si poteva guadagnare bene se facevi il manager di una rock band di cui si parlava sui giornali e in quello Andy era bravo, finire sui giornali. Warhol diventer il manager nominale della formazione e la sua Factory il quartier generale della band. Nella carriera di Lou Reed un personaggio stato spesso sottovalutato: Rachel (Tommy), transessuale che il cantante amer e da cui si far ispirare. L'album Coney Island Baby dedicato a lei. Per met di origini indiane e per met messicano, Rachel verr aspramente criticata dal critico musicale Lester Bangs che sulla rivista Creem la descriver cos: capelli lunghi, barba, tette, grottesca, abietta. Reed non glielo perdoner mai e lo stesso Bangs si rammaricher di aver scritto quelle cose. Per John Cale, Rachel era longilinea, avvenente e elegante. In un'intervista alla rivista Bambi, Lou Reed racconter: successo in un club di quelli che chiudono molto tardi al Greenwich Village; entro e vedo questa persona incredibile, con quel trucco e quel vestito. Rachel non era come nessun altro l dentro. Ci sia-

nal Music di La Monte Young. Dopo essersi conosciuti a una festa ed essere stati presentati da Terry Phillips della Pickwick, formano i Pirmitives, gruppo che nasce per supportare l'uscita di The Ostrich, un pezzo da ballo scritto da Reed. Cale ricorder

che i Primitives appariranno per un paio di fine settimana in tv all'Ed Sullivan Show, suoneranno anche dal vivo e offriranno ai due la possibilit di conoscersi meglio. L'interesse per l'avanguardia porter alla nascita dei Velvet Underground. L'incontro

RICORDI GLI ESORDI, I VELVET UNDERGROUND, ANDY WARHOL, CHRISSIE HYNDE, MORRISSEY

Aspettando luomo, lultima follia di The King of New York