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La corrosione dellacciaio e i metodi per prevenirla

10/07/2001
Lacciaio, materiale molto diffuso nelle costruzioni, soggetto a degrado
dovuto alla corrosione. Per prevenire conseguenze anche molto gravi,
necessario prevedere una adeguata protezione e manutenzione.
di: Lorena Ciapparelli
Lutilizzo dellacciaio in edilizia
carpenteria metallica e armature, i due utilizzi principali.
Se pensiamo allacciaio come materiale da costruzione, immediatamente ci
saltano alla mente tutte le varie applicazioni sotto forma di profili di
carpenteria metallica oppure, ancora di pi, le gabbie di tondino metallico
usate come anima resistente dei calcestruzzi armati.
Soprattutto negli ultimi anni, anche grazie a campagne finalizzate alla
dimostrazione della sostenibilit dellutilizzo dellacciaio nelledilizia,
cresciuto il numero di edifici realizzati con struttura in metallo. Pilastri e travi,
tiranti e puntoni in acciaio sostituiscono il consolidato e pi tradizionale
utilizzo dei manufatti in cemento armato.
Ma per carpenteria metallica si intende anche una grande quantit di
elementi di completamento e finitura degli edifici, come grate, carters, e
profili vari utilizzati in una grande variet di applicazioni dipendenti anche
dalla creativit del progettista.
In realizzazioni invece in cui vengono preferite tecniche pi tradizionali, il
grande dominatore della costruzione il cemento armato, costituito, come a
tutti noto, da calcestruzzo di varia qualit e tondini metallici, nella quasi
totalit dei casi costituiti di acciaio. E proprio attraverso questa componente
strutturale che i manufatti, cos realizzati, possono resistere a sollecitazioni di
flessione e taglio.
In definitiva abbiamo individuato due grandi famiglie in cui suddividere gli
elementi costruttivi in acciaio. Tali gruppi individuano modalit e campi di
applicazione molto differenti, ma sono legati dalla problematica comune del
degrado del materiale acciaio a causa della ruggine. Le modalit di risposta a
questo nemico della durata dei manufatti, essendo legate alle condizioni di
esercizio del materiale allinterno delledificio, sono per differenti, quindi
anche sul mercato troveremo prodotti diversi per lintervento nelluna o
nellaltra situazione.
La corrosione della carpenteria metallica
la ruggine, il grande nemico delle strutture in acciaio.
Lacciaio, considerato materiale eterno, in realt pu essere aggredito da un
processo di deterioramento, causato da un fenomeno spontaneo ed
irreversibile innescato dallinterazione chimico-fisica con lambiente di
conservazione. Il fenomeno in questione la corrosione, e gli agenti corrosivi
pi comuni sono lossigeno e lacqua.
Pi comunemente per diciamo che il metallo arrugginisce, sfaldandosi in
continuazione: la ruggine penetra sempre pi, fino alla perdita totale delle
capacit di resistenza dellelemento costruttivo, o addirittura fino alla sua
totale distruzione. Non per necessario che loggetto metallico sia
macroscopicamente interessato dalla corrosione perch si produca il suo
decadimento tecnologico: la riduzione dellefficienza funzionale pu verificarsi
anche in caso di corrosione in pochi punti specifici (perforazione di un tubo,
perdita delle capacit di sostegno delle zanche).
Il processo di corrosione in ambienti secchi dovuto essenzialmente a
reazioni chimiche con gas ossidanti. Il fenomeno consiste nella tendenza a
ripristinare la forma ossidata, che quella nella quale i metalli sono
naturalmente stabili. Essa prevede la combinazione con lossigeno presente
nellatmosfera per formare lossido corrispondente, oppure con altri agenti
atmosferici per formare carbonati, solfati, idrossidi e solfuri..
In ambienti umidi, invece, la corrosione avviene grazie a reazioni
elettrochimiche. Questa reazione legata al passaggio di corrente elettrica
nelle soluzioni. Quando due metalli diversi sono immersi in acqua o solamente
nel terreno, che si suppone sempre quantomeno umido, tra essi si genera una
differenza di potenziale, e se tra essi c unione attraverso un elemento
conduttore, questo sar percorso da corrente elettrica, poich il metallo pi
reattivo tende a ossidarsi, secondo il funzionamento della pila. Se, per
esempio, lacciaio in questione a contatto con un altro metallo meno
reattivo, oppure sar caratterizzato da una disomogeneit di composizione,
esso sar in pericolo di corrosione.
Il fenomeno corrosivo finora descritto avviene ovviamente se il metallo
nudo, cio in assenza di protezioni. Per prevenire infatti il degrado delle
strutture in acciaio necessario rivestire i manufatti con adeguate barriere
che isolino il metallo dagli agenti corrosivi dellambiente esterno.
La protezione della carpenteria metallica
dalle vernici ai rivestimenti pi innovativi, queste le armi contro la corrosione.
Per contrastare la tendenza allossidazione e quindi per conservare i metalli
nella forma non ossidata, essi necessitano di protezione, in modo che siano in
grado di assolvere alle funzioni per le quali sono stati posti in opera.
Lutilizzo di tali rivestimenti necessario soprattutto se si pensa che il
materiale metallico in assoluto pi utilizzato nel settore civile lacciaio
basso-legato, il quale risente pesantemente dellattacco della ruggine.
Per poter prolungare la durata nel tempo dei manufatti di carpenteria
metallica necessaria innanzitutto una corretta prevenzione, da prevedere fin
dalla fase di progettazione, dato che essa deve dipendere strettamente dalle
condizioni ambientali di esercizio della struttura stessa.
Mentre questultima sar in servizio, inoltre, essenziale ai fini della durata,
sar la frequenza e la qualit degli interventi di manutenzione.
La manutenzione quindi una fase importante nella vita di un manufatto
metallico: essa dovr essere tempestiva, effettuata con modalit riferite alle
necessit ambientali, ma comunque sempre dai costi commisurati
allimportanza dellopera.
I rivestimenti superficiali utilizzabili sia in fase di prevenzione, sia nella
manutenzione sono pressappoco gli stessi, ma la vera differenza risiede
nelloperazione di pulitura delle parti arrugginite.
Le modalit di ripristino della funzione protettiva dello strato di barriera
dipendono poi dal tipo di prodotto precedentemente utilizzato e dalle sue
condizioni, ma anche dalla possibilit o meno di smontare e rimontare la
struttura metallica.
In relazione a questi parametri si dovr infatti stabilire se pi conveniente
operare una totale rimozione del vecchio rivestimento e degli ossidi, o se
limitare lazione ripristino solo alle zone pi danneggiate.
In breve ricordiamo che le modalit di pulitura del metallo possono essere
diverse.
Tra esse si sceglier la sabbiatura, in caso di strutture non smontabili, oppure
la raschiatura per mezzo di spazzola di ferro, se le parti da rimuovere sono di
piccola entit.
La superficie cos preparata pronta per il ciclo di verniciatura.
Il primo strato il fondo antiruggine (primer), da applicare a pennello, a rullo,
o a spruzzo airless.
Per una buona riuscita esso deve possedere determinate caratteristiche come
contenere sostanze (pigmenti) passivanti, avere unottima adesione al
substrato metallico e consentire un buon ancoraggio con lo strato di vernice
successivo.
I pigmenti passivanti sono necessari per la realizzazione di un sottile strato
passivo sullacciaio che blocca lossidazione e reagisce con le sostanze
aggressive che possono penetrare attraverso gli strati di vernice soprastanti,
formando composti insolubili non aggressivi per il materiale da proteggere.
I principali pigmenti passivanti per lacciaio sono a base di cromati,
metaborati, ma soprattutto fosfati (il pi utilizzato il fosfato di zinco).
Le vernici di ultima generazione non utilizzano pi gli ossidi di piombo,
sebbene essi garantiscano delle alte prestazioni soprattutto in caso di ruggine
residua. I primers zincanti sono generalmente a base epossi-poliammidica ad
alto contenuto di zinco metallico.
Nel caso si effettui una asportazione grossolana della ruggine la protezione
pu essere fatta con limpiego di primers convertitori o stabilizzatori di
ruggine. La maggior parte di questi convertitori di ruggine sono basati su
soluzioni di acido solforico, altri sono costituiti da soluzioni di tannini con o
senza acido solforico.
Per garantire la compatibilit tra il primer e la seconda mano, esistono oggi i
primer universali, basati su resine fenoliche modificate con resine alchiliche,
che sono compatibili con tutte le vernici.
Sono proprio queste ultime a realizzare leffetto barriera che impedisce
lentrata del vapore dacqua e dellossigeno, insieme alle sostanze aggressive
e corrosive, infatti il primer non ha in genere propriet impermeabili.
Esistono vari tipi di verniciature di rivestimento tra cui distinguiamo quelle a
base di bitumi, combinazioni bituminose, a base epossidica o epossi-
poliuretanica, a base di resine alchiliche, al clorocaucciu e infine a base di una
combinazione di PVC e resine acriliche.
possibile trovare in commercio anche rivestimenti universali per acciaio che
non necessitano dellapplicazione del primer, e sono particolarmente indicati
per la sovraverniciatura di vecchi rivestimenti.
Per concludere la carrellata di sistemi di protezione dellacciaio doveroso
sottolineare le capacit del sistema pi diffuso: la zincatura a caldo. Si tratta
di un rivestimento efficace, duraturo ed economico. La zincatura a caldo un
processo industriale che protegge lacciaio in maniera doppia: fisica e
elettrochimica.
La protezione fisica viene assicurata dalla protezione di zinco che isola
materialmente lacciaio dallambiente circostante, mentre la protezione
elettrochimica si innesca per la maggior elettronegativit dello zinco rispetto
allacciaio. Si forma infatti una pila Zn-Fe, per cui lo zinco si sacrifica per
proteggere il ferro soprattutto nelle zone danneggiate accidentalmente: si
tratta della protezione catodica.
necessario collaudare bene la zincatura, poich una insufficiente zincatura
pu compromettere la durata del rivestimento. Questultima infatti di facile
previsione. Essa dipende dallo spessore di zinco applicato e dalla tipologia
dellambiente in cui sar esposto il manufatto, il che determina la velocit di
corrosione del rivestimento.
La corrosione delle armature del cemento armatola principale causa del
degrado dei manufatti in cemento spesso dovuta alla ruggine delle
armature.
Sembra strano a dirsi, ma la causa di quelle brutte spaccature sempre pi
visibili nel tempo sui cementi armati, rinvenibili non solo su grandi
infrastrutture come i ponti, ma anche nelle parti pi esposte degli edifici in cui
viviamo, la ruggine, che corrode le armature metalliche inserite nel
conglomerato.
Come abbiamo gi precedentemente sottolineato, lacciaio viene in genere
aggredito dalla ruggine in tutti gli ambienti pi comuni, ma la teoria ci
insegna che negli ambienti alcalini, come allinterno del cemento, esso si
autoprotegge attraverso la creazione di una pellicola resistente.
Qual il motivo allora della corrosione delle armature dacciaio annegate nei
manufatti di calcestruzzo?
In realt lalcalinit dellambiente in cui si trovano i ferri con il tempo
diminuisce fino a venire meno totalmente. Ci avviene a causa dellingresso di
sostanze aggressive come lanidride carbonica, lanidride solforosa e i cloruri.
La teoria che vede eterna la durata del cls armato considera la matrice
cementizia impenetrabile da parte degli agenti acidificanti sopra citati. Gli
impasti prodotti in cantiere per non sono perfettamente simili ai campioni di
laboratorio e, seppur rispettando determinati valori del rapporto
acqua/cemento e del volume daria inglobata nellimpasto, la matrice
cementizia presenta comunque un determinato livello di porosit, che
permette la penetrazione dei nemici delle armature.
Qui inizia il degrado dei ferri, e del calcestruzzo insieme. La parte di ferro che
si ossida, che quindi si trasforma in ruggine, infatti, ha la caratteristica di
possedere un volume maggiore del ferro non ossidato. E proprio questo
aumento di volume che provoca le prime spaccature nel copriferro,
soprattutto in quei casi (purtroppo molto frequenti) in cui esso sia di
inadeguato spessore.
Il processo di decadimento del manufatto cos innescato irreversibile, finch
non si intervenga con opere di pulizia, protezione e ripristino dellintera parte
danneggiata.
La protezione delle armature del cemento armatoverniciatura e zincatura dei
tondini per una maggiore durata dei cementi armati.
La corrosione delle armature allinterno dei conglomerati pu avvenire anche
in caso di impasti cementizi bene eseguiti, ma sar comunque di lento
sviluppo.
Qualora per la pericolosit dellambiente sia tale da poter compromettere nel
tempo lo stato di corrosione dei ferri di armatura, necessario, o comunque
auspicabile, ricorrere alladozione di misure di prevenzione aggiuntive.
Ovviamente la decisione pi drastica potrebbe essere quella di sostituire
larmatura tradizionale con altri tipi di materiali meno reattivi come ad
esempio lacciaio inossidabile, il titanio, o addirittura le fibre composite, il che
comporterebbe costi molto pi elevati.
I ferri tradizionali per possono essere rivestiti con materiali resistenti alla
corrosione, come per esempio le resine epossidiche.
Lapplicazione di queste per presenta dei problemi relativi allo stoccaggio
delle barre prima delluso e alla loro movimentazione durante la messa in
opera. Le resine epossidiche inoltre non garantiscono una perfetta adesione al
calcestruzzo.
Una soluzione notevolmente pi economica degli altri sistemi di prevenzione
la zincatura dei ferri. Lunica problematica legata a questo trattamento la
corrosione dello strato di zinco soprattutto nel primo periodo di vita del
manufatto in calcestruzzo, quando il grado di alcalinit al suo interno ancora
molto elevato. Lo zinco infatti, attaccato in questo tipo di ambiente.
Lutilizzazione di barre zincate per, anche senza limpiego di tali inibitori,
apporta un incremento di durabilit non trascurabile. Lazione benefica della
zincatura infatti, si evidenzia gi nella primissima fase in cui la bassa
alcalinit non corrode ancora il rivestimento di zinco ma, in assenza di esso,
lacciaio perderebbe gi la capacit di rimanere integro.
Successivamente lo zinco, corrodendosi, esplica la sua funzione protettiva nei
confronti dellacciaio sottostante. I prodotti di corrosione dello zinco, infatti,
non essendo espansivi come la ruggine del ferro, non provocano
danneggiamenti meccanici nel calcestruzzo circostante. La corrosione dello
zinco, il segno comunque di una protezione catodica sullacciaio, il quale
per viene cos progressivamente scoperto dal suo rivestimento. solo ad
esaurimento del periodo di protezione infatti, che lacciaio inizia a corrodersi
come le armature tradizionali. evidente quindi lincremento di durabilit
delle strutture.
Se invece si sono utilizzati tondini in acciaio tradizionali per la realizzazione di
manufatti in cemento armato, ed essi hanno subito processi di degrado e di
espulsione del copriferro, lunica soluzione il recupero dellintegrit sia delle
armature sia del conglomerato.
Lintervento tipo di ripristino dei calcestruzzi armati, si compone delle
seguenti fasi: rimozione del calcestruzzo ammalorato, pulitura dei ferri, loro
rivestimento e infine ricostruzione del copriferro rimosso. Anche in questo
caso leliminazione degli ossidi dai ferri arrugginiti molto importante, e essa
pu essere effettuata mediante sabbiatura oppure attraverso unaccurata
spazzolatura dei ferri portandoli a metallo bianco.
Una volta ripulito il ferro per tutta la parte in cui esso si presenti deteriorato,
si pu procedere allapplicazione dei prodotti protettivi finalizzati allinibizione
della futura corrosione. Si tratta in genere di boiacche passivanti applicabili a
pennello. Possono essere sia bicomponenti da miscelare sia monocomponenti.
Esse sono composte in genere da polimeri di resine sintetiche in dispersione
acquosa e contengono in genere polveri silicee e inibitori di corrosione.
Nel caso in cui venga sporcato anche il calcestruzzo adiacente, ladesione di
malte cementizie da riparazione non viene minimamente compromessa, anzi,
alcuni prodotti sono applicati in due mani successive, la seconda delle quali
serve a favorire laggancio della successiva malta di riporto.
Normativa di riferimentonorme relative ai livelli di finitura a vernice e alla
zincatura.
Per il grado di finitura superficiale finale dei manufatti di carpenteria
metallica, si fa riferimento a normative esistenti da tempo. In Europa ci si pu
riferire alle SIS-Standards 055900 che prevedono tre diversi livelli di finitura
superficiale, denominate Sa-2, Sa-2.5 e Sa-3. La finitura Sa-2 prevede la
presenza del 20% di ossidi residui, la Sa-2.5 una ruggine residua di circa il
5%, e la Sa-3 il 100% di metallo vergine.
Queste categorie vengono citate dai produttori nelle schede tecniche dei loro
prodotti. Esistono infatti prodotti adatti ad ognuna di queste categorie.
Per quanto riguarda la zincatura a caldo, oggi in vigore la norma UNI EN
ISO 1461 (Rivestimenti di zincatura per immersione a caldo su prodotti finiti
ferrosi e articoli di acciaio. Specificazioni e metodi di prova) pubblicata nel
settembre 1999. Si tratta di un testo di carattere generale che interessa la
zincatura a caldo.
La presente norma e la versione ufficiale in lingua italiana della norma
europea EN ISO 1461 (edizione febbraio 1999). La norma specifica le
propriet generali e i metodi di prova per i rivestimenti applicati tramite
immersione in zinco fuso (zincatura a caldo) (contenente non oltre il 2% di
altri metalli) su articoli di ferro e acciaio.
Fonti testi:
Ranieri Cigna, Anche il ferro non eterno, www. enco-journal.com
Romeo Fratesi, La manutenzione allunga la vita, www. enco-journal.com
Romeo Fratesi, Non teme la messa in piega il tondino zincato, www. enco-
journal.com