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PERCH S, LE RAGIONI DEI COSTITUZIONALISTI

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Oggi nella sede del Comitato, in piazza Santi Apostoli, ha avuto luogo la conferenza stampa per
luscita del libro Perch S, le ragioni della riforma costituzionale (Tascabili Laterza). stato scritto
a pi mani da alcuni tra i pi importanti costituzionalisti, politologi ed esperti di istituzioni, di diversa
ispirazione, che hanno deciso di mettere in luce i tratti principali della riforma, il dibattito che negli
anni ha condotto alla elaborazione di questa proposta, gli obiettivi che persegue, i punti di forza di
questo nuovo disegno della nostra architettura costituzionale. Alla presentazione cera anche la
ministra per le Riforme Maria Elena Boschi che ha scritto la prefazione e spiega: Il libro nasce con
un obiettivo semplice, ovvero quello di poter dare un contributo alla comprensione della riforma.
Lho letto ed oltre ad essere molto completo anche molto chiaro nellesposizione. Uno strumento
in pi di conoscenza affinch i cittadini possano arrivare al 4 dicembre con la maggior
consapevolezza possibile per poter fare le loro valutazioni.
Subito dopo la Boschi hanno parlato alcuni degli autori. Il primo intervento dopo la presentazione di
Massimo Rubechi, professore di Diritto costituzionale allUniversit di Urbino Carlo Bo, che del
libro ha scritto lintroduzione, stato di Carlo Fusaro. Il professore di Diritto elettorale e
parlamentare allUniversit di Firenze ha spiegato come la riforma si inserisca nel solco creato dai
tentativi precedenti, in particolare nessuna proposta ha mai contemplato un monocameralismo e si
sempre andati nella direzione di trasformare il Senato nella Camera delle Autonomie.
Poi stato il turno di Cesare Pinelli, professore di Istituzioni di diritto pubblico a la Sapienza di
Roma, che si concentrato sulliter reale delle leggi, che conosciamo (maxi-emendamenti,
decretazione durgenza, questione di fiducia), descrivendo come la riforma cerca di superarlo,
ponendo limiti alla decretazione durgenza e inserendo il procedimento di legge a data certa. Dopo
di lui lordinario di Diritto pubblico comparato e di Diritto costituzionale, nellUniversit Suor Ursola
Benincasa di Napoli, Tommaso Frosini, ha centrato il suo discorso sullaumento della
partecipazione popolare con listituzione dei referendum propositivi e di indirizzo e lobbligo di
discussione delle leggi di iniziativa popolare. A seguire Francesco Clementi ha affrontato il tema
della riduzione dei costi, diretti (tagli) e indiretti (efficienza): il problema del Parlamento pi
numeroso e costoso dOccidente (ma non per questo pi efficiente) che la riforma prova a risolvere
con un segnale di sobriet che va nella direzione di recupero della fiducia persa. Il professore di
Diritto costituzionale a la Sapienza di Roma Stefano Ceccanti ha fatto a sua volta un discorso di
razionalizzazione della forma di Governo citando le precedenti elezioni: 4 volte su 6 non ci sono
state maggioranze coerenti in entrambe le Camere (ricordiamoci che il Senato, contrariamente alla
Camera, non eletto a suffragio universale ma solo dai cittadini dai 25 anni in su), ma entrambe
danno la fiducia(!). Tema superato con laggiornamento della Costituzione, dal momento che solo
la Camera politica manterr il rapporto fiduciario con il Governo. Il penultimo a parlare stato
Peppino Calderisi, ex parlamentare, di area centrodestra, e grande esperto di leggi elettorali. Ha
discusso di come questa riforma sia nata con il governo Letta immediatamente dopo la grave crisi
istituzionale del 2013. Per finire il professor Salvatore Vassallo ci ha spiegato che chiunque pu
cercare e trovare difetti qua e l (lui stesso pensa che sia sbagliato non toccare i poteri, molto
deboli, del Primo Ministro) ma il giudizio complessivo che la riforma fa un grande passo avanti,
promesse fatte da tanto tempo e mai realizzate. Quello che chiaro che non c unaltra riforma
dietro langolo, essendo contradditorie le alternative che ci raccontano in televisione.
Da questo referendum dipende il nostro futuro, Basta un S.