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I (l

SAGGIO
FILOSOFICO
su

L'UMANO INTELLETTO
COMPENDIATO

DAL

WINNE

Dr.

Tradotto

commentato

DA FRANCESCO SOAVE
Prof, d Filo/. Mot, nel

C.

R. Ginnafto

R. S/

di Brera,

VOLUME PRIMO.
mim^H^

IN
i'cr

MILANO.

u^iANo
Con Licenza

Motta.

de* Superiori

MDCCLXXV,

*/

tltt^-

SUA ECCELLENZA

A R i. O
CONTE
CroNMETZ

SIGNORE

MeGGEL

Cavaliere

LEOPOLDSCROff

dell' Insigne

DEL TosoN

d'

Ordine

Oro

Consigliere Intimo Attuale di Stato


DELLE Loro MM. II. RR. AA.

Sopraintendente Generale
DELLE II. RR. Poste in Italia

Vice-Governatore
di

Mantova

de'

Ducati

Sabbioneta

ec.

Ministro Plenipotenziario
PRESSO

IL

Governo

rELLA Lombardia Austriaca


EC.

EC. EC.

JECCMJLZMN^M.

N" Opera

che

deli-

la

zia degli Uomini Grani


e
cj

la
io

durre

Vojlra

ho

vere tuttora 5

Locke

prefo

quella

tra-

commentare

che air E. V. confacro

Se

LOCKE

vi-

eji-

medejlmo

mio fuo Compendiatore godrebbero di veder dedicata la ver/ione dell Opera Uro

ad un Perfonaggio , che tanto


/'
^,

originale

che

n'

apprezza

chiaro

dimoflra

colla folidit e profondit del penfare e

ragionare come fue proprie ha fa-

del

puto renderjt
mille altri

queflo

le

loro dottrine

tributo

obbligazioni

aW

gi

titoli

E,

Godo

J^.

dovea

Troppo fon grandi

che alP E.

V,

troppo viva la gratitudine


to

che

perci

profeffo

offerirvi

ci

per ogni conto

un

que'' fentimenti

d"^

a due doveri mi

a quello di rendervi

debb'' effere

le

che ne fen-

fia dato di foddisfare ai un tempo


e

per

lo

teflimonio

che
e

filo'-)

Voflro

a quello

pubblico

di

ojfequiofa riconofcenza ^

che uniti alla pi profonda venerazione

mi faran fempre
Deir E. V.

Francesco

Soave

DEL

TRADUTTORE.
L nome

che

mente
puto

La forza con

affrontare

giudizio

ha

Saggio mirabile

quefto

debitore a

ofcuri

cui egli

chiaro l'origine,

il

il

rori

la

primo

la

che

temarfi
fcoprirne

nella

ne' recefT

il

natura

pi

natura delle nozioni

pi

l'avvedutezza, con cui


1'

primo
delle

influenza delle

e additare

abufo ne vengono:

profondita, con cui

con cut

in

umane cognizioni

dall'

fa-

pre-

metter

Intelletto

primo ha faputo difcoprir

parole fuUe

primo ha
univerfal

fagacit

aftrufe, e pi recondite:
egli

il

innate

Umano

pure,

principal-

1'

penetrare

dell'

fa

diflruggere

deir idee

faputo

Ognun

noto.

a'

prefiT-

univerfale celebriti egli

fua

della

cio del primo

fra' Metafifici

Filofofi troppo

(g(:^j(5^

LOCKE

GIO.

grande

pi

di

egli

erla

ha faputo in-

cognizioni

l'eftenfione, fiffarne

gli

foprattutto

limiti,

nare gh unici mezzi onde accrefcerle

umane

determi-

fono pregi

per cui l'Opera fua e

che

Uomini

gli

immortali

Ci che

che

fi

ha

principali

che in una materia

me

l'han

CoNDrLLAC

efT

vaftit

occupati

Autore a toccare foltanto


mettere

anima
di

mira

Io

formazione
fiftemi

punto

folo

il

aftratti

una

CoNDiLLAC

fono

flate

rate

che

da

dell'

cos

pi

natura,

om-

ad

facolt

dell'

prefo

il

che

cofa potervi aggiugnere

creduto
l'

che ha

L'idee

innate

neceffario

efienfione
(lati

niuno ha
.

de

pericolo

vittoriofamente atter-

umane cognizioni fono


efattamente

efaminare

Locke
la

punti principali

niuno ha

combatterle:

delle

noQro

il

Bonnet ha

che

lingua

fono

prefo

fuga

di

cui la

fviluppamento infieme colla

fteflTo

di

folamente

appunto

corretto

Lo fviluppamento

foprat-

fon celeberri-

in alcune parti

avea

foggetto

del

e in quelle

L* opere

quelle

Bonnet

Ma

e con ragione.

fon

feguito

la

ardua

nelle parti

anche efaurirla

faputo

de' Metafifici che

fi

principalmente

forma

lui

in

primo ha ofato tentarla

il

tuito di

infino a tanto

fapran penfare, vivranno certo

maraviglia
egli

Nome

fuo

il

da

di

limiti

lai

fiflTati

trovato

qual

Poco s' pur aggiunto

all'analifi chiariffima

nozioni

dato delle

Lingue

ufo

ad

molto

formazione

la

difetto

Ma

che

a mifura

nuovo paefe mi

fpiegando

innanzi

le

r Opera
cui

ora

che

non

picciol

volume, e non

5,
5,

cui fu fatta a pezzo

durmi

ozio

Era a

che

fono

un

inol-

venuto fempre
eh' io faceva

nuove ricerche
crefciuta

non

Io

forf

pezzo

allo

veglio

ridurre

ne poiefle ac~

poich

ripetizioni

non

d' ablireviarla

defidcrarfi

la

maniera con
diverfe ri-

tempi ha potuto forf con-

diverfi

parecchie

francamente

confeffa

(dice egli)

mi

potefTe

fi

pii

5,

in

ritrovafi

cordar qualche parte

prefe, e in

fi

infenfibilmente

fteffo

fcoperte

m' han fempre impegnato

trovalo

Locke ha

di

che

trato, un

negare

all'

a dire potefle chiuderfi in

,f

in

circa

pur

s'

egli

foglio.

flato

l'incominciai, credetti

fol

poco

V Opera

grandi

che quanto avea

dimodrarne

nel

termini

de'

un

Quand'io

vantaggi

e circa alle

Fra pregi
tattavia

aggiunto

s'

abufo

all'

accrefcere

pia complicate

ha

mlnutiftma ch'egli

che

ho
.

ora

ma
n

io

dir

coraggio

,,

a quefl' imprefa alcun

In

fuo luogo

compiuta

ha

Locke

dee

felicemente

Il

fcrivendo

al

fatto

da un

Egli

dell'

Univerfitk

ha

che

,,

affai

commendabile per

la

virt

fua

pertutto

quanto

ni

l'ho fcorfa

5,

ella

,,

provazione

pariafle

Dap-

efpreffio-

degna

delia

Io

giudicarne
voflra

ap-

dell'Inghilterra.

di

Locke

corrifpofe torto quello

La Francia pur

e la verfione che ne diede

il

favorevole accoglimento,

furono in poco

fia

fatto ufo, per

a quel ch'io pofTo

fatta,

Al giudizio

Opera

gentilezza di trafmettermela

ben

l'Opera fua fu terminata egli

allorch

nell'

che

ricordarmene, delle mie

la

medefime mire, che voi

Compendiatore ha

il

fo

ha avuto

colle

egli

ingegno

d'

finito

Maeflro

queft'

quando me ne

allor

di

fua fcienza, e per

Sembra che

ftata intraprefa

avevate

la

dice

Difcepoli

molti

Arti

j,

quanti

Uomo

Oxford

di

medefimo

Saggio

Molineox

l'ha

tedimoiiio
tutti

Sig.

flato

per

mio

del

Il

valere

ci

in

compendio

Winne

Dr.

II

vivente V Autore

difFatti

afTunta
1'

accingefTe

fi

Sig.

che

vi

s'aggiunfe,

Bosset ebbe
1'

edizioni

ne

tempo oltremodo moltiplicate

^^

Una

traduzione

non doveva

Io l'ho intraprefa
prefento

ora

una

femplice

fare

in

primo luogo

alcuni

luoghi

reano

efpreiri

precifione

richieda

con

Opera

all'

di

non era

luogo qualche inefattezza

non

nuova Qrada
ficile

fofle

e r

ra

altra

tantllTimo
Filofofia

neceflaria
Iti

mi
f

non

quelle

rettificazione di

qucfte

in

queft'

Metafifica.

alle

fcoperte

che

che

pofTibile
aprirfi

una

ofcura, e dif-

tollerare

la

una

ed una confutazione di

io

ho tentato
un

terzo luogo
parfo

In fecondo

han pure che

v'

dee

ferviglo

1'

Opera

fola

un

tal fine

era

Lf cke

le

s'

una

impor-

che renduto farebbefi

tuto racchiudere in breve


di

cos

propofizioni

Religione

Cattolica

nitidezza

tratti
.

primo che os

una materia

in

alcune

al

pa-

genere

fimil

mi fono fembrati troppo importanti

sfuggita

meglio

Compendio non mi

aggiugnerc alcuni

per

voluto

grande d
vie

tutta quell' ultima

che in Opere

contentato

Ho

rifchiarar

per

Pubblico

al

per

traduzione

che nel

fono

ricorrere

Locke medefimo

lungamente.

pi

ed quella che

Non mi

di

mancava ancora, e

Italiana

l'Italia defiderarla

aveffe

alla

po-

copipluto fiftema
d'

uopo aggiugnere

fcoperte

de'

Meta-

pofteriori

fifici

Io

virte

che

ho

n'

fcelto

mie meditazioni

le

mi

lufingo

Opera prefentcr
di

in

pi neceffario per
,

per

noi, cio
e

ben
la

renderfi

per

ben conofcere noi

diriggcre

di

la

Se

1'

ragionare

univerfale

miglior

(a

impiegato

di

queft'

cura e

di

ha

vi

medefiparte

di

efatta

Metafifica

veniflfe

per

un frutto

qu(to ben confolante per quella

lunque

modo

tal

compendio quanto

ragione.

l'arte efatia

guifa

che

nuove

medefime gi da

qualche tempo mi avcano fuggento


Io

principali

le

ommeitere alcune

e non ho pur voluto

fatica

quefta

farebbe

porzione
,

eh' io

quav'

ho

DEL PRIMO VOLUME.

INTRODUZIONE.
Piano

deir

Opera

LIBRO

I.

PRINCIPI
qHE DICONSI INNATIt
DE'

GAP.
alcun

Che non v* ha negli

I.

innato

Cap.

II.

Che non

in*

ha pure niun Prin-

cipio pratico che Jia innato

Gap.

Uomini

Principio fpeculativo che fia

i6

^Itre confiderazioni circa ai


Principi tanto fpeculativi che praIII.

tici

32

LIBRO

IL

DELLE IDEE.
Analisi Dell'umano

CAP. L
loro

Dell* Idee in

origine

Intelletto.

generale

3^
e

della

99

Gap. II. DelV Idee femplct


106
Gap, III. DelV Idee che ci vengono per
107
un fola fenfo
108
Gap. IV. De.'la SoHdtt
vengono
[empiici
che
V.
Ike
DHV
Gap.
n^
per diverfi Senfi
Gap. vi. De' L'Idee femplct che s*acqui.

flano per

la Rifiejfjone

Idee [empiici che nafcono

Gap. vii. Dell'

dalla Sen[azone

dalla Riflejjone

.113

Gap. VIII. Delle qualit che in noi producono

Idee

le

-118

Gap. IX. Della Percezione

1 1<5

Problema di Molneux ^ ed
efame del modo con cui arriviamo a co-

Appendice

I.

nofcere l'efiftenza degli Obbietti efterni

Appendice

li. Rifleffioni

Gap X. Della

Facolt

proprie Idee

Appendice
moria

di

ritenere

145

le
1

Rifleffoni

,"''*''

130

fopra T Iftinto.

intorno alla me-

:---^^

-~...... -,....,^.,..

JJ^

Gap. XI. Della facolt d difltnguere le


proprie Idee e d* alcun* altre Operazioni

nell'Anima,

Gap. XII. Dell* Idee compleff.

Appendice.

Analifi del Bello.

Analifi del

Buono.

167
171
176
180

DEL SAGGIO FILOSOFICO

LOCKE

DI GIO.

SOPRA
ALL' UMANO INTELLETTO.

INTRODU ZIONE.
Piano

deir Opera

Iccome per via dell* intelletto


noi abbiamo la preminenza e
una certa fpecie d'impero fa
tutti gli enti

dovere
a

ben conofcsrne
Il

che

di rintracciare

ci

cos

applichiamo

la natura

fine della prefente


1'

fenfibili

origine

1'

opera appunto
eftenfione e

la

Introduzioki

certezza delle cognizioni

di

Uomo

1'

cui

capace , e di fcoprire i fondamenti e i


gradi della fede e della opinione , ofla di
quel confcnfo , che il d ad una propofi2one che dimoftrata non

fia

Ecco

il

piano

di tutta l'opera.
I.

Io cerco l'origine delle idee e delle

nozioni

di cui

fenfo, e mi

ceva

1*

intimo

ftudio di fcoprire cionde ri-

mente

la

uomo ha

ciafcun

st

fatte idee e nozioni

Dimoftro quali cognizioni fi poffano


acquiftare per via di quefte idee , e qual
*.

fia

di tali cognizioni

tezza

l'evidenza,

la

cer-

r eftenfione

j.

Fo

qualche ricerca fu

la

natura e

fondamenti della fede e della opinione


Se ho

buona ventura di riufcirc nel


mio difegno , fpero che difcoprcndo le facolt del
fione

modo

la

noftro intelletto
i

loro confini

umano

la

loro eften-

io ridurr per tal

non prenderfi pi
briga oggimai di quelle cofe che eccedono
lo fprito

la fua capacit

e a contentarfi d' ignorare

quello che non pu faperfi

Se gli uomini allorch netle loro

ri-

Introduzione
Cerche inoltrati
gncrfi

col

giammai

s'

che

ne univerfale

Ibno

fi

fin

arreltaflero
il
li

dove pu ginon avverrebbe

defiderio d* una cogniziotrafportaiTe

ftioni fopra foggetti

formar qui-

che da loro non fono

e di cui non poflbno aver chiare idee

anzi

non ne hanno il pi delle volte niuna e fi


Contenterebbono di quella mifura di cogni:

zioni

che

acqiiiilar

in cui fono

poflbno

nello

ftato

Tanto pi che febbene la noftra mente


fia valevole a comprendere ogni cofa r
le cognizioni tuttavia, che Iddio ne ha accordato , affai motivo ci porgono onde
Et ne
efaltare la bont Tua verfo di noi

non

ha dato
I. v.

j.

ficcome dice
), tutte

le

cofe

alla piet appartengono

Or

S.
,

Pietro ( Ep 2.
che

alla

vita^

giacche noi fcopriamo per va delle

cognizioni che poffimo acquiftare tutto ci

che pu lervire
al

bifogni di queft vita e

a'

confeguimento

di un* altra pi felice

quefte cognizioni ci fomminiftrano fufficienti

materie

eoa

intorno a cui poterci occupare

utile inieme e

con diletto

a torto ci

Introduzione"

lagniamo della debolezza delle


colt

prendere
Il

, che v* abnon polliamo com-

cole clic

vero ufo pertanto die

proporzione

che

e le noftre facolt

v* ha tra
2.

facolt proporzionati

3.

delle verifiraiglianze

gli obbietti

In

efli

degli

alle noftrc

non efigere di-

poflbno

fi

dobbiamo

Nel ragionar

obbietti folo in quanto fon

moftrazioni dove

far

ben conolcere

dell'intelletto confifte i.nel


la

fa-

prendiam pena

a torto ci

biano delle

noOre

aver

foltanto

Quella mifura di co-

gnizioni bada per ben regolare tutta la noilra

condotta

perch non

fi

dubitare di ogni cofa,

il

pu

aver eertezza

di tutte

un operare fenza ragione

come farebbe

colui, che per non aver ale, onde ufcire

pi prcilo d* un luogo

pericolofo

ralfe d' ufcirne colle fue

piuttofto perirvi

Qualora

gli

gambe

trafcu-

e volciTc

uomini

pieno Teftenfione e

conofcefTero

ap-

confini delle lor for-

ze, comprenderebbono ad un tempo fteflb


quello di cui fono capaci e in cui poflbno
riufcirc felicemente

-,

non

fi

abbandonereb-

,.

Introduzione
re

farebbono

fi

mondo

tuno

fanno

altri

>

du-

perch

al-

hanno a cui elfi non poflbn giuNon v'ha alcuna aflluta necefTit,

n*

da noi

tutte le cofe

flato

n'

com*

e a dichiarare bandita dal

ogni Torta di cognizioni

cune ve
gnere

poter nulla arrivare a conofce-

di

bitare di

che

ad un

in braccio

bone

perando

ozio neghittofo dif-

cui

in

ha pnfio

a noi bafta

benefico Creatore

ncftro

il

conofcano nello

fi

fecondo

cui diriggere

le azioni

che ne vengono

Quelle

fono

m* hanno fpinto

faper le regole

il

noftri

giudizj

confeguenza

in

a lavorare intorno

che

al

pre-

confiderazioni

le

fente faggio fopra V Umano Intelletto


Io
ho fempre creduto , che la prima cofa , a
cui debba attendere un uomo che ama dsivG.
.

alla ricerca della verit

forze del proprio


gli obbietti

che

intelletto

fono

a lui

Senza quelle precauzioni

no

il

dolce piacere

Io {Indiare le

fia

fi

difcernere

proporzionati

cercher indar-

che accompagna

il

conofcimento delle verit pi importanti


L* animo incapace di decider di tutto e di
tutto

comprendere,

fi

perder
5

nell' infini-

Introduzioni

t delle cofe

effetto

le meditazioni fatte

che foglion produrre

fenza

regola

f'enza

metodo
Il

fini

prurito di voler andare oltre

del

poter noflro

fi

quello

ai con-

che

precipita in una confusone da doverfx

mere pi
principi

della

fteffa

fenza

quiftioni infinite,

ignoranza

fondamenti

te-

Senza

fi

ci

agitano

che decidere mai non

poflno

fi

, e non
fervono che a perpetuare
ed accrefcer le difpute, e a confermare

parecchi in un Pirronifmo perfetto

LIBRO
DE'

I.

PRINCIPI

CHE DICONSI INNATI,

CAPO
Che non

v*

ha negli Uomini alcun principio

Speculativo

I.

che fia

innato

fuppone da alcuni come verit


che v* abbiano
,
certi principi si fpeculativi, che

incontraftabile

pratici

intorno

ai

quali tutto

il

Genere Umano concordi


qucft per

confeguenza fiano

e che
;
impreHoni

che l'anima noftra riceve nel primo iftante


e che porta con feco
,
al mondo. Ma quand'anche e folfe certo,
che intorno ad alcune cofe lutto 1* Uman
Genere convcnifle , quello confentimcnto
della fua efiftenza

(*) Il

compendio di quello

lil>ro di

A4

JLt

CUrc

L I B R O I.
t
non dovrebbe provar tuttavia, che
idee ne fano innate

ogni

potelTc fcoprire altra via

potuto a
ni

Ma

tutti

V*

ha

gli
di

3n cui tutti gli

le loro

volta

fi

per cui abbian


divenire comu-

Uomini
pi

qual

che non

e'

cofa

Uomini convengano gene-

ralmente
onde f il generale confentimento il carattere de' principi , che fi
han nafcendo imprefT dalla Natura , non
:

vi far alcuno fcuramente


chiamarf

che

tale polTa

per cominciare dai principi fpecula-

tiviy tanto . lontano che tutti gli

Uomini

ne convengano , che anzi dalla maggior


parte neppur fi fanno. Infatti fi prende per
naturale quello principio
una cofa non
$u nel mede/imo 'empo cjjere , e non ejjlre
Ora i Fanciulli , e gli Ignoranti punto non
penfano ad un principio cos aitrarto ;
fegno eh' egli' non in loro certamente
perciocch f Io
imprelTo dalla Natura
folTe ,.(?ome potrebbono non avvederfene ?
Come pu dirf , che abbiano naturalmente
nell'animo un affioma
al
quale non han
mai penfato , e forf non penferanno
giammai ?
Che f taluno dicefle che per impreffione naturale fi dee intendere la facolt
:

,,

A p o

I.

di conofccre quelle verit

che un
re

9
tutte le verit

Uomo

iurte

ciocche
facolt

verr col tempo a conofceinnate; peca dire


avanti eh* ei le lapelTe , avea la

s'avranno

di

principi

faperle

pii

egualmente che

generali

Cosi

quefta

tutti

gran

ridurrebbe unicamente a dire


che quelli , i quali parlano dell' idee innate , parlano impropriiiTimamente ; ma
nella foiUnza poi credono lo ftefTo > che
quei che le negano .

qiiiitione

fi

Ma replican eiTi , che gli Uomini


conofcono quelle verit, e vi s'arrendono ,
toltoch hanno 1' ufo della ragione ; indi
zio che gi dapprima erano in loro inipreffe. Ma quelli che per tal modo ragie
nano non poibno voler dir altro , che una
di quelle due cofe , o che gli Uomini
s' accorgon elfi per fc medefimi
di queflc
verit fubito che giungono all' ufo della
ragione , o che 1' ufo della ragione quelSe
lo che col tempo le fa loro fcoprire
lo dicono nel fecondo fenfo , tutte le vefcopriranno col raziocinio
rit che fi
ed cola ridicola
tutte faranno innate
dar qusffco nome a propofizioni che
il
fcooronfi colla ragione ; poich efla ni
contrario la facolt appunto di cavare
-=

. ,

IO

B R O

I.

delle verit incognite dai

principi

noti

laddove f quefte verit foffero imprefle


naturalmente , da principj pili noti non
farebbe certo meflieri il dedurle Se poi
la^'cofa fi deve intendere nel primo fenfo
ella
falfa apertamente
perciocch
falfo che i Fanciulli toftoch incominciano
a ferviril della ragione , apprendano incontanente e conofcano per f medefimi
quefti principj generali Quanti indizj di
ragione non fi olTervano ne* Fanciulli
affai prima che fappiano qucfla
maffima ,
che non pu una cofa nel mede/imo tempo
ejjre e non ejjre Quanti Uomini rozzi
ed ignoranti , quanti Popoli felvaggi non
v* hanno , che palfano non pur V infanzia
ma. tutta la loro vita , fenza giammai
penfarvi ? E* falfo adunque che ali* et
della ragione quefli principj fubito per f
medefimi a noi fi difcoprano . Noi veggiamo foltanto , che alcune Perfone in
.

un certo tempo arrivano a faperle ( e


queflo tempo affatto indeterminato ) ,
che avviene fimilmente di tutte 1' altre
non fi poffono naturali
, che dir
Ma ponghiam anche , che 1* Uomo
giunto air ufo della ragione di que/le
verit fi accorgelfe ; non fi potrebbe gi
il

verit

A p o

Il
ninavia conchiudere , che elle folTero innate , ma folamente che non fi formano
aitratte, e non fi intendono
nomi che fono ilari loro fiflati , f non
quando fi gi acquillato V ufo di ragionare e di riflettere . Ed ecco in qual maniera ci avvenga
I fenfi empiono V animo per cosi dire
di diverfe idee , eh* ei non aveva
ed
egli a poco a poco con eflb loro addimellicandofi le ripone nella fua memoria,
e loro fifla de* nomi
Forma in appreifo

quelle idee

altre idee che eflrae dalle

idee

particolari

r idee generali
generali

Per

tal

unendo
a cui

modo

pur
ei

prime

infieme
de'

fiiTa

molta
forma

nomi

va preparando

materiali d' idee e di vocaboli , fopra di


cui efercitar pofcia la fua facolt di ra-

gionare . L' ufo della ragione viene in


apprefTo , e tanto maggiormente fi manifefta , quanto pi s' accrefcono i materiali
Ma da
fovra de' quali pu efercitarfi
tutto queflo fegue egli che l' idee , che
conofcono nel cominciare a far ufo
fi
della ragione , fiano innate ?
Le prime idee , che occupan 1' aftimo
noftro , fono quelle certamente , che gli
vengon dai fcnfi , e che fanno maggiorai
.

12

B R

impresone fopra

I.

Toftoch egli
memoria di
diverfe idee , incomincia anche a conofcerne la differenza . Quella differenzi
almeno egli certo , che da' Fanciulli fi
conofce aliai prima , che abbiano apprefo
a parlare, o a far ufo della ragione
Chi
per efempio che non fenta la differenza che v' ha tra '1 dolce e V amaro , o
almen non s' avvegga che 1' amaro non
incomincia

di lui

confervar

la

lo fteffo che

'1

dolce

Air incontro un Fanciullo non giugne


a

conofcere

che

eguali a fette , f
di contar

tre

quattro

non quando

iono

egli gi

quando

ha gik
,
uguaglianza , e fa
come ella fi chiama. Allora f gli fi dice,
che tre e quattro fono eguali a fette ,
non ha cosi tolto comprefo il fenfo delle
parole , che ne conofce infiememente la
verit ; e non perch queila verit fia
capace

acquiftato

l'

idea

fette

dell'

innata , ma perch avanti d' udire le parole proDoflegli tre, quattro, v fette, hvqo.
gi meffo ili ferbo nella fua memoria

chiaramente e diflintamente le idee che


da lor vengono fignifcate Quando fi dice , che diciottQ e diciannove fono eguali a
trentaftte, quella propofizione al pari
.

A P

I.

IJ
due fono eguale

evi<Iente che V altra


uno e
a tre . Con tutto ci un Fanciullo non
conofce si prontamente la verit della
prima , come della feconda ; non perch
l' ufo
della ragione gli manchi , ma perch egli non ha formate si prello V idee
fignificate dalle parole dickttOy diciannove^
e trentafette , come quelle che fono efprefTe dalle parole uno ^ due, e tre.
:

Quelli che fonof avveduti

non

elTer

che fi conofca la verit delle


maflme che diconfi innate toftoch fi ha
r ufo della ragione , e che tuttavia non
hanno voluto abbandonare i loro principj,
fi
fono appoggiati a queft' altro argomento che quando fi propone alcuna di
quefie maflme , e che f ne intendono i
vero

, ognuno fubito vi Ci arrende


Ma
domando a coftoro , f il confentimento che fi d ad una propofizione tofio
che s' intefa , fia carattere certo d' un

termini

io

? Se no ,
V argomento
converr dichiarare per
principi innati una infinit di propofizioni,
di cui fi fcorge immantinente la verit,
appena fi odono pronunciare , quali fono
per cagione d* efempio tutte quelle cho.
riguardano i numeri > come uno e due fono

principio innato
inutile

si

eguali a

tre

due

due

a quattro

ec.

Ed

ancora
fcontrano ad ogni
tratio di fmili prpofizioni , coxne due
corpi non pojjno fiar tnfwme nel medefinw
luogo s e miir altre si fatte , di cui non fi
pu dubitare per chicchefTia , che appena
le aicolti
Oltre di che non fi polTono
dire itnate le prpofizioni , f non lo
Tddo medefimamente le idee che le compongono e ci pollo farebbe meilicri

Dkre air Aritmetica

nell;i altre

icienze

nella Fifica

fi

iupporre innate tutte


de' fuoni

de' lapori

le
,

idee

de* colori

degli odori

delle

che affatto contrario e


alla ragione ed alla fperienza , perch un
cieco nato non ha certo de* colori ninna
figure ec

idea

il

N pu

gi rfponderfi

che

le

pror

Volizioni particolari che fi riconofcon per


vere appena s* odono proferire , come che
uno e due fino eguali a tre ; che il verde

non il roffy^ fiano confeguenze delle


prpofizioni generali che diconfi innate
Tutti quelli , che fi prenderanno la briga
di riflettere fopra ci che avviene nella
noitra mente , quando cominciamo a farne
ufo, troveranno, che quefle propof/ioni
particolari q men generali fon ricevute

o L
che mai non hanno
A p

ij

penfato a
pretende
eh' effe derivino ; e
vedranno che le
particolari affai pi facilmente s' abbracciano delle generali
Ma oltre a tutto quefto , tanto
lungi, che il confenfo che fi d ad una
propofizione allora foltanto che fi ode
da altri pronunciare , fia un contrafTegno
che la dimoftri innata , che anzi egli
pruova tutto il contrario
Poich ci
fuppone che molti i quali fono gi iftrutti
di varie cofe , ignorino tuttavia quelli
principi , e che ninno li fapefle avanti
d* udirne parlare . Converrebbe poter almeno mofrare , che tutti gli Uomini gi
conofcano per f medefimi innanzi
li
d' udirne parlare a niuno , il che abbiamo
veduto non poterfi provare per alcun
modo Che f fi rifponda che f n' aveva
innanzi d* udirne difcorrere una cognizione implicita , fi domander in che ella
confifta . Se fi intende , che fi aveva innanzi la facolt di apprenderli, quefto
un dichiarare , ficcome s' gi offervato
da

lali

quelle

univerfali

da

cui

fi

innate tutte le verit

del

mondo

L'efperienza ci moftra, che i Fanciulli , i


Selvaggi , e le Pcrfone fenza

^.

i6

B R

r.

non fanno, e non penfan giammai

lettere
SI

fatte

propofizioni

Or

s'

elle

folTero

fi dovrebbon
,
fapere e conofcere
principalmente da quelta maniera di gente, come quella che meno cangiata dal
coftume, dalle opinioni altrui, e dall'educazione . Niuna dottrina ilraniera o nuova
pu aver cancellato dall' animo loro ci
che la natura vi avefle impreffo E per

innate

da ciafcuno

fi

dovrebbono fcoprire

quelle verit innate,

in

eOl

e ne* Fanciulli prin-

cipalmente , i cui penfieri si agevolmente


manifertano a chiunque loro s' accorta
vedrebbono quefte verit
Efl medefimi
neir
animo loro , e non manchcrebfcritte
bono fecondo il loro coliurae di favellarne
ad ogni momento .
fi

CAPO
Cbe non

v*

ha pure niun Principio "Pratica


ehe fia

^(^E

le

IL

Innato

maflime fpeculative, di cui ab-

biam parlato finora , non fono da tutti


ricevute con un concorde attuale confen-

A P O

17

I I.

maggior parte
pu ci affer-

timento , perch
fono ignorare ; affai meno fi
mare d'alcun principio pratico Al' appello
a rutti quelli, che han qualche conofcenza
anzi dalla

della Storia del

Genere Umano. Una delle

cofe pi univerialmente ricevute fi la


i
gtuflizta , che confille nell' olTervare
eziandio
patti ftabiliti , e che fi truova

Ma ben fi
che coiloro non ferfra loro , che per mera
necefllt , e non perch fia un principio
naturale. Perciocch nel medefmo tempo,
che fon fedeli a' loro compagni , afTaffinano i pallaggieri , che fatto non hanno
loro verun oltraggio
Si dir per avventura , che la loro
condotta contraria alle mafTime , che
fentono internamente , e che tacitamente
nel loro cuore approvano ci che fmentifcono coir azioni Ma oltrech la pubblica profefTione che fanno di violar la
giufliza diih-ngge il confenfo univerfale,
chQ tale perci non pu dirli, egli fembra ilraniffimo , che i principj pratici
abbiano a terminare in femplici fpeculafra

ladri

fra gli aiTafllni

vede apertamente
bano la giuilizia

2oni

La natura ha pofto
yi.

I.

in tutti

gli

Uo-

Li

iS

mini

defidcuio

il

avverfione per
un principio pratico
tutto

in

I.

d' efTer

forte

temente
ne pu

1 R

il

felici

miferia

la

che

alcuna

pu provare da ci

non

confeguenza
che devono
AH' oppoflo

che non

una
Quello

ma

pei principi di cognizione ,


regolare la noilra condotta
fi

opera collan-

mondo

raccogliere

hanno

v'

di fomiglianti principi nell'animo noftro;


vi folTero fi conofcerebbono ,
conofce il defiierio d' elTer felice
e il timore di efier mifero ( i )
Un' altra cofa , che d giufto motivo
di dubitare , che non v' abbia alcun principio pratico innato , fi , che non v' ha
regola di morale , di cui non fi pofTa a

perch

come

fi

( I )

zione

la

obbie-

Potrebbe qui fard luogo ad una


quale non fo Come

I'

Autore

non abbia

preveduta. Se l'amore alla feict, potrebbe dire


e I' avverfione alla mferia fono affetti ih
,

taluno

noi pofti dalla natura


cofa d' innato

amore e
gnizione

Ne

quella avverfionc

Come

alla felicit

a pu

fenza

ha dunque in noi qnalche

efatto

il

rifpondere che quefto

non fono

egli

averne

aver
innata

anche

Neil' Appendice al Cap. io. del Lib.


ftreremo

non

ci

direttamente

ha nulla

che anche

d' innato

di co-

prncipj

innato

in

II.

1'

amore

1'

noi

quella

idea

moparte

Capoti.

19

buona equit domandar la ragione , il che


non farebbe , f ci aveller delle regole
quali dovrebbon effere evidenti
medefime Infatti i principj fpeculativi , che innati pretendonfi , fono
almeno di tal carattere Chi che privi
d' ogni fenfo comune non riputaiTe coloro,
che ricercalTero , o fi brigalfero di render
ragione perch non poffa una cofa efiere
e non elfere nel medeflmo tempo ? Quella
propoflzione porta leco le fue pruove , e

innate

pjr

le

le

le ella

non

fi

faceffe a

taluno

ricevere

per f medeflma , nulla a convincerlo potrebbe effer valevole Ma f fi proponefTe


non
quella si famofa regola di morale
fate ad altri ci che non vorrefle che fojfe
fatto a voi ad uno , che non ne aveffe
mai udito parlare, e che folTe tuttavia
capace d'intendere ci , che ella fgnifca,
non potrebbe egli fenza afTurdit chiederne la ragione ? E quegli che la proponefTe non farebbe egli tenuto a dimoIh-arne la verit ? Da ci fi vede , che si
fatto principio non nato con noi, altrimenti ei farebbe chiaro per f medefimo
La verit adunque delle regole di Morale
dipende da qualche altra verit antecedente , da cui deve efler cavata per via
.

Libro?.

20
di raziocinio

L'^ofTervanza de' contratti

e de' trattati pure

uno

de' pi

grandi

e pi incontrail.ibili doveri della Morale?

Ma ie voi domandate ad un Criltiano


perfuafo de* premj e delle pene dell' altra
vita

parola

perch egli debba mantenere la fua


? ei
vi dir , perch Iddio arbitro

dell' eterna felicit e

r ha ordinato
cefle

la

Un

dell'

domanda

ftelTa

eterna miseria

Obbefano
vi

cui

fa-

direbbe che

pubblico cosi vuole , e che Leviathan


punifce quelli che operano altrimenti
Un f'ilofofo Pagano rifponderebbe alla
medefima richiella , che cola difoncfta
e contraria all' eccellenza dell' umana
natura 1' eflere infedele
Si potrebbe dire , che la cofcienza
la quale ci rimprovera i mancamenti che
noi commettiamo contro quefte regole ,
un indizio , che nell* anime noftre v' han
il

de' principj

di

Morale

che

la

Natura

V* ha
polio Ma fi dee offervare , che
fenzach la Natura abbia fcritto nulla ne*
noftri cuori fi pu giugnere alla cogni.

zione di certe regole


medefima via per cui
d' infinite
s^

altre

feguir quefiie

verit

Morale per la
giugne a quella
riconofcere che

di
fi
;

regole

noi fiam

tenuti.

A p o

ai

I I.

k conofcono per l' educazione, per


compagnie che frequentano , pei co-

Altri
le

llumi de' loro paefi

altri

per altre ma-

che fafi una volta nell*


niere
animo quella opinione , ella mette fubito
in opera la cofcienza,\a qual non altro,
f non l'opinione che abbiam noi mcdcfimi
.

Stabilita

di ci, che

facciamo.

una pruova

Or

la.

cofcienza

che v' han de' principi


innati , quefli principj efier potrebbero
perciocch
gli uni
agli altri contrarj
alcuni fi credon tenuti in cofcienza a

foffe

fchifano per la
, che altri
ragione .
Oltre ci non fi potrebbe compren-

far certe cofe


llefTa

dere , come poteffero gli Uomini violare


le
regole della Morale colla maggior
franchezza e la maggior calma del mondo,
f elle folTero imprelTe

Si
d*

faccia

una

rifleflone

citt

prefa

al

anime loro
facchegg lamento

nell'

d' affalto

nel cuor de* Soldati impegnati

cerchi

nella

car-

fentimento
delle regole della Morale . La violenza ,
ladronecci , le flragi fono fcherzi per
i
tali , che non temono di dover efier puniti
E non ci fono egli Hate delle Nazioni grandifTime , e ancora delle pi colte ,

nificina e

nel

alcun

bottino

21

B R O

I.

che hanno creduto cosi lecito 1' efporre i


loro figliuoli a morirfi di fame , o a effere
divorati dalle beftie feroci, come il generarli

In alcuni paefi

vivi colle lor madri

fi

fepellifcono vivi

avviene che queammazzano , f un

muojan di pano fi
Aflrologo dice che fotto cattiva ftella
fon nati In altri un F'iglio uccide o efpone fuo Padre e fua Madre fenza alcun
rimorio , quando fon giunti a una certa
et. In una pane dell' Afia {Gruber apttd
Th^vemt Par. iv. pag. 15. ) quando difperafi della guarigione d' un infermo , fi
mette in una fofia , e quivi efpofio ai
lle

venti e a tutte

l'

ingiurie dell' aria

fi

lafcia

miferabilmente morire fenza dargli niun


foccorfo Quelli della Minzrelia ( Lambert
apud Thevenot pag. -^S. ) , che pur profeffano il Crifi:ivinefim.o , fepellifcono i loro
figliuoli cos\ vivi fenza fcrupolo alcuno :
altrove fi ingraifano e fi mangiano , Gar.

clafTo

de

la

Vega

nella

fua Storia

degli

( I. r. e. 12. ) riferifce , che alcuni


popoli del Per ferbavano le donne , che
prendeano prigioniere, per farne delle crncubine, e nodrivano pii delicatamente ch'cfll

Incas

potevano

figli

che avean da loro infino

air et di tredici anni

dopo cui

li

man-

A P O

43

I I.

e trattavano nel medefimo modo


le Madri allorch non facean pi figli I
Tupinambous ( Lery e. 16. ) credevano di
giav.in

Paradifo col vendicarfi cru, e col mangiarfene il pi ch'effi potefTero Infiniti fono
gli efempi di tal fatta che recar fi potrebbero , i quali pruovano che intere
guadagnarf

il

delmente de' loro nemici

Nazioni non hanno alcuna

idea delle

re-

gole pi facrofante della Morale , e per


confeguenza che quefte regole in loro
certamente non fono innate Efaminando
le Storie attentamente fi troverebbe , che
tratti i doveri , fenza di cui ninna Societ pu fufiifiere , e che fono tuttavia pur
troppo fovente trafcurat , non v' ha alcun dover di Morale , di cui Popoli numerofifimi non fi fiano fatto giuoco
Taluno potrebbe opporre, che dall'
effere una regola violata non viene di
L' obconfeguenza , eh' ella non efilta
biezione farebbe valevole, quando coloro,
.

che non offervaficr la regola , non iafciaifero per di ammetterla e di convenirne,


e quando folTe /labilit qualche pena conMa cotro quelli , che la trafgredifiero
me pu concepirfi , che un popolo intero
rigetti pubblicamente quello , che ciafcuno
.

24
degli

individui,

B R

che

fappia eilere una legge

I.

Io

compongono,

? il

che avverrebbe

certamente , f le leggi delli Morale foffero imprefTe naturalmente nello Spirito


Umano Si pu ben concepire che alcuni
facciano profelTione elteriormente di certe regole di Morale ,di cui fi beffino nel
loro cuore, per confervarfi la riputazione,
e procacciarfi la ftima di quelli , che le
credono ben fondate Ma non fi pu gi
comprendere , che una Societ intera rigetti e violi pubblicamente quelle leggi,
che fa di certo effer giufte , e che fa
effere come tali rilguardate da tutti coloro, con cui eir ha qualche relazione.
Operando per cotal modo non potrebbe
ella afpettarfi
che d' elTere il difnregio
e r orrore di tutte 1* altre
Perciocch
qual altra cofa pu ella attendere vi' land
pubblicamente regole conofciute da tutto
il mondo , e di cui riconofce ella
mede.

fima r equit e

la

rettitudine

Accordo che
legge non pruova

ma una

permifFion

la
,

violazione
eh' ella

pubblica

legge

un argomento , che
non nata cogli U-^mini

diamo qualcuna

di tali regole

vi

fia

fare

di

contrario

una

di

non

s)
.

il

fatta

Pren-

che fembr

e
pi naturale e

la

A P O I I.
25
pi univerfalmente ri-

e vediamo ci , che il Genere


ne
ha penfato
Umano
Se v* ha cofa ,
che paja maggiormente iffcillata dalla Namedefima , fi che i Padri , e le
tura

cevuta

Madri amar
Or Te

Figli

debbono

confervare i lor
regola innata ,

quella una

bifogna o eh* ella fia collantemente ofTervara da tutti gli Uomini , o almeno che
fia

Ma

una verit
gli

di cui

convengano .
del Per
, e
de* Popoli , che
ammelTa E
, n

tutti

efempj della Mingrelia

dimo Urano elTervi liati


non r hanno n olTervata

andar tanto lungi i Romani , ed i


Greci , cht erano infinitamente pi illuminati , non efponevan elfi comunemente i

fenza

figliuoli,

ch'erano loro d'impaccio?

(2)

quello si fatte malfime non


racchiudono un dovere , f rifguardaie
non fono come una legge ; e una legge
non pu efiere fenza Legislatore , e fenza
Oltre di

premio o di pena Non fi


poflbno dunque
fatte maffime fupporre

fifizione

di

s'i

(i) Nella Chinx


fino

Paefe cerramcnre coIrilTimo

dalla pi rimota antichit per

a quel che

dicono

Viagc^'ator

rs^ione

la

fteffa

ne ^ctta

anno nell' acque un gvandiflmo numero

ogT>'

26
innate

B 1

fenza che

il

I.

fiano parimente

d*un Dio, d'una legge, d'un'


giacche quelli che
avean nulla a temere

guendo

la

violavano

le

idee

1*

altra vita;

in quella

pratica di tutta la lor

non

vita

fe-

nazione

fanno operare fono


ben nella no'tra volonra ma tanto lungi , che quelli dir fi pofTano princio] di
I

principi

che

ci

morale

noilra

fi

che f

a'

defiderj

lafciaife libero

il

volont,

della

freno

rebbonci violare quanto v'ha mai


Per quefto
do di pi facrofanro
.

ftabilite le leggi, affine

mezzo

di

effi

fa-

al

mon-

fi

fono

raffrenarli

col

pene , che
foddisfazione che aver fi

delle ricompenfe e delle

contrappefano la
potrebbe a lafciarfi trafportare al loro
impeto. Se alcuna cofa adunque foffe impreffa nello Spirito Umano ficcome legge,
converrebbe che tutti gli Uomini ne aveffero ficura conofcenza , e fapefTero , che
una pena inevitabile far il compenfo di
chi ofer violarla

Ma

gli

Uomini

di

di-

verfe Nazioni hanno ignorato, e ignorano


tuttavia e i doveri che la Morale prefcrive,

pene che foffriranno i violatori dieffi.


Sarebbe inutile l' opporre a si forti
ragioni ci, che pure talvolta per alcuno
fi
dice , che il coftume e l' educazione
e le

A P O

jBofTono ofcurare

I I.

2f

ed

quefti lumi naturali,

anco e/tinguerli al fine Se


valefle , la pruova dunque
.

rifpofta

qiiefta

con-

tratta dal

dell' Uman Genere


quando pure quelli , che
per tal modo favellano, non s'immaginaffero, che la loro opinione particolare e
quella del lor partito debba pafTare per un
confentimento generale ; iccome avviene
diifatti a coloro , che credendofi i foli
arbitri del vero e del falfo , non fanno

univerfale

ftfntimento

farebbe nulla

alcun conto dei fuffragj


dell'

in

Uman Genere

tal

Il

a qucfto

cafo

di tutto

ridurrebbe

fi

Genere
riconofce per veri, fono innati

principi

che

tutto

refto

il

loro ragionamento
:

Umano

il

quelli,

che come tali fono riconofciuti dalle


Perfone di buon fenfo , fi debbono dire
amraefi da tutto il Genere Umano ; noi
e quelli del noftro partito fiamo Perfone

di

buon

fenfo

dunque

noftri

principi fono innati


Sarebbe quello
un correre di galoppo all' infallibilit
Oltre ci f il coftume e la cattiva
educazione cancellano dall' animo noftro
.

queii principi

vanamente adunque e

fulfamente f ne
la

chiarezza

Il

vanta cotanto

Genere

la

in-

forza e

Umano non

B.

,,

o I.'
trover egli ugualmente impacciato eoo
quefte nozioni ofcure ed incerte , come f
non ne avefTe ? Qualora una Nazione prende per principio naturale ci che non l',
o rigetta ci che lo veramente , quefta
8

B R

fola variet ci rapifce fubito tutto

il

che noi pretenderemmo cavare da


principi

frutto,
si

fatti

So che fpelTo riguardate


Terit molte cofe falfiffime

comunque oppofte

foffero

fi

come

fono

e quefte falfit,
alla

ragione

fono ftate fovente ricevute anche da Uomini di buon fenfo in tutto il refto , e
foftenute con tanta orinazione , che avrebbero piuttofto perduto la vira , di quello
che rinunciarvi , o patire che foffero contraflate
Per quanto ftrano ci fembri ,
V efperienza pur ce V infegna coftaniemente e cefTera ancor lo ftupore , ove
s* offervi
per quali gradi pu accadere
che dottrine , le quali non hanno miglior
forgente della fuperftizione d* una nutrice
.

dell' autorit

da alcuni

d*

una

riconofciute

vecchiarella

come

principi

fian

in-

amano di ben allevare


dacch efl cominciano ad
intendere ci che loro fi dice , loro ifpirano que* fenimenti che veri credono e

fallibili
i

Quelli che

loro figliuoli

dono

^f
eflendo di

privi

fon come una carta bianca , fa


Efl prenfcrive checch fi vuole

cognizioni
fi

II.

de* Fanciulli

gli animi

cui

A p O

faciliflTimamente

impreiTioni, che

le

Appreflb vi fon confermati


dall' efempio o dal tacito confentimento
di quelli tra i quali vivono, o dall' autorit di coloro per cui han della ftima .
Cos a poco a poco le maggiori alTurdita
eziandio padano alla fine per verit inconlor

fi

fanno

traitabili

e ficuriffime (

3 )

Egli accade pure fovente


i

quali fono

che

quelli

con certe opinioni

allevati

ftati

Barelli Uomo certamente di molto in( 3 )


gegno racconta colla miglior fede del mondo > che
non fo qual Ciarlatano chinando Innanzi al levar
del Sole un

un

tria
tale

ramo

tej^a

fatti a farglieli

tano fofle

mente in

1*

riferifce

,,

agli

,.

io

t'

imprgoro

ci

cadere immantinente

^uejfe

cure

d'

ag^ugne

Ingegno

II
.

,1

Inon*

>

rerm che
riufciva

il

dif-

comunque lonv' ha

di

ficura-

dtalolico

Wohlfahrt, che
acconciamente

che fpeffb diffcili flmo

perdizione e da' pregiudizi

Interef. voi,

cofa

Il Sig.

>

fogglunge

tjualc\e

quello

vede

Uomini

Demonio

eflerc
fi

o rielV crecchie

infermo

tjualche patto col

Da

e mettendolo fotto ad

>

finch tu alii-t fatto cadere

ha nella

,,

di ebbio

con quelle parole

fafTo

difenderli

anche

dalla

fu-

( V. Scelta d' Opufc*

pi

venendo a far
non trovando
piii antica

di

B R

I.

rifleflione fopra
nell'

ftefl

opinioni infegnate

tali

animo loro niuna cofa


loro

loro memoria teneffe per cosi


dire regiftro de' loro progrefll , e fegnaiTe
cui ciafcuna cofa nuova lor
il tempo , in
inn anzich

la

cominciava a manifeilarfi; efl immaginano,


che fiffate idee, di cui non poffono in fc
d* ogni
ftefli fcoprir V origine , fieno fuor
cofe
non
Natura
della
imprefTioni
dubbio
,
da loro apprefe

Ci

ma
te

fi

vedr eflere non pur verifimile,


l porr men, f

preflbch inevitabile
alla natura dell'

zione degli

immerfo

affari

La

pii

Uomo

alla coftitu-

in cui egli

parte degli

fuol efferc

Uomini fono

loro proteflone per


procacciar di che vivere Dall' altra parte
tenuti a faticar nella

non godrebbono quella quiete di fpirito


eh* eS godono , f non avelTero de' principi , che riguardano come indubitabili , e
interamente . Non
che non abbia qualche propofizione , eh* ei tiene come fondamentale,
Parece fu cui appoggia i fuoi raziocini
chi non hanno fufficiente abilit n ozio
per efam;narle ; la pigrizia ritiene altri dal
farlo ; altri f
ne aftengono per altre
a*

V*

quali

s*

acchetano

ha alcuno

A P O

3K

1 I.

di maniera che pochi fono , cui


cagioni
r ignoranza , la debolezza di fpirito , le
:

dilhazioni , la pigrizia, l'educazione, la


leggerezza non impegnino ad abbracciare
i

principi

che fono

loro

ilari

infegnati

, che
hanno loro propofti
Quefto lo flato , in cui fi truovano
tutti i Fanciulli , dimodoch non da ma-

mantenerli fu

e a

fede

la

di quelli

gli

f in un*

et piii avanzata

ravigliarfi

cui fono

occupati negli

o abbandonati
ad efaminare

ai

della

affari

piaceri, mai non

feriamenie

le

in

vita

fanno
opinioni di
fi

cui fon prevenuti

Ma
abilit

fuppoilo anche, che abbian tempo


inclinazione per quefta difamina

chi che ardifca rovefciare

di tutti

e di tutte le

fuoi ragionamenti

fue azioni paflate

Chi pu

penfero cosi umiliante

fondamenti

foftenere

come

quello

un
di

lungo tempo
in errore ? Quanti vi fono che
abbiano
quanto bada d* ardire , e di fermezza per
incontrare , e foffrire animofamente i dileggi , e le cenfure , che foglion farfi a
coloro, che ofano allontanarfi dalle opifofpertare

d* eflere

comuni ?
da maravigliarfi
nioni

giudizi

flato

E dopo
,

si

quello far

egli

che v' abbiano de* pre-

Libro

g'

CAPO

I.

III.

Altre Confide razioni circa


tanto Speculativi

ai Prncipi

che Pratici

nipOrnando

ora a' principi innati , noi


ancor maggormenre,
convinti
faremo
che non ve n* ha alcuno , f ci fermeremo a riflettere alcun poco fopra una cofa,
.jX*

che
a

s'

toccata gi di paffaggio . E vale


che elTendo ogni propofizione

dire

comporta almeno di due idee , di cui ella


efprime la relazione, f noi conofceffimo
naturalmente alcuna propofizione , dovremmo altres aver impreffe dalla Natura
r idee , che I^ compongono Ora f noi
confdeuiamo i Fanciulli di frefco nati
della fame
vi troveremo forf l' idee
della fete , del calore , del dolore , perch
tutto co han gi potuto provare nell'
ma non fi vede
utero delle lor Madri
gi in efT alcun fe^no , eh' abbian niuna
di quelle idee , che corrifpondono ai termini delle proporzioni generali Se v' ha
qua!che principio naturale, fecondo coloro
che tengono quefla opinione, e^li quello
.

e
come abbiamo

mi

non pu
c/Jre

Or.

rt

1 1 I.

33

gi dLtro,.clie

mtdtfmo

qaelta

tttnfo

efferc

propofzione

l'idee di impQjJilit

una
e

cojh

non

inchiude

e d' identit,

che

niuno prender giammai per idee innate


Chi mai potrebbe perfuaderfi , che un
Fanciullo Sappia che cola Ila l' impoflibilit
.

che cofa ha
bianco e '1 nero, il dolce e l'amaro?
il
Quelle parole indican anz,i dae idee , che
lungi dall' elTere naturali richieggono per
e l'identit avanti di

faperc

formarle una fomma attenzione , e f(5no


tanto lontane dai penfieri dell' infanzia ^
che fi penerebbe a trovarle anche in Uomini maturi , f fopra ci diligentemente
s'

efaminalTero

Se r idea dell' identit naturale , e si


chiara per f medefima , che i Fanciulli
l'abbiano fempre prefente ali* animo, un
Uomo non vi dovrebbe fenza dubbio

domandi
giammai trovare difficolt
Si
pertanto f fi vuole anche ad un Vecchio , f un Uomo , che una creatura
.

compofta di corpo e di anima , fia lo


ftefTo anche quando
fuo corpo venga
il
a effer mutato?
f Euforbo per efempio
era il medefimo , che Pitagora , e il
^'j'Jo

cui

in

Fol.

fi

diffe

che

aDpreiTo pafs

,,
,

Libro!.

54
anima di Pitagora ? Si vedr dall' imbarazzo in cui egli far , che V idea dell*
identit non cos chiara come i crede
e per confeguenza che non certo nata con
noi . Quante decifioni contrarie pur non
1*

farebbonf udite

punto?

infiniti

altri

in altri

tempi

fu

quello

Pitagorici avrebber detto di s, e


di

no

S rifponder per avventura

che non

mctempfwoft che una chimera , la


quiftione propofta una vana fpeculazione .

efTendo

la

Quand' anche ci foife , non reilerebbe


che non fi potefTe conchiuderc , che l* idea
dell'identit

non

innata.

Ma

fi

trover,

che quefta quil^ione non s leggiera


come fembra a prima villa f fi porr
mente alla rifurrezione de* Morti , in cui
Iddio far ufcir dalla tomba i medefimi
Uomini che prima viveano, per giudicarli
fecondo clie avranno , mentre erano in
quefia vita , o bene o male operato. Bifogner meditare con molta applicazione per
trovare ci , che forma il medefimo Uomo
per trovare in che confifta l' identit ; e
da queflo fi comprender di leggieri , che
i Fanciulli non fan certamente quel eh' ella
fiafi
forf da principio
Si giudicher
che la materia , di cui i corpi degli Uo,

A p o

I 1 1.

mini erano prima comporti


via

ftelTa

la

polTa baiare

medefmi corpi

a querta

domanda

pefle

fi

di

per chiamarli
ci porto

una campana fi romil metallo per


farne

farebbe

quefta

prima

Secondo

parlare ella farebbe un* altra

adunque

maniera

35
eflendo tutta-

rifponda

fi

ritbnd^fTe

una nuova

campana

ma

comune

il

comune

Nella

non

per

medefima

la

rteiTa

ifcortarfi

dal

avrebbe a dire , che gli


Uomini che riforgeranno non faran pi i
medefimi di prima , perch non avran pi
i medefimi
corpi . Si amer tuttavia meglio
parlare

di correggere

s*

1'

efprelTione

comune

ma

checch ne fia , fi pu giudicare da ci


che r idea dell' identit non si diftinta ,
al medefimo
tutti
che ne convengano

modo

QuanJ'

II

ella

paragone della campana non eftto


fi

rifonde

la

nuova che

realmente diverfa dalla precedente


gione

I.

Perch molte

parti

nella

ne

per

rifui ta

doppia

fufone

fi

ra-

per-

dono . 2. Perch quelle che rimangono Ci difpongono in un^ diverfa maniera Non v'ha pi duncjue
ne V identit Jella materia , ne l'identit della.
.

format come dee avcrfi nella Rifurre\ior,e de'Corj^i^

S^

Nel
dmoflra

Un

paragone

cfattameiite

una moftra

prima
la

prima

le

part

gli

fi

Non

medefima

maniera

corpi

ftelTi

tutti

che chia

Anche

la

chiaramente

non

m.i-

modo

Queft'

dimoftra

che

certamente

piu

la

che per certamente non innata

far

fuor

di

luogo

il

riferire

pofito della jRifure\ione la bizzarra ipotefi


Si",

fteffa

^owntff ha immaginata

non

>

fo f per f

cam-

la

bench ridotte

R chiamerebbe

l'idea precifa dell' iJentte

Comune

fog-

modo

fteflo

poteffero riunire allo fieflo

contuttoci

efempio

fteffa

che cialcun corpo

nella

Allo

chi ofer dubitare

qualora Je fue parti

nutiffima polvere

esattamente, da

mac-

parti

ninno avr certamente difficolt di

>

medefma macchina

mare non debbanfi


pana

fcioglier

S' io

minime

nelle Tue

componevano

in cni eran

min

ricomporre

riunirle efattamente alla

Iddio riunir tutte

individuo

quello

farebbe

MAG-

'

o qualfivoglia altra

ripetizione,
,

l' Autore
nemmeno ,

dire

modo

mcdefimo

al

torner quindi

I.

capitolo

fcomporrc

potelfe

(i

china pi complicata
gia di

TUTTO

IL

acconcio

pi

che

chinmarla

R.

non fi pu

che

che quefli afflami

macchina

feguito di qutflo

a pro-

che

il

mede-

fimo o dietro alle traccie di JLebritl^ (V. Leb. p.


a. T^uvs;eru7n r. 5.) , e che propofta da lui primamente
ne!
fttp.

^.7ffcr7*o

Avaltco falle f.icol

deV anim.i

>

poi ripetuta pi ampiamente nella Palv'gerefii*

A p o

III.

S7

GIORE DELLA SUA PARTE SI DE^


VE ONORAR DIO VI HA UN DIO
;

quantunque evidentijjmi , f^ano principi innati Non riferiremo ci eh* egli dice , perciocch da quanto abbiamo detto finora fi pu
conoscere abbaflanza il fuo metodo e i prin.

Cartello u i fuo
appoggia
gagliardamente
Difcepoli , cbe hanno pi
foio era innata , ferajhnuto , che /' idea di

fu cui

cipi

s'

hra che non ahhian

comprefo bene

quefia parola ffgnifica

gono

loro

f quelli

Stippone egli che

il

comune fcnforio

indcftruttibile
la

ad

efler

di

qucfto

Scoria

morte
sltro

il

quale

germe

Naturale

un
anche

(a

intatto

Rifiirrezione

la

un

ac-

in noi d

fa

fuffifta

che

non abbia
nuevo fvluppamenro
nella
AbiiifTimo
come egli
anche neJl' Uomo ha voluto troche

fuorch

s'

eh' egli

che leg-

fritti vi porran mente

una foftanza fimigliante alla luce

germe
dopo

ci
,

vare

una fpccie di metamorfofi e di riproduzione

Con

niolto ingegno egli

Tua

ipote/

Scritture

fuo

certamente

non

rigenerazione
fuo fiflcma

anche

cerca

in

foccor fo

pruovano

e a

adopera a confermare la

s'

trarre

di

Ma
la

Tua

difpetco i tutti

tcfH

le

Divine

eh' ci reca

Palin^enefa
i

Tuoi sforzi

o
il

non pu riguardarli che come una poetica

immaginazionej o come un fogno ingegnofo

38

eorgerinm
neU' idea

che

ejji

che fijjano

B R

I.

variano firanamente
a queja paro'a , e che

la prendono
affatto

il pi delie volte
improprio, (a)

(r)

L' Ab.

efferfi trattenuto

in

CotiilUc accufa

di

foverchiamcntc

un fcnfo

l'Autore

di

combattere l'opi-

nione dell' idee innate. Io per confiderando quanro


fia
malagevole lo fterpare dall' univerfal/c degli
Uomini un errore gi radicato da lungo tempo

non

fo

Locke

condannarlo
altri

Or

certamente

infigni Filofofi

chiaro l'origine dell'idee,

mente come
confutazione
pi

tutte derivino

diretta

necefiaria

han curato
e

di

dalle

dell* idee

che

dietro a

di

porre in

moftrare apertafenfazioni

lanate

>

una

non farebbe

3f

LIBRO
DELLE IDRE

IL

ANALISI

(*).

r)
DELL'

all'Autore non fenza qualche ragione

flato

E'

dall'

UMANO INTELLETTO.

Ab.

di

non aver qui


telletto

appofto

Condillac
prenieffa

Io vedr di fupplirvi

Metafifici

mi

fcofterb

in

difetto

un' Analifi

dell'

il

In-

e f dagli altri

qualche parte

fpero

non me ne fapranno mal grado


que'che la cofa vorranno efaminare maturamente.
I. Per dare una miglior nozione delle facolt
tuttavia

che

e delle operazioni
Metafifici Condillac
ceflario

farle

dell'Intelletto,

d'efaminarle ne' loro primi

nafcere di

mano

due celebri

Bonnet han creduto ne-

in

mano

principi,

Han

immaginato una Statua animata,

quindi

efT

loro

cui folte

permeifo accordare o togliere a lor talento quand' u-

no

quand' altro fenfo, e fare tutti

rimenti che pi credeffero opportuni

incominciando
tutti

fenfi

dall'

odorato

1'

C4

Il

primo

accompagna

infino allo flato perfetto,

l'abbandona all'odorato

efpe-

gli

Amendue

il

per

fecondo

eccitando in

Analisi

40
lei

minando

fviluppamento

lo

analizzandone

Pi cofe mi

z.
al

natura

la

metodo.

loro

que(to luogo.

via
efa,

potermi attenere

di

lungo in

troppo

farebbe

una forza d'attra-

richiede

Ei

facolt

lue

delle

vietano
Ei

I.

II.

per

fenfazioni

vengono

fuccefTivamente

diverfe

fucceffivamente

d'oggetti diverfi

zione e d'immaginazione, che a tutti forf i^ax


piacerebbe

corretti ad ufare

d' effcr

III.

cautela fa di medieri per non cadere


inefatte, e

fzioni

Statua limitata a

coirajuto

di

tutti

direttamente

fuppo-

non preftar cjualche volta alla


uno o due fenfi quello, che
noi proviamo in noi fteff

Io piglier una via,


Semplice, e pi

Di troppa
in

che parmi pi

ficura

Mi

che

quello,

efammare

medefimi noi

noi

in

breve, pi

ad

fare)

proviamo, e che ciafcuno per confeguenza con


una leggiere attenzione pu nfcontrare in f
fleiTo agevolmente
.

Un

3.

giardino far^

luogo

il

efperienze. Ai primo entrarvi

tempo

fanno

tutti'

fiori,

frutti, erb'iggi

tive ec.

ad un

di

poco a poco mi

fi

guere pnrtitamente
finch diflpata,

m'ofcurava

mamente

gli

al

pergolati,

principio,

un comnleflo
rifchiara;

fiori

dir cos,

quella

mi

profpet-

che

una

cofe; qucfta

di

comincio

frutti

nortrc

oggetti

imprt 'Tione

loro

la

vafi

Io per non ho

apprenfioneconfufa
a

delle

mille

^li

a diflin-

erbaggi ec.

nebbia,

oggetti, io veggo tutto

che

chiariflTi-

Dell'Umano Intelletto.
doiifi

quedo

In

4.

operazioni

le

viene

efaminar

ciamo

dalla

fentire

di

giore
folo

ho

dell' intelletto

tutte a

parte a parte

imprclTioni

1'

affine

che

Colgo una melarancia.


da quefto

io

frutto

ne veggo l'ertenfione,

Colla

5.

la

curiofita

come

folidit ec.

come

fento

cogli

occhi

figura,

I.

colore, colle

il

fapore.

il

L'eftenfione

efiion

modo

medefimo

III.

ec.

certo

in

Quefte cofe adunque non efilono


per

la

natura intima

quella che da' Filofofi

fi

natura

un

in-

di

momento.
melaran-

nella

medefime; v'ha qualche

pi, che ferve loro per cos dir


collituifce

fento?

le

la

tutte

io

colore, l'odore, l'eden-

il

fvanirebbcro

la

chiamaifi

dee

Levato ci che coHituifce

6.

melarancia

fento

le

come

IV.

la figura

nella

effe

fo io a fentirlc?

tima della melarancia,

cia

oggetto

impreffioni

mano ne

l'operazione dell'intelletto per cui

(itne

vengono
con mag-

Quattro cofe qui polTno incominciar a

movere

al

quella

un

folidit

la

ci

Quali

ne fento l'odore, col palato

nari

Comin-

procedere

di

i'eftenfione, la figura, la

II.

fatte

chiarezza, determiniamoci

quali con-

le

41

compren-

tutte

prima e pi femplice, che

oggetti

dagli

f^tto quafi

fol

altra cofa di

foftegno, e che

di queflo frutto

chiama fofanza

dal

Elfa

Latino

fub flare (llar fotto ), perch appunto fi concepifce


come una cofa che fia fotto alle qualit , cio
all'

eilenfione

al

colore,

confi qualit^ perch

al

fapore

fon quelle che

nofcere qual' V oggetto

ec.
ci

che di-

fanno co-

Analisi

42

Ma

7.

non

curiofit

la

Quefta foftanza che

da cib appagata

mai

cos'

La quiiione non

facile. Io fo che la melarancia compofla di varie

fibre, e di varj fughi;


quefti

co

fale ec.

che

fo

fcomponendo

quele fibre,

fughi contengono acqua, aria

gli altri

terra
frutti

fuo-

e in

genere qualunque corpo o minerale o vegetabile


o animale, fo che altro non vi ritruovo fuorch

medefime

quefte

conchiudo
tutti

in

con

non

fian

corpi

cofe

quindi

proporzioni

diverfe

molta

probabilit

altro fuorch varie

che

com-

fecondo varie

quefte foflanze unite

binazioni
proporzioni e difpofie in diverfe maniere, e che
di

Ja

corpi rifulti appunto dalia diverfa

diverfita dei

proporzione e difpofizione di quefte


lime; chiamo
il

fale

terra

la

che cofa fono


l'acqua ec.

clementi

gli

inentari de' corpi

Ma
Che

Q.u

cofe

l'aria, l'acqua,

perci

le

medefuoco,

fojanze eie

quelle foftanze elementari

cofa

fon

io

il

il

fuoco

V aria

forzato ad arredarmi,

infuperabile mi vieta d' andar pii


non trovo pi in l che foltifTimc
La foQanza intima delle cofe, o come

un oracolo
oltre

io

tenebre
dicefi

ci

in

diverfo

affatto

modo

ignota

Tappiamo fuorch

le lor

loro intima eflenza

la

Altro

noi

qualit,

difcoprlre

che rifulta dalla diverfa proporzione


zione de' loro elementi
luto

penetrare

non han

Filofofi

nelT abilfo delle

fatto che fmarrirfi

non

vale a dire ci,


,

difpofi-

che han vo-

intime

effenze

Dell'Umano Intelletto.
Conchiudamo adunque

8.

che v'ha ne' corpi oltre

ma

intima,

Ma

quefte

la

ferve

qualit

melarancia io vi fento
folidit;

col

V elienfionc

parti

che

che occupano un
querta

dire

foftcgno e

di

efifton

ne'

effe

l'

edenfione

figura,

la

eftenfione e la figura pur vi ravvifo

1'

guardo.

di pi

lor

medefimo modo? Toccando

corpi tutte quante al

la

una foftanxa

alle qualit

ignota, che

d'appoggio

45
primo luogo

in

certi limiti; la folidit

che ha un corpo

una

certo fpazio

cl^cnfione

(a)

vuol dire V uniowe

efillono

fuori dell' altra e

(b)

circofcritta

la propriet,

fignifica

di refiftcre ad

vuol
da

/?**

la

medefima

ogn'altro, e im-

occupare inficme con lui lo fieflTo


medefimo tempo Or una certa eftenfione , una certa figura, una certa folidii non
v' ha dubbio che nella melarancia non efillano
pedirgli

fpazio

di

al

realmente

Ma

9.

calore o

col

rancio, ond'
colle

tatto

io

fcopro pure io
vi fcopro

frefco, colla vifla

il

ella

ha

l'odore.

nari

nome,

il

col palato

Quelle qualit

( a ) Lafcio inrarta la quifione


fia

d femplice proffimit,

vedr

nome

Elia

al

chiama anche

fecondo da

fapore

f tale

>

effe

unione

o i continuit affoJuta

preferire

impenetv.ih'u

di propolto

Cap. 4. di quefto Lib. perch

nel
fia

fi

colot

efifton

perciocch in quefto Jiiogo farebbe fuor


(

il

il

lei

il

il

Si

primo

Analisi

44

realmente nella melarancia come

Efaminiamolo. Metto
cio,

delira

la

melarancia
frefca

fuoco. Toccando colla prima

al

calda e

la

fcnto

la

quella diverfita? S' ha egli

melarancia

nel ghiac-

fento calda, colia feconda

la

Onde

precedenti

le

mano

la finiftra

dire

medefimo
tempo? Sarebbe contraddizione Qualche ragione
cftrinfeca vi debbe efTer dunque di queflo fenoche

la

fia

fredda

al

meno

ed eccola efattamenie.

cflendo
di

elementare che

fuoco

fuoco

mano,

alla

finiOra

quantit

melarancia

la

comunica (r) porzione

quefta

toccarla

La mano

ha minor

ghiaccio

nel

ftata

e la

mano

diventa

Al

fuo

del

calda.

pii

ha
maggior quantit, che non abbia
la melarancia. Al toccarla comunica alla melarancia una porzione del fuo fuoco , ed effa in-

La

deftra

elTendo

(lata

efpofta

fuoco ne

al

concepito una

tanto divien pi fredda. Se il caldo e


pertanto efifteffero in qualche luogo

melarancia

nella

Che

( e )

tutti

corpi

il

s'avrebbe

fuoco

rrerte
altri.

qujftione s'egli
,

anzich

dire che

efiftano

elementare

/.t

(^Iftifo

che da quelli ove abbonda

munichi a quelli ove

V'ha

freddo

il
,

a'cuni

fcarreo-CTa
fia

fi

Jn

co-

Cofa notifllna.

difTufo per tutto cqiial)il-

corpi

1'

atrraooano

Corrfrondere alle onervazioni pi


fione tuttavolta ne a noi Conviene

pi

degli

meglio
recenti. La deci-

La feconda opinione fembra

anche

ne a quello luogo

Dell'Umano Imtelletto.
mano, poich

n-ella

attraendo
a

quella

45

che divien calda

fuoco della melarancia,

divien fredda

comunicando. Ma nella mano medefima


qual maniera fento io il caldo e il freddo ? Quando
fuoco diventa maggiore egli imprime un cerio
fuo

lei il

in
il

ii

efifa

moto
per

ne' piccoli filamenti nervofi

tutta

v'imprime un

cert' altro

Del primo cafo

mano

della

che

diramano

fi

mano, quando diventa minore

la

11

pi tardo

moto,

forf

nel

fecondo.

propagano fino

al

pi

ci

celere

nervi

cervello, da cui

hanno l'origine. E' probabile adunque, che


il moto in
loro impreffo fino al cervello fi
ftenda ; anzi alcuni efperimenti fembrano dimoihare ch'egli v'arrivi diffaiti {d). Dal cervello

anzi

anche

Bench

d )

1'

efiftenza

non

diinoftrata

fia

lifiTima

Da

mente

col cervello

zione

ajfoliKamente

la

comunicazione

per elfo pi non

Al contrario

fcono di

fentirf

vi

tuctor

quel

porzione

Comunica

>

di

un nervo

quali

fia

il

o in

non dicendo cha ogni-

del nervo

che

in cui lo era

ci baft perche

afflrri-

che non fembrz


col

mo(fa da qualunque

modo medefimo

era intero

abbia niuna fenfa-

fono molti

poterfi fpiegare altrimenti fc


la

^\

talvolta addolorati in un dito

un braccio che pi non hanno


qualvolta

un

probabl-

per

di

impreflloiii

Je

molte efperienze par rirultare aperta-

che impedita

cervello

nel

rechinl turte

co-nur.e farjoro a cui

fi

quando

abbia Ja

cervello

cagione
il

itelTa

in

nervo
fen-

Analisi

4^

per maniera inefplicabile e incomprenfible

moto

il

comunicato all'anima, cio a queil' EfTer unico

e femplice (), che in noi penfa


il

moto

comanicato

lei

fecondo che

d'una o d'aler ma-

niera, ella ha la fenfazlone, che chiamiamo calore^


quella che chiamiara /r^^^io. Ci adunque che
in noi fentiamo non fimile per neirun modo
a cib che nella melarancia o nella mano. In
quella non v' ha ch^ una certa quantit di fuoco
maggiore o minore nfpctto al fuoco che nella
mano; in quella non v'ha che un accrefcimento
o una diminuzione di fuoco fecondo che ella ne
Ticeve dalla melarancia oalei ne comunica, e un

azione

E' incertiflino per in qual parte de! ce-

rebro preci famcnte quello comune fenrorio


Cato

>

nel corpo callefo

ed altri in mille a/tri

>

E' pure incerto in qual


vi fian recate

dal

poich

mods

altri

mamente
,

Juoghi

trafcorra

che per

fluido eftratto

ufererao

da tan"o

che

fi

il

efl

fluido

le

ipotcfi

particolari

altri

a^ilifll-

parte

dalla
altri

cerm ne generale d moto

L' unit e femplicit

( e )

penfante

il

tutte

fia

efterne impreffionz

pretende che ci dipenda

e pi fpiritofa del fangue

che quello fluido non

Noi

1'

femplice moto vibratorio deftato nei nervi

fuppone un fluido fottilifTimo


pura

cello-

fi^

Volendolo alcuni nella glandola pineale, altri

d'

pi

avvifo

elettrico
,

lafciando

all' Eflec

nccelTaria

dimollrer nell' Annotazioni

al

Gap, 5.

del Lih, 4.

n^l

Del l' Umano Intelletto.


moto o

certo

celere o pi

pii

querto fuoco accrefciuto o fcemato nei

contrario

calore

di

di

fili

nervei,

La fenfaiione

e da edi portato fino al cervello.


al

47

tardo imprelTo da

che

freddo

neil*

una femplice modificazione a lei cagionata per modo ineffabile o dallo lefTo tremor
de' nervi, o come pi^ probabile da qnedo moto

anima

ultimo del cervello,

la

quale non

pu pur con-

fi

moto medefimo abbia niuna fomicalore e il freddo pertanto non fono

cepire che col

glianza

Il

qualit che efiliano realmente o nella melarancia

o nella mano
di eccitare

non

efifte

quelle fenfazioni rifultano

Circa

IO.

S'io guardo

la

al

colore

vegga

che

la

fafcetti

fa d'

la

potenza

onde

poi

avviene

lo ftefTo ?

egli

melarancia in una perfetta ofcuri-

t, ella certamente non


lore; anzi mi
la

che

in loro

un certo moto nei nervi

mi appare d'alcun co-

rende affatto invifibile. Perch'io

fi

uopo che

luce

fia

di

raggi

dalla luce ella

riflettuta
i

quali

percoffa

fia

all'occhio

partendo

mio, che
da

ciafcuti

punto della melarancia entrano nel mio occhio,


dagli umori dell' occhio fian rifratti in maniera,
che in altrettanti punti fi riunifcano fulla retina, e vi dipingan l'immagine della melarancia;
che nell'atto

fteffo

un certo moto

imprimano

al

che quefto moto

cervello, che dal cervello

fia all'

portato al

anima comuni-

AHora l'anima fecondo alla


moto comunicatole dal cervello ha

cato.

nervo ottic
fia

diverfit
la

del

feafaxionc

48
d'uno o

Analisi
Anche qui adunque fra
anima, e ci che nella me-

d'altro colore.

la fen fazione dell'

larancia non

non

v'ha fimiglianza nelTuna

che una

eiile

configurazione di

atte a

parti

chio

piuttodo

d'un

altro; e

la

per

anima

da quelli

fapore.

al

moto

nei

moti

fieno

12.

al

Tali

imprimendo

lingua, fanno
cervello,

un

certo

che

quefli

che

l'anima

fenfazione dell'odore e del fapore,

Intorno

mcnte.Odo

odore

emananti
nei

recati

la

all'

effluvi

nei

nervi della

abbia poi

da

contenuti

fottililTimi

melarancia

della

dal

imprimendo un certo moto

dalla melarancia

fughi

nem-

ma

octico, e

quanto

fo-ttililTimi

nervi olfattori,

quelli

realmente nella melarancia


11. Il medefimo afF,itto
ed

oc-

comunicato all'
adunque non efiile

colore

il

raggi

nervo

al

cervello,

al

Anche

all'

fcnfazione non dipende

lor impreflfo

portato

quefto

riflettere

d'un colore che

raggi

meno immediatamente
moto

In quella

certa fpecie, difpolizione,

il

ai

fuani

lo

(leflfo

efattiffima-

canto d'un rofignuolo,o

il

fuono

d'una campana. Ci vuol dire che l'aria nel


primo cafo concepifce un certo moto vibratorio
nella gola del rofignuolo, che l'aria medefima
nel fecondo cafo concepifce un cert' altro

vibratorio

mmime

dal

della

tremore

velocifTimo

campana, che

propagati per l'aria infino


<juivi eccitano certi

al

quelli

delle

moti

moto
parti

fon

mio orecchio, che

moviraenii

fui

nervi

ac'*

Dell'Umano Intelletto.
fici

al

49
movmienti fono recati
anima comunicati. Il moto

o uditori, che quefli

cervello, ed

ultiiiio

all'

delle fibre

cagione

ancht qui la
determinata

cervello

del

l'anima

che

una

abbia

(cnfazione di fuono.

Chi

13.

in

una

corpi che

pertanto

potelVe

efattamente

flelle

ofTervar

non

ei

certa configurazione

n;,e movimento

cofe

le

vedrebbe
,

ne'

difpofizio-

vedrebbe
mediatamente o immediatamente un certo moto nei nervi, vedrebbe
quefto moto propagarfi al cervello ; ma ci che
minutiflme parti

di

quelle parti eccitare o

noi chiamiamo caldo


pore

non
e

fuono

vedrebbe

lo

freddo

affatto d CI che

Due

che

efiftere

vedrebbe quelie cofe


14.

.y

colore^

che crediamo

nell'

odore

elfer

foia,

diverfe

fpecie di qualit

hanno dunque

fi

a difiinguere: le .yualit reali che efiiono

mente
o

ne' corpi

quali

almeno v'efiQono

come fono V

ejienfione

da noi

una

in
,

figura

la

fu-

corpi,

ne'

anima

nel!'

anima

corpi

ne'

efiiier

maniera
^

real-

concep fcono

la

fimile

fclidit,

(/)

ff) Ho cLtto fr-u , pcrc'. la figura per


efcmnio d un corpo vecuro ad occ'iio n'.:do non e
ptf

cifsmcnte

crofcoplo
lurro

eguale

la

ftefla

un corpo
e

come
il

continuo

offervariJijIo

mpa^"

fotto al ncrofcopio

ruova pieno di fcnbre^-ze e di pori

VoL

co!

quale ad occhio -nulo

ci per

non

Analisi

50
e

apparenti

le qiialitli

da noi
fono

che febbene

anch' eflc ne' corpi quali

efitlere

non

vi

calcio^

il

Ma

15.

l'inganno

il

efiilono

per

freddo^

il

rcahnentc

colore

non v'cfiltono
anch'

crederle

di

il

.^

fapore ec.

Beli'

infanzia di trafportare dir cos,

feniazioni

fuori

da

oggetti

agli

noi medefimi

di

cui

queir abito

faccia

che menta

d' effe re

fono

ci

deflate

quilhone

trattata

contentiamci del fatto

applicarle

Come

difficilifima

Gap.

9.

di

Lib. ci sforzeremo di fpiegarne anche

il

Ma

intorno

mente

trafportano fuor

fi

la

natura e

mangono collantemente
zione del dolore

comuni a

toi^lie

che

altre

in

non quella

di

parti

noi

di parti

ftelTi

egual-

bea

per

come

la

ri-

fenfa-

diventano, dir cos,


,

come

tale figura

che

noi

rcalmence ne' corpi una certa

certa uiione

egli

variet. Alcune

la

noi e agli obbietti

union prccifa
cfiila

quello

modo

fenfazioni

le

noi

di

importantifima

offervazione

determinarne

medefimo

fatto

non tutte

meflieri olfervare, che

da noi

al

al

Per ora

parte.

fi

quale non pu cader

fui

dubbio. Neil' Appendice


l.

noftre

le

ed

in

contratto

abito

dall'

egli

realmente

effe

efifenti?

nafce

come

onde vicn

loro

E'

pajano

ci

concepifcoa

fi

il

caldo

il

e quella tale

crediamo
figura

non
una

Del
freddo

Umano Intelletto.

l'

odori

gli

danno interamente
Circa

17.

eftrinfcche

mi

come

teila

come

51

altre

f>.ion\

fi

colori.

non procedenti da caufe

la fete

gotta,

la

itomaco,

di

ed

caufe tfutenti in noi medefi-

da

fame,

la

denti

di

agii obbietti

dulori

ai

n.a

fapor't

naturalif-

cofa

la

duol di

il

mia fenfazione ad
concepifco niuii
quando
non
un oggetto eterno,
L'unico
dipenda.
oggetto eftcrno, da cui ella
fima

Io non polfo

trafporto ch'io

credere, che

di

riferire la

poflTo
fia

fare

(omaco quel che

lo

principio fenziente in
forf nel dente
v'

nemmeno

ha

elfendo

accennato

moto

per

18, Circa

proffima

non
immediata

caufa

foltanto la mediata e rimota^

che

elfi

l'unico

l'anima, e quando

la

la

dal

fopra

di

fiomaco

delio

comunicato

procedenti

ma

dal

cerebro

alle fibre del

dolori

ai

abbiamo
fenfazione non dipenda immoto eccitato nei fili nervei

come

dente, del piede, o

del

quando

piede,

il

ma

probabiiillimo,

mediatamente

fenta

noi

quel

cafi

nel piede, e nello (omaco

delia fenfazione,

quelli

in

dente medelimo,o

il

da

caufe

eftrinfcche la cofa merita maggiore onTervazione.

Accollando infino ad un certo grado ia mano al


fuoco, io lento un calore piacevole ; accoftandola
oltre,

pili

fuoco non
nelle

mia
al

fila

in

fento dolore.
fa

amendue

In

cafi

il

altro che eccitare un certo moto

nervee delia

amendue

cafi

mano

dipende da

la

quefto

cervello comunicato. Contuttoci

fenfazione

nel

moto
primo

Analisi

5^
io trafporto la

poncndo
efiiic

ili

il

mia

caiore

iciizionc nel fuoco,

cos cfillente

dico che

iic,

trafporto nel

fecondo

fuoco

il

che

avvi fato che nel fuoco

efila

penfato a chiamarlo dolente

il

non

calao:

dilTatti

fup-

fuoco, come

nel

la

niuno s' mai

dolore, n ha mai

Per ilpiegare quedo fenomeno ofTerviaprimo luogo, che io (cifo dolore non rimane totalmente in noi f non quando trattali
di fenfazioni appartenenti al tatto Un odor fetido, un (apore amaro, un fuono afpro fon certamente (enfazioni fpiaevoli
ci non cibante
neir atto che li fcntiamo , fuppniamo comunemente efiller anche ne' corpi , onde vengono ,
una cola fimile a quella, che efiltc in noi. Anzi
19,

mo

iii

da odervare

dolore

t\o\\

appartenenti

fuono

fi

di

pi

che

al

tatto.

dicono

nome

il

medefuio di

che alle fole

attYibaifce

s'

Un

fenfazioni

odore, un fapore

[piacevoli

o diJ\u/to/i

un
non

mai dolo (0fi


Egli ben vero che un odore
pungente, un fapor mordente, un fuono acuto ci
cagionano anch' ein dolore, e che quello dolore
.

fi

concepifce anch' egli

ftente in nei foli.

odorato

al

allora al tatto

Ma

palato

da

noi

come

la

fenfazione

all'

udito

,
,

tutto efi-

anzich

all'

appartiene

univerfale diffufo fu tutti

feafi

non fentiamo allora neffuna modifica7.ione particolare d'odore, di fapore, o di fuono,


almeno a quelle certo non attendiamo: fentiamo

Diiatti

unicamente

la

forza della puntura

e g^j ftein ter-

DE
mini

UM

L l'

Intelletto.

A N o

acuto, punpente

di

mordente

55
frizzante ec,

che adopriamo, abbaftanza dimoftrano che allora


riguardiamo quefte fenfazioni come feraplici fentatto

fazioni di

Ci

10.
negli

oggetti

pore, ed

il

caldo,

freddo, l'odore,

il

fuono, non

i!

lupponiatn

pollo la ragione per cui

dolore,

il

fi

fa-

il

perch

come fi dellino in noi


fenfazioni , ci immaginiamo che
le anzidette
dal fuoco, dal ghiaccio, .x un fiore, da un
frutto, da una campana il caldo, il freddo, l'odoneir infanzia non Capendo

e formati

re ec. partan gi belli

noi, quali efiftono

in

colla
i

fola

ne' loro

che noi

differenza

quenti occafioni noi


fenfazione, che

viene.

Un

in

noi

che

e
li

fcn-

dillinguere

di

cagione

dalla

,
fi

non

dolore troppo fre-

al

abbiamo

Fanciullo che

rifpcttivi,

fentiamo,

li

loro corpi nativi efiendo infenfibili

tono. Air incontro rifpetco

entrino

e tali

corpi

pwngc, o

la

onde
taglia,

fi

che urta in un falfo,oche percoffo da altrui,


vede troppo apertamente
dolor fuo,

il

hanno fopra

vede l'azione
di

dolore,

efifiefie

la

de'

ne vede

ago, nel coltello, nel

la

ove

corpi

modo,

falTb

dolore in

o nella

anzi egli ha legata

nozione del

il

il

formato gi

dolore

moti violenti, o delle grida, che

impolTibile

onde nafce
fatti

cos beli' e

perfona che l'ha percoffo

erettamente

che

qual l'inviti a fupporre, che

ch'ei fente

nell'

cagioni

lui efercirato,

n ha cofa alcuna
11

le

tali

con
gli

osgetii
^

quella

parrebbe
efiftelTe

54
che non ne

Analisi
deiTero qualche fegno

Avve22o

in

queOe circoftanze a diltinguere le Tue fenfazioiii dalle cagioni onde provengono , anche in tutte
le altre
zioni
(

pruova

cui

in

fenfazioni Umili,

perci ch'egli chiama

ficcome

avviene

per

egualmente

un

fenfadoloro/c

foverchio

fuoco

per un odor troppo acuto ec. ), quantunque noa


vegga direttamente la nnaniera con cui gli og-

operan fopra

getti

dolore allo

di

lui

intende

modo deve

fleflTo

che

per

tutto in

effer

il

lui

medeOrao, e che ne' corpi non deve efiftere f


non la cagione che lo produce: concepifce egli
quindi come una fpecie di minutifTime punte,
che partan dal corpo, e vengano a ferirlo alla
{t(fA.

guifa che fan

le

mato

tatto,

fentir

prodotta

punte, ch'egli accotiue

alla

da

ferita

lor

dolor fuo attribuifce.

il

La

21.

col

faciliti

che abbiam col tatto a di-

flinguere la fenfazone dalla cagione onde viene


fa

che rifpetto

queOo

fenlazioni dolorofe
iodifFerenii

(^),

di

ma anche
rado

non

fcnfo

nelle

pure

piacevoli

inganniamo

ci

nelle

come

(g) Chiamo inUffae-'i 'e (""''. zioni che


non fono aCCompaCTa?te ds li.cere o dolore da noi
avvertito .Se
v' abbi no feT'*^z:ori
ri(ro!u''amen'";
per f
mcdcfme nd'iTrrenr'
qn^^'if^nc
che

troppo

in

trattarla

lungo

mi

porterebbe

s'

io

qui

voi e ili

Del l' Umano Intelletto.


fupponendo

agli altri,

rifpetto

55

ne' corpi

efiller

efifte in noi, o viceverfa (h). Toccando un corpo duro o molle, ruvido o lifcio ,
fo]ido(/) o fluvido , d'una o d'altra grandezza,
d'una o d'altra figura, non v' ha niuno il qual
non diflingua come due cofe diverfe la fenfazio-

quello che

ne eh' in

lui

propriet che

la

freddo e

al

tatto appartenenti, che in quella

caldo fon quafi

il

gannino, perch appunto


de' corpi fopra di noi

22.

no

quale

al

quel

fuori

l'azione

troppo nafcoQa

ci

abbiamo, o piuttodo
formiamo il maggior ingan-

fenfo dal quale

Il

intorno

parte ci in-

fole, in cui

le

fenfazioni

fole

le

corpo

nel

Il

ci

della

di noi

il

vifla

caldo,

Quando trafportiamo

il

odori,

freddo, gli

fa-

fapori
i
ed i fuon finch
( h ) Gli odori
non giungono ad effere dolorof , da noi fi fuppongono come abbiatn dimoftrato
elfter tutti ne'
,

corpi prccifanienre quali efiftono in

noi.

Cere che ne deriva

efl

ponghiamo

perch

>

il

folo che in

veg^am

troppo

apertamente

ch'egli richiede un princpio fenzJcnte


quefti f:n(

re

pertanto

perciocch

nei corpi non


fentita

allora

cfifte

foitanto

la

Ri'"pecto a

che nei doloconofciamo , che

efatti

ne l'atto di fenrirc

ma unicamente

zione deriva
(

non fiimo

cagione onde

ne

s'

intende qui covfijiente

D4

Cfa

ftnfa-

la

Per foldo

pia-

Il

non fup-

Analisi

$6
pori

Tuoni

che queiti

noti

facciam altro

Cilian ne' corpi

non credere

quella maniera che

in

cfinono in noi; tutto l'inganno cnnfiite adunque


nei

far

che

comune

dir cos, agli

tutto nortro.

diamo

pi oltre

Ma

noi

li

quanto

obbietti quello

ai

colon noi an-

diamo interamente

agli

come nollre
enfazioni, li confideriamo unicamente come loro
propriet
Due ragioni a ci concorrono principalmente. I. Vedendo tutti
corpi tinti di un
obbietti

invece di

conOderarli

qualche colore,
dello

tinti

vedendo Tempre

qualche cagione alterato, troppo


diano nella Tuppofizione, che
inerenti
biii

a'

medefimi

corpi

Efendo

2.

gli

colore, ov' egli non

(efTo

l'

corpi

(eiVi

da

(tato

fia

ca-

facilmente

colon fiano cofe

inTepara-

da loro

che

impreflTione,

fanno

ci

colori, tcnuiffima e dilicatillma rifpetto a quella

che

ci

fanno

pori, ed

il

fuoni

caldo,
,

il

freddo,

difficilmente

penfiero, che anche quelli


queiti

allo

fian nollre fenfazioni

1^.

gli

C]

ci

fa-

pu

in

modo che

(ielfo

La diverfa maniera, con

qualit de' corpi da noi

odori

cader

cui le diverfe

nguard^ino

introduce

una differenza nella noftra foggia di concepire,


che non (lata forf finora avvertita abbaitanza ,
e che

rilevanti (Tima

percezione prefTo alla

5'e>?r<7^/o?7f

piij

appr^nfione

parte de' Metafilci fono

ToelTiTi-no alme;
veggono ind'^-^rentemente l'uno per
r altro; almeno la loro differenza non mai Hata

vocaboli quafi affatto fin)n',ni

no

uTati

psr-

UM

E L l'

peranche con

Tacco

N'

I N'

TO

E L L E T

57

piena efattezza determinata

non

di feniire

Ma

certamente un Colo, n

tutti i cafi
han delle improducono un' interna modificazione ni piacere o di dolore [^], ve n' han deli'
altre che ci fanno una femplice rapprefentazione
delie cofe ellernc; ve n' han di quelle finalmente
in cui proviamo e l'uno e l'altro effetto Quelle

lo IteiTo affatto in
preiriiii

che

ci

differenze

fcienz

fon
cui

in

importanti

troppo

non tnai foverIo


poffono inopunementc

precifione

la

chia, trafcurar non

fi

dubito infatti, che molti errori, e


rit'a

nate appunto dalla

fian

dirtinzione

progreffo
boli

molte ofcu-

mancanza di quefia
vedrem pure in|

pruove ne

varie

Invece adunque di ufare

fovraccennati in un

tre

in

que' cafi,

cui

in

deltano una modificazione


di

interna

uni-

impreffloni
di

piacere

ci

dolore, ufer quel di percezione bWox foltanto

che

le

imprefloni

ci

delle cofe efieriori

fione a que' cafi

offrono una rapprefentazione

e riferber quello d' apprer-

non importer

in cui

guere un effetto dall'altro,

indeterminatamente Tatto

(k)
nel

le

voca-

ilnorsimo e

fignincato

indiQinto, io adoprer quello di fenfazions

camente

una

in

Intendo

i:i

fenfo de' MctC.-cI

moleftia

In

genere

di

qucfto
,

vale

baller

di difiin-

accennare

avere o una modi-

luogo
a

la

vcce dolore

dire per qualunque

Analisi

5'

fcaiione (/), o una

rapprefentazione, o amendue . Ma quali fono le imprelTioni , che in noi


producono anzi un effetto che l'altro? EfaminiaiKolo diligentemente.
24. L'imprefTione della luce

munemente

tenue,

piacere o di dolore

e de' colori co-

modificazione

la

riceviamo

che ne

di

per Io

pi s leggiera, che non ce ne avvediamo neppure. Dico per lo pia, poich un bel rofifo , un
tei verde, un bel giallo ci producon anch' erti
certamente un piacer tfico e fenfibile, al contrario una luce fovcrchia ci produce una fifica moMa
leftia, che talvolta arriva anche al dolore
.

quefti cafi

fono

meno

frequenti

Nella

vifia

comuni quello, che pii frequentemente ci accade, di non fentir nulla Un faffo,
un legno, una ftrad , una piazza, una cafa,una
porta fono oggetti per noi comunemente indifferentiffimi ; alcun piacere n dolor fifico non fenoggetti

degli

rifpetto

tiamo

nel

loro

ferviamo piuttofto per vederne lafituazio-

ci

(1)

riguardarli,

M-oJiJica-'Jo'-e

della

vifta

termine

unfverfaliflmo

e (lenifica tutto ci per cui una cofa

determinata mani'Ta

opperlo

Noi dovunque

raj.-'piefent.iz^iore

particolarmente per quello

flato

quando un'efterna imprcfllone


cere o dolor

fifico

ci

le

.'n

una

occorrer di

intenderemo

1*

cffte

in cui

I'

fe^ pre

anima

cngona alcun pia-

Dell'Umano Intel|letto.
ne o

forma

ia

zione o piacevole o dolorofa


la

luce

colori^ e

che

qualit,

V ejen/ione

figura,

Di raro adunque

UelTo

lo

mezzo

per
la

5?

che per ritrArne alcuna modifica"

il

dicali

loro

fi

moto

ec.

tutte

di

fcoprono
ci

le

come

deilano una

modificazione. Al contrario una rapprefentazione


prontilfima

offron Tempre. Poich l'abito fatto

ci

di

trarportare

di

crederli

infieme

interamente

colori

qualit totalmente ad

(w)

coli' efercizio acquirtato

prontamente per mezzo loro


diftanza de' corpi fu cui

pena ricevuta

mente

colia

quanti

la

ci

fa

la

che ap-

oggetti

punti d'impreifione

trettanti

appaiono,

conofcere

di

pofizione

la

inerenti

impresone corriamo fubito

loro

agli

corpi

fui
elfi

punti colorati

ond' eiTa deriva,


fi

che

fanno ia noi, al-

riportiam fugli oggetti

che ce ne formiamo infomma un' immagine

all'

Le qua-

imprefloni

efattamente corrifpondente

lit

pertanto rifpetto a i\o(7)r]^'ir&rQ

vifibili

Come

acquftif qneft' eferciz o

ner nella fiimmentovata Apperid.


( n )
tulli

D'Cendo

quelli

ch in un Cieco
la

prima

rifletto a

al

iiato
,

ne'

Bnibini

vfta

>

e modifc.izioni

fcnfibililTime

nati di frefco

tata Appeiid.

come conila da

V. anche intorno a ci

al

Cap.

9.

poiper

vedere

colori non fono certamente che fempHci


zinn'

accen-

9.

noi inten'lo rirpctco a

che incominci

s*

CaD.

che hsn l'ufo lbero del'a

volta

modifica-

vnrj cfempi
la

fcu

ci-

Analisi

6o

comunemente
o

mod/firative

fenftbtii

fra

le

fecondi. L'abito fatto di ripor-

loro

dirtanza, e

la

corpi, fa che appena

mentc fubito
vengono. La

fi

mente

fi

fra

pal'a

effi

e come nofire fenfazioni

fuoni

come

degli

qualit

come

co-

come

riguardiamo

noi, e

come

confiderano

fi

oggetti. Li (lacchiamo per anch'elfi

da

ci

co-

da noi intera-

riferifcon

fenza punto riguardarli

interamente

fimil-

oggetto da cui

all'

differenza che

agli oggetti

porzione de*

la

udiamo, corriam

col penfiero

che quefli

gli

noftre fenfazioni, laddove

lori

fra

anch' etB lontan da noi, e di mifarare anche

psr mezzo

lori

come le ultime
come le prime

fuoni neir ordine delle qualit rappre-

fentative fono
tarli

o rapprefentative

percettibili

25.

polTono

fi

due cofe totalmente divife ci che in noi , e


che full' oggetto
La rapprefentazione

ci

tuttavolta

che

men

affai

ne' colori [(?].

chiara e diiinta ne' fuoni

La ragione

fi

quafi niuna fuperfcie bench di

forme

quale

la

efattamente lo

quanto

mero

fieffo

offra

colore

in
;

che non v'ha

tutti

fuoi

tanto pJ difrtj.,
fi

quanto

perceoifcono

che conrribuifce moltifltno

punti

una piccola fcabrezza

viva e conf-'ouentemente

punti vi

uni-

colore
i

Una rapprefenrazlonc tanto


pili

percepire,

ci

un

pli

pi

cli^ira

facile a

nu-

magg'T

diftlntamente

il

alla IklTa chiarezza

DE
che

vi

Umano Intelletto.

L l'

truovi

li

porge toilo un color diverlb. Per


negli oggetti vifibili

Nei

fuoni

quale

tutto

il

loro punti.

Uomini

una fola,

applicano per cosi dire in folido fu

cffi

corpo

r orecchio

rapprefcntazione di

la

ciafcuno alla pi parte degli


la

qual

la

quanti fono

incontro

all'

cofa

quafi fempre altret-

abbiamo

tante rapprefentazioni

ne

di luce

una piccola diverlt

6t

di

fonoro

Kameau

Se

di

Uomo

ogn'

Tartin

avelie
altrt

degli

di

Mufici avvezzi a diftinguere nelle vibrazioni

medefimo tempo,
fuono fondamentale anche le fue

una fola corda


cio

oltre

al

confonanze
fuoni

de'

s'

pi

fuoni al

dirtinzione nelle rapprefentazion

la

accollerebbe

quella de' colori

certo

Una pruova

meglio

affai

a
ab-

maniferta ne

biamo

nelle parole. La voce immaginazione per


elempio ad un orecchio Italiano offre una rap-

prefentazione

diilintifTima

fono

poich

e'

non

che un fuono folo:


parlare udiffimo
ne'

parziali

quante

le lettere: ad un Chinefe
per lo contrario
non farebbe che una rapprefentazione con-

ella

fufa

vi

perciocch egli

diliingue tante rapprefentazion

fuoni

vi

faprebbe dillinguer

lo ftelfo a noi

un Chinefe. Contuttoci anche

rapprefentazione non

la

alTolutamente una fola. In tutte


tutte

le

quali

avverrebbe f

melodie

in

le

tutte le voci

mai

quafi

finfonie

ia

articolate ci

n offrono fempre pi rapprefentazion o fucceffve

o contemporanee,
a

rendere

e pi

la

le

quali fervono tutte infieme

rapprefentazione totale e pi chiara

dilliata

Analisi

6z

16. Le qualit che

da dividere
riguardano
ton d

noi

tatto

figura

caldo^ e

il

il

mente

particolare

durezza,

che

fen-

fi

corpo

del

altro corpo

di

freddo^ e generalmente

il

cio che

folidit

la

fi

fcoprono fola-

immediato

contatto

un

eflenfione

la

parte

che

quelle

fo:!

cio

dolore; altre quelle che riguardano

il

con

fcopron col tatto fon


Altre

contatto iminediato

il

come

piacere, e

qualunque

in

il

fi

clair

tatto univerfale

il

anche fenza
(/>),

due

in

come

la fluid/t

mollezza ec. Le prime non

comunemente niuna rapprefentazione,

la

la

ci

offrono

di

che fra

poco vedremo pur il motivo. Le feconde offrir


ci dovrebbero una rapprefentazione chiariffima ,
perciocch da una parte l'eftenfione, la figura ec.
effendo qualit

abbiam
ad

elfi

tocchiamo

fa

ci

effendo

dell' efiltenza

la

dovrcbber

imprelfioni

rapprefcntazioni
vifi

di

riamente pi

p )

ittence

edere

la

un corpo

avContut-

attendiamo ordina-

fcabrezza o

per

altrettanti

fa

ci
il

cfciiiplo

la

fua

lifcio ec.

Incendo di altro Corpo p^fpabile

i^oco e!cincnrai-e

altrettante

efteriore.

modificazione che

alla

durezza o morbidezza,

flelfo

che

come

fua imprelfione

tutte

una cofa

toci toccando un corpo noi

Jp

fole

le

veramente

inerenti, dall'altra ogni punto dell' eflen-

fione che

qucfte

fono

de' corpi

reali

ragione di confiderare

poich

indiibicata-

Del l' Umano Iiitelletto.


che

rapprefentazione che n'offre

alia

lione o la (u figura

gioni

una che

i'

1'

Del che- io truovo due ra-

impreffioni dell' eilenfione al

fono troppo uniformi

tatto

non

fentazione

quindi

molto didintd;

rapprelentazioni dell' ellenfione

vuta

dalia

rappre-

la

che le
noi

l'altra

han per

fi

prontamente, quindi poco


di formarcene l'immagine

pi

a(fai

6^

fua elten-

la

aver podiamo

Jntereffe

per via del

tatto

biamo fempre
durezza o

la

molto

laddove

faper la

di

morbidezza,

interelfe ab-

moditcazione che

lo fcabro

il

la

lifcio ec.

pu cagionarci. QueQa ragione ultima, che


la principale , non comune a' Ciechi , i

forf

fono coHretti a fupplire col tatto al

anzi

quali
difetto

della vifta

molto pi

eglino

perci

Efercitandofi

in quefto fenfo, e

non folamente per

fentire le imprellioni o piacevoli o dolorofe che

fan

oggetti

gli

ma

J'eftenfione, la figura,

Ja natura

per
la

conofcerne

pofizione

arrivano a fcoprire

quelle differenze

le

nelle

eziandio
propriet,

imprertoni

che noi non conofciamo

ed a

formarfene in confeguenza rapprefentazioni chiarilfime e ditlintiffime

( q )

Quali

{(]),

rapprefencazioni

dovca aver Snurt^erfon,

il

ha faputo innalzare alla clafle


ordinari
di

IVewron

ha meritato
?

chiariflme

non

quale cos cieco Com'era


de'

Matematici

non

di fuccedere alla Cattedra

Analisi

^4
Gli

27.

odori

parlando, non

fapori

comunemente

fanno niuna rapprefentazione

ci

motivo l perch non gli ftacchiamo mai


interamente da noi medcfimi, non confideriamo
mai come due cofe divifc ci che in noi e
li

che nell'oggetto,

CI

non

formiamo mai

ci

per confeguenza niuna immagine feparata da noi


da poter riportare ed applicar

Oefii

Fiutando

credere, che l'odore ch'io fento

di

ma

lei,

lo

continua

non

nella

melarancia.

odorofe

uniformit
,

che non

anche in

me,

dall'odore

Una

ragione di ci pu efTere

quando

l'oggetto,
1'

fia

feparazionc, che divida

neflfuna

che in

poca o niuna diQanza

altra

ot^getto.

confider, dir cos, come una cofa


che da lei itendefi infino alle mie nari ;

concepifco

l'odore

la

fuli'

melarancia, io ho ben fatto l'abito

la

la

che

fiuta, o

fi

dell'

tra

fuppongo

che

1'

organo e

affapora

fi

impreffioni

Un'

fapori fere

quale a noi fembra maggiore ancora

in f

fteffa

pel

poco efercizio che ab-

biamo fu quefti organi. Infatti laddove ne' fuoni

bench ciafcuno prefo a parte ci formi per cos


dire un punto folo d' imprcffione , diflinguiamo
per chiaramente la luccelfione di diverfi punti ,
t la moltipiicita de' punti contemporanei
quando
,
pi
e

fuom afcoltiamo

al

tempo iUlfo^

ne' fapori al contrario

riguardata

piuitofto

la

come una

phe come una ferie di pi

negli odori,

fuccellione da
linea

punti

noi

continua,

feparati

l'uno

Dell'Umano Intelletto.
c.air altro

ci

65

co!ne;nporancr

fapori

per lo pi, e

mtfcoidii

CI

odori

gli

contoidono in

fi

un odore o lapor foio. La rngione per principale, per cui non irtacchiamo mai gii odori, e
da

fapori

abbiamo

interelTe che

guQo per

del

obbietti
e

vilt

il

pel

non ce ne formia-

credo che

fervirci

fia

poco

il

dell'odorato, e

rapprefentazione degli

la

abbondevolmente
per

tatto, per l'udito, e

niun ufo per confeguenza che a

Diffatti chi fa che

cai

Cani

alle
,

fenfo

il

odo-

minu-

e pi

Ich' altra

alle imprellioni

pi diligentemente

rofe attendendo

qui

l'odorato fembra elTere

maggior ufo,

principale e di

imprelTioni

loro

Lupi

tal

poca ap-

di quelli (enfi, e la

preitiamo

plicazione che

in

io

abbiamo

Intendimento facciamo

animale,

di

ritrarne

che gi

prontamente

la

medefimi

noi

mai niun' immagine

mo

tamente diltinguenJo le loro variet, non arrlvin anche a (laccarle aff.itto da f medefimi , a
trafportarle fai corpi , a confiderarie direttamente

per

come propriet ad elfi inerenti


tal modo rapprefentazioni cos

abbiam noi

colori

dai

e dai

che

il

piacere

il

do'ore

in

averne

diilinte,

fuoni

renza con cui fiutano checchelfia

ad

come

L' indiffe-

fa

certo vedere

lor

prodotto da

que(e imprelTioni effer non deve molto fenfibile,

che almeno non vi attendon gran fatto

ragioni

mollo

per

pi

Voi.

cui
il

anche

piacere

il

il

caldo
.dolore

il

non

Le

freddo^ e
ci

fanno

Analisi

66

comunemente

prefs'a poco le

niuna

r )

Quelle che

ci

e le qualit [eri'

offrono maggiori rappreleitazio-

ni, minori modificazioni

deiano

ci

dellano maggiori modificazioni


fentazioni

{rxno

ci

fon troppo

quelle che ci

minori

loro,

fra

producono

troppo

nano

rifpetto a

che ne abbiamo.

Che

fen fazione

la

fia

cit)

noi

lei

Determinate

qucfte

Torniamo

al

giardino

l'importanza delle cofe

( r )

ove

chiamer

fi

e apprenfione rifpetto

dell'Intelletto, fir pi facile


.

una modifica-

29.

altre

inde-

prodotto da una

in noi

zione o una rapprefentazione


a

cagio-

o percezione

qualit, fenza fpecificare s'egli

rifpetto

qualit

ci

vorr accennarfi

terminatamente l'effetto

nprejfione

alle

o rapprefentazione che
noi

diverfo

diligentemente

cosi

converr Tempre dilingucre rifpetto


modificazio>e

rappre-

Siccome pertanto quelle cole

diverfe
noi

in

effetto

la

a'

fon quafi dunque in ordine inverro,e recipro-

ftbl'i

co

ed

odori

agli

abbiamo accennato
lS. Le quiltti rapprefot.'tive

fapori

fon

rapprefentazione

che circa

fteflfe

trattali

A;jg'ungo

laa

femprc

feiifazioni

di

ci

determinare

cui

la

le

natura e

obbligato per ^ual-

comunemente

perch

conviene andave con molta

cautela a fupporic che a tutti


avvit'He a iiui

operazioni

prime
il

avvenga

quello

cHq

^:

DE

L l'

UM

che poco a lafciare


che

primo

al

Intelletto.

No

cofc

chiara

come

cipio, e

in

diltinta

s'

acquila

apprefTo

Qumdi

lui

per non

ci

rif-

fi

Or d'onde

percezione

molte

principio

vien
prin-

chiara

la

mente

cofe

con

cos paffuto

fentire

impreliioni

le

la

limitata,

un

fol

(overchia moltipli-

l'imbarazza,

tutte

medcfima forza,

comincia

la

della noftra

dell' imprelfioni

la

poco

ella abbracciar

Come
jei

contuHi percezione a

La forza

30.

n pu

ella

detto

per noi che

confara di un compitnb

quanto.

tutto

di

queita ofcura

titk

ha

finch arriviamo ad avere una percezione

atto.

-6-j

Abbiani

fi

che quella poi a poco

chiarilfima
ella

non

entrarvi

una percezione ofcura


di

difparte

in

forza

il

confonde.
han fopra
primo colpo

iuperiore

dell'

une, e lafciate l'altre in abbandono, fu quefte


ferma particolarqiente Or la bellezza d'un
fi
.

fiore

che

la

colpifce, or la rarit di

un frutto

quando la forma d'un pergolato, quando l'artificio d'una fontana ec. h mifura ch'ella fi va
fermando or fu quello or fu quell' oggetto, e
che in un oggetto medelmo ora oficrva una
qualit

ora

oggetti

fi

le

1'

altra

fanno a

fue percezioni.

le

rapprcfentazioni

pi dilhnte,

lei

La chiarezza per

pii!i

degli

chiare

delle

per-

cezioni particolari di cialcun oggetto nulla var-

rebbe a rifchiararle

la

percezione totale

del

lor

complelfo, le dall'uno all'altro palfando perdeffe


di

mano

in

mano

la

rimembranza

di

ci che

Analisi

ne' precedenti

avefTe

Ma

oflfervato.

facolt

la

tempo l'imoggetto precedente anche dopo eh'

eh' ella ha di conicrvare per qualche

magine
g

dell'

pa.

un altro

ad

ata

facolt eh' ella ha

la

pure di rovvcnirfi di quell' immagine nuovamente


anche dopo eh' gi fvanita del tutto, fan s)
che dopo aver efaminati tutti gli oggetti a parte
a parte, fcorrendo rapidamente fopra

di tutti coli

occhio, e delle cofe ofFervate in ciafcuno rapida-

mente

rifovveiiendofi

compleflb

totale

zione chiarifluna
fi

fopra

filTa

Or

una

di

chiama attenzione
prefente

anche

1'

tutti

di

alla

quanti e del
fine

lor

una

perce-

la

mente

l'atto con

cui

particolare

imprefTione

atto

con

cui

tiene

fi

a fc

tempo qucQa impreffione


1'
oggetto , fi nomina

qualche

per

dopo

forma

fi

allontanato

eontemplarjone

l'atto

'^

con

cui

rifovvienfi delle

dopo che fon

anche

imprefioni paOate

ceffate

del tutto, s'appella reminifcenza

31. Ma qui molte cofe ci fi offrono a efaminare. In primo luogo l'attenzione fegue ella

fempre i'imprelHoni pi forti? Ella pafia


una pi forte a una pi debole.

fpef-

Non

fiffimo da

per

l'anima

La

cafo

lafcia quelle

ftanchezza

la

jmpreflione uniforme

fenza qualche
per

noja
fa

cambiamento, e che
una nuova quantunque
il

la relazione

che quella

ragione

trattenerfi
d'

una

fu

che

quefic

troppo

lunga

alcuna volta ch'ella ami


volentieri

fi

fificamente

ha

colla

fifil

men

fua

fopra
forte

fituazione

Dell'Umano Intelletto.
cedenti talvolta quella che a ci

vicinanza

Speflb la fola

oggetto

un

d'

ancora

fpeHo

d'

determina

la

eh' ella

fi

ma

fia

vivamente colpita

difcorrendo.

e cos

iLita

in

tempi

altri

abbrac-

imprelFione ad un tempo

una

o n'abbraccia

pi

pi lon-

32. In fecondo luogo pu l'anima


ciare pi d' una

fu

fomiglianza fola ch'egli

la

abbia con oggetti, da cui


,

fermi

un altro o

pi vivo,

grande, o pi bello,

tano;

fa

preferenza

6(^

percezioni o fenfazioni pre-

attuale, o colle Tue

folo

volta? Convien di-

per

fola

hanno

ftinguere apprenficne da attenzione. Alcuni

nemmeno

pretefo che l'anima non poiTa

appren-

dere pi d'una fola imorglTone per volta, altri

che pofTa anche attendere eoa un


d'

una

La

dell'altra,

una dell'altra

una

pi

rotonda

colorita,

Come

loro diverfit.

pi

potrei

pi

fol atto a

opinione facile

Io veggo due melarancie

a dimoftrarfi.
grorta

prima

falCti della

io

una pi

dell'altra,

m'accorgo

della

av vedermene

non avefT al tempo fteffo la percezione di amendue? Io non credo per che l'anima prefti mai
Leggo
a pi d' una per volta la fua attenzione
la parola Cuore; ho in effa la rapprefentazione di
.

cinque lettere

ma

e cinque;

mi

io le

apprendo certamente tutte

ofTervo

in

attentamente

fiflTo

fuirO,
fima

la
la

percezione
percezione

fu
di

primo luogo, che s'io


per efempio
d' una ,

qucrta

dell' altre

mi

fi

fa

pi

chiar;f-

ofcuri

oficrvo in fecondo luogo, che s'io voglio

fififar-

Analisi

yo

mi con eguale attenzione


itclfo

per tfempio

fu

fuIfU

due lettere

al

tempo

fuU'O, ho un^ perdi amen-

cezione viva delle eftremita interiori

ma

due,

l'ho

dall'altra

men

viva delle cfleriori

parte mi

che

fapere,

fa

l'Ottica

ogni

in

fu-

un punto v'ha fempre , cui \ ediamo


vivamente degli altri , quello cio in cui
s'unifcono
due affi ottici (/), perch appunto
perficie

pi

r impreflone

che

viene

queflo

da

dell'altre

pi viva. Jo credo adunque che nella attenzione


in generale fucceda quello flelTo che accade

par-

ticolarmente nella viHone. In un circolo

dir

cos, d' imprenoni che


efo
ci

abbiamo

ha ieinpre un punto

v'

fidiamo principalmente

prefenti
di

al

mezzo

tempo
fu

cui

Siccome per queflo

punto fi cambia quafi ad ogni iflante , in quella


maniera che fi cambia nella vifione , perch la

mente

cos

da una

come

l'occhio corre velocifTimamente

impreffione

f)

//J ottici

parreiio da un punto

all'

altra

rado avviene

>

chiamano i due raggi che


medefmo d' un oggetto entra-

fi

no perpendicolarmente negli occhi e attraverfandone gli umori fenza rifrangerfi vanno direttamente
,

retina

al la

teoria

la
Efi

lo

Che

la lor forra

per toccarlo di pafTaggi

la rscjone

debba

che

raoftra egualmente
)

ci

effer
1'

maggiore

efperienza

fornifcono

per cui osni punto d' un oggetto

Semplice quantunque

fi

fi

guardi con due occhi

pur
vede

Del
che

Umano Intelletto.

l'

tempo

molto

per

individua

impreiTione

cos

71

medefinia

fulla

arrefi

s'

con

rapidit

dalla

l'anima corre dall'uno all'altro oggetto, e

cui

dall'una

all'altra

nato

penfo

io

medefimo

nel

impreffioni

mente

la

parte

ogetto medefimo,

deli'

inganno

1'

di

chi ha creduto,

individuo

ifiante

che

a pi

ella poffa

congiuntamente ed egual-

applicare

fua attenzione

Un

efecnpio tratto dalla

queuo a vie meglio dichiarare il mio penfiero. Aggirando un tizzone


accefo velocemente io veggo un cerchio lucido
fervira anche in

vifione

continuo

in

efiftele

non

ov' egli trovafi attualmente.


nel
fi

primo cafo

fuccedono

1'

celerit

la

una

parazione,

non veggo

in quel

luogo folo

modo
dall'

s'

una

con cui

degli atti

pidit

che

unifcono

lucido
in

Se

la

del

tizzone

modo che parmi

fi

che

impreffioni

attacchino,

contrario

al

l<;nramente

Allo

fucceffionc

con

in certa

vale
di

di-

fteffo

V attenzione
la

trafporto

mi formano

atti

s'

nel fecondo

impresone,

evidente.

quelli

cerchio

altra

all'

le

poffa difcernere fe-

feparazione

trafporto

io

motivo

Il

all'altra ^a

quale

la

fteffa

io

per cos dire, fenza eh' io vi

fcerno chiariifimamente

tizzone

del

cerchio allo

lentamente

tizzone

luce del

ellrerait

i'

punti del

aggirandolo

tempo:
la

come

tutti

a dire
fiffare

ra-

guifa

mi

il
fi

con un

atto folo e indivifo quelle moltiplici impreffionl

con

che realmente io

fiiTo

Quella rapidit

poi proporzionata a

E4

varj

atti

fucceflTivi

due

cofe

Analisi

72

di colpir
prontamente ,
pintamente rilevare ciafcuna imprctrione,

alla

1.

facliti

facilit

dipetjde

dalla analogia
ftato

che

nollro, o

facilita di

moltiflmo

colle

noftre

abbiano

cognizioni.

mano

ritenerle di

qua!

efercizio

dall'

imprefTioni

le

di-

e
\a

collo
2.

alla

mano. Quindi

in

un efperro Mufico con un' occhiata rapiditfima


legge tutta una riga di note, cio porca c.lere-

mente

1'

attenzione fu

per rilevare
a

le

d'

una lunga

note

ferie di

un principiante

quali

una attenzione lentiflma

procedere con

ci)ftretto

Vedute le propriet dell' attenzione,


vediamone ora gli effetti. Tre fono principalmente: il i. di rendere le fenfazioni e le per95.

cezioni

pi vive

fervazione,

il

pi

l'attenzione

(i

fatto, di

cui

agevolarne

la

con-

rinnovamento.

il

inrenfamente ad un' imprcLione

la

ne

pi viva

applica, tanto

fcnfazione o

la

d'

5.0 di facilitarne

Che quanto
venti

2.*'

il

percezione

di-

verit di

niuno pu dubitare. La cagione


pu muovere qua! he
a cui
fi

quella, intorno

comune

dubbio. L'opinione
nafca

direttamente

dall'

anzi appunto per ifoiegiire


proiicz
confitta

in

alla fibra

cui

per

il

come

Bonnet fuppone che

C\

che

attenzione

la

l'

efft-tro

medtfii

l'attenzione
fteffa

il

attenzione

una certa reazione dell' anima foora


commofTa dall' e'Urna impresone, uer

moto

di

quefta

confeguenza

nell'

aumenti, e s'accr^-fca
anima la fenfazione ^ e

fi

Robinet colloca l'attenzione u

Ila

reazione della

Dell'Umano Intelletto.
medefima

fibra

lua modificazione,

fenfazione

della

reazione

rifultl

confutazione

fottilifTima

TAb.
Dir

Braghetti

rnedefimo a cui
cui

fono

s'

gi

efler

falfo

appoggiano

Una

Iun~

ha

fatto

ne

Pfychol. Specimen

ch'io dubito

folo

lu

a dimoilrare tutto quello che

quefte due opinioni potrebbe opporfi

ga

alla

l'accrefcimento

che

queda

7;;

anima

e dell'

volendo

da

non mi fermer

moto

Tuo

al

Par. II. )

principio

il

motivo per

il

inventate, vale a dire ch'io piego

fiate

a credere che deli'accrefcimcnto delle fenfazioni e

percezioni

V attenzione

non caufa

Cuore.

Torno

Fiffando l'attenzione fopra

veriffimo che quefia mi


le

Ma

altre.

tamente

fi

corfo dcgii
gli

qual

motivo

il

pereh' io

ottici

affi

occhi in maniera

cefTariamente

l'

rapidamente

lei

da

indietro

i'

attenzione

luminata

adunque

1'

m'accrefce
plice

altre

dell'

la

cofa

manifellamente

attenzione quella

la

occafione ch'io prefenii

fleffa

debba

altri fenfi io

l'

il-

ma
Non

ella

l'organo

fu

pi

che in quetli

getto in quella guifa appunto in cui


nir mi

certitFima

forza dell' impreflfio'ne

la

con-

mi viene ne-

lei

mi par pi chiara

ragione

il

pi viva. Trafporto

tutta la parola; efTa

la

0,

pi di tutte

motivo aper-

Il

parola

lettera

vale a dire prefento a lei

impreffione

avanti

la

fopra di

filfo

che

della

rifchiara

fi

cccafione

femplice

fia

efperimento

all'

cafi

fem-

all'og-

da eflo ve-

imprefTione pi viva. Circa agli

non ofo

dir certamente che la

cofa

Analisi

74
fa

evidente

pari

al

vogliamo

fpecialmcnte ove

fua direzione

odori,

calore

a]

perpendicolare

v'ha

lo

ec:

maggior

dell'

agli

rifpctto

tacciajrio

che l'azione

dall' altra parte

obliqua

non

E' pare adunque che anche

chi noi f^ppia.

rifpetto

perpendicolarmente alU

ftefTo

fia

fuonj

un

ad

poco fenfibile, procuriamo

fia

l'orecchio

prefentare

di

che quando

OfTervo per

attentamente

fi(Tarci

l'accrefci

a quefti fenl

mento

fen-

della

fazione non nafca punto dalla forza diretta dell'

ma

attenzione,

gano

fenforio

prefentare che facciamo l'or-

dal

all'

oggetto nella maniera pi pro-

Un' ob-

pria ad averne la maggiore imprelTione.

biezione pu farG

Odo,

dir taluno,

fuono

il

d'una campana. Se non v'attendo, lo fento appena; f v'attendo, lo fento viviiTimamente


ancorch

ma

l'

orecchio

pofizione

redi tuttavia nella medefi-

fi

Di pi, un' idea paflaia che mi

rinnovi, diventa chiara


fofca

la

preflTione in
fi

trafcuro
quefli

mi vi applico

L' accrefcimento dell' im-

due

pu certamente attribuire
io dubito anzi

edema non

Dovr dunque

direttamente

f v'

reale accrelcimento d'

cagione

cafi a

tribuirfi all' attenzione

do;

abbia in quefii

impresone

io

o non

vi

badi

tarro, ch'io fento tutta


cafo
cofa

,
fi

non

la

fento nel

riduce tutta a

la

fua

forza

alcun

cafi

fono
la

La differenza

at-

Io noi cre-

nione che quella rimanga efattamente


io vi badi

fi

rimane

nel

d'

opi-

ftefia

primo

fecondo; dimod'jch

quefio

fol-

la

folo, che la noilra

Dell'Umano Intelletto.
niente

Jimitata,

un

abbracciare ad

cupata

che non

tempo

fol

interifAmente

da

s'accorge del fuoiio della

che fuggitivarnente
preffamente fu

lor

loro vivacit,

34.
d*

agevolare

ricevute.
fi

d ferma

le

fi

dell' altre idee


Il

campana, o dell' idea


dinanzi: quando ef-

paffa

appena
che

altre impreffioni

mente, o

le

che

infatti

le

defiano

fi

attenzione

quanto

dell*

contemporanea-

fanno

confervazione

la

tutta la

fente

ella

s'accorge invece

2. effetto dell'

Che

altri

7$
pu molte cofe
Qiund' ella ocpenfieri , appena

quelU

impreirioni

delle

attentamente

pi

l'anima ad una imprefione applicata, tanto

pi lungamente eli* duri anche dopo allontanato


r oggetto , r c''perienza troppo apertamente lo
manifeita. La ragione fi fcorge pur chiaramente
Quanto
da CI che nel prec. N.^ abbiamo detto
fu d'una imprelTione l'attenzione maggiore,
.

tanto r impreirione medeiima divien

pi

viva

tanto per confeguenza ella deve pi lungamente

continuare

anche

dopo

rimolTo

quella guifa che in una corda

1'

oggetto

conferva per tanto maggior tempo, quanto


forte, o pi replicato

V'ha
zioni

per in
,

le

quefia

fra

fi

pi

fcuotimento

lo

fiato

parte

in

vibrazione

la

le

rapprefenta-

modificazioni grandifima differenza.

Confider nella melarancia

il

colore

e la figu-

immagine
i
mi refta imprefl^a per lunghiffimo fpazio
Ne
knto r odore j allontanata la melaranci^ l'odore

ra

allontanata

la

melarancia

la

fua

Analisi

j6

preftinimo mi fvanifce
veftigio dcboliflTimo

dipende

dalla

o non mi

Onde

che

diverfit

fteffa

natura della rapprefentazione,


zione. Confiderando

melarancia

la

pafTa

la

colore delia

il

attenzione

1'

fra

e della modifica-

figura

trafporto

io

che un

refla

quefta diverfita? Ella

un

da

punto all'altro, e tante vive rapprefentazioni mi


formo, quanti fono i punti che in lei confider.
Rimoffa la melarancia , continuando a penfarc
alla fua immagine , non ad una fola rapprepenfo;

fentazione ch'io

coir attenzione fu tutti

mi rimane

impreffone

l'

io

rapidamente

fcorro

punti diiinti

cui

di

e quefta moltiplicita di

rapprefentazioni che feguo

ad

avere

quella

che chiara mi conferva la rapprefentazione totaAir incontro nell' odore io non diftinguo
le
.

non diftinguo imprefTioni contemmoltiplici ;


r imprefTione mi fi

eftenfione, io

poraneamente

riduce per cos dire ad un punto


chiaro che

percib troppo
fi

dee dileguare

certo fentire
quella

di

la

tutti

infieme uniti.
dificazioni

un

L'anima dura

punti

di

fatica

Egli

debbo

io

punto, che

una rapprefentazione

mo-

delle

motivo ancor s'aggiunge.


grandifima a tenerfi

lungamente fopra un medefimo

fommo

fol

Al prefto dileguamento
altro

mi
quand'anche

con minore forza

durata di quefto
i

folo

imprefione

pi prefto; e

affai

duraffe egualmente,

quefta

punto

fifia

di

sforzo per confeguenza fa \ meftieri per

continuare a penfare ad una modificazione

sfor-

Umano Intelletto.

Dell'

77

20 che ella ordinariamente ricufa. Al contrario


per feguitare a penfare ad una rapprefentazione

minore sforio

adai

richiedefi

trafporta fuccelTivamente

tenzione a varj punti,


volentieri

affai pii

perciocch

ella

e alternatamente l'at-

che fa confeguentemenie
con minore fatica.

il

35. L' impreffione confervataci dalla contenta


Illazione non propriamente diverfa dalle impreffioni attuali

non per

appunto

la

da,

fuono che ne

il

la

rifulta

minore

Tente accade

non

fon

fuono primo eh*

dalla vibrazione e dal

forza

minore vivacit, come

vibrazione che continua in una cordivert

per

Contuttoci

fpecialmente in un difcorfo

ficcomc

la

troppo fq-

me-

dover diftinguere rimpreffione o confervata o rinnovata (f) di un oggetto non pia


tafifico,

di

prefente

impreffione

dalla

oggetto prefente
traffegnarlc

attuale dello

cos troppo importante

eziandio con qualche

nome

fteffo
il

con-

diflinto

Alle impreffioni attuali degli oggetti prefenti abbiamo gi filfato, fecondo alla loro diverfa natura e
a'

loro

di

diverfi

effetti

rapfrefeniazione.

nomi

Per

le

confervate o jinnovate un
noi abbiamo

(t
fionl e

che

Riduco ad una
fteffo effetto

modificazione

nome opportuniffimo
nome che

quello d'idea^

mede/ima

clafle

confervate e rinnovate

ducono lo

di

rapprefentazioni o

Je iuipref-

perch in noi pro-

Analisi

78
appunto

Greca origine

nella

Ma

fnente ad immagine.

ducilo

per

nome

(lato ufato

troppo largo

Metafifici

da'

elio

cui

fu

penfa

mente

la

rapprefentazioni

caiioni e

le

pallate

Metafifici

r han

tutti

anch'

fjgnificazione

mente

Ma

fignificato

il

cos

efT

quanto

tioni intorno

ne

fui

ne

il

inodifi-

le

prefenti

necefl'aria

fia

aftratte

come

S'g. Sulzer

niairima-

precifione

la

ftinzione de' termini, parmi che

abbia dimoitrato

da

che fon venuti dopo di lui,


adoperato nella medtfima

nelle Scienze

mentre

occupa

fi

dimodoch fecondo

applicatovi abbraccia tiittinfieme e

lui

Loci:e

intende, come vedremo, indiltiiitamcnte

tutto ci
ella

corrifponde efatta
fenfo

in

di-

bene lo

troppo

OfTerva-

nelle fue

intiuenza reciproca della Ragio-

all'

linguaggio, e del linguaggio fulla Ragio-

V.

Scelta

ci'

Intere/.

OfSiifc,

Voi. 4.

credo

che delle inefattezze, e delle confufioni, che al-

vengono, un efcmpio

trimenti ne

avrebbe

potuto cavare

quello termine

dall'

fenfibililTimo

abufo medefimo di

noi certamente

pil

d'

una pruo-

va avremo occafione di accennarne. Per ridurlo


adunque ad una fignificaz4one determinata , e
precifa

mente
te.

,
l'

Non

noi

per

le

verfale, di

dere

nel

ma

fenfo

univerfale

proprio ora accennato.

da lungo tempo

l'uferemo

quando
,

uni-

lignificato

il

cui gi in poffefTo

diftinguafi

particolar-

una cofa non pi prefen-

di

torremo tuttavia

preffo de'Metafifici

facilmente

intenderemo

tilea

immagine

s'

in n)aniera

che

avr a pren-

quando

nel

fenfp

^.

Del l' Umano Intelletto.


56. Alle modificazioni

79

che non prefentano

immagine, il nome d' idea non pu certo efattamente applicarli. Noi per tanto v'adatteremo
vece quello di nozione

in

Metafilki

fia

dremo tuttavia

febbene da'

quale

il

gi adoperato

fenfo, ve-

altro

in

poco che anche

fra

cazioni o confervate, o rinnovate

fi

modifi-

alle

pu ertendere

convenevolmente. Ci adunque che comunemente


confondefi fotto

al fol

nome indeterminato

da noi far dipinto con quattro termmi


fentazionc

modificazioni e

Abbiamo

dopo
alle

detto

da

facile

che alle

offerteci,

lui

dettate

lui

pi

affai

continuar a penfare

il

da

rapprefentazloni

modificazioni

van-

li

vedr in progrefib

fi

che

V oggetto

rimolfo

tdea

rappre-

idea, e nozione.

taggio di quefia diltinzione


37.

'

Anche

quefte
,

ma

fpiego. Allontanata

la

contuttocci noi poffiamo penfar lungamente

coirajuto

di

quelle.

voglio a cagion d'efempio penfar

melarancia io
tuttavia
la

al

fuo odore. S'io voiefii tener prefente

fola e ifolata

cilmente potrei

Tengo

Mi

nozione

di

riufcirvi

quef^o odore

Che

l'immagine

prefente

fo

della

prefente l'immagine dell'atto di


fenti

nomi

nomi per

diffi-

con cui

fi

fenti tutte quefle cofe

cui

fiutarla,
i

prequali

fcrivono,

l'altra

pronunciano. Avendo pre,

fcorro alternatamente coli'

attenzione ora Tulle rapprefentazloni anzidette

'^C'^^r

melarancia,

m' offrono due rapprefentazloni

l'una de' caratteri con


de' fuoni

adunque

melarancia, e d'odore,

di

f foli

io

Analisi

8o

ora fulla 007*10116 nieclelma

modo
ncre

giungo lovra

io

58.

3.'

Il

d'agevolarci

che

le

odore

di

per queilo

parimente a iraite-

lui

penfuro quanto m'aggrada.

paiFate

di

Ella

effetto

dell'

attenzione

rinnovamento

il

diffatti

delle

efpericnza

impre.Tioni ricevute da

quello

impreilioni

coftantiffiina

un oggetto

tanto

pi inci fi rinnovano, quanto


atteio.
La
ragione
v'abbiamo
n'
tenlamente
L'attenzione,
come
abbiam
dipur manifefta.
dal
fa
avere
ci
mtdefimo
ogmclrato al N. 35.

pi facihiKnte

getto imprcffioni e maggiori e pi vive: neceiTario adunque che pi profondauente in noi fi

Apro
fampino, e pi agevolmente rifveglinfi
libro
fenza
un
leggerlo
il
d'efempio
, o
a cagion
.

leggo

fretta

di

e di (frattamente

fioni e deboliflTime

certamente

maraviglia adunque
f

pi in

feguito non

trario ove

il

vendo da

lui

fo

legga con feria

una

mi

ne ricevo :qual

dileguano, e
richiamarle? Al con-

torto

poche impref-

io

fi

meditazione, rice-

moltiplicit

affai

maggiore

d'impreffioni ,e irnprefTioni tutte pi vive, ben

naturale che mi rimangano eziandio pi

pi facilmente mi
egli quello
le

ci

fi

nfveglino.

rifvegliamento? La quiftione
riferbiamo a

neir Append.

al

trattarla

filfe,

Ma come

fi

e
fa

diffici-

feparatamente

Gap. io.

39. Prefentemente intorno alla memoria, cio


alla facolt per
fioni

paHace

cui

ci

rifovveniamo delle imprcf-

non faremo che alcune offervazioni

DE

UM

L l'

generali.

Intelletti.

A No

non
airociazione o

Glie Tidee, e

I.

le

nozioni

rt-

fi

di fonon per via d'


Un'idea non della mai un'altra idea,
Diigtiar.za
con cui non abbia ralTomiglianza neffuna, e eoa
trovata unita ;
cui nella mente mai non l fia

fvegliano

che qualche cofa pur toccheremo

di

nata Appendice. II.


fvegliaiio le

tanto
i

nomi

alcune volte

idee o nozion.

ftefle

di

legni

mi fi prefenta con quelli


immagine. Anzi offerva accon-

loro

xiamente

il

Sig. Sulzer nella

Difiertazione citata

che noi ragioniamo pi fovente

che

ri.

fi

Tempre

la

pocanzi

ci

altre volte foL

eziandio

gni

accen-

Qualora a mente mi tornano


melarancia o di pera , di rofa o d

loro

non

viola,

Che

nell'

idee,

fulle

fui fe-

maniera appunto

alla

che

Algebrici pi operano fulle lettere, che fulle

gli

quantit per

rapprefentate

elle

Di

notare

viene

frattanto,
circa

alle

Perciocch quefie
defime

fi

che ci

nozioni, che

prefentano; ed anche

Le nozioni
rali

non fono

facilmente

pi

al

5. E'

fi

circa

idee.

alle

fenza de'

me-

cffi

fegni,

pure che tan-

poffono richiamare

artificiali

che

le

accompagnano (),

ficco-^

(u) Se^Pi
o

.-"'a

Voi. I,

contrario fenza de' fegni o natu-

idea

da

pi fpeffo inter-

pi facilmente da f

affai

( quali finalmente
te idee)

affai

noi

quello

pure alcuna cofa accenneremo nel Lib.

vaturai io

nozione

chiamo quelli, Che

v.mno

annefl

all'

naturalmente.

Analisi

82

me

difficilmente confervare

templazione

mare alla memoria ( xmemoria delle idee d


a quella

memoria.

Ma

pofTono richia-

fi

L' Ab. di Condillac alla

il

titolo di immaginazione^

fcgni conlerva

de'

con-

pofTono alla

fi

cos difficilmente

titolo generico di

il

primo luogo

vocabolo immapu convenire foltanto alle idee propriamente dette, non alle nozioni. In fecondo
luogo querto termine, come accenna egli pure,
Beir ufo comune fignifica non folamente la fain

il

ginazione

ma

colt di richiamare le idee,

quella eziandio

formarne varj compotti a noliro grado.

di

Tale

pianto rifpctto al dolore

il

Sark

rifpetto ad

tali

un odore farcbber pure 1' immagine dell' oggecro ,


1' immagine dell' atto di fiutarlo ec. Segni Aitificiati quelli che avverritamence da noi A legano alla

nozione
gli

o all'idea, come

indrzj

facilmente

di

cui

gefti

>

nomi,

e rutti

ferviamo per richiamarle pia

ci

(x) NtUe Hicerche

intorno all' IJIitutJone

d'una

Scciet e A* una JLin^uM. ec. io h avanzato che fenza

fegni le nozioni fole e ifolate di odore, di fapore

ce. non

fi

potrebbero affolutamente mai richiamare

e che quando richiamanli

non

zioni medefime di fapore o di odore che et

novino

ma

fono unicamente

mente alla memoria


c^:rta

modificazione

aftratta

di

Io credo

fono le modificaloro
avervi

fcgni

fi

anneffa

d' elfcrmi

rin-

unita-

una

in^annat

DE

UM

L l'

Intelletto.

A N o

85

adunque pi chiaro di chiamar la prima direttamente memoria dell'idee o delle nozioni, e la feconda memoria de^ /"^^ HI- Che la parola me

mena

(gnifica

fovvenirci

di

folamente
delle

con cui ce ne ricordiamo

come

N.

al

^^o.

facolt o

la

fi

chiama

potenza

la

impreftioni

paffate

L' atto

reminifienz^t^

abbiamo gi accennato

In

medefimo per due cofe v'hanno- a


dillinguere: l' una il rinnovamento delle im-

queit' atto

prefTioni

gi avute, l'altra

riconofcere che

il

fa l'anima d'averle avute diffatti

te.

Amendue

cofe per

le

fotto allo lieflb

nome

di

lo

gi altre vol-

pi

confondono

fi

remintfcenza

Noi

per

maggiore diftin^ione lalciato quefio nome alla


prima parte, daremo alla feconda quello di rico^
no/cimento. Ma come fa l'anima a riconofcere
d'aver avuto un'imprefioue gi altre volte? La
difficolt grande
e alla ftenfa or or citata Ap:

pendice

riferbiamo

la

40. Intorno

e ncll'

una

prime

alle

e neli' altra cofa

tamente all'odore

melarancia

quattro

operazioni

Penfando ora atten-

e all'

odor di rofa

oltre ai fegni parmi di fcnrir pure qualche principio


della modificazione medefma che

mi fa dlftnguere
non dubito, che la Scarna
di Candillac e Bonret, anche limitata al folo fenfo
dell' odorato non polfa ricordarli degli odori paffati

1'

un odore dall' altro

Quantunque noti abbia alcun fegno

cui legarli^

Analisi

84
dcir Intelletto
plazione

.^pprenfione

remiiifcenTM

detto. Un'altra che

rimane

ci

ne

ne

Il

content-

la

qui

fin

il

ancor

importante

io voglio dir

rifleffio-

Varie definizioni intorno a quella operaziofono date da varj


Locke per effa intende
.

foltanto queir atto con cui

tenzione fopra
ni.

per ora

pi

la

confiderare

attenzione,

balli

ftcra

l'anima

volge

fulle proprie

at-

operazio-

Condillac nel Sui^^io full' Ondine dell'umane

Cognizioni

fa confillere nell'atto di

la

applicare

a Vicenda l'attenzione ora alle cofe efterne, ora


idee

alle

intcriori

richiamate per via

pretendendo pure che fenza l'ufo

non

fi

polfa nfleffione

delle Senfazioni

Animali,

la

recando

la

n'

fia

riflettuto

analitico filile Facolt

rifultato della

idee

Trattato

di

pretende egli pure,

fegni o di

rifleffione

la

che

1'

termini che

le

come

definifce il
animo preda
e

vedendole

rapprefentino,,;

gi Condillac, che

fegni richiegganfi neceOTariamen-

Io intendo generalmente per nfleffione

plicazione avvertita

il

1'

ap-

e deliberata dell' attenzio-

ne ad una cofa qualunque


definizione

uno

Bonnet nel Saggio

comparandole

fenfibili

all'

,,

al

femplice paffaggio

deU\4nima

attenzione

,,

te

ha aggiunto

ripone nel

fimilitudine di un raggio che dall'

air altro corpo

alla

aver

oppollo nel Trattato

attenzione da un' impreffione ad un' altra,

dell'

fegni

de'

quefti

pi fpecificatamente nel Tran^

[unto ragionato, che


degli

all'

di

fiafi

Secondo quefta

femplice paflaggio dell' attenzione

Dell'Umano Intelletto.

85

da una impreffione ad un' altra, quando non fia


avvertito e deliberato, rr.a nafca ineccanicamenie

fucceduM delle imprefTioni che l'attenzione rapifcano , non potr chi amarfi r/^f/Jo^rf,
o non potr chiamarfi al pi che una rifejfione
pnf]\va. Qiiella di Locke fecondo quella medefima
forza

dalla

definizione non far che una parte, o una fpecie

particolare di

riflefTione

come pure una

particolare ne Tara foltanto quella

prima

Io

non veggo

debba

fione

per

cui

ftefla

Bonnet

<\

la

CondilLic.

di

41.

fpecie

l'anima

perch

diffattl

unicamente

Jimitarfi

atro

fopra

l'attenzione

ripiega

riflef-

la

quell'

atto che corrifponde foltanto a ci, che

Francefi chiamano ritorno

medefima^

n; deli* anima fopra

perch abbia a

animi fopra di

deli'

chiamer direttamente

e ch'io

di

[e

riflringerfi

Non

[e

riftsffio'

pure

veggo

unicamente

quell'

atto per cui volgiamo alternatamente l'attenzio-

ne ora

alle impreffioni

obbietti,

ora

abbiamo

loro

perch

l'ufo

all'

che fatte

idee interiori

fiifati

vengono dagli

ci

ed

o che vogliam

de' fegni

fia

loro

riflelTione

alla

che

fegni

ai

fiiTir

alTolu-

tamente elfenziale.
42. L' efperienza mi

dichiara,

zicn mia qualche volta rapita


dalla

forza

ch'io

me n'avvegga;

delle

impreffioni

che Paiten-

fucceffivamente
fenza

che altre volte

medefimo deliberatamente

quafi

la fiflo

io

d'una impresone

fu

piuitolo che fovra un' altra

pur

Qusfta attenzione

Analisi

B6
deliberata

qualunque

fia

che pu chiamarfi fortuita


ftinto vuol

punto

il

nell'ufo
s'

motivo per

il

certamente dipinta

fiflb,

con un

cui

la

altra attenzione

dall'

edere contranTegnata.

nome

di-

fine

ap-

tal

nome di rifleffone Ilato ilituito i e


comune per rifleflonc non altro appunto

intende, che quefla medelima applicazione de-

liberata

dell'

attenzione. Perch abbiamo noi a

cambiarne fenza

od

bifogno,

ri(ringerne

grandifTimo ajuto

che egli facilita moltiflfmio

il

fignificato? Confcflo che l'ufo de' fegni di

il

irafporto dell' attenzione dalle imprefloni efter-

ne

alle idee

interiori

cialmente rifpetto
^7.

che giova moltilTimo fpe-

nozioni, come gi

abbiamo accennato

rapprclentazioni

per

alle

fu

veggo n che

cui

non

nicdefime

N.

al

fomminiftrandoci quelle

filTarci

che

offrono

ci

le
IVIa

nozioni

non

io

fempre necefTariQ

alla rifledlone fia

quello trafporto dell'attenzione dalle imprenfioni


eflerne

all'

idee interiori, n

veggo pure che


fia

alla

fempre

me

quando il
quedo trafporto l'ufo

d' aflToluta

feconda parte,

rancia io voglio

ho

Jeri

neceiTu

potr

me

quanto

queft'

quanto m' aggrada. Circa

alla

prima

avendo pi imprefloni

tempo

riflettere

al

il

ne fo>'venga
a

io

una melarancia che

ad

fiffarmi

oflfervato, far egli necelfario che

io

de' fegni

vedendo oggi una mela-

ne fovvenga? Badi che

magine

Diffatti

folTe

nome
l'

im-

immagine

(ledo

parte,
io

fs

nffe-

r avvertitamente l'attenzione fu d' una piuttoio

Del l' Umano Intelletto.


fu d' un' altra,

che
atto

non s'abbia

non

la

chiamare

45. Dalla riflefTione

fleffione ali: cof

il

nafcono tutte

raziocinio 2. l'atto

fcomporle

dalla

(y)

a ciafcuna

Da

delle loro

egli

me

della pro-

l'altre cognizioni

certo
fi

in

I.

in-

quefto
relazioni

cenjronto
,

nafte

vale a dire

Quefte

la

di

cognizione

relazioni

(z)

che

ridu-

diverfii^
.

La co-

Prendendo quefo termine nel fenfo imlNora ( i )


Di quefte cofe l parler ampiamente ntl

verfale accennaco alla

che

l'atten-

cii

tutte a tre clafT i. ' identit o

( y )

alle

luogo

poffono fra di loro

1. di coefijenza, 3. di dipendenza

di

anima fopra f fteffa

non s'applica partitamente

una rifpetto all'altra.

confi

queflo

da
l'idee

propria efifenza

due cofe confrontar non

1'

da

W giudizio

44. Cominciando dalla Riflessio''te

zione

ri-

Cose Esterne
f

proprie operazioni^ e

pria perfonalit con tutte


teriori

altre

le

dalla

comporre

rifleffio/ie dell*

della

i.

ajirarre

di

la cofcienza delle

dificazioni

circa al

confronto

il

cognizione

la

l'atto di generalizzare^ di
:

Perciocch

vien

efleriori

difcemimsrto,

il

viene

Ma

pi.

operazioni dell'Intelletto.

quello

ancorch

riflejfiorje,

volga a niun' idea ititeriore?

nome non

87

mi contender che quelV

chi

Cap. ly. e fegu. del prefente Libro

F4

Analisi

88

gnizione delle differenze, che pafTano


pi cofe quella che chiamafi

cognizione della coefitlenza

fra

due o

ifcernimento

la

una
medefimo

pi qualit in

di

medefima cofa , o di pi cofe in un


Juogo, come pure quella delle dipendenze fcambievoli di pi cofe fra loro, non han nome proprio, e ritengono

il

nome

generico

di cognizione:

l'atto con CUI l'intelletto afferma o nega

l'efilenzadi una determinata

relazione

fra

due

fra

chiama giudizio: l'atto con


, l
non potendo fcoprire immediatamenre la relazione di due cofe le paragona amendue ad una
terza , con cui abbiano amendue una relazione

cofe determinate
cui

gi conofciuta,

che han

per dedur quindi

fra loro,

fi

chiama

45. Infiiio a tanto che

derano come

le

te

nel

eflfenti

cio infieme unite.


io

poffo in

II.

Ma

flTarmi

folo colore, alla

ne

folo

aa

mezzo

per

fola

fi

fa

Covro

L'

della

ri-

l'attenal-

alle

melarancia

figura,

fapore feparatamente

all'odor

impreffio-

allora viviffima

per cos dire s'ofcurano,

(
>

al

l'idee
covcre^

cagion d'efempio nella

querta qualit mi

di

altre

te

al

confi-

chiaman

fi

fenza badare

tre: poffo

fi

foggetto,

luogo applicare

zione ad una fola qualit

folo

relazione,

qualit

le

loro

nozioni che ne abbiamo

fle(fione

la

raziocinio (rra),

le

dimodoch nmof-

fu di queite oprrnz-'oni ta.id

pf;rch alcrove ne far parlato

>ir.

pi a lungo

.ri.

Dell'Umano Intel l'etto.

l'oggetto, quella fola mi continua a fiar pre-

fo

feiite

fvanifcono

altre

le

vengo

io

Or

quale

col

V atto

a feparare quella qualit da tutte l'al-

tre con cui naturalmente ella congiunta


chiama ajr azione ^ e l'idea o nozione che
ne formo appellali idea o nozione aftratta

(i

me

Ma

46.

Risalita oltre

le

ne abbiamo gi fatto in
ili

e percettibili

che

quella

fon

negli

oggetti

ejenjione

rinora

la

figura

vale

abbiam ragionato
il

colore^

unicamente

fra

concepiamo

cofe

le

piccolezza^

malvagit

la

ec.

bellezza

come

la

o deformit

efiitenza fuori della noira

mente

quelle,

che

che

noi

grandezza

bont

la

niurva

perch ripoUe

foltanto nella noftra maniera di concepire


le

tutte

come

avendo

Quelle qualit non

come

fapore te.

il

relaz:loni

nelle

efiftono

dir

Qualit

noi

da

Qijalit metafifiche a\V incontro fon

confii^ono

o realmente

fenj-

dillinzione

altra

metafifiche

e'llenti

cui

apparenti

concepifcon

fi

loro

in

di

tutte quelle che

realmente
quelle

hanno un'

di fiftche

fi/rhe

reali e

che

divifioni

alle

le

cofe

une rifpetto all'altre, non pollono certamente

farci

niuna rapprefentazione

non

poflTumo

detta

ma

avere

preflTo de'

h :nno acquillato

fiftrhe tutte

dono da

Di
idea

folamente delle nozioni

loro infatti

dunque

nell'una

fifiche

loro

pertanto

propriamente
;

molte di

Metafifici gi quello titolo

Uidee propriamente dette fon


quante , perch tutte dipen-

rapprefentazioni

le

nozioni

all'

Analisi

90
oppofto altre

fon fifuhe

fapore ce. altre fon

grandezza

bellezza

quelle

di edere ,

come

quelle di

bont

ec.

non

flefle

le

per tutte convengono in quello, che

quali
f

piccolezza

come

metafifiche

per

fanno niuna rapprefentazione

ci

e che da qualche altra rapprefentatione convien


che fiano accompagnate , perch polliamo penfarvi

dire o

vale a

dal

nome, o

loro

dall'

im-

inagine delle cofe onde la noiione s' tratta.


Cos in quella guifa che difficilmente io polTo

un

ad

penfare

fuo

nome o

dell'

oggetto

in

modo

ho

l'

mi

o il
l'immagine

fiutare, o

del

cui

non

aver dinanzi

fenza

odore

l'atto

fentito

bb

allo

) \

penfare

a
grandezza fenza rapprefentarmi una qualche eflenfeflb

fione

a bellezza

fenza

poffibile

rapprefentarmi

delle cofe che coftituifcono

e bellezza

Due

47.

offervare:

diftinguere

bello

il

ec.

dinanzi quelli due nomi

aver almeno

za

di

1.
le

cofe intorno a quefto

fi

offrono ad

che febbene fiano accuratamente da


idee che

fi

confideran per

o all'altre idee;

nozioni

aftratti

perb hanno l'idee


i

grandez-

da quelle che fervono unicamente di

che febbene

alcuna

o fenza

tutti

per richiamare le nozioni e

fi

fieife,

di

alle

nodri penfieri

per fondamento

nomi fervano

(bb) La ragione

fegno

2.

prontiffimi fegnl

le altre

idee

non

accennara ai N." 34. e 37.

Dell'Umano Intelletto,
fono fegni per rapprefentativi

medelme

zioni

Le parole

non mi offrono per

zioni attuali, o mentali

non han nulla


ficate

Di qui

elattamenre

de' loro

ed eguaglianza
le

non

rapprefenta-

Tuoni,

che quando importa

cofe

le

che

bafta

di

concepire

averne prefenti

nomi, conviene aver prefente l'immagine o


cofe

medefime

ove

dette, o delle cofe da cui


trattifi

di

mente

il

una

nozioni

fon

fi

conviene che mi rappirefenti

colorita

di

rolTo

Voglio concepir V egua^liafiza


rapprefenti
linee

due

folidi

chiaramente

conviene che mi

o due fuperftcie, o due

eguali, e che mentalmente

confronto

ricavate, ove

voglio concepir chiara-

S' io

color rojfof

fuperfcie

delle

d'idee propriamente

tratti

fi

quali

colle cofe per loro (igni-

fimile

di

colore

fteflfe

gt
o no-

dell' idee

ne rinnovi

ii

(ce).

48. Dall'atto di aftrarre unito alla

vlen quello di generalizzare

Il

memoria

formare un'idea,

o una nozione generale non altro, che aflrarre


da molti individui le qualit che a tutti con

vengono
proprie

e-

lafciate

da

un aggregato. Cos da

(ce) Gli
l'

immagini

qitefto

pei-

ftillc

delle

che

quelle
e

fono

formarne

vari colori giallo, rojje

errori che

nafcere dal ragionare

mare

banda

particolari di ciafcheduno,

titolo

poflon

fole pnrole fenxa rJclii"

Cofe

>

fi

moftvcranno cti

Lib. nj.

'%.

,f

Analisi

fz
"jtrde

ce.

aftraendo

l'idea

generale di

di

garofano^

che

tutti

colore: da

viola

di

odore: da

varj

mi

odori

varj

hanno
formo

tutti

afiraendo

ec.

vizj fuperia

ranza ec. aftraendo

di

rofa

qualit

la

ragione

mi

Leggi, e

formo

intempe-

avarizia,

relazione che

la

contrari alle

eflfer

retta

qualit che

rapprefentazione

hanno di deftarmi una data modificami formo la fifica nozione generale di

zione,

di

la

farmi una data

di

hanno

tutti

dettami

ai

della

metafifica nozione

la

generale di vizio
49.

Ho

che l'atto

detto

viene non folamente

anche

dalla

dall'

memoria

non

Io

generalizzare

di

atto di

altrarre

potrei

ma

diffatti

giammai formarmi l'idea generale di albero, f


mentre da una quercia aflraggo la propriet di
aver un tronco, dei rami , delle foglie ec. non

mi

ricordafT

olmi

d'aver

medefima

priet

oTervata

gi

negli

abeti

quefta

ne'

pini

pronegli

ne' pioppi ec.

50.

La maggior parte

parere che l'idee

le

de'

Metafifici

fon di

generali

formar

nozioni

non fi pofTano n richiamare fenza l' ufo de'


nomi. Io fono d'opinione contraria. Rapprefentandomi o

all'

occhio o

perficie tinta di varj colori

al

penfiero

roffs

una fu-

giallo,

verde,

ec,
truovo
a
formarmi l' idea generale di colore , e a rinnovarmela quando m'aggrada, fenza penfar punto

azzurro

io

non

alia parola colore^

niuna

alle

difficolt

parole rojfoj verde

Dell'Umano Intelietto.
giallo

azzurro

domi

varj

Alio

una

fiori

rofa

viola, un gelforiiino ec.


fiutarli

di

e per

modo

fleffo

mezzo

un

g^

rapprefentangarofano

figurandomi

degli atti

di

una

in atto

di

compiacenza

difgutlo, che ho fatto altre volte fiutandoli,

fovveneiidomi delie loro modificazioni,


truovo

rinnovare

difficolt a

noa

io

nozione generale

la

punto a quello nome


Allo
modo parimente rapprefentandomi gli atti
che caratterizzano un fuperbo , un avaro , un
di odore fenza penfar

(leflo

un

ubbriaco-,

reyidicativo

a ripetere quandocheffia

vizio

non ritruovo

difficolt

nozione

la

generale di

fenza punto penfare a querta voce

circa

agli

ceOario

il

uno

che fon

proprie
le

rapprefentarfene molli

prefentc

mente

comporti non

oggetti

feparandonc

di

lui

qualit che

folo

bafla

tutte

le

confiderare

fon

lui

Anzi

nemmen

ne-

averne
qualit

unica-

comuni cogli

Cos per richiamarmi l'idea generale di


bafta ch'Io mi figuri l'immagine d un
tronco e d'un fogliame, quale appunto mi fi prefenta, allorch veggo un albero a diftanza gran-

altri.
albero

fenza

diffima
egli

fia

Con

faper

conofcere

quefta

fola

di

quale

immagine

io

fpecie

potr

penfare quanto m'aggrada alle propriet generali


d'un albero, fenza averne prefente il nome. E'

ben dunque da confeffare che


di grandiffima

ampiamente
per ch'egli

utilit,

ufo de'

come pure

far dimoftrato
fia di

1'

ma

una necelTu

nomi

nel Lib. III.


io

non veggo

aflbluta

Analisi

t^4

51. Molto meno io


nuovo genere di fibre, che

generali

immaginato,

intetUttiult

me

per

veggo
cim

non

intellettuali

fibre

Le

prima, parmi
poflTano

alla

fono

non

10

L' idea d' una quer-

dall' idea

generale

d'un al-

propriet

generali

di quefto abbraccia anche tutte

particolari

fibre

oltre alle

diflingue

fi

non perch

nel

inintelligibili, e niuna necelfit

di doverle introdurre

bero f

T idee

Kobimt han
ch'elfi chiamano

Quefte Jor

ammettere quel

per attaccarvi

ed allratte Bonnet

cervello

poflTo

le

propriet

fue

adunque che fervono alla


che molto pi facilmente fervir
fibre

feconda

fenza

averne

fognare

nuovo genere affatto ignoto


Chi avr prefente ci che noi abbiam detto anche
gratuitamente un

delle nozioni

lo fteflb

e particolarie generali, trover

argomento ad

plicabile,

non

che

effe

quefto

che

pure efaitamente ap-

nuovo genere

certo neceffario per

di

fibre

neffun conto.

51. Dalla medefima aerazione unita


immaginazione propriamente detta nafce la

all'
corri'

poftzione delle idee, la qual confide nell' unir in-

fieme pih idee


ilono

nella

che attualmente unite non

natura

Cos

vari

fulla

tela.

all'

fuo quadro

quella che forma

Arti.

efi-

infieme ac-

immaginazione fi rapprima di dipingerlo


Quefta feracit di immaginazione

atteggiamenti
il

Pittore

fecondo varie pofizioni, e

cozzando varie figure


prefenta

il

il

affai

pregio principale nelle Beli'

Dell'Umano Intelletto.
dilcernimento

idee

rare

1'

1'

vieti

o analtxzarle ^

^5

medefima congiunta al
operazione di /compone

Dall' aftrazione

53.

una dall'altra

confile nel fepa-

la qua!

nozioni o idee femplici,

le

che entrano a formare una nozione o idea completa

forma

L'efattezza
il

54.

La riflessione dell'anima

sopra.

produce

in

operazioni

proprie

delle

luogo

i."

di

medefima

lei

fcienza colla

mato apprenfione

pafla

Condillac confonde la

tende generalmente cib che


.

cio

che

ci,

di

percezione

flelfa

cofcienza

la

modificazioni

quell'atto, per cui s'avvede

entro

che

quella

STESSA

SE

analizzare

ncll'

pregio principale di un Filofofo

Che

per

noi

l'anima

co*

cui egli in-

abbiamo chiaabbia

infatti

una fen fazione o percezione fenza fapere d'averla

inconcepibile.

affatto

egli

fcienza, che dir

che coilftituifce

fi

la

cio la cofcienza
1'

atto per cui

rflejfa

fingue

modo

io rifletto^ io

Lo

fteffo

le

altro

Ab.

altre

fleffa

f fieffa

di

io

confi-

fento,

io

di-

e dice

attendo

ricordo

di

Condillac ha pur confufo la co-

fuorch

l'anima ha
i'

operazioni

mi

fcienza coli' attenzione,


fia

in

fue attuali

medefima da quefie operazioni,

per certo

quella ro-

qual confifte in quell'

la

anima entrando

der cfprefiamente

Ma

^uh fenfitiva ^ non quella


cofcienza propriamente detta,

una

io

giudico y

io

ragiono ce.

volendo che quefta non


cofcienza

maggiore

una data impreffione che

contemporanee

Ma anche

di

che
tutte

in quella parte

Analisi

^6
a

me

fcmbra che una

ben

un clfctto

ch'ella abbia a confonderli


dtf

na

maggiore fia
non mai per

cofcienza

tal

attenzione,

dell'

55.

La RiflcfTione anzidetta produce

la colcL-nza della propria eftjienza

ma

fenfazione vogliono

divenga confcia
qui

la pi

che l'anima

parte

efilknza

Tua

della

luogo

in 2.''

Infio dalla pri-

Ma

anche

da didinguere quella colcienza puramente


cofcienza

lenfitiva dalla

entrando

in

vole delle

pretende

per

a f

ttelTa

/o

lui

efifltnza

Ma

come

il

Lignac

feniimento

anche indipendentemente
fentimento in-

quefto

fuppofto per

inmtelligibile

confapc-

efijo

che l'anima abbia innato

da ogni fenfazione

i'anima

cui

e fentendofi

operazioni, e modificazioni

modo

propria

nato da

rifleira

medefiiDa

proprie

dice per certo

della

mC"

attenzione

coli'

tutte

meno egualmente

Io

cofe che

altre

le

una

volta credevanl innate

5. La medefima Rifleffione unita

moria produce

in

pria perfonalit

ricordo d'aver

:j.o

luogo

Io

fento

pacate; dico
to

e che

fra

allora

me
ho

io

fentito.

Di queOa, come pure

io

mi
alla

fenfazioni

e alle

fon

lo

fteffo

Ecco

di tutte

la

j>refente

fteflTa

Libro,

l'Autore tratta
e

mie

che ora fen-

perfonalit

V altre cognizioni

che l'anima acquifta per mezzo della


fopra

me-

volte; rifletto

attualmente,

fentito altre

mia fenfazione prefente,

alla

cofcienza della pro-

la

riflefTione

lunaamente

a lui fenza pi

nel

rtmettiamc.

Dell'Uman'o Intelletto.
57. Per raccogliere
fin

detto

qui

oggetti fan

gli

probabilmente

nervi
di

loro impre(Jion

le

fenfi

fono

all'

fono

ha

cervello,

anima c(?municate,

quale

la

l'anima

fenja'

l'anima fente una modifcizione interna


piacere o di dolore, percezione f l'anima

ziori e
di

mezzo de

per

portate al

n'accorge: ecco V apprenfione

11

noftri

de'

fopra

quefJe

97

poche parole

ora in

.f

folo dinanzi

oggetto. La

dell'

altra ragione

cora

contemplazione

la

idee

L'idee e

nozioni con-

le

attentamente ad un medefimo tempo per

fiderate

modo ignoto
preso

ricevute durano an-

ella feguira a penfarvi

modifi-

le

tempo; quede diventano

per qualche

quelle diventano nozioiii

ceco

rapprefentazione

Rimofl'o l'oggetto

una

fopra di

filTi

fi

rapprefentazioni

le

i(nprefrione

dell'

l'anima

modificazione

ceco V attenzione
cazioni e

vivacit

che

fa

determinata

rapprefent azione eflerna

la

fveglianfi

fi

legano fra

occafione

all'

ella

dell'

ne fente

di

loro

una

le

il

ficch

altre

in ap-

pure

rifvcgliamento

ri-

ecco

la reminijcenza; s'accorge d'averle avute gi al-

tre volte

ecco

il

riconofcimento

mente l'attenzione,
altra,

fione
dall'

trafporta

Il

trafporto

una

all'

Voi,

d'

una data

deliberata-

dall'

una

all'

imprefiioni

o nozioni rifvegliatele interna-

concentra in

la

fifla

rivolge alternatamente dall'

la

efieriori alle idee

mente

la

Su

modificazione o rapprefentazione

altra

fielfa

deliberato

imprefiione fa

ecco

dell'

la

rifief-

attenzione

che tra loro

Analisi

9^

paragoni, ecco

le

differenic, ecco

nere

le relazioni

confronto

il

che

giudizio] non

difcopre in ge-

'y

padano, ecco

fra lor

afFerma quelle

gntzionc'^

difinguc le loro

difcernimento

il

co

la

loro relazioni, ecco

il

potendo fcoprire immediatamente

due cofe le paragona amendue ad


una terza, ceco il raziocinio. La filTazione deli-

la relazione di

berata

che

attenzione

dell'

d'

la fepari

da

parte

fola

to

d'

un oggetto

tutte l'altre, che f

comani

forma

ne formi

ecco V ajira-

qualit che

le

un aggrega-

di quelle

contempla

aggregato

queft'

fermi fu d'una

fi

qualit

da molti oggetti

fcpara

tutti fono

la eh' ella

fola

una nozione (taccata

un' idea, o
zione:

una

feparatamente

dagli oggetti individui da cui l'ha tratto; eccola

formazione

idee^ e delle nozioni generali

dell'

quali ultime fon fifiche


dell'

le

una o

tualmente

in

compofizione

fono

idee

Divide

la

fa

compongono ; ecco la
La rifleffione

la

efiftenza

fua

attuale

tempo

prefente e

ne'

cofcienza

La

ecco

la

conofca

ch'ella

la

comporta

un' idea

fcompofizione dclC idee o Yanalifi


fopra

qualit che

le

niun luogo non eoefiftono; ecco

deW

llefTa

le

Unifce infieme piilidee, che at-

nelle idee femplici che

o metafifiche fecondo che

fpecie

dell' altra

compongono

fua

la

palTati,

di

il

fuo

identit

cui

fi

facolt ch'ella ha

flato

nel

ricorda:
d' efer-

citare tutte quelle operazioni quella che chia-

Intelletto. Com'ella
come Tenta , come pq^cepifca

mafi

per
,

le

eferciti

come attenda,

Umano Intelletto.

Dell'

come contempli
ta

modo

in qual

vimento

la

citato negli

riflet-

comunicato

effa

da cui

fen-

corpi che

intrinfecamente

fia

l'

l'anima

in-

come venga ec-

organi efteriori

fieflTi

intrinfecamente

come-

dagli organi efteriori

trasferifca,

fi

mo-

il

la

percezione hanno l'origine,

moto medefimo

fino al cervello

fleri

ad

fia

delle fibre del cerebro

fazione, e
quefto

99

come fovvengafi, come

che cofa fiano

eccitano, che cofa

ftefTa,

fon tutti mi-

per noi impenetrabili

CAPO
Dell'

Idee

in

I.

generale

e della loro origine.

chiamo

qualunque ogget occupata


,
mentire ella penfa Mi fi accorder
di leggieri , che l' Uomo truova
da

to

idea (i )

cui

la

mente
.

in f ileifo di
V*

alcuno

ha

dall'

che

Le parole idea

perce^iove

rjufjor.e ce.

Autore

si

idee
abbia il

fatte

non

>

a^^pr enfiare e

non

in fjiiel fignlficatp

fi

Non

fenti-

ferf.i\{one

troveranno
efatto

>

ufate

precifo

Non
che noi abbtam creduto necefTario di fidarvi
4areino contutcoci a' Leggitori la noja d' a;vvifarli
.

100

memo

A R

li.

interiore delle proprie

non

pofTa

dalle parole e dalle azioni degli altri

Uomi-

n'hanno

di fimi-

ni ^indicare

che anch'

La prima

eflTi

che
a prefenta ad eliminare , come l'Uomo giunga ad aver delle idee
Alctini tengono per verit inconiraflabile , che V Uomo nafca con certi principi innati , con certe nozioni primitive ,
con certi caratteri imprefT per certo modo
neir anima fua fin dal primo momento
della fua efiltenza
Io ho efaminato gi
lungamente quefta opinione nel Libro preglianti

quirtione

pertanto

ci

che di ci eh' ivi


e mi lufngo
ho detto per confutarla ognuno rimarr
maggiormente perfuafo quando vedr qui
in feguito , come e per quai gradi arrivino gli Uomini ad acquiflare tutte l'idee,
che hanno , coi folo ufo delle facolt nacedente

Chi potr pi foflener quindi inche v' abbiano delle idee innate ?

turali

nanzi

Non

farebb' egli

pretendere ,
che Dio ci abbia imprelTe V idee de* colori , quande ci ha dato la facolt di acquilarlc per via degli occhi? Or lo ftelTo
afTurdo

il

ad ogni tratto de' termina che quelli


tore

s'

avrebbono

a foftiruire

Effi

dell'

medcfiir.i

tranno agevolmente lilcvAre dal fcnCo

il

Aupo-

A P O

II

I.

quando

pur dovr dirfi di tutte l' altre ,


fi vegga , che tutte egualmente eolle facolt
naturali noi pofTiamo acquiftarle
Io fuppongo adunque in primo luogo,

che r anima quando comincia ad e^ftere ,


rafa fenza caratteri y
fa come una tavola
fenza idee d' alcuna forta e dico che colla fola propria efperienza ella giugne ad
;

acquillare tutto quel gran

numero

d*

idee

e di cognizioni , che ha in appreflb Quefla


f fperienza fi chiama fenfizione quando ci
.

fa fentire

e fenfibili

1'

azione degli obbietti efieriori


e per

quefta via

idee del freddo e del caldo

dell'
lit,
bili

fenfi

ma

noi abbiamo
,

del

dolce

amaro , de* colori , e di tutte le quache fi chiamano comunemente fenj^


perch entra n nell' anima per via de
Quefi:a medefima efperienza fi chia-

quand* ella ci fa riflettere


dell' animi
operazioni
nofira ; e quindi ci vengono le idee della
percezione , del penfiero , del dubbio 9
riflejjlone

attentamente

alle

della volont, del

farJone adunque
fole forgenti

da

La

raziocinio ec.
la

cui

ricava tutte le fue idee

il
,

noitro

fen-

fono

rtfleffone

le

intelletto

comunque

grand-^r

variet. Le
ne fia il numero e
cofe materiali e fenfibili fono gli obbietti
infinita la

,,

Libro

loz

della fenfazione

II.

operazioni dell* anima

1'

quelli della r'ifltjjlone

Egli evidente
mfeniibili

acquijftano

degli obbietti

che folo

per gradi

Fanciulli

le

idee

che loro fono pii famigliari.


f in apprelTo non fi ricordan del tem-

po

han ricevute

la

perch fubito dopo

la

in cui le

egli

prima volta
loro

nafcita

obbietti , che fu loro


continuamente e in tante diverfe
palTagsi fatte idee s' aprono un

circondati da tanti

operano
maniere

gio entro di loro fenza loro faputa , e vi


fi rruovano imnrefTe avanti che la memoria

Laonde
poco comuni
e che affai tardi fonofi prefentati alla mente
pu ella ricordarf del tempo in cui fi
cominci

tenerne alcun regiftro

foltanto circa

agli obbietti

fono

prima volta. E per


che fi potrebbe allevare

prefentati

la

quello io penfb

modo

un Fanciullo di
chifljme

del'e

aT

et 'C^^e^'a

I Fancull"

eh-

in

( z )

idee
rale

ne*
j

bo'"chf

avpv'qno

var'

una Societ

affegnata pur la jagione

ii'
.

temi)*

certainentp

e nelle J^ice7c\e inrorro


i'

comuni

piii

avanti d'arriva^-e

vati

po-

eh* egli avcffe

eziandio

idee

fi

Lingua

fon tro-

pochiflime

all' Ijf{tu\icr,e

una.

-z

io

ratu-

n'ho

Capo

103

I.

anima

i
Quanto alle operazioni dell*
Fanciulli non ne hanno idea che alTii tardi,
e alcuni non ne hanno giammai idee dipinte
E ci avviene perch quefte ope.

razioni ancorch fpeflb replicate nel

animo

non

loro

che come immagini palTaggere , le quali non vi fanno


imrTefTioni afUn forti per laiciarvi idee
chiare , e durevoli L* anima non ha dunque niuna idea delle fue operazioni, finche
,

vi fon tuttavia

volgendo il penfiero fopra f fteffa a lor


non riflette attentamente
Si pu dire che 1' Uomo cominci ad
avere idee, quando comincia ad apprendere
o a percepire , perch aver idee e percepire tuttuno
lofofi

fo/lengono

Con
,

tutto ci

che

1*

alcuni Fi-

anima penfa fem-

pre,ofTia eh* ella ha una percezione attuale


e continua di idee infin da quando comincia ad efftere;e che il penfare attualmente

anima , quanto
perch deve
egli eifer pi neceffario all' anima di penfar fempre, che non al corpo d* eflere
fempre in moto ? Perciocch io pongo
per principio, che la percezione delle
idee fa all' anima ci , che il moto al
corpo : vale a dire che quefta percezione

COSI

infeparabile

eftenfione dal

dall'

corpo

O4

Ma

Libro

104

non
fia

formi

come

l'

efTenza

II.

dell*

un' operazione

anima, ma ne
Di che fegue ,

che quantunque il penfiero fia l' azione


pi propria dell' aaima non per neceiliirio il fupporre , che femore penfi , n
che fia fempre in azione Queflo forf
il privilegio dell' Aurore e
Confervatore
,

del noilro efTcre

Infinito nelle fue perfe-

non dorme giammai Ma quella


prerogativa di penfar fempre non pu con-

zioni egli

venire ad un efiere finito Noi lappiamo


per efperienza , che penfiam qualche volta
ne caviamo perci la conl'eguenza infallibile , che v' ha in noi una fortanza che
penfa Ma quanto al fapere f quefia fofanza penfi continuamente o no , altro
non polliamo afierire , f non quello che
.

r efperienza

e'

infegna

quel'i , che
nofir' aniche
la
Si arditamente afi^ermano
ma fempre penfa , come lo fappiano , e
per qual mezzo pofian effer ficuri , che
anche quando non fi avvegefil penfano
Quello che al ^^ii
penfieri
lor
gono de*
pofPon dire fi , che nofi^ihile che l'anima fempre penfi , quantunque n-^n confe^^

Io chiederei volentieri a

la

mem.oria

non

egli

di tutti

egualmente

fuoi

ncnfieri

pofi^bile

che

Ma
ella

Capo
non pcnf Tempre
pi probabile

noa penfi ,
m^ate che
m^fi

al

il

Non

105

eziandio

egli

,
che qualche volta
che afferire gratuitaabbia penfato per molti

dire

di quello
ella

princinio della fua efiilenza

guiti tuttavia a penfare per

e fe-

molte ore nel

fonno fenza potere un momento

apprelTo

rifovveniffl pur d* uno de* fuoi penfieri ?


Io

non veggo dunque niuna ragione

qual perfuada che V anima penli , avanti


che i fenf le abbiano fomminillrato dell'

la

idee

fulle

contrario io

mifura eh*

poter penfare
concepifco benifTimo

quali

ella

s'

efercita fopra

ha acquiftate per via

memoria ha

de' fenfi

Ma

al

che a
idee , che
e che la

1*

perfeziona la
fua facolt di penfare e di ragionare in
varie maniere e che appreffo combinando
quelle medefme idee , e riflettendo fopra
le fue operazioni , accrefce le fue cognizioni , fccome pure la facilita di ricordarfi,
di immaginare , di ragionare , e di produrre
altre modificazioni del penficro
ritenute

ella

Libro

ic6

CAPO

IL

II.

Dell* Idee Semplici

Jf

noflre idee fon tutte o femplki , o


L' idea femplicc una rap-

~^A-rf compo/e

pr efent azione

uniforme che fajj alV anima ,


e che non pu divderfi in altre rapprefenfazioni . Tali
fono 1* idee delle qualit
fenfibili , di cui ciafcuna entra pei fenf

in una maniera femplice, diftinta ,e fenza


alcuna mefcolanza, ancorch le qualit,

che

le

producono

ed

fiano

talmente

mefconon ^i

,
che
febbene la mano
fenta col medefimo tatto la mollezza e il
calore nel medefimo pezzo di cera , quelV
idee con tutto ci di mollezza e di calore
fono cosi diftinte nell' anima , come f
venifTero per diverfi fenf
Quando 1' anima ha acqu illato un certo
numero d' idee femplici , ella ha la potenza

late

pofTono

unite negli

feparare

di ripeterle

oggetti

Cosi

di confrontarle

d' unirle in

diverfe maniere, e di formarne cosi dell'

idee compoite

Ma

non

in potere

della

A P O

167

II.

mente anche pi vafta e pi fublime n


di produrre per f medefma una fola idea
femplice, n di diftniggerla poich Tha
ricevuta

CAPO

III,

Dell* Idee

che ci vengono
,
per Un filo Senfi
.

yC
)jLji

Idee

confiderate rfpetto

femplici

varie maniere

alle

neir anima fono

per cui entrano

di quattro

fpecie

diffe-

renti
Alcune vengono per un folo fenfo;
altre per pi d' uno altre per la rifleffione; altre in fine per amendue le vie della
.

fenfazione

Ve

e della riflefTione.

hanno adunque che entrano per


un folo fenfo difpofto per effe efprefTamente Cosi i colori non entrano che per
n'

occhi
odori per

gli

fuoni

per

V orecchie

gli

perde alcuno
di quefti organi non v* ha pi mezzo per
aver l' idee , che indi fi ricevevano
Sarebbe inutile il far 1' enumerazione
di tutte r idee femplici particolari a ciafcun fenfo Non fi polirebbe pur riufcirvi
le nari

e f

fi

Libro

io8

perciocch non
efprimerle

fi

II.

hanno termini per

C A P O

Della Solidit

tutte

V.
.

r idea femplice , che noi riceviamo per via del tatto , e che chia-

FOich

maf folidit entra a parte di un gran nudelle noflre idee compone , far bene

mero
il

un

parlarne

lungamente

pi

Noi

acquilHamo

l'

idea della folidit offervando

la refiftenza

colla quale

un corpo impe-

difce ad un altro di occupare

go

fin a

non

tanto ch'egli

il

fuo luo-

l'abbandona

La

fenfazione non eccita in noi alcun' idea


pi colante di quefta In qualunque pofirura noi fiamo , fentiam fempre qualche
.

cofa

che

ci foftiene

di profondare
Si d fpefTo
a queft' idea

ma

e che ci

nome

impedifce

d' impenetr abilit

che folidit io ho nominata


il
fecondo termine al
:

preferifco

io

primo

il

perch egli efprim.e una cofa pofi-

tiva, laddove

il

primo

puramente nega-

Capo
e non

IV.

109

rivo ,
inrendere che un' idea ;
la quale forf piuttofto una confeguenza
della folidit , che la folidit medeflma
Sembra che la folidit fia la propriet
pili eflenziale del corpo. Per efTa
concepiamo come i corpi riempian lo fpazio ;
e da per rutto ove concepiamo qualche
fpazio da una follanza folida occupato ,
concepiamo parimente , eh* elTa il riempie
di modo , che ogn* alrra foftanza folida
ne ef elude , e concepiamo di pi la fua
refiftenza eifer tale , che non v* ha forza
valevole a fuperarla
Cosi quand* anche
tutti i corpi deir univerfo premeifero da
ogni parte una goccia d' acqua , finch
ci fa

mezzo

quefta refter in

potranno vincere
loro impedifce
altri

la

di efi,

fua

mai non
che

refiltenza,

d* unirfi

gli

cogli

uni

Secondo quefti principi la folidit


diverfa dal puro fpazio in quanto il puro
fpazio incapace di refiftere e di moverfi ;
diverfa dalla durezza in

quanto

la

du-

rezza conffte in una tale unione di certe


parti folide della materia che componendo

malTe

fenfibili

difficilmente

cangiar di figura

Infatti

chiamano duri n molli

poffono far
corpi non fi

fi

che rifpetto

alla

.,

no
forza degli

L r t
Uomini

R o

IL

Si dicon duri quelli

figura f
a cui non ( pu far mutare
non premendoli con molta vioienza , e
molli quelli di cui fi fcompongon le parti
afi;evolmente

giare

Ma

la

difficolt

difpofizione delle

la

corpo eifremamente

duro

far

di

parti

non

Io

can-

un
rende

in

per quefto pi l'olido di quel che fia il


diamante comunque duro
pi molle
II
effer polTa non ha maggiore folidit dell'
aria o dell* acqua , di che ben ci convince
la refiflenza , che 1' aria e 1' acqua fanno
agli altri corpi , e la forza con cui effe
piegano e llendono i corpi arrendevoli
Da quelle idee fi fcorge evidenicmente , che fi pu diflinguere 1' eflenfione
del corpo dall' eflenfione dello fpazio La
prima una llretta unione e continuit di
.

parti folide , divifibili e capaci di movimento ; la feconda una continuit di parti


non folide , indivifibili , e incapaci di
moto. Io entrerei volentieri nel fentimento
di un gran numero di Perfone, le quali

credono

che

idea dello fpazio puro fia


da quella della folidit Si
perfuadon effe di poter penfare allo fpazio fenza confiderare in lui ninna cofa
che fia capace o di far refilienza o dj
,

differentilfima

1*

>:

IV.

A P O

Ili

movere alcun altro corpo ; ( i ) e d potec


viceverfa rapprefentarfi feparatamente dallo
fpazio qualche cola che lo riempia , e che
pofl movere altri corpi o loro refirtere
Io ho difFatti un' idea egualmente chiara
della dirtanza
d'

una

che fepara
concava

fuperfcie

oppoftc
concepifca

le parti
,

folide le parti di quello fpazio di

o non

folide

Se alcuno mi

adunque

io lo

proprj fenfi

a*

che cofa fia


rimetterei per
Egli il fapr di

chiedefle

la folidit;

irtruirxene

mezzo

sforzi di unir le mani una


, ove fi
air altra, tenendovi frammezzo un fafl
od un legno
Dalla folidit de' corpi dipende il
loro fcambievole impulfo , e la lor rcfi-

leggieri

ilenza

( I )
I*

efftenza

Carrefiani
e alcuni

han

han

negato

prete fo

oftinatamente

finanche

di ne-

gar la polCbilit dello fpa\io puro. Le loro ragioni , e la confutazione di effe fon troppo note
preffo a' Filici

Libro

112

IL

CAPO
Dell*

Idee

[empiici

V.
che

'vendono

per diverji Senfi

*i^7**Han

per

fpazio

idee, che

delle

pi

fenfi

dell' eflenjionc

motOy della quiete^


la vifta e

ci

come

vengono

quelle

della figura

dello
,

del

che noi riceviamo per

pel tatto.

CAPO
Dell* Idee femplici

per

VI.
che

acquiflano

s*

la Rifltffione

A^ Lcun' alrre idee hanno origine dalla


*^T>V* fola Rifleffione Tali fono 1' idee
delle operazioni dell* anima , fra cui le
.

no

principali

IV

inielletro

che

r ano

della

la

percezione o

percepifce,
volont

La

1*

il

aito dell'
i-olere

poi

'volont

r int Ci letto fono le due potenze o facolt


da cui quefte operazioni dipendono

Capo
Colla fola
V idee

acqaiftantj

li

tnodifie azioni

altre

1'

113

pur

rifleiFione

tULie

di

VI.

dtl

penjero

CAPO
Deli*

Idee

femplici

Senfaziom
*

TjC

dell'

s'

Il

piacere e

il

la

dolore

tutte

le

dolore
dell*

della

unit

egualmente

acquiftano

fenfazione e per
quafi

del

eftflen^a

la

feguono

dalla

nafvOno

dalla Riflejjione

e della fuccefjtone

per

che

Idee del piacere

^^'^ potenza

VII.

uiflelTione

accompagnano

noiire fenl^izioni

ilccomc quafi tutte fimilmente

le

azioni o

'Piacere e
animo noftro
dolore tutto ci , che ne diletta o ne
molefla o vengano quello diletto e quella
moleilia dai penfieri dell' anima , o dall'
i

penfieri

dell*

azione di checchelTia fopra de' nollri corpi

una parte l chiama


dall',
,
, godimento , felicit , e
tormento
inquietudine , turbamento

Quello

contento
altra

da

rrAftria
di.^1

che

gioja

non efprime pure che

piacere o del dolore


Voi,

I.

varj

gradi

Libro

114

II.

L* Autore e Cenfervatore
efTere ha

unito

certi penieri e

il

piacere e

certe

di ilimolarci a penfare

del
il

n olir

dolore

fenrizioni

affine

ad operare , e a
piacere e quefto
dolore noi non avremmo alcun motivo di
anteporre un penfiero ad un altro , n il

moverci

moto

ripofo

al

potenze

Senza quello

deli'

si

comech

intelletto

forniti delle

della volont

noi faremmo creature affatto


pafTeremmo tutta la noftra vita

inattive
in

un con-

tinuo letargo

Una

cofa qui degna d* elTere confde-

rata fi
, che i medefimi oggetti e le
medefime idee che recan piacere , fpefle

volte ci cagionan dolore


Quefta vicinanza del piacere al dolore dee farci ammirar
fommamente la fapienza e la bont dell'
Autore fupremo Per confervare la noftra
vita egli ha unito il fentimento del dolore
air impresone troppo violenta, che fanno varie cofe fu i noftri corpi , affinch
avvertiti del male , che ne polTono cagionare , penfaffimo ad ifchifarle . Ma non
contento di quefto , per confervare ciafcuna parte e ciafcun organo del corpo
noftro nella loro perfezione , a quelle
medefime fenfazioni , che ci recano ordi.

A p o

115

1 1.

nariamente piacere, ha unito qualche volta


il dolore ;
quindi ha voluto per cagion
d* efempio eh:! il calore , il quale fiao ad
un certo grado n' si piacevole , ci producefTj air incontro un eftremo dolore
allorch s* accrefceife foverchiamentc. Non
v' ha cofa pi faggia di queih legge della natura , la quale fa
che allor quando
un obbietto , da cui crediamo di ritrarre
piacere , guaita e Iconcerta per la troppo
violenta

imprefTione

de* noftri organi


corti

di fchifare

bietto pericolofo

dolore ci faccia acincontanente quell* obinnanzich i noflri oril

gani ne patifcano detrimento

Che

il

dilicatilTime

le parti

fine di quella

si

grande

vici-

nanza del piacere al dolore fia la confervazione de* noftri organi fi fcorgc da ci,
che il paffaggio dalla luce pi viva al
maggior bujo non ne reca punto di dolore , perciocch il bujo non pu offendere
gli

organi

ammirabili

della vifta

ma

il

pafTar d'improvvifo da freddo ecceffivo ad


,
o da quello a quello
dolore ne reca , perch st
valefatti cangiamenti troppo improvviil
voli fono ad alterare , o a dillruggere

eccCiTVo

calore

grandiffimo

1*

economia del noilro corpo necelTaria

confervazione della vita.

alla

116

Un'

t,

K O

II.

ragione , per cui Iddio ha


anneffi vnrj gradi di piacere e di dolore
air impretlione che gli obbi^^ici ianno fonlrra

pra di noi , fi affinch rrovaiido Tempre


qualche amarezza, e non mai una perfeita
ldsfazionc ne' piaceri , che le creature
polTono appreltarci , noi cerchiamo la noihsL felicit nel polFedimento di Lui , in
cui pilo fi triiovala pienezza de^ godimento y
e alla defira di cui flanno

piaceri

fmpi-

non

diano

terni

Sebbene

qu^^ile rifieflloni

forf intorno al piacere

pi chiare di

za

elle

qad che

fervon

per

faccia
a

farci

maggiormente la Sapienza
quel Dio , che ha creato
tutte le cofe

non
po

ci

e al dolore

1'

idee

efperien-

conofcere

Bont di
che governa

e la
e

e quella piccola digrefTione

fconvenevole

ed allo fcodell' opera prefente


Perciocch la
mira principale e la principale occupazione d' ogni creato Intendimento ha ad effere la cognizione e la venerazione dell*

eflere

al

titolo
.

Supremo

L* cfiflcnza e 1' unit fono due altre


idee, che in noi fi polfono eccitare cos
da qualunque obbietto elleriore , come da

qualunque interiore idea

Perciocch

noi

Capo

VII.

117

idea dell' efifcnza e dal coacquisiamo


nofcimento che abbiamo dell* efftenza di
qualche idea nella noftra mente , e dal
giudizio che facciamo ,
che v' abbiano
cofe
fuori
delle
di noi , e che efftano
confeguen rem ente per f medefime . Rifpetto air unit noi ne abbiamo 1* idea
ogni volta che confideriamo alcuna cofa
che fia unica , e non monta che ella la
un ente reale , o una femplice idea
La potenza e la fuccejjione fon due
altre idee , che ci vengono e dalla fenfizione e dalla riflelTione La prima fi acquila egualmente col riflettere che noi
1*

pofllamo e peniate e moverci , come coir


oiTervare gli effetti che i corpi producono
gli uni fu gli altri . La feconda ci viene
egualmente e dal confiderare come le idee
innanzi alla mente una dopo
ci paffano

altra

e dal

moto occupa

vedere come un
fuccefTivamente

Ne

corpo in

diverfi

luo-

parleremo pi a lungo nel Capo


14. di quello Libro

ghi

Libro

ii8

II.

CAPO

Vili.

Delle Qiialit che in noi producono


le

TUtto

idee

eccita ima percezione


anima
ancorch
fofTe V ailenza
iieir
di una cofa , deve produrvi un' idea
reale e pofitiva Per il che noi troviamo

ci, che

eguale realit nell' idee del freddo , delle


tenebre e del ripofo , che fon prodotte da
caufe privative

re

della luce

aitivifllme

un'

mente
plice

come

in quelle del calo-

del moto

fono eccitate

Che una
tare

caufa

che da caufe

privativa

polla

ecci-

vede manifeflaombra, che efiendo una fem-

idea pofitiva

nell*

aiTenza

di

luce

fi

fi

nondimeno

fa

ottimamente diflinguere
e produce per
confeguenza un' idea chiara e pofitiva .
Io ne fpiego cos la ragione Siccome la
fenfazione in noi prodotta dai varj
gradi , o dalle varie determinazioni di
moto negli fpiriti animali diverfamente
,

agitati

dagli

obbietti

efleriori

eosi

la

vili.
Hf
produrre
deve
diminuzione
moto
egualmente una nuova fenfazione , come

A p o

di queilo

la

variazione o

1'

introdurre

e dee

accrefcimento di eflb ;
per confeguenza nell*

animo noftro una nuova idea, dipendendo


quefla unicamente da un moto diverfo
degli fpiriti animali nell' organo deftinato
ad eccitare

la

Noi abbiamo

tale

altres

altra fenfazione.

tal

de' termini negativi

che non efprimono direttamente idee pofitive , ma le rifvegliano per indiretta-

mente col fignificarne 1' aifenza ; come


r in/pidezza e il Jenzio , che fanno ad un
tempo folo rifovvenire l' idee del fapore
e del fttoHo infieme con quelle della

loro

o privazione
Di qui fegue , che 1' attenzione alle
noftre idee, in quanto fono nell' anima,
non quella che ci poifa far difcoprire
le caufe che le hanno prodotte, ma bens
un attento efame fu la natura delle cofe
che fono fuori di noi
Il Pittore , ed il
afTenza

Tintore

hanno

in

del bianco e del nero gosi


fofo

Ma

al

Filofofo

cercare quale natura


di particelle

d'un corpo
nero
.

idee diftinte

flefli

come

il

s'appartiene
e qual

Filoil

ri-

difpoilzione

fi
richiegga nella fuperficie
perch egli apparifca o bianco

Libro

20

Per non

IL

confondere

adunque V idee

colle loro cagioni convien

ciafcuna

animo e
che fono
,

idea

percerJone

la

dillinguere in

caufe di quella

le

qualit

dei

che neir
percezione

le

corpi

le

ofTia

materia Q.uella. diflinzione


neceflaria , perch non
ci inganniamo credendo che le noftre idee
coniiderate in quanto fono in noi medefimi fieno immagini o raffomiglianze perfette d' alcuna cofa inerente al foggetto, che
diverfe modificazioni della

le

produce

Tra

la pii

parte delle noftrc

le loro cagioni non v'ha


maggior fomiglianza, che tra quelle idee
medefime e i nomi con cui s' efprimono ,
i quali pure non
lafciano di eccitarle in
noi allorch gli udiamo pronunciai-e
Ma

idee di (enfazione e

poniauK) quella

materia pi in chiaro

Io chiamo idea tutto ci

apprende

in f {lelTo

ci

e lo fpirito

olTia tutto ci

che

l'obbietto immediato della percezione,


del

penfiero

chiimo

potenza

eh' egli

dell' in'elletto

qualit d' un fozgetto

la

ha di produrre nella mia mente un' ideaCosi in una palla di neve , che ha la potenza di eccitare Videe della bianchez7.a,
del freddo, e della

rotondit, io

qualit quelle potenze in quanto

chiamo
fono

in

e
me

vili.

chiamo poi

lei, e le

idee in

dersrminate lenfazoni

talvolta

come

izt

quanto fono in
E f avverr

modo

eh' io parli in

delle idee

medefime fi
dovr fempre fupporre , ch'io inrendo con
ci le qualit che fi trovano negli oggetti , e che in noi producono quelle
idee
Ci porto fi dcvon diflingiier ne' corpi due fpecie di qualit
Io chiamo l'une
originali o prhnarie ^qiul fono la fol'tdth^
r efldnftone , la mobilit , e la fgnr.i
Perciocch elle fono cosi infeparabili dal corpo , che fempre le ritiene qualunque alterazione egli foffra Immaginate un grano
ciafcuna di
d' arena divifo in due parti
effe con ferver fempre la folidit, l'eitenf elle folfero

nelle cofe

fione

la

figura

in quattro

fempre

mobilit

la

in otto

lo fleffo

Soddividetelo

in fedici parti

far

Continuate finalmente la

le fue parti divengano


ognuna avr fempre tuitavi?.
quefte medefime qualit Alle altre qualit
io do il nome di fecondarie , e tali fono i

divifione

finch

infenfibili

colori

gii odori,

fuoni ec. Querte qualit

fecondarle non hanno in le medefime alcuna realit perch fono femplicemente la


potenza, che hanno corpi di produrre in
noi diverfe fenfa/ioni per via delle loro qua,

lit originali

o primarie

,
.

Libro

I2Z

Le

noflre idee delle qualit primarie

mente
all'

medefime

di queftc qualit

archetipi

gli

perfertamente rapprcfen-

fono

de* corpi
tative

II.

di

ne* corpi

tali

idee

Le

punto

Quello
delta r idea o

la

fomi-

di

che eccitano
a cagion d' efempio , che

glianza colle idee

real-

fecondarie

qualit

incontro non hanno

onde

efftono

in
in

noi

noi

fenfazione dell' azzurro

del caldo ne* corpi che azzurri o

caldi

che un certo moto,


una certa grandezza , una certa tefltuua
e configurazione delle lor parti , che in

dicono

non

altro

un certo modo agitando


animali

un

noflri

che nafcano in noi

fpiriti

fen-

tali

Queflo da ci fi fcorge
chiaramente , che il medefimo fuoco , il
quale ad una certa dillanza in noi genera
una fenfazione piacevole di calore , ne cagiona un dolore atrocifilmo , f ci facciamo
Ora perch deve egli
a lui pili dappreffo
fnzioni o

idee

effer nel fuoco

piuttofto

il

calore

che

il

pure il medefimo ,
, quando egli
che in noi produce e 1' uno e 1* altro ? (i)

dolore

Le

qualit originali o primarie del fuoco,

che confiflono
(x) V.

come abbiam

l'Analift

N.o

detto

li. e fcgu.

nell'

e
elTere

le fue parti

di

vili.
125
un certo moto ,

di

una certa grolTezza , di una certa testura, e configurazione, fi polTono chiamar


reaii, perche efiilono realmente nel fuoco
Si quando i noli: ri fenf
in hii le appren-

dono

Ma

il

come quando non


colore e

il

apprendono

le

calore non vi fono pi

realmente, che il dolore. Impedire ai.


corpi di produrre in voi alcuna fenfazione , fate che gli occhi voftri non vedano
ne luce n colori , che le voftre orecchie
non fieno percolTe da verun fuono , che
il vofiro
naib non fenta alcun odore
allora quelH
odori , quelli fuoni , quelli
colori , in quanto fono idee voftre particolari , fvaniranno e cederanno d'efiftere,
e rientreranno nelle caufe che le hanno
prodotte, vale a dire non faranno pi
che la configurazione , il moto ec. delle
:

parti

dei corpi

Quelle qualit fecondarle fono di du?


apprendono immediatale uue fi
;
Mi fpiego
mL"n*^e , le altre mediatamfnte
Le une fi apprendono per f fteffe ofTia
imme.iiaimente , perch la loro operazione iaimediaia produce in noi le idee a
loro corrifpondenti , come fono i colori
Le altre fi apprendono mediatamente, o
fpecie

Libro

124
in confeguenza degli
fu d* altri corpi

li.

che producono

effetti

alterandone

modo

in

la

teflltura, che eccitano in noi idee diycrfe

da quelle che eccitavano innanzi Quefle


Guardando il
qualit fi chiamano potenze
fuoco noi veggiamo immediatamente ch'egli
roffo quella una delle fue qualit
Offervando eh' egli liquefa il
ftnfibtli.
piombo , veggiamo mediatamente eh* egli
ha il potere di renderlo fluido quefta
una delle fue potenze
.

Comcch

tutte quefle qualit feconche fi fcoprono o mediatamente o


immediatamente , non fiano che la potenza
che ha un corpo fopra d' un altro in virt

darle

della modificazione interna delle fue

qua-

primarie o originali ; con tutto ci il


pili degli Uomini ne giudicano diverfamente Quanto alle qualit fenfibili , che
fi fcoprono immediatamente , come
coi
lori , giudican effi , che fiano qualit reali,
inerenti a' corpi medefimi , e affatto fimili
Decifione precipiair idee che n' hanno
tata e falfa, la cui origine nafce fecondo
lit

me

o dal non veder effi cogli occhi prY effetto delle qualit originali de'
corpi o perch le loro idee delle qualit
fenfibili loro non fembrano aver nulla che

prj

A p o

vili.

115

fare ne colla groflezza , ne colla configurazione delle parti corporee ; o perch


finalmente non poflbno concepire come la
configurazione, la grofTezza, il molo delle
particelle de' corpi pollano produrre l' idee
e le lenfazioni dei colori , degli odori , e
dell' altre qualit fenfibili. (2) All'incontro
per ci che riguarda le qualit de* corpi

che efT conoicono mediatamente e che


chiamano potenze , la loro decifione
giuiHfiTima
Perciocch veggono ben chiaramente , che la qualit prodotta , ficcome
la mollezza nella cera , non ha alcuna fomiglianza col calore , e conofcon perci
di leggieri , che la mollezza della cera
non che un effetto del calore
Io mi fono inoltrato forf un po'
ma erano
troppo in ricerche Tifiche
necefTarie per ben diftinguere le qualit
reali y originali, e infepar abili de* corpi
Ci ben intefo
dalle qualit fecondarie
*

quali delle noflre


fi conofcer facilmente
d* alcuna
rapprefentative
cofa
idee fiano
quali
no ,
che fia realmente ne' corpi , e

i) V.

1'

Analifi

N.

to.

Libro

t^6

II.

CAPO

IX.

Della Percezione
Idea della percezione

'

Jf

acquisiamo

JJUk? noi

Quella

fcicjlta

ella

confifta

per

di
.

prima che

la

la

rifleflone

paffiva

tutta

pu far a meno
apprende difltti
che

apprendere

Non
f

non

ci

pu

fi

che

fapere

in

riflettendo fopra

che pafTa entro di noi


vediamo o fentiamo alcuna cofa

di ci

Le

non

Ella

quando

imprefloni fatte fu gli organi

non

cagionano alcuna percezione , f non penetrano infino air anima Mirate un Filofofo feriamente applicato alle fue medi molte
s' accorge
ditazioni , ei nulla
impreflTicni fatte fu 1* organo dell' udito
e di molte fatte fu gli altri ancora ( i )
.

n
u

E* noto quel che raccontafi

quale occupato ne' fuoi

tunulto di Siracufa

il

falto

ne

il

ftu

da'

fopraggiugnere di

'j

d'

Archimede
non fent

profondi

Romani
chi

1'

prefa

uccifc

d' af.

Non

. .

Capo

IX.

127

Ogiii qual volta adunque vi ha fentimenro , o percezione , vi debb* eflere qualche

attualmente prefenie all' intelletto


mifura , che uno s' inoltra nell*
et, il giudizio cangia e corregge infenfibilmente le idee , che vengon da' fenf
idea

L' efempio feguente ne far una

pruova

veduta di un corpo rotondo e di


colore uniforme , come farebbe il color
che propriamente
d* oro , r immagine ,
agli occhi noltri fi rapprefenta quella
di un cerchio piatto ,
e diverfamentc
ombreggiato Ma fapendo per efperienza,
che i corpi convefT ci fanno quefta rapprefentazione, noi ci formiamo tolto l'idea
d' una figura convella e di colore uniforme ( 2 ) In molte occafioni per V abito
Alla

cambiamento fi fa tanto
che
noi
prendiamo per una per,
fenfi quello, che un
nata
da'
cezione

contrarto quello

prello

imprefllom non peneanima ; almeno no v' ha ragione


per cui penetrar non vi debbano quando gli organi
La limitazione delle fuc forze
fon ben difpofti
quella che le impedifcc di poter attendervi mentre

per che in quefti Cafi le

trino infino all'

da altri penfieri occupata


(

) V.

1'

Append.

a qucft

Capo

Libro

128

II.

rapido del giudizio . Cosi un Uolegge , o che fente con molta


applicazione a leggere , s' avvede appena
dei fuoni e dei caratteri , occupato follanto dall' idee , che quelli in lui deftano
effetto

mo

che

fcbbene le fue percezioni immediate non


Da
che di fuoni , o di caratteri
ci fi fcorge che moltifUme azioni da noi
per abito fenza neppure avvefi fanno
dercene ( 3 )
La facolt di apprendere par che fia
dilHngue
la prerogativa, che gli animali

Hano

da

tutti gli

enti di fpecie

inferiore

Vero

che alcuni vegetabili fembrano aver


qualche grado di movimento , e fecondo
le varie maniere , con cui loro s* applicano alcuni corpi , cangiano incontanente
e moto e figura , il che ha fatto dar loro
il nome di piante fen/tive
Io credo nondimeno , che tutto ci , cht in effe avviene fia effetto di puro meccanifmo (4),
ficcome V accorciamento di una corda
rnefla nell' acqua
Quanto agli animali io
.

( 3 )

V.

( 4 )

V.

1'

la

Append.

II. a quefto

DifTcrrazione

Sovra delle Piante

>

del

in cui gli fpicga

fenomeni delle Serfctiye

Capo
Hill
.

Sig.

puranche

fui
i

Capo

IX.

129

fon d'avvifo, che fieno mtti capaci d


percezione , ma gli uni pi, gli altri meno Perciocch pare , che fi pelili verifiminente con chiudere dalla conformazione ci una tei/ Ina , o d' un' oflrica , che
qaefH animali troppo fieno lontani dall'
avere i fenfi cosi vivi e in si gran nu.

mero

come

Ma

gli

Uomiyii

che gioverebbe

le

fcimie ce.

aver fentimenti
che non porrebbe
1'

pi vivi ad un' o lirica ,


ne moverfi verfo gli obbietti che le riufcilfero aggradevoli , n fuggire da quelli
che le fofTer dannofi , n cercar V acque

maggiormente le conCi farebbe a lei di difagio , e


la fua y'no. diverrebbe pivi infelice
Tanto
fi fcorge
e
fapienza
infinita
boni
del
r
Padre di tutte le cofe anche nell* aver
proporzionato i fentimcnti di tutti gli
animali a' loro bifogni ed al loro flato !
Il primo palTc) adunque per giugnere
1' unico
mezzo per
e
alla cognizione ,
averne i materiali la percezione
II
un
un
Uomo
ad

alperch quanto pii


tro fuperiore o nel nuiuero o nella vivacit de' fentimenti , tanto egli fiir pi
capace di avanzarlo nella forza dell' ingegno e neir ampiezza delle cognizioni

gli

alimenti che

venifiero

Fol.

I.

130

PROBLExMA DI MOLINEUX,
ED ESAME DEL MODO,
Con cui arriviamo a

conofcere

digli Obbietti ejerni

>\

LI' occafione
alla

,j^,^~^2^

dell'

eiempio

rapprefentazione che

di colore uniforme, l'Aut.

che da

iVIr.

Molineux

gli

efJJenza

addotto

circa

ci

fa

un globo

inferifce

il

problema

era (lato propello.

Il

Dr. Wtnns r ha ommedo interamente. Io l'aggiugner , perch s' rcfo famofilTimo fpecialmente a queQi giorni in cui molto s' difputato e dall'una e dall'altra parte

de r Jc. R. de Prujfe e Obferv. fur


&c. par Mr. /' Jb. Rozier. )
11

termini
j,

(V. Mem,
la

Phyfique

problema fu efprelfo da Molineux in queft


Suppongafi un Cieco nato gi adul:

to, che
tatto un

fia

flato

ammaertrato

diftingucr col

cubo ed un globo dello

lo, e prefTo a poco della

ftefla

fteffo

metai-

grofTezza

di-

manierach al toccar l'uno e 1' altro ei fappia


dire quale il cubo, e quale il globo. Sup-

pongafi quindi

ch'ei

venga

ad

acquiQare

la,

Capo

Al

virta

e che gli

,,

l'altro fu

j,

doli

dire qua!

d'una tavola.

lenza

toccarli
fia

IX.

ponga dinanzi

fi

domanda

Si

fapr

egli

globo e quale

il

1'

131
uno e
vedeo".

dillinguerii
il

cubo.

Molimux rifponde al tempo ftelfo di no


Imperocch , dice egli febbene il Cieco ab bia apprefo per efperienza 1' imprelfione cne
fanno al Tuo tatto il globo ed il cubo, noii
fa per ancora che ci che ferifce il tatto ne!
.

j,

tale

,,

modo

modo

tal

abbia

percuoter

gli

pure

occhi

nel

tale

n che

1'

tal

angolo

rifaltante il quale preme la mano in una ma niera ineguale, debba pure alla villa apparire

quale

dimoftrafi al

Locke
Saggio

,,

L' Ab. di Condillac vi s'oppofenel

parere.

flefTo

tatto.

dichiara anch' egli interamente dello

Ci

fuir Origine ddle Cognizioni Ugnane

cangi fentenza nel Trattato


in quefto

egli

delle

Senfazioni

foftenne che un Cieco

ma

Anzi

quale

il

prima volta oon folo


incapace a diftinguere un globo a un cubo , ma

cominci a vedere per

la

incapace puranche a difcernere niuna figura

fono pienamente dello


infatti

mi lembra che

poffa giugnere

avvezzato a
fuori

Che

2.0
degli
f

di

trafportare
e

abbia

lontano

fi

Tre

fenfazioni

le

cofe

fiali

de' colori

fenderle fopra agli oggetti

apprefo

Che

abbia
I

1'

(iaccarc

dall'occhio fuo
3.*

richieggano avanti ch'ei

a difcernere le figure i. che

obbietti

avvifo

(leffo

immagini

portarle da

imparato a

feguir

1?2
coli'

a tener dietro

C E

contorni

determinan

I.

un obbletto

di

linee che ne

alle

ne

perfcie

N D

P P E

occhio tutti

la fu-

Ma

tutto

figura

la

quefto richiede un efercizio, che

cedentemente non pu certo


potendo

adunque

egli

diverte diltanze

r avanti e

mafi

mare una
potendo

de' corpi
l'

indietro

il

aver

Cieco antefatto

fuperficie

luogo diUinguere

oflfia

continua

niuna parte

di

determinata dillanza

le

che chia-

quel

l'immagini

fola

egli riferire

a niuna

Non

I.

tutti

di

che ha prcfenti devono per

gli obbietti

ficie

in

ofla

chiudono

for-

lui

Non

II.

quefta fuperfuori

di

dee fentirla tutta quanta come applicata fopra i


III. Non potendo egli confuoi occhi medefimi
.

feguentemente tralportare niuna delle fenfazioni


dir cosi colorate che pruova in

medefimo a

niun corpo citeriore, quelta fuperficie , o dir


meglio prefentemente, quetVammaffo d' impref-

non dee produrre

fioni

di

;n

che

lui

un

ammaflTo

modificazioni, ch'egli fentir tutte in

me-

defimo fenza poterle riferire a niuna cofa eftrinfeca

di

niuno ellrinfeco oggetto aver

nima rapprelentazione
gafi

guire

per intendere che


i

contorni
bens,

prefenti

la miFarmi che pi non chiegmolto meno ei potr fe-

de' diverfi

ma

che non pu

linguere d'aver prefenti

dalla

le

figure

ha
di-

1'

unione

di

quefti

paragonata quantit, qualit,

pofizione delle linee

terminar

eh' egli

fapere

molto meno per con-

feguenza potr rilevare tutta


contorni

oggetti

che

li

circondano

de-

Al Capo
Quello che

IX.

1S3

ragione dimoiUa io ho voluta

la

pur confermare con una efpericnza eh'


lima a ripeterli

parto

io

mente

al

Tre cagnolini

nati

d'una

fu

Quando

moto

fol

moto

nel loro

li

lafciai

tavola

che ciafcuno fecondo varie direzioni

nale

un

mi fon fatto ad efaminare diligenteprimo ilante che cominciarono ad

aprir gli occhi. Portili

facilif-

ad

incammi-

fi

vidi ben avviati

lento per, poich erano collretti

a ftra-

non fapendofi ancora reggere fulle gambe), oppofi a ciafcheduno una mano. Ciafcuno
v'urt, e fentendo l'oracolo fi volfe ad altra

fcicarfi,

parte

Avviati che

nuovamente

come prima
dici

volte

Alla

mano

pure

le

li

di nuovo , v' oppofi


nuovamente v'urtarono

vidi

mano,

Replicai

1'

la

ne

efperimento dieci o do-

fempre lo

fegu

llelTo

un corpo ruvido

foQituii

effetto

per

veder

punture che urtandovi ne rifentivano

poteffero meglio determinare la loro attenzione:


l'effetto non
le pruove
primo giorno, ma per pi^ giorni fucceffivi , fu ognor lo (tefio
Prefi il partito di mettere preflTo loro la Madre per vedere f almeno

per quanto ne replicafTx

folo al

un oggetto si famigliare, oggetto con cui ftavano continuamente , fapeflTero pur riconofcere
Il tempo era quello
in cui
cagnolini trovai

vanfi pi famelici
cui a cercare la
refle

per confeguenza in

Madre doveano avere

Contuttoci

palmi in circa

e quello

di

coricata

dillanza
1

que(ta

pi inte-

folo

due

noa feppero ricono-

Appendice

1^4
fcerla
n'

Gemeva

udivan

mura
niuno

ma

rifpondevano

vi

non

in

tutti

avendo

feguir

d' efT

n della

inquieta fcorgevafi

giugnerla

to

come chiamandoli

ella

voce,

la

I.

tutti

tre

rag-

di

tre

apprefo

peranche

n dell' udi-

direzione

la

villa,

efB

una pre-

sbandarono

fi

fenza arrivarvi. Provai allora ad accollarne uno

men d' un palmo


viva dell'odorato,
a

trovandofi egli

tuto meglio efercitarfi

mente

fteffo

fecero

le

poppe

per

fu

tutti

ciai

Quando

guida

pi

fortemente attaccati

uno

due

Madre

palmi

non

ei

cogli

dall'

una parte

non

avefTe

cinque o

pollici

vi

lo ftefTo

avvenne

corfe

guidato
E' inutile

incomin-

occhi

alla

verfo

volti

ei

volgeva

come

fu

teda

la

occhi

pur

lontano di

odorato

dall'
l'

diret-

accennare

che

pure. Tutte quefe

replicando per pi giorni di

feguito fenza vedere in

elfi

niun

non dopo una fettimana

avanzamento
all'

Allor cominciarono a dar fegno d'aver

poco approfittato; allora

ma

a
11

poppe fur

alle

quando ne

degli altri

efperienze io andai

e dall' altra

tamente

ma

feppe pi ravvifarla: andai

folo allor

fei

come prima

pofi

il

accodandolo a poco a poco

notabile

occhio

lor

ritrarne

due

altri

gli
I'

la

aveva po-

Madre veloce-

tre

diianza di
alla

pur

non

nella sfera

cui

in

corfe alla

Lo

trovare

mufo

fenfo

folo

gli

eran immobili fempre,

occhi,

come

che

incirca.

qualche
dappri-

f fiati foflero d

A
crifallo

(a), cominciarono

odacolo urtavano

IX.

A p o

135

a muoverfi

prima volta o

la

ma non v'urtavan

teria

la

la

in

un

feconda

la

Madre

un

palmo e mezzo di diftanza , o due palmi fapevano gi riconofcere


progrefli in fulle prime
contuttoci furon lenti; ma in poco tempo dii

vennero poi

rapidifflmi

vedere come

ed

pi adulti

eflTi

impararono a

QueQe efperienze mi fembrano deciGvc


Tanto lungi che un Cieco poHa dirtinguere al

primo aprire
tra

le

Cagnolini da

occhi

degli

cubo

un

figure d'

me

(linguere

differenze

rilevar
cos

V immagine

intereffante

noto gi per

lor

( a )
fi

fcorge

Certiflimo

re

La

fola

che

dico

a di-

minute, ma anche foo a


un oggetto
in grande di

per
tutti

loro,
gli

cos

altri

famigliare, a

fenli

immobilit degli occhi,

pur ne' Bambini


,

dovettero

impiegare

per arrivare non

le

sfera, che

d'una

efaminati

fette giorni

pi

differenze

piccole

le

le figure

non

appena nari

a rico-

la

qnal

indizio

giun':^on effi a diftingue-

perciocch a quefto neceffario indifpenfabilfui


il portar prima l'occhio e 1' atrenzione

mente

varj punti che le circofcrivono

Noi

fefl

il

fac-

L* occhio
ciamo ogni volta febbene rapidamente
immobile a un punto folo non pu avere che un'
.

impreflone forte da quel punto

>

e un' impreflione

un po' pi debole dai punti che gli


no. V. l'Analifi ^rec. al N.o jj.
I

ft:inno

d'intor-

15^
iiofcere

quale

il

non fono a

nel

lignificato

I.

degli

fenii

altri

adunque che

lenfazioni

vifta

e E

foccorfo

dal

pur erano ajutati

Le

E N D

hannofi

per la

mere fenfaz'toni
Le imprelTioni
^sgl' oggetti colorati non lieftan nell' anima che
femplici modificazioni
Quelle non diventano
principio che

rigorolo

pi

rapprefentazioni

efT)

percezioni

non dopo ch'ella ha apprefo

rifpetto a lei, f

trafpprtare fovr'

ad

rifpetto

e a riferire ad ogni

punto

oggetto ogni

un

di

fenfazioni

proprie

fue

le

elTi

impretrione ch'ella ne fente.

L'ajuto degli

Quindi r Ab.

tende nel Tratt.


lui

n a

Senfazioni che

mai non arriverebbe n

fofpettare

ellerni

anche

pur

1'

ei

mprefloni

del

che

le

a conofcere

de' corpi

efiitenza

gu/io
le

accordaffero

fi

dell'

veniliero

le cadeffe

udito

dice
fenfi

tre

tutte

le

per quelli fenfi, da

come

farebbero ognor riguardate

dificazioni dell' elfer fuo

femplici

mo-

fenza che mai penfier

niun oggetto eie-

ch'effe derivino da

Il

folo

fenfo

che comincia a
farci

Statua da
folo fenfo

Quand'anche,

va pi oltre.

oltre alla v/Ja

eV odorato

riore

la
il

pre-

iVnzi

lei

delle

neceiTario

ci

tutta ragione

fuppofta, qaalor non avelTe che

della villa,

egli

fenfi a

altri

di Condillac

continua

trafportarci

egli

fuori

in
di

appreflo
noi

conofcere l'efidenza de' corpi ertemi,

il

Al Capo
fitto. Egli vuol pure, che

merito

--Quando

folo fenfo del


,

e un corpo erterno, nel

toccare

primo cafo

al

ftef-

pruo-

ella

fcnfazione, una femplice nel

quindi che

if

manie-

determinata

Statua

la

tatto comincia a

va una doppia

condo;

137

tutta l'opera: e lo fpicga nella

di

ra (eguente

fa

IX.

tatto abbia folo

il

fe-

primo la parte
toccata a lei medefima appartiene, non le appartien nel fecondo; da ci conchiude elTervi
inferifce

qualche
vcrfa

cofa che
1'

nel

fuori

efifte

di lei

da

d-

lei

efterni cosi arriva

efflenza de' corpi

a difcoprire.

Una
opinione

confutazione un po' afpretta

pure d'avvilo, che


rutta

comunque

alcune

in

parti

io

non

il

alla

quiUione

determinata

una

due
fola

folo

coQretro

di

fagacita

fenfo

fenfazioni al toccare f (leda


al

toccare un

corpo

altro

pi. Io ho detto anche forf

Statua

la

tatto

del

avr

ben

n'

avr

ma

il-

amtni-

Rifpetto

credo che

io

Ma

ad al-

queflo Metafilico

fua

la

prefente,
al

di

(la

mai certamente

fuo ingegno, e

rare

forf

cefTer

attribuifce

gli

io

lontanarmi dalle opinioni


lulre

non abbia

tatto per f folo

il

forza, che Condillac

la

quefta

di

recentemente. Io fono ben

(lata fatta

nulla

perch dubito pure

che ne avr una fola,o almeno (ci che qui torna


allo dello

di

una

e neir altro cafo.

mi tocco or
ne che

la

fola

l'altra

parte

s'accorger

Certamente

pi

mano,

ora

e nell'

uno

con un dito fo

il

vifo

premuta o pi

o avvie-

fsnfibile

de-

Appendici

158
nandomi

una

r altra fenfazione e me
amendue le fenfazioni mi
,

del

contatto in

m' ofcura

rende quafi nulla; o

la
fi

riunifcono

maniera, che

altronde che

foflTi

I.

maggiore

fenfazione

che

le parti

punto
non

al

certo

gi

toccano fon due

fi

diverfe, parmi che non faprei diftinguere


fenfazioni una
fola

altra, e

dall'

fenfazione

le

Ma

indivifa.

dato pure che

fenfazioni nel primo cafo fian

fapendo

la

due
una

le

per

torrei

due

Statua onde quefte fenfazioni

le

le

non

diftinte,

ven-

gano, non fapendo ella di toccare niuna cofa ,


non fapendo nemmeno che il fuo tatto fia diffufo
in

pi

parti

aver parti
tutt'

al

pi

fapendo

aver

di

di

fenza poterle
fima

non

tatto,

riferire a

niuna parte

come quando toccando una

di

s'accorger

ella

queQe due fenfazioni


di

diftinte,
f

mede-

nelmedefimo cafo,

Ella far aflbiutamente

tampoco

anzi

fuperficie di

ghiaccio

fentir al

tempo fteOTo il freddo e la refilenza,


o toccando una fcheggia di ghiaccio fentir il
freddo e la puntura La differenza adunque della
fenfazione ora doppia ora femplice non potr
.

condurla ad
parte di

come
di

a cib

argomentare
,

non

due colori o

di
la

di

l'

efftenza

di

niuna

fuor di

fteffa

niuna cofa

condurrebbe

due fuoni

Io credo pertanto, che

il

la

ora

fenfazione or
di

un folo

concorfo

di

tutti

o di pi fenfi unitamente fu de'medefmi oggetti


Ca il folo, che pofTa finalmente portarla fuor di
f

ilelTa

e farle

conofcere

l'

eniienza de' corpi

Al Ca'po
cflcrni
fta

IX.

quella fcoperta perh

In

139

tatto e la vi-

il

par certamente che aver debbano la naggior

parte. Io mi prover anche a cercare, f quedi


foli

poffano fufficienti, fenza per maggior

efTer

pefo attribuire alle mie conghietture di quel che


pollano

meritare per

Statua,

la

qual

medefime

fuppongo fornita

Prcfento alla

di

tutti

fenf

una tavola colorata. Toccandola ella ha al tempo ftelfo tre fenfazioni , quella della refiftenza ,
quella

che

color

del

della

tavola,

no. Fin qui per

le

fenfazioni (on

Movendo

la

mano

di

lei

pong-

quale

il

verde, e quella del colore della fua ma-

fia

fenfazione

refiftenza

di

fopra

tutte

alla

entro

tavola la

continua fempre, quelle

cambiano alcun poco, in quanto il


verde or crefce da una parte della mano, ora dalT
altra; ma di quella variet ella appena potr accorgerfi , e certamente eiTa non pu condurre ad
alcuna confeguenza. Facciam per che dal mezde' colori

fi

zo della tavola

ella

muova

la

mano

inverfo alla

diritta, finch la porti fuori di effa interamente

La

fuperficie

quefla parte

verde andr fempre ftringendofi


,

allargandcfi dall' altra,

tanto che quando


la,

mano

infino a

far fuor della tavo-

color verde far pur tutto ftaccato da quel

il

della

la

da

mano,

e ceffer la fenfazione di refirtenza

Qiiefia
dee certamente cominciare a
forprefa potr anche
forprefa^la
produrle qualche
e far che efamiattenzione,
determinare la fua

cefiazionc

nando

due colori feparatamente s'accorga delia

Appendice

140

loro difunione

non

I.

per

ancora

bafta

ch'ella ne riconofca alcuno divifo da

ma

Torni

lei

2one di refiftenza
colla

mano

vola

efca

da

mano

colla

ella

forprefa far per

alla

tavola, altra

fentir rinnovata

il

al riunirfi de'

manca

dritta a

pur nuovamente

far

medefi-

(e

lenfa-

la

due colori .Scorra


,

il

della ta-

finch

color verde

al

medefimo modo andr fuccenTivamente fceniando


a manca, e crefcendo a dritta, finch quando
nuovamente far liaccato dal color della mano
ceffer nuovamente la refiHenza , e la fua forprefa torner a rinnovarfi

rienze
ella

dall' alto al

mente
tir

far

fi

colla

Faccia

efpe-

fteffe

le

baflfo all' alioC^)i


medefimo rifultato , e la
fempre maggiore Segua final-

trover fempre

fua forprefa

baflb,dal

mano

il

contorni della tavola: fen-

confini del color verde affatto identici con

quei della refiftenza, offia trover che ogni qual

volta
cefia

il

la

mano

color della

e che

refiflcnia,

dal

verde,

quefta ritorna

quando

fi

fiacca

due colori fi tornano a riunire. Tutto ci dee


certamente andar fempre pi confermando la fua

maraviglia. Potrebbe
porla in fofpetto

che

La Strila

alto e del

lajfo

jncominc.ire a

non

1' iiltra

farle
.

fors'

che

tanto

le refifte:

( b )

cW'

piii f

non
)

I'

anche pur finalmente


color verde

il

fia

quello

dopo avere fuor

avr ancora

Ja

della

n )Zfonc

attenzione per potr forlo

avvertire

che

un' clhcmit.V

Al Capo
tavola allungato

tavola far lo

fopra alla

IX.

14*-

braccio a piacer fuo, volendo

il

(teflo

trover un

ora-

(e). Ma
quello non giunga ancora: alme-

colo infuperabile a tutti

fuoi

sforzi

poniamo che a
no ia maraviglia determiner certamente fempre
pi la fua attenzione , e i cambiamenti fucceffi-

mano

vi del color della

fu quel

della tavola

feme colle alternate ceflazioni

della fenfazione di refiftenza faranno che

lor dietro

verde,

arrivi a diftinguere

tilTamo

paffo che

Avr anche

filtenza

della

refi-

gi imporian-

far

Statua una tavola bian-

Si prefenti ora alla

ca

tenendo

limiti del color

confeguentemente pur quelli della

iknza medefima

in-

rinnovazioni

da quello colore

trover

reliiUnza e

fpetto che

il

anche
del

colore

qui

color

fia

la

medefima re-

identici

bianco

quello, onde

il

confini

fuo

fo-

viene la

le

fenfazione di refidenza, potr pur dunque andar

crefcendo
tri

Ma

ancora

ed che

il

ove in quefto dubbio non enuna cofa almeno potr offervare ,

colore

verde ,ed ora fcorre


loi e che

la

il

fui

quale

prima fcorreva

bianco,

fempre

fenfazione di refiftenza

Io

fui
ftcf-

fempre al

contatto di quello colore con uno degli altri due

(e)

EiJa

non

fapr

d'allungar

il

braccio;

una dverfa fenfazione quando Io


liberamente
e quando un oftacolo glielo
ftende
,

ma

per

-avr

inipcdiCce

Appendice

142

Chi

che un

colore a

tal

mededma appartenga

lei

non cominciaCTe almeno

con troppa rapidit

aticora

Prefentiamo

alla

diverfo

refiUenza far tuttavia

mano

delia

una

il

la

tut-

identici

e dell' altra;

che andr fcorrendo

ma

colore,

il

rte(Ta,e

la

uno,

confini dell'

fenfazionc

la

Statua in terzo luogo

tavola nera. Sar qui

tavia

a riferire

Tuttavolta non precipitia-

fua a quello colore?

mo

I.

che da querto non venifTe ella in fofpetto,

fa

color

nero far an-

fui

medefimo; la fenfazionc di refiftenza


trover ancor Tempre al contatto di quefto co-

cor fempre
fi

nero

col

lore

il

tutti

fuoi

precedenti

fofpetti

potranno dunque andar fempre pi rinforzandofi


che dee principalmente accadere,

JVla quello

che avendo provato

la

fi

quefti

unicamente, e non avendola provata mai


fenfazione di rcfiftenza con
la
elfi ,

colori

fuori

di

quella di
fociarfi

tai

deve

colori

in

fperienze che far

mano

mano

in

tinti di diverfi
,

erettamente af-

lei

altro paflTo rilevantiflTimo

Troppo lungo farebbe

folo

da

refiftenza

ora

tutte

riferire

le

potrebbono prefentandole di

fi

ora

gli

colori

pi al

il

fleffi

di

corpi

ed

or

quelli corpi

medefimo tempo

altri

ora un

Supponiamo

ifivece gi fatte tutte quefte efpericnze, e vedia-

mone
che
fini

il

il

rifultato totale. Egli

movimento

degli

altri colori

l'occhio a feguirne

pare

del color della

1.

in

mano

fui

luogo
con-

poco a poco avvezzar

contorni da

medefimo

Al Capo
a rilevarne

limiti

IX.

didinguerne

14^
le

figure

2.^

Cile rocchio cos addelrato fcrvira di direzione

mano

alia

per ritornar facilmente fu quefti colori

ogniqualvolta ne far fuori, e per paffare

uno

all'altro.

Che la
di mano

3.

s'andr legando
tutti

colori

mente
flenza

un

Che

4."

quando

di

da cui

quelli

la

color della

fempre

mano con

in

efla

quelle di

prover fuccefTiva-

fentendo fempre celfare

il

dalT

fenfazione di refiftenza

mano

fi

refi-

la

(lacca dall*

fentendola

rinnovarfi

quando ritorna a toccarlo, pi non dubiter che la


refidenza non nafca da quefto contatto. 5.'' Che
rertando

la

colore a

mano,

nel paflare dal contatto di

un

quel dell' altro, priva della fenfazione

di refiftenza ora per

pi, ed ora per

minor tem-

po (d)y comincier da qucfto a formarfi qualche


nozione degli intervalli che li dividono. .^Che
fentendofi

meno

il

ad allungare ora

obbligata

verfi colori

che fiano a differenti diftanze, co-

mincier a

riflettere

quello

allungamento

prende

il

gandofi,
al

7.0

diverfa fenfazione

alla

alla

al

di

che

diverfa figura

colore del braccio ftendendofi o

contatto

qualche

ora

pi

braccio, per trovare la refiftenza di di-

ripie-

diverfo tempo impiegato per arrivare


,

con

verr

principio della

ci

nozione

Fmalmente che fentendo fempre


(d) DelJa

fucccfl'ione

acqulAaca la nozione

V.

il

ella

formarfi

delle

le refifienze

potr

Cap. 7

un

dilUnze.

gi

aver

Appendice

144

foltanto che

allor

un
fi

altro

toccan

loro

fra

ienfazione

non

qualunque modo
f

color della

in

luogo

Tuo,

piacer

provando una
medefima quando

cangiano in

altri

gii

relativa; tro-

loro pofizione

la

colore

altro quefto

all'

potere di ftrmgere od allargare

mano

e del braccio, di

trovando rifpetto

lo

il

cangiar

fargli

agli

arriver

altri:

comprendere, che quefto colore a

finalmente a
lei

avvicinarlo agli altri, allontanarlo ec.

figura,

non

il

altri

un pieniflTimo

Te

quefio colore

particolare

da un

in

in

rifpetto agli altri;

provando allorch

la

vando

fentendo

mover

di

non fentendolo
trafporta

ne tocca

non fentendola mai quando due

arbitrio

I.

mano

color della

il

medefima appartiene,

non appartengono

gli

altri

per confeguenza fon

che

lei

fuor

di lei.

Fatto quello pafTo tutti


liffimi.

E'

da

notare

che per quefto mezzo


bietti

non faranno che

conofcere

che

do

in

i.o

che colori

luogo avr
fimili

diverfe in quel

no da

former degli ob-

fi

non

fpeflo

un

tal

fentire

refiftenze

in 2.

nafco-

luogo quando avr

come

le

cofe refi-

colore hanno anche un tal odore

fapore, un

tal

femplic

refiQcnze fimili

oflervato per altie efpenenze,


ftenti oltre al

fono che

non arriver f non quanriflettuto attentamente ,

fanno

fon faci-

prime idee

ella

le

idee di colori refifenti

modo che

diverfi colori

altri

che

colori

qualit degli obbietti

gli

per,

fuono, e chi in uno, chi

A
modo

altro

in

in

o'Tervazioni

IX.

A p o

una

perfLiafione

i-f5

che intorno

obbietti ertemi,

cfiftenza degli

mente

la

porran

all'

final-

piena, che pih al-

cun luogo non le lafceranno di dubitarne


Q_ijello che intorno alla Statua fiamo andati
congetturando per l'unione della vifta e del tat.

to,

in

tatto

quali
d'

un Cicco nato feguir^ per l'unione del


Io non determiner n
con altri fenfi
.

n quanti

uno

al

ma

la

difcoprimento

bietti efteriori par

combinazione

dell' efillenza

di

pii

degli

ob-

certamente indifpenfabile.

RIFLESSIONI
r

Sopra

'

JK^
me

Abito

ifiinto

Autore accennato

dall'

quello

che forma cos negli Uomini

(leffo,

ci

ne' bruti

che

da

molti

con

co-

termine

vago, e infignificante fi chiama ifiinto. Che la


Natura per f niedefima nulla infegni n agli

Uomini n
volta

a'

bruti

fomma

con

avvederfene

fia

che ci eh'

prontezza

efli

fanno tal-

fenza

neppure

tutto effetto d' un abito acquifia-

to a forza d'efperienia e d'efercizio, da un folo

efempio

fi

pu raccogliere baflantemente. E'ftata

opinione comune ne' tempi andati


V,:.

j.

e lo

di

AppendiceII.

146
molti anche
qua! per

oggid, che l'iftinto

gna a fuggire
ebbe

Quindi

pericoli.

che

difficolt d'afTcrire,

quello,

fia

il

principalmente infe-

folo alle bedic

(e

la

Mettre non

d'un

all'orlo

porti

precipizio un cagnolino ed un Fanciullo, innanzi

che abbia niun


rienza,

indietro,

Natura,

vi

fol

dice egli, tanto

Uomo

cadrebbe,

meno

efpe-

farebbe tenuto

idinto ne

dall'

fecondo

il

acquiftata alcuna

loro

di

primo

il

perch

la

d'iftinto ha dato

quanto pi io ha fatto abile a perOr


fc medefimo le fue cognizioni
che innanzi d'aver acqui(tata niuna efperienza il
cagnolino cader vi debba egualmente come il
air

fezionare per

Fanciullo

io

pofTo darne pieni (rima ficurezza. I

accennati

tre cagnolini

ne hanno fornito
efperienze

altre

dopo due o

le

tre giorni

occhi, e che febbenc


cora apprefo a

parato

un dopo

valerfl

ad offendere

poli

li

d'uno fcanno

ne precipitarono

di raccoglierli

di

che furono
,

li

gli

non

all'

orlo

che ebbi

al

tutti e
la

cura

s'avelTero

di dodici

rimifi pi

feguito^ fempre ne caddero

tutti e tre

Strafcicandof

per aria, affinch non

Ve

le

loro,

di

qneiH non avelTero anaveano perb di gi im-

del tatto, io

l'altro fu

Fra

che gi aperti aveano

fervirt,

fovra di eiVo giunti


tre

ho fatto fopra

eh' io

me

Append.

nella prec.

pruove pi evidenti

volte di

niedefimo

modo

Volli provare puranche a lafciarli cadere a terra


(

ralrtzza perb non era che

pui

La.

d:

un piede o poco

prima lezione non ball ancora

(ola

Al Capo
mente dopo

quinta o

la

IX.

infegn loro a guardarfi dal

147

caduta

fefta

il

dolore

Giunti

precipizio

ma

all'orlo

dello

fcanno allora

tanto

lungi

che in quello avefTe alcuna pane

ritraevano:

fi

r idinto , che il giorno appreflTo rimelTi fallo


fcanno per due o tre volte ne caddero ancora.

Un

accefo
il

ha grati
, non
una ibnza, ove era

giovin lepre io ho pur veduto

tempo,

lafciato

libero in

fuoco, correr

il

fuoco per prima cofa

(ul

che fanno pur fimilmente

cagnolini ed

innanzi che abbiano apprefo che

ciulli

Fanfuoco

il

non veggiam noi continuainente tanto aggirarli intorno ai lume, finch vi


rertano abbruciate Eppur 1' ifiinto dovrebbe
(cotta

le farfalle

certamente

infegnar

Quando pure non


abbia dato

allontanarfene

dirfi

che

avrebbono a

che certo

di

faperle

Natura

la

loro erprefiaraente l'iftinto

ad abbruciare

Non

ad

loro

voglia

d'andarli

poco buon

grado

adunque l'iftinto, ma l'efperienza


egualmente ficcome agli Uo-

quella che a' bruti

mini infegna
volta

il

a fuggire

dolore,

la

pericoli

Provato

fenfazioue di quello

s'

una

aflocia

dell' oggetto, ond' venuto; prefennuovamente lo ftefib oggetto, o un oggetto fimile, la memoria del dolore pur fi rifve-

coir idea
tandofi

giia, e l'anima eccita prontamente nelle

corporee

moti

necefTarJ

per

evitarlo

facolt
.

Alle

prime volte ella il fa avvertitamente ; ma a for?a di atti replicati acquifia poi 1' abito di farlo
K 2

Appendice

14S

II.

non f n'accorge;
quelF
abito
fi
fia
ella
formato in un
anzi ove
in
non
foffc
cui
pcranche
avvezza a
tempo ,
molto
conto
delle
fue
operazioni , ella non
tener
fapr pur lovrenirfi d'averle mai imparate, e
creder poi di farle naturalmente, e per iftinto.
Alla debolezza che han molti di voler pure
ad ogni modo perfuadere a f medefimi, e mofrare altrui di fapcre quel che non fanno, noi
celerit, che pure

con tanta

fiam debitori

Uomini

quefto

di

nome

beHie certe

e nelle

l'origine

fapevano
fempliccmente

fcoprir

Onfervando negli

azioni

cui

di

anzich

non

confeflare

di non
f^perne V origine , elfi
hanno amato meglio di aderire pofitivamente che
la Natura ftelfa quella che immediatamente
Hanno creduto con cib di fornire una
le infegna
cognizione,
e non han fatto che accrefcenuova
.

re al loro vocabolario una parola vuota di fenfo.


dire

Il

infatti a cagion

d'efempio che

la

quella che infegna alle rondini a fare

o non
ha impreCTo loro

fignifica nulla, o fignifica che

de'

la

nido,

Natura

modello del loro nido, l'idea

il

materiali con

Natura
il

cui

debbono coftruirlo, l'idea

de' mezzi con cui devono lavorarlo, l'idea de*


luoghi a cui debbono attaccarlo ec. ; con che

far neceffario accordare alle rondini un' infinit


di
fi

quelle medefmie idee innate che agli

fono tolte

Due
vita

Uomini

cofc

riflettere,

pertanto circa agli


i.o

che alcuni

di

animali conloro

forniti di

A
organi

affai

una celerit
mille cofe

bono

le

quali per

nome

di

anni richiederebfarle

di

ci che

per

realmente

le

hf\no

2.

che molte delle loro


quali noi crediamo dirette ad un dato
che

effetti

coftituzione,

fifica

149
e dotati

tempo imparar

poco

molti

quando

noflri

brev' ora trafcorrono

in

noi

imparate.

non fon

fine,

meccanici della loro

de' loro

' ijinto

come

Non

alle

azioni

per

tendere

un' infidia, dice Bonnet


fua tela. Ei

non

penfa

bifogni

fifci

ai

mal converrebbe

confeguenza cos

mangiare.

di

da

i/into

per averle
azioni

cai

fembrar quindi

chiamafi

de'

pofifono in

che

IX.

A p o

dilicati

per

luoghi

mille

pii

che

il

di

alle

mofche

ragno ordifce
che a

filando

il

moverf o

la

liberarfi

una materia che Io incomoda


Potrebbe forf
dopo avere fperimentato che ci
pur gli giova a procurarfi una facile fufTiflenza,
d'

accadere che

il

faceffe poi

anche efpredamente a

tal fine.

Ma

a principio per farlo a tale oggetto, converrebbe

che
delle

Natura gli imprimeffe l'idee del cibo,


mofche, del volo, della rete , del glutine

la

delle fila, de' punti a cui attaccarle, della figura


fpirale

con cui

tefferle ec.

idee che cofa ri-

dicoliffima a fupporrc innate in

K3

un ragno

1 50

B R

I I.

CAPO

X.

Della Facolt di ritenere


coldi

IJefa

la

proprie Idee

le

feconda,

che

ia

Uomo

per eilendere
le ftie cognizioni. Le funzioni di
1* idee ,
lei
con{ilono nel ritenere
che
r anima ha ricevuto , il che ella fa in due
neceflaria

all'

tenendo per qualche tempo un'


Tempre prefente, il che s'appella
contemplazione ^. Richiamando l'idee gi
dipartiieii , il che fi fa per via della merrioria , che e come il magazzino
di tutie
luaniere

i.o

idea

ie noA:re idee

L' ufo della memoria


d"

un

ferbatojo

dell* idee

ove

per riprenderle

d'alToIuta neceffit

uopo , era
all'Uomo, la mente di
all'

cui incapace di confiderare pi

un tempo

ileffo

lo polTo dire d'

me

crfe ad

di quella facolt

me

tutte

quelle

richiamare
E' vero che
, che pofib
obbietti che le han deftate , fo^^ra di
pi non operano: ma balla eh' io poffa

idee
gli

Per via
avere in

vuole
mettere

fi

poflTan

fi

X.

151

fovvenirmi di quefti obbietti , e dell* idee


eh' efll hanno eccitato , per dire che tutte
Si fatte idee fono in me tuttavia
Siccome per le idee non fono che
percezioni attuali
le quali allorch da
,*

pi non

noi

d' efrtere

apprendono cefTano tofto


cosi il dire che v* han delle

idee tenute in
fignifica altro

memoria non
animo ha la

ferbo nella
f

non che

1'

facolt di richiamare le fue antiche perce-

zioni

volta

e afficurarfi eh' ei le ha avute altra

Due mezzi

molto valgono a filTare


vie maggiormente V idee nella memoria ;
di penfarvi attentamente , il
il primo
fecondo di penfarvi fpefTo Quindi predo
fi dimentican le idee , che l
fono avute
una volta fola , e che piti non fi rinnovano , come veggiamo accadere a chi ha
perduto la vifta nella fua fanciullezza
che non pu pi de' colori formar idea .
hanno alcuni di memoria prodigioanche le loro idee tuttavolta vanno
fa
.

fcemando col tempo ,


che hanno fatto fopra

di

loro

impreflone. Elle invecchiano e


al

fine

zioni

eziandio

quelle

maggiore
muojono

fi

come avviene alle antiche ifcritempo va ccniumando , la


il

che

Libro

II.
15^
loro imprefllone n pi n meno

lafi

poco

ne re/ta

Le

poco

finche

orma

cancelih

non

che fon rinnovate


col frequente ritorno degli obbietti , o
delle azioni che le producono , fon quelle
che fi imprimono altamente nella memoria, e che vi rimangono pi lungo tempo Tali fono 1* idee delle qualiti originali de' corpi , la folidita , 1' eftenfione ,
la figura , il moto , la quiete
tali ancora
le fenfazioni che operano quafi incelTantemente fopra di noi , come il freddo , il
.

fole idee

caldo, e fimili tali finalmente l'idee delle


propriet , che fono comuni a tutti gli
enti, come l'efi'lenza, la durata, il nu:

mero ec Tutte quelle

idee

fimi.^lianti

rado sfup;^on') dalla m.emoria finch


quella ha pur la forza di ritenerne alcuna
La memoria f-^vente attiva, perch
fovente ella s' adopera gagliardamente a
di

difotterrare dir cosi certe idee

revan fepolte

mente

ma

che pamerache non

fpeflb ancora

pafTiva, perch

l'idee,

avevano ui preienti , o fi rifvegliano


da f medeftme o fono fiiranparc a forza

s'

dalle nafcofle lor fedi

due

difetti

per

la

violenza di

-^

qualche pa'f-one
la

memoria

fo:Setta

A p o

X.

I5J
perdere interamente le fue idee, il
che produce una perfetta ignoranza; 2. a
trovar troppo lentamente le idee che tiene in ferbo , la quid lentezza quando
ilraordinaria , diceii /upidit Qjdiindo ni''
incontro la memoria pronraniente Icoftre.
produce quello che chiamaf invenzione ,
vivacit di fpirito , immaginazione
Quello che conofce il pa{raro , il prefente , e il futuro , e innanzi a cui tutti
i penfieri degli Uomini fono nudi
e fcoperti , ha fenza dubbio com.unicato aliIntelligenze che il fervono immediatamente la facolt di vedere tutte le loro ider
i.o a

pafRite fenza fuccelTione di tempo , e fenza che alcuna da loro mai fi dilegui F!i
dove non porterebbe egli un Uomo frudiofo le fue cognizioni , f vedelTe , come
veggono probabilmente varj ordini d* An.

geli

tutte le

fue

idee

palTate e

ragionamenti che ha fatto quaf in

tutti

un

folo

una fola occhiata ? Non


effer quella una delle cala cognizione degli Spiriti
poffa alla nortra di gran lunga

quadro , e con
potrebbe forf
gioni , per cui
puri effer
fuperiore ?

Egli vftjpfimile

animali

che godano

che vi fiano

la facolt

di

t^X'^

ricor-

LiBRoII.

154

darfi nel medefmo grado che gli Uomini.


Se alcuni uccelli non riteneffero nella loro
memoria l'idea precifa per efenipiodi un*
aria di flautino potrebbon eglino , come
fanno, ripeterla con tutte le Tue modu-

lazioni

RIFLESSIONI
Intorno alla memoria

Contento
cennati

d'aver intorno
i

memoria ac-

alla

principali

fatti

l'Autore

aftcnuto dall' entrar punto a ricercarne


ni

Altri dopo di

occupati

ma

la

lui

in quefta ricerca

folo ne abbia

zione,

ma

fi

avuta

altre

nuovamente

volte
la

chiama reminifcenza

2. In qual

ci

fiano

obbietti che le

in

non

perceil

che

comunemente

modo
ci

hanno

fi

qual

o una rap-

V anima

gi avuta,

modificazioni o rapprefentazioni
gli

i.''

fono

fi

fenfazione o

accorga d'averla

io ho chiamalo riconofcimento

ancorch

s'

cagio-

cofa tuttora ofcura, e Indecifa

Due fono le principali difficolt;


modo rinnovandofi una modificazione
prefentazione

le

le

fi

paflatc

rifveglino,

non
prime

eccitate

nuovamente prefenti. Intorno

al

Al Capo
p!!nto

pi

la

parte

X.

155

de' Metafifici

ammirano

il

miilero fcnza ofar di fpiegarlo. L'Autore anoni-

mo

Sa^^io di Pficolo^ia citato da Bonnst nel

dei

deW Anima

Sapgio analitico fulle Facolt

ad

cile quivi

una

darne

,,
j,

eflTere

conofciuto

fpiegazione

,,

fa-

pure

tenta

di

Per concepire, egli

dice , che la reminifcenza fi pu fpiegare ia


una maniera meccanica , non v'ha che fupporre
che rimprelHone fatta full' anima dalle fibre

mofle per la prima volta non fia precifamente


la ftefia che vi producono quando al medefiper la feconda o terza o
5, mo modo fon monfe
quarta volta. li fentimento che quella diver fit di impreffione cagiona la rcminifcenza ^^
^

Ma

tuttavia

fpiegare

refla

quella diverftt di imprejjione

quello propofito la cagion

prodotto dalla novit.

in

Bonnet cercando a

che

del piacere

fifica

Non

confida

che

potrebb' egli, dice?

una certa refiftenza delle molecoun certo grado di ftropicciamento di


quelle molecole le une contro dell' altre , o
nello sforzo pi o meo grande degli fpiritt

confifiere in

j,

le,

in

contro
fita

di

quella

di

fentito alla
derfi

parti

foHdc delle

dovrebbe dunque

ta ec.

za

le

ta, dal

fibre .\,

La diver-

imprelfione alla feconda, alla terza vol-

che

la

non

fibre quella

effer polla nella

mancan-

refillenza, di quell' affritto che

prima

l'anima dovrebbe

data imprefione

le

fentire nelle molecole


rcfifienia

che fuol

fi

gi fiata

fat-

componenti

fentire alle

avvele

ini-

Appendice

1^6

nuove. L'i potefi certamente non


Ma io non fo in i.
luogo come una fibra per eflTere ftata moflTa una
Volta non debba pi oppor rcfiftenza alla fecon-

preffioni affatto

lafcia d'eflere ingegnofa.

dai e
frire

le fue
molecole non abbiano pi a (ofniun affritto,o lo abbiano a foffrirc tanto

diverfo. Ceffato

primiero

il

prefTo a

poco

molecole

loro

che

le

fato

loro

al

mo{fe

faran

medefimo modo, foffriran pretto


medefimo ftropicciamento. i.*' Quando

nuovamente
a poco

le

primo moto parmi

il

ritorneranno

fibre

al

fi
deffe parmi difficile che
n'abbia ad accorgere s facilmente.
di un oggetto indifferente
non mi fa
provare niun' interna fenfazione n alla prima

alcuna diverfit^ pur

Tanima
La vifta

volta n alla feconda


afferire

che

al

certamente

n io faprei

intanto

rivederlo

d'averlo veduto prima,

mi

ricordi

il

minore

quanto

in

molecole mi faccia fen^tirc alla feconda volta minor piacere o doUre di quello
che ho fentito alla prima
3. Se un oggetto mi
affritto delle

far la

che

leconda volta

un' impreffione

pi

fleffo

forte

prima, come s'io fentirb due volte


odore, la prima pi da lontano, la

alla

conda pi da

vicino, a

proporzione

dell'

lo
fe-

urto

maggiore , maggiore far nelle fibre la reazione , maggiore l' affritto nelle loro molecole ,
maggiore per confeguenza la fenfazione. Io non
avrei dunque ad accorgermi d' aver provata
queir imprefrione altre volte eppure l'efperienza
:

A
mi

dichiara

A P o

contrario

il

4.*^

X.

X57

quando pur

d'affritto nelle molecole,

mancanza

Qiicfta
f

conceda,

potr farmi conofcerc tute' al pib d'aver avuta


la

impreflTione

ftefia

quante

volte

altre

laddove io fo che

didintamente

il

ma non

gi

multe mi ricordo

numero

precifo

derazioni infieme con

di

Quefte

confi-

due
,
Saggi di Pftcologia vigorofamente gli oppone
r Ab. Draghetti , mi tengono dall' ammettere
l'opinione

quelle

Mr. Bonnet

di

lo credo per

fcimcnto fpiegar

comunque ingegnofa.

che

che ne' fuoi

il

poflfa pii

miflero

ricono

del

facilmente per altro

inodore fenza ricorrere a niuna ipotefi, a niun


meccanifmo
Incontrandoci con taluno da noi
veduto altre volte , egli accade fovente che
fulle prime non io fappiam riconofcere ; finch
o a noi medefimi non fovvengano, o da altri
non ci fiano fuggerite le circolianze del tempo ,
.

del luogo,
in cui

pre tutto
all'

della

fociet

l'abbiamo veduto.
i'

occupazione ec.

quello folo difco-

arcano del riconofcimento

un

offcrvare

immagine

della

Or

oggetto

mi

fi

Quando

prefenta

la

fua

fola, io pofTo averlo veduto migliaja

come la prima, non ne


minimo riconofcimento la minima
reminifcenza Allora folo mi fovverr d' ;^vcrlo

di

volte, far Tempre

avr mai

il

altra

volta

veduto

immagine mi

fi

quando infieme

delle circo(anze in cui


allor la ragione della

colla

1'

ho veduto

Tua

d'alcuna

anche quella

prefenti

mia reminifctnza

quale
?

!<& ra-

'

ArpENDrcE

158
gionc

fempliciflima

Io conofco

in

me

veggo

la

rapprefentazioni

oggetti

quali

due

ferie

che

mi

fon

con

inficine

diverfe

fovra

che mi

rifvegliano degli oggetti,

miei

ai

altre
dell'

fi

fenfi

miei

fenfi

hanno

volte. Qiiefla doppia

oggetto

per

quelV idea eh' io in

immagine

parlare

me

fo-

con

lui

ch'io

ho

precifameoie

pi

fento di

idee

dell'

quali

infieme

agito

una

dagli

attualmente

l'altra

per1'

fatte

lui

agifcono
pra

truovo

duplicata per cos dire l'immagine,

ch unita
delle

aver veduto

d'

volte, perch ne

lo fielTo oggetto altre

oltre

lui

alla

fua rapprefentazione attuale ,qaefla forza ch'egli

ha di eccitarmi oltre all' immagine di f (cfib


anche V idea di altri oggetti , che infieme con
lui mi fono ftati prefenti una volta ma noi fono
attualmente , quello trafporto eh' io fo di me
jnedefinio

CUI

momento

dal

in

di oggetti

ferie

tal

ch'io fon pure lo

riconofcere

il

momento

attuale al

ho avuto prefente una

che ho

fteflb

veduto l'oggetto allora, e che il veggo prefentemente, fono


fondamenti della mia reminifcenza
Se due faranno le ferie di idee ch'egli
mi detter, avrb la reminifcenza d'averlo vedui

to due volte;

no

notare

l'oggetto

ci

ninna

tre, tre volte; f

ne avrb reminifcenza ninna. Due


particolarmente.

L'uno

divien famigliare; non

ci

allora niuna ferie determinata d'idee

rno invece una

memoria rapida

non

per v'han-

cafi

quando

fi

rifveglia

ma

abituale

abbia,

dir

AlCapoX.
COSI,

varie

di

duto; e

circoftanze

in cui

159
l'abbiamo ve-

ricooofcimento diventa anch' egli abi-

il

quando ne abbiauna reminifcenza incerta ed ofcura


Al rivedere una Perfona veduta altre volte avvien

tuale e prontilTimo. L'altro

mo

talora, che reftiamo forpefi

duta

ma non

pende da un

meccanica

par d'averla ve-

lei

leggiero

vegliare niuna idea

fono

ftate

che non

Ci
la

altra

alle

volta

atto a

precifa. Egli chiaro

che anche in quedo cafo quel principio

d'

di-

parte

comunica

attualmente

agitata

ma

ci

movimento, che

Icggier

parti, che infieme con

agitate,

fappiamo aflicurarcene

rif-

per
ofcu-

abbiamo nafce dal fentire in


noi oltre all' immagine della perfona prefente
qualche altra cofa di pi
Infatti tenendo dietro

ra reminifcenza che

a qucfto leggier

movimento,

e rinforzandolo colla

f(fazione, arriviamo fovente a trarne alcuna idea

rifvegliar tutte l'altre, e ad

la qual poi bala a

accertare

la

reminifcenza.

Il

nome, o qualche

altro picciolo indizio fpcffo fufficientc a fparger

lume

redo. Accade in noi

quel che
ove una picciola fcintilla
accende in un momento tutta la macchi na.SpclTo
per a difpetto di tutti gli sforzi niuna idea ce
refta intero , e
fi rifchiara, e allora il dubbio ci
fu

tutto

ne' fuochi

la

me

il

d'artificio,

reminifcenza rimane ofcura

ed incerta ficco-

prima. Conchiudiamo adunque, che

la

remi-

nifcenza non dipende da niuna diverft, per cui


l'impreflone

fifica

dell'

oggetto

fi

didingua la

i6o
feconda o

p p E

:>

:-:

e e

terza volta dalla prima

la

de unicamente dal rifvegliamer.to


fociare

quede

Se

minifcenza
confufa,

non

rimpreffione

deftano

fi

chiara e

la

re-

confufamente

ne delia ninna, qualunque fu


reminifcenza nulla. (<t)

fifica, la

Ja

fpieg.iZonc prefcnte

di trovare nel fecondo

di fficolo^ia del Sg. Ab. Dra^hett ripor-

Sicrsro
rati

dipenidee af-

chiaramente

certa

(a) Quand' io credeva


nuova m' avvenuto

nfr.itco

ma

dell'

due

de' PP.

paffi

pure a fpiegatc

II

iV,2^o e Storchenau

riconofcimento

ove

cfii

valgono prefs'

il

L' nmor proprio vi ha


poto dello Aefl'o principio
alctin poco perduto ; ma tanto pi vi ha puadagnato
.

1'

amore

che vero
vero

delia verit

ci

fia

che

quantunque

Ma

pure han

pcrfuafionc

la

giudicato

effer

la cofa fa ftata da loro traveduta

piuttofto ed accennata

dimoftrata

accrcfcendomi

altri

un

che analizzata pienamente e

obbiezione

fortiffima

fog-

vi

non debbo diffmulare . ,, In quefto fiftema ( dice egli ) non fcrrbra


renderli Ja prima ragione fuffitieiite della femPerciocch la ret, plice ricognizione delle idee
che
,, minifcenza in quefto fiftema da ci dipende
1' anima ha 1
,, oltre all' idea della cofa prefcnte
giunge

1'

Ab. Dragherti

eh' io

f,

cofcicnza che in lei rinnova/

,,

o una ferie d' idee

di

cofc

una
aficnti

affociazione
.

.j

Cofcicnza non pu nafcer ncll' anima

fi

abbia gi

;>

ftr.rjucr.co

il

Ma

non pu

averli d lei

ove

fentimcnto delia fucceffione

ove

quefta

non

e quello

gi

non

A
Or

f alla

A p o

i6t

X.

Statua da Condillac

Bonnet

ha ancora

ginata io prefcnter, quand' ella non

che

fenfo

folo

il

dell'

imma-

odoralo, una

rofa

indi

un garopofcia una rofa


modo che una

celiata la fenfazione di quella le offrir

fano

un gelfomino

apprelTo

nuovamente
fcnfazione

fia

tra fottentri

avr mai

ec.

ma

fpenta interamente prima che l'al-

onde niuna
Statua

la

fennpre in

la

poffa coli' altra legarfi

reminifcenza d'alcuno di

? I due infigni Metafifici teft citati


fembrano aver creduto di s. Per l'accennate ragioni io tengo per fermo, che non avr mai re-

quefti odori

fentimento della rernnircenza

ti

abbia

,,

filema

..

fa

fcenza medefima

il

In quelo

reminifcenz afce da una coche ji fiippone il fencimento della remini-

ho data

adunque

non

la

,,

altra volta prefence


laia

1'

la

fa

dell* idee

conofcere d* aver

oggetto

che

rinnovamento

fpicazione ch'io

Colo rinnovamento

che mi

alfociate quello

dinanzi

Secondo

il

avuto

attualmente ho

della ftclla idea d

vedermene avanci, per cos dire


una doppia immagine 1' una congiunta alla ferie itll*
quello oggetto,

il

idee paffate

altra alia ferie dell* impreflonj pre-

fcnti

Ma

avere

il

il

I'

ci

non

roglie

eh' io

fenfo della fiicceiTione

diftino-uere

novate

>

l'immagine prefente

Che

1.1

non debba gi
non debba fapcr

dall' iminao-ini rin-

reminifcenza pertanto

fuppon^a gi

fentimento della fucceiTione non pu negarli

non credo per che anche


Vol. J.

dall' altra parte

jI

Io

fcnti-

Appendice

i6i

^''

minifccnza ninna, e che ogni fenfazlonc per


far Tempre come la prima.

modo

In qual

l'anima

fone
ini

fi

una impref-

rinnovarli di

ai

accorga

lei

d' averla gi

avuta, pat-

fpiegato abbadanza. Ben pi difficile a fpie-

gare

punto, cio come una imprelTione

2.

il

paffate
Io non
ove l'idee fi vanno
ad appiattare, e da cui sbucano poi nuovamente
con cui s'improntan nel
al bifogno, nei figlili
cerebro , e ove l'anima corre a rileggerle quan-

attuale

rifvegli

l'

rammenter n

le

do

agg,rada

le

che nel cervello

mento

della

impreflfioni

n
fi

ruccefTtonc

folchi

fanno

quello iella reminifcenza

una melarancia

cellette

e che

rlc'iiegaa
.

Veggo

piegature

le

durano co-

vi

nccelfariamenre
fu

una

d'

tavola

vien unn a pofarvene una feconda

>

ne vegga due-, vien un alno a pofarvene una terra,


ne veggo tre : oppure veggo una melarancia , ho la
percezione della fua figura e del fuo colore
to

mi

gufto

az
poi

mi

s'

s'

II

fentimento
.

ma

dalla

fa fiu-

odore

'

In

la

amen-

due ,
mi deve
chiaro per , che
,

poi

della fucceflione

Egli

fenrimcnro qui non dipende

rinnovata

dell

aiTgunge quella del fapore

nafcere ncceflariainente
f|iicfto

fcnfazione

la

ho prima una fola imprelfione

caf

ere

agoriugne

femplice

da

alcuna

addizione

di

idea

nuove

rapprefentazionl o modificazioni a qu'clle che ognor

mi Continuano

A
flantemente
tan

trattenervifi

di

Saggio

Ofig.

full'

femplicemente

che

s' occupato

memoria

nel

Copniziont

dice

legano V une

modo ignoto

fcambievolmente

nel

credere

di

meri-

Condillac

di

fi

per

ma come

polla

egli

fenza che T anima f

facile

Ab.

idee
e

13

1'

coli'

une

Tratt.

con Elvezia

eccitato una volta nelle

anni e

molti

non

moto
Tempre

tinui

le

X.
vaghe non

si

Umane

mollra

delle Senfazioni
il

L'

dell'

l'altre rifveglianfi

che

A P o

modo ignoto,

per

altre

Spiegazioni

ec.

fibre

durare
n'

conper

avvegga

a concepire. Bonnet pi di

tutti

meccanifmo

della

ricercare

nel

il

Egli dice che le fibre

moto

dal

di

comunican tutte
quando un oggetto ha
le une coli' altre , che
fatto impresone fopra una fibra , lafcia in effa
una tendenza a muoverfi nuovamente al medefimo modo ; che in confeguenza di querto f
ella verr agitata da una fibra vicina ella fi
mover a quel modo determinato , e rifveglier
nuovamente l'idea dell' oggetto; che all'incontro le fibre , le quali non hanno ancora fentite
l'imprelfioni degli oggetti , non avendo ancor
cui

rifultano

ricevuta quella

le

fenfazioni

tendenza al moto,

determinata

non efiendo ancora


a quel

rtate

modo determinato

dagli
,

per

oggetti montate
lo

fcuotimento

o non fi moveranno o il loro


moto non deller alcuna idea Ma in qual modo
poi un numero cos grande di fibre , quante ri-

delle fibre

vicine

chieggonfi non lolo per tutte

L 2

le

inipreffioni

pof-

Appendice

104

ma

ogni

grado com' egli vuole d


comunichin tutte quante le
une coir altre ( che tutte debbono comunicare
o immediatamente o mediatamente j potendo

fibili

per

quelle imprcffioni

ogni

impreflTione rifvegliare

medefimo tempo

volte

al

moto

deir une
al

prciTione

degli

oggetti

per

Ha

qual

acquiftano

modo

qual

in

cui

ogn'

di

provata altre

fiafi

nell* altre;

palfi

moto, che

tendenza

memoria

la

qualunque genere che

altra di

in

il

quefta

dopo l'imqualunque

maniera Han dopo agitate dalle fibre vicine li


debbano Tempre muovere in quella determinata
foggia e rifvegliare

pondenti
la

ad

elTer

niuna idea mai


arcani

oggetti

l'idee degli

contrario innanzi

al

imprelTione, dalle

loro

biano

fibre

d'

corrif-

aver fofferta

non

vicine

mode giammai, o

ab-

fono,

il

non abbiano ad eccitare, fono


una per-

che reftano tuttavia fepolti in

fetta ofcurita.

Un'

ipotefi

Confiderava
fottiliflTimi

io

m'era formata una volta.

fibre

le

fenfibili

come

altrettanti

tuboletti, penetrati da un fluido agi-

linimo, tutti comunicanti fra loro a maniera di


finilTima rete
fimili

ai

ma

chiufi pel

lungo da varj

ftrati

canne.

Con

nodi che veggiam

nelle

quefta ipotefi pareami di fpiegar tutto

nifmo non meno

della lenfazione

il

mefa-

che della me-

moria faciliffimamente. Quando un obbietto fa


jmprefiTione fopra d'alcuna parte, diceva io, pre-

mendo

la fibra

fcnfibilc

fu cui

agifce

obbliga

il

contenuto

fluido

Spinto da

quefia

argini che fra

A p o

fcorrere

preffione

operano

obbietti

varie fibre
ollacoli

fenfaxionf;

la

eccitano

fi

punti rifpete s'apro.

QueOe

comunicazioni collituilcono ci che chiamafi

Tua

falla

che

tempo

za\

con

cai

Li

il

mcccanifmo
cui

ali'

in

effa

a quello

comunicazione
l'

idee alfo-

della reminifccn-

occofione di

anche V

eccitano

fi

fluio

il

defiano anci^e

fi

modo con

il

impreffione

moto anche

fuo

Ci forma

olTia

il

fibre,

nelle

gi Rata aperta
ciate

che

libra corrifpondentc

contenuto partecipa

ajfo'

uno di querti
agiCca nuovamente

d'idee. Occorrendo

obbietti dopo qualche

fu
gli

rotti

no altrettante comunicazioni fcambievoli


dazione

gli
ali*

Se due o

vengono ad incontrare,

fi

ella.

di

rompe
iao moto

fluido

rifpcttivi quelle correnti ai

unione

tivi di

lungo

al

il

contemporaneamente

varie correnti

ii55

niruova, e dal

via

anima comunicato nafce


pili

X.

alire

una

alTociare

quantunque
loro obbietti non agilcnno attualmente fui fenfi Nelle fibre che non hanno anil
moto non
cor fofferta l'imprefione cllerna
i

potr comunicarfi
tatti

l'impediranno

u\ mai

defiarfi

acquiftata pei

mo
nodi

perch
.

la

fenfi

fibre

aflbciate

ioro

moto

Ss una fibra

{\x\

lunghifi-

ninna impreffione

pi

richiuderanno,

le

non potranno comunicarle

il

lungo di
pii

in-

Ecco perch niuna idea pquale non fafi f^ia prima

tempo fenza aver


fpnrfi pel

argini tuttavia

gli

efTa

fi

V idea ccrrifpondente pi non potr

Appendice

i66

Ecco come l'idee fi perdono. Qiiando


comunicazione tra varie fibre, il moto
agevolmente dall' una all' altra. Ecco come

eccitarfi.

libera la
paflTa

per varie concatenazioni fovcnte


idea a mille altre dirparattflTime

meni

memoria

della

veniva

io

Ma

agevolmente fpiegando.

m'ha

tantiffima

altro che

la

fua femplicit

fervire

taluno
pi

come

corra da un'

fi

Varj

feno-

altri

modo

quefto

impor-

difficolti

finalmente che

un

modo accennarne

ogni

perch

riportare

una

fatto conofcere

mia non era

ipotefi

voluto ad

Ho

fogno.

alcuna cofa

potrebbe per avventura


un'

di

facilmente

immagine,

a cui

fenomeni

principali

della memoria per contemplarli


cos con
comodo riuniti in un fol punto di vifta.

Quello adunque
che

tempo

che abbiam

imprefioni avute

le

ftelTo

con

una

di

certo

congiuntamente

fi

non

fuccelllone

pi

a!

inter-

rocta, s'afibciano fra di loro, e fra di loro rif


veglianfi
facciafi

fcambievolmente
egli

difficile

giunga mai a fapere


tefi

verifiinile,

In qual

che

E' da

maniera ci

accertatamente

un

defiderarfi

che tutto fpieghi con

fufficientc

chiarezza, e non foggiacela a difficolt.

non

s'

fi

ipo-

peranche trovata ch'io fappia,

Quefta

ma

noti

impoffibile.

Reda or folo ad offervare , che Locke altri'


memoria, come pur nota l'Ab. di

buifce alla

CondiUac , Alh pi forza ch'ella non ha

L' idee

A p o

1^7

X.

via d'afToclazione

non fi rifvcgliano che per


Quindi non in poter noftro
quandocheffia quelle che pi

il

aggrada

ci

richiamare
.

Se

all'

noi bramiamo
come allorquando parlando
d'una Perfona vogliam fovvenircene il nome,
occafione d'un' idea

marne

richia-

di

alcun' altra,

non facciamo che procurare di eccitare il


nelle fibre comunicanti , qualunque fia la
comunicazione. Se quefto fi defa fubito , come

altro

moto

rovente
l'idea
f

avviene
defiderata

prima

lei

ci

fi

della

fi

pure non rado

il

ella

cui

come

altre idee dtverfiiTime


f

non

nella fibra che


defia

fi

anneOTa

prontamente;

prefentafi

altre fibre

in

offrono;

moto mai

nella fibra

come

fi

pur

avvien
prima

di

vorrebbe
qualche

volta fuccede, dell' idea defiderata noi fiam corretti a reftar fenza

C A P O

XI.

Della Facolt di dtflingiiere le proprie Idee^


e d" alcun* altre Operazioni deli* Anima

TT YN'

^^^

altra facolt

di difcernere

prie idee

denza e

Da

dell'

anima

o diftinguere

quella
le

pro-

quefta facoli dipende l'evi-

la certezza

di

moltilTime verit

L 4

Libro

i68

II.

e di quelle medefime ancora , che fi credono innate . Peiciocch la chiar^^zza loro

non nafce da altro, che dalla facilit, che


ha r anima di dilcernere a prima villa le
relazioni , che palTano fra 1* idee che le

compongono

ben diilinguere le proprie


idee fin nelle minime lor differenze fi
ci , che forma 1* evidenza e la chiarezza
faper

Il

raziocinio
Non bifogna confondere
queila aggiujattzza di giudizio , e di radel

con

ziocinio
d'

ingegno

ci
che chiamafi "vivacit
Qnefia non altro , f non la

preftezza e la variet

cono

dell'

idee

che

colla quale

per

s'

qualche

uniflieve

raffbmiglianza fono atre a fomminiftrare


delle piacevoli immagini Laddove il giu.

dizio

air incontro

fempre occupato

diftinguere accuratamente nelle


differenza

comunque picciola ,
non cadere

nulla addietro per

non

Se

fi

vuol
precife

lafcia

in errore

Perci r ingegno , e il giudizio non


lono che affai di rado andar fra
d' accordo.
chiare

idee ogni

pofloro

dunque aver dell* idee


fi
debbon diftinguere
,

con ogni poffibile efattezza Porta quefta


precilone non fi correr pi rifchio di
.

e
confonderle o
gli

obbierri le

menre

XI.

A P o

d' inganaarf

offrifTero

ti?

quand' aneli*

ai

renfi

diveifa-

ed in diverfi incontri
altra operazione , che l' anima
cfercita fu le proprie idee quella di
confrontarle tra loro rifpetto alla loro
,

Un

cltcnfone
e al loro
(

vede

zioni

al

loro grado

luogo

fondamento

il

Non

loro

al

Quefi' operazione

pare, che

le

di tutte

beflie

tempo
come
,

le rtV-

godano

di

quefta facolt in un grado troppo eminen-

Perciocch f v* ha qualche ragione


.
per credere , eh' effe abbiano molte idee
dillintc,non ve n' ha meno per afTicurare,
che elle non pofTono comparare le loro
idee , che per rapporto ad alcune apparenze fendibili La potenza di paragonare
dell' idee generali , Il pu congetturare
te

verifmiimente

che nelle beftic non

ri-

truovi
11

comporre

le

proprie idee

ofla

1'

unir-

ne molte femplici in un fol tutto un*


al'ra operazione dell* anima
alla quale
pure io riferifco quella d' efr-'nderle , vale
;

a dire d' unirne varie infieme della

sima fpecie

formarne

una

fola

medecome

unione di varie unit fi forma l' idea


una dozzina , d' una ventina ec. Qui pure

dall'

d*

Libro

170

II.

fono agli Uomini di gran lunga


inferiori Ricevon effe , e riiengono molte
idee compofle
vero
Un cane tiene a
memoria la figura , e la voce del fuo Padrone r accordo Ma egli probabile y
che quefti fieno piuttofto indizj , che gli
le beftie

fan riconofcere

il

Padrone

un* idea

che

, la
quale unendo le qualit femPadrone egli ileffo fi fia formata
Un' altra operazione dell' anima final-

compofta
plici del

mente quella d' aflrarre le idee , e formar cosi dell' idee generali rapprefentativc
di molte cofe particolari . Dopo aver ricevute molte idee femplici fra lor differenti , ella ne fepara tutto ci , che le fa
effere differenti le une dalle altre , come
le circodanze di tempo , di
luogo ec. , e
non le confider , che per quella parte , in
cui tutte fi raffomigliano
fomiglianza per
cui effe e tutte quelle che fi conofcono
:

medefima natura
medefima fpecie Niente
per compendiare le idee

in appreffo della

no

della

ceffario

potenza

di

che

formar

dell'

idee

fi

dico-

pii

ne-

Quella

generali

principalmente coftituifce la
fuperiorit degli Uomini fopra le befiie
Pare ch'elle ragionino fopra gli obbietti
particolari : ma nulla pruova ,~chc formin
giammai dell* idee generali .
quella

Capo
li

privo

efTer

cui

XI.

ly't

confuse

uno fceyno
qualcuna delle

difetto di
di

nlF

facolt

di

ho parlato , o nell' averle poco att've


Quello di un fazzo nelV aver

e vivaci

collegate dell' idee di lor natura incomtia-

mal
si
tibili , e nel prendere queiV idee
congiunte per verit reali
Il pazzo s' inganna ne pili n meno di colui , che ragiona giufto ma fopra falfi principi e per
confcguenza un Uomo favio , che unifce
idee incompatibili e che ragiona fopra di
effe , pu elfere
cosi pazzo per quefta
parte, come quelli che ftanno negli fpedali . Il pazzo adunque unifce dell' idee
.

forma con ci delle pr, e


modruofe e /travasanti , fuUe

incompatibili
pofzioni

quali tuttavia

raente

ma

lo

fcemo

fizioni n ragionare

ragiona

fiate

i^r^t?^<i

iic fa

CAPO

XII.

Dell' Idee Compleffi

^
J!La?

giufta-

formar propo-

Anima alTolutamente pafTiva , ficcome ho gi provaro, quando riceve

qualche idea feniplice

{io,

per

la

fenfizio-

Libro

171

ne

(a

tiva

II.

per la rifleflone

ma

diviene

at-

quando per mezzo di varie operazioni


Le princile va combinando

variamente

operazioni fono i. l'unir


cosi fi
molte idee femplici in una fola
1'
2.
rapprefenidee complejfe
formano
il
tarfi due idee o femplici o compofte , e
pali tra quefte

collocandole una prelTo ali* altra confiderarle tutte e due nel medefimo tempo
fenza per unirle infieme e cosi s* acquiIl feparare
ftan r idee delle relazioni
3
una o pili idee da quelle , con cui efiftono
.

realmente unite: e cosi


aflratte e generali

primo

rifleflone

fui

mente

parler

fi

Io

*>

formano

di

idee

le

qualche

ora

far

quefti atti

della

due

,
poi degli
al
loro luogo.
L* idea complejja un* idea compofta
di molte altre , come quelle d' uomo , * armata , di bellezza , di gratitudine
Qucfl'
idee complefTe fono di due maniere
Al-

altri

tre fono un comporto d' idee

fem

-liei

gli

realmente
nella natura , come 1* idea di qualche foflanza . Altre fono comporti formati dall'
anima fteffa , come 1' idee della gratitudiarchetipi

ne

delle

quali

efiftono

della menzogna ec.

Per

la

facolt di

ripetere

le

proprie

Capo
idee e unirle infieme

XII.

1*

173

Uomo

pu

divcrfi-

fcare e moltiplicare quali all' infinito

obbietti

ricevere

mezz

de' fuoi

ninna

penfieri

idea

gli

ma non pu

femplice

che

per

della feniazione e della rifleflone

L' idee delle qualit fenfibili non gli poCfon venire , f non per 1' azione degli obbietti eilerni
dell'

ci

fu de' fuoi

operazioni

che

dell*

fente in

fenfi

1'

idee

anima f non per


medefmo. Ma poi

ha adunato un certo numero d' idee


fempiici , ha la potenza d' unirle e di produrre dell* altre idee , che prima non
aveva.
Di qualunque maniera fieno compofte
le noftre idee , e comunque grande ne fia
il numero e infinita la variet , fi pofTono
tuttavia ridurre tutte a tre generi , cio
i modi , le foflanze , e le relazioni .
E primieramente io chiamo modi queir
idee complefTe , che febben compone non
rapprefentan per alcuna cofa , che fi fupponga efiflere per f medefima, ma fi confideran femplicemente come dipendenze o
Tali fono l' idee
affezioni delle foftanze
eh' egli

fignificate dalle parole triangolo^ gratitU'-

dine ec.
di

modo

Che
in

adopero qui il termine


fenfo un po' diverfo da

f io

un

174

B R o

li.

Lilarfi , prego il Legperdonarmene la libci'L in un


difcorfo ove ci fcoiliamo dalle nozioni

quello

in cui iuole

gitore a

comunemente

ricevute
il

iormar nuovi termini

egli

ncceffario

o impiegare gli

nuova

ant.chi in una fignificazione un po'

e qucil' ultimo fpediente

in

pi tollerabile
Quelli modi fon di due forti

sioni farle

il

occa-

limili
.

Alcuni non fono che combinazioni d* idee


{empiici della medefima fpecie fenza mefcolanza d' alcun' altra idea , come una
dozzina , una ventina , che non fon altro
f

idee d* altrettante

)n

inleme

fimpd

a queili io

do

unita
il

nome

ypeiQh fon chiufi nei

raccolte
di modi

limiti

d*una

femplice 2. Ve n' han degli


comporti d'idee femplici di
fon
altri, che
diverfe fpecie , come l' idea della belkzidea

fola

che un* unione di colori e di


che piacciono alla viffca ; 1' idea
del f'irto y che il toglier fegretamente
una cofa fenza il confenfo di quello a cui
appartiene E quelli io li chiamo modi
5Wf (

fattezze

mifli

( r )''V. 1*

Appendice

Capo

XII.
175
L* idee delle foflanze fono compod'idee femplici , che fi fuppongoa
II.

lle

rapprefentare delle

cofc panicolari e dipinte , fiiffiften ti per f medefime L* idea


confufa della foftanza in generale tiene il
primo luogo in quefta compofizione Io
formo per efempio l' idea dell* Uomo unen.

do air idea della loftanza in genere quella


di una certa figura colla potenza di mopenfare , e di ragionare
, di
L' idee delle fofianze fono fimilmente
di due maniere
L' une ci rapprefentano
le fofianze fingolari in quanto efiftono fverfi

paratamente 1* une dall' altre , come 1* idea


d' un uomo , d' una pecora ec. L* altre
ci
rapprefentano pi foilanze fingolari unite
infieme , come d' un* armata , o d* una
greggia e queft* idee collettive di pi fo:

flanze unite infieme formano anch* elle un'


idea COSI unica e fola , come quella d* un

uomo

e dell* unit

III.

L* idee

delle relazioni

confiftono

paragone d* un* idea con un* altra ;


paragone il qual fa , che la confiderazione
di una cofa racchiuda in f la confideraziene d* un* altra Noi tratteremo per or-

nel

dine di

ciafcuna di queftc

fpecie di

idee

tre

dfferenri

iy6
tmmmm

ANALISI DEL BELLO.


A

'.'f

''K^

accennata non che


conviene ad un volto.

bellezza da Locke

quella,

qual

la

Sotto a un punto

di

pih generale io pren-

vifta

der qui ad efaminar quefto


qual

fia

la

Molto da molli
ria

natura

vera

ftato

nome,

fcritto

fu

ricercare

del

Bello,

querta mate-

Beau dell' Enciclopedia e la PreSig. Formey al Trait du Beau del

L' articolo

fazione

del

Andri un copiofo catalogo

P.

e a

univerfale

ci

teffono e degli

Scrittori fu quefto punto e delle loro

opinioni

Ma

non fem-

febben quefte fien molte e varie

bra per che alcuna

ci

dia una nozione efatta e

compiuta della vera natura del Bello,


Io comincio ad ofTervare che quefto termine
non s'applica f non alle cofe che fono atte a
formarci

una

rapprefentazione

Quelle

che

ci

decano una femplice modificazione ne fono af


fato efclufe. Si dice bello un colore ed un /owo;
inai da ninno non s' detto bello n un odore
Il beilo adunque deve confillerc
n un faporr
Ma non ogni rappre^in una rapprefentazione
.

fentazione bella
fi

dice brutta

II

qualor
bello

ci

difgufti ella anzi

adunque dfve

in una rapprefentazione piacevole

conftjere

A
Or

una rapprefentazione

piacevole

fia

zio degli organi corporei


(

Sentimens

des

Theorie

indeboliTca

XII.

A P o

177

vedere qual cofa richieggafi perch

da

La

pfftnda) un piacere.

Ogni

non
non

che

che

pure

adunque

luce

eferci-

Sig. di Pouilly

il

agreables

aggiugner

io

dice

gli
gli

colori

offriranno una rapprefentazione tanto pi bel-

ci-

quanto quefta far pi viva fenza offendere


la vifta. Quindi diffatti che gli
oggetti tanto pi belli ci appajooo , quanto fon
la

n indebolire

meglio illuminati
ruvidi:

perci pi belli

colori

li

non

al

Il

ove

bianco

riputato

meno

ten-

va

bello

fem-

fempre crefce

minima
la

pi bello

il

il

rojfo

perch

nero in cui la luce

bello di tutti

quanto

dicono

fi

che

lifei

nella ferie de' colori dal vio"

pre appunto crefcendo

Juce.

diafani che

vale a dire quanto


e

afccndcndo infino

letto

belli

tanto pi belli

han pi di luce,
dono allo fcuro;

pi

tra quefti

gli opachi,,

il

mea

luce maffma
forf

egli

medefima foverchia luce offende


l'occhio, come avviene a chi guarda lungamente
la neve, o perch effendo egli troppo comune,

perch

fua

la

per quefto titolo


Oltre
fegue

il

all'

meno apprezzato.
degli

efercizio

Sig. di Pouilly

delle facolt dell'animo che

un piacere

Una

organi

anche

non

ogni
le

corporei
efercizio

affatichi,

rapprefentazione adunque

far

tanto pi dilettevole, e in confeguenza pi bella, quanto


ne/.

/,

maggior numero

di

idee o di

imma-

AppENDrCE

178
gini

ci

ad un tempo folo , e quanto pi


potran tutte ad un tempo folo dall*
concepire. QueQa diffatti l'altra foroffriri

facilmente

animo

gente e

fi

pi copiofa del bello.

la

giunta air unit non


tolo

La

regolarit^

variet con-

per

proporzione

la

fimmetria non formano


ragione

La

bella che

quefto

bello che per la ftelfa

il

Quel che

s'

detto del bello

facilmente anche

plicabile

al

fuono prcfo ifolato tanto


cfercita pi

dolcemente
Tuoni,

fuccefTione di

pi

1'

bello

mufuale

bello

organo

dell'

quale forma

la

\ armonia,

ripola

maggiore variet

fon

Una

melodia,
cui

pi belle, quanto

relazioni facilmente appren-

di

prefentano

ci

tanto

Un

quanto

udito
la

ap-

vifibile

e un'unione di fuoni contemporanea, in

fibili

ti-

V ordine,

Se vi

s'

unifce V efprejfione

cio l'imitazione ode' fenomeni naturali, o de*


caratteri delle pafTioni,

giore

perch maggior

zioni viene ad offrirci

Ma
ve n'ha
gegno,

fpecie,

pu

pu

dirfi f/fco

che metafifico

morale

ma

in

bello

dall' efercizio

delle

d'

pu
in-

o nelle
Quefto

una rapprefentazionc

poco o nulla dipende

zio degli organi corporei

fteffo

dirfi

mag-

tanto

rapprefenta-

di

^f//o intellettuale

bello confilte anch' egli

piacevole;

fa

fi

che s'incontra o nelle opere

pub chiamarfi

azioni morali

invece

bello

numero
al tempo

oltre a quefto bello, che


d' un' altra

appellarfi

il

dall' eferci-

e quafi tutto dipende


facolt

dell'animo,

Al Capo
efercixio da cut
di

pi belli fon riputati cos nelle parti


tutto

quanto maggior numero

magini ^

179
Quia-

non
un poema ^ una /ioria, un
o matematico ^ o politico ec tanto

che un orazione

trattato o fijco^

XII.

fiano affaticate.

elle

le

come nel

idee

di

iw-

prefentano, cio quan-

di cognizioni ci

to pi efercltano

di

quanto

facolt dell'animo; e

pi facilmente apprenfibili colla femplicit, colla

chiarezza, e

to

meno

coli'

ordine ce

affaticano

efercitandole

Un'

le

fteffe

le

rendono, cio quanfacolt

dell'

animo

azione morale per la ragione

medefima tanto pi bella, quanto pi grande


cio quanto maggiori idee di virt ci prefcnta,
quanto pi rara, cio quanto pi nuove ci
riefcono quefte idee, quanto pi difficile^ cio
quanto pi qucfte

rapprefentazioni

fciute dall'idee degli oftacoi

Da
Bello

qualfivoglia

non

mai

fono accre"

fuperati

adunque fi miri il
fuorch una rapprefcn-

parte

altro

tazione piacevole, rapprefentazione cio

vivamente

eferciti

offenderli

eferciti

gli

quale

organi corporei fenza

vivamente

animo fenza affaticarle , o


tempo e r uno e l' altro

Mi

la

le

faccia

facolt dell'
al

medefima

Appe^dice

i8o

ANALISI DEL BUONO.


^r

Oretta

Bello

Buono

il

che han

relazione

la

ed

loro

fra

il

che io fpero non abbia

a efer difcaro, che all'analifi dell'uno foggiunga

quella dell'altro.

Come

il

calore^

il

il

qualit fifiche,

colarmente
fi

dice

s'

in

cos

cazione confile
poYf

Buono. Perci

[re/co

quefto

a cui

tale

fi

termine

/*-

pi

le

parti

che ne produce

fi

fono

e quando anche il fumio


chiama riguardando alla

Ma

fentazione che n'offre.


colori

odori

gli

la mtrbidezzti ec.

aitribuifce

buono

modificazione

oltre ai

in una rapprefentauna piacevole modifi-

Bello confifle

il

2one piacevole,

chiamano

in
belli

non

alla rappre-

guifa

quella

anche

che

corpi fu

veggono; cos oltre a quefte modificazioni


fi
chiamano anche gli oggetti da cui ci
fono eccitate. Quindi buono
dice un profumo,
buono un frutto , buona una fufa , buono un
morbido letto te. Il coftume di chiamar buoni ancui

fi

buoni

fi

che

gli

da cui

oggetti

zioni piacevoli

fa

vengono

ci

modifica-

le

che quefio termine

ft

trafporii

anche a quelli da cui le modificazioni piacevoli


non ci vengono immediatamente, ma mediata-

mente.

Il

perch buono

fi

chiama un

albero

produce buon frutto, buono

il

terreno

albero ben alimenta, buona

la

piop^ia ed

4he ben fecondano quello terreno

ec.

che

che quef^'
il

foU

Al Capo
Tutti

oggetti che

gli

vengono

onde ci
chiamano

giovano

2one molella

Ma

utili

cof
i

pur

dicon

fi

da una modificail termine

ripararci

i8t
le

piacevoli

modificazioni

le

oggetti utili

quelli che

XII.
procurano

ci

Perci anche a quefii

onde buona fi chiama un'


una
rocca ^ che da' nemici
^
j
ben ci difenda, e per la ftcfia ragione buono
puranche un Soldato ^ un Capitano^ un Generale.,
cos buona una medicina , che il mal ci tolga , o
ci fcemi , e per confeguenza buono il Medico che

di uofio

irasferifce

fi

tma

armatura

trincea

opportunamente l'ha ordinata

Finalmente tutto

ci che utile a produrci in qualunque modo


un qualche comodo o vantaggio , o a toglierci

un qualche danno o difagio, tutto anch' egli per

Laonde buono
buono un Avvocato
che ben fofienga le noQre ragioni, buono
un libro j che infegni cofe utili, buona un' azioragione

ia fielfa

un

orologio

chiama buono

fi

che ben fegni

ore

le

ne
e

-^

che a

noi o

a' nofiri

buono finanche un

come durevole

fimili

colore^

tale per

piacere di vederlo

fmontare

fpefa e

l'

D
Buono
lo

incomodo
tutto

che

atto

ad

che

una

impedircene una

niuna cofa non

fi

difla

fignifica altro f

produrci

il

poco tempo, o

manifefio

non

confider

fi

da impedirci
in

rinnovarlo

di

ci

in origine

piacevole

che a

giovevole

fia

quando

il

nome

non quel-

modificazione
niolefta

attribuifce fc

non per

Appendice.

i82

qualche relazione o prodma o rimota a quedo


oggetto

Lo
idee

fviluppo efatto e minuto di tutte quefte

richiederebbe

un

lungo

trattato

bafta per ora d'averne accennati

damentali

me

principi fon-

FINE DEL PRIMO VOLUME.

),