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Proprieta letteraria

INTRODUZIONE

t. - In un lavoro recentemente pubblicato e che ha per


titolo Filolofta del Diritto Interncutonale (1), discutendo bre­
vemente la questione del Soggetto del Diritto Internazionale,
affermavamo non potersi dare a. quel diriuo altro soggetto
che lo Stato, pero che le altre forme di aggregato, sia etni­
che, sia sociali, non possono mai assumere il carattere di
persone giuridiche in quel campo del diritto, tranne che tra­
sformandosi in Stato. Soggiungevamo per altro che lo Stato
nel Diritto internazionale deve essere considera.to da un punto
di vista diverso da quello, in cui si considera nel Diritto co­
stituzionale; e infatti ne! primo caso, tuUe le questioni circa
la forma di governo e la legittimita dell'organismo politico
vanno lascia.te da. parte, mentre in quest'ultimo ca.so esse
a.cquista.no importanza. capitale. Coochiudevamo che non era.no
poi indift'erenti alla. intiruita e allo sviluppo della. Convivenza
ioternazionale, sia la forma politice. di ciascun aggregato,
sia il modo di composizione e l'affinita dalle singole parti;
sebbene poi i criteri per risolvere le questioni di questo ge-

(1) Firenze, Ccllini, 1889, pag. 295 e seg.


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nere dovessero essere forniti dal Diritto costituzionale e lro­
vassero anzi in questo la loro ragione di essere.
D'altra parte poi cercavamo di determinare caralleri
dello stato secondo il Diritto internazio:iale, o per meglio dire,
le condizioni che fanno di un aggregato umano un soggetto
di quel diritto e per le quali quella scienza puo fornire dei
criteri, senza uscire dal suo campo di ricerche, arrivando
cosl al concetto dello Stato secondo il Diritto internazionale,
racchiuso in questa definizione: Un organismo poWico, con
una forma stabi!,e e determinata, il cui Governo sia capaee
di osseroare e di /ar osseroare gli obbltghi assunti e rispetti
i principii di diritto comunemente ammessi nella Convioenza
interna;ionak.
Con queste poche iJee non prelendevamo certo di risol­
vere la questione tanto dibattuta , specialmente in Italia,
circa il Soggetto del Diritto internazionale e circa i rap­
porti fra il Diritto internazionale e il Diritto costituzionale,
ma volevamo semplicemente accennare a certi generali cri­
teri, secondo cui la questione avrebbe dovuto essere discussa
e la B'lluzione avrebbe potuto essere trova.ta. Né l' índole di
quel lavoro, ne i limiti a.llora impostici ci permettevano di
anda.re pit'l oltre e di cercare pin a fondo in una tale que·
stione. Ma la sua importanza. sempre grandissima, la sua at·
tualita. sempre viva e palpitante, la sua attinenza strettissima
con i problemi che agitano la politica europea e commuovono
i popoli e i governi, anche il bisogno di chiarire sempre piu
le nostre idee in mezzo a.lle selva selvaggia delle opinioni e
delle teorie piu o meno partigiane e preconcette, ci haono
persuaso di ritornare sul problema e di dedicare ad esso una
apposita monografia. Essa comprendera. una serie di conside­
razioni, di principii e di teorie, che Coree non potrebbero en·
trare in una trattazione sistematica, ne del Diritto costituzionale,
ne del Diritto internazionale, ma occupano in gran parte quella
zona mista e comune, che esiste generalmente fra i confini
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di due scienu vicine ed é quella., sulla. quale gradualmente
si· produce il pa.ssaggio da.ll'una. scienza all'altra e s' intrec­
ciano e si confondono i loro la.ti comuni. Per tal modo que­
sti principii e queste osservazioni possono contribuire a met­
tere in rilievo ed a fissare certe fondamentali ha.si dell'una e
dell'a.ltra scienza e percio possono costituire uno speciale ca­
pitolo della Filosofia del Diri"tto pubblieo.
Non occorre dire come in uno studio di questo genere
lo scrittore debba. tenersi lontano con ogni cura dalle esa­
gerazioni dei partiti, dai pregiudizi e dalle idee preeoncette,
accumulate nelle menti dei pubblicisti dalle frequenti rivolu­
zioni e reazioni, onde fu tormenta.ta l' Europa, specialmente
in quest'ultimo secolo; come debba fuggire certi luoghi comu­
ni, che incatenano gli intelletti e dispensano da ogni dimo­
strazione e da ogni prova, e certe fantasticherie utopistiche,
le quali vanno a cercare in uno stato, non solo ideale, ma
anche idealmente impossibile, i criterii per la composizione polí­
tica dalle convivenze attuali. Molte volte peraltro non é facile
di evitare tutti questi scogli, spesso anzi non é neppure pos­
sibile di percepirli. Gli é percio che in certe condizioni di
ambiente un lavoro di questo genere diventa. una impresa
assai ardua, che forse non converrebbe neppure tentare.
Quando i sentimenti sono fortemente eccita.ti, qua.ndo l'opinione
pubblica. é esaltata. e commossa da una guerra o da una in­
surrezione, quando l'ordinamento e la composizione dello Sta.to
sono vivamente discussi e le idee di conquista, di rivendicazione,
turba.no e scuotouo la coscienza popolare, uno studio di tal
genere non potra. essere intrapreso con la certezza di ottenerne
risultati sicuri, scientiftcamente parlando. Da.l punto di vista
della scienza non é a.nzi opportuno che uno studio di tal ge­
nere s' intraprenda. in condizioni cosl sfavorevoli. Sarebbe come
se in una notte .nuvolosa si volesse intraprendere uno studio
sul movimento degli astri o con un tempo agitato si volesse
studiare la legge delle vibrazioni dell'aria. Sfortunatamente
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nella scienza del diritto pubblioo spesso la politica impone
certi problemi proprio quando le condizioni sono meno pro­
pizie per discuterli, per cui accade che allora l'opinione o il
sentimento dominante nella. ooscienza popola.re suggerirá. quella
oonclusione che si mostra ad essi piil favorevole.
Cosl avvenne quando la questione del Soggetto del Diritto
iuternazionale fu in Italia vivamente discussa per iniziativa
sopratutlo del prof. Mancini: si presero a base della induzione
scientifica i fa.tti e le condizioni dell' Italia in quell'epoca, e,
generalizzando, si considerarono come fatti e condizioni di
tutti i tempi e luoghi; si costrui percio su di essi una gene­
rale teoria, formulando il cosl detto Principio di nazionalita.
I tempi attuali sono piu calmi e tranquilli , anzi sono
spesso accusati come tempi di generala apatia, e il predominio
che in essi le idee prendono sui sentimenti é sempre pill
visibile. Non diciamo con cio che anche ora l'opinione p!lb­
blica non si mostri sempre alquanto suscettibile, special­
mente quando si tratta di discutere degli argomenti del
genere di q11ello a cui accenniamo; ma quando i senti­
menti sono meno vivaci, é sempre piu possibile di domi­
nare una passeggiera eccitabilita. dell'opinione, d' isolare la
sua azione, di andare piu dritto alla ricerca. di una legge
dei fenomeni e di far sentire la voce della scienza.. La scienza
ha bisogno di un certo grado d' imperturba.bilitll, di una certa
assenza del sentimento, e ne ha tanto piu bisogno quanto
piu gli argomenti, cui si riferisce, toccano da vicino gl' inte­
ressi e le passioni umane e sono piú intima.mente oonnesse
all'uma.na felicita. e alle leggi dell'umano perfezionamento. On de
i tempi attuali, per quanto possano riuscire dannosi alle altre
condizioni dello sviluppo sociale per la calma che regna appun­
to, diciamo oosl, nelle regioni piú eleva.te del sentimento; invece
riescono assai favorevoli per una discussione come la oostra,
nella quale é tanto necessario e in parí tempo tanto difficile di
nllontanare l'a?.ione dei sentimenti e di ii;olarne gli effetti.

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