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Di Vicino Gaudio

Ego - Jump a dive into the future

Galleria

Schubert

gennaio 2017

Si ringrazia
intrecci Edizioni per la
collaborazione offerta

Alessandro di Vicino Gaudio.


Analisi di un presente storico, tra disillusione e speranze.
A cura di Giulia Kimberly Colombo
Linteresse della ricerca di Alessandro di Vicino Gaudio risiede nella capacit dellartista
di tradurre una riflessione sociologica quanto mai attuale e per niente scontata in opere complesse, caratterizzate da pi livelli di lettura. Gaudio (Napoli, 1985), cos si firma
lartista nelle sue opere, un giovane ma acuto interprete di una societ perennemente
in trasformazione: le sue opere sono finestre da cui osservare le contraddizioni e le irregolarit del mondo in cui immerso ciascuno di noi. Esse si configurano come piccole
aperture interstiziali in mezzo alla rigidit delle regole economiche e delle convenzioni
sociali, mettendo a fuoco con ironia e consapevolezza gli errori, le incoerenze e le false
verit del sistema: tra queste, un mondo del lavoro sempre pi difficile, esigente e talvolta anche crudele; un sistema di telecomunicazioni estremamente rapido a servizio
di intere generazioni di giovani incapaci, per, di comunicare; il disinteresse di fronte
alle ormai sempre pi frequenti tragedie mondiali; e, accanto a ci, anche altri mali endemici della modernit, come il consumismo vorace, lindividualismo e la corruzione.
Alessandro di Vicino Gaudio alla sua seconda mostra alla Galleria Schubert e con
questo nuovo progetto arricchisce il contenuto che aveva dato avvio alla sua personale
del 2016, Hybrids. Questa volta lesposizione si articola in tre diversi momenti posti
in rapporto di causa-effetto luno con laltro. Lo stesso titolo della mostra riecheggia
questa tripartizione tematica: lesposizione, infatti, rappresenta una sorta di cammino
interiore che luomo compie da una posizione di isolamento ed egocentrismo (Ego)
sino al finale salto nel buio (Jump), incognita di cambiamento o di disfatta totale. A
Dive into the Future invece unipotesi, uno squarcio narrativo su un futuro immaginato a partire dalla disastrosa perdita dei valori in cui versa la societ attuale.
Quello sociologico uno dei livelli di lettura di cui si detto allinizio: la critica sociale
indubbiamente motivo di estremo interesse nellopera dellartista, che non concede
mai nulla alla rievocazione malinconica del passato e si concentra piuttosto sul presente con lo slancio entusiasta che appartiene tipicamente ai giovani.
Un secondo livello riguarda invece le scelte stilistiche che, rimandando puntualmente al contenuto, lo riecheggiano e lo problematizzano; linserzione del video (e quindi
della tecnologia) nel quadro potrebbe essere letta come unincoerenza rispetto alle
critiche fatte proprio alla tecnologia e alluso che se ne fa di questi tempi. Si tratta di
invece di una scelta ponderata: la tecnologia uno strumento nelle mani delluomo e
spetta a questi decidere come servirsene.
pi che mai interessante, oggi, discutere del significato attuale della parola progresso e le opere di Alessandro di Vicino Gaudio alimentano un dubbio lecito: ha senso
considerare il progresso tecnico/tecnologico come il metro di misura pi appropriato dello sviluppo raggiunto dalla civilt? La risposta sembrerebbe propendere per un
secco no, eppure proprio tramite questo mezzo, parte integrante dei suoi quadri
animati, che egli incide attivamente sulla realt, mostrando allo spettatore delle al-

ternative allo stato attuale delle cose. Resosi schiavo di un progresso fasullo e fine a
se stesso, luomo necessita indubbiamente di disintossicarsi dallo strapotere dei mass
media e di riconsiderare le priorit della comunit intera, oggi incarnate dal profitto a
scapito di un reale benessere psicologico. Gaudio gioca consapevolmente con il video
per innescare una riflessione complessa.
Il suo stile, fresco e immediato, molto vicino allarte di grandi nomi come Bansky e Nam
June Paik, si colloca a met strada tra il fumetto, la street-art dei graffiti e la videoarte,
un connubio originale che ormai diventato il suo marchio di fabbrica. Importanti anche i riferimenti letterari alla cosiddetta speculative fiction di autori celeberrimi come
George Orwell e Ray Bradbury, che su mondi futuristici compromessi dal potere dei
media e delle sovrastrutture statali hanno costruito rispettivamente 1984 e Fahrenheit
451.
Puntando lattenzione sugli aspetti negativi, ma concedendo uno spazio al dubbio e alla
speranza, Alessandro di Vicino Gaudio si mostra protagonista attivo del suo presente
storico, interessante interprete delle anomalie della nostra societ e, allo stesso tempo,
da esse autenticamente affascinato.
La letteratura tocca lartista non soltanto perch motivo di ispirazione: recentissima
la collaborazione tra Gaudio e lo scrittore Antonio Alvares, per il quale ha realizzato la
copertina del suo ultimo libro Luna il sequestratore di Graal (edito da Intrecci Edizioni).
Si tratta di unincursione quasi spontanea per un artista il cui stile dinamico e la cui impostazione grafica si sposano perfettamente alle pagine di un romanzo di fantascienza.
A sua volta, Antonio Alvares ha scritto un racconto ispirandosi alle opere di Gaudio,
proseguendo nella collaborazione creativa fra i due. Il risultato, davvero notevole,
proprio qui, in questo catalogo.

ERNEST WORLD

invece la cassettina scorrevole tra di loro aggiungendo epigrafico: Dodici e cinquanta.


Te ne do quindici perch sei un tipo socievole
gli rispose entusiasta Ernest. Laltro si corrucci,
confuso dalla stranezza. Lascia stare, amico.
Buon anno! lo salut quindi, scendendo dalla
vettura.
Latrio dingresso della corporazione era deserto,
ovviamente. A quellora, e sotto le feste, soltanto
un povero schiavo si sarebbe trovato l. Lunica
altra presenza nellampio salone era costituita
dalla conturbante ragazza dietro alla reception,

di Antonio Alvares

Nevicava, come il pi classico dei capodanni newyorkesi. Faceva freddo persino dentro i
taxi, soprattutto se il taxi in questione aveva il
riscaldamento difettoso. Luomo al volante non
sembrava avere molta voglia di parlare, lui tanto meno. Non faceva che guardarsi lorologio
e preoccuparsi del fatto di essere gi in ritardo.
Sua moglie lo avrebbe squartato, poco ma sicuro:
ospiti e portate che avevano richiesto tre giorni

per essere preparate e che solo lei si sarebbe dovuta sobbarcare, divincolandosi tra chiacchiere,
libagioni e presentazioni di piatti. Oh, lo sapeva
che Martha ce lavrebbe fatta a reggere il palcoscenico anche senza di lui. Non cera alcun dubbio su questo. Era preoccupato piuttosto che,
infine, quando anche lultimo ospite se ne fosse
andato, lei gli avrebbe fatto provare la sua stessa
fatica a suon di rimproveri e mazzate.
Fortuna che non sarebbe mai pi tornato a casa.
Arriv al grattacielo senza quasi accorgersene.
Il tassista confidava tanto nellumanit che non
abbass nemmeno il vetro di separazione quando
fu il momento di pagare, limitandosi a spingere

femmina stupenda che Ernest adorava pi di


ogni altra cosa. Era un piacere vederla tutte le
mattine allingresso, era un piacere vederla sorridere e giocare con lui quando il sole scendeva
oltre lorizzonte.
Hey la salut Ernest.
Soltanto la voce lo faceva eccitare ogni volta:
Hey rispose Jasmina, con quel sussurro sensuale di cui solo lei era capace.
Allora non sono lunico che lavora lultimo
dellanno.
Ancora per poco.. poi si festeggia fece lei, sfiorandosi le labbra con un dito. Tu invece? Che fai
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un ufficio!
Non lavrei detto gli
sfugg a Ernest di riflesso. Perlomeno Jasmina
ne sembrava felice. Io
invece mai. Mai fatto in
un ufficio.
Jasmina mise la ciliegina sulla torta con un ultimo occhiolino seduttore:
Per i dipendenti non c
sovrapprezzo.
Ok, va bene! Stai attaccata al telefono, eh, che
ti chiamo! le assicur
Ernest, allontanandosi in
direzione dellascensore
visibilmente ringalluzzito.
Ventiduesimo piano.
Ernest si diresse a passo spedito in direzione
dellufficio del capo, attraversando lo stanzone deserto di cabine e postazioni da lavoro. Lultimo collega se nera andato
ore prima, fuggendo a prepararsi per una qualsiasi festa nella quale imbucarsi. Quel luogo diventava quasi ameno a quellora della sera, quando
il giorno non si sentiva altro che ticchettare di
tastiere e cigolio di stampanti al lavoro. La luce
della citt entrava attraverso le grandi vetrate
esterne, i primi fuochi dartificio cominciavano
ad apparire in cielo e cera una strana quiete per
le strade: la gente era gi a cena, pens Ernest,
tutti a rifocillarsi prima della nottata brava. Tutti
tranne lui.
Entr nello
studio di Mike e
lo trov davanti
allo specchio, a
provarsi le cravatte.
Oh, Ern! Hai
fatto
presto!
esord
quello.
Speravo di riuscire a parlarti,
prima di andare!
Indosso aveva
un elegante abito

qui? Nessuno a casa che ti aspetta?


Per la verit s, ma non voglio pensarci capisci? Non in questo momento.
Gli occhi di Jasmina brillarono di malizia:
Devo sentirmi lusingata, allora! E se ti chiedessi
di venire a fare serata con me? Che ne dici, ti va
di divertirti?
Ho almeno ventanni pi di te replic Ernest,
pi incuriosito che sconcertato. Non hai una
lampadina nella testa che ti dice che sarebbe una
cosa sbagliata?
No rispose candidamente lei. Di solito
unaltra la parte che mi si accende
Ernest tent
di riprendere il
controllo della
situazione: Ok,
va bene, va bene.
Facciamo cos:
prima vedo cosa
vuole il mio capo
e poi ti chiamo,
semmai. Se rimango da solo,
voglio dire.
Interessante
annot Jasmina.
un po che
non lo faccio in
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da sera e scarpe lucidate di fresco. Si era impomatato per bene i capelli e la barba era stata appena
rasata. Quel ragazzino di ventisei anni sembrava
ancora pi giovane, nei suoi abiti di classe. Come
vedere un cagnolino vestire quegli imbarazzanti
cappottini che gli comprano i padroni per addobbarli, nemmeno fossero alberi di natale in
esposizione. Si stava sicuramente preparando per
andare a una festa dellalta societ, a conoscere
sindaci ed eminenze, invitato dal paparino presidente della compagnia a far parte dellelite della citt. Chiss come festeggiavano capodanno i
ricconi, si domand Ernest:
champagne
invece di spumante e camerieri sullattenti
invece di zia
Maria che porta
il suo polpettone, poco ma
sicuro; tuttavia
era pi incuriosito dai discorsi
che si sarebbero
potuti ascoltare
in una serata
del genere. Soprattutto, chiss
quale incredibile contributo avrebbe portato quel
coglione di Mike, coi suoi discorsi motivazionali
sul lavoro di squadra e la forza del gruppo: Andiamo, facciamo, stringiamoci lun laltro, conquistiamo insieme la meta e laltra vagonata di
cazzate che propinava ai dipendenti un giorno s
e laltro pure. Lo odiava, Dio quanto lo odiava.
Per la sua arroganza, per la sua discendenza, per
il fatto di non avere alcun merito n diritto nel
comandare gli altri. Ricordati, figliolo gli aveva
detto una volta qualcuno, nella vita si fa carriera
o per geni o per genitali!
Ed era vero, altroch se lo era.
S Mike gli rispose Ernest, dopo averlo squadrato con disprezzo senza che laltro se ne accorgesse. Ho fatto prima che ho potuto. Allora
dimmi, qual il problema?
Dritto al punto, eh? Mike si gir verso di lui,
facendo vedere laccostamento sul quale era indeciso: Che ne dici? Taglio classico o esuberante?
Dipende. Dove stai andando?

Bah, a una di quelle noiose serate di beneficienza. Per, dopo, ho in programma una nottata
alquanto vivace
Ernest propose unopzione elementare al quale
quellidiota non aveva ancora pensato: Portatele
entrambe, allora. Potrai sempre cambiarti a met
serata.
Hai ragione reag compiaciuto Mike. Non ci
avevo pensato! sempre utile avere i consigli dei
vecchietti. Grazie Ern!
Figurati allora, questo problema?
Ah s: sembra che ci sia un errore nel programma: la gente riferisce di vedere
volti conosciuti.
Nessuno ha voglia di dj-vu,
Ern: Manda in
pappa il cervello, quella roba!
Non vogliamo
problemi legali!
Capisco
beh, normale
che i volti coincidano.
Lapplicazione non
pu creare dal
niente.
S, ma voglio che trovi comunque una soluzione ribad Mike, finendo di fare il nodo alla cravatta pi elegante per la prima frazione di serata.
Pap ha detto che non si deve ripetere un flop
come per le vacanze di Primavera. Non era per
niente contento quando gli abbiamo presentato
gli utili semestrali!
Come vuoi, Mikee, senti, chi mi darai come
aiuto?
Ecco tentenn Mike, falsamente costernato.
Il fatto che siamo a corto di gente, Ern. Le vacanze si avvicinano, capirai sicuramente
Intendi dire che dovr essere soltanto io ad occuparmene? Ma cos ci vorranno mesi!
A Mike sfugg uno di quei sorrisini indifferenti
che tanto lo faceva odiare dalle persone: Allora
meglio che ti metta subito al lavoro.
Finito di prepararsi, Mike prese le ultime cose
dalla scrivania: cellulare, mazzetta di banconote
spillate, chiavi della Bentley Credo anzi che
ti toccher spostare le tue ferie aggiunse poi,
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non soltanto di spostarle. Dovresti dirle di aver


perso il lavoro, e di non poterti pi permettere
vizi e sollazzi, per nessuno dei due. Il cenone al
quale sei arrivato in ritardo sarebbe lultimo pasto decente che fareste per molto tempo, perch
mi assicurerei che le altre aziende non leggano
nemmeno il tuo curriculum.
Ernest era livido in volto. Mi stai minacciando,
Mike?
Beh s, dai. Questa una minaccia. Vorrei
dirti qualcosa a effetto, ma mi piace essere considerato una persona sincera. Mike gli pass accanto posandogli una mano sulla spalla. Chiudi
tutto e spegni le luci, mi raccomando. Ci vediamo quando torno dalle vacanze in montagna,
cos mi aggiorni e controlliamo lo stato dei lavori disse, congedandosi da lui con lespressione
da sbarbatello, strafottente figlio di pap.
Aspetta, Mike lo ferm subito Ernest. Unaltra cosa
Mike ebbe appena il tempo di voltare la testa
che un pugno arriv a colpirlo alla mascella. Fu
talmente repentino che per poco non gli stacc la testa. Quel diretto lo mand a sbattere il
naso contro lo stipite della porta, riuscendo cos
a raddoppiare la sua soddisfazione. Ma ancora
Ernest sentiva che non era abbastanza.
Mike, dopo il primo sconcerto, si riprese nel

fingendosi rammaricato. Pap vuole vedere le


prime demo massimo tra sei settimane, non ammette ritardi.
Sei settimane? ripet irritato Ernest. Mi
prendi per il culo?
Hey, modera il linguaggio!
Col cazzo, Mike! Lo sai come la prende mia
moglie se le dico che dovremo spostare la nostra
crociera?
Mike fin di guardarsi intorno, posando lo
sguardo su mobili e ripiani, frugandosi le tasche
per controllare di aver preso tutto. Non stava
dando alcun peso alle proteste di Ernest, quel
bastardo!
Mike, maledizione, d qualcosa!
Vuoi che ti dica qualcosa? fece di rimando
Mike. Si pos il pesante cappotto invernale con
pelliccia sulle spalle e cammin fino a fermarsi
davanti a lui, parandosi a una spanna di distanza.
Ernest lo guardava fisso negli occhi, quei piccoli
occhietti vicini e perfidi. Ecco cosa c, Ern. Davanti a te hai due strade. La prima ti porta dritto
dritto al tuo computer e, tra qualche ora, a casa
da tua moglie: ti potr accusare di essere arrivato
tardi al cenone, e quando gli dirai che dovrete
spostare le vacanze, potr alterarsi un po. Lo capisco, sai? A volte le donne sono certe spine nel
culo la informeresti per anche del fatto che
il capo ti ha concesso un extra per le ore di straordinario, e sono pi che certo che alla fine te la
caveresti egregiamente, facendoti perdonare per
la crociera con un paio di orecchini e un braccialetto di perle. Mike, sorridente, gli abbotton
lultimo bottone della camicia, pizzicandogli la
pelle con una scossa di dolore che per un istante
lo fece rabbrividire. Mentre adesso pensa alla
seconda strada, Ern: oltre ad essere arrivato tardi
al cenone, dovresti dirle di cancellare le vacanze,
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un grosso soprammobile di metallo a forma di


matrioska e con quello gli ridusse il cranio a
pezzettini, schiacciandoglielo e spremendoglielo con metodici colpi alle zone ancora intatte di
quella testa di cazzo. Ernest rideva, perch chiss
come gli era venuto in mente la moglie Martha
che faceva il suo famoso pesto in casa, e se la immagin l con lui a schiacciare basilico e pinoli
sebbene basilico e pinoli di solito non emettessero gli ultimi, scattosi fremiti di vita quando
venivano preparati.
Quando fu soddisfatto si guard addosso:
aveva la giacca lurida di melma gocciolante e
appiccicosa. Gli schizzi erano isterici sulla sua
camicia, e i pantaloni lordi di filamenti carmini. Dun tratto la mente abbandon il pensiero
della moglie, riproponendogli invece quello di
Jasmina, di sotto che ancora lo aspettava. Erano
passati diversi minuti, davvero lo stava sempre
aspettando? Non importava pi nemmeno quello, ormai. Dubitava avrebbe fatto sesso con lui
vedendolo in quelle condizioni, anche se non ci
avrebbe messo la mano sul fuoco. Torn allascensore con quel pensiero, attraversando la
quiete immacolata dello stanzone centrale sporcando la moquette di impronte di sangue. Lasci
una scia rossa per terra come tante briciole di
pane, eppure si sentiva bene, Ernest, come mai
prima dora! Era stato liberatorio dare a Mike
quanto meritava, non immaginava davvero potesse esserlo tanto e infine, arrivato allascensore, gli venne voglia di provare qualcosa di ancora
pi liberatorio. Qualcosa che era gi in programma da tempo.
Centoventiseiesimo piano.
Il terrazzo sul tetto era grande, dotato di un
panorama mozzafiato e, ovviamente, deserto.
Ernest dominava la citt da lass: si sentiva lo
strombazzare lontano dei clacson, i rumori di
milioni di persone che aumentavano di intensit ogni minuto che passava, man mano che ci si
avvicinava alla mezzanotte. Lui si sentiva libero e
felice come non mai. Libero dalle responsabilit
quando si mise a sedere oltre la balaustra, felice
di quella solitudine apparente, solo in mezzo a
una metropoli, quando lasci che le gambe ciondolassero inerti nel vuoto. Laria era pungente
sul viso ma non gli importava. Nulla importava,
adesso.
Mentre Ernest pontificava sulle ironie della vita
come possibile fare soltanto a un passo dallo-

vedersi il naso gocciolante di sangue insozzare


la camicia di seta, non pi candida e profumata.
Sei diventato pazzo, Ern?! strepit. Stupido
figlio di puttana, sei licenziato! E non tutto: io
ti denuncio, hai capito?! E ti levo anche quelle
poche cose che hai! Ti strapper via anche le mutande e con quelle
Ernest arriv come un bulldozer a colpirlo ancora. Non era un uomo possente e la forza non era
pi quella della giovent. Per Mike era esile, era
mingherlino, era debole. Arrogante a parole ma,
quando ci fu da misurarsi coi fatti, riusciva solo a
pararsi la testa tra le mani e scivolare a terra, facendosi accompagnare dal muro. Ernest lo colp
ancora. E ancora. E ancora. E quando fu troppo
rannicchiato per poterlo comodamente gonfiare
di pugni come una zampogna, incominci a calpestarlo e schiacciarlo. Di pi e con maggiore forza, senza fermarsi. Senza tregua. Senza ritegno.
Si ferm quando la faccia di Mike era diventata
ormai una polpetta.
Quante volte laveva colpito? Venti, trenta volte? E quante erano state dopo che aveva perso
conoscenza? Non se lo ricordava e nemmeno gli
importava, a dirla tutta. Mike era a terra, in un
lago di sangue che si stava allargando rapidamente. Per andare sul sicuro, Ernest prese a due mani
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blio, la porta del terrazzo si spalanc di schianto: due fidanzatini, entrambi molto giovani,
irruppero abbracciati lun laltro in un concerto

di risatine e parole dolci tra innamorati.


Con tutta certezza erano venuti lass per
stare un po da soli e godersi lo skyline dei
grattacieli dallalto. Si appoggiarono a una
ringhiera facendosi dei selfie a ripetizione, soltanto dopo qualche secondo il ragazzo si accorse della presenza di Ernest,
a sedere oltre la ringhiera, che li guardava
incuriosito.
Wow, capo! esord il giovincello con
berretto al contrario, i jeans strappati e col
cavallo che arrivava al ginocchio (sebbene
incredibilmente i risvolti agli orli gli tenessero le caviglie in vista). Non sembrava sconvolto n particolarmente colpito
dalla sua pericolosa posizione. Che ci fa
un matusa come te quass? gli domand
invece, incuriosito, Mica vorrai farlo per
davvero?
Lidea mi piace, in realt. S rispose
serafico Ernest. Credo sia un buon momento, o perlomeno uno come un altro.
Non ho motivi per non farlo, se preferisci.
Che forza, zio, chai il veleno nella testa! Io non so se avrei il coraggio confess, carico di ammirazione per mi pare
proprio un gran ficata! Senti ma ce la
faresti una foto, prima di buttarti?
Certo. Perch no?
Ernest gli scatt una decina di foto, rimanendo
sempre al suo posto. Si fece passare il cellulare del

ragazzo e cominci a farli mettere in pose diverse: stile Titanic, lei in braccio a lui, lui che tent
di andare in braccio a lei, loro che si baciavano
insistettero perfino per farsi un selfie con il suicida: Cos i miei amici su facebook si roderanno il
fegato dallinvidia! si giustific lui, quando trov
il coraggio di proporre quella posa.
Alla fine la ragazza, che sembrava una fanciulla
di buona famiglia innamorata di un bulletto dalle
scarpe ultimo modello, si accorse delle macchie
rossastre che gli avevano sporcato giaccone e camicia.
Che ti successo? domand con la sua vocetta
angelica. Ti sei fatto male?
Oh, no garant Ernest, tranquillizzandola,
non mio questo sangue. del mio capo.
Il tuo capo?
Precisamente. Lho ucciso non pi di dieci
minuti fa: vedi? disse, mostrando ai ragazzi le
nocche delle mani piagate dai colpi inferti. Lho
colpito finch non ha smesso di respirare, poi lho
colpito ancora.
Alla tranquillit con la quale Ernest parlava del
delitto la ragazza reag ritraendosi, con lespressione ansiosa e non pi tanto divertita. Il ragazzo invece era al settimo cielo: Hai ammazzato
davvero un uomo? Che cosa malata! esclam
entusiasta.
Se vuoi puoi andare a vedere al ventiduesimo
piano. Il cadavere ancora l e ci rimarr almeno
fino alla riapertura, dopo le ferie.
Il giovane si rigir verso la fidanzatina: Hai

sentito? Andiamoci a fare una foto anche col cadavere, che aspettiamo?! propose impaziente,
partendo a passo svelto e saltellante verso luscita.
La ragazza rimase a qualche metro da Ernest, a
fissarlo dubbiosa.
Che c? le chiese lui di rimando. Qualcosa
non va?
Perch lo hai ucciso? replic lei, serissima.
Beh principalmente perch uno stronzo.
Era, pardon, era uno stronzo. E poi perch mi
trattava di merda tutti i giorni dandomi compiti
impossibili e facendomi richieste folli. Minacciandomi pure. Mi ero semplicemente stancato
di lasciar correre, capisci che intendo?
No, veramente no replic sincera lei.
Credimi, lo capirai crescendo.
E ora come stai?
Ad averlo fatto, dici? Bah ti dir, mi sento
bene. Sono felice, avrei dovuto farlo prima. Lo
sai invece cos la cosa strana? che Mike, prima
di morire, mi aveva dato un lavoro che credevo
avesse impiegato giorni per essere risolto, e invece credo di aver gi trovato una soluzione. Aveva
ragione in fin dei conti, cera un problema nellapplicazione.
Quindi aveva ragione e lhai ucciso comunque?
Non potevo sapere che aveva ragione quando
lho fatto. Siete stati voi ad aiutarmi, sai? Se non
foste saliti quass chiss quanto avrei dovuto cercare ancora, prima di trovare lerrore.
Ah s? E come ti abbiamo aiutato?
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Ernest scosse il capo sorridendole dolcemente.


Non importa, mia cara. Non importa pi, ormai.
Il fidanzato, che si era precipitato alla porta, richiam ad alta voce la sua ragazza, incontenibile
nella sua voglia di vedere un cadavere dal vivo:
Allora, Christie, ci muoviamo o no? Dai, prima
che qualcuno chiami i piedipiatti!
Io devo andare.
Certo, s la salut Ernest. Ci vediamo presto,
Christie.
Ernest lasci che anche la ragazza sparisse alla
sua vista. Christie lo salut con la manina prima di varcare luscita del terrazzo, scuotendo la
mano e i molti braccialetti colorati che portava
al polso. Tornato nuovamente solo, Ernest alz
gli occhi al cielo: la nottata era tersa, la volta
celeste baluginava dei riflessi rossastri della citt, nascondendo il firmamento
stellato. Si alz in piedi come per
avvicinarsi ulteriormente a Dio,
aprendo le braccia alla sua grazia
e benevolenza.
Proprio una bella serata disse
tra s e s, sporgendosi in avanti.
La gravit lo abbracci inesorabile, il vuoto lo attir a s e la corrente daria lo colp repentina, e
tuttavia niente di tutto ci riusc
a togliergli il sorriso felice apparso sulle sue labbra.

***
Ernest si risvegli di soprassalto
nel suo letto, il led della sveglia
segnava le cinque del mattino. La
moglie, Martha, gli ronfava saporitamente accanto emettendo
gorgheggi profondi, e nel guardare la sua sagoma si domand
come sarebbe potuta essere la sua
vita se avesse fatto scelte diverse.
Quel sogno era ancora vivido
nella sua testa, non ce lavrebbe
mai fatta a riaddormentarsi. Scelse dunque di alzarsi e fare le cose
con calma: la doccia, la barba,
portare fuori Chuck, il piccolo
chiwawa ormai padrone del divano e sperare che in ufficio, a
trovarsi Mike davanti, quel sogno

non si rivelasse premonitore.


Il caldo. Il fatto di aver riposato tra le tiepide
braccia di Morfeo immaginando il freddo pungente dellinverno, e ritrovarsi poi a dover sopportare il caldo umidiccio della citt in Luglio,
era la cosa che pi lo snervava. Alle otto di mattina cera gi un caldo insopportabile non appena si entrava in strada, tanto che un minimo
di refrigerio si poteva trovare soltanto andando
sottoterra, per quanto viziata fosse laria della
metropolitana.
Ernest era sveglio da qualche ora e si stava divertendo a osservare i volti assonnati delle persone
intorno, a sedere come lui nei vagoni della metro
ricolmi di pendolari. La maggior parte avevano
cuffie allorecchie e sonnecchiavano tra i rimbalzi
delle rotaie. Qualcuno leggeva assorto il giornale,
e intanto alle sue spalle i maxischermi della sta-

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zione mostravano le
immagini
della guerra che si
stava svolgendo in
quei giorni
in medio
oriente.
Ernest osserv
il
servizio per
un paio di
secondi,
poi lindifferenza e la
lontananza
dal
problema
lo
portarono a
riprendere
il suo passatempo di
osservare i
passeggeri
dormienti
del treno.
Si blocc sul posto quando riconobbe due fidanzatini che stavano seduti in disparte, vicino allaltra uscita. Come gli altri, anche il ragazzo portava
le cuffie e sonnecchiava con gli occhialoni scuri
calati sul naso, mentre la ragazza sembrava ripassare la lezione della mattinata nel quaderno sul
suo ventre. Sentitasi osservata, alz lo sguardo e
guard nella direzione di Ernest: gli riserv un
sorriso luminoso e sincero, quindi ritorn prontamente ai suoi compiti dimenticandosi della sua
esistenza. A Ernest sembr di tornare a sentire
il vento gelido dellabisso falcidiargli la pelle del
viso. Gli venne la nausea e gli tocc mascherare
un rutto nella voce dellaltoparlante che annunciava la stazione successiva. Fortunatamente la
sua.
Si fece largo tra le persone sulla banchina come
a voler scappare da qualcosa di inquietante che
il suo cervello faticava a comprendere, ma si
piant nuovamente quando riconobbe lo scortese tassista del sogno nel barbone addormentato sui cartoni poco lontano, mentre i lavoratori
gli sfrecciavano accanto senza notarlo. Che poi,

avrebbero notato solo un cumulo di coperte e un


barattolo vuoto per gli spiccioli, nemmeno un
cartello scritto in una grammatica da prima elementare o una chitarra con la quale guadagnarsi
lelemosina.
Mentre il treno ripartiva alle sue spalle, Ernest
si tranquillizz e al tempo stesso si sent stranamente in colpa: quella notte il tassista gli era apparso di poche parole, era sembrato scorbutico
e solitario o almeno, cos laveva immaginato.
Non sapeva come mai, ma si sentiva in colpa per
averlo sognato in quella maniera, come qualcuno
che si era anche divertito a sfottere. Non lo aveva
fatto per davvero, certo; non aveva motivo di sentirsi male solo per aver preso in giro un barbone
quando la sua coscienza ignorava che appartenesse a lui la faccia del tassista! Eppure, qualcosa
nello stomaco brontolava la sua disapprovazione.
Arrivato al lavoro fu anche peggio: una fiumana
di colletti bianchi in movimento, tra scale mobili,
ascensori e destinazioni. Si rischiava di perdersi
senza una guida. Per Ernest, che pure conosceva
la strada, la guida era e rimaneva Jasmina; peccato che lei adesso fosse occupata con un ospite della corporazione, quello che sembrava a tutti gli
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nest cerano
almeno
cinquant a
persone
che confabulavano
tra loro in
una cacofonia
di
inutili facezie. Largomento della
m at t i n at a
sembravano essere
le vacanze
estive, un
tema che a
Ernest destava particolare disagio sulla
base degli
avvenimenti della
nottata. A
spendere i
soldi guadagnati sui
tavoli da giochi e con donnine di facili costumi!
si vant uno dei tanti bulli da ufficio che sempre
esistono e resisteranno negli ambienti di lavoro.
Ernest si diresse a capo chino alla sua postazione, prendendovi posto insieme al solito succo di
frutta e al frutto di met mattinata. Non fece tempo ad accendere il computer che Jim si affacci a
salutarlo da sopra la parete.
Jim, quindici anni da collega vissuti come una
battaglia navale. Voleva bene a quel faccione rubicondo, almeno finch non incominciava a parlare.
Hey, Ern, che faccia di merda che hai! lo accolse infatti quello. Che coshai fatto stanotte?
Per caso hai fatto sesso con tua moglie?
Per lamor del cielo, no rispose sicuro Ernest,
e nemmeno con la tua, se ci tieni a saperlo.
Che ti successo? riprov Jim.
Mike mi ha costretto a lavorare alla app di capodanno. Ho passato la nottata a sognare questo
posto di merda.
Eh, quello ti ha preso di punta, amico. Non do-

effetti uno sceicco dArabia. Aveva unaria civettuola e flirtava con il ricco petroliere come aveva
flirtato per lui nel sogno, suadente e spudorata.
Ora sembrava pi professionale, ma la realt ha
spesso il vizio di camuffare le cose, rispetto alla
fantasia. Ernest si avvicin al tornello senza staccarle gli occhi di dosso. Avvicinando il badge al
sensore, rimase piantato su di lei e sul corteggiamento che stava avvenendo davanti ai suoi occhi.
Per un attimo si blocc del tutto, quando vide
una mano dello sceicco passare dietro la schiena di Jasmina e lei ridacchiare il suo consenso.
Poi qualcuno della fila lo spinse bruscamente da
dietro ed Ernest prosegu triste il suo percorso.
Ventiduesimo piano.
Nel sogno non cera nessuno nel salone dei computer, soltanto bugigattoli di cartone separati
come in un call-center. I programmatori lavoravano senza sosta allapplicazione, e quello delle barricate tra un posto e laltro era un buon modo per
disincentivare inutili chiacchierate. Anche questa
unidea di Mike. Ma se durante la notte quel salone era tranquillo e quieto, adesso intorno a Er14

vevi fare apprezzamenti sulla biondina dellaltro


giorno.
E io che ne sapevo fosse sua sorella?
Quantomeno potevi accertarti che lui non fosse
a due metri da te gli fece notare Jimmy. Quella
stata proprio una mossa da poco!
E tu, invece? domand Ernest, tentando di
cambiare argomento. Come mai sei cos contento? Non mi dire che mi stai per dire dove andrai
in vacanza: ti giuro che non lo voglio sapere dove
andrai a inzuppare quel biscottaccio che ti ritrovi
tra le gambe!
Macch vacanze, le faccio ogni sera ormai!
Anche ieri ho viaggiato nel si interruppe per
sporgersi ancora di pi, proseguendo sottovoce,
ho viaggiato nel web e ho trovato questa qui. La
riconosci?
Jim gli pass una foto di una signora sulla cinquantina, abbastanza attraente sebbene un po
troppo dichiarata per i gusti di Ernest.
Non so chi sia.
Ma come? quella del reparto spedizioni! Lho
portata in un localaccio dove la mia mente ha
trovato libero sfogo. E della sua, invece, non ne
parliamo, che potrei farti cadere gli ultimi capelli
che ti sono rimasti! Dovresti provare lesperienza,
Ern. Non te ne pentiresti!
Non mi piace il cyber-porno, lo sai.
Jim si affrett a correggerlo: Ma puoi anche farlo girare off-line. come se fosse un sogno tuo e
tuo soltanto, con la differenza che in questo hai
un controllo di ci che accade, lo puoi registrare,
rivederlo e tutto pi nitido.
Sognare alla vecchia maniera no? tent di
contrastarlo Ernest.
E dai ribad Jim. Non hai mai sognato di
scoparti qualcuno che conosci, magari qualcuno
di famoso, nel tuo caso probabilmente anche un
altro uomo? Cosa ci sarebbe di diverso?
Non so continu a resistere Ernest. Mi sembra sbagliato, o forse semplicemente non fa per
me.
La sirena di inizio turno suon al di sopra delle
voci, richiamando tutti alle proprie tastiere e ai
propri monitor.
Secondo me proprio provare ripropose Jim,
prima di uscire dalla sua visuale almeno non ti
ritroveresti quella faccia di merda. E poi sei un
dipendente: lapplicazione dellazienda per cui
lavori, avresti pure lo sconto!
Dopo qualche minuto di lavoro, Ernest ripens

per al consiglio di Jimmy e gli venne voglia di


indagare pi a fondo sulla versione pornografica. Chiss che sogno ci avrebbe fatto su Jasmina.
Controll che nessuno passasse dietro la sua cabina e cominci a navigare le ultime novit. In
effetti ce nerano tante interessanti, proiezioni di
donne che solleticavano non poco la sua fantasia.
Dun tratto per si cominci a sentire una donna
piangere, nella grande stanza piena di impiegati.
Era una signora sulla cinquantina, fermata da
Mike il bastardo in mezzo ai corridoi mentre lei
si dirigeva quatta quatta alla sua postazione, per
non fare accorgere nessuno che era in ritardo di
qualche minuto. Signora Bristol, gli pareva che la
chiamassero: laveva vista qualche volta sgattaiolare dalle macchinette automatiche con le mani
piene di biscotti, dolci e patatine. Sembrava la
controfigura di Mrs. Doubtfire, solo pi vecchia
e avvilente.
La signora piangeva in modo inconsolabile: Per
favore diceva, la supplico singhiozzava, non
pu licenziarmi. Ho cinquantotto anni! Chi me
lo d un lavoro con la crisi che c?
Dovevi pensarci prima di arrivare tardi al
tuo posto replic impassibile Mike. Come te
ne trovo fuori cinquecento, con quarantanni di
meno e al quaranta percento di quello che prendi te. un favore che vi facciamo quando decidiamo di tenere gente come te, lo capisci no? Tu
rubi tempo alla societ e la societ se lo riprende
con gli interessi, funzionano cos le cose alla Dream Society. E per fare vedere che siamo persone
comprensive, ti concedo cinque minuti per prendere la tua roba e liberare la scrivania, ma solo se
mi prometti di smettere di piangere! Qui ci sono
persone che lavorano, non le puoi mica disturba15

re con i tuoi gemiti!


Tutto lufficio guardava la signora Bristol tentare
di porre un freno al pianto a dirotto, e cercare almeno cos di conservare un briciolo della propria
dignit. Dopo qualche secondo inizi a sembrare
in grado di controllarsi. Mentre si guardava intorno soddisfatto, tra tutti Mike si accorse proprio di lui, che sbirciava da sopra il suo pannello
quella scena pietosa.
Ah, Ernest, proprio te! esord felice quel coglione incravattato, incamminandosi verso di lui.
Aspetta a rimetterti a lavorare, ti devo parlare!
Voi rimettetevi allopera, invece: dai ragazzi, dai,
sta a noi creare i sogni delle persone! Andiamo,
squadra! Hop hop!
Lasci la donna alle sue spalle, gi dimenticata.
Faccenda chiusa, e lo era anche per i suoi colleghi che si rimisero chini a battere sui tasti per
creare nuove e complesse simulazioni. Ernest si
ramment allultimo momento della pagina pornografica e per fortuna la chiuse prima che Mike
lo raggiungesse, lasciando in bella vista la finestra
del lavoro sul quale aveva lavorato tutta la notte.
Grazie ancora, Ern, per aver accettato lincarico gli disse Mike, stringendogli la spalla in un
gesto accomodante che doveva aver visto in qualche film di serie B. una fortuna poter contare
su gente come te. Allora, alla fine ce lhai fatta a
risolvere il problema?
Si, capo rispose Ernest. Ho ben chiaro il da
farsi. Mi ci vorranno un paio di mesi, ma se vuole affidarmi qualcuno in aiuto farei sicuramente
prima.
No rispose Mike, falsamente rammaricato
come nel sogno. Aveva ragione, dopotutto: quel
difetto dava sui nervi! Mi dispiace, lo sai: siamo
in periodo di vacanze, la gente direbbe di no anche a un lauto straordinario, pur di andarsene da
qualche parte. Sei da solo, purtroppo. In quanto
conti di farcela per le correzioni? domand poi,
ritornando a bomba sullargomento. Dobbiamo
cominciare a ripassare tutto, per lautunno deve
essere pronto e mancano ancora un sacco di cose
da fare. Non hai due mesi, mi servono tempi pi
brevi, Ern! Dammi qualcosa a cui aggrapparmi,
su!
Un mese per le prime righe di codice rispose alla fine Ernest, sconsolato.Un mese e mezzo
in caso di complicazioni. Mi ci metto a lavorare
subito dopo il mio rientro, ok?
Il capo lo squadr con un espressione perplessa:

Non puoi posticipare le ferie? una cosa importante per la societ, dobbiamo rifarci degli utili
scandalosi delle vacanze di primavera: le ambientazioni erano troppo inglesi, maledizione!
Sissignore concord Ernest. Lho provata.
vero, troppo fiabesca per i gusti della gente di
citt.
Ah s? sincurios Mike, E cosavresti fatto,
tu? No aspetta, non dirmelo. Ne riparliamo verso
Natale. Allora deciso: tre settimane! Una volta
finito il lavoro potrai rilassarti dove vuoi, ti concedo un paio di giorni in pi, se vuoi.
Tre settimane! Ernest gli aveva chiesto un mese
e quello tirava la corda anche su quello.
Grazie signore si costrinse invece a dire, cercando di apparire il pi onesto possibile. molto gentile da parte sua.
Vero? ribad Mike, radioso. Ah, siete fortunati ad avere me, ragazzi disse ad alta voce, allontanandosi dalla sua postazione con una camminata trionfante.
Lasciato solo, Ernest guard ancora in direzione
della donna appena licenziata: aveva appena finito di raccogliere i suoi effetti personali e sgombrata la sua postazione. Singhiozzava e tremava,
ma nessuno dei colleghi di una vita si era girato
a consolarla o avvicinato a parlarle. Lavoravano
tutti con auricolare e microfoni, davanti ai loro
schermi, e a nessuno importava della sua sorte.
Ernest la segu con lo sguardo fino alluscita dello stanzone. Nessuno la salut. Senza pi niente
da guardare, Ernest si rimise seduto al suo posto.
Non si rimise subito allopera, per: dopo che la
realt si era dimostrata anche peggio della fantasia non ne aveva alcuna voglia! Apr invece una
nuova finestra dellapplicazione e, stavolta, and
nel reparto Feste a Tema. Selezion Festa colleghi dufficio e Vacanze di Natale. Nelle personalizzazioni della trama inser delle interessanti
spunte: Licenziamento Collega, Assassinio del
proprio capo, Linciaggio Pubblico.
Quella notte anche la povera donna avrebbe
avuto modo di vendicarsi per quello che aveva
subito, e stavolta lui non avrebbe lavorato. Si
sarebbe goduto il sogno pieno, anche a costo di
pagarlo: perch Jim aveva ragione, non poteva
permettersi di presentarsi al lavoro stanco comera. Se al capo diceva male rischiava di fare una
brutta fine, e lui non voleva essere licenziato.

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PLAY
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ENTERTAINMENT
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