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Danza mortale

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bellezza
La danza
La danza morte
Sottili ombre schizzavano sotto la flebile luce del tramonto, a quellora la mia casa era
in fermento, il lavoro di mia madre stava per cominciare e quello di mio padre per
finire, sebbene lo conoscessi da molto tempo non ero mai riuscito a definirlo come tale
. Il mio vero padre mor due giorni dopo la mia nascita, non ho mai scoperto come,
sebbene non abbia mai desiderato tanto ardentemente sapere altra cosa.
Mia madre, Liz, mi portava spesso ai suoi spettacoli con l'intento di farmi appassionare
a quella forma d'arte che tanto amava, la danza.
Fin da piccolo infatti seguii numerosi corsi, imparai a destreggiarmi in tutti i balli
moderni, ma la danza per me non era solo il muovere il corpo a tempo ed eseguire dei
passi ben accurati, ma una disciplina ben precisa, uno studio per rendere i passi
leggeri e felpati, per rendere i movimenti veloci e impercettibili, questo pensiero non
era molto apprezzato dai miei insegnanti, di fatti per divergenze di idee fui costretto a
lasciare gli studi.
Di un tratto tutto si accese, un sottile viso dai lineamenti appena accennati, lunghi
capelli corvini che fungevano da perfetta cornice a degli splendidi occhi neri e pieni di
animo. Mia madre era pronta e lo si capiva dal suo sguardo, una perfetta congiunzione
di gioia e inquietudine, lunica cosa che amava davvero era la danza e glielo si leggeva
negli occhi. Quella sera era pi splendente che mai, Sebastian sarebbe venuto a
vederla, e lei lo sapeva... era un uomo sulla quarantina, di una decina di anni pi
grande di lei, il suo volto era sempre avvolto da una sottile linea dombra, non capivo
cosa ci trovasse in lui, siamo sempre stati bene da soli, siamo sempre sopravvissuti, ce
la siamo sempre cavata. Non mi aveva mai ispirato fiducia, mi faceva discorsi strani,
discorsi che mi segnarono linfanzia
tu sei speciale
tu mi sarai utile un giorno
tu sei il vero motivo per cui sono qui
La cosa mi rendeva piuttosto nervoso ma mia madre era troppo innamorata di lui e
il suo comportamento per quanto strano fosse non caus mai danni fisici, almeno fino
a quella sera.
La locanda era gremita, ogni dolce passo di mia madre era attento a carpire la
completa attenzione della folla, tutti gli sguardi erano puntati su di lei, lo sguardo di
ammirazione che lanciava alla platea era intento a cogliere gli occhi del suo amato, tra
un po sarebbe stato il suo turno, avrebbero ballato insieme, ancora una volta.
Erano una delle coppie pi acclamate in citt. Quando Sebastian sal sul palco uno
scroscio di applausi e di apprezzamenti da parte del pubblico femminile mi fece
intendere che non era solo Liz ad impazzire per quel tipo di uomo, con un grande
inchino si rivolse alla folla che ora in rigido silenzio assisteva alla scena, mia madre
leggermente stanca volteggiava verso il suo adorato, lui laspettava immobile in una
strana posa, il suo volto era totalmente nascosto nellombra, non riuscivo a
distinguerne i lineamenti, sembrava quasi non esistessero pi, il silenzio era sempre
pi cupo fin quando con un leggiadro balzo Liz giunse ai piedi del ballerino, che con
uno scatto felpato la sfior e la vidi cadere riversa sulla schiena.
Sussurri, bisbigli , quando mi lanciai verso mia madre lui non cera pi, un lago di

sangue mi lamb i piedi, Liz aveva una profonda ferita in petto, il sangue continuava a
sgorgare, non sapendo cosa fare iniziai ad urlare e cercai di tamponare le sue ferite
il suo corpo esile sembrava rotto in due parti.
il suo viso
non lo dimenticher mai
lespressione che aveva era fissa nellattimo in cui la sua met, luomo che amava
laveva uccisa...
Quella sera non versai neanche una lacrima
non dissi nulla
Quando sentii che lo sguardo freddo di mia madre era ormai spento
non dissi nulla
Quando il suo cuore smise di battere, ero solo invaso da un sentimento
vendetta
Il mattino seguente arriv una lettera, la conservo ancora, era di Sebastian, una
lettera bianca, pulita, con poche righe
Ora finalmente possiamo averti.
Un misto tra paura e sconforto prese il controllo di me, non sapevo pi cosa fare, ero
improvvisamente solo, senza una moneta e totalmente indifeso, e per di pi cera un
assassino che mi inseguiva.
Dopo una notte insonne decisi che quel posto non era pi sicuro per me, presi quel
poco che avevo per portarlo con me nella grande citt del Tesk, Teflamm. Non sapevo
ancora che quella citt avrebbe segnato per sempre il mio destino. Teflamm una
splendida citt portuale, non nego che mi abbia aiutato notevolmente labbandono
della citt natale per non fomentare ricordi che probabilmente mi avrebbero distrutto
Lo scaricatore di porto non faceva per me, cos entrai in una locanda per
guadagnare qualche spicciolo tentando di ballare, non riscuotevo molto successo, ma
un piccolo gruzzolo che mi permetteva una camera ed un pasto riuscivo a
guadagnarlo... Dopo un mese in quella citt, gi la sentivo casa, ormai conoscevo un
po di gente e molti posti dove potevo stare tranquillo e ripararmi dalla folla, oppure
altri per immergermi completamente in essa. Avevo riconquistato il mio equilibrio,
sebbene durante le notti mi svegliavo spesso sudato con un grande male allo stomaco.
Incubi, pensai, come potevo non farli dopo quello che mi era successo
Mia madre
Ci pensavo ogni giorno, ogni momento della giornata, pensavo a lei quando lavoravo,
quando dormivo, quando ero sveglio.
Quella notte invece, poco dopo essermi svegliato di colpo, ancora una volta, vidi un
ombra che si muoveva nelloscurit quasi danzando, pensai fosse ancora lincubo, il
suo fisico era esile e si muoveva nelloscurit con estrema precisione, quasi
teletrasportandosi
un sogno
Continuai a pensarlo.
forse lombra di mia madre che risiede ancora nella mia mente
non riconoscevo nessuno dei lineamenti, non riuscivo a capire se lombra fosse un
umano, una donna o qualcosa del genere.

Improvvisamente, tutto si ferm.


Una voce rimbombante tuon alla scomparsa dellombra, le parole che suonavano
chiare e roche, si fissarono nella mente come se le vedessi marchiate a fuoco
Sei arrivato a me, alzati, il tuo destino si deve compiere, in piazza, ora
Interdetto sul da fare, iniziai a cercare lombra per la stanza, iniziai a cercare tracce
della sua presenza,
nulla
non cera nulla
Dovevo dare una svolta alla mia vita, quella situazione mi aveva stancato, il mio
destino qualunque esso sia, anche se doveva significare morire, doveva essere
compiuto.
Le ombre erano dovunque, era una splendida notte senza luna, la luce fioca delle
stelle faceva appena intravedere le forme delle abitazioni e della via. Doveva essere
molto tardi, non cera luce artificiale mentre mi avviavo tra gli ampi vicoli di Teflamm,
non ricordo di preciso cosa successe, fatto sta che mi ritrovai a terra privo di sensi.
Mi svegliai completamente bloccato in una stanza gelida, gridai pi e pi volte aiuto
senza risposta, lunica cosa che vedevo era uno strano simbolo di due maschere nere
intrecciate Sul volto finto era dipinta un espressione sorridente che faceva ancora di
pi salire la mia ansia.
Tutto allimprovviso divenne buio, la voce profonda risuon ancora una volta...
Ora sei mio
Un senso di vuoto mi attanagli, non sentivo pi nulla, tutto ad un tratto il mio viso
inizi a bruciare e questo bruciore si diffuse ad ogni parte del mio corpo, e la voce
profonda inizi a raccontare tutto il mio passato, come se lo conoscesse
perfettamente, raccont come aveva ucciso mio padre che si era opposto alla mia
cattura, mi disse che ero speciale, che ero stato scelto da un tempio di Mask come
nuovo adepto, mi raccont di come e perch ha ucciso mia madre, e allora l capii,
capii che era Sebastian, un urlo proveniente dalla mia testa mi fece perdere del tutto il
controllo, non sentivo pi nulla
solo
buio.
Al mio risveglio ero molto pi debole, ero legato, ancora incatenato in quel luogo,
probabilmente una cripta del tempio di Mask, degli accoliti iniziarono a parlarmi del
loro culto, iniziarono a darmi dei compiti, a darmi il benvenuto nella loro famiglia, non
capivo perch avrebbe dovuto interessarmi. Da allora le ombre hanno sempre avuto il
sopravvento su di me, ora lavoro per Mask e i suoi umili servi.
Da allora ho perso una parte di me, la mia parte umana.
Sono un viandante delle ombre, la mia memoria lentamente svanisce, ma non ho
paura di perdere il mio obiettivo primario, il mio unico obiettivo
la testa di Sebastian

Jazz gas Cormanthor