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SENECA

QUADRO STORICO: ETA GIULIO CLAUDIA

Dopo la morte di Augusto (14 d.C.) a Roma cambia la situazione politica. Il successore
di Augusto fu Tiberio (figlio di Livia che era diventata moglie di Augusto) Tiberio era un
uomo colto, stimato come oratore e aveva composto poesia alla maniera alessandrina.
Per i primi anni govern sulla scia di Augusto fino a che gli si affianc il prefetto del
pretorio Seiano al quale lasci per lungo periodo la gestione della corte romana. (I
pretoriani erano lesercito dellimperatore con a capo il pretorio, in epoca imperiale il
pretorio diventa il consigliere del re, questo perch lesercito acquisisce sempre pi
potere). Seiano per comincia a gestire personalmente il potere a Roma, cos Tiberio si
trasferisce a Capri e gli lascia il potere. Tuttora non sappiamo se limpero di Tiberio sia
stato positivo o negativo, per questo abbiamo due ritratti (uno positivo uno negativo).
Nel 37 d.C. a Tiberio successe Caligola, figlio di suo nipote, fu un regno di breve
durata: Caligola era un pazzo, e il suo dominio divenne sempre pi stravagante e
dispotico. Caligola voleva essere divinizzato gi in terra, mentre gli imperatori
venivano divinizzati dopo la morte. Egli aveva poco valore allinterno dellimpero e
venne assassinato nel 41 a.C.. Il suo successore fu Claudio, zio di Caligola, uomo
balbuziente che aveva fama di essere lo zimbello degli scherzi della corte. Egli and al
potere quando ormai era anziano quindi non fece nessuna campagna militare. La sua
seconda moglie, Agrippina, era una donna volitiva che lo aveva sposato per fargli
adottare suo figlio Domizio, diventato imperatore come Nerone. Claudio mor nel 54
d.C. e si disse fosse stata Agrippina ad avvelenarlo. Dopo la sua morte sal al trono
Nerone, il quale, seguito dai suoi consiglieri Seneca e Burro, govern giustamente. In
seguito alla morte di Burro il suo consigliere divenne il prefetto del pretorio: Tigellino, il
quale voleva essere lunico consigliere e pare abbia spinto Nerone a far uccidere
Burro; Seneca in seguito decise di ritirarsi a vita privata, ma a causa di una congiura,
fu costretto a suicidarsi per non essere ucciso da Nerone. Nerone si uccise nel 68 d.C.
-

VITA:

Seneca il poeta pi rappresentativo di questepoca. Nacque a Cordova in Spagna


intorno al 4 d.C. fu educato a Roma; inizialmente segu gli studi di retorica, ma poi
venne attirato da quelli filosofici. Ebbe molti maestri fra cui Papiro Fabiano che lo
inizia alle dottrine neopitagoriche di Quinto Sestio Nigro e del suo circolo, incentrate
sullidea di un continuo esercizio di perfezione interna, Seneca trov in questo circolo,
basato sulle riflessioni neoplatoniche sulla paura della morte e sul dolore fisico, la
forza di sopportare la sua malattia. Questo circolo lo fece cadere nellocchio del ciclone
e cos si trasfer in egitto. Tornato a Roma nel 31 d.C. si dedica alloratoria ma Caligola
lo condanna a morte, condanna dalla quale Seneca riusc a sottrarsi. Per nel 41 d.C.,
dopo la salita al trono di Claudio la moglie dellimperatore lo accus di essere lamante
della nipote Giulia Livilla, cos Seneca venne esiliato in Corsica. In seguito venne
richiamato a Roma da Agrippina madre di Domizio (Nerone) per istruire il figlio. Una
volta salito al potere Nerone, Seneca pensava di poter essere il sapiente che poteva,
attraverso Nerone, governare Roma, questo gli riusc facile fino alla morte di Burro. Nel

62 d.C. si ritira a vita privata, ma nel 65 d.C. venne coinvolto nella congiura di Pisone e
cos decise di suicidarsi tagliandosi le vene, stessa cosa fece la moglie che per venne
salvata.

OPERE:

Lopera pi importante i Dialoghi, composta da 10 operette filosofiche. Lopera


comprende 12 libri. Non si tratta effettivamente di dialoghi, ma di trattazioni
filosofiche di vario genere, nelle quali Seneca dialoga con il destinatario o con
interlocutori immaginari. A differenza dei dialoghi Aristotelici, in cui cerano pi
persone che comunicavano, nei dialoghi di Seneca linterlocutore si limita a delle
battute o parla da solo. Dopo la morte di Seneca qualcuno raccolse i suoi trattati e gli
diede un unico nome ed per questo che la cronologia di essi incerta. I primi 3
dialoghi sono delle consolationes, questo genere era antico e consisteva nel consolare
qualcuno. Anche nellopera filosofica Epistulae Morales ad Lucilum torner a
rielaborare la forma della consolatio. I dialoghi che compongono i 12 libri sono: Il De
Brevitate Vitae in cui si interroga sul problema del tempo e sul problema se lo spazio
concesso allesistenza umana possa considerarsi davvero breve;
Consolatio ad Marciam la prima delle tre consolationes, indirizzata alla figlia dello
storico Cremuzio Cordo resa inconsolabile dalla morte di un figlio, gli dice che non ha
perso suo figlio, ma che solo lontano
Ad Polybium la consolaziones indirizzata ad uno schiavo liberato a cui morto il
fratello; con questa consolazione Seneca spera di indurre Polibio a chiedere il suo
ritorno. Queste consolaziones furono scritte durante il suo esilio in Corsica. Altri 3 libri
sono composti da:
-

De ira, dedicata al fratello e parla di come lira sia dannosa perch quando ti
annebbia non ti fa ragionare ;
De providentia, lultimo in ordine di composizione ed dedicato a Lucilio a cui
sono dedicate anche le Epistole. In questopera afferma che gli Dei che sono al di
sopra degli uomini mandano degli ostacoli a questultimi per elevarli;
De vita beata in cui afferma che la vera felicit solo quella del saggio, cio di
colui che sa distaccarsi dalle felicit apparenti, come la ricchezza;
De ozio nel quale si descrive ci che si faceva a Roma nei giorni festivi;
De tranquillitate animi Seneca riflette sullimportanza della interazione tra il ritiro
privato e lattivit pubblica e spiega come si poteva essere tranquilli.

Sono invece considerati trattati:


-

Il De clementia , in 3 libri, nei quali si elogia la clemenza di cui a dato prova


Nerone nei primi anni del suo regno;
Il De beneficis, in 7 libri, fu scritto su invito dellamico liberale cui dedicato, in
questo trattato spiega che il benefattore deve dimenticarsi del beneficio, ma il
beneficiario non deve dimenticarsi del suo benefattore.

Il suo capolavoro filosofico Epistulae morales Lucilium , scrisse lopera negli anni
successivi al suo ritiro a vita privata, 20 libri contenenti 124 lettere il cui destinatario
lamico Lucilio. Si tratta di lettere scritte e spedite. Nei primi 3 libri il tono quello di
un maestro che si rivolge allallievo, in seguito lesposizione si fa pi impegnativa e il
pensiero diviene pi articolato. Ripropone tutti gli argomenti dei dialoghi rielaborandoli
e aumentando le riflessioni sul tempo e sul modo migliore di sfruttarlo. Sia nei Dialoghi
che nelle Epistule utilizza una poesia stoica (STOICISMO: cerca di far raggiungere al
saggio lapatia, la mancanza di dolore a cui si arriva attraverso la forza di volont).
La scrittura nelle Epistule si fa pi scarna e pi concisa, lo stile semplifica la sintassi e
ricorre alla tecnica della variazione sul tema.
Lunica opera satirica di Seneca Apokolokyntosis, questopera fu scritta contro
limperatore Claudio appena morto, il titolo significa Zucchificazione. Venne scritta in
occasione della morte di Claudio, per il quale Nerone avrebbe dovuto fare lelogio
funebre ma egli incaric Seneca di scriverlo. Gli imperatori dopo la morte, venivano
divinizzati, Seneca invece lo trasforma in una zucca. Questopera una satira
menippea, in parte in prosa e in parte in versi. Lopera parla della morte di Claudio,
lautore immagina che Claudio va verso lOlimpo dove sono gli dei, e che essi
vedendolo zoppicante si spaventano. Claudio arrivato allOlimpo pensa di essere stato
divinizzato, ma invece trova un processo a suo carico, durante il quale gli dei gli
mostrano ci che aveva fatto in vita cacciandolo dallOlimpo e mandandolo negli inferi,
dove viene condannato ad agitare i dadi in un bossolo senza fondo. Questa la prima
satira di questepoca, anche se il fondatore di questo genere fu Lucilio.
Seneca scrisse anche delle tragedie, sotto il suo nome ce ne sono giunte nove, esse
sono tratte dal mondo Greco, tranne una, Octavia. Delle sue tragedie non si conosce
n la cronologia n la destinazione, non si sa se furono scritte per la scena o
esclusivamente per essere lette. LOctavia si presume non sia di Seneca, poich nella
tragedia compare lo stesso Seneca ed inoltre nella tragedia viene inscenata la sua
morte quasi come avvenne realmente. La differenza con i Dialoghi che in essi parla
della strada da fare per diventare sapienti, mentre nelle tragedie sottolinea cosa
succede se non si sente la virtus. Si pensa che le tragedie furono scritte per essere
lette poich vi si rappresenta molto il sangue e lorrido e anche perch sono poco
dialogate e prevalgono i monologhi. Seneca utilizza uno stile sentenzioso, le sententie
sono sue caratteristiche, lui usa frasi breve e concise ed anche spezzate. E per questo
che Quintiliano non lo considera un rappresentante dello stile classico. Lo scopo di
Seneca era quello di persuadere il lettore, e con questo stile ci riusc, egli infatti usa un
linguaggio classico, con parole tratte dal parlare popolare. A Seneca non interessava
scrivere bene, ma far arrivare il suo messaggio ai lettori.