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In preparazione del secondo Forum Europeo per la Sovranit Alimentare - Nyeleni Europa che si svolger in Romania

dal 26 al 30 ottobre 2016,l'Associazione Rurale Italiana in collaborazione con altre associazioni contadine, ricercatori,
parlamentari e sindacati hanno dato il via ad una serie di discussioni e confronti per favorire la crescita di una
piattaforma che in Italia evidenzi dal punto di vista organizzativo, politico, comunicativo e del confronto tra i vari
soggetti interessati le giuste rivendicazioni del movimento dei piccoli agricoltori e del movimento di difesa dei
braccianti agricoli.

Su questi temi e parallelamente al processo di avvicinamento al Forum di Ottobre, sono state


organizzate tre riunioni regionali in italia.
Gli incontri si svolgeranno:
- Per in Nord Italia il 2 Settembre a Milano dalle 10.00 alle 18.00 presso la sede di Mani Tese in
Piazzale Gambara 7/9 (Metro Gambara) Milano (contatti Fabrizio Garbarino 3319092823 e
iscrizioni nyeleniari@gmail.com)
https://www.facebook.com/events/1773363982931868/
- Per il Centro Italia il 10 Settembre dalle 10.00 alle 18.00 a San Vito Chietino (Costa dei
Trabocchi) presso Zona 22 (contatti e iscrizioni a Stefano De Angelis
stefano.gianandrea@gmail.com 3387963539)
https://www.facebook.com/events/2091062464451525/
- Per il Sud Italia il 3 - 4 settembre a Rosarno, riunione il 4 dalle 10.00 alle 18.00
(contatti e iscrizioni a ninoquaranta@gmail.com o alecorrado@gmail.com)
https://www.facebook.com/events/148906962212804/

I tre incontri saranno preparatori di un incontro finale nazionale da svolgersi il Domenica 25 settembre
che avr luogo a Roma presso la Citt dell'Altraeconomia
https://www.facebook.com/events/1239027559465392/
Ogni incontro avr cinque sessioni per definire la discussione e la delegazione italiana per il Forum
europeo:
1) cambiare le modalit attraverso le quali il cibo prodotto e consumato
2) cambiare le modalit attraverso le quali il cibo distribuito
3) Modificare le politiche pubbliche che governano il sistema agricolo e alimentare
4) Rivendicare i diritti sulle risorse naturali e sui beni comuni
5) Valorizzare il lavoro e migliorare le condizioni sociali nei sistemi alimentari e agricoli
Contadini e braccianti, due figure, apparentemente distanti, rappresentano, di fatto, in questo sistema gli
ultimi due anelli della produzione del cibo e sono accomunate dalla mancanza totale di un
riconoscimento sociale: i braccianti in quanto sfruttati o al meglio precarizzati in maniera estrema, i
contadini in quanto inseriti in una spirale di corsa alla produzione, di indebitamento, di norme proibitive,
incapaci di creare un reddito dignitoso per loro stessi e le loro famiglie.
Inoltre, seppur esistano diverse esperienze di produzione e distribuzione alternative a questo sistema,
esse rimangono in genere confinate a certi territori e/o reti, e la questione della produzione di un cibo che
sia rispettoso dellambiente e delle persone e accessibile ai consumatori su larga scala rimane aperta.
Ci sembra quindi importate indagare ancor pi in profondit questi squilibri e immaginare rivendicazioni
e azioni per il riconoscimento del ruolo fondamentale e dei diritti di tutti i lavoratori della terra, che siano
braccianti o contadini, al fine di:
Contrastare lo sfruttamento bracciantile e del lavoro dellagricoltura contadina, favorire attivit
che producano cibo sostenibile da un punto di vista ambientale e sociale, accessibile a tutti e fonte di
reddito necessario per una vita dignitosa di contadini e braccianti.
Analizzare e agire sulle politiche pubbliche e sulle norme che sono alla base di questi meccanismi
(PAC, politiche migratorie, legislazioni sanitarie)
Favorire una maggiore presa di coscienza da parte dei lavoratori della terra a riguardo della loro
attivit e dei loro diritti
cibo.

Sensibilizzare i consumatori sulle diverse questioni legate alla produzione e alla distribuzione del

In allegato trovate l'appello su cui si convocano piccola agricoltura e bracciantato, la convocazione del
Forum di ottobre e la locandina dell'incontro di Roma.
Per favorire la partecipazione delle realta' contadine, il Centro Internazionale Crocevia, nell'ambito di un
piccolo progetto svolto in collaborazione con Rete Iside Onlus, mette a disposizione piccoli contributi solo
per il viaggio verso i luoghi degli incontri.

DOCUMENTO DI CONVOCAZIONE:
Negli ultimi decenni, lagricoltura ha visto una continua evoluzione delle forme organizzative della produzione. La
tecnologia e linnovazione hanno portato, in molti casi, ad una emarginazione del lavoro manuale in agricoltura,
sostituito da unintensa meccanizzazione e ricorso massiccio alla chimica, ma anche ad una artificializzazione delle
tecniche colturali e di gestione delle risorse naturali (semi, suolo, paesaggio, acque), guidati dalla ricerca spasmodica
della massimizzazione della produttivit (e dei profitti). A livello nazionale e internazionale, i processi di investimenti
nel settore agricolo, insieme alle politiche nazionali e ai meccanismi internazionali di cooperazione economica e
commerciale, hanno portato al consolidamento di corporation transnazionali dellagro-business, che esercitano un
potere oligopolistico nellambito del sistema agro-alimentare, dalla produzione alla distribuzione sui mercati. Questa
evoluzione del sistema segue il processo di ristrutturazione neo-liberista a livello globale, traducendosi in una
diminuzione del numero delle aziende agricole e in un aumento della dimensione delle stesse. Le aziende pi grandi
operano nel settore a livello transnazionale, con lobbiettivo di diminuire sempre di pi i costi di produzione per
massimizzare i profitti, a discapito dei diritti umani e di riproduzione sociale, in virt delle pressioni sui salari del
lavoro, sui redditi agricoli e sulle risorse naturali e sui mezzi di produzione.
Sul territorio italiano, coesistono diversi modelli produttivi: da quello industriale a quello di piccola scala e/o familiare,
passando per aziende di media dimensione. La diffusione di uno o dellaltro modello porta con s conseguenze sotto
diversi aspetti. Se si analizza il modello agricolo industriale si comprende facilmente la struttura in cui questo
inserito: la base il sistema della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), la quale formata dai grandi supermercati
ed fondata sul principio che tutti possiamo avere tutto e sempre. Dal punto di vista sociale, le aspettative lavorative
si stanno abbassando sempre di pi, fino ad arrivare allaccettazione di condizioni contrattuali e lavorative molto
inferiori rispetto agli standard medi di pochi anni fa. In questo quadro, si inserisce anche lazienda agricola di piccola
scala o a conduzione familiare, la quale soffre molto della competizione sul mercato dei grandi produttori: nonostante
esistano diversi modelli di produzione, il mercato unico, mentre il costo dei processi produttivi cambia molto. I
soggetti che subiscono le conseguenze di questo sistema sono due: da una parte il contadino che non ha la possibilit
di vendere a prezzo equo i prodotti del proprio campo e quindi derivare un reddito adeguato dalla propria attivit,
dallaltra i braccianti che vengono sfruttati attraverso contratti irregolari,nessuna protezione a livello sociale e pessime
condizioni di vita.
Linteresse delle mafie rispetto al settore agricolo testimoniato dalle numerose inchieste giudiziarie nellambito
dellimport-export oltreoceano dei nostri prodotti agro-alimentari, della contraffazione, della logistica, del commercio
allingrosso e al dettaglio, dei mercati ortofrutticoli e dei diversi passaggi che caratterizzano la filiera. Inoltre, un altro
dato descrive meglio questo interesse: quasi il 50% dei beni sequestrati o confiscati alle mafie sono proprio terreni
agricoli. Questo intreccio fra quadri legali e illegali,
lalternarsi di attori diversi allinterno di un sistema agro-alimentare sempre pi ampio e complesso determina
unopacit dei rapporti di lavoro e delle connessioni di mercato che permette un facile sfruttamento e il drenaggio di
risorse economiche importanti. C da sottolineare per che il solo focus su criminalit e agro-mafie oscura il ruolo dei
rapporti di produzione, dunque le responsabilit del sistema produttivo e del sistema di regolazione, nazionale e
sovranazionale. C quindi la necessit di evitare la fossilizzazione sulla questione della criminalit seppur tenendola
in considerazione e vedere il problema come un sistema pi ampio.
Infatti non c bisogno delle infiltrazioni mafiose perch si verifichino situazioni di sfruttamento in Italia: si sta
assistendo ad una trasformazione della morfologia del territorio, in cui le grandi aziende accumulano capitali,
costringendo i contadini a vendere le proprie terre soffocati da pressione fiscale, burocrazie e regole miopi e costi di
produzione troppo alti attuando una sorta di landgrabbing. Per questo motivo una trasparenza della filiera
produttiva fondamentale. La GDO e le grandi aziende transnazionali dovrebbero, ad esempio, munirsi di unetichetta
narrante, che renda disponibile a tutti le informazioni sui fornitori e sul numero dei passaggi che ci sono lungo la

filiera, e che accompagni il consumatore verso una scelta consapevole basata sullorigine del prodotto. E importante
sottolineare per come le forme di certificazione portino dei costi: bisogna quindi porre lattenzione sul fatto che il
costo di questa organizzazione di filiera non ricada poi sui piccoli produttori.
Lapproccio istituzionale fino ad ora si basato, quasi esclusivamente, sulla repressione del caporalato come unico
responsabile dello sfruttamento dei braccianti. Questo approccio di tipo repressivo ignora altre problematiche legate
alle condizioni specifiche dei migranti, ma anche allorganizzazione del mercato del lavoro e soprattutto
allorganizzazione del sistema agroalimentare. Leggi sullimmigrazione e politiche di asilo che determinano condizioni
di estrema ricattabilit delle persone, la mancanza di un servizio di collocamento efficiente, lassenza di un intervento
strutturale del Governo sul sistema di produzione agricola, e sul sistema alimentare in generale. Infine, una seria
riflessione sullo sfruttamento dei lavoratori nelle campagne non pu non considerare il ruolo di politiche commerciali
e di investimento a livello nazionale e sovranazionale, le quali promuovono modelli di produzione intensivi, con
conseguenze economiche, sociali e ambientali estremamente negative, alla base spesso dei processi migratori.
Un cambio nelle forme di produzione o per lo meno un riconoscimento dei diversi modelli esistenti sul territorio
una priorit, dal momento che ingloba diversi aspetti sociali, economici e culturali, fondamentali per la vitalit del
settore agricolo italiano. delle aree rurali, sempre pi soggette a processi di spopolamento, invecchiamento e dissesto
idro-geologico. Il modello dellAgricoltura Contadina rappresenta lalternativa all'agroindustria. Si tratta di
unagricoltura di piccole dimensioni, basata sul lavoro intensivo del conduttore diretto e, prevalentemente, dei
membri della famiglia o della comunit. Finalizzata alla produzione di reddito e alla riproduzione in autonomia. Il
lavoro agricolo che si fonda sul rapporto di coproduzione con la natura: il rispetto delle risorse ambientali e della terra,
il rifiuto di sostanze chimiche, l'auto-produzione delle sementi (dove possibile) permettono lindipendenza, anche
economica, del
contadino. Si tratta di unagricoltura che partecipa a mercati locali e realizza la vendita diretta, con un prezzo che
cerca di rispecchiare i costi di produzione, finalizzato a garantire il reddito. Queste condizioni possono garantire
trasparenza e condizioni di lavoro dignitose. Si tratta di una realt gi presente e di unalternativa strutturale per il
futuro dell'agricoltura, da rafforzare attraverso sistemi di distribuzione decentralizzati, di dimensioni ridotte e
autogestito il pi possibile.
Questa alternativa allattuale sistema produttivo, sostenibile, etica ed inclusiva, dal punto di vista economico e sociale,
gi esiste ma va protetta. Pensiamo che il riconoscimento legislativo di questo modello agricolo
(http://www.agricolturacontadina.org/) possa essere un passaggio fondamentale al fine di perseguire leliminazione
dello sfruttamento dei lavoratori agricoli e delle condizioni che vi sono alla base. La fine del ricatto lavoro/documenti
di soggiorno e politiche di accoglienza per i migranti e rifugiati i quali formano una grossa fetta dei braccianti sono
altres importanti per garantirne il rispetto dei diritti e scelte di vita autonome. La promozione di un processo di
sindacalizzazione e mobilitazione collettiva trasversale al mondo rurale, che unisca insieme lavoratori e produttori
agricoli, a livello nazionale e transnazionale, sar lobiettivo di una strategia di azione per una via contadina.
27/07/2016
In questo momento al gruppo di lavoro Bracciantato e Agricoltura Contadina (braci@googlegroups.com)
partecipano attivamente persone di:

Associazione Rurale Italiana, Centro Internazionale Crocevia , Sos Rosarno,


M.a.i.s. Ong, ContadinAzioni, U.S.B., Funky Tomato