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La filosofia della tartaruga dicembre 2012-12-19

Una massima cinese recita pressappoco cos:


- ovunque vada, sono sempre dentro casa
E un indovinello a dire il vero, ed quasi lampante che se suggerito lanimale che
rappresenta, ci battiamo il capo con una mano dicendo perch non ci ho pensato?
La lumaca, ma anche la tartaruga, percorressero tutta la terra in lungo e in largo,
avrebbero ragione a dire sono sempre a casa.
Noi, come esseri umani invece, casa non ne abbiamo. Dobbiamo costruircela,
vaneggiando in costruzioni astratte e imperiose, architettonicamente complesse e
stilisticamente ricercate.
Mattoni, pilastri di cemento armato, legno.
La purezza dei materiali, la loro resistenza, ci rendono tranquilli e ci fanno pensare che
anche luragano pi forte non potrebbe scalfire la nostra amata dimora.
Quando dobbiamo fare un viaggio, invero, dotiamo la nostra casa di allarmi, di innovativi
dispositivi per controllare da remoto tutto quello che vi succede, con la paura che
qualche ladro ci entri e ci porti via quello che ci sta allinterno. O che peggio, non
scoppi un incendio o qualcosa che ci distrugga la nostra casa.
Semplicemente, anche nel nostro subconscio vorremmo essere distanti, ma a casa. Nella
sicurezza delle nostre 6 mura. Certo, si dice 4 mura, ma non contate il pavimento e il
soffitto?
Quando sentii io per la prima volta quel particolare indovinello, non pensai a nessun
animale.
Subito la mia mente elabor una semplice risposta:
la mia mente.
Quanto potete viaggiare con la vostra mente e trovarvi sempre nella vostra casa?
La dialettica dileggiante suggerirebbe che vi sto indicando dei viaggi low-cost, ma cos
non . Quante volte facciamo viaggi fisici avvincenti, interessanti, a visitare capitali e
luoghi distanti migliaia di km e al termine del viaggio non riuscire che a ricordare solo
una parte del viaggio appena fatto?
Quante volte invece, leggendo un libro, vi siete fatti un immagine di un mondo con
particolari che sapete solo voi, che solo voi potreste raccontare e quando vedete un film
ispirato a quel libro, quante volte uscendo dalla sala cinematografica avete detto io me
lo immaginavo diversamente.
Il fatto che il mondo, finito, ha un singolo modo di essere visualizzato.
La nostra mente, infinita, per la nostra mente esistono infiniti modi di visualizzare e
ricreare il mondo.
Il mondo, alla fine, come noi la nostra mente lo interpreta.
Fisicamente parlando, una pietra una pietra.
Filosoficamente invece, No.
I concetti sono diversi.
Spiritualmente parlando, il cammino che facciamo per raggiungere un ipotetico luogo
meno difficile di convincere un timido a chiedere di uscire ad una ragazza molto bella.
Il cammino fisico, la passeggiata, il trekking, la scalata per raggiungere una montagna
molto alta, i km da fare in bicicletta o di corsa, sono pari a nulla al confronto di una
mente atterrita ed impaurita.
E una parafrasi, il concetto che voglio esprimere si sintetizza in:
lascia che la tua mente immagini, non ti attaccare alle visioni fisiche.

Nella fase in cui la tua mente lascia la fisicit del tuo corpo, solo allora comprendi che
quello che vedi limitato, estremamente umano e a portata di mano.
Il concetto di mente allenata, visionario, pu aiutarti ad immaginare quello che in
realt il nostro cervello. Una macchina che pu trasportarti in qualunque posto del
mondo tu voglia.
Molte religioni o correnti new age, spronano i propri adepti ad avvicinarsi al viaggio
extra corporeo in svariati modi.
Non un segreto che le droghe vengano usate per questo preciso scopo, ne sono un
esempio gli indiani damerica, gli aborigeni, i celti e molte altre culture, usassero
artifizi per aiutare la mente ad uscire dal corpo. Ma questo era permesso solo ad alcune
persone elette, non era per tutti.
Essere dove voglio, quando voglio.
Un viaggio mentale deve essere progettato, costruito con basi solide.
La facilit per cui le droghe ci aiutano a sballarci, ad uscire di testa, a farci stare
distanti dal nostro corpo conseguente poi allassuefazione che procura la sostanza che
usiamo per indurre il viaggio mentale.
Le tecniche orientali ci indicano invece che una meditazione continuativa, un contatto
pragmatico con le cose che ci circondano, o il distacco stesso, ci possono aiutare ad
indurci quindi stati metafisici similari a quello dellalienazione mentale.
Perch quindi la nostra mente, ha bisogno di fuggire dal corpo?
Ho parlato di droghe. Ma non solo quel tipo di sostanza che fa fuggire la nostra
mente.
Gli alcolici ad esempio, sono unulteriore forma di transitivo per la nostra mente,
permettendoci di staccarci momentaneamente dai nostri problemi e dalle cose che ci
circondano.
Il problema che in tutti e due i casi, le problematiche restano una volta che il nostro
viaggio indotto finito.
Bisogna quindi andare alla radice del problema.
Perch la nostra mente ha bisogno di andarsene qualche volta, a farsi un giretto?
E fisiologico che nella nostra societ occidentale, siamo tutti stanchi, una stanchezza
interiore dovuta soprattutto ad un bombardamento eccessivo di stimoli come
televisione, media, internet, social network. Continui modelli sbagliati che indicano
allesasperazione del se esteriore, causano alla nostra mente e al nostro spirito, un
deterioramento della forma mentis ottimale.
Inseguire continuamente forme di collocamento spirituali atte alla mera crescita di
prestazioni lavorative, deteriora ulteriormente la nostra capacit di poter curare in
maniera consona il nostro essere, nella sua completezza.
La comodit di replicare pi volte le sensazioni di uscire dal corpo con i palliativi sopra
descritti, per non pensare che non siamo allaltezza della situazione, o amplificarne la
stessa, ci induce a pensare che non sia necessario quindi avere un background di
conoscenze sul nostro corpo e la nostra mente.