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Anzitutto vi chiedo scusa, perche

forse dir qualche eresia, ma in una


solennit cosi bella come questa, non
posso presentarvi una riflessione devozionale e meno fare apolegetica sulla Madonna. Voglio parlarvi del nostro quotidiano, in modo tale che si
possa uscire di questa chiesa riconciliati con Dio, con noi stessi e soprattutto con il mondo, perche senza dubbio questa solennit la solennit
della speranza, e noi dobbiamo avere
speranza in questo mondo.
E voglio cominciare non parlando del
cielo che ci attende, ma del mondo...
Il mondo che l'Apocalisse delinea
come un mondo non proprio tranquillo e benevolo, dove un drago sta per

divorare al bambino appena lo avesse


partorito la sua mamma, sembra piuttosto un campo di battaglia, dove il
sangue scorre a fiumi, le forze del male lotano con quelle del bene. C una
dona che deve fuggire al deserto per
timore al fuoco del drago. E ormai,
quante donne devono continuare a
fuggire del fuoco delle bombe in Siria,
del fuoco di un atentato terroristico,
de tante ragazze rapite in Africa...
Un mondo ostile proprio... chiss
quante volte abbiamo sentito giovani
coppie di sposi che confessano di
desiderare un figlio (o un secondo
figlio)... e subito dicono mossi per la
paura "ma che cosa possiamo
offrirgli su questo mondo? solo
problemi! e allora, perch metterlo al

mondo? per sentirlo maledire il giorno che nato? Dio ci liberi!". Meglio
non fare figli. E questo e il segno della
paura.
Ecco, quel drago rosso che sputa fuoco, questo che rappresenta tutto il
male che c' nel mondo e che continuamente tenta di scoraggiare la
vita a generare nuova vita.
Ma noi, come cristiani dobbiamo andare controcorrente, contro il male, in
modo tale di essere vitali, manifestare l'amore fecondo, credere che la
vita vince sul male, per il fatto stesso
che noi siamo nati per un atto
damore. l'unica forza che abbiamo
per contrastare l'istinto di morte,
con tutto ci che lo rappresenta.
Non dobbiamo avere paura di

questo mondo, (vi lo ripeto) Perch


in quella realt cos bruta che ci mostra lapocalise, la donna vince! La
vita vince! La vita regna!
E cos sar anche nel nostro mondo
odierno, perch c una dona che ci
acompagna, Maria che lotta con noi,
sostiene i cristiani nel combattimento
contro le forze del male... perch avere paura se siamo cristiani?
Anche san Paolo afferma questa verit nel brano che abbiamo ascoltato
nella seconda lettura:"Cristo
risorto dai morti, primizia di
coloro che sono morti!": e lo
stesso tempo ...primizia di coloro che
sono risorti".
Perch guardate un attimo: Ges
entrato una volta per sempre nella

vita eterna con tutta la sua umanit,


quella che aveva preso da Maria; la
sua divinit si fa una sola realt nel
grembo di Mara, lei che li da un
cuore a Ges, lei che linsegna a
camminare, quello che voi donne fanno con i vostri figli, lo stesso a fatto
Maria con Ges, soltanto voi donne
siete in grado di capire il grande mistero della maternit di Maria.
La Passione del suo Figlio lha vissuta
fino in fondo nellanima, nel suo corpo. E stata pienamente unita a Lui
nella morte, e per questo le stato dato il dono della risurrezione. Cristo
la primizia dei risorti, e Maria
la primizia dei redenti, la prima
di quelli che sono di Cristo. E
ciascuno di noi appartiene a Cristo.

E alla fine troviamo nel Vangelo il


cantico della Speranza: Il Magnificat,
dove Maria magnifica le opere meravigliose del Dio misericordioso, il
trionfo dei poveri, il rovesciamento
dei ricchi, e la vittoria degli umili.
Grande fede di Maria e ancora
pi grande... Speranza!
Questa speranza che la virt di chi,
sperimentando il conflitto, la solitudine, la lotta quotidiana dei nostri noni
tra la vita e la morte, dei nostri giovani tra il bene e il male, la Speranza di
chi crede nella Risurrezione di Cristo,
nella vittoria dellAmore.
Vi chiedo di non dimenticare questo:
ilMagnificat il cantico della speranza, il cantico del Popolo di Dio in
cammino nella storia... adesso! Oggi!

E il cantico di tanti santi e sante,


alcuni conosciuti... moltissimi sconosciuti, ma ben conosciuti a Dio: genitori, catechisti, missionari, preti, suore, giovani, bambini, nonni, nonne:
questi hanno affrontato la lotta della
vita portando nel cuore la speranza
dei piccoli e degli umili... perche solo
nella nostra piccoleza possiamo identificarci con questo cantico.
E questo cantico particolarmente
intenso l dove il Corpo di Cristo patisce oggi la Passione. Dove c la
Croce, per noi cristiani c la
speranza, sempre. Se non c la
speranza, noi non siamo cristiani, ricordatelo bene. Mi piace richiamare a questo punto a papa Francesco che al inizio del suo pontificato ci

diceva: non lasciatevi rubare la


speranza. Cari amici friulani, che
non ci rubino la speranza, perch
questa forza una grazia, un dono di
Dio che ci porta avanti guardando il
Cielo. E Maria assunta sempre l,
vicina a questa comunit.
Maria ci insegna a lasciare la Chiesa
trionfante, per far parte della Chiesa
pellegrina, che ogni giorno possa
innalzare gli umili; ricolmare di beni
gli affamati, una Chiesa in cammino,
che sa camminare con gli ultimi, che
sa soffrire con loro, che sappia unire
la terra con il Cielo, che unisce la
nostra storia con leternit, verso la
quale camminiamo.
>

Vi ricordo...
Coraggio, non avere paura, questo
mondo ancora bello.
Fede nella risurrezione perche
siamo cristiani (Xto il primo risorto e
Maria primizia dei redenti),
e perche siamo cristiani, non
lasciamoci rubare la speranza di un
mondo miglore.