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Alfonso Gatto | Poesie in Versi | il piacere di Scrivere e Pubblicare Online

25/04/15 11:40

Alfonso Gatto
Alfonso Gatto, nacque a Salerno il 17 luglio 1909.
La sua infanzia e adolescenza furono piuttosto travagliate. A Salerno comp i primi studi al liceo
classico, mostrandosi portato per le materie letterarie, in particolare litaliano ma poco incline
alla matematica.
Al liceo si accorge di aver dentro di s una passione poetica e letteraria.
Nel 1926 si iscrisse allUniversit di Napoli che dovette tuttavia abbandonare qualche anno dopo
a causa di difficolt economiche.
Mor l8 marzo del 1976 a Capalbio in provincia di Grosseto
Nel periodo che va dal 1940 al 1941 vi un rifacimento delle poesie precedenti che faranno parte
di una raccolta edita da Vallecchi nel 1941 sotto il nome di Poesie che rimarranno immutate fino
alla stesura del 1961 quando, dando un ordine maggiore allo stesso volume esse toccheranno il
punto di maggiore cantabilit nella poesia di Gatto.
Una delle immagini tra le pi vive della poesia contemporanea possiamo trovarla nella poesia
Oblio dove il poeta esprime la gioia della vita fatta memoria e festa alle quali egli sente di
appartenere:
A partire dal 1943 fece parte della Resistenza e le poesie scritte in quel periodo offrono una
testimonianza delle idee che animarono la lotta di liberazione.
A guerra finita, fu direttore di Settimana , poi co-direttore di Milano-sera ed inviato speciale
dellUnit.
Nel 1951 lasci clamorosamente e polemicamente il partito. Vinse vari concorsi letterari:
Savini (1939), St. Vincent (1950), Marzotto (1954), Bagutta (1955)
Alfonso Gatto svilupp la sua poesia passando attraverso una serie complessa di esperienze:
dai versi politici al lirismo umanitario appassionato e acceso, fino al raggelarsi della parola nella
meditazione della morte e nella contemplazione lucidamente razionale del mutare oscuro della
vita e delle forme che premono gli uomini.
Alfonso Gatto al pari di molti poeti del tempo, come Montale e Quasimodo, non si laure
mai.
l motivo dellamore cantato in tutti i modi e percorso in ogni direzione e, anche se a tratti ha
intonazioni classicheggianti, non perde mai il valore fonico della parola che diventa un momento
di suggestione a s.
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A partire dal limpido, musicale discorso svolto nelle prime raccolte, Alfonso Gatto sviluppa la
sua poesia passando attraverso una serie di esperienze complesse: dai versi politici al lirismo
umanitario appassionato, acceso, fino al raggelarsi nella meditazione della morte e nella
contemplazione lucidamente razionale del mutare oscuro della vita e delle forme che premono
gli uomini.
***
Poesia damore
Le grandi notti d estate
che nulla muove oltre il chiaro
filtro dei baci, il tuo volto
un sogno nelle mie mani.
Lontana come i tuoi occhi
tu sei venuta dal mare
dal vento che pare l anima.
E baci perdutamente
sino a che l arida bocca
come la notte dischiusa
portata via dal suo soffio.
Tu vivi allora, tu vivi
il sogno ch esisti vero.
Da quanto t ho cercata.
Ti stringo per dirti che i sogni
son belli come il tuo volto,
lontani come i tuoi occhi.
E il bacio che cerco l anima.
***
Allalba
.

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Come la donna affonda e dice vieni dentro pi dentro dov largo il mare
Come la donna calda e dice vieni dentro pi dentro dov caldo il pane
e dirla noi vorremmo mare pane
la donna sfatta che ci prese allalba
dentro il suo petto e ci nutr di sonno
***
Elegia
.
Padre vinto nel sonno
oscuro e lontano,
il bambino ti sveglia con la mano.
Ancora nato nel tuo sogno chiede
ricordo dellet che ti correva
giovane agli occhi,
mesto al sollievo della sua sembianza
non vuole che tu creda
la morte buia nelleternit.
Era cos soave il cielo intorno,
a respiro e a cadenza della sera
tu mi portavi in braccio al sonno
fresco di primavera.
Forse questo la morte, un ricordare
lultima voce che ci spense il giorno.
***
Il bambino di gomma
.
Melampo era un bambino
di gomma e cancellava
i passi che segnava
mettendosi in cammino.
Era di gomma rossa,
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tondo come una palla,


e stava sempre a galla
nel bagno, e senza ossa
dolce, tenero, buono,
scendeva dalle scale
senza mai farsi male
saltando dal balcone.
A scuola era bocciato,
sempre il quaderno bianco!
Eppure era il pi franco
a scrivere il dettato.
Scriveva e poi cassava
con la mano di gomma,
i numeri, la somma,
le lettere, e tornava
a scrivere, a cassare.
E sempre zitto rosso
con tutti gli occhi addosso
senza poter parlare.
O povero Melampo!
Un giorno, detto fatto,
salt su di scatto
e si buc la pancia.
Fischi come un pallone
sgonfiato dogni affanno
e visse senza danno
tappando col bottone
il buco della pancia.
Visse nel tempo antico
Melampo ve lho detto?
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Fischi col suo fischietto


premendosi a soffietto
il disco allombelico.
***
La partita di calcio
.
Boccaccio era il portiere,
il gran portiere giallo
della squadra del quartiere.
Stava allerta come un gallo
sulla porta del campetto
alla periferia.
Diceva: Qua sul petto,
ed ogni palla mia.
Ma quel giorno, chi lo sa,
sbuca di qua sbuca di l
Boccaccio attento! pa pa
la palla in rete. Ma va,
ma va, Boccaccio, uno.
Attento, di qua di l,
passa non passa, tira.
Boccaccio si rigira;
si tuffa passer?Qui non passa nessuno,
ma la palla nel sacco.
E son due. Lo smacco,
i fischi, e poi sotto
Salta a pugno, Boccaccio,
ma non la vedi dov,
salta, salta E son tre.
E quattro e cinque e sei.
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Boccaccio dove sei?E sette e otto e nove


e piove e piove e piove
con grandine e con tuoni.
Quattordici palloni
nella rete di Boccaccio
poveretto poveraccio,
bianco come uno straccio
col berretto da fantino
ubriaco senza vino.
Quanti fischi! e poi cretino,
pastafrolla, posapiano,
tappabuchi, moscardino!
Oh, quel povero Boccaccio
nella furia del baccano
si strappava i suoi capelli
e la folla dai cancelli
gli gridava: Ancora, ancora.
Tutti tutti, ad uno ad uno
si strapp capelli e baffi
e poi schiaffi sopra schiaffi
si ridette per lezione.
Rest l con la sua testa
tonda, liscia come palla.
Oh, son quindici con questa
gli grid dietro la folla
tappabuchi, pastafrolla
vai a guardia dun portone!
E difatti il buon Boccaccio
col berretto e col gallone,
mani pronte e spazzolone,
oggi a guardia dun portone
dove passano persone
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che fermare egli non pu,


dieci venti cento e pi.
***
Chiesa veneziana
.
Cos, da sempre, come una memoria
che mai giunge a sbiadirsi, che mai
perde
la traccia immaginosa, questa storia
di pietra e dacqua, di laguna verde,
tratteggiata dai neri colombari
delle mura, da lapidi di rosa,
s fatta chiesa aperta agli estuari,
allincrocio dei venti. Non riposa
mai tomba che non veda la sua morte
frangersi ancora contro il nero eterno.
E le gondole, battono alle porte
i lugubri mareggi dellinverno
***
Opere di A.Gatto
Isola, Napoli 1932
Morto ai paesi, Modena 1937
Poesie, Milano 1939, nuova edizione, Firenze 1943
Lallodola, Milano 1943
La spiaggia dei poveri, Milano 1944
Amore della vita, Milano 1944
La spiaggia dei poveri, Milano 1944, nuova edizione Salerno 1996
Il sigaro di fuoco. Poesie per bambini, Milano 1945
Il capo sulla neve, Milano 1947
Nuove poesie 1941-49, Milano 1949
La forza degli occhi, Milano 1954
La madre e la morte, Galatina 1959
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Poesie 1929-41, Milano 1961


Osteria flegrea, Milano 1962
Il vaporetto. Poesie, fiabe, rime, ballate per i bambini di ogni et, Milano 1963, nuove edizioni
Salerno 1994 e Milano 2001
La storia delle vittime, Milano 1966
Rime di viaggio per la terra dipinta, Milano 1969
Poesie 1929-69, Milano 1972
Poesie damore, Milano 1973
Lapide 1975 ed altre cose, Genova 1976
Desinenze, Milano 1977
Poesie, Milano 1998
Tutte le poesie, Milano 2005
ogni uomo stato un bambino
Prosa
La sposa bambina, di Firenze 1944, nuove edizioni Firenze 1963 e Salerno 1994
La coda di paglia, Milano 1948, nuova edizione Salerno 1995
Carlomagno nella grotta. Questioni meridionali, Milano 1962, nuove edizioni Firenze 1974
(come Napoli N.N.) e Salerno 1993
Le ore piccole (note e noterelle), Salerno 1975
Parole a un pubblico immaginario e altre prose, Pistoia 1996
Il signor Mezzogiorno, Napoli 1996
Il pallone rosso di Golia. Prose disperse e rare e linedito Bagaglio presso, Milano 1997
Laria e altre prose, Pistoia 2000
Diario dun poeta, Napoli 2001
La pecora nera, Napoli 2001
La palla al balzo un poeta allo stadio, ed Limina 2006
Teatro [modifica]
Il duello, Milano 1944, nuova edizione Salerno 1995
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