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Il Bon e il Buddhismo tibetano

Alexander Berzin
Amsterdam, Olanda, 23 Dicembre 2001
trascrizione leggermente rivista di un corso
Preliminari
Prima di tutto calmiamoci concentrandoci sul respiro. Se la nostra mente
molto agitata possiamo contare i respiri espiro, inspiro, uno; espiro, inspiro,
due fino a undici, ripetendo qualche volta. Se invece la nostra mente
abbastanza tranquilla non occorre contare, basta concentrarsi sulla
sensazione del respiro mentre entra ed esce dal naso.
Poi riaffermiamo la nostra motivazione. In occidente mi sembra che questo
termine indichi le ragioni psicologiche o emotive per fare qualcosa. Ma non
questo il significato del termine tibetano dun-pa, che indica piuttosto lo
scopo, ci che si vuole realizzare. Il nostro scopo, ci che vogliamo ottenere
venendo qui e ascoltando questo discorso un quadro pi chiaro del Bon e
dei suoi rapporti con il Buddhismo. E lo facciamo per poter seguire qualunque
sentiero abbiamo intrapreso, Bon o buddhista, con maggiore chiarezza e
senza opinioni settarie. Questo per poter porre tutta la nostra attenzione sul
sentiero spirituale per raggiungere lilluminazione per il bene di tutti.
Riaffermiamo questo scopo.
Poi ancora prendiamo la decisione consapevole di ascoltare attentamente.
Proprio come prendiamo questa decisione prima di meditare, importante
anche prenderla prima di un corso, prima del lavoro, prima di metterci a fare
qualunque cosa. Decidiamo che se la nostra attenzione comincer a vagare la
riporteremo indietro, che se ci verr sonno cercheremo di svegliarci cos da
poter trarre il massimo vantaggio dalla nostra presenza qui. Prendiamo
questa decisione in modo consapevole.
Introduzione
Stasera mi stato chiesto di parlare della tradizione Bon e dei suoi rapporti
con il Buddhismo. Quando Sua Santit il Dalai Lama parla delle tradizioni del
Tibet, spesso nomina le cinque tradizioni tibetane: Nyingma, Kagyu, Sakya,
Ghelug e Bon. Dal punto di vista di Sua Santit il Bon alla pari con i quattro
lignaggi buddhisti del Tibet. Sua Santit di mentalit molto aperta; non tutti
accettano questa posizione. Fra i maestri buddhisti circolavano e ancora
circolano molte idee strane sul Bon. Da unottica psicologica occidentale,
quando una persona si sforza con grande intensit di porre laccento sui lati
positivi della propria personalit prima di aver veramente risolto i suoi
conflitti a livello profondo, il lato oscuro finisce con lessere proiettato su un

nemico: Noi siamo i bravi ragazzi che seguono un sentiero puro e corretto,
loro sono il diavolo. Disgraziatamente nella storia del Tibet i Bonpo sono stati
loggetto tradizionale di questa proiezione; vedremo le ragioni storiche di
questo fatto, che deve assolutamente essere compreso nel contesto della
storia politica del Tibet.
un dato di fatto che il Bon ha avuto molta pubblicit negativa e una brutta
immagine anche entro il Tibet. Gli occidentali spesso sono attratti da ci che
controverso, come se lavere cattiva fama rendesse una cosa pi
interessante le altre tradizioni sono benpensanti e noiose. Unidea
ugualmente strana che il Bon sia pi esotico del Buddhismo tibetano; alcuni
occidentali pensano di poterci trovare roba magica, del genere Lobsang
Rampa, come aprire un buco nella fronte per attivare il terzo occhio; ma
nessuna di queste credenze esatta. Dobbiamo cercare di arrivare a una
prospettiva pi equilibrata e di considerare il Bon con rispetto, come fa Sua
Santit. importante comprendere la storia tibetana per vedere come si
sviluppata questimmagine negativa del Bon, e per scoprire come il suo
approccio allo sviluppo spirituale si rapporta al Buddhismo tibetano.
Le origini del Bon Shenrab Miwo
Per sua stessa ammissione, la tradizione Bon stata fondata da Shenrab
Miwo, vissuto trentamila anni fa, il che lo collocherebbe in qualche punto
dell'et della pietra. Non credo dobbiamo pensare che fosse un cavernicolo:
una maniera molto comune di mostrare grande rispetto per un lignaggio
consiste nel proclamarne lantichit, e in ogni caso le date effettive della sua
nascita e morte non possono essere dimostrate. Shenrab Miwo visse
nellOmolungring. La descrizione di questo luogo sembra essere una
mescolanza di idee su Shambala, il monte Meru ed il monte Kailash, e
corrisponde ad una terra spirituale ideale, che si diceva fosse compresa entro
unarea pi estesa di nome Tazig. Il termine Tazig si trova sia nella lingua
persiana che in quella araba, e si riferisce alla Persia o allArabia; in altri
contesti si riferisce a una trib nomade. Nella tradizione Bon si dice che il
Tazig fosse situato ad occidente del regno di Zhang-zhung, che era nel Tibet
occidentale.
Questo suggerisce che il Bon sia venuto dallAsia centrale, probabilmente
dallarea culturale iraniana; possibile che Shenrab Miwo fosse vissuto in
unantica cultura iraniana e poi sia giunto nello Zhang-zhung. Alcune versioni
datano la sua venuta in un periodo compreso fra lundicesimo e il settimo
secolo a.C. Si tratta sempre di un tempo assai lontano, e ancora una volta
non possibile provare luna o laltra tesi. chiaro che al tempo della
fondazione della dinastia Yarlung nel Tibet centrale (127 a.C.) era gi
presente qualche forma di tradizione locale, della quale non conosciamo
nemmeno il nome.

La connessione iraniana
La connessione iraniana affascinante; se n discusso moltissimo, ed
necessario considerarla non solo dal punto di vista del Bon ma anche da
quello del Buddhismo. Bon e Buddhismo hanno unenorme quantit di
materiale in comune; i Bonpo sostengono che i buddhisti lhanno preso da
loro, i buddhisti sostengono il contrario. Ciascuno pretende di essere stata la
fonte, ed molto difficile decidere. Come facciamo a saperlo?
DallIndia il Buddhismo arrivato in Afganistan molto precocemente. In effetti
si dice che proprio due discepoli del Buddha venissero da quel paese e che
tornando vi avessero portato il Buddhismo. Nei primi due secoli a.C. in effetti
troviamo il Buddhismo sia nello stesso Iran che nellAsia centrale; cera il
Buddhismo. Se il Bon sostiene che idee apparentemente molto simili
allinsegnamento del Buddha sono arrivate dallarea culturale persiana fino al
Tibet occidentale molto tempo prima che venissero importate direttamente
dallIndia, non si pu escludere che si trattasse di una mescolanza di
Buddhismo e di concetti propri della cultura iraniana del luogo, che erano
presenti in quellarea. Larea che appare la fonte pi probabile di questo
Buddhismo iraniano il Khotan.
Il Khotan
Questo Paese si trova a nord del Tibet occidentale. Come sapete, il Tibet un
altopiano molto elevato, con molte montagne. Spingendosi verso nord dove
termina laltopiano sincontra unaltra catena montuosa, poi si scende sempre
fino a trovarsi al disotto del livello del mare in un deserto del Turkistan
orientale, che ora chiamata la provincia cinese dello Xinjiang. Il Khotan si
trovava ai piedi di queste montagne, ai margini del deserto; era unarea di
cultura iraniana, i suoi abitanti provenivano dallIran, ed era un centro
importantissimo per il commercio e per il Buddhismo. La sua influenza
culturale sul Tibet fu significativa, anche se i tibetani tendono a minimizzare
la cosa riconoscendo solo linfluenza indiana e cinese.
Anche la scrittura tibetana deriva dallalfabeto del Khotan. Limperatore
tibetano Songtsen-gampo aveva mandato un ministro nel Khotan per
riportare un sistema di scrittura per la lingua tibetana. Ma la via commerciale
per il Khotan passava dal Kashmir, e si dava il caso che il grande maestro
khotanese che il ministro voleva incontrare si trovasse in Kashmir. Quindi i
tibetani ottennero il sistema di scrittura da quel maestro nel Kashmir, e tutti
finirono con il credere che avessero adottato un sistema di scrittura proprio
del Kashmir. Se si analizza questo sistema si vede invece che viene proprio
dal Khotan. Naturalmente il sistema khotanese a sua volta proveniva
dallIndia. Il punto che i contatti culturali con il Khotan erano assai
frequenti.

Possiamo vedere che ci che asserisce il Bon molto plausibile; certamente


possibile che sia venuto dal Khotan. Da questo punto di vista potremmo dire
che il Buddhismo arrivato in Tibet da due direzioni: dal Khotan o dalle aree
di cultura iraniana nel Tibet occidentale, e successivamente dallIndia. Nel
primo caso potrebbe essere arrivato sotto la forma del primo Bon.
assolutamente possibile che il Buddhismo, e in particolare lo dzogchen, sia
arrivato da entrambe le direzioni e che vi siano state influenze reciproche;
probabilmente questo pi vicino alla verit.
Descrizione delluniverso e dellaldil
Un elemento del Bon che proviene dalla cultura iraniana la storia
dellevoluzione delluniverso. Nel Buddhismo abbiamo gli insegnamenti
dellabhidharma sul monte Meru, ma questa non lunica spiegazione, c
anche quella del Kalachakra, che leggermente diversa. Anche i testi Bon
presentano la spiegazione dellabhidharma, proprio come nel Buddhismo, ma
anche una spiegazione propria, di cui alcuni elementi sembrano davvero
iraniani, come il dualismo fra la luce e le tenebre. Alcuni studiosi russi hanno
rilevato analogie fra i nomi tibetani e quelli persiani antichi per diversi di e
figure. Fanno riferimento proprio a questa connessione iraniana.
Un aspetto assolutamente specifico del primo Bon lenfasi sullaldil,
specialmente dello stato intermedio. Alla loro morte, i re andavano nellaldil,
e per soddisfare le loro necessit durante il viaggio si compivano sacrifici
animali, forse anche umani, ma non sicuro. Sicuramente venivano seppelliti
dipinti, cibo e tutto ci di cui una persona pu aver bisogno nel suo viaggio
dopo la morte.
molto interessante notare che il Buddhismo tibetano ha fatto propria
questenfasi sullo stato intermedio. Nel Buddhismo indiano si fa menzione del
bardo ma senza grande enfasi, mentre nel Buddhismo tibetano troviamo
moltissimi rituali inerenti il bardo. Questenfasi sulla preparazione per una
vita dopo la morte si pu ritrovare anche nella cultura persiana antica.
Lunico aspetto del primo Bon del quale possiamo parlare con sicurezza la
pratica dei rituali di sepoltura, e quel che si ritrova nelle tombe dimostra che
si credeva in un aldil; a parte questo, entriamo nel regno delle supposizioni.
Le sepolture degli antichi re invece possono essere effettivamente esaminate.
Linfluenza dello Zhang-zhung si estese fino allarea dello Yarlung nel Tibet
centrale, protraendosi dai tempi pi remoti fino alla fondazione del primo
impero tibetano da parte di Songsten gampo, il quale concluse alleanze
sposando principesse provenienti da paesi diversi. risaputo che aveva
sposato una principessa cinese e una nepalese, ma ne ha sposata anche una
dello Zhang-zhung. Di conseguenza, il primo Imperatore del Tibet stato
influenzato da ciascuna di queste culture.

In questo primo periodo il Buddhismo non era pienamente sviluppato, e di


fatto la sua influenza era secondaria, tuttavia il re fece costruire templi
buddhisti in diversi luoghi potenti. Si diceva che il Tibet somigliasse a un
demone femmina coricato sulla schiena, e si pensava che la costruzione di
templi in diversi luoghi corrispondenti a punti dell'agopuntura potesse
soggiogare le forze selvagge. Questo considerare la situazione in termini di
punti di agopuntura, controllo di demoni e cos via molto cinese. Tale era la
forma di Buddhismo presente in Tibet a quel tempo. interessante rilevare
che, nonostante avesse adottato il Buddhismo, Songsten gampo mantenne i
rituali di sepoltura Bon che venivano praticati nello Yarlung prima di lui,
evidentemente sostenuto in questo dalla regina dello Zhang-zhung. Quindi i
rituali di sepoltura, con i sacrifici e cos via, proseguirono anche durante
questo primo periodo del Buddhismo.
Lesilio dei Bonpo
Intorno al 760 d.C., limperatore Songdetsen invit dallIndia Guru Rinpoche,
Padmasambhava; venne costruito il primo monastero, Samyay, e si diede
inizio alla tradizione monastica. A Samyay cera un ufficio traduzioni che si
occupava di tradurre testi non solo dalle lingue dellIndia e dal cinese, ma
anche dallo Zhang-zhung, che evidentemente era gi allepoca una lingua
scritta. Esistono due sistemi di scrittura tibetani. Quello a stampa era stato
importato dal Khotan da Songsten gampo. Come hanno rivelato le ricerche di
alcuni grandi studiosi, come Namkhai Norbu Rinpoche, lo Zhang-zhung
possedeva un sistema di scrittura pi antico, che costitu la base per il
tibetano manoscritto. A Samyay vennero tradotti testi Bon, presumibilmente
sulle sepolture e simili, dalla lingua dello Zhang-zhung nella sua grafia in
tibetano.
Sempre a Samyay si svolse il famoso dibattito fra il Buddhismo indiano e
quello cinese, poi fu indetto un concilio religioso e, nel 779 d.C., il Buddhismo
fu dichiarato la religione di stato del Tibet. Indubbiamente in questi
avvenimenti giocarono molte considerazioni politiche. Poco tempo dopo, nel
784 d.C., cominci la persecuzione della fazione Bon. Qui iniziato il
malanimo, importante analizzare questo momento. Cosa stava veramente
accadendo?
Nella corte imperiale vi erano una fazione favorevole alla Cina, una allIndia e
una fazione indigena xenofoba, ultra conservatrice. Il padre dellimperatore
Tri Songdetsen aveva sposato una regine cinese assai influente, quindi in
molti campi aveva sostenuto la fazione favorevole alla Cina. La fazione
conservatrice aveva assassinato il padre. Credo che questo sia uno dei motivi
per cui i cinesi sono stati sconfitti nel dibattito. In ogni caso era
assolutamente impossibile che potessero vincere: i cinesi non avevano alcuna
tradizione di dibattito, e furono messi a confronto con il massimo esperto

indiano di questarte. Non avevano una lingua comune, quindi in che lingua
hanno dibattuto? Veniva tutto tradotto. Evidentemente si tratt di una mossa
politica per liberarsi della fazione cinese. Per colpa dei cinesi il padre
dellimperatore era stato ucciso. Ora il re voleva liberarsi anche della fazione
contraria agli stranieri; la fazione indiana era quella che meno minacciava il
suo potere politico. Di conseguenza, la fazione politica conservatrice fu
mandata in esilio: si trattava dei Bonpo.
Una delle fonti di confusione sostenere che i Bonpo praticavano i rituali di
sepoltura a corte; ma questi non erano i Bonpo mandati in esilio. I Bonpo
esiliati furono questi ministri e figure politiche conservatrici che furono
cacciati via; interessante notare che i rituali di sepoltura ed i sacrifici rituali
proseguirono a corte anche dopo la loro cacciata. Per commemorare un
trattato concluso con la Cina nel 821 d.C., si eresse una colonna che
descriveva le cerimonie; degli animali vennero sacrificati. Anche se non vi
erano pi sepolture imperiali, ancora cera una certa influenza. Credo sia
molto importante comprendere che il malanimo nei confronti dei Bonpo era in
effetti una questione politica, e non riguardava la religione o i rituali.
La fazione conservatrice venne esiliata in due aree: lo Yunnan, nellattuale
Cina sud occidentale, a nord della Birmania, e Gilgit nel Pakistan nord
occidentale, molto vicino alla zona da cui proveniva Guru Rinpoche. Possiamo
dedurre che i Bonpo potrebbero aver acquisito alcuni insegnamenti di
dzogchen da quella zona dove li aveva ricevuti anche Guru Rinpoche, per poi
riportarli successivamente in Tibet indipendentemente da Guru Rinpoche. Ci
sono molte possibili spiegazioni per il fatto che i Bon hanno una tradizione di
dzogchen distinta da quella buddhista che risale a Guru Rinpoche; non si
tratta solo del fatto che qualcuno lha detto e quindi vero. Bisogna guardare
alla storia.
I testi tesoro sepolti del Bon
Molti testi Zhang-zhung vennero sepolti al tempo dellesilio, nascosti nei muri
di fango del monastero di Samyay da un grande maestro di nome Drenpanamka. Contemporaneamente anche Guru Rinpoche stava seppellendo testi
perch sentiva che i tempi non erano maturi, la gente non era abbastanza
sofisticata per comprenderli. Egli seppell solo testi di dzogchen, mentre i Bon
seppellirono tutti i loro insegnamenti, compresi quelli dzogchen. Quindi,
sebbene i Bon e i Nyingma seppellirono testi nello stesso momento, i motivi
per farlo e i testi sepolti erano molto diversi.
Il successivo imperatore del Tibet, Relpachen, era un fanatico. Decret che
sette famiglie mantenessero ciascun monaco, e distrasse gran parte delle
tasse per il mantenimento dei monasteri. I monaci del consiglio religioso
godevano di un potere politico immenso. Limperatore successivo,

Langdarma, viene di solito dipinto come il diavolo per aver perseguitato il


consiglio religioso e aver smesso di convogliare tutte le tasse ai monasteri.
Egli ha in effetti smantellato i monasteri, ma senza distruggere le biblioteche.
Lo sappiamo perch quando Atisha giunse in Tibet nellundicesimo secolo
rilev come fossero magnifiche le biblioteche. In sostanza, Langdarma chiuse
le istituzioni monastiche perch stavano diventando troppo forti
politicamente. Pertanto c stato un tempo in cui i monasteri furono
abbandonati.
I testi Bon nascosti a Samyay cominciarono a essere scoperti nel 913 d.C.:
alcuni pastori stavano nel monastero e quando si appoggiarono ad uno dei
muri, questo si sbriciol mettendo alla luce dei testi. La maggior parte dei
testi Bon fu scoperta circa un secolo pi tardi da un grande maestro Bonpo di
nome Shenchen Luga, che li codific nel 1017 d.C. Si trattava principalmente
di materiale non dzogchen, che copriva quelli che noi chiameremmo
insegnamenti in comune con il Buddhismo tibetano. Solo successivamente i
Nyingma cominciarono a scoprire testi a Samyay e in altri monasteri. Molti
maestri trovarono sia testi Bon che Nyingma, e spesso nello stesso luogo. I
testi Nyingma riguardavano soprattutto lo dzogchen. Ci troviamo su un
terreno storico pi solido quando esaminiamo la nuova fase del Bon,
considerando come fase antica quella precedente allesilio ed alla sepoltura
dei testi.
Un paragone fra Bon e Buddhismo tibetano
Si scopre che c moltissimo in comune con le tradizioni buddhiste tibetane;
ecco perch Sua Santit considera il Bon una delle cinque tradizioni. I Bonpo
non sarebbero contenti, ma possiamo considerarli unaltra forma di
Buddhismo tibetano. Dipende da come si definisce una tradizione buddhista.
Gran parte della terminologia la stessa. Il Bon parla dilluminazione,
raggiungere lilluminazione, dei Buddha, e cos via. Alcuni termini sono diversi
e cos anche i nomi di alcune divinit, ma gli insegnamenti di base ci sono
tutti. Troviamo alcune differenze insignificanti come il fatto di circumambulare
in senso antiorario piuttosto che orario, diverso il tipo di copricapo
cerimoniale, mentre le vesti monastiche sono identiche salvo che parte della
veste blu anzich rossa o gialla.
Il Bon, proprio come le tradizioni buddhiste del Tibet, ha una tradizione di
dibattito che risale a un tempo molto antico, quindi ancora una volta
dobbiamo chiederci chi labbia iniziata. Senza dubbio era presente nei
monasteri dellIndia molto prima della sua comparsa in Tibet, tuttavia
potrebbe essere giunta alla tradizione buddhista tibetana dal Bon; daltro
canto non detto che una tradizione debba per forza aver copiato dallaltra.
Cosa molto interessante, la tradizione di dibattito Bonpo segue molto da

vicino quella Ghelug, al punto che molti monaci Bonpo praticano il dibattito
nei monasteri Ghelug e addirittura conseguono il titolo di gheshe. Questo ci
suggerisce che nonostante il Bon abbia lo dzogchen, la sua interpretazione
del Madhyamaka sia pi vicina a quella Ghelug che alla Nyingma. In caso
contrario non potrebbero partecipare ai dibattiti dei Ghelug. Le somiglianze
fra il Bon e il Buddhismo tibetano non riguardano esclusivamente la scuola
Nyingma. Non si tratta di un clone dei Nyingma con nomi differenti, molto
pi complesso.
Nel Bon si d importanza anche alle scienze indiane tradizionali, che vengono
studiate molto pi intensamente che nei monasteri buddhisti la medicina,
lastrologia, la metrica e cos via. Fra i monasteri buddhisti queste materie
sono coltivate di pi nellAmdo, nel Tibet orientale, che in quello centrale.
Sia il Bon che il Buddhismo tibetano hanno monasteri e voti monastici.
assai interessante notare che nonostante molti voti siano gli stessi nelle due
tradizioni, il Bon ha alcuni voti che ci si aspetterebbe di trovare fra i buddhisti,
ma che questi non hanno. Per esempio i Bonpo hanno il voto di essere
vegetariani, i buddhisti no. La moralit dei Bon un po pi rigorosa di quella
buddhista.
Il Bon ha un sistema di tulku uguale a quello dei monasteri buddhisti. Ha i
gheshe; ha la prajnaparamita, il madhyamaka, labhidharma e tutte le
divisioni che troviamo nei testi buddhisti. Parte del vocabolario e il modo di
esporre sono un po diversi, ma la differenza non maggiore di quella che
corre fra due lignaggi del Buddhismo. Per esempio il Bon possiede una
propria spiegazione sullorigine delluniverso, ma anche nel Kalachakra si
trova una spiegazione originale. Questo il quadro generale. Il Bon non cos
strano.
La cultura tibetana e lessenza dellinsegnamento
Credo sia importante cercare di discernere quali siano gli aspetti del
Buddhismo importati dal Bon, che rispecchiano lapproccio originale tibetano,
cos da farci unidea pi chiara di cosa faccia parte della cultura tibetana da
un lato e dellessenza del Buddhismo dallaltro. Anche nel Bon importante
distinguere gli aspetti culturali dagli insegnamenti essenziali.
In tutte le tradizioni tibetane stato pienamente adottato un processo
terapeutico in quattro fasi. Quando arriva un malato per prima cosa si fa un
mo, che un metodo di divinazione che deriva dal Bon. Nellantichit i mo
non si facevano con i dadi, come si usa oggi, ma con una cordicella con
diversi nodi. Il mo indica se la malattia causata da spiriti maligni e in tal
caso quali sono i rituali adatti a propiziarli. Successivamente si consulta un
astrologo per determinare il momento pi adatto per i rituali. Lastrologia si
basa sugli elementi provenienti dalla cultura cinese terra, acqua, fuoco,

metallo e legno. In terzo luogo si celebrano i rituali per eliminare le influenze


esterne dannose, e in quarto luogo si prende la medicina.
La teoria sottostante ai rituali leggermente diversa nel Buddhismo e nel
Bon. Dal punto di vista dei buddhisti si lavora con il karma e si considera la
situazione esterna in sostanza come riflesso del karma: un rituale o puja aiuta
ad attivare potenziali karmici positivi. Il Bon pone uguale enfasi
sullarmonizzazione delle forze esteriori, poi sulla situazione karmica interna.
In entrambi i casi in queste puja di guarigione si usano le torma, che sono il
residuo attenuato degli antichi riti sacrificali. Le torma, fatte di farina di orzo,
lavorate nella forma di piccoli animali e usate come capri espiatori,
provengono senza dubbio dal Bon. Vengono offerte agli spiriti dannosi:
Prendi questo e lascia in pace il malato.
Tutta la questione dei sacrifici assai interessante. I Bonpo dicono Noi non li
facevamo, era una tradizione antica del Tibet; i buddhisti sostengono Erano
i Bonpo, non noi. Evidentemente tutti vogliono negare di aver fatto sacrifici,
e indubbiamente i sacrifici cerano. Milarepa ricorda che se ne facevano
anche al suo tempo. Perfino nel 1974 quando Sua Santit confer liniziazione
di Kalachakra a Bodhgaya per la prima volta, parl con forza alle persone
provenienti dalle regioni di confine del Tibet di smettere le pratiche dei
sacrifici animali. qualcosa che esiste da molto tempo.
Nei rituali Bonpo concernenti il bardo vengono usate immagini di varie
divinit, come in molti rituali buddhisti analoghi. Questuso risale ai rituali di
sepoltura Bonpo/iraniani, dove nella tomba insieme al cadavere venivano
posti diversi oggetti.
Un altro elemento Bon introdotto nel Buddhismo tibetano la rete
dellarmonia dello spazio, una configurazione a forma di ragnatela di strisce
multicolori che rappresentano i cinque elementi, e che deriva dallidea di
dover armonizzare gli elementi esterni prima di poter lavorare su quelli
interni, o karma. Si costruisce una rete secondo quanto indicato dalle
divinazioni e cos via, e la si appende allesterno. Qualche volta vengono
chiamate acchiappa spiriti, ma in effetti non si tratta di questo. Servono per
armonizzare gli elementi ed invitano gli spiriti a lasciarci in pace. Sono
qualcosa di molto tibetano.
Il concetto di spirito vitale (bla), presente nel Bon e nel Buddhismo, proviene
dallidea turkmena centro asiatica di qut, lo spirito di una montagna.
Chiunque governasse larea circostante una particolare montagna sacra era il
Khan, il capo dei turkmeni e successivamente dei Mongoli. Il re era colui che
incarnava questo qut o spirito vitale aveva carisma e poteva comandare.
Lo spirito vitale pu essere rubato da spiriti malvagi; in tutte le tradizioni

buddhiste tibetane troviamo puja per recuperare lo spirito vitale rubato dagli
spiriti malefici. Si offre un riscatto: ecco una torma, ridammi il mio spirito
vitale. Come si fa a sapere che ci stato rubato lo spirito vitale? Da un punto
di vista occidentale potremmo chiamarlo esaurimento nervoso o shock,
quando non si riesce ad affrontare la vita. Una persona a cui sia stato rubato
lo spirito vitale non in grado di organizzare la propria vita. Lo spirito vitale
governa la nostra esistenza come il Khan governa il Paese. Il termine tibetano
che lo indica, la, contenuto nella parola lama. Un lama una persona che
ha davvero spirito vitale. La viene usato anche in alcuni contesti per
tradurre la bodhicitta bianca, quindi una forza materiale o essenza molto
forte allinterno del corpo.
Poi c lo spirito della prosperit: se forte tutto andr bene e avremo
ricchezza. Il termine tibetano yang (g.yang), che in cinese significa
pecora. Durante il Losar, il capodanno tibetano, si mangia una testa di pecora
e si modella con la tsampa, chicchi di orzo tostati, una testa di pecora, che
rappresenta lo spirito della prosperit. Chiaramente questo deriva da vecchi
rituali Bon.
Anche lidea delle bandiere di preghiera viene dal Bon; queste hanno i colori
dei cinque elementi e vengono appese per armonizzare gli elementi esterni in
modo da creare equilibrio e poter procedere con il lavoro interiore. Molte
bandiere di preghiera portano limmagine del cavallo di vento (lungta, rlungta), che associato al cavallo della fortuna. La Cina stata il primo paese a
istituire un sistema postale, in cui i postini montavano cavalli. In certi posti
facevano sosta e cambiavano cavallo. Questi cavalli di posta erano i cavalli di
vento; i termini cinesi sono uguali. Lidea che la buona fortuna arriver a
cavallo come il postino che porta merci, lettere, denaro, e cos via. molto
tibetano/cinese.
Certi aspetti delle cure Bon sono stati assunti dal Buddhismo come
laspersione di acqua consacrata con una piuma. In tutti i rituali diniziazione
buddhisti si usa una piuma di pavone in un vaso. Sulla cima dei monti si usa
bruciare foglie e rami di ginepro, chiamato sang in tibetano, per salutare
qualcuno che sta arrivando. Si fa cos ai lati della strada quando Sua Santit
fa ritorno a Dharamsala. associato al fare offerte agli spiriti del luogo.
Limportanza degli oracoli nel Buddhismo tibetano viene spesso confusa con
lo sciamanesimo, ma oracoli e sciamani sono completamente diversi. Un
oracolo uno spirito che parla attraverso un medium, usandolo come canale.
Gli sciamani, che si trovano in Siberia, in Turchia, in Africa eccetera, sono
persone che entrano in una trance durante la quale si recano in regni diversi
e parlano con alcuni spiriti, generalmente di antenati, i quali rispondono alle
loro domande. Quando gli sciamani escono dalla trance, comunicano il
messaggio degli antenati. Invece un medium generalmente non ha alcun

ricordo di quel che loracolo ha detto per mezzo suo. Gli oracoli han finito per
essere associati ai protettori: loracolo di Nechung anche il protettore
Nechung. Tuttavia si ritrova una traccia di sciamanesimo nella suddivisione
delle cose in cose che stanno al disopra della terra, sulla terra o sotto di essa,
che molto diffusa nei testi Bon ed poi stata assunta dal Buddhismo.
Buddha ha dato un enorme numero dinsegnamenti su molti argomenti; in
ogni luogo dellAsia in cui si diffuso il Buddhismo, le popolazioni coglievano
in prevalenza gli elementi che pi si accordavano alla propria cultura. Nel
Buddhismo dellIndia si fa menzione delle terre pure, ma non vi viene data
importanza, mentre i cinesi, che avevano il concetto taoista dellandare nella
Terra Occidentale degli immortali, diedero unenorme importanza alle terre
pure e le svilupparono moltissimo. Nasce cos il Buddhismo delle terre pure,
che una delle pi significative scuole del Buddhismo cinese. Analogamente
nel Buddhismo indiano vengono discussi i protettori, i diversi spiriti, lofferta
delle puja e cos via, ma i tibetani hanno sviluppato moltissimo questi
elementi perch appartenevano gi alla loro cultura.
Conclusione
Credo sia molto importante avere grande rispetto per la tradizione Bon. Vi
sono molti elementi che possibile identificare come Bon o come cultura
tibetana e che non sono completamente condivisi con il Buddhismo tibetano.
Molti elementi degli insegnamenti buddhisti si ritrovano anche nel Bon. Non
ha senso discutere su chi ha copiato da chi: il Buddhismo e il Bon hanno
avuto contatti reciproci e non c motivo per cui non possano essersi
influenzati reciprocamente.
importante capire che i Bonpo sono diventati i cattivi innanzi tutto per
motivi politici un residuo del loro acceso conservatorismo nellottavo secolo.
Daltro canto ci sono motivi psicologici coloro che sottolineano i propri lati
positivi tendono a proiettare quelli negativi su qualcun altro. questo un
fenomeno che si ritrova specialmente nelle tradizioni buddhiste
fondamentaliste con una estrema devozione al guru e grande importanza
data ad un protettore. Il protettore diventa la cosa pi importante, e i testi
dicono cose tremende contro chiunque si opponga al Dharma o a quella
tradizione. Schiaccia i nostri nemici, calpestali, strappagli gli occhi, eccetera.
Trovo molto pi appropriato seguire lesempio di Sua Santit e pensare che
esistono cinque tradizioni tibetane, ognuna delle quali insegna un cammino
assolutamente valido per lilluminazione. Queste tradizioni hanno molti
aspetti comuni e propongono lo stesso obiettivo, lilluminazione.
Fra i loro aspetti comuni ve ne sono alcuni che possono essere identificati
come cultura del Tibet e altri che sono pi propri del Buddhismo. Spetta a noi
decidere cosa vogliamo seguire. Se desideriamo accettare certi aspetti della

cultura tibetana, bene, perch no. Non in ogni modo necessario. Se


riusciamo a distinguere gli elementi tibetani dallessenza del Buddhismo,
almeno avremo ben chiaro cosa stiamo praticando. Non possibile essere
puristi nel Buddhismo; perfino il Buddhismo dellIndia si accordava alla
societ indiana. Non possiamo separare completamente il Buddhismo dalla
societ in cui stato trasmesso, ma possiamo avere chiarezza riguardo gli
elementi che sono culturali e a quelli che riguardano le quattro nobili verit, il
cammino verso lilluminazione, la bodhicitta e cos via.
Domande e risposte
Domanda: Quando si parla della differenza fra il Bon e il Buddhismo si dice
che questo viene dal Buddha, un essere pienamente illuminato, che ben
documentato e che c un lignaggio, mentre il Bon non proviene da un essere
pienamente illuminato.
Alex: Come facciamo a sapere che Buddha era un essere pienamente
illuminato? Nessuno ha preso appunti e non cerano registratori. Come
facciamo anche a sapere che le scritture del Buddhismo riportano i veri
insegnamenti del Buddha? Nulla stato messo per iscritto fino a quattrocento
anni circa dopo il Buddha, stato tutto trasmesso oralmente. Come facciamo
a sapere che le persone che hanno trasmesso gli insegnamenti si ricordavano
tutto perfettamente? Forse tutte le persone del lignaggio erano dotate di
memoria fotografica e non sbagliavano mai una parola neanche dopo averla
sentita una volta sola? abbastanza inverosimile.
Non credo sia un argomento valido affermare che il Buddha era illuminato ma
Shenrab Miwo no lo era. Come facciamo a sapere che non lo era? Non ho
studiato la sua biografia quindi non conosco a fondo i dettagli, ma che
differenza fa? Questo ci porta a una grande discussione sul problema se il
Buddha abbia veramente insegnato i Sutra Mahayana: lo stesso tipo di
argomento. Tutto dipende da come definiamo un Buddha. Se lo definiamo
come lHinayana, come un personaggio storico, allora evidentemente Buddha
non ha insegnato i Sutra Mahayana, a meno che non si sostenga che li abbia
insegnati in segreto senza che venissero trasmessi pubblicamente. Di fatto
chi ha insegnato i Sutra Mahayana stato Buddha cos come descritto dai
Sutra Mahayana dotato di tre corpi, che si manifesta in miliardi di miliardi di
forme nel tempo e nello spazio, e cos via. Questo tipo di Buddha pu
certamente aver insegnato i Sutra Mahayana. Analogamente, quando
parliamo della fonte di un lignaggio credo che dobbiamo avere molta
chiarezza sul tipo di Buddha a cui ci riferiamo: stiamo parlando di un
personaggio storico come Shakyamuni o Shenrab Miwo, o parliamo del modo
in cui essi stessi descriverebbero un essere illuminato?
In definitiva quel che decide la questione se gli insegnamenti di quella

persona funzionino davvero per portarci allilluminazione. Ecco come


conosciamo se un insegnamento valido o no. A meno che non si sia
ottenuta lonniscienza non si in grado di percepire se qualcun altro labbia
raggiunta. Allora come facciamo a sapere se qualcuno lha raggiunta? Non lo
sappiamo. Possiamo farci unidea dal fatto che ciascuna tradizione ha
prodotto esseri meravigliosi; per me sufficiente. Io non sono un tipo che
prende tutto alla lettera, e credo che dobbiamo essere un po pi obiettivi nel
considerare queste cose. La descrizione che ciascuno fa di un Buddha ha
molta influenza su come si espone lorigine di un insegnamento.
Partecipante: Si parla di tre tipi di Bon: il Bon antico, prima del seppellimento
dei testi; il Bon Yung-drung, cio il tipo pi tradizionale con dzogchen,
madhyamaka, prajnaparamita e cos via; e poi il Bon nuovo, che ha lignaggi
in comune con Guru Rinpoche. Shartse, un grande maestro dellinizio
dellultimo secolo, ha ottenuto il corpo di arcobaleno per mezzo di questo
nuovo metodo Bon.
Alex: Non conoscevo questo nuovo Bon. chiarissimo che ci sono persone
che praticano insieme il Bon e il Nyingma senza problemi, e ci sono studiosi
Bon che frequentano le scuole di dibattito Ghelug. Come ho accennato, molti
degli scopritori di testi tesoro sepolti scoprirono testi di entrambe le
tradizioni, e i traduttori dalle due lingue lavoravano insieme a Samyay. Non
sono mai mancate influenze reciproche. Non so quale potrebbe essere la
differenza fra il Bon Yung-drung e il nuovo. Anche lo Yung-drung possiede dei
lignaggi in comune con i Nyingma, forse la differenza riguarda solo il fatto che
Guru Rinpoche sia nel lignaggio o no. Credo che la lezione da ricordare sia
che il Bon un lignaggio dinsegnamenti spirituali del Tibet e non qualcosa di
cui aver paura come se si trattasse di cattivi o adoratori del demonio.
Domanda: questa migliore conoscenza del Bon uno sviluppo recente?
Alex: Credo di s. Il fatto di proiettare su un gruppo la negativit
generalmente favorito da una completa mancanza di conoscenza di quel
gruppo, come credere che i musulmani siano dei diavoli. Certamente la
conoscenza del Bon si ampliata di recente; Sua Santit il Dalai Lama ha
avuto un ruolo importante in questo, ma non stato il solo. Al tempo del
quinto Dalai Lama i Mongoli, concludendo una guerra civile durata 150 anni,
ne fecero il capo politico del Tibet; furono spinti da molti motivi.
Il quarto Dalai lama era un mongolo; il primo Panchen Lama era il tutore del
quarto e del quinto Dalai Lama e fu colui che scelse il quinto Dalai Lama.
del tutto ragionevole supporre che i mongoli avrebbero sostenuto la
reincarnazione del loro quarto Dalai Lama mongolo. La linea politica del
quinto Dalai Lama consistette nel riconciliare tutte le diverse fazioni del Tibet
per porre termine a questo orribile periodo di guerra civile. Non solo egli riun

tutte le tradizioni ed assegn loro un posto nella celebrazione del Monlam,


ma fece s che i diversi monasteri Nyingma appartenenti ai due lignaggi
principali di quella scuola celebrassero rituali per il successo del governo
tibetano, e fece s che anche i monasteri Bon facessero lo stesso. Il Dalai
Lama attuale sostiene che cerca di proseguire la politica del Grande Quinto.
Ora, a causa della situazione dei rifugiati, tutte le tradizioni sono venute alla
ribalta nello stesso modo, cos abbiamo informazioni su tutte.
Domanda: Un occidentale ha scritto una tesi sul Bon nel 1927.
Alex: Si, i monasteri Bon esistevano. Snellgrove lha consultata negli anni
cinquanta e sessanta.
Domanda: Nella cultura iraniana sono presenti elementi dzogchen?
Alex: Non credo. Anche i miti Bon sulla creazione sono molto diversi da quelli
zoroastriani dell'Iran antico. Quel che volevo dire era che il Buddhismo era
presente gi in tempi molto antichi nelle zone di cultura iraniana. Se
definiamo insegnamento buddhista un insegnamento che porta
all'illuminazione, comprendendo tutte le qualit di un essere illuminato, allora
un insegnamento del genere buddhista sia che lo si chiami con questo
nome o no. Non detto che il Bon venisse da un'area di cultura iraniana,
anche se la zona ad occidente del Tibet godeva di uninfluenza culturale
iraniana, e i Bonpo sostengono che quella sia la provenienza della loro
tradizione. probabile che attraverso i contatti fra il Tibet occidentale e il
Khotan, che sono ben documentati, vi fossero contatti anche fra quell'area e
le zone di cultura iraniana; se non altro una possibilit.
Domanda: Non stato accertato che il Bon sia pi antico del Buddhismo?
Alex: Come facciamo a saperlo? Siamo disposti ad accettare che Shenrab
Miwo sia vissuto trentamila anni fa nell'et del bronzo o della pietra? Che
importanza pu avere? Per come vedo io la questione, il Bon ha influenzato il
Buddhismo nel Tibet: ha influenzato il modo in cui i buddhisti tibetani
presentano il Buddhismo. Questo chiaro; non lo metterei in discussione.
Per non vedo come potremmo mai sapere oggettivamente chi venuto per
primo.
Domanda: La pratica dello dzogchen pi antica del Buddhismo, no?
Alex: Anche qui non vedo come sia possibile accertarlo; dipende da come
definiamo lo dzogchen. Se lo definiamo come un insegnamento che porta
all'illuminazione, ha preceduto Shakyamuni? Gli stessi buddhisti direbbero
che prima di Shakyamuni sono esistiti altri Buddha che hanno trasmesso
metodi per raggiungere l'illuminazione. Se si vuol chiamare Shenrab Miwo un
Buddha pi antico, bene, perch no? Che differenza fa? La tua domanda

riguarda lo dzogchen in quanto sistema pienamente sviluppato per


raggiungere l'illuminazione o certi metodi usati nello dzogchen che derivano
da pratiche pi antiche? Sicuramente lo dzogchen non si ritrova nello
Zoroastrismo. Zoroastro stesso vissuto solo allincirca cinquantanni prima
di Buddha, non trentamila anni prima. Non c' nessuna religione
documentata che risalga tanto indietro nel tempo. anche importante notare
che se una tradizione diventa quella dei cattivi, sicuramente cercher di
compensare questa immagine negativa sostenendo di essere la pi antica:
dobbiamo prenderli alla lettera? Io non lo farei, ma se qualcuno vuol prenderli
alle lettera, legittimo.
Domanda: Ci sono prove storiche dello dzogchen nel Bon antico?
Alex: Per quanto ne so, ma potrei sbagliarmi, non si conservato nulla di
scritto; le uniche prove storiche vengono dall'archeologia, e qui unicamente
dalle tombe reali. chiaro che i Bonpo possedevano rituali, ma certamente
non vi alcuna prova del fatto che praticassero la meditazione dzogchen. Si
creato un lignaggio della convinzione che la praticassero perch "L'ha detto il
mio maestro." E lui come lo sa? "Gliel'ha detto il suo maestro".
Il fatto che gli insegnamenti Bon abbiano portato beneficio a un gran numero
di persone dimostra che si tratta di una via efficace all'illuminazione, o
almeno a quel che possiamo comprendere dell'illuminazione. Personalmente
credo che le date della vita del suo fondatore siano irrilevanti, e che la
questione sia un po' come "il mio maestro pi bravo del tuo". Qualcuno ha
indicato le date, e ora un insegnamento del lignaggio. Perch
preoccuparsene? limportante continuare a praticare per ottenere i risultati.
Sia il Bon che il Buddhismo sono lignaggi che risalgono all'inizio dello scorso
millennio, e tanto mi basta: hanno superato la prova del tempo. Andiamo
avanti con gli insegnamenti; non ha senso perdersi in un dibattito del tipo
"mio babbo meglio del tuo babbo".
Domanda: Fra i gruppi Tibetani c' competizione e discordia; non sarebbe ora
di finirla?
Alex: Certamente. Sua Santit il Dalai Lama raccomanda sempre di guardarsi
dal settarismo, e come lui molti dei capi e dei grandi lama delle altre
tradizioni; tuttavia esistono ancora fazioni settarie. un vero peccato, ma
cos. Non dobbiamo seguirle.
Domanda: Puoi parlarci di come il Bon intende il madhyamaka?
Alex: Non ho studiato testi Bon di madhyamaka. L'interpretazione del
madhyamaka differisce in ciascuna delle quattro tradizioni tibetane, e anche
all'interno di ciascuna tradizione i diversi autori e testi presentano punti di
vista differenti; immagino che anche all'interno del Bon ci siano differenze. Mi

baso sulla logica: se i Bonpo si preparano al dibattito nei monasteri Ghelug


anche se alcuni dibattono in quelli Sakya devono per forza accettare il
punto di vista del monastero in cui studiano. Non avrebbe senso se cos non
fosse. Quindi se accettassero il punto di vista Nyingma sul madhyamaka
potrebbero benissimo studiare il dibattito nei monasteri Nyingma.
Per raggiungere l'illuminazione occorre una comprensione corretta della
vacuit, tuttavia esistono molti modi di spiegare questa visione corretta.
Bisogna stare molto attenti considerando le diverse tradizioni tibetane,
perch queste danno definizioni molto diverse dei termini chiave. Per
esempio se applichiamo la definizione Ghelug a termini Kagyu, le
affermazioni di questultimo ci suoneranno molto strane. Mentre se leggiamo
le presentazioni dei Kagyu dal punto di vista delle loro definizioni, allora sono
perfettamente sensate.
Dobbiamo stare molto attenti a tener conto anche della teoria della
percezione di ciascuna scuola. Se consideriamo l'esposizione del
madhyamaka fatta da ciascuna scuola indipendentemente dalla sua
definizione di cognizione concettuale e non concettuale, si crea della gran
confusione. Infatti le teorie della percezione Nyingma, Sakya e Kagyu sono
molto diverse dalla Ghelug. Noi in occidente veniamo da una visione del
mondo basata sulla Bibbia, e vogliamo Una Sola Verit, Un Solo Dio. Cos ,
punto e a capo. Ma non funziona cos.
Una visione corretta pu essere descritta in molti modi diversi; la differenza
principale sta nel fatto che si consideri la vacuit come un oggetto compreso
dalla mente o come la mente che comprende la vacuit. Lo dzogchen
descrive la vacuit dal punto di vista della mente che la comprende. Mentre i
Ghelug, nel sutra, dal punto di vista della vacuit stessa. Invece
nell'anuttarayoga tantra, con la discussione della chiara luce, la
presentazione Ghelug simile a quella dello dzogchen. Parrebbe che il Bon
segua i Ghelug nella tradizione del sutra, mentre segue lo stile Nyingma
quantomeno nello dzogchen. Non so come stiano le cose per quanto riguarda
le classi inferiori di tantra. Non ho avuto una formazione approfondita nel
Bon, ho solo letto dei libri.
Credo che da tutto questo si debba concludere che la situazione in effetti
assai complessa. Non che questi fossero lignaggi isolati nel Tibet, le cose
non esistono in questo modo; ci sono stati contatti e interazioni. Una cosa
come un lignaggio indipendente non esiste. Anche all'interno di ciascuna
scuola tibetana esistono diversi lignaggi di tantra, interpretazioni del
madhyamaka eccetera, ciascuno con la sua storia differente. Alcuni sono
comuni ad altre scuole. come l'intrecciarsi di ciocche di capelli diversi, o
come una famiglia. Non che ciascun lignaggio sia stato sempre uguale fin
dalla sua fondazione. Le cose sono molto pi fluide. A noi piace tracciare una

bella riga nera intorno alle cose e farne delle entit concrete, ma la realt non
questa.
Domanda: Potremmo dire che in Tibet la religione era prevalentemente una
questione familiare, locale, prima che cominciasse la tradizione monastica?
Alex: Non direi; non era come nella tradizione ebraica, per esempio, in cui,
dopo la distruzione del Secondo Tempio, i rituali venivano celebrati nelle
famiglie, di modo che la madre guidava il rito del venerd sera e la famiglia
era responsabile dell'educazione dei bambini. La religione in Tibet non era
una tradizione familiare in questo senso. Le uniche prove che abbiamo
vengono dalle cerimonie di sepoltura ufficiali e dai sacrifici per i re.
A livello locale cosa accadeva? Posso pensare che vi fossero preti di villaggio
che celebravano i rituali per i loro concittadini proprio come fanno ora i
buddhisti: sinvitano in casa i monaci per i rituali e cos via. Comerano istruiti
questi antichi preti di villaggio? La conoscenza passava di padre in figlio? Che
ruolo avevano le donne? Era una casta? Non ne ho idea.
Ancora una volta, abbiamo pochissimi elementi di prova. Doveva esistere una
tradizione scritta, perch a Samyay troviamo traduttori dallo Zhang-zhung, e
questi evidentemente traducevano qualcosa. Sarei incline a pensare che il
livello di istruzione e di sofisticazione nelle aree remote dell'antico Tibet non
fosse molto elevato. Nell'antichit in molti Paesi i rituali erano unesclusiva
delle corti reali e non erano cos diffusi fra la popolazione, specialmente nelle
zone pi remote.
Ricordiamo sempre che in Tibet non vi erano grandi citt, come nell'antica
Roma; c'erano piccoli villaggi e nomadi. Come avrebbe potuto diffondersi
l'apprendimento dei rituali? La gente viveva molto isolata. Si credeva negli
spiriti delle montagne del luogo e cos via? Certamente. Era una credenza
organizzata? Chi lo sa. Ancora oggi in tutta l'Asia centrale si celebrano puja e
sacrifici agli spiriti delle montagne del luogo.
Credo veramente che dobbiamo preoccuparci pi che altro di cosa possiamo
imparare oggi dal Bon. Se i maestri, lo stile di pratica e ci cui si d
importanza ci vanno bene, perfetto. Qualunque sia la nostra scelta
importante non restare incastrati in una mentalit settaria. Piuttosto che dire
"Questinsegnamento il migliore del mondo!" possiamo semplicemente
riconoscere che " adatto a me".
Dedica
Terminiamo qui con una dedica. Dedicare molto importante. Quando
facciamo qualcosa di positivo, come chiarirci le idee circa Buddhismo e Bon,
si accumula una certa quantit di forza positiva. Se non la dedichiamo,

questa forza positiva agisce come causa per migliorare il samsara. Quello che
noi vogliamo non solo acquistare maggiore conoscenza intellettuale cos da
trovare un buon lavoro all'universit, tenere un corso e fare soldi. Lo
dedichiamo perch agisca come causa per ottenere l'illuminazione. Con
maggiore chiarezza circa il sentiero e liberi dalle opinioni settarie, possiamo
porre tutta la nostra energia nel raggiungimento dell'illuminazione per poter
essere di beneficio a ognuno. Se dedichiamo questa forza positiva come
causa dell'illuminazione, allora agir come causa dellilluminazione. Ecco
perch allinizio importante la motivazione: d il tono.
Possa tutto quanto abbiamo appreso essere sempre pi interiorizzato, ed
essere la causa per essere veramente in grado di seguire un sentiero Bon o
buddhista fino alla fine, con chiarezza e senza settarismo, cos da poter
essere daiuto agli altri nel modo migliore.

Grazie.