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Michela Scibilia dicembre 2012 www.teodolinda.it

Rivivere e
comunicare
il passato
Il contributo della
rievocazione dellevo
antico al marketing
museale e territoriale

Pubblicazione realizzata dallIstituto Beni Culturali


nellambito delliniziativa comunitaria
PArSJAd Parco Archeologico dellAlto Adriatico /
Arheoloki parki severnega Jadrana
Soprintendenza per i beni librari e documentari

Rivivere e comunicare il passato.


Il contributo della rievocazione
dellevo antico almarketing museale
eterritoriale
A cura di Fiamma Lenzi e Simona Parisini
2014

Progetto strategico finanziato


nellambito del Programma per
la Cooperazione Transfrontaliera
Italia-Slovenia 2007-2013, dal
Fondo europeo di sviluppo
regionale e dai fondi nazionali.
Ministero dellEconomia
e delle Finanze

Sofinanciran v okviru Programa


ezmejnega sodelovanja
Slovenija-Italija 2007-2013 iz
sredstev Evropskega sklada za
regionalni razvoj in nacionalnih
sredstev.
REPUBLIKA SLOVENIJA
MINISTRSTVO ZA GOSPODARSKI
RAZVOJ IN TEHNOLOGIJO

Progetto grafico
Monica Chili
Stampato nel mese di Febbraio 2014
dal Centro Stampa Regione Emilia-Romagna
(Bologna)
In copertina
Foto di Camillo Balossini, Chiara Cali

Partners
Regione del Veneto - Unit complessa Progetti Strategici
e Politiche Comunitarie, Lead partner
IBC - Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali
della Regione EmiliaRomagna
Comune di Bagnara di Romagna (RA)
Comune di Russi (RA)
Comune di Voghiera (FE)
Regione Friuli Venezia Giulia - Centro Regionale di Catalogazione
e Restauro dei Beni Culturali
Narodni Muzej Slovenije- Ljubljana (Museo Nazionale Sloveno)
Univerza na Primorskem, Znanstveno-raziskovalno sredie
(Universit del Litorale, Centro di Ricerche Scientifiche)
Zavod za varstvo kulturne dediine Slovenije- Ljubljana
(Istituto per la tutela del patrimonioculturale della Slovenia)
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IBC
Via Galliera, 21 40121 Bologna
Tel. 0039 051 527 6600
Fax 0039 051 23259
www.ibc.regione.emilia-romagna.it
ISBN 9788897281207

http://parsjad.regione.veneto.it

I contenuti di questa pubblicazione sono responsabilit degli autori e


non riflettono in alcun modo le opinioni delle autorit del Programma di
Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia.
Michela Scibilia dicembre 2012 www.teodolinda.it

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Rivivere e
comunicare
il passato
Michela Scibilia dicembre 2012 www.teodolinda.it

Il contributo della rievocazione


dellevo antico
al marketing museale e territoriale

Indice
Presentazione 3
Fiamma Lenzi

Re-enactment, living history: rapporti con larcheologia sperimentale


e i Musei Archeologici allAperto

Lara Comis


Roman reenacting: esperienze italiane nella rievocazione della Romanit
17
Erika Berto

Antiqva Italia. Progetto per un organismo di coordinamento degli enti


e delle associazioni che operano nel campo della rievocazione storica dellantichit

20

Il Museo Archeologico di Bologna rievoca: lesempio di Archeopolis 2011

25

Gli Etruschi rivivono a Marzabotto: esperienze didattiche e festival storico di KAINUA

41

Lalba degli Etruschi. Unesperienza di museum theatre a Castelfranco Emilia

65

Terra di Storia: dalla rievocazione storica alla didattica

71

Quando il presente incontra il passato attraverso la rievocazione:


il Festival del Mondo Antico a Rimini

81

Diciasette anni di ricostruzioni romane a Villadose (RO)


tra archeologia sperimentale e divulgazione

93

Corrado Re

Paola Giovetti, Federica Guidi

Paola Desantis, Rita Filippini, Corrado Re

Diana Neri, Luca Cesari, Corrado Re

Silvia Cipriano

Angela Fontemaggi, Orietta Piolanti

Enrico Maragno

VIsiTA al MUSEO. Esperienza di rievocazione allinterno delle sale


del Museo Archeologico Nazionale di Sarsina

105

Prove di rievocazione in un villaggio dellet del Bronzo

118

Rievocare per scoprire: archeologia sperimentale e didattica sensoriale

127

Monica Miari, Maria Teresa Pellicioni, Monica Ballantini

Ilaria Pulini, Cristiana Zanasi

Annachiara Penzo

di scena la storia: ricostruzione storica dellantichit, rievocazione e patrimonio culturale 139


Corrado Re, Lara Comis

Fuochi preistorici, a Travo tornano gli antichi 153


Gian Battista Fiorani, Claudia Minuta, Maria Maffi, Andrea Moretti

La Fondazione Aquileia per la diffusione della conoscenza

167

Opitergivm Rievocazione storica - Oderzo rievoca le proprie radici

170

La villa marittima di San Simone/Simonov zaliv (Slovenia)

175

Brixellum Romanorum.
Attivit del Gruppo Archeologico Brescellese Marco Salvio Othone

183

Lassociazione culturale Legio XIII Gemina

186

Gianluca Baronchelli

Angelica Giabardo

Ivana Pintari, Tina Kompare

Marino Agosti, Laura Zilocchi

Denis Pasini, Marco Baiocchi

LAssociazione Culturale Terra Taurina e il gruppo di rievocazione storica Touta Taurini 190
Riccardo Graziano

Lalba degli Etruschi.


Unesperienza di museum theatre a Castelfranco Emilia
Diana Neri, Luca Cesari Museo Civico A.C. Simonini - Castelfranco Emilia
Corrado Re Dottore di ricerca in Antropologia
Fin dallepoca della costituzione, avvenuta nel 1999, il
Museo Civico Archeologico di Castelfranco Emilia si
contraddistinto per limpronta divulgativa assicurata
alle proprie iniziative. Partendo dalla constatazione di
essere un museo con una vocazione territoriale, privo
delle collezioni centenarie che possono vantare altre
istituzioni simili, in particolare Modena e Bologna, si
caratterizzato per una ricca produzione di mostre temporanee e pubblicazioni anche rivolte allutenza non
specializzata, in particolare ai bambini delle scuole primarie.
Gli interventi realizzati comprendono lezioni frontali in
classe tenute da archeologi esperti con lo scopo di
aumentare la conoscenza della storia antica e dellarcheologia nel rispetto dei programmi scolastici e con
approfondimenti dedicati al territorio castelfranchese. In
molti casi alle lezioni stata spesso associata la visita al
locale museo o ad altri nelle vicinanze.
Tra le attivit era inserito lo svolgimento di lezioni pratiche allinterno dellaula di archeologia didattica, nel
corso delle quali i bambini hanno potuto sperimentare
la pratica dello scavo stratigrafico allinterno di unapposita vasca, il disegno e il restauro di riproduzioni archeologiche realizzate ad hoc. Fra i momenti divulgativi
di maggiore impegno si ricordano alcune manifestazioni (in particolare Musei da Gustare organizzata in
collaborazione con la Provincia di Modena) in cui con

lassistenza di archeotecnici esperti in archeologia sperimentale sono state affrontate diverse tematiche: dalla
cottura dei cibi allaccensione del fuoco, dalla manipolazione dellargilla alla fusione del bronzo.
Fin dai primi anni di operativit del museo sono state
inoltre organizzate attivit ludico-divulgative, come la
Caccia al tesoro sulla centuriazione in cui le classi di
quinta elementare si sfidavano in un percorso a tempo
che includeva una competizione di orientering sul tratto
di centuriazione romana interno al parco di Villa Sorra,
combinata a domande tematiche sulla rete viaria di
epoca romana.
Allinterno del panorama di attivit si possono enumerare anche diverse pubblicazioni illustrate dedicate
allinfanzia che, prendendo spunto dalle avventure del
personaggio dellArcheotalpa, rendono comprensibili la
pratica dello scavo archeologico e di attivit del passato, come i riti funebri di diverse antiche civilt o la produzione e lo scambio di vasellame in epoca etrusca.
Questo ventaglio di soluzioni, adottate gi da tempo
nel Nord Europa, in particolare nei paesi scandinavi e
nel mondo anglosassone, era ed tuttora ancora poco
messo in pratica nei musei italiani, soprattutto allinterno
delle grandi istituzioni che, a causa dellampiezza del
loro patrimonio archeologico, rivolgono massimamente
il loro impegno pi verso la conservazione e le pubbli-

65

percorso di simulazione e di gioco in cui i bambini erano


chiamati a svolgere in prima persona alcune attivit che
contraddistinguevano la vita quotidiana in epoca etrusca.
Partendo dallanalisi di alcuni materiali archeologici e
con lausilio di illustrazioni a grande scala (fig. 1) il percorso della mostra introduceva alle tematiche della produzione dei manufatti in bronzo, della tessitura, dellalimentazione antica e della cerimonia funebre, intervallato
da diverse stazioni che proponevano la partecipazione
dei bambini a semplici giochi di squadra a tempo e
giochi di ruolo (nel caso della sepoltura dellurna e del
corredo funebre), coinvolgendoli in prima persona alla
soluzione di semplici quesiti e attivit ludiche.
Per fare solo un esempio, una volta illustrati gli oggetti
di corredo delle tombe maschili e femminili ai bambini
divisi in due squadre si chiedeva di posizionare correttamente e nel pi breve tempo possibile alcune riproduzioni calamitate su due figure a grandezza naturale
(fig. 2).
Considerata la natura della mostra, ricca di spunti visivi
e incentrata sullattivit svolta in prima persona dai visitatori, sembrato naturale tentare un approccio diretto
e fortemente coinvolgente anche per il giorno dellinaugurazione.
Levento, svolto nel portico antistante al museo, ha
avuto un duplice scopo: affievolire il senso di cesura tra
linterno e lesterno della struttura, introducendo un elemento di novit anche nello spazio normalmente adibito alle attivit quotidiane e al passaggio, ma suscitare
anche un interesse attraverso un forte impatto visivo
per le tematiche che erano trattate approfonditamente
allinterno del percorso espositivo, creando aspettativa
e coinvolgimento fin dallapproccio iniziale.
Per questo motivo stata scelta unattivit di dramma-

Il cinerario biconico
Il contenitore che accomuna tutte le
sepolture villanoviane il cinerario
biconico (cos chiamato dalla sua forma
che ricorda due coni sovrapposti). La
particolarit di questo contenitore
di avere una sola ansa (ovvero la
maniglia che serve a trasportarlo).
In qualche caso si utilizzava un
normale vaso a due anse, una delle
quali veniva spezzata, ma molto pi
spesso il biconico era prodotto dal
vasaio gi con un solo manico. Questa
caratteristica sottolinea il suo utilizzo a
scopo funebre, infatti alcuni oggetti,
prima di essere deposti nelle tombe erano
defunzionalizzati, ovvero modificati per
Ansa spezzata
impedirne il normale utilizzo. Ad esempio, le armi
deposte nelle tombe etrusche e celtiche spesso venivano
piegate o spezzate per simboleggiare un loro cambio di stato da oggetti per i
vivi a oggetti dedicati ai morti.
Dopo lo spegnimento del rogo, le ossa del defunto erano raccolte in una pratica
chiamata ossilegio e poste allinterno dellurna, a volte insieme ad alcuni
oggetti personali, come le fibule o gli spilloni che erano serviti per fissare i capi
di abbigliamento o il sudario sul corpo. Oltre al fatto di essere deposti
allinterno e non allesterno del cinerario, questi reperti si riconoscono perch
hanno subito lazione diretta del fuoco che li ha deformati.
Il biconico veniva in seguito chiuso con una scodella (chiamata scodella
coperchio per la sua funzione, anchessa con unansa sola) e rivestito da
tessuto, come se fosse il nuovo corpo del defunto.
La deposizione allinterno del pozzetto poteva
essere accompagnata da altri oggetti di
corredo e offerte varie e, una volta richiuso
il tumulo e ricoperto di terra, la posizione
della tomba poteva essere indicata da un
segnacolo: di solito un sasso di fiume di
forma allungata infisso nel terreno.
Molti dei cinerari che si vedono nei musei
sono rotti o incompleti, perch nel corso
dei millenni luomo ha continuato a
vivere negli stessi luoghi, dimenticando
completamente dove fossero collocati
questi antichi cimiteri. I lavori agricoli,
la costruzione di strade e case hanno
inciso
profondamente
il
terreno
distruggendo in parte le tombe che gli
archeologi hanno in segito recuperato,
Pozzetto con rivestimento in
restaurato e studiato.

Cinerario biconico

ciottoli e segnacolo

Fig. 1

cazioni specialistiche che non verso la valorizzazione e


la divulgazione.
In questottica si inserisce lesposizione intitolata
Scuola e Museo: i bambini e larcheologia con cui il
Museo Civico Archeologico di Castelfranco Emilia ha
voluto rendere partecipi le classi e gli insegnanti delle
scuole primarie del territorio (e non solo), attraverso un
66

tizzazione da parte di operatori professionisti, che includesse abiti, utensili e attivit tipiche dellarcheologia
sperimentale e potesse svolgere una funzione attrattiva
e spettacolare nei confronti della materia trattata.

Levento, presentato in occasione dellinaugurazione


dellesposizione didattica: Scuola e Museo: i bambini e
larcheologia, ha coniugato living history, museum theatre, archeologia ricostruttiva e altro in un unico evento,
seppure breve e di limitate dimensioni e risorse.
Come si giunti a scegliere, ideare e realizzare questo
evento?
Lanalisi del percorso seguito potrebbe partire dalla
seguente domanda: se la mission di un museo anche e soprattutto leducazione (culturale, artistica ecc.),
quale strada scegliere per educare in modo efficace e
responsabile? Cio creare la possibilit di un percorso
individuale allapproccio con la cultura? Offrendo lopportunit (e gli strumenti indispensabili) di sviluppare
unesperienza personale e personalizzata che metta in
contatto con un tema culturale, si ottiene senzaltro un
risultato incisivo e duraturo, proprio perch personale e
individuale. Particolarmente nel caso di un pubblico prevalentemente costituito da scolari della scuola primaria,
stato ritenuto utile il metodo costruttivista, in cui lattenzione focalizzata su chi apprende e non sullargomento, e su un percorso di apprendimento informale, in
cui il processo di acquisizione delle conoscenze possa
essere condotto da chi apprende, secondo le proprie
mappe logiche, i propri interessi e curiosit.
Si cercato quindi un metodo adatto a offrire degli stimoli, soprattutto per limmaginazione, atto a suscitare
delle domande che ottenessero poi le proprie risposte
nelle successive o contestuali attivit didattiche/divulgative pi abituali, allinterno dellattivit museale ordinaria.
Lopzione pi efficace stata ritenuta quella offerta dal
teatro, poich il teatro educativo non tenta di trasmettere un sapere, ma di portare lesperienza personale a
diventare strumento di formazione e comunicazione.

Diana Neri, Luca Cesari

Fig. 2

67

Lideazione dellevento stata quindi interpretata attingendo a diverse tecniche ed esperienze:


Il tableau vivant, che offre diversi stimoli soprattutto percettivi, ma da solo non coinvolgente della sfera emotiva. Utilizza le tecniche della living history.
Lo storytelling, che offre ottimi strumenti per il coinvolgimento emotivo, ma non agevolmente applicabile al
tema prescelto (la cultura villanoviana-orientalizzante
padana) con gli obiettivi proposti.
Il museum theatre, adatto ad entrambi gli scopi, ma di
applicazione piuttosto complessa in relazione alle risorse a disposizione.

Alcune di queste tecniche hanno un approccio prevalentemente percettivo, altre prevalentemente emozionale, ma tutte fondamentalmente lasciano la razionalizzazione alla fase successiva, dando modo di realizzare
uno sviluppo personale e consapevolizzato dellapprendimento.
La realizzazione dellevento ha visto quindi la creazione
di un tableau vivant, (dedicato alla ricostruzione di un
ipotetico interno di una dimora principesca del periodo
villanoviano-orientalizzante padano), nel cui ambito si
svolgevano anche attivit di archeologia esperienziale o
ricostruttiva, usualmente utilizzate nella didattica (fig. 3).

Fig. 3

68

Per un reale coinvolgimento emotivo del pubblico attraverso la narrazione di una storia, si ricorsi a brevi
interventi teatrali, attingendo a varie forme teatrali quali
il teatro di narrazione, il teatro dimprovvisazione ed il
teatro tradizionale.
Normalmente nel teatro di narrazione non si interpreta
un personaggio, tuttavia nel contesto specifico stata
ravvisata la necessit di evidenziare il ruolo del narratore/
mediatore comunicativo, presentando un personaggio
che dichiarasse la propria estraneit sia al contesto del
tableau vivant sia al pubblico. La narratrice dellevento

ha vestito i panni di un angelo/demone delloltretomba


etrusco, volutamente affine ma allo stesso tempo estraneo al tableau: laspetto si richiama infatti alliconografia
etrusca successiva non direttamente correlata al contesto ricostruito (fig. 4).
Naturalmente importantissimo il giusto equilibrio tra
rigore scientifico e comunicazione emozionale, cos il
tableau vivant come i brevi interventi teatrali degli interpreti, hanno beneficiato di una competente conoscenza
del patrimonio (fig. 5).

Fig. 4

69

Fig. 5

Infatti Lalba degli Etruschi un evento realizzato grazie ad un lavoro interdisciplinare basato su competenze
complementari: un gruppo di lavoro composto da storici ed archeologi professionisti, rievocatori e attori, ha
permesso di superare fin dallinizio il dilemma del museum theatre: attori formati dagli operatori museali sui
contenuti, o operatori formati nelle tecniche teatrali? Entrambe le opzioni hanno infatti i loro punti deboli.
Le tecniche teatrali applicate alla comunicazione museale sono ancora di limitata diffusione in Italia, soprattutto in relazione al patrimonio archeologico, mentre le
esperienze europee e internazionali vantano ormai una
lunga tradizione.
I risultati di questa esperienza sono tali da auspicare

che il teatro possa svolgere nel futuro pi prossimo un


ruolo pi incisivo nella comunicazione museale, che ne
anche valorizzazione.
Lesperienza de Lalba degli Etruschi ha fatto s che
lAssociazione ArcheoStorica sia stata invitata a realizzare un workshop nellambito del convegno Museum
interpretation and public engagement: challenges and
opportunities, Hllviken (SE), svoltosi nel settembre
2012. Il convegno stato realizzato da EXARC (organizzazione che rappresenta i musei archeologici allaperto
e larcheologia sperimentale allICOM), congiuntamente
con IMTAL (International Museum Theatre Alliance).
Corrado Re
70

ISBN 9788897281207