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Patologia delle fasce

PATOLOGIA DELLE FASCE

Il tessuto connettivo, cos come mostrato precedente, presente a livello di tutti gli scomparti del
corpo umano: parte vascolare, neurologica, viscerale, etc.
Inoltre tutti questi tessuti essendo in stretta relazione tra loro, appare evidente che, qualunque sia la
ferita a livello dell'organismo, automaticamente e obbligatoriamente il tessuto connettivo ne viene
coinvolto in maniera pi o meno importante.
Sia che abbiamo a che fare con la neurologia, che con la reumatologia, la cardiologia, la
gastroenterologia, etc., charo che ogni patologia specifica alle sue specialit, avr una risonanza
sullo stato del tessuto connettivo.
I manuali di patologia classificano tra le malattie specifiche dei tessuti connettivi, i collagenosi o
connettiviti. Esse inglobano diverse affezioni il cui carattere comune una degenerazione della
sostanza fondamentale del tessuto connettivo.
La loro originalit dipende dal carattere diffuso, ma non sorprendente quando si conosce
l'onnipresenza del tessuto connettivo?
Per di pi, esse hanno in comune:
- una espressione clinica che quella delle malattie infiammatorie,
- un pronostico di gravit,
- sindromi di sovrapposizione nelle forme atipiche che creano difficolt di diagnosi.

I COLLAGENOSI

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A - I QUATTRO MAGGIORI COLLAGENOSI

Esse comprendono:
- il lupus eritematoso disseminato,
- la sclerodermia,
- la periatrite nodosa,
- i dermatomiositi.
Non faremo lo studio dettagliato di queste quattro patologie. Precisiamo solamente che i loro segni
clinici sono multipli e pi o meno comuni a stadi diversi.
Esse si manifestano tramite localizzazioni:
- cutanee,
- muscolari,
- articolari,
- toraciche,
- neurologiche,
- viscerali.
Una parentesi su quanto concerne le ferite cutanee e che illustrano perfettamente la ferita del
tessuto connettivo.
Cos nella schelodermia, caratterizzata da una produzione accresciuta di collagene: a livello della
pelle un epiderma atrofizzata ricopre un ammasso compatto di fibre di collagene che restano
parallele all'epiderma. I prolungamenti digitiformi di collagene si estendono dal derma al tessuto
sottocutaneo e fissano la pelle ai piani profondi.
La ferita pi o meno estesa di tutti i sistemi consecutivi alle connettiviti, conferma il loro carattere
di malattia generale e rinforza l'importanza che riveste il tessuto connettivo, presente a livello di
tutte le parti del corpo.

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B- LE ALTRE FORME DI COLLAGENOSI

Aggiungiamo ai collagenosi:
- La sindrome di Wegner, caratterizzata da una ferita molto severa delle vie aeree superiori, del
polmone e del rene.
- La sindrome di Sharp o connettivite mista.
- La sindrome di Marfan che caratterizzata da:
una taglia eccessiva,
un allungamento delle membra soprattutto a livello delle estremit,
una cifo-scogliosi con torace a imbuto,
una lassit legamentosa
alcune manifestazioni viscerali.
- Cos come la poliartrite reumatoide che attualmente collocata nel rango di collaggenoso,
caratterizzata a livello tissulare, da tre segni principali:
sinovite,
vascolarite,
nodulo reumatoide.
Quest'ultimo, di sede sottucutanea, pu anche trovarsi a livello della pleure, del polmone, del
cuore..., eccezionalmente a livello della capsula del fegato, delle corde vocali...
Il nodulo comprende una zona centrale di necrosi fibrinoide, contorniata da una palizzata di istiociti
attorniate essa stessa da tessuto connettivo fibroso infiltrato di linfociti e plasmociti.
Aggiungeremo, anche, nel quadro di una ferita del tessuto connettivo:
- La malattia di Dupuytren che si caratterizza tramite un inspassimento e una retrazione
dell'aponeurosi palmare media; di origine sconosciuta, essa corrisponde a una ferita molto specifica
e localizzata di un fascia.

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ALTRE FERITE DEI FASCIA

Al di fuori delle patologie specifiche del tessuto connettivo che abbiamo appena visto, esistono
delle ferite che, nella maggior parte dei casi, non presentano delle tavole critiche cos drammatiche
come quelle che abbiamo
enumerato sopra, ma rappresentano certamente la patologia pi frequente del tessuto connettivo.
Considereremo, innanzitutto, le cicatrici, le aderenze e i fissaggi.
Questa patologia, o disfunzione, ci interessa (le osteopatie) particolarmente poich la incontreremo
frequentemente. Cicatrici e aderenze di pi lungo termine vanno a creare delle irritazioni, dei
fissaggi che a loro volta perturbano la meccanica articolare o viscerale trascinando, in un primo
tempo, dei sintomi detti funzionali poich sono spesso di manifestazioni subcliniche, senza
espressione radiologica o biochimica.
Si tratta di vere lesioni primarie che bisogner ricercare don grande cura.
In un terzo momento svilupperemo i diversi studi fatti a livello del tessuto connettivo, pi in
particolare, a livello della sostanza fondamentale tendente a mostrare che la malattia si sviluppa
soprattutto al suo livello poich essa sommersa.
Citeremo Snyder, il quale afferma che la sostanza fondamentale il laboratorio delle funzioni del
tessuto connettivo e l'arena dei processi patologici.

A - LE CICATRICI

Eccetto le cicatrici retrattili e cheloidi che sono dei casi particolari, fortunatamente rari, ogni banale
cicatrice pu essere motivo di perturbazione per il corpo umano. Tuttavia la maggior parte di esse
non rappresenta un elemento perturbatore, ma un certo numero di esse pu essere l'origine di
dolori, disfunzioni, se non addirittura di una patologia insopportabile per il soggetto come nelle
causalgie. Dopo l'apparizione di una piaga, segue un fenomeno di ricostruzione, con

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germogliazione, proliferazione di fibre elastiche e connettive al fine di realizzare, nel luogo in cui i
tessuti hanno subito un'aggressione, una riparazione pi perfetta possibile.

Malgrado il sofisticato sistema di ricostruzione, queste non saranno mai perfette. Ne testimone la
traccia che lascia ogni cicatrice dopo aver intaccato i fascia profondi. Come abbiamo gi detto, la
maggior parte di queste e riparazioni avvengono senza trascinare altri problemi secondari.
Comunque, in un certo numero di casi non sottovalutabili, una cicatrice pu essere all'origine di
disturbi e di installazioni di una patologia di prossimit, manifestandosi tramite fenomeni irritativi,
o essere la sede di attacchi che possono a loro volta perturbare la meccanica e la fisiologia del
corpo umano.

Una cicatrice irritativa, va a costituire un elemento perturbatore per il tessuto connettivo,


quest'ultimo sottomesso alle tensioni e allo stress di questo punto di irritazione, va a modificare la
sua struttura, plasticit ed elasticit in modo che a un termine pi o meno lungo avremo una
perturbazione della meccanica fasciale che va a trattenersi sullo stato funzionale di una regione pi
o meno estesa. Nel momento in cui la cicatrice si situa a livello dell'addome, ci che pi
frequentemente avviene che per il numero di appendicectomie, la cicatrice va a perturbare la
meccanica dell'organo vicino; quest'ultimo sottoposto ad una tensione e irritazione permanente,
avr la tendenza a perdere la sua mobilit e a fissarsi. Abbiamo visto come, grazie, giustamente,
alla mobilit dei fascia, la sua fisiologia ne era grandemente facilitata. Questo fissaggio va a
trascinare l'organo verso la disfunzione, con la possibilit di instaurare, a lungo termine, una vera
patologia.

La "patologia" delle cicatrici pu essere consecutiva ai corpi estranei che possono incrostarsi al
momento dell'aggressione.
Kellner ha dimostrato l'inclusione di cristalli di talco nelle cicatrici chirurgiche, delle schegge di
proiettili e di frammenti di stoffa nei feriti di guerra, granelli di sabbia, piccole bolle di asfalto,
cocci di vetro nei feriti della strada.

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L'assorbimento dei corpi estranei lenta se non impossibile; essi creano una acidosi dei tessuti
circostanti e ne risultano delle modificazioni all'interno della sostanza fondamentale.
Il rilevamento dei valori elettrici realizzati al livello delle cicatrici "sconvolgenti", segnalano valori
di 1400 kilo-ohmos superiori a quelle registrate nella pelle circostante, le altre hanno un valore
vicino al normale.
Le cicatrici devono essere considerate come dei potenziali campi perturbatori.

B - ADERENZE E FISSAGGI

Molto numerose nel corpo umano, queste possono essere la conseguenza di una cicatrice,
infiammazione, irritazione o aumento delle tensioni in un luogo qualsiasi del corpo. Esse si
verificano molto facilmente, ad esempio, a livello dell'addome e del torace. Il solo fatto di incidere
il peritoneo costituisce una importante potenzialit di aderenza.
Esse hanno la tendenza ad aumentare con l'et e colpisce il numero di aderenze a livello della
pleura, polmonare e del peritoneo, allorch si pratica una dissezione.
Le conseguenze raggiungono quelle delle cicatrici, il che vuol dire che in certi casi esse realizzano
un vero ponte fibroso inelastico con l'organo in relazione. Si ritorna, cos, nel circolo vizioso
dell'ipomobilit, disfunzione, se non addirittura patologie.

C - I TESUTI CONNETTIVI, PUNTI DI PARTENZA DELLA MALATTIA

Lo studio istologico e quello del ruolo del tessuto connettivo ci dimostra che qualsiasi aggressione,
choc, stress.. avr automaticamente una ripercussione sul tessuto. Possiamo dunque affermare che
non esiste alcuna patologia senza ripercussioni sul fascia. Meglio ancora, ogni patologia non pu
estendersi se non dopo aver sopraffatto le possibilit del tessuto connettivo.

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E. Perger ha sostenuto che la malattia comincia nella sostanza fondamentale e che in seguito si
propaga alle cellule parenchimatose. La specificit sintomatologica e del diagnostico non appare
che tardi, dopo l'insediamento delle lesioni cellulari, questa ben posteriore agli stadi prodromaux
(prodromosi*) delle diverse infezioni.
Le cause di irritazione a livello del tessuto connettivo sono multiple; si tratta di tutte le situazioni
che mettono il fascia in situazione di stress: ferite, attacchi meccanici, lesioni fisico-chimiche,
ormoni e azioni tissulari, choc; ne fa parte lo choc operatorio e bisogna sapere che l'organismo
impiega circa 21 giorni per dominarlo.

La sostanza fondamentale non solamente un inizio per le informazioni destinate alle cellule, al
sistema umorale e nervoso, ma da parte sua essa modificata dai disordini funzionali dei tessuti.
Un minimo stimolo di breve durata provoca una depolarizzazione parziale dei proteoglicani che, in
un sistema funzionale corretto dagli sforzi di un carico di compensazione. Se questi stimoli
minimi diventano continui, provocano dei fenomeni di depolarizzazione costanti che genereranno
le alterazioni strutturali nella sostanza fondamentale terminando con la formazione di gel.
All'inizio le modifiche restano localizzate poich l'estensione dell'infiammazione si trova limitata
per le propriet isolanti dei sierosi, sepla e fascia.

E' difficile scoprire, a uno stadio preliminare, le perturbazioni indotte nei tessuti connettivi, tanto
pi che, nella maggior parte dei casi, esse non generano sintomi del tipo iritazione-reazione, e
pertanto esse possono trasmettere un messaggio perturbato in un lasso di tempo qualche volta
molto lungo mantenendo i sistemi di regolazione, cellulare, tissulare, umorale, nervoso, in uno stato
di pretensione. Progressivamente le alterazioni della regolazione si allarga. La sintomatologia si
estende a tutto il lato controlaterale, questo tramite partecipazione secondaria dell'asse vertebrale.
Uno stimolo ulteriore su questo sistema "preriscaldato" porter spesso una risposta inadeguata e
esagerata.

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Un problema a distanza pu installarsi ( per esempio in un organo) aumentando ancora l'irritazione


del focolaio primario, terminando infine, se non si interviene, con un blocco di reazione all'inizio di
una malattia grave.
E. Perger segnala che il 25% dei pazienti che presentano "un blocco della regolazione di base",
hanno sviluppato un tumore negli anni successivi, la presenza di problemi della regolazione non
pu essere trascurata nell'evoluzione della malattia tumorale.

Tra l'altro, nei malati cronici stato messo in evidenza l'esistenza di un potenziale lato attivo
colpito e un aumento della conduttanza.
All'inizio, la ferita dunque locale, inglobando il dermatoma e il miotoma. Tramite il sistema
nervoso vegetativo, essa modifica la vasomotricit cos come altre funzioni vegetative del
quadrante corrispondente all'accentuazione dell'intensit della stimolazione, e la messa in gioco dei
processi di regolazione centrale finiscono per sviluppare una sintomatica hmicorporelle.
A partire da un'alterazione locale, una malattia generale appare tardivamente dopo l'intervento dei
fattori secondari e terziari.
Il tessuto connettivo reagisce dunque nella sua totalit, ma non obbligatoriamente in modo
omogeneo.
Le differenze sono pi marcate nel caso in cui lo svolgimento della ferita cronica viene accorciata.
Il fattore tempo e la durata dell'aggressione preliminare, giocano un ruolo preponderante nella
diffusione delle perturbazioni all'insieme dell'organismo.

Alcune cellule mesenchimatose restano indifferenziato nel tessuto connettivo adulto, esse
conservano la memoria embrionale e possono trasformarsi, in caso di bisogno, in altre specie di
cellule specializzate. Queste cellule, in genere sono inibite, ma in caso di ferite o malattie queste
ridiventano mitoticamente attive per far fronte all'aggressione. Sembrerebbe3 che la messa in moto
di meccanismi di difesa che si producono nel tessuto connettivo, sia conseguente a una autonomia
della periferia, e che il sistema centrale intervenga in un secondo momento. Tutto ci avallato del
fatto che i valori di partenza e le ferite, le pi marcate, sono sempre situati negli emicorpi pi

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turbati. Le disintegrazioni tissulari (infiammazioni, cicatrici. aderenze...) causano tali differenti


emilaterali.Kellner ha provato che l'equilibrio acido-basico, dipendeva da un sistema di base: acido
al centro, la neutralit del PH ristabilita dai lisi dei fibroblasti quando, in ambienti alcalini la
normalizzazione risulta di loro riproduzione.
McLaughlin ha constatato che la coltura in vitro di cellule epiteliali embrionali induce un modo di
crescita indifferenziato e disordinato, l'introduzione di cellule mesenchimatose induce la
differenziazione, si forma una membrana basale completata da una stratificazione cellulare.
Queste due esperienze tenderebbero a provare che il tessuto connettivo racchiude un sistema di
organizzazione indipendente dalle influenze centrali.
In occasione di uno stress persistente, scompigli funzionali e cambiamenti del setaccio molecolare
cambieranno la sintesi della sostanza fondamentale creando uno stadio propizio alle malattie
croniche.

Hine ha evidenziato che trenta minuti basterebbero per provocare un netto aumento di collagene nel
setto alveolare su vittime della strada gravemente traumatizzate.
Pertanto Speransky ha dimostrato, con esperimenti fatti su animali, che una stimolazione intensa
dei recettori cutanei o muscolari situati nei territori innervati dal bulbo rachideo, o la parte
superiore del midollo spinale, o ancora una stimolazione meccanica o chimica diretta dal centro
nervoso, possono provocare delle modifiche profonde nel tessuto polmonare, molto simili a quelle
che si vedono nella polmonite.

Sembrerebbe dunque che, se il tessuto connettivo ha la sua propria autonomia e possa essere
all'origine di un sistema di difesa propria e indipendente, come il punto di partenza di un processo
patologico esso stesso indipendente, questo meccanismo non esclusivo di una stimolazione
periferica o centrale di efferenze nervose, ed in grado di intrattenere delle perturbazioni nel
tessuto connettivo. E' questo pinto di vista che dobbiamo sempre ricordare al momento di stabilire
una diagnosi in presenza di una perturbazione o patologia di una parte qualsiasi dell'organismo.

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La prima reazione al poste dell'aggressione non una reazione biochimica tipica, essa soprattutto
il risultato di uno scivolamento del pH verso l'acidosi.
La diffusione a distanza di un problema nel tessuto connettivo, avviene per via nervosa.
La normalizzazione all'interno del tessuto connettivo, pu durare fino a due o tre anni. Non c'
alcuna possibilit di regolarizzazione quando la meccanica del tessuto connettivo paralizzata
come nei processi cronici evolutivi.