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Ecumene

Domeniche della Bibbia


(18 ottobre 2009)
E si misero a fare
gran festa.
(Luca 15,24)
Salmo 95,1-8
Venite,
cantiamo con gioia al Signore,
acclamiamo alla rocca
della nostra salvezza!
Presentiamoci a lui con lodi,
celebriamolo con salmi!
Poiché il Signore è un Dio grande,
un gran Re sopra tutti gli dèi.
Nelle sue mani
sono le profondità della terra,
e le altezze dei monti sono sue.
Suo è il mare,
perch'egli l'ha fatto,
e le sue mani
hanno plasmato
la terra asciutta.
Venite,
adoriamo e inchiniamoci,
inginocchiamoci
davanti al Signore, che ci ha fatti.
Poich'egli è il nostro Dio,
e noi siamo il popolo
di cui ha cura,
e il gregge che la sua mano
conduce.
Oggi, se udite la sua voce,
non indurite il vostro cuore.
INNO 204

Lampada al nostro piede,


Padre, è la tua Parola,
che a noi veder concede
qual è la via del ben.

Dolce ristoro all’alma


afflitta e travagliata!
Una soave calma
sempre da lei ci vien.
E’ il pane della vita,
guida, vigor, sapienza;
voce dal ciel che invita
al cielo con amor.

Padre, ti supplichiamo
che nella tua Parola
tutti trovar possiamo
pace e allegrezza, ardor!
Giovanni 15,16

Non siete voi che avete scelto me,


ma sono io che ho scelto voi, e vi
ho costituiti perché andiate e
portiate frutto e il vostro frutto
rimanga; affinché tutto quello che
chiederete al Padre, nel mio nome,
egli ve lo dia.
INNO 305

Quale amico in Cristo abbiamo,


qual rifugio nel dolor!
In preghiera a lui portiamo
tutto quel che turba il cuor.
Oh, la pace che perdiamo,
oh, gli inutili dolor,
perché tutto non portiamo
in preghiera al Salvator!
Se ci assal la tentazione,
se il peccato insidia il cuor,
di temer non v’è ragione,
portiam tutto al Salvator.
Un amico sì verace
dove mai potrem trovar?
Ci comprende, ci dà pace,
ogni peso Ei vuol portar.
Quando stanchi e travagliati
nella prova ci troviam,
il Signor non ci ha lasciati:
tutto, tutto a Lui portiam.
Ci abbandonino altri amici,
ma Gesù ci accoglierà;
e con Lui sarem felici,
che riposo ci darà.
Atenagora, Donaci lo Spirito Santo
Senza lo Spirito Santo Dio è lontano,
Gesù fa parte del passato
e l’Evangelo rimane lettera morta.
Senza lo Spirito Santo
la chiesa è una semplice associazione,
l’autorità una forma di dominio,
la missione una volgare propaganda,
la liturgia una manipolazione delle menti,
e la vita cristiana una morale schiavizzante.
Vieni Signore in mezzo a noi.
Come al mercato (Haiti)
Signore, siamo venuti a questo culto
come al tuo mercato!
Sappiamo che ci sono molte provviste
nel tuo mercato.
Portiamo il nostro paniere,
e vogliamo ripartire
con il nostro paniere pieno.
Padre, per vedere se la nostra faccia è sporca,
abbiamo bisogno di uno specchio.
Lo specchio è la tua Parola.
Signore, eravamo soltanto un’erbaccia;
ma tu ci hai strappati
e ci hai trapiantati nel tuo giardino,
ed ora siamo diventati dei fiori.
Signore, scopriamo che
la tua Parola è come un cavolo.
Ogni volta che togliamo una foglia,
ci avviciniamo al cuore.
E più ci avviciniamo al cuore,
più le foglie sono tenere.
O Dio, uniscici a te come il caffè con il latte.
Quando sono mescolati non si può più separarli.
A.T.Seala (Lesotho), L’ospite più caro

Signore Gesù, dacci oggi dei cuori


pieni di riconoscenza per te.
Tu sei per noi il dono più prezioso
e l’ospite più caro.
Fa che le nostre anime non siano
come degli alberghi agitati,
al punto che non c’è posto per te.
Fa che esse siano come
delle tranquille case,
oasi di preghiera,
dove tu possa trovare
una compagnia che ti piaccia.
In cui le preoccupazioni
necessarie della vita
sono messe in ordine con saggezza.
In cui i buoni pensieri vanno e vengono,
in modo che tu ritorni.
Oh tu che sei benedetto,
che tu possa trovare
ogni cosa in ordine
e i tuoi servitori in attesa
di colui che amano
e conoscono da lungo tempo.
Vieni Signor Gesù.
Il gioco delle chiavi
Signore, viviamo in un mondo
chiuso a catenaccio:
serrato da milioni di chiavi!
Ognuno ha le sue:
quelle di casa, quelle dell’auto,
le chiavi dell’ufficio
e quelle della cassaforte.
E come se ciò non bastasse,
cerchiamo ancora
la chiave del successo,
quella della felicità,
la chiave del potere
o quella dei sogni perduti.
Ma tu, Signore,
dacci la sola chiave
che ci manca:
quella che non rinchiude,
ma che libera:
quella che non blocca
i nostri talenti che avvizziscono,
ma ritaglia uno spiraglio
all’azione del tuo amore.
Vieni Signor Gesù!
Jan Krans (Camerun), Io credo

Non credo
che si possa confessare
la propria fede senza viverla.
Non credo
che si possa dire
in poche parole quello che io credo.
Non credo
che io possa parlare
degnamente di Dio
senza entrare in dialogo con lui.
Non credo
che l’uomo possa rinchiudere Dio
in una confessione di fede.
Io credo che
finalmente Dio mi dirà chi sono.
Io credo che
Gesù è il volto umano di Dio.
Io credo che
lo Spirito di Dio è più reale
della morte che ci circonda.
Io credo che
il futuro di Dio con noi,
è più importante
del nostro passato con o senza di lui.
Luca 15,11-32

Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più


giovane di loro disse al padre: "Padre, dammi
la parte dei beni che mi spetta". Ed egli
divise fra loro i beni. Di lì a poco, il figlio più
giovane, messa insieme ogni cosa, partì per un
paese lontano, e vi sperperò i suoi beni,
vivendo dissolutamente. Quando ebbe speso
tutto, in quel paese venne una gran carestia
ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno.
Allora si mise con uno degli abitanti di quel
paese, il quale lo mandò nei suoi campi a
pascolare i maiali. Ed egli avrebbe voluto
sfamarsi con i baccelli che i maiali
mangiavano, ma nessuno gliene dava.
Allora, rientrato in sé, disse: "Quanti
servi di mio padre hanno pane in
abbondanza e io qui muoio di fame! Io mi
alzerò e andrò da mio padre, e gli dirò:
padre, ho peccato contro il cielo e contro
di te: non sono più degno di essere
chiamato tuo figlio; trattami come uno dei
tuoi servi".
Egli dunque si alzò e tornò da suo
padre; ma mentre egli era ancora
lontano, suo padre lo vide e ne ebbe
compassione: corse, gli si gettò al collo,
lo baciò e ribaciò. E il figlio gli disse:
"Padre, ho peccato contro il cielo e
contro di te; non sono più degno di
essere chiamato tuo figlio".
Ma il padre disse ai suoi servi: "Presto,
portate qui la veste più bella, e
rivestitelo, mettetegli un anello al dito
e dei calzari ai piedi; portate fuori il
vitello ingrassato, ammazzatelo,
mangiamo e facciamo festa, perché
questo mio figlio era morto ed è tornato
in vita; era perduto, ed è stato
ritrovato". E si misero a fare gran
festa.
Or il figlio maggiore si trovava nei
campi, e mentre tornava, come fu vicino
a casa, udì la musica e le danze.
Chiamò uno dei servi e gli domandò che
cosa succedesse. Quello gli disse: "È
tornato tuo fratello e tuo padre ha
ammazzato il vitello ingrassato, perché
lo ha riavuto sano e salvo".
Egli si adirò e non volle entrare; allora
suo padre uscì e lo pregava di entrare.
Ma egli rispose al padre: "Ecco, da
tanti anni ti servo e non ho mai
trasgredito un tuo comando; a me però
non hai mai dato neppure un capretto
per far festa con i miei amici; ma
quando è venuto questo tuo figlio che ha
sperperato i tuoi beni con le prostitute,
tu hai ammazzato per lui il vitello
ingrassato".
Il padre gli disse: "Figliolo, tu sei
sempre con me e ogni cosa mia è tua;
ma bisognava far festa e rallegrarsi,
perché questo tuo fratello era morto ed
è tornato in vita; era perduto ed è
stato ritrovato"».
INNO 274

Padre che sei la forte mia difesa


ascolta questa supplice preghiera;
nel mio cuor
si fa notte innanzi sera;
deh! Mi rispondi! O Padre fido in Te.
E’ per Gesù
che volgo a Te lo sguardo,
per Lui che ci ha
salvati nel suo amore.
Tu respinger
non vuoi da Te il mio cuore
che nel tuo Figlio ha posta la sua fé.
Sii benedetto,
poi che m’hai redento!
Soltanto in Te
rifugio trova l’alma,
ed il cuor
fa gioire in dolce calma
il tuo fedele e sconfinato amor.
Sempre di Te
diranno i canti miei,
sola speranza
nostra e nostra gloria,
tu Signore,
che ci guidi alla vittoria,
eterno Padre, eterno Redentor!
Che la via si apra (Irlanda)
Che la via si apra davanti a te;
che il vento soffi sempre
alle tue spalle,
che il sole inondi e riscaldi il tuo volto,
che la pioggia annaffi i tuoi campi,
e che,
fino al nostro prossimo incontro,
Dio ti custodisca fra le sue mani.
Filippesi 4,4-7.23

Rallegratevi sempre nel Signore. Ripeto:


rallegratevi. La vostra mansuetudine sia nota
a tutti gli uomini. Il Signore è vicino. Non
angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate
conoscere le vostre richieste a Dio in
preghiere e suppliche, accompagnate da
ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera
ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i
vostri pensieri in Cristo Gesù. La grazia del
Signore Gesù Cristo sia con lo spirito vostro.