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CAPITOLO

1 SOGGETTI


1. PREMESSA
Il libro I del codice, relativo ai soggetti, si apre con un titolo dedicato al giudice. Negli altri 6 titoli vengono
presi in considerazione: il PM, la polizia giudiziaria, limputato, la parte civile con il responsabile civile e il
civilmente obbligato per la pena pecuniaria, la persona offesa e il difensore. Si deve poi distinguere tra
soggetto e parte, in quanto questultima qualifica spetta solo a chi vanta il diritto ad una decisione
giurisdizionale in relazione ad una pretesa fatta valere nel processo, e quindi solo al PM, limputato e la
parte civile.

2. LA GIURISDIZIONE PENALE
Solamente il giudice pu essere titolare di funzioni giurisdizionali penali. Il valido esercizio della funzione
giurisdizionale condizionato dalla ritualit dellinvestitura a giudice; infatti, lart. 178 cpp stabilisce che, a
pena di nullit, sempre prescritta losservanza delle disposizioni riguardanti:
a. Le condizioni di capacit del giudice;
b. Il numero dei giudici necessario per costituire i collegi stabilito dalle leggi di ordinamento
giudiziario.
Non sono considerate attinenti alla capacit del giudice le disposizioni sulla sua destinazione agli uffici,
sulla formazione dei collegi e sulla assegnazione dei processi a sezioni, collegi e giudici.
Lultima di queste 3 categorie tratta di una questione inerente alla distribuzione delle cause tra giudici
parimenti legittimati allesercizio della funzione giurisdizionale. Lassegnazione degli affari operata dal
dirigente dellufficio alle singole sezioni, e dal presidente della sezione ai singoli collegi o giudici sulla base
di criteri predeterminati indicati dal CSM.
Le disposizioni sulla formazione dei collegi riguardano:
a. Le disposizioni che regolano la composizione dellorgano giudicante nel caso di assegnazione di un
numero di giudici superiore a quello necessario per la costituzione dellufficio;
b. Le disposizioni sulle supplenze e applicazioni.
Infine, per quanto attiene alle disposizioni sulla destinazione del giudice allufficio, esse sono riconducibili
al concetto di capacit. Lunico attributo rilevante ai fini di uneventuale incapacit del giudice quello della
qualifica richiesto per lesercizio delle funzioni giudiziarie che chiamato a svolgere, la mancanza della
quale da origine ad una nullit assoluta.
La soppressione dellufficio del pretore stata compensata dalla possibilit per il tribunale di giudicare in 2
diverse composizioni: collegiale (cio con 3 componenti) oppure monocratica.

3. PROFILI ORDINAMENTALI
Importante la distinzione tra giudici ordinari, giudici speciali e giudici straordinari. La Cost. vieta
listituzione di giudici straordinari o speciali, mentre ammette listituzione di giudici specializzati (ad es. il
tribunale dei minorenni) in ragione dello specifico oggetto della loro giurisdizione. Sono esclusi dal divieto
solo 2 giudici speciali:
a. I tribunali militari, riguardo ai reati militari commessi da appartenenti alle forze armate;
b. La Corte Costituzionale, nella particolare composizione che risulta dallart. 135.7 Cost., riguardo
alle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica per alto tradimento o per attentato alla
Costituzione.
La categoria dei giudici ordinari comprende:
a. Giudice di pace: onorario e monocratico;
b. Giudice per le indagini preliminari: monocratico;
c. Giudice delludienza preliminare: monocratico. Con riguardo ad esso, per evitare condizionamenti
derivanti dalle attivit compiute nel corso delle indagini preliminari, previsto che debba essere
diverso da quello che ha svolto le funzioni di gip. Al fine di assicurare unelevata qualificazione
professionale dei gup e lintento di creare le premesse per la loro terziet, stata fissata la regola
della temporaneit delle funzioni. Qualora dopo 6 anni sia in corso il compimento di un atto,

d.
e.
f.
g.
h.
i.
j.

lesercizio delle funzioni viene prorogato sino al compimento dellatto in questione; al di fuori di
questipotesi, tali disposizioni possono essere derogate solo per imprescindibili e prevalenti
esigenze di servizio;
Tribunale ordinario: a seconda della gravit del reato, esso giudica in composizione monocratica o
collegiale;
Corte dassise: giudice collegiale composto da 8 magistrati, di cui 2 togati e 6 laici;
Corte dappello: collegiale, composta da 3 magistrati;
Corte dassise dappello: collegiale;
Magistrato di sorveglianza: monocratico;
Tribunale di sorveglianza: collegiale, composto da 4 membri, di cui 2 togati e 2 laici;
Corte di cassazione: divisa in 7 sezioni, ciascuna delle quali giudica con 5 componenti.


4. QUESTIONI PREGIUDIZIALI E SOSPENSIONE DEL PROCESSO
Il giudice penale deve risolvere ogni questione che si ponga come antecedente logico-giuridico della
decisione di cui investito, attraverso una pronuncia incidentale che pu avere natura civile,
amministrativa o penale, la quale ha rilevanza solo allinterno del procedimento in cui inserita (cognitio
incidenter tantum).
A tale regola sono state previste delle eccezioni che possono essere suddivise in 2 categorie:
a. Da un lato vi sono quelle disposizioni che, in caso di controversia sulla propriet delle cose
sequestrate, devolvono la relativa risoluzione al giudice civile;
b. Dallaltro vi sono invece quelle che, occupandosi specificamente delle questioni da cui dipende la
decisione definitiva, disciplinano i presupposti e il modo delleventuale sospensione.
Tutto ci vale particolarmente per le questioni pregiudiziali relative allo stato di famiglia o di cittadinanza:
in questi casi il giudice pu sospendere il processo quando ricorrono 3 condizioni:
a. Deve effettivamente sussistere un rapporto di pregiudizialit tra la risoluzione della controversia
sullo stato di famiglia o di cittadinanza e la decisione del giudizio penale;
b. La questione pregiudiziale deve essere seria;
c. Deve essere gi stata proposta lazione a norma delle leggi civili.
Se manca una di tali condizioni il giudice deve decidere in via incidentale.
Nel caso di sospensione, il giudice pronuncia ordinanza impugnabile in cassazione. Durante la sospensione
possono essere compiuti solo gli atti urgenti, purch non riguardanti la questione che ha determinato la
sospensione. Alla sentenza irrevocabile intervenuta in sede extrapenale riconosciuta efficacia di giudicato.
La seconda ipotesi di sospensione del processo penale a causa di una questione pregiudiziale quella
prevista dallart. 479 quando la controversia da risolvere verte su una qualsiasi altra questione di
competenza del giudice amministrativo o civile; sospensione questa che pu essere disposta solo nel corso
del dibattimento. Suoi requisiti sono:
a. La risoluzione della controversia deve condizionare la decisione sullesistenza del reato;
b. La controversia deve essere di particolare complessit;
c. Deve essere gi in corso il relativo procedimento davanti al giudice civile o amministrativo.
La sospensione del dibattimento disposta con ordinanza impugnabile in cassazione ed escluso che
limpugnazione abbia effetto sospensivo.
Il giudice pu revocare, anche dufficio, lordinanza di sospensione quando il giudizio civile o amministrativo
non sia concluso entro 1 anno; la sentenza extrapenale non ha efficacia vincolante, entrando solo a far
parte del materiale probatorio destinato a costituire la base per la formazione del libero convincimento del
giudice.
Infine, i processi penali nei confronti del Presidente della Repubblica, del Presidente della Camera o del
Senato e del Presidente del Consiglio sono sospesi dalla data di assunzione sino alla cessazione della carica
o della funzione, anche se relativi a fatti antecedenti lassunzione della carica o funzione.

5. LA COMPETENZA: PER MATERIA, PER TERRITORIO E PER CONNESSIONE
La disciplina della competenza consiste nellinsieme di regole giuridiche che consentono la distribuzione,
orizzontale e verticale, delle questioni penali, in modo tale che risulti predeterminato il giudice legittimato a
conoscere di ogni procedimento.

Con riguardo alla competenza per materia, bisogna anzitutto dire che il codice ha operato la suddivisione
tenendo conto sia del tipo di reato (criterio qualitativo), sia del livello della pena edittale (criterio
quantitativo). Lart. 4 dispone che bisogna tener conto del massimo della pena stabilito dalla legge per
ogni reato consumato o tentato, mentre bisogna escludere lincidenza della continuazione, della recidiva e
delle circostanze del reato, salvo si tratti delle aggravanti per le quali la legge prevede una pena di specie
diversa o di quelle ad effetto speciale.
Alla corte dassise sono affidati:
a. I delitti puniti con lergastolo o con la reclusione non inferiore nel massimo a 24 anni, eccezion
fatta per i delitti di tentato omicidio, di rapina e di estorsione, nonch i delitti di sequestro di
persona a scopo di estorsione;
b. I delitti consumati di omicidio del consenziente, istigazione o aiuto al suicidio, omicidio
preterintenzionale;
c. Ogni delitto doloso da cui sia derivata la morte di una o pi persone, escluse le ipotesi di morte
come conseguenza non voluta di altro reato, di morte avvenuta in seguito a rissa e di morte
derivante da omissione di soccorso;
d. I delitti di riorganizzazione del partito fascista, di genocidio e quelli contro la personalit dello Stato
puniti con pena non inferiore nel massimo a 10 anni.
Per quanto riguarda il tribunale, la sua competenza si ricava per sottrazione rispetto ai reati di competenza
della corte dassise o del giudice di pace.
Nella competenza per territorio la regola fondamentale quella del luogo in cui il reato stato consumato.
Ad essa il legislatore fa seguire:
a. Altre regole di carattere generale che derogano al criterio del locus commissi delicti in ragione della
particolare configurazione della fattispecie delittuosa. Tali ipotesi sono quelle del reato che abbia
cagionato la morte di una o pi persone, del reato permanente e del delitto tentato. Nel primo caso
si preferito radicare la competenza nel luogo in cui avvenuta lazione o omissione. Nelle altre 2
ipotesi si optato, rispettivamente, per il criterio del luogo in cui ha avuto inizio la consumazione
anche se dal fatto derivata la morte di una o pi persone, e per il criterio del luogo in cui stato
compiuto lultimo atto diretto a commettere il reato;
b. Talune regole suppletive che consentono di individuare il giudice territorialmente competente
quando non sia possibile ricorrere alle regole generali. Prioritario il criterio del luogo in cui
avvenuta una parte dellazione o omissione; seguono il criterio della residenza, della dimora e del
domicilio dellimputato; ed infine quello del luogo in cui ha sede lufficio del PM che ha provveduto
per primo ad iscrivere la notizia di reato.
In 2 casi il codice stesso ha creato regole ad hoc:
a. Una prima deroga riguarda i procedimenti relativi ai delitti di mafia, schiavit, tratta di persone e
sequestro per estorsione. In tal caso le funzioni di gip, nonch quelle di gup, sono esercitate da un
magistrato appartenente al tribunale del capoluogo del distretto nel cui ambito ha sede il giudice
competente;
b. La seconda deroga nasce dal presupposto dellesistenza di un procedimento in cui un magistrato
assuma il ruolo di imputato o di persona offesa, e che sia di competenza di un ufficio giudiziario
ricompreso nel distretto di corte dappello in cui lo stesso magistrato esercita le proprie funzione o
le esercitava al momento del fatto. In questi casi la competenza spetta al giudice, ugualmente
competente per materia, che ha sede nel capoluogo del distretto di corte dappello determinato
dalla legge, sulla base di una tabella incentrata sul criterio della circolarit.
La competenza per connessione comporta il confluire davanti ad un unico giudice di procedimenti riservati
a giudici diversi. La connessione si ha:
a. Se il reato per il quale si procede stato commesso da pi persone in concorso o in cooperazione
tra loro, ovvero se pi persone, con condotte indipendenti, hanno determinato levento;
b. Se una persona imputata di pi reati commessi con una sola azione od omissione (concorso
formale) ovvero con pi azioni od omissioni esecutive di uno stesso disegno criminoso (reato
continuato);
c. Se dei reati per cui si procede taluni sono stati commessi per eseguire o per occultare gli altri.

Per la determinazione del giudice competente nel caso di procedimenti connessi prioritario il criterio del
giudice superiore, per cui i procedimenti di competenza del tribunale sono attribuiti alla corte dassise;
quando invece ci si muove solo sul piano della competenza territoriale prevale il giudice competente per il
reato pi grave o, in caso di pari gravit, quello competente per il primo reato.

6. LA C.D. COMPETENZA FUNZIONALE
Riguardo alla suddivisione per gradi, possibile distinguere tra giudici di pace, tribunale ordinario e corte
dassise (giudici di primo grado), tribunale monocratico, corte dappello e corte dassise dappello (giudici di
secondo grado), corte di cassazione, cui demandato il controllo di legittimit sulle decisioni assunte nei
gradi precedenti.
La suddivisione si articola poi in 3 fasi:
a. Fase anteriore al giudizio, nella quale si collocano lattivit del gip e, successivamente, quella del
gup;
b. Fase del giudizio, dove sono competenti il tribunale, la corte dappello, la corte dassise, la corte
dappello dassise e la corte di cassazione;
c. Fase dellesecuzione, dove sono distinte le funzioni del giudice di esecuzione da quelle della
magistratura di sorveglianza.

7. LE ATTRIBUZIONI DEL TRIBUNALE
Appurato che riguardo ad un certo reato deve giudicare il tribunale, occorre stabilire se richiesta la
composizione monocratica ovvero quella collegiale, ed in questo caso il criterio di ripartizione basato sul
concetto di attribuzione.
Innanzitutto va rilevato che alla soppressione dellufficio del pretore e alla conseguente possibilit per il
tribunale di funzionare sia nella sua tradizionale composizione, sia in quella monocratica, ha fatto seguito
una valorizzazione di questa sua seconda dimensione, eletta a regola. In secondo luogo, il concetto di
attribuzione va rapportato alla nuova articolazione degli uffici sul territorio: la soppressione delle 165
preture circondariali ha comportato la chiusura di 421 sezioni distaccate di pretura, compensata dalla
trasformazione di 218 di esse in sezioni distaccate di tribunale.
Giudica in composizione monocratica il tribunale della sezione distaccata, quando il luogo in base al quale
si determina la competenza per territorio rientra nella circoscrizione della sezione.
La riformulazione degli artt. 33-bis e 33-ter stata determinata dallintento di ridimensionare le attribuzioni
originariamente previste per il giudice monocratico, come si ricava dalla correzione apportata al criterio
quantitativo, che attualmente consente di devolvere al tribunale collegiale i delitti puniti con la reclusione
superiore nel massimo a 10 anni, anche nellipotesi del tentativo. Il criterio quantitativo va tuttavia
coordinato con quello qualitativo, il ch implica importanti deroghe:
a. Per un verso, sono sottratti al tribunale collegiale taluni delitti puniti con la reclusione superiore a
10 anni;
b. Per un altro verso, gli vengono attribuiti reati che dovrebbero essere giudicati dal tribunale in
composizione monocratica.
Per quanto attiene alle attribuzioni del tribunale in composizione monocratica, vale la regola della
complementariet: oltre che sui delitti riguardanti la produzione , il traffico e la detenzione di sostanze
stupefacenti o psicotrope, il tribunale monocratico giudica sui reati non attribuiti al tribunale collegiale. A
questultimo, infine, sono attribuiti tutti i procedimenti connessi.

8. LA DISCIPLINA DELLA RIUNIONE E DELLA SEPARAZIONE DEI PROCESSI
La riunione e la separazione operano dal momento in cui il procedimento si evoluto in processo.
La riunione dei processi comporta la trattazione congiunta di processi prima pendenti davanti a giudici
diversi. Suoi presupposti sono:
a. La pendenza davanti allo stesso ufficio giudiziario dei processi da riunire;
b. Uno sviluppo omogeneo di questi ultimi, che devono trovarsi nello stesso stato e grado;
c. Limpossibilit di un ritardo nella definizione delle singole vicende processuali;
d. La sussistenza di uno dei casi tassativamente elencati dalla legge.

Secondo la normativa vigente, la riunione pu essere disposta quando i processi pendenti sono connessi ai
sensi dellart. 12, nonch quando sono relativi ai reati dei quali alcuni sono stati commessi in occasione di
altri, o per conseguirne o assicurarne al colpevole o ad altri il profitto, o che sono stati commessi da pi
persone in danno reciproco le une dalle altre, ovvero se la prova di un reato influisce sulla prova di un altro
reato.
Se alcuni dei processi da riunire pendono innanzi alle due diverse composizioni di uno stesso tribunale,
viene disposto laccorpamento in capo al tribunale in composizione collegiale, che si pronuncer su tutte le
cause anche nelleventualit in cui esse siano oggetto di un successivo provvedimento di separazione.
La separazione prevista per una serie di ipotesi accomunate dal fatto che per taluni imputati o talune
imputazioni si versa in una situazione di attesa, mentre per altri imputati o per altre imputazioni possibile
limmediata trattazione. Si deve procedere alla separazione anche quando viene disposta la sospensione
del procedimento; oppure quando, in seguito allincolpevole assenza in udienza preliminare o in
dibattimento di un imputato o del suo difensore, bisogna rinnovare a favore delluno o dellaltro la
citazione o lavviso. Unultima ipotesi di separazione stata introdotta nei casi in cui il processo abbia come
protagonisti uno o pi imputati chiamati a rispondere di reati di estrema gravit, e sempre che tali imputati
siano prossimi ad essere rimessi in libert per scadenza dei termini massimi di custodia cautelare.
La separazione pu essere altres disposta in base ad un accordo tra le parti, purch il giudice la reputi utile
dal punto di vista della speditezza.
La separazione esclusa quando il giudice ritiene che la riunione sia assolutamente necessaria per
laccertamento dei fatti.
Riunione e separazione sono sempre disposte con ordinanza.

9. I PROCEDIMENTI DI VERIFICA DELLA GIURISDIZIONE E DELLA COMPETENZA
Il difetto di giurisdizione ravvisabile sia quando un giudice ordinario si ritiene competente in ordine ad un
reato su cui dovrebbe pronunciarsi un giudice speciale, sia quando nessun giudice penale fornito della
potest giurisdizionale relativamente ad una determinata fattispecie. Esso pu essere rilevato, anche
dufficio, in ogni stato e grado del procedimento:
a. Se rilevato nel corso delle indagini preliminari, il giudice provvede con ordinanza e dispone la
restituzione degli atti al PM;
b. Dopo la chiusura delle indagini preliminari e in ogni stato e grado del processo, il giudice
pronuncia sentenza e ordina, salva lipotesi di un difetto assoluto di giurisdizione, che gli atti
vengano trasmetti allautorit competente.
Per quanto riguarda lincompetenza, occorre distinguere tra:
a. Incompetenza per materia, rilevabile anche dufficio in ogni stato e grado del processo;
b. Incompetenza per territorio e per connessione, rilevabile o eccepibile, a pena di decadenza, prima
della conclusione delludienza preliminare, ovvero subito dopo il primo accertamento di
costituzione delle parti (ex art. 491.1).
Vi sono 2 situazioni che comportano una deroga allordinario regime dellincompetenza per materia:
a. La prima ricorre quando il giudice conosce di un reato che appartiene alla cognizione di un giudice
inferiore (incompetenza per eccesso); in questo caso lincompetenza deve essere rilevata dufficio
o eccepita entro il termine stabilito dallart. 491.1;
b. La seconda concerne lipotesi dellincompetenza per materia derivante da connessione, che deve
essere rilevata o eccepita, a pena di decadenza, entro gli stessi termini stabiliti per lincompetenza
per territorio.
Gli artt. 22-25 definiscono la forma e gli effetti del provvedimento con cui viene dichiarata lincompetenza:
a. Nel corso delle indagini preliminari, il giudice pronuncia ordinanza e dispone la restituzione degli
atti al PM;
b. Dopo la chiusura delle indagini preliminari e in sede di dibattimento di primo grado, il giudice
pronuncia sentenza e ordina la trasmissione degli atti al PM presso il giudice competente;
c. In grado dappello, se il giudice rileva che su un reato di competenza della corte dassise ha
giudicato il tribunale, oppure che su un reato di competenza del tribunale ha giudicato il giudice di
pace, pronuncia sentenza di annullamento e ordina la trasmissione degli atti al PM presso il giudice
di primo grado; nellipotesi inversa, pronuncia invece nel merito, anche quando leccezione di

incompetenza sia stata riproposta con i motivi dappello. Con riferimento allincompetenza per
territorio o per connessione, prevista la pronuncia di una sentenza di annullamento da parte del
giudice dappello e la trasmissione degli atti, rispettivamente, al PM presso il giudice di primo grado
e direttamente a questultimo;
d. Nel giudizio innanzi alla corte di cassazione, questultima tenuta a dichiarare, anche dufficio,
lincompetenza per materia derivante dallavere un tribunale giudicato un reato di competenza
della corte dassise; pu essere eventualmente dichiarata anche lincompetenza per territorio o per
connessione, purch la relativa eccezione sia stata riproposta nei motivi del ricorso per cassazione.
La decisione della corte di cassazione sulla giurisdizione o sulla competenza vincolante nel corso
del processo, ma pu essere superata solo quando risultano nuovi fatti che implicano la
modificazione della giurisdizione o della competenza del giudice superiore.
Il mancato rispetto delle norme sulla competenza non determina linefficacia delle prove acquisite
(principio della conservazione degli atti), con la sola parziale eccezione delle dichiarazioni rese al giudice
incompetente per materia che, se ripetibili, possono essere usate solo in sede di udienza preliminare. Le
misure cautelari disposte da un giudice incompetente cessano di avere efficacia se entro 20 gg.
dallordinanza di trasmissione degli atti al giudice competente non sono confermate da questultimo.
Il conflitto tra giudici si determina quando 2 o pi giudici contemporaneamente prendono (conflitto
positivo) o rifiutano di prendere (conflitto negativo) cognizione del medesimo fatto attribuito alla stessa
persona. Si pu avere:
a. Conflitto di giurisdizione, quando il contrasto intercorre tra uno o pi giudici ordinari e uno o pi
giudici speciali;
b. Oppure conflitto di competenza, quando sono coinvolti due o pi giudici ordinari.
Di fronte allimpossibilit di stabilire preventivamente un elenco esaustivo delle varie ipotesi di conflitto, il
legislatore ha fatto ricorso alla categoria dei conflitti analoghi.
Il procedimento di conflitto nasce in seguito ad una denuncia di parte, privata o pubblica, o ad una
rilevazione dufficio del giudice. Esso non comporta la sospensione del processo in corso ed risolto dalla
corte di cassazione con sentenza in camera di consiglio. Quindi, il conflitto cessa:
a. O per effetto delliniziativa di uno dei giudici che dichiari la propria competenza, in caso di conflitto
negativo, o la propria incompetenza, in caso di conflitto positivo;
b. Oppure bisogna attendere la sentenza vincolante della corte di cassazione.

10. IL CONTROLLO SUL CORRETTO RIPARTO DI ATTRIBUZIONI FRA TRIBUNALE
MONOCRATICO E TRIBUNALE COLLEGIALE
Linosservanza delle disposizioni sullattribuzioni di un reato ad una determinata composizione del tribunale
deve essere rilevata o eccepita, a pena di decadenza, prima della conclusione delludienza preliminare
ovvero, nei processi in cui si prescinde da tale udienza, entro il termine previsto dallart. 491.1. la relativa
regolamentazione ricalca quella sullincompetenza per territorio e per connessione.
La diversificazione riguarda la forma del provvedimento giudiziale con cui viene dichiarata lerronea
attribuzione del reato. In sede di udienza preliminare, bisogna prendere in considerazione lipotesi in cui il
giudice ritenga che si debba prescindere dalludienza de qua, in quanto il reato rientra tra quelli rispetto ai
quali prevista la citazione diretta a giudizio da parte del PM. In tal caso, il gup dispone che gli atti vengano
trasmessi al PM, affinch questi provveda ad emettere il decreto di citazione a giudizio.
Qualora, invece, linosservanza delle regole sullattribuzione del reato viene rilevata nel dibattimento di
primo grado, il giudice procede diversamente a seconda che il dibattimento sia stato instaurato in seguito
ad udienza preliminare oppure a decreto di citazione diretta a giudizio:
a. Nel primo caso sufficiente trasmettere gli atti, con ordinanza, al giudice competente;
b. Nel secondo, essendo stato limputato indebitamente privato delludienza preliminare, occorre una
regressione del processo; deve essere quindi disposta, con ordinanza, la trasmissione degli atti al
PM, per consentirgli di esercitare lazione penale tramite la richiesta di rinvio a giudizio.
La questione sulla violazione delle regole sulle attribuzioni pu essere affrontata anche nel giudizio
dappello e in quello di cassazione:
a. Quanto al giudice di appello, qualora questi ritenga che dovesse giudicare il tribunale in
composizione collegiale, pronuncia sentenza di annullamento e ordina la trasmissione degli atti al

PM presso il giudice di primo grado. Pronuncia, invece, nel merito, qualora ritenga che il reato
appartenesse alla cognizione del tribunale in composizione monocratica;
b. Quanto alla corte di cassazione, bisogna distinguere tra attribuzione viziata per difetto o per
eccesso: nel primo caso, pronuncia sentenza di annullamento e ordina la trasmissione degli atti al
PM; nel secondo caso vale la stessa regola, purch il ricorso riguardi una sentenza inappellabile o si
tratti di un ricorso per saltum. Al di fuori di queste ipotesi, lerrore di attribuzione irrilevante.

11. LE CAUSE PERSONALI DI ESTROMISSIONE DEL GIUDICE: INCOMPATIBILITA,
ASTENSIONE E RICUSAZIONE
Le cause di incompatibilit sono previste autonomamente negli artt. 34 e 35 ma risultano ricomprese nella
stessa disciplina delle ipotesi di astensione e ricusazione. Le cause di incompatibilit sono stabilite, in parte,
dalle leggi di ordinamento giudiziario e, in parte, dal codice di rito. Le prime riguardano solo la costituzione
dellorgano giudicante e prefigurano alcune condizioni dirette ad assicurare che il giudice non solo sia, ma
anche appaia imparziale. Per quanto riguarda le seconde, bisogna distinguere tra lincompatibilit per
ragioni di parentela, affinit o coniugo (art. 35), e lincompatibilit determinata da atti compiuti nel
procedimento (art. 34). Questultima species contempla 4 gruppi di situazioni:
a. Il giudice che ha pronunciato o ha concorso a pronunciare sentenza in un grado del procedimento
non pu esercitare funzione di giudice negli altri gradi;
b. Non pu partecipare al giudizio il giudice che ha pronunciato il provvedimento conclusivo
delludienza preliminare o ha disposto il giudizio immediato o ha emesso decreto penale di
condanna, e neppure quello che ha deciso sullimpugnazione della sentenza di non luogo a
procedere. Tale previsione normativa stata poi ampliata da una serie di interventi della Corte
costituzionale;
c. Il giudice che in un determinato procedimento ha esercitato le funzioni di gip non pu in quello
stesso procedimento emettere il decreto penale di condanna, n partecipare al giudizio, ed
incompatibile alla funzione di gup. Tale disposizione stata poi precisata dal comma 2-ter, che
esclude la ricorrenza di una situazione di incompatibilit quando il gip si sia limitato ad adottare
taluni provvedimenti, ritenuti inidonei a determinare una situazione di pregiudizio;
d. Infine, non pu esercitare lufficio di giudice in un determinato procedimento chi, in quello stesso
procedimento, ha esercitato funzioni di PM o ha svolto atti di polizia giudiziaria ovvero un altro
ruolo idoneo a comprometterne limparzialit. Per la stessa ragione, incompatibile allufficio di
giudice chi ha proposto la notizia di reato e chi ha deliberato o ha concorso a deliberare
lautorizzazione a procedere.
Per quanto riguarda le cause di astensione e di ricusazione, esse sono disciplinate unitariamente nella
disposizione sullastensione, anche se non si pu parlare di una totale coincidenza:
a. infatti, non costituisce motivo di ricusazione lipotesi in cui sussistano gravi ragioni di
convenienza;
b. e, viceversa, non costituisce motivo di astensione la manifestazione indebita da parte del giudice,
nellesercizio delle sue funzioni e prima che sia pronunciata sentenza, del proprio convincimento
sui fatti oggetto dellimputazione.
Oltre che nellipotesi sopra richiamata, ha lobbligo di astenersi il giudice che abbia interesse nel
procedimento; che sia tutore, curatore, procuratore o datore di lavoro di una delle parti private ovvero che
sia prossimo congiunto del difensore, procuratore o curatore di una delle parti; che abbia dato consigli o
manifestato il suo parere sulloggetto del procedimento fuori dellesercizio delle funzioni giudiziarie; che sia
in rapporto di grave inimicizia con una delle parti private.
ulteriormente previsto lobbligo di astensione (e la ricusabilit del giudice) quando alcuno dei prossimi
congiunti del giudice o del coniuge offeso, danneggiato dal reato o parte privata; quando un prossimo
congiunto svolge o ha svolto nello stesso procedimento funzioni di PM.
Dal punto di vista del procedimento:
a. per lastensione si prevede la presentazione di una dichiarazione di astensione al presidente della
corte o del tribunale, il quale decide con decreto senza formalit di procedura;
b. per la ricusazione, il procedimento inizia con la presentazione della dichiarazione nella cancelleria
del giudice competente. Da tale presentazione scatta il divieto per il giudice ricusato di pronunciare

sentenza fino a che non sia intervenuta lordinanza di inammissibilit o di rigetto della dichiarazione
stessa. Il tribunale, o la corte, competente a decidere sulla ricusazione pronuncia ordinanza
dinammissibilit, oltre che per mancanza di legittimazione soggettiva e per inosservanza di forme e
termini, anche per manifesta infondatezza dei motivi addotti. Su tale ordinanza ammesso il
ricorso per cassazione. Superata la fase dellammissibilit, la corte decide, in camera di consiglio,
sul merito della ricusazione e pu disporre che il giudice ricusato sospenda temporaneamente ogni
attivit processuale o si limiti al compimento degli atti urgenti. Lunico divieto posto a carico del
giudice ricusato quello di pronunciare sentenza.
Il giudice chiamato a decidere sullastensione o sulla ricusazione ha il potere di dichiarare quali atti
precedentemente compiuti dal giudice astenutosi o ricusato conservino efficacia.
Con lordinanza che dichiara inammissibile o rigetta la dichiarazione di ricusazione, la parte privata che lha
proposta pu essere condannata al pagamento di una pena pecuniaria a favore della cassa delle
ammende.

12. LA RIMESSIONE DEL PROCESSO
La rimessione del processo consiste nel suo spostamento da una sede ad unaltra in presenza di turbative
ambientali che possono comprometterne il regolare svolgimento, al fine di salvaguardare limparzialit di
chi giudica.
La l. n. 248/2002 ha ampliato i casi di rimessione, infatti:
a. Per un verso, rimasta invariata la previgente normativa incentrata sul nesso causale che deve
intercorrere tra le gravi turbative locali e il conseguente pregiudizio alla libera determinazione delle
persone che partecipano al processo, ovvero alla sicurezza o allincolumit pubblica;
b. Per un altro verso, si ampliata la precedente casistica, ammettendo la rimessione del processo
anche nellipotesi in cui le gravi turbative determinino motivi di legittimo sospetto.
Dallart. 45 si ricava che la rimessione pu essere richiesta in ogni stato e grado del processo di merito
dallimputato, dal procuratore generale presso la corte dappello e dal PM presso il giudice procedente.
La richiesta di rimessione proveniente dallimputato deve essere, a pena di inammissibilit, sottoscritta da
lui personalmente o da un suo procuratore speciale e, dopo essere stata depositata nella cancelleria del
giudice unitamente ai documenti che la giustificano, va notificata, entro 7 gg., a cura del richiedente alle
altre parti. Dopo il deposito, la richiesta e la relativa documentazione sono immediatamente trasmesse alla
corte di cassazione ad opera del giudice procedente, il quale pu anche formulare proprie osservazioni
aggiuntive.
In seguito alla presentazione della richiesta, il giudice procedente pu disporre la sospensione del processo
fino a che non sia intervenuta lordinanza di inammissibilit o di rigetto. Lo stesso pu fare la corte di
cassazione. Qualora liter del processo non sia stato interrotto, prevista comunque la sua sospensione
obbligatoria, rispetto alla quale funge da necessaria premessa la comunicazione, da parte della corte di
cassazione, che, non avendo il presidente della corte rilevato alcuna causa di inammissibilit, avvenuta
lassegnazione della richiesta ad una delle altre sezioni della corte, oppure alle sezioni unite. In seguito a
tale comunicazione, il giudice procedente deve sospendere il processo prima delle conclusioni (in sede di
udienza preliminare) o della discussione ( in sede dibattimentale), ed preclusa sia la pronuncia del
decreto che dispone il giudizio, sia della sentenza. Tale sospensione dura sino a quando non viene
pronunciata lordinanza della corte che dichiara inammissibile o rigetta la richiesta.
Durante la sospensione, restano sospesi i termini della prescrizione del reato e, se la richiesta proviene
dallimputato, anche i termini di durata massima della custodia cautelare.
La corte di cassazione decide con ordinanza, che pu essere di inammissibilit, di rigetto o di accoglimento:
in questultima ipotesi lordinanza, che contiene lindicazione del nuovo giudice, immediatamente
comunicata al giudice designato e al giudice originariamente competente, il quale tenuto a trasmettere al
primo gli atti del processo. Inoltre, quando la corte rigetta, pu condannare limputato al pagamento di una
somma a favore della cassa ammende.
Il giudice designato procede alla rinnovazione degli atti quando una delle parti ne faccia richiesta con due
sole eccezioni:
a. Da un lato, lipotesi che si tratti di atti irripetibili;

b. Dallaltro, leventualit che si tratti di processi per delitti di mafia, schiavit o sequestro a scopo di
estorsione.
Una nuova richiesta di rimessione pu essere formulata sia quando essa miri ad ottenere un nuovo
spostamento del processo, sia quando sia volta ad ottenere per la prima volta il provvedimento, gi negato
da unordinanza di inammissibilit o di rigetto. Lulteriore spostamento del processo pu essere richiesto
quando nella sede designata si ripresenta una situazione riconducibile allart. 45, ovvero quando si creano
le premesse per una revoca del provvedimento di rimessione. Qualora invece sia gi intervenuto un
provvedimento negativo della corte di cassazione, bisogna distinguere:
a. In presenza di unordinanza che abbia rigettato la precedente richiesta o abbia dichiarato
linammissibilit della stessa per manifesta infondatezza, lulteriore richiesta deve essere fondata
su elementi nuovi;
b. La richiesta dichiarata inammissibile per motivi diversi, invece, pu sempre essere riproposta.

13. LA POSIZIONE DI PARTE DEL PM E LA SUA FUNZIONE TIPICA
Il PM, pur rivestendo la qualit di parte nel processo, costituisce, al tempo stesso, un organo dellapparato
statale incaricato di vegliare sullosservanza delle leggi e sulla pronta e regolare amministrazione della
giustizia, nonch di iniziare ad esercitare lazione penale.
Lart. 50.1 conferisce al PM la titolarit dellazione penale ed enuncia il principio dellobbligatoriet
dellazione penale, il quale unico limite rappresentato dalla richiesta di archiviazione.
Il comma 2 ribadisce poi il tradizionale principio dellofficialit dellazione penale, circoscrivendo lefficacia
delle condizioni di procedibilit alle figure ivi richiamate (querela, richiesta, istanza e autorizzazione a
procedere). Tale elenco non per esaustivo, in quanto sono ritenute condizioni di procedibilit anche la
presenza del reo nel territorio dello Stato per i delitti comuni del cittadino e dello straniero commessi
allestero, ovvero lassenza di una sentenza o di un decreto penale irrevocabili pronunciati nei confronti
della medesima persona per il medesimo fatto.
Il comma 3 esprime il principio dellirretrattabilit dellazione penale, la quale, quindi, una volta esercitata,
comporta linsorgere di un dovere decisorio in capo al giudice.

14. LORGANIZZAZIONE E LA DISTRIBUZIONE DEL LAVORO TRA GLI UFFICI: LORO
RAPPORTI
Le funzioni di PM nelle indagini preliminari e nei procedimenti di primo grado sono esercitate dai magistrati
della procura della Repubblica presso il tribunale. A tali procure possono essere addetti anche magistrati
onorari in qualit di vice procuratori. Il procuratore della Repubblica pu poi stabilire che i vice procuratori
addetti al suo ufficio esercitino le funzioni di PM soltanto presso la sede del tribunale o presso una o pi
sezioni distaccate, ovvero presso la sede principale e una o pi sezioni distaccate. Sempre il procuratore
della Repubblica presso il tribunale pu anche delegare nominativamente determinate funzioni a magistrati
ordinari in tirocinio, a vice procuratori onorari addetti allufficio, a personale in quiescenza da non pi di 2
anni che nei 5 anni precedenti abbia svolto le funzioni di polizia giudiziaria, ovvero a laureati in
giurisprudenza che frequentano il secondo anno della scuola biennale di specializzazione per le professioni
legali.
I magistrati della procura della Repubblica presso la corte dappello esercitano, per regola, le funzioni di PM
nei soli giudizi dimpugnazione, cos come accade sempre per i magistrati della procura generale presso la
corte di cassazione relativamente a tale giudizio.
Durante la fase delle indagini preliminari si apre una serie di canali informativi tra procure della Repubblica
e relative procure generali presso la corte dappello, e viceversa.
Lunico strumento attraverso il quale il procuratore generale presso la corte dappello subentra, nella
titolarit delle indagini preliminari, al procuratore della Repubblica del suo distretto lavocazione, la quale
scatta in maniera automatica:
a. Nel caso dimpossibilit di provvedere alla tempestiva sostituzione del magistrato designato a
seguito di astensione o di incompatibilit;
b. Nel caso di omessa tempestiva sostituzione del magistrato da parte del capo dellufficio, quando
ricorrono alcune tra le fattispecie che avrebbero imposto al giudice di astenersi e consentito alle
parti di ricusarlo;

c. Nel caso di omessa presentazione, nei termini prefissati, della richiesta di archiviazione ovvero di
omesso esercizio dellazione penale.
Una particola ipotesi quella del procuratore generale che, assunte le necessarie informazioni, dispone,
con decreto motivato, lavocazione delle indagini preliminari per una serie di delitti di criminalit
organizzata quando, trattandosi di indagini collegate, non risulti effettivo il coordinamento tra i diversi uffici
e non abbiano dato esito le riunioni disposte o promosse dal procuratore generale.
In aggiunta al vincolo del decreto motivato, si prevede che copia del provvedimento con cui il procuratore
generale presso la corte dappello dispone lavocazione delle indagini preliminari sempre trasmessa al
CSM ed ai procuratori della Repubblica interessati. Ci consente a questi ultimi di proporre reclamo al
procuratore generale presso la corte di cassazione, il quale, se accoglie il reclamo, revoca il decreto di
avocazione e dispone la restituzione degli atti. Gli effetti dellavocazione perdurano durante lintero
processo di primo grado.
Se il PM ritiene che la competenza a conoscere il reato spetti ad un giudice diverso da quello presso cui
esercita le sue funzioni, trasmette tempestivamente gli atti allufficio del PM presso il giudice competente.
Lufficio che ha ricevuto gli atti, ove dissenta, demanda la risoluzione del contrasto negativo al procuratore
generale presso la corte dappello o a quello presso la corte di cassazione, qualora appartenga ad un
diverso distretto, trasmettendogli tutti gli atti del procedimento. Gli atti compiuti prima della trasmissione
o della designazione conservano lefficacia che loro propria.
Regole in parte analoghe valgono nel caso di contrasto positivo. Quando il PM procedente riceve notizia
che presso un altro ufficio sono in corso indagini preliminari, ne informa il PM presso questufficio,
richiedendogli la trasmissione degli atti. A sua volta, il PM che ha ricevuto la richiesta, ove non ritiene di
aderirvi, ne informa il procuratore generale presso la corte dappello ovvero quello presso la corte di
cassazione. Assunte le necessarie informazioni, il procuratore generale determina con decreto motivato
quale ufficio debba procedere.
Quando invece 2 gip sono investiti contemporaneamente di una richiesta relativa al medesimo fatto, si
verifica un conflitto positivo di competenza che sar risolto dalla corte di cassazione.
previsto poi un controllo sulla legittimazione del PM a svolgere le indagini preliminari con riguardo alla
competenza per territorio e per connessione, proponibile dalla persona sottoposta alle indagini, dalla
persona offesa, nonch dai rispettivi difensori. La richiesta di trasmettere gli atti al giudice competente
depositata presso la segreteria del PM procedente, a pena di inammissibilit, corredata delle ragioni poste
a sostegno dellindicazione del diverso ritenuto competente.
Il PM, entro 10 gg., deve o accogliere la richiesta, trasmettendo gli atti al PM istituito presso il giudice
ritenuto competente, o di rigettarla. In questultimo caso, il richiedente pu ancora investire della
questione, nei successivi 10 gg., il procuratore generale presso la corte dappello o presso la corte di
cassazione. Nel termine di 20 gg. dal deposito della richiesta il procuratore generale provvede con decreto
motivato dandone comunicazione al richiedente e agli uffici interessati.
La richiesta non pu essere riproposta salvo che si fondi su fatti nuovi e diversi.

15. LASTENSIONE
Lastensione, non obbligatoria sotto il profilo processuale, si fonda su gravi ragioni di convenienza,
presuppone una dichiarazione motivata, ed decisa dal capo dellufficio o dal procuratore generale presso
la corte dappello o presso la corte di cassazione, se riguarda i capi degli uffici. La sostituzione effettuata
con un magistrato appartenente al medesimo ufficio, ma tale regole derogabile quando si tratta del capo
dellufficio, nel qual caso pu essere designato un altro magistrato del pubblico ministero appartenente ad
un diverso ufficio, ugualmente legittimato per materia.

16. I RAPPORTI ALLINTERNO DELLUFFICIO
Ogni ufficio del pubblico ministero si compone del titolare e di uno o pi magistrati addetti allufficio
(sostituti procuratori). Nelle procure della Repubblica presso i tribunali ordinari possono essere istituiti
posti di procuratore aggiunto in proporzione allorganico dellufficio. Alle procure presso le sezioni
distaccate delle corti dappello sono poi preposti avvocati generali alla dipendenza del procuratore
generale. I titolari dirigono gli uffici e ne organizzano lattivit, secondo i criteri di buon andamento ed
imparzialit che ispirano il funzionamento della PA. Esercitano poi essi stessi le funzioni di PM, quando non

designano uno o pi tra gli altri magistrati dellufficio; inoltre pu anche procedere ad una designazione
congiunta in considerazione del numero degli imputati o della complessit delle indagini o del
dibattimento.
Il PM esercita le sue funzioni in piena autonomia nelludienza, anche se ci non toglie che il capo
dellufficio pu impartire direttive sulle premesse delludienza. Tale autonomia comporta che le cause di
sostituzione sono circoscritte, le quali possono essere ricondotte a 3 distinti gruppi:
a. Un primo gruppo comprende le cause che consentono una valutazione discrezionale da parte del
capo dellufficio;
b. Un secondo concerne alcune situazioni in presenza delle quali il giudice sarebbe obbligato ad
astenersi;
c. Un terzo riguarda la sostituzione effettuata col consenso del magistrato interessato.
nella fase delle indagini preliminari, il PM gode di una certa autonomia, tuttavia il capo dellufficio pu
fissare regole generali per la miglior efficienza dellufficio, nonch dettare singole direttive. Il magistrato
che non si adegui a tale disposizioni pu essere sostituito con un provvedimento motivato, salvo il potere
dello stesso magistrato di chiedere di essere sostituito.
Infine, solo il procuratore della Repubblica pu intrattenere, personalmente o per il tramite di un
magistrato dellufficio appositamente delegato, rapporti con i mass-media.

17. UFFICI DEL PM DISTRETTUALE
Sono stati introdotti una serie di deroghe alla divisione del lavoro e sui rapporti tra gli uffici del PM al fine
di creare una sorta di procedimento speciale per i reati di associazione mafiosa, di sequestro di persona a
scopo estorsivo e di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.
Il proposito di potenziare lufficio del PM con riguardo a tali reati si concretizzato nellart. 3 d.l. n.
90/2008, contenente misure straordinarie per fronteggiare lemergenza rifiuti in Campania e ulteriori
disposizioni di protezione civile. In particolare, il comma 1 di tale art. assegna le funzioni di PM nelle
indagini preliminari e nei procedimenti di primo grado al procuratore della Repubblica presso il tribunale
di Napoli, con riferimento ai reati sulla gestione rifiuti e in materia ambientale in Campania, nonch a quelli
ad essi connessi. Nei casi in cui tali procedimenti concernono la criminalit organizzata, il comma 3
attribuisce al procuratore generale presso la corte dappello di Napoli poteri di designazione del PM per le
udienze dibattimentali.
Per tutti i reati indicati dallart. 51 commi 3-bis, 3-quater e 3-quinquies le funzioni di PM nelle indagini
preliminari e nei procedimenti di primo grado sono attribuite allufficio sito presso il tribunale del
capoluogo del distretto di corte dappello. Il procuratore della Repubblica presso questultimo costituisce
una direzione distrettuale antimafia per la trattazione dei procedimenti relativi ai reati di associazione
mafiosa, designando i magistrati che devono farne parte per almeno 2 anni, inoltre, pu anche essere
istituito un posto di procuratore aggiunto per ragioni riguardanti lo svolgimento dei compiti della direzione
distrettuale.
Il procuratore distrettuale designa per lesercizio delle funzioni di PM nei procedimenti in discorso i
magistrati addetti alla direzione, ma, su richiesta del procuratore distrettuale, il procuratore generale
presso la corte dappello, per giustificati motivi, pu disporre che le funzioni di PM per il dibattimento siano
esercitate da un magistrato designato dal procuratore della Repubblica presso il giudice competente.
Nonostante tutto, possono sempre sorgere contrasti, positivi o negativi, trai i diversi uffici del PM sulla
relativa legittimazione a procedere:
a. Se il contrasto si verifica tra diverse direzioni distrettuali, la risoluzione affidata al procuratore
generale presso al corte di cassazione, ma il procuratore nazionale antimafia ha una funzione
consultiva;
b. Se, invece, il contrasto insorge allinterno del medesimo distretto, il compito spetta al procuratore
generale presso al corte dappello.
Alla direzione nazionale antimafia preposto un magistrato di cassazione (il procuratore nazionale
antimafia), nominato con delibera del CSM di concerto col Ministro della giustizia; tale incarico dura 4 anni
e pu essere rinnovato una sola volta. Alla direzione sono addetti, quali sostituti, 20 magistrati con funzioni
di magistrati di corte dappello, anchessi nominati dal CSM, sentito il procuratore nazionale antimafia, sulla
base di specifiche attitudini ed esperienze.

Il procuratore nazionale antimafia pu poi avvalersi della direzione investigativa antimafia (DIA) e dei
servizi centrali e interprovinciali delle forze di polizia, impartendo loro le direttive volte a regolarne
limpiego a fini investigativi.
Il procuratore nazionale antimafia investito di due nuclei di funzioni:
a. Quelle di impulso al coordinamento hanno il compito di assicurare il collegamento investigativo
anche tramite i magistrati della direzione nazionale antimafia. Il procuratore pu inoltre impartire
ai procuratori distrettuali specifiche direttive, alle quali devono attenersi per prevenire e risolvere
contrasti sulla modalit relative al coordinamento delle attivit dindagine. Sempre il procuratore
nazionale indice riunioni tra i procuratori distrettuali interessati per risolvere i contrasti che hanno
impedito di promuovere o rendere effettivo il coordinamento. Come estrema ratio, pu poi
ricorrere allavocazione;
b. Quelle di impulso alle investigazioni, che si risolvono, anzitutto, nellacquisizione e
nellelaborazione di notizie, di informazioni e di dati attinenti alla criminalit organizzata, ai fini non
solo del coordinamento investigativo, ma anche della repressione dei reati. Quindi, il procuratore
nazionale abilitato non solo a ricevere, ma anche a ricercare informazioni.
Al fine di soddisfare specifiche e contingenti esigenze investigative, possibile lapplicazione temporanea
dei magistrati della direzione nazionale e delle direzioni distrettuali antimafia. Essa disposta con decreto
motivato del procuratore nazionale antimafia, sentiti i procuratori generali e i procuratori della Repubblica
interessati. Lapplicazione non pu durare pi di un anno, ma, in caso di necessit, pu essere rinnovata per
un altro anno. Il decreto di applicazione quindi trasmesso senza ritardo al CSM per lapprovazione,
nonch al Ministro della giustizia.

18. LE FUNZIONI ED I SOGGETTI DI POLIZIA GIUDIZIARIA
La polizia, anche di propria iniziativa, svolge 4 importanti attivit:
a. Quella informativa, che si sostanzia nellacquisire la notizia di reato e nel riferirla al PM;
b. Quella investigativa, che consiste nel ricercare lautore del reato mediante il compimento di atti
tipici e atipici;
c. Quella assicurativa, che riferita alle fonti di prova;
d. E, infine, ha lobbligo di raccogliere quantaltro pu servire per lapplicazione della legge penale e
lobbligo di impedire che i reati siano portati a conseguenze ulteriori.
Tra gli ufficiali che svolgono funzioni di polizia giudiziaria in via generale figurano:
a. I dirigenti, i commissari, gli ispettori, i sovraintendenti e gli altri appartenenti alla Polizia di Stato ai
quali lordinamento dellamministrazione della pubblica sicurezza riconosce la qualit di ufficiali di
polizia giudiziaria;
b. Gli ufficiali, superiori ed inferiori, ed il personale dei ruoli ispettori e sovraintendenti dellArma dei
Carabinieri;
c. Il sindaco dei comuni ove non vi sia un ufficio della Polizia di Stato, n un comando dellArma dei
Carabinieri o della Guardia di Finanza.
Tra gli agenti che svolgono funzioni di polizia giudiziaria in via generale vi sono:
a. Il personale della Polizia di Stato;
b. I carabinieri;
c. Le guardie di finanza;
d. Gli agenti di polizia penitenziaria;
e. le guardie forestali;
f. le guardie delle province e dei comuni, ma solo nellambito territoriale dellente di appartenenza e
limitatamente al tempo nel quale sono in servizio.
Il personale delle DIA investito, oltre che delle funzioni di investigazione preventiva attinente alla
criminalit organizzata, anche del compito di effettuare indagini di polizia giudiziaria relative
esclusivamente a delitti di associazione mafiosa e comunque ricollegabili allassociazione stessa.

19. LORGANIZZAZIONE DELLA POLIZIA GIUDIZIARIA E LA SUA DIPENDENZA FUNZIONALE
DALLATTIVITA GIUDIZIARIA

Anche se tutte le funzioni di polizia giudiziaria sono sempre svolte alla dipendenza e sotto la direzione
dellautorit giudiziaria, il legame che si instaura con la medesima variabile. Lart. 56 individua una triplice
struttura:
a. La prima concerne i servizi di polizia giudiziaria previsti dalla legge, la quale prevede la loro
istituzione e organizzazione da parte del dipartimento di pubblica sicurezza. In determinate regioni
e per particolari esigenze, tali strutture possono poi essere costituite in servizi interforze. Infine
sono state introdotte unit antiterrorismo per le indagini sui delitti di terrorismo di rilevante
gravit;
b. La seconda riguarda le sezioni di polizia giudiziaria, istituite presso ogni procura della Repubblica
per garantire uno stretto rapporto con lorgano che dirige le indagini preliminari. Le sezioni sono
composte da ufficiali ed agenti della Polizia di Stato, dellArma dei Carabinieri e della Guardia di
Finanza. Il personale delle sezioni non deve poi essere inferiore al doppio dei magistrati della
procura della Repubblica presso il tribunale, ed il rapporto numerico tra ufficiali ed agenti di polizia
giudiziaria stabilito in due terzi;
c. La terza riguarda, infine, i restanti ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria, tenuti per legge a
compiere indagini a seguito di una notizia di reato.

20. I RAPPORTI DI SUBORDINAZIONE
Anche lautorit giudiziaria investita di una serie di poteri di natura tipicamente gerarchica.
Le sezioni si pongono in un rapporto di subordinazione nei confronti del procuratore della Repubblica che
dirige lufficio presso cui sono istituite e, al fine di evitare interferenze con lamministrazione di
appartenenza, fatto divieto di distogliere gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria dalla loro attivit se
non per disposizione del magistrato dal quale dipendono.
Lesclusiva destinazione a compiti di polizia giudiziaria pu essere derogata solo in casi eccezionali o per
necessit di istruzione o di addestramento, e sempre previo consenso del capo dellufficio.
Nei confronti dei servizi, gli ordini dellautorit giudiziaria sono mediati dalle gerarchie amministrative;
pertanto, la responsabilit personale investe unicamente lufficiale preposto al servizio. La condotta degli
altri ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria appartenenti al servizio che contrasti con i rispettivi doveri
funzionali , invece, valutata in sede disciplinare e, se ne ricorrono gli estremi, in quella penale.
Vi , infine, lobbligo di ottenere il consenso del procuratore della Repubblica presso il tribunale o del
procuratore generale presso la corte dappello per allontanare dalla sede o assegnare ad altri uffici i
dirigenti dei servizi e di vincolare le promozioni dei dirigenti degli uffici al parere favorevole dei predetti
magistrati.

21. LIMPUTATO E LA PERSONA SOTTOPOSTA AD INDAGINI
Lassunzione della qualit di imputato coincide con latto che contiene la formale individuazione della
persona a cui un determinato fatto storico viene attribuito. Lart. 60 enumera gli atti tipici dai quali tale
assunzione scaturisce, dei quali alcuni si configurano come domande dellorgano dellaccusa, altri invece
come atti di impulso. A questi si aggiungono sia la contestazione del reato connesso o del fatto nuovo
nelludienza preliminare o nel dibattimento, sia la formulazione coatta dellimputazione quando non sia
stata accolta la richiesta di archiviazione dal gip.
La perdita della qualit dimputato pu derivare solo da una sentenza o da un provvedimento ad essa
assimilabile; per contro, tale qualit risorge per effetto della revoca della sentenza di non luogo a
procedere o dellemissione del decreto di citazione a dibattimento per il giudizio di revisione.
Alla persona sottoposta alle indagini preliminari sono estese tutte le garanzie e i diritti attribuiti a chi ha
assunto la qualit dimputato. Pi precisamente, taluno diviene persona sottoposta alle indagini a seguito,
anzitutto, del ricevimento di una notizia qualificata di reato contenente unincolpazione nei confronti di un
soggetto determinato. Se si tratta di notizie inqualificate, la persona pu dirsi sottoposta alle indagini a
seguito di una valutazione di attendibilit delle medesime.
Con la nozione di indizio, invece, ci si riferisce ad u risultato conoscitivo indispensabile per adottare alcune
misure nel corso della fase delle indagini preliminari o per farne scaturire determinati effetti diversi dalla
decisione sul dovere di punire.

22. LE DICHIARAZIONI RESE DALLIMPUTATO


In base allart. 62, le dichiarazioni rese nel corso del procedimento dallimputato e dalla persona
sottoposta alle indagini non possono formare oggetto di testimonianza:
a. In primo luogo, ci non riguarda solo le dichiarazioni sollecitate, ma anche quelle che il soggetto
rilascia di propria iniziativa;
b. In secondo luogo, il divieto vale nei confronti di coloro a carico dei quali, per effetto delle
dichiarazioni rese, emergano indizi di reit e di coloro che, fin dallinizio, dovevano essere sentiti in
qualit di imputato o di persona sottoposta alle indagini;
c. In terzo luogo, sono coperte dallart. 62 le dichiarazioni rese dinnanzi allautorit giudiziaria, alla
polizia giudiziaria e ad altre persone abilitate a riceverle;
d. Infine, anche inibito a testimoniare chi riferisca, anche avendolo appreso da altri, il contenuto
delle dichiarazioni dellimputato o dei soggetti a lui assimilati.
Lacquisizione illegittima di tali testimonianze comporta la loro inutilizzabilit.
La disciplina delle dichiarazioni indizianti (art. 63) completa la regola per cui nessuno pu essere obbligato
a deporre su fatti dai quali potrebbe emergere la propria responsabilit penale. Profilatisi gli indizi, in capo
allautorit procedente, si determinano 3 obblighi distinti:
a. Quello di interrompere lesame come pure leventuale assunzione di informazioni;
b. Quello di avvertire la persona che potranno essere svolte indagini nei suoi confronti per effetto
della mutata veste processuale;
c. Quello di avvertire lindiziato che le sue dichiarazioni potranno essere utilizzate nei suoi confronti.

23. LINTERROGATORIO
Nella fase delle indagini preliminari, il PM procede allinterrogatorio della persona sottoposta a misura
cautelare, dellarrestato o del fermato e di chi si trova a piede libero mediante invito a presentarsi. Il PM
libero di scegliere il momento in cui procedere allinterrogatorio, salvo si tratti di persona sottoposta a
custodia cautelare, nel qual caso linterrogatorio del giudice deve precedere quello del PM. Questultimo,
ove non intenda formulare richiesta di archiviazione, deve notificare, prima della scadenza del termine di
durata delle indagini preliminari, un avviso di conclusione delle stesse indirizzandolo alla persona
sottoposta ad indagini e al difensore. Tale avviso contiene lavvertimento che lindagato, entro 20 gg., pu
presentarsi per rilasciare dichiarazione o chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio. Al mancato invio
dellavviso consegue la nullit della richiesta di rinvio a giudizio o del decreto di citazione a giudizio del PM.
Se il PM ne fa istanza nella richiesta di custodia cautelare, linterrogatorio deve avvenire entro 48 ore.
Esercitata lazione penale, limputato libero di sottoporsi ad interrogatorio in sede di udienza preliminare,
cos come nel giudizio abbreviato.
Allinterrogatorio del PM si suole attribuire un prevalente carattere investigativo perch finalizzato alle
determinazioni inerenti allesercizio dellazione penale, mentre a quello condotto dal giudice si soliti
attribuire una finalit di controllo e di garanzia.
Il difensore ha il diritto di essere avvisato del compimento dellatto cos da potervi assistere, anzi, la sua
presenza diviene, talora, condizione di validit. Per quanto invece riguarda la difesa personale,
linterrogatorio modellato in maniera idonea a garantire una partecipazione libera e cosciente da parte
del soggetto.
Assimilate allinterrogatorio sono infine le dichiarazioni rilasciate dalla persona sottoposta alle indagini a
seguito della presentazione spontanea al PM.
Nel corso dellinterrogatorio non possono essere usati metodi o tecniche idonei ad influire sulla libert di
autodeterminazione o ad alterare le capacit mnemoniche o valutative.
Prima che inizi linterrogatorio, lorgano procedente ha lobbligo di rivolgere alla persona interrogata un
triplice avviso:
a. Il soggetto deve essere edotto che le sue dichiarazioni potranno sempre essere usate nei suoi
confronti;
b. Deve essere avvertito che egli ha la facolt di non rispondere ad alcuna domanda ma che, in ogni
caso, il procedimento proseguir il suo corso. Alla omissione di questi primi 2 avvisi la legge
ricollega linutilizzabilit delle dichiarazioni rese;

c. Infine, deve essere avvertito che se render dichiarazioni su fatti che concernono la responsabilit
di altri, in ordine a tali fatti assumer lufficio di testimone. Al mancato avvertimento in discorso la
legge ricollega una duplice sanzione: per un verso, la persona interrogata non potr assumere, in
ordine ai fatti riferiti riguardanti la responsabilit di altri, lufficio di testimone; per altro verso, le
eventuali dichiarazioni contro altri non saranno utilizzabili nei confronti dei terzi coinvolti.
Una volta che il soggetto abbia dichiarato di voler rispondere, vi lobbligo di contestargli in forma chiara e
precisa il fatto attribuitogli, di rendergli noti gli elementi di prova a suo carico e di comunicargliene le fonti.
Riguardo allo svolgimento dellatto, la tecnica adottata quella delle domande poste invia diretta dal solo
organo procedente, il che vale anche per linterrogatorio che limputato ha la facolt di rendere in sede di
udienza preliminare.

24. LIDENTIFICAZIONE E LESISTENZA IN VITA DELLIMPUTATO
Nel primo atto del procedimento in cui presente limputato, lautorit giudiziaria lo invita a dichiarare le
proprie generalit, ammonendolo sulle conseguenze nel caso di rifiuto o di generalit false; i medesimi
inviti sono poi fatti dallautorit giudiziaria alla persona sottoposta alle indagini.
Limpossibilit di attribuire allimputato le sue esatte generalit irrilevante perch non pregiudica il
compimento di alcun atto da parte della polizia giudiziaria o dellautorit giudiziaria, purch sia certa
lidentit fisica della persona.
Lattribuzione di generalit erronee risulta essere alla stregua di un mero errore materiale, correggibile
mediante il relativo procedimento in camera di consiglio.
Lautorit giudiziaria, in ogni stato e grado del procedimento, deve comunicare a quella competente ai fini
dellapplicazione della legge penale la circostanza che lindagato gi stato segnalato come autore di reato
commesso antecedentemente o successivamente a quello per il quale si procede, magari sotto diverso
nome.
Diverso il profilo dellidentit fisica dellimputato, che si sostanzia nella coincidenza tra la persona nei cui
confronti esercitata lazione penale e quella che in effetti assoggettata a processo. Tocca al PM, durante
le indagini preliminari, disporre gli accertamenti del caso; se, invece, il dubbio sorge nel processo, le
determinazioni saranno tratte dal gup o dal giudice del dibattimento.
In caso di errore sullidentit fisica che risulti nel corso delle indagini preliminari, il PM pu richiedere il
decreto di archiviazione; se lerrore, invece, risulta nel processo, il giudice, sentiti il PM e limputato,
pronuncia sentenza di non luogo a procedere.
Quando lautorit giudiziaria ritenga che limputato o la persona sottoposta alle indagini sia minorenne,
trasmette gli atti al procuratore della Repubblica presso il tribunale minorile.
In caso di incertezza sullesistenza i vita dellimputato, se il dubbio risolto nel senso della morte, il PM nel
corso delle indagini preliminari chiede larchiviazione per estinzione del reato, mentre, nel corso del
giudizio, il giudice proscioglie.
La sentenza erroneamente dichiarativa dellestinzione del reato per morte dellimputato non impedisce un
nuovo esercizio dellazione penale per il medesimo fatto a carico della medesima persona.

25. INFERMITA MENTALE E PARTECIPAZIONE COSCIENTE
Ogni persona fisica titolare della capacit ad essere parte nel processo penale. Essa difetta negli infanti e
negli immuni, da distinguersi in assoluti o relativi, a seconda che lesenzione dalla giurisdizione valga per
tutte le imputazioni o solo per alcune.
Nozione distinta quella della capacit processuale dellimputato, ossia dellidoneit ad esercitare i diritti e
le facolt ricollegati allassunzione di tale qualit. In genere, la capacit processuale dellimputato coincide
con la sua capacit di essere parte, ma esistono alcune eccezioni, la pi vistosa delle quali rappresentata
dallipotesi dellinfermit mentale dellimputato sia antecedente che sopravvenuta al fatto costituente
reato, il cui presupposto commisurato sulla inidoneit del soggetto a partecipare coscientemente al
processo.
La valutazione sullesistenza dellinfermit mentale dellimputato non necessariamente subordinata
allesito di unindagine peritale disponibile anche dufficio, in quanto il giudice pu convincersene anche
sulla base di elementi ricavabili da perizie appena espletate o da manifestazioni conclamate.

Qualora venga disposta la perizia psichiatrica, nel tempo occorrente per il suo svolgimento lattivit
giudicante subisce consistenti limitazioni. Il giudice, su richiesta del difensore, pu assumere solo le prove
che possono condurre al proscioglimento dellimputato. Se la necessit di provvedere sorge durante le
indagini preliminari, la perizia disposta dal giudice solo su richiesta delle parti con le forme dellincidente
probatorio, restando nel frattempo sospesi i termini per le indagini preliminari.
Accertato che lo stato psichico dellimputato ne impedisce la cosciente partecipazione al procedimento, il
giudice emette ordinanza di sospensione del procedimento, la quale, ricorribile per cassazione, produce
una pluralit di effetti:
a. Lobbligo di nominare un curatore speciale a favore dellimputato;
b. La sospensione non impedisce al giudice di assumere prove, alle condizioni e nei limiti che valgono
durante il tempo occorrente per lespletamento della perizia nel processo, anche su richiesta del
curatore speciale;
c. Ulteriori effetti consistono nellobbligatoria separazione del processo e nellinoperativit della
regola sulla sospensione obbligatoria del processo civile.
Lordinanza di sospensione immediatamente revocata qualora vi siano i presupposti di una sentenza di
non luogo a procedere o di proscioglimento, oppure sia acquisita la certezza che limputato in grado di
partecipare coscientemente al procedimento. Lart. 72.1 impone al giudice di verificare comunque
periodicamente lo stato psichico dellimputato con frequenze periodiche semestrali mediante appositi
accertamenti peritali.
Il potere di disporre il ricovero dellimputato in una struttura del servizio psichiatrico ospedaliero
attribuito al sindaco, mentre solo se vi pericolo nel ritardo, il giudice pu ordinare il ricovero provvisorio.
Se gi disposta o debba disporsi la custodia cautelare, il ricovero provvisorio ordinato adottando i
provvedimenti necessari per prevenire il pericolo di fuga.

26. LA PARTE CIVILE: LEGITTIMAZIONE, COSTITUZIONE ED ESODO DAL PROCESSO PENALE
Lintervento della parte civile finalizzato ad ottenere le restituzioni o il risarcimento del danno ricollegabili
al reato oggetto di accertamento i sede penale. Lazione civile pu essere esercitata dal soggetto che mira
alle restituzioni o al risarcimento del danno cagionato dal reato, o dai suoi successori universali; ciascuno di
loro pu costituirsi parte civile anche per mezzo di un procuratore speciale. Una volta costituitosi, a meno
di uneventuale esclusione o di un suo esodo volontario, il danneggiato partecipa al processo in tutti i suoi
gradi, compreso leventuale giudizio di rinvio.
Nel caso in cui sia impedito linserimento dellazione civile nel processo penale sono previsti due diversi
correttivi:
a. Anzitutto, prevista la nomina di un curatore speciale, quando manchi la persona cui spetterebbe
la rappresentanza o lassistenza e ricorrano ragioni durgenza, oppure quando sussista un conflitto
di interessi tra lincapace e il suo legale rappresentante;
b. Secondariamente, ma solo in caso di assoluta urgenza, viene consentito che il PM eserciti lazione
civile nellinteresse del minore o dellinfermo di mente, finch non subentri il legale rappresentante
o il curatore speciale.
La parte civile pu stare in giudizio solo attraverso il difensore munito di procura speciale. Per la sua
costituzione occorre che, unitariamente alla procura, sia depositata nella cancelleria del giudice procedente
o sia presentata in udienza, una dichiarazione contente:
a. Le generalit della persona fisica o la denominazione dellassociazione o dellente che si costituisce
parte civile, nonch del suo legale rappresentante;
b. Le generalit dellimputato;
c. Il nome ed il cognome del difensore;
d. Lesposizione delle ragioni che giustificano la domanda;
e. La sottoscrizione del difensore.
La costituzione della parte civile deve quindi avvenire a partire dal deposito della richiesta di rinvio a
giudizio e fino alleffettuazione degli accertamenti sulla costituzione delle parti.
Lesclusione pu, innanzitutto, essere la conseguenza di una richiesta motivata, proveniente dal PM,
dallimputato e dal responsabile civile. Relativamente a tale richiesta il giudice procedente tenuto a
pronunciarsi senza ritardo con ordinanza.

I termini per la presentazione della richiesta variano a seconda della fase processuale in cui avvenuta la
costituzione di parte civile:
a. Se avvenuta per ludienza preliminare, va effettuata, in forma scritta fuori delludienza oppure
oralmente in sede di udienza preliminare o dibattimentale, prima che siano terminati gli
accertamenti di costituzione delle parti;
b. Se, invece, avvenuta nella fase degli atti preliminari al dibattimento o nel corso degli atti
introduttivi del medesimo, la richiesta deve essere effettuata in sede di trattazione delle questioni
preliminari.
Una seconda ipotesi di esclusione della parte civile quella disposta ex officio dal giudice, il quale pu
provvedervi fino allapertura del dibattimento di primo grado.
Si pu anche verificare un recesso spontaneo del danneggiato che revoca la costituzione di parte civile:
a. Nel caso di revoca espressa, che pu avvenire in ogni stato e grado del procedimento e riguardare
solo alcuni degli imputati, occorre una dichiarazione, resa personalmente o per mezzo di un
procuratore speciale. Tale dichiarazione pu avere forma orale, se fatta in udienza, o essere
contenuta in un atto scritto;
b. Le ipotesi di revoca tacita, o presunta, sono tassativamente previste dallart. 82.2, che prevede, da
un lato, la mancata presentazione, in sede di discussione dibattimentale, delle conclusioni e,
dallaltro, la promozione dellazione di danno davanti al giudice civile.
c. La revoca della costituzione di parte civile non preclude il successivo esercizio dellazione aquiliana
nella sede propria.

27. I RAPPORTI TRA AZIONE CIVILE DA REATO E AZIONE PENALE
Lart. 75.1 disciplina il trasferimento, nel processo penale, dellazione civile. Il trasferimento subordinato
a 2 condizioni che riguardano, rispettivamente, lo stadio di progressione del giudizio a quo e quello del
giudizio ad quem, per cui se, da un lato, lattore vincolato alla sua scelta iniziale dopo la pronuncia in sede
civile di una sentenza di merito anche non definitiva, dallaltro, non pi consentito linserimento
dellazione civile nel processo penale dopo ludienza preliminare e, successivamente, fino allaccertamento
di costituzione delle parti.
Niente, comunque, impedisce che lazione di danno, esercitata in sede civile, proceda in assoluta
autonomia rispetto al parallelo processo penale.
Nellipotesi in cui il processo penale si concluda con una sentenza irrevocabile di condanna, il danneggiato
pu sfruttare nel giudizio civile lefficacia di giudicato ad essa riconosciuto, mentre esclusa lefficacia di
giudicato della sentenza assolutoria.
Qualora lazione in sede civile sia stata proposta dopo la sentenza penale di primo grado o dopo la
precedente costituzione di parte civile nel processo penale, il processo civile rimane sospeso in attesa del
giudicato penale, salve le eccezioni previste dalla legge, ossia quando:
a. Il processo penale stato sospeso per incapacit dellimputato;
b. Vi stata esclusione della parte civile;
c. La parte civile ha abbandonato il processo penale in seguito alla sua mancata accettazione del rito
abbreviato;
d. Lesodo della parte civile consegue alla pronuncia di una sentenza che applica la pena su richiesta
delle parti;
e. Il danneggiato, gi costituitosi parte civile, esercitata lazione civile in sede propria, dopo che il
giudice penale ha dichiarato estinto il reato per intervenuta oblazione.

28. IL RESPONSABILE CIVILE
Il danneggiato dal reato pu agire per la restituzione e il risarcimento del danno anche nei confronti del
responsabile civile, ossia dellente plurisoggettivo tenuto a rispondere per il fatto dellimputato.
Il responsabile civile pu essere sia citato su richiesta della parte civile o del PM, sia intervenire
volontariamente nel processo penale. La richiesta deve essere proposta al pi tardi per il dibattimento.
Il giudice procedente ordina la citazione con un decreto che deve contenere:
a. Le generalit della parte civile;
b. Lindicazione delle domande avanzate nei confronti del responsabile civile;

c. linvito a costituirsi;
d. lindicazione della data e del luogo delludienza;
e. la data e le sottoscrizioni del giudice e dellausiliario.
La citazione nulla qualora, per omissione o erronea indicazione di qualche elemento essenziale, il
responsabile civile non sia stato in grado di esercitare i suoi diritti nelludienza preliminare o nel giudizio,
ovvero qualora risulti nulla la relativa notificazione.
Il responsabile civile pu anche decidere di non costituirsi, il che peraltro non impedisce al giudice di
addebitargli, in sentenza, la responsabilit per il fatto dellimputato; viceversa, pu costituirsi, assumendo
la qualit di parte e avvalendosi delle relative facolt. La costituzione pu avvenire in ogni stato e grado del
processo, anche per mezzo di procuratore speciale, depositando nella cancelleria del giudice procedente o
presentando in udienza una dichiarazione che deve contenere, a pena di inammissibilit:
a. Le generalit della persona fisica o la denominazione dellassociazione o dellente e le generalit
del suo legale rappresentante;
b. Il nome e cognome del difensore e lindicazione ella procura;
c. La sottoscrizione del difensore.
Il responsabile civile pu anche intervenire volontariamente nel processo penale, sempre che vi sia stata
costituzione di parte civile o il PM abbia agito come supplente, entro leffettuazione, nel dibattimento di
primo grado, degli accertamenti di costituzione delle parti.
La parte civile pu essere esclusa su richiesta di parte o di ufficio:
a. Nel primo caso, legittimati a chiedere lesclusione sono limputato, la parte civile, il PM e lo stesso
responsabile civile, il quale ultimo pu chiedere quindi la propria esclusione, oltre che per ragioni
attinenti alla legittimazione, anche qualora gli elementi di prova raccolti prima della citazione
possano recare pregiudizio alla sua difesa. La richiesta di esclusione, sulla quale decide il giudice
con ordinanza, deve essere proposta non oltre gli accertamenti relativi alla costituzione delle parti
nelludienza preliminare o nel dibattimento;
b. Nel secondo caso, lesclusione disposta, con ordinanza non impugnabile, sia qualora venga
accertata la mancanza dei requisiti per la citazione o per lintervento del responsabile, sia qualora
venga accolta dal giudice la richiesta di giudizio abbreviato.

29. IL CIVILMENTE OBBLIGATO PER LA PENA PECUNIARIA E LENTE RESPONSABILE PER
LILLECITO AMMINISTRATIVO DIPENDENTE DA REATO
Una persona (fisica o giuridica) pu essere assoggettata, in via sussidiaria ed eventuale, ad unobbligazione
civile pecuniaria pari allimporto della multa o dellammenda inflitta al condannato, qualora questultimo
risulti insolvibile.
La persona civilmente obbligata pu essere citata, per ludienza preliminare o per il giudizio, su richiesta del
PM o dellimputato. Per quanto riguarda la citazione, la costituzione e lesclusione della persona civilmente
obbligata per la pena pecuniaria, si rinvia alla normativa prevista per il responsabile civile.
Il d. lgs. n. 231/2001 prevede lirrogazione di sanzioni amministrative a carico degli enti forniti di
personalit giuridica, delle societ e delle associazioni anche prive di personalit giuridica, qualora vengano
accertati reati commessi nel loro interesse o a loro vantaggio da parte di persone che rivestano funzioni di
rappresentanza, di amministrazione o di direzione dellente, nonch di persone che ne esercitino la
gestione e il controllo, ed infine di persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza dei soggetti
precedentemente menzionati.
Se intende partecipare al procedimento penale con il proprio rappresentante legale, lente deve costituirsi
depositando in cancelleria una dichiarazione contenente, a pena di inammissibilit, oltre alla
denominazione e alle generalit del legale rappresentante, il nome del difensore, la sua sottoscrizione e la
dichiarazione o lelezione di domicilio.

30. LA PERSONA OFFESA DAL REATO
La persona offesa dal reato il titolare dellinteresse protetto dalla norma penale che si assume violata, ma
ad essa non attribuita la qualit di parte, bens quella di soggetto.

31. I DIRITTI E LE FACOLTA DELLA PERSONA OFFESA

La persona offesa , anzitutto, legittimata a presentare memorie, ossia elaborati scritti attraverso i quali
avanzare istanze, illustrare questioni o toccare temi rilevanti per il processo. A seconda dei casi, le memorie
saranno indirizzate al PM o al giudice procedente. Inoltre, la persona offesa pu indicare elementi di prova,
sia per spingere il PM a verificare meglio una certa ipotesi accusatoria, sia per indurre il giudice ad
intraprendere quelle iniziative che la legge gli consente in materia di prova.
In tema di capacit processuale, i minori infraquattordicenni e gli interdetti per infermit mentale devono
essere rappresentati dai genitori e dal tutore, mentre, trattandosi di ultraquattordicenne o di inabilitato, la
legittimazione ad esercitare i loro diritti spetta sia ad essi stessi che ai genitori, al tutore, al curatore.
La persona offesa pu inoltre nominare un difensore, il quale legittimato a svolgere anche le
investigazioni difensive.
Deceduta la persona offesa in conseguenza del reato, i suoi diritti e facolt sono attribuiti ai prossimi
congiunti. Quando invece la morte non si pu ritenere collegata al reato di cui stata vittima, i prossimi
congiunti possono entrare nel processo penale solo attraverso la costituzione di parte civile.

32. GLI ENTI E LE ASSOCIAZIONI RAPPRESENTATIVI DI INTERESSI LESI DAL REATO
In presenta di taluni requisiti, gli enti e le associazioni rappresentativi di interessi lesi dal reato possono
esercitare, in ogni stato e grado del procedimento, i diritti e le facolt attribuiti alla persona offesa dal
reato.
Qualora tali enti risultino direttamente danneggiati dal reato, essi possono inserire la loro pretesa civilistica
allinterno del processo penale mediante la costituzione di parte civile; al contrario, in mancanza di tale
presupposto lente collettivo pu partecipare al processo in veste di accusatore privato al fianco della
persona offesa disposta ad accettare il suo intervento.
Affinch lente collettivo possa assumere la qualifica di accusatore privato sussidiario si richiede non solo
che esso non abbia scopo di lucro, ma anche che gli siano state riconosciute finalit di tutela degli interessi
lesi dal reato. Come ulteriore garanzia di affidabilit si esige che il riconoscimento avvenga anteriormente
alla commissione del fatto per cui si procede. stato poi ritenuto necessario il consenso della persona
offesa (ad un solo ente), da prestare con atto pubblico o con scrittura privata autenticata, e si ammessa la
possibilit di una revoca in qualsiasi momento delliter processuale, con le stesse forme previste per la
prestazione del consenso: dopo leventuale revoca esclusa, per la persona offesa, la possibilit di essere
nuovamente fiancheggiata da tali enti.
Affinch lente collettivo possa svolgere il ruolo che gli compete, necessario che il suo difensore, munito
di procura speciale, presenti un atto di intervento, da notificare alle parti quando la presentazione non
avviene in udienza. Occorre inoltre che venga presentata la dichiarazione di consenso della persona offesa,
nonch la procura del difensore.
Lintervento non pu avvenire dopo che si conclusa la fase del dibattimento dedicata alla verifica della
costituzione delle parti.
Dopo lintervento, pu verificarsi unestromissione dellente collettivo, disposta dal giudice con ordinanza
inoppugnabile, in seguito ad unopposizione di parte o dufficio, quando venga riscontrato un motivo di
inammissibilit o un vizio riguardante la capacit processuale del soggetto intervenuto. Per quanto attiene,
in particolare, allopposizione, lipotesi pi articolata quella in cui vi sia stato un atto di intervento.
Lopponente, entro 3 gg. dalla data di notificazione, deve far notificare la dichiarazione scritta di
opposizione al rappresentante legale dellente, per consentire a questultimo di presentare, entro 5 gg.
dalla notifica, le sue controdeduzioni. Se lintervento avvenuto prima dellesercizio dellazione penale, la
decisione di competenza del gip, mentre sono competenti, rispettivamente, il gup e il giudice del
dibattimento rispetto agli interventi verificatisi in tali fasi.

33. IL QUERELANTE
Per una serie di reati espressamente indicati dal legislatore previsto che lesercizio dellazione penale da
parte del PM sia subordinato ad una esplicita voluntas persecutionis, che la persona offesa tenuta ad
esprimere attraverso la querela.
La querela deve essere presentata entro 3 mesi dal giorno della notizia del fatto che costituisce il reato;
tuttavia, qualora si debba procedere alla nomina di un curatore speciale tenuto a valutare lopportunit di

presentare querela, il termine decorre dal giorno in cui gli notificato il decreto di nomina. Occorre poi che
non vi sia stata rinuncia alla querela, la quale pu essere espressa o tacita.
Altra peculiarit rappresentata dalla regola della indivisibilit della querela, secondo la quale il reato
commesso in danno di pi soggetti perseguibile anche quando la querela sia presentata da una sola delle
persone offese e, reciprocamente, che, nel caso di concorso di persone nel reato, la querela contro una di
esse si estende di diritto anche agli altri concorrenti.
Il diritto di querela si estingue in seguito alla morte della persona offesa che non lo abbia ancora esercitato,
mentre, in caso contrario, la morte irrilevante ai fini dellestinzione del reato.
Lestinzione, invece, consegue alla remissione della querela, sempre che il querelato non labbia
espressamente o tacitamente ricusata, e fermo restando che, se la querela stata proposta da pi persone,
affinch si produca leffetto estintivo, necessaria la remissione di tutti i querelanti.

34. IL DIFENSORE DI FIDUCIA DELLIMPUTATO
Il difensore dellimputato (che potranno essere al massimo 2), cui spettano le facolt ed i diritti riconosciuti
allimputato stesso, tenuto a dimostrare non solo la scarsa significativit degli elementi di prova
dellaccusa, ma anche ad individuare e ad acquisire elementi probatori che scagionino limputato o
alleggeriscano la sua posizione.
Vi sono 3 possibili modalit di nomina consistenti, rispettivamente, nella dichiarazione orale resa
dallinteressato allautorit procedente, in quella scritta consegnata alla medesima dal difensore e nel
documento di nomina trasmessole con raccomandata.
Ovviamente il difensore deve essere in possesso dei requisiti richiesti dalla legge professionale per assistere
e rappresentare limputato; da questo punto di vista pu essere stilata una sorta di graduatoria che
ricomprende 3 figure:
a. Il praticante avvocato, che pu patrocinare davanti al giudice di pace e al tribunale in composizione
monocratica, nei soli processi aventi ad oggetto i reati per i quali si procede con citazione diretta a
giudizio;
b. Lavvocato, che pu svolgere il suo ruolo di difensore davanti ad ogni giudice penale, fatta
eccezione per la corte di cassazione;
c. Lavvocato iscritto nello speciale albo, il quale pu difendere anche davanti alla cassazione.
La prestazione del difensore costituisce loggetto di un contratto per la cui conclusione occorre
laccettazione, anche implicita, del nominato. La nomina produce i suoi effetti per tutto larco del processo
di cognizione.
La ridotta autonomia dellimputato conseguente alla custodia carceraria legittima i suoi prossimi congiunti
a nominare, con le stesse forme per la nomina diretta, un difensore di fiducia che cessa di operare non
appena linteressato manifesti una diversa volont.

35. IL DIFENSORE DUFFICIO
Qualora limputato non abbia nominato un difensore di fiducia o ne sia rimasto privo, deve essere assistito
da un difensore dufficio, la cui figura pu essere tratteggiata sulla base delle seguenti coordinate:
a. La sua presenza da correlare allimputato;
b. Il suo ruolo sussidiario rispetto a quello del difensore di fiducia, tant che cessa le sue funzioni
non appena limputato procede alla nomina di questultimo;
c. Egli ha lobbligo di prestare il patrocinio salvo che in presenza di un giustificato motivo.
I requisiti necessari per poter essere iscritti nellelenco alfabetico dei difensori dufficio, predisposto da
ciascun consiglio dellordine forense, consistono:
a. Nellaver conseguito unattestazione di idoneit, rilasciata dallordine forense di appartenenza;
b. Nellessere in grado di dimostrare, attraverso unadeguata documentazione, di aver esercitato la
professione nel settore penale per almeno 2 anni consecutivi.
Il perno del nuovo sistema rappresentato da un apposito ufficio, con recapito centralizzato, istituito
presso lordine forense del capoluogo di ogni corte dappello, il quale fornisce, sulla base di una selezione
automatica, il nominativo del difensore dufficio, ogniqualvolta gli pervenga la relativa richiesta da parte
dellautorit giudiziaria o della polizia giudiziaria. I vari consigli dellordine forense sono tenuti a predisporre

lelenco dei difensori dufficio e a stabilire i criteri per la nomina di chi vi figura iscritto sulla base delle
competenze specifiche, della prossimit della sede del procedimento e della reperibilit.
Qualora bisogni compiere un atto per il quale richiesta la presenza del difensore, ma questultimo non sia
stato reperito, o non sia comparso o abbia abbandonato la difesa, prevista lattivazione della procedura
prevista per la prima nomina del difensore dufficio da parte del PM o della polizia giudiziaria. Nei casi
durgenza tuttavia consentita la designazione di un difensore che sia immediatamente reperibile, con
lobbligo di adottare un provvedimento motivato ce indichi i motivi dellurgenza. Quando invece tale
situazione si stallo deve essere affrontata dal giudice, egli pu designare come sostituto un altro difensore
immediatamente reperibile, salvo che la necessit non si appalesi nel corso del giudizio, nel qual caso pu
essere nominato sostituto solo un difensore che risulti iscritto nellelenco dei difensori dufficio.
Con riguardo alla retribuzione del difensore dufficio, si possono menzionare 3 regole:
a. Il difensore dufficio si deve far carico della procedura esecutiva per il recupero del credito
professionale nei confronti dellassistito inadempiente, usufruendo dellesenzione da bolli, imposte
e spese;
b. Qualora dimostri linfruttuosit della procedura di cui sopra, il difensore viene retribuito dallo
Stato;
c. A meno che lassistito non chieda ed ottenga lammissione al patrocinio a spese dello Stato,
questultimo surroga il difensore nel suo credito verso il soggetto assistito.

36. PATROCINIO DEI NON ABBIENTI E POTERI DEL DIFENSORE
Lo Stato deve assicurare ai non abbienti i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione, per cui il
soggetto ammesso al patrocinio sceglie quale difensore un libero professionista, il cui compenso viene poi
liquidato dallautorit giudiziaria ed a carico dello Stato.
Attualmente la materia disciplinata nel T.U. delle disposizioni legislative e regolamentari sulle spese di
giustizia. Il suo art. 81 prevede listituzione presso ogni consiglio dellordine di un elenco degli avvocati
idonei ad essere nominati difensori da colui che ammesso al patrocinio a spese dello Stato.
Sullinserimento, su richiesta dellinteressato, in tale elenco delibera il consiglio dellordine, il quale valuta
lesistenza in capo allinteressato di una esperienza professionale specifica, nonch liscrizione allalbo
degli avvocati da almeno 2 anni. Attualmente possibile anche la nomina di un difensore extra districtum,
ma in tal caso non sono dovute le spese e le indennit di trasferta previste dalla tariffa professionale.
Attualmente, la soglia che consente di usufruire di tale patrocinio fissata in 9.723,84 , soglia da
aggiornare ogni due anni in base alle variazioni dellindice ISTAT. Ci si poi preoccupati del rischio che
vengano ammessi al patrocinio soggetti i quali in realt non versino nella situazione di non abbienza: in
questo caso, listanza di ammissione va respinta qualora il tenore di vita, le condizioni personali e familiari
del richiedente nonch le attivit economiche da lui eventualmente svolte, offrano al giudice fondati motivi
per ritenere che il reddito da prendere in considerazione superi il tetto stabilito dalla legge.
Il difensore del soggetto ammesso al patrocinio pu sia nominare un sostituto, sia un investigatore privato
autorizzato, mentre il soggetto pu anche nominare un consulente tecnico di parte.
Nel caso in cui limputato o il condannato partecipino al procedimento penale a distanza, ammessa la
nomina di un secondo difensore limitatamente agli atti che si compiono a distanza; al di fuori di tale ipotesi,
la nomina di un secondo difensore implica che gli effetti dellammissione al patrocinio vengono a cessare.

37. IL DIFENSORE DELLE PARTI EVENTUALI, DELLA PERSONA OFFESA E DEGLI ENTI
RAPPRESENTATIVI DI INTERESSI LESI DAL REATO
La parte civile, il responsabile civile e la persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria devono stare in
giudizio col ministero di un solo difensore, munito di procura speciale, da presumere conferita solo per un
determinato grado a meno che nellatto non sia espressa una volont diversa. La procura pu essere
apposta in calce o a margine dei vari atti attraverso i quali avviene lingresso della parte nel processo
penale; al di fuori di tale ipotesi, la procura si pu conferire con atto pubblico o scrittura privata
autenticata. Il difensore pu compiere e ricevere tutti gli atti del procedimento tranne quelli che la legge
riserva espressamente al rappresentato, il cui domicilio si intende eletto presso il difensore. Inoltre, in
assenza di una procura ad hoc, questultimo non pu compiere atti implicanti disposizioni del diritto in
contesa.

Tale normativa opera anche nei confronti degli enti rappresentativi degli interessi lesi dal reato, mentre lo
stesso non vale per la persona offesa, rispetto al quale la nomina di un solo difensore solo facoltativa.

38. IL SOSTITUTO DEL DIFENSORE
Il difensore, sia di fiducia che dufficio, pu nominare un sostituto. Affinch sia efficace, la designazione
deve essere portata a conoscenza dellautorit procedente con le stesse forme indicate per la nomina del
difensore dellimputato. Quindi, spetta al difensore nominare il sostituto, fatta eccezione per le ipotesi in
cui previsto che alla designazione provveda il giudice ovvero, ma solo nei casi di urgenza e previa
adozione di un provvedimento motivato che indichi le ragioni dellurgenza, il PM o la polizia giudiziaria. Il
difensore sussidiario esercita i diritti e assume i doveri del difensore impedito.

39. LE GARANZIE DI LIBERTA DEL DIFENSORE
Le ispezioni e le perquisizioni, se effettuate negli uffici dei difensori, sono consentite in sole 2 ipotesi:
a. Quando il difensore o altre persone che svolgono stabilmente la loro attivit nel suo ufficio sono
imputati, o anche solo indagati;
b. Quando si tratta di rilevare tracce o altri effetti materiali del reato, ovvero di ricercare cose o
persone specificamente predeterminate.
Questo primo nucleo di garanzie completato dalla previsione che delimita in negativo il materiale
sequestrabile presso i difensori, gli investigatori privati autorizzati, i consulenti tecnici, salvaguardando le
carte e i documenti relativi alloggetto della difesa, sottoponibili a sequestro solo quando costituiscano
corpo di reato.
Vanno poi evidenziate talune regole di carattere procedurale sempre in merito alle perquisizioni, ai
sequestri e alle ispezioni negli uffici dei difensori. Innanzitutto, va ricordato lavviso, che a pena di nullit
lautorit giudiziaria deve comunicare al locale consiglio dellordine per consentire al presidente o ad un
suo delegato di presenziare alle operazioni; nel qual caso, su richiesta dellintervenuto, deve essergli
consegnata copia del provvedimento. Inoltre, devono agire in prima persona il giudice o, durante le
indagini preliminari, il PM.
vietato il sequestro e ogni altra forma di controllo della corrispondenza tra limputato e il proprio
difensore, sempre che, da un lato, la corrispondenza sia riconoscibile; dallaltro, lautorit giudiziaria non
abbia fondato motivo di ritenere che si tratti di corpo di reato. altres vietata lintercettazione delle
conversazioni e delle comunicazioni che difensori, investigatori privati autorizzati, consulenti tecnici e loro
ausiliari effettuino tra di loro, al pari di quelle tra gli stessi e i loro assistiti.
Nel caso di inosservanza di tali disposizioni, i risultati delle operazioni compiute non possono essere
utilizzati.

40. IL COLLOQUIO DEL DIFENSORE CON LIMPUTATO PRIVATO DELLA LIBERTA PERSONALE
Allimputato riconosciuto il diritto di conferire immediatamente col proprio difensore, o comunque non
oltre 7 gg. dal momento in cui stato eseguito il provvedimento limitativo della libert personale. Il
difensore deve essere immediatamente avvisato dellesecuzione della misura restrittiva e deve poter
accedere al luogo in cui la persona fermata, arrestata o sottoposta a custodia cautelare si trova detenuta.
In presenza di specifiche ed eccezionali ragioni di cautela, il colloquio pu essere dilazionato per un
massimo di 5 gg., ma in tal caso occorre distinguere lipotesi in cui la privazione della libert sia leffetto di
unordinanza cautelare da quella in cui consegua ad una misura pre-cautelare:
a. Nel primo caso la decisione sul differimento del colloquio spetta al gip, che deve provvedere con
decreto motivato su richiesta del PM;
b. Nel secondo provvede direttamente il PM, che pu dilazionare il colloquio fino al momento in cui
larrestato o il fermato posto a disposizione del giudice.

41. LABBANDONO DELLA DIFESA E IL RIFIUTO DELLA DIFESA DUFFICIO
Trattandosi di abbandono o rifiuto motivati dalla violazione dei diritti della difesa, il consiglio dellordine
forense, qualora ritenga giustificato il comportamento del difensore, non applica la sanzione disciplinare,
neppure in presenza di una sentenza irrevocabile che escluda la violazione. Lautorit giudiziaria, invece,
tenuta a comunicare al consiglio dellordine sia i casi di abbandono e di rifiuto della difesa dufficio, sia i

comportamenti integranti violazioni dei doveri di lealt e probit, sia la violazione del divieto, per uno
stesso difensore, di assumere la difesa di pi imputati che abbiano reso dichiarazioni accusatorie nei
confronti di un altro imputato.
A seguito dellabbandono della difesa da parte del difensore di fiducia si determina una stasi processuale,
finch non si procede alla nomina di un nuovo difensore di fiducia, ovvero, in mancanza, di uno dufficio.
Labbandono della difesa delle altre parti private, della persona offesa e degli enti o associazioni non
ostacola la prosecuzione del procedimento, in quanto tali soggetti, ove non provvedano ad una nuova
nomina, perdono la possibilit di essere attivi in sede processuale.

42. INCOMPATIBILITA, NON ACCETTAZIONE, RINUNCIA E REVOCA DEL DIFENSORE
Il codice ammette che un difensore possa assistere una pluralit dimputati, purch le diverse posizioni
degli assistiti non siano tra loro incompatibili. Incompatibilit si ha quando siano inconciliabili le posizioni
degli imputati, ossia luno deve avere interesse a sostenere tesi pregiudizievoli allaltro.
Una spontanea rimozione dellincompatibilit si pu avere quando limputato o gli imputati interessati
revochino la nomina del difensore, oppure questultimo rinunci alla difesa. Qualora ci non avvenga,
previsto un intervento del giudice o, nel corso delle indagini preliminari, del PM, con il quale viene fissato
un termine per la sua rimozione da parte dei diretti interessati. Lextrema ratio rappresentata da
unordinanza del giudice con la quale viene dichiarata lincompatibilit e, sentite le parti interessate, si
procede alle designazioni dei difensori dufficio.
Mentre nel caso della revoca il soggetto agente lassistito, la non accettazione e la rinuncia sono iniziative
del difensore. Questi ultimi sono atti alternativi che, come la revoca, non necessitano di motivazione.
Fermo lobbligo per il difensore che non accetti lincarico o vi rinunci di darne subito comunicazione
allautorit procedente e a chi lo ha nominato, occorre distinguere tra:
a. Non accettazione, che ha effetto dal momento in cui perviene la relativa comunicazione
allautorit procedente;
b. Rinuncia e revoca, che sono prive di effetto fino a che la parte non risulta assistita da un nuovo
difensore. Anzi, se ai fini di una difesa informata il nuovo difensore si avvale del diritto di ottenere
un termine a difesa, la rinuncia e la revoca diventano efficaci solo a partire dalla sua scadenza.
A proposito di tale termine a difesa, il difensore ha diritto ad un termine che, di regola, non pu essere
inferiore a 7 gg. Al di sotto di tale termine si pu scendere, fermo restando il limite minimo delle 24 ore,
solo se ricorre una di queste 3 situazioni:
a. Se vi il consenso dellimputato o del suo difensore;
b. Se vi sono specifiche esigenze processuali che possono determinare la scarcerazione dellimputato;
c. Se ricorrono specifiche esigenze processuali che possono determinare la prescrizione.

43. GLI AUSILIARI DEL GIUDICE E DEL PM
Gli ausiliari sono coloro che affiancano il giudice o il PM svolgendo vari compiti. Per ausiliare in senso
stretto si deve intendere il coadiutore istituzionale, cio quello la cui presenza contrassegnata dalla
continuit e ordinari et (cancelliere, segretario, ufficiale giudiziario, direttore degli istituti penitenziari).
Lassistenza del cancelliere prevista per tutti gli atti posti in essere dal giudice, salvo che la legge disponga
altrimenti. Importante anche lattivit di documentazione, per la quale prevista la redazione del
processo verbale. Tra gli altri compiti che svolge vi sono lautentificazione degli atti e dei provvedimenti del
giudice, la custodia delle cose sequestrate, il rilascio di copie, la notificazione dellatto dimpugnazione.
Anche presso lufficio del PM opera un ausiliario che svolge funzioni analoghe a quelle del cancelliere.
Lufficiale giudiziario svolge unattivit ausiliaria nei confronti sia del giudice che del PM, in quanto sua
principale funzione quella di curare lesecuzione delle notificazioni. Corollario di tale funzione la
relazione di notificazione, che documenta lattivit svolta con riferimento allatto da notificare.
Anche il direttore dellistituto penitenziario opera come ausiliario sia del giudice che del PM, essendo
tenuto a ricevere e ad inoltrare, dopo aver proceduto alla loro iscrizione in apposito registro, latto di
impugnazione e gli altri atti contenenti dichiarazioni e richieste destinate allautorit giudiziaria.

CAPITOLO 2 ATTI

1. PREMESSA
Per fatto giuridico si intende un accadimento consistente tanto in un fenomeno naturale quanto in un
comportamento umano. Latto giuridico si distingue dal fatto per la volontariet.
Dal punto di vista della condotta, i comportamenti umani si risolvono in dichiarazioni esternate
verbalmente, per iscritto o in maniera gestuale, oppure in operazioni. Occorre poi distinguere, a proposito
degli atti consistenti in dichiarazioni verbali o in operazioni, lattivit diretta a confezionare latto da quella
diretta a documentarlo.
Premesso ci, occorre definire latto processuale penale:
a. Sul piano soggettivo, sono tali quelli posti in essere dai soggetti del procedimento;
b. Sul piano oggettivo, 2 sono le caratteristiche dellatto processuale penale: la sua attitudine a
produrre effetti giuridici dotati di rilevanza processuale penale, ed il suo realizzarsi nel contesto del
processo penale.

2. LA LINGUA DEGLI ATTI
Normalmente, gli atti del procedimento sono compiuti in lingua italiana, che la lingua ufficiale.
Limitatamente al territorio dove insediata una minoranza linguistica riconosciuta, altre lingue sono
elevate al rango di lingue del procedimento, in modo tale da assicurare al cittadino appartenente alla
minoranza il diritto di impiegare, nei rapporti con lautorit giudiziaria, la propria madrelingua. Ci vale non
solo per limputato e le altre parti private, ma anche per i testimoni, i periti, i consulenti tecnici e quanti
altri vengono in contatto con il procedimento penale.
Luso di una lingua diversa dallitaliano subordinato alla sussistenza di 3 requisiti:
a. Deve trattarsi di una lingua di cui una legge riconosce la qualit di lingua minoritaria. Tale legge
demanda ai consigli provinciali lindividuazione delle aree dinsediamento e a prevedere luso della
lingua minoritaria nei rapporti con le amministrazioni locali e davanti allautorit giudiziaria;
b. La tutela deve essere circoscritta ai soli procedimenti che si svolgono davanti ad unautorit avente
competenza di primo o secondo grado sul territorio dov insediata la minoranza linguistica;
c. Il soggetto alloglotto deve sempre richiedere luso della lingua minoritaria, e lopzione, espressa in
forma scritta o orale, revocabile.
Tutte le volte che un muto, un sordo o un sordomuto vogliano o debbano fare dichiarazioni, sono previste
particolari modalit di comunicazione che si avvalgono della parola o dello scritto. In tali ipotesi,
indipendentemente dal fatto che le persona in discorso sappiano leggere o scrivere, lautorit procedente
provvede alla nomina di uno o pi interpreti scelti di preferenza fra le persone abituate a trattare con lui.

3. LA SOTTOSCRIZIONE E LA DATA
In materia di sottoscrizione degli atti, permane linterdizione allimpiego di mezzi meccanici o di segni
diversi dalla scrittura, equiparati ad una mancata sottoscrizione. Il raggiungimento del fine della
sottoscrizione pu essere conseguito per altra via solo se chi deve firmare non in grado di scrivere.
Talvolta, il codice impone che gli atti dei soggetti privati siano muniti di unattestazione relativa
allautenticit della firma, la quale pu essere rilasciata, oltre che dal funzionario di cancelleria, dal notaio,
difensore, sindaco, funzionario delegato dal sindaco, segretario comunale, giudice di pace, presidente del
consiglio dellordine forense o da un consigliere da lui delegato.
Nellatto deve essere indicata, oltre al luogo di formazione, anche la data, e talvolta prevista anche
lindicazione dellora. Alla mancata indicazione della data, quando essa prescritta a pena di nullit,
linvalidit consegue solo se non possibile stabilirla con certezza sulla base di elementi tratti dallatto
medesimo o da atti a questo connessi.
Se la documentazione di un atto stata distrutta, smarrita o sottratta, ne possibile recuperarla, ma di tale
atto occorre fare uso, il codice prevede limpiego di vari rimedi:
a. Il pi semplice consiste nella surrogazione alloriginale di una copia autentica;
b. Se non possibile procedere alla surrogazione, soccorre la ricostituzione, disposta con ordinanza
che ne prescrive le modalit, previo giudizio di necessit e di possibilit, dal giudice innanzi al quale
pende il procedimento o dal giudice dellesecuzione.

4. IL DIVIETO DI PUBBLICAZIONE

Il legislatore ha concepito 2 tipi di divieto di pubblicazione col mezzo della stampa o con altro mezzo di
diffusione:
a. Il primo riguarda la riproduzione totale o parziale dellatto, ossia dellatto quale risulta dalla
documentazione procedimentale;
b. Il secondo riguarda la pubblicazione di quanto latto esprime dal punto di vista concettuale, sicch
risulta essere rilevante anche la pubblicazione fatta solo in modo riassuntivo o meramente
informativo.
Rispetto agli atti coperti dal segreto, il divieto di pubblicazione assoluto, investendo sia la riproduzione
pubblica dellatto, sia il contenuto dellatto. Tale divieto opera per tutta la durata delle indagini preliminari,
finch restano ignoti i potenziali autori del reato. Ovviamente, il divieto non investe le indagini difensive.
Larea del divieto di pubblicazione subisce una variazione a causa dei decreti motivati del PM relativi alla
desegretazione, ovvero alla segretazione di singoli atti, nonch allimposizione di un autonomo divieto
di pubblicazione con riguardo ad atti o notizie non pi coperti da segreto.
Se non si procede a dibattimento, il divieto in discorso cade o con la conclusione delle indagini preliminari o
col termine delludienza preliminare.
Se invece si procede a dibattimento, bisogna distinguere 3 categorie di atti:
a. Gli atti inseriti nel fascicolo del dibattimento sono pubblicabili sin dalla relativa formazione. Se,
per, latto viene trasferito al fascicolo del PM, essendosi accolta la relativa questione preliminare,
il divieto di pubblicazione si ripristina automaticamente, e lo stesso vale per il caso in cui latto
viene letto in una porzione di dibattimento tenuto a porte chiuse;
b. Gli atti che, terminato il dibattimento, sono collocati nel fascicolo del PM, sono pubblicabili solo
dopo la pronuncia della sentenza di secondo grado;
c. Infine, sono immediatamente pubblicabili gli atti gi posti in questultimo fascicolo, in quanto sono
stati usati per le contestazioni.
Vi sono poi 2 divieti di pubblicazione di un atto o di una sua parte, che si caratterizzano per essere disposti
dal giudice sentite le parti:
a. Il primo riguarda gli atti gi utilizzati per le contestazioni, allorch sia scattato il divieto di
pubblicazione degli atti del dibattimento, essendosi questultimo svolto a porte chiuse;
b. Il secondo investe la riproduzione pubblica, anche parziale, degli atti non segreti dei procedimenti
speciali privi della fase dibattimentale, che sarebbero stati pubblicabili con la chiusura delle
indagini preliminari o al termine delludienza preliminare.
vietata poi la pubblicazione dellimmagine di chi si trovi sottoposto a restrizioni della libert personale,
purch sia ripresa mentre si trova sottoposta alluso di manette ai polsi ovvero ad altro mezzo di
coercizione fisica. Tale divieto esteso anche allimmagine della persona agli arresti domiciliari o di colui
che tenuto a braccetto da due agenti di polizia penitenziaria mentre condotto alludienza di convalida
dellarresto. Vietata anche la pubblicazione delle generalit o dellimmagine del minore che assume la
qualit di testimone, persona offesa o danneggiata.
Lart. 734-bis c.p. prevede una fattispecie contravvenzionale per chi divulghi, senza il suo consenso, le
generalit o limmagine di persona offesa da atti di violenza sessuale. Lart. 115 ha, perci, previsto una
responsabilit disciplinare a carico degli impiegati dello Stato o di altri enti pubblici, ovvero degli esercenti
una professione per la quale richiesta una speciale abilitazione dello Stato. Normalmente, la sanzione
disciplinare concorre con quella penale, ma vi sono ipotesi in cui la prima assume carattere esclusivo.

5. LA CIRCOLAZIONE DI COPIE E DI INFORMAZIONI
Chiunque vi ha interesse, pu ottenere, a proprie spese, il rilascio di copie, estratti o certificati di singoli
atti, compresi quelli incorporati su supporti non cartacei. Il rilascio non pu essere ottenuto se si tratta di
atti ancora coperti dal segreto sulle indagini o diventati oggetto di un decreto di segretazione. Il diniego
dellautorizzazione non impugnabile.
Il difensore (o un suo sostituto) che presenti allautorit giudiziaria atti o documenti ha il diritto al rilascio di
attestazione dellavvenuto deposito.
Le disposizioni sulla trasmissione di copie e di informazioni da parte del PM o del Ministro dellinterno
hanno il fine di agevolare lattivit di investigazione e lattivit di prevenzione dei reati.

Bench la stessa autorit giudiziaria procedente pu disporre, di propria iniziativa, la trasmissione, organo
legittimato a presentare la richiesta solo il Pm che procede, mentre nessun potere diniziativa spetta ai
difensori delle parti. In forza dellart. 118, il Ministro dellinterno pu accedere alle fonti informative, anche
se pu avvalersi di un ufficiale di polizia giudiziaria o del personale della DIA per formulare materialmente la
richiesta. Analogo potere di accesso spetta, infine, al presidente del Consiglio dei ministri.
La richiesta del PM deve essere finalizzata al compimento delle proprie indagini, circoscrivendone lambito
sul piano temporale.
La circolazione di copie e di informazioni trova spazio quando mancano i presupposti del coordinamento
informativo ed investigativo, ovvero quando vi dissenso tra gli uffici del PM sulla gestione delle indagini,
salvo si tratti di procedimenti per reati di criminalit organizzata, o quando le indagini non risultano
collegate.
La richiesta del Ministero dellinterno , invece, indirizzata alla prevenzione dei reati, con riferimento,
per, ai soli delitti che impongono ladozione dellarresto obbligatorio in flagranza.
Verificate la propria competenza e quella dellorgano da cui proviene la richiesta motivata, lautorit
giudiziaria pu rigettarla o accoglierla. La prima soluzione sar adottata, oltre che per ragioni di ordine
rituale, per lesigenza di preservare il segreto. Lobbligo di motivare il rigetto non comunque sanzionato
dalla legge processuale.

6. MEMORIE, RICHIESTE E DICHIARAZIONI DELLE PARTI
Le parti e i loro difensori possono presentare memorie o richieste scritte al giudice in ogni stato e grado del
procedimento. Tale possibilit estesa alla persona sottoposta alle indagini e la persona offesa.
Il giudice deve provvedere entro 15 gg., ma lobbligo scatta solo in dipendenza di una richiesta ritualmente
formulata: non sono tali quelle del soggetto sfornito del diritto a presentarle o che non ha provveduto a
depositarle in cancelleria, ne quelle precluse da decadenze ormai verificatesi.
Limputato detenuto o internato pu presentare impugnazioni, dichiarazioni o richieste con atto ricevuto
dal direttore dellistituto. Esse, dopo liscrizione nellapposito registro, sono comunicate allautorit
competente immediatamente. Le impugnazioni, le richieste e le altre dichiarazioni sono comunicate, nel
giorno stesso o al pi tardi in quello successivo, allautorit giudiziaria competente mediante estratto, copia
autentica o raccomandata, ma, nei casi urgenti, possibile usare mezzi pi celeri.

7. LA GARANZIA DELLA LEGALITA
Indipendentemente dalla comminatoria di sanzioni, le norme del codice devono essere osservate dai
magistrati, dai cancellieri e dagli altri organi ausiliari del giudice, compresa la polizia giudiziaria.

8. LE FORME DEI PROVVEDIMENTI
Guardando alla forma degli atti, il codice contrappone:
a. Gli atti compiuti nel procedimento, inteso come fase delle indagini preliminari, caratterizzati da
forme libere, nelle quali prevale la tensione al raggiungimento dello scopo, fino a contemplare atti
privi di forma. Tuttavia, tale affermazione risulta essere pi di facciata che un effettivo principio
normativo;
b. Gli atti posti in essere nel processo, caratterizzata da forme vincolate in quanto non ammettono
equivalenti.
Una disciplina unitaria della forma prevista solo per quegli atti del giudice che si traducono in
provvedimenti, ovvero le sentenze, le ordinanze e i decreti.
Le sentenze si caratterizzano per lidoneit a chiudere uno stato o un grado del procedimento, in quanto
contengono una decisione sulla regiudicanda. Per quanto riguarda il loro contenuto, fondamentale la
distinzione tra sentenze di condanna e sentenze di proscioglimento.
Le sentenze di proscioglimento costituiscono una categoria molto ampia che comprende:
a. Le sentenze di assoluzione pronunciate allesito del dibattimento con le formule per cui: il fatto
non sussiste, limputato non lha commesso, il fatto non costituisce reato o non previsto dalla
legge come reato, il reato stato commesso da persona non imputabile o non punibile per altra
ragione. Tali sentenze acquistano lautorit di cosa giudicata;

b. Le sentenze di non luogo a procedere, pronunciate al termine delludienza preliminare. Esse, ove
non pi soggette ad impugnazione, acquistano forza esecutiva, ma non di cosa giudicata, potendo
essere revocate;
c. Le sentenze di non doversi procedere emesse nei restanti gradi e stati, sempre prive di efficacia in
sede extrapenale e di cosa giudicata;
d. Le sentenze dichiarative, che verificano lesistenza di determinate fattispecie, sfornite della portata
liberatoria propria delle sentenze di non luogo a procedere e di proscioglimento;
e. Le sentenze costitutive, creative di effetti giuridici.
A tal punto, meglio si comprende la classica distinzione tra sentenze di merito e sentenze processuali:
a. Le prime risolvono la questione relativa al dovere di punire;
b. Le seconde sciolgono meri nodi processuali.
Le ordinanze servono a governare landamento del processo, e di regola sono revocabili. Esso emesso a
seguito dellinstaurazione del contraddittorio tra le parti e deve essere motivato.
I decreti esprimono un comando dellautorit procedente, assumendo natura prevalentemente
amministrativa. Essi sono assoggettati al regime della revoca e, se non diversamente disposto, non
abbisognano di motivazione.
prevista la nullit, relativa, per la mancanza di motivazione nelle sentenze, nelle ordinanze e, ove
prescritta, nei decreti.
La motivazione per relationem, ossia quella che si riporti al contenuto di un altro atto, non causa di
nullit tutte le volte in cui il secondo sia conosciuto o facilmente conoscibile dalla parte. dato quindi alla
parte di controllare ladeguatezza e la congruit del ragionamento giustificativo del giudice. ammesso
inoltre luso di moduli prestampati.
Nel caso di provvedimenti collegiali e purch lo richieda un componente del collegio che non abbia
espresso voto conforme alla decisione, compilato sommario verbale contente lindicazione del
dissenziente, della questione o delle questioni alle quali si riferisce il dissenso ed i motivi dello stesso. Il
verbale, redatto dal meno anziano tra i componenti togati del collegio e sottoscritto da tutti gli altri, viene
conservato in plico sigillato nella cancelleria dellufficio: potr servire a chi ha dissentito, liberandolo da
ogni eventuale responsabilit, se i componenti del collegio saranno chiamati a rispondere del loro operato
in sede civile.

9. IL PROCEDIMENTO IN CAMERA DI CONSIGLIO
Quando bisogna procedere in camera di consiglio, il giudice o il presidente del collegio fissa la data
delludienza e ne d avviso alle parti, alle altre persone interessate e ai difensori. Tale avviso deve essere
comunicato o notificato almeno 10 gg. prima della data fissata e se limputato privo di difensore, lavviso
dato a quello di ufficio.
Fino a 5 gg. prima delludienza possono essere presentate in cancellerie delle memorie. Il PM, gli altri
destinatari dellavviso e i difensori sono sentiti se compaiono; se linteressato ne fa richiesta ed detenuto
o internato in un luogo fuori della circoscrizione, deve essere sentito prima del giorno delludienza dal
magistrato di sorveglianza del luogo. Ludienza rinviata se sussiste un legittimo impedimento
dellimputato o del condannato che ha chiesto di essere sentito, e purch non sia detenuto in un luogo
diverso da quello in cui ha sede il giudice.
Il procedimento si svolge in udienza, anche se non ammessa la presenza del pubblico in aula. Compiuti gli
atti introduttivi e accertata la regolare costituzione delle parti, nei procedimenti davanti ad organi collegiali
la relazione orale svolta da uno dei componenti del collegio, previa designazione del presidente.
Il provvedimento finale ha la forma in genere dellordinanza, e deve essere comunicato al PM e notificato
alle parti private, alle persone interessate e ai difensori, i quali possono proporre ricorso per cassazione.
Tale ricorso non sospende lesecuzione dellordinanza, salvo che il giudice disponga diversamente con
decreto motivato.

10. LIMMEDIATA DECLARATORIA DI CAUSE DI NON PUNIBILITA E LA CORREZIONE DEGLI
ERRORI MATERIALI

Limmediata declaratoria di determinate cause di non punibilit consiste nellobbligo di arrestare il


processo e di far cadere la qualit di imputato appena maturi la possibilit di pronunciare una sentenza di
proscioglimento. Nella fase delle indagini preliminari un compito equivalente svolto dallarchiviazione.
Lart. 129.2 sancisce lobbligo del proscioglimento nel merito, quando ne ricorrono gli estremi, anche in
presenza di una causa estintiva del reato, con esclusivo riferimento alle sentenze di assoluzione o di non
luogo a procedere. Per le sentenze di assoluzione, la prevalenza della formula di merito vale anche quando
manca, insufficiente o contraddittoria la prova che il fatto sussista o che limputato labbia commesso,
che il fatto costituisca reato o che il reato sia stato commesso da persona non imputabile. Per le sentenze
di non luogo a procedere, dovrebbe valere la stessa conclusione.
La correzione degli errori materiali soccorre a deviazioni non gravi dellatto dal suo schema tipico. La
procedura opera in presenza di 3 presupposti:
a. Anzitutto, ne sono oggetto solo le sentenze, le ordinanze e i decreti del giudice;
b. Lerrore deve consistere in una difformit tra il pensiero del giudice e la sua formulazione, mentre
lomissione deve riguardare un comando che discenda dalla legge;
c. Infine, leliminazione dellerrore o dellomissione non deve comportare una modificazione
essenziale dellatto.
Competente a procedere alla correzione, anche dufficio, il giudice autore dellatto ma, quando viene
proposta impugnazione, tocca al giudice ad quem, salvo dichiari inammissibile limpugnazione stessa. Il
procedimento si svolge in camera di consiglio, quindi lordinanza conclusiva del procedimento deve essere
notificata per intero ed ricorribile per cassazione, anche quando sia stata rigettata o dichiarata
inammissibile la richiesta di correzione. Lordinanza che dispone la correzione poi annotata sulloriginale
dellatto.
Tale procedura non si applica quando la corte di cassazione omette di dichiarare nel dispositivo di
annullamento parziale quali parti della sentenza diventano irrevocabili. In tal caso, allomissione pone
rimedio una ordinanza pronunciata dufficio, ovvero a seguito di domanda del giudice competente per il
rinvio, del PM presso quel giudice o della parte privata interessata. La correzione degli errori materiali
opera anche nel giudizio di cassazione.

11. I POTERI COERCITIVI
Il giudice deve avvalersi innanzitutto della polizia giudiziaria e, solo se questultima non sia in grado di
provvedere, ricorrere alla forza pubblica.
Tra gli atti che sono manifestazione del potere coercitivo, si colloca in una particolare posizione
laccompagnamento coattivo, che consiste in una restrizione della libert personale ma che, allo stesso
tempo, impone sempre una tempestiva restituzione della libert personale medesima.
Laccompagnamento coattivo deve essere preceduto, a seconda dei casi, da un avviso notificato o da un
decreto di citazione rimasti senza effetto; esso pu essere disposto in sede di incidente probatorio o nel
dibattimento (con esclusione, pertanto, delludienza preliminare); suoi destinatari sono la persona
sottoposta alle indagini, limputato e gli imputati in un procedimento connesso; suo scopo lassunzione di
prove diverse dallesame.
Laccompagnamento coattivo disposto con decreto motivato, la cui efficacia limitata a 24 ore.
Laccompagnamento coattivo pu riguardare anche testimoni, periti, consulenti tecnici, interpreti e custodi
di cose sequestrate, ma solo se omettono di comparire nel luogo e nel tempo stabiliti senza addurre un
legittimo impedimento. Tali soggetti possono poi essere condannate ad una sanzione pecuniaria.

12. I PRINCIPI IN MATERIA DI DOCUMENTAZIONE DEGLI ATTI
La documentazione consiste nel meccanismo attraverso il quale un atto viene inserito e conservato nella
sequenza procedimentale, affinch giudice e parti possano controllarne la regolarit ed averne memoria ai
fini delle decisioni che si dovranno adottare in primo grado. Lautore dellatto documentato, di regola, non
coincide con lautore della documentazione. Infine, lattivit di documentazione produce come risultato un
atto.

13. LE MODALITA DELLA DOCUMENTAZIONE

Lart. 134.1 enuncia il principio generale per cui la documentazione degli atti del giudice si effettua
mediante verbale, il quale ha una funzione rappresentativa e conservativa degli atti che si compiono nel
procedimento.
Al verbale redatto in forma riassuntiva si affianca quello redatto in forma integrale, la cui scelta , di regola
e salvi alcuni casi, rimessa al giudice. La scelta indirizzata dal legislatore alla forma riassuntiva quando gli
atti da verbalizzare hanno contenuto semplice o limitativa rilevanza, ovvero quando siano indisponibili
strumenti di riproduzione o ausiliari tecnici. Nelludienza preliminare, di regola, il verbale redatto in forma
riassuntiva, salvo che, su richiesta di parte, il giudice disponga la riproduzione fonografica o audiovisiva
ovvero la redazione del verbale con la stenotipia. Nel dibattimento innanzi al tribunale monocratico,
ladozione del verbale in forma riassuntiva rimessa alla concorde volont delle parti, sempre che il giudice
non ritenga necessaria la redazione in forma integrale.
Tra i mezzi di riproduzione, il codice pone sullo stesso piano la stenotipia e ogni altro strumento meccanico
e, in posizione subordinata, la scrittura manuale. Se tali modalit di documentazioni appaiono insufficienti,
pu essere aggiunta la riproduzione audiovisiva se assolutamente indispensabile.
Nel redigere il verbale con la stenotipia o con altri mezzi meccanici, lausiliare del giudice, se sfornito delle
necessarie competenze, pu essere autorizzato a farsi assistere sia dal personale tecnico
dellamministrazione sia da personale esterno.
Il contenuto dellatto si sostanzia nella normale indicazione del giorno e del luogo, nonch nella menzione
delle generalit delle persone intervenute e nellindicazione delle cause della mancata presenza di coloro
che sarebbero dovuti intervenire. Lausiliario deve indicare quanto ha fatto o constatato, nonch quanto
avvenuto in sua presenza. Sotto il profilo dichiarativo, il pubblico ufficiale non solo deve menzionare le
dichiarazioni da lui ricevute o da altro pubblico ufficiale che lo assiste, ma deve anche indicare in modo
analitico tutti quegli elementi che possono influire sulla credibilit delle dichiarazioni stesse.
La firma deve essere apposta alla fine di ogni foglio del verbale da parte del pubblico ufficiale che lha
redatto, dal giudice e dalle persone intervenute. Se qualcuno degli intervenuti non vuole o non pu
sottoscrivere, deve esserne fatta menzione nel verbale indicandone i motivi.

14. LE TRASCRIZIONI E LE RIPRODUZIONI
I nastri impressi con i caratteri della stenotipia sono trascritti in caratteri comuni non oltre il giorno
successivo a quello in cui sono stati formati, ma ad oggi vi la possibilit di procedere ad una trascrizione
simultanea mediante computer. Tale termine derogato per il verbale del dibattimento, che deve essere
trascritto non oltre 3 gg. dalla sua formazione.
Se chi ha impresso i nastri impedito a svolgere loperazione, il giudice affida la trascrizione ad altra
persona idonea anche estranea allamministrazione dello Stato.
Le riproduzioni fonografiche e audiovisive sono trascritte a cura del personale tecnico giudiziario, ed anche
tale compito pu essere affidato a persone idonee estranee allamministrazione dello Stato. Inoltre, se le
parti vi consentono, il giudice pu disporne lomissione. Le registrazioni fonografiche e audiovisive, nonch
le relative trascrizioni, sono poi incluse nel fascicolo del procedimento.
Tutte le volte in cui viene effettuata una tale riproduzione, nel verbale indicato il momento di inizio o di
cessazione delle operazioni di riproduzione; se una parte della riproduzione non ha avuto esito o non
intellegibile, fa prova il verbale redatto in forma riassuntiva.
Lart. 140 introduce poi una documentazione che, quanto alla forma, assimilabile al verbale riassuntivo,
ma, quanto ai modi, si risolve nella redazione manuale, contestuale e sintetica del verbale, senza
laccompagnamento della riproduzione fonografica. Se viene redatto solo il verbale forma riassuntiva, al
giudice spetta lobbligo di vigilare affinch sia riprodotta genuinamente la parte essenziale delle
dichiarazioni e siano descritte le circostanze nelle quali esse sono rese. Nella prassi, lo stesso giudice che
detta allausiliario il riassunto delle dichiarazioni rese davanti a lui.
La nullit del verbale prevista nel caso di:
a. Incertezza assoluta sulle persone intervenute;
b. Mancata sottoscrizione da parte del pubblico ufficiale che ha redatto il verbale;
c. Inosservanza delle prescrizioni previste dallart. 109 comma 1 e 2 (verbale redatto in lingua italiana
o nella lingua della minoranza riconosciuta).

La mancata menzione nel verbale di determinati adempimenti e dichiarazioni, nonch delle relative
modalit di svolgimento, comporta la nullit del mezzo di prova.

15. LA DOCUMENTAZIONE DELLINTERROGATORIO DEL DETENUTO
La documentazione dellinterrogatorio del detenuto stata fortemente irrigidita dal legislatore; lart. 141-
bis introduce una disciplina speciale che opera in presenza di 3 condizioni:
a. Innanzitutto, per interrogatorio si intende sia quello della persona sottoposta alle indagini o
dellimputato, sia quello dellimputato in un procedimento per reato connesso o collegato a quello
per cui si procede;
b. Linterrogato deve essere, a qualsiasi titolo, in stato di detenzione. Ci comporta che la disciplina
speciale opera anche nei confronti di chi sia sottoposto a custodia cautelare per un altro
procedimento o stia espiando una pena detentiva per un altro reato;
c. La norma non vale per gli interrogatori assunti nel contesto spaziale e temporale delludienza.
In presenza di tali presupposti, vi il vincolo di disporre la riproduzione fonografica o audiovisiva integrale,
ossia per intero e senza interruzioni. Qualora siano indisponibili gli appositi strumenti o il personale tecnico
idoneo, il giudice o il PM possono porvi rimedio mediante la nomina di un perito o di un consulente tecnico,
a cui devono essere liquidati i relativi compensi.
La trascrizione non obbligatoria in quanto disposta solo su richiesta di parte.
La documentazione non integrale inutilizzabile e, in caso contrario, prevista una sanzione.

16. LA PARTECIPAZIONE A DISTANZA
Le innovazioni tecnologiche consentono oggi la partecipazione a distanza alludienza (videoconferenza o
teleconferenza), attraverso una connessione video con una postazione remota.
Attualmente ci si avvale di un collegamento via rete telefonica ISDN, ampiamente diffusa sul territorio
nazionale e dai costi contenuti. Tuttavia, nonostante i molti pregi, essa ancora non offre una perfetta
qualit del segnale video e vi un intervallo temporale apprezzabile tra il momento in cui la domanda
formulata e quello in cui essa viene percepita dal destinatario.
In forza dellart. 146-bis.1 disp. att., la partecipazione a distanza attivabile in presenza di alcuni
presupposti:
a. Innanzitutto, deve trattarsi di un dibattimento relativo a reati di associazione a delinquere o di
stampo mafioso, di terrorismo, ecc e devono sussistere gravi ragioni di sicurezza e di ordine
pubblico;
b. Limputato deve trovarsi, a qualsiasi titolo, in stato di detenzione in carcere, per cui, attraverso la
partecipazione a distanza, vengono evitati ritardi nello svolgimento delludienza. Essa non sar
attivata in dipendenza di semplici difficolt organizzative, mentre, al contrario, valgono fattori quali
il numero degli imputati o delle imputazioni e il numero e la natura delle prove da assumere;
c. Una terza ipotesi di partecipazione a distanza si delinea con riferimento alla sottoposizione alle
misure di cui allart. 41-bis comma 2 ord. pen., in modo tale da evitare che il turismo giudiziario sia
sfruttato dallimputato per mantenere contatti con le organizzazioni criminali.
Se occorre procedere a confronto o ricognizione dellimputato od altro atto che implichi losservazione
della sua persona, la videoconferenza viene interrotta e ripristinata la partecipazione fisica dellimputato, e
semprech il giudice, sentite le parti, lo ritenga opportuno.
La partecipazione a distanza va disposta anteriormente allinizio della prima udienza dibattimentale per
evitare che essa si tenga con limputato presente e, al contempo, per rendere pi agevole lopera della
difesa. In assenza del contraddittorio, il provvedimento assume forma di decreto motivato (non
impugnabile) che deve essere comunicato al PM e notificato alle parti almeno 10 gg. prima della data
fissata per ludienza.
Tale partecipazione pu essere disposta anche nel corso dello svolgimento delludienza dibattimentale, ed
in tal caso il provvedimento assume forma di ordinanza (impugnabile congiuntamente alla sentenza).
Lequiparazione della postazione remota allaula di udienza comporta che al presidente del collegio resta
affidato il potere di direzione del dibattimento, ivi compreso quello di decidere sulle questioni relative alle
modalit del collegamento audiovisivo, nonch il potere di disciplina delludienza.

Incaricato di stare nella postazione remota , di regola, un ausiliare abilitato ad assistere il giudice in
udienza e designato dal giudice stesso o, in caso durgenza, dal presidente. Solo quando non si procede
allesame dellimputato pu essere designato un ufficiale della polizia giudiziaria, scelto tra coloro che non
svolgono, ne hanno svolto attivit dinvestigazione o di protezione nei confronti dellimputato. La scelta
dipende anche dalle funzioni demandate allausiliario: infatti, egli chiamato non solo ad attestare
lidentit dellimputato, a dare atto dellosservanza delle norme relative alle modalit del collegamento a
distanza nonch della riservatezza delle consultazioni tra limputato ed i suoi difensori, ma anche a dare
atto delle cautele adottate per assicurare la regolarit dellesame con riferimento al luogo ove si trova.
La documentazione delle dichiarazioni, richieste, eccezioni e quantaltro provenga dalle persone presenti
nella postazione remota, confluir necessariamente nel verbale tenuto dallausiliario del giudice che siede
nellaula di udienza.
Lindagato, limputato o il condannato pu nominare anche un secondo difensore per la partecipazione a
distanza al processo penale, limitatamente agli atti che si compiono a distanza. Inoltre, il difensore il suo
sostituto presenti nellaula di udienza e limputato possono consultarsi riservatamente attraverso
linstallazione di apposite linee telefoniche non intercettabili.
La partecipazione a distanza dellimputato stata estesa anche ai procedimenti che si svolgono in camera
di consiglio.

17. LESAME A DISTANZA
Poich spesso si registravano attentati allincolumit dei testimoni, il legislatore ha introdotto lesame a
distanza. Il 1 comma dellart. 147-bis disp. att. Si occupa dellesame di persone ammesse a programmi o a
misure di protezione, anche di tipo urgente e provvisorio, riferendosi alle sole udienze dibattimentali, ma
tale disciplina pu ben essere estesa anche allincidente probatorio.
Per quanto riguarda il telesame, vi sono ipotesi in cui la sua adozione discrezionale, ed altre in cui essa
tendenzialmente obbligatoria:
a. Quella discrezionale, subordinata alla disponibilit di strumenti tecnici idonei, scatta a seguito di
una determinazione che il giudice o il presidente del collegio possono assumere anche dufficio, ma
solo dopo aver sentito le parti. Qui ladozione del telesame mira a realizzare obiettivi di
semplificazione processuali rimessi ad una richiesta delle parti;
b. Il telesame obbligatorio non pu dirsi davvero tale; cmq fatto salvo il caso in cui il giudice ritenga
assolutamente necessaria la presenza della persona da esaminare. Tale ipotesi riferita
essenzialmente alla mancata disponibilit o al cattivo funzionamento momentaneo delle
apparecchiature tecniche.
Vi sono poi due regole speciali che valgono nel caso in cui nei confronti della persona sottoposta ad esame
stato emesso il provvedimento di cambiamento delle generalit:
a. Il telesame deve essere condotto sotto le precedenti generalit quando si procede per fatti
anteriori al provvedimento che le ha cambiate;
b. Inoltre, devono essere disposte le cautele idonee ad evitare che il volto della persona sia visibile.
Per quanto attiene alle modalit di conduzione del telesame, il collegamento audiovisivo deve garantire la
contestuale visibilit delle persone presenti nel luogo dove la persona sottoposta ad esame si trova.
Lausiliare del giudice ha il compito di documentare le operazioni effettuate, tra le quali spicca quella di
dare atto delle cautele adottate per assicurare la regolarit dellesame. Il telesame si converte in
videoconferenza se la persona da esaminare deve essere assistita da un difensore.
La partecipazione alludienza dellimputato detenuto allestero, semprech non possa essere trasferito in
Italia, avviene tramite collegamento audiovisivo, in quanto previsto da accordi internazionali; inoltre, la
partecipazione alludienza di un testimone o di un perito che si trova allestero, pu avvenire a distanza
secondo le modalit e i presupposti stabiliti in fonti internazionali.

18. LA TRADUZIONE DEGLI ATTI
Per interprete si intende sia la persona che riproduce in lingua italiana o in lingua diversa dichiarazioni orali,
sia la persona che svolge il medesimo compito nei confronti di atti o documenti scritti.
Le ipotesi in cui bisogna ricorrere ad un interprete sono tipicizzate dallart. 143 mediante una tripartizione:

a. La prima riguarda solo limputato (e la persona sottoposta alle indagini) che non conosce, perch
non parla o non comprende, la lingua italiana. Limputato ha infatti il diritto di farsi assistere
gratuitamente da un interprete per comprendere laccusa formulata contro di lui, in modo tale da
essere messo nelle condizioni di seguire il compimento degli atti cui partecipa. Al cittadino italiano
imputato che non parla o non comprende la lingua italiana assicurata una posizione di parit con
limputato straniero, anche se a suo carico posta una presunzione relativa di conoscenza della
lingua italiana. Ai fini della tutela dellimputato straniero che si trova allestero previsto lobbligo,
ove non risulti che conosca la lingua italiana, di redigere nella lingua dello Stato dove nato linvito
a dichiarare o eleggere domicilio nel territorio dello Stato.
b. La seconda ipotesi riguarda il sordo, il muto o il sordomuto che non sa leggere o scrivere. Qui la
nomina dellinterprete soggiace a regole particolari;
c. La terza ipotesi si riferisce allesigenza di procedere alla nomina dellinterprete per tradurre uno
scritto in lingua straniera o in dialetto non facilmente intellegibile, oppure per trasferire in lingua
italiana una dichiarazione effettuata da chi non conosce la lingua italiana.
Inoltre, linterprete deve essere nominato anche quando il giudice, il PM o lufficiale di polizia giudiziaria
hanno personale conoscenza della lingua o del dialetto da interpretare.
Non possono fungere da interprete il minorenne, linterdetto, linabilitato, laffetto da infermit mentale,
linterdetto da uffici pubblici, linterdetto o il sospeso da una professione o da unarte e il sottoposto a
misure di sicurezza personali o a misure di prevenzione. poi incompatibile la persona esclusa dalla
testimonianza o che gode della facolt di astenersi , nonch chi chiamato allufficio di testimone od i
perito, ovvero chi nominato consulente tecnico nello stesso procedimento o in un procedimento
connesso.
Linterprete incapace o incompatibile ricusabile dalle parti private e, per i soli atti compiuti o disposti dal
giudice, ricusabile anche dal PM. Se esiste un motivo di ricusazione oppure gravi ragioni di convenienza
per astenersi, linterprete deve dichiararle, e sulla dichiarazione di ricusazione o di astensione decide il
giudice con ordinanza inoppugnabile.
Con la nomina, linterprete citato a comparire con notificazione e, in situazioni di urgenza, anche
oralmente attraverso lufficiale giudiziario o la polizia giudiziaria.
Se le traduzioni scritte richiedono un lavoro di lunga durata, lautorit procedente pu prorogare, per giusta
causa, il termine fissato per una sola volta. Linterprete che non ha presentato la traduzione nel termine
pu essere sostituito; in questultimo caso, dopo essere stato citato a comparire per discolparsi, pu essere
condannato al pagamento di una somma a favore della cassa delle ammende.

19. LE LINEE DI FONDO DEL REGIME DELLE NOTIFICAZIONI
Listituto delle notificazioni serve per portare a conoscenza degli atti processuali i soggetti diversi dal loro
autore. Occorre osservare che la tradizionale dicotomia tra conoscenza legale, conseguente al solo rispetto
delle forme stabilite dallordinamento, e conoscenza effettiva, per la quale sufficiente la conoscenza
effettiva anche procurata in assenza delle formalit prescritte, stata erosa a favore della seconda.
Dal punto di vista strutturale, il procedimento di notificazione distinto in 3 fasi:
a. Limpulso, consistente nellordine o nella richiesta di eseguire la notificazione e nella consegna
materiale dellatto allorgano esecutivo;
b. Lesecuzione, cio la predisposizione dellatto da notificare, lattivit di ricerca del destinatario e la
consegna dellatto alla persona abilitata a riceverlo;
c. La documentazione dellattivit svolta dallorgano esecutivo.

20. GLI ORGANI E LE FORME DELLE NOTIFICAZIONI DISPOSTE DAL GIUDICE O RICHIESTE
DALLE PARTI
Lorgano investito in via principale dellattivit di notifica lufficiale giudiziario, a cui si affiancano gli
aiutanti ufficiali giudiziari e i messi di conciliazione.
Inoltre, nei procedimenti con detenuti e in quelli dinanzi al tribunale del riesame, in presenza del requisito
dellurgenza, il giudice pu disporre che le notificazione siano eseguite dagli organi di polizia penitenziaria
del luogo in cui i destinatari sono detenuti.

Infine, nei procedimenti per i delitti di strage, terrorismo e associazione mafiosa, al giudice consentito
avvalersi anche della polizia giudiziaria.
Oggetto della notificazione latto nella sua interezza, ma ragioni di economia, tempestivit o riserbo
hanno indotto, in casi tassativi, a prevedere la notificazione per estratto, cio la riproduzione della sola
parte essenziale dellatto.
Lufficiale giudiziario provvede a formare un numero di copie dellatto uguale a quello dei destinatari della
notificazione. Stesso valore delloriginale hanno le copie dellatto quando lufficio che lo ha emesso attesta,
in calce ad esso, di aver trasmesso il testo originale.
A tutela della riservatezza, se la notifica non pu essere eseguita a mani proprie del destinatario, lufficiale
giudiziario e la polizia giudiziaria consegnano la copia dellatto dopo averla inserita in una busta sigillata;
tale prescrizione non vale per per le notificazioni al difensore o al domiciliatario.
Acquista valore di notificazione la consegna di copia dellatto allinteressato da parte della cancelleria,
purch sulloriginale sia annotata lavvenuta consegna e la relativa data. La lettura dei provvedimenti alle
persone presenti e gli avvisi dati verbalmente dal giudice, o dal PM, agli interessati in loro presenza
sostituiscono le notificazioni, purch ne venga fatta menzione nel verbale.
Infine, sempre a protezione della riservatezza, le comunicazioni, gli avvisi ed ogni altro biglietto o invito
consegnati non in busta chiusa ad una persona diversa dal destinatario devono recare solo le indicazioni
strettamente necessarie.
Nei casi durgenza, il giudice pu disporre, anche su richiesta di parte, che le persone diverse dallimputato
siano convocate o avvisate a mezzo del telefono e a cura della cancelleria. Sulloriginale dellavviso o della
convocazione sono annotati il numero telefonico chiamato, il nome, le funzioni o le mansioni svolte dalla
persona che riceve la comunicazione, il suo rapporto col destinatario, il giorno e lora della telefonata.
Alla comunicazione si procede poi chiamando il numero telefonico corrispondente allabitazione, alla sede
del lavoro abituale, alla dimora o al recapito della persona interessata; essa non ha effetto se non ricevuta
dal destinatario ovvero da persona che convive anche temporaneamente col medesimo (ha effetto invece
se la comunicazione rilasciata sulla segreteria telefonica). La successiva comunicazione telegrafica per
estratto integra poi una forma costitutiva di questo procedimento di notifica: quando, per qualunque
causa, non possibile far luogo alla notificazione a mezzo del telefono, soccorre quella eseguita per
telegramma.
In presenza di particolari circostanze poi possibile ricorrere alla forma notificativa innominata a persona
diversa dallimputato, che si realizza ricorrendo a mezzi di comunicazione non tradizionali, purch,
nellapposito decreto motivato posto in calce allatto, siano indicati il mezzo tecnico prescelto e le modalit
ritenute necessarie per far conoscere latto al destinatario.
Le notifiche di atti del PM, nel corso delle indagini preliminari, sono anzitutto eseguite dallufficiale
giudiziario, mentre la polizia giudiziaria pu provvedere nei soli casi di atti dindagine o provvedimenti che
la stessa delegata a compiere o tenuta ad eseguire.
Nel caso delle notificazioni richieste dalle parti consentito sostituire alle forme ordinarie linvio di copia
dellatto effettuato dal difensore mediante raccomandata con ricevuta di ritorno, nel qual caso la
notificazione pu dirsi perfezionata con la ricezione della raccomandata secondo le regole fissate
dallordinamento postale. Il difensore deve poi documentare la spedizione con il deposito in cancelleria
della copia dellatto inviato, lattestazione della conformit alloriginale e lavviso di ricevimento.

21. LE NOTIFICAZIONI ALLIMPUTATO
Le notificazioni allimputato detenuto in Italia devono essere eseguite preferibilmente mediante consegna
a mani proprie nel luogo di detenzione, anche attraverso lagente di custodia; modalit particolari sono
invece predisposte per limputato legittimamente assente perch usufruisce del regime di semilibert,
semidetenzione, ecc..
Per quanto riguarda invece la prima notifica allimputato libero, anchessa deve essere preferibilmente
eseguita mediante consegna di copia dellatto a mani proprie, dovunque limputato si trovi. Se ci non
possibile, la notificazione viene eseguita nellabitazione o nel luogo in cui il soggetto esercita abitualmente
la professione, consegnando la copia ad un convivente o al portiere. Qualora tali luoghi non siano
conosciuti, la notificazione eseguita dove limputato ha temporanea dimora o recapito. Il portiere

sottoscrive loriginale dellatto notificato, mentre lufficiale giudiziario d notizia al destinatario


dellavvenuta notifica mediante raccomandata con ricevuta di ritorno.
Copia dellatto non pu essere consegnata ad un minore di 14 anni o ad un incapace di intendere o di
volere.
La notificazione va poi rinnovata quando la copia viene consegnata alla persona offesa e risulta, o
probabile, che limputato non ha avuto effettiva conoscenza dellatto notificato. Per tutelare la riservatezza,
si prevede che, se la consegna fatta nelle mani di persona diversa dal destinatario, il plico deve essere
consegnato chiuso.
Le notificazioni allimputato militare in servizio attivo sono effettuate con consegna a mani proprie,
altrimenti latto notificato presso lufficio del comandante del corpo, il quale provveder ad informare
linteressato annotando la data, lora e le modalit in apposito registro.
Se la prima notificazione non va a buon fine, occorre un secondo accesso per cercare limputato presso
labitazione, la dimora, il recapito, ecc. Nella relazione di notifica vanno poi indicate le ore dei due accessi, il
secondo dei quali deve avvenire in un giorno successivo e ad un orario diverso rispetto al primo. Come
estrema ratio, latto viene depositato nella casa comunale dove abita limputato o, in subordine, o dove
esercita abitualmente la sua attivit lavorativa; allo stesso tempo, un avviso di deposito viene affisso sulla
porta dellabitazione o del luogo in cui esercita la professione. Del deposito lufficiale giudiziario d
comunicazione allimputato mediante raccomandata con ricevuta di ritorno.
Per le notificazioni allimputato libero successive alla prima, se limputato ha nominato un difensore di
fiducia, esse possono essere effettuate mediante consegna al suddetto, semprech limputato non abbia
dichiarato o eletto domicilio, ovvero il difensore non abbia dichiarato immediatamente allautorit
procedente di non accettare la notificazione.
Per quanto riguarda le notificazioni allimputato residente o dimorante allestero vi sono 2 ipotesi:
a. Se dagli atti risulta il luogo di residenza o di dimora allestero, occorre inviare una raccomandata
con ricevuta di ritorno contenente una sorta di informazione di garanzia, nonch linvito a
dichiarare o eleggere domicilio nel territorio dello Stato. Ove risulti che limputato non conosce la
lingua italiana, linvito deve essere tradotto nella lingua ufficiale dello Stato in cui limputato risulta
essere nato. Se entro 30 gg. il soggetto non risponde allinvito, le notificazioni sono eseguite
mediante consegna al difensore. La stessa disciplina vale anche nel caso in cui limputato si sia
trasferito allestero successivamente allemissione del decreto di irreperibilit.
b. Se, invece, il giudice o il PM non conoscono il luogo di residenza allestero, devono disporre
ricerche sia nel territorio dello Stato sia allestero, nei limiti consentiti dalle Convenzioni
internazionali.

22. LIRREPERIBILITA ED I SUOI EFFETTI
Condizione necessaria della dichiarazione di irreperibilit limpossibilit di eseguire la notificazione con le
forme dettate per la prima notifica allimputato non detenuto. In questo caso sorge, in capo al giudice o al
PM, lobbligo di disporre nuove ricerche, a cui provvede la polizia giudiziaria, che investono il luogo di
nascita, lultima residenza anagrafica, lultima dimora, il luogo in cui il soggetto esercita la sua professione,
nonch lamministrazione carceraria centrale (ma tale elenco non tassativo).
Se le ricerche non danno esito positivo, il giudice o il PM emettono lapposito decreto col quale, ove
limputato sia privo di difensore, si provvede a designarne uno dufficio, il quale assume la rappresentanza
dellirreperibile.
Lirreperibilit dichiarata durante le indagini preliminari perde la sua efficacia con la pronuncia del
provvedimento che definisce ludienza preliminare ovvero, se questa manca, con la chiusura delle indagini
preliminari. A loro volta, il decreto emesso dal giudice per la notificazione degli atti introduttivi delludienza
preliminare, ovvero i decreti relativi alla notificazione del provvedimento che dispone il giudizio, perdono
efficacia con la pronuncia di primo grado. Infine, lefficacia del decreto emesso dal giudice di secondo grado
o di rinvio cessa con la pronuncia della sentenza.
In tutti casi, comunque, ogni decreto di irreperibilit deve essere preceduto da nuove ricerche nei luoghi
indicati.

23. LELEZIONE DI DOMICILIO

Per rendere pi efficace il risultato conoscitivo cui sono finalizzate le notificazioni, limputato ha lonere di
determinare il luogo in cui dovranno essergli notificati gli atti, attraverso unapposita dichiarazione o
elezione di domicilio.
La dichiarazione di domicilio consiste in una manifestazione di scienza intesa ad indicare un luogo che pu
essere solo la propria abitazione o la sede del proprio lavoro; lelezione di domicilio, invece, consiste in una
manifestazione di volont che comporta la designazione di un luogo e di un destinatario: nella prassi lo
studio del proprio difensore. Le Sezioni unite della Corte di cassazione hanno recentemente affermato il
principio per cui la dichiarazione di domicilio prevale sulla precedente elezione, ancorch non
espressamente revocata.
Limputato, o la persona sottoposta alle indagini, ha lobbligo di comunicare ogni mutamento del domicilio
eletto o dichiarato, mentre, in mancanza di tale comunicazione oppure in caso di rifiuto di dichiarare o
eleggere domicilio, le notificazioni vengono eseguite mediante consegna al difensore. Nel verbale dovr
essere menzionata la scelta dellimputato o della persona sottoposta alle indagini.
In un ambito residuale si colloca linvito a eleggere o dichiarare domicilio formulato con linformazione di
garanzia o col primo atto notificato per disposizione dellautorit giudiziaria. Limputato anche avvertito
che deve comunicare ogni mutamento del domicilio e che, in caso di mancanza, insufficienza o inidoneit
della dichiarazione o elezione, le successive notificazioni saranno eseguite nel luogo in cui il primo atto
stato notificato.
La dichiarazione o elezione devono essere effettuate mediante una comunicazione allautorit che procede,
con dichiarazione raccolta a verbale, ovvero mediante telegramma o lettera raccomandata muniti di
sottoscrizione autenticata. Lelezione, la dichiarazione o il mutamento di domicilio esplicano i loro effetti
nel momento in cui giungono a conoscenza dellautorit giudiziaria procedente.

24. LE NOTIFICAZIONI A SOGGETTI DIVERSI DALLIMPUTATO
Le parti ed i difensori sono ammessi ad eseguire direttamente le notificazioni al PM mediante la semplice
consegna di copia dellatto nella segreteria del PM. Per le comunicazioni, alla consegna della copia nella
relativa segreteria equiparata la diretta presa visione dellatto ad opera del PM, seguita dalla sua
sottoscrizione.
Le notificazioni alla persona offesa, alla parte civile, al responsabile civile ed al civilmente obbligato per la
pena pecuniaria seguono le forme prescritte per la prima notificazione allimputato non detenuto, ma con
due deroghe: luna relativa alla tutela della riservatezza, laltra relativa al doppio accesso da parte
dellufficiale giudiziario, cui si aggiunge unaltra previsione circa le ipotesi di irreperibilit, nonch di dimora
o residenza allestero. In tali casi la notificazione si considera avvenuta con il deposito in cancelleria
(semprech loffeso, dallestero, non abbia dichiarato o eletto domicilio nel territorio dello Stato). Qualora
la persona offesa si avvalga di un difensore, questultimo, per ragioni di economia e di celerit, assume la
funzione di domiciliata rio ex lege.
Quando, per il numero elevato delle persone offese ovvero per limpossibilit di identificarne alcune,
questo tipo di notificazione risulta difficile, lautorit giudiziaria pu disporre, con decreto esteso in calce
allatto, la notificazione per pubblici annunzi. Copia dellatto depositato nella casa comunale del luogo
ove si trova lautorit procedente ed un estratto del medesimo inserito nella Gazzetta Ufficiale. La
notificazione si ha per avvenuta dal momento in cui lufficiale giudiziario deposita una copia dellatto nella
segreteria o nella cancelleria dellautorit procedente, insieme con la relazione di notifica ed i documenti
giustificativi.
Per quanto riguarda la parte civile, le notificazioni sono eseguite presso il difensore nominato allatto della
costituzione, e la stessa regola vale per il responsabile civile ed il civilmente obbligato costituiti. Se
costoro, invece, non si sono costituiti, permane lobbligo di dichiarare o eleggere domicilio nel luogo in cui
si procede, altrimenti le notificazioni sono eseguite mediante deposito in cancelleria.

25. LA RELAZIONE DI NOTIFICAZIONE E LE CAUSE DI NULLITA
Nella relazione, scritta in calce alloriginale ed alle singole copie notificate, lufficiale giudiziario indica il
richiedente, le richieste effettuate, le generalit della persona a cui stata consegnata la copia e, se la
notificazione non avvenuta a mani proprie, i rapporti tra destinatario e consegnatario, le funzioni svolte

da questultimo, il luogo e la data della consegna (la mancanza di tale requisito pu dar luogo a
responsabilit disciplinare); infine, appone la propria sottoscrizione per attestare la paternit dellatto.
La relazione non fa fede, sino a querela di falso, di quanto lufficiale attesti di aver fatto o di essere
avvenuto in sua presenza: il giudice ne valuta liberamente il contenuto. Qualora vi sia un contrasto tra la
relazione scritta sulla copia consegnata e quella sulloriginale, per ciascun interessato valgono le
attestazione contenute nella copia notificata. La notificazione produce effetto dal giorno della sua
esecuzione, ma vi sono eccezioni: se il termine per impugnare decorre diversamente per limputato e per il
suo difensore, vale per entrambi quello che scade per ultimo.
Sono cause di nullit:
a. Latto notificato in modo incompleto, salvo sia consentito lestratto;
b. Lincertezza assoluta circa il richiedente e il destinatario;
c. Il difetto della sottoscrizione di chi ha eseguito la notificazione;
d. La violazione delle disposizioni sulla persona a cui la copia deve essere consegnata, secondo
lordine prescritto;
e. La mancanza dellavvertimento, da parte del giudice o del direttore dellistituto, nei casi previsti
dallart. 161 commi 1, 2 e 3, sempre che la notificazione sia stata eseguita mediante consegna al
difensore;
f. Dopo il deposito nella casa comunale, lomessa affissione sulla porta dellimputato o il mancato
avviso di avvenuta notificazione con raccomandata con ricevuta di ritorno;
g. La mancanza, sulloriginale dellatto notificato, della sottoscrizione del portiere;
h. Linosservanza delle modalit fissate dal giudice nel decreto con cui stata disposta una forma
particolare di notificazione, purch latto non sia giunto a conoscenza del destinatario.

26. LE REGOLE GENERALI IN MATERIA DI TERMINI
I termini processuali assegnano dei limiti cronologici allattivit dei soggetti del procedimento o
determinano la cessazione degli effetti dellatto. Tra le varie classificazioni, importante quella tra termini
dilatori e acceleratori:
a. I primi fanno s che un atto non possa compiersi (o produrre effetti) prima che il relativo termine sia
decorso;
b. I secondi, invece, stabiliscono un termine per il compimento dellatto o per il mantenimento della
sua efficacia.
I termini acceleratori, a loro volta, si distinguono in 2 classi:
a. Sono ordinatori quelli le cui conseguenze sono prove di rilevanza di natura processuale, salvi
eventuali riflessi disciplinari;
b. Sono perentori quelli la cui scadenza comporta la perdita del potere di compiere latto al quale si
riferiscono, oppure la cessazione degli effetti del medesimo. Di regola, linosservanza di tali termini
riportata alla sanzione della decadenza dal corrispondente potere, salva la restituzione nel
termine scaduto.
I termini sono computati a ore, giorni, mesi ed anni; la scadenza del termine in un giorno festivo comporta
una proroga ex lege al giorno successivo.
Talora il legislatore ricollega alla decadenza linammissibilit dellatto realizzato a termine scaduto; talaltra
linammissibilit si sostanzia in un vizio dellatto, integrando una species del genus dellinvalidit.
I termini stabiliti a pena di decadenza sono improrogabili, a meno di espresse previsioni legislative in senso
diverso. Oltre alle proroghe che il Ministro della giustizia pu accordare per eventi di carattere eccezionale,
vanno menzionate la proroga dei termini delle indagini preliminari e la proroga dei termini della custodia
cautelare, richieste dal PM al giudice.
Tradizionale poi labbreviazione del termine, chiesta o consentita dalla parte a favore della quale esso
stabilito, mediante dichiarazione ricevuta in cancelleria o nella segreteria dellautorit procedente.
Diversa dalla proroga il prolungamento dei termini di comparizione, che scatta fin dal momento della
fissazione del termine dilatorio ordinatorio, indipendentemente dal fatto che questultimo sia o meno
prorogabile.

I termini sono poi sospesi nel periodo feriale, ossia dal 1 agosto al 15 settembre di ogni anno, per
consentire alla classe forense di godere delle ferie estive. Listituto si estende anche al procedimento di
esecuzione e a quello di sorveglianza, mentre non tocca lattivit del giudice.
Nel caso di procedimenti per reati la cui prescrizione maturi durante la sospensione feriale o nei successivi
45 gg., ovvero se durante lo stesso periodo scadono stanno per scadere i termini della custodia cautelare, il
giudice che procede, anche dufficio, pronuncia ordinanza inoppugnabile, ma revocabile, con la quale
specificamente motivata e dichiarata lurgenza del processo. In tali casi i termini decorrono, anche nel
periodo feriale, dalla data di notificazione dellordinanza.
Durante le indagini preliminari, se occorre procedere con urgenza nel periodo feriale al compimento di atti
per i quali operi la sospensione dei termini in discorso, il gip, su richiesta del PM, della persona sottoposta
alle indagini o del suo difensore, pronuncia ordinanza nella quale sono specificate le ragioni dellurgenza e
la natura degli atti da compiere. Allo stesso modo provvede il PM tutte le volte in cui deve procedere la
compimento di accertamenti tecnici non ripetibili.

27. LA RESTITUZIONE NEL TERMINE
La restituzione nel termine un rimedio eccezionale rispetto a situazioni in cui un impedimento ha
determinato lestinzione di un potere, essendo decorso il termine perentorio stabilito per il suo esercizio.
Titolari del diritto di ottenere la restituzione nel termine non sono solo le parti, ma anche i difensori.
Listituto non pu essere invocato ai fini della presentazione della querela: laspirante querelante non
parte e la querela non tra gli atti del procedimento, essendo anteriore al suo inizio. In linea di principio ,
invece, ammissibile la richiesta del querelante in vista dellimpugnazione del capo di sentenza relativo alla
condanna alle spese e ai danni.
Per richiedere la restituzione occorre dimostrare che non si potuto osservare un termine stabilito a pena
di decadenza per caso fortuito o forza maggiore, dove per forza maggiore si intende un impedimento che
renda vano ogni sforzo delluomo e che dipenda da cause a lui non imputabili.
La richiesta deve essere presentata entro 10 gg., che decorrono da quello nel quale cessato il fatto
costituente caso fortuito o forza maggiore.
Nei casi in cui sia pronunciata sentenza contumaciale o decreto penale di condanna, limputato
restituito, su sua richiesta, nel termine per proporre impugnazione o opposizione. Tale diritto viene meno
in 2 ipotesi:
a. Quando limputato ha avuto effettiva conoscenza del procedimento e ha volontariamente
rinunciato a comparire;
b. Quando , avuta effettiva conoscenza del provvedimento emesso nei suoi confronti, ha rinunciato a
proporre impugnazione o opposizione.
Nella ipotesi in discorso, , la richiesta di restituzione deve essere presentata, a pena di decadenza, entro 30
gg. dal momento in cui limputato ha acquisito effettiva conoscenza del provvedimento. Se limputato deve
essere estradato dallestero, il termine per la presentazione della richiesta decorre dal giorno in cui
limputato condannato stato consegnato allautorit giudiziaria italiana.
Tornando alla disciplina ordinaria, la restituzione non pu essere concessa pi di una volta per ciascuna
parte in ciascun grado.
Competente a pronunciarsi sulla richiesta di restituzione, per la fase anteriore allesercizio dellazione
penale il gip. Esercitata lazione, decide il giudice procedente ovvero, se stata pronunciata sentenza di
condanna, il giudice che sarebbe competente sullimpugnazione o sullopposizione a decreto penale.
Se la richiesta respinta, pu essere proposto ricorso per cassazione.
Accolta la richiesta, il termine ricomincia a decorrere nella sua misura originaria; gli atti, su richiesta di
parte, sono rinnovati dal giudice che ha concesso la restituzione, semprech ci sia possibile e semprech si
tratti di atti ai quali la parte avesse diritto di assistere. Se per la restituzione concessa dalla cassazione,
questa pu disporre la rinnovazione dellatto, che per verr eseguita dal giudice di merito.

28. LINVALIDITA DEGLI ATTI
Nel processo penale gli atti sono, nella maggior parte dei casi, a forma vincolata; in questo caso, perfezione
dellatto (cio conformit allo schema tipico) e sua efficacia (ossia attitudine a produrre effetti giuridici) si
implicano reciprocamente.

La mancanza anche di un solo elemento della fattispecie non dovrebbe consentire, in linea di principio, la
produzione dei relativi effetti; tuttavia latto, anche quando le difformit sono rilevanti, quasi mai pu dirsi
del tutto inefficace. Infatti, ragioni di economia inducono il legislatore ad avvalersi del principio di
conservazione degli atti imperfetti, per cui latto diviene idoneo a produrre effetti, anche se precari, in
attesa di uno dei seguenti sbocchi:
a. La sanatoria del vizio, che da vita ad unaltra fattispecie equivalente, dal punto di vista degli effetti,
a quella viziata, ma integrata da uno o pi fatti ulteriori, ai quali si da il nome di cause di sanatoria;
b. La declaratoria dinvalidit dellatto, che viene dichiarata dal giudice, la quale provoca
leliminazione degli effetti dellatto.
Il titolo VII disciplina solo la nullit, salvo un unico riferimento allinammissibilit, che riguarda gli atti di
parte o di chi si fa parte.
Oltre ai casi in cui linammissibilit discende dal compimento dellatto nonostante la scadenza del relativo
termine, spesso il vizio riguarda la forma della domanda o lomissione di taluni contenuti della stessa. Essa,
oggetto di autonomo motivo di ricorso per cassazione, dichiarabile dufficio, in ogni stato e grado del
procedimento.
Linutilizzabilit , invece, talora richiamata con riferimento alla sanzione che consegue allimpiego
dibattimentale di un atto delle indagini preliminari in sede probatoria, talvolta con riferimento ai casi di
difformit rispetto ai criteri di ammissione oppure di assunzione della prova. Essa pu essere rilevata in
ogni stato e grado del giudizio, anche dufficio.

29. IL PRINCIPIO DI TASSATIVITA DELLE NULLITA E LA TECNICA DI PREVISIONE
Le disposizioni in tema di nullit sono dominate dal principio di tassativit, dal quale discende una serie di
corollari. Allinterprete non solo non consentito ricorrere allintegrazione analogica, ma neppure, una
volta accertata la causa di nullit, valutare lesistenza di un conseguente pregiudizio effettivo.
Un atto, anche se inficiato da violenza o minaccia comunque processualmente valido; al massimo, gli
interrogatori dellimputato e le prove affette da vizi della volont rientrano nellambito dellinutilizzabilit.
Linesistenza giuridica comprende quei vizi tanto macroscopici da indurre il legislatore a non ipotizzarne
neppure leventualit e allinterprete a negarne la collocazione tra gli atti giuridici. Essa genera un vizio non
solo rilevabile in ogni stato e grado del procedimento, ma anche oltre, in quanto la gravit del vizio tale
da impedire la formazione del giudicato.
Nel caso dellabnormit dei provvedimenti del giudice, latto idoneo ad integrare lo schema normativo
minimo, ma si caratterizza per il suo contenuto del tutto estemporaneo, sia sul piano strutturale che su
quello funzionale. soggetta agli ordinari termini di impugnazione e perde rilevanza a seguito della
formazione del giudicato.
Tra le nullit generali rientrano linosservanza di una serie di disposizioni riguardanti il giudice, il PM,
limputato, le altre parti private, i loro difensori e rappresentanti, nonch la citazione a giudizio della
persona offesa dal reato e del querelante.
Infine vi sono le nullit speciali, stabilite da unapposita previsione legislativa.

30. LE NULLITA ASSOLUTE
Le nullit assolute si caratterizzano perch caratterizzate dallinsanabilit e dallirrevocabilit del
giudicato.
Per quanto riguarda il giudice, causa di nullit assoluta linosservanza delle disposizioni riguardanti le
condizioni di capacit del giudice ed il numero dei giudici del collegio giudicante.
Per quanto riguarda il PM, sono assolute le nullit relative alliniziativa del medesimo nellesercizio
dellazione penale. A tale ipotesi devono poi aggiungersi quelle dellimputazione coatta e della
contestazione in udienza del reato connesso o del fatto nuovo. Pertanto, si ha una nullit assoluta quando il
giudice decide sul fatto nuovo emerso nelludienza preliminare o nel corso dellistruzione dibattimentale
senza che lo stesso sia stato formalmente contestato dal PM, oppure quando il fatto descritto
nellimputazione viene sostituito con un altro fatto.
Tra le nullit assolute si collocano anche le violazioni delle disposizioni sulla capacit e sulla legittimazione
del rappresentante del PM, purch si riflettano sulla sua iniziativa nellesercizio dellazione penale.

Per quanto attiene allimputato, una nullit assoluta deriva dallomessa o invalida citazione al dibattimento
di primo grado, oppure tenuto a seguito di giudizio direttissimo instaurato nei confronti di imputato libero
o di giudizio immediato, e al dibattimento di secondo grado.
Quanto al difensore dellimputato, causa di nullit assoluta non solo la sua assenza dal dibattimento di
primo e secondo grado, ma pure in ogni altro caso in cui obbligatoria la sua presenza.

31. LE NULLITA INTERMEDIE
Le nullit relative sono, al pari di quelle assolute, rilevabili anche dufficio, e, al pari di quelle generali,
sanabili in un momento anteriore allirrevocabilit della sentenza.
Tali nullit non possono essere rilevate n dedotte se verificatesi prima del giudizio, dopo la deliberazione
della sentenza di primo grado, o, se verificatesi nel giudizio, dopo la deliberazione della sentenza del grado
successivo.
Tra le nullit intermedie figura anzitutto linosservanza delle disposizioni sulla partecipazione del PM al
procedimento, sempre che tale attivit non riguardi liniziativa ad esercitare lazione penale. Essa pu poi
riguardare linosservanza delle disposizioni circa:
a. lintervento, cio le ipotesi di diretta e personale partecipazione dellimputato al procedimento;
b. lassistenza, che riguarda le attivit svolte dal difensore per far valere i diritti e gli interessi
dellimputato;
c. la rappresentanza dellimputato.

32. LE NULLITA RELATIVE
Le nullit relative sono quelle non generali, oppure non definite come assolute da specifiche disposizioni di
legge.
Linterprete, posto innanzi ad una nullit a previsione speciale, dovr innanzitutto ricondurre la fattispecie
tra le nullit generali; andata bene loperazione, dovr accertare se essa rientra nellambito delle nullit
assolute; qualora lindagine dia esito negativo, dovr inserire tale ipotesi tra le nullit intermedie.
La peculiarit delle nullit relative sta poi nel fatto che esse devono essere dichiarate dal giudice solo su
eccezione della parte interessata.
Le nullit riguardanti le indagini preliminari o lincidente probatorio o gli atti delludienza preliminare
devono essere eccepite in termini distinti a seconda che si tenga o meno ludienza preliminare:
a. Nel primo caso, devono essere eccepite anteriormente alla pronuncia del provvedimento
conclusivo delludienza;
b. Nel secondo, subito dopo aver compiuto per la prima volta laccertamento della costituzione
della parti in giudizio. Questultimo termine vale anche per le nullit che riguardanti il decreto
che dispone il giudizio o gli atti preliminari al dibattimento.
Gli artt. 3 comma 1 e 9 comma 1 della l. n. 332/1995 hanno introdotto due fattispecie di nullit rilevabili
anche dufficio:
a. La prima riguarda lindicazione delle esigenze cautelari quando vi sia pericolo per lacquisizione
delle prove;
b. La seconda riguarda il contenuto dellordinanza che dispone la misura cautelare.

33. LA DEDUCIBILITA E LE SANATORIE
La deducibilit delle nullit relative e di quelle intermedie trova un triplice limite soggettivo. La nullit non
pu essere dedotta o eccepita n da chi vi ha dato o concorso a darvi causa, n da chi non ha interesse
allosservanza della disposizione violata. La nullit deve poi essere eccepita prima del compimento dellatto
oppure, se ci non possibile, immediatamente dopo. Qualora la parte non abbia assistito al compimento
dellatto, il termine per dedurre la nullit coincide con quelli di sanatoria stabiliti per le nullit relative ed
intermedie.
La sanatoria consiste in un fatto successivo che determina unequivalenza di effetti rispetto al
corrispondente atto perfetto.
La disciplina delle sanatorie generali si incentra su 2 figure:
a. La prima riguarda la rinuncia espressa della parte interessata ad eccepire la nullit e laccettazione
degli effetti dellatto;

b. La seconda riguarda, invece, i casi in cui latto ha raggiunto lo scopo al quale era preordinato
rispetto a tutti gli interessati.
Le sanatorie generali operano nei confronti sia delle nullit relative che di quelle intermedie.
La nullit di una citazione o di un avviso, ovvero delle relative comunicazioni e notificazioni, sanata se la
parte interessata comparsa o ha rinunciato a comparire. La parte che invece dichiari di essere comparsa
solo per far rilevare lirregolarit non impedisce il verificarsi della sanatoria, ma ha diritto ad un termine a
difesa non inferiore a 5 gg. Solo per la citazione a comparire al dibattimento, il termine a difesa non pu
essere inferiore a 20 gg.

34. GLI EFFETTI DELLA DICHIARAZIONE DI NULLITA
La nullit di un atto innanzitutto comporta linvalidit di quelli consecutivi che dipendono da esso.
Il giudice che dichiara la nullit dispone la rinnovazione dellatto solo qualora essa sia necessaria e
possibile. In tal caso, le spese sono a carico di chi ha dato causa alla nullit per dolo o colpa grave.
Se la nullit dichiarata in uno stato o grado diverso da quello in cui la stessa si verificata, vi una
distinzione:
a. La dichiarazione di nullit comporta la regressione del procedimento allo stato e grado in cui
stato compiuto latto nullo, purch si tratti di un atto di natura non probatoria;
b. Se, invece, si tratta di nullit riguardanti le prove, il giudice deve provvedere alla rinnovazione,
semprech ci sia necessario ai fini della decisione e la prova si ripetibile.

CAPITOLO 3 PROVE


1. PREMESSA. LE SCELTE SISTEMATICHE NELLA DISCIPLINA DELLE PROVE
La tematica delle prove comprende sia la disciplina dei mezzi di prova che quella dei mezzi di ricerca
della prova.
Il nuovo codice non si limitato a descrivere i profili procedurali dellacquisizione probatoria, ma si
preoccupato anche di sottolineare la funzionalit delle relative regole rispetto al convincimento del
giudice.
A preambolo del libro sulle prove vi sono alcune disposizioni generali che contengono una specie di
catalogo dei principi guida da osservarsi in materia probatoria, come tali logicamente prioritari rispetto alla
regolamentazione dei singoli mezzi.

2. SEGUE. IL PROBLEMA DELLA SFERA DINCIDENZA DELLA NORMATIVA CONTENUTA NEL
LIBRO DELLE PROVE
Le disposizioni del libro sulle prove devono sicuramente applicarsi alla fase del dibattimento e a quella di
svolgimento dellincidente probatorio, mentre problematica la sua incidenza anche nelle fasi preliminari.
Le norme del libro sulle prove sicuramente si applicano nelle fasi anteriori al dibattimento con riferimento
ai diversi momenti in cui previsto lintervento del giudice, ora in funzione di organo di garanzia, ora in
funzione di organo di decisione:
a. Incominciando col far riferimento allattivit del giudice in sede di udienza preliminare, si
dovranno osservare le disposizioni generali in tema di ammissione delle prove;
b. La conclusione non diversa anche con riguardo alle ipotesi in cui il giudice chiamato ad
intervenire nel corso delle indagini preliminari, nelladempimento del suo compito di garanzia dei
diritti e delle libert fondamentali.
Molto pi delicato il problema per quanto riguarda loperativit delle disposizioni sulle prove rispetto alle
indagini preliminari svolte dal PM. Se vero che esse sono suscettibili, in alcuni casi, ad assurgere al livello
di prova, non pensabile che possano svolgersi al di fuori di ogni riferimento alla disciplina dettata in
materia di attivit probatoria, ovviamente entro i limiti consentiti dalla natura e dalla finalit delle stesse.
Per quel che riguarda la disciplina dei mezzi di ricerca delle prove, non vi dubbio che essa debba venire
osservata dal PM; infatti, se le stesse non dovessero trovare applicazione nella fase preliminare al

dibattimento, si lascerebbero allarbitrio degli organi inquirenti i casi ed i modi di svolgimento delle
corrispondenti attivit.
Lo stesso non pu dirsi per la disciplina dei mezzi di prova dettata con riferimento al giudice, trattandosi di
atti normalmente affidati alla sua gestione, in quanto destinati a sfociare in prove formate nel processo.
Per sottolineare tali aspetti, nel codice la regolamentazione delle omologhe attivit da parte del PM,
allinterno delle indagini preliminari, presenta una sua specifica autonomia, tant vero che gli atti del PM
corrispondenti a tali mezzi di prova sono stati definiti e regolati usando anche una differente
nomenclatura.
Sembra doversi concludere quindi che le norme relative ai diversi mezzi di prova non devono in linea di
massima applicarsi nel corso delle indagini preliminari del PM, salvo che in alcune ipotesi da enuclearsi
caso per caso.

3. LOGGETTO DELLA PROVA
Oggetto della prova sono, da un lato, i fatti che si riferiscono allimputazione, dallaltro quelli concernenti la
punibilit dellimputato, nonch la determinazione della pena o della misura di sicurezza. Quando poi vi
costituzione di parte civile, il tema probatorio si allarga fino ad includere le questioni derivanti dallesercizio
dellazione civile in sede penale. Loggetto della prova infine esteso ai fatti dai quali dipende lapplicazione
di norme processuali.
Occorre distinguere tra:
a. Prove dirette, aventi per oggetto il fatto da provare;
b. Prove indirette o prove indiziarie, che non hanno direttamente ad oggetto il fatto da provare, ma
un altro fatto, dal quale il giudice potr risalire al primo solo attraverso unoperazione mentale di
tipo induttivo, fondata sulla logica o su massime di esperienza.
Alla distinzione tra prove dirette e prove indirette a volte si fa corrispondere quella tra:
a. Prove storiche, se il fatto da provare viene descritto o riprodotto immediatamente davanti al
giudice;
b. Prove critiche, se necessario lintervento di inferenza del giudice, sulla base di un itinerario
logico-critico.

4. PROVE ATIPICHE E GARANZIE PER LA LIBERTA MORALE DELLA PERSONA
Quando si ha a che fare con una prova atipica, cio non riconducibile a nessuna delle figure probatorie
legislativamente predeterminate, spetta al giudice decidere, di volta in volta, se la medesima pu entrare in
sede processuale, in base ad una verifica subordinata a due distinte valutazioni:
a. Da un lato, deve essere idonea ad assicurare laccertamento dei fatti;
b. Dallaltro, non deve pregiudicare la libert morale della persona, in quanto non possono essere
utilizzati, neppure col consenso dellinteressato, tecniche o metodi probatori idonei ad influire sulla
libert di autodeterminazione o ad alterare la capacit di ricordare e di valutare i fatti.
Qualora tale tipo di prova venga ammessa, sar ancora compito del giudice definire le modalit della sua
assunzione, dopo aver sentito le parti.

5. DIRITTO ALLA PROVA E CRITERI DI AMMISSIONE
Lart. 190 afferma il principio per cui le prove sono ammesse a richiesta di parte, imponendo al giudice di
provvedere senza ritardo con ordinanza alla delibazione di ammissibilit. Si evince quindi che il diritto alla
prova riconosciuto alle parti si articola su 2 livelli:
a. In primo luogo, come diritto a richiedere lammissione di talune prove, salve le ipotesi in cui
consentito al giudice un intervento dufficio;
b. In secondo luogo, una volta adempiuto tale onere, come diritto ad ottenere la prova richiesta o,
comunque, ad ottenere una tempestiva pronuncia sulla richiesta formulata.
Tra le specificazioni del diritto alla prova, occorre ricordare il diritto dellimputato ad ottenere lammissione
delle prove a discarico sui fatti costituenti oggetto delle prove a carico, nonch quello del PM di ottenere
lammissione delle prove a carico sui fatti costituenti oggetto delle prove a discarico (c.d. diritto di
controprova).

Per quanto poi riguarda i criteri della pronuncia sullammissibilit della prova, il giudice vincolato a 2
parametri:
a. Da un lato, il giudice deve escludere le prove vietate dalla legge, cio quelle per le quali esiste un
espresso divieto in ordine alloggetto o al soggetto della prova, ovvero in ordine alla procedura di
acquisizione probatoria;
b. Dallaltro, lo stesso giudice, dopo aver riscontrato linsussistenza di divieti legislativi, deve escludere
le prove che risultano superflue o irrilevanti.
Carattere derogatorio ha la norma dellart. 190-bis, che opera nei soli procedimenti per i delitti di
criminalit organizzata. Essa dispone che, nel corso di tali procedimenti, quando richiesto lesame di un
testimone o di un imputato in un procedimento connesso, che abbiano gi reso dichiarazioni in sede di
incidente probatorio o in dibattimento, purch nel contraddittorio con la persona nei cui confronti le
dichiarazioni dovranno essere utilizzate, lesame di tali soggetti ammesso solo se riguarda fatti o
circostanza diversi da quelli oggetto delle precedenti dichiarazioni, ovvero quando il giudice o una delle
parti lo ritengono necessario sulla base si specifiche esigenze. Tale disciplina estesa allesame di un
testimone minore di 16 anni nei processi per i delitti di pornografia e di prostituzione minorile.
Tale disciplina derogatoria da un lato assicura losservanza della garanzia del contraddittorio, dallaltro
subordina il potere del giudice di ammettere o meno la rinnovazione dellesame di tali soggetti ad una
valutazione di necessit.
I principi espressi nellart. 190, ovviamente, sono applicabili nellintero arco del procedimento.

6. PROVE ILLEGITTIMAMENTE ACQUISITE E SANZIONE DI INUTILIZZABILITA
Le prove illegittimamente acquisite, cio ammesse o assunte in violazione dei divieti di legge, non sono
utilizzabili. Tale inutilizzabilit rilevabile anche dufficio in ogni stato e grado del procedimento.
Per quanto riguarda la sfera di operativit della sanzione dellinutilizzabilit, essa va individuata in ogni
ipotesi di inosservanza di un divieto sancito dalla legge processuale in materia di ammissione ovvero di
acquisizione probatoria, comprese le ipotesi in cui il divieto pu emergere solo ex post rispetto al momento
acquisitivo, cio nel momento della valutazione della prova.

7. VALUTAZIONE DELLA PROVA E REGOLE DI CONVINCIMENTO DEL GIUDICE
Per quanto attiene al regime di valutazione della prova, opera anzitutto il principio del libero
convincimento del giudice. Le valutazioni del giudice devono poi necessariamente accordarsi con la
motivazione dei provvedimenti che ne siano derivati, nella quale deve essere dato conto sia dei risultati
acquisiti che dei criteri adottati. In particolare, allinterno della motivazione non solo devono essere
indicate le prove poste a base della decisione, ma devono anche essere enunciate le ragioni per le quali il
giudice ritiene non attendibili le prove contrarie.
Oltre al limite razionale derivante dallobbligo della motivazione, il principio del libero convincimento del
giudice incontra anche alcuni limiti di tipo normativo, volti a circoscrivere la sfera del libero apprezzamento
probatorio del giudice:
a. In primo luogo, ai fini del convincimento del giudice non possono essere utilizzati elementi di
natura soltanto indiziaria, a meno che gli stessi si qualifichino come gravi, precisi e concordanti. In
questultimo caso, gli indizi assumo valenza di prova.
b. In secondo luogo, con riferimento alla situazione dei coimputati del medesimo reato, ovvero degli
imputati in un procedimento connesso, le dichiarazioni testimoniali provenienti da una di tali
persone possono essere valutate solo unitamente agli altri elementi di prova che ne confermano
lattendibilit (c.d. presunzione relativa di inattendibilit). Lo stesso vale per le dichiarazioni rese
dallimputato di un reato collegato a quello per cui si procede, nonch per le dichiarazioni rese
dallimputato che ha assunto lufficio di testimone;
c. Infine, non possono essere utilizzate ai fini del convincimento del giudice le dichiarazioni rese da
chi, per libera scelta, si sempre sottratto allesame da parte dellimputato o del suo difensore.

8. LA TESTIMONIANZA
Il libro III del codice colloca in 2 titoli separati la disciplina dei singoli mezzi di prova e dei mezzi di ricerca
della prova:

a. I mezzi di prova offrono al giudice dei risultati direttamente utilizzabili per la decisione;
b. I mezzi di ricerca della prova sono invece diretti a permette lacquisizione di cose, tracce, notizie o
dichiarazioni idonee ad assumere rilevanza probatoria.
Incominciando dallarea dei mezzi di prova, occorre richiamare lattenzione in primis sulla testimonianza.
Lart. 195 riguardante la testimonianza indiretta:
a. da un lato, sancisce linutilizzabilit della deposizione di chi non pu o non vuole indicare la persona
o la fonte da cui ha appreso la notizia al centro dellesame testimoniale. Di qui deriva il divieto di
acquisizione e di impiego delle notizie provenienti dagli informatori confidenziali, dei quali gli
organi di polizia e dei servizi di sicurezza non hanno rivelato i nomi;
b. dallaltro, prevede che, quando il testimone riferisce fatti o circostanze apprese da persone diverse,
queste ultime non solo possono essere chiamate a deporre dufficio dal giudice, ma devono
comunque esserlo su richiesta di parte, a pena di inutilizzabilit delle dichiarazioni. Qualora non
venga avanzata alcuna richiesta, le dichiarazioni rese dal testimone indiretto saranno utilizzabili
come una sorta di tacito consenso delle parti alla utilizzabilit dei contenuti della deposizione resa
dal testimone per sentito dire.
In capo agli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria vi il divieto di deporre sul contenuto di dichiarazioni
rese da testimoni, ma limitatamente alle dichiarazioni acquisite tramite sommarie informazioni, verbale di
denuncia, querela e istanze presentate oralmente. Quindi, tale divieto opera quando, pur ricorrendone le
condizioni, gli organi di polizia non hanno provveduto alla redazione del verbale.
Al fine di assicurare sempre un controllo sulla fonte delle deposizioni di seconda mano, esclusa la
testimonianza dei soggetti che fanno riferimento a fatti conosciuti da persone titolari di un segreto
professionale o dufficio, semprech le medesime persone non abbiano deposto sugli stessi fatti, o non li
abbiano divulgati in altro modo, manifestando in tal modo un comportamento incompatibile col
mantenimento del vincolo di segretezza.
Per quanto riguarda larea dellincompatibilit a testimoniare dellimputato, essa circoscritta in termini
assoluti a chi coimputato del medesimo reato o imputato in un procedimento connesso, semprech nei
suoi confronti non gi stata pronunciata sentenza irrevocabile di proscioglimento, ovvero di condanna o
di applicazione della pena.
A questa incompatibilit assoluta se ne affianca unaltra riferita alla situazione di chi imputato per un
reato commesso per eseguirne o occultarne altri, salvo che nei suoi confronti non stata pronunciata
sentenza irrevocabile di condanna, di proscioglimento o di applicazione della pena. Questultima causa di
incompatibilit non opera invece qualora limputato rende dichiarazioni su fatti che concernono la
responsabilit di altri, nel qual caso assumer, in ordine a tali fatti, lufficio di testimone.
Le persone che, rivestendo la qualifica di imputato in un procedimento connesso o collegato, possono
ricoprire lufficio di testimone, devono essere assistite da un difensore (di qui la formula di testimone
assistito) che ha il diritto di presenziare allesame dei testimoni, di formulare richieste osservazioni e
riserve. Vi sono poi 2 ipotesi per le quali tale testimone esonerato dallobbligo di deporre:
a. sui fatti per i quali in giudizio stata pronunciata a suo carico sentenza irrevocabile di condanna,
allorch nello stesso procedimento egli aveva negato la propria responsabilit ovvero non aveva
reso alcuna dichiarazione;
b. sui fatti concernenti la propria responsabilit in ordine al reato per cui si procede o si preceduto
nei suoi confronti.
Accanto a queste garanzie operanti ex ante ve n unaltra destinata ad operare ex post: tali dichiarazioni
non possono essere utilizzate contro la persona da cui provengono non solo nel procedimento a suo carico,
ove ancora in corso, ma nemmeno nelleventuale procedimento di revisione della sentenza di condanna
pronunciata nei suoi confronti.
Infine, ai testimoni assistiti viene estesa la regola per cui le loro dichiarazioni , per assumere pieno valore
probatorio, devono essere corroborate da altri elementi di prova che ne confermino lattendibilit.
Il testimone ha lobbligo di presentarsi al giudice, di attenersi alle prescrizioni e di rispondere
veridicamente; tuttavia, egli non pu essere obbligato a deporre su fatti dai quali potrebbe emergere una
sua responsabilit penale.
Per quanto attiene alle deroghe allobbligo di rispondere secondo verit, oltre alla possibilit per i prossimi
congiunti di astenersi dal deporre, esse sono perlopi riconducibili alla sfera dei segreti.

Innanzitutto, gli esercenti taluni uffici o professioni possono astenersi dal deporre invocando il segreto
professionale, salvo i casi in cui tali soggetti sono obbligati a riferire allautorit giudiziaria le notizie
conosciute per ragione del proprio ministero, ufficio o professione.
Fermo restando che il giudice pu ordinare che il testimone deponga tutte le volte in cui sia convinto
dellinfondatezza della dichiarazione di segretezza opposta per esimersi dal deporre, un regime particolare
previsto per i giornalisti professionisti iscritti allalbo, relativamente ai nomi delle persone che abbiano
fornito loro notizie in via fiduciaria. Entro tali limiti ad essi estesa la normativa sul segreto professionale,
ma il giudice pu sempre obbligarli a rivelare lidentit di tali persone, qualora le suddette notizia siano
indispensabili per la prova del reato, e la loro veridicit possa venire accertata solo attraverso
lidentificazione della fonte fiduciaria.
Disciplina analoga estesa anche ai pubblici ufficiali, ai pubblici impiegati e agli incaricati di un pubblico
servizio con riguardo al tema del segreto dufficio, anche se con la variante che ad essi compete lobbligo di
astenersi dal deporre su fatti conosciuti in ragione del loro ufficio che devono rimanere segreti.
Un aspetto peculiare del segreto dufficio rappresentato dalla prerogativa riconosciuta agli ufficiali e agli
agenti di polizia giudiziaria, nonch agli appartenenti ai servizi di sicurezza, di non rivelare i nomi dei propri
informatori confidenziali, senza alcuna possibilit per il giudice di obbligarli a fornire le relative indicazioni,
fermo restando il divieto di acquisizione e di utilizzo processuale delle informazioni cos pervenute.
Qualora invece venga apposto un segreto di Stato, lautorit giudiziaria ha lobbligo di rivolgersi al
presidente del Consiglio per chiedere conferma della sussistenza del segreto, sospendendo nel contempo
ogni iniziativa volta ad acquisire la notizia oggetto del segreto. Dopo di che, qualora entro 30 gg. venga
fornita la conferma, allautorit giudiziaria sar vietata lacquisizione e lutilizzazione delle notizie coperte
dal segreto. Ovviamente, il processo potr proseguire qualora il presidente del Consiglio neghi la
sussistenza del segreto, o comunque no dia conferma entro 30 gg. dalla notificazione della richiesta.
Nel caso in cui, a seguito della conferma della sussistenza del segreto di Stato, lautorit giudiziaria sollevi
un conflitto di attribuzione di fronte alla Corte costituzionale (alla quale il segreto di Stato non
opponibile):
a. se il conflitto viene risolto nel senso dellinsussistenza del segreto, il presidente del Consiglio non
pu pi opporlo con riferimento al medesimo oggetto, sicch il procedimento potr proseguire;
b. se, invece, il conflitto viene risolto nel senso della sussistenza del segreto, lautorit giudiziaria
non pu n acquisire, n utilizzare gli atti o i documenti rispetto ai quali stato opposto il segreto.
Lart. 204 vieta che possano opporsi il segreto dufficio o quello di Stato su fatti, notizie e documenti
riguardanti reati diretti alleversione dellordinamento costituzionale, nonch i delitti di strage e
associazione mafiosa, riservando in caso di opposizione al giudice il compito di definire la natura del reato.
Del provvedimento di rigetto delleventuale eccezione deve essere data comunicazione la presidente del
Consiglio affinch possa prendere le opportune iniziative.
Nella caso della testimonianza falsa o reticente, qualora nel corso dellesame un testimone rende
dichiarazioni contraddittorie, incomplete o contrastanti con le prove gi acquisite, il giudice glielo fa notare
avvertendolo, se del caso, dellobbligo di dire la verit. Con la decisione che definisce la fase processuale in
cui il testimone ha prestato il suo ufficio, il giudice, se ravvisa indizi del reato di falsa testimonianza, ne
informa il PM trasmettendogli i relativi atti.

9. LESAME DELLE PARTI
Lesame delle parti un mezzo di prova esperibile solo su richiesta di parte, compreso il PM. Una volta
manifestata la propria volont favorevole allesame, se la parte che vi sottoposta si rifiuta di rispondere,
ne deve essere fatta menzione nel verbale.
La parte esaminata, al pari del testimone, gode poi della facolt di non rispondere tutte le volte in cui dalla
risposta potrebbe emergere una sua responsabilit penale.
Unapposita regolamentazione prevista dallart. 210 per lesame delle persone imputate in un
procedimento connesso, nei confronti delle quali si proceda, o si sia proceduto, separatamente. Essi di
regola sono esaminati su richiesta di parte, ma possono esserlo anche dufficio qualora si sia fatto
riferimento ai medesimi in una testimonianza, o in un esame, di natura indiretta. In questo caso, si
applicano le disposizioni previste per la testimonianza indiretta. Quanto alle forme di svolgimento
dellesame, il modello base quello dellesame dei testimoni; per il resto, la disciplina dellesame dei

soggetti in questione costruita sulla base di un assetto intermedio tra quello del testimone e quello
dellimputato.
Lo speciale meccanismo dellart. 210 oggi riservato soprattutto alle persone imputate in un procedimento
connesso che non possono assumere lufficio di testimone, mentre, per quanto riguarda le persone
imputate in un procedimento connesso o di un reato collegato, occorre distinguere sulla base della loro
precedente condotta processuale. Pi precisamente, la disciplina in questione deve applicarsi anche ai
soggetti in questione che in precedenza non hanno reso dichiarazioni riguardanti la responsabilit
dellimputato.

10. CONFRONTI, RICOGNIZIONI ED ESPERIMENTI GIUDIZIALI
I confronti sono ammessi esclusivamente fra persone gi esaminate o interrogate, qualora vi siano
dichiarazioni in contrasto su fatti e circostanze importanti. Per quanto riguarda le modalit dellatto, viene
evidenziata la funzione del giudice, cui spetta il compito di richiamare alle persone in questione le
precedenti dichiarazioni e di invitarli alle reciproche contestazioni, quando le medesime siano state
confermate.
La disciplina delle ricognizioni si caratterizza per laccuratezza e lanalitica descrizione delle modalit di
svolgimento dellatto. Costituisce causa di nullit anche solamente la mancata menzione, nel verbale,
dellosservanza delle forme prescritte per scandire la relativa procedura. Va poi evidenziata lattribuzione al
giudice del potere di adottare, anche in sede dibattimentale, le necessarie cautele per impedire che la
persona chiamata ad effettuare la ricognizione possa subire intimidazioni da parte di quella sottoposta
allatto.
Sia nel caso dei confronti, sia nel caso delle ricognizioni, la persona chiamata a compiere latto pu
rilasciare dichiarazioni, le quali, per il loro contenuto, sono assimilabili a quelle rese dallimputato in sede di
interrogatorio ovvero di esame. Di conseguenza, quando si tratta dellimputato, gli riconosciuto il diritto
di rifiutarsi al compimento dellatto, nonch la facolt di non rispondere alle domande che gli vengono
rivolte.
Gli esperimenti giudiziali sono invece finalizzati ad accertare se un fatto avvenuto o pu essere avvenuto
in un determinato modo, attraverso la riproduzione della situazione e la ripetizione delle modalit relative
al suo presumibile svolgimento. Sono dettagliatamente previsti i contenuti sia dellordinanza che abbia
disposto lesperimento ( tra i quali leventuale nomina di un esperto in vista dellesecuzione di determinate
operazioni) sia dei poteri del giudice diretti ad assicurare un efficace e corretto svolgimento dellatto. In
particolare, il giudice deve provvedere affinch lesperimento possa svolgersi senza offendere sentimenti di
coscienza, e senza esporre a pericolo lincolumit delle persone o la sicurezza pubblica.

11. LA PERIZIA
La perizia disposta quando occorre svolgere indagini o acquisire dati o valutazioni, le quali richiedono
specifiche competenze tecniche, scientifiche o artistiche (art. 220).
Unipotesi particolare di perizia quella per cui limputato per un reato di pedofilia o contro la libert
sessuale deve essere sottoposto ad accertamenti per lindividuazione di patologie sessualmente
trasmissibili, e ci ogniqualvolta le modalit del fatto possono prospettare un rischio di trasmissione.
Quando il giudice accerta la sussistenza di una delle necessit indicate nellart. 220, egli obbligato ad
ammettere la perizia anche dufficio e prevedere il contenuto della relativa ordinanza, che, accanto alla
nomina del perito, dovr anche recare la sommaria enunciazione delloggetto dellindagine. Non sono
ammesse le perizie concernenti il carattere e la personalit dellimputato, le forme di pericolosit sociale e
le sue qualit psichiche indipendenti da cause patologiche.
Pu essere nominato perito solo il soggetto iscritto in appositi albi professionali, anche se non escluso il
ricorso ad altri esperti di particolare competenza; inoltre, il giudice pu disporre una perizia collegiale
quando le indagini e le valutazioni risultano di particolare complessit, ovvero quando le medesime
richiedono distinte conoscenze in diverse discipline.
Sono inoltre vietati i prelievi coattivi di sangue, ovvero di altri tessuti o materiali organici, anche quando
necessari per lo svolgimento di una perizia. Tale divieto per superato dallattribuzione agli organi di
polizia giudiziaria del potere di procedere anche coattivamente al prelievo di capelli o di saliva ai fini
dellindividuazione dellindagato.

Una volta conferito lincarico, con la formulazione dei relativi quesiti, per espletare il suo compito il perito
pu essere autorizzato ad assistere allesame delle parti e allassunzione di altre prove, nonch prendere
visione degli atti e delle cose prodotti dalle parti nei limiti in cui i medesimi siano acquisibili al fascicolo
dibattimentale. Inoltre, consentito al perito di raccogliere notizie dallimputato, dalloffeso o anche da
altre persone.
Per quanto attiene alla relazione finale della perizia, una novit rappresentata dalla previsione secondo la
quale il perito deve rispondere immediatamente ai quesiti propostigli in forma orale, mediante parere
raccolto nel verbale, salvo quando il giudice autorizzi la presentazione di una relazione scritta, quando la
stessa risulta indispensabile ad illustrare tale parere. Qualora il perito non sia in grado di fornire una
risposta immediata, e semprech il giudice non ritenga di sostituirlo, prevista la concessione di un
termine, non superiore a 90 gg. (ma prorogabile fino a 6 mesi nei casi di accertamenti di particolare
complessit) entro il quale dovr essere fornito il prescritto parere.
Sia il PM che le parti private possono poi nominare, in numero non superiore a quello dei periti, dei
consulenti tecnici, che sono autorizzati a partecipare a tutte le operazioni peritali, non solo formulando
osservazioni e riserve, ma anche proponendo al perito lo svolgimento di specifiche indagini. Essi possono
sempre prendere visione delle relazioni ed essere autorizzati ad esaminare le persone, le cose o i luoghi
oggetto della perizia, purch non ne derivi ritardo allesecuzione della perizia.
I consulenti possono essere nominati anche qualora non sia stata disposta perizia, nel qual caso essi
possono esporre al giudice il proprio parere su singole questioni. Qualora successivamente alla nomina del
consulente il giudice decidesse di disporre la perizia, al consulente sono riconosciuti i diritti e le facolt
ordinariamente previsti. Qualora, invece, la perizia non venisse disposta, il consulente tecnico pu svolgere
di sua iniziativa le indagini e gli accertamenti in base alla disponibilit delle persone, delle cose o dei luoghi
oggetto della consulenza.

12. LA PROVA DOCUMENTALE
Per prova documentale si intende ogni cosa idonea a rappresentare fatti, persone o cose attraverso la
fotografia, la cinematografia, la fonografia e qualsiasi altro mezzo.
Mentre esclusa la possibilit di acquisire documenti concernenti le voci correnti nel pubblico intorno ai
fatti, ovvero la moralit delle parti e dei testimoni, invece ammessa lacquisizione dei documenti
necessari al giudizio sulla personalit dellimputato e della persona offesa dal reato, compresi quelli
esistenti presso gli uffici pubblici di servizio sociale e gli uffici di sorveglianza.
I documenti costituenti corpo del reato devono essere acquisiti qualunque sia la persona che li ha formati o
li detiene, mentre i documenti provenienti dallimputato possono sempre essere acquisiti anche dufficio,
anche se si tratta di documenti sequestrati presso altri o da altri prodotti.
La provenienza dei documenti deve essere verificata sottoponendoli per il riconoscimento alle parti private
e ai testimoni, mentre i documenti contenenti dichiarazioni anonime non possono essere acquisiti ne
utilizzati, a meno che non si tratti di corpo del reato o provenienti dallimputato.
I documenti concernenti dati e contenuti di conversazioni o comunicazioni, relativi al traffico telefonico e
telematico, illegalmente formati o acquisiti, nonch i documenti formati attraverso la raccolta illegale di
informazioni, devono essere secretati e custoditi in un luogo protetto dal PM, e il loro contenuto non pu
essere utilizzato se non come notizia di reato. Inoltre, il PM deve chiedere al gip, in termini molto brevi, la
distruzione di tale materiale.
Per quanto riguarda lipotesi di falsit dei documenti, a parte il caso in cui la stessa venga accertata e
dichiarata con la sentenza di condanna o di proscioglimento, il giudice, qualora ritenga falso uno dei
documenti acquisiti, dopo la definizione del procedimento deve informare il PM, trasmettendogli copia del
documento.
Lacquisizione dei verbali di prove di altri procedimenti penali ammessa solo quando si tratta di prove
assunte nellincidente probatorio o nel dibattimento; ove si tratti di verbali recanti dichiarazioni, essi sono
utilizzabili soltanto contro gli imputati i cui difensori abbiano partecipato alla loro assunzione, ovvero nei
cui confronti fa stato la sentenza civile.
Inoltre, sempre ammessa lacquisizione della documentazione di atti compiuti nel corso di altri
procedimenti penali, i quali, anche per cause sopravvenute, non sono ripetibili.

Al di fuori di tali ipotesi, invece, lacquisizione e lutilizzazione dibattimentale dei verbali di altri
procedimenti contenenti dichiarazioni ammessa soltanto nei confronti dellimputato che vi consenta. In
assenza del consenso, essi potranno essere utilizzati solo ai fini delle contestazioni in sede di esame
dibattimentale. In ogni caso, qualora tali verbali siano acquisiti, le parti hanno il diritto di ottenere lesame
delle persone che hanno reso tali dichiarazioni.
Infine, assume particolare rilievo la disciplina riferita allavviso di conclusione delle indagini preliminari,
nonch alludienza preliminare, in vista della quale stabilito che, una volta depositato in cancelleria il
fascicolo del PM contente le risultanze delle indagini preliminari, anche il difensore dellimputato pu
produrre documenti, che dovranno essere ammessi dal giudice prima dellinizio della discussione.
Ugualmente, devono essere ammessi i nuovi documenti eventualmente prodotti a seguito delle ulteriori
indagini, come pure quelli acquisiti dal giudice in virt dei poteri di integrazione probatoria. Conclusasi
ludienza preliminare con il rinvio a giudizio, tra i documenti in precedenza acquisiti sono destinati a
confluire nel fascicolo del dibattimento solo i certificati del casellario giudiziale e i restanti atti indicati
nellart. 236.

13. ISPEZIONI E PERQUISIZIONI
Tra i mezzi di ricerca della prova innanzitutto occorre analizzare:
a. Le ispezioni, dirette ad accertare sulle persone, nei luoghi o nelle cose, le tracce e gli altri effetti
materiali del reato;
b. Le perquisizioni, dirette a ricercare il corpo del reato o cose pertinenti al reato sulle persone o in
luoghi determinati, ovvero ad eseguire in questi ultimo larresto dellimputato o dellevaso.
Incominciando dallispezione personale, si prevede in primis che linteressato pu farsi assistere da una
persona di fiducia, purch reperibile ed idonea; inoltre essa deve essere eseguita personalmente
dallautorit procedente o da un medico, nel rispetto della dignit e del pudore della persona che deve
soggiacervi.
Circa lispezione di luoghi o di cose, prima dellinizio delle operazioni occorre consegnare il relativo decreto
allimputato e alla persona titolare della disponibilit dei luoghi, semprech presenti. Lautorit giudiziaria
pu poi impedire, con provvedimento motivato da ricomprendere nel verbale, lallontanamento di una o
pi persone dai luoghi dellispezione prima della sua conclusione. Infine, la medesima autorit procedente
pu disporre rilievi segnaletici, descrittivi e fotografici, insieme ad ogni altra necessaria operazione tecnica.
In materia di perquisizioni, allorch si cerchi una cosa determinata, viene enunciato il principio della
richiesta di consegna: qualora tale cosa venga presentata, la perquisizione potr essere evitata, salvo non si
ritenga utile procedervi per la completezza delle indagini.
Lautorit giudiziaria pu procedere allesame di atti e documenti presso banche, eventualmente dopo
averne chiesto lesibizione, quando si tratta di rintracciare cose da sottoporre a sequestro, ovvero di
accertare altre circostanze utili ai fini delle indagini. Nel caso il consenso venga rifiutato, lautorit
giudiziaria deve necessariamente procedere a perquisizione.
Qualora venga disposta unispezione o una perquisizione presso lufficio del difensore, che il giudice o il PM
deve eseguire personalmente sulla scorta di un decreto autorizzativo motivato, occorre avvisare il locale
consiglio dellordine forense, affinch il presidente o un suo consigliere delegato possa assistere alle
operazioni.
Peraltro, presso i difensori ed i consulenti tecnici non si pu procedere al sequestro di carte o documenti
relativi alloggetto della difesa, salvo che costituiscano corpo del reato. Sono inoltre vietati il sequestro ed
ogni altro controllo della corrispondenza tra limputato ed il suo difensore, salvo lautorit giudiziaria abbia
fondato motivo di ritenere che si tratti di corpo del reato; allo stesso modo, sono vietate le intercettazioni
di conversazioni e di comunicazioni dei difensori, dei consulenti tecnici e dei loro ausiliari.
I risultati delle ispezioni, delle perquisizioni, dei sequestri e delle intercettazioni eseguiti in violazione di tali
disposizioni, non possono essere utilizzati.
Vi sono poi particolari figure di perquisizione consentite agli organi di polizia giudiziaria da leggi speciali
quando, nel corso di operazioni dirette alla prevenzione o alla repressione di determinati delitti, si
verificano situazioni di necessit e di urgenza tali da non permettere un tempestivo intervento dellautorit
giudiziaria. In questi casi, delle operazioni compiute occorre dare tempestiva notizia al procuratore della
Repubblica in vista delleventuale convalida delle stesse.


14. IL SEQUESTRO
Oggetto del sequestro sono il corpo del reato (cio le cose sulle quali o mediante le quali stato commesso
il reato, nonch quelle che ne costituiscono il profitto, il prodotto o il prezzo) e le cose pertinenti al reato
necessarie per laccertamento dei fatti.
Si tratta delle stesse cose per la cui ricerca pu essere disposta la perquisizione, per cui si instaura un
rapporto di logica consequenzialit tra perquisizione e sequestro, pur potendo accadere che questultimo
non sia preceduto dal primo.
Sotto il profilo procedurale, occorre un decreto motivato ad opera dellautorit procedente, la quale pu
procedere allatto sia di persona, sia per mezzo di un ufficiale di polizia delegato.
Cominciando col sequestro di corrispondenza, presso gli uffici postali pu essere sequestrato ogni oggetto
presumibilmente spedito allimputato, o a lui diretto (esclusa la corrispondenza tra imputato e difensore), o
che comunque pu avere relazione con il reato. Ove successivamente si accerti lestraneit delle carte e dei
documenti sequestrati allambito della corrispondenza suscettibile di sequestro, se ne impone limmediata
restituzione allavente diritto.
Passando al sequestro presso istituti bancari, possono essere sequestrati documenti, titoli, valori ed ogni
altra cosa, quando si ha fondato motivo di ritenere la loro pertinenza al reato.
La normativa dei rapporti tra sequestro e segreto ricalca quella dettata a proposito dei rapporti tra
testimonianza e segreti, mentre una disciplina particolare stata dettata per lacquisizione di documenti
presso le sedi dei servizi dinformazione per la sicurezza , nel caso in cui dai responsabili dei relativi uffici
non venga eccepito il segreto di Stato. In tal caso si prevede che lautorit giudiziaria, dopo aver proceduto
allesame sul posto dei suddetti documenti, e dopo aver acquisito solo quelli indispensabili alle indagini,
possa rivolgersi al presidente del Consiglio ove ritenga che i documenti esibiti non siano quelli richiesti, o
siano incompleti. Qualora, invece, il responsabile dellufficio eccepisca il segreto di Stato, lesame e la
consegna dei documenti deve essere sospesa, affinch gli stessi siano trasmessi al presidente del Consiglio.
Questultimo potr poi autorizzare lacquisizione dei documenti ovvero confermare il segreto. Qualora il
presidente non si pronunci entro 30 gg. dalla trasmissione, lautorit giudiziaria potr procedere
allacquisizione. Allo stesso presidente dovr invece necessariamente rivolgersi lautorit giudiziaria quando
intende acquisire un documento originato da un organismo informativo estero e trasmesso con vincolo di
non divulgazione, essendo in tal caso prevista la sospensione dellesame e della consegna, nellattesa che il
presidente del Consiglio autorizzi lacquisizione del documento, ovvero opponga il segreto di Stato, entro
60 gg.
Lestinzione del vincolo imposto col sequestro e, quindi, la restituzione delle cose ad esso assoggettate,
dipendono dal venir meno delle esigenze probatorie che avevano determinato il provvedimento. In
particolare, quando non pi necessario mantenere il sequestro ai fini della prova, le cose devono essere
restituite a chi ne abbia il diritto, anche prima della sentenza. Tuttavia, il giudice pu disporre il
mantenimento del vincolo a titolo di sequestro conservativo o di sequestro preventivo, qualora sussistano i
presupposti cautelari richiesti per luna o per laltra misura.

15. LE INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI O DI COMUNICAZIONI
Lintercettazioni di conversazioni e di comunicazioni pu essere disposta dal PM solo a seguito di
autorizzazione da parte del gip, il quale vi provveder con decreto motivato quando, in presenza di gravi
indizi di reato, lintercettazione risulti assolutamente indispensabile per la prosecuzione delle indagini.
Tuttavia, nei casi durgenza, liniziativa di disporre lintercettazione pu essere assunta direttamente dal PM
con decreto motivato, da convalidarsi entro 48 ore ad opera del gip mediante un proprio decreto; nel caso
di mancata tempestiva convalida, lintercettazione non potr essere eseguita, ed i risultati eventualmente
gi ottenuti non potranno essere utilizzati.
Recentemente, le Sezioni unite della Corte di cassazione hanno escluso la necessit di estendere
allacquisizione dei tabulati telefonici le garanzie dettate in tema di intercettazioni telefoniche, in quanto in
quel caso ci si limita ad acquisire la documentazione del fatto storico consistente nelle conversazioni
intercorse tra determinati soggetti in determinate circostanze. I dati relativi a tale traffico devono essere
conservati dal fornitore del servizio per 24 mesi per finalit di accertamento e repressione dei reati,
mentre, per le medesime finalit, il termine di conservazione dei dati relativi al traffico telematico fissato

in 12 mesi, e soltanto in 30 gg. per i dati concernenti le chiamate senza risposta. Entro tali termini, tali
dati possono essere acquisiti dal PM, con decreto motivato, anche su istanza dei difensori delle parti
private. Tuttavia, anche il difensore dellimputato, in sede di indagini difensive, pu richiedere direttamente
al fornitore i dati relativi alle utenze intestate al proprio assistito.
Per quanto riguarda gli aspetti esecutivi delle intercettazioni, il decreto del PM deve innanzitutto stabilire le
modalit e la durata delle corrispondenti operazioni. A questultimo proposito, esse non possono durare
per oltre 15 gg. (prorogabili dal giudice, con decreto motivato, per periodi successivi di 15 gg.) e devono
essere eseguite personalmente dal PM o da un ufficiale di polizia giudiziaria.
Con riferimento alle indagini relative ai delitti di criminalit organizzata, di minaccia col telefono e di natura
terroristica, si stabilito che, quando lintercettazione risulti necessaria, essa possa venire autorizzata dal
giudice anche solo in presenza di sufficienti indizi di reato. Le operazioni cos autorizzate non possono di
regola superare i 40 gg. prorogabili, con decreto motivato, dal giudice (o, nei casi durgenza, direttamente
dal PM), per periodi successivi di 20 gg.
Tornando alla normativa ordinaria, il PM ha lobbligo di annotare in un apposito registro riservato, secondo
il loro ordine cronologico, tutti i decreti che abbiano disposto, autorizzato, convalidato ovvero prorogato le
intercettazioni, nonch i tempi di inizio e di conclusione delle operazioni. Inoltre, previsto che queste
ultime devono avvenire solamente attraverso degli impianti installati nella procura della Repubblica presso
il tribunale, anche se, in caso di insufficienza o di inidoneit dei medesimi, il PM pu autorizzare con
decreto motivato luso degli impianti pubblico servizio, ovvero di quelli in dotazione alla polizia giudiziaria,
qualora sussistano eccezionali ragioni durgenza. Nel caso invece di intercettazioni informatiche o
telematiche, pu essere autorizzato anche limpiego di impianti appartenenti a privati.
Le comunicazioni intercettate devono essere sempre registrate, e nel relativo verbale deve essere
trascritto, anche sommariamente, il loro contenuto. I verbali e le registrazioni devono quindi essere
immediatamente trasmesse al PM e poi depositate in segreteria entro 5 gg. dalla conclusione delle
operazioni. Dopo tale deposito, i difensori delle parti devono essere avvisati della facolt di esaminare gli
atti, nonch di prendere conoscenza delle registrazioni depositate, entro il termine fissato dal PM ed
eventualmente prorogato dal giudice. In tal modo, vengono poste le premesse per realizzare il
contraddittorio tra il PM e i difensori e per la selezione del materiale, un procedimento questultimo che
dovrebbe svolgersi entro (o subito dopo) la chiusura delle indagini preliminari, e nellambito di unapposita
udienza camerale.
Scaduto il termine riservato ai difensori per prendere conoscenza degli atti, il gip dispone, su richiesta di
parte, lacquisizione delle conversazioni e delle comunicazioni indicate dalle parti stesse, che non appaiano
manifestamente irrilevanti. Lo stesso giudice procede poi allo stralcio delle registrazioni e dei verbali
relativi alle intercettazioni di cui vietata lutilizzazione. A questo punto, il giudice provvede per la
trascrizione integrale delle registrazioni destinate ad essere acquisite, salva la facolt dei difensori di
estrarre copia delle trascrizioni e di trasporre le medesime registrazioni su nastro: le trascrizioni cos
ottenute sono inserite nel fascicolo del dibattimento.
I verbali e le registrazioni delle intercettazioni non acquisiti devono essere conservati integralmente presso
il PM fino al passaggio in giudicato della sentenza. Tuttavia, quando la relativa documentazione non
necessaria per il procedimento, gli interessati possono chiederne al giudice la distruzione, il quale provvede
in camera di consiglio.
Lutilizzazione delle intercettazioni in procedimenti diversi ammessa solo quando le medesime risultano
indispensabili per laccertamento di delitti per i quali obbligatorio larresto in flagranza.
Qualora lautorit giudiziaria, attraverso le intercettazioni, acquisisca comunicazioni di servizio di
appartenenti ai servizi di sicurezza, la relativa documentazione deve essere immediatamente secretata e
custodita in un luogo protetto. La medesima autorit giudiziaria deve quindi trasmettere al presidente del
Consiglio copia della documentazione di cui intende avvalersi, per accertarsi che la stessa non sia coperta
da segreto di Stato; qualora entro 60 gg. il presidente non oppone tale segreto, lautorit giudiziaria pu
acquisire la documentazione trasmessa, mentre, in caso contrario, le inibita lutilizzazione delle notizie
coperte da segreto.
I risultati delle intercettazioni eseguite contra legem non possono essere utilizzati. Quale fonte di
inutilizzazione deve poi anche ricomprendersi il principio della necessaria autorizzazione della Camera di
appartenenza per poter sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni. Il divieto di utilizzazione

viene poi esteso alle intercettazioni riguardanti fatti coperti da segreto professionale. Le registrazioni ed i
verbali inutilizzabili devono essere distrutti per ordine del giudice in ogni stato e grado del processo, salvo
che i medesimi costituiscano corpo del reato.
Un problema particolare sorge a proposito delle conversazioni o comunicazioni cui abbiano preso parte
membri del Parlamento, regolarmente intercettate nel corso di procedimenti riguardanti terze persone
(intercettazioni c.d. indirette). In tal caso:
a. Se il gip ritiene irrilevanti, ai fini del procedimento, i verbali e le registrazioni delle intercettazioni,
essi devono essere integralmente distrutti;
b. Se il gip, invece, li ritiene rilevanti, per poter utilizzarli deve richiedere lautorizzazione della
Camera di appartenenza del parlamentare, trasmettendo insieme con la richiesta copia integrale
dei verbali e elle registrazioni.
Nessun problema sorge qualora lautorizzazione venga concessa, ma lo stesso non pu dirsi qualora venga
invece negata, in quanto, in tal caso, la documentazione delle intercettazioni deve essere distrutta
immediatamente. Cos facendo risulteranno inutilizzabili anche le risultanze di intercettazioni indirette
recanti elementi probatori a carico o a favore di soggetti non aventi la qualifica parlamentare, o addirittura
costituenti esse stesse il corpo del reato.
Tuttavia, la Corte costituzionale intervenuta con una declaratoria di illegittimit di tale normativa nelle
parti relative alla sua applicabilit anche nei confronti di soggetti non aventi qualifica parlamentare

CAPITOLO 4 MISURE CAUTELARI




1. PREMESSA. IL SISTEMA DELLE MISURE CAUTELARI
Il libro IV del cpp risulta essere diviso in 2 titoli: uno riferito alle misure cautelari personali, laltro alle
misure cautelari reali. Non trovano invece collocazioni in questo libro la disciplina dellarresto in flagranza e
del fermo, e nemmeno la disciplina dellaccompagnamento coattivo, il quale disciplinato dal codice come
atto strumentale diretto a soddisfare determinate esigenze di indagine, e non come atto avente finalit
cautelari.

2. RISERVA DI LEGGE E RISERVA DI GIURISDIZIONE IN MATERIA DI MISURE CAUTELARI
PERSONALI
In base allart. 272, in cui sancito il principio di legalit, le libert della persona possono essere limitate
con misure cautelari solamente a norma delle disposizioni del titolo I, libro IV, del cpp.
La competenza a provvedere sullapplicazione, sulla revoca, e sulle vicende modificative delle misure
cautelari spetta sempre al giudice che procede, mentre al PM riconosciuto solo il potere di disporre il
fermo di indiziati.
Occorre inoltre ricordare che senza autorizzazione della Camera cui appartiene, nessun membro del
Parlamento pu essere arrestato o privato della libert personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in
esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero qualora venga colto nellatto di compiere un
delitto per il quale previsto larresto obbligatorio in flagranza. In queste ipotesi, lautorizzazione deve
essere richiesta alla Camera dappartenenza dallautorit giudiziaria che ha emesso il provvedimento.

3. I PRESUPPOSTI DEL FUMUS COMMISSI DELICTI E DEL PERICULUM LIBERTATIS
Presupposti per ladozione di una misura cautelare sono il fumus commissi delicti e il periculum libertatis.
Per quanto riguarda il primo, ai fini delladozione della misura occorre che a carico del destinatario
sussistano gravi indizi di colpevolezza, e allautorit competente imposto di compiere un seppur
sommario accertamento negativo circa la sussistenza di una delle cause di giustificazione o di non
punibilit, ovvero di estinzione del reato o della pena.
Ai fini della valutazione circa la sussistenza di tali gravi indizi, il giudice pu tener conto delle dichiarazioni
provenienti da persone che sono imputate per lo stesso reato, o in procedimento connesso, o per un reato
collegato, e purch le medesime dichiarazioni siano corredate da altri elementi probatori idonei a
confermarne lattendibilit.

Per quanto riguarda, invece, il periculum libertatis, lart. 274 predetermina le esigenze cautelari che,
concorrendo coi gravi indizi di colpevolezza, giustificano ladozione delle misure cautelari personali.

4. LE DIVERSE ESIGENZE CAUTELARI
Secondo lart. 274 lett. a, le misure cautelari sono anzitutto disposte quando sussistono specifiche ed
inderogabili esigenze attinenti alle indagini, esigenze il cui fine quello di fronteggiare il pericolo di
inquinamento delle prove. Tuttavia, le situazioni di pericolo per la genuinit della prova non possono essere
individuate nel rifiuto della persona sottoposta alle indagini o dellimputato di rendere dichiarazioni, n
nella mancata ammissione degli addebiti. Dunque, il diritto al silenzio non pu mai essere posto a
fondamento di una misura cautelare.
In base alla lett. b del medesimo articolo, tali misure possono inoltre essere adottate quando limputato si
dato alla fuga o sussiste concreto pericolo che si dia alla fuga, purch il giudice ritenga che possa essere
irrogata una pena superiore a 2 anni di reclusione.
Infine, la lett. c del suddetto articolo, dispone che le misure cautelari sono disposte quando, per le
specifiche modalit e circostanze del fatto e per la personalit dellimputato o della persona sottoposta alle
indagini, desunta dai suoi comportamenti o dai suoi precedenti penali, sussiste il concreto pericolo che
questi commetta gravi delitti con uso di armi o altri mezzi o diretti contro lordine costituzionale, ovvero
delitti di criminalit organizzata o della stessa specie di quello per cui si procede. In questultima ipotesi, le
misure di custodia cautelare sono disposte soltanto se si tratta di delitti per i quali prevista la reclusione
non inferiore nel massimo a 4 anni.
Da tutto ci consegue lillegittimit di ogni provvedimento dadozione, o di mantenimento, delle misure
cautelari finalizzato esclusivamente a conseguire la confessione dellimputato, anche se lavvenimento di
questultima pu essere valutato dal giudice come rilevante per escludere la sussistenza, o permanenza,
delle esigenze che giustificano lapplicazione di una misura cautelare.

5. I PRINCIPI DI ADEGUATEZZA E DI PROPORZIONALITA NELLA SCELTE DELLE MISURE
Una volta accertata la sussistenza di almeno una delle esigenze cautelari previste, nella scelta delle misure
da adottarsi nel caso concreto occorre rispettare due principi fondamentali:
a. In base al principio di adeguatezza il giudice, nella scelta della misura da adottare, deve tener
conto della specifica idoneit di ciascuna, rapportandola alla natura e al grado delle esigenze
cautelari da soddisfare nel caso concreto. Quindi, dovr essere scelta la misura meno gravosa per
limputato;
b. Infine, in base la principio di proporzionalit, ogni misura deve essere proporzionata allentit del
fatto e alla sanzione che stata o pu essere irrogata. inoltre vietato al giudice di disporre la
custodia cautelare quando ritiene che con la sentenza pu essere concessa la sospensione
condizionale della pena.
Tornando al principio di adeguatezza, occorre sottolineare lintroduzione di alcune modifiche riguardanti i
criteri di scelta delle misure cautelari da disporre contestualmente ad una sentenza di condanna:
a. Innanzitutto, contestualmente ad una sentenza di condanna, lesame delle esigenze cautelari deve
essere condotto tenendo anche conto dellesito del procedimento, delle modalit del fatto e degli
elementi sopravvenuti, dai quali possa emergere che, a seguito della sentenza, risulta taluna delle
esigenze indicate nellart. 274.1 lett. b e c;
b. Qualora la condanna pronunciata in appello, le misure cautelari personali devono essere sempre
disposte, contestualmente alla sentenza, quando vi sono esigenze cautelari previste dallart. 274 e
la condanna riguarda un delitto non colposo, consumato o tentato, per il quale previsto
lergastolo o la reclusione per un minimo di 5 e un massimo di 20 anni, commesso da soggetto
condannato nei 5 anni precedenti per delitti della stessa indole. Ci, quindi, comporta una deroga
alla regola generale per cui il giudice procedente applica le misure cautelari su richiesta del PM.
Per quanto riguarda la custodia cautelare in carcere, essa pu essere disposta solo quando ogni altra
misura risulti inadeguata; tuttavia, questa regola subisce una cospicua eccezione, per cui previsto che,
quando vi sono gravi indizi di colpevolezza riguardo un delitto di stampo mafioso, deve essere sempre
disposta la custodia carceraria, a meno che non vengano acquisiti elementi dai quali risulti che non
sussistono esigenze cautelari.


6. ALTRE APPLICAZIONI DEL PRINCIPIO DI ADEGUATEZZA
Qualora siano imputati una donna incinta, o una madre di prole di et inferiore ai 3 anni convivente con la
stessa, ovvero un padre qualora la madre sia deceduta o impossibilitata a dare assistenza alla prole, o una
persona di et superiore ai 70 anni, di regola deve applicata una misura diversa dalla custodia in carcere,
salvo il caso in cui sussistano esigenze cautelari di eccezionale rilevanza.
Qualora invece si tratti di imputati tossicodipendenti o alcool dipendenti sottoposti a programma
terapeutico di recupero e ricorrano i presupposti per la custodia in carcere, nei loro confronti deve essere
disposta la misura degli arresti domiciliari, quando linterruzione del programma in atto potrebbe
pregiudicare il loro recupero. La stessa disciplina si applica anche nei confronti dellimputato
tossicodipendente o alcool dipendente,gi assoggettato a custodia cautelare, che intende sottoporsi ad un
programma terapeutico di recupero. Tuttavia, quando sussistono particolari esigenze cautelari,
lapplicazione degli arresti domiciliari subordinata allindividuazione di una struttura residenziale per lo
svolgimento del programma di recupero.
Infine, un divieto di custodia cautelare stabilito nei confronti degli imputati affetti da AIDS conclamata o
da grave deficienza immunitaria, ovvero da malattia particolarmente grave, a causa della quale le loro
condizioni di salute sono incompatibili con lo stato di detenzione, o comunque tali da non consentire
adeguate cure in caso di detenzione carceraria.
Anche in queste ipotesi, se sussistono esigenze cautelari di eccezionale rilevanza, dovr tuttavia farsi luogo
a custodia cautelare presso idonee strutture sanitarie penitenziarie, senza che per ci comporti un grave
pregiudizio per la salute dellimputato o degli altri detenuti, nel qual caso dovranno essere disposti gli
arresti domiciliari presso un luogo di cura o di assistenza.
Qualora tali situazioni riguardino un imputato per un reato non colposo per il quale prevista la pena
dellergastolo o della reclusione per un minimo di 5 e un massimo di 20 anni, egli deve essere condotto in
un istituto dotato di un reparto attrezzato per la cura e lassistenza necessarie, mentre la custodia
carceraria in ogni caso esclusa quando la malattia da cui affetto limputato si trova in una fase cos
avanzata da non rispondere pi ai trattamenti ed alle terapie.
Nel caso di inosservanza delle suddette prescrizioni, il giudice, dietro richiesta del PM e senza previo
contraddittorio, pu ordinare la sostituzione della misura gi disposta, ovvero il suo cumulo con altra pi
grave. Tuttavia, daranno luogo al cumulo o alla sostituzione solo le trasgressione che siano tali da far
ritenere non pi sufficiente loriginaria misura a fronteggiare la mutata situazione cautelare. Quindi, ove la
trasgressione riguardi le prescrizioni relative ad una misura interdittiva, il giudice potr disporre la
sostituzione o il cumulo anche con una misura coercitiva.
Qualora, inoltre, nel caso degli arresti domiciliari, la trasgressione consista nellallontanamento dalla
propria abitazione, il giudice deve disporre la revoca della misura domiciliare e la sua sostituzione con la
custodia carceraria.

7. LA SALVAGUARDIA DEI DIRITTI DELLA PERSOINA SOTTOPOSTA A MISURA CAUTELARE
Le modalit esecutive delle misure cautelari devono salvaguardare i diritti della persona ad esse
sottoposta, purch lesercizio di tali diritti non sia incompatibile con le esigenze cautelari del caso concreto.
Inoltre la persona sottoposta a custodia carceraria non pu subire limitazioni della libert, prima del
trasferimento in istituto, se non per il tempo e con le modalit strettamente necessarie alla sua traduzione.

8. I CRITERI DI DETERMINAZIONE DELLA PENA AI FINI DELLAPPLICAZIONE DELLE
MISURE
Per la determinazione della pena agli effetti dellapplicazione delle misure cautelari personali, deve aversi
riguardo alla pena stabilita dalla legge per ciascun reato consumato o tentato, senza tener conto n della
continuazione, n della recidiva, n delle circostanze del reato.
Tuttavia, quando si tratta di delitti concernenti sostanze stupefacenti, si deve sempre tener conto della
diminuzione della pena stabilita per i casi di lieve entit.

9. MISURE COERCITIVE E MISURE INTERDITTIVE

Sia le misure di coercizione personale che le misure interdittive possono applicarsi soltanto quando si
procede per delitti per i quali la legge stabilisce la pena dellergastolo o della reclusione superiore nel
massimo a 3 anni (art. 280).
Tale regola, tuttavia, non priva di eccezioni. Infatti:
a. Per quanto riguarda le misure coercitive, previsto che la custodia cautelare in carcere pu essere
applicata solo quando si procede per delitti, consumati o tentati, per i quali prevista la pena della
reclusione non inferiore nel massimo a 4 anni. Tale limite per non opera nei confronti di chi ha
trasgredito le prescrizioni inerenti ad una misura cautelare, per cui nei confronti di tali imputati la
misura carceraria potr essere applicata.
b. Per quanto riguarda la c.d. conversione dellarresto in flagranza o del fermo in una misura
coercitiva, essa pu aver luogo anche al di fuori dei limiti di pena previsti dagli artt. 274. 1 lett. c e
280, quando larresto stato eseguito per i delitti di peculato, corruzione, violenza o minaccia a
pubblico ufficiale, commercio e somministrazione di medicinali guasti, corruzione di minorenni,
lesione personale, furto, danneggiamento, ecc; ovvero per uno dei delitti per i quali consentito
anche fuori dei casi di flagranza, dunque, anche con riferimento a determinati delitti punibili con la
reclusione non inferiore nel massimo a 3 anni.

10. LA TIPOLOGIA DELLE MISURE COERCITIVE ED IL PRINCIPIO DI GRADUALITA
In base al principio di gradualit, le misure coercitive sono ordinate in base alla loro progressiva afflittivit,
a cominciare da misure di contenuto meramente obbligatorio, per finire alle vere e proprie misure
detentive. In questa gerarchia si collocano le misure del divieto di espatrio, dellobbligo di presentazione
periodica agli uffici di polizia giudiziaria e dellallontanamento dalla casa familiare. A queste si aggiungono
poi il divieto e lobbligo di dimora.
Per quanto riguarda lobbligo di dimora, il giudice pu imporre allimputato, oltre alla prescrizione di non
allontanarsi senza autorizzazione dal territorio del comune di dimora abituale, o di un comune vicino, anche
quella di non allontanarsi dallabitazione in alcune ore del giorno, senza pregiudizio per le normali esigenze
di lavoro. Tale prescrizione risulta essere analoga agli arresti domiciliari, in base ai quali limputato non pu
allontanarsi dalla propria abitazione, o dagli altri luoghi consentiti, se non dietro autorizzazione del giudice
e al fine di provvedere ad indispensabili esigenze di vita, ovvero per lavorare nel caso di assoluta indigenza.
Gli arresti domiciliari non possono essere concessi agli imputati gi condannati per il reato di evasione nei 5
anni precedenti al fatto per cui si procede. Inoltre, il giudice, nel disporre tale misura, pu prescrivere
ladozione di particolari procedure di controllo da attuarsi mediante il c.d. braccialetto elettronico;
tuttavia, col medesimo provvedimento pu anche disporre la misura carceraria allorch limputato neghi il
proprio consenso a sottoporsi a tali mezzi elettronici.

11. LE FORME DELLA CUSTODIA CAUTELARE
Con la custodia in carcere, il giudice dispone che limputato sia catturato e immediatamente condotto in
carcere per rimanervi a disposizione dellautorit giudiziaria. Tuttavia, essa deve essere considerata come
lultima risorsa a disposizione del giudice, cio come una sorta di estrema ratio.
Qualora si tratti di imputato in stato di infermit mentale tale da incidere sulla sua capacit di intendere e
di volere, il giudice, in luogo della custodia carceraria, pu disporne la custodia cautelare mediante ricovero
provvisorio in idonea struttura del servizio psichiatrico ospedaliero, adottando ogni accorgimento
necessario per prevenirne il pericolo di fuga.
Anche per quanto riguarda gli imputati che versano in gravi condizioni di salute, il giudice pu disporne il
ricovero provvisorio in adeguata struttura del servizio sanitario nazionale per il tempo necessario,
adottando nel contempo i provvedimenti idonei a evitare il pericolo di fuga. Dopo di che, una volta cessate
le esigenze del ricovero, il giudice o ripristiner la custodia carceraria, o disporr gli arresti domiciliari, o
pronuncer il provvedimento di revoca o sostituzione delle misure.
Infine, va ricordato il principio della computabilit per una sola volta della durata delle misure di custodia
cautelare ai fini della determinazione della pena da eseguire. Lo stesso principio poi esteso anche
allipotesi di custodia cautelare subita allestero a seguito di una domanda di estradizione, ovvero nel caso
di rinnovamento del giudizio.

12. LA TIPOLOGIA DELLE MISURE INTERDITTIVE


Per quanto attiene alle misure interdittive, vengono disciplinate, in particolare, la sospensione
dallesercizio della potest dei genitori; la sospensione dallesercizio di un pubblico ufficio o servizio,
peraltro non applicabile agli uffici elettivi ricoperti per diretta investitura popolare; il divieto temporaneo di
esercitare determinate attivit professionali o imprenditoriali, ovvero determinati uffici direttivi delle
persone giuridiche o delle imprese.
Riguardo ai criteri di scelta delle misure interdittive, per le quali valgono i principi di adeguatezza e di
proporzionalit, va ricordata la possibilit per il giudice di applicare anche solo parzialmente la misura
prescelta.
Ogni ordinanza applicativa di una misura interdittiva deve essere trasmessa in copia allorgano competente
a disporre linterdizione in via ordinaria.

13. I PROFILI FORMALI DEI PROVVEDIMENTI CAUTELARI
La competenza a disporre misure cautelari personali spetta al giudice su richiesta del PM (uniniziative
dufficio del giudice prevista solo in materia di revoca o di sostituzione di misure gi applicate). In
particolare, il PM deve fornire al giudice non solo gli elementi su cui la richiesta di fonda, ma anche tutti gli
altri elementi a favore dellimputato, nonch le eventuali deduzioni e memorie difensive gi depositate.
Qualora il giudice destinatario della richiesta riconosca la propria incompetenza, ma accerti lurgenza di
provvedere sotto il profilo cautelare, egli stesso deve disporre la misura richiesta con lo stesso
provvedimento declinatorio di competenza, salva la caducazione della misura applicata qualora, entro 20
gg. dalla trasmissione degli atti al giudice competente, questi non la conferma con proprio autonomo
provvedimento.
Tuttavia, la richiesta formulata dal PM non vincolante per quanto riguarda la tipologia della misura
oggetto della stessa, in quanto il giudice pu disporre anche una misura meno grave e non, invece, una
misura pi grave.
Infine, il PM, nellinteresse della persona offesa, pu chiedere al giudice lapplicazione di una misura
patrimoniale provvisoria.
Sulla richiesta del PM il giudice provvede con ordinanza, che deve contenere, a pena di nullit rilevabile
anche dufficio:
a. Le generalit dellimputato;
b. La descrizione sommaria del fatto con lindicazione delle norme di legge che si assumono violate;
c. Lesposizione delle specifiche esigenze cautelari e degli indizi che giustificano la misura disposta,
con lindicazione degli elementi di fatto da cui sono desunti e dei motivi per i quali essi assumono
rilevanza, tenuto conto anche del tempo trascorso dalla commissione del reato;
d. Lesposizione dei motivi per i quali sono stati ritenuti non rilevanti gli elementi forniti dalla difesa,
nonch, in caso di applicazione della misura carceraria, lesposizione delle regioni per le quali le
esigenze cautelari non possono essere soddisfatte con altre misure;
e. La fissazione della data di scadenza della misura, quando la stessa stata disposta al fine di
garantire lacquisizione o la genuinit della prova;
f. La data e la sottoscrizione del giudice.
Tali requisiti sono stabiliti a pena di nullit rilevabile anche dufficio.

14. GLI ADEMPIMENTI ESECUTIVI E LE GARANZIE DIFENSIVE
Le ordinanze, una volta notificate o eseguite, vanno depositate in cancelleria insieme alla richiesta del PM
con gli atti presentati da questultimo, e del deposito viene dato avviso al difensore. Questultimo pu non
solo prendere visione, ma anche estrarre copia sia dellordinanza applicativa della custodia cautelare, sia
della richiesta del PM con gli atti presentati a corredo della medesima.
Mentre le ordinanze applicative della custodia cautelare sono eseguite con la consegna allimputato di
copia del provvedimento e col suo immediato trasferimento in un istituto di custodia, quelle applicative
delle misure cautelari non custodiali sono solo notificate allimputato secondo i modi ordinari. In
particolare, in merito alle ordinanze relative alla custodia cautelare, previsto che lorgano di polizia
incaricato dellesecuzione avverta limputato della possibilit di nominare un difensore di fiducia che verr
immediatamente informato. Qualora, invece, il destinatario della misura non venga rintracciato, si prevede

la redazione del verbale di vane ricerche da parte del competente organo di polizia, e la successiva
dichiarazione di latitanza dellimputato ad opera del giudice che abbia ritenuto tali ricerche esaurienti.
In merito alla disciplina della latitanza, intesa come la volontaria sottrazione non solo ad un ordine di
carcerazione ovvero ad una misura di custodia cautelare, ma anche agli arresti domiciliari, allobbligo di
dimora ed al divieto di espatrio, occorre ricordare la regola volta a circoscrivere loperativit dei suoi effetti
al solo procedimento penale nel quale essa stata dichiarata.
Inoltre, il giudice o il PM possono autorizzare luso dellintercettazione telefonica allo scopo di agevolare le
ricerche del latitante, che dovr essere disposta secondo i suoi normali termini di durata (salva la possibilit
di proroghe finch lintercettazione sia ritenuta necessaria per le ricerche del latitante).
anche prevista la possibilit di procedere alla perquisizione locale di interi edifici o di blocchi di edifici,
ove vi sia fondato motivo di ritenere che si siano rifugiati dei latitanti in relazione ad un delitto di mafia,
ovvero con finalit di terrorismo, salvo in ogni caso il successivo intervento di controllo da parte
dellautorit giudiziaria, che dovr essere informata al pi tardi entro 12 ore dalloperazione.
Lautorit giudiziaria pu, con decreto motivato, ritardare lemissione, o disporre che sia ritardata
lesecuzione, di provvedimenti di cattura (nonch di arresto o di sequestro)quando ci sia necessario per
acquisire rilevanti elementi probatori, ovvero per lindividuazione o la cattura dei responsabili dei delitti
riguardanti sostanze stupefacenti, sequestro di persona a scopo di estorsione, terrorismo o criminalit
organizzata.
Durante la traduzione delle persone in stato detentivo deve essere adottata ogni cautela per proteggerle
dalla curiosit del pubblico e da ogni specie di pubblicit; inoltre, al fine di tutelare la dignit personale di
tali soggetti, luso delle manette obbligatorio solo quando lo richiedono la pericolosit del soggetto, o il
pericolo di fuga, o circostanze di ambiente che rendono difficile la traduzione.

15. LINTERROGATORIO DELLA PERSONA IN STATO DI CUSTODIA
Linterrogatorio dellindiziato possibile fino alla dichiarazione di apertura del dibattimento ed
effettuato dallo stesso giudice che ha deciso sullapplicazione della misura cautelare (salva per il medesimo,
nel caso di interrogatorio da compiersi in altre circoscrizioni, la facolt di richiederne lassunzione al giudice
del luogo). Tale atto deve svolgersi secondo le regole generali previste (artt. 64 e 65), e deve essere
documentato integralmente mediante appositi strumenti di riproduzione fonografica o audiovisiva, a pena
di inutilizzabilit probatoria dei risultati dellatto.
Linterrogatorio deve essere effettuato immediatamente e comunque non oltre 5 gg. dallinizio
dellesecuzione della custodia, a meno che lindiziato stesso sia assolutamente impedito (nel qual caso il
giudice dovr darne atto con decreto motivato, ed il termine decorrer di nuovo dalla notizia della
cessazione dellimpedimento).
Inoltre, di tale atto occorre dare tempestivo avviso al difensore con possibilit dintervento anche del PM.
Durante linterrogatorio, il giudice deve valutare se permangono le condizioni di applicabilit e le esigenze
cautelari richieste per lassoggettamento a custodia, alla luce degli elementi che gli vengono forniti
dallindiziato. In base ai risultati di tale controllo, il giudice provveder quindi alla revoca o alla sostituzione
della misura disposta.
La custodia cautelare perde immediatamente efficacia ogniqualvolta il giudice non procede
allinterrogatorio entro il termine previsto, e la stesso previsto con riguardo alle altre misure coercitive o
interdittive con riguardo al termine di 10 gg. previsto in questi casi per effettuare linterrogatorio.
Una volta avvenuta la liberazione dellindiziato, lo stesso potr di nuovo essere sottoposto a custodia
cautelare, su richiesta del PM, semprech ne ricorrano i presupposti, ma solo dopo che sia stato
interrogato in stato di libert. Inoltre, la custodia pu comunque essere ripristinata quando lindiziato
stesso, dopo essere stato posto in libert, si sia sottratto allinterrogatorio senza addurre alcun giustificato
motivo.
Linterrogatorio della persona in stato di custodia da parte del PM non pu precedere linterrogatorio del
giudice; tuttavia, al fine di compensare questo divieto di anticipazione, previsto che, qualora il PM ne
faccia istanza nel presentare la richiesta di custodia, il giudice tenuto ad effettuare linterrogatorio entro
48 ore dallinizio della custodia.

16. IL COMPUTO DEI TERMINI DI DURATA DELLE MISURE

Gli effetti della custodia cautelare decorrono dal momento della cattura, dellarresto o del fermo, mentre
gli effetti delle altre misure decorrono dal momento della notifica della relativa ordinanza.
Lart. 297 disciplina lipotesi della pluralit di provvedimenti applicativi della medesima misura a carico del
medesimo imputato. Quando tali provvedimenti riguardano lo stesso fatto, i termini decorrono dal giorno
in cui stato eseguito o notificato il primo provvedimento, ma sono commisurati in rapporto
allimputazione pi grave tra quelle contestate con le diverse ordinanze.
Tale regola stata poi estesa anche allipotesi in cui le suddette ordinanze facciano riferimento a fatti
diversi, purch ricorrano 2 condizioni:
a. Tra tali fatti vi deve essere un rapporto di connessione;
b. Essi devono essere stati commessi anteriormente allemissione della prima ordinanza.
Secondo la Corte costituzionale, la suddetta regola di retrodatazione del termine deve applicarsi anche
nellipotesi di misure cautelari relative a fatti diversi non connessi, semprech tuttavia gli elementi posti a
base della successiva ordinanza risultassero gi desumibili dagli atti al momento dellemissione della
precedente ordinanza.
Quanto allipotesi del cumulo tra un provvedimento cautelare ed uno di custodia per altro reato, ovvero di
detenzione o di internamento a titolo definitivo, gli effetti della misura cautelare decorrono dal giorno della
notifica della relativa ordinanza, ove si tratti di misura compatibile con lo stato di detenzione o di
internamento, mentre nel caso contrario decorrono dalla cessazione di tale stato. Inoltre, agli effetti del
computo dei termini massimi, la custodia cautelare si considera compatibile con lo stato di detenzione per
esecuzione di pena o di internamento per misura di sicurezza, e lo stesso deve ritenersi nellipotesi di
cumulo tra una misura cautelare detentiva ed un provvedimento di custodia gi in atto a carico della
medesima persona per un diverso fatto di reato.
Infine, lesecuzione di un ordine di carcerazione nei confronti di un imputato sottoposto ad una misura
cautelare personale per un diverso reato determina la sospensione dellesecuzione di questultima, a meno
che gli effetti di tale misura risultino compatibili con lespiazione della pena.

17. I PROVVEDIMENTI DI REVOCA E DI SOSTITUZIONE
La revoca una fattispecie estintiva delle misure cautelari personali che opera tutte le volte in cui risultano
carenti le condizioni di applicabilit elle stesse ovvero le esigenze cautelari; lo stesso vale nel caso in cui le
esigenze cautelari si sono attenuate tanto da far ritenere eccessivamente vessatoria la misura applicata,
ovvero non pi proporzionata allentit del fatto o della sanzione irrogabile.
In questi casi il giudice deve sostituire la misura originaria con unaltra meno grave, ovvero disporne
lapplicazione con modalit meno gravose. E, quando si tratti della sostituzione della custodia in carcere
con gli arresti domiciliari, possibile autorizzare limputato a raggiungere con i propri mezzi il luogo
dellarresto, semprech non risulti necessario disporne laccompagnamento per salvaguardare comprovate
esigenze processuali o di sicurezza.
Durante le indagini preliminari, il giudice deve provvedere in ordine alla revoca e alla sostituzione delle
misure , di regola, solo dietro richiesta del PM o dellimputato, ed entro 5 gg. dal deposito di tale richiesta.
Uniniziativa ex officio invece riconosciuta al giudice in sede di udienza preliminare e in giudizio. Tuttavia,
anche nel corso delle indagini preliminari si ammette che il giudice possa assumere tale iniziativa dufficio
quando assuma linterrogatorio dellindiziato in stato di custodia cautelare, o quando sia richiesto nella
proroga del termine per le indagini preliminari, ovvero quando proceda allassunzione di un incidente
probatorio.
Prima di provvedere sulla revoca o sulla sostituzione, il giudice deve sempre sentire il PM, il quale dovr
esprimere il proprio parere nei 2 gg. successivi, in caso contrario il giudice potr senzaltro procedere alla
decisione. La stessa regola vale per lipotesi in cui la regola o la sostituzione richiesta dallimputato dopo
la chiusura delle indagini preliminari.
In questi casi, il giudice, dopo aver valutato gli elementi addotti a fondamento della richiesta di revoca o di
sostituzione, prima di provvedere pu sempre procede allinterrogatorio della persona sottoposta alla
misura; tale interrogatorio invece obbligatorio, ove limputato lo abbia richiesto, quando listanza di
revoca o di sostituzione basata su elementi nuovi o diversi rispetto a quelli gi valutati.

Qualora, invece, le esigenze cautelari si siano accresciute, il giudice, su richiesta del PM, deve sempre, ove
sussistano i presupposti, sostituire la misura originaria con unaltra pi rigida, ovvero disporne
lapplicazione con modalit pi gravose.
Il giudice, quando si trova nellimpossibilit di decidere allo stato degli atti sulla richiesta di una parte, pu,
in ogni stato e grado del procedimento, disporre anche dufficio i necessari accertamenti sulle condizioni di
salute o sulle qualit personali dellimputato. Tali accertamenti devono svolgersi con la massima celerit
possibile e al pi tardi entro 15 gg. dal deposito della richiesta.
Nel caso in cui la richiesta di revoca o di sostituzione della misura carceraria sia fondata sulle condizioni di
salute particolarmente gravi dellimputato, e qualora il giudice non ritenga di accogliere la richiesta sulla
base degli atti disponibili, devono disporsi gli accertamenti medici del caso attraverso la nomina di un
perito ad hoc, il quale dovr tener conto del parere del medico penitenziario e riferire al giudice antro 5 gg.,
ovvero, nel caso di rilevata urgenza, entro 2 gg. dallaccertamento. Qualora poi le esigenze diagnostiche
non possano essere soddisfatte nellambito penitenziario, il giudice potr disporre il ricovero provvisorio
dellimputato in unidonea struttura del servizio sanitario nazionale, adottando se del caso adeguate
cautele.
Infine, durante il periodo compreso tra il provvedimento che dispone gli accertamenti e la scadenza del
termine per il loro espletamento, il termine di 5 gg. sancito per la pronuncia del giudice sospeso.

18. PARTICOLARI FATTISPECIE DI ESTINZIONE AUTOMATICA DELLE MISURE
A parte lipotesi di estinzione della custodia cautelare a causa dellomesso interrogatorio dellindiziato
entro il termine previsto, viene stabilita anzitutto limmediata perdita di efficacia delle misure applicate
con riferimento ad un certo fatto quando, per lo stesso fatto e nei confronti della stessa persona, viene
disposta larchiviazione, ovvero viene pronunciata una sentenza di non luogo a procedere o di
proscioglimento. In questo caso, limputato detenuto deve essere immediatamente posto in libert subito
dopo la lettura del dispositivo, e per il disbrigo delle formalit, lo stesso deve essere riaccompagnato in
carcere separatamente dai detenuti e senza uso di mezzi di coercizione.
Laddove, invece, la sentenza sia di condanna, le misure gi in atto perdono efficacia ogniqualvolta la pena
irrogata viene dichiarata estinta o condizionalmente sospesa; e analogamente, la custodia cautelare perde
efficacia quando la durata della custodia presofferta uguale o superiore allentit della pena irrogata.
In tutte queste ipotesi, lestinzione opera di diritto, sicch il giudice non pu fare altro che adottare con
ordinanza i provvedimenti necessari per far cessare lesecuzione delle misure estinte; quando poi la
cessazione consegue ad una pronuncia della cassazione, la cancelleria ne comunica immediatamente il
dispositivo al procuratore generale presso la Corte medesima perch dia i provvedimenti occorrenti.
Riguardo alla situazione dellimputato destinatario prima di una sentenza di proscioglimento, o di non luogo
a procedere, e successivamente condannato per il medesimo fatto, nei suoi confronti possono essere
adottate uno o pi misure coercitive soltanto quando vi pericolo di fuga essendo stata irrogata una pena
superiore a 2 anni di reclusione, ovvero pericolo di commissione dei gravi delitti indicati nellart. 274.1 lett.
b.
In base allart. 301, le misure applicate per esigenze cautelari di natura probatoria perdono efficacia
quando alla scadenza del termine fissato non ne viene ordinata la rinnovazione; in particolare, la
rinnovazione pu essere disposta dal giudice con ordinanza (su richiesta del PM e solo dopo aver
obbligatoriamente sentito il difensore della persona destinataria della misura) anche per pi di una volta,
purch entro i termini massimi di durata previsti per le corrispondenti misure.
La custodia carceraria motivata da esigenze probatorie non pu avere una durata superiore a 30 gg., salvo
si proceda per delitti di terrorismo, strage, mafia, ecc.. (art. 407.2 lett. a), ovvero salva la presenza di
situazioni investigative complesse. Tuttavia, tale termine pu essere prorogato ad opera del giudice, su
richiesta del PM e previo interrogatorio dellimputato, sulla base di unordinanza che dovr valutare le
ragioni che hanno impedito il compimento delle indagini per le cui esigenze la misura era stata disposta.
Attraverso tale procedura, il termine inizialmente fissato potr essere prorogato per non pi di 2 volte e,
comunque, entro il limite complessivo di 90 gg. Nulla esclude, per, che, alla scadenza di questo termine, il
PM possa chiedere, ed il giudice disporre, la rinnovazione della custodia carceraria sempre per esigenze
probatorie.

19. I TERMINI DI DURATA MASSIMA DELLA CUSTODIA CAUTELARE


Tra le varie figure di estinzione automatica delle misure cautelari personali assumono un particolare risalto
quelle collegate alla disciplina dei termini di durata massima delle misure medesime.
Cominciando dalla custodia cautelare, stata prevista una serie di termini massimi di durata della stessa in
relazione ad diversi stati o gradi del procedimento, e con riferimento a ciascuna di tali fasi i suddetti termini
intermedi sono stati quantitativamente differenziati o in funzione della gravit dellimputazione, o in
funzione della pena applicata in concreto, quando gi vi sia stata sentenza di condanna.
Cominciando dalla fase preliminare, la custodia perde efficacia allorch, dallinizio della sua esecuzione, e
senza che sia stato emesso il decreto che dispone il giudizio o lordinanza di giudizio abbreviato, siano
decorsi i seguenti termini:
a. 3 mesi, quando di procede per un delitto per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione non
superiore nel massimo a 6 anni;
b. 6 mesi, quando si procede per un delitto per il quale stabilita la pena della reclusione superiore
nel massimo a 6 anni;
c. Un anno, quando si procede per un delitto per il quale stabilita la pena dellergastolo o della
reclusione non inferiore nel massimo a 20 anni, oppure per uno dei delitti indicati nellart. 407.2
lett. a (semprech per questi ultimi sia prevista la pena della reclusione superiore nel massimo a 6
anni).
Per quanto riguarda la fase del giudizio di primo grado, secondo il rito ordinario, la custodia perde efficacia
quando dal provvedimento che dispone il giudizio (o dalla sopravvenuta esecuzione della custodia stessa), e
senza che sia stata pronunciata sentenza di condanna di primo grado, la sua durata ha superato il termine
di:
a. 6 mesi, quando si procede per un delitto per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione non
superiore nel massimo a 6 anni;
b. Un anno, quando si procede per un delitto per il quale prevista la pena della reclusione non
superiore nel massimo a 20 anni;
c. Un anno e 6 mesi, quando si procede per un delitto per il quale prevista la pena dellergastolo o
della reclusione superiore nel massimo a 20 anni.
Occorre poi aggiungere che, qualora si procede per uno dei delitti ex art. 407.2 lett. a, tali termini sono
aumentati fino a 6 mesi, e tale termine deve essere imputato al termine previsto per la fase precedente
(ove non completamente utilizzato), ovvero ai termini previsti per le fasi successive alla sentenza di
condanna in appello, che saranno perci corrispondentemente ridotti.
Infine, per quanto riguarda la fase del giudizio abbreviato, la custodia perde efficacia allorch
dallordinanza con cui stato disposto tale giudizio, e senza che sia stata pronunciata sentenza di
condanna, la sua durata ha superato il termine di:
a. 3 mesi, quando si procede per un delitto per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione non
superiore nel massimo a 6 anni;
b. 6 mesi, quando si procede per un delitto per il quale stabilita la pena della reclusione non
superiore nel massimo a 20 anni;
c. 9 mesi, quando si procede per un delitto per il quale stabilita la pena dellergastolo o della
reclusione superiore nel massimo a 20 anni.
Riguardo alle altre fasi del giudizio, la definizione dei termini massimi intermedi stata operata facendo
riferimento alla pena concretamente irrogata in sede di condanna. Cos, per quando riguarda la fase del
giudizio di secondo grado, la custodia cautelare perde efficacia quando dalla pronuncia della sentenza di
condanna di secondo grado (o dalla sopravvenuta esecuzione della custodia stessa), e senza che sia sta
pronunciata sentenza di condanna in appello, decorso il termine di:
a. 9 mesi, se vi stata condanna alla pena della reclusione non superiore a 3 anni;
b. Un anno, se vi stata condanna alla pena della reclusione non superiore a 10 anni;
c. Un anno e 6 mesi se vi stata condanna alla pena dellergastolo o della reclusione superiore a 10
anni.
Nel caso di condanna per pi reati, per individuare i termini di fase inerenti alla durata della custodia
cautelare, bisogna poi far riferimento alla pena complessiva inflitta per tutti i reati per i quali in corso la
misura custodiale.

La stessa disciplina si applica, inoltre, nelle fasi di giudizio successive alla pronuncia della sentenza di
condanna in appello, e finch la condanna non sia diventata irrevocabile. Tuttavia, quando vi sia gi stata
condanna anche in primo grado (per lo stesso fatto storico), ovvero quando limpugnazione sia stata
proposta solo dal PM, non bisogna pi far riferimento ai termini intermedi di fase, ma bisogna applicare i
termini di durata complessiva della custodia.
Nel caso di regresso del procedimento ad una diversa fase, o di rinvio dinanzi ad un diverso giudice, a
partire dalla data del correlativo provvedimento (ovvero dalla sopravvenuta esecuzione della custodia),
riprendono a decorrere ex novo i termini stabiliti con riguardo a ciascun stato e grado del procedimento.
Un termine massimo di durata complessiva della custodia stato individuato a 3 livelli, a seconda della
gravit dellimputazione:
a. 2 anni, quando si procede per un delitto per il quale stabilita la pena della reclusione non
superiore nel massimo a 6 anni;
b. 4 anni, quando si procede per un delitto per il quale stabilita la pena della reclusione non
superiore nel massimo a 20 anni;
c. 6 anni, quando si procede per un delitto per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione
superiore nel massimo a 20 anni ovvero lergastolo.
Tali limiti, di regola, non possono essere superati.

20. PROROGA E SOSPENSIONE DEI TERMINI MASSIMI DI CUSTODIA
Riguardo alla proroga, a prescindere dallipotesi connessa al compimento di una perizia psichiatrica, essa
opera solo nella fase delle indagini preliminari. Infatti, previsto che, dietro richiesta del PM, i termini di
custodia prossimi a scadere in tale fase possono essere prorogati solo in presenza di gravi esigenze
cautelari, le quali, rapportate ad accertamenti particolarmente complessi, ovvero a nuove indagini,
rendono indispensabile la prosecuzione della custodia.
Nel caso di proroga legata allesigenza di nuove indagini, la competenza a provvedere sulla richiesta (con
ordinanza appellabile) spetta al gip, il quale, dopo aver sentito il PM e il difensore della parte nellambito di
un contraddittorio semplificato ma effettivo, ove ne ricorrano i presupposti, potr concedere una proroga,
ed anche rinnovarla una sola volta, fino al limite rappresentato dalla met dei termini massimi di custodia
previsti per la fase delle indagini preliminari.
Alcuni problemi sorgono in rapporto alla disciplina della sospensione dei termini di durata della custodia
cautelare, la quale pu comportare, in alcuni casi, anche il supermento dei termini fissati per la durata
complessiva della custodia cautelare.
Lart. 304.1, dopo aver stabilito la competenza del giudice a provvedere, anche dufficio, con ordinanza
appellabile, ha individuato le fattispecie di sospensione facendo riferimento ad una serie di situazioni tutte
relative alla fase del giudizio, cio con riguardo:
a. Alle ipotesi di sospensione o di rinvio del dibattimento per impedimento dellimputato o del suo
difensore, ovvero dietro richiesta dei medesimi;
b. Alle ipotesi di sospensione o rinvio del dibattimento a causa della mancata presentazione,
dellallontanamento o della mancata partecipazione di uno o pi difensori, qualora ne rimangano
privi di assistenza uno o pi imputati;
c. Allipotesi di sospensione dei termini di custodia, nella fase del giudizio, durante la pendenza dei
termini previsti per la redazione differita dei motivi della sentenza;
d. Allipotesi di sospensione prevista qualora le situazioni appena descritte si verifichino nellambito
del giudizio abbreviato.
Durante ludienza preliminare, i termini sono sospesi, anche dufficio e sempre con ordinanza appellabile,
tutte le volte in cui la stessa udienza viene sospesa o rinviata per impedimento dellimputato o del suo
difensore, ovvero a causa della mancata presentazione o dellallontanamento di uno o pi difensori (art.
304.4).
Le ipotesi di sospensione non si applicano, allinterno del processo cumulativo, nei confronti dei coimputati
cui le stesse non si riferiscono, semprech questi ultimi chiedano che nei loro confronti si proceda previa
separazione dei processi.

Nelle ipotesi di particolare complessit dei dibattimenti o dei giudizi abbreviati relativi ai delitti indicati
dallart. 407.2 lett. a, il regime della sospensione pu essere esteso anche ai periodi di tempo in cui sono
tenute le udienze o si delibera la sentenza nella fase del giudizio.
La sospensione dei termini di custodia pu essere disposta solo dietro richiesta del PM; quindi, qualora
manchi tale richiesta, o comunque non venga pronunciato il provvedimento sospensivo, si verificher in
ogni caso ex lege almeno leffetto di congelamento del decorso dei termini di custodia.
Un limite finale di durata dei termini di sospensione della custodia stato previsto su 2 distinti livelli:
a. Da un lato, con riguardo alla durata della custodia nelle diverse fasi del procedimento, si stabilisce
che la sospensione non pu in ogni caso superare il doppio dei termini intermedi di fase;
b. Dallaltro, avendo riguardo alla durata complessiva della custodia, si stabilisce che tale durata non
pu superare i termini sanciti dallart. 303.4 aumentati della met, ovvero, qualora risulti pi
favorevole, il tradizionale limite dei 2/3 del massimo della pena temporanea prevista per il reato
contestato o ritenuto in sentenza.
Dei periodi di sospensione bisogna tener conto solo nel computo del limite relativo alla durata complessiva
della custodia, e non anche in quello riguardante il limite relativo alle diverse fasi del procedimento.
Infine, la sospensione o il rinvio del procedimento o del dibattimento hanno effetti sospensivi della
prescrizione, anche se limputato non detenuto, in ogni caso in cui siano disposti per impedimento
dellimputato o del suo difensore ovvero su loro richiesta, salvo quando siano disposti per esigenze di
acquisizione della prova o in seguito al riconoscimento di un termine a difesa.

21. I PROVVEDIMENTI ADOTTABILI NEI CONFRONTI DELLIMPUTATO SCARCERATO PER
DECORRENZA DEI TERMINI
A carico dellimputato scarcerato per decorrenza dei termini massimi di custodia cautelare, il giudice deve
disporre le altre misure cautelari di cui ricorrano i presupposti (ovviamente con esclusione degli arresti
domiciliari), semprech si accerti la permanenza delle esigenze che avevano giustificato la sua
sottoposizione alla custodia stessa.
Tuttavia, la custodia cautelare deve essere rinnovata quando si verificano 2 ipotesi:
a. Da un lato, quella dellimputato scarcerato che abbia dolosamente trasgredito alle prescrizioni
inerenti ad una delle misure cautelari applicategli in luogo della custodia;
b. Dallaltro, quella della sopravvenienza a carico del suddetto imputato di una sentenza di condanna
di primo o secondo grado (qualora il medesimo si sia dato alla fuga, ovvero si accerti un concreto
pericolo di fuga), con lulteriore precisazione che, in queste ultime ipotesi, il ripristino della
custodia potr avvenire sia contestualmente, sia successivamente alla sentenza stessa.
In caso di ripristino della custodia, si applica la regola della decorrenza ex novo dei termini relativi alla fase
in cui il procedimento si trova (salvo il computo della custodia anteriormente subita ai fini del termine di
durata complessiva ), e la stessa regola si applica nel caso dellimputato sottrattosi allesecuzione della
custodia cautelare mediante evasione.
Qualora limputato scarcerato, trasgredendo alle prescrizioni della misura cautelare applicatagli in via
sostitutiva, stia per darsi alla fuga, gli ufficiali e gli agenti di polizia possono procedere al suo fermo; in tal
caso, il provvedimento di fermo deve essere comunicato al procuratore della Repubblica presso il tribunale
del luogo, al massimo entro 24 ore, per la convalida del fermo e, se del caso, per lapplicazione al fermato
della misura della custodia cautelare ad opera del gip.

22. I TERMINI DI DURATA MASSIMA DELLE MISURE CAUTELARI NON CUSTODIALI
Le misure coercitive diverse dalla custodia cautelare perdono efficacia a seguito del decorso di un periodo
di tempo pari al doppio dei termini previsti in rapporto alla custodia. Al contrario, per quanto riguarda le
misure interdittive, fissato un termine di 2 mesi, scaduto il quale si prevede che le stesse perdano
efficacia, con lunica eccezione della possibilit di rinnovazione delle misure disposte per esigenze
probatorie entro i limiti temporali definiti per le misure coercitive diverse dalla custodia.
Tuttavia, la sopravvenuta estinzione delle misure interdittive non pu pregiudicare lesercizio dei poteri
attribuiti al giudice penale o ad altre autorit in materia di pene accessorie, ovvero di misure interdittive di
diversa natura.

23. IL PROCEDIMENTO DI RIESAME DEI PROVVEDIMENTI COERCITIVI DINANZI AL


TRIBUNALE
Il riesame del merito un mezzo di impugnazione utilizzabile esclusivamente contro le ordinanze che
hanno disposto una misura coercitiva, salvo si tratti di ordinanze emesse dietro appello proposto dal PM.
Titolare del diritto al riesame soltanto limputato o il suo difensore, salva la previsione per luno e per
laltro di un diverso regime di decorrenza del termine di 10 gg. fissato per la proposizione della relativa
richiesta. Tuttavia, dal computo di tale termine, devono escludersi i giorni per i quali sia stato disposto il
differimento del colloquio tra il difensore e limputato detenuto.
Competente a decidere sul riesame il tribunale in composizione collegiale del capoluogo del distretto di
corte dappello in cui ha sede lufficio del giudice che ha emesso lordinanza impugnata .
Una volta presentata la richiesta alla cancelleria del tribunale, a seguito dellimmediato avviso proveniente
dal presidente del tribunale, lautorit giudiziaria procedente deve trasmettere al medesimo tribunale gli
atti correlativi entro il giorno successivo a quello dellavviso, e comunque non oltre il quinto giorno.
Questultimo termine deve considerarsi decorrente dal giorno stesso della presentazione della richiesta di
riesame.
Gli atti da trasmettere sono, anzitutto, quelli gi presentati dal PM al giudice in vista delladozione del
provvedimento, oltre a tutti gli elementi sopravvenuti a favore della persona sottoposta alle indagini.
La richiesta di riesame pu recare anche lenunciazione dei motivi, e al proponente riconosciuta la
possibilit di enunciare nuovi motivi dinanzi al tribunale purch ne venga dato atto a verbale prima
dellinizio della discussione.
Il tribunale emette la sua decisione entro 10 gg. dalla ricezione degli atti, e, in ogni caso, il procedimento di
riesame dovrebbe sempre concludersi, al pi tardi, entro 15 gg. dal giorno in cui la richiesta pervenuta
alla cancelleria del tribunale.
Il tribunale provvede in camera di consiglio, salva una necessaria abbreviazione (da 10 a 3 gg. prima della
data delludienza) del termine stabilito per il corrispondente avviso al PM presso lo stesso tribunale,
allimputato e al suo difensore, ai fini della loro eventuale comparizione. In ogni caso, in vista dellesercizio
del contradditorio, fino al giorno delludienza gli atti trasmessi al tribunale devono rimanere depositati in
cancelleria, con facolt per il difensore di esaminarli e di estrarne copia.
I destinatari dellavviso hanno il diritto di essere sentiti, se compaiono in udienza; tuttavia, per limputato
detenuto o internato in un luogo posto fuori della circoscrizione del tribunale si stabilisce che, prima
delludienza, lo stesso deve essere sentito, dietro sua richiesta, dal magistrato di sorveglianza del luogo,
salvo il caso in cui per talune necessit risulti necessaria la sua traduzione anche dufficio.
Linosservanza del termine di 10 gg. fissato per la decisione comporta limmediata caducazione della
misura coercitiva disposta con lordinanza assoggettata a riesame. A tale ipotesi di caducazione si affianca
quella che si concreta quando la trasmissione al tribunale, da parte dellautorit giudiziaria procedente,
degli atti non avviene nei termini prescritti.
Il tribunale, in sede di decisione, potr dichiarare inammissibile la richiesta, annullare, riformare o
confermare lordinanza, ovvero revocarla. Inoltre lordinanza potr essere annullata o riformata in senso
favorevole allimputato anche per motivi diversi da quelli enunciati nella richiesta, o successivamente ad
essa; oppure, potr essere confermata anche sulla base di ragioni diverse da quelle indicate nella sua
motivazione.

24. LA DISCIPLINA DELLAPPELLO E DEL RICORSO PER CASSAZIONE IN MATERIA DI MISURE
CAUTELARI PERSONALI
Lappello utilizzabile solo contro le ordinanze in materia di misure cautelari personali diverse da quelle
assoggettabili a riesame, e pu essere utilizzato dallimputato, dal suo difensore e dal PM.
Per quanto attiene alla proposizione dellappello, viene richiamata la disciplina del riesame, salva la
necessit della contestuale enunciazione dei motivi. La competenza spetta al tribunale del capoluogo del
distretto in cui risiede il giudice che ha emesso lordinanza appellata, il quale decide con rito camerale entro
20 gg. dalla ricezione dellordinanza, nonch degli atti su cui la medesima si sia fondata. Ordinanza ed atti
devono essere trasmessi al tribunale, da parte dellautorit procedente, entro il giorno successivo allavviso
concernente la proposizione dellappello, e devono rimanere depositati in cancelleria fino al giorno
delludienza, con facolt per il difensore di esaminarli e di estrarne copia.

Per il resto viene seguita la disciplina generale dellappello, dal che ne deriva anzitutto che il tribunale
vedr circoscritta la sua cognizione solo ai punti dellordinanza appellata cui si riferiscano i motivi
tempestivamente proposti. Quando poi il tribunale, accogliendo lappello del PM, dispone una misura
cautelare a carico dellimputato, lesecuzione di tale decisione rimane sospesa, finch la medesima non
diventa definitiva.
Il ricorso per cassazione contro le ordinanze del tribunale a seguito di riesame o di appello, proponibile
dallimputato, dal suo difensore e dal Pm entro 10 gg. dalla notificazione o, rispettivamente, dalla
comunicazione dellavviso di deposito del provvedimento.
Tuttavia, limputato ed il suo difensore possono ricorrere in cassazione per violazione di legge
direttamente contro le ordinanze applicative di una misura coercitiva, prescindendo dalla previa richiesta
di riesame, entro i termini sanciti per questultimo; ci comporta linammissibilit del riesame, quantunque
eventualmente gi richiesto.
Il ricorso deve essere presentato presso la cancelleria del giudice a quo, e lautorit procedente deve
trasmettere alla corte, entro il giorno successivo allimmediato avviso, gli atti su cui fondata lordinanza
impugnata. La corte decide in camera di consiglio entro 30 gg. dalla ricezione degli atti.
Infine, i motivi devono essere enunciati contestualmente al ricorso, e il ricorrente ha la possibilit di
enunciare nuovi motivi dinanzi alla corte prima dellinizio della discussione.

25. LAPPLICAZIONE PROVVISORIA DI MISURE DI SICUREZZA
Per quanto riguarda le condizioni di applicabilit provvisoria delle misure consistenti nel ricovero in
riformatorio, ovvero in un ospedale psichiatrico giudiziario, ovvero in una casa di curo o di custodia, esse
possono essere disposte dal giudice procedente, in qualunque stato e grado del procedimento, e sempre su
richiesta del PM, sulla base di gravi indizi di commissione del fatto in capo allimputato e in assenza di una
delle cause di non punibilit o di estinzione. Inoltre, si richiede che il giudice accerti in concreto anche la
pericolosit sociale del soggetto contro cui si sta procedendo. Tali soggetti sono, a parte il minorenne,
linfermo di mente, lubriaco abituale, ovvero la persona dedita alluso di sostanze stupefacenti o in stato di
cronica intossicazione da alcool o droghe.
La pronuncia del provvedimento applicativo della misura deve essere, di regola, preceduta
dallinterrogatorio dellimputato; ove ci non sia possibile, lindiziato sottoposto provvisoriamente alla
misura di sicurezza deve essere interrogato dal gip non oltre 5 gg. dallinizio dellesecuzione della stessa (a
pena di caducazione), e al termine di tale interrogatorio il giudice, dopo aver valutato la sussistenza dei
presupposti di fatto e di diritto della misura adottata, potr anche disporne la revoca.
Il giudice deve procedere anche dufficio, ovvero su richiesta di parte, ad un riesame periodico circa la
pericolosit sociale dellimputato, prescrivendogli nuovi accertamenti allo scadere del sesto mese dalla
pronuncia dellordinanza (o anche prima), e ad ogni scadenza semestrale.
Le ordinanze applicative di tali misure possono essere sottoposte a riesame su richiesta dellimputato o del
suo difensore, mentre le corrispondenze ordinanze di diniego possono essere appellate dal PM.

26. LA RIPARAZIONE PER INGIUSTA DETENZIONE
La riparazione per ingiusta detenzione prevista non solo nel caso dellerrore giudiziario, ma anche nel
caso dellingiusta detenzione. Lart. 314 ha individuato 2 diverse fasce di ipotesi di detenzione.
La prima fascia riguarda la situazione dellimputato che, dopo aver subito un periodo di custodia cautelare,
senza avervi dato causa per dolo o colpa grave, sia stato prosciolto con sentenza irrevocabile per non aver
commesso il fatto, ovvero perch il fatto non sussiste, o non costituisce reato, o ancora perch il fatto non
previsto dalla legge come reato. Lo stesso vale per la persona nei cui confronti siano stati pronunciati, al
termine delle indagini preliminari, una sentenza di non luogo a procedere, ovvero un provvedimento di
archiviazione (come vale anche con riferimento al caso dellimputato condannato, nella misura in cui la
durata della custodia alla quale sia stato sottoposto abbia ecceduto lentit della pena successivamente
applicatagli in via definitiva).
Si tratta di ipotesi nelle quali il rapporto tra la natura della decisione liberatoria adottata e la restrizione
sofferta dallimputato risulta sufficiente ad attestare lingiustizia di tale restrizione. Alla disciplina
riparatoria si affianca, per coloro sottoposti a custodia carceraria o agli arresti domiciliari, il diritto di essere
reintegrati nel posto di lavoro che occupavano prima dellapplicazione della misura.

Le situazioni della seconda fascia sono definite, invece, con riguardo al caso dellimputato gi sottoposto a
custodia cautelare nel corso del processo, con riferimento alle ipotesi in cui sia stato accertato con
decisione irrevocabile che il relativo provvedimento era stato emesso, o mantenuto, senza che
sussistessero le condizioni di applicabilit previste.
Il diritto alla riparazione escluso per quella parte della custodia cautelare che sia stata computata ai fini
della determinazione della misura di una pena, ovvero per il periodo in cui le limitazioni siano state sofferte
in forza di un altro titolo.
La domanda di riparazione (per un ammontare non superiore comunque a 500.000,00 circa) deve essere
proposta, a pena di inammissibilit, entro 2 anni dal giorno in cui sono divenute irrevocabili le sentenze,
ovvero divenuta inoppugnabile la sentenza di non luogo a procedere, ovvero dal giorno in cui il
provvedimento di archiviazione stato notificato al destinatario. Legittimato a proporre la domanda il
soggetto interessato ovvero, in casi particolari, anche i suoi eredi.

27. LE MISURE CAUTELARI REALI: a) IL SEQUESTRO CONSERVATIVO; b) IL SEQUESTRO
PREVENTIVO; c) I RIMEDI AVVERSO I PROVEDIMENTI DI SEQUESTRO
La funzione del sequestro conservativo quella di assicurare, attraverso il vincolo posto sui beni mobili o
immobili dellimputato, nonch sulle somme a lui dovute, lesecuzione della sentenza che potrebbe essere
emessa, tutte le volte in cui vi sia fondato motivo di ritenere che manchino o si disperdano le relative
garanzie. Ci sia sotto il profilo del pagamento della pena pecuniaria, delle spese processuali e delle altre
somme dovute allerario statale, nellipotesi di iniziativa del PM, sia sotto il profilo delladempimento delle
obbligazioni civili da reato, nellipotesi di iniziativa della parte civile.
Tra le novit si segnalano poi la possibilit di offrire una cauzione, in alternativa o in sostituzione al
sequestro, e la conversione del sequestro in pignoramento quale conseguenza del giudicato di condanna.
Riguardo al sequestro preventivo si prescrive che, anche prima dellesercizio dellazione penale, il giudice,
su richiesta del PM, deve disporre con decreto motivato il sequestro delle cose pertinenti al reato, tutte le
volte in cui la libera disponibilit delle stesse possa aggravare o protrarre le conseguenze del reato
medesimo, ovvero agevolare la commissione di altri reati. Al di fuori di questi casi, il sequestro delle cose di
cui consentita la confisca di regola rimesso alla discrezionalit del giudice, mentre diventa obbligatorio
nel corso dei procedimenti per i delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione.
Durante le indagini preliminari, quando per lurgenza delle circostanze non possibile attendere il
provvedimento del gip, il sequestro preventivo pu essere disposto con proprio decreto dal PM, e
addirittura possono procedervi di loro iniziativa anche ufficiali di polizia giudiziaria, salva la necessaria
trasmissione allo stesso PM del relativo verbale entro 48 ore. In tali ipotesi, comunque, il sequestro perde
efficacia qualora entro le successive 48 ore (dal sequestro o dalla ricezione del verbale) il PM non ne ha
richiesto la convalida al giudice, ovvero qualora il giudice non emette il provvedimento di convalida entro
10 gg. da tale richiesta.
La misura viene invece revocata dal giudice, su richiesta del PM o dellinteressato, ovvero, durante le
indagini preliminari, dallo stesso PM, quando viene accertata linsussistenza delle esigenze di prevenzione
che lavevano giustificata.
Infine, con riguardo alla perdita defficacia del sequestro preventivo conseguente alla pronuncia di
determinate sentenze, vanno sottolineate 2 previsioni relative al fenomeno della conversione del
medesimo in altre figure di sequestro:
a. Da un lato, ci si riferisce allipotesi di conversione del sequestro preventivo in sequestro
probatorio, tutte le volte in cui il primo, avendo avuto per oggetto pi esemplari identici della
cosa sequestrata (c.d. sequestro di massa), abbia perso efficacia a seguito di una sentenza di
proscioglimento o di non luogo a procedere, poi impugnata dal PM. In tali casi, il giudice ordiner il
mantenimento del sequestro a scopo probatorio su un solo esemplare della cosa, disponendo la
restituzione degli altri esemplari;
b. Daltro lato, ci riferisce allipotesi di conversione conseguente alla pronuncia di una sentenza di
condanna, ovviamente quando non sia stata disposta la confisca delle cose sequestrate in via
preventiva, nel qual caso dovranno rimanere fermi gli effetti del sequestro. Allinfuori di tale caso,
e semprech permanga lesigenza cautelare, dovr essere ordinata la restituzione di tali cose, ma il

giudice potr disporre la conversione del sequestro preventivo in sequestro conservativo, dietro
richiesta del PM o della parte civile.
Per quanto invece riguarda il sistema dei rimedi contro i provvedimenti di sequestro, esso fa perno
anzitutto sullo strumento del riesame di fronte al tribunale in composizione collegiale sia contro lordinanza
di sequestro conservativo, sia contro il decreto di sequestro preventivo. Tuttavia, la richiesta di riesame non
sospende lesecuzione del provvedimento di sequestro.
Nel caso di contestazione sulla propriet delle cose sequestrate, il giudice del riesame dovr rimettere la
decisione della controversia al giudice civile, mantenendo nel frattempo fermo il sequestro.
Tutte le ordinanze emesse dal tribunale in sede di riesame intorno ai provvedimenti di sequestro sono poi
suscettibili di ricorso per cassazione. Tale ricorso pu altres essere proposto direttamente alla corte, con la
conseguenza che in tal caso il ricorso rende inammissibile il riesame.
Infine, al PM, allimputato e alle altre persone interessate comunque riconosciuto il diritto di proporre
appello al tribunale in composizione collegiale, contro le altre ordinanze in materia di sequestro preventivo.

CAPITOLO 5 INDAGINI PRELIMINARI E UDIENZA PRELIMINARE




1. PREMESSA
Le indagini preliminari sono lattivit di ricerca e raccolta di informazioni che il PM e la polizia giudiziaria,
acquisita la notizia di reato, svolgono per consentire allo stesso PM di decidere se esercitare o meno
lazione penale.
Se tali indagini fanno emergere elementi idonei per sostenere unaccusa in giudizio nei confronti della
persona cui il reato attribuito, al loro termine il PM formula limputazione ed esercita lazione penale nei
confronti dellimputato chiedendo al giudice il rinvio al giudizio della corte dassise o del tribunale (oppure
promuovendo un giudizio speciale o emettendo il decreto di citazione diretta innanzi al tribunale in
composizione monocratica). Se invece non emergono elementi idonei a sostenere unaccusa, il PM chiede
al giudice larchiviazione della notizia di reato e degli atti delle indagini preliminari.
Il giudice, dopo il rinvio a giudizio, svolge ludienza preliminare per valutare nel contraddittorio delle parti
la fondatezza della richiesta. Se la ritiene fondata, dispone con decreto il rinvio dellimputato al giudizio
della corte dassise o del tribunale; se la ritiene infondata, emette sentenza di non luogo a procedere.
Si ricordi che le indagini preliminari sono collocate nel procedimento, e non nel processo, in quanto svolte
prima dellesercizio dellazione penale; ludienza preliminare , invece, parte del processo, in quanto
celebrata da un giudice dopo lesercizio dellazione penale.

2. IL PUBBLICO MINISTERO
Nelle indagini preliminari e nelludienza preliminare, le funzioni di PM sono esercitate:
a. Nei procedimenti per i delitti, consumati o tentati, di schiavit, rapimento a scopo destorsione,
associazione a delinquere o di stampo mafioso e di terrorismo, dal procuratore della Repubblica
presso il tribunale del capoluogo del distretto di corte dappello in cui il giudice competente a
conoscere di tali delitti ha sede;
b. In ogni altro procedimento, dal procuratore della Repubblica presso il tribunale nel cui circondario
il reato risulta commesso.
Il procuratore esercita le funzioni di PM personalmente oppure designa un magistrato della procura ad
esercitarle; pu designare anche pi magistrati per uno stesso procedimento quando il numero degli
indagati o la complessit delle indagini lo richiedono. Inoltre, per i reati di cui sub a, il procuratore di regola
designa magistrati addetti alla direzione distrettuale antimafia.
Il magistrato investito delle indagini preliminari pu svolgerle personalmente oppure valersi della polizia
giudiziaria. Pu compiere atti anche nel circondario di un altro tribunale oppure richiederne il compimento
al procuratore della Repubblica presso questultimo.
Due procure della Repubblica possono anche entrare in contrasto perch entrambe ritengono di dover
svolgere indagini nei confronti della stessa persona per il medesimo fatto (contrasto positivo), oppure
perch entrambe si attribuiscono reciprocamente la legittimazione a procedere per un dato reato

(contrasto negativo). Tali contrasti sono risolti dal procuratore generale presso la corte dappello o, se le
procure in contrasto rientrano in diversi distretti di corte dappello, dal procuratore generale presso la
corte di cassazione.
Anche la persona sottoposta alle indagini che ha avuto notizia del procedimento, la persona offesa dal
reato che ha avuto tale notizia ed i relativi difensori possono chiedere al PM procedente di trasmettere gli
atti al PM presso il giudice che essi ritengono competente, depositando nella cancelleria della procura
procedente una richiesta indicante tale giudice, nonch, a pena di inammissibilit, le ragioni della richiesta.
Il PM investito della richiesta si pronuncia entro 10 gg. dalla presentazione della stessa. Ove esso non
laccolga, il richiedente, nei 10 gg. successivi, pu chiedere la determinazione dellufficio competente al
procuratore generale presso la corte dappello o, se lufficio appartiene ad un altro distretto, al procuratore
generale presso la corte di cassazione.
Il procuratore generale, assunte le necessarie informazioni,entro 20 gg. dal deposito della richiesta
pronuncia decreto motivato di cui d notizia alle parti e agli uffici del PM interessati. Qualora la richiesta
riguardi un reato di mafia, il procuratore generale presso la corte di cassazione, prima di pronunciare, sente
il procuratore nazionale antimafia.
A pena di inammissibilit, la richiesta pu essere riproposta solo per fatti nuovi e diversi. Gli atti di indagine
preliminare compiuti dal PM incompetente restano utilizzabili nei casi e modi stabiliti dalla legge.

3. IL GIP E IL GUP
Nelle indagini preliminari e nelludienza preliminare le funzioni di giudice sono esercitate:
a. Nei procedimenti per i reati di terrorismo, sequestro a scopo di estorsione, mafia, associazione a
delinquere e schiavit, da un magistrato del tribunale del capoluogo del distretti di corte dappello
in cui il giudice competente per la fase del giudizio ha sede;
b. In ogni altro procedimento, da un magistrato del tribunale nel cui circondario il reato risulta
commesso.
Di regola uno stesso magistrato svolge le funzioni di giudice nel corso delle indagini preliminari. Tale
magistrato non pu per tenere ludienza preliminare nel medesimo procedimento, salvo che nel corso
delle indagini preliminari egli si sia limitato ad adottare le autorizzazioni sanitarie, i provvedimenti relativi ai
permessi di colloquio, alla corrispondenza telefonica e al visto di controllo sulla corrispondenza, nonch i
provvedimenti relativi ai permessi, alla restituzione in termine o quello dichiarativo della latitanza. Tale
incompatibilit serve ad evitare che il magistrato possa essere pregiudicato dalla valutazione degli indizi di
colpevolezza a carico dello stesso soggetto da lui eventualmente operata nel corso delle indagini
preliminari.
Tanto il gip quanto il gup sono magistrati del tribunale ordinario, che abbiano svolto per almeno 2 anni le
funzioni di giudice del dibattimento. I tribunali ordinari costituiti in sezioni devono comprendere una
sezione dei giudici incaricati dei provvedimenti previsti dal cpp per la fase delle indagini preliminari e per
ludienza preliminare; ad essa possono essere addetti anche meno di 5 magistrati.
Si sul dire la giurisdizione esercitata dal gip :
a. Una giurisdizione senza azione, perch nel corso di tali indagini e, nel caso di archiviazione, anche
dopo la loro conclusione, viene esercitata senza che il PM abbia esercitato lazione penale;
b. Una giurisdizione semipiena, in quanto il gip non svolge un procedimento e non dispone di
autonomi poteri di acquisizione probatoria, ma si limita a pronunciare nei casi previsti dalla legge,
sulle richieste del PM, delle parti private e della persona offesa dal reato;
c. Una giurisdizione di garanzia, in quanto a richiesta dei soggetti appena elencati il giudice
pronuncia nel corso delle indagini preliminari a tutela dei diritti dellindagato e della persona offesa
dal reato nei confronti delle iniziative del PM, e dopo la conclusione delle indagini preliminari, in
caso di richiesta di archiviazione, a garanzia del rispetto del principio di obbligatoriet dellazione
penale.
Infine, tale giudice viene anche definito giudice senza fascicolo in quanto, non svolgendo indagini, non
dispone di un fascicolo nel quale la documentazione di questa viene raccolta.
Il gup, invece, esercita la giurisdizione dopo essere stato sollecitato dal PM con lesercizio dellazione
penale; inoltre, svolge un proprio procedimento e dispone di un fascicolo, trasmessogli dal PM al momento
della presentazione della richiesta di rinvio a giudizio.


4. I SOGGETTI PRIVATI
Anche alcuni soggetti privati sono interessati alle indagini ed alludienza preliminare:
a. La persona sottoposta alle indagini preliminari (cfr. pag. 13, cap. 1 par. 21);
b. Limputato (cfr. pag 13, cap. 1 par. 21);
c. La persona offesa dal reato (cfr. pag. 18, cap. 1 par. 30-31) e il danneggiato civilmente dal reato;
d. Lente o associazione rappresentativi dellinteresse leso dal reato (cfr. pag. 18, cap. 1 par. 32);
e. La parte civile (cfr. pag. 16, cap. 1 par. 26);
f. Il responsabile civile (cfr. pag. 17, cap. 1 par. 28);
g. Il civilmente obbligato per la pena pecuniaria (cfr. pag. 18, cap. 1 par. 29).

5. LA NOTIZIA DI REATO
La notizia di reato linformazione che un reato sarebbe stato commesso da una o pi persone non
identificate (notizia generica) o identificate (notizia specifica).
Lart. 330 stabilisce che il PM e la polizia giudiziaria prendono notizia dei reati di propria iniziativa e
ricevono le notizie di reato presentate o trasmesse a norma degli artt. seguenti.
Correntemente vengono chiamati notizia di reato anche gli atti mediante i quali il PM e la polizia giudiziaria
acquisiscono linformazione che un reato sarebbe stato commesso; tali notizie si distinguono in nominate o
tipiche o qualificate, cio disciplinate dalla legge, e innominate o atipiche o non qualificate, cio non
disciplinate dalla legge.
La notizia di reato costituisce un presupposto del procedimento penale, ma non fa parte di questo, dal
momento che il procedimento inizia col primo atto dindagine preliminare compiuto dal PM o dalla polizia
giudiziaria dopo lacquisizione della notizia. Per tale ragione:
a. La notizia e le suddette condizioni di procedibilit sono efficaci anche se redatte in altra lingua;
b. I termini eventualmente stabiliti dalla legge per la presentazione della notizia di reato o delle
condizioni di procedibilit non sono termini processuali e quindi non sono suscettibili della
restituzione n della sospensione feriale.

6. LA NOTIZIA NOMINATA
Vi sono due notizie nominate di reato: la denuncia e il referto.
La denuncia la dichiarazione con cui una qualsiasi persona fisica non esercente una professione sanitaria,
porta la commissione di un reato perseguibile dufficio a conoscenza del PM o della polizia.
I pubblici ufficiali e gli incaricati di pubblico servizio hanno lobbligo penalmente sanzionato di denunciare i
reati non perseguibili a querela di cui abbiano avuto notizia nellesercizio o causa delle loro funzioni o del
loro servizio; tale denuncia a volte va presentata a particolari organi della PA, i quali comunicheranno la
notizia di reato al PM o alla polizia allorch la sua divulgazione o lavvio di indagini preliminari non potranno
pi pregiudicare linteresse pubblico connesso alle cure di quellamministrazione.
I privati hanno analogo obbligo in alcuni casi tassativamente elencati dalla legge: in particolare, i delitti di
sequestro di persona a scopo di estorsione, di furto darmi ed esplosivi e quelli contro la personalit dello
Stato puniti con lergastolo. In ogni altro caso la denuncia una facolt del privato.
La denuncia deve indicare gli elementi essenziali del fatto, il giorno in cui lautore di essa ha avuto notizia
del fatto stesso, le fonti di prova gi note nonch, se possibile, le generalit, il domicilio e quantaltro possa
servire allidentificazione del presunto responsabile, della persona offesa dal reato e delle persone
informate dei fatti.
Il pubblico ufficiale e lincaricato di pubblico servizio fanno la denuncia per iscritto e la presentano o
trasmettono senza ritardo al PM o ad un ufficiale di polizia. Il giudice amministrativo o civile presenta la
denuncia del reato di cui sia venuto a conoscenza nel corso di un procedimento svoltosi innanzi a lui al PM.
Il privato, invece, presenta la denuncia personalmente o per mezzo di un procuratore speciale, oralmente o
per iscritto, al PM o ad un ufficiale di polizia. La denuncia scritta firmata dal denunciante o dal
procuratore speciale.
La denuncia anonima non pu essere utilizzata, salvo costituisca corpo del reato o provenga comunque
dallimputato.

Il referto, invece, la dichiarazione con cui lesercente una professione sanitaria porta la commissione di
un reato perseguibile dufficio, del quale abbia avuto notizia durante la prestazione della sua opera, a
conoscenza del PM o della polizia.
Presentare il referto obbligatorio per gli esercenti tale professione, salvo il caso in cui esso esporrebbe la
persona assistita a procedimento penale, nel qual caso essi hanno solo la facolt di presentare il referto.
Il referto indica la persona che stata assistita e le sue generalit, il luogo dove essa attualmente si trova e
quantaltro valga ad identificarla, nonch il tempo, il luogo e le altre circostanze dellintervento del
sanitario. Inoltre, d le notizie che servono a stabilire le circostanze del fatto, i mezzi con cui questo stato
commesso e gli effetti che esso ha causato o pu causare.
Se pi esercenti una professione sanitaria hanno prestato assistenza nella stessa occasione, tutti sono
tenuti al referto con facolt di sottoscrivere un unico atto.
Esso deve essere presentato entro 48 ore dallacquisizione della notizia o, se vi pericolo nel ritardo,
immediatamente al PM o ad un ufficiale di polizia del luogo in cui lassistenza stata prestata o, in loro
mancanza, allufficiale di polizia pi vicino.

7. LA NOTIZIA INNOMINATA
La notizia innominata di reato costituita dagli atti o fatti pi vari, come ad esempio la sorpresa in
flagranza, la notizia confidenziale, la dichiarazione auto incriminante resa da un testimone nellesame, ecc.

8. LA NOTIZIA DI POLIZIA GIUDIZIARIA
Gli ufficiali e agenti di polizia devono fare denuncia al procuratore della Repubblica dei reati perseguibili
dufficio di cui abbiano avuto notizia comunque, cio anche fuori dellesercizio e non a causa delle loro
funzioni.
Nella denuncia essi devono indicare gli elementi essenziali del fatto e gli altri elementi raccolti fino a quel
momento, il giorno e lora in cui hanno acquisito la notizia, le fonti di prova, le attivit da essi compiute
nonch, se possibile, le generalit, il domicilio e quantaltro valga allidentificazione del presunto autore del
reato, della persona offesa e di quelle che possono riferire sui fatti.
Lobbligo di tale comunicazione scatta:
a. Quando la notizia ha per oggetto uno reato di mafia, terrorismo, schiavit, ecc., ed in ogni caso
durgenza, la comunicazione va data immediatamente, anche in forma orale, salvo restando
lobbligo di provvedere senza ritardo ad una successiva comunicazione in forma scritta. Anche
lufficiale o agente che ha eseguito larresto o il fermo o ha ricevuto in consegna un arrestato d
immediata comunicazione di ci, e della connessa notizia di reato, al PM del luogo in cui larresto
o il fermo stato eseguito;
b. Se, acquisita la notizia, la polizia ha compiuto un atto al quale il difensore dellindagato aveva
diritto di assistere, la comunicazione va data entro 48 ore dal compimento dellatto;
c. Le denuncie contro ignoti sono trasmesse in elenchi mensili, insieme con gli atti di indagine
compiuti dalla polizia ai fini dellidentificazione degli autori dei reati;
d. In ogni altro caso la comunicazione va data senza ritardo.

9. LE CONDIZIONI DI PROCEDIBILITA
In alcuni casi, lesercizio dellazione penale subordinato allintegrazione di una c.d. condizione di
procedibilit, cio di un atto o un fatto in mancanza del quale, anche se la notizia di reato appare fondata:
a. Il PM non deve esercitare lazione penale e neppure iniziare le indagini preliminari, ma deve
chiedere larchiviazione della notizia di reato. Solo se la condizione di procedibilit pu ancora
sopravvenire, il PM e la polizia possono compiere gli atti dindagine necessari ad assicurare le fonti
di prova e, se vi pericolo nel ritardo, il giudice pu assumere in incidente probatorio le prove;
b. Se il PM comunque esercita lazione penale, il giudice anche dufficio in ogni stato e grado del
processo dichiara con sentenza di non doversi procedere perch lazione penale non doveva
essere iniziata o non deve essere proseguita. Tale sentenza non preclude un nuovo esercizio
dellazione penale nei confronti della stessa persona per il medesimo fatto se, in seguito, la
condizione di procedibilit sopraggiunge o la situazione personale dellimputato viene meno.

Alcuni casi in cui lesercizio dellazione penale subordinato ad una condizione di procedibilit sono previsti
dalla Costituzione o da altre norme costituzionali, e condizioni di procedibilit possono essere previste
anche da norme di legge ordinaria.
Vi sono 4 condizioni di procedibilit: la querela, listanza di procedimento, la richiesta di procedimento e
lautorizzazione a procedere. Tale elenco, tuttavia, non tassativo.

10. LA QUERELA
La querela la dichiarazione facoltativa con la quale la persona offesa dal reato, o unaltra persona agente
nellinteresse di costei, chiede al PM di procedere in ordine al reato stesso.
La legge richiede una tale condizione di procedibilit:
a. Talora a causa della tenuit del reato, per cui lazione penale deve attivarsi solo se la persona
offesa lo richiede;
b. Talaltra, per consentire alloffeso se al pregiudizio arrecatogli dal reato convenga aggiungere quello
che potrebbe derivargli dalla risonanza data al reato stesso dal processo (strepitus fori).
La querela presentata dalla persona offesa dal reato o dallaltro soggetto legittimato, personalmente o
tramite procuratore speciale, oralmente o per iscritto, al PM, ad un ufficiale di polizia o ad un agente
consolare allestero. Lautorit che riceve la querela attesta la data e il luogo della ricezione, identifica la
persona che la presenta (e che deve sottoscrivere il verbale di ricezione, se presentata oralmente), e
trasmette il tutto al PM.
Il curatore speciale per la querela, previsto per il minore di 14 anni o per linfermo di mente, nominato,
su richiesta de PM o di un ente avente per scopo lassistenza dei minori, con decreto motivato dal gip del
luogo in cui loffeso si trova o, se lesigenza sorge dopo la presentazione della querela, dal giudice che
procede. Se il curatore speciale nominato ai fini della presentazione della querela, il termine per tale
scopo decorre per lui dalla notifica del decreto di nomina. Infine, pu costituirsi parte civile nellinteresse
delloffeso.
La rinuncia espressa a proporre la querela pu essere fatta personalmente o a mezzo di procuratore
speciale con dichiarazione scritta rilasciata allinteressato o ad un suo rappresentante, oppure con
dichiarazione orale verbalizzata da un ufficiale di polizia o da un notaio e sottoscritta dal dichiarante.
La remissione della querela fatta ed accettata nelle forme stabilite per la rinuncia espressa, con
dichiarazione resa allautorit giudiziaria che procede o ad un ufficiale di polizia, il quale la trasmette a tale
autorit. Le spese del procedimento sono a carico del querelato, salva diversa statuizione nellatto di
remissione.

11. LISTANZA E LA RICHIESTA
Listanza di procedimento la dichiarazione facoltativa con la quale la persona offesa da un reato
commesso allestero, per il quale stabilita una pena restrittiva della libert personale di minore durata
rispetto a quanto previsto in Italia, oppure da un reato comune dello straniero allestero purch si trovi in
Italia, chiede al PM di procedere per il reato stesso. La legge richiede tale condizione di procedibilit
affinch il costo della celebrazione in Italia di un processo per un reato commesso allestero sia sopportato
solo se lo richiede loffeso. Listanza si propone nelle forme della querela.
La richiesta di procedimento la dichiarazione discrezionale con cui un organo pubblico estraneo
allorganizzazione giudiziaria manifesta la volont che il PM proceda per un determinato reato. Il potere di
richiesta conferito al Ministro di giustizia quanto:
a. Ai reati commessi allestero;
b. Ai reati perseguibili a querela commessi in danno del Presidente della Repubblica;
c. Ai delitti di offesa alla libert e allonore di capi e rappresentanti di Stati esteri e di offesa alla
bandiera o agli emblemi di tali Stati.
La richiesta di procedimento sottoscritta dallautorit competente a formularla e presentata al PM.

12. LAUTORIZZAZIONE A PROCEDERE
Lautorizzazione a procedere la dichiarazione discrezionale con cui un organo pubblico estraneo
allorganizzazione giudiziaria, a richiesta del PM, consente che nei confronti di una data persona, o in

rapporto ad un determinato reato, lautorit giudiziaria proceda penalmente oppure compia taluni atti
limitativi della libert.
Il potere autorizzativo conferito:
a. Al Parlamento per sottoporre un suo membro a perquisizione personale o domiciliare, ad arresto,
ad altra limitazione della libert personale o a mantenimento in detenzione, salvo che il
parlamentare sia colto in flagranza di reato o si debba eseguire nei suoi confronti una sentenza
irrevocabile di condanna, nonch ad intercettazione di comunicazione o sequestro di
corrispondenza;
b. Alla Camera o al Senato per sottoporre il presidente del Consiglio o un Ministro, anche cessati
dalla carica, a procedimento penale per un reato ministeriale o per sottoporre i medesimi alle
stesse misure sub a;
c. Alla Corte costituzionale per sottoporre un giudice ordinario o aggregato di essa a procedimento
penale, nonch nel caso in cui il medesimo debba essere sottoposto agli atti sub a;
d. Al Parlamento europeo per sottoporre un componente italiano di esso agli atti elencati sub a;
e. Al Ministro della giustizia per procedere per i delitti contro la personalit dello Stato;
f. Alle assemblee legislative per procedere per il reato di vilipendio delle stesse.
Lautorizzazione a procedere richiesta dalle norme costituzionali o ordinarie:
a. Nel procedimento per reati ministeriali, affinch la camera competente possa escludere il
procedimento quando ritenga che linquisito abbia agito nellinteresse dello Stato, ovvero per il
perseguimento di un preminente interesse pubblico nellesercizio della funzione di Governo;
b. Nei procedimenti per i reati di vilipendio, per consentire al Ministro di giustizia o allassemblea
offesa di valutare se dare spazio allo strepitus fori;
c. In ogni altro caso, perch, a garanzia della libert di taluni organi pubblici o dei loro componenti, si
vuole riservare allorgano stesso di valutare se il procedimento penale ha unapparenza di
fondamento.
Lautorizzazione richiesta dal PM allorgano legittimato a concederla e deve indicare il fatto per il quale si
intende procedere, le norme di legge che si ritengono violate e gli elementi sui quali la richiesta si fonda.
Essa presentata:
a. Se vi stato arresto in flagranza, immediatamente dopo questo e comunque prima delludienza di
convalida dellarresto;
b. Negli altri casi prima che il PM presenti richiesta di rinvio a giudizio o proceda con uno dei
procedimenti speciali, e comunque entro 30 gg. dalliscrizione del nome della persona nel registro
delle notizie di reato;
c. Se la necessit dellautorizzazione insorge dopo lesercizio dellazione penale, subito dopo che il
giudice ha disposto la sospensione del processo per carenza di tale condizione. In pendenza della
sospensione il giudice, se vi pericolo nel ritardo, assume le prove richieste dalle parti.
Se si procede contro pi persone e lautorizzazione, necessario solo per alcune di loro, tarda ad essere
concessa, si pu procedere separatamente nei confronti dei soggetti per i quali lautorizzazione non
necessaria.
In difetto di una condizione di procedibilit che pu ancora sopravvenire, si possono compiere gli atti di
indagine preliminare necessari ad assicurare le forme di prove e, se vi pericolo nel ritardo, possono essere
assunte con incidente probatorio la testimonianza, lesame della persona sottoposta alle indagini o
imputato in un procedimento connesso , il confronto, la perizia e la ricognizione. Se lautorizzazione a
procedere stata richiesta, ma non ancora concessa, il PM e la polizia possono compiere qualsiasi atto di
indagine preliminare eccettuata una sere di atti, e possono anche compiere linterrogatorio, ma solo se la
persona per la quale prescritta lautorizzazione lo richiede.
Lautorizzazione, una volta concessa, non pu essere revocata.

13. IL REGISTRO DELLE NOTIZIE DI REATO
Le notizie di reato devono essere iscritte in un registro tenuto dalla procura della Repubblica. Ai fini delle
iscrizione la segreteria annota sugli atti che possono contenere la notizia di reato il giorno e lora in cui gli
stessi sono pervenuti allufficio e li sottopone immediatamente al procuratore della Repubblica.

Sa la notizia iscritta generica, nel registro si iscrivono in seguito il nome o i nomi delle persone a cui
attribuito il reato. Si iscrivono anche, come aggiornamento di una iscrizione gi effettuata, il diverso nomen
juris che successivamente viene attribuito al fatto e le circostanze del reato ravvisate in seguito.
Liscrizione deve avvenire nello stesso giorno in cui la notizia di reato perviene alla procura. Essa comporta:
a. Se la notizia generica, la decorrenza del termine di 6 mesi entro il quale il PM deve chiedere al
gip larchiviazione oppure lautorizzazione a proseguire le indagini contro ignori, nonch la
decorrenza del termine di 90 gg. entro il quale il PM deve presentare al suddetto giudice la
richiesta di giudizio immediato;
b. Se la notizia specifica o diviene specifica, la decorrenza dei termini entro i quali il PM deve
chiedere lautorizzazione a procedere se necessaria, nonch concludere le indagini preliminari
chiedendo al giudice larchiviazione, o il rinvio a giudizio, o il decreto di condanna, oppure
presentando la richiesta di giudizio direttissimo nei confronti dellimputato che nellinterrogatorio
ha reso confessione.
Il termine fissato per liscrizione della notizia di reato tuttavia ha carattere meramente ordinatorio, per cui
la sua inosservanza non pregiudica la validit degli atti dindagine preliminarmente compiuti.
I registri tenuti dalle procure della Repubblica sono 4:
a. Il registro delle notizie di reato a carico di persone ignote, nel quale vengono iscritte le notizie
generiche di reato;
b. Il registro delle notizie di reato a carico di persone note, nel quale il PM iscrive le notizie che fin
dallorigine sono specifiche o che lo divengono;
c. Il registro delle notizie anonime di reato;
d. Il registro degli atti non costituenti notizia di reato, nel quale il PM registra gli atti che non gli
impongono lo svolgimento di indagini preliminari n la richiesta di archiviazione.

14. LISPEZIONE DEL REGISTRO
Le indagini preliminari sono segrete per evitare che chiunque, conoscendo la loro esistenza, possa
ostacolare laccertamento dei fatti. Per tale motivo il registro delle notizie di reato segreto, nel senso che
non pu essere ispezionato da persone diverse da coloro che vi sono addetti e costoro non possono rivelare
il suo contenuto a terzi estranei al procedimento.
Tuttavia, a garanzia dei diritti dazione e di difesa della persona offesa dal reato e di quella sottoposta alle
indagini, queste due persone ed i loro difensori possono chiedere al PM di comunicare se risulta iscritta una
notizia di reato nel registro, il nome della persona alla quale il reato attribuito e gli eventuali
aggiornamenti deliscrizione. A seguito di tale richiesta, le notizie devono essere fornite salvo abbiano ad
oggetto delitti di terrorismo, associazione mafiosa, strage, ecc..
Il PM pu disporre con decreto motivato, per esigenze di tutela delle indagini, il segreto sulle iscrizioni per
un periodo non superiore a 3 mesi e non rinnovabile. Ove la richiesta di informazioni riguardi una notizia
sottratta allostensione per disposizione di legge o del PM, la segreteria della procura della Repubblica
risponde al richiedente che non risultano iscrizioni suscettibili di comunicazioni.

15. LE INDAGINI DELLA POLIZIA GIUDIZIARIA
La polizia, dopo aver acquisito la notizia di reato ed averla eventualmente comunicata al PM, sino a quando
costui non assume la direzione delle indagini compie di propria iniziativa le indagini preliminari che
risultano necessarie per assicurare le fonti di prova e raccogliere quantaltro possa servire per lapplicazione
della legge penale. In particolare, raccoglie ogni elemento utile alla ricostruzione del fatto e
allindividuazione del colpevole mediante la ricerca tanto delle persone in grado di riferire su circostanze
rilevanti per la ricostruzione dei fatti, quanto delle cose e delle tracce pertinenti al reato.
A tali fini, la polizia compie sia unattivit formale dindagine, consistente in atti regolati dalla legge, sia
unattivit informale, non disciplinata specificamente, costituita da atti non implicanti lesercizio di poteri
autoritativi.
Tra le attivit del primo tipo si collocano i seguenti atti:
a. Gli ufficiali ed agenti di polizia identificano la persona sottoposta alle indagini e quelle che possono
fornire informazioni sui fatti oggetto delle medesime. Nellidentificare lindagato possono

b.

c.

d.

e.

f.

g.

h.

i.

compiere rilievi dattiloscopici, fotografici e antropometrici, nonch altri accertamenti. Ai fini di


questi ultimi, previa autorizzazione del PM, possono eseguire il prelievo di capelli o saliva;
Accompagnano la persona sottoposta alle indagini o informata dei fatti, la quale rifiuti di farsi
identificare o fornisca generalit o documenti ritenuti falsi, nei propri uffici e la trattengono per il
tempo necessario allidentificazione e comunque per non pi di 12 ore, ovvero non oltre le 24 ore,
se lidentificazione risulta particolarmente complessa oppure occorre lassistenza dellautorit
consolare o di un interprete, con diritto del trattenuto di chiedere che un suo familiare o
convivente sia informato del trattenimento. La polizia informa immediatamente
delaccompagnamento e dellora in cui avvenuto il procuratore della Repubblica, il quale, se
ritiene che la polizia abbia agito in difetto dei presupposti di legge, ordina il rilascio della persona
accompagnata;
Gli ufficiali di polizia, purch la persona sottoposta alle indagini non sia in stato di fermo o arresto e
che il suo difensore sia presente, acquisiscono sommarie informazioni dalla persona stessa,
avvertendola della facolt di non rispondere alle domande diverse da quelle miranti alla sua
identificazione;
Gli ufficiali di polizia, sul luogo e nellimmediatezza del fatto, possono acquisire dalla persona
sottoposta alle indagini notizie utili allimmediata prosecuzione delle indagini; le dichiarazioni cos
ottenute, assunte senza lassistenza del difensore, non possono essere documentate n utilizzate
se non ai fini dellimmediata prosecuzione delle indagini;
La polizia riceve dalla persona sottoposta alle indagini le sue dichiarazioni spontanee, che possono
essere usate in dibattimento solo per le contestazioni allimputato che sottostia allesame; inoltre,
una volta contestate, possono essere usate dal giudice solo per valutare la credibilit
dellimputato;
La polizia assume sommarie informazioni dalle persone informate dei fatti. Se durante laudizione
la persona rende dichiarazioni dalle quali emergono indizi di reit a suo carico, lufficiale o agente
di polizia procedente interrompe latto, avverte la persona che indagini potranno essere iniziate
nei suoi confronti e la invita a nominare un difensore. Le dichiarazioni rese dalla persona prima
dellemergere degli indizi non potranno essere utilizzate come prova contro di lei. Quelle rese in
unaudizione illegalmente iniziata o proseguita non potranno essere utilizzate neppure contro altri;
Gli ufficiali di polizia assumono informazioni anche dalle persone indagate o imputate in un
procedimento connesso o collegato, nei confronti delle quali si procede o si proceduto
separatamente (indicate nellart. 210). Esse sono avvertite della facolt di non rispondere alle
domande non dirette alla loro identificazione e sono assistite da un difensore, il quale deve essere
avvisato del compimento dellesame e pu presenziare ad esso;
Nella flagranza del reato o in caso di evasione gli ufficiali di polizia compiono la perquisizione della
persona sulla quale o del luogo nel quale hanno motivo di ritenere che siano occultate prove o
tracce del reato che possono essere cancellate o disperse, nonch del luogo dove hanno motivo di
ritenere che la persona sottoposta alle indagini o levaso si trova. Analogo potere attribuito agli
stessi, sussistendo particolari motivi durgenza, quando bisogna eseguire un ordine di carcerazione,
ovvero altra misura restrittiva della libert personale di natura cautelare o precautelare. Essi
possono anche procedere alla perquisizione di sistemi informatici o telematici quando hanno
motivo di ritenere chi vi sono occultati dati, programmi o tracce pertinenti al reato. La polizia
trasmette senza ritardo, e comunque non oltre le 48 ore dal compimento dellatto, il verbale della
perquisizione al procuratore della Repubblica del luogo in cui lo stesso stato compiuto. Il
procuratore pronuncia sulla convalida dellatto entro 48 ore dalla ricezione del verbale;
Gli ufficiali di polizia, se vi pericolo che le cose pertinenti al reato o le sue tracce si disperdano o
che lo stato dei luoghi venga mutato e il PM non pu intervenire tempestivamente o non ha
ancora assunto la direzione delle indagini, compiono i necessari rilievi e accertamenti sullo stato
dei luoghi, delle cose e delle persone e sequestrano il corpo del reato e le cose pertinenti a questo.
Se tali rilievi comportano il prelievo di materiale biologico, gli agenti ed ufficiali procedono, anche
coattivamente, previa autorizzazione del PM. Quando i rilievi e gli accertamenti richiedono delle
specifiche competenze tecniche, i funzionari possono avvalersi dellausilio di persone idonee, le
quali non possono rifiutare. Il funzionario enuncia il motivo del sequestro nel verbale, del quale

consegna una copia alla persona cui le cose sono state sequestrate e trasmette unaltra, non oltre
48 ore, al procuratore della Repubblica del luogo dove il sequestro stato compiuto. Entro 48 ore
dalla ricezione il procuratore, con decreto motivato, convalida il sequestro oppure ordina la
restituzione delle cose sequestrate. Copia del decreto di convalida immediatamente notifica alla
persona cui le cose sono state sequestrate. Tale persona, lindagato e la persona che avrebbe
diritto alla restituzione delle cose sequestrate possono proporre richiesta di riesame del decreto di
convalida al tribunale in composizione collegiale del capoluogo della provincia in cui il PM
convalidante ha sede;
j. Gli ufficiali di polizia trasmettono al procuratore i plichi sigillati o altrimenti chiusi che hanno
acquisito. Se hanno fondato motivo di ritenere che essi contengono elementi utili
allindividuazione di fonti di prova che potrebbero disperdersi a causa del ritardo, informano il PM,
il quale pu autorizzarli allapertura immediata e allaccertamento del contenuto;
k. Gli ufficiali di polizia che rilevano la giacenza presso un ufficio o servizio postale di lettere, pacchi,
ecc.. che possono avere relazione con il reato, in caso durgenza ordinano al preposto ufficio di
sospendere linoltro e avvertono di ci il PM. Se entro 48 ore questi non dispone il sequestro, gli
oggetti fermati devono essere inoltrati;
l. Se non possibili attendere lintervento del PM, gli ufficiali di polizia attuano il sequestro
preventivo delle cose pertinenti al reato la cui libera disponibilit pu aggravare o protrarre le
conseguenze di questo, nonch delle cose suscettibili di confisca. Entro 48 ore, a pena di
decadenza del provvedimento, trasmettono il verbale di sequestro al PM del luogo in cui lo stesso
stato eseguito. Entro 48 ore dalla ricezione, il PM, se non dispone la restituzione delle cose
sequestrate, chiede al gip la convalida dellatto di polizia e lemissione di un autonomo decreto di
sequestro. Il giudice emette tale decreto e lordinanza di convalida entro 10 gg. dalla ricezione
della richiesta. Anche contro tale decreto la persona sottoposta alle indagini e il suo difensore, la
persona alla quale le cose sono state sequestrate e quella che avrebbe diritto alla loro restituzione
possono proporre richiesta di riesame al tribunale in composizione collegiale del capoluogo della
provincia nella quale ha sede il giudice che ha pronunciato.

16. LE ULTERIORI INDAGINI DELLA POLIZIA GIUDIZIARIA
Dopo che il procuratore ha assunto la direzione delle indagini, la polizia compie:
a. Gli atti che le vengono delegati dal PM, compresi linterrogatorio e il confronto della persona
sottoposta alle indagini, purch si trovi in libert e sia presente il suo difensore. In ogni atto
delegato la polizia osserva le disposizioni dettate per gli atti dindagine preliminare espletati dal
PM;
b. Gli atti necessari per ottemperare alle direttiva dindagine impartite dal PM alla polizia;
c. Gli atti non delegati ed estranei a tali direttive che risultano necessari per accertare i reati. In tal
caso, la polizia assicura le nuove fonti di prova e di esse informa il PM.

17. LE INDAGINI DEL PM
Acquisita la notizia di reato, il PM, iscritta la notizia nel registro, svolge le indagini necessarie a consentirgli
di determinarsi in ordine allesercizio dellazione penale. Inoltre, indaga anche su fatti e circostanze
favorevoli allindagato in quanto organo di giustizia, per cui deve farsi carico anche dellipotesi di innocenza
di costui.
Nello svolgere le indagini preliminari il PM:
a. Compie linterrogatorio della persona sottoposta alle indagini. Quando dal giudice ottiene
lordinanza applicativa di una misura cautelare, il PM pu interrogare lindagato sottoposto a tale
misura solo dopo che il giudice ha svolto linterrogatorio di garanzia di costui (entro 5 gg.
dallesecuzione della custodia carceraria ovvero entro 10 gg. dallesecuzione di ogni altra misura).
Al massimo il PM pu accelerare leffettuazione dellinterrogatorio chiedendo, nella richiesta di
custodia cautelare, che lo stesso venga effettuato entro 48 ore dallinizio dellesecuzione della
misura. Linterrogatorio verbalizzato in forma riassuntiva e documentato integralmente con la
riproduzione fonografica e audiovisiva;

b. Riceve la presentazione spontanea dellindagato e le conseguenti dichiarazioni spontanee dello


stesso. Se durante tale presentazione il PM contesta il fatto allindagato e lo ammette ad esporre le
proprie discolpe, latto equivale ad interrogatorio;
c. Compie lesame delle persone informate dei fatti, col divieto, sino a che la testimonianza non ha
luogo, di escutere persone che unaltra parte processuale ha indicato come fonti di prova in una
richiesta di incidente probatorio o di integrazione probatoria, in una lista predibattimentale o il cui
esame sia stato ammesso dal giudice del dibattimento. Inoltre il PM: 1) avverte la persona
esaminata della facolt di non rendere dichiarazioni qualora essa sia un prossimo congiunto della
persona sottoposta alle indagini o legata alla medesima persona da altri rapporti; 2) nei confronti
delle persone informate dei fatti che invocano il segreto professionale o dufficio compie gli
accertamenti necessari ed eventualmente impartisce lordine di deporre; 3) ordina al giornalista di
rivelare il nome del suo informatore se la notizia da lui acquisita indispensabile per la prova del
reato e la veridicit della notizia pu essere accertata solo tramite lidentificazione della fonte; 4)
informa il Presidente del Consiglio dellopposizione del segreto di Stato e, se questo viene
confermato e la prova sottratta essenziale per la definizione del processo, chiede al giudice di
pronunciare sentenza di non doversi procedere per lesistenza di un segreto di Stato; 5) prende atto
della dichiarazione dellagente o ufficiale di polizia o del dipendente dei servizi segreti di non voler
rivelare il nome del proprio informatore e, in tal caso, non utilizza le dichiarazioni provenienti
dallinformatore stesso. La persona informata dei fatti che, esaminata dal PM, afferma il falso o
nega il vero o tace su ci che sa, commette il reato di false informazioni al PM, punibile con la
reclusione fino a 4 anni. Il PM che ha escusso una persona informata dei fatti, con decreto motivato
da esigenze dindagine, pu vietarle per un tempo non superiore a 2 mesi di comunicare a terzi i
fatti oggetto dindagine di cui essa ha conoscenza;
d. Compie lesame delle persone indicate nellart. 210;
e. Compie il confronto dellindagato con altri indagati o con le persone informate dei fatti o con quelle
indicate nellart. 210, se tali soggetti hanno reso dichiarazioni inconciliabili su circostanze
importanti per laccertamento del reato;
f. In caso di necessit, dispone lindividuazione di una persona, di una cosa o di quantaltro sia
suscettibile di percezione sensoriale;
g. Dispone con decreto motivato lispezione delle persone, delle cose o dei luoghi sulle quali o nei
quali ritenga di poter accertare le tracce e gli altri effetti materiali del reato;
h. Compie rilievi segnaletici, descrittivi e fotografici, accertamenti ed ogni altra operazione tecnica
nominando, se necessario, uno o pi consulenti tecnici;
i. Dispone con decreto motivato la perquisizione personale di colui che si ritenga occulti sulla
persona il corpo del reato o cose pertinenti al reato, e la perquisizione del luogo ove ritiene che tali
cose si trovino ovvero che in esso possa eseguirsi larresto dellimputato o dellevaso. Per
rintracciare le cose da sottoporre a sequestro o per accertare altre circostanze utili alle indagini,
esamina o delega gli ufficiali di polizia ad esaminare atti, documenti e corrispondenza presso
banche. Chiede al giudice lautorizzazione a disporre la perquisizione, lispezione o il sequestro
negli uffici dei difensori eseguendo personalmente tali atti;
j. Dispone con decreto motivato il sequestro probatorio del corpo del reato e delle cose pertinenti ad
esso necessarie per laccertamento dei fatti. Il PM, se ritiene di non disporre il sequestro probatorio
richiestogli dallinteressato, trasmette la richiesta ed il proprio parere negativo al giudice. Provvede
per la restituzione delle cose sequestrate con decreto motivato;
k. Chiede al giudice lautorizzazione a disporre lintercettazione di comunicazioni. Dispone
lintercettazione senza autorizzazione nei casi durgenza, qualora dal ritardo possa derivare grave
pregiudizio alle indagini, con decreto motivato da trasmettere entro 24 ore al giudice per la
convalida. Chiede al giudice la proroga del termine di durata delloperazione. Al fine di tutelare le
indagini, chiede al giudice di autorizzarlo a differire il deposito dei verbali e delle registrazioni non
oltre la chiusura delle indagini. Chiede al giudice lacquisizione delle conversazioni e delle
informazioni rilevanti;
l. Se non si pu attendere il provvedimento del giudice, dispone il sequestro preventivo con decreto
motivo da trasmettere al giudice entro 48 ore per la convalida;

m. Per compiere gli atti sopra elencati, emette linvito allindagato a presentarsi a decreto di citazione
della persona offesa dal reato, delle persone informate sui fatti, di quelle indicate nellart. 210, del
consulente tecnico, dellinterprete e del custode delle cose sequestrate. Tale invito contiene
lindicazione dellatto al cui compimento linvito preordinato e, se si tratta di interrogatorio, la
sommaria enunciazione del fatto, nonch lindicazione degli elementi e delle fonti di prova e
lavvertimento che potr essere presentata richiesta di giudizio immediato. Linvito va notificato
con un anticipo di almeno 3 gg., salvo, nei casi durgenza, un termine minore;
n. Nellesercizio delle sue funzioni dispone dei poteri coercitivi conferiti al giudice.

18. LA DOCUMENTAZIONE DELLE INDAGINI
Tutti gli atti dindagine preliminare devono essere documentati. In particolare, gli ufficiali e gli agenti di
polizia redigono verbale di:
a. Denunce, querele e istanze di procedimento presentate oralmente;
b. Interrogatorio e spontanee dichiarazioni dellindagato;
c. Esame di persone informate dei fatti e di persone indicate nellart. 210;
d. Perquisizioni e sequestri;
e. Identificazione di persone, acquisizione e apertura plichi, fermo di corrispondenza, rilievi e
accertamenti sullo stato di persone, cose e luoghi;
f. Atti descrittivi di fatti e situazioni redatti prima che il PM impartisse direttive per le indagini.
Tutti gli atti della polizia sono documentati mediante annotazione, anche sommaria, secondo le modalit
ritenute utili per le indagini. Tale annotazione deve indicare lufficiale o agente che ha operato, il giorno,
lora e il luogo, il risultato dellatto, le generalit delle persone che hanno reso dichiarazioni o della cui
opera si avvalsa la polizia.
La documentazione, insieme con le denunce, querele e istanze presentate per iscritto, i referti, il corpo del
reato e le altre cose ad esso pertinenti, devono essere trasmessi al PM.
Il PM redige verbale di:
a. Denunce, querele e istanze di procedimento presentate oralmente;
b. Interrogatorio e confronto dellindagato;
c. Esame di persone informate dei fatti e di persone indicate nellart. 210;
d. Ispezioni, perquisizioni, sequestri e accertamenti tecnici irripetibili.
Tutti gli altri atti del PM sono documentati mediante verbale redatto in forma sommaria o, se si tratta di
atti a contenuto semplice o di limitata rilevanza, mediante annotazione. La documentazione degli atti del
PM stesa da un ufficiale di polizia o dallausiliario che assiste il PM durante il compimento dellatto
immediatamente dopo.
La notizia di reato, gli atti trasmessi dalla polizia e la documentazione degli atti dindagine compiuti dal PM
sono conservati da questultimo nel fascicolo delle indagini.

19. LA PARTECIPAZIONE DEL DIFENSORE
Durante le indagini preliminari svolte dalla polizia, il difensore della persona sottoposta alle indagini deve
presenziare allassunzione di sommarie informazioni ed ha il diritto di presenziare alla perquisizione locale o
personale, ai rilievi e accertamenti sullo stato di persone, luoghi e cose, al sequestro e allimmediata
apertura di plichi autorizzata dal PM.
Per assicurare la partecipazione del difensore allinterrogatorio di polizia, lufficiale che procede invita
lindagato a nominare un difensore di fiducia e, se lindagato non provvede, d avviso dellatto al difensore
dufficio.
Invece, la polizia, quando compie un atto al quale il difensore ha diritto di assistere senza essere
preavvisato, avverte lindagato, se presente, che pu farsi assistere da un difensore i fiducia e, se la cosa
non pregiudica il risultato dellatto, ne attende lintervento.
I verbali degli atti ai quali il difensore pu o deve assistere sono depositati entro 3 gg. dal compimento
dellatto nella segreteria del PM, e qui restano depositati per 5 gg. affinch il difensore possa prenderne
visione ed estrarne copia. Quando non viene dato avviso del compimento dellatto, al difensore viene
immediatamente dato avviso di deposito e il termine decorre dal ricevimento della notificazione. Al fine di

tutelare lefficacia delle indagini, con decreto motivato il PM disporre che il deposito venga ritardato per
non oltre 30 gg. Contro il decreto del PM lindagato ed il suo difensore possono proporre opposizione al gip.
Durante le indagini preliminari svolte dal PM, il difensore ha diritto di presenziare allinterrogatorio e al
confronto del suo assistito, allispezione personale, allaccertamento tecnico irripetibile e alla perquisizione
e al sequestro.
Quando deve compiere un atto del genere, il PM invia allindagato e alla persona offesa dal reato
uninformazione di garanzia recante lindicazione delle norme che si assumono violate, della data e del
luogo del fatto e linvito a nominare un difensore di fiducia. Linformazione spedita tramite raccomanda
R/R. Tale informazione pu essere sostituita da un equipollente, cio da un atto diverso ma che garantisca
al destinatario tutte le conoscenze che essa deve procurare.
Inoltre, sempre il PM, quando deve compiere il primo degli atti dindagine ai quali il difensore ha diritto di
assistere, fa notificare allindagato la comunicazione della nomina di un difensore dufficio; tale atto
contiene anche:
a. Linformazione che nel processo penale limputato deve essere assistito da almeno un difensore,
con lindicazione delle facolt e dei diritti che la legge riconosce allindagato;
b. Lavviso che egli ha la facolt di nominare un difensore di fiducia con lavvertimento che, in
mancanza, sar assistita dal difensore dufficio gi nominato;
c. Il nominativo, lindirizzo ed il recapito telefonico di tale difensore;
d. Lindicazione delle condizioni per lammissione al patrocinio a spese dello Stato;
e. Lavviso che limputato non ammesso a tale patrocinio ha lobbligo di retribuire il difensore dufficio
e lavvertimento che, in caso di inadempimento, si proceder ad esecuzione forzata.
Il PM avvisa il difensore dellinterrogatorio o del confronto dellindagato con almeno 24 ore danticipo.
Lavviso dellispezione personale pu essere omesso se vi fondato motivo di ritenere che le tracce o gli
altri effetti materiali del reato possano essere alterati.
Qualora il PM ritenga di dover compiere un accertamento tecnico irripetibile, cio che non potr essere
ripetuto nel dibattimento perch ha ad oggetto persone, cose o luoghi il cui stato esposto ad una
modificazione non prevedibile, lindagato, la persona offesa ed i loro difensori sono avvertiti del tempo e
del luogo di conferimento dellincarico al consulente tecnico del PM e della facolt di nominare propri
consulenti tecnici. Se prima del conferimento dellincarico lindagato fa riserva di chiedere al giudice che la
prova sia assunta con le forme della perizia in incidente probatorio, il PM non pu far luogo
allaccertamento tecnico salvo ritenga che esso non potr pi essere compiuto utilmente. Se egli fa
eseguire laccertamento in mancanza di tale presupposto, i risultati dellatto non possono essere utilizzati in
dibattimento.
Nel corso delle indagini preliminari, i difensori hanno facolt di presentare memorie e richieste scritte al
PM.

20. LARRESTO E IL FERMO
Nelle indagini preliminari la polizia e il PM possono limitare la libert personale dellindagato: la polizia con
larresto e il fermo, il PM solo col fermo.
Larresto e il fermo:
a. Possono essere limitati dalla legge ai soli casi di necessit ed urgenza previsti dalla legge;
b. Sono provvisori;
c. Sono soggetti al successivo controllo e alleventuale convalida dellorgano giurisdizionale, al quale
devono essere comunicati entro 48 ore ed il quale deve pronunciarsi entro le successive 48 ore;
d. Se non vengono convalidati entro tale termine, sono revocati.
Larresto la restrizione della libert personale che la polizia dispone a carico di chi colto nella flagranza
di un reato (flagranza propria) oppure di chi, subito dopo il reato, inseguito dalla polizia, dalla persona
offesa o da altre persone, ovvero sorpreso con tracce del reato (flagranza impropria). Nel reato
permanente lo stato di flagranza dura fino a quando la permanenza non cessata.
La polizia ha lobbligo di arrestare chi colto nella flagranza di un reato per il quale previsto lergastolo o
la reclusione per un minimo di 5 e un massimo di 20 anni, mentre hanno la facolt di arrestare chi colto
nella flagranza di un reato per il quale prevista la reclusione di durata superiore a 3 anni o, nel caso di
delitto colposo, non inferiore a 5 anni.

In caso di sorpresa in flagranza di un reato perseguibile a querela, larresto possibile solo se viene
proposta querela, anche oralmente; se invece lavente diritto dichiara di rimettere la querela, larrestato
posto immediatamente in libert.
Nei casi in cui larresto obbligatorio per la polizia, esso invece facoltativo per il privato, il quale, se lo
esegue, deve consegnare larrestato e il corpo del reato alla polizia, la quel redige verbale della consegna e
ne rilascia copia al privato.
Il fermo, invece, il provvedimento limitativo della libert disposto dal PM nei confronti di chi risulta
gravemente indiziato di un delitto per il quale la legge stabilisce lergastolo o la reclusione superiore nel
massimo a 6 anni e non inferiore nel minimo a 2 anni, ovvero di un delitto riguardante le armi da guerra e
gli esplosivi, o commesso per finalit di terrorismo o di eversione dellordine democratico. Il provvedimento
viene disposto quando specifici elementi fanno ritenere fondato il pericolo di fuga.
La polizia pu operare il fermo prima che il PM assuma la direzione delle indagini in presenza dei suoi
presupposti oppure, dopo che il PM ha assunto la direzione delle indagini, se viene successivamente
individuato lindiziato ovvero sopraggiungono elementi che rendono fondato il pericolo di una sua fuga e
non sia possibile attendere il provvedimento del PM.
Il fermo e larresto sono vietati quando il soggetto ha agito in presenza di una causa di giustificazione o di
non punibilit.
La polizia, dopo aver effettuato larresto o il fermo:
a. Avverte larrestato o fermato della possibilit di nominare un difensore;
b. Redige verbale dellarresto o del fermo, che deve contenere leventuale nomina del difensore di
fiducia, lindicazione del giorno, dellora e del luogo in cui latto stato eseguito e le ragioni che
lhanno giustificato;
c. Informa delle misure il PM del luogo in cui sono state compiuto; il difensore di fiducia o quello
dufficio; col consenso dellarrestato o fermato, i suoi familiari;
d. Pu assumere dallarrestato o dal fermato, immediatamente e sul luogo, le sommarie informazioni
utili allimmediata prosecuzione delle indagini, nonch le sue dichiarazioni spontanee;
e. Libera immediatamente larrestato o fermato se risulta che la misura stata effettuata per errore
di persona o fuori dei casi previsti dalla legge, informando della liberazione il PM;
f. Entro 24 ore dalla misura, mette larrestato o il fermato a disposizione del PM conducendolo nel
carcere del luogo dellarresto o del fermo. Inoltre, trasmette il verbale della misura allo stesso PM,
il quel pu disporre che larrestato o il fermato sia custodito nella sua abitazione o in un luogo di
pubblica assistenza, oppure in un altro carcere;
g. Trasmette il verbale di fermo anche al PM che ha disposto la misura, se questo diverso da quello
del luogo in cui la stessa stata eseguita.
Il PM:
a. Sino a quando larrestato o il fermato non viene messo a disposizione del giudice, pu dilazionare
lesercizio del diritto di conferire col difensore;
b. Previo avviso al difensore, pu interrogare larrestato o fermato informandolo, oltre che della
facolt di non rispondere alle domande diverse da quelle necessarie alla sua identificazione, del
fatto per cui si procede, delle ragioni che hanno imposto la misura, degli elementi di prova a suo
carico;
c. Dispone con decreto motivato la liberazione dellarresto o fermato se la misura stata effettuata
per errore di persona o fuori dei casi previsti dalla legge; se la misura divenuta inefficace; se
ritiene di non dover chiedere al giudice lapplicazione di una misura coercitiva;
d. Entro 48 ore dalla misura chiede la convalida del provvedimento al gip del luogo in cui lo stesso
stato eseguito. Insieme con la richieste trasmette il decreto di fermo, il verbale della misura e la
documentazione che larrestato o fermato stato condotto nel luogo di custodia;
e. Ove non intenda partecipare alludienza di convalida, fa pervenire al giudice le proprie richieste
riguardanti la libert personale del soggetto e gli elementi su cui si fondano.
Il gip:
a. Fissa ludienza di convalida entro 48 ore dalla richiesta dandone avviso al PM, al difensore, nonch
al soggetto gi liberato;

b. Alludienza, che si svolge in camera di consiglio con la presenza del difensore, nomina un sostituto
del difensore non reperito o non comparso. Sente il PM, se comparso, il quale indica i motivi della
misura e le richieste in ordine alla libert personale. Interroga il soggetto, se comparso, e sente il
suo difensore. Pronuncia sulla richiesta di convalida, adottando il relativo provvedimento se la
misura legittima ed stata effettuata nel rispetto dei termini previsti. Invece, la misura perde
efficacia se lordinanza di convalida non pronunciata entro 48 ore dal momento in cui larrestato
o fermato stato messo a disposizione del giudice. Lordinanza ricorribile per cassazione;
c. A richiesta del PM dispone con ordinanza la misura cautelare personale della quale ravvisa i
presupposti. Le ordinanze sono lette in udienza e in tal caso comunicate al PM e notificate al
soggetto se non comparsi, oppure sono pronunciate fuori udienza e comunicate e notificate ai
medesimi soggetti, anche se comparsi. I termini per impugnarle decorrono dalla lettura o dalla
comunicazione o notificazione.

21. LINCIDENTE PROBATORIO
Lincidente probatorio serve a consentire, davanti al gip, lassunzione nel rispetto del contraddittorio di
prove destinate ad avere piena efficacia nella fase del giudizio.
Esso pu essere utilizzato per assumere:
a. Una testimonianza, quando vi motivo di ritenere che il testimone non potr deporre in
dibattimento per infermit o altro grave impedimento, oppure quando vi motivo di ritenere che
possa subire minacce, violenze o altro affinch nel dibattimento non deponga o deponga il falso;
b. Lesame dellindagato su fatti riguardanti la responsabilit di altri;
c. Lesame delle persone elencate nellart. 210;
d. Il confronto tra le persone elencate sub a, b e c se esse hanno reso dichiarazioni divergenti su
circostanze importanti o se sussiste una delle situazioni di cui sub a;
e. Una perizia o un esperimento giudiziale riguardanti una persona, cosa o luogo soggetti ad una
modificazione non evitabile, oppure una perizia la cui effettuazione in dibattimento potrebbe
causare una sua sospensione superiore a 60 gg.;
f. Una ricognizione non rinviabile al dibattimento;
g. La testimonianza di un minore di 16 anni per reati contro la personalit individuale o la libert
sessuale.
Lincidente probatorio pu essere richiesto al gip dal PM o dallindagato, fino al termine delle indagini
preliminari, salvi i successivi ampliamenti fino alludienza preliminare. Riguardo alle indagini preliminari, i
soggetti legittimati a promuovere lincidente possono chiedere, ai fini della sua esecuzione, una proroga
dellordinario termine delle indagini, la quel verr concessa dal gip per il tempo strettamente necessario
allacquisizione della prova.
La persona offesa dal reato, invece, pu sollecitare il PM a chiedere lincidente, il quale, se non accoglie la
sollecitazione, pronuncia un decreto motivato da notificare alloffeso.
La richiesta di incidente probatorio deve indicare, a pena di inammissibilit:
a. La prova di cui si chiede lassunzione, i fatti che ne costituiscono loggetto e le ragioni della
rilevanza della prova;
b. Le persone nei confronti delle quali si procede per i fatti oggetto della prova;
c. Le circostanze che non rendono la prova rinviabile al dibattimento;
d. I difensori delle persone nei cui confronti si procede;
e. La persona offesa ed il suo difensore.
La richiesta depositata nella cancelleria del gip o del gup con le cose e i documenti ritenuti pertinenti.
Il richiedente, a seconda dei casi, fa notificare la richiesta a seconda dei casi al PM o alle persone nei cui
confronti si procede, e deposita in cancelleria la prova della notificazione.
Entro 2 gg. dalla notifica, i destinatari possono depositare le loro deduzioni sullammissibilit e fondatezza
della richiesta, produrre cose e documenti, indicare altri fatti che devono costituire oggetto della prova ed
altre persone nei cui confronti si procede. Lindagato deve depositare le proprie deduzioni anche nella
segreteria del PM e pu prendere visione ed estrarre copia delle deduzioni presentate da altri.

Entro 2 gg. dalla notifica della richiesta di incidente probatorio proposta dallindagato, il PM pu chiedere al
giudice il differimento dellincidente se la sua esecuzione pregiudicherebbe uno o pi atti dindagine
preliminare.
La richiesta di differimento indica, a pena di inammissibilit:
a. Gli atti che sarebbero pregiudicati dallincidente;
b. Le ragioni del pregiudizio;
c. Lentit del differimento necessario ad evitare il pregiudizio.
Il giudice pronuncia sulla richiesta decorsi 2 gg. dalla sua notifica. Lordinanza di accoglimento determina:
a. Loggetto della prova nei limiti della richiesta e delle deduzioni;
b. Le persone interessate allassunzione della prova;
c. La data delludienza in cui si espleter lincidente.
Se non dichiara inammissibile o infondata la richiesta presentata dallindagato, il giudice, entro 2 gg. dal
deposito della richiesta di differimento, pronuncia anche su questa con ordinanza che, se dichiarata
infondata o inammissibile, subito comunicata al PM. Lordinanza che invece dispone il differimento fissa
ludienza per espletare lincidente ed comunicata al PM e notificata per estratto alle persone nei cui
confronti si procede. La richiesta e lordinanza di differimento sono depositate in udienza, affinch durante
il differimento lindagato non abbia conoscenza degli atti dindagine che il PM intende compiere.
Se devono essere espletati pi incidenti, questi possono essere assegnata ad una stessa udienza, purch il
cumulo non comporti ritardo. Inoltre, il giudice, con almeno 2 gg. di anticipo, fa comunicare al PM e
notificare allindagato , alloffeso e ai relativi difensori lavviso di giorno, ora e luogo in cui lincidente si
svolger. A tali soggetti poi notificato anche lavvertimento che nei 2 gg. precedenti ludienza possono
prendere visione ed estrarre copia delle dichiarazioni gi rese dalla persona che dovr essere esaminata.
Ludienza per lincidente si svolge in camera di consiglio con la partecipazione necessaria del PM e del
difensore dellindagato. Se il difensore non compare, il giudice nomina un sostituto.
Il difensore della persona offesa ha diritto ad assistere alludienza e pu chiedere al giudice di rivolgere
domande alle persone esaminate. Lindagato e loffeso hanno diritto di assistere se si deve escutere una
persona; negli altri casi solo se autorizzati dal giudice. Questultimo pu disporre laccompagnamento
dellindagato la cui presenza necessaria per lassunzione della prova e che non sia comparso senza
addurre un legittimo impedimento.
Le prove sono assunte con le forme previste per lassunzione dibattimentale. Se il PM o il difensore
dellindagato chiede che la prova si estenda a fatti o dichiarazioni concernenti tali persone, il giudice,
semprech il rinvio delludienza non pregiudichi lassunzione della prova, dispone la notifica alle persona
stesse.
Il verbale redatto e le cose e i documenti acquisiti nellincidente sono trasmessi al PM con diritto dei
difensori di prenderne visione ed estrarne copia.
Le prove assunte in incidente sono utilizzabili in dibattimento solo nei confronti dellimputato il cui
difensore abbia partecipato alla loro assunzione, anche se al momento di questa il suddetto non fosse
ancora indiziato, salvo che, al sorgere dellindizio, la ripetizione dellatto fosse divenuta impossibile. Le
stesse prove possono essere utilizzate anche in un altro procedimento, a patto che il difensore
dellimputato nel procedimento ad quem abbia partecipato alla loro assunzione. La sentenza basata su una
prova assunta in incidente, al quale il danneggiato dal reato non ha partecipato, non fa stato nel giudizio
civile di risarcimento, salvo che il danneggiato labbia accettata anche tacitamente.

22. GLI ALTRI INTERVENTI DEL GIUDICE
Il gip svolge vari interventi nel corso delle indagini preliminari:
a. Provvede alladozione, modifica, revoca e sostituzione delle misure cautelari personali. Inoltre,
provvede sullapplicazione provvisoria di misure di sicurezza nonch sulla richiesta del PM di
dilazionare lesercizio del diritto dellindagato a conferire col proprio difensore;
b. Dichiara ed eventualmente rimuove lincompatibilit della difesa di pi indagati o di pi
dichiaranti da parte di uno stesso difensore;
c. Dispone il sequestro preventivo;
d. Provvede sulla richiesta di sequestro probatorio proposta da un interessato al PM e disattesa da
questo;

e. Autorizza il PM a disporre ed eseguire lispezione, la perquisizione ed il sequestro negli uffici dei


difensori;
f. Provvede allautorizzazione, convalida e proroga dellintercettazione, differimento e proroga del
deposito dei relativi verbali e registrazioni, acquisizione, stralcio e trascrizione delle registrazioni.

23. LINVESTIGAZIONE DIFENSIVA: LA RICERCA DELLE PROVE PERSONALI
Anche i difensori delle parti private possono svolgere investigazioni per ricercare elementi di prova a
favore del proprio assistito.
Ogni difensore pu svolgere lindagine personalmente o tramite un sostituto, un investigatore privato
autorizzato o un consulente tecnico.
In tali indagini il difensore pu acquisire dichiarazioni dalle persone informate dei fatti e dalle coindagate o
coimputate nello stesso procedimento o in un procedimento connesso o per un reato collegato. Sono
sottratte allescussione:
a. Le persone incompatibili alla testimonianza;
b. Le persone alle quali il PM, dopo averle sentite come persone informate dei fatti, abbia vietato di
comunicare a terzi i fatti e le circostanze oggetto dindagine;
c. Le persone il sui esame sia stato chiesto da una parte in incidente probatorio, in sede di
integrazione probatoria nelludienza preliminare o nella lista predibattimentale, oppure sia stato
ammesso dal giudice.
Inoltre il difensore:
a. Per conferire con una persona detenuta deve essere autorizzato dal giudice che procede nei suoi
riguardi, il quale si pronuncia sentiti il difensore della persona ed il PM del procedimento pendente
contro la stessa;
b. Per conferire con i coindagati o coimputati deve avvertire con almeno 24 ore danticipo il loro
difensore, il quel deve presenziare al colloquio. Se la persona che intende esaminare non ha un
difensore, il difensore che svolge le indagini chiede al giudice di nominarle un difensore dufficio;
c. Alle persone gi sentite dalla polizia o dal PM non pu chiedere notizie sulle domande loro
formulate e sulle risposte ce essi hanno dato. Il difensore pu avere con la persona un semplice
colloquio non documentato, oppure pu ricevere da essa una dichiarazione scritta o svolgerne un
esame documentato.
In ognuna di tali ipotesi, il difensore avverte preliminarmente la persona:
a. Della propria qualit e dello scopo del colloquio;
b. Della propria intenzione di conferire semplicemente con lei oppure di riceverne una dichiarazione
scritta oppure di svolgerne un esame documentato;
c. Dellobbligo che incombe sulla persona esaminata di dichiarare se essa indagata o imputata nello
stesso procedimento o in un procedimento connesso o per un reato collegato;
d. Della facolt di non rispondere alle domande e di non rendere la dichiarazione scritta;
e. Del divieto di rivelare allinterrogante le domande eventualmente fattele dalla polizia o dal PM e le
risposte a loro date;
f. Della responsabilit penale in cui incorrerebbe nel caso in cui rendesse dichiarazioni false orali o
scritte.
Il difensore interrompe il colloquio o la dichiarazione scritta o lesame documentato non appena la persona
esaminata rende dichiarazioni da cui emergono indizi di reit a suo carico: in tal caso, le dichiarazioni rese
precedente da tale persona non possono essere usate nei suoi confronti.
Se la persona esaminata rilascia una dichiarazione scritta, la sua firma in calce a questa autenticata dal
difensore, il quale vi redige e allega una relazione contenente:
a. La data della ricezione della dichiarazione;
b. Le generalit del dichiarante e del difensore;
c. Lattestazione che costui ha rivolto i prescritti avvertimenti al dichiarante;
d. I fatti oggetto della dichiarazione.
Lomissione degli avvertimenti e la violazione degli altri doveri del difensore costituiscono illeciti
disciplinari, dei quali il giudice procedente d comunicazione al titolare del relativo potere sanzionatorio.

Quando una persona non accetta il contatto col difensore, oppure dichiara di avvalersi della facolt di non
rispondere, il difensore pu alternativamente:
a. Chiedere la PM di compiere lesame della suddetta, se essa un persona informata dei fatti. Il PM
fissa lesame entro 7 gg. dalla richiesta dandone avviso al difensore richiedente, il quale deve
intervenire e per primo formula le domande;
b. Chiedere al gip di svolgere lesame della suddetta persona in incidente probatorio. Laudizione in
incidente probatorio pu essere richiesta nei confronti non solo della persona informata dei fatti,
ma anche di quella coindagata o coimputata.

24. Segue: LA RICERCA DELLE PROVE REALI
Quanto alle indagini sulle cose:
a. Pu chiedere alla PA, che ha formato o detiene un documento, di avere visione o estrarre copia a
proprie spese. Se lamministrazione non accoglie la richiesta, il difensore pu chiedere al PM di
disporre il sequestro del documento. Se il PM ritiene di non accogliere la richiesta, la trasmette col
proprio parere negativo al gip, il quale pu disporre il sequestro;
b. Pu accedere ai luoghi privati o non aperti al pubblico che presentano un interesse per il
procedimento. Se chi ha la disponibilit del luogo rifiuta laccesso, il difensore pu chiedere
lautorizzazione allaccesso al giudice, il quale pu concederla con decreto motivato. La persona
presente sul luogo avvertita della facolt di farsi assistere da una persona di sua fiducia purch
idonea e reperibile. Il difensore pu redigere un verbale riportante: 1) la data e il luogo
dellaccesso; 2) le proprie generalit e quelle delle persone intervenute; 3) la descrizione dello stato
dei luoghi e delle cose; 4) lindicazione dei rilievi eseguiti; 4) la sottoscrizione delle persone
intervenute;
c. Pu compiere atti irripetibili ai quali il PM ha facolt di presenziare personalmente o tramite la
polizia. Dellaccertamento tecnico irripetibile il difensore deve avvertire il PM;
d. Che venga esercitata lazione penale, pu chiedere al PM di autorizzare il consulente tecnico della
difesa ad intervenire alle ispezioni e ad esaminare loggetto delle ispezioni alle quali non
intervenuto, nonch le cose sequestrate nel luogo in cui queste si trovano. Contro il decreto del PM
che nega lautorizzazione il difensore pu proporre opposizione al giudice. Dopo lesercizio
dellazione penale, il difensore chiede lautorizzazione direttamente al giudice.

25. Segue: LUTILIZZAZIONE DEI RISULTATI DELLINDAGINE
Il difensore libero di utilizzare o meno nel processo i verbali e gli altri risultati dellindagine svolta.
Le sole eccezioni a questa regola riguardano i verbali degli accertamenti tecnici e degli altri atti irripetibili, e
quelli relativi allaudizione che il difensore ha chiesto di operare al PM o al giudice in incidente probatorio.
Allinfuori di ci, il difensore pu presentare i risultati delle sue indagini al PM o direttamente al gip, il quale
li inserisce in un fascicolo del difensore tenuto presso il proprio ufficio. Dopo la chiusura delle indagini
preliminari, tale fascicolo viene inserito in quello delle indagini.
Disposto il rinvio a giudizio:
a. I documenti delle dichiarazioni acquisite nel corso dellindagine difensiva sono inseriti nel fascicolo
del PM e possono essere utilizzati dalle parti in dibattimento;
b. I verbali degli atti irripetibili compiuti dal difensore e, su accordo delle parti, qualsiasi altro
documento dellindagine difensiva sono inseriti nel fascicolo per il dibattimento e possono essere
letti in dibattimento.

26. Segue: LE ULTERIORI INDAGINI
Il difensore pu svolgere tali indagini:
a. Prima dellinizio di un procedimento penale, purch abbia ricevuto dal proprio assistito un
mandato ad indagare contenente la sua nomina a difensore, lindicazione dei fatti ai quali il
mandato si riferisce e la sottoscrizione autenticata dal difensore. In tal caso, tuttavia, il difensore
non pu compiere gli atti dindagine che presuppongono lautorizzazione o implicano la
partecipazione dellautorit giudiziaria;
b. Disposto il rinvio a giudizio, pu svolgere la stessa attivit integrativa dindagine consentita al PM;

c. Pu svolgere lindagine difensiva in ogni ulteriore stato e grado del procedimento nonch dopo la
formazione del giudicato, in vista del giudizio di revisione o dei procedimenti incidentali di
esecuzione.

27. Segue: LA TUTELA PENALE DELLINDAGINE DIFENSIVA
Lo svolgimento ed i risultati delle indagini difensive sono garantiti da alcune norme penali:
a. La persona informata dei fatti che rende dichiarazioni false al difensore commette il reato di false
dichiarazioni al difensore, punito con la reclusione sino a 4 anni;
b. La medesima persona che, sentita dal PM a richiesta del difensore, rende false dichiarazioni oppure
tace su ci che sa in merito ai fatti sui quali interrogata, commette il reato di false dichiarazioni al
PM, punito con la reclusione sino a 4 anni;
c. Il difensore, nel redigere il verbale documentante i risultati dei suoi atti dindagine, assume la
qualit di pubblico ufficiale e quindi pu commettere il reato di falso ideologico in atto pubblico.
Altri, invece, ritengono che egli conserva la sua qualit di esercente un servizio di pubblica
necessit, e pertanto potrebbe commettere al massimo il reato di falsit ideologica in certificati.

28. IL COORDINAMENTO DELLE INDAGINI
Le indagini preliminari condotte da PM diversi si dicono collegate se:
a. Attengono a procedimenti connessi;
b. Hanno per oggetto reati commessi gli uni in occasioni di altri o per conseguire o assicurare al
colpevole o ad altri il profitto, ecc..;
in caso di collegamento fra indagini gli uffici dei PM procedenti si coordinano ai fini della speditezza,
economia ed efficacia delle stesse, pertanto:
a. Si scambiano atti ed informazioni;
b. Si comunicano le direttive impartite alla polizia;
c. Compiono congiuntamente singoli atti dindagine.

29. LOBBLIGO DEL SEGRETO E IL DIVIETO DI PUBBLICAZIONE DEGLI ATTI
Gli atti dindagine compiuti dalla polizia o dal PM durante le indagini preliminari sono segreti sino a quando
lindagato non ne possa avere conoscenza e, comunque, non oltre la chiusura delle indagini preliminari.
Chiunque rivela notizie relative ad uno dei suddetti atti commette, salvo che il fatto costituisca un reato pi
grave, il reato di rivelazione di segreti inerenti ad un procedimento penale, punito con la reclusione fino ad
un anno.
Inoltre, gli atti dindagine preliminare segreti non possono essere pubblicati, nemmeno parzialmente o per
riassunto. Tale divieto risponde allesigenza di tutelare lefficacia delle indagini e il buon nome dellindagato
non ancora imputato. Quindi, anche dopo la caduta del segreto e fino alla chiusura delle indagini o
delludienza preliminare, tali atti possono essere pubblicati solo nel loro contenuto ovvero per riassunto.
La violazione del segreto integra la contravvenzione di pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento
penale.

30. LA DURATA DELLE INDAGINI
Il PM deve chiudere le indagini preliminari con la richiesta di archiviazione o lesercizio dellazione penale
entro 6 mesi o, se si procede per un uno dei reati ex art. 407.2 lett. a (associazione a delinquere, mafia,
terrorismo, ecc), entro 1 anno dal giorno in cui il nome dellindagato stato iscritto nel registro delle
notizie di reato.
Se si procede per un reato perseguibile a querela, istanza o richiesta, il termine decorre dal giorno in cui tali
atti pervengono al PM; se necessaria lautorizzazione a procedere, il termine resta sospeso dal giorno in
cui lautorizzazione richiesta e fino a quando essa non perviene. Inoltre, il termine resta sospeso durante
la perizia disposta in incidente probatorio per accertare lattitudine dellindagato a partecipare
coscientemente al processo e, salvo si tratti di procedimenti per reati di criminalit organizzata, soggetto
alla sospensione feriale.
A richiesta del PM, tale termine pu subire una o pi proroghe, ciascuna non eccedente i 6 mesi, sino ad un
massimo di 18 mesi o, nei procedimenti ex art. 407.2, di 2 anni. Nei procedimenti per i reati di omicidio

colposo e di lesioni personali colpose per violazione delle norme stradali o di sicurezza sul lavoro (artt.
589.2 e 590.3 c.p.) la proroga pu essere concessa una sola volta.
Il PM chiede al proroga al gip prima della scadenza del termine indicando la notizia di reato che allorigine
delle indagini e il motivo della proroga, che la prima volta pu essere la giusta causa mentre quelle
successive la particolare complessit delle indagini o loggettiva impossibilit di concluderle entro il
termine prorogato.
Quando si procede per i reati di schiavit, associazione a delinquere, associazione mafiosa, ecc, il giudice
pronuncia sulla richiesta entro 10 gg. senza contraddittorio con la difesa e lordinanza comunicata al PM.
Negli altri casi, la richiesta di proroga notificata a cura del giudice allindagato e alloffeso dal reato (ma a
questultimo solo se ha chiesto di essere informato) avvisandoli della possibilit di presentare memorie al
giudice entro 5 gg. dalla notifica. Il giudice pronuncia nei 10 gg. successivi a questi 5 concedendo con
ordinanza la proroga oppure fissando unudienza, della quale fa notificare avviso al PM, allindagato e
alloffeso.
Lordinanza che nega al proroga,se il termine per le indagini preliminari gi scaduto, fissa un termine non
superiore a 10 gg. entro il quale il PM deve chiedere larchiviazione o esercitare lazione penale.
Quando la notizia di reato generica, il PM che ritiene che un reato stato commesso senza riuscire per a
farne emergere un possibile autore, entro 6 mesi dalliscrizione nel registro deve chiedere al giudice
larchiviazione della notizia per essere ignoti gli autori del reato, oppure, se ritiene ancora possibile
individuare un indiziato, lautorizzazione a continuare le indagini contro ignoti.
Il giudice:
a. Se condivide lopinione del PM, lo autorizza a proseguire le indagini contro ignoti;
b. Se ritiene che le indagini svolte abbiano gi fatto emergere un possibili autore del reato, ordina
che il nome di costui sia iscritto nel registro delle notizie di reato, per cui le indagini proseguiranno
nei confronti di questultimo;
c. Se nega lautorizzazione a proseguire le indagini contro ignoti e il termine di durata delle stesse
gi scaduto, con ordinanza fissa un termine non superiore a 10 gg. entro il quale il PM deve
concludere le indagini.
Gli atti dindagine compiuti dopo la scadenza del termine senza che il PM abbia esercitato lazione penale o
presentato la richiesta di archiviazione o di proroga, sono inutilizzabili.
Le richieste di archiviazione o di rinvio a giudizio presentate anche dopo la scadenza del termine originario
o prorogato, sono valide ed efficaci.

31. LA CONCLUSIONE DELLE INDAGINI
Le indagini preliminari si concludono o con la richiesta di rinvio a giudizio o con la richiesta di archiviazione
che il PM rivolge al giudice, il quale accerta:
a. Per un verso, se a carico dellimputato esistono elementi sufficienti per sottoporlo a giudizio;
b. Per un altro, se larchiviazione non rappresenta un elusione dellobbligo di esercitare lazione
penale.

32. LARCHIVIAZIONE
Larchiviazione richiesta:
a. anzitutto se la notizia di reato infondata perch gli elementi acquisiti nelle indagini preliminari
non sono idonei a sostenere laccusa in giudizio (archiviazione per inidoneit probatoria). Ci
accade quando viene acquisita la prova che il fatto non sussiste o che limputato non lha
commesso o che il fatto non costituisce reato, nonch quando la prova insufficiente o
contraddittoria;
b. se manca una condizione di procedibilit, se il fatto non previsto dalla legge come reato oppure
se il reato estinto, ovvero se lautore o gli autori del reato restano ignoti;
c. se, nel corso delle indagini preliminari, la corte di cassazione dichiara linsussistenza a carico
dellindagato di gravi indizi di colpevolezza e semprech ulteriori elementi a suo carico non
vengano successivamente acquisiti.
Con la richiesta di archiviazione, il PM trasmette al giudice il fascicolo delle indagini contenente la notizia di
reato, la documentazione delle indagini effettuate e i verbali degli atti compiuti davanti al gip.

Il giudice, se accoglie la richiesta, dispone larchiviazione con decreto motivato e restituisce gli atti al PM,
altrimenti il giudice fissa innanzi a se unudienza in camera di consiglio della quale fa dare avviso al PM,
allindagato, al suo difensore e alla persona offesa, e comunicazione al procuratore generale presso la corte
dappello affinch questi possa eventuale disporre lavocazione.
Sino al giorno delludienza, gli atti restano depositati in cancelleria a disposizione delle parti, con facolt del
difensore di estrarne copia. Al termine delludienza il giudice pronuncia ordinanza con la quale:
a. se dopo una pi matura riflessione ritiene che la richiesta di archiviazione sia fondata, dispone
larchiviazione restituendo gli atti al PM;
b. se ritiene le indagini incomplete, indica al PM le ulteriori indagini che reputa necessarie fissando il
termine entro il quale lo stesso deve compierle, anche oltre la scadenza del termine di durata delle
indagini preliminari. Compiute le indagini, il PM potr esercitare lazione penale o chiedere
nuovamente larchiviazione;
c. in caso di richiesta darchiviazione per essere ignoti gli autori del reato, se ritiene che in realt le
indagini hanno fatto emergere un possibile autore, dispone che il nome di costui sia iscritto nel
registro;
d. se ritiene che le indagini preliminari hanno fatto emergere elementi idonei a sostenere unaccusa
in giudizio, ordina che entro 10 gg. il PM formuli limputazione, cio enunci il fatto costituente
reato, le circostanze aggravanti e quelle che possono comportare lapplicazione di misure di
sicurezza, nonch i relativi articoli di legge. Conosciuta limputazione, il giudice entro 2 gg. fissa
ludienza preliminare con un decreto che indica le generalit dellimputato e delloffeso,
limputazione e le fonti di prova acquisite ed notificato allimputato e alloffeso medesimi.
Il decreto di archiviazione notificato allindagato sottoposto a custodia cautelare affinch possa chiedere
la riparazione dellingiusta detenzione entro 2 anni da tale notifica.

33. LOPPOSIZIONE ALLARCHIVIAZIONE
Quando la persona offesa dichiara al PM di voler essere informata delleventuale richiesta di archiviazione,
il PM che intendere concludere le indagini con tale richiesta gli notifica un avviso della richiesta stessa con
lavvertimento che nei 10 gg. successivi alla notificazione pu prendere visione del fascicolo delle indagini e
presentare unopposizione contenente la richiesta motivata di prosecuzione delle indagini preliminari con
lindicazione, a pena di inammissibilit, delloggetto dellinvestigazione suppletiva e dei relativi elementi di
prova.
Dopo 10 gg. dalla notificazione dellavviso il PM trasmette al giudice la richiesta di archiviazione, il fascicolo
delle indagini e lopposizione eventualmente proposta dalloffeso.
Il giudice pu disporre larchiviazione senza dar luogo alludienza in camera di consiglio solo se
lopposizione risulti inammissibile e la richiesta di archiviazione fondata. Se lopposizione, invece, non
inammissibile, il giudice deve fissare ludienza in camera di consiglio dandone avviso al PM, allindagato e
alloffeso che ha proposto lopposizione.
Al termine delludienza il giudice pronuncia lordinanza avente i 4 contenuti possibili menzionati nel
paragrafo precedente.

34. LIMPUGNAZIONE DEL PROVVEDIMENTO DI ARCHIVIAZIONE E LA RIAPERTURA DELLE
INDAGINI
Lordinanza di archiviazione ricorribile per cassazione dal PM, dallindagato e dalla persona offesa dal
reato per:
a. Mancato tempestivo avviso delludienza in camera di consiglio a tali soggetti e al difensore
dellindagato;
b. Mancata audizione degli stessi;
c. Mancato rinvio delludienza quando lindagato, detenuto nello stesso luogo in cui ha sede il giudice
e legittimamente impedito a comparire, chiede di essere sentito di persona.
Tanto il decreto quanto lordinanza di archiviazione possono essere revocati con decreto motivato dal gip
in seguito a richiesta del PM che presenta lesigenza di nuove investigazioni.
Autorizzata dal giudice la riapertura delle indagini, il PM iscrive di nuovo la notizia di reato nel registro con
conseguente nuova decorrenza dei termini di durata delle indagini preliminari.

35. LAVOCAZIONE
Le indagini preliminari, condotte dal procuratore presso il tribunale, possono essere avocate dal
procuratore generale presso al corte dappello e, nei procedimenti per i reati di mafia, dal procuratore
nazionale antimafia.
Il procuratore generale vigila sulla tempestivit e sulla completezza delle indagini svolte dai procuratori del
distretto, nonch sul fatto che essi attuino il coordinamento. Pertanto, il procuratore generale, dispone con
decreto motivato lavocazione:
a. Quando il procuratore non pu sostituire tempestivamente il magistrato della procura da lui
designato alle indagini preliminari, che si astenuto dallo svolgerle o versa in una situazione di
incompatibilit, oppure non ha sostituito tempestivamente il magistrato che versa in una situazione
che comporta la sua obbligatoria astensione;
b. Quando, trattandosi di indagini collegate, il coordinamento non risulta effettivo e le riunioni per il
coordinamento non hanno avuto esito;
c. Dufficio, o su istanza dellindagato ovvero della persona offesa, quando il procuratore non ha
concluso le indagini preliminari entro il termine stabilito dalla legge o prorogato dal giudice. A tal
fine, la segreteria della procura della Repubblica trasmette ogni settimana al procuratore generale
lelenco delle notizie di reato a carico di persone note in rapporto alle quali il PM non ha richiesto
larchiviazione o esercitato lazione penale entro il termine di cui sopra;
d. Quando il gip gli comunica di aver fissato ludienza in camera di consiglio per pronunciare sulla
richiesta di archiviazione presentata dal procuratore, oppure quando il gip gli comunica lordinanza
con cui indica al PM le ulteriori indagini necessarie.
In queste ultime ipotesi lavocazione facoltativa, mentre negli altri casi essa obbligatoria.
Il procuratore nazionale antimafia, inoltre, esercita funzioni di impulso nei confronti dei procuratori
distrettuali al fine di rendere effettivo il coordinamento delle indagini e di garantire la funzionalit
nellimpiego della polizia. In particolare, a tal fine:
a. Assicura il collegamento investigativo;
b. Si adopera per soddisfare specifiche esigenze investigative o processuali, provvedendo anche
allacquisizione e allelaborazione di notizie e dati riguardanti la criminalit organizzata;
c. Cura il coordinamento delle indagini collegate svolte da procure distrettuali diverse, impartendo
direttive e promovendo riunioni tra i procuratori distrettuali per prevenire e risolvere i contrasti su
come realizzare tale coordinamento;
d. Avoca le indagini preliminari quando tali riunioni non hanno avuto esito e il coordinamento non
stato possibile per perdurante inerzia nelle indagini.
Il decreto di avocazione trasmesso in copia al CSM e ai procuratori della Repubblica interessati, i quali,
entro 10 gg. dalla ricezione, possono proporre reclamo al procuratore generale presso la corte di
cassazione, il quale in caso di accoglimento revoca lavocazione e ordina la restituzione degli atti allufficio
del PM originariamente procedente.

36. LAVVISO DI CONCLUSIONE DELLE INDAGINI
Alla fine delle indagini preliminari, il PM che non ritiene di chiedere larchiviazione deve far notificare
allindagato e al suo difensore un avviso di conclusione delle medesime contenente:
a. La sommaria enunciazione del fatto per cui si procede, delle norme di legge che si assumono
violate e della data e del luogo di presunta commissione del fatto stesso;
b. Lavvertimento che: 1) la documentazione delle indagini depositata nella segreteria del PM e
lindagato ed il suo difensore possono prenderne visione ed estrarne copia; 2) antro 20 gg. dalla
notifica dellavviso lindagato pu presentare memorie, produrre documenti, depositare la
documentazione di atti dellinvestigazione difensiva, chiedere la PM il compimento di atti
dindagine, presentarsi al PM per rendere dichiarazioni e chiedere di essere interrogato.
La richiesta di essere interrogato deve essere obbligatoriamente accolta dal PM, mentre al richiesta di atti
dindagine liberamente apprezzata dallo stesso, il quale, se ritiene di compierli, deve farlo entro 30 gg.
dalla richiesta, termine prorogabile dal giudice per una sola volta e non oltre 60 gg.
Svolte eventualmente tali attivit, il PM pu chiedere larchiviazione o il rinvio a giudizio.

37. LA RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO


Se le indagini fanno emergere elementi idonei a sostenere unaccusa in giudizio, il PM formula
limputazione e, se non ritiene di promuovere un procedimento speciale, richiede il rinvio a giudizio.
Tale richiesta nulla se non stata preceduta dalla notificazione allindagato e al suo difensore dellavviso
di conclusione delle indagini preliminari, nonch, ove tale soggetto abbia richiesto di essere interrogato,
dalla notificazione dellinvito a presentarsi per linterrogatorio.
La richiesta contiene:
a. Le generalit dellimputato e della persona offesa se identificata;
b. Limputazione, cio lenunciazione del fatto costituente reato, delle circostanze aggravanti e di
quelle che possono comportare lapplicazione di una misura di sicurezza, con lindicazione dei
relativi artt. di legge;
c. Lindicazione delle fonti di prova acquisite;
d. La richiesta di emissione del decreto che dispone il giudizio;
e. La data e la sottoscrizione del PM.
La richiesta, insieme con il fascicolo delle indagini, il corpo del reato e le cose pertinenti al reato che non
devono essere custodite altrove, depositata nella cancelleria del gip.

38. LUDIENZA PRELIMINARE: LA CONVOCAZIONE DELLE PARTI
Investito della richiesta di rinvio a giudizio, il gup celebra ludienza preliminare per vagliare, nel
contraddittorio delle parti, la sussistenza di elementi idonei a sostenere laccusa in giudizio.
Entro 5 gg. dal deposito della richiesta di rinvio a giudizio il giudice fissa con decreto la data delludienza,
che deve avvenire non oltre 30 gg. dal suddetto deposito; nomina quindi un difensore allimputato che ne
privo e, assicurando agli interessati un termine a comparire di almeno 10 gg.:
a. Fa comunicare la PM lavviso delle data e del luogo delludienza, con linvito a trasmettere la
documentazione delle indagini da lui eventualmente espletate dopo la presentazione della richiesta
di rinvio a giudizio;
b. Fa notificare lavviso di cui sopra, con allegata la richiesta di rinvio a giudizio, allimputato, il quale
viene avvertito che non comparendo sar giudicato in contumacia, ed alla persona offesa
identificata;
c. Fa notificare lo stesso avviso al difensore dellimputato con linvito a trasmettere la
documentazione delle indagine da lui eventualmente svolte dopo la richiesta di rinvio a giudizio e
con lavvertimento che egli ha la facolt di esaminare in cancelleria i documenti e le cose trasmessi
dal PM e di presentare memorie e produrre documenti;
d. A richiesta della parte civile e del PM fa notificare lordine di citazione del responsabile civile e del
civilmente obbligato per la pena pecuniaria.
Ludienza preliminare non ha luogo se limputato vi rinuncia presentando, almeno 3 gg. prima della data
fissata, la richiesta di giudizio immediato, oppure quando limputato chiede la celebrazione del giudizio
abbreviato.

39. LA COSTITUZIONE DELLE PARTI
Ludienza preliminare si svolge in camera di consiglio con la partecipazione necessaria del PM e del
difensore dellimputato; il verbale redatto di regola in forma riassuntiva e il giudice, a richiesta di parte,
dispone la riproduzione fonografica o audiovisiva delludienza oppure la redazione del verbale con la
stenotipia.
In apertura dudienza il giudice provvede agli accertamenti relativi alla costituzione delle parti ordinando la
rinnovazione degli avvisi, delle citazioni, delle comunicazioni e delle notificazioni di cui rilevi la nullit.
Accertata la validit di tali atti, anche dufficio rinvia ludienza, ordinanza la rinnovazione dellavviso
allimputato e alla persona offesa dal reato, quando limputato non comparso, n chiede o consente che
ludienza si svolga in sua assenza, n detenuto rifiuta di assistervi e:
a. provato che egli incolpevolmente non abbia avuto effettiva conoscenza dellavviso notificatogli,
semprech la notificazione non sia avvenuta mediante consegna della copia al difensore;
b. Risulta che lassenza dellimputato dovuta ad assoluta impossibilit di comparire per caso
fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento.

Il giudice rinvia ludienza anche quando il difensore dellimputato non comparso per assoluta impossibilit
dovuta a legittimo impedimento prontamente comunicato al giudice stesso e limputato non chiede che si
proceda comunque o non ha anche un altro difensore o il difensore impedito non ha nominato un
sostituto.
La lettura in udienza dellordinanza che fissa la nuova udienza sostituisce la citazione o lavviso per tutti
coloro che sono o che devono considerarsi presenti alla lettura stessa.
Sempre in udienza preliminare, prima che la discussione abbia inizio, il danneggiato dal reato pu costituirsi
parte civile, il responsabile civile ed il civilmente obbligato possono costituirsi se citati, e il responsabile
civile, non citato, pu intervenire. Fino a prima della conclusione degli accertamenti sulla costituzione delle
parti, le stesse possono presentare la dichiarazione di ricusazione del giudice.
Se durante ludienza limputato omette di presenziare per assoluta impossibilit di intervenire per caso
fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento, il giudice anche dufficio rinvia ludienza.

40. LO SVOLGIMENTO DELLUDIENZA
Terminati gli accertamenti circa la costituzione delle parti, il giudice ammette gli atti e i documenti prodotti
dalle parti stesse e dichiara aperta la discussione. Durante questultima il PM espone gli elementi di prova
che giustificano la richiesta di rinvio a giudizio, mentre limputato pu rendere dichiarazioni spontanee o
chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio, dopo questo, i difensori delle parti private, se presenti, e
quello dellimputato espongono le loro difese. Una sola replica consentita.
Il giudice, dichiarata chiusa la discussione, se pu decidere allo stato degli atti pronuncia la decisione,
altrimenti, anche dufficio con ordinanza:
a. Se le indagini preliminari svolte risultano incomplete, indica quelle ulteriori che il PM deve
compiere, il termine entro il quale devono essere compiute e la data della nuova udienza
preliminare. Lordinanza comunicata al procuratore generale presso la corte dappello per dargli
la possibilit di avocare le indagini;
b. Dispone lassunzione in udienza preliminare delle prove delle quali appaia evidente la decisivit ai
fini della pronuncia della sentenza di non luogo a procedere. Se le prove non possono essere
assunte immediatamente, fissa la nuova udienza per quale dispone la citazione dei testimoni, periti
e consulenti tecnici e coimputati di cui abbia ammesso laudizione. Questultima condotta dal
giudice, al quale il PM e i difensori possono chiedere di rivolgere domande alla persona esaminata.
Limputato pu chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio e, se una parte lo richiede, il
giudice dispone che esso si svolga nelle forme dellesame incrociato. In ogni momento delludienza
preliminare pu essere espletato lincidente probatorio. Assunte le prove, avr luogo una nuova
discussione, nella quale le parti possono formulare e illustrare nuove conclusioni.

41. LE NUOVE CONTESTAZIONI
Durante ludienza preliminare possono risultare a carico dellimputato:
a. Un fatto diverso da quello contestatogli nella richiesta di rinvio a giudizio. In particolare, un fatto si
dice diverso quando commesso con modalit di tempo, luogo o altra natura diverse da quelle
gi contestate e rispetto alle quali limputato ha gi presumibilmente preparato la propria difesa;
b. Una circostanza aggravante, non contestata nel rinvio a giudizio, relativa al reato contestato in
questa;
c. Un reato ulteriore rispetto a quello contestato nella richiesta e connesso a questo;
d. Un fatto nuovo perseguibile dufficio rispetto a quello contestato e a questo non connesso.
Alla luce di ci, il PM modifica limputazione con lenunciazione della diversa modalit esecutiva del fatto
oppure la integra on lenunciazione della circostanza aggravante o del reato connesso, e contesta la nuova
imputazione allimputato presente. Se, invece, limputato assente, la comunica al difensore. Ove sia
emerso un fatto nuovo perseguibile dufficio, il PM lo contesta allimputato se costui, presente alludienza,
acconsente alla contestazione e il giudice, a richiesta del PM, la autorizza perch ritiene che il cumulo
processuale non pregiudica la celere definizione delludienza preliminare.
Il giudice con ordinanza deve restituire gli atti al PM ove costui abbia eseguito una contestazione suppletiva
e possa dare al fatto una qualificazione giuridica diversa da quella enunciata nella richiesta di rinvio a
giudizio.

42. LA CONTUMACIA E LASSENZA


Durante gli accertamenti sulla costituzione delle parti, il gup con ordinanza dichiara la contumacia
dellimputato quando limputato non comparso, la sua citazione e la relativa notificazione sono valide e:
a. Non risulta che limputato non abbia senza sua colpa avuto effettiva conoscenza dellavviso
delludienza;
b. Lassenza dellimputato non risulta dovuta ad assoluta impossibilit di comparire per caso fortuito,
forza maggiore o altro legittimo impedimento;
c. Limputato non ha chiesto o consentito che ludienza si svolga in sua assenza, n detenuto ha
rifiutato di assistervi.
Nelludienza preliminare svolta in contumacia limputato rappresentato dal difensore e il decreto che
dispone il giudizio deve contenere lindicazione della contumacia dellimputato, recare allegata lordinanza
dichiarativa della contumacia ed essere notificato allimputato.
Se limputato compare prima che il giudice abbia emesso la sentenza di non luogo a procedere o il decreto
che dispone il giudizio, lordinanza contumaciale revocata e limputato pu rendere dichiarazioni
spontanee o chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio.
Tale ordinanza nulla se, quando emessa, nel processo era gi stata acquisita la prova che limputato non
era comparso perch incolpevolmente non aveva avuto notizia dellavviso o perch versava in assoluta
impossibilit di comparire per caso fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento.
Se tale prova perviene al giudice dopo la pronuncia dellordinanza contumaciale ma prima della fine
delludienza, lordinanza viene revocata e, se limputato non comparso, anche dufficio rinvia ludienza.
Gli atti compiuti restano validi, ma, se limputato dimostra che tale prova pervenuta in ritardo senza sua
colpa e ne fa richiesta, il giudice dispone lassunzione o riassunzione degli atti rilevanti ai fini della
pronuncia conclusiva delludienza.
Ludienza preliminare si volge in assenza dellimputato se esso non compare e:
a. Impedito a comparire, chiede o consente che si proceda in sua assenza;
b. Detenuto, rifiuta di assistere alludienza;
c. Dopo essere comparso, si allontana dalludienza o omette di ricomparirvi in assenza di caso
fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento.
Limputato assente rappresentato dal difensore e leventuale decreto che dispone il giudizio deve indicare
che limputato stato assente nelludienza preliminare, ma esso non gli viene notificato in quanto, avendo
egli avuto conoscenza della celebrazione delludienza, suo onere informarsi dei relativi esiti.

43. LA SENTENZA DI NON LUOGO A PROCEDERE
Il gup pronuncia sentenza di non luogo a procedere:
a. Se manca una condizione di procedibilit, se risulta che il fatto non sussiste o che limputato non
lha commesso o che il fatto non previsto dalla legge come reato o non costituisce reato ovvero
che limputato persona non punibile ovvero che il reato estinto;
b. Se gli elementi acquisiti risultano non idonei a sostenere laccusa in giudizio e non si prevede che
alcuna prova possa essere acquisita o integrata nel dibattimento.
Il giudice:
a. Pu riconoscere la sussistenza di circostanze attenuanti ed eventualmente operare il giudizio di
prevalenza o equivalenza fra circostanze aggravanti ed attenuanti;
b. Non pu pronunciare tale sentenza se ritiene che al proscioglimento possa conseguire
lapplicazione di una misura di sicurezza diversa dalla confisca.
Nel dispositivo della sentenza di non luogo a procedere il giudice pu anche dichiarare la falsit di un atto o
documento acquisito al procedimento e ordinare la cancellazione totale o parziale, la ripristinazione, la
rinnovazione o la riforma del suddetto atto o documento.
Se si proceduto per un reato perseguibile a querela e limputato viene prosciolto, il giudice condanna il
querelante al pagamento delle spese del procedimento anticipate dallo Stato e, a richiesta delle parti e
salva la compensazione totale o parziale per giusti motivi, alla rifusione delle spese sostenute dallimputato
nonch, se il querelante si costituito parte civile, dal responsabile civile citato o intervenuto. Il querelante,
se ha agito con colpa grave, pu anche essere condannato a risarcire il danno allimputato e al responsabile
civile che ne abbiano fatto domanda.

Se la sentenza dichiara lestinzione del reato per remissione del querelante, limputato condannato al
pagamento delle spese del procedimento salva diversa pattuizione tra querelante e querelato nellatto di
remissione.
Il giudice d immediata lettura della sentenza in udienza e la deposita in cancelleria con diritto delle parti di
estrarne copia, e tale lettura vale come notificazione per le parti presenti, mentre a quelle non presenti il
provvedimento invece notificato. Se limmediata redazione dei motivi non possibile, la sentenza
depositata in cancelleria non oltre 30 gg. dalla lettura del dispositivo. Essa contiene:
a. Lintestazione al nome del popolo italiano e lindicazione dellorgano che lha pronunciata;
b. Le generalit dellimputato e delle altre parti private;
c. Limputazione;
d. La motivazione, cio la sommaria esposizione dei motivi di fatto e di diritto che sorreggono il
dispositivo;
e. Il dispositivo, cio lindicazione degli artt. di legge applicati;
f. La data e la sottoscrizione del giudice la quale, se costui impedito a firmare, supplita da quella
del presidente del tribunale.
La sentenza nulla in caso di mancanza della motivazione, del dispositivo o della sottoscrizione, nonch di
incompletezza del dispositivo nei suoi elementi essenziali.
La pronuncia della sentenza di non luogo a procedere comporta limmediata perdita di efficacia delle
misure cautelari in atto, mentre limputato detenuto posto in libert subito dopo la lettura del
dispositivo. Tale sentenza diviene esecutiva quando non pi soggetta ad impugnazione e, nello stesso
momento, la qualit di imputato viene meno.

44. LIMPUGNAZIONE DELLA SENTENZA
La sentenza di non luogo a procedere pu essere impugnata con ricorso per cassazione dal procuratore
della Repubblica e dal procuratore generale, dallimputato, nonch dalla persona offesa dal reato costituita
parte civile.
La persona offesa non costituita parte civile pu impugnare la sentenza solamente qualora lavviso della
data e del luogo delludienza preliminare, con allegata la richiesta di rinvio a giudizio, non le stato
notificato con un anticipo di almeno 10 gg.

45. IL DECRETO CHE DISPONE IL GIUDIZIO
Se il gup ritiene che a carico dellimputato sussistono elementi idonei a sostenere unaccusa in giudizio,
emette il decreto che dispone il giudizio, che contiene:
a. Le generalit dellimputato e delle altre parti private, con lindicazione dei relativi difensori;
b. Le generalit della persona offesa se identificata;
c. Limputazione;
d. Lindicazione sommaria delle fonti di prova e dei fatti cui esse si riferiscono;
e. Il dispositivo, cio il rinvio a giudizio, con lindicazione del giudice competente per il giudizio e il
giorno, lora e il luogo della comparizione, con lavvertimento che limputato non comparso sar
considerato in contumacia;
f. La data e le sottoscrizione del giudice e dellausiliario.
Il decreto nullo se limputato non identificato in modo certo o se le indicazioni dellimputazione e del
tempo e luogo della comparizione mancano o sono insufficienti.
Il decreto letto in udienza e ci vale come notificazione per le parti presenti, oppure notificato a quelle
assenti. Tra la lettura o notificazione del decreto e la comparizione deve trascorrere un termine di almeno
20 gg.

46. I FASCICOLI
Disposto il giudizio, il giudice, immediatamente o, a richiesta di parte, in unudienza fissata non oltre 15 gg.,
provvede nel contradditorio delle parti alla formazione del fascicolo per il dibattimento, il quale contiene i
soli atti che il codice rende utilizzabili dal giudice dibattimentale. I gup colloca in esso, prelevandoli dal
fascicolo delludienza preliminare:

a. Gli atti documentanti la sussistenza della condizione di procedibilit eventualmente richiesta e


quelli relativi allesercizio dellazione civile;
b. I verbali degli atti irripetibili compiuti nel corso delle indagini preliminari;
c. I documenti acquisiti e i verbali degli atti irripetibili assunti allestero mediante rogatoria
internazionale, nonch i verbali degli atti ripetibili, anchessi assunti allestero, ai quali i difensori
sono stati posti in grado di assistere e di esercitare le facolt loro consentite;
d. I verbali degli atti compiuti in incidente probatorio;
e. Il certificato generale del casellario giudiziale relativo allimputato;
f. Il corpo del reato e le cose pertinenti a questo che non debbano essere custoditi altrove.
Nel fascicolo del dibattimento possono essere inclusi gli altri atti contenuti nel fascicolo del PM, nonch la
documentazione dellattivit investigativa difensiva, dei quali le parti concordino la collocazione nel
suddetto fascicolo dibattimentale.
Il fascicolo del dibattimento, insieme al decreto di rinvio a giudizio e ai provvedimenti applicativi di misure
cautelari tuttora in esecuzione, trasmesso alla cancelleria del giudizio competente per il giudizio, dove le
parti ed i difensori possono prenderne visione ed estrarne copia durante il predibattimento.
Gli altri atti del fascicolo delludienza preliminare ed il verbale di questultima sono inseriti nel fascicolo del
PM, nella cui segreteria i difensori possono prenderne visione ed estrarne copia.

47. LATTIVITA INTEGRATIVA DINDAGINE
Dopo il rinvio a giudizio il PM pu continuare le indagini per poter fare richieste di ammissione di prova al
giudice del dibattimento. Nel corso di tale attivit pu compiere qualsiasi atto consentitogli dalla legge
nelle indagini preliminari, ad eccezione di quelli che abbisognano della partecipazione dellimputato o ai
quali il difensore ha diritto di assistere.
La documentazione dellattivit integrativa dindagine subito depositata nella segreteria del PM ed ai
difensori notificato avviso della facolt di prenderne visione ed estrarne copia. Essa conservata in un
terzo fascicolo, dal quale viene trasferita in quello del PM solo dopo che in base ad essa le parti hanno fatto
richieste di ammissione di prova al giudice e questi le ha accolte.
Una volta inserita nel fascicolo del PM, tale documentazione pu essere impiegata in dibattimento per tutti
gli usi consentiti dalla legge agli atti propri di tale fascicolo.

48. LA REVOCA DELLA SENTENZA DI NON LUOGO A PROCEDERE
La sentenza di non luogo a procedere pu essere revocata se, una volta inoppugnabile, sopravvengono o
sono scoperti nuovi elementi che dimostrano che la persona gi imputata deve essere rinviata a giudizio.
Il PM che ravvisi tali nuovi elementi chiede la revoca della sentenza al giudice che lha emessa; chiede
inoltre:
a. Se i nuovi elementi sono gi stati acquisiti, il rinvio a giudizio di tale persona;
b. Se gli elementi sono ancora da acquisire, la riapertura delle indagini.
Alla richiesta di revoca il PM allega gli atti documentanti lesistenza dei nuovi elementi o delle nuove fonti
di prova.
Il giudice dichiara linammissibilit della richiesta di revoca quando la sentenza ancora impugnabile,
oppure la richiesta riguarda un reato estinto o non corredata dallindicazione delle fonti di prova. Se non
dichiara linammissibilit, il giudice designa un difensore allimputato che ne privo, fissa innanzi a s
unudienza per pronunciare sulla richiesta di revoca e ne fa dare avviso al PM, al gi imputato, al suo
difensore e alla persona offesa.
Il giudice, al termine delludienza, pronuncia unordinanza con la quale, se non dichiara inammissibile o
infondata la richiesta, dispone la revoca della sentenza. Inoltre:
a. Se con la revoca il PM ha chiesto il rinvio a giudizio, fissa ludienza preliminare;
b. Se con la revoca ha chiesto la riapertura delle indagini, dispone tale riapertura fissando un termine
non superiore a 6 mesi entro il quale dovranno essere concluse e richiesto il rinvio a giudizio o
larchiviazione.
Il PM pu ricorrere per cassazione.

49. IL PROCEDIMENTO PER REATI MINISTERIALI

Le notizie di reato relative ai reati ministeriali devono pervenire al procuratore delle Repubblica presso il
tribunale del capoluogo del distretto di corte dappello competente per territorio. Costui, entro 15 gg., le
trasmette al collegio per i reati ministeriali dandone immediata comunicazione ai soggetti interessati
affinch possano presentare memorie al collegio o chiedere di essere ascoltati.
Il collegio svolge le indagini preliminari esercitando i poteri attribuiti al PM e al gip, potendo inoltre disporre
anche dufficio lincidente probatorio.
Durante le indagini gli inquisiti possono chiedere al collegio di avere visione degli atti, di essere ascoltati e
di presentare memorie. Inoltre, il presidente del Consiglio, i ministri e gli altri inquisiti membri del
Parlamento non possono essere sottoposti a restrizione della libert personale, a intercettazione
telefonica, sequestro o violazione di corrispondenza, perquisizione personale o domiciliare senza
lautorizzazione della Camera competente.
Entro 90 gg. dalla ricezione della notizia di reato, il collegio, sentito il procuratore della Repubblica che pu
chiedere che le indagini siano proseguite per altri 60 gg. precisandone i motivi, dispone con decreto
motivato larchiviazione degli atti se la notizia di reato infondata, ovvero manca una condizione di
procedibilit diversa dallautorizzazione ex art. 96 Cost., se il reato estinto, se il fatto non previsto dalla
legge come reato, se lindiziato non lha commesso ovvero se il fatto integra un reato diverso da quelli ex.
art. 96 Cost.
Tale decreto pu essere revocato dal collegio, a richiesta del procuratore, quando sopravvengono nuove
prove.
Se non ritiene di disporre larchiviazione, il collegio trasmette gli atti con una relazione motivata al
procuratore affinch questi li invii al presidente della camera competente a concedere lautorizzazione al
giudizio. La Camera pu negare lautorizzazione deliberando a maggioranza assoluta che linquisito ha agito
per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un
interesse preminentemente pubblico nellesercizio della funzione di Governo.
Se lautorizzazione viene invece concessa, la camera trasmette gli atti al collegio affinch continui il
procedimento; il collegio a sua volta li rimette al procuratore affinch eserciti lazione penale con la
richiesta di rinvio a giudizio. In seguito a questa il collegio svolge ludienza preliminare.
Se lautorizzazione viene negata, la camera ne d comunicazione al collegio, il quale dispone larchiviazione
con provvedimento irrevocabile.

CAPITOLO 6 PROCEDIMENTI SPECIALI




1. CONSIDERAZIONI INTRODUTTIVE SULLA NOZIONE DI SPECIALITA
Mentre il procedimento ordinario di primo grado composto da 3 segmenti principali (indagini preliminari,
udienza preliminare e giudizio), il procedimento speciale si caratterizza per lassenza di almeno uno di quei
segmenti.
Dal momento che tale semplificazione incide su diritti costituzionali, la compressione di tali garanzie deve
essere espressamente autorizzata dalla legge e apparire ragionevole.
Vi sono 5 tipi di procedimento speciale: il giudizio abbreviato, lapplicazione di pena su richiesta delle parti,
il giudizio direttissimo, il giudizio immediato e il procedimento per decreto. Tuttavia, vanno classificati
come speciali anche:
a. Il procedimento di oblazione, che consente una chiusura anticipata del processo evitando la fase
dibattimentale;
b. Il giudizio immediato richiesto dallimputato, che consente di anticipare il dibattimento saltando
ludienza preliminare;
c. I procedimenti che nascono da una contestazione suppletiva nelludienza preliminare o nel
dibattimento, i quali sono privi, rispettivamente, dellindagine preliminare e dellintera fase
preliminare al giudizio;
d. Il procedimento davanti al giudice monocratico, che privo delludienza preliminare. Discorso
analogo vale anche per il procedimento penale davanti al giudice di pace.

Un cenno a parte merita il giudizio davanti ad un giur donore per i reati di ingiuria e diffamazione: esso
non costituisce un caso di procedimento speciale, ma risulta essere alternativo al giudizio penale.

2. RAGIONI DELLA SPECIALITA
possibile suddividere i procedimenti speciali in 3 gruppi:
a. In un gruppo si collocano quei riti fondati su un requisito soggettivo, quale la scelta volontaria di
una o entrambe le parti, ossia il giudizio abbreviato, lapplicazione di pena su richiesta di parte (o
patteggiamento), il procedimento di oblazione e il giudizio immediato richiesto dallimputato. In
tali procedimenti le parti hanno la facolt di disporre di taluni stati o situazioni processuali in modo
tale da influire sulla determinazione della pena;
b. In un altro gruppo abbiamo i riti fondati su un requisiti oggettivi (come ad es. la scarsit del reato o
levidenza dellaccusa) imperativamente affermati dal magistrato penale, di cui fanno parte il
giudizio direttissimo e quello immediato e la contestazione suppletiva del reato concorrente o del
reato continuato. La semplificazione del rito si giustifica in forza di predefiniti presupposti
processuali connotati da una certa oggettivit, la sui sussistenza affermata dal PM e poi, di regola,
vagliata e confermata dal giudice. In particolare, il giudizio direttissimo e quello immediato si
fondano su una asserita facilit di accertamento probatorio;
c. Vi infine un gruppo misto formato da quei procedimenti in cui la semplificazione il risultato di
una iniziale scelta imperativa del magistrato penale, combinata col consenso dellimputato o con
laccordo delle due parti principali del processo penale. Vi fanno parte il procedimento per decreto,
il giudizio direttissimo esperibile col consenso delle parti e la contestazione suppletiva del fatto
nuovo.

3. RAPPORTI FRA PROCEDIMENTI SPECIALI
I procedimenti speciali non sono necessariamente incompatibili tra loro; la scelta, in particolare, si impone
solo allinterno del medesimo gruppo di riti speciali, nel senso che un procedimento del tipo consensuale
esclude la trasformazione in altro procedimento appartenente al medesimo tipo.
Linstaurazione di una procedura consensuale altres incompatibile con qualsiasi semplificazione
imperativa del procedimento.
invece sempre consentito il passaggio inverso, ossia da un rito scelto ex auctoritate a uno dei riti
consensuali. A rendere opportuna e a volte doverosa questa trasformazione concorrono 2 ragioni:
a. Una di tipo economico, in quanto il rito premiale realizza quasi sempre un risparmio di risorse ed
perci favorito dal sistema;
b. E unaltra di tipo giuridico-costituzionale, in quanto laccesso ai riti premiali (coi suoi sconti di pena)
non pu essere ostacolato dallinstaurazione autoritativa di un procedimento speciale.

4. GIUSTIZIA CONSENSUALE E CORRISPONDENTI FORME DI SPECIALITA
Il codice di procedura penale assegna ampio spazio alle c.d. giustizia consensuale, il ricorso alla quale priva
le parti della possibilit di giovarsi dei possibili vantaggi abbinati a determinate situazioni processuali tipiche
del processo ordinario.
Quando rinuncia al dibattimento, limputato si priva della facolt di contrastare laccusa con tutti quegli
strumenti che la fase del giudizio offrirebbe , comportando unaccelerazione del processo, ma in modo da
avvantaggiare laccusa.
Nessun imputato farebbe una scelta del genere se non in vista di un possibile tornaconto: di qui il carattere
premiale di tali procedimenti, che appunto premiano la rinuncia difensiva dellimputato con sensibili
sconti di pena e altri considerevoli vantaggi.
Diversa invece la ragione che determina la rinuncia alludienza preliminare nel giudizio immediato
richiesto dallimputato, o allintera fase preliminare del processo nei casi di giudizio direttissimo
consensuale. In questi casi limputato rinuncia s a determinate chances difensive, ma allo scopo di tutelare
meglio la propria posizione in vista di un possibile proscioglimento.

5. PROCEDIMENTO DI OBLAZIONE

Loblazione una chiusura anticipata del processo, causata da una richiesta dellimputato di regolare in
denaro la propria pendenza penale.
Essa esperibile solo per reati contravvenzionali punibili con lammenda. Le cose cambiano a seconda che
la pena pecuniaria costituisca la sanzione esclusiva per il reato o lalternativa allarresto:
a. Nel primo caso (c.d. oblazione obbligatoria), il giudice tenuto ad accogliere la richiesta se
limputato lha presentata ritualmente entro il termine prescritto: lunica eccezione riguarda i casi
di reato permanente, che la legge considera insuscettibili di oblazione. La somma da pagare al fine
di estinguere la contravvenzione fissata in un terzo del massimo dellammenda prevista in via
edittale;
b. Nel secondo caso (c.d. oblazione facoltativa) il giudice ha un certo margine di discrezionalit: egli
deve rigettare la richiesta quando ritiene di dover applicare la pena detentiva, considerando grave
il fatto commesso e quindi incongrua lofferta dellimputato, oppure nei casi di recidiva, abitualit e
professionalit nel reato. Qualora il giudice opti per loblazione, previsto il pagamento della met
della massima ammenda prevista.
Gi durante le indagini preliminari, loblazione pu essere chiesta o presentata al PM, il quale la inoltra al
giudice col fascicolo dellindagine. Iniziato il processo, la richiesta presentata al giudice prima del
dibattimento o prima che sia emesso decreto penale di condanna.
Questultima eventualit pone un problema di informazione per limputato, in quanto egli potrebbe
persino ignorare lesistenza di un procedimento a proprio carico. Per scongiurare tale eventualit, la legge
prevede che il PM, allatto di chiedere il decreto penale, informi limputato sia della possibilit di essere
ammesso alloblazione, sia dei vantaggiosi effetti conseguibili tramite la stessa. Se il PM non adempie a tale
dovere, lavviso deve essere fatto dal giudice, contestualmente allemissione del decreto penale per il fatto
oblazionabile.
A parte ci, il termine per la richiesta di oblazione perentorio; se per nel dibattimento fosse contestato
un fatto diverso o un reato concorrente suscettibile di oblazione, i termini per la richiesta si riaprirebbero.
Accolta la richiesta, il giudice dichiara di non doversi procedere per estinzione del reato, con sentenza
appellabile.
In caso di rigetto, il rito destinato a proseguire nella forma ordinaria o secondo le regole del
procedimento per decreto, ma limputato pu rinnovare la richiesta doblazione anche nel corso del
dibattimento di primo grado, fino allinizio della discussione finale.

6. APPLICAZIONE DELLA PENA SU RICHIESTA DELLE PARTI
Il patteggiamento consiste in una volontaria sottomissione dellimputato alla sanzione penale.
Con la l. n. 134/2003 la possibilit di patteggiare la pena stata estesa in misura molto ampia; infatti, oggi
esso esperibile per i delitti e le contravvenzioni punibili con una pena pecuniaria, oppure con una
sanzione sostitutiva prevista dalla l. n. 689/1981 o, infine, con una pena detentiva non superiore a 5 anni.
La pena pecuniaria pu essere applicata insieme alla pena detentiva, la quale a sua volta va determinata
computando le eventuali circostanze previste dalla legge penale e tenendo conto della diminuzione di pena
prevista come incentivo allimputato per la scelta del rito speciale.
Al fine di temperare lestensione applicativa del patteggiamento, esso escluso nei procedimenti per i
delitti di criminalit organizzata, di terrorismo, ovvero per determinati delitti contro la personalit
individuale o contro la libert sessuale, nonch con riguardo a imputati considerati delinquenti abituali,
professionali o per tendenza oppure plurirecidivi.
Inoltre, a rendere meno appetibile il rito speciale per alcuni reati gravi contribuisce un
ridimensionamento della premialit per chi accetta di patteggiare pene detentive da 2 a 5 anni. Da qui
lesigenza di designare con nomi diversi i 2 tipi di patteggiamento: qualificato come maius quello
concernente i reati pi gravi, minus laltro.
Nei procedimenti a carico di persone giuridiche il patteggiamento ammesso per tutti gli illeciti sanzionati
con pena pecuniaria, ma per quelli sanzionati con altra pena il rito speciale esperibile a condizione che
non debba essere applicata, in via definitiva, una sanzione interdittiva.
Perno del rito laccordo fra le parti principali del processo avente per contenuto il quantum di pena da
applicare; tuttavia esso accordo necessario ma non sufficiente per lapplicazione del rito, poich la legge
impone al giudice di verificare i presupposti di applicabilit dellintesa raggiunta.

Dal punto di vista dellimputato, laccordo comporta una serie di rinunce a diversi diritti che gli
spetterebbero in base alle regole ordinarie processuali: rinuncia ad esercitare il diritto alla prova; rinuncia a
controvertere sul fatto e sulla relativa qualifica giuridica; rinuncia a controvertere sulla specie e sulla misura
della pena da applicare.
In compenso, ottiene una serie di vantaggi, diversamente distribuiti secondo che si tratti di patteggiamento
minus o maius. Taluni vantaggi sono comunque comuni ai due tipi di rito speciale:
a. Innanzitutto lo sconto di pena: la sanzione va diminuita fino a 1/3, dove la frazione indica lentit
dello sconto;
b. Altro vantaggio comune lassenza di effetti pregiudizievoli della sentenza che applica la pena
concordata: essa, infatti, non idonea a irradiare effetti vincolanti nei giudici civili e amministrativi
nei quali sia parte limputato che ha chiesto di patteggiare;
c. Infine, vi assenza di pubblicit.
Altri vantaggi sono invece collegati al solo patteggiamento minus:
a. Laffrancamento dellimputato dallobbligo di pagare le spese processuali;
b. Lesenzione da pene accessorie e misure di sicurezza, eccettuata la confisca;
c. La non menzione della sentenza nel certificato generale del casellario giudiziale richiesto dal
privato;
d. La possibilit di conseguire lestinzione del reato per fatti che non rientrerebbero tra quelli
patteggiabili: la pena concordata che non superi i 2 anni di detenzione pu, infatti, essere sospesa
e la relativa condanna sfociare in una declaratoria di estinzione del reato, se nei 5 anni successivi
alla sentenza limputato non commette un altro delitto o se, nei 2 anni successivi, non commette
una contravvenzione della stessa indole di quella che aveva costituito oggetto di accordo.
Dal punto di vista dellaccusa, il patteggiamento comporta la rinuncia a controvertere sulle questioni di
fatto e di diritto connesse col tema dellimputazione, realizzando per al contempo un risparmio di risorse.
Tuttavia, il PM tenuto ad effettuare la propria scelta alla stregua di parametri obiettivi e non in base a
valutazioni di opportunit. Si ritiene che il PM pu esprimere il proprio consenso dopo aver appurato che il
materiale dindagine sufficiente per applicare la pena richiesta; inoltre, deve verificare la corretta
qualificazione giuridica assegnata al fato dallimputato nella richiesta di patteggiamento o nellatto di
consenso; ancora, deve chiedersi se allesperibilit del rito speciale non ostino motivi di esclusione
oggettiva o soggettiva; infine, deve interrogarsi sulla congruit della sanzione richiesta rispetto alla gravit
del fatto e alla personalit del suo autore.
Prima di pronunciare sul merito, il giudice deve condurre una verifica sullammissibilit della richiesta di
patteggiamento.
Il dissenso opposto alla richiesta dellimputato dal PM deve sempre essere motivato, in quanto esso
impedisce la soluzione anticipata del processo; tuttavia, ci non preclude una tardiva applicazione della
pena richiesta dallimputato, ogniqualvolta il giudice del dibattimento o dellappello ritengano ingiustificato
il dissenso stesso.

7. Segue: INTRODUZIONE E SVOLGIMENTO PROCEDURALE
Atto introduttivo del patteggiamento la richiesta presentata al giudice da una delle parti.
Richiesta e consenso possono essere formulati oralmente, se presentati in udienza, devono avere forma
scritta negli altri casi. Requisito indispensabile la volontariet dellatto, per cui limputato deve agire
personalmente o tramite procuratore speciale.
Per le persone giuridiche agisce il rappresentante legale, purch questi non sia imputato del reato da cui
dipende lillecito amministrativo, nel qual caso dovr essere nominato un rappresentante ad hoc.
La richiesta pu essere avanzata gi durante lindagine preliminare, nonch nella successiva udienza
preliminare, fino a che le parti non abbiano concluso la relativa discussione. Altri termini sono invece
imposti nei procedimenti privi di udienza preliminare:
a. Nel procedimento monitorio, la richiesta va proposta dallimputato insieme allopposizione contro
il decreto di condanna;
b. Nel giudizio immediato, entro 15 gg. dal corrispondente decreto di citazione;
c. Nel giudizio direttissimo e in quello conseguente a citazione diretta davanti al tribunale
monocratico, prima che sia dichiarato aperto il dibattimento.

Una sorta di rimessione in termini a favore della difesa ammessa a fronte di una contestazione del fatto
diverso o del reato concorrente.
La richiesta deve indicare almeno il fatto da giudicare, la relativa qualificazione giuridica e la pena ritenuta
congrua.
La richiesta presentata dal PM durante lindagine preliminare (cos come il suo consenso prestato nella
medesima fase), deve contenere latto dimputazione; di conseguenza, il PM non pu presentare una
richiesta di patteggiamento o prestare il proprio consenso quando lindagine ancora incompleta, oppure
quando lesito investigativo insufficiente per sostenere laccusa in giudizio.
La richiesta revocabile o modificabile dal proponente fino a quando non interviene il consenso della
controparte; lunica eccezione rappresentata dallipotesi in cui la richiesta sia presentata durante
lindagine preliminare e il giudice abbia assegnato un termine alla controparte per esprimere il proprio
consenso.
Lintesa raggiunta obbliga il giudice a decidere sullammissibilit del rito speciale, attraverso una serie di
verifiche:
a. Anzitutto, deve appurare lesistenza dellaccordo fra le parti e leffettiva volont delle stesse di
chiudere anticipatamente il processo;
b. Deve verificare lappartenenza del reato alle fattispecie penali per le quali ammesso il
patteggiamento;
c. Deve controllare la corretta qualificazione giuridica data al fatto dalle parti e la congruit della
pena proposta;
d. Infine, deve verifica linsussistenza di cause di non punibilit.
Quando accoglie la richiesta, il giudice deve applicare la pena esattamente nella specie e nella misura
quantificata nellaccordo.
Ove il giudice non condivida il progetto di accordo, deve rigettare la richiesta, provocando la
prosecuzione del procedimento lungo il normale iter. La dichiarazione di inammissibilit non preclude
tuttavia nuove richieste di fronte allo stesso giudice finch aperto il termine per la loro presentazione.
Linammissibilit dichiarata dal giudice primo destinatario della domanda poi esposta al successivo
sindacato di altro giudice, se limputato ne fa richiesta: del giudice del dibattimento, qualora la richiesta sia
stata rigettata dal gip; del giudice dappello, qualora invece la richiesta sia stata presentata per la prima
volta e rigettata dal giudice dibattimentale; infine, del giudice di cassazione, nei casi di citazione diretta e
direttissima aventi ad oggetto reati che non ammettono lappello.
Un particolare caso di inammissibilit quello del dissenso che il PM oppone alla richiesta dellimputato;
ci tuttavia non preclude lapplicazione, nella fase del giudizio, della pena richiesta dallimputato quando il
giudice dibattimentale (o quello dappello) reputa il dissenso privo di adeguata giustificazione.
Per verificare la fondatezza del dissenso o della declaratoria di inammissibilit, il giudice ordina lesibizione
degli atti contenuti nel fascicolo del PM prima di dichiarare aperto il dibattimento e, se la verifica da esito
negativo, dopo che gli atti sono stati inseriti nel fascicolo dibattimentale, il medesimo giudice applica lo
sconto di pena erroneamente escluso in precedenza.

8. Segue: SENTENZA
La sentenza contiene un semplice accertamento negativo della non punibilit, risolvendosi nella constatata
insussistenza di cause di proscioglimento.
La sentenza che applica la pena su richiesta delle parti stata equiparata a una pronuncia di condanna.
Letteralmente, ci impone di ravvisare nella sentenza di patteggiamento una condanna penale, tutte le
volte in cui la legge collega certi effetti allesistenza di una sentenza di condanna. Tuttavia, in certi casi la
legge connette determinati effetti alla condanna in ragione dellaccertamento di responsabilit che la
sentenza stessa racchiude e documenta.
Talvolta la stessa legge ad escludere che la sentenza di patteggiamento vada considerata come decisione
di condanna; infatti, espressamente stabilito che, limitatamente alle ipotesi di patteggiamento minus, la
sentenza in questione non pu applicare pene accessorie. Inoltre, sancita la sua inidoneit a sortire effetti
vincolanti in sede civile risarcitoria, oltrech in sede amministrativa o in sede civile extra-risarcitoria. Lunica
eccezione rappresentata dalleffetto vincolante che la sentenza in questione pu produrre nel
procedimento disciplinare.

Ogni sentenza di patteggiamento idonea a determinare la revoca della sospensione condizionale della
pena; pi in generale, essa sortisce sempre gli effetti ordinari della condanna, salvo che la legge vi deroghi
espressamente.
Tali sentenze sono poi suscettibili di revisione e inappellabili.
Un unico caso di appellabilit previsto a vantaggio del PM, il quale pu appellare la sentenza con la quale
il giudice del dibattimento ha applicato la pena richiesta dallimputato, ritenendo ingiustificato il suo
dissenso. A parte questo caso particolare, la sentenza di patteggiamento impugnabile col solo mezzo del
ricorso per cassazione nei casi di errores in procedendo ed errores in iudicando.

9. Segue: AZIONE CIVILE E PATTEGIAMENTO
Il danneggiato dal reato non pu intervenire al patteggiamento, n per esercitarvi lazione risarcitoria, n
per opporsi alla definizione anticipata del giudizio. E se, nel precedente corso del processo, egli avesse gi
avuto occasione di costituirsi parte civile, il sopravvenuto accordo tra le parti lo costringerebbe ad
abbandonare la sede penale, per far valere la propria pretesa innanzi al giudice civile.
Al massimo, il danneggiato costituitosi parte civile, pu esigere dallimputato il pagamento delle spese
processuali fino a quel momento sostenute.
Non costituisce eccezione a tale regola il potere del giudice dellimpugnazione di decidere sulla questione
civile con la sentenza che applica la pena richiesta dalle parti. Infatti, in questi casi il giudizio di primo grado
si svolto regolarmente, sicch il giudice dellimpugnazione possiede gli atti di una completa istruzione
dibattimentale, i quali sono sufficienti a fondare anche una decisione sulla responsabilit civile.

10. GIUDIZIO ABBREVIATO. GENERALITA
Il giudizio abbreviato fu concepito per snellire il corso del processo e inizialmente aveva molte
caratteristiche in comune col patteggiamento.
Infatti, il giudizio abbreviato accordava una cospicua attenuazione della pena allimputato che accettava di
essere giudicato gi nelludienza preliminare (o, in mancanza di questa, prima del dibattimento), sulla base
dei soli atti contenuti nel fascicolo dindagine. Lammissione a tale rito richiedeva lesplicito consenso (non
motivato) del PM, nonch un vaglio del giudice, il quale poteva accogliere la richiesta dellimputato solo se
il giudizio gli fosse parso definibile allo stato degli atti. Per un breve periodo, inoltre, tutti i reati poterono
essere giudicati in questa forma.
La l. n. 479/1999 ha riscritto le regole del giudizio abbreviato modificandone i connotati:
a. Innanzitutto, diventa superfluo il consenso del PM, che la normativa previgente considerava un
requisito essenziale per lammissibilit del giudizio abbreviato;
b. Viene meno la definibilit allo stato degli atti quale criterio di ammissibilit del rito, il quale
quindi pu essere disposto sulla base di una semplice richiesta formulata dallimputato;
c. Scompare qualsiasi limite oggettivo di applicabilit del rito speciale;
d. Infine, assicurata la possibilit di assumere prove nel corso del giudizio abbreviato.

11. Segue: AMBITO DI APPLICAZIONE E PRESUPPOSTI
Anche i reati punibili con lergastolo possono ora essere giudicati in forma abbreviata: in sostituzione della
pena perpetua, il giudice che ammette il rito abbreviato deve applicare una pena detentiva temporanea
fissata dalla legge in 30 anni di reclusione.
Prima, una semplice richiesta dellimputato era sufficiente a scongiurare lapplicazione della pena perpetua,
il che scaten polemiche allarmate che hanno indotto il legislatore a una parziale correzione del tiro.
Il legislatore ha infatti stabilito che la disposizione che prevede la trasformazione dellergastolo in una pena
detentiva di 30 anni va riferita esclusivamente allergastolo semplice. Invece, per gli imputati per un reato
punibile con lergastolo associato allisolamento diurno, lo sconto di pena si riduce allesclusione
dellisolamento diurno.
Vi tuttavia un caso in cui il giudizio abbreviato non pu essere ammesso a causa della sanzione da
applicare: si tratta del processo a carico delle persone giuridiche, quando il giudice ritiene di dover
cancellare lente dal mondo dei traffici giuridici, infliggendogli la sanzione interdittiva perpetua.
Quanto ai presupposti, il rito abbreviato articolato in 2 moduli procedurali, offerti alla libera ed esclusiva
scelta dellimputato:

a. Il primo modulo imperniato su una richiesta semplice, con la quale limputato si limita a chiedere
che il processo sia definito alludienza preliminare allo stato degli atti;
b. Il secondo modulo prevede invece una richiesta complessa: nel chiedere il giudizio anticipato,
limputato pone come condizione che siano assunti taluni mezzi di prova, al fine di colmare un
supposto deficit conoscitivo intorno alla questione di merito. Tale richiesta richiede un controllo di
ammissibilit particolarmente complesso da parte del giudice.
Indipendente dal tipo, la richiesta un atto personalissimo dellimputato, che pertanto il difensore pu
presentare in sua vece solo se munito di procura speciale. Nei processi a carico delle persone giuridiche,
provvede il legale rappresentante ovvero, se questi a sua volta imputato del reato da cui dipende lillecito
attribuito allente, un diverso soggetto.

12. Segue: FASE INTRODUTTIVA
Limputato che intende usufruire del giudizio abbreviato deve presentare la richiesta durante ludienza
preliminare fino a che non siano presentate le conclusioni.
La facolt di presentare la richiesta deve essere garantita allimputato anche nei procedimenti privi di
udienza preliminare (ossia quelli ex auctoritate):
a. Nel giudizio immediato (ma solo in quello promosso dal PM) limputato pu presentare la richiesta
al gip, dopo che questi gli abbia notificato il decreto di citazione a giudizio e, precisamente, entro
15 gg. dallultima notifica del decreto stesso allimputato, o dellavviso al difensore, della data
fissata per il giudizio. La richiesta deve poi essere comunicata al PM;
b. In caso di giudizio direttissimo, e a seguito di citazione diretta davanti al tribunale in composizione
monocratica, la richiesta va presentata al giudice dibattimentale, in udienza, prima che sia
dichiarato aperto il dibattimento;
c. Infine, nel procedimento per decreto, la richiesta deve essere fatta al giudice che ha emesso il
decreto stesso, il quale fissa anche ludienza per il giudizio, dandone avviso a tutti gli interessati con
almeno 5 gg. di anticipo sulludienza medesima, al fine di consentire unadeguata preparazione del
contraddittorio.
Presentata la richiesta, il giudice ha il dovere di controllarne lammissibilit a seconda di criteri diversi, a
seconda che si tratti si richiesta semplice o complessa.
Nel caso di richiesta semplice, di regola, il giudice si limita ad un controllo meramente formale dellatto.
Solo per le richieste provenienti dal rappresentante legale della persona giuridica il vaglio di ammissibilit
implica una valutazione discrezionale circa la meritevolezza della pena, la definitiva interdizione dellente
da ogni traffico giuridico. Quando d esito positivo, il controllo sulla richiesta semplice sfocia nellordinanza
che ammette il rito speciale; in caso contrario, la richiesta va rigettata e non pu pi essere riproposta.
Quando, invece, presentata richiesta complessa, al controllo formale il giudice deve aggiungere un
controllo sul contenuto della domanda di parte. In particolare, il giudice deve verificare se le prove indicate
dallimputato siano davvero necessarie per decidere il merito della causa e se la loro assunzione sia
compatibile con le finalit di economia processuale proprie del procedimento.
sindacabile dal giudice del dibattimento il rigetto che il giudice dellindagine o udienza preliminare
dovesse opporre alla richiesta complessa. invece insindacabile leventuale rigetto opposto dal giudice del
dibattimento, quando il rito abbreviato fosse chiesto a lui dopo linstaurazione del giudizio direttissimo o
nei processi a citazione diretta. In questi casi, non rimane che sperare nel giudice dellappello, al quale
limputato pu chiedere di censurare la decisione con la quale il giudice dibattimentale ha
ingiustificatamente rigettato la richiesta di integrazione probatoria. Tuttavia, tale intervento del giudice
dappello pu essere anticipato dal giudice di primo grado che, al termine del dibattimento, si fosse accorto
di aver sbagliato nel rigettare la richiesta di giudizio abbreviato. Pertanto, limputato pu legittimamente
pretendere lo sconto di pena allesito del dibattimento, anche se non si realizzata alcuna economia
processuale.
Tornando ai compiti del giudice destinatario della prima richiesta, leventuale rigetto della domanda non
impedisce la riproposizione di una nuova richiesta, davanti allo stesso giudice, fino a che sia in corso
ludienza preliminare; tale facolt non per esercitabile dagli imputati dei procedimenti privi di udienza
preliminare. Allo stesso risultato si pu giungere anche proponendo una richiesta semplice, dopo che quella
complessa stata rigettata per linadeguatezza dellintegrazione probatoria inizialmente proposta. Da ci si

evince che possibile presentare simultaneamente pi richieste, fra loro alternative; ed altres
consentito il cumulo di una richiesta complessa con una semplice, in modo da lasciar operare questultima
qualora la prima fosse rigettata.
Rigettata la richiesta, il procedimento prosegue lungo liter ordinario.
Quando invece la essa viene ammessa, il giudice dispone ludienza di giudizio abbreviato, con unordinanza
che solo eccezionalmente potr essere revocata.

13. Segue: SVOLGIMENTO PROCEDURALE
Il rito si svolge in camera di consiglio senza la partecipazione del pubblico, salvo che limputato ne faccia
richiesta (ma nel solo procedimento di primo grado).
Alludienza partecipano limputato, il difensore ed il PM e vi trovano applicazione tutte le norme sul
legittimo impedimento a comparire, lassenza e la contumacia che disciplinano la fase introduttiva
delludienza preliminare.
Non esclusa la partecipazione della parte civile che, se gi costituita in precedenza, pu ricusare
laccettazione del rito abbreviato, ma non di impedirne lo svolgimento. La non accettazione del giudizio
abbreviato comporta luscita dal processo penale del danneggiato e mette in discussione leffetto
vincolante che la sentenza conclusiva del giudizio abbreviato altrimenti avrebbe nel separato giudizio civile
risarcitorio.
Il danneggiato pu costituirsi parte civile anche dopo che stata accolta la richiesta di rito abbreviato, ma
in tal caso la legge non gli permette di tornare sui propri passi.
Dal punto di vista procedurale, valgono le norme riguardanti ludienza preliminare, ma con qualche
adattamento. Non troverebbero applicazione le disposizioni sullassunzione di prove e il mutamento
dellimputazione nelludienza preliminare, ma adesso che leventualit di una modifica dellimputazione
diventa possibile a causa dellintegrazione probatoria, tale eccezione perde di significato.
Il giudizio abbreviato ha svolgimenti in parte diversi, a seconda che sia scaturito da una richiesta semplice
o complessa.
Nel primo caso, il giudice si avvia verso una decisione sul merito verificando anzitutto se gli atti presenti nel
fascicolo a sua disposizione sono sufficienti a risolvere la questione di fatto. Se cos non fosse, potrebbe
assumere anche dufficio gli elementi necessari ai fini della decisione.
Il PM, privato a sua volta del diritto alla prova, perde il potere di svolgere ulteriori indagini a partire dal
momento in cui la richiesta semplice viene accolta.
Dal momento che la decisione di merito va presa allesito del giudizio abbreviato, il giudice deve esperire
ogni tentativo possibile per colmare le proprie lacune conoscitive, in modo non dissimile da quel che
dovrebbe fare il giudice dibattimentale. Lunica vera differenza col dibattimento sta nel modo di assumere
la prova che, nel giudizio abbreviato, segue le regole previste per ludienza preliminare. Quindi, nelludienza
di giudizio abbreviato, eventuali testimoni, coimputati, periti o consulenti tecnici sono interrogati
direttamente dal giudice e, solo per il tramite di questultimo, le parti possono partecipare alla formazione
dei relativi mezzi di prova.
Le cose vanno diversamente quando il rito speciale scaturisce da una richiesta complessa. Tale richiesta
deve indicare le circostanze di fatto che devono essere chiarite e i relativi mezzi di prova dei quali
limputato chiede lassunzione. Ne consegue che il giudice vincolato al contenuto di tale richiesta, anche
se deve escludere le prove vietate e, se lo ritiene opportuno, pu assumere dufficio le prove indispensabili
per emettere la sentenza.
Dal canto suo, il PM ha non solo la facolt di proseguire la propria indagine suppletiva, ma anche il diritto di
chiedere ed ottenere lammissione di prove contrarie a quelle indicate dallimputato.
Ogni tipo di integrazione probatoria rende probabile un mutamento dellimputazione contestata nella
richiesta di rinvio a giudizio.
Fermo restando che lo svolgimento procedurale di tale rito deve seguire le regole dettate per ludienza
preliminare, non si per tenuto conto che ludienza preliminare ha per posta in gioco lalternativa tra
rinvio a giudizio e non luogo a procedere. Nel contesto di tale udienza appare quindi ragionevole che, di
fronte alleventuale modifica dellaccusa, limputato non sia assistito da tutte le garanzie che la legge
invece pronta a riconoscergli nellanaloga situazione che avesse a verificarsi in dibattimento. Ma dove,

come nel giudizio abbreviato, in gioco lassoluzione o la condanna, quella limitazione di diritti difensivi
appare irragionevole.
Pertanto, lart. 441-bis rimedia al problema con riguardo alla contestazione di fatti diversi, circostanze
aggravanti o reati concorrenti. Tale disposizione, oltre a garantire allimputato, in ordine al nuovo
addebito, il diritto alla prova e un termine a difesa, gli da anche la possibilit di togliere effetto alla propria,
precedente, richiesta di giudizio abbreviato, provocando cos la prosecuzione del processo nelle forme
ordinarie.
Per consentirgli di meditare sulla scelta, ma anche per permettergli di predisporre una linea difensiva in
ordine al nuovo addebito, il giudice deve assegnare allimputato, su sua richiesta, un termine non superiore
a 10 gg. A seguito di tale richiesta, ogni attivit processuale resta sospesa. A questo punto, il processo
potrebbe svolgersi in 2 modi diversi, a seconda della scelta dellimputato.
Se il termine assegnato scade senza che sia presentata richiesta di procedere per le vie ordinarie, il giudizio
abbreviato continua sulla base della nuova imputazione. Limputato pu chiedere lassunzione di altri mezzi
di prova, e altrettanto pu fare il PM. Dal canto suo il giudice deve valutare lammissibilit delle nuove
prove richieste dopo averne stabilito la pertinenza rispetto al fatto descritto nella nuova imputazione.
La richiesta di trasformazione del rito, presentata subito dopo la nuova contestazione o, al pi tardi, entro
il termine assegnato dal giudice, provoca una revoca dellordinanza ammissiva del rito speciale, il che a sua
volta determina una regressione del processo alla fase e allo stato in cui fu presentata la richiesta del
giudizio abbreviato. A tale scopo, il giudice deve fissare ludienza preliminare oppure disporne la
prosecuzione. In particolare, il giudice fissa ludienza ogniqualvolta la trasformazione del rito sia stata
preceduta da una richiesta di sospensione del giudizio abbreviato; ordina invece la prosecuzione, quando
limputato abbia chiesto il giudizio ordinario immediatamente dopo la nuova contestazione.
Altrimenti vanno le cose quando la trasformazione del rito avviene nei procedimenti sforniti di udienza
preliminare:
a. Se il rito abbreviato era scaturito da un giudizio direttissimo, il processo deve tornare alla fase
pre-dibattimentale e il giudice tenuto a fissare ludienza di giudizio direttissimo;
b. Nel caso di citazione diretta, il giudice deve fissare ludienza per il giudizio;
c. Il giudice deve invece fissare ludienza di giudizio immediato dopo aver revocato il giudizio
abbreviato;
d. Infine, nel caso di procedimento monitorio, il processo prosegue con la fissazione delludienza
normalmente provocata dallopposizione proposta dallimputato contro il decreto di condanna.
Quando si tratta di contestare un fatto nuovo, la nuova contestazione subordinata a un provvedimento
autorizzativo del giudice e a un esplicito consenso dellimputato. Tuttavia, questi 2 atti devono adeguarsi al
contesto del giudizio abbreviato:
a. Da un lato, il consenso dellimputato va formulato come richiesta di giudizio abbreviato, anche in
ordine al fatto nuovo;
b. Dallaltro, lautorizzazione del giudice ha per oggetto non solo la valutazione dellopportunit di
cumulare la trattazione del fatto nuovo con quello gi contestato, ma anche lammissibilit della
richiesta di giudizio abbreviato.
Lultimo atto delludienza che chiude il giudizio abbreviato costituito dalle conclusioni formulate dalle
parti. Lesordio riservato al PM, il seguito al difensore della parte civile che ha accettato il giudizio
abbreviato, mentre lultima parola spetta al difensore dellimputato e allimputato stesso, se ne fa richiesta.

14. Segue: LA SENTENZA
Terminata la discussione, il giudice si ritira per decidere il merito della causa.
Quanto a struttura e contenuto, la sentenza conclusiva del giudizio abbreviato ha il suo modello nella
sentenza dibattimentale. Quindi, se al termine della discussione il giudice non fosse certo della
colpevolezza dellimputato, dovrebbe emettere sentenza di proscioglimento. Dovrebbe altres
prosciogliere, con sentenza di non doversi procedere, nei casi di dubbio sullesistenza di una condizione di
procedibilit o di una causa di estinzione del reato.
La condanna presuppone quindi che la responsabilit penale dellimputato sia dimostrata al di l di ogni
ragionevole dubbio. Fonti di convincimento giudiziale sono, a tal proposito, gli atti dindagine preliminare,

gli eventuali esiti dellindagine suppletiva e i verbali dellattivit dintegrazione probatoria promossa dal
giudice o richiesta dallimputato.
Quando condanna, il giudice deve diminuire di un terzo la pena considerata, salvo il caso dellergastolo (da
convertire a 30 anni di reclusione) e di quello accompagnato dallisolamento diurno (da convertire in
ergastolo semplice).
Non escluso che tale sentenza contenga dei capi civili riguardanti il risarcimento del danno da reato, se la
parte civile ha accettato il rito abbreviato; inoltre, la sentenza penale, una volta divenuta definitiva,
produce effetti vincolanti nel separato giudizio civile di risarcimento del danno. In un caso, per, la mancata
accettazione del rito speciale non basta, da sola, a impedire che la sentenza del giudizio abbreviato faccia
stato nel giudizio civile: quando il giudicato di condanna (cio favorevole al danneggiato) la legge ne
stabilisce leffetto vincolante per il giudice civile, salvo che non vi si opponga la parte civile che, a suo
tempo, non aveva accettato il giudizio abbreviato.
La sentenza appellabile e, in particolare, le sentenze di proscioglimento sono appellabili dal PM ma non
dallimputato; le sentenze di condanna alla pena dellammenda sono, invece, in linea generale sottratte al
giudizio si secondo grado.
Il PM non pu proporre appello contro le sentenze di condanna, salvo che queste riguardino un titolo di
reato diverso da quello a suo tempo specificato dal PM, e ci vale anche per lappello incidentale.
Dal canto suo, la parte civile pu appellare le sentenze sia di condanna che di proscioglimento.
Quando proposto appello, il relativo giudizio dimpugnazione si svolge in camera di consiglio, nel quale
possono essere assunte nuove prove. Ma anche in tal caso, tale previsione deve essere adeguata alla
disciplina probatoria propria del rito speciale. In particolare, essa condizionata dal tipo di richiesta
allorigine del giudizio abbreviato:
a. Nel caso di richiesta complessa, limputato mantiene, anche in appello, il diritto alla riassunzione
del mezzo di prova gi acquisito in primo grado, purch ci sia necessario ai fini della decisione.
Inoltre, egli pu pretendere lammissione in seconda istanza di una prova che, pur indicata nella
richiesta di giudizio abbreviato, non stata assunta dal giudice di primo grado. Il PM, a sua volta,
nei casi in cui risulta appellante, ha il diritto di chiedere la riassunzione, o lassunzione per la prima
volta, delle prove contrarie a quelle che limputato aveva dedotto nella richiesta di giudizio
abbreviato;
b. Nel caso di richiesta semplice, limputato ha rinunciato al diritto alla prova, e non pu pretendere
che tale diritto sorga in appello. Allo stesso modo, nemmeno il PM appellante qui titolare di un
diritto alla prova. In tal caso, lintegrazione probatoria affidata esclusivamente al giudice, il quale
pu assumere tutti i mezzi di prova che ritiene assolutamente necessari ai fini della decisione.

15. GIUDIZIO IMMEDIATO RICHIESTO DALLIMPUTATO
Nel giudizio immediato richiesto dallimputato la semplificazione procedurale consiste nellassenza
delludienza preliminare, e inoltre la rinuncia dellimputato ad essa sortisce un effetto meramente
processuale, in quanto la legge non vi collega alcuna diminuzione di pena n altri vantaggi.
Presupposto del rito la dichiarazione con la quale limputato rinuncia alludienza preliminare, rinuncia che
pu essere esplicitata anche dal suo difensore munito di procura ad hoc.
Unico requisito di ammissibilit dellatto il rispetto del termine per la sua presentazione, ossia 3 gg. prima
della data in cui dovrebbe tenersi ludienza preliminare. Il vantaggio di cui potrebbe disporre limputato
consiste nel fatto che se dispone di prove decisive della sua innocenza, egli in tal modo pu accelerare i
tempi del suo proscioglimento dibattimentale, preferibile al proscioglimento provvisorio col quale potrebbe
concludersi ludienza preliminare.
Presentata la dichiarazione, il giudice non deve effettuare alcun vaglio di ammissibilit, salvo quello
riguardante la legittimazione del richiedente e losservanza del termine previsto. Appurato ci, il giudice
emette il decreto di giudizio immediato. In un solo caso il giudice pu astenersi dallemettere il decreto ed
imporre la prosecuzione del processo nelle forme ordinarie, ossia quando in gioco una riunione di
procedimenti.
Infine, scegliendo il giudizio immediato, limputato non pu pi chiedere il giudizio abbreviato e il
patteggiamento.

16. PROCEDIMENTI SPECIALI ESPRESSIONE DI GIUSTIZIA CONFLITTUALE


I procedimenti speciali che si fondano su un atto imperativo del magistrato penale si caratterizzano per
limposizione alle parti private di una semplificazione procedurale, che coincide con lamputazione
autoritativa di uno o pi segmenti della fase preliminare del procedimento di primo grado.
Tra le ragioni che giustificano tale semplificazione vi levidente fondatezza dellaccusa, lesigenza di
pervenire ad una decisione con esemplare celerit in ordine a reati percepiti come allarmanti, la scarsa
gravit dei reati da perseguire e lopportunit di accorciare i tempi di definizione del rito penale. Talvolta, la
legge combina anche scelte imperative e consenso dellimputato, dando vita a procedure speciali di
carattere misto.

17. GIUDIZIO IMMEDIATO RICHIESTO DAL PM
Presupposto di tale procedimento levidenza della prova, prova che deve riguardare la colpevolezza
dellimputato, in quanto, in caso contrario, il PM si sarebbe dovuto attivare per larchiviazione.
A fronte di tale evidenza, la legge ritiene ragionevole la soppressione delludienza preliminare, salvo che la
scelta del giudizio immediato sia gravemente pregiudizievole per la buona riuscita dellindagine.
Non basta tuttavia che la prova sia evidente al PM, ma deve apparire tale anche al giudice, al quale il PM
deve rivolgersi per ottenere la citazione a giudizio immediato. Inoltre, la legge pone condizioni ostative
allaccoglimento della richiesta del PM, al fine di scongiurare un duplice rischio:
a. Per evitare che la scelta del rito speciale diventi uningiusta sperequazione ai danni dellimputato,
esso non pu essere disposto se non dopo che lindagato sia stato messo in condizioni di
interloquire, col PM, sui fatti dai quali emerge levidenza della prova. tuttavia sufficiente un
semplice invito a comparire nel quale siano descritti i fatti che rendono evidenti i termini
dellaccusa: solo lirreperibilit dellimputato o un suo legittimo impedimento sarebbero, a quel
punto, dostacolo allinstaurazione del giudizio immediato;
b. Sotto il profilo delleconomia processuale e dellefficienza, il giudizio immediato potrebbe risultare
controproducente in caso di connessione, quando si procede cumulativamente anche per reati la
cui prova non appare evidente. In tali casi, la legge impone che il rito speciale segua il suo iter
scindendosi dalle vicende connesse. Tuttavia, se il giudice ritenesse indispensabile mantenere il
cumulo processuale, dovrebbe rigettare la richiesta di giudizio immediato;
c. Infine, la legge condiziona lammissibilit della richiesta allosservanza di un limite temporale
fissato in 90 gg. dalla registrazione della notizia di reato.
Dal punto di vista procedurale, il PM formula limputazione con la richiesta con la quale chiama in causa il
gip, al quale va contestualmente trasmesso il fascicolo dellindagine con la corrispondente notizia di reato.
Liniziativa del PM impone al giudice di pronunciarsi sullammissibilit del rito entro il termine ordinatorio di
5 gg. dalla richiesta.
Se la prova non appare evidente o se manca una delle condizioni di ammissibilit del rito, il giudice rigetta
la richiesta con decreto non motivato, comportando il ritorno degli atti al PM, il quale eserciter
diversamente lazione penale.
Privo di motivazione anche il decreto col quale il giudice accoglie la richiesta di giudizio immediato.
Tale assenza di motivazione rende insindacabili entrambi i decreti, tuttavia non esclusa una critica di
legittimit del decreto che accoglie la richiesta, quando questo viene emesso senza il previo interrogatorio
dellindagato. In tal caso, la giurisprudenza solita ravvisare una nullit a regime intermedio che comporta
linvalidit dellatto.
Col decreto che accoglie la richiesta del PM si apre il giudizio immediato, nel quale, innanzitutto, limputato
pu chiedere il giudizio abbreviato o il patteggiamento. In relazione a questi riti, la richiesta deve essere
presentata, a pena di decadenza, nei 15 gg. successivi alla notificazione del decreto di giudizio immediato:
a. Per il giudizio abbreviato, precisamente il termine decorre dallultima notificazione allimputato o
al difensore del decreto che dispone il giudizio o dellavviso della data fissata per il dibattimento;
b. Per il patteggiamento, la richiesta di una parte, come si sa, deve essere accompagnata dal
consenso dellaltra; tuttavia la legge tace sul termine entro il quale il consenso deve essere
prestato. Di fronte a ci, si ritiene che sar il giudice ad assegnare un termine alla parte.
Competente a pronunciarsi sulla trasformazione del rito il gip, il quale, se accoglie la relativa richiesta,
fissa ludienza per il rito abbreviato o per il patteggiamento.

Nel caso di rigetto della richiesta, il giudice tenuto a formare il fascicolo del dibattimento che, assieme col
decreto di citazione, va subito trasmesso al giudice del dibattimento. Da questo momento, la procedura
speciale rifluisce in quella ordinaria. Inoltre, tanto il rito abbreviato quanto il patteggiamento possono
essere richiesti davanti al giudice dibattimentale.

18. Segue: GIUDIZIO IMMEDIATO CUSTODIALE (art. 453 comma 1-bis)
Un altro tipo di giudizio immediato deve essere instaurato quando lindagato si trova in stato di custodia
cautelare e a condizione che la scelta del rito speciale non pregiudichi gravemente le indagini.
La richiesta va presentata dopo che il tribunale del riesame ha confermato la misura oppure dopo che
inutilmente decorso il termine per impugnare il provvedimento che la dispone. Se poi i gravi indizi di
colpevolezza vengono meno prima che il gip decida sulla richiesta di giudizio immediato, il provvedimento
cautelare va revocato o annullato, e la richiesta di rito speciale rigettata.
Il termine per la richiesta fissato in 180 gg., che decorrono dalla data di esecuzione della custodia
cautelare.
Lintento, come si vede, quello di incoraggiare il ricorso al giudizio immediato rendendo automatica e
doverosa la scelta del PM. Ci far indubbiamente i giudizi immediati, ma allo stesso debbo alimenta vari
dubbi circa la sua opportunit e legittimit costituzionale:
a. Sotto il primo profilo, appare discutibile la scelta di assumere a presupposto del giudizio immediato
lo status di persona in custodia, in quanto si priva tali soggetti delle opportunit difensive
esercitabili a seguito dellavviso di chiusura delle indagini e, soprattutto, delludienza preliminare.
Inoltre, lincidente cautelare ha uno svolgimento autonomo rispetto a quello principale, sicch il
far dipendere le sorti del secondo dallandamento del primo comporta inevitabili imprevisti,
complica lo svolgimento procedurale ed espone gli indagati o imputati a censurabili sperequazioni;
b. Sotto il secondo profilo, dal momento che il giudizio immediato comporta un sacrificio del diritto di
difesa, una sua instaurazione fuori dei casi consentiti si risolve nella violazione dellart. 24.2 Cost. la
legge si preoccupa di tutelare solo posizione di colui che riacquista la liberta a seguito di revoca o
annullamento dellordinanza cautelare. Ma lo fa solo in parte, in quanto si limita a stabilire che, in
quei casi, il giudice non ammette il rito speciale. Ci significa che il rito immediato non pu essere
revocato quando linsussistenza dei gravi indizi che fondano la misura cautelare affiora dopo
laccoglimento della richiesta stessa.

19. Segue: GIUDIZIO IMMEDIATO OBBLIGATORIO (art. 464 comma 1)
Nel caso di giudizio immediato imposto ex lege quando vi sia stata opposizione al decreto penale di
condanna, ludienza preliminare ritenuta superflua non solo perch laccusa appare ancorata a fatti
incontestabili, ma anche perch essa ha per oggetto reati di scarsa gravit. Dunque, alla base di questo caso
di giudizio immediato, vi un criterio politico basato sulla tenuit della sanzione.
Le caratteristiche procedurali del giudizio immediato obbligatorio sono identiche a quelle del giudizio
immediato ordinario; lunica differenza sta nellatto introduttivo del rito: non una richiesta del PM, ma un
decreto di citazione emesso dufficio dal gip dopo aver constatato che ogni via ad una soluzione anticipata
del processo ormai preclusa. Dunque, linstaurazione di questo rito speciale incompatibile con ogni
soluzione anticipata del giudizio (giudizio abbreviato o patteggiamento).

20. GIUDIZIO DIRETTISSIMO
La specialit di questo rito consiste nella soppressione dellintera fase preliminare e in una semplificazione
della fase pre-dibattimentale. Ad esso si ricorre quando il fondamento dellaccusa talmente evidente da
rendere superflua non solo la verifica delludienza preliminare, ma anche la ricerca di mezzi di prova attuata
nellindagine preliminare.
Rilevano in tale procedimento larresto in flagranza e la confessione resa a brevissima distanza dallinizio
dellindagine. In tali casi il rito speciale va sempre scelto (entro 30 gg. dallarresto o dallinizio dellindagine),
salvo che ci pregiudichi gravemente le indagini.
Vi sono 2 modalit di svolgimento del giudizio direttissimo, a seconda che limputato sia privo della libert
personale o sia invece libero:

a. Limputato arrestato o in custodia cautelare, una volta chiusa ludienza di convalida dellarresto,
presentato direttamente dal PM al giudice dibattimentale. Qui limputazione contestata
oralmente in udienza, prima dellapertura del dibattimento. Con la contestazione del fatto, il PM
forma il fascicolo del dibattimento e lo consegna al giudice. Il pre-dibattimento non esiste e i
testimoni possono essere presentati direttamente nelludienza, senza bisogno di previa citazione.
Limputato pu chiedere un termine (non superiore a 10 gg.) per organizzare la propria strategia
difensiva. Durante tale termine, il dibattimento sospeso e il difensore pu prendere visione sia
degli eventuali atti dindagine esistenti presso la segreteria del PM, sia degli atti inseriti nel
fascicolo del dibattimento e custoditi presso la cancelleria del giudice;
b. Limputato libero invece citato a comparire alludienza di giudizio direttissimo, convocata dal PM
entro 3 gg. In questi casi, limputazione contestata per iscritto nel decreto di citazione a giudizio.
Vi inoltre il tempo per una breve indagine preliminare, che il PM pu condurre fino al decreto di
giudizio direttissimo. In attesa del dibattimento, c anche spazio per qualche adempimento pre-
dibattimentale: il fascicolo del dibattimento formato dal PM subito dopo lemissione del decreto;
il difensore ha diritto di essere avvertito della data fissata per il giudizio e pu vedere, nonch
acquisire copia, degli atti dindagine e di quelli confluiti nel fascicolo dibattimentale.
diritto dellimputato quello di essere avvertito della possibilit di chiedere il giudizio abbreviato o il
patteggiamento, prima che sia dichiarato aperto il dibattimento; se vi fossero richieste in tal senso, il
giudice dibattimentale dovrebbe esaminarne lammissibilit.
Peraltro, anche la richiesta di giudizio direttissimo subisce un vaglio di ammissibilit, per cui se il giudice
ritiene insussistente alcuna delle situazioni assunte dalla legge a presupposto del procedimento speciale,
questultimo non pu aver luogo, e il giudice deve restituire gli atti al PM.
Ricevuti gli atti, il PM deve esercitare in altro modo lazione penale.
Un altro limite al promovimento del rito speciale discende dallopportunit di mantenere riuniti diversi
procedimenti penali, quando fra questi ve ne sia alcuno che il PM intende definire per direttissima. Qualora
la separazione sia sconsigliata per ragioni attinenti al buon esito delle indagini, il giudice ordina che si
proceda cumulativamente e nei modi ordinari.

21. Segue: GIUDIZIO DIRETTISSIMO DAVANTI AL GIUDICE MONOCRATICO
Il giudizio direttissimo davanti al giudice monocratico pu essere promosso per gli stessi casi per i quali
risulta ammissibile davanti a quello collegiale.
Vi sono per alcune differenze nello svolgimento procedurale.
In tale procedimento, la presentazione in udienza dellarrestato , di regola, fatta dalla polizia, la quale
autorizzata dal giudice a svolgere una breve relazione orale, finalizzata a porre le basi conoscitive per il
giudizio di convalida. Vi provvede invece il PM quando ordina alla polizia di mettere larrestato a sua
disposizione. Limputato ha la facolt di chiedere un termine a difesa di un massimo di 5 gg., ma non ha
diritto ad essere avvertito dal giudice della possibilit di avvalersi di tale facolt.
Per il resto, trovano applicazione le norme del giudizio direttissimo ordinario.

22. Segue: GIUDIZI DIRETTISSIMI ATIPICI
Il fondamento dei giudizi direttissimi atipici sta nellesigenza di giudicare con celerit reati percepiti come
gravi e allarmanti, ossia i reati concernenti armi ed esplosivi, di discriminazione etnica, razziale e religiosa,
taluni reati commessi in occasione di manifestazioni sportive e per molti reati collegati allillegale ingresso e
permanenza degli stranieri nel territorio dello Stato.
In tutti questi casi, il giudizio direttissimo costituisce il modo ordinario di procedere, salvo il caso in cui
siano necessarie speciali indagini, per cui il PM pu scegliere il normale iter processuale con atto
insindacabile. invece sindacabile, da parte del giudice dibattimentale, lapprezzamento negativo circa la
necessit di speciali indagini: in tal caso gli atti sono trasmessi al PM, il quale eserciter in altro modo
lazione penale.
La necessit di speciali indagini sussiste soltanto quando le investigazioni da compiere sono incompatibili,
per complessit e durata, con la speditezza di questo rito speciale. Ne consegue che lindagine del PM
potrebbe durare anche alcuni mesi di approdare al dibattimento; tuttavia, una giurisprudenza di legittimit

incline a far valere per i giudizi direttissimi atipici gli stessi termini prescritti per linstaurazione dei
direttissimi tipici: 30 gg. dallarresto o dallinizio dellindagine.
Dal punto di vista procedurale, valgono le stesse regole previste per i giudizi direttissimi tipici, e anche
questo rito pu subire la trasformazione in giudizio abbreviato o in patteggiamento.

23. CONTESTAZIONE SUPPLETIVA DEL REATO CONCORRENTE E DEL REATO CONTINUATO
Tale istituto trova la sua spiegazione nellopportunit di giudicare cumulativamente le regiudicande
connesse. Laffiorare, in udienza preliminare o in dibattimento, di un fatto che appaia in rapporto di
continuazione o di concorso formale con quello gi contestato pone un problema di applicazione della
legge penale. Se per tutti questi fatti fosse riconosciuta la responsabilit dellimputato, la relativa pena
dovrebbe essere quantificata nel rispetto della proporzione stabilita dallart. 81 c.p. Uno svolgimento
separato delle vicende processuali riguardanti tali regiudicande renderebbe difficoltoso questo calcolo.
Orbene, le disposizioni sulla contestazione suppletiva sono volte a rendere pi agevole lapplicazione
dellart 81 c.p.
Latto con il quale il PM contesta un reato concorrente o continuato comporta:
a. La soppressione dellindagine preliminare, se la nuova contestazione avviene delludienza
preliminare;
b. La soppressione dellintera fase preliminare del processo e del pre-dibattimento, se essa avviene
nel dibattimento.
Quindi, rischiano di essere lesi quei diritti dellimputato che la legge associa alle fasi soppresse. A
compensare tale perdita, riconosciuto alle parti il diritto di ottenere una sospensione del dibattimento
pre preparare la difesa in ordine al nuovo addebito, e di assumere nuove prove in ragione della mutata
regiudicanda. Infine, fatto salvo il diritto dellimputato di essere ammesso alloblazione per il reato
concorrente contestato in dibattimento, cos come il diritto di accedere al patteggiamento. invece
escluso il diritto di accedere al giudizio abbreviato in ordine al reato concorrente o continuato contestati in
dibattimento.

24. PROCEDURE SPECIALI DI CARATTERE MISTO
Si tratta di quelle situazioni nelle quali la semplificazione procedurale deriva da un atto imperativo del
magistrato penale, combinato con il consenso dellimputato o con laccordo delle parti.

25. PROCEDIMENTO PER DECRETO
Quando laccertamento riguarda reati di lievissima entit, la legge ammette che il provvedimento di
condanna possa essere emesso al termine dellindagine preliminare, senza dar luogo al dibattimento, e
quindi senza previo contraddittorio.
Il condannato pu per opporsi al decreto penale, provocando una prosecuzione dellattivit processuale.

26. Segue: FASE INTRODUTTIVA E SVOLGIMENTO PROCEDURALE
Atto introduttivo del rito una richiesta che il PM presenta al gip entro 6 mesi dalla registrazione della
notizia di reato, allegandovi il fascicolo con gli esiti delle sue investigazioni. Tale richiesta deve contenere
tutti i dati idonei a identificare limputato e la correlativa imputazione, nonch la pena da applicare che pu
essere quantificata con una generosa diminuzione (fino alla met del minimo della pena edittale).
Ricevuta la richiesta, il gip ne vaglia lammissibilit.
La richiesta va rigettata se, dagli atti del fascicolo dindagine, risulta che limputato deve essere prosciolto:
in tal caso il giudice emette una sentenza che chiude il processo, ma che pu essere impugnata con ricorso
per cassazione.
In tutti gli altri casi, il rigetto della richiesta comporta la restituzione degli atti al PM con atto insindacabile
del giudice.
Il rito speciale non ammesso per ragioni procedurali, quando la richiesta stata presentata fuori termine,
oppure quando , nei reati perseguibili a querela, la persona offesa si sia opposta al procedimento per
decreto.

Linammissibilit pu poi fondarsi anche sullesigenza di assicurare lesatta applicazione della legge penale,
ossia quando il giudice ritiene che vada applicata una misura di sicurezza personale, oppure quando reputa
incongrua la pena proposta nella richiesta.
Se la richiesta merita accolta, il giudice emette decreto di condanna. Esso caratterizzata da una
motivazione sommaria delle ragioni della decisione ed idoneo a divenire irrevocabile e a costituire titolo
per eseguire la pena inflitta, a meno che la parte non vi si opponga entro 15 gg. dalla relativa notifica.
A tal fine, il giudice, a pena di nullit, deve inserire nel decreto un avviso agli interessati per ricordargli il
diritto di opporsi al provvedimento di condanna, e per avvertirli che la mancata opposizione nel termine
renderebbe esecutiva la condanna. Sempre a pena di nullit, limputato va avvertito della facolt di
nominare un difensore.
Limputato potrebbe anche essere ignaro del procedimento a suo carico, sicch si rischia che questi scopra
di essere condannato solo alla scadenza dei termini per presentare opposizione. Per evitare ci, la legge
vieta la notificazione del decreto penale secondo la procedura seguita normalmente per limputato
irreperibile: perci, a fronte dellimpossibilit di rintracciarlo, il giudice deve revocare il decreto di
condanna e restituire gli atti al PM, per lulteriore prosecuzione del processo nelle forme normali o con
altro rito speciale. Lo stesso accade quando la notificazione del decreto allimputato risulti impossibile per
inidonea o insufficiente dichiarazione di domicilio. A completamento di tali garanzie, resa particolarmente
agevole la restituzione in termini per proporre opposizione, tutte le volte che linteressato dimostri di non
aver avuto conoscenza del decreto per ragioni non imputabili a sua colpa.

27. IL DECRETO PENALE
Scaduto il termine per lopposizione, il decreto diventa definitivo, salvo che lopposizione proposta da altri
coimputati, condannati con decreto per il medesimo reato, produca leffetto estintivo che pu sfociare in
una revoca del provvedimento di condanna.
Laccertamento contenuto nel decreto inidoneo a sortire effetti vincolanti nei giudizi civili ed
amministrativi e non pu culminare nellapplicazione di una misura di sicurezza personale.
Il condannato per decreto non ha lobbligo di pagare le spese processuali n gli possono essere applicate le
sanzioni accessorie previste dalla legge penale.
Inoltre, il reato oggetto del decreto destinato ad estinguersi, se nei 5 anni successivi ( o 2 nel caso di
illeciti contravvenzionali), limputato non ne commette un altro della stessa indole.
Il decreto non ostacola una successiva sospensione condizionale della pena, mentre pu giustificare una
revoca della sospensione stessa.
Infine, la condanna inflitta con decreto, seppur iscritta nel casellario giudiziale, non deve essere menzionata
nei corrispettivi certificati richiesti dai privati.

28. OPPOSIZIONE A DECRETO PENALE
Opponendosi al decreto, limputato (o per esso il suo difensore) sospende lesecuzione della condanna e
impone che laccertamento del fatto avvenga in forme diverse.
In quanto atti dimpugnazione, lopposizione presenta alcuni tratti peculiari.
Anzitutto, essa priva del c.d. effetto devolutivo, poich il processo proseguir innanzi al giudice di primo
grado, non davanti a quello di grado superiore. Inoltre, lopponente non deve necessariamente indicare i
motivi della doglianza, giacch sufficiente che, nella relativa dichiarazioni, indichi gli estremi del
provvedimento di condanna insieme con la data dello stesso, e che identifichi il giudice del decreto.
Infine, lopposizione ha un effetto estensivo, ma solo nei casi in cui il decreto sia stato pronunciato contro
una pluralit di imputati per il medesimo fatto: se presentata da qualcuno fra costoro, essa vale anche per
gli altri, sicch lesecuzione del decreto resta sospesa per tutti.
Con lopposizione, limputato ripristina lordinaria situazione processuale successiva allesercizio dellazione
penale, nella quale possibile effettuare la richiesta di un altro rito speciale, da presentare al gip.
Leventuale richiesta di oblazione va invece indirizzata al giudice procedente, da individuare nel gip finch il
fascicolo non trasmesso al giudice dibattimentale. La scelta di una di queste procedure va fatta con latto
di opposizione.
Il giudice che riceve la richiesta di opposizione deve vagliarne lammissibilit alla luce di alcuni requisiti:
legittimazione dellopponente; osservanza del termine; estremi e data del decreto di condanna;

identificazione del giudice che lo adott. Il difetto di uno solo di tali requisiti rende il decreto penale
esecutivo, ma non prima che la relativa ordinanza (ricorribile per cassazione) diventi a sua volta definitiva.
Se non c consenso o accordo fra le parti per una definizione anticipata del processo, si procede con
citazione a giudizio immediato.
Nel giudizio conseguente allopposizione, il decreto penale deve essere revocato e il dibattimento si svolge
secondo le regole ordinarie.
Per quanto riguarda il querelante, la legge impone che gli sia data comunicazione del decreto penale.
Inoltre, egli vanta un diritto di essere citato in giudizio per esercitarvi le facolt che la legge gli attribuisce e
pu costituirsi parte civile.

29. GIUDIZIO DIRETTISSIMO SU ACCORDO DELLE PARTI
La mancata convalida dellarresto, di regola, dostacolo allinstaurazione del giudizio direttissimo; tuttavia,
esso pu ancora essere ammesso se limputato e il PM vi consentono.
Non sono previste forme particolari per la prestazione del consenso:
a. Il PM potr manifestarlo citando limputato a comparire ogniqualvolta ritenga di non dover
chiedere larchiviazione, o di non dover avviare lindagine preliminare;
b. Il consenso dellimputato pu essere presentato in qualsiasi forma, anche dal suo difensore seppur
privo di procura ad hoc; pu anche essere dedotto per fatti concludenti.

30. CONTESTAZIONE SUPPLETIVA DEL FATTO NUOVO
Il consenso dellimputato importante anche quando il PM contesta ad egli un fatto nuovo mentre in
corso il processo per altra imputazione a carico del medesimo imputato. Ovviamente, deve trattarsi di un
fatto non connesso a quello gi contestato.
Occorre distinguere a seconda che il nuovo capo dimputazione sia contestato nelludienza preliminare o in
dibattimento.
Nel primo caso, liter processuale privo della fase delle indagini preliminari. Col proprio consenso,
limputato rinuncia a quelle facolt dintervento che la legge gli assicura in quella fase. Dal momento che
non in gioco la decisione sul merito, il consenso pu provenire anche dal difensore privo del mandato ad
hoc.
Nel dibattimento, invece, la contestazione del fatto nuovo comporta la soppressione dellintera fase
preliminare, oltre che della fase pre-dibattimentale. Il diritto alla difesa tutelato alla stessa maniera che
negli altri casi di modifica della regiudicanda dibattimentale: sospensione del processo (da 20 a 40 gg.) e
ammissione di prove in ordine al nuovo addebito. Tuttavia, accettando la contestazione, limputato si
preclude una serie di scelte che la legge impone di fare fra udienza preliminare e apertura del dibattimento:
giudizio abbreviato, patteggiamento e oblazione non possono essere richiesti. Per tali ragioni, il consenso
deve provenire direttamente dallimputato, tant vero la contestazione del fatto nuovo non ammessa nei
confronti dellassente o del contumace.
Oltre che dal consenso dellimputato, la contestazione suppletiva deve essere accompagnata da un atto
autorizzativo del giudice. Egli pu autorizzare la contestazione suppletiva subordinandone lesercizio non
solo al consenso dellimputato, ma anche alla verifica che essa non nuoccia alla speditezza del
procedimento.

31. DEFERIMENTO DEL GIUDIZIO AD UN GIURI DONORE
Per i reati di diffamazione e ingiuria, la legge offre agli interessati la possibilit di deferire ad un giur
donore il giudizio sulla verit del fatto diffamatorio o ingiurioso.
In realt il giudizio donore non un giudizio penale, tant che il suo promovimento comporta labbandono
della giurisdizione penale.
Per tale motivo, il giudizio donore non si chiude con una decisione penale, poich il giur non ha il potere di
punire, ma solo quello di pronunciare un verdetto privo di dispositivo. Lunica decisione condannatoria che
pu essere presa in tale contesto riguarda il risarcimento del danno provocato dallingiurioso o
diffamatorio, sul quale il giur pu pronunciarsi in via equitativa. E, se gli interessati dovessero rinunciare a
chiedere il risarcimento del danno, il verdetto avrebbe ad oggetto solo la verit di un fatto.

La nomina dei membri del giur spetta al presidente del tribunale o ad associazioni legalmente
riconosciute quali enti morali. Sollecitato da una specifica richiesta di parte, uno di questi soggetti nomina i
membri del giur, scegliendoli fra le persone iscritte in appositi albi formati dalle stesse associazioni e
approvati dal presidente del tribunale. Una volta designati, i giurati devono accettare per iscritto latto
nomina.
ammesso il giur in composizione monocratica ma, se si optasse per una formazione collegiale, il numero
dei membri dovrebbe essere dispari.
Per svolgere il proprio compito, il giur pu esaminare testimoni, convocandoli pure di propria iniziativa, e
pu acquisire documenti e informazioni dalle PA, tenute a collaborare nei limiti consentiti dalle esigenze di
servizio. invece esclusa lattribuzioni di poteri coercitivi per acquisire prove, come perquisizioni.
Lintero procedimento innanzi al giur segreto: vi un assoluto divieto di pubblicare non solo i documenti
acquisiti e gli atti del procedimento, ma anche il contenuto degli stessi. Anche le sedute sono chiuse al
pubblico.
Solo il verdetto pu essere pubblicato, e la sua pronuncia deve avvenire entro 3 mesi dal momento in cui il
giur s insediato; tale termine pu essere prorogato dal presidente del tribunale di altri 3 mesi.
Linosservanza del termine espone i membri del giur a possibili sanzioni pecuniarie.

CAPITOLO 7 GIUDIZIO


1. LA FASE DEL GIUDIZIO
Il giudizio viene instaurato col decreto che il giudice emette al termine delludienza preliminare, ovvero un
decreto di giudizio immediato. Tuttavia, limputato pu essere citato a giudizio anche con atto del PM,
come accade davanti al giudice monocratico, nonch, se si trova in stato di libert, quando si procede con
giudizio direttissimo; o, ancora, pu essere presentato dal PM direttamente alludienza dibattimentale (nel
giudizio direttissimo in caso di arresto o di custodia cautelare).
Le disposizioni sul giudizio sono dettate per il tribunale in composizione collegiale e per la corte dassise,
ma, salvo quanto diversamente disposto, si applicano anche nel procedimento innanzi al tribunale in
composizione monocratica.

2. CARATTERISTICHE DEL GIUDIZIO NEL SISTEMA ACCUSATORIO
Nel dibattimento richiesta la puntuale attuazione dei caratteri del sistema accusatorio, anche se la
recente modifica dellart. 111 Cost., pur con lobiettivo di introdurre nel nostro ordinamento i principi del
giusto processo, non ha espressamente enunciato unopzione a favore di esso. Tuttavia, la norma
costituzionale d riconoscimento ad alcuni fra i principi cardine di tale sistema con lo stabilire che ogni
processo deve svolgersi nel contraddittorio delle parti, in condizioni di parit, davanti ad un giudice terzo e
imparziale, e che il processo penale regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della
prova.
In particolare, un giudizio si pu considerare accusatorio quando la formazione della prova avviene
pubblicamente nel contraddittorio delle parti, sul tema posto dallaccusatore, davanti al giudice che ha il
compito di decidere il merito. Detto questo, si possono desumere una serie di corollari:
a. Innanzitutto, la parit delle parti, sancita attraverso la partecipazione dellaccusa e della difesa su
basi di parit in ogni stato e grado del procedimento;
b. Loralit-immediatezza, dove per oralit si intende non solo una modalit di escussione (cio luso
della voce nellassunzione delle dichiarazioni dei testimoni e delle parti), ma soprattutto un
rapporto diretto tra il giudice e le prove (immediatezza): colui che ascolta, che assume le prove,
deve decidere. Loralit in senso stretto pu esistere tuttavia anche senza limmediatezza, come nel
caso dellincidente probatorio, dove il giudice del dibattimento, che deve decidere, diverso dal
giudice che ha acquisito la prova, e perci dovr utilizzare il verbale dellatto.
c. Allimmediatezza si accompagna il principio della concentrazione, con il quale si intende la
tendenziale unit di tempo nella quale va celebrato il giudizio, destinato a svolgersi in una sola
udienza o in udienze contigue, in modo che la decisione sia il pi possibile vicina alla

rappresentazione dei fatti da ricostruire. Tuttavia, in casi particolarmente complessi, il dibattimento


destinato a durare anche vari mesi;
d. La distinzione delle funzioni del giudice da quelle dellorgano dellaccusa e dellinvestigazione,
altrimenti, il giudice coinvolto nella costruzione dellipotesi di reato da verificare, vede pregiudicata
loggettivit di giudizio necessaria per la valutazione finale (terziet del giudice). Tuttavia, i casi di
intervento diretto del giudice sono numerosi, ma si configurano sempre come eccezioni rispetto al
diritto alla prova.

3. INDAGINI PRELIMINARI E DIBATTIMENTO
Il nodo centrale rappresentato dai rapporti tra le indagini preliminari e il dibattimento. La struttura del
sistema accusatorio impone di riservare ad una parte (il PM) la raccolta degli elementi di prova, i quali,
almeno tendenzialmente, non hanno valore, come tali, davanti al giudice del dibattimento.
La legge delega per il nuovo codice aveva disciplinato in maniera analitica lutilizzabilit in giudizio degli
elementi raccolti durante le indagini preliminari, creando un sistema che rappresentava una soluzione di
compromesso. Se si fosse dovuto costruire un sistema a carattere interamente accusatorio, nessuno degli
elementi raccolti fuori dal dibattimento si sarebbe potuto utilizzare, per essere venuto meno il principio
delloralit-immediatezza.
Unimpostazione di questo genere sarebbe per risultata troppo drastica, in quanto occorreva tener conto
delle esigenze pratiche determinate dai tempi delle indagini preliminari, le quali possono avere anche una
durata cospicua. Quindi, diventava indispensabile il recupero in giudizio di prove precostituite, suscettibili
di non essere pi utilmente acquisite in dibattimento, e degli atti irripetibili.
Lattuale disciplina ha il suo parametro di riferimento nellart. 111 Cost., il quale, dopo ave ribadito che nel
processo penale la prova deve essere formata in contraddittorio, indica tassativamente le possibili
eccezioni alla regola: consenso dellimputato, impossibilit oggettiva di realizzare il contraddittorio, provata
condotta illecita.
Occorre poi ricordare che, per quanto attiene alle prove che possono essere poste alla base della decisione
finale, nel codice esistono 2 chiavi interpretative generali:
a. Lart. 187, secondo il quale sono oggetto di prova i fatti che si riferiscono allimputazione, alla
punibilit e alla determinazione della pena o della misura di sicurezza. Dunque, il thema
decidendum delineato dal PM nel momento in cui esercita lazione penale;
b. Lart. 526.1, secondo il quale il giudice non pu utilizzare ai fini della deliberazione prove diverse da
quelle legittimamente acquisite nel dibattimento. Tale art. va a sua volta collegato con lart. 191,
per cui le prove acquisite in violazione dei divieti stabiliti dalla legge non possono essere utilizzate.
Tale inutilizzabilit rilevabile dufficio in ogni stato e grado del procedimento, oltre ad essere
motivo di ricorso per cassazione.

4. DAL PRINCIPIO DI NON DISPERSIONE DELLA PROVA ALLA MODIFICA DELLART. 111
Di fronte alle difficolt incontrate in sede di prima applicazione della riforma del codice e del nuovo metodo
accusatorio, la Corte costituzionale si era resa interprete del malcontento di una parte della magistratura,
cancellando alcune fra le disposizioni chiave che miravano ad assicurare la prevalenza, ai fini della
decisione, dei risultati probatori acquisiti nel dibattimento.
In base al principio di non dispersione dei mezzi di prova, tutto ci che il giudice conosce, tanto per
esperienza diretta nel corso del dibattimento, quanto attraverso le carte del procedimento, secondo le
regole del contraddittorio o meno, pu essere utilizzato dal giudice, con la sola mediazione del suo libero
convincimento circa il peso da attribuire a ciascun elemento.
Dunque, il baricentro del procedimento si era allontanato dal dibattimento a vantaggio delle indagini
preliminari.
Il recupero della centralit del dibattimento stato lungo e si concluso con la legge costituzionale n.
2/1999, che ha inserito nellart. 111 Cost. i principi del c.d. giusto processo, e in particolare il principio del
contraddittorio nella formazione della prova, della parit delle parti, della terziet e imparzialit del giudice,
nonch della ragionevole durata.

Con particolare riferimento al processo penale, sono elevate a rango costituzionale le disposizioni dellart.
6 CEDU che prevedono il diritto di conoscere laccusa, di preparare la difesa, al controesame, alla prova,
allinterprete.
In particolare, in base al principio del contraddittorio nella formazione della prova, va considerata come
prova utilizzabile per la decisione solo quella assunta davanti al giudice con lintervento delle parti. Poich,
tuttavia, unapplicazione rigida del suddetto principio non sarebbe sempre possibile, la stessa Costituzione
prevede delle eccezioni, in base alle quali si pu derogare al contraddittorio per consenso dellimputato o
per accertata impossibilit di natura oggettiva o per effetto di provata condotta illecita.

5. LA LEGGE DI ATTUAZIONE DEL GIUSTO PROCESSO E LATTUALE RUOLO DEL
DIBATTIMENTO
Il ripristino della centralit del dibattimento come luogo privilegiato per la realizzazione del contraddittorio
voluto dalla Costituzione non stato esente da costi n privo di ambiguit.
Anzitutto, il ritorno allinutilizzabilit delle precedenti dichiarazioni ha indotto il legislatore a limitare il
diritto al silenzio dellimputato che abbia riferito fatti concernenti la responsabilit altrui.
Per altro verso, nellintento di ristabilire la parit delle parti, si previsto che il PM e i difensori possono
consensualmente sottrarre al contraddittorio elementi raccolti, dalluna e dallaltra parte, fuori
dalludienza, unilateralmente e senza la presenza del giudice. Tale facolt si manifesta sia mediante
lacquisizione concordata al fascicolo per il dibattimento degli atti del PM e di investigazione difensiva, sia
con laccordo sullacquisizione, in sede di esame, delle precedenti dichiarazioni del testimone contenute nel
fascicolo del PM.
Che il contraddittorio dibattimentale rischi di assumere un ruolo comunque residuale poi confermata dal
peso sempre maggiore che venuta assumendo ludienza preliminare, oggi sede di un vero e proprio
accertamento sul merito.

6. ATTI PRELIMINARI AL DIBATTIMENTO: ESTENSIONE E CONTENUTI DELLA FASE
Nel giudizio si distinguono gli atti preliminari, il dibattimento vero e proprio e gli atti successivi al
dibattimento.
La fase degli atti preliminari al dibattimento si estende dalla conclusione delludienza preliminare agli atti
introduttivi del dibattimento; solitamente si assume come momento iniziale la ricezione del decreto che
dispone il giudizio, e come momento finale la costituzione delle parti.
A tale fase preposto il presidente del collegio giudicante, mentre il compito di fissare ludienza
dibattimentale stato assegnato allo stesso giudice che dispone il giudizio. Il decreto va notificato
allimputato contumace alludienza preliminare e alle altre parti private che non erano presenti, con
lindicazione del luogo, del giorno e dellora della comparizione. In particolare, il gup richiede il giorno e
lora della comparizione al presidente del tribunale, il quale li individua sulla base dei criteri determinati dal
CSM; inoltre, il presidente, ricevuto il decreto che dispone il giudizio, pu anticipare o differire ludienza per
giustificati motivi, con decreto da notificare tempestivamente alle parti.
Spetta inoltre al presidente, a richiesta di parte, lassunzione di prove non rinviabili, negli stessi casi che, in
sede di indagini preliminari o di udienza preliminare, consentirebbero un incidente probatorio. Si osservano
le forme previste per il dibattimento.
Spetta invece al collegio leventuale sentenza anticipata di proscioglimento, se lazione penale
improcedibile o il reato estinto, anche se confermata la prevalenza del proscioglimento nel merito su
quello per estinzione del reato. Dal momento che nel pre-dibattimento non contemplato il
proscioglimento nel merito, in tali casi la sentenza non pu essere anticipata, ma occorre procedere al
dibattimento.
Il proscioglimento anticipato, comunque, non in nessun caso possibile se il PM o limputato, che devono
essere sentiti, si oppongono.
La sentenza pronunciata in camera di consiglio ed inappellabile (ferma restando la ricorribilit per
cassazione) essendo intervenuta senza il dissenso delle parti.
Durante il termine per comparire il fascicolo per il dibattimento depositato nella cancelleria del giudice
competente per il giudizio, e le parti hanno facolt di prenderne visione ed estrarne copia, mentre il
fascicolo del PM visibile nella segreteria dello stesso.

Almeno 7 gg. prima della data fissata per il dibattimento, le parti presentano le liste dei testimoni, periti e
consulenti tecnici, nonch delle persone indicate nellart. 210, con lindicazione delle circostanze su cui
deve vertere lesame. Ci a pena di inammissibilit, dal momento che non sono consentite prove a
sorpresa, e ciascuna parte deve conoscere i fatti che le altre intendono provare. Il decreto del presidente,
che deve essere espressamente richiesto, ha solo lo scopo di autorizzare la citazione delle persone
indicate, rendendone obbligatoria la presentazione; la citazione pu essere negata solo per le
testimonianze vietate dalla legge e per quelle manifestamente sovrabbondanti.
Lesame delle parti ammesso anche senza preavviso, mentre ci non vale per lesame dellimputato in un
procedimento connesso o collegato. Identica disciplina dovrebbe poi applicarsi allesame dellimputato
nello stesso procedimento, chiamato a rendere dichiarazioni nei confronti di altre persone senza assumere
la veste di testimone: in tali ipotesi, dunque, anche limputato andrebbe incluso nelle leste.
Insieme alle liste deve essere depositata, a norma dellart. 468 comma 4-bis, la richiesta di acquisizione dei
verbali di prova provenienti da altri procedimenti, per dar modo alla parte nei cui confronti il verbale pu
essere utilizzato di essere preavvisata. Tuttavia, scopo principale della norma quello di rimandare
leventuale citazione delle persone delle cui dichiarazioni si tratta, anche se indicate nelle liste, al momento
dellammissione della prova: lammissione della prova orale deve seguire lacquisizione del documento. La
ratio tale disciplina quella di evitare la c.d. usura dei testimoni, cio la loro eccessiva esposizione agli
inconvenienti e ai rischi di una ripetuta presentazione nelle aule di giustizia.
Consente di deroghe a tutte queste regole sul deposito delle liste testimoniali lesercizio del diritto alla
prova contraria, in base al quale ciascuna parte pu ottenere la citazione e lammissione di testimoni, periti
e consulenti sulle circostanze introdotte dalla controparte anche senza averli precedentemente indicati
nelle liste.
invece disposta dufficio dal presidente la citazione del perito nominato nellincidente probatorio.
Dunque, in dibattimento, il perito dovr essere esaminato oralmente prima delleventuale lettura della sua
relazione.

7. PUBBLICITA E DISCIPLINA DELLUDIENZA DIBATTIMENTALE. SOSPENSIONE E RINVIO
Il potere ordinatorio, nelludienza dibattimentale, ripartito tra il presidente e lintero collegio. La disciplina
delludienza e la direzione del dibattimento spettano al presidente, che pu avvalersi della forza pubblica.
Quando la legge non prevede una forma determinata, i provvedimenti sono dati oralmente, senza formalit
e senza motivazione. La discrezionalit del presidente vincolata quando si tratta di disciplinare laccesso
allaula, che risulta essere negato ai minori di 18 anni, alle persone sottoposte a misure di prevenzione, alle
persone in stato di ubriachezza, intossicazione o squilibrio mentale e a quelle armate; inoltre, imposta
lespulsione di coloro che turbano il regolare svolgimento delludienza.
Per la decisione di procedere a porte chiuse invece competente il collegio, che decide con ordinanza
revocabile, sentite le parti. Tra i casi in cui si pu procedere a porte chiuse, particolare attenzione stata
posta sulla tutela della riservatezza delle parti private e dei testimoni, limitatamente allassunzione si
specifici mezzi di prova, nonch alla tutela dei minori. Sono inoltre enunciati i parametri del buon costume
e del segreto nellinteresse dello Stato. Vi poi lesigenza di salvaguardare la sicurezza di testimoni o
imputati, anche se in questi casi non devessere necessariamente esclusa la pubblicit mediata, cio la
presenza della stampa. poi doveroso procedere a porte chiuse alla ricognizione delle persone che
abbiano cambiato le generalit a scopo di protezione. Infine, ma solo se la persona offesa lo richiede, il
dibattimento si svolge in tutto o in parte a porte chiuse quando si procede per i delitti di pedofilia, di
violenza sessuale e per i delitti concernenti la tratta della persone. Se la persona offesa minorenne, per
gli stessi delitti si procede sempre a porte chiuse.
Al presidente spetta il potere di ammonire limputato che si comporti in modo da impedire il regolare
svolgimento delludienza, e di allontanarlo qualora persista. Lallontanamento disposto con ordinanza ma
pu essere revocato in ogni momento. Se limputato, riammesso in aula, devessere di nuovo allontanato,
potrebbe essere adottata lespulsione definitiva da parte del collegio.
Il giudice, con ordinanza, pu autorizzare, in tutto o in parte, la ripresa fotografica, fonografica o
audiovisiva, ovvero la trasmissione radiofonica o televisiva. Tuttavia, il giudice pu consentire la ripresa,
ma negare la trasmissione in diretta, la quale tuttavia pu comunque andare in onda in differita non
appena chiusa ludienza dibattimentale.

La regola base che laccesso dei mezzi audiovisivi ha bisogno del consenso delle parti in vista della
protezione dei diritti della personalit di esse, e, inoltre, tale accesso non deve pregiudicare il sereno e
regolare svolgimento delludienza o la decisione. Il consenso delle parti,invece, non necessario quando
sussiste un interesse sociale particolarmente rilevante alla conoscenza del dibattimento.
Al fine di tutelare il diritto allimmagine, il presidente pu interdire la ripresa delle immagini di parti,
testimoni, periti, consulenti tecnici, interpreti e di ogni altro soggetto che deve essere presente, se i
medesimi non vi consentono o la legge lo vieta. Tale garanzia non si estende al pubblico, il quale presente
volontariamente in aula.
Quando non possibile esaurire il dibattimento in una sola udienza, il presidente ne dispone la
prosecuzione nel giorno seguente, anche se ci molto improbabile. perci prevista la possibilit di
sospendere il dibattimento, per ragioni di assoluta necessit, ma per un massimo di 10 gg. Tuttavia anche
questo termine, meramente ordinatorio, pu raramente essere rispettato.
Fra le ipotesi di sospensione del dibattimento previste specificamente dalla legge vi quella prevista per la
soluzione di una questione pregiudiziale da parte del giudice civile o amministrativo, sospensione che a
tempo indeterminato ma che pu essere revocata se il giudizio civile o amministrativo non si concluso nel
termine di un anno.
Uninedita disciplina volta ad agevolare il differimento di determinati processi, diversi da quello alla cui
trattazione assicurata priorit assoluta, prevista dallart. 2-ter del d.l. n. 92/2008. Esso prevede che i
dirigenti degli uffici giudicanti possono individuare i criteri e le modalit di rinvio della trattazione dei
processi per reati commessi fino al 2 maggio 2006, per i quali ricorrono le condizioni per lapplicazione
dellindulto.
Il rinvio non pu avere una durata superiore ai 18 mesi (durante i quali rimarr sospeso il termine di
prescrizione del reato), e non pu essere disposto qualora limputato vi si opponga, ovvero quando gi
stato dichiarato chiuso il dibattimento. Per quanto riguarda in tal caso la parte civile, essa pu trasferire
lazione di danni in sede civile.

8. PARTECIPAZIONE AL DIBATTIMENTO ED ESAME A DISTANZA
Con la partecipazione al procedimento penale a distanza dellimputato detenuto si voluto ridurre i rischi
connessi ai frequenti spostamenti dei detenuti, nonch i tempi del dibattimento, evitando il c.d. turismo
giudiziario di chi risulta imputato in numerosi procedimenti pendenti in sedi diverse; con lesame a
distanza delle persone che collaborano con la giustizia, invece, si intende garantire la sicurezza del
dichiarante che pu rendere lesame da un luogo protetto e segreto.
In entrambi i casi, la presenza al dibattimento sostituita da un collegamento audiovisivo che assicuri la
contestuale visibilit delle persone che si trovano nel luogo collegato con laula di udienza. Nel caso di
partecipazione a distanza dellimputato, deve essere assicurata anche leffettiva e reciproca visibilit delle
persone presenti in entrambi i luoghi, e la possibilit di udire quanto viene detto, secondo la tecnica delle
videoconferenze.
La partecipazione a distanza dellimputato detenuto disposta dal presidente, nella fase pre-
dibattimentale, o dal collegio, nel corso del dibattimento, quando si procede per un delitto di stampo
mafioso o avente finalit di terrorismo, e qualora sussistano gravi ragioni di sicurezza o di ordine pubblico,
ovvero sia necessario evitare ritardi nello svolgimento del dibattimento. Indipendentemente dal reato per
cui si procede, invece, disposta la partecipazione a distanza nel caso che il detenuto sia sottoposto alla
misura del carcere duro. La comparizione personale sempre disposta quando indispensabile la
presenza dellimputato per procedere a confronto o a ricognizione o ad altro atto che implichi
losservazione della sua persona.
Nel luogo dove si trova limputato deve essere presente un ausiliario del giudice (oppure un ufficiale di
polizia che non abbia svolto funzioni investigative o di protezione nei suoi confronti), che attesti la sua
identit e la regolarit della procedura. Inoltre sempre ammessa la presenza del difensore o di un suo
sostituto, mentre il difensore che si trova nellaula di udienza e limputato devono potersi consultare
riservatamente.
Lesame a distanza riguarda, anzitutto, le persone ammesse a programmi di protezione, anche di tipo
urgente o provvisorio, nei confronti delle quali il presidente o il collegio pu adottare le cautele necessarie

alla loro tutela, ovvero, sentite le parti, lesame mediante collegamento audiovisivo, al quale si applicano in
buona parte le regole previste per la partecipazione a distanza.
Lesame a distanza invece doveroso, salvo che il giudice ritenga assolutamente necessaria la presenza del
dichiarante, per le persone ammesse a programmi di protezione chiamate a deporre in un processo
riguardante un delitto di stampo mafioso o terroristico; per le persone che abbiano cambiato le generalit;
per le persone indicate nellart. 210, sempre che si tratti di delitti di stampo mafioso o aventi finalit di
terrorismo.
Nel caso in cui bisogna assumere la deposizione di un testimone o di un perito che si trova allestero, la loro
partecipazione alludienza assicurata tramite collegamento audiovisivo, secondo le modalit ed i
presupposti previsti dagli accordi internazionali.

9. VERBALI DI UDIENZA
Il verbale del dibattimento svolge la funzione di promemoria a conforto del giudice che deve decidere, da
accludere al fascicolo per il dibattimento, ai fini della consultazione in camera di consiglio.
Poich i verbali delle indagini preliminari non entrano automaticamente a far parte del materiale valutabile,
come supporto delle risultanze dibattimentali, indispensabile che queste ultime siano riprodotte con la
massima fedelt e completezza.
Nel verbale di assunzione dei mezzi di prova le domande e le risposte devono essere riprodotte
integralmente in forma diretta, infatti, nellesame diretto, le domande contano quanto le risposte, perch
il vero significato di queste ultime pu essere compreso solo se si conosce come sono state sollecitate,
come si collocano del dialogo complessivo.
Come mezzo ordinario di documentazione degli atti processuali prevista la stenotipia, e solo in subordine
la scrittura manuale, ma in questultimo caso, se il verbale viene redatto in forma riassuntiva, deve essere
effettuata, di regola, la riproduzione fonografica.
La verbalizzazione in forma riassuntiva consentita solo quando gli atti hanno contenuto semplice o
limitata rilevanza, ovvero quando si verifica una contingente indisponibilit degli strumenti di
riproduzione.
Nella prassi, la stenotipia sempre accompagnata dalla verbalizzazione sommaria con registrazione
fonografica, che ha lo scopo di servire da riscontro alla traduzione in chiaro del testo effettuata
successivamente dagli stenotipisti. In alcuni casi si procede alla videoregistrazione automatica integrale,
che consente una rappresentazione pi completa di quanto avvenuto in udienza.
Le parti hanno poteri di controllo sulla correttezza della documentazione, e a tal fine possono chiedere che
sia data lettura di singoli brani e proporre domande di rettificazione o cancellazione, sulle quali il
presidente decide con ordinanza. Allo stesso modo, il presidente decide sulle dichiarazioni che le parti
intendono far inserire nel verbale. Infine, sono allegate al verbale le memorie scritte presentate a sostegno
delle richieste e delle conclusioni delle parti.

10. COSTITUZIONE DELLE PARTI E CONTUMACIA
Prima di dare inizio al dibattimento, il presidente controlla la regola costituzione delle parti.
Per limputato, essere presente al dibattimento fondamentale, dal momento che essenzialmente in
questa fase ha luogo la formazione della prova; la sua presenza , inoltre, pu essere indispensabile per
lassunzione di determinate prova (ad es. la ricognizione), per cui in questi casi pu essere disposto il suo
accompagnamento coattivo. Tale provvedimento non invece ammesso per procedere allesame, dal
momento che questo non pu avere luogo senza il consenso dellimputato, salvo si tratti di esame
concernente la responsabilit di altri, al quale limputato non pu sottrarsi.
Il regime della contumacia imperniato sul dovere del giudice di controllare lefficacia della citazione a
giudizio e su una rigorosa verifica dei presupposti dellordinanza contumaciale.
Il giudice dispone la rinnovazione della citazione, anche dufficio, quando provato o appare probabile
che limputato non ne abbia avuto effettiva conoscenza. Se non risulta che sia mancata la conoscenza della
citazione, ma limputato non si presentato alludienza, occorre accertare la causa dellassenza. Quando
essa dovuta a caso fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento, il giudice, anche dufficio,
dispone che sia rinnovata la citazione. In maniera analoga disciplinato limpedimento a comparire del
difensore.

La contumacia dellimputato sar dichiarata quando tutti questi accertamenti avranno fatto ritenere
improbabile che lassenza sia involontaria, sempre che egli non abbia chiesto o consentito che il
dibattimento avvenga senza di lui. Lordinanza di contumacia va pronunciata dopo aver sentito le parti, ed
nulla se al momento della pronuncia vi la prova della mancata conoscenza della citazione, o la prova
dellimpossibilit a comparire. Se tale prova perviene successivamente, lordinanza revocata e il
dibattimento rinviato, ma gli atti compiuti restano validi, salvo che limputato non dimostri che il ritardo
nellacquisizione della prova non dipeso da sua colpa, nel qual caso vengono assunti o rinnovati gli atti
rilevanti ai fini della decisione.
Dichiarata la contumacia, si procede senza limputato, che rappresentato dal difensore, ma al primo
vanno comunque notificati lavviso di deposito della sentenza e lestratto della stessa, per consentirgli di
esercitare la facolt di impugnazione.
Se il contumace compare prima della decisione, pu rendere dichiarazioni spontanee e chiedere di essere
sottoposto ad esame.
Altra cosa invece lassenza, che si verifica quando limputato manifesta espressamente la volont di non
assistere al dibattimento, ovvero, dopo essere comparso, si allontana dallaula delludienza. Allimputato
assente non si applicano le garanzie previste per il contumace, e la legge lo considera presente.

11. QUESTIONI PRELIMINARI, ESPOSIZIONE INTRODUTTIVA E RICHIESTE DI PROVA
Le questioni preliminari, che coinvolgono la regolare instaurazione del dibattimento o la sua
organizzazione, devono essere proposte subito dopo la costituzione delle parti:
a. Un primo gruppo di questioni riguarda la competenza per territorio o per connessione; le nullit
relative degli atti delle fasi anteriori non ancora sanate, oppure eccepite nelludienza preliminare e
non dichiarate dal giudice; la costituzione e lintervento delle parti private diverse dallimputato,
nonch degli enti rappresentativi degli interessi lesi dal reato. Nel medesimo termine deve essere
rilevata o eccepita linosservanza delle disposizioni sulla composizione monocratica o collegiale del
tribunale quando non si sia tenuta ludienza preliminare o, in quella sede, leccezione sia stata
respinta; nonch lomissione delludienza preliminare, nel procedimento innanzi al giudice
monocratico, per un reato che la preveda;
b. Un secondo gruppo riguarda il contenuto del fascicolo del dibattimento e la riunione o la
separazione dei giudizi: tali questioni possono essere proposte anche successivamente, se la
possibilit di proporle sorge soltanto nel corso del dibattimento.
La discussione di tali questioni sintetica, e il giudice decide immediatamente con ordinanza.
Momento fondamentale del dibattimento lesposizione introduttiva, in quanto il giudice non conosce
nulla delle indagini preliminari, ad eccezione dellimputazione e di quel numero limitato di atti contenuti
nel fascicolo del dibattimento.
Prima il PM, poi, nellordine, i difensori delle parti private e dellimputato, indicano i fatti che intendono
provare e le prove di cui chiedono lammissione. Lesposizione pu poi essere accompagnata da memorie
scritte, che hanno una funzione argomentativa o esplicativa.
Lammissione delle prove ha luogo al termine dellesposizione introduttiva, con ordinanza del giudice, in
seguito alle richieste formulate dalle parti, e solo eccezionalmente dufficio; il giudice deve provvedere sulla
richiesta immediatamente ed espressamente, e i provvedimenti sullammissione della prova possono
essere revocati solo in contraddittorio.
Il giudizio di ammissibilit si basa su criteri determinati; innanzitutto, le prove possono essere escluse solo
se vietate dalla legge o manifestamente superflue o irrilevanti. Lesame dei testimoni o degli imputati
indicati nellart. 210, i quali abbiano reso dichiarazioni nellincidente probatorio, o in procedimenti diversi i
cui verbali siano stati acquisiti, ammesso solo se riguarda fatti o circostanze diversi o se ritenuto
necessario sulla base di specifiche esigenze.
Se la parte dimostra di non averle potuto indicare tempestivamente, possono essere ammesse le prove non
incluse nelle liste depositate prima del dibattimento; nuove prove possono essere assunte anche al termine
dellistruzione dibattimentale, e persino dopo linizio della discussione, ma lammissione subordinata
allassoluta necessit.
Le parti possono anche concordare lacquisizione al fascicolo per il dibattimento di contenuti nel fascicolo
del PM, come pure della documentazione delle indagini difensive. Laccertamento sullammissibilit di tali

atti va effettuato dufficio ad opera del giudice del dibattimento (o del gup, qualora linserzione nel
fascicolo sia avvenuta prima del dibattimento). In ogni caso, devono essere ammesse le prove a discarico
sui fatti costituenti oggetto delle prove a carico, e viceversa.
Lammissione coincide con lacquisizione quando si tratta di prove reali, fra le quali un ruolo particolare
hanno i documenti, che le parti possono esaminare prima del provvedimento del giudice sulla domanda di
ammissione; dopo di ci, se non vengono esclusi, restano acquisiti al processo e vanno inseriti nel fascicolo
per il dibattimento. Fra laltro, se ne deduce che i documenti cos ammessi non sono assoggettati al regime
delle letture, il quale invece si applica, oltre che atti contenuti nel fascicolo del dibattimento, anche ai
verbali di prove di altri procedimenti.

12. IL FASCICOLO PER IL DIBATTIMENTO: LETTURA-ACQUISIZIONE DEI VERBALI
Il fascicolo per il dibattimento viene formato in contraddittorio dal gup, salvo eccezioni (in caso di giudizio
direttissimo, ad es., il compito spetta al PM). Degli atti appartenenti alle indagini preliminari, contiene
solamente quelli relativi alla procedibilit e allesercizio dellazione civile, i verbali degli atti non ripetibili
compiuti dalla polizia e dal PM, i verbali degli atti assunti nellincidente probatorio, il certificato penale e i
documenti relativi al giudizio sulla personalit, le cose pertinenti al reato e, infine, vanno menzionati i
documenti acquisiti e i verbali degli atti assunti allestero mediante rogatoria internazionale. Tutti gli altri
atti sono dirottati nel fascicolo del PM, ma gi in questa fase le parti possono concordare lacquisizione
degli stessi al fascicolo per il dibattimento. Infine, nel fascicolo dibattimentale sono inseriti i verbali delle
prove urgenti assunte dal presidente del tribunale o della corte dassise nella fase degli atti preliminari.
I documenti diversi da quelli acquisiti mediante rogatoria internazionale e dal certificato generale del
casellario giudiziario vanno sottoposti al giudizio di ammissibilit che si colloca al termine dellesposizione
introduttiva. Inoltre, nel fascicolo dibattimentale vi confluiranno anche i verbali degli atti compiuti dal
giudice astenutosi o ricusato, che a seguito dellaccoglimento della relativa istanza conserveranno
efficacia.
Gli atti contenuti nel fascicolo per il dibattimento non possono essere utilizzati ai fini della decisione fino a
quando non verranno acquisiti mediante lettura, la quale pu essere disposta dufficio o su richiesta di
parte. Gli atti, anzich essere effettivamente letti, possono essere anche semplicemente indicati dal
giudice, salvo alcune eccezioni: se c richiesta di parte, infatti, devono in ogni caso essere letti i verbali di
dichiarazioni, mentre per gli altri atti la lettura viene disposta solo quando c accordo sul loro contenuto.
La lettura delle dichiarazioni non pu precedere lesame della persona che le ha rese (salvo che lesame
non abbia luogo), e lo stesso vale per la relazione peritale. Il testimone potrebbe anche non ricordare o
limputato rifiutarsi di rispondere, ma in tal caso la lettura avr luogo comunque dopo lesame orale. La
lettura delle dichiarazioni di querela o di istanza vale solo ad accertare la condizione di procedibilit.

13. IL FASCICOLO DEL PM E LE CONTESTAZIONI
Nel fascicolo del PM vengono raccolti gli atti delle indagini preliminari non inseriti nel fascicolo per il
dibattimento. Tale fascicolo noto alle parti ma non al giudice del dibattimento, poich resta depositato
nella segreteria del PM, con facolt per i difensori di prenderne visione e di estrarne copia. Anche la
documentazione dellattivit integrativa di indagine compiuta dal PM e dal difensore dopo lemissione del
decreto che dispone il giudizio va depositata in segreteria, ma pu essere inserita nel fascicolo solo in
quanto da essa sia conseguita lammissione di prove in dibattimento.
Di regola, gli atti nel fascicolo del PM non possono essere acquisiti in dibattimento, ma sono utilizzabili per
le contestazioni: se una parte o un testimone rendono una dichiarazione che si discosta da quella risultante
dalla documentazione redatta nelle fasi precedenti, il PM e i difensori possono, nel corso dellesame, far
rilevare il contrasto e chiedere spiegazioni, eventualmente dando anche lettura dellatto. In ogni caso il
giudice, per assicurare la correttezza delle contestazioni, pu ordinare lesibizione del verbale nella parte in
cui le dichiarazioni sono state utilizzate.
Con la contestazione non consentito il riferimento ad altri atti, o a dichiarazioni di persone diverse,
contenuti nel fascicolo del PM, ma ci non esclude che nel corso dellesame possono essere utilizzati i
risultati delle prove precedentemente acquisite nel dibattimento, anche mediante domande dirette, le
quali per non costituiscono, propriamente, una contestazione.

Per la contestazione possono essere usate solo le dichiarazioni in precedenza rese dalla stessa persona che
depone, ed essa pu aver luogo solo sui fatti e sulle circostanze in ordine alle quali il testimone o la parte
abbia gi deposto. Con ci si vuole evitare che la lettura possa essere strumentalizzata per suggerire o
condizionare la risposte, dandosi sempre la precedenza allescussione orale. Non occorre attendere che
lesame sia concluso, in quanto si pu immediatamente sottoporre a contestazione qualsiasi affermazione,
anche durante lesame.

14. CONTESTAZIONI NELLESAME TESTIMONIALE
Normalmente, la lettura degli atti a scopo di contestazione, eseguita dalle parti e non disposta dal giudice,
non corrisponde allacquisizione come prova degli stessi, diversamente da quanto avviene con la lettura
degli atti del fascicolo per il dibattimento, ma ha esclusivamente una funzione di verifica e di controllo ai
fini della credibilit del teste (art. 500.2).
Qualora il testimone, dopo aver risposto alle domande di una parte, rifiuti di sottoporsi allesame di
unaltra, non pu dirsi che sia stata acquisita una prova, quindi anche le dichiarazioni che fino a quel
momento sono state rese sono inutilizzabili, salvo il consenso della parte che non ha potuto effettuare il
controesame. Quando, invece, la sottrazione allesame o al controesame deriva da impossibilit
sopravvenuta, la parziale testimonianza resa fino a quel momento dovrebbe restare utilizzabile, anche se il
contraddittorio risulta comunque pregiudicato.
La violenza, la minaccia e le altre interferenze illecite sulla libert morale del testimone consentono in ogni
caso di acquisire al fascicolo per il dibattimento le dichiarazioni precedentemente rese dal testimone; tra
laltro, al fascicolo per il dibattimento va allegato lintero verbale dellatto dindagine, e non solo la
dichiarazione effettivamente utilizzata.
Le precedenti dichiarazioni del testimone contenute nel fascicolo del PM possono essere acquisite a quello
dibattimentale anche su accordo delle parti, ma ci riguarda solo le precedenti dichiarazioni del testimone
e non gli altri atti.
Un regime particolare, infine, previsto per le dichiarazioni assunte dal gup, le quali possono essere
acquisite solo in quanto siano state utilizzate per le contestazioni; ma lacquisizione al fascicolo per il
dibattimento ne consente la valutazione a fini probatori esclusivamente nei confronti delle parti che hanno
partecipato alla loro assunzione.

15. I LIMITI DI UTILIZZABILITA DELLE PRECEDENTI DICHIARAZIONI
Lart. 500 non stabilisce esplicitamente qual il valore probatorio delle precedenti dichiarazioni. Si ritiene
che le dichiarazioni acquisite al fascicolo dibattimentale valgono come prova, mentre quelle usate per le
contestazioni, ma non acquisite, possono essere valutate solo per stabilire la credibilit del testimone.
Tale impostazione coerente con lart. 526, che subordina lutilizzabilit delle prove ai fini della
deliberazione della sentenza alla loro legittima acquisizione nel dibattimento (e luso per la contestazione
non equivale ad acquisizione). Tale ricostruzione per complicata dallintroduzione, nello stesso art. 526,
di un comma 1-bis, il quale vieta lutilizzazione come prova della colpevolezza delle dichiarazioni di chi si
sempre volontariamente sottratto allesame dellimputato.
Si ritiene, che lart. 526 comma 1-bis funga semplicemente da norma di chiusura: quindi tale comma rende
inutilizzabili per la prova della colpevolezza le dichiarazioni di chi si voluto sottrarre al contraddittorio,
anche quando le stesse potrebbero essere acquisite.

16. CONTESTAZIONI E LETTURE NELLESAME DELLE PARTI E DELLIMPUTATO IN
PROCEDIMENTO SEPARATO
Lesame delle parti private che ne abbiano fatto richiesta (art. 503) si svolge nei modi previsti per lesame
dei testimoni. Il PM e i difensori, per contestare in tutto o in parte il contenuto della deposizione, possono
servirsi delle dichiarazioni precedentemente rese dalla parte esaminata e contenute nel fascicolo del PM, e
tale facolt pu essere esercitata solo se sui fatti e sulle circostanze da contestare la parte abbia gi
deposto. Luso delle dichiarazioni contestate consentita solo per stabilire la credibilit della persona
esaminata.
A norma dellart. 503.5, che riguarda esclusivamente lesame dellimputato, sono acquisite al fascicolo
dibattimentale le dichiarazioni assunte dal PM, o dalla polizia su delega del PM, cui il difensore aveva

diritto di assistere. La stessa disposizione si applica anche alle dichiarazioni rese al giudice nel corso del
procedimento cautelare o in sede di integrazione probatoria nelludienza preliminare.
La disciplina dellesame dellimputato (art. 513) risulta un po pi complessa:
a. Anzitutto, lesame dellimputato su fatto proprio facoltativo. Limputato pu rifiutare di
sottoporvisi ovvero restare assente o contumace, e non pu essere disposto laccompagnamento
coattivo. In tal caso, pu essere data lettura del verbale delle precedenti dichiarazioni, mentre se
limputato accetta lesame si applica la disciplina delle contestazioni di cui allart. 503. Se
limputato, nel corso dellesame, rifiuta di rispondere alle singole domande, non pu essere letto
il verbale delle precedenti dichiarazioni n possibile la contestazione: del silenzio pu solo farsi
menzione nel verbale;
b. Limputato che abbia precedentemente reso, nel medesimo procedimento, dichiarazioni
concernenti la responsabilit daltri ha lobbligo di sottoporsi ad esame (e pu essere
accompagnato coattivamente) se lesame viene richiesto sul fatto altrui. Qualora lesame non
venga richiesto su fatto altrui, limputato pu rifiutarlo o restare assente o contumace, e ci
permette la lettura del verbale delle dichiarazioni rese in precedenza, ma queste non possono
essere utilizzate nei confronti di altri senza il loro consenso. In deroga a questo divieto, stato
previsto che le precedenti dichiarazioni possono essere utilizzate senza limiti se limputato
stato sottoposto ad intimidazione o a subordinazione affinch si sottragga allesame;
c. Limputato in un procedimento separato, invece, interviene nel processo solo per essere sentito
sulla responsabilit di altri, e ha sempre lobbligo di presentarsi al giudice. Per consentire lo
svolgimento dellesame, il giudice, oltre allaccompagnamento coattivo, allesame a domicilio e
alla rogatorio internazionale, pu utilizzare qualunque altro modo previsto dalla legge con le
garanzie del contraddittorio. Se invece lesame non pu avere luogo, la lettura delle precedenti
dichiarazioni permessa solo in caso di impossibilit sopravvenuta e imprevedibile. Se lesame ha
luogo, ma la persona esaminata esercita la facolt di non rispondere, pu essere disposta la
lettura, ma solo con laccordo delle parti. Anche in tal caso, prevista lacquisizione al fascicolo
dibattimentale delle dichiarazioni di chi risulti essere stato sottoposto a violenza, minaccia, offerta
o promessa di denaro o di altra utilit;
d. La disciplina fin qui descritta non si applica a tutti i casi, in quanto occorre distinguere a seconda
che si tratti di coimputato del medesimo reato, ovvero di imputato di un reato connesso o
semplicemente collegato. Nel secondo caso, limputato che abbia precedentemente reso
dichiarazioni concernenti la responsabilit di altri, essendo stato debitamente avvertito, assumer
la veste formale di testimone e verr esaminato come tale. Tale veste, nel medesimo caso, potr
essere assunta anche dallimputato che, pur non avendo reso precedenti dichiarazioni sulla
responsabilit di altri, accetti in dibattimento di rispondere in merito alla stessa. Lo stesso
soggetto potr essere anche esaminato sia in qualit di imputato, sul fatto proprio, sia in qualit
di testimone, sul fatto altrui. Invece, nel caso del coimputato, ovvero quando, negli altri casi,
lincompatibilit a testimoniare non viene meno, il dichiarante mantiene la veste di imputato
anche nellesame su fatto altrui.

17. LE ALTRE LETTURE CONSENTITE E LE LETTURE VIETATE
Vi sono anche altre ipotesi di lettura, a richiesta di parte, con successiva allegazione al fascicolo,
subordinate a particolari requisiti.
La prima riguarda gli atti di cui sia sopravvenuta limpossibilit di ripetizione in dibattimento, per fatti o
circostanze imprevedibili (art. 512); dunque, lammissibilit della lettura dipende da una valutazione a
posteriori delle condizioni esistenti nel momento in cui latto stato compiuto. Tale previsione concerne
non solo gli atti assunti dal PM o dal gup, ma anche quelli assunti dalla polizia e dai difensori delle parti
private.
Il comma 1-bis dello stesso art. 512 consente la lettura, anche dufficio, del verbale di distruzione dei
documenti formati mediante intercettazioni illegali o raccolta illegale di informazioni. Con ci, si vuol
surrogare tale verbale ai documenti distrutti (che costituivano corpo del reato), affinch le informazioni in
esso riportate siano utilizzabili come prova, anche se i documenti in questione non possono pi essere
assoggettati al contraddittorio dibattimentale.

Mediante lettura sono acquisiti anche i verbali di prove di altri procedimenti, ferma restando la precedenza
dellesame orale. Bisogna per ricordare che lacquisizione dei verbali di dichiarazioni alla realizzazione del
contradditorio nel procedimento a quo, o al consenso dellimputato.
consentita anche la lettura dei verbali di dichiarazioni rese da persona residente allestero, che sia stata
citata e non sia comparsa, ma solo nel caso in cui lesame dibattimentale sia assolutamente impossibile.
Lammissibilit della lettura subordinata, comunque, alla valutazione degli altri elementi di prova
acquisiti.
Lart. 514 (relativo alle letture vietate) indica fra le eccezioni al divieto di lettura gli artt. 511 (letture
consentite), 512, 513 e 512-bis. Inoltre, il divieto di lettura riguarda ora espressamente anche le
dichiarazioni rese dalle persone indicate nellart. 210, non solo quelle dellimputato e dei testimoni.

18. LESCUSSIONE DELLA PROVA
Nellescussione delle prove in dibattimento un ruolo determinante spetta alle parti. Se esse non si
accordano diversamente, sono assunte per prime quelle indicate dal PM, poi quelle indicate dai difensori
della parte civile, del responsabile civile, del civilmente obbligato, dellimputato. Lordine interno tra le
prove richieste da ciascuna parte lasciato alla discrezione della medesima.
Quindi, la difesa giocher le sue carte solo dopo che laccusa abbia esaurito lescussione delle prove a
carico. La distinzione fondamentale anche ai fini dellesame incrociato, poich consente di tenere
separato lesame diretto, condotto dalla parte che ha chiesto la citazione dellinterrogato, alla quale
dunque spetta di interrogarlo per prima, dal controesame, condotto dalle altre parti, secondo lordine
esposto, al termine del quale chi ha chiesto lesame pu proporre altre domande. Si ritiene, inoltre, che a
queste nuove domande possa seguire un nuovo controesame (e cos via); sono inoltre inutilizzabili le
dichiarazioni del testimone che rifiuti di sottoporsi allesame o al controesame di una delle parti.
Lesame deve svolgersi mediante domande su fatti specifici, cio a domanda e risposta, senza consentire
al testimone di raccontare liberamente la sua esperienza, e deve avvenire sui fatti che costituiscono
oggetto di prova. Spetta al presidente assicurare la pertinenza delle domande, e a tal fine lo stesso ha il
potere di escluderle; devessere inoltre garantita la genuinit delle risposte, la lealt dellesame e la
correttezza delle contestazioni. Il presidente pu intervenire direttamente, anche dufficio; altrimenti, sulle
opposizioni formulate dalle parti decide immediatamente e senza formalit.
Domande espressamente vietate sono anche quelle che possono nuocere alla sincerit delle risposte, cio
alla corrispondenza tra la dichiarazione e i fatti percepiti. Fra le domande nocive particolari sono quelle
suggestive (cio quelle che tendono a suggerire le risposte), che sono vietate nellesame diretto ma non nel
controesame.
Nel controesame, ma potrebbe avvenire anche nellesame diretto, si far uso della facolt di estendere
linterrogazione alle circostanze il cui accertamento necessario per valutare la credibilit del testimone.
Un limite invalicabile comunque rappresentato dal rispetto della persona, la cui tutela deve essere curata
dal presidente.
Particolari cautele sono prescritte quando il testimone un minorenne: in tal caso, lesame viene condotto
di regola dal presidente, che pu avvalersi dellausilio di un familiare del minorenne o di un esperto in
psicologia infantile. Anche nel caso di maggiorenne infermo di ente devessere il presidente a condurre
lesame, quando constati che lesame diretto e il controesame ad opera delle parti pu nuocere alla tutela
della personalit del testimone. In ogni caso, su richiesta di parte o dufficio, lesame del minore di 16 anni
e del maggiorenne infermo di mente pu svolgersi con modalit particolari o in u luogo diverso dal
tribunale. Inoltre, quando si procede per i delitti di pedofilia e di violenza sessuale o concernenti la tratta
delle persone, il minore vittima del reato (e linfermo di mente) viene esaminato, su richiesta sua e del
difensore, mediante luso di un vetro specchio con impianto citofonico.
Sempre nei procedimenti per i delitti di cui sopra, sono espressamente vietate, se non necessarie alla
ricostruzione del fatto, domande sulla vita privata o sulla sessualit della persona offesa.
Dopo lesame dei testimoni, periti e consulenti tecnici, vengono esaminate le parti che ne abbiano fatto
richiesta o che vi abbiano consentito.
In particolare, limputato, in alternativa allesame, pu limitarsi a rendere dichiarazioni spontanee, che gli
sono consentite in ogni stato del dibattimento.
Poteri di iniziativa probatoria sono attribuiti anche al giudice; in particolare, il presidente pu:

a. Anzitutto indicare temi di prova nuovi o pi ampi, sui quali spetta comunque alle parti condurre
lesame. Tale potere verr esercitato solo al termine dellistruzione dibattimentale, in base ai
risultati delle prove assunte o a seguito delle letture disposte;
b. Rivolgere domande alle persone gi esaminate, salvo il diritto delle parti di concludere lesame.
Anche in questo caso si tratta di una integrazione dellattivit delle parti, che interviene quando
queste ultime hanno esaurito le loro domande, per contribuire alla completezza dellescussione,
anche mediante la richiesta di precisazioni o chiarimenti.
Al collegio, in via eccezionale, consentita lacquisizione dufficio di nuovi mezzi di prova, ma solo quando
ci risulti assolutamente necessario. Lassunzione pu anche essere richiesta dalle parti (quando emergano
mezzi di prova di cui non sia stato possibile ottenere lammissione nei tempi stabiliti), e in tal caso il giudice
deve provvedere espressamente sulla domanda. Dufficio pu anche essere disposta lassunzione di mezzi
di prova relativi agli atti acquisiti al fascicolo per il dibattimento su accordo delle parti. Se la prova non
stata richiesta dalle parti, spetta al presidente iniziare lesame, allo scopo di verificare se la prova deve
essere attribuita allaccusa o alla difesa, e di stabilire, conseguentemente, a chi spetti lesame diretto e a chi
il controesame.

19. DIVIETI DI UTILIZZAZIONE
Le prove assunte dal giudice in violazione dei divieti stabiliti dalla legge non possono essere utilizzate. Si
tratta di una regola di condotta per il giudice che, se non osservata, vizia la decisione, in quanto le prove
non utilizzabili non possono essere considerate nella motivazione della sentenza che, in caso contrario, sar
assoggettata ad annullamento da parte della Corte di cassazione.
Dunque, per la decisione il giudice potr utilizzare, oltre alle prove escusse nellistruzione dibattimentale,
gli atti contenuti nel fascicolo dibattimentale che siano stati effettivamente acquisiti mediante lettura o
indicazione, nonch i verbali delle dichiarazioni impiegate per le contestazioni, nei casi di allegazione al
fascicolo, e le altre letture consentite dalla legge; ed ancora, i documenti ammessi, inclusi i verbali di prove
di prove di altre procedimenti acquisiti, le sentenze irrevocabili acquisite e le prove reali (corpo del reato e
cose pertinenti al reato).

20. MODIFICAZIONI DELLACCUSA
Principio fondamentale inerente alla fase del giudizio quello della correlazione tra accusa e sentenza,
secondo il quale il giudice non pu pronunciarsi su un fatto che non sia stato preventivamente portato a
conoscenza dellimputato nei modi stabiliti dalla legge; e corrispondentemente limputato ha diritto di
essere giudicato solo per il fatto che gli stato formalmente addebitato. Se laccertamento conclusivo non
coincide con i termini dellaccusa il giudice deve esimersi dal decidere, trasmettendo gli atti al PM affinch
provveda a formulare una nuova imputazione.
Tuttavia, nel corso del dibattimento, il PM pu modificare e integrare laccusa enunciata nel decreto che
dispone il giudizio, senza impedire la prosecuzione del dibattimento. Ci per a condizione che il fatto
storico rimanga sostanzialmente lo stesso, o comunque che la contestazione sia inerente ai fatti oggetto di
giudizio.
La modifica della contestazione un potere esclusivo del PM e va effettuata personalmente allimputato:
se questi contumace o assente, deve essergli portata a conoscenza mediante la notifica per estratto del
verbale del dibattimento.
Ovviamente, la nuova contestazione non pu consentire al giudice di eccedere dai limiti della propria
competenza: pertanto, se si configura un reato di competenza superiore, va pronunciata sentenza di
incompetenza, con trasmissione degli atti al PM presso il giudice competente. Se si procede davanti al
giudice monocratico e il reato risulta attribuito, in seguito alla contestazione, al tribunale in composizione
collegiale, il difetto di composizione devessere rilevato o eccepito immediatamente ovvero, nel caso che la
contestazioni comporti la sospensione del dibattimento, allinizio della nuova udienza. Lo stesso vale ove in
luogo di un reato per il quale non doveva essere tenuta ludienza preliminare, ne risulti uno che la prevede.
In entrambi i casi va disposta, con ordinanza, la restituzione degli atti al PM.
Analoga disciplina prevista per la contestazione suppletiva, che comporta un ampliamento delloggetto
del giudizio, la quale limitata ai casi in cui emerga un reato connesso con quello per cui si procede (perch
in concorso formale o in rapporto di continuazione) ovvero emerga una circostanza aggravante.

In mancanza della contestazione in dibattimento, qualora per i reati concorrenti si dovesse pervenire
allemanazione di pi sentenze irrevocabili di condanna, la disciplina del concorso formale e della
continuazione sarebbe applicabile nella fase dellesecuzione; ci non vale, invece, per le circostanze
aggravanti, che se non sono state contestate non possono pi essere prese in considerazione.
Nel caso di modifica dellimputazione o di contestazione suppletiva, limputato potrebbe avere interesse ad
ottenere il giudizio abbreviato o il patteggiamento; tuttavia, con listruzione dibattimentale gi in corso, il
potere di formulare tali richieste venuto meno. Ci non comporta una ingiustificata compressione del
diritto di difesa, in quanto la possibilit di una modifica dellimputazione in dibattimento rientra tra le
valutazioni che limputato deve compiere ai fini della scelta del rito.
Ciononostante, quando la valutazione stata condizionata dallerroneit dellimputazione o dalla sua
incompletezza, addebitabile al PM perch il fatto risultava gi dagli atti dindagine al momento
dellesercizio dellazione penale, ovvero quando limputato ha tempestivamente formulato una richiesta di
patteggiamento ingiustamente negato, il giudice deve pronunciarsi sulleventuale patteggiamento che
limputato abbia avanzato relativamente alla nuova contestazione.
Inoltre, limputato pu proporre domanda di oblazione per il reato concorrente o per il fatto diverso
risultante dalla modifica dellimputazione, poich tale facolt non pu che sorgere nel momento stesso in
cui il reato viene contestato.
La disciplina cambia quando dal dibattimento risulta un fatto diverso, per il quale si potrebbe instaurare un
procedimento separato. Tale figura diversa da quella del fatto nuovo, in cui la modifica di alcune
connotazioni del fatto non ne fa venir meno lidentificazione con quello per cui si procede.
Il fatto nuovo pu essere contestato dal PM solo con il consenso dellimputato, e semprech non ne derivi
pregiudizio per la speditezza dei procedimenti. Perci, in tal caso, la contestazione devessere autorizzata
dal presidente, e non pu comunque essere effettuata se limputato non presente. Se non ha luogo la
contestazione, si procede separatamente nelle forme ordinarie.
Quando avviene una contestazione dibattimentale, limputato ha diritto, se lo richiede, ad un termine a
difesa non inferiore a quello per comparire in giudizio. Dal canto suo, la persona danneggiata dal reato
contestato in via suppletiva ha diritto di costituirsi parte civile in apertura della nuova udienza successiva a
tale contestazione.
Le prove sono sempre ammissibili secondo le regole generali e il potere di formulare la relativa richiesta
spetta a tutte le parti.
La violazione delle norme sulle nuove contestazioni causa di nullit della sentenza; quando la condanna
sia pronunciata in relazione ad un fatto nuovo, ad un reato concorrente o ad una circostanza aggravante, la
nullit parziale, cio si riferisce solo ai fatti o alle circostanze non regolarmente contestate, mentre resta
valida la decisione sullaccusa principale.
il giudice, infine, pu dare al fatto una qualificazione giuridica diversa da quella enunciata
nellimputazione.

21. DELIBERAZIONE E PUBBLICAZIONE DELLA SENTENZA
Alla discussione finale le parti intervengono nello stesso ordine stabilito per lesposizione introduttiva e per
lassunzione delle prove; il presidente dirige e modera la discussione.
Dopo la chiusura del dibattimento deliberata la sentenza, e a tal proposito lart. 525 enuncia i principi
dellimmediatezza della deliberazione e dellimmutabilit del giudice.
Una volta conclusa la deliberazione, di regola si dovrebbe procedere subito dopo a redigere una concisa
esposizione dei motivi di fatto e di diritto su cui la sentenza fondata, in modo che possano essere letti o
esposti riassuntivamente in udienza assieme al dispositivo. La motivazione contestuale, inoltre, dovrebbe
assicurare la massima sinteticit.
La redazione immediata dei motivi in camera di consiglio solo facoltativa, in quanto il giudice, qualora
non sia possibile, pu provvedere alla redazione dei motivi non oltre il 15esimo giorno da quello della
pronuncia, depositando la sentenza in cancelleria. In casi di particolare complessit, lo stesso giudice pu
anche indicare un termine pi lungo, non eccedente i 90 gg.
Fra i requisiti della sentenza, assumono rilievo lindicazione delle conclusioni delle parti, nonch, nella
motivazione, lindicazione delle prove poste alla base della decisione e lenunciazione delle ragioni per le
quali il giudice ritiene non attendibili le prove contrarie.

La mancanza della motivazione, oltre alla mancanza o incompletezza del dispositivo e alla mancanza della
sottoscrizione, causa di nullit della sentenza, e comunque costituisce un motivo di ricorso per
cassazione.

22. CONTENUTO DELLA DECISIONE
Per quanto riguarda la sentenza dibattimentale, il codice disciplina anzitutto il proscioglimento nel merito,
che comporta una sentenza di assoluzione, separatamente dal proscioglimento per improcedibilit o per
estinzione del reato, che comporta una sentenza di non doversi procedere. Elenca poi le formule di
assoluzione tradizionali, delle quali richiesta la specificazione nel dispositivo. Le formule il fatto non
sussiste e limputato non ha commesso il fatto configurano lassoluzione pi ampia, perci la sentenza
inappellabile dallimputato, non essendo possibile un esito a lui pi favorevole. Invece, si assolve perch il
fatto non costituisce reato quando il fatto stesso sussiste ed stato commesso dallimputato, ma manca
uno degli elementi della fattispecie, ovvero risulta presente una causa di giustificazione. Solo se poi
accertato un fatto costituente reato si pu assolvere perch il reato stato commesso da persona non
imputabile o non punibile per unaltra ragione.
Tra le formula dassoluzione vi poi quella relativa al fatto non previsto dalla legge come reato, stabilita
per il caso in cui laccusa non corrisponda ad alcuna fattispecie legale.
Nel caso del fatto incerto, prescritta lassoluzione qualora la prova manchi, sia insufficiente o
contraddittoria. In particolare, la contraddittoriet va riferita allipotesi in cui sussistano prove sufficienti a
carico dellimputato, alle quali per si contrappongono prove a discarico di uguale valore, senza consentire
la formulazione di un giudizio certo in nessuna delle due direzioni. Tale impossibilit di giungere ad un
accertamento della colpevolezza conduce alla pronuncia di una formula che corrisponde ad un
accertamento positivo dellinnocenza.
Analoga disciplina prevista per il dubbio sullesistenza di una condizione di procedibilit, o sullesistenza
di una causa di estinzione del reato. Lestinzione del reato, in ogni caso, non pu essere dichiarata quando
risulta evidente una causa di assoluzione nel merito, pi favorevole per limputato. Lo stesso non vale per
limprocedibilit, in quanto lazione penale non doveva essere iniziata o proseguita, e quindi al giudice
preclusa non solo la condanna, ma anche lassoluzione.
Affinch possa essere pronunciata sentenza di condanna, limputato deve risultare colpevole del reato
contestatogli al di l di ogni ragionevole dubbio, dove per ragionevole dubbio si intende un alto grado di
probabilit che limputato abbia commesso il fatto.
Con la sentenza di condanna il giudice decide anche sullazione civile esercitata nel processo penale.
Quando condanna limputato (e leventuale responsabile civile) al risarcimento, tenuto a provvedere
contestualmente alla liquidazione, ma se le prove acquisite non lo consentono pu pronunciare condanna
generica. Solo in questultima ipotesi gli consentito rimettere le parti davanti al giudice civile: la parte
civile pu allora ottenere la condanna al pagamento di una provvisionale, che per legge immediatamente
esecutiva. La condanna alle restituzioni e al risarcimento del danno, invece, pu essere dichiarato
provvisoriamente esecutiva, a richiesta della parte civile, quando ricorrono giustificati motivi, valutati
discrezionalmente.

CAPITOLO 8 PROCEDIMENTO DAVANTI AL TRIBUNALE IN COMPOSIZIONE


MONOCRATICA


1. PREMESSA
Il libro VIII del cpp tratta del procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica.
Ancora nella vigenza del codice Rocco, si erano ricondotto alla cognizione del pretore i procedimenti aventi
ad oggetto tutti i reati contravvenzionali ed i delitti punibili con la pena della multa o con quella della
reclusione non superiore nel massimo a 4 anni, nonch altri specificamente indicati.

Per quanto riguarda le forme del procedimento, il rito pretorile era basato sui principi generali stabiliti
dalla legge delega e secondo criteri di massima semplificazione, con esclusione delludienza preliminare e
con possibilit di incidenti probatori solo in casi eccezionali.
Lintento di semplificare il rito venne perseguito principalmente attraverso la scelta di potenziare gli sbocchi
diversi dal dibattimento, senza per operare unestensione delle ipotesi applicative dei riti differenziati,
bens riconoscendo al PM il potere di emettere il decreto di citazione a giudizio senza alcuna verifica
giurisdizionale.
Con lapprovazione delle l. n. 254/1997 si delegato il Governo a ristrutturare gli uffici giudiziari di primo
grado secondo il modello del giudice unico: si dunque soppresso sia lufficio della procura della
Repubblica presso la pretura, trasferendone le funzioni alla procura della Repubblica presso il tribunale, sia
lufficio del pretore, trasferendone le competenze al tribunale. Con lapprovazione, poi, della l. n. 479/1999
si assicurata la piena operativit delle nuove regole sul giudice unico.
La nuova articolazione del rito monocratico, ricompresa negli artt. 549-559, presenta svariati profili di
autonomia rispetto alla disciplina precedente. Si anzitutto segnalare la previsione delludienza preliminare
a fronte di tutte le ipotesi di reato che non possono essere oggetto della citazione diretta a giudizio da
parte del PM. Quindi, risultano predisposti 2 moduli processuali:
a. Il primo tendenzialmente omogeneo a quello ordinario stabilito per il tribunale collegiale;
b. Il secondo che si connota in termini di specialit, determinata dallassenza delludienza preliminare
e dalla possibilit per PM di mandare direttamente limputato a giudizio senza alcuna verifica
giurisdizionale.

2. LE NORME APPLICABILI AL PROCEDIMENTO DAVANTI AL TRIBUNALE MONOCRATICO
Nel procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica, per tutto ci che non previsto nel
libro VIII o in altre disposizioni, si applicano le norme stabilite nei libri che precedono, in quanto applicabili.
Dunque, la disciplina del procedimento ordinario potr essere richiamata solo se ricorreranno 2 condizioni:
a. In primo luogo, la materia non deve essere regolata negli artt. 550-559 o altrove;
b. In secondo luogo, si deve verificare la compatibilit della disciplina prescritta per il giudizio
ordinario con la struttura del procedimento innanzi al giudice monocratico.

3. LA FASE DELLE INDAGINI PRELIMINARI
Nessun articolo del libro VIII si occupa direttamente della regolamentazione delle indagini preliminari,
quindi per tale fase non sono riscontrabili differenze tra i procedimenti attribuiti al tribunale collegiale e
quelli attribuiti al tribunale monocratico.
Nelloriginaria ripartizione della materia appariva invece un titolo II concernente la disciplina delle indagini
preliminari, che presentava notevoli differenze rispetto a quella contenuta nel libro V.
Innanzitutto, lesigenza di ordinare il rito pretorile secondo criteri di massima semplificazione comportava,
oltre allesclusione delludienza preliminare, anche una delimitazione della possibilit di ricorrere
allincidente probatorio, il quale poteva essere adottato solo in casi eccezionali. Tale eccezionalit
consisteva nellindividuazione di unurgenza nellassunzione della prova che non si esauriva nella semplice
non rinviabilit al dibattimento, dovendosi prima verificare se non era possibile soddisfare tale situazione
mediante limmediata emissione del decreto di citazione a giudizio. E per poter decidere sulla compatibilit
di una simile soluzione con lo stato delle indagini, il giudice era legittimato a chiedere in visione il fascicolo
delle indagini preliminari.
Per quanto attiene alla durata delle indagini preliminari, esse dovevano essere espletate dal PM entro 4
mesi dalla data in cui il nome della persona alla quale il reato attribuito iscritto nel registro delle notizie
di reato. Inoltre, potevano aversi solo 2 proroghe, ciascuna per un tempo non superiore a 4 mesi, ed il
procedimento sulle richieste di proroga si svolgeva comunque senza contraddittorio orale. Tuttavia, la
realt dei fatti aveva dimostrato come fosse vana la speranza di poter assicurare la completezza delle
indagini in tempi pi brevi di quelli ipotizzati per i procedimenti innanzi ai giudici collegiali. Cos, oggi anche
davanti al tribunale monocratico si deve osservare il termine ordinatorio di durata delle indagini, fissato in
6 mesi.
Quanto alla proroga, nella precedente disciplina compariva un rinvio alla disciplina integrale peraltro non
integrale, in quanto sulle richieste di proroga il giudice provvedeva con ordinanza in camera di consiglio

senza intervento del PM e dei difensori. Il mancato riconoscimento del diritto ad un contraddittorio orale in
capo alle parti comportava vari dubbi circa la sua compatibilit con lart. 3 Cost. Tuttavia, la Corte di
cassazione osserv in varie occasione che era sempre comunque ammesso un contraddittorio cartolare tra
le parti, alle quali la richiesta di proroga era notificata con lavviso della facolt di presentare memorie
entro 5 gg. dalla notificazione. Tuttavia, ad oggi trova piena applicazione il rinvio alla disciplina ordinaria,
con conseguente termine massimo di durata delle indagini preliminari stabilito in 18 mesi, elevabile a 2
anni se le indagini riguardano procedimenti che sono connotati dalla particolare complessit delle
investigazioni, dalla necessit del compimento di atti allestero o dallindispensabilit del collegamento tra
pi uffici del PM.
Diverse erano anche le modalit secondo le quali veniva esercitato il sindacato giurisdizionale sulla richiesta
di archiviazione. Originariamente, se il giudice riteneva di non dover accogliere tale richiesta, poteva solo
restituire gli atti con ordinanza al PM affinch questi formulasse entro 10 gg. limputazione, emettendo
decreto di citazione a giudizio. Lopposizione della persona offesa era espressamente ammessa, ma era
finalizzata ad ottenere esclusivamente il rigetto della richiesta e la formulazione coatta dellimputazione
sulla base degli elementi di prova indicati dalla persona offesa.
Nel caso in cui il gip avesse rilevato lesigenza di ulteriori indagini, per contro, doveva essere emesso il
decreto di archiviazione ed informato il procuratore generale, il quale, a sua volta, se ne avesse ravvisati i
presupposti, avrebbe poi richiesto la riapertura delle indagini con conseguente avocazione delle stesse.

4. LE FORME DI ESERCIZIO DELLAZIONE PENALE
Una volta completata la fase delle indagini preliminari, il PM, qualora abbia escluso di dover chiedere
larchiviazione, dovr decidere in quali forme esercitare lazione penale. Occorre qui fare una distinzione
tra i procedimenti per i quali prevista la garanzia delludienza preliminare e quelli per i quali, invece, il PM
potr esercitare lazione penale con la citazione diretta a giudizio.
Rispetto ai primi, il PM esercita lazione penale con la formulazione dellimputazione nei casi di
patteggiamento, giudizio direttissimo, di giudizio immediato e di procedimento per decreto, nonch con la
richiesta di rinvio a giudizio.
Nel caso, invece, di citazione diretta, occorre dare avviso allindagato della conclusione delle indagini
preliminari e della possibilit per tale soggetto di prendere visione della documentazione relativa alle
indagini espletate, di presentare memorie, di produrre documenti, di chiedere il compimento di ulteriori
atti o di essere interrogato.
Prima di emettere il decreto di citazione a giudizio, il PM dovr anche effettuare la richiesta al presidente
del tribunale di determinazione della data delludienza dibattimentale. Fino al momento in cui tale data non
inserita nel decreto, questo non sar completo e, conseguentemente, non potr determinare
linterruzione della prescrizione. A tal proposito, le Sezioni unite della Corte di cassazione hanno precisato
che leffetto interruttivo prodotto non dalla notificazione , ma dalla semplice emissione del decreto,
purch questo, completo di tutti i suoi elementi costitutivi, sia stato sottoscritto oltre che dal PM, anche
dallausiliario, in quanto tale sottoscrizione assicura autenticit al decreto pure con riguardo alla data.
Non sono previsti termini acceleratori per lemissione del decreto, salvo che si proceda per taluni dei reati
di lesione personale colposa aggravata commessi con violazione delle norme sulla disciplina della
circolazione stradale o di quelle per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. In questi casi, il PM deve
emettere il decreto di citazione a giudizio entro 30 gg. dalla chiusura delle indagini preliminari, fissando
anche la data di comparizione non oltre 90 gg. dallemissione del decreto.

5. I CASI DI CITAZIONE DIRETTA A GIUDIZIO
A norma dellart. 550, il PM esercita lazione penale con citazione diretta a giudizio quando si tratta di
contravvenzioni, ovvero di delitti puniti con la reclusione non superiore a 4 anni, o con la multa, sola o
congiunta alla predetta pena detentiva. La citazione diretta, per, riguarda anche una serie di fattispecie
per le quali invece prevista una pena edittale pi severa:
a. La violenza o la minaccia ad un pubblico ufficiale;
b. La resistenza ad un pubblico ufficiale;
c. Loltraggio ad un magistrato in udienza aggravato;
d. La violazione di sigilli aggravata;

e. La rissa aggravata, salvo il caso in cui nella rissa taluno sia rimasto ucciso o abbia riportato lesioni
gravi o gravissime;
f. Il furto aggravato;
g. La ricettazione.
Ci sono poi imputazioni che prima erano state attribuite al tribunale e che oggi sono state assegnate alla
cognizione del giudice monocratico: il caso, ad es., del delitto di diffamazione commessa a mezzo stampa,
laddove non vi sia lattribuzione di un fatto determinato.
Qualora venga fissata unudienza preliminare per un reato per il quale si doveva procedere con citazione
diretta a giudizio, il gup pronuncia, dufficio o su eccezione di parte, ordinanza di trasmissione degli atti al
PM per lemissione del decreto di citazione a giudizio.
Invece, nel caso in cui venga fissato il dibattimento a seguito dellesercizio dellazione penale con citazione
diretta per un reato per il quel invece prevista ludienza preliminare, il giudice del dibattimento dispone
con ordinanza la trasmissione degli atti al PM, affinch questi richieda il rinvio a giudizio, sempre che la
relativa eccezione sia stata proposta entro il termine previsto per laccertamento della costituzione delle
parti.

6. PROCEDIMENTI CONNESSI E CITAZIONE DIRETTA A GIUDIZIO
Nel caso di procedimenti connessi, se la citazione diretta a giudizio ammessa soltanto per alcuni di essi, il
PM deve esercitare lazione penale per tutti attraverso la presentazione della richiesta di rinvio a giudizio.
Se alcuni dei procedimenti connessi appartengono alla cognizione del tribunale in composizione collegiale
ed altri a quella del tribunale in composizione monocratica, si applicano le disposizioni relativa al
procedimento davanti al giudice collegiale, al quale sono attribuiti tutti i procedimenti connessi.
La violazione di tale regola pu essere eccepita dalla parte entro il termine per laccertamento di
costituzione delle parti.

7. I CONTENUTI DEL DECRETO DI CITAZIONE A GIUDIZIO
Il decreto di citazione a giudizio contiene:
a. Le generalit dellimputato o quantaltro valga ad identificarlo, nonch le generalit delle altre parti
private, con lindicazione dei difensori;
b. Lindicazione della persona offesa;
c. Lenunciazione del fatto, delle circostanze aggravanti e di quelle che possono comportare
lapplicazione di misure di sicurezza, con lindicazione dei relativi artt. di legge;
d. Lindicazione del giudice competente per il giudizio nonch del giorno, del luogo e dellora della
comparizione, con lavvertimento allimputato che non comparendo sar giudicato in contumacia;
e. Lavviso che limputato ha la facolt di nominare un difensore di fiducia e che, in mancanza, sar
assistito dal difensore dufficio;
f. Lavviso che, qualora ne ricorrano i presupposti, limputato, prima della dichiarazione di apertura
del dibattimento di primo grado, pu presentare la richiesta di giudizio abbreviato o di
patteggiamento, ovvero la domanda di oblazione;
g. Lavviso che il fascicolo delle indagini preliminari depositato nella segreteria del PM e che le parti
e i loro difensori possono prenderne visione ed estrarne copia;
h. La data e la sottoscrizione del PM e dellausiliario che lassiste.
Peraltro, limputato, col decreto di citazione a giudizio, viene anche stimolato a chiedere un epilogo non
dibattimentale del processo, in quanto il PM, nel decreto stesso, dovr far riferimento ai riti speciali che
possono trovare applicazione nel caso concreto, richiamando lattenzione dellimputato sulle disposizioni
che prevedono effetti premiali per lo stesso.
Il PM, qualora ritenga che possa procedersi al patteggiamento, nello stesso decreto di citazione a giudizio
esprime il proprio consenso con riferimento ad uno specifico progetto di sentenza.

8. LA NULLITA DEL DECRETO DI CITAZIONE A GIUDIZIO
Il decreto nullo in caso di incertezza sullidentificazione dellimputato, se manca o insufficiente
lenunciazione in forma chiara e precisa del fatto, o se manca o insufficiente lindicazione del luogo, del
giorno e dellora della comparizione. Inoltre, espressamente stabilito che il decreto altres nullo se

manca lavviso della possibilit di nominare un difensore di fiducia, ovvero lavviso della facolt di chiedere
prima dellapertura del dibattimento il giudizio abbreviato, il patteggiamento e loblazione. Infine, il decreto
nullo se non preceduto dallavviso di conclusione delle indagini preliminari, nonch dallinvito a
presentarsi per rendere interrogatorio, qualora lindagato lo abbia richiesto entro il termine previsto.
Tutte queste ipotesi di invalidit sono inquadrabili nellambito delle nullit generali, dal momento che si
riferiscono a previsioni che coinvolgono lintervento dellimputato; dovranno invece essere ricondotte tra le
nullit assolute quelle che conseguono allaccertato difetto dei requisiti che pregiudicano la funzione di
vocatio in iudicium del provvedimento (come nel caso di mancata indicazione dellimputato).
Dichiarata la nullit del decreto, si dovr provvedere alla rinnovazione dellatto da parte del PM. Tuttavia,
nei casi in cui la nullit ha impedito un valido passaggio dalla fase delle indagini al giudizio, alla
dichiarazione di nullit consegue la regressione del procedimento allo stato in cui stato compiuto latto
nullo, con restituzione degli atti al PM. Tale regressione non consentita laddove la nullit del decreto di
citazione a giudizio non precluda la progressione del procedimento alla fase del giudizio tra le parti
necessarie del rapporto processuale.

9. LA NOTIFICAZIONE DEL DECRETO DI CITAZIONE E LA TRASMISSIONE DEGLI ATTI AL
GIUDICE DELLUDIENZA DI COMPARIZIONE IN DIBATTIMENTO
Una volta emesso, il decreto di citazione deve essere notificato allimputato, al suo difensore e alla persona
offesa almeno 60 gg. prima della data fissata per ludienza di comparizione; tale termine, nei casi di urgenza
di cui va data motivazione, pu essere ridotto a 45 gg.
Una volta notificato, il decreto viene depositato dal PM in segreteria, unitamente al fascicolo contenente la
documentazione, gli atti e le cose delle indagini. Quindi, si passa alla formazione del fascicolo
dibattimentale, che viene trasmesso al giudice, insieme al decreto, immediatamente dopo la notificazione.
Nel periodo che intercorre tra la trasmissione del fascicolo al tribunale e la celebrazione del dibattimento
non escluso un epilogo anticipato del processo.

10. GLI ATTI URGENTI
Il gip competente ad assumere gli atti urgenti (cio quegli atti che nel corso delle indagini preliminari
possono consentire il ricorso allincidente probatorio) e provvede sulle misure cautelari fino a quando il
decreto, unitamente al fascicolo per il dibattimento, non trasmesso al giudice dibattimentale.

11. LUDIENZA DI COMPARIZIONE A SEGUITO DELLA CITAZIONE DIRETTA A GIUDIZIO
Ludienza di comparizione unudienza dibattimentale a tutti gli effetti, e si differenzia rispetto a questa
solo per la mancanza delludienza preliminare.
Almeno 7 gg. prima della data fissata per ludienza di comparizione, le parti devono, a pena di
inammissibilit, depositare in cancelleria le liste dei testimoni, periti o consulenti tecnici nonch delle
persone indicate nellart. 210 di cui intendono chiedere lesame.
Prima della dichiarazione di apertura del dibattimento, limputato o il PM pu presentare richiesta di
patteggiamento, oppure limputato stesso pu chiedere il giudizio abbreviato o presentare domanda di
oblazione.
Il giudice, quando il reato perseguibile a querela, deve verificare se il querelante disposto a rimettere la
querela ed il querelato ad accettare la remissione. La remissione non produce effetto solo se il querelato
lha espressamente o tacitamente ricusata. Quindi, se il querelato non presente e non si realizzata tale
situazione, a fronte di una remissione della querela, il giudice pu dichiarare ugualmente lestinzione del
reato, a prescindere dallaccettazione della remissione.
Se si deve procedere al giudizio, le parti, dopo la dichiarazione di apertura del dibattimento, indicano i fatti
che intendono provare e chiedono lammissione delle prove. Inoltre, le stesse potranno concordare
lacquisizione al fascicolo dibattimentale di atti contenuti nel fascicolo del PM, nonch della
documentazione relativa allattivit dinvestigazione difensiva.

12. I PROCEDIMENTI SPECIALI
a. Nel caso del giudizio abbreviato, a seguito dellintroduzione delludienza preliminare per le ipotesi
penali non contemplate nellart. 550, il legislatore si limitato a stabilire losservanza della

disciplina normalmente prevista per tale rito, in quanto applicabile. Invece, nel caso di citazione
diretta a giudizio, di emissione del decreto penale di condanna e di giudizio direttissimo, limputato
potr formulare la richiesta prima della dichiarazione di apertura del dibattimento, con latto di
opposizione o subito dopo ludienza di convalida dellarresto in flagranza. In caso di richiesta di
contro-trasformazione del rito, il giudice revoca lordinanza con cui era stato disposto il giudizio
abbreviato e fissa ludienza per il giudizio.
b. Anche per il patteggiamento si osserva la norma disciplina, e nei casi in cui sia mancata ludienza
preliminare, varr la regola prevista per la richiesta di giudizio abbreviato;
c. Nel caso del procedimento per decreto, con latto di opposizione limputato pu chiedere al
giudice di emettere il decreto di citazione a giudizio, ovvero di chiedere il giudizio abbreviato o il
patteggiamento o presentare domanda di oblazione. Quindi, nel caso di opposizione, il potere di
rinviare a giudizio attribuito al giudice. Relativamente al termine per comparire che deve
intercorrere tra la notifica del decreto di citazione a giudizio e la data fissata per il dibattimento,
deve essere rispettato quello di 30 gg. previsto per il giudizio immediato. Nel giudizio conseguente
allopposizione, limputato non pu chiedere il giudizio abbreviato , il patteggiamento, n
presentare domanda di oblazione. Peraltro, questultima iniziativa potr essere rinnovata,
semprech non vi siano mutamenti della richiesta e della situazione di fatto cui la stessa si riferisce.
Per il resto, si osserva le normali regole previste per il procedimento per decreto.
d. A seguito di vari interventi della Corte costituzionale, il giudizio direttissimo pu essere instaurato
anche davanti al giudice monocratico sia nel caso di confessione dellindagato sia di arresto in
flagranza convalidato dal gip. In tali casi, la richiesta di giudizio abbreviato o di patteggiamento
deve essere effettuata prima che sia dichiarato aperto il dibattimento.

13. IL DIBATTIMENTO
Il dibattimento si svolge secondo le norme stabilite per il procedimento davanti al tribunale in
composizione collegiale, in quanto applicabili, salve una serie di deroghe. Innanzitutto, con riguardo alle
modalit di verbalizzazione, si stabilisce che se le parti vi consentono e il giudice non ritiene necessaria la
redazione in forma integrale, il verbale redatto in forma riassuntiva.
Su accordo delle parti, lesame dei testimoni, dei periti, dei consulenti tecnici e delle parti private pu
essere condotto dal giudice sulla base delle domande e delle contestazioni proposte dal PM e dai difensori.
Il giudice non comunque obbligato a svolgere direttamente lesame anche se le parti lo richiedono,
quindi, laddove la lettura degli atti inseriti nel fascicolo dibattimentale non gli assicuri una sufficiente
comprensione della fattispecie processuale, dovr restituire alle parti il compito di condurre lesame.
In caso di impedimento del giudice, la sentenza sottoscritta dal presidente del tribunale, previa
indicazione della causa della sostituzione.
Nelludienza dibattimentale, le funzioni del PM possono essere svolte per delega nominativa del
procuratore della Repubblica presso il tribunale da uditori giudiziari, da vice procuratori onorari addetti
allufficio, da laureati in giurisprudenza che frequentano il secondo anno della scuola di specializzazione, o
da personale in quiescenza da non pi di 2 anni che nei 5 anni precedenti abbia svolto le funzioni di ufficiale
di polizia giudiziaria.

CAPITOLO 9 IMPUGNAZIONI


1. RILIEVI INTRODUTTIVI
Le impugnazioni sono rimedi giuridici a disposizione delle parti volti a rimuovere gli svantaggi derivanti da
una decisione del giudice, sul presupposto della sua erroneit. Si dicono:
a. Ordinarie, come lappello e il ricorso per cassazione, se esperibili contro decisioni non ancora
irrevocabili;
b. Straordinarie, come la revisione e il ricorso straordinario per errore di fatto, se esperibili contro
decisione gi divenute irrevocabili.

Per quanto concerne i mezzi dimpugnazione ordinari in senso stretto, prevista la possibilit di proporre
immediatamente ricorso per cassazione contro una sentenza di primo grado appellabile.
Aspetti particolari presenta la tipologia delle impugnazioni delle ordinanze relative alle misure cautelari
personali e dei provvedimenti relativi al sequestro a fini cautelari o probatori: infatti, accanto allappello ed
al ricorso per cassazione, va inquadrata la richiesta di riesame, che, trattandosi di misure cautelari personali
o reali, ha come alternativa il ricorso immediato per cassazione.
Per quanto attiene allinquadramento dogmatico delle impugnazioni, possiamo dire che:
a. Al modello dellazione di annullamento, finalizzata alla rescissione totale o parziale della sentenza
impugnata, con relativo vincolo del giudice rispetto ai motivi dedotti, riconducibile la revisione, in
quanto laccoglimento della richiesta comporta la revoca della sentenza o del decreto penale di
condanna, gi divenuti irrevocabili, e la pronuncia di una sentenza di proscioglimento, a sua volta
ricorribile per cassazione;
b. Al modello del gravame, finalizzato a devolvere al giudice ad quem lintera causa, affinch giudichi
ex novo con la stessa ampiezza di poteri del giudice a quo, riconducibile lopposizione al decreto
penale con cui il condannato chiede il giudizio immediato o non formula richiesta alcuna;
c. Sono invece definibili come ibridi sia lappello sia il ricorso per cassazione: il primo si connette al
modello del gravame, ma parzialmente devolutivo, attribuendo alla cognizione del giudice si
secondo grado solo i punti della decisione ai quali si riferiscono i motivi proposti; il secondo si
riconnette al modello dellazione di annullamento, con riguardo ai vitia in procedendo o in
iudicando, ma in alcune eventualit, continua ad essere praticato un giudizio di merito.

2. PRINCIPIO DI TASSATIVITA DELLE IMPUGNAZIONI
In base al principio di tassativit delle impugnazioni, la legge a stabilire i casi nei quali i provvedimenti del
giudice sono soggetti ad impugnazione e a determinare con cui possono essere impugnati. Tale principio
poi mitigato dalla previsione per cui sono sempre soggetti a ricorso per cassazione, quando non altrimenti
impugnabili, i provvedimenti con i quali il giudice decide sulla libert personale e le sentenze, salvo quelle
sulla competenza che sono risolte in modo definitivo ed inoppugnabile dalla stessa corte di cassazione.
Quindi, le sentenze sono sempre ricorribili per cassazione, mentre sono appellabili solo se la legge lo
prevede espressamente. In particolare:
a. le sentenze di non luogo a procedere sono inappellabili;
b. quelle di proscioglimento pronunciate in sede di giudizio abbreviato sono inappellabili
dallimputato e appellabili dal PM;
c. quelle di proscioglimento emesse nel dibattimento di primo grado sono appellabili dal PM mentre
limputato pu appellarle salvo che siano relative a contravvenzioni punite con la sola pena
dellammenda o con pena alternativa, ferma restando la mancanza di interesse ad impugnare
sentenze di proscioglimento pronunciate con formula ampiamente liberatoria.
Discorso analogo pu essere fatto per i provvedimenti con i quali il giudice decide sulla libert personale,
che sono sempre ricorribili per cassazione nonch soggetti agli altri mezzi dimpugnazione espressamente
stabiliti dalla legge (ad es. il riesame delle ordinanze che dispongono una misura coercitiva).
Per i provvedimenti diversi dalle sentenze e non concernenti la libert personale, vige il principio di
tassativit.
Il codice non contiene una previsione sullimpugnabilit del provvedimento abnorme, cio quello che
risulta estraneo allintero ordinamento processuale e quello che, pur essendo in astratto manifestazione di
legittimo potere, si esplica al di fuori dei casi consentiti e delle ipotesi previste, al di l di ogni ragionevole
limite. Per il principio di tassativit, essi non sarebbero impugnabili, ma la giurisprudenza li ritiene ricorribili
per cassazione. Il termine per proporre ricorso contro tali provvedimenti decorre dal momento in cui
linteressato ne ha avuto effettiva conoscenza e che, in assenza di prova contraria, quello indicato dal
ricorrente.

3. IMPUGNABILITA OGGETTIVA
Per quanto riguarda le sentenze, limpugnazione pu essere totale, cio avere ad oggetto lintera sentenza,
oppure parziale, cio avere ad oggetto uno o pi capi di essa: cos, la sentenza pu essere impugnata solo

per le disposizioni penali o solo per quelle civili, oppure per le une o per le altre, oppure per quelle penali e
per quelle in materia di sicurezza.
In particolare, con riferimento alla impugnazione per i soli interessi civili, essa non sospende lesecuzione
delle disposizioni penali del provvedimento impugnato; comunque, essa non solo proposta, ma anche
trattata e decisa con le forme del processo penale.
Specifiche disposizioni sono dettate per limpugnazione delle ordinanze emesse nel corso degli atti
preliminari o nel dibattimento. La regola generale che limpugnazione contro di esse pu essere
proposta, a pena dinammissibilit, soltanto con limpugnazione contro la sentenza, quando non
diversamente stabilito dalla legge: tuttavia, limpugnazione ammissibile anche se la sentenza impugnata
soltanto per connessione con lordinanza. Limpugnazione dellordinanza giudicata congiuntamente a
quella contro la sentenza, salvo che la legge disponga altrimenti. A tale regola generale fanno eccezione le
ipotesi espressamente stabilite dalla legge e le ordinanze in materia di libert personale, impugnabili
immediatamente.

4. TITOLARI DEL DIRITTO DIMPUGNAZIONE: a) IMPUGNAZIONE DEL PM
Il procuratore della Repubblica presso il tribunale ed il procuratore generale presso la corte dappello
possono proporre impugnazione, nei casi stabiliti dalla legge, quali che siano state le conclusioni del
rappresentante del PM; in particolare, il procuratore generale pu proporre impugnazione nonostante
limpugnazione o lacquiescenza del PM presso il giudice che ha emesso il provvedimento impugnato.
Leventuale concorrenza di impugnazioni, quindi, presuppone il riconoscimento di una duplice autonoma
titolarit.
Limpugnazione pu essere proposta anche dal rappresentante del PM che ha presentato le conclusioni e
nella prassi appunto tale organo a proporre, di regola, limpugnazione. Inoltre, il rappresentante che ne fa
richiesta nellatto dappello pu partecipare al successivo grado di giudizio quale sostituto del procuratore
generale presso la corte dappello, sempre che questultimo, cui spettano i ogni caso gli avvisi, lo ritenga
opportuno.
Al PM pu essere presentata richiesta motivata di proporre impugnazione dalla parte civile, dalla persona
offesa anche se non costituita parte civile, e dagli enti ed associazioni intervenute. Qualora il PM non
ritenga di proporre impugnazione, provvede con decreto motivato da notificare al richiedente, chiarendo le
ragioni della propria decisione negativa.

5. Segue: b) IMPUGNAZIONE DELLIMPUTATO E DEL SUO DIFENSORE
Limputato pu proporre impugnazione personalmente o per mezzo di un procuratore speciale, nominato
anche prima dellemissione del provvedimento da impugnare.
Trattandosi di imputato soggetto a tutela e di imputato incapace di intendere o di volere, che non abbia
tutore, possono proporre limpugnazione spettante allimputato, rispettivamente, il tutore ed il curatore
speciale. Per limputato minorenne limpugnazione pu essere proposta anche dallesercente la potest dei
genitori.
Pu proporre impugnazione anche il difensore dellimputato al momento del deposito del provvedimento,
ovvero il difensore nominato dallimputato proprio per la presentazione dellimpugnazione.
Nel caso dellimputato contumace, limpugnazione pu essere proposta dal difensore di fiducia o dufficio,
ma ci preclude allimputato, una volta intervenuta la relativa decisione, la possibilit di ottenere la
restituzione nel termine per proporre impugnazione.
Nei modi previsti per la rinuncia, limputato pu togliere effetto allimpugnazione proposta dal suo
difensore; trattandosi di imputato soggetto a tutela o incapace di intendere o di volere, che non abbia
tutore, occorre il consenso del tutore o del curatore speciale.
Limpugnazione per gli interessi civili proposta con il mezzo previsto per le disposizioni penali della
sentenza. Dunque:
a. con riguardo alle disposizioni della sentenza di non luogo a procedere, e della sentenza di
assoluzione pronunciata nel giudizio abbreviato, relative alle domande da lui proposte per il
risarcimento del danno e la rifusione delle spese processuali, limputato dispone del solo ricorso
per cassazione;

b. con riguardo, invece, alle analoghe disposizioni della sentenza di assoluzione pronunciata nel
dibattimento di primo grado, dispone anche dellappello, salvo che la sentenza concerna
contravvenzioni punite con la sola pena dellammenda o con pena alternativa.
Comunque, limpugnazione dellimputato contro la pronuncia di condanna penale o di assoluzione estende
i suoi effetti alla pronuncia di condanna alle restituzioni, al risarcimento dei danni e alla rifusione delle
spese processuali, se questa pronuncia dipende dal capo o dal punto impugnato. Il richiamo
allimpugnazione della sentenza di assoluzione da intendersi limitato al caso in cui limputato fosse stato
assoluto per difetto di imputabilit, formula che non gli consente di richiedere la condanna della parte civile
alla rifusione delle spese processuali, o con formula, diversa da quella piena, che non gli consente di
chiedere la condanna del querelante alla rifusione delle spese e al risarcimento del danno.
Infine, quando nei confronti dellimputato stata pronunciata condanna alle restituzioni o al risarcimento
del dei danni cagionati dal reato, a favore della parte civile, il giudice dappello e la corte di cassazione, nel
dichiarare il reato estinto per amnistia o per prescrizione, decidono sullimpugnazione ai soli effetti delle
disposizioni e dei capi della sentenza che concernono gli interessi civili.
La decisione sullazione civile avviene anche quando nel giudizio dimpugnazione pronunciata sentenza di
applicazione della pena, avendo il giudice ritenuto ingiustificato il dissenso del PM o il rigetto della
richiesta: in tal caso, il presupposto la pronuncia di una sentenza di merito del giudice di primo grado ( o
secondo) che abbia riconosciuto la responsabilit dellimputato, condannandolo, alle restituzioni o al
risarcimento.

6. Segue: c) IMPUGNAZIONE DEL RESPONSABILE CIVILE E DEL CIVILMENTE OBBLIGATO
Il responsabile civile pu proporre impugnazione, con il mezzo che la legge attribuisce allimputato, contro
le disposizioni della sentenza riguardanti la responsabilit di questultimo e contro quelle relative alla
condanna, propria e dellimputato, alla rifusione delle spese, alle restituzioni e al risarcimento.
Il responsabile civile pu anche proporre impugnazione contro le disposizioni della sentenza di assoluzione
relative alle domande proposte per il risarcimento del danno e per la rifusione delle spese.
Il civilmente obbligato per la pena pecuniaria, nel caso in cui sia stato condanno, pu proporre
impugnazione, col mezzo che la legge attribuisce allimputato, contro le disposizioni della sentenza
riguardanti la responsabilit di questultimo e contro quelle relative alla condanna del medesimo al
pagamento della multa o dellammenda.

7. Segue: d) IMPUGNAZIONE DELLA PARTE CIVILE E DEL QUERELANTE
La parte civile pu proporre impugnazione contro i capi della sentenza di condanna che riguardano lazione
civile: quindi, nel caso in cui il risarcimento le sia stato negato oppure le sia stato riconosciuto in misura
inferiore a quella richiesta, o nel caso in cui il giudice abbia disposto la compensazione delle spese rispetto
allimputato ed al responsabile civile.
Ai soli effetti della responsabilit civile, contro le sentenze di proscioglimento pronunciate nel giudizio.
Inoltre pu proporre impugnazione contro la sentenza, di condanna o di proscioglimento, quando ha
acconsentito allabbreviazione del rito. In questi casi, se, non impugnando il PM, il proscioglimento
dellimputato diventa irrevocabile, limpugnazione della parte civile finalizzata ad eliminare leffetto
extrapenale del giudicato, per poter esercitare senza vincoli lazione in sede civile, non essendo consentito
al giudice penale, in caso di accoglimento dellimpugnazione, di decidere anche sulla pretesa risarcitoria.
Le Sezioni unite ha poi stabilito che il giudice dappello, nel dichiarare il reato estinto per prescrizione, su
impugnazione della sentenza di assoluzione ad opera della parte civile, anche ai soli effetti civili, pu
condannare limputato al risarcimento dei danni a favore della parte civile, dato che il giudice
dellimpugnazione pu decidere sulla domanda di risarcimento anche in mancanza di una precedente
statuizione sul punto.
La parte civile pu impugnare la sentenza di assoluzione nella parte in cui la condanna alla rifusione delle
spese processuali sostenute dallimputato e dal responsabile civile e, se vi stata colpa grave, anche al
risarcimento dei danni. Quanto, invece, alle spese del procedimento anticipate dallo Stato, le Sezioni unite
hanno stabilito che la parte civile ha il diritto di ricorrere per cassazione contro la sentenza di secondo
grado che labbia condannata al pagamento di tali spese.

Qualora la parte civile costituita non impugni la sentenza di assoluzione, questa, una volta ammessa al
giudizio, ha il diritto di partecipare al giudizio dimpugnazione e di vedersi riconosciuto il diritto al
risarcimento del danno; quindi, in tal caso, il giudice dappello deve provvedere anche sulla domanda della
parte civile che non abbia proposto impugnazione.
Il querelante condannato al pagamento delle spese del procedimento nonch alla rifusione delle spese ed
al risarcimento del danno in favore dellimputato e del responsabile civile, ha lo stesso diritto di impugnare
riconosciuto alla parte civile. Quindi, il querelante pu proporre impugnazione ai soli effetti della propria
responsabilit per le spese e i danni contro la sentenza di assoluzione perch il fatto non sussiste o perch
limputato non lha commesso, del cui deposito gli notificato avviso.

8. Segue: e) IMPUGNAZIONE DELLA PERSONA OFFESA PER I REATI DI INGIURIA E
DIFFAMAZIONE (ABROGATO)
Prima si consentiva alla parte civile, che fosse anche persona offesa dal reato, di proporre impugnazione,
anche agli effetti penali, contro le sentenze di condanna e di proscioglimento per i reati di ingiuria e
diffamazione. Tale norma mirava a meglio tutelare i beni giuridici dellonore, della dignit e del valore della
persona. Tuttavia, lart. 577 stato abrogato.

9. LINTERESSE AD IMPUGNARE
Il soggetto legittimato ad impugnare deve avervi interesse, dove linteresse ad impugnare va configurato
come concreto e non come interesse meramente astratto, cio alla posizione giuridica del soggetto deve
derivare un risultato pratico favorevole.

10. FORMA E MODALITA DI PRESENTAZIONE DELLIMPUGNAZIONE
Limpugnazione si propone, a pena di inammissibilit, con atto scritto nel quale sono indicati il
provvedimento impugnato, la data del medesimo, il giudice che lo ha emesso, e sono enunciati:
a. I capi o i punti della decisione ai quali si riferisce limpugnazione. I capi della sentenza costituiscono
altrettante decisioni autonome, mentre i punti sono inerenti alla singola decisione (cio al singolo
capo) e costituiscono altrettanti temi affrontati nel suo ambito;
b. Le richieste;
c. I motivi, con lindicazione specifica delle ragioni di diritto e degli elementi di fatto che sorreggono
ogni richiesta. Tuttavia, possibile anche presentare motivi nuovi.
Nonostante il principio di tassativit, irrilevante il nomen del mezzo dimpugnazione, in quanto
limpugnazione ammissibile indipendente dalla qualificazione ad essa data dalla persona che lha
proposta. Se limpugnazione proposta ad un giudice incompetente, questi trasmette gli atti a quello
competente: tale regola pu concernere non solo i casi dimpugnazione proposta davanti al giudice
incompetente per territorio o per funzione, ma anche i casi in cui la parte abbia dato allimpugnazione una
qualificazione erronea. Il giudice adito deve limitarsi a prendere atto della volont dimpugnare e
trasmettere gli atti al giudice competente, al quale spetta il potere di procedere allesatta qualificazione del
mezzo dimpugnazione e di accertare lesistenza dei suoi requisiti di validit. Lunico limite alloperativit di
questa regola rappresentato dalla non impugnabilit del provvedimento, la quale esclude qualunque
possibilit di qualificare diversamente il mezzo di impugnazione proposto.
Per, qualora limpugnante appelli contro una sentenza solo ricorribile, visti i requisiti per il ricorso per
cassazione, la loro presente consente di qualificare lappello erroneamente proposto come ricorso. Nel caso
in cui la sentenza impugnata ha deciso in secondo grado su materia per la quale non ammesso lappello,
la corte di cassazione deve annullare senza rinvio la sentenza e ritenere il giudizio qualificando
limpugnazione come ricorso.
Latto di impugnazione presentato personalmente ovvero a mezzo di incaricato nella cancelleria del
giudice che ha emesso il provvedimento impugnato: il pubblico ufficiale addetto vi appone lindicazione del
giorno in cui riceve latto e della persona che lo presenta, lo sottoscrive, lo unisce agli atti del procedimento
e rilascia, se richiesto, attestazione della ricezione.
Le parti private ed i difensori possono presentare latto di impugnazione anche nella cancelleria del
tribunale o del giudice di pace del luogo in cui si trovano, se diverso da quello in cui fu emesso il

provvedimento, ovvero davanti ad un agente consolare allestero: in questi casi, latto viene
immediatamente trasmesso alla cancelleria del giudice che emise il provvedimento impugnato.
Sempre questi soggetti possono proporre limpugnazione anche con telegramma o con atto da trasmettere
a mezzo raccomandata alla cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato: il pubblico
ufficiale addetto allega agli atti la busta contenente latto di impugnazione ed appone su questultimo
lindicazione del giorno della ricezione e la propria sottoscrizione; limpugnazione si considera proposta
nella data di spedizione del telegramma o della raccomandata.
A cura della cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato, latto dimpugnazione
comunicato al PM presso il medesimo giudice ed notificato alle parti private senza ritardo, in modo tale
da porre le parti in grado di conoscere tempestivamente il contenuto dellimpugnazione e per consentire
lappello incidentale o il ricorso per saltum. Il loro mancato adempimento comporta la regressione del
procedimento, con restituzione degli atti alla cancelleria per gli adempimenti dovuti, ed impedisce che
cominci a decorrere il termine per proporre appello incidentale o ricorso per saltum. Per semplificare il
lavoro della cancelleria, le parti devono depositare le copie dellatto dimpugnazione occorrenti per la
notificazione, ma, in caso di mancato deposito, alle copie provvede la cancelleria medesima a spese di chi
ha presentato limpugnazione.

11. TERMINI PER IMPUGNARE E PER LA PRESENTAZIONE DI MOTIVI NUOVI
I termini per proporre impugnazione, stabiliti a pena di decadenza, variano a seconda delle modalit
cronologiche adottate per redigere la motivazione. Infatti, il termine :
a. Di 15 gg., per i provvedimenti emessi in seguito a procedimento in camera di consiglio e nel caso di
motivazione redatta subito dopo la stesura del dispositivo;
b. Di 30 gg., in caso di motivazione redatta non oltre il 15esimo giorno da quello della pronuncia;
c. Di 45 gg., in caso di motivazione redatta in un termine superiore ai 15 gg., da indicare nel
dispositivo, non eccedente comunque il 90esimo giorno da quello della pronuncia.
Secondo le Sezioni unite, ove il giudice ritardi il deposito della motivazione della sentenza, senza aver
preventivamente indicato un termine nel dispositivo, il termine per proporre impugnazione non di 45 gg.,
ma di 30, con decorrenza dal giorno in cui stata eseguita la notificazione o la comunicazione dellavviso di
deposito.
Tali termini decorrono:
a. Dalla notificazione o comunicazione dellavviso di deposito del provvedimento emesso in camera
di consiglio. Per quanto riguarda la sentenza di non luogo a procedere, anche prevista una
redazione immediata dei motivi, nel qual caso si ricade nella regola successiva (sub b); qualora tale
sentenza sia motivata entro il 30esimo giorno dalla pronuncia, secondo le Sezioni unite alle parti
presenti non deve essere dato avviso del deposito ed il termine per impugnare decorre dalla
scadenza di tale termine, sempre che entro il medesimo sia depositata la motivazione;
b. Dalla lettura del provvedimento in udienza, quando redatta anche la motivazione, per tutte le
parti che sono state o devono considerarsi presenti in giudizio, anche se non presenti alla lettura;
c. Dalla scadenza del termine stabilito dalla legge o determinato dal giudice per il deposito della
sentenza ovvero, in caso di sentenza non depositata entro il 30esimo giorno o entro il diverso
termine indicato dal giudice, dal giorno in cui stata eseguita la notificazione o la comunicazione
dellavviso di deposito;
d. Dal giorno in cui stata eseguita la notificazione o la comunicazione dellavviso di deposito con
lestratto del provvedimento per limputato contumace e per il procuratore generale presso la
corte dappello rispetto ai provvedimenti emessi in udienza da qualsiasi giudice della sua
circoscrizione diverso dalla corte dappello.
Ricorrendo determinati presupposti, limputato pu chiedere la restituzione nel termine per proporre
impugnazione contro una sentenza contumaciale o per proporre opposizione contro un decreto penale di
condanna.
Qualora la decorrenza del termine per impugnare sia diversa per limputato e per il suo difensore, opera
per entrambi il termine che scade per ultimo.
Anche se latto dimpugnazione enuncia sempre i motivi dello stesso, fino a 15 gg. prima delludienza
possono essere presentati nella cancelleria del giudice dellimpugnazione motivi nuovi, che, secondo la

prevalente giurisprudenza della Corte di cassazione, devono avere ad oggetto i capi o i punti della decisione
impugnata enunciati nelloriginario atto dimpugnazione.
Il termine per presentare i motivi nuovi, in tante copie quante sono le parti, stabilito a pena di decadenza.
Se latto dimpugnazione inammissibile, tale inammissibilit si estende anche ai motivi nuovi.

12. PLURALITA DI MEZZI DIMPUGNAZIONE CONTRO LA MEDESIMA SENTENZA E
CONVERSIONE DEL RICORSO IN APPELLO
Lart. 580 prevede lipotesi del concorso di mezzi dimpugnazione ordinari contro la medesima sentenza,
fissando la regola della conversione del ricorso in appello. Tale regola per limitata al caso in cui sussista
connessione ex art. 12. Tale regola fa fronte alla situazione di un processo cumulativo, concernente pi
imputati o pi imputazioni contestate ad un unico imputato: in questo caso, la sentenza potrebbe essere
divisibile in vari capi, ciascuno impugnabile con il mezzo consentito dalla legge, potendo quindi un capo
essere appellabile ed un altro solo ricorribile.
Appare, invece, escluso dallambito di operativit dellart. 580 il caso in cui un unico imputato stato
giudicato per ununica imputazione e contro la sentenza soltanto una parte pu appellare, mentre laltra
pu solo ricorrere per cassazione (come nel caso del giudizio abbreviato, in cui quando la sentenza di
condanna limputato pu appellare mentre il PM no).
La regola ex art. 580 vale anche, in linea di principio, nel caso di concorso fra appello e ricorso per saltum.
Poich il ricorso immediato uno strumento per accelerare liter del processo, e pervenire alla decisione
definitiva in iure, tale ricorso non proponibile nei casi di mancata assunzione di una prova decisiva,
quando la parte ne ha fatto richiesta anche nel corso dellistruzione dibattimentale limitatamente ai casi
previsti, ovvero nel caso di mancanza, contraddittoriet o manifesta illogicit della motivazione, quano il
vizio risulta dal testo del provvedimento impugnato oppure da altri atti del processo specificamente indicati
nei motivi di gravame. Pertanto, qualora un ricorso per saltum sia proposto per uno di questi motivi, viene
convertito in appello.
Sempre nel caso di concorso fra appello e ricorso immediato, si potrebbe anche pervenire ad una soluzione
opposta. Infatti, avendo alcune parti appellato ed altre ricorso per saltum, entro 15 gg. dalla notificazione
del ricorso le parti che hanno proposto appello possono dichiarare tutte di rinunciarvi per proporre ricorso
per cassazione in via diretta: allora lappello a convertirsi in ricorso e, se i motivi non sono conformi al
modello stabilito, le parti devono presentare nuovi motivi entro 15 gg. dalla dichiarazione suddetta.

13. INAMMISSIBILITA DELLIMPUGNAZIONE
Competente a controllare lammissibilit dellimpugnazione il giudice a cui sono trasmessi senza ritardo il
provvedimento impugnato, latto dimpugnazione e gli atti del procedimento.
Limpugnazione inammissibile quando proposta da soggetto non legittimato o che non vi ha interesse,
quando il provvedimento non impugnabile, quando non sono state osservate le disposizioni relative alla
forma, alla presentazione, alla spedizione ed ai termini e quando vi rinuncia allimpugnazione. In tutti
questi casi, il giudice dichiara con ordinanza linammissibilit e dispone lesecuzione del provvedimento
impugnato.
Lordinanza che dichiara linammissibilit per ricorribile per cassazione (salvo che lordinanza sia stata
emessa dalla corte medesima), e a tale scopo viene notificata allimpugnante e, qualora limpugnazione sia
stata proposta personalmente dallimputato, anche al suo difensore. Se linammissibilit non viene dichiara
preliminarmente, pu essere dichiarata in ogni stato e grado del procedimento, anche dufficio.
Particolare rilievo riveste la problematica riguardante le ipotesi in cui, accanto alla causa dinammissibilit
dellimpugnazione, sussista una causa di non punibilit: poich pure per questultima prevista la
dichiarazione, anche dufficio, in ogni stato e grado del processo, il giudice dellimpugnazione deve decidere
a quale declaratoria dare la prevalenza.
Sulla base del consolidato principio per cui le cause di inammissibilit dellimpugnazione operano fin dal
momento nel quale latto dimpugnazione invalido stato proposto, le Sezioni unite hanno deciso che
linammissibilit del ricorso per cassazione preclude la possibilit di far valere o di rilevare dufficio
lestinzione del reato per prescrizione maturata in data anteriore alla pronuncia della sentenza di appella
ma non dedotta dalla parte n rilevata dal giudice.

14. RINUNCIA ALLIMPUGNAZIONE


Una delle cause dinammissibilit dellimpugnazione costituita dalla rinuncia, che un atto con il quale la
parte che ha proposto limpugnazione dichiara di non volersene pi avvalere. Se la rinuncia concerne per
unimpugnazione inammissibile, il giudice deve dichiarare linammissibilit per una di tali cause e non per la
rinuncia.
Il codice non prevede la possibilit di revocare la rinuncia allimpugnazione: tuttavia, qualora la rinuncia
intervenga quando non ancora scaduto il termine per impugnare, se ne ammette la revoca perch, fino
alla scadenza del suddetto termine, si pu esercitare il diritto dimpugnazione.
Il PM presso il giudice che ha emesso il provvedimento impugnato pu rinunciare allimpugnazione da lui
proposta fino allapertura del dibattimento, mentre successivamente la dichiarazione di rinuncia pu essere
effettuata prima dellinizio della discussione dal PM presso il giudice dellimpugnazione, anche se a
proporla stato un altro PM. Con riferimento allimpugnazione trattata e decisa in camera di consiglio, la
dichiarazione di rinuncia pu essere effettuata, prima delludienza, dal PM che ha proposto limpugnazione
e, successivamente, dal PM presso il giudice dellimpugnazione, anche se a proporla stato un altro PM.
Le parti private possono rinunciare allimpugnazione personalmente o a mezzo di un procuratore speciale.
Con riguardo allappello, possibile anche una rinuncia parziale, su richiesta concorde delle parti, rispetto
ad alcuni capi o punti investiti dai motivi.
La dichiarazione di rinuncia presentata ad uno degli organi competenti a ricevere limpugnazione, nelle
forme e nei modi previsti per la presentazione di questultima, oppure, in dibattimento, prima dellinizio
della discussione, nel qual caso viene effettuata oralmente, con dichiarazione verbalizzata.
Il termine finale per la presentazione della rinuncia, valevole anche per le parti private, linizio della
discussione, anche se ci non stabilito a pena di nullit.

15. ESTENSIONE DELLIMPUGNAZIONE
Lestensione dellimpugnazione comporta il diritto del non impugnante di partecipare al relativo giudizio.
Indipendentemente dalla partecipazione, il non impugnante si giova della decisione favorevole (estensione
della sentenza).
Nel caso di concorso di pi persone in uno stesso reato, limpugnazione proposta da uno degli imputati,
purch non fondata su motivi esclusivamente personali (come la mancanza di imputabilit), giova anche
agli altri. Dunque, in questo caso, il non impugnante pu partecipare al giudizio dimpugnazione e si giova
della decisione favorevole (ma, se vi appello incidentale del PM, leventuale reformatio in peius ha
effetto nei confronti dellimputato non appellante che abbia partecipato al giudizio dappello).
Parte della dottrina ritiene che il non impugnante possa anche presentare motivi nuovi propri (estensione
della dichiarazione), fino a 15 gg. prima delludienza, ed impugnare la decisione finale, mentre la
giurisprudenza nega tale possibilit, ma ammette, comunque, che limputato non appellante possa
ricorrere contro la sentenza di secondo grado se con questultima vengono accolti i motivi del coimputato
che siano a lui estensibili senza che sia stata pronunciata lestensione della sentenza nei suoi confronti.
Se, viceversa, i motivi addotti dallimpugnante sono esclusivamente personali, il non impugnante non
partecipa al giudizio dimpugnazione, ma parte della dottrina ritiene che questi possa comunque giovarsi di
un eventuale proscioglimento su presupposti comuni (es. lestinzione del reato), o di uneventuale
declaratoria di nullit assoluta che investa in toto la decisione.
Qualora vi sia una riunione di procedimenti per reati diversi, limpugnazione proposta da un imputato
giova agli altri solo se i motivi riguardano violazioni della legge processuale e non sono esclusivamente
personali.
Limpugnazione proposta dallimputato giova anche al responsabile civile e al civilmente obbligato, anche
se parte della dottrina ritiene che tale previsione operi solo se limputato mira al proscioglimento. Qualora
ad impugnare siano il responsabile civile o il civilmente obbligato, limputato pu trarne giovamento anche
agli effetti penali, purch non sia fondata su motivi esclusivamente personali.
Infine, le impugnazioni proposte dallimputato del reato da cui dipende lillecito amministrativo e
dallente, giovano, rispettivamente, allente e allimputato, purch non fondate su motivi esclusivamente
personali.

16. SOSPENSIONE DELLESECUZIONE DEL PROVVEDIMENTO IMPUGNATO

Lesecuzione del provvedimento impugnato sospesa, dal momento della pronuncia, durante i termini ad
impugnare e fino allesito del giudizio dimpugnazione. A tale regola fanno eccezione numerose ipotesi
nelle quali i provvedimenti sono immediatamente esecutivi (ad es. lappello contro le ordinanze in materia
di sequestro preventivo e contro il decreto di revoca del sequestro emesso dal PM non sospende
lesecuzione del provvedimento).
Infine, nei casi in cui la sospensione dellesecuzione del provvedimento impugnato si interseca coi casi di
estensione dellimpugnazione, tale estensione non funge da condizione che sospende lirrevocabilit della
sentenza nei confronti dellimputato non impugnante.

17. CONDANNA ALLE SPESE
In caso di rigetto o di declaratoria dinammissibilit dellimpugnazione, la parte privata che lha proposta
condannata alle spese del procedimento. In particolare, le Sezioni unite hanno deciso che lobbligo del
giudice di condannare la parte civile alle spese del procedimento, nel caso di rigetto dellimpugnazione da
essa proposta contro la sentenza di assoluzione dellimputato, sussiste anche quando analoga
impugnazione sia stata proposta dal PM.
In solido con limputato che ha proposto limpugnazione sono condannati alle spese anche i coimputati che
hanno partecipato al giudizio avvalendosi delleffetto estensivo. Qualora limputato sia condannato nel
giudizio dimpugnazione, anche condannato alle spese dei giudizi precedenti, se in essi era stato
prosciolto.
Infine, se limpugnazione proposto per i soli effetti civili, la parte privata soccombente condannata alle
spese.

18. LAPPELLO: PREMESSA
Lappello il mezzo dimpugnazione ordinario con il quale le parti che vi hanno interesse e ritengono
viziata, per motivi di fatto o di diritto, la decisione del giudice di primo grado, chiedono una decisione del
giudice dappello con riferimento a uno o pi capi e punti del provvedimento.

19. APPELLABILITA OGGETTIVA
Lart. 593 stato oggetto di vari interventi legislativi, volti a determinare i casi di inappellabilit delle
sentenze di condanna e di proscioglimento. Lultimo intervento, attuato mediante lart. 1 l. n. 46/2006 si
caratterizzava per un forte ridimensionamento dellappello contro le sentenze di proscioglimento, che
tuttavia la Corte costituzionale ha ormai cancellato sia con riguardo al PM, sia con riguardo allimputato.
Il testo dellart. 593.2 introdotto dalla l. n. 46 del 2006 stabiliva che limputato ed il PM potevano appellare
contro le sentenze di proscioglimento nel caso di rinnovazione dellistruzione dibattimentale qualora nuove
prove fossero sopravvenute o scoperte dopo il giudizio di primo grado, e purch la nuova prova fosse
decisiva. Qualora il giudice in via preliminare non disponesse la rinnovazione dellistruzione, dichiarava con
ordinanza linammissibilit dellappello e le parti, entro 45 gg. dalla notifica del provvedimento, potevano
proporre ricorso per cassazione anche contro la sentenza di primo grado.
Riguardo alle sentenze di proscioglimento pronunciate in esito al giudizio abbreviato, lart. 2 della l. n. 46
le rendeva inappellabili per limputato e il PM, senza alcuna deroga.
Questa drastica riduzione dellappellabilit delle sentenze di proscioglimento cercava di far fronte ai casi in
cui limputato, prosciolto in primo grado, venisse condannato in secondo grado su appello del PM, senza
diritto ad un ulteriore grado di giudizio nel merito.
Su questo tessuto normativo nel 2007 sono intervenute 2 declaratorie di illegittimit costituzionale:
a. Con la sentenza n. 26 del 2007, la Corte costituzionale ha eliminato i limiti dellappello del PM
contro le sentenze di proscioglimento pronunciate in dibattimento, per contrasto il principio di
parit delle parti, poich, mentre limputato pu impugnare la sentenza di condanna, il PM non
poteva avanzare doglianze di merito contro tali sentenze che lo vedevano totalmente
soccombente. Inoltre le riforma determinava una incoerenza del sistema, dato che il PM
totalmente soccombente in primo grado rimaneva privo del potere di appello, conservandolo
invece nel caso di soccombenza soltanto parziale, sotto il profilo qualitativo o meramente
quantitativo;

b. Con la sentenza n. 320 del 2007, la Corte costituzionale ha eliminato, per il PM, linappellabilit
delle sentenze di proscioglimento pronunciate in sede di giudizio abbreviato, sempre per
contrasto con il principio di parit delle parti. Inoltre, la modifica della disposizione determinava
ancora una incoerenza della disciplina delle impugnazioni, il quanto il PM, privato del potere di
appellare le sentenze di proscioglimento, poteva appellare quelle di condanna che modifichino il
titolo del reato.
Ripristinato lappello del PM contro le sentenze dibattimentali di proscioglimento, lart. 593.2, come
modificato dalla l. n. 46, rimaneva in vigore per limputato, il quale non poteva proporre appello contro le
sentenze di proscioglimento che presupponevano un accertamento di responsabilit o pronunciate con
formula non pienamente liberatoria. Con la sentenza n. 85 del 2008, la Corte costituzionale ha restituito
allimputato il potere di appellare le sentenze dibattimentali di proscioglimento che potessero configurare
un interesse del prosciolto allimpugnazione.
Ad oggi, in base allart. 593.1, il PM e limputato possono appellare contro le sentenze di condanna salvo
quanto previsto dagli artt.:
a. 443.3, che stabilisce limiti allappello del PM contro le sentenze di condanna emesse nel giudizio
abbreviato, che sono appellabili solo se modificano il titolo del reato;
b. 448.2, che stabilisce linappellabilit delle sentenze di patteggiamento, salvo lappello del PM in
caso di dissenso;
c. 579 e 680, che prevedono limpugnazione non solo contro le sentenze di condanna, ma anche
contro le sentenze di proscioglimento per quanto concerne le misure di sicurezza: in ordine a tali
sentenze, richiesto il contestuale appello di un capo penale, altrimenti le sole disposizioni della
sentenza riguardanti le misure di sicurezza sono appellabili al tribunale di sorveglianza.
Lart. 593.3 prevede, poi, un altro limite, definendo inappellabili le sentenza di condanna per le quali stata
applicata la sola pena dellammenda.
Infine, va ricordata lattuale inappellabilit delle sentenze di non luogo a procedere che emerge dallart.
428, ora dedicato al solo ricorso per cassazione.

20. APPELLABILITA SOGGETTIVA E GIUDICE DAPPELLO
Soggetti legittimati ad appellare sono il PM e limputato. Peraltro, anche il responsabile civile ed il
civilmente obbligato possono proporre impugnazione, nei casi consentiti, col mezzo che la legge attribuisce
allimputato, cos come la parte civile ed il querelante condannato alle spese e ai danni, anche se essi sono
svincolati dal mezzo previsto per il PM.
Non pi legittimata allappello contro la sentenza di proscioglimento la persona offesa che, trattandosi di
reati procedibili a querela, ha chiesto la citazione a giudizio dellimputato: questa una conseguenza della
soppressione dellappello del PM contro le sentenze di proscioglimento per reati puniti con la pena
alternativa.
Sullappello proposto contro le sentenze pronunciate dal tribunale e dalla corte dassise decidono,
rispettivamente, la corte dappello e la corte dassise dappello; sullappello contro le sentenze pronunciate
in sede di giudizio abbreviato decidono, rispettivamente, la corte dappello e la corte dassise dappello, a
seconda che si tratti di reato di competenza del tribunale o della corte dassise. Sullappello contro le
sentenze del giudice di pace competente il tribunale in composizione monocratica del circondario in cui
ha sede il giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata.

21. LAPPELLO INCIDENTALE
La parte che non ha proposto impugnazione pu proporre appello incidentale entro 15 gg. da quello in cui
ha ricevuto la comunicazione o la notificazione dalla cancelleria del giudice a quo; esso perde efficacia in
caso dinammissibilit dellappello principale o di rinuncia ad esso.
Lappello incidentale proposto dal PM produce gli stessi effetti dellappello principale, neutralizzando il
divieto di reformatio in peius, operante per lappello del solo imputato; tali effetti non si producono invece
nei confronti del coimputato non appellante che non abbia partecipato al giudizio dappello.
Lappello incidentale dellimputato, invece, oltre a non produrre alcun effetto nei riguardi del PM, presenta
scarsa utilit per limputato stesso, non essendo esclusa, su appello principale del PM, limmediata
declaratoria ex officio di determinate cause di non punibilit, o la sospensione condizionale della pena, la

non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale o lapplicazione di una o pi
circostanze attenuanti.
Lappello incidentale proposto, presentato e notificato in base alla normativa generale sulle
impugnazioni.
Due problematiche meritano menzione:
a. Per quanto concerne la legittimazione a proporre appello incidentale per la parte non legittimata
a proporre appello principale,essa stata esclusa dalle Sezioni unite: quindi, nel giudizio
abbreviato il PM non pu proporre appello incidentale quando quello principale gli sia precluso, e,
analogamente, nel patteggiamento limputato non pu proporre appello incidentale quando la
relativa decisione sia stata appellata dal PM. Dunque, chi non legittimato a proporre appello
principale, non potendo proporre quello incidentale, pu solo ricorrere per cassazione,
determinando cos la conversione del ricorso in appello, la quale per non comporta la
modificazione dei possibili contenuti dellimpugnazione, che anche nel caso di conversione restano
quelli del ricorso;
b. Per quanto concerne loggetto dellappello incidentale, le Sezioni unite hanno deciso esso consiste
nei punti della decisione investiti dallappello principale nonch i punti ad essi legati da
connessione essenziale.

22. LA COGNIZIONE DEL GIUDICE DAPPELLO: a) IL PRINCIPIO DEL TANTUM DEVOLUTUM
QUANTUM APPELLATUM E LE SUE ECCEZIONI
Lappello attribuisce al giudice di secondo grado la cognizione del procedimento limitatamente ai punti
della decisione ai quali si riferiscono i motivi proposti (principio del tantum devolutum quantum
appellatum). Tuttavia, il concetto di punto non va confuso con quello di questione, potendo ogni punto
ricomprendere in s molteplici questioni: il giudice dappello decide su tutte le questioni astrattamente
ipotizzabili in ordine al punto impugnato. Dunque, per punto della decisione, la giurisprudenza intende
ogni statuizione della sentenza che pu essere considerata in modo autonomo.
Inoltre, si considera applicabile allappello il criterio della connessione essenziale, enunciato per il giudizio
di cassazione: in base ad esso, il giudice dappello ha il potere-dovere di decidere anche in ordine a punti
della sentenza che, pur non impegnati, siano legati a quelli impugnati da un rapporto di pregiudizialit, di
interdipendenza o, comunque, di connessione essenziale.
In principio del tantum devolutum quantum appellatum soggetto a varie eccezioni. Innanzitutto, vi sono
questioni che sono devolute al giudice dappello, indipendentemente dai punti impegnati, perch rilevabili
ex officio in ogni stato e grado del processso: la dichiarazione del difetto di giurisdizione, la dichiarazione
dincompetenza per materia, ecc..
Unaltra deroga quella per cui con la sentenza possono essere applicate anche di ufficio la sospensione
condizionale della pena, la non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale e una o pi
circostanze attenuanti; inoltre, pu anche essere effettuato, quando occorre, il giudizio di comparizione.

23. Segue: b) RAPPORTI FRA COGNIZIONE DEL GIUDICE DAPPELLO E CONTENUTO DELLA
DECISIONE; IL DIVIETO DELLA REFORMATIO IN PEIUS
I commi 2, 3 e 4 dellart. 597 si occupano dei poteri di decisione del giudice, delineando il contenuto della
sentenza di conferma o di riforma. La distinzione basilare fra le ipotesi in cui appellante sia (anche) il PM e
le ipotesi in cui appellante sia il solo imputato.
Quando ad appellare sia il PM, il contenuto della pronuncia del giudice di secondo grado non incontra
limiti. Larti. 597.2 distingue a seconda che il giudice, su appello del PM, riformi o confermi la decisione di
primo grado:
a. In caso di riforma, se lappello riguarda una sentenza di condanna il giudice dappello pu, nei
limiti della competenza del giudice di primo grado, dare al fatto una definizione giuridica pi
grave, mutare la specie o aumentare la quantit della pena, revocare benefici, applicare misure di
sicurezza ed adottare ogni altro provvedimento consentito dalla legge; se lappello riguarda una
sentenza di proscioglimento, il giudice pu pronunciare condanna ed emettere i provvedimenti
indicati, ovvero prosciogliere per una causa diversa da quella enunciata nella sentenza appellata.

b. In caso di conferma, il giudice dappello pu applicare, modificare o escludere, nei casi determinati
dalla legge, le pene accessorie e le misure di sicurezza.
Dunque, quando ad appellare il PM, si pu avere un peggioramento della posizione dellimputato.
Qualora, invece, appelli il solo imputato vige il divieto di reformatio in peius, in base al quale il giudice
dappello non pu irrogare una pena pi grave per specie o quantit, applicare una misura di sicurezza
nuova o pi grave, prosciogliere limputato per una causa meno favorevole di quella enunciata nella
sentenza appellata, n revocare i benefici. tuttavia fatta salva la possibilit di dare al fatto una definizione
giuridica pi grave, purch non venga superata la competenza del giudice di primo grado.
Il divieto di reformatio in peius va riferito al solo dispositivo e non alla motivazione della sentenza, che
quindi potrebbe anche risultare meno favorevole allimputato; in secondo luogo, non concerne le
disposizioni civili, che possono essere rivalutate dal giudice. Quanto alle pene accessorie, la giurisprudenza
prevalente ritiene non operante il divieto in questione in caso di pene accessorie predeterminate dalla
legge in ogni loro elemento e quindi non rimesse alla valutazione discrezionale del giudice.

24. GIUDIZIO DAPPELLO IN CAMERA DI CONSIGLIO
Quando lappello ha esclusivamente per oggetto la specie o la misura della pena, anche con riferimento al
giudizio di comparazione fra circostanze, o lapplicabilit delle circostanze attenuanti generiche, di sanzioni
sostitutive, della sospensione condizionale della pena o della non menzione della condanna nel certificato
del casellario giudiziale, la corte provvede in camera di consiglio con le forme previste dallart. 127;
tuttavia, il giudizio camerale in discorso si discosta per vari aspetti dal suo modello base:
a. Innanzitutto, per il rito camerale prevista lemissione del decreto di citazione (dove il rito
medesimo va menzionato). Muovendo da ci, la giurisprudenza si divide in merito alla durata del
termine per comparire: per la maggior parte delle pronunce quello di 20 gg. stabilito per la fase
introduttiva del giudizio dappello, mentre per altre pronunce quello di 10 gg. previsto dallart.
127.1;
b. In secondo luogo, ludienza rinviata in ogni caso se sussiste un legittimo impedimento
dellimputato che ha manifestato la volont di comparire: in giurisprudenza si affermato che
limputato ha diritto di comparire anche nel caso in cui sia detenuto fuori della circoscrizione del
giudice dappello, mentre un opposto orientamento riconosce al detenuto solo il diritto di essere
ascoltato dal magistrato di sorveglianza competente;
c. In terzo luogo, mentre di regola PM e difensori sono sentiti solo se compaiono, in caso di
rinnovazione dellistruzione dibattimentale il giudice assume le prove in camera di consiglio, con la
necessaria partecipazione di tali soggetti: se essi non sono presenti quando disposta la
rinnovazione, il giudice fissa una nuova udienza, facendo comunicare la PM e notificare ai difensori
copia del provvedimento. Invece, il legittimo impedimento del difensore a comparire non
costituisce motivo di rinvio delludienza camerale;
d. Infine, il provvedimento conclusivo non un ordinanza ma una sentenza. Tale sentenza, anche
trattandosi di giudizio abbreviato, deve essere depositata con notifica alle parti del relativo avviso.

25. PROVVEDIMENTI IN CAMERA DI CONSIGLIO IN ORDINE ALLESECUZIONE DELLE
CONDANNE CIVILI
In primo grado, lart. 540 delinea 2 decisioni provvisoriamente esecutive:
a. Luna riguarda la condanna alle restituzione e al risarcimento del danno, dichiarata
provvisoriamente esecutiva, su richiesta della parte civile, quando ricorrono giustificati motivi;
b. Laltra concerne la condanna al pagamento della provvisionale.
Lart. 600 disciplina le decisioni del giudice dappello in queste materie:
a. Se il giudice di primo grado ha omesso di provvedere sulla richiesta di provvisoria esecuzione,
ovvero lha rigettata, la parte civile pu riproporla, mediante impugnazione della sentenza di primo
grado al giudice dappello, che, a richiesta di parte, provvede con ordinanza in camera di consiglio;
b. Se il giudice di primo grado ha dichiarato provvisoriamente esecutiva la condanna al risarcimento e
alle restituzioni, il responsabile civile e limputato possono chiedere la revoca o la sospensione
della provvisoria esecuzione;

c. Infine, limputato ed il responsabile civile possono chiedere al giudice dappello che sia sospesa
lesecuzione della condanna al pagamento della provvisionale, quando ricorrono gravi motivi.

26. ATTI PRELIMINARI AL GIUDIZIO DAPPELLO
Se lappello ammissibile, il presidente ordina senza ritardo la citazione dellimputato appellante, nonch
quella dellimputato non appellante se vi appello del PM oppure se ricorrono le condizioni per il verificarsi
dellestensione dellimpugnazione, o se lappello proposto per i soli interessi civili. In ogni caso, ordinata
la citazione delle parti eventuali e, in particolare, la parte civile citata anche quando ha appellato il solo
imputato contro una sentenza di proscioglimento. In questo caso, la parte civile ha infatti comunque
interesse ad una formula di proscioglimento non preclusiva dellazione in sede civile.
Quando si procede in camera di consiglio, il decreto di citazione deve contenere, oltre allindicazione del
giudice competente:
a. Le generalit dellimputato e delle altre parti private con lindicazione dei difensori;
b. Lindicazione del luogo, del giorno e dellora della comparizione, con lavvertimento allimputato
che se non compare sar giudicato in contumacia;
c. La data e la sottoscrizione del giudice e dellausiliario che lo assiste.
Il decreto va notificato almeno 20 gg. prima della data fissata per il giudizio dappello, termine che vale
anche per la notificazione dellavviso ai difensori.
Il decreto, infine, nullo, se limputato non identificato in modo certo, ovvero se manca o insufficiente
lindicazione di uno dei requisiti di cui sub b.

27. DIBATTIMENTO DAPPELLO: a) LINEE GENERALI
Nel dibattimento dappello si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni relative al giudizio di primo
grado.
Esso inizia con la relazione della causa effettuata dal presidente o da un consigliere da lui delegato. Nel
dibattimento pu essere data lettura, anche dufficio, di atti del giudizio di primo grado, nonch di atti
compiuti nelle fasi antecedenti:
a. Nella prima categoria vanno ricompresi gli atti compiuti direttamente nel dibattimento di primo
grado;
b. Nella seconda categoria vanno ricompresi quelli compiuti nelle fasi precedenti e gi inseriti nel
fascicolo dibattimentale del giudizio di primo grado e poi acquisiti mediante lettura, oppure gli atti
inseriti nel fascicolo del PM che, una volta letti, confluiscono nel fascicolo dibattimentale del
giudizio di primo grado.
Dunque, in sostanza, nel dibattimento dappello non pu entrare materiale probatorio che non sia stato gi
utilizzato per la decisione di primo grado: lacquisizione di prove non utilizzate in primo grado pu avvenire
solo attraverso la rinnovazione dellistruzione dibattimentale.

28. Segue: b) LA RINNOVAZIONE DELLISTRUZIONE DIBATTIMENTALE
La rinnovazione dellistruzione dibattimentale in appello (art. 603) un meccanismo attivabile a richiesta di
parte o dufficio.
In seguito a richiesta di parte, il giudice dispone la riassunzione di prove gi acquisite nel dibattimento di
primo grado, o lassunzione di nuove prove, quando ritiene di non essere in grado di decidere allo stato
degli atti. Va tuttavia precisato che per nuove prove la giurisprudenza intende le prove preesistenti ma
non acquisite nel dibattimento di primo grado, e dunque non utilizzate per la decisione.
Qualora le prove sono sopravvenute o scoperte dopo il giudizio di primo grado, il giudice dispone la
rinnovazione dellistruzione dibattimentale nei limiti previsti per il giudizio di primo grado: si configura cos
unipotesi di rinnovazione obbligatoria, a tutela del diritto delle parti alla prove nei limiti in cui
riconosciuto nel giudizio di p