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Misure Elettriche

Esercitazione N. 1

Esercitazione N. 1
Misurazione di resistenza con metodo
volt-amperometrico
1.1 Lo schema di misurazione
Le principali grandezze elettriche che caratterizzano un bipolo in corrente continua, quali
per esempio la resistenza e la potenza assorbita, possono essere misurate in modo indiretto a
partire dalle misure della tensione presente ai capi del bipolo e della corrente entrante nel
bipolo stesso (figura 1). Questo metodo di misurazione, detto volt-amperometrico, consente
inoltre di costruire, per punti, la caratteristica V-I di un bipolo.
Nellipotesi che il carico strumentale del voltmetro e dellamperometro impiegati sia nullo,
la misura r della resistenza del bipolo ottenuta come
v
i

r=

(1)

dove
v la misura della tensione V fornita dal voltmetro;
i

la misura della corrente I fornita dallamperometro.

A partire dalla relazione (1) lincertezza di misura di r pu essere espressa, secondo il


modello deterministico, come:

A
+
Val

Bipolo

Figura 1. Il metodo volt-amperometrico per la determinazione delle caratteristiche elettriche di un bipolo.

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r = v + i

(2)

dove x lincertezza relativa di misura della grandezza x.


Impiegando invece il modello probabilistico per lespressione dellincertezza di misura e
nellipotesi che v e i siano statisticamente indipendenti (ipotesi ragionevole se si pensa che
sono le misure fornite da due differenti strumenti), si ottiene:
u2r (r) = u2r (v) + u2r (i)

(3)

dove ur(x) lincertezza tipo relativa della grandezza x.


Si noti che se le misurazioni della tensione e della corrente sono effettuate impiegando
strumenti analogici di tipo elettromeccanico, laccuratezza di misura non sar elevata. Infatti
questi strumenti sono caratterizzati da un indice di classe non inferiore a 0,05 e quindi, nel
caso (particolarmente fortunato) in cui la lettura avvenga in corrispondenza del fondo scala
dei due strumenti, lincertezza di misura ottenibile non sar migliore di alcune unit in 10 3.
1.2 Leffetto del carico strumentale
Nella valutazione dellincertezza di misura della resistenza R, oltre allincertezza propria
degli strumenti necessario tener conto del carico strumentale. Infatti la resistenza interna del
voltmetro elevata (per strumenti analogici di tipo elettromeccanico dellordine del centinaio
di ohm al volt) ma non infinita, cos come la resistenza dellamperometro ha un valore piccolo
(tale da provocare una caduta di tensione dellordine di alcune decine di millivolt) ma non
nullo. Tenendo conto di ci si hanno due possibili schemi di misurazione: uno con voltmetro
inserito a valle dellamperometro (figura 2) e un altro con voltmetro inserito a monte
dellamperometro (figura 3).
Nel caso di inserzione del voltmetro a valle, lamperometro non misura la corrente
effettivamente assorbita dal bipolo in esame, bens la somma delle correnti assorbite dal bipolo
e dal voltmetro, per cui la resistenza r effettivamente misurata vale:

I+IV

RA

IV

+
Val

RV V

Bipolo

Figura 2. Il metodo volt-amperometrico con inserzione del voltmetro a valle dellamperometro.

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RA

A
VA

+
Val

RV

Bipolo

Figura 3. Il metodo volt-amperometrico con inserzione del voltmetro a monte dellamperometro.

r=

R RV
V
v
=
=
i
I + IV
R + RV

(4)

dove RV la resistenza interna del voltmetro.


Il carico strumentale del voltmetro pu quindi essere assimilato ad un effetto sistematico,
la cui entit relativa espressa come:

CS =
V

R
R

R
R + RV
V

(5)

Nella configurazione di misura con voltmetro inserito a monte, il voltmetro non misura la
tensione presente ai capi del bipolo, bens la somma delle tensioni presenti ai capi dellamperometro e del bipolo, quindi la resistenza r misurata vale:
r=

V + VA
v
=
= R + RA
i
I

(6)

dove RA la resistenza interna dellamperometro.


Il carico strumentale dellamperometro produce quindi un effetto sistematico, la cui entit
relativa pu essere valutata come:

CS =
I

RA
R

(7)

Leffetto del carico strumentale pu, come qualunque effetto sistematico, essere corretto.
Tuttavia la resistenza interna degli strumenti nota a meno di unincertezza, per cui si potr
eseguire solo una correzione parziale e leffetto del carico strumentale produrr comunque un
contributo di incertezza.
A questo punto nasce la domanda: quale delle due configurazioni conviene impiegare?

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Rw

Rc

Rw Rc

Rw I

Rc

+
Val

Bipolo

Rc
Rw

Rc Rc

Rw

Figura 4. Le resistenze dei cavi e le resistenze di contatto nel metodo volt-amperometrico.

La risposta si ottiene osservando le relazioni (5) e (7), dalle quali risulta che leffetto del
carico strumentale nelle due configurazioni identico quando il valore del misurando R pari

RA RV . Si pu allora affermare che:


a
-

se il valore del misurando (la resistenza R) piccolo (inferiore o dello stesso ordine di

RA RV ) allora conviene inserire il voltmetro a valle dellamperometro;


grandezza di

RA RV ) allora conviene ricorrere


se il valore del misurando elevato (maggiore di
alla configurazione con voltmetro inserito a monte dellamperometro.
1.3 Leffetto delle resistenze dei cavi e delle resistenze di contatto

Unaltra causa di incertezza nel metodo di misurazione descritto costituita dalla resistenza
dei cavi e dalla presenza delle resistenze di contatto, che sono localizzabili in prossimit dei
vari contatti che sono effettuati per realizzare il circuito di misurazione. Nella figura 4
rappresentato lo schema di misurazione in cui sono evidenziate le resistenze di contatto (Rc)
e le resistenze dei cavi (Rw).
I cavi impiegati durante le esercitazioni di laboratorio sono realizzati in rame, materiale che
mm2
presenta una resistivit pari a circa 0,02
. La sezione dei cavi vale 1 mm2, per cui la
m
loro resistenza pari a circa due centesimi di ohm al metro.
Il valore delle resistenze di contatto dipende dallarea delle superfici poste a contatto, dalle
condizioni delle superfici stesse (ruvidit, presenza di ossido, ecc.) e dalla pressione con cui
mantenuto il contatto. Per i contatti realizzati durante le varie esercitazioni di laboratorio le
resistenze di contatto non risulteranno mai inferiori ad alcuni milliohm.
Si intuisce perci che leffetto delle resistenze dei cavi e delle resistenze di contatto diventa
significativo qualora si vogliano misurare resistenze di valore dellordine dellohm con
incertezze relative dellordine del percento.
Una tecnica che consente di ridurre leffetto delle resistenze dei cavi e delle resistenze di
contatto consiste nel collegare il resistore in misura con il metodo dei quattro morsetti, due

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Rw

Rc

Rw Rc

+
Val

Bipolo

R a quattro
morsetti

Rw
Rw

Rc
Rc

Figura 5. Connessione del misurando a quattro morsetti.

per la connessione al voltmetro e due per la connessione allamperometro, come indicato in


figura 5. Cos facendo lo schema di misurazione risulta suddiviso nel circuito voltmetrico
interno e nel circuito amperometrico esterno. Il circuito voltmetrico attraversato da una
corrente di piccolo valore, in quanto la resistenza interna del voltmetro elevata, per cui la
caduta di tensione sulle resistenze dei cavi e su quelle di contatto (di piccolo valore) diventa
trascurabile. Il circuito amperometrico attraversato dalla corrente I che attraversa il bipolo
in misura e la conseguente caduta di tensione sulle resistenze dei cavi e su quelle di contatto
non influenza lindicazione del voltmetro.
1.4 Altri contributi di incertezza
Un altro fenomeno che deve essere considerato lautoriscaldamento del bipolo in misura.
Come in ogni misurazione del tipo a stimolo e risposta, infatti, linformazione sul misurando
ottenuta a seguito di uno stimolo inviato al sistema in misura; tale stimolo provoca uno
scambio energetico tra il misuratore ed il misurando, che spesso altera le condizioni di misura.
Nel caso in esame lo stimolo costituito dalla corrente I e la risposta dalla tensione V; la
corrente che attraversa il bipolo provoca una dissipazione di calore per effetto Joule, alterando
cos la grandezza di influenza pi importante, cio la temperatura.
Si noti che nellesercitazione proposta la temperatura non deve essere considerata una
grandezza di influenza, in quanto il bipolo in misura una lampadina ed il misurando la
resistenza della lampadina alla temperatura di funzionamento.
Il materiale fornito per svolgere lesercitazione di laboratorio
Lampada ad incandescenza (tensione nominale 125 V; potenza nominale 25 W)
Voltmetro analogico elettromeccanico di tipo magnetoelettrico (classe 0,5; consumo

200
)
V
Amperometro analogico elettromeccanico di tipo magnetoelettrico costituito da un
millivoltmetro e da uno shunt (classe 0,5; consumo 60 mV)
Alimentazione in corrente continua (70+70) V
Reostato da 100 per la variazione della tensione di alimentazione
Cavetti per collegamenti

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Le operazioni da svolgere durante lesercitazione di laboratorio


1) Calcolo del valore di resistenza della lampadina nelle varie condizioni di funzionamento
2) Scelta dello schema di misurazione pi idoneo, cio del tipo di inserzione del voltmetro
(a monte o a valle) e della portata degli strumenti
3) Realizzazione dello schema di misurazione (attenzione a non toccare i contatti del
circuito durante la misurazione, in quanto la tensione di alimentazione non
piccola!!!)
4) Determinazione, per punti, della caratteristica R-V della lampada e valutazione dellincertezza di misura partendo dal minimo valore di tensione rilevabile fino alla
condizione di funzionamento nominale.
Oltre ai quattro punti sopra indicati, si suggeriscono approfondimenti su altri due punti che
saranno discussi durante la spiegazione dellesercitazione in aula:
5) Stima della temperatura del filamento della lampada nei vari punti di funzionamento
assumendo un coefficiente di temperatura pari a 0,004 K1 e una legge lineare di
variazione della resistenza con la temperatura.
6) Ipotesi di un modello R = f( V ) tenendo conto che la potenza elettrica entrante nella
lampadina dissipata sotto forma di calore quasi esclusivamente per irraggiamento,
poich i fenomeni di conduzione e convezione sono irrilevanti allinterno del bulbo a
vuoto della lampadina.