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1.

Numeri complessi
Vincenzo Recupero
Dipartimento di Scienze Matematiche, Politecnico di Torino
Versione: 7 marzo 2013
Revisione: 11 marzo 2015

Metodi Matematici per lIngegneria


05BQXNZ, 05BQXOA, 05BQXPC
(Suddivisione alfabetica H-Z)
Dispense di Analisi

1
1.1

Numeri complessi
Definizione

La notazione complessa per la rappresentazione dei vettori del piano R2 consiste nel
porre
1 := e1 = (1, 0),
i := e2 = (0, 1),
e
x := (x, 0),

x R,

cio`e si identifica R con lasse delle ascisse e si denota con i il vettore (0, 1). In questo
modo ogni vettore u = (x, y) R2 pu`o essere scritto nella forma (vedi Figura 1)
u = (x, y) = xe1 + ye2 = x(1, 0) + y(0, 1) = (x, 0) + y(0, 1) = x + yi,
dove y(0, 1) = yi `e la moltiplicazione dello scalare y R per il vettore i = (0, 1). Si
usa anche scrivere iy piuttosto che yi.
Quindi da un punto di vista insiemistico linsieme dei numeri complessi `e esattamente il piano R2 . Questi due insiemi differiscono per`o dal punto di vista algebrico, perche tra i numeri complessi si definisce un nuova operazione di prodotto che
vediamo nella seguente definizione formale.

1.1

Definizione

Figura 1: Notazione complessa nel piano


Definizione 1.1. Poniamo
x := (x, 0) R2 ,

xR

(1.1)

(in particolare 1 = (1, 0), 0 = (0, 0)) e


i := (0, 1) R2 ,
la cosiddetta unit`
a immaginaria. Definiamo C come linsieme R2


C := R2 = z = (x, y) = x + yi : x, y R

(1.2)

(1.3)

dotato delle seguenti operazioni di somma e prodotto: se z1 , z2 C,


z1 = (x1 , y1 ) = x1 + y1 i,

z2 = (x2 , y2 ) = x2 + y2 i,

si definisce
z1 + z2 := (x1 + x2 , y1 + y2 ) = (x1 + x2 ) + (y1 + y2 )i,

(1.4)

z1 z2 := (x1 x2 y1 y2 , x1 y2 + y1 x2 ) = (x1 x2 y1 y2 ) + (x1 y2 + y1 x2 )i.

(1.5)

Gli elementi di C sono chiamati numeri complessi.


Osserviamo che la somma di vettori (1.4) non `e altro che la somma di vettori,
ottenuta per mezzo della legge del parallelogramma. Lunico concetto nuovo `e il
prodotto, ma non `e necessario memorizzare la complicata formula (1.5), perche,
come vedremo tra poco, c`e un modo semplice di ricordarla.
Se un numero complesso z `e del tipo z = (x, 0), allora si usa dire che `e reale (o
che ha parte immaginaria nulla), in accordo con lidentificazione (1.1).
Osservazione 1.1. Prima di proseguire andrebbe verificato che nella formula (1.5),
se z1 = (x1 , 0) = x1 , allora la formula z1 z2 = x1 z2 non `e altro che il prodotto tra lo
`
scalare x1 R ed il vettore z2 , in modo che non ci sia possibilit`a di confondersi. E
2

1.1

Definizione

cos`: infatti se z1 = (x1 , 0) e z2 = (x2 , y2 ) allora


z1 z2 = (x1 x2 0y2 , x1 y2 + 0x2 ) = (x1 x2 , x1 y2 ) = x1 (x2 , y2 ) = z2 .
In particolare se anche z2 `e reale, cio`e z2 = (x2 , 0) = x2 , otteniamo
z1 z2 = (x1 x2 0, x1 0 x2 0) = (x1 x2 , 0) = x1 x2
per cui il prodotto tra due numeri complessi che stanno sullasse x (identificato con
R), coincide col prodotto di numeri reali.
La somma ed il prodotto di numeri complessi soddisfano le solite propriet`a
commutativa, associativa e distributiva. Verificarlo `e facile, ma noioso, per cui ci
limitiamo ad enuciarle in modo preciso: se zk = (xk , yk ), k = 1, 2, 3, si ha
z1 + z2 = z2 + z 1
z1 z 2 = z 2 z1

la somma `e commutativa

(1.6)

il prodotto `e commutativo

z1 + (z2 + z3 ) = (z1 + z2 ) + z3
z1 (z2 z3 ) = (z1 z2 )z3

(1.7)

la somma `e associativa

il prodotto `e associativo

z1 (z2 + z3 ) = z1 z2 + z1 z3

(1.8)
(1.9)

propriet`a distributiva

(1.10)

Notiamo che 1 = (1, 0) `e lelemento neutro per il prodotto, mentre 0 = (0, 0) `e


lelemento neutro per la somma, questo vuol dire che:
z C,

1z = z1 = z

0+z =z+0=z

z C

(1.11)

ed `e possibile verificare che 1 e 0 sono gli unici numeri con tali propriet`a.. La formula
z = x + yi = x + iy

x, y R.

pu`o ora essere giustificata dalla commutativit`a del prodotto. Al solito le potenze
intere positive si definiscono in modo induttivo ponendo
z 0 := 1,
n

z C,

z := zz
z},
| {z

(1.12)

z C,

n N, n > 1.

(1.13)

n volte

Storicamente i numeri complessi sono stati introdotti per trovare radici di ogni polinomio non costante. Infatti proveremo il Teorema fondamentale dellalgebra, che
afferma che ogni polinomio non costante ha almeno una radice complessa. Al momento possiamo solo verificare che il semplice polinomio z 2 + 1 ha una radice, infatti
si ha la seguente
Proposizione 1.1. i2 = 1.
Dimostrazione. Grazie alla formula (1.5) si ha i2 = ii = 1 + i0 = 1.

1.2

Parti reale ed immaginaria (coordinate)

Per esercizio si verifichi che anche i `e una radice di z 2 + 1, cio`e (i)2 = 1.


Possiamo ora vedere come ricordare la formula (1.5) usando la scrittura
x, y R,

z = x + iy,

solitamente detta forma algebrica del numero complesso z = (x, y) (cio`e la somma
dei vettori x e yi). Infatti grazie alle propriet`a algebriche ed alla Proposizione 1.1
possiamo scrivere
(x1 + iy1 )(x2 + iy2 ) = x1 x2 + x1 iy2 + iy1 x2 + iiy1 y2
= x1 x2 + i(x1 y2 + y1 x2 ) y1 y2
= (x1 x2 y1 y2 ) + i(x1 y2 + y1 x2 ).

(1.14)

Lo stesso si pu`
o ovviamente fare per la somma
(x1 + iy1 ) + (x2 + iy2 ) = (x1 + x2 ) + i(y1 + y2 ).
In altre parole `e lecito fare i conti in C scrivendo prima i numeri complessi in forma
algebrica, usando quindi le solite regole algebriche (come in R), e tenendo conto che
i2 = ii = 1.

1.2

Parti reale ed immaginaria (coordinate)

La prima e la seconda componente di un numero complesso z = (x, y) = x + iy sono


chiamate rispettivamente parte reale di z e parte immaginaria di z:
(
Re z := x
,
z = x + iy, x, y R.
Im z := y
Coerentemente lasse delle ascisse viene chiamato asse reale e lasse delle ordinate `e
detto asse immaginario. I punti dellasse immaginario sono detti numeri immaginari
puri. Il fatto seguente `e banale ma fondamentale:
z = x + iy = 0,

x, y R

Re z = x = 0 e Im z = y = 0.

Quiil termine e va intesa nel senso matematico di intersezione: x e y devono essere


entrambi nulli.

1.3

Opposto e inverso

Definiamo per ogni z = x + iy


z := (1)z = x iy
(come si fa in R). Al solito si pone z1 z2 := z1 + (z2 ). Quindi abbiamo che
z z := z + (z) = 0
cio`e z `e lopposto di z. I punti z e z sono simmetrici rispetto allorigine. Si ha
anche
nz = z| + {z
+ z}
z C, n N.
n volte

1.3

Opposto e inverso

Ora, se z = x + iy 6= 0, x, y R, definiamo linverso di z (e lo denotiamo con z 1 o


1/z) ponendo
1
x
y
z 1 := := 2
i 2
.
(1.15)
2
z
x +y
x + y2
Questa definizione `e motivata dallidentit`a
zz 1 = z 1 z = 1,

(1.16)

che si pu`
o verificare con un conto diretto (si osservi che prima di introdurre (1.15)
a priori ancora non sapevamo dellesistenza di un numero z 1 per cui vale effettiva` possibile verificare che lopposto e linverso sono unici. Vedremo
mente (1.16)). E
dopo che esiste una maniera semplice di ricordare la definizione (1.15) di z 1 . Ora
osserviamo che dallidentit`
a i2 = ii = 1 si ricava subito che i `e linverso di i:
1
= i1 = i.
i
Al solito si usa scrivere
1
z
:= z
w
w

z, w C, w 6= 0,

e, come per i numeri reali, si pu`


o controllare che se z1 , z2 , w1 , w2 C e w1 , w2 6= 0
allora
z1
z2
z 1 w2 + z 2 w1
+
=
.
w1 w2
w1 w2
` possibile ora definire le potenze intere negative di z ponendo
E
z m :=

1
z m

z 6= 0,

m Z, m < 0.

(1.17)

Si osservi che le propriet`


a (1.6)-(1.10) implicano che valgono in C le solite regole
per calcolare somme e prodotti che si hanno in R. Richiamiamone due.
Proposizione 1.2. Se z, w C e n N allora


P
n!
(a) (z + w)n = nk=0 nk z k wnk dove nk := k!(nk)!
(formula del binomio).
(b) z n wn = (z w)(z n1 + z n2 w + + zwn2 + wn1 ).
Dimostrazione. Come in R.

Se nella proposizione precedente si prende ad esempio n = 2, si trovano le formule


(z + w)2 = z 2 + 2zw + w2 , z 2 w2 = (z w)(z + w), valide per ogni z, w C.
Unaltra consequenza delle propriet`a fin ora viste `e la ben nota equivalenza valida
per ogni z, w C:


zw = 0
z = 0 oppure w = 0
cio`e il prodotto di z e w `e uguale a zero se e solo se almeno uno dei numeri z e w
`e zero: il termine oppure va intesa nel senso matematico di unione: potrebbero
essere zero entrambi o uno solo sei due.
5

1.4

Modulo (distanza dallorigine)

Osservazione 1.2. Non ha senso considerare disuguaglianze tra numeri complessi,


infatti supponiamo per assurdo che sia possibile definire in C una relazione dordine
tra tutti i numeri che sia coerente con loperazione di prodotto: ci`o significa che
vogliamo valga limplicazione [ a, b > 0
=
ab > 0 ]. Allora ci sarebbero
due possibilit`
a: o i `e positivo, o i `e positivo; nel primo caso si avrebbe allora
1 = i2 = ii > 0, mentre nel secondo 1 = i2 = ii = (i)(i) > 0. Per cui
in entrambi i casi risulta 1 > 0 che come sappiamo `e una contraddizione (infatti
1 = 11 = (1)(1) > 0).

1.4

Modulo (distanza dallorigine)

Dato un numero complesso z = x + iy, x, y R, possiamo calcolare la sua distanza


dallorigine. La chiamiamo modulo di z e la denotiamo con
|z| :=

p
x2 + y 2 ,

z = x + iy,

x, y R.

Figura 2: Modulo
Perci`
o se z1 = x1 + iy1 e z2 = x2 + iy2 troviamo
p
|z1 z2 | = (x1 x2 )2 + (y1 y2 )2
che rappresenta la distanza tra z1 e z2 .
Le formule seguenti valgono per ogni z, w C, R:
|z + w| 6 |z| + |w|

z = x + iy,

(disuguaglianza triangolare),

|z| = |||z|,
(
|x| = | Re z| 6 |z|
x, y R =
|y| = | Im z| 6 |z|

(1.18)
(1.19)
.

(1.20)

Queste propriet`
a sono geometricamente chiare: la disuguaglianza triangolare
significa che il vettore z + w `e piu corto della somma delle lunghezze dei vettori z e
w (Figura 3); la formula (1.19) dice come varia la lunghezza di un vettore quando
6

1.4

Modulo (distanza dallorigine)

Figura 3: Disuguaglianza triangolare


viene moltiplicato per uno scalare; Lultima propriet`a (1.20) significa che lipotenusa
di un triangolo rettangolo `e pi`
u lungo dei cateti.
Queste tre formule si potrebbero anche provare analiticamente nel modo seguente: la disuguaglianza triangolare si pu`o verificare prendendo i quadrati di entrambi
i membri e svolgendo i calcoli. La formula (1.19) si pu`o invece controllare con
dei semplici
conti. Lultima propriet`a (1.20) segue analiticamente dal fatto che
p

|x| = x2 6 x2 + y 2 . La formula (1.19) vale anche se `e complesso e si potrebbe


verificare svolgendo i calcoli, ma lo vedremo in seguito in modo diverso.
Osserviamo che (1.18) si pu`
o anche scrivere come
|z w| 6 |z| + |w|

(1.21)

infatti |zw| = |z+(w)| 6 |z|+|w| = |z|+|w| (anche qui il significato geometrico


`e evidente: fare un disegno). Infine abbiamo la seguente importante disuguaglianza


|z| |w| 6 |z w|
z, w C
(1.22)
che pu`
o essere verificata prendendo il quadrato di ambo i membri (`e lecito perche
sono numeri reali positivi). Lasciamo questo conto come esercizio e proponiamo una
procedura differente che ha il vantaggio di poter essere usata anche in contesti pi`
u
generali:
||z| |w|| 6 |z w|

|z w| 6 |z| |w| 6 |z w|
(
|z w| 6 |z| |w|
|z| |w| 6 |z w|
(
|w| 6 |z| + |z w|
|z| 6 |z w| + |w|
(
|w z + z| 6 |z| + |z w|
|z w + w| 6 |z w| + |w|

e le ultime due disuguaglianze sono vere grazie alla disuguaglianza triangolare. Si


pu`o quindi tornare indietro con le equivalenze.
7

1.5

1.5

Coniugazione (riflessione rispetto allasse reale)

Coniugazione (riflessione rispetto allasse reale)

Se riflettiamo un punto z = x + iy rispetto allasse reale, otteniamo il punto x iy


(vedi Figura 4), che chiamiamo coniugato di z e denotiamo con
z := x iy,

z = x + iy,

x, y R.

Naturalmente vale ldentit`


a

Figura 4: Coniugazione
z = z.
e tramite un calcolo diretto si pu`
o verificare che
z1 + z2 = z1 + z2 ,

z1 z 2 = z 1 z2 ,

z1 z2 = z1 z2 ,

z1 /z2 = z1 /z2 .

Valgono le seguenti formule il cui significato geometrico `e illustrato in Figura 5:


Re z = x =

z+z
,
2

Im z = y =

Figura 5: Re z =

z+z
2 ,

Im z =

zz
.
2i

zz
2i

(1.23)

2 Forma polare od esponenziale

Esempio 1.1. Scrivere la formula x2 + xyi come una funzione di z e z.


Sostituiamo le formule (1.23) in x2 + xyi ed otteniamo
x2 + xyi = x(x + iy) =

z+z
z2
zz
z=
+
.
2
2
2

La seguente formula `e utilissima


|z|2 = x2 + y 2 = zz

(1.24)

e permette di scrivere il quoziente di due numeri complessi in forma algebrica, infatti


se z1 = x1 + iy1 e z2 = x2 + iy2 6= 0, si ha
z1
y1 x2 x1 y2
z 1 z2
z 1 z2
(x1 + iy1 )(x2 iy2 )
x1 x2 + y1 y2
+i
.
=
=
=
=
2
2
2
2
z2
z 2 z2
|z2 |
|z2 |
x2 + y2
x22 + y22
In particolare, se z = x + iy, x, y R,


1
z
z
x iy
x
y
x
y
=
= 2 = 2
= 2
i 2
= 2
+i 2
.
z
zz
|z|
x + y2
x + y2
x + y2
x + y2
x + y2
Naturalmente non bisogna memorizzare tali formule, ma solo capire la procedura
che si `e usata, come mostrato nel seguente esempio.
3 + 2i
.
1 2i
La procedura vista prima consiste nel moltiplicare e dividere per il coniugato del denominatore,
quindi
(3 + 2i)(1 + 2i)
3 + 2i
1 + i4
1
8
z=
=
=
= +i .
1 2i
(1 2i)(1 + 2i)
|1 + 2i|2
5
5

Esempio 1.2. Scrivere in forma algebrica il numero z =

Forma polare od esponenziale

Se z C e z 6= 0 allora z = |z|

z
z
,e
ha modulo 1, quindi esiste R per cui
|z|
|z|
z = |z|(cos + i sin ),

infatti cos2 +sin2 = 1 (vedi Figura 6). Si dice che il numero reale `e un argomento
di z e linsieme di tutti i possibili argomenti di z si denota con arg(z):


arg(z) := R : z = |z|(cos + i sin )
(z 6= 0).
Daltra parte si dice argomento principale di z lunico argomento di z appartenente
a ], ] e viene denotato con Arg(z). Poniamo
ei := cos + i sin ,

R.

Allora se |z| = r si scrive


z = |z|ei = rei = r(cos + i sin )
che `e anche chiamata forma polare (o esponenziale) di z.
9

(2.1)

2 Forma polare od esponenziale

Figura 6: Forma polare (o esponenziale)

Esempio 2.1. Scrivere


z = i 3 1 in forma polare.
Il modulo di z `e |z| = 4 = 2, quindi





2i
1
3
2
2
= 2 cos
+ i sin
= 2e 3
z = 1 + i 3 = 2 +
2
2
3
3

Proposizione 2.1. Per ogni , R si ha


(a) |ei | = 1
(b) ei = ei

= + 2k,

kZ

(c) ei ei = ei(+)
(d) ei = ei = (ei )1
(e) (ei )n = ein per ogni n Z.
Dimostrazione.
(a) |ei | = cos2 + sin2 = 1.
` una consequenza diretta della periodicit`a delle funzioni seno e coseno.
(b) E
(c) Grazie alle formule di addizione si trova
ei ei = (cos + i sin )(cos + i sin )
= (cos cos sin sin ) + i(sin cos + sin cos )
= cos( + ) + i sin( + ) = ei(+) .
(d) Poiche il coseno `e pari ed il seno `e dispari, si trova ei = cos i sin = cos() +
i sin() = ei . Inoltre, grazie a (c) ad esempio, si ha ei ei = 1, quindi (ei )1 =
ei .
(e) Se n > 0 `e sufficiente applicare n volte la formula (c) con = . Questo, assieme a
(d), fornisce il risultato per n < 0.

10

2 Forma polare od esponenziale

La proposizione precedente ha molte consequenze utili, vediamole. Se


z1 = r1 ei1 = r1 (cos 1 + i sin 1 ),

z2 = r2 ei2 = r2 (cos 2 + i sin 2 )

allora da (c) si ottiene che z1 z2 = r1 r2 ei1 ei2 = r1 r2 ei(1 +2 ) , cio`e




z1 z2 = r1 r2 ei(1 +2 ) = r1 r2 cos(1 + 2 ) + i sin(1 + 2 ) ,
in altri termini
il prodotto di due numeri complessi si ottiene
moltiplicando i moduli e sommando gli argomenti.
In particolare
|z1 z2 | = |z1 ||z2 |

z1 , z2 C,

Utilizzando (d), per z2 6= 0, otteniamo anche che



z1
r1
r1 
= ei(1 2 ) =
cos(1 2 ) + i sin(1 2 ) ,
z2
r2
r2
cos`

z1 |z1 |
=
z2 |z2 |

z1 , z2 C, z2 6= 0.

Infine, se n Z, dalla formula (e) deduciamo le formule di De Moivre:


z = rei = r(cos + i sin )

z n = rn ein = rn (cos(n) + i sin(n)).

Questo fatto fornisce un metodo semplice per trovare le radici n-esime complesse di
un numero complesso, illustrato nella prossima
Proposizione 2.2. Siano dati w C, w 6= 0, ed n N, n > 0. Esistono
esattamente n soluzioni dellequazione (nellincognita z):
z n = w.
Se w = rei , r > 0, R, queste soluzioni sono
zk =

r ei

+2k
n

k = 0, 1, 2, . . . , n 1.

(2.2)

I numeri z0 , . . . , zn1 vengono chiamato radici n-esime (complesse) di w e geometricamente rappresentano i vertici di un poligono
regolare con n lati inscritto
p

n
n
nella circonferenza di centro 0 e raggio r = |w|.
Dimostrazione. Scriviamo z e w in forma esponenziale:
z = ei ,

w = rei ,

11

2 Forma polare od esponenziale

dove , r > 0 e , R. Allora


n

z =w

n in

= re

(
n = r,
n = + 2k, k Z

= n r,
n = + 2k, k = 0, 1, . . . , n 1
(

= n r,
= +2k
, k = 0, 1, . . . , n 1
n

+2k
k = 0, 1, 2, . . . , n 1.
zk = n r e i n ,

Piuttosto che ricordare la formula (2.2), `e utile capire il metodo usato per la sua
dimostrazione ed il significato geometrico delle n radici. Vediamo un esempio.
Esempio 2.2. Trovare le radici quarte complesse di 4, in altre parole trovare le soluzioni complesse
dellequazione z 4 = 4.
Scriviamo z e 4 in forma polare:
z = ei ,

> 0, R,

4 = 4ei0 .

Quindi si ha
(

4 = 4,
4 = 0 + 2k, k Z

= 2,
= 4 4,

= k , k = 0, 1, 2, 3
4 = 0 + 2k, k = 0, 1, 2, 3
2

= 2,

z = 2, z = i 2, z = 2, z = i 2

3
= 0, , ,
2
2

Si noti che, in questo caso particolare, la radice reale z = 2 `e evidente, quindi


le altre tre radici
si possono dedurre senza effettuare conti, ricordando che
devono costituire con 2 i vertici di un
quadrato inscritto nella circonferenza di centro 0 e raggio 2 (vedi Figura 7).

z =4

4 i4

i0

= 4e

Figura 7: Radici quarte di 4

12

3 Funzioni elementari complesse

Siamo ora in grado di trovare le radici complesse di ogni polinomio di grado 2.


Proposizione 2.3. Siano a, b, c C, a 6= 0, tali che b2 4ac 6= 0. Allora
lequazione (nellincognita z C)
az 2 + bz + c = 0
ha due soluzioni date dalla formula
z1,2 =

b R
2a

dove R C `e tale che R2 = b2 4ac

cio`e R `e una delle due radici complesse del numero b2 4ac.


Dimostrazione. Completando i quadrati otteniamo
#
"


2
b
c
c
b2
b
2
2
az + bz + c = a z + z +
=a z+
2+
a
a
2a
4a
a
#
"
2
b
b2 4ac
=a z+

2a
(2a)2
quindi, se R C `e tale che R2 = b2 4ac, deduciamo che

2
b
b2 4ac
az 2 + bz + c = 0
z+
=
2a
(2a)2
b
R
b R
z +
=
z =
.
2a
2a
2a

b 4ac
La notazione z1,2 = b 2a
`e anche frequente, ma va usata con cautela

2
perche il simbolo b 4ac `e per noi privo di significato in C, e andrebbe inteso
come linsieme delle due radici complesse di b2 4ac, un significato diverso dalla

radice
aritmetica usata nel corso di Analisi 1. In queste note non useremo questo

simbolo con questo significato complesso, ma se r > 0, con r continueremo ad


intendere lunico numero reale positivo x tale che x2 = r, cio`e lunica soluzione reale
positiva dellequazione x2 = r.

Esempio 2.3. Trovare le radici del polinomio 4z 2 + 4z + 1 i.


Applichiamo la formula risolutiva precedente con a = 4, b = 4, c = 1 i. Si ha b2 4ac =
16
16(1 i) =
16i 6= 0. Per esercizio si trovi che le radici quadrate complesse di 16i sono
2 2(1 + i) e 2 2(1 + i) (una lopposto dellaltra). Quindi le due radici del trinomio di secondo
grado assegnato sono

4 2 2(1 + i)
2 2(1 + i)
z1,2 =
=
8
4

2 + 2
2
2 2
2
cio`e z1 =
+i
, z2 =
i
.

4
4
4
4

Funzioni elementari complesse

In questo paragrafo definiamo le principali funzioni elementari f : C C usate


in ambito complesso. Ricordiamo che se A e B sono due insiemi, una funzione (o
13

3.1

Esponenziale complesso

unapplicazione) f : A B (con dominio A e codominio B) `e una regola (o


legge) che ad ogni elemento a A associa un unico elemento b B. Ricordiamo
anche che in generale il codominio `e diverso dallimmagine di f , che `e linsieme
f (A) := {f (a) : a A} B dei valori assunti da f . Il codominio viene stabilito a
priori e fa parte della definizione di f .

3.1

Esponenziale complesso

La funzione esponenziale `e definita come


ez := ex+iy := ex eiy = ex (cos y + i sin y),

z = x + iy,

x, y R,

dove ex `e lesponenziale reale (x R), cio`e lesponenziale dellAnalisi 1, mentre


eiy := cos y + i sin y `e stato definito nel paragrafo precedente nella formula (2.1).
Unaltra notazione che si usa `e exp(z). La funzione exp : C C `e forse la pi`
u
importante tra quelle studiate in questo corso.
La seguente proposizione si deduce facilmente dalla Proposizione 2.1:
Proposizione 3.1. Valgono le seguenti propriet`
a.
(a) |ez | = eRe z per ogni z C,
(b) ez 6= 0 per ogni z C
(c) ez1 +z2 = ez1 ez2 per ogni z1 , z2 C,
(d) ez = ez
(e) ez = (ez )1
(f) (ez )n = enz per ogni z C ed n Z.
Dimostrazione.
(a) |ez | = |ex eiy | = |ex ||eiy | = ex |eiy | = ex 1 = ex .
(b) Segue da (a).
(c) Se zk = xk + iyk , xk , yk R, allora
ez1 ez2 = ex1 eiy1 ex2 eiy1 = ex1 ex2 eiy1 eiy1
= ex1 +x2 ei(y1 +y2 ) = ez1 +z2 .
(d) ez = ex eiy = ex eiy = ex eiy = ez .
(e) Da (c) segue che ez ez = ezz = e0 = 1, quindi ez = (ez )1 .
(f) Segue da (c) e (d).

Esempio 3.1. Risolvere lequazione complessa ez = 1.

14

3.2

Funzioni trigonometriche ed iperboliche complesse

Se z = x + iy, x, y R, allora
(
z

e =1

x iy

e e
(

i0

= 1e

x = 0,
y = 2k, k Z

ex = 1,
y = 2k, k Z

z = 2ki, k Z.

Perci`
o
ez = 1

z = 2ki, k Z.

Utlizzando lo stesso metodo dellesempio precedente, possiamo mostrare la seguente propriet`


a, che `e anche chiamata periodicit`
a dellesponenziale complesso (di
periodo 2i)
Proposizione 3.2. Se z1 , z2 C, allora
ez1 = ez2

z1 = z2 + 2ki, k Z.

Dimostrazione. Se zk = xk + iyk , xk , yk R, allora


(
ex1 = ex2 ,
z1
z2
x1 iy1
x2 iy2
e =e
e e = e e

y1 = y2 + 2k, k Z
(
x1 = x2 ,

x1 + iy2 = x2 + i(y2 + 2k), k Z,


y1 = y2 + 2k, k Z
che `e cio che volevamo verificare.

3.2

Funzioni trigonometriche ed iperboliche complesse

Prendiamo un numero reale x R e consideriamo le identit`a


eix = cos x i sin x.

eix = cos x + i sin x,

Sommando e sottraendo queste uguaglianze troviamo le cosiddette formule di Eulero:


cos x =

eix + eix
,
2

sin x =

eix eix
,
2i

x R.

(3.1)

Motivati da queste formule definiamo le funzioni coseno complesso e seno complesso:


cos z :=

eiz + eiz
,
2

sin z :=

eiz eiz
,
2i

z C.

Esempio 3.2. Trovare gli zeri delle funzioni cos z e sin z.


Si ha
cos z = 0

eiz + eiz = 0

eiz = ei eiz

15

eiz = eiz
eiz = eiiz .

(3.2)

4 Esercizi

Ora possiamo quindi utilizzare la Proposizione 3.2 oppure possiamo procedere direttamente ponendo
z = x + iy, x, y R, e scrivendo
eiz = eiiz

ey+ix = ei(x)+y
(
ey = ey
ey eix = ey ei(x)
x = ( x) + 2k, k Z
(
(
e2y = 1
y=0

2x = + 2k, k Z
x = 2 + k, k Z
ei(x+iy) = eii(x+iy)

quindi

cos z = 0

z=

+ k,
2

kZ

In modo completamente analogo si trova che


sin z = 0

z = k,

kZ

Si osservi che gli zeri delle funzioni complesse sin z e cos z sono esattamente gli stessi delle analoghe
funzioni reali. Questa non `e una regola generale, infatti, ad esempio, nellesempio 3.1 con lequazione
ez 1 = 0 le cose sono completamente differenti: risolvere lanaloga equazione reale ex 1 = 0 e
fare un confronto col caso complesso.

Esempio 3.3. Verificare che


cos2 z + sin2 z = 1

z C.

(3.3)

Possiamo scrivere
cos2 z + sin2 z =
=

eiz + eiz
2

2


+

eiz eiz
2i

2

e2iz 2 + e2iz
1
1
e2iz + 2 + e2iz

= + = 1.
4
4
2
2

Le funzioni iperboliche complesse sono definite sostituendo x con z nella definizione delle funzioni iperboliche reali cosh x e sinh x:
cosh z :=

ez + ez
,
2

sinh z :=

ez ez
,
2

z C.

(3.4)

La verifica delle seguenti affermazioni `e un esercizio molto utile:


cosh2 z sinh2 z = 1,

cosh z = 0

sinh z = 0

i
+ ki,
2
z = ki.
z=

(3.5)
k Z,

Esercizi

Esercizi (tratti dagli dispense di Analisi Complessa (vecchio ordinamento)).


1. Scrivere i seguenti numeri complessi in forma algebrica.
a) (2 3i)(2 + i)
b) (3 + i)(3 i)( 51 +

1
10 i)

16

(3.6)
(3.7)

4 Esercizi
1 + 2i 2 i
+
3 4i
5i
5
d)
(1 i)(2 i)(3 i)
c)

2. Scrivere i seguenti numeri complessi in forma polare.


a) i
b) 1
c) 1 + i
d) i(1 + i)
1+i
e)
1i
f) sin + i cos
3. Calcolare il modulo dei seguenti numeri complessi
2i
1
+
1i i1
i
b) 1 + i
1 2i
a)



3zi
4. Verificare che se |z| = 1 allora 3+zi
=1
5. Risolvere le seguenti equazioni complesse.
a) z 2 2z + 2 = 0
b) z 2 + 3iz + 1 = 0
c) z|z| 2z + i = 0
d) |z|2 z 2 = i
e) z 2 + iz = 1
f) z 3 = |z|4
6. Verificare che 1 + i `e una radice di z 4 5z 3 + 10z 2 10z + 4 e trovare tutte le
altre radici (Suggerimento: usare (e provare) il fatto che se z `e una radice di
un polinomio con coefficienti reali, allora anche z ne `e una radice).
7. Calcolare z 2 , z 9 , z 20 per i seguenti numeri complessi z
1i
i
1
2
b)
+
i
3i
a)

8.

a) Trovare le radici terze complesse di i


b) Trovare le radici quinte complesse di 1
c) Trovare le radici quadrate complesse di 2 2i

9. Trovare u(x, y) = Re f (z), v(x, y) = Im f (z) nei casi seguenti


17

4 Esercizi

a) f (z) = z 3 + z + 1
3z
b) f (z) =
zz
1
c) f (z) = 2
|z| + 3
10. Scrivere f (x, y) = x2 y 2 2y + 2ix(1 y) come una funzione di z = x + iy.
Risposte
1.

a)
b)
c)
d)

2.

a)
b)
c)
d)
e)
f)

3.

1 + 8i
2+i
2/5
i/2

ei/2
ei
i/4
2e
3i/4
2e
i/2
e
cos(/2 ) + i sin(/2 )
p
a)
5/2
p
b) 13/5

4. Scrivere z = x + iy, x, y R, sostituirla nellespressione, e calcolare il modulo


ricordando lipotesi x2 + y 2 = 1.
5.

a)
b)
c)
d)
e)
f)

z =1i

z = i(3 13)/2

z = i e z = i(1 2)

2(1 + i)/2

7/2 i/2, 7/2 i/2,

z = 0, z = 1, z = 1/2 3i/2

6. 1 + i, 1 i, 1, 2
7.
8.

9.

a) z 2 = 2i, z 9 = 16(1 + i), z 20 = 210

b) z 2 = (1 i 3)/2, z 9 = i, z 20 = 1/2 + i 3/2

a) ( 3 i)/2, i, ( 3 + i)/2
b) 1, e2i/5 , e4i/5 , e4i/5 , e2i/5

c) 4 8ei/8 , 4 8e7i/8
a) u(x, y) = x3 3xy 2 + x + 1, v(x, y) = 3x2 y y 3 + y
b) u(x, y) = 3/2, v(x, y) = 3x/2y
c) u(x, y) = 1/(x2 + y 2 + 3), v(x, y) = 0

10. f (z) = z 2 + 2iz.

18

4 Esercizi

Modifiche dalla revisione del 4 marzo 2015 alla revisione dell11 marzo
2015:
1. pag. 6 riga -2: lungo

corto

2. pag. 18, risposte agli esercizi 7-a), 7-b).

19