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COMUNE DI BELLARIA IGEA MARINA

(Provincia di Rimini)

AUDIZIONE ENTI PUBBLICI


IN DATA 29 SETTEMBRE 2008

Si prega di pronunciare sempre il nome di chi interviene, altrimenti la trascrizione


potrebbe risultare “Intervento?”.
Si ringrazia anticipatamente per la fattiva collaborazione. (N.d.T.)

ING. FARINA?
Dico due parole come sempre, stando attento a non monopolizzare, qualcuno dice che
monopolizzo, ma io devo presentare, semplicemente fare il mio ruolo, cercherò di parlare poco,
proprio per dire che il Comune di Bellaria Igea Marina sapete ha organizzato questa Conferenza
con giornate tematiche, il che non vuol dire che non si possa poi man mano prendere atto dei
documenti che sono pervenuti, delle opinioni anche al di là di quello che è il tema principale
della giornata. Detto questo, credo che gli interventi che ci saranno e i contributi che verranno
potranno essere anche non sicuramente sul documento di Valsat, anche perché non esiste questa
distinzione in assoluto nei lavori della Conferenza.
Detto questo, entriamo un attimo nel merito del tema Valsat. Intanto sappiamo tutti cos’è la
Valsat: è la valutazione ambientale della sostenibilità ambientale e territoriale, introdotta dalla
Legge 20 come obbligo, come documento costitutivo dei piani a cui si riferisce e che
accompagna la formazione dei piani come il quadro conoscitivo, fin dal momento dell’avvio
della loro formazione, quindi il momento specifico che stiamo vivendo. È chiaro che una
valutazione della sostenibilità ambientale e territoriale delle scelte di piano può avvenire
compiutamente solo quando le scelte di piano sono fatte.
Quindi abbiamo un primo tema di cui tenere conto evidentemente durante la Conferenza di
pianificazione, che è quello che non siamo in presenza di un Piano strutturale comunale che
stiamo discutendo, di scelte qualitative e quantitative che l’Amministrazione Comunale fa in
ordine all’organizzazione del proprio territorio, a cui quindi potrà associare, nel momento in cui
adotterà il Piano strutturale comunale, una valutazione della sostenibilità di queste stesse scelte,
cioè una valutazione che prende in esame queste scelte, ne valuti gli effetti di carattere
ambientale, sociale e economico sul territorio e in rapporto a possibili alternative che il piano

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avrebbe potuto perseguire e in rapporto al sistema di obiettivi che si è dato effettui una
valutazione anche quantificabile delle risultanze di queste politiche che il piano mette in atto,
associando questa valutazione a una identificazione di misure atte a valutare nel tempo
l’efficacia delle scelte del piano e qui nasce il problema del monitoraggio e della scelta di
indicatori efficaci e utilizzabili, perché il tema degli indicatori è sempre un tema complesso
perché si deve rapportare poi alla reale possibilità di acquisire i dati, di acquisire nel tempo gli
elementi conoscitivi e rapportarli anche a altre situazioni, in modo da avere dei parametri che
siano espressivi da un lato della realtà e anche affidabili per quanto riguarda la raccolta di questi
elementi conoscitivi.
In prospettiva dobbiamo pensare a un piano che nascerà con le sue scelte normative, grafiche,
con le sue politiche e le sue azioni, accompagnato da una valutazione della sostenibilità di queste
azioni, di queste scelte e di queste norme. In questo momento siamo in presenza di un
documento preliminare di piano, che enuncia alcune criticità, effettua alcune diagnosi sul
territorio di Bellaria Igea Marina, definisce un sistema di obiettivi da assegnare al piano e delinea
alcune scelte di politica urbanistica per questo territorio alle varie scale, da quella sovracomunale
e abbiamo in particolare a cuore il tema dell’integrazione anche con un territorio extra
provinciale.
Abbiamo evidenziato una serie di tematiche che non sto qui a ribadire, imperniate tutte se
vogliamo su una questione centrale che è quella di una pressione antropica determinata su questo
territorio dal processo di urbanizzazione e dal sistema delle attività economiche, in particolare il
sistema turistico e il successo nei decenni scorsi di questo sistema turistico, che ha creato
condizioni evidentemente di forte fortissima pressione antropica, con problemi anche di
congestione fisica e di sostenibilità dal punto di vista della compatibilità con le reti, di necessità
di interventi che siano interventi di acquisizione di livelli di sostenibilità che oggi sicuramente
non sono adeguati a una logica di forte compatibilità e coerenza dell’assetto insediativo con
l’equilibrio delle componenti naturali ambientali, con il principio della sostenibilità inteso come
tutela delle risorse nei confronti delle generazioni future, a partire dal territorio, dallo spazio
fisico del territorio e poi le risorse non riproducibili da consegnare alle generazioni future in
condizioni non peggiori di quelle che abbiamo ricevuto e possibilmente migliori. È un problema
che sicuramente a Bellaria Igea Marina si pone, seppure con differenze anche forti nelle varie
parti del territorio, ma si pone in modo abbastanza evidente.
In questo quadro diagnostico si inserisce un sistema di conoscenze, di obiettivi e di politiche del
Piano territoriale di coordinamento provinciale, adottato lo scorso anno e in fase ormai di
definitiva approvazione, che detta dei criteri, dei principi, delle misure anche prescrittive ben
precise in materia ambientale per la sostenibilità del territorio, che evidentemente queste non
sono negoziabili, provengono da uno strumento sovraordinato e quindi il Comune ne prende atto
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e le applica e le declina, semmai le deve articolare attraverso i propri strumenti sul territorio, gli
strumenti poi sono 3, adesso abbiamo parlando del Piano strutturale comunale ma sappiamo bene
che il quadro normativo si compone poi, è importante ricordarlo sempre, perché non dobbiamo
attribuire al Piano strutturale comunale tutti i compiti che invece in buona misura, in larga
misura saranno normativamente svolti dal Regolamento urbanistico edilizio e anche dal Piano
operativo comunale per le parti da trasformare del territorio.
Il Piano operativo comunale sarà quello che poi determinerà delle scelte anche immediatamente
impegnative per quanto riguarda l’acquisizione di aree pubbliche, la realizzazione di opere
pubbliche, la realizzazione di infrastrutture, gli accordi con i privati per le misure compensative.
Tutto questo per esempio fa parte del Piano operativo comunale, secondo regole che definisce il
Piano strutturale comunale ma fa parte del Piano operativo comunale, quindi questo quadro si
andrà a comporre a quel momento.
Questa è un po’ la situazione che vive Bellaria Igea Marina in questo quadro, che abbiamo
cercato di rendere sufficientemente chiaro nel quadro conoscitivo del Piano strutturale comunale,
anche se necessariamente è un quadro sintetico. Abbiamo fatto dall’inizio la scelta di non
appesantire troppo, almeno all’avvio del procedimento, riservando a questa Conferenza di
pianificazione, cosa che sta facendo mi pare abbastanza efficacemente, il compito anche di
acquisire quegli elementi di conoscenza e di valutazione che i partecipanti alla Conferenza man
mano ritengono utili e necessari per integrare quel quadro. Anziché perdere un tempo magari
lunghissimo per acquisire elementi conoscitivi non magari adeguatamente finalizzabili al
progetto di piano, cerchiamo di fare un lavoro più leggero come lavoro iniziale per poi
arricchirlo strada facendo dei contributi, così sono già venute in questo senso delle indicazioni
dei vari enti che stanno partecipando alla Conferenza e pensiamo possano ancora certamente
farlo.
La Valsat preliminare, tornando all’argomento principale di oggi, è una Valsat che assume un
carattere eminentemente metodologico, nel momento in cui non si applica a un Piano strutturale
comunale con delle scelte quantificate e definite, ma si applica a un documento di indirizzi e di
orientamento, quindi abbiamo cercato in questa Valsat preliminare di identificare quali sono
intanto i temi rispetto ai quali andiamo a confrontarci, cercando di partire da una necessaria
definizione del concetto di sostenibilità delle scelte di piano, da problematiche legate alla misura
e alla valutazione di queste scelte di piano, confrontando poi nel documento di Valsat
preliminare in modo sintetico alcuni di questi concetti di sostenibilità con quello che è lo stato di
fatto come emerge e anche le tendenze evolutive come emerge dal quadro conoscitivo, cercando
di estrarre per quanto riguarda le diverse componenti ambientali e sociali, perché ripeto il duplice
termine “valutazione di sostenibilità ambientale e territoriale” ha un significato ben preciso per la
Regione Emilia Romagna che ha fatto la riforma, quindi associando questi due termini di
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sostenibilità ambientale e territoriale quelle componenti più sensibili dal punto di vista della
valutazione degli effetti.
Sono componenti che riguardano il traffico e la mobilità, che riguardano il rumore, che
riguardano la protezione delle residue porzioni di territorio che hanno un grado di naturalità
significativo: pensiamo al fiume ?Uso?, pensiamo alle parti di territorio rurale ancora integro e
pensiamo invece alle situazioni che viceversa hanno un forte impatto determinato delle attività
economiche e della presenza umana in generale sul territorio, quindi situazioni che dicevo di
congestione e di inquinamento atmosferico e acustico in particolare.
Abbiamo evidentemente un problema invece di sofferenza o di criticità come vogliamo
chiamarla, a seconda del livello di criticità, legato invece alle componenti sociali, economiche e
territoriali e questo riguarda il sistema dei servizi, questo riguarda la qualità dell’assetto del
territorio, la funzionalità del territorio e quindi la sicurezza del territorio, quindi una serie di altre
componenti che vengono sinteticamente messe in evidenza in questo documento come le
componenti più sensibili, illustrando alcuni elementi di valutazione che si possono già trarre dal
quadro conoscitivo.
Su questo il terzo capitolo di questa Valsat preliminare su questo quadro di riferimento
preliminare innesta il sistema degli obiettivi che il documento preliminare del piano assegna alla
formazione del Piano strutturale comunale, a partire dagli obiettivi assunti dal Piano territoriale
di coordinamento provinciale in ordine in particolare agli obiettivi di sostenibilità nella
pianificazione sovraordinata, obiettivi che riguardano sia le risorse naturali sia l’ambiente
umano, quindi obiettivi che potremmo sintetizzare in un termine che è quello della
riqualificazione, quello di tentare di finalizzare ogni intervento che si farà in attuazione del Piano
strutturale comunale a un concorso che l’intervento deve dare a un miglioramento delle
condizioni.
Dobbiamo mettere in gioco le residue possibilità di intervento su questo territorio, dobbiamo
metterle in gioco d’ora in poi soltanto in ragione di una loro utilità rispetto a un progetto di
qualificazione del territorio. Non possiamo aggiungere a un quadro critico dal punto di vista
degli equilibri ambientali e anche territoriali, non possiamo pensare di aggiungere degli elementi
di criticità, non possiamo appesantire l’impronta ecologica, non possiamo rendere più sofferenze
il sistema delle reti che supportano l’organizzazione del territorio, dobbiamo pensare che ogni
intervento che andiamo a ipotizzare per il futuro deve motivarsi in primo luogo sulla capacità di
concorrere a un miglioramento di queste condizioni. Una chiave di lettura dovrebbe essere
questa in un territorio come questo.
Da questo passiamo a un altro capitolo che è sempre in modo sintetico, però tratta quali possono
essere le politiche, le azioni e gli interventi di trasformazione che sono richiamati qui ma previsti
nel documento preliminare, politiche che sono in parte di tutela e di salvaguardia, di messa in
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sicurezza e di qualificazione e sono anche politiche di riqualificazione e di trasformazione del
territorio, compresa anche per dirne una di tutte la scelta base che è quella di rallentare un
processo di crescita demografica, che è tra i più dinamici di tutta la Provincia, che c’è stata negli
ultimi 10 anni in particolare, ma si potrebbe dire anche 20 e che se dovesse procedere con questa
stessa intensità nei prossimi 15 anni riteniamo condurrebbe, il Comune di Bellaria Igea Marina
ritiene in questi documenti che condurrebbe l’estrapolazione al futuro di questi andamenti a una
situazione davvero critica, non sostenibile sotto nessuno dei profili che ho richiamato
precedentemente.
Da qui nasce una scelta di assumere come obiettivo di crescita demografica un obiettivo che è
ridotto, una dinamica ridotta, ribassata l’abbiamo chiamata, rispetto a quelle che si genererebbero
per proiezione degli andamenti che abbiamo alle spalle. Abbiamo un quinto capitolo in cui
discutiamo quali sono le possibilità di monitorare gli effetti del piano e le scelte quindi che farà
in dettaglio, rispetto a questo quadro di obiettivi che abbiamo definito, il piano, quindi
discutiamo in questo documento quali possono essere i criteri per la selezione degli indicatori e
anche in rapporto a quanto specifica la Provincia nel suo documento di Piano territoriale di
coordinamento provinciale.
Anche questo è un tema su cui per esempio abbiamo già ricevuto dalla Provincia di Forlì-Cesena
in questa Conferenza un contributo che consiste nel sottoporci la lista di indicatori utilizzata
nella Provincia nel suo Piano territoriale di coordinamento provinciale e che la Provincia se non
erro suggerisce anche alle amministrazioni locali di utilizzare nella pianificazione locale. Questa
mi sembra un’eccellente occasione, se ne potrebbe già iniziare a parlare oggi se ne avete voglia,
un eccellente modo di assumere già alcuni punti di vista: quello della Provincia di Rimini, quello
della Provincia di Forlì-Cesena, quello nostro che stiamo conducendo in questo territorio
comunale, un lavoro finalizzato alla valutazione specifica non generale su tutte le tematiche che
una Provincia deve affrontare, ma specifica su un caso di studio come potremmo chiamarlo su un
territorio specifico con delle problematiche ben precise il problema della valutazione degli effetti
del piano e del loro monitoraggio, perché questo è il punto su cui credo fin dall’inizio si sono
incentrate giustamente secondo me le attenzioni di noi tecnici e di molti dirigenti e funzionari
delle amministrazioni provinciali, perché sentiamo tutti la necessità, ma credo anche i politici più
attenti, gli amministratori più accorti sentono la necessità di passare da una fase di pianificazione
in cui tutto sommato la prefigurazione del futuro era un po’ fideisticamente affidata al piano, allo
strumento Piano regolatore generale che doveva immaginare una città e un territorio futuro,
sperando poi che le proprie politiche, le proprie norme, i propri progetti andassero a buon fine,
ma questo francamente non era così scontato come spesso si è visto che a buone intenzioni, a
buoni obiettivi, a buoni strumenti teorici hanno poi corrisposto sovente, per ragioni le più diverse

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e spesso le più imponderabili in anticipo e questo è il problema, dei risultati diversi, molto
diversi, se non opposti agli obiettivi che si erano perseguiti.
Da qui il motivo della ricerca di strumenti che ci aiutino a passare dallo strumento piano allo
strumento pianificazione se vogliamo dirlo con uno slogan, da un disegno a un processo, da un
momento in cui qualcuno più o meno illuminato si immagina di potere indovinare un assetto
futuro a un modo invece di valutare insieme tra amministratori e cittadini, tra amministratori
locali e amministratori sovraordinati, ciascuno per le proprie competenze però immaginare dei
momenti di valutazione di quello che sta avvenendo e dell’efficacia quindi poi delle azioni che il
piano mette in gioco, con l’impegno, e qui nasce un problema secondo me anche rispetto alla
Legge 20, di adeguare nel tempo le scelte. Bisognerebbe avere la possibilità e la volontà di
rendere il processo attuativo dei piani un processo molto dinamico, molto capace di seguire le
risultanze di questo tipo di diagnosi nel tempo, che allora ha un senso tutto quello che stiamo
dicendo, altrimenti rischia di essere un’esercitazione astratta.
Qui non tutto è chiarissimo, nel senso che è abbastanza chiaro che il Piano operativo comunale
ha margine di flessibilità rispetto al quadro di indicazioni strutturali che dà il Piano strutturale
comunale, però è altrettanto vero che probabilmente alcuni momenti, per esempio non è
codificato in nessuna parte della Legge 20 quando è che si fanno delle verifiche intermedie di
aggiornamento del quadro conoscitivo tanto per dirne una, che invece secondo me è un tema che
andrebbe affrontato. In qualche piano abbiamo messo, però ce lo siamo un po’ inventati: ogni
Poc ha il compito anche di aggiornamento un quadro conoscitivo, facendo una specie di bilancio
delle prime esperienze condotte attraverso la prima fase di applicazione di attuazione del piano,
però questo per buttare lì anche un altro tema che secondo me ha un suo interesse, soprattutto in
situazioni complesse come questa.
L’ultimo capitolo è dedicato alla problematica, anche qui con un taglio necessariamente secondo
me metodologico sulla stima degli effetti del piano e le misure atte a impedire o mitigare le
eventuali conseguenze negative. Qui lo dicevo anche chiacchierando prima dell’inizio di questo
nostro incontro, il tema è quello di capire dove ci dobbiamo concentrare con la Valsat per non
correre il rischio di richiedere al piano di diventare una serie di progetti e alla Valsat di diventare
una serie infinita di valutazioni di impatto ambientale.
Non è che dobbiamo immaginare, questo non so francamente quanto sia già culturalmente
acquisito nella nostra società, questa distinzione tra un momento valutativo che è un momento
preventivo e anche in corso d’opera come ho detto, però relativo delle scelte di pianificazione e
quindi di strategia di organizzazione del territorio, di funzionalità e di qualità nell’assetto e nel
disegno urbano, territoriale e ambientale, ma non relativo a singoli interventi edilizi,
infrastrutturali, ciascuno dei quali se e in quanto presenterà problematiche di impatto ambientale
sarà assoggettato a studi di impatto ambientale e dovrà seguire questo iter, ma l’iter dello studio
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di impatto ambientale si applica a un progetto ben definito, un progetto infrastrutture, edilizio,
mentre qui stiamo parlando di scelte di pianificazione in cui dobbiamo avere la capacità di
costruire degli scenari che ci aiutino a prefigurare degli esiti senza bisogno di avere già un
progetto definito alle spalle, quindi dobbiamo parlare di carichi urbanistici, dobbiamo parlare di
effetti misurabili certamente, dobbiamo parlare di numeri, dobbiamo parlare di effetti fisici sul
territorio, ma numeri che non ci vengono già da una progettazione di dettaglio, ma ci vengono da
delle macrosimulazioni di effetti possibili.
In questo ci dovrebbe aiutare anche una tavola che abbiamo cominciato a impostare e abbiamo
sottoposto alla Conferenza, una tavola di sintesi delle condizioni ambientali, tavola che abbiamo
chiamato “limitazioni e criticità ambientali”, che dovrebbe essere quella che ci orienta anche a
capire quali situazioni sono più sensibili rispetto ai possibili impatti generati da delle scelte
urbanistiche. Con questo si conclude un po’ questo ricapitolo da parte mia di un indice di questo
documento, che vuole essere un documento snello, un documento di riflessioni di carattere
metodologico, per costruire e condividere una serie di scelte relative sia all’individuazione delle
problematiche che riteniamo più sensibili, sia degli obiettivi che riteniamo più qualificanti, sia
dei metodi di valutazione degli effetti, sia dei metodi di valutazione delle scelte, delle procedure
e delle tecniche per il monitoraggio di questi effetti, quindi tutto il tema sugli indicatori. Questo è
un po’ lo schema del ragionamento.
Su questo, e concludo, si innesta come sapete bene – perché ne abbiamo già accennato le scorse
volte – la problematica o l’insieme di problematiche derivanti dall’applicazione della nuova
normativa nazionale e regionale relativa all’applicazione della Valsat, del procedimento di
valutazione ambientale e strategica nella formazione dei piani. Il Comune di Bellaria Igea
Marina ha informato, d’accordo con la Provincia di Rimini, gli enti partecipanti alla Conferenza
che ai sensi della Legge regionale 9 /2008 e delle intese intervenute con la Provincia si
attribuisce a questa Conferenza di pianificazione anche il compito di essere conferenza che
raccoglie le indicazioni degli enti che costituiscono autorità ambientali in materia ambientale, per
dare avvio alla procedura di Vas.
Come sapete è una procedura che nei contenuti di fatto la Regione Emilia Romagna riconosce
come procedura sostanzialmente analoga a quella di Valsat, ma si differenzia sia perché la
procedura di Vas ha una terzietà di un soggetto che interviene in quanto soggetto a cui la Legge
richiede di esercitare questo ruolo di valutazione, non è un’autovalutazione che fa il Comune
all’interno del procedimento, non è una valutazione di sostenibilità che accompagna come
abbiamo detto fino a adesso la formazione del piano, ma è un giudizio che viene espresso
sostanzialmente avendo acquisito, oltre che le proposte e i materiali del Comune, anche i pareri
specifici degli enti che hanno competenze in materia.

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Questa è la prima differenza, l’altra differenza – sto parlando delle differenze fondamentali – è
quella di un coinvolgimento ancora più diretto di quanto non faccia la Conferenza di
pianificazione, la Conferenza di pianificazione tutto sommato comporta un coinvolgimento
indiretto dei soggetti della società civile attraverso associazioni, con questa apertura della
Conferenza, quella che facciamo per esempio nei pomeriggi di queste giornate, alla
partecipazione di associazioni e di enti rappresentativi della società civile in tutte le sue
espressioni.
La procedura di Vas amplifica un po’ questa componente di partecipazione, richiedendo anche al
Comune precedente o comunque al soggetto precedente di redigere a questo fine, e questa è una
cosa che ci avvicina alla procedura di valutazione di studio di impatto ambientale, un documento
che viene chiamato “sintesi” in linguaggio non tecnico, proprio per facilitare anche questo
dialogo. Questo è anche un altro tema che metto sul tappeto, perché dobbiamo concordare credo
anche le modalità attraverso le quali dobbiamo redigere questo strumento e farlo circolare, farlo
diventare un elemento di dialogo e di partecipazione effettiva, che consenta a tutti i cittadini di
esprimersi su questa cosa.
Mi fermerei qui, nel senso che questi sono un po’ i temi che in particolare attraverso questo
settore della Valsat – Vas abbiamo toccato, adesso ascoltiamo un po’ gli interventi e entriamo
nel merito di quanto riterrete utile trattare.

RAPPRESENTANTE DELLA PROVINCIA


Come hanno detto già i miei colleghi – io non ho partecipato la volta scorsa alla Conferenza –
interverremo con un contributo scritto, quindi rimango un po’ sul generico dicendo che leggendo
la Valsat preliminare ovviamente in questa fase mi sono concentrata un po’ non tanto sul quanto
i temi erano stati approfonditi, ma proprio sull’indice e direi che i temi principali mi sembra
siano stati tutti affrontati.
Per quanto riguarda il tema degli indicatori, ho visto che sono stati acquisiti quelli che avevamo
già suggerito come Provincia, sono stati proprio riportati integralmente. È ovvio che in una fase
successiva, quando il documento sarà più definito e quindi anche tutti gli aspetti saranno stati
analizzati in modo più approfondito, ci concentreremo su quali possono essere quelli che
dovranno essere più dettagliati e quelli invece che potranno essere affrontati in modo più
superficiale. Sugli indicatori direi che, considerando che comunque avete seguito una griglia
molto dettagliata, direi che in una fase successiva si potrà andare a definire meglio quali sono
quelli da utilizzare maggiormente.
I temi, anche sugli obiettivi generici, sono condivisibili, sono quelli anche che come Provincia
avevamo indicato sul Piano territoriale di coordinamento provinciale, il tema della
riqualificazione importantissimo, il tema della pressione antropica, per cui sono tutti temi che
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andranno approfonditi e dovranno essere approfonditi, però in questa fase direi che sono stati
tutti affrontati.

ING. FARINA?
Ci può anticipare, è già in grado di anticiparci quando orientativamente la Provincia ritiene di
potere presentare il proprio contributo? Anche perché a nostra volta riteniamo di dovere non
tanto e non solo rispondere a questo contributo, quanto implementare questo contributo
all’interno dei documenti che abbiamo predisposto. Vorremmo concludere la Conferenza con dei
documenti integrati e emendati a seguito delle indicazioni che abbiamo ricevuto, per
programmare un po’ il lavoro a noi non dispiacerebbe sapere, parlo proprio dal punto di vista
tecnico adesso e non politico.

RAPPRESENTANTE DELLA PROVINCIA


Sto già analizzando tutta la documentazione, quindi ci sto già lavorando. Devo capire anche un
po’ i tempi dell’urbanistica, perché l’intenzione è proprio quella di dare un contributo
complessivo e unico, non diviso per uffici. Sinceramente in questo momento non saprei dire.

RAPPRESENTANTE CONSORZIO DI RIMINI


Provo a ripercorrere quello che sostanzialmente abbiamo puntualizzando come Consorzio di
Rimini e a vedere quali sono i passi successivi che vorremmo fare. Sostanzialmente voi tutti
sapete che all’interno del Comune di Bellaria Igea Marina ci sono numerose criticità sul reticolo
minore che devono essere affrontate e disciplinate, criticità che derivano da temi che avete
sollevato come quello dell’antropizzazione massiccia che c’è stata in questi ultimi 30 anni, ha
coinvolto il Comune di Bellaria Igea Marina e quindi ha di fatto ingessato la rete. Rende difficile
degli interventi di ricalibratura delle sezioni idrauliche, quindi bisogna prevedere e disciplinare
tutta una serie di interventi, di attenuazione delle portate sui nuovi insediamenti, sulle previsioni
di piano, che devono essere disciplinati.
Intenderei procedere come già fatto in altre occasioni, l’Ing. Farina conosce documentazione che
non so se è esaustiva, ma ci ha permesso di fare una prima inquadratura di quelle che sono le
criticità in altre situazioni limitrofe al Comune di Bellaria Igea Marina, per cui intenderei
procedere in questo senso facendo una verifica dell’ufficiosità della rete, proprio per potere dare
in termini pragmatici quelli che sono i vincoli da mantenere e le distanze rispetto alle
canalizzazioni del Consorzio.
Come già ho accennato, abbiamo un regolamento che può essere da voi esaminato e che prevede
sui nuovi interventi urbanistici l’attenuazione dei picchi di piena con dei sistemi di laminazione,
che cerchiamo di ridurre al minimo, quindi in un’ottica di pianificazione chiaramente cerchiamo
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di compartimentare questi impianti e quindi fare sì che la progettazione idraulica – questo ve lo
chiedo – segua quella che è la progettazione urbanistica. È chiaro che ci possono essere degli
interventi che riguardano un reticolo urbanistico già tessuto, ma parliamo di piccoli interventi sui
quali, invece di prevedere dei macroimpianti, se non è possibile cerchiamo di intervenire
direttamente sul lotto attraverso il sovradimensionamento della rete fognaria, opportunamente
calibrato, quindi l’invaso in questo caso viene realizzato in linea.
Il passo ulteriore che vorremmo fare, vista la presenza dei colleghi di Cesena e l’Ing. Benaglia
poi potrà ovviamente integrare e puntualizzare meglio quello che sto dicendo, vorremmo vedere
di fare uscire un parere congiunto. Adesso non penso ai regolamenti specifici, perché
chiaramente ognuno ha delle disposizioni particolari su quella che è la disciplina delle
urbanizzazioni in senso stretto, ma a livello di gestione generale degli interventi e dei
macrointerventi vorremmo condividere con il Consorzio di Cesena a noi limitrofo un parere
congiunto, quindi darvi in questo caso un’uniformità di giudizio. In questa settimana incontro i
colleghi di Cesena e cerchiamo di focalizzare un po’ quelli che sono i punti comuni di questo
presidio idraulico del territorio e al di là delle prescrizioni nostre di regolamento o di quelle dei
nostri colleghi cercheremo di condividere un’opinione su quella che è la sicurezza idraulica del
territorio di Bellaria.
Non ho un punto di sintesi, non so dirvi quali elaborati cartografici, ne parleremo questa
settimana e vedere come disciplinare questa sinergia è un tema che affronteremo questa
settimana, quindi nel corso dei prossimi incontri saremo sicuramente più precisi da questo punto
di vista.

ING. BENAGLIA
Integro l’intervento del mio collega, sono Chiara Benaglia del Consorzio di bonifica Savio
Rubicone. Intanto premetto che abbiamo già mandato un parere in data 02 settembre, con allegati
gli (sic), e volevo accertarmi che tutto il materiale fosse pervenuto. Questo parere è il primo, ne
seguirà un secondo congiunto con i colleghi del Consorzio di Rimini, comunque il tenore non
sarà modificato, ci sarà giusto qualche precisazione che faremo integrata con i colleghi del
Consorzio di Rimini.
Invece rientrando nel discorso della Valsat, volevo avere un chiarimento. Gli indici sulla
sicurezza idraulica e anche sull’inquinamento attuale della rete idraulica quali sono e come sono
stati valutati? In più volevo evidenziare che nel 2007 è uscita una Legge regionale, la Legge
regionale N. 4 /2007, che all’Art. 4 dice che tutti gli scarichi diretti o indiretti nei canali di
bonifica, e sono molti perché molti canali di bonifica tombinati sono in realtà ormai fognature
miste del Comune di Bellaria Igea Marina, sono soggetti a un parere di compatibilità idraulica e
irrigua da parte dei consorzi di bonifica, idraulica che praticamente è lo stesso discorso
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dell’invarianza idraulica che faceva l’Ing. Cicchetti, cioè che comunque il Consorzio deve
intervenire segnalando se questo… questo microfono fischia, non so come metterlo!
Il parere di compatibilità idraulica praticamente consiste nel dichiarare se il corso d’acqua è
idoneo o meno a recepire ulteriori portate, quindi ci può anche essere il caso di nuovi lotti che
seppure laminati e quindi con l’invarianza idraulica non possono recapitare in un corso d’acqua
esistente, perché già è al limite della sua ufficiosità, quindi è molto importante che anche per gli
scarichi indiretti questo parere venga sempre chiesto ai consorzi, non solo per gli scarichi diretti,
anche perché è dovuto per legge, la Legge regionale 4 /2007.
Il parere di compatibilità irrigua, invece, è legato al fatto che molti dei nostri cavi di bonifica,
ovviamente quelli a cielo aperto, sono invasati in altri comuni, perché a Bellaria ancora almeno
da parte del nostro Consorzio non c’è nulla, sono invasati a uso irriguo con le acque del ?Cer? e
siccome la rete nella zona del Rubicone è in ampliamento, avendo il Piano strutturale comunale
un orizzonte temporale molto lungo e essendo possibile che nell’orizzonte temporale avvenga
effettivamente questo ampliamento della rete del Cer che ci consente di invasare i canali di
bonifica con le acque a uso irriguo, è bene segnalare anche che tutti gli scarichi diretti o indiretti
nei cavi di bonifica sono soggetti, in caso di canali invasati a uso irriguo, anche a un parere
qualitativo da parte dei consorzi, non solo quantitativo. In pratica oltre a verificare le quantità
d’acqua che dobbiamo veicolare, dobbiamo anche accertare che siano compatibili con l’uso
irriguo successivo che se ne deve fare e questo molte volte vuol dire andare anche a limiti più
restrittivi rispetto al 152 /2006, che è il decreto legislativo di riferimento per gli scarichi in acque
superficiali.
Volevo sapere, non avendo potuto leggere completamente la Valsat, quali sono gli indici che si
riferiscono sia all’ufficiosità idraulica che al livello di qualità delle acque adesso in Comune di
Bellaria Igea Marina e questi indici più o meno che risultati hanno dato.

DOTT. DANIELE ?BAVALINI?


Daniele Bavalini per la Provincia di Forlì-Cesena. Il contributo che portiamo come Provincia
confinante in sede di Conferenza di pianificazione è legato all’argomento che oggi in qualche
modo è stato dibattuto, ma si allarga a quelli che sono stati i temi trattati anche nelle sedute
precedenti, un contributo scritto arriverà presumibilmente per la data del 22 ottobre e in merito a
questo chiedo anche conferma se viene confermato il calendario dei lavori, o se verosimilmente
subirà qualche modifica, perché questa è la tempistica rispetto alla quale procedevamo con i
lavori anche da parte nostra.
Rispetto a quello che è l’argomento specifico, ossia la Valsat, ci sentiamo di condividere e
apprezzare il lavoro svolto dal punto di vista della metodologia che è stata illustrata sia dal
progettista Ing. Farina sia dalla lettura che si può ricavare dagli elaborati. Rispetto alla
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metodologia si riconosce un carattere di processualità, nel senso che viene posto in evidenza
come è una valutazione che si attesta su dei livelli di dettaglio che sono quelli propri di una
conferenza di natura istruttoria, pertanto un contributo più definitivo rispetto a questa valutazione
non può che essere successivo a questa fase di lavoro. Tuttavia si conferma apprezzamento anche
per quello che emerge, che in qualche modo è delineato da tutta la trattazione, ossia
un’attenzione particolare anche sul livello e sul rango che le varie problematiche possono
assumere, nella fattispecie in quanto provincia confinante chiaramente si ha un occhio di
riguardo rispetto alle tematiche in qualche modo di natura sovracomunale, che possono investire
la Provincia di Forlì-Cesena, ma non solo su questo.
Se di richiesta si può parlare, in questo senso avanziamo questa suggestione, ossia che vengano
poste il prima possibile in evidenza le eventuali esternalità che scelte di piano, a oggi magari
ancora in discussione, però da qui al proseguo dei lavori possono in qualche modo determinare.
Abbiamo discusso se non erro nella seduta precedente del possibile ampliamento di quello che è
per la Provincia di Forlì-Cesena il polo produttivo di San Mauro – Savignano, che si andrebbe
eventualmente ragionando in termini di insediamento, di conurbazione a fini produttivi a
ingrandirsi a seguito delle previsioni del Piano strutturale comunale di Bellaria Igea Marina, che
va a allocare due nuove aree produttive non in contiguità, comunque di sicuro in posizione che
intrecciano forti relazioni. Si è preso atto anche di questo, si è più volte… (interruzione di
registrazione) perché gli esiti siano i migliori a seguito di queste trasformazioni, quindi in
questa sede si conferma l’apprezzamento, sottolineando come questo carattere di processualità
che l’intera Valsat assume e evidenzia porti in qualche modo avanti con attenzione particolare le
problematiche di natura anche transprovinciale, se questo termine si può usare.
Chiudo l’intervento con un richiamo a quello che già l’Ing. Farina aveva citato, ossia il lavoro
che la Provincia di Forlì-Cesena fa rispetto al tema della Valsat, a un livello di pianificazione
comunale, ossia predilige un set di indicatori che vengono consegnati ai comuni nel momento in
cui vanno a redigere i propri strumenti urbanistici. In questo senso chiaramente va da sé che il
Comune di Bellaria Igea Marina agisce all’interno del Piano provinciale della Provincia di
Rimini e rispetto a questo attua tutte le coerenze e da questo è garantito, quindi il contributo è da
assumere semplicemente come una base conoscitiva, non tanto di confronto ma semmai di
eventuale integrazione in quanto territori posti al confine. Questo è un tema che più volte è
emerso nel corso delle sedute.
Ripeto e concludo con l’intervento, ribadendo una richiesta alla quale mi è sfuggita la risposta
fatta in una seduta precedente, ossia l’indicazione cartografica del documento preliminare riporta
l’indicazione di un’area, a oggi a uso rurale, posta al confine con il territorio di San Mauro, che
se non erro dice “ex area discarica”: rispetto a questa quali sono le ipotesi e le politiche che il
Piano in qualche modo introduce, o se semplicemente viene riconsegnata al rurale. Concludo qui
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Comune di Bellaria Igea Marina
l’intervento e ringrazio per l’esposizione che anche questa volta è quanto mai chiara da parte del
progettista.

INTERVENTO FUORI MICROFONO

DOTT. DANIELE ?BAVALINI?


La mia richiesta non era tanto per avere la certezza che la data fosse proprio quella, ma era
piuttosto se era ancora aperto il periodo in cui presentare questi contributi, se verosimilmente era
abbastanza attanagliato questo calendario, o se invece si poteva presumere di andare oltre.

INTERVENTO FUORI MICROFONO

ING. FARINA?
Per quanto riguarda lo stato di qualità delle acque superficiali e sotterranee, noi abbiamo nel
quadro conoscitivo cercato di sintetizzare nel fascicolo B, nel quadro conoscitivo quello dedicato
al sistema naturale ambientale, alcuni elementi di conoscenza preliminari al capitolo che riguarda
per esempio il reticolo idrografico e la qualità delle acque, che utilizza in prevalenza la relazione
analitica sulla rete di secondo grado che è un documento realizzato dall’Arpa sezione di Rimini
nel 2006 e i documenti a supporto conoscitivo del Piano di tutela delle acque regionale, redatti
anche quelli da Arpa nell’agosto 2006, con quindi il livello di inquinamento espresso dai
macrodescrittori, l’indice biotico, lo stato ecologico dei corsi d’acqua, le varie classi, le varie
sezioni.
Questo riguarda anche le acque sotterranee, anche per esse i documenti più recenti che almeno
abbiamo potuto consultare sono quelli relativi alle indagini, agli studi che sono stati prodotti in
occasione del Piano di tutela delle acque… (intervento fuori microfono) sì, sulla rete minore
no, poi posso accettare meglio a Bologna, perché questi documenti sono sempre una sintesi di
materiali acquisiti, non ho la certezza assoluta che siano tutti, anzi poi essere che ne abbiamo
degli altri, però secondo me sulla rete minore non abbiamo un grado di conoscenza adeguato alle
problematiche che abbiamo discusso insieme e quindi questo riguarda in particolare anche
l’ufficiosità delle reti artificiali. Il problema di una valutazione di efficacia è un problema che si
pone generalmente in modo abbastanza grave, quindi la valutazione che abbiamo in animo con la
vostra collaborazione di fare credo che sia propedeutica a fare delle scelte migliori dal punto di
vista normativo e dal punto di vista della gestione del territorio.
Non so rispondere invece per quanto riguarda quello che avviene, e non so se l’Arch. Masini che
è a fianco a me è più informato, probabilmente lo è, però qual è la prassi in questo momento,
qual è lo stato dell’arte per quanto riguarda le procedure che riguardano l’autorizzazione agli
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scarichi, la valutazione etc. da parte del Comune. Su questo credo che sarebbe utile fare il punto
della situazione, proprio anche qui per vedere come disciplinare in modo più efficace per il
futuro queste cose, anche in norme che possono essere norme di Regolamento urbanistico
edilizio per esempio, non necessariamente qui è il Piano strutturale comunale forse che darà, ma
forse è un uso un po’ più quotidiano della norma proprio di gestione del singolo intervento
edilizio, che sfugge al Piano strutturale comunale inteso come piano di strategie.

INTERVENTO?
Volevo dire che non abbiamo al momento recepito a livello di procedure le indicazioni che lei
richiamava da Legge regionale, ma questo più in generale per anche in passato, soprattutto per
gli interventi soggetti a piano particolareggiato, mi risulta non siano stati chiesti in tutti gli ambiti
dei pareri preliminari. Ce lo siamo ripromessi in sede di adeguamento e credo che sicuramente è
una tematica da riportare all’interno della strumentazione urbanistica, perché credo anche in
termini di discorsi sull’invarianza idraulica non siano mai stati affrontati in questo Comune,
quindi l’auspicio anche mio è che si trovi un recepimento su sollecitazioni precise in questo
senso.

ING. FARINA?
Abbiamo già avuto occasione di dirlo, lo ripeto per chiarezza che sul piano tecnico è nostra
ferma intenzione fare diventare questi contenuti contenuti che esprimono tecnicamente il
concetto di sostenibilità delle scelte del piano, quindi accompagnano la formazione del piano e
l’attuazione del piano nelle sue fasi più salienti, quindi al momento in cui è corretto introdurle e
cioè sia nella fase, come voi giustamente avete richiamato, di decisione circa i provvedimenti di
trasformazione del territorio e non successiva per intenderci, ma anzi propedeutica e
condizionante questi interventi, poi c’è il problema giustamente di un adeguamento di situazioni
che sarà un problema non piccolo anche questo di adeguamento di situazioni invece che sono già
in qualche modo critiche e non consentono interventi di nuova progettazione dell’assetto
infrastrutturale, però richiedono ugualmente interventi di adeguamento e sovradimensionamento
delle reti, quelli che anche lei richiamava.
In questo senso credo che davvero l’occasione della formazione del piano, ma già questa
occasione della Conferenza, ringrazio anche tecnici di questa disponibilità da parte dei consorzi,
già anche per i materiali che abbiamo ricevuto, è davvero l’occasione per fare il punto della
situazione e chiarirci le idee puntualmente e tecnicamente su quello che è necessario e opportuno
fare, su quelle che sono le condizioni a cui assoggettare gli interventi.
Non ci accontentiamo di fare discorsi e auspici, ma dobbiamo mettere in fila delle condizioni che
fin dalla chiusura della Conferenza secondo me possono formare oggetto di una acquisizione da
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Comune di Bellaria Igea Marina
parte della Conferenza di questa consapevolezza, tecnicamente motivata dalla necessità che
alcuni obiettivi di adeguamento siano posti a base delle scelte della pianificazione, in modo che
questo diventa anche nei confronti penso già all’accordo di pianificazione con la Provincia, a me
pare che questo sia uno dei temi su cui l’accordo di pianificazione con la Provincia, che è un
paletto che condiziona anche tutto il processo di formazione e approvazione definitiva del Piano
strutturale comunale, per cui siamo tutti certi che questo tipo di compito la Conferenza l’ha
svolto in modo utile, non ci siamo scambiati delle opinioni ma abbiamo assunto delle decisioni,
delle determinazioni come dice la Legge, determinazioni conclusive della Conferenza.
Riguardo agli altri temi che ha sottoposto l’architetto della Provincia di Forlì-Cesena, io credo
che per quanto riguarda le esternalità e in particolare il possibile ampliamento del polo
produttivo etc. siamo un attimo in stand by, per capire anche un po’ rispetto a alcune tematiche
del Piano territoriale di coordinamento provinciale qual è il punto di vista della Provincia di
Rimini su alcune tematiche che abbiamo introdotto anche non dico provocatoriamente, ma come
problematiche come lo sono e come secondo me è corretto fare nel documento preliminare. La
sollecitazione amichevole che faceva la Provincia era proprio per capire come poi possiamo
tentare di chiudere un po’ il cerchio di queste considerazioni, in modo da assumere delle
valutazioni che siano non semplicemente la risposta del Comune o un approfondimento del
Comune, ma già anche tengano conto degli altri contributi che emergono dalla Conferenza, in
particolare in questo caso il ruolo della Provincia è evidente che è un ruolo determinante.
Il chiarimento forse avevo dimenticato nelle scorse occasioni di darlo, noi abbiamo indicato nella
tavola che accompagna il documento preliminare quell’area al confine con il territorio di San
Mauro nord – ovest per il territorio di Bellaria come area sensibile, area da riqualificare in
quanto oggetto di una ex discarica, quindi è un tema che comunque sottolineiamo come tema di
pianificazione. Sul tappeto in questo momento il Comune di Bellaria Igea Marina ha una
riflessione, una proposta, non so a che livello ma ce lo può eventualmente chiarire l’Arch.
Masini, sul tema di un utilizzo di quest’area o parte di quest’area come sede di un impianto di
produzione di energia foto-voltaica, tema sul quale – aggiungo io di mia iniziativa – credo che
dobbiamo prestare attenzione dal punto di vista della pianificazione, perché lo stato normativo a
livello nazionale liberalizza in modo piuttosto forte questa tematica.
Ritengo che sia assolutamente corretto affrontare questa tematica e utile, perché è evidente che
questa tematica, queste applicazioni vanno nella direzione giusta della produzione di energia
sotto forme sostenibili a tutti gli effetti, certo che nel concetto di sostenibilità bisogna che ci
mettiamo anche quello della compatibilità con altri obiettivi di riqualificazione del territorio e del
paesaggio sotto vari profili, sotto il profilo del paesaggio inteso come qualità percettiva del
paesaggio, come coerenza anche, visto che queste superfici tendono poi a essere vaste superfici

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Comune di Bellaria Igea Marina
con il rischio di introdurre una sorta di nuova impermeabilizzazione del territorio, bisogna capire
come… (intervento fuori microfono) già dalle indicazioni esatto.

INTERVENTO?
Già da altri comuni sono pervenute queste sollecitazioni a capire bene, perché dal punto di vista
regionale non ci sono state…

ING. FARINA?
Esatto non ci sono state, infatti c’è una grande spinta diciamo la verità. Anche in questo caso
credo che sia interessante, abbiamo un nuovissimo Piano territoriale di coordinamento
provinciale, abbiamo un’idea sul tappeto, abbiamo un’area che comunque va recuperata dal
punto di vista ambientale, cerchiamo di capire come potrebbe essere un’applicazione progettuale
normativa che tiene conto di questo. Però stiamo parlando di cose che sono in fase di esame, di
riflessione, di discussione, l’abbiamo annotata come problematica che è giusto riteniamo in
questa fase non tenere in un cassetto, ma fare emergere. Questo è un po’ lo stato delle cose per
quanto riguarda quell’area.
Mi pare di non avere altre questioni che sono state toccate.

ING. BENAGLIA?
A livello procedurale mi rivolgo più che altro all’Arch. Masini del Comune. Noi con altri comuni
più grandi, per esempio Cesena, Cesenatico e Cervia, essendo ormai tante le normative su cui ci
si deve esprimere con un dedalo a volte quasi inespugnabile a livello di orientamento, con i
comuni principali abbiamo adottato la regola della Conferenza dei servizi a cui loro invitato
sistematicamente anche il Consorzio, poi il Consorzio valuta ovviamente se è di propria
competenza o meno confrontando se l’intervento ricade o meno in un bacino idrografico di sua
competenza, in caso non ricada ovviamente segnala che siamo estranei all’argomento, in caso
invece ricada veniamo in Conferenza e lì ci esprimiamo su tutto, quindi distanze, compatibilità
idraulica, compatibilità irrigua, invarianza idraulica etc..
Con i comuni minori abbiamo invece adottato, e mi riferisco soprattutto ai comuni del Rubicone
San Mauro Pascoli, Savignano, Montiano, Gambettola, la procedura dello Sportello Unico, al
quale anche a questo veniamo invitati sistematicamente con la stessa metodologia. La differenza
è che mentre con i comuni principali si va in Conferenza dei servizi essenzialmente per dei Pua o
per dei piani particolareggiati, allo Sportello Unico invece per i comuni minori di dimensioni più
simili a quelle di Bellaria Igea Marina si va in Sportello Unico anche per interventi singoli,
quindi noi diamo la disponibilità anche a ricevere le convocazioni per gli interventi singoli e
anche per i singoli permessi di costruire, a dare se richiesto dal Comune un contributo
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sull’invarianza idraulica e in quella sede ci esprimiamo su tutti gli aspetti, in modo che con
un’unica seduta praticamente si risolve tutto l’iter di pareri che dobbiamo dare.

ARCH. MASINI?
Vediamo se è possibile da un periodo di breve definizione capire se è il caso di attivare questo
tipo di procedimento anche per i singoli interventi edilizi, è necessario secondo me fare una
verifica anche come Amministrazione Comunale se è il caso di attivare da subito queste
procedure, oppure è necessario un passaggio di tipo normativo istituzionale…

INTERVENTO FUORI MICROFONO

ING. FARINA?
Questo, oltre che un appesantimento dei tempi, è anche un appesantimento dei costi e delle
risorse in generale, questo è vero. Diventa un modo per migliorare l’efficacia proprio di tutto il
procedimento.

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