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COLLABORATOR! LA COSTITUZIONE DOGMATICA SULLA DIVINA RIVELAZIONE Testo latino dello Schema prec Revelatione » Traduzione italiana del testo promulgato Esposizione e commento ELLE DI Cl , TORINO LEUMANN ro Bed aprile 1966 Visto, nulls osta INPRIMA’ Cen, M. Mi 0 (Ast prefazione La Costituzione dogmatica sulla divina Rivelazione e quella sulla Chiesa si possono considerare come i documenti-chiave del Concilio ecumenico Vaticano I, sia per la ricchezza det loro con- tenuto e la loro reciproca complementarieta, sia per il rapporto di dipendenza dottrinale degli altri documenti conciliari da questi La Chiesa, cosciente dessere detentrice di un messaggio che ba ricevuto da Dio per comunicarla integro agli nomini, ne ba fatto oggetto di un attento ed appassionato esame nel clima di quel general ecumenico, che mira comprensione d rinnovamento biblico, liturgico, teologico, pasto- Javorire una sempre maggiore asi Ricelazione, la quale come ¢ stata i primo misterioso intervento divino nella storia dell’umanita, ituisce pure la prima categoria del Cristianesimo. atti, soprannaturalmente si rive venendo e guidanda le diverse e progre za, che Egli svolge ed attua in vista del Cristo e di Cristo ¢ della sua Chiesa. Cid sig e storicamente considerate, Ia Rivelasione 2 Dio stesso condo un piano defini omini, inter fa storia della 1 mistero fica che, attivamente tun dialogo di veritd e di amore mediante una ineffabile donazione di sé all’uomo la salvezea, Ne consegue che, va parte mm linguaggio umano, 10 dello Spirito Sa PARTE PRIMA Storia della Costituzione dogmatica «Dei verbum» (UMBERTO BETTI, OFM il recente e sempre in atto progresso reologico accreditava 8 suffcienza, Le brevi annotazioni storiche sulle alterne vicende che Ia Costituzione Ia dovuto attraversute aivteranno un po’ a ren- dersi conto delTimpegno con i ata elaborata, e a meglio ca sulle divine |. PREPARAZIONE DELLO SCHEMA « DE FONTIBUS REVELATIONIS » Dopo aver manifestato, i 25 gennaio 1959, Vintenzione di conyocare il Concilio ecumenico, Giovanni XXIII il 17 maggio seguente nomind una Commissione antepreparatoris, presiedua i, con il compito di « pren- dere gli opportuni contatti con Pepiscopato cattolico delle varie nazioni per avere consigli ¢ suggerimenti; raccogliere le proposte formulate dai sacri Dicasteri della curia romana; tracciate le lines sgenetali degli argomenti da trattare nel Concilio, uditi anche i pareri delle facolta teologiche e canoniche delle universitd catto- liche »2. Prese cost Pavvio Ia consultazione davvero a raggio riprese a manifestare i loro sneer Infine, fecendo seguito a due incontri dei rettori delle universita e atenei ccclesiastici e dei delVopera colletiva , T, Problimes fondamentau, presidi delle facolta teclogiche con sede in Roma, tenuti rispet- io 1959, con letera del 18 dello stesso giore importanza e attualita*, 1. Indicazioni della consultazione preconciliare persone od Tichiamata Vipportaea eapitale pet la Chis. si chiede che venga trattato tenendo conto del progresso teologico degli ultimi decenni, che ha portato acquisizioni nuove rigoardanti sia Ia Scrit- tra che la Tradizione. “Le proposte del vescovi e degli sliri prelati sono contenute in Acta et documenta oecumenico Vaticeno II apparando. Seties T (ante SS. Congregations Seat 6b dplen is sul altG2 96: et dts ot docwmenta Sei Indices, 429. 15 Delle sacre Congreyazioni zomane, io si occupa della cosa da un punto di vista strettamente dottti- nale. Essa propone in particolare che: sia riaffermata Voggettiviti tone fatto contenate nella Seritrura (Aste et docantent, 1, pp. 36s. © 72). J. Ampaya vescovo di MondetedoFeral © J. Ee soche nel voto delfuniverid Comillas (cf. note 8), chiedono che il Con- ‘pronunvi sulla sentence di alcuni recent irenisti i guall cisengouo sero deposito zivelato & contenuto nella Scittura ¢ atribuiscono alla 4 tzasmetterlo, proporlo © spiogatlo (Acta ‘oelmente de eo pt ban pmo oppo aa Itt deo «non avendo ben compreso il pensiero di quel Conclio, hanno ritento Te Scritura ¢ la Tradione come duc foost disinte della Rivela- mente un‘unica foate, di modo che Ie viva della prima » (Arta ef documenta, se. 6 F hapordade: Jaa role puke della divina Rivelazione} sia ripetits la doterina cattolca sull’au- ento alla storicita dei Vang ‘Tradizione senza tacere anche coneretamente suggetito che questi argomenti vengano trattati dal Concilio in un’apposita Constitutio ¢ 89. Con intent! prevalentemente sono fatte dalla S. Congregazione dei 2. Elaborazione dello Schemia da parte della Commissione teologica preparatoria rendre Ia Commissione teologica wanni XXII il 5 giugno 1960. Composta i, in qualitd di membri o consultoti, card. A. Ottaviani ed aveva per segtetat complessivamente una settantina di Papa in tempi suecessivi", Come gli altri organismi allora isti- tuiti, essa era subordinata alla Commissione preparatotia centrale, 24 aprile 1960, approvazo dal Rettore Magnifico E. Vogt © da alisi 18 pro- fessor di indisctibile valor, anche se qualeuno di essi proprio allora veniva rmalfareto non poco. Questi erano i temi principal indicat € le soluciont suggerive: 2. Sin snilenata Vmpottancn fondamentale della fede per In salveza se da parte protestants ci sono stat ¢ ei sono al riguardo posizioal olan su una Hines di presieduta dallo stesso Sommo Pontefice, personalmente 0 per Ta 8. Serittura, la sacra Tradi- Scrittura © la Tradizione fu sum Constitutionis de fontibus zione di Leone XII nellEnciclica Providentis 18 novembre 1893, Tale catisma fu personale quanto tali, e guindi non competeva a tutta la comunita. la Scrittura, @ fonte di Rivelazione anche la divina quale non spiege soltanto il contenuto della Scrit- tura, ma trasmette anche verita in essa non contenute. 5, Dicasteo presidente della Commissione teologica. Ne vennero fuoti 4 Schemi siassuntivi: sulla Chiesa; sulle fond della Rivelavione; sal depo- sito della fede; sullordine moral. "Gir, Acta et documenta 1, 95 © 98, storica, non determina l'ispirazione divina; Ja quale percid rimane verith religiose; al contratio, Ja natrazione stesse, la quale percid & di natura propriam: 8) Gli autoti dei Vangeli, anche se ciascuno di essi & stato induenzato de una propsi teclogiae dala fede della Chie pi mitiva, hanno siferito fedelmente i fatti e le parole di Cristo. 9) La Scrittura non & stata affidata da Dio ai singoli fedeli, -bbene Ja lettura della Seri ia da raccomandarsi.a tutti perd conviene nello stesso modo, ¢ per ciascuno dovuta preparazione. Della Scrittura non si deve dare una spiegezione solo lologica 0 secondo le norme della critica letteraria; 2 necessario ‘non ptescindere dalla Tradizione e dal magistero ecclesiastico. 20 deta « Vulgata », da extore in cose di conveniente, sebbene vera, ha un sapore troppo stanti di accusarci di una si dovrebbero all contrario corredate di buone note ¢ falo nella prima adunanza plenatia il 27 ottobre 1960. ‘Commissione teologica La particolare Sottocommissione, allora costituita © perfezio- » Vans 0 Hele di queste idee sono indicate dai membrti A. V. Scherer acivescovo di Porto Alegre, M. Hermaniuk arcivescovo di Winniper dealt Essi miravano soprattutto alla ip Rivelasione on toktanto come parola, ma anche ella fede non solo come acoctiazone intlletuale di un insegnamento diving, ma anche come risposta concrets all'niziativa divina della salvezc. 22 rata in seguito, per dare a quel punti lo sviluppo ti nelFadunanze plenaria del 13 febbreio 1961 poté so luglio Vintero Schema, che comprendeva 5 capitoli, fy inviato a tutti i componenti delle Commissione teologies, Le osservazioni inviate in scritto da non abbastanza numerosi e anche di un certo rilievo ™. Secondo queste indicazioni, ma con larga autonomia, inerente alla sua specifica competenza, il testo fu corretto dal gruppo di revisioac della Commissione teologica, di cui facevano parte i pit, dizetti esponsabili della Sottocommissione che Vaveva preperato. Esso ebbe cost I'assetto definitive con la denominazione: Schema Constitutionis dogmaticae de fontibus Revelationis ®. ™ Pontifia Commissio central peseparatoria Concilt Vaticani II (Sub secret). Quacstiones theologlete. Concttutio de fontibus Revelationls pro- posite a Commissione theologica. Emmo ac Revo Domino Cardinal ‘Alsedo Ottaviani Relaore, Type Pobgltis Vatcnis 1961, pp. 20. dameati presieduta dal card. C. Confslonieri (ef. Pontifeie Com diz, 155, 395, 43), alla quale ogni Schema dovev Approvato dal Papa i 13 luglio, fu inviato ai Padti i quali, nella lettera d’accompagnamento del card. segretatio di Stato del 23, erano invitati ad inoltrare eventuali ossetvazioni entro il 15 settembre, 3. I contenuto dello Schema Questo il prospetto generale del testo della Commissione teologica preparatotia, dal quale ci si pud fare un'idea almeno tientativa del suo contenuto: pestolorum in Seripturis cinonicis, CAPUT V._DE ‘SACRA SCRIPTURA IN ECCLESIA: 24, De cutis Felesze circ 8. Script tru, 25, De versione latina Vulgsta. 26. De lectione §. Seriptoree epud sacerdotee, 27. De lecvione 8. Seriprurae epud fdeles. 28. De exepers catho- Tics. 29. De habitudine theologize ad S, Sctiprutam, Tenvto conto della Iunga trafila per la quale era passato, degli emendamenti della, Commissione centtale il 22 gennaio 1962. 11 25 aprile seguente il P, Tromp, sutorizzirione pontifcia, mortsd lo Schema al P. B. Wambacy O. » allora Sottosegretario ‘della Ponti- fcis Commistione biblica, 1] quale ne deste un giudizio alto positivo. 25 dottrinale *, Io raccomandd ai Padti, ma soprs di salvaclo dagli attacchi a fondo che, sommato tl, LO SCHEMA « DE FONTIBUS REVELATIONIS » RESPINTO DAL CONGILIO novembre, venne @ come spaesato. Tl car ini, presidente della Commissione > Cf, AAS 54 (1962) 792. texte que javais rédigé, en oct. 62, avec un groupe d'une dovasine 26 7 Oltre Penunziazione molto sommatia del contenuto dei 5 ca pitoli, questi sono i punti principali che vi erano richiamati. Quanto nella Costiturione & insegaato sulla S. Scrittura e sulla Tradizione cattolica esposta divers inintelligh 2 proposto nulla che Gli extori a volte chiara esposizione e difesa della dottrine offre solido e necessatio fondamento per ogni iniziativa pastorale, 1. Critiche dei Padti allo Schema La discussione si protrasse dal 14 al 21 novembre. Al lavoro della Commissione teologica preparatoria furono tributati per dite cid che essa 8, come si manifesta e influisce nella vite al contenuto dello Schema ‘ipio, anche sc valevole solo in alcut della « Traditio sole », ‘ma affermando che insieme alla necessatia anche la ‘Tradizione. In questi termini 1a dottrina rimane interamente cat- tolica e insieme pud favorire un cost * Cardinale Frings, 14 novembre, G. Manck arcivescovo di Endeh, 30 antimodernista, pid! che ‘esegeti, suonava come zione di sfiducia. Si desiderava dunque che fc margine alla libera ricerca, non vincol se non da quelli che if libro sacro impon Ja guida def magistero ecclesiastico, Bisognava sre che i magistero stesso deve farsi guidare dalla che i ‘venti di autoritd devono essere la aggressione. Anche se non ci fossero state richieste esplicite di accantonarlo e di farne uno nuovo, le gravi exti ‘mosse contro di esso costituivano da sole una bocei: Bisognava comunque vedere fino a che punto il giudizio nega. tivo espresso dai Padti che avevano parlato fosse condiviso anche Jo Schema alla competente Commis- sione per l'opportuna’ revisione. La risposta negativa avrebbe signifcato che lo Scheme era approvato nel suo insieme; la rispo- sta affermativa avrcbbe senz’altro messo termine alla discussione, da siprendersi solo dopo la revisione des La votazic cffettuate nella 23* congr, gen. il 20 novembre, detce questo risultato: votanti 2209, non placet 822, placet 1368, 19 nulli, Trattandosi di respingete un testo, la maggioranza ti- Tispirasione e sullinerranza « troppo sevess, troppo limitativa della berth della scienzateologica » 2 tuto cid che ai ditebbe in pid in tale fone dei fedeli, ma forse a distrsione dei Detiti cattolici » (B.C. Butler gen. Congs. inglese OSB, 16 novembre) * Specialmente F, Simons vescovo di Indore, 17 novembre. 32, chiesta doveva raggiungere i due teri dei votanti®; nel caso mencavano 115 voti per raggiungere il «quorum» di 1473. Giuridicamente quindi lo Schema non era respinto; percid si passd all’esame del capitolo I, il 20 il 21. Ma eta fin troppo cevidente che Ia condizione dello Schema ¢ della minotanza effet tiva che V'aveva approvato era oltremodo scomoda, E lo sarcbbe diventate ancora della maggioranza che cessava di esser tale soltanto per dispost- zione giuridica. discussione dello Schema ¢ si disponeva che esso fasse demandato ad una Commissione speciale per Ja necessaria revisione. Ill, RIFACIMENTO DELLO SCHEMA, era affidata alla La Commissione speciale, subito presidenza congiunta del card. Ottaviani, presi per Vunita dei cristiani *, Ne avrebbero fatto parte dal Papa®, nonché i membri di quel due orga- 1. Lavoro della Commissione mista La Commissione mista, pet procedere pid speditamente nel suo lavoro si suddivise in 5 Sottocommissioni, tante quanti erano 4 capitoli dello Schema da rifare. Tn una setie di adunanze tenute tra il 25 novembre e il 7 Il 22 febbraio si riunirono sepatatamente a Commissione % Della compotiione di tale proemio fa incatesto Tarcivesovo di ‘venne approvata da 19 Padri conto 16 6 astenut, impugnd iva, La cose péccd fu deferta al cardinale Cicognani segretario di Stato ¢ presidente delle Commissione di coordinamento. 34 35 ‘Un passo avanti dangue eta stato fatto: ormai era messero il loro parere, come si diceva nella Jettera d'accompagaa. tare la questione della maggiore eccedenza oggettiva della ‘mento del card. Cicognani del 30 dello stesso mese. 2. Lo Schema della Commissione mista Questo il prospetto indicative ‘dello Sch 36 37 sione conciliare, Questa preoccupazione non era suggetita da ma- sarebbero stati senz’altto di cattiva lega. , come chiedevano 184 Padri, con 19 voti contro 5 la Commissione decise in senso negativo. La cosa venne poi tiesaminata il 19. Fu proposto ancora una volta se omettere la parola « salutarem ». Dopo tte votazioni setiza meggioranza sufficiente, con 16 voti sa 28 fu deciso di proporre un'altra formula. Essa era indicata nei « settantina di Padri, e venne approvata con 19 Con questa formal sctitta di per sé alle ve indole di tatta la vista della salvezza egli ha determinato Nel capitolo IV, esaminato il 6 ot che essa fosse aflermata con termini che escludessero qualunque dubbio, e di estenderla espressamente anche a tutto cid che Cristo hha fatto e detto dopo la sua risurrezione. Mentte non ci furono dificoltd per il secondo emendamento, per il primo la Commissione rimase incerta: non sull'indole sto- rica dei Vangeli Questo termine solo cid che & ogges costatazione o frutto di ricostruzione su 62 dati oggettivi, ma anche cid che 2 oggetto di fede e che quindi agli agiogtafi ticeve un'interpretazione € tapptesentazione solo soggettiva. Per questo motivo, il 9, con 13 voti contro 7, si era rinunziato all'introduzione di queila parola. Ques tata il 19 con 26 voti contro 2, quando fu and con essa s'intendeva affermare in modo concret faiti narrati e delle patole riferite nei Vangeli. fu poi accet- «Sancta Mater Ecclesia firmiter et constant quattuot recensita Evangelia, quorum bistoricitatem incunctanter affirmat, fideliter tradere quae Tesus... reapse fecit et docuit, usque ottobre, L’emendamento di 144 Padsi, riguarde |. 24: « Sacta Theologia in verbo Dei scripto, sub Non era certo intenzione del test Ja funzione unicamente esplicativa dell stessa importanza della Scrittura. 3. Votazioni conciliari sugli emendsmenti Lo Schema accuratamente emendato ¢ saggiamente calibrato jcurezza V'ultima prova in sede di , fissata al 29 oitobre. ii emendamenti apportati alle varie potevano rendersi conto dal fasci- parti del testo, Di es 63 colo distribuito quattro giotni prima, nel quale erano elencati i «modi» da loro pro; valutazione che dei medesimi aveva dato Un estremo tentati pagandato dal cost detto due giorni precedenti Ia votazione, dottrinale con le conseguenti cottezioni indicate, i Padti tisposero Snerosunctam oocumenicum Concilism Vaticanum scoundum. Schema Consttntionis dogmaticee «De divina Revelatione ». Modi a Patribus con- cliaibus propositi et a Commissione doctrinali examinati (sub socreto), salam Sacram Scripturane bauriat », & interesante silevare la_consonanza ‘2a il Promemotiasicordato alla nota 78 ¢ la relasione del eazdinale Flori oe, 73: ‘« Quozd Iujus additionis signficationem, hace tia adnotanda sunt: 4) Attento integro n. 9 contextu, ubi agitar de muraa inter Seripturam pracbeear fustifstio Scripturam et Tmditionem pari fe vencrandas esse. 5) Ta tuto ponitur doctrina catholica, canstanti Eeclesise praxi sancita, fvata quam Feelesia centtudinem euam de revelatie hautit pet sactam Sceipturam aonaisi cum Traditione coniuncwm; quapropter, ubi ad ila Certitudinem asequendam Seriprara sola son suffct, Traditio decisieum siferre potest atgumentim. jruntar, cuibos afirmatue fect ac roverentia susipiendas 64 affermativemente con una percentuale che s'avvicinava all'unani- mita", Lresito della votazi intero Schema fur ancora pit Jargamente positivo: votant placet 2081, non placet 27, null 7. Lo Schema entrava cost in possesso di tutti i requisiti per passare dallo stato di progetto alla dignith di Costituzione dogma- ica conciliare. VI. PROMULGAZIONE DELLA COSTITUZIONE DOGMATICA « DEI VERBUM » La promulgazione venne fissata alla sessione pubblica del 18 novembre 1965, 8° del Concilio. Tre giorni prima, il 15, il segretario generale, su richiesta di i, teologica della Costitu- ra Costituzione dogma novembre 1964. Con a dalla Commissione dot- rent del capitolo VI (Le, 68:70) votanti 2146, placet 2125, now placet 14, alll 6. 6 4, sono date due norme critericlogiche. La prima & che il Concilio intende definire soltanto cid che aperta mente manifesta di voler definire: questa norma non trova appli- cazione nel caso concreto della Costtuzione sulla divina comunque dottrina del supremo megistero ecclesiastico, che quindi dev'essere accettata e ritenuta da tutti e singoli i fedeli, secondo amente al successore di Pietro. testo, che gid da 13 giorni era nelle loro mani, ebbe esito cost positive che pud considerarsi © « Ratione hubita mocis conciliaris 2c pracsentis Concilii finis pasto- ralis, baec S. Synodus ea tantum de rebus fidet vel moram eb Eodlesia set 2344, nom placet 6. Dopo di test apostolica conferitagli da Padri, Jo promulgd come Costi- eme a rimediare questa ed alire eventuall incsatse shcotbll in precedent edn, cone ance I Dorma » ere reso in questo mod: voll fosse consegnata nelle Suere Lettere ‘testo stesso deledizione wficiale 67 Un altro va cosl a far parte per ser patrimonio della dottrina cattolica. Le sue cons vatricl ma pur rinnovatriei stesso 18 novembre: o IL & principio di molte cose ®. i proposti dal ma. S. Padre due settimane prima alla Chiesa strade nuove ". bent itinera », La erbum, quello co & stata facta dallo rsio 1967: cf. 68 PARTE SEGONDA Testo latino dello Schema preconciliare «De fontibus Revelationis» Prospetto sinottico delle redazioni dello Schema «De Divina Revelatione» Traduzione italiana de! testo promulgato OLA, Duscunmnan, Christus Precious. Grundrss einer Dogmatit der Of fenberung, Giteralob, 1948; W Brame, Oferbarang and Gece ix Alten Testament, 9 « The Ofenbuane, in « Interpre tation der Welt », Wircburg, 1965, 701-712; G. Stuncen, Entel! in der Thole, A, Véoms, Zeit und Zeitberlegenbeit ine 218 CAPITOLO It la trasmissione rivelazione (UMBERTO BETH OFM.) 3, dispose che quanto egli aver: lato per Ia salvezze di tutte le genti, simanesse per sempre inte- te le generazioni ». to € Ia portata, che sono il pre- supposto di quanto sark gualcosa sul nesso indissol Rivelazione. La Rivelarione non & una parte dell’economia della salvezza, non @ un’addizione alla volonta salvifica di Dio; ma & la sua attua- menifestazione, ¢ quindi si identifica e coincide con essa, appunto perd as Toneeay Sal ca Wvifica di Dio. La sgatnita disposizione divina circa Ia trasmissione della divi Rivelazione non va dunque considerata come qualcosa di assolu- tamente nuovo; & solo conferma ¢ ripetizione di quella che & allorigine della Rivelazione stessa: il dono ciot della salverza fatto da Dio a tutto il mondo. E quanto dire che la trasmissione della Rivelazione semplicemente necessaria. Se essa manticne Ja natura di dono gratuito, cid dipende dal fatto che gratuito 2 i dono della salvezza, che Dio compie manifesta non altrimenti che mediante la sua Rivelazione. 219 ‘tasmettono, Analogo intervento sopranaaturale si estende anche ai loro successor, in forma di assistenza divina, che assicuta loro i conservate, interpretare e diffondere intero e integto il depo- ricevuto daeli Apostoli, La stessa assistenza divi apostolica e di attuare cost nel mondo Punica comunitd ed ist tuzione di salvezza, sul cui volto risplende la luce di Cristo *, 1. GLI APOSTOLI E I LORO SUCCESSORI, PREDICATORI DEL VANGELO (n. 7) Poiché Ia Rivelazione coincide con Pattuazione della salvezza, Ja sua trasmissione abbraccia tutto il complesso di avvenimenti ed ammeesttamenti divini ordinati a salvare ill mondo. Questo complesso si chiama Vangelo. Parola che nel suo signifcato teo: logico, che da specificazion lgom « quello exinologin, vue die appunto anmanzio della s Le promesse latte da Dio nel Veethio Testament, ¢ lt in tetventi di vario genere con i quali ne he preparato ed iniriato Yavvetamento, erano Vangelo®, Ma questo avi completezza sol: tanto in Cristo, nel quale sono diventate « si» tutte quante le promesse di Dio’, 1. Cristo compimento del Vangelo e principio della sua ‘trasmissione isto & il compimento del Vangelo e la proclamazione di que- sto compimento ‘, perché & la rivelazione perfetta di Dio, tanto i Dio: il passaggio dallo ita, da oggetto puremente . Insetito per sempre nella storia del mondo, non solo si scere, ma stabilisce un con- tatto immediato ed una relazione personale con le sue creature, dando cost a tutte e a ciascuna la e380 stabilisce come un'equazione tra essere ', facendo cost intendere che Van- Ia Rivelazione ¢ che tutta Ja Rivelazione vomo. ‘Tutto questo ci dice che il Vangelo annunziato dai profeti to- va compimento, prima che nella dotrina, nella persona stessa di Cristo, Esso & promulgato, prima ancora che con la sua predica veritd iguardante Ia nostra salvezza e In disciplina morale neces: saria per raggiungesa, 221 ‘Tanto Puna che Valtsa hanno come fonte il Vangelo, i nel senso polivalente ora spiegato. Anche cid che esis 2 proprieta di Cristo, in quanto non & stato abrogato, stato da Ini e in lui assunto e perfezionato*. Percid Ja sue reli gione si chiama semplicemente cristianesimo, anche se contiene non pochi elementi precristiani, Perché poi one assume e realizza tutta Yeconomia della salvezza, 2 resa presente Ia realtdsalvifca defini mne della Rivelazione: chi la vede vede anche i dalla predicazione degli Apostoli, essa non voto ito degli scritti o insegnamenti orali che Ger Ja parola di Dio; pritoa di tutto ha ricevuto Cristo stesso: il libro: sacro che apre se stesso @ ci fa conoscere che non vi & sotto il * CEs, Me, 5, 17. Cristo & Winterpece antentico e insostiabile del Vee- cielo also nome dato agli uomini per il quele possiamo esser salyi® 2. La predicazione del Vangelo comandata da Cristo agli Apostoli insieme ad essere principio della trasmissione de! Van- gel fanto ne & il compimento, & anche causa efficiente di tale trasmissione petché comand® agli Apostoli di predicarlo « atti, Questa predicivione comendata da Cristo aglt Apostaiavsi uelladefinitiva fata da i tutti gli uomini e pre- i tutte Ia Rivelazione, perché @ tutti furono inviati ¢ '0 furono ammaestrati dal Signot secondo Iuogo: Ia predicazione Ja sua vita « fece e insegnd »". Essa quindi consister’ prima di tutto nella proclamazione € nella viproduzione dei suoi atti salu- «< Quos et sibi disc: 5 et nobis magistros edor- », Clr. anche ed, A. ReifferscheidG, Wiesowa; 223 comandati da Cristo, cos! come voce, dai suoi esempi, dalla sono Pattuazione concreta. Solo a questa condizione trasmesso nella sua interezza, Cristo infatti ha congiunto la pro- ed ha rivelato il Padre non solo trasmettendo le patole che erano state comunicate®, ma anche accettando Ia morte da docretata pet salvare il mondo”: Vaver dato se stesso per noi vwuol dire anche aver dato se La predicazione del Van; smissione orale, 2 anche trasmissione « reale », in forza della quale & reso presente Cristo che compie in atto Ja salvezza. Questa * Clr, S, Acostino, Tn Toan, Eoang., XXX, 1: PL 35, 1632: « Now ita «que sic audiamas Evangelium quasi praesearem Docinu ». ™ Clr. Me. 28, 19. 11 texto cella Cottturione ust la forma verbale «preedicatent, communicantes », correlativa di quella evangelice « docete nes gentes bapkizanics 60s » 2 Ge Go. 17,8 effettivamente non pud essere disgiunta da Jui che la compit nessuno pud avere Ia salvezza se non possiede Cristo che Thanno veduta con i loro occhi, osservata e toccata con Je loro mani e ce 'henno anmunziata, 3. Predicazione apostolica non scritta Dio mediante l'Incamazione ha comunicato,la sua Rivelazione della salvezza, quello tra Dio e gli uomini in titi e celebrazioni cultuali, che divengono del pane ¢ nelle preghiere »*. istero della parola occupa il primo posto” gli Apostoli sono prima di tutto servitoti della parola*. Ma il suo lsce Ia giuste successione cronologica della ‘tismisione della dvina Rivelaone: prime mediante le prediszione non Concilio Vaticano I (Costituz. dogm. Dei Filius, cap. TE. Danz.Scnss, 3006), motivato dalle preoccuparione di wfiermare che oltre la Serivtara ¢® anche la Tradizione. ® Aisi 2, 42. * Cir, Ait 4, 295 6, 24. * Gtr, Le, 1,2 225 annunzio & sempre cotzelativo a tutto Tinsieme delle realtd divine che operano la salvezza, Le predicazione quindi 2 anche traduzio- te € risurrezione di Cristo nella vita, nella fede e Titurgiche della ‘Chiesa. In questo senso pre- iama anche kérygma apostolico, che consiste nell’ odo tra Ta risurrezione da morte @ Pascen- llo dato loro dallo Spitito Sento che li ha intera®, cio’ nella penetrazione e rappre- sentazione di tutto il mistero cristiano, Anche Ja comunicazione ® Invece di (ed Ad Clare Aquat, 239 diventa elemento La Tradizione qui oggetto di con: Tl progresso della Tradizione cosi inteso ‘taggiunge la pid cevidente espressione in quello che si chiama progresso dogmatico, da noa confondersi con il progresso della teologia. Mentre questo consiste nella nm atta formulazione verbale ° norionale di una stessa della vert con decisioneirrevocaile da part del magistero. Accade cos! tesori di amadatamenteintrodota al pieno posesso dela Riveezion, che sari consumato soltanto nella sua trasfgutazione escatologica, 7, Progresso della Tradizione e pienezza della Rivelazione Quanto detto fin qui di mento vivo che anima ed agi ed & da essa portata, Ia ma percid dinamicamente protesa lazione, finché saranno compiuti in essa i disegni di Jimitarione scomparira nella piena perfezione ragaiunta®. Non si tratta di semplice conoscenza, ma di pieno possesso ggg, C8 PH MUL, Basil, Huan penoris, 12 ano 1950: Dav, So © Che 1 Con 13, 10, 240 della Rivelazione stessa. Essendo la conoscenza della verita corre- al possesso della medesime, se manca una manca anche ‘altro. La Chiesa non % un soggctto anonimo ¢ impersonale: ‘che possiede pud sempre conoscerlo ed enunziarlo tra to, come Ja storia dei dogmi riservera al siguardo Pavvenite. Ci8 vuol dire che prima la Chiesa non le possedeva completamente, apponto perché la cono- scenza di esse restava velata € temporaneamente im I graduale possesso della Rivelazione condiziona ¢ st della Chiese stessa. Essa percid, nella misura in cui la me svela la Rivelazione di cui 2 portatrice, conoscerd meglio il mistero che Ia costituisce e Ia racchiude, e si comporteri in conformita di questa anmentata conoscenza . | testi della Tradizione La Tradizione, anche se definitivamente chiusa nel suo conte nuto, timane sempre aperta ad imprevedi luppi del mede- i presente nella i sono tuttavia manifestazioni che, per Pautorita delle persone che le raccolgono o per la forma collettiva che assumono, meritano Ja qualfica privilegiata di testi della Tradirione. Alla tengono le asserzi " Cf, Paowo VI, Encicl, Keclsion ana, ctate alla nota 61 241 quali sono come il riflesso del deposit to nella fede vissuta ono quindi non tanto in deliberate affermaziont nella prassi religiosa dell'intera comunitl ec sti indica che tanto Je asserzioni patristiche ‘quanto le indicazioni liturgiche attestano semplicemente la Tradi- zione in quello stadio, ancora passibile di ultetiore sviluppo, in cai & sorta Pattestazione stessa. Non riptoducono quindi tutto il contennto della Trsdizione, neppure limitata ad una verit’ parti- colare: quindi non si identificano con essa, a 5 Santi Padti La denominazione « santi Padi » conviene, di per sé, a tutti quelli che hanno ricevuto da Cristo il potere e il mandato di trasmettere, custodire ¢ interpretare la Rivel: ion a quanto deciso nel primo Conclio di Nicea, dichiare di c¢ seguite la dottrina dei santi Padri che avevano partes 80 ‘Ma con I'andar del tempo i vescovi adunati in Coneilio furono chiamati semplicemente Padsi. La denominszione « santi Padi », riverenziale riservato-ancora al Sommo Pontefice, 10 queste due : Ta prossimita allepoca aposeolica™; Ia riconoscuta validith della loro opera per tutta la apostolicn soltanto relativa, 242 a quale, in genere, ne ticonosce uffcislmente anche la : (I valore di testi della Tradizione deriva ai santi Padri soprat- tutto dal fatto che essi hanno dato alle sue indicazioni forma sistematica, di cui nei primi tempi necesseriamente mancavano, La loro dottrina & come Iespressione ripensata della predicazione spostolice © Tevoluzione ordinats del su aucleo primordial. della Chiesa quel | Pet lo stesso motivo il loro insegnamento non pud non riflettere Ie fede di tutta la Chiesa ®; ma di essa, insieme a restarme figli come Ja moltitudine del popolo che ammaestrano, ne sono anche Padri", appunto a fede comune forma sistematica che permette ‘di meglio comprenderia ed applicatla. dei santi Padri @ determinante per Ja Chiesa quando si riferisce allinterpretazione della §. Scrittura™, oppure id integrare altri argomenti di ivelazione che da stabilire cettezza dogmatica su una data gistero ricorre ad essi per conoscere ¢ non soltanto per esprimerla in enun- % Chr, S, Acostmo, Contra Tuli. IL, 10, 37: PL 44, 700: « Talibus post Apostolos sancta Eoclesia plantatoribus, rigatoribut, aediicatoribas, PL 44, 698; « Quod invenerant ocuerunt » PL 44, 662: < Conveatas sanctoram on solum ili, sed ex patres Eccl loro portsta si pab gi- care da quanto dice il Conclio di Lione II, sess. IE sulla processione dello 243 ia & Vespressione non tigorosamente formulata del tamente vissuto dalla Chiesa, Non solo ® testimoniato il complesso delle verta di fede gid definite, ma vi sono perce (ed. Ad Clazae Aquas, VILL, 296), 234 Ja maggiore quantita dell'oggetto trasmesso quanto per Ja pid intensa espressione e rappresentazione del medesimo, Questo ® il titolo suffciente e necessatio perché tutt’e due siano ugualmente inapegnative. per la fede, e debbano quindi essere accettate con pari sentimento di pietd ed uguale rispetto. IV. RELAZIONE DELLA TRADIZIONE E DELLA SCRITTURA CON TUTTA LA CHIESA E CON IL MAGISTERO (n. 10) La Tradizione ¢ la Scrittura costituiscono un solo deposito tivelato affidato a tutta la Chiesa, che in esso trova la sua ragione i sacti, vivifica tutta la comunita ccclesiastica ¢ conferisce ad essa un divino, che la rende anita della stessa fede, uguelmente impegna Il comportamento di fronte alfunico deposito rivelato sara ‘ fonzioni proprie di clascuno, Santo comunicato alla Chiesa gerarchicamente differenaiato, dall'ordine sacro, sono posti in nome di Cristo 1 pascere Ja Chiesa con la parola e la grazia divina "; cute gli alti sono oggetto del loro ministero e soggetti al loro governo, ” Cle. Concitio Vaticano II, Costitur. dogm. Lumen tole IE, 2. 11 Gi sara dunque anche differenza dj relazione con il deposito rivelato tra chi non appartiene alla gerarchia e chi vi apparticne, Quella dei primi ¢ una relazione di sttiva testimonianza; quella dei secondii 8 anche una relazione di interpretazione autentica. 1. Il deposito rivelato proprieta di tutta la Chiesa - Questa ha priorita logica e ragione di to alle altre proprieta della Chiesa: l’uniti, la tolico ha pet tutti Je stesse esigenze sopranna- che lo accolgono formano un cuore solo ed ima sola”, Nello stesso deposito sono contenute Ie realtd te © santificanti volute da Cristo, dalle quali dipende Ja santitd di she appartengano alla gerarchia sia che da ess diretti™. Lo stess0 deposito apostolico, perché genti", a alla Chiesa dimensioni uni estendersi a tutto il mondo e a secoli *®, LU principio d’identitd della Chiesa di ogni tempo con quella delle origin’ @ dunque la perseveranza n Apostolie nella comunione, nella frazi ahiere'®. Questa adesione a tut ugualmente i membri della gerar © quelli che non Jo sono, ” Che Anti 4, 32 Vaticano 11, Costtuz. dog, Lumen gentiant, capi- 28, 19. Concilio Vaticano II, Costinz. dogm. Lamen gemtium, capi tolo TT, a ali uni ¢ gli altsi i sie Questo comune impegno piena convergenza nel ritene Tutti quindi honno par Ta questo modo «le singole a tutta la Chiesa, e ¢¢ ito rivelato con impegao sempre nuovo. to Santo, che & il principio interiore di con il Padte celeste, il quale per la Chiesa come organismo vis Uy, Cosciue, dogm. Lumen gentinns, exp. IL, 0. 13. 237 istituito in essa un principio visibile che ne! suo nome, ¢ non in quello della comuni norma e segno della verita e della % dallunica fonte di ogni verita salutare ¢ di ogni zegola morale, che & il Vangelo predicato dagli Apostoli ®, Questo principio visibile di fedele adesione al Vangelo @ Lepi- scopaio. T vescovi, posti dallo Spirito Santo a reggere Ia Chie di Dio™, sono i garanti dellntegrita della trasmissione del depo- ito rivelato, e insieme i givdici dell’epplicazione del m te dei fedeli. Al dovere di testimonianza, comune Yaggiunge in essi il poteze e il dovere Magistero eutentico, dotato ciot di autorica obbligante iscrtta nella stessa successione apostoica, potere che il Magistero ha circa il deposito rivelato & sta- bili dalla viva predicazione. Di fronte ad essa ognuno, qualunque sia Ia sua fun- lone ecclesiastica, rimane Chiesa discente. Nessuno pud insegnare © sitenere se non cid che da essa he impazato, ‘La funzione magisteriale percid si siferisce non tanto all depo- ai quali 8 destinato. Questo significa investiti sono post non in una posizione i dominio, ma di servizio, e in due dire Atti 29, 28. Condo Vadeano Il, Costin. dog. Lumen gent, cap 1B. parola divina devono essere insieme anche gli tio tempo nel quale Dio, in maniera nuova ¢ snticitd del Magistero, in tutte Ie ‘pronunzi sul deposito rivelato dopo averlo averne percepito il genso esatto nella riso- sa di avere nella vita ¢ nella convinzione di tutta In Chiesa", Cid significa che il Magistero non ha da dir niente di esclusivamente suo: in esso e per esso & ancora Dio che soltanto cid che ench’ : i tat fedsli Adempiuta poi Ia loo funzione magisterial, che I mette al di sopra ma non el di fuori della comunitd alla quale presiedono, sono di nuovo siportati nella condizione di semplici 3406), fates che Finterento del Magistro non ® quicos a estrone al 7o- polo di Dio, ance dal ci dentro, ne aveente Te consnsons reise © te tae lpsione pet autatale cco carina epoopele dopo aver com tebuito a formale, Anche le deinizini infalibilinon sono une spec di fideo convalidante dell Rivelmione; sono pioosto la prove che esa he preso peno possso dell Chiesa intern. " cn ‘Queso inet tna Magister e comunih dei felt men in luce Pun ‘el fle, a um jromanazone dillnico deposto apo. dla Severn dalla Tradzone, 0 eso mpegoo che cst ‘ell hey a ualungue titolo e con qoakungoe fursona, tppurtengoro alin Chiesa. 259 3, Intima connessione tra Scrittura, Tradizione e Magistero Le precedenti osservazioni vengono a stabilire questa conclu- sione: Scrittura, Ts ie © Magistero, sebbene realmente di- sono tra di sé cos) intimamente connessi che, ai fini della trasmissione ed applicazione di tutto il deposito rivelato, nessano dei tre pud fare sen: sale. Petd da sola incapace ad attuarla, L’espressione in forma di notizia che essa di della duce non solo la parola di Dio, ma anche quindi trasmette integralmente la Rivelazione, traducendone il contenuto € le esigenze nella vita concreta della Chiesa. Ma appunto perché immessa nel processo di crescita al quale va soggetta Ia Chiesa, e pe iva di proporzionata cadificazione documentaria, le sue ¢: tinuamente verificate con il nucleo sviluppate. Bisogna insomma che la « tradizioni » non soffochi Ia sua ida sempre con il senso della fede, che da Cristo & stato posto come condirione necessaria di Questa intima connessione tra i tre fattori di origine che, ciascuno a suo modo, contribuiscono efficacemente vezza delle anime, & armonizzata € sostenuta dallo Spitito Santo. Exli infatti non cessa di fare avvertire la sua presenza nella Scrittura che ha ispirato, nella Tsadizione alla quale ha presieduto, Chr. Me. 16, 16. 260 nel Maystero che assteperché cstodiscasantamente ed esponga fedelmente la Rivelazione trasmessa dagli Apostoli NOTA BIBLIOGRAFICA Borst, H., De sacra Traditione ix Concilio Vaticano IT, in Antonianum 41 alla Costitw- Concan, ¥. MeJ., Le Tradition et les traditions, Patis 19601963. P, Dacoumo, Bibbia ¢ Tradiaione, Brescia 1965. ys, in Nouv, Ree, théol. 85 (1963) 337-396; 2 de le parole, ia Linfailibiliré ikon), Chevetogne 1963, 5397. JJourner, C., Le message révélé. Sa transmission, som développement, ses dépendances, Bruges 1964. Larounsnis, R, Le Révélation o Cft, Conciio Vaticano J, Costituz. dogm. Pastor aeternus, cap. IV: Denz-Scux. 3070. 261 is. Gandia gechishcber Dogo (Opera ale nes. Lier, I, Eiseeln 1965. Seinen 29.288, Rem K-Rerameen J, Ofenbarung sm nan K-Rarzncen J Ofenbareng smd Obelforang, Fcburg Wen Raner, J., La Tradition D,, Tradicione « mazistero, in Problemi e orientament ‘Tealogia dommatica (Opera a Diew et Liturgie (Opera colletive, Col, « Lex oran Ss ee » Coll, «Lex orandi , 25), Pacis 1938, 262 Ie APrTOLO Lispirazione dei libri sacri e la loro interpretazione (PIETRO DACOUINO) T temi di questo capitolo, specialmente T'spirazione ¢ l'iner- sono anche di pitt ai nostri giorni, nei quali innegebile teasione tra il progresso notevolis questi ultimi cinquant’anni dalle scienze bibliche © una teologia delfispizazione e dell'inetranza, elaborata verso la fine del secolo scots0, con metodo piuttosto speculative, prescindendo necessa- riamente da quanto 2 diveruto noto solo in seguito, soprattutto ano composto le loro opere di tt forma definitive. Oggi, alla luce degli odierni a; quella, che ha preceduto gli stessi scritti biblici ¢ che, pure dopo, ha continnato ad influire notevolmente su di essi. Lo stesso songere del canone ebraico ci appare oggi ‘un processo vivo, parallelo alla formazione dei singol