Sei sulla pagina 1di 2

Putin e l'arma del ricatto: pronto a divulgare le prove che l11 settembre stato organizzato

dagli Usa.
Di Luca Bedoni
In un momento storico in cui le tensioni tra Usa e Russia permangono ad un livello elevato,
paragonabile solamente agli anni antecedenti la caduta del Muro, il Presidente russo Vladimir Putin
gioca al rialzo dopo l'esclusione, tutta politica, del suo paese dai pi importanti meeting mondiali.
Parecchi studiosi hanno recentemente ipotizzato che, per infliggere ad Obama una ammonizione
storica, Putin avrebbe organizzato un rilascio di prove (principalmente basata su scatti satellitari)
che mostrerebbero come gli episodi del 9/11 siano stati frutto di un disegno interno.
Tali lavori interni sono meglio etichettati come attacchi sotto falsa bandiera: sono operazioni
progettate strategicamente al fine di soggiogare il pubblico spettatore e portarlo a considerazioni
fuorvianti. In parole povere, i funzionari U.s. avrebbero progettato a tavolino un auto-attacco ai
danni della stessa America e del suo popolo, mirando a inculcare nelle menti degli spettatori globali
una regia esterna, capace di tale atrocit.
Nonostante l'elevato numero di documentazioni non certificate, i fatti sono stati illustrati facendo
intravedere una finalit precisa nelle alte sfere americane: l'esclusivo perseguimento di interessi
egoistici finalizzati all'espansione del potere economico americano. Nello specifico, gli attentati del
2001 avrebbero avuto lo scopo di legittimare l'invasione militare in Iraq e autorizzare, agli occhi del
mondo, la guerra e l'uccisione di molti jihadisti. Nonostante le denunce relative a presunte atrocit
americane, con il passare del tempo il silenzio piombato sulla vicenda, lasciando ad una nicchia di
osservatori solo ed esclusivamente un ammontare di forti perplessit riguardo quanto accaduto.
Ad oggi, se Putin fosse realmente in grado di dimostrare che i fatti del 9/11 siano realmente stati
architettati dallo stesso entourage americano, le ripercussioni in termini politici, economici e
diplomatici sarebbero incontrollabili. Il Governo Obama rischierebbe la messa in stato d'accusa,
oltre alla automatica delegittimazione agli occhi del mondo. Gli Usa, da sempre fautori della pace,
rischierebbero un importante contraccolpo sulla scena mondiale, divenendo un bersaglio obbligato
per estremisti islamici.
Anche se le minacce russe rimangono costituite solamente da affermazioni, va sottolineato che esse
sono aggravate da una situazione di rottura delle relazioni causate dagli abusi della strapotenza ex
sovietica; in uno scacchiere cos complesso lecito immaginare quali altre forze mondiali
potrebbero approfittare della situazione, con esiti tutt'altro che scontati.
Detto questo, permane in me l'obbligo morale della presunzione di innocenza degli accusati. Troppe
volte si urlato al colpevole, senza aver chiaro quali fossero i capi d'accusa e, conseguentemente, le
prove a sostegno. Bisogna oltretutto tener conto che la situazione sopra esposta il frutto della
evoluzione delle vicende siriane e ucraine, dove Usa e Russia si contrappongono senza esclusione
di colpi per ora principalmente diplomatici e talvolta sanzionatori in terreni di guerra
decisamente complessi.
Attendiamo perci svolte nella vicenda. Ricordando sempre che, prima di urlare al colpevole, un
attento processo doveroso. Parola dunque alle parti. O, per meglio dire, alla parte accusatrice:

sperando, data la portata delle accuse, che non si tratti del solito, oramai stucchevole, bluff.