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Indice

Lo Yoga come Controllo della Mente e del S (seconda parte)


Bhagavad Gita
La Pratica del Kirtan: il Canto e la Melodia
Satsang con Swami Niranjan
Antar Mouna
Nuove Vie nellEducazione
LIlluminazione Cellulare
Prana Mudra Pranayama
Glossario

Lo Yoga come Controllo della Mente e del S


(seconda parte)
Sat Sang di Swami Niranjanananda Saraswati, Bad Konig (Germania) 28 Ottobre 1995.

Il sistema del Raja Yoga di Patanjali


Per organizzare la nostra vita il sistema del Raja Yoga molto efficace. Ci aiuta a munirci del senso del controllo sulle manifestazioni
naturali e umane dispersive. Ci aiuta ad acquisire consapevolezza dei
diversi stati alterati della coscienza e della percezione umana. Nel sistema del Raja Yoga, seguendo la tradizione di Patanjali, lo yoga
stato definito una forma di disciplina che sia interiore che esteriore,
attraverso cui possiamo acquisire la comprensione degli stati alterati
della mente. Gli stati alterati della mente sono stati definiti come vritti.
Le cinque vritti
Le vritti sono cinque: conoscenza, falsa conoscenza, conflitto mentale, memoria e lo stato di assenza della percezione cosciente, che il
sonno. Queste sono le cinque manifestazioni della mente umana definite negli Yoga Sutra.
Conoscenza
La conoscenza una cosa molto semplice, quello che percepiamo e
realizziamo dopo la comprensione. Ti percepisco, vedo che hai un
corpo, vedo che hai una natura, vedo che hai una personalit, vedo
che parli e che ti comporti in un certo modo, che agisci in una determinata maniera. Questa la comprensione diretta, la percezione diretta, la conoscenza.
Falsa conoscenza
Se non ti conosco e qualcuno mi fa la tua descrizione, creo
unimmagine di te, ma limmagine che creo non sar a tutto tondo.

Questa la falsa conoscenza, perch assenza di conoscenza diretta.


la creazione di unidea fondata su di una percezione indiretta.
Conflitto mentale
La terza il conflitto mentale. Quando durante la vita la nostra filosofia e le nostre azioni sono in bilico, attraversiamo il conflitto. Questo il problema maggiore del conflitto, la principale area di conflitto nella nostra vita, il conflitto tra filosofia e azione. La filosofia
qualche cosa che pensiamo e crediamo essere giusta. La filosofia
rappresenta lessere attaccati a certi valori che ci teniamo stretti e
consideriamo veri. Le azioni che ci portano contro il normale canale,
o schema di pensiero, creano un conflitto. Che esso sia sociale, familiare, personale o globale, tutti i maggiori problemi del mondo e
quelli personali sorgono dallincompatibilit dei pensieri personali
con le azioni.
Memoria
La quarta vritti la memoria. Quando vi parlavo del controllo
dellimpronta genetica, dellimpronta culturale e di quella spirituale
attraverso il processo della meditazione, era dellaspetto della memoria che vi stavo parlando. Tutte queste impronte sono fissate nella
nostra personalit in forma di memorie. Le memorie sono consce,
subconsce e sono anche inconsce. Una volta che abbiamo pulito e
armonizzato queste tre impronte, le nostre azioni cambiano
allesterno.
Sonno
La quinta vritti, che viene generalmente chiamata sonno, non certo
il sonno di cui facciamo esperienza ogni notte a letto, ma lassenza
della percezione conscia mentale. la sconnessione tra la mente ed i
sensi. Passiamo dallo stato del sonno al processo di meditazione
quando ci sconnettiamo dal mondo esterno. Se guardate il sistema di
pratyahara, dharana e dhyana, allora diventa chiaro che in ogni stato
il cambiamento rappresenta un diverso stato di percezione, una diversa qualit della mente, un differente stato di coscienza. Parler di
queste tre diverse pratiche nel pomeriggio.

Per concludere, imparare a controllare le situazioni della vita in


modo positivo e creativo lo scopo della meditazione yoga.
labilit che ci d finalmente la forza interiore e il coraggio di fare
esperienza della mentalit. come imparare a nuotare. Se non sapete
nuotare e andate in acqua, la possibilit di affogare sempre l che vi
aspetta. Ma anche se sapete nuotare, ma non siete dei bravi nuotatori,
c la possibilit di affogare. Poich non siete capaci di sentire le correnti, non siete in grado di sapere come controllarle. Un buon nuotatore sa come controllare i differenti tipi di corrente, quando e come
farsi trascinare dalla corrente per uscire dallacqua, per uscire dalla
forza della corrente, dalla sua attrazione.
Se volete attraversare un fiume per andare sullaltra sponda, dovete essere dei buoni nuotatori. Allo stesso modo, se vogliamo sviluppare una percezione pi alta del mondo, dobbiamo essere dei nuotatori migliori, nuotatori yogi. Per questo bisogna imparare a nuotare,
non nelle acque allesterno, ma in quelle al nostro interno. Queste
acque sono le vritti, queste correnti sono le vritti e labilit di nuotare
in modo appropriato arriva dopo la percezione di sapere come meditare. Parleremo brevemente del processo di meditazione durante il
pomeriggio.
Ancora una volta, sono molto felice di essere qui con tutti voi;
come Swami Prakashananda ha detto prima nello spirito dello yoga,
nello spirito dellunit tanta gente arrivata da molte parti
dellEuropa. Ieri stavo calcolando da quanti paesi e abbiamo scoperto
che ci sono dodici paesi rappresentati qui. Dodici un buon numero.
I segni zodiacali sono dodici, ed essi rappresentano ciascuno un segno del sole e quando tutti i segni del sole si riuniscono in un solo
posto, o in una sola persona, allora quella persona una persona
completa e nello yoga noi diventiamo indubbiamente una persona
completa.
Hari Om Tat Sat

Bhagavad Gita
Conferenza tenuta da Swami Satyananda Saraswati in Danimarca,
Marzo 1971

Gita labbreviazione della Srimad Bhagavad Gita. Essa parte del


grande poema epico Mahabharata, che significa letteralmente la
Grande India. Questo libro ha governato la mente di pensatori e
uomini di stato indiani per molti secoli. Per gli indiani esso coinvolge
non solo unora, ma tutta la vita. una filosofia che la mente indiana
intuisce rapidamente.
La Gita inizia in modo drammatico. Circa 5000 anni fa, vi erano
due fraternit che appartenevano a una stessa famiglia, conosciute
come i 5 fratelli ed i 100 fratelli. I cento fratelli, che costituivano le autorit governative, si sforzavano di raggiungere il completo
controllo del regno, rifiutando di concedere ai cinque fratelli la loro dovuta parte. Il problema divenne cos vitale che alla fine ambedue le parti si prepararono per una grande guerra per risolvere la questione. Finalmente giunse il giorno in cui sincontrarono sul campo di
battaglia.
Il comandante dei cento fratelli era un uomo molto grande, potente e nobile, chiamato Bhishma.
Il comandante dei cinque fratelli si chiamava Arjuna. Anche se
era il terzo dei 5 fratelli, divenne il comandante per le sue qualit di
grande guerriero. Il conduttore del suo carro era Sri Krishna, conosciuto come una tra le Grandi Incarnazioni del Signore.
Quando parliamo della Gita dobbiamo fare un diretto riferimento
a Krishna in quanto egli ha rivelato la Gita ad Arjuna e fino a quando
non apprendete la vita completa di Krishna sino allora della sua
morte, il significato della Gita rimarr per voi oscuro.
Sin dal momento della sua nascita, Krishna affront solo dispiaceri e difficolt. Giorno dopo giorno doveva battersi per affrontare i
suoi nemici. Ma dal giorno della sua nascita sino al giorno della sua

morte, non ci fu un giorno in cui non rise. Nella mitologia indiana


troverete Krishna come un bambino vispo a casa, come bambino che
gioca nei campi con i contadini, come uomo di stato molto esperto,
come guerriero combattivo e come Guru che d lezioni di yoga assoluto e altre scienze.
Quando le due armate si trovarono una di fronte allaltra, il virtuoso Arjuna sent di colpo oppressione e dispiacere. Si rese conto che
avrebbe potuto uccidere i suoi familiari. Si rifiut di combattere,
piuttosto che affrontare la battaglia. a questo punto che la filosofia
della Gita inizia.
Krishna dice ad Arjuna che un uomo deve affrontare la vita, accettarla e combattere a ogni gradino. Coloro che si aspettano che tutto
nella vita sia confortevole, di loro gradimento, soffriranno sempre a
causa delle loro difficolt. Accettate la vita in qualsiasi forma essa si
presenti a voi. Cercate di trarne il meglio attraverso la filosofia, la
comprensione e la saggezza.
Ogni uomo lavora per compiere le proprie ambizioni e i propri desideri. Se ci riesce felice, ma allo stesso tempo egli teme che forse
una prossima volta queste sue aspirazioni possano venire a mancargli. Se i suoi desideri rimangono insoddisfatti egli completamente
distrutto. Qui iniziano i problemi della vita, sia mentali, psicologici
che emozionali.
Questa leterna battaglia che dovete affrontare e combattere, che
ognuno sta combattendo, dalla nascita fino alla morte.
Questi 5 e questi 100 fratelli simboleggiano le due grandi forze
che sono sempre in conflitto in ogni essere.
Per il progresso dellindividuo il conflitto necessario. Senza
queste forze antagoniste non potete evolvervi. Le comodit ed il piacere sono deleterie perch non danno allindividuo alcuna spinta per
andare avanti nella propria vita. Le difficolt ed i problemi sono gli
acceleratori della evoluzione umana. Perci dovete continuamente
creare e confrontare il conflitto, solo allora lanima potr evolversi.
La conoscenza divina e spirituale viene a chi accetta e capisce la
natura dei conflitti. Tra le due parti o forze opposte, presenti in ognuno di noi, vi un Krishna che il conduttore del carro e della
macchina. Il vostro corpo il carro.

Egli lanima interiore o il Guru che aiuta in questo conflitto. Anche se non direttamente coinvolto nella battaglia, dietro di essa,
creandola in modo che lanima o la coscienza individuale possa evolversi.
in questo contesto che bisogna capire la Gita. Di queste due forze in conflitto nella vita umana, una forza devessere sottomessa e
laltra espressa. Il conflitto va affrontato con unaspirazione e una
preparazione yogica.
Quando il conflitto emerge in voi, lunica cosa che dovete fare
capirlo e iniziare a praticare yoga. Lo yoga si occupa dellevoluzione
della coscienza individuale dai piani inferiori verso i regni pi elevati. Lo yoga ha un inizio ben preciso e progredisce secondo levoluzione della coscienza. Vi uno stadio dove lo yoga giunge ad un
culmine, non ad un termine.
Il titolo del primo capitolo della Gita Lo Yoga della Depressione, dellabbattimento. Vi sono molti yoga: hatha yoga, bhakti yoga, karma yoga, tantra yoga, nada yoga, gyana yoga, ecc. ma avete
mai sentito parlare di yoga della demoralizzazione, di yoga della disillusione, frustrazione o crollo?
Lo yoga inizia non quando girate il mala, ma quando gli eventi
sono come delle cariche contro di voi, quando state affrontando dei
problemi insormontabili nella vostra vita.
Se la vostra anima non affronta dei conflitti, se la vostra mente
non affronta delle difficolt e delle disillusioni, non diventer attiva,
essa vivr come un maiale, assolutamente soddisfatta di dormire continuamente.
Non considerate questi problemi come esterni. La Gita non parla
di problemi materiali o delle necessit basilari della vita come cibo e
vestiario. Parla di quei problemi delluomo che oggi vengono discussi dagli psicologi. I problemi profondamente ancorati che riguardano
la vostra personalit interiore, che sono profondi quanto i piani sotterranei delloceano, potete affermare che siete in grado di non avere
dei problemi, ma non ci credo, perch impossibile esistere senza di
essi.
Questa dualit di due anime che si contraddicono, lavorano fianco
a fianco in ogni uomo, ad eccezione del saggio pi illuminato. Que-

sto il punto di partenza dello yoga.


Una volta che siamo diventati consapevoli di queste due grandi
forze conflittuali, siamo di fronte al problema di cosa fare, di cosa
cercare, se eliminarle, criticarle o analizzarle, oppure se piangere o
urlare su di loro.
Non cercate di eliminare le lotte e le battaglie dentro di voi; che
siate una persona buona o cattiva, una persona piena di passioni o
con tendenze criminali, dovete sapere e capire cosa sta dentro di voi.
La psicologia moderna ha portato a nostra conoscenza il fatto che
vi sono migliaia e migliaia di persone su questa benedetta terra che
non desiderano sapere cosa sono, perch nel momento in cui scoprono la loro natura, reagiscono con paura ed incredulit.
Questo lelemento pi fondamentale che trattiene luomo. Ogni
cosa, sia che si tratti della nascita o della morte, di perdita o di guadagno, di lode o di critica, di amore o di rabbia, nascosta nella profondit della vostra coscienza, devessere da voi ben conosciuta.
Questo il secondo consiglio della Gita. Anche se scoprite o capite il
vostro conflitto o i vostri problemi, essi rimangono con voi. Per questo motivo dovete iniziare un sadhana: il lato pratico dello yoga.
Nella Gita, il sadhana inizia con Karma Yoga, lo yoga dellazione.
Dovete trasformare il vostro karma, le vostre attivit giornaliere, in
modo che esse possano contribuire al vostro progresso spirituale. Attraverso lazione vi esprimete, perci aprite lanima.
Fianco a fianco con il karma yoga dovreste praticare Raja Yoga,
Bhakti Yoga e poi Gyana Yoga, per uscire vittoriosi dalla battaglia
ed eliminare i conflitti che stanno nascosti nella vostra personalit.
Quando la vostra mente completamente libera dallinfluenza e
dallassociazione dei conflitti, allora siete una persona liberata - un
jivan mukta.
Il concetto di liberazione, secondo la Gita, non quando chiudete
i vostri occhi, ritirate la vostra mente ed entrate nel grande vuoto.
Questesperienza non in relazione con la vita attuale. La Gita
aggiunge una nuova dimensione alla liberazione. vivere la vita,
senza essere attaccati, in ogni momento e a tutti i costi. il distacco
nel bel mezzo dellolocausto.
Quando affrontate questa vita strana e illogica, il grande vuoto

completamente eliminato. Non sapete cosa significa samadhi. Nella


Gita si dice che la salvezza collegata al vostro amore, al vostro odio, alle vostre frustrazioni e ai vostri compimenti. La gente pensa:
Io sono Brahman pieno di felicit. Sono parte di questa coscienza;
ma tornando nella vita normale litigano con la loro consorte.
La libert totale dovrebbe essere portata sulla terra, nella propria
vita quotidiana. Non dovrebbe essere limitata alla stanza di meditazione, deve entrare nella vostra cucina ed essere espressa mentre state lavorando in un negozio, conducendo unauto o quando state per
affrontare una crisi emozionale. Per sperimentare la libert totale in
ogni sentiero della vita, la meditazione do solo unora non sufficiente. Bisogna orientare nuovamente e completamente la propria filosofia, avere una mente riallenata e sana e coltivare un modo di pensare con nuove dimensioni di consapevolezza.
La rinuncia non libert. Secondo la Gita lastensione dai propri
doveri e responsabilit vivere la vita a met. Lo yoga della Gita
Purna yoga, yoga totale. Se ad esempio mettete lenfasi sul bhakti
yoga e dite: Hatha yoga per la gente malata, raja yoga solo per
gli swami, niente karma yoga, niente gyana yoga; solo cantare il nome del Signore, suonando e danzando, questo chiamato apurna
yoga. yoga, ma non completo. Allo stesso modo in cui avete un
buon insieme di gente e colori, dovete anche avere una buona combinazione di yoga, perch non siete uno; la vostra personalit composta di quattro elementi essenziali: dinamismo, devozione, misticismo e razionalit. Questo chiamato completo nutrimento nella vita.
Per questo fine dovreste praticare karma yoga per il dinamismo,
bhakti yoga per le emozioni o la devozione, raja yoga o tantra yoga
per il misticismo e gyana yoga o vedanta yoga per la razionalit.
Se desiderare impregnare la vostra vita quotidiana con le filosofie
della Gita, ricordate questi pochi punti. Innanzitutto lavorate duramente, aspettatevi delle cose, ma se non vengono non lasciatevi abbattere; siate coraggiosi e ripartite di nuovo verso nuove avventure.
Poi la mente devessere equilibrata, ma deve trattarsi di una spontanea culminazione del processo di karma yoga. Qualunque yoga state praticando, non dimenticate mai la coscienza centrale o anima dentro di voi. Essa cosmica, infinita, la fonte di tutti i vostri yoga.

Come praticanti di yoga tenete presente che sia il dinamismo, il vostro lavoro, le vostre azioni ed ambizioni, e la vita yogica vanno
sempre fianco a fianco.
Infine, non condannate alcune fasi della vita, perch sono tutte fasi di coscienza e nessuna priva di coscienza.
Se condannate la vita di qualcuno, la vita di una casalinga o di un
sannyasin o anche di un ubriacone, state creando una malattia nella
vostra mente.
Krishna dice che sia che si tratti di un uomo malato, di un grande
uomo, o di un poveretto, tutti rappresentano i diversi punti della mia
evoluzione, le diverse angolazioni del mio grande ritratto.
Se praticate il vostro hatha yoga, karma yoga, bhakti yoga, ecc.
con questa attitudine aperta verso la vita e libera, non solo incontrerete il successo, ma otterrete anche lilluminazione.
La contentezza non giunge attraverso il compimento, ma viene da
un senso di illuminazione e per merito dello yoga.
Perci ognuno di voi deve provare, deve avere unesperienza con
lo yoga, e vi assicuro che se il mondo ha mancato nei vostri confronti, sia la vostra famiglia, o i vostri amici hanno sbagliato, oppure il
vostro corpo e le vostre stesse promesse sono venute meno, c una
cosa che non vi deluder mai: lo yoga. E potete considerare questa
unaffermazione molto ardita, da parte mia.

La Pratica del Kirtan: il Canto e la Melodia


Di Swami Anandakumar, tratto da: Yoga Vidya, estate 1995, Satyananda Yoga Ashram, Australia
Se guardiamo da vicino la pratica del kirtan possiamo suddividerla
nelle sue parti costituenti. Ognuna di queste importante alla sua
maniera, dato che ha effetti che sono sia indipendenti sia interattivi
con gli altri elementi nel completare lesperienza totale.
Canto
Per praticare kirtan dobbiamo cantare. Certamente qualche volta possiamo godere di un kirtan particolarmente bello in silenzio o possiamo trovarci assorbiti in un momento di sottile introspezione come
conseguenza del canto di un kirtan; ma per conoscere il kirtan dobbiamo partecipare.
Il canto in comune abbatte le barriere.
Per centinaia di anni in tutte le culture il canto ha unito gruppi di
persone in una comune comprensione sentita come un profondo livello di consapevolezza. Dai nativi delle Americhe agli aborigeni australiani, dal Tibet a Timbuktu, il canto stato parte integrante della
societ e dellidentit di gruppo.
interessante notare che solo nella societ moderna il canto in
comune stato emarginato e non si pu sapere quanto una mancanza
di identificazione con il bene comune della societ pu essere collegato a questo solo fatto.
Per lespressione individuale non c niente che eguagli il levarsi
della voce nel canto.
Vengono superate le restrizioni della personalit e lespressione
individuale che pu avere difficolt a emergere in maniera profonda
attraverso ogni altro canale, pu trovare liberazione nel canto.
Melodia

Le canzoni che cantiamo ci attraggono attraverso la loro struttura


melodica. Nel kirtan i toni sono semplici nel senso che sono generalmente abbastanza facili per essere imparati in una seduta.
Ma c unaltra ragione per la loro facilit. Molte melodie sono
state tramandate dalla tradizione orale probabilmente modificandosi
nel corso di molti anni.
Possiamo trovare che ci pu essere familiarit con una melodia
che non abbiamo mai sentito prima.
Sembra esserci un collegamento con qualche luogo della coscienza e nel coniare una frase, essa tocca una corda dentro di noi.
Attraversa i confini culturali perch c una parte nella nostra coscienza che risuona con la melodia e non conosce linguaggi o barriere etniche.

Satsang con Swami Niranjan


Tratto da: Swami Niranjanananda Saraswati, Yoga, il Dono della
Pace, Edizioni Satyananda Ashram Italia.
Puoi descriverci la relazione tra ego e guna?
Ego un termine molto impreciso, usato per descrivere il senso di
individualit. Questa individualit, che rappresentata dallego,
consapevolezza solo auto-centrata o auto-orientata. Lego denota anche alcune forme di interazione egoistica o negativa del s individuale con lambiente esterno. Se noi diciamo Io ho ego ci significa:
Non sono consapevole della mia positivit, piuttosto sono pi consapevole dei miei personali bisogni e ambizioni e cerco di realizzarli.
In sanscrito c una meravigliosa parola che descrive questo processo dellego: ahamkara, che significa identit del s, dellessere individuale, e in accordo con la tradizione yogica si dice che quando
uno vive nel mondo manifesto lego manifesta. Questo ego, o ahamkara, il senso di individualit, io sono ununit, una distinta unit,
ununit della realt suprema o coscienza.
Quando questa autoidentit entra in relazione con i guna cambia la
qualit della vita o la sua espressione. Ci che consideriamo ego
laspetto negativo o tamasico di quellessere individuale. Occorre capire linterazione dellidentit individuale con i guna allo scopo di
capire il processo dellego.
Lo yoga ha descritto tre qualit principali o attributi che governano un essere individuale. Tali qualit sono conosciute come sattwa,
rajas e tamas. Come esseri umani tendiamo ad essere pi profondamente coinvolti in uno stato tamasico, che fisso, che non permette
ad alcuni cambiamenti di prendere posto nel comportamento normale
della personalit umana; un modello fisso di credenza, di azione, di
comprensione; ed anche un modello fisso di mente e interazione
con la societ. Questo non permette alla trasformazione del s inte-

riore di prendere posto naturalmente. Se c desiderio di cambiarsi,


c anche paura e insicurezza, sentiamo che queste paure e insicurezze sono la causa di molti problemi psicologici, personali ed emotivi.
In altre parole potremmo dire che lauto-identit tamasica non procura opportunit di miglioramenti nella vita.
La successiva identit lauto-identit di natura rajasica. Lavora
per ottenere soddisfazione e compimento, ed ancora auto-orientata.
Quello rajasico uno stato di attivit o dinamismo, ma autoorientato.
Il terzo attributo sattwico, che vuol dire puro, equilibrato, armonioso, luminoso e consapevole. Normalmente ci muoviamo dallo stato tamasico al rajasico per tornare al tamasico e poi ancora al rajasico. C assenza di consapevolezza, espressione, comportamento e
comprensione sattwici. Lo scopo dello yoga far evolvere la qualit
sattwica nella vita, che si esprime in uno stato armonioso ed equilibrato di percezione e comportamento, in cui la creativit interiore si
esprime pienamente.
Allo scopo di giungere allo stato sattwico occorre praticare la meditazione, ma la meditazione in se stessa non sufficiente, occorre
cambiare attitudine e visione della vita. Questa attitudine un aspetto
molto importante e per cambiarla necessario avere una visione ampia e labilit di capire e interagire creativamente e positivamente
con lambiente e le situazioni.
Allo scopo di giungere a questo stato di interazione con la vita,
occorre definire le aree di forza e di debolezza, le ambizioni e le
spinte della nostra personalit. Le forze sono qualit che possiamo
utilizzare allo scopo di elevare la nostra natura, di trasformarla.
Le debolezze devono essere cambiate e superate, fino a convertirle in forze. Per esempio lindecisione deve essere trasformata in ferma convinzione. La perdita di volont deve diventare pura e concentrata volont. Linsicurezza deve essere convertita in uno stato di armonia. In questo modo le debolezze, quelle personali e individuali, e
le loro qualit, devono essere cambiate.
Le spinte della natura umana andrebbero comprese per vedere
qual il risultato finale di una particolare spinta. Soddisfo il bisogno
di uno o di molti? Contribuisco al mio ambiente personale o anche a

quello della societ e della comunit? Questa spinta, la consapevolezza di questa spinta un aspetto del karma yoga.
Ovviamente, anche le ambizioni devono essere incanalate in modo
da essere pi in armonia con la realt della vita e non con le fantasie
che dominano la nostra mente.
In questo modo, piano piano, cambiando lattitudine, si pu cambiare la natura dellego.
Cos la meditazione, combinata con la consapevolezza di questi
quattro aspetti della nostra natura, aiuter a conseguire unespressione armoniosa dellego.

Antar Mouna
Tratto da: Swami Satyananda Saraswati, Meditations from the Tantra, Yoga Publications Trust, Munger, India.

Trascrizione di una Lezione Completa di Antar Mouna


Nel numero scorso del periodico Yoga abbiamo pubblicato il primo
stadio della pratica di antar mouna. Presentiamo ora il secondo stadio.
Stadio 2
Il secondo stadio di antar mouna consiste nel divenire consapevoli
del processo dei vostri pensieri.
Dovreste divenire consapevoli dei pensieri, del processo del pensiero
spontaneo, dei pensieri che vanno e vengono per conto loro.
Non dovete trattenere un flusso di pensiero.
Lasciatelo venire spontaneamente e andare per proprio conto.
Dovete rimanere testimoni silenziosi di ogni pensiero che passa per
la vostra mente, e quando divenite consapevoli di un pensiero particolare dovrete dire alla vostra mente: S, io sto pensando a questo e
a quello.
E se per caso la mente diviene libera da pensieri dovreste cercare di
divenire consapevoli anche di questo stato.
Pu esserci uno stadio di assenza di pensieri anche nel caso di un
principiante.
State guardando il processo dei vostri pensieri e siete tenuti a essere
sicuri dei pensieri che vi arrivano.
Dovreste rimanere attenti tutto il tempo, e il modo per fare ci non
trattenere i pensieri ma conoscerli.
Se qualche volta divenite distratti e poi riprendete consapevolezza,
dite a voi stessi:
Bene, sono diventato distratto per qualche tempo, e durante quei

momenti stavo pensando a questo e a quello.


Ma, per favore, cercate di essere consapevoli di tutti i pensieri che
affiorano spontaneamente, che si manifestano sul vostro piano cosciente.
Possono essere pensieri buoni o possono essere pensieri cattivi, ma
tali pensieri non provengono da altri luoghi se non da dentro voi stessi.
Sono espressione della vostra personalit interiore, sono espressione
di voi stessi.
Nel primo kriya, nella prima pratica, lesperienza sensoriale veniva
dallesterno.
Ora, in questo kriya, i pensieri sono manifestazioni o espressioni del
vostro s interiore.
Voi siete in grado di conoscere il contenuto della vostra personalit.
Se non arrivano continuamente pensieri cattivi alla vostra mente cosciente, vuol dire o che siete divenuti dei saggi liberati o solo che c
ancora repressione, che la repressione troppo forte, e che la mente
subconscia, la repressione della mente subconscia, non ancora
sciolta.
In ogni caso, ricordate che siete degli aspiranti.
Ricordate che siete dei praticanti di dharana.
Ricordate che siete dei praticanti di pratyahara.
Verranno pensieri cattivi e pensieri buoni; dovrebbero venire e voi
dovete coglierli.
Se vengono, per favore guardateli con indifferenza, con assoluto distacco, come testimoni o spettatori.
Questo il secondo stadio di antar mouna.
Nel raja yoga la pratica di pratyahara.
Il primo gradino del raja yoga yama, poi niyama, poi asana, poi
pranayama, e poi viene pratyahara.
Pratyahara vuol dire ritorno, pratyahara vuol dire ritiro, pratyahara
vuol dire interiorizzazione.

Vi dico molto francamente - per favore ascoltate con assoluta attenzione - quando vi vengono alla mente dei cattivi pensieri, non fermateli, divenite immediatamente attenti, divenite coscienti che state
pensando allomicidio, alla vendetta, al furto e cos via.
Se vi arrivano dei pensieri negativi e li mettete da parte, se non li volete osservare, se li sopprimete, vi arriveranno con maggior forza la
prossima volta.
Gli stadi 3, 4 e 5 di Antar Mouna saranno pubblicati sui prossimi numeri

Nuove Vie nellEducazione


Tratto da: Micheline Flack, Yoga Vidya, autunno 1996, Satyananda Yoga Ashram, Australia.
Micheline Flack ha fondato la R.Y.E. (Ricerca dello Yoga
nellEducazione) nel 1978. Qui spiega perch.
In qualit di insegnanti nei nostri paesi industriali ci sentiamo coinvolti dal contrasto tra le conquiste tecnologiche delle nostre ricche
societ e i tempi difficili che stiamo affrontando rispetto a mali come
la violenza, la depressione, il fanatismo e la mancanza di scopo e
concentrazione.
Le sole possibilit di prevenzione sembrano stare nelleducazione.
Se fosse reso possibile creare una struttura mentale ben equilibrata in
giovane et, allora probabilmente si stimolerebbe una visione pi obiettiva della realt. stato provato che una diminuzione delle tensioni psicofisiche possono portare ad un corrispondente calo
dellaggressivit. Ci pu essere prodotto con tecniche di lunga tradizione, sperimentate col tempo, come lo yoga.
Quando iniziai per la prima volta a praticare yoga, feci esperienza
degli effetti detti sopra, e ne ricevetti grandi benefici. Questo influ
sulla mia vita quotidiana e sulla qualit del mio lavoro a scuola. Fu
per me una fortuna essere istruita da maestri di yoga provenienti sia
dalloriente sia dalloccidente. Essi mi incoraggiarono a trasferire su
di un piano pratico le tecniche che avevo imparato per mio uso personale. Fin dal 1973, dunque, iniziai a introdurre gli esercizi di rilassamento in tutte le mie lezioni, con il consenso del direttore del liceo
Condorcet.
Allinizio non avevo modelli o referenti cui ricorrere, perch le
pratiche che introducevo nelle aule erano adattate per lapprendimento delle materie scolastiche. Non erano solo indirizzate a alleviare lo stress dei bambini, ma a renderli recettivi alla conoscenza
dellinglese scritto e parlato che io dovevo insegnare loro.

Principi di adattamento
Nei primi tempi il mio adattamento delle pratiche yoga nelle lezioni
era rudimentale. Capii velocemente che molte delle tecniche che senza dubbio erano efficaci su di me, potevano apparire noiose o troppo
difficili per i bambini dei nostri giorni. Cos con le osservazioni e la
partecipazione alla sperimentazione di insegnanti con propensione
comune, mettemmo a punto alcuni principi di adattamento che erano:
1. Rispettare la necessit di movimento e novit che cos caratteristica dei bambini. Questo vero specialmente oggi che anche i bambini piccoli hanno a disposizione una variet di forme di intrattenimento. Dobbiamo comprendere la loro mente dallinizio e lentamente portarli ad apprezzare vie pi calme. Il silenzio e limmobilit
allinizio possono essere imparati attraverso i giochi. Perci un educatore dovrebbe essere allenato a conoscere una gran variet di giochi di questo tipo.
2. Mantenere un certo grado di attrattiva che non dovrebbe mai essere imposta dautorit. Il bambino dovrebbe essere condotto ad amare
i vari esercizi di rilassamento, respirazione e concentrazione.
Linsegnante dovrebbe essere capace di spiegare lo scopo e il valore
di tali giochi ed esercizi ai bambini in maniera conforme alla loro
comprensione. La capacit di un bambino di cogliere le verit pi
profonde non dovrebbe essere sottovalutata.
3. Soddisfare un bisogno e contrastare gli effetti deleteri del sistema
presente. Una piccola storia chiarir ci:
Nasruddin, un famoso personaggio del folklore sufi, stava prendendo dellacqua alla fontana in mezzo alla citt e la versava in una
brocca. I suoi vicini erano sorpresi perch la sua brocca non aveva il
fondo e gli dissero: Non vedi che la tua brocca non ha il fondo?.
Nasruddin rivolse loro uno sguardo interrogativo e replic: Fondo o
non fondo non fa differenza per me. Il mio lavoro versare lacqua.
Allo stesso modo il nostro lavoro versare conoscenza nei cervelli
che sono completamente attraversabili. Tutti conosciamo il detto di

Montaigne: meglio avere teste ben fatte che avere teste stracolme.
La saggezza orientale e occidentale si stanno ora incontrando e
questo forse il tempo in cui il loro messaggio unito pu essere ascoltato. Infine, questi metodi dovrebbero dimostrarsi efficaci sul
piano pedagogico.
Tranquillizzare la mente dei bambini
Lo yoga dovrebbe acquietare la mente cosicch gli strati pi profondi
dellenergia creativa possano emergere. Rendere quieti i bambini in
questo senso pu:
a) Stimolare automaticamente migliori motivazioni. Un giovane
per natura molto curioso e pronto ad imparare. Questo appetito per
lapprendimento necessita solo di essere risvegliato. Appena emerso liberamente, il bambino vorr spontaneamente imparare, senza
questo fluire naturale, nessun reale progresso pu essere visto nei
suoi studi. La scuola dovrebbe essere il luogo dove tenuto vivo il
gusto per lo studio e la personalit degli insegnanti gioca una parte
molto importante sotto questo aspetto, come sar messo in rilievo pi
tardi.
b) Favorire il passaggio tra la comprensione intellettuale e quella di
uso pratico. Ogni nozione che rimane sul piano astratto senza uno
sbocco nel mondo dellazione solo un appesantimento per il cervello e apre la strada allindolenza e alla pigrizia. La reale conoscenza
rende una persona vibrante e viva. Questo particolarmente vero nel
campo dellapprendimento del linguaggio, dove stato trovato che le
tensioni muscolari ed emozionali sono in competizione con il desiderio di comunicare. Sia da giovane che da vecchia una persona pu
conoscere molte regole grammaticali ed espressioni linguistiche, eppure rimanere del tutto incapace di parlare a causa di blocchi interni.
Viceversa, ho trovato rilevanti progressi fatti da allievi medi quando
tali tensioni erano state eliminate. Allora lespressione della conoscenza pu sbocciare fuori, cosa che pu facilmente capitare quando
viene creato un apprezzamento per il soggetto o, pi precisamente,
quando latmosfera dellaula resa accessibile ad un canale di comunicazione.

I punti su esposti, e altri, mi sono diventati pi chiari attraverso un


processo di maturazione. Per essere fedele a questa mia presente relazione, dovrei aggiungere che gli ostacoli che ho incontrato sulla via
mi hanno aiutato a sviluppare un metodo mio personale. In questo
ora non sono sola. Durante gli anni sono stata abbastanza fortunata
da incontrare studiosi che hanno cercato di sviluppare labilit di apprendimento e il benessere dei bambini attraverso esercizi molto simili ai miei. Nella nostra visione, gli effetti di questo tipo di insegnamento non sono unilaterali. Non sono semplicemente di beneficio
per i bambini, ma attraverso un processo di ritorno reagiscono sottilmente anche sul benessere degli insegnanti.
Il crescente impatto della RYE
Sono stata costantemente aiutata da tre fattori:
1. Il saldo supporto delle mie convinzioni.
2. La cooperazione e il supporto dei miei insegnanti di yoga e amici.
3. Il crescente interesse manifestatosi nel mondo delleducazione per
le attivit della RYE.
Cos essa si allargata considerevolmente. Dato che abbiamo cercato
di tenerla aperto ad ogni nuovo sviluppo, la sua flessibilit ha consentito che crescesse in una complessa organizzazione. Cos tutto il
mio tempo libero stato assorbito da problemi di pianificazione e organizzazione. Per esempio: nel 1978 un seminario era abbastanza per
la gente interessata. Nel 1979 ce ne furono due, nel 1980 ci furono
non meno di dieci incontri organizzati per venire incontro alla crescente domanda di educatori. Oggi la RYE ha rami in molte parti del
mondo e vengono tenuti meeting internazionali.
Un punto importante. In accordo con le asserzioni fatte allinizio di
questo testo, desidero aprire le porte del Condorcet a quei metodi che
potrebbero, con lo yoga come nucleo, incentivare il benessere dei
bambini. Mimo, danza, canto, recitazione e molte altre tecniche occidentali trovano posto nella nostra visione.

L'Illuminazione Cellulare
tratto da: Swami Niranjanananda Saraswati, Yoga Sadhana Panorama, ed: Bihar School of Yoga, Munger, Bihar, India.

Si parlava di raggiungimento dell'armonia e della necessit di rieducare la nostra mente e la nostra personalit. Questo stato fin dall'inizio lo scopo fondamentale dello yoga. Il saggio Patanjali, uno dei
primi esponenti dello yoga, ha codificato il sistema yogico; all'inizio
degli Yoga Sutra ha stabilito che lo yoga un metodo attraverso il
quale il praticante pu controllare, modificare e dirigere le vritti, le
modificazioni della mente, permettendogli di fare esperienza del proprio s interiore. Tuttavia, prima di questo, egli fece un'altra affermazione che rappresentata dal primo sutra, "Atha yoga anushasanam".
Generalmente questo sutra stato tradotto come "Ora si comincia
con gli insegnamenti sullo yoga", ma il vero significato di questo sutra "Lo yoga una forma di disciplina interiore". La parola anushasan significa "disciplina", non la disciplina imposta dall'esterno, ma
quella che segue la conoscenza delle aree sottili, non manifeste e
sconosciute della personalit umana.
Capire questo primo sutra molto importante per gli aspiranti yoga, perch fino a quando non comprenderemo questa affermazione,
non potremo progredire ulteriormente nel sistema yogico. Non facile controllare la mente perch non abbiamo tale allenamento. Nello
yoga l'allenamento che viene indicato per controllare la mente e le
vritti comprende il quinto ed il sesto stadio del Raja Yoga, pratyahara
e dharana. E riguardo agli stadi precedenti? Il saggio Patanjali ha
menzionato asana e pranayama. Bench non ci sia alcun riferimento
ai mudra, ai bandha, agli shatkriya e alle altre pratiche fisiologiche,
esse sono state tutte incluse nella descrizione di asana e pranayama,
perch gli yogi hanno sempre creduto che il corpo il veicolo attraverso cui si pu fare esperienza dell'ignoto. Pertanto il raggiungimento di una condizione fisica di equilibrio ed armonia sono necessari

prima di imparare come avere a che fare con la mente.


Armonizzare la struttura fisica
Il corpo decisamente collegato alla mente, ed pi facile per noi
identificarci con i vari stati e le sue diverse condizioni, perch
qualcosa di fisico che pu essere visto. Se c' un taglio, una pustola
od un foruncolo in qualche parte del corpo, non importa quanto piccolo o insignificante esso sia, la nostra attenzione si porta in modo
automatico su di esso, e facciamo ogni tipo di sforzo per curare quella condizione. Tuttavia non facciamo la stessa cosa in relazione alla
mente fino a quando non sopraggiunga una grande biopsia mentale.
Ci tagliamo e ci scottiamo mentalmente molte volte, ma, poich ci
non visibile, lo ignoriamo. Cos il corpo un mezzo molto importante per comprendere la natura e la personalit umana.
I testi classici sullo yoga hanno sottolineato l'importanza di conoscere dapprima che cosa in realt sia il corpo. Le pratiche di asana e
pranayama, non importa quanto semplici o difficili possano essere,
modificano lo stato attuale e la condizione del corpo. Gli Yoga Sutra hanno definito lasana come una postura nella quale l'aspirante
in grado di rimanere stabilmente, senza provare dolore nel corpo. Ci
deve essere totale benessere ed agio. Bench questa particolare affermazione sia stata associata con le posture meditative, essa si riferisce al normale funzionamento e alle normali prestazioni del corpo
umano.
Come vediamo il nostro corpo? Lo vediamo nella forma di diversi
sistemi e di differenti organi.
Lo yoga vede il corpo nella forma di una struttura neuromuscolare e neurocellulare, che incorpora tutti gli organi ed i sistemi,
come quello respiratorio, quello cardiaco, digestivo, muscolare, endocrino, ecc.
Le asana mirano a fornire questa comprensione e controllano l'intera struttura fisica, il corpo e il cervello. Questo rappresenta
laspetto puramente fisico dello yoga che deve essere capito adeguatamente. Quando si comincia a lavorare con le asana, il pranayama, i
mudra, i bandha e gli shatkriya, allora si stimola, si modifica e si armonizza la struttura neuro-muscolare e neuro-cellulare del corpo.

Cinque modi fisici


Il corpo si muove e funziona in cinque modi: il primo modo un naturale stato di attivit, il secondo un'attivit pi gaia e pi dinamica,
per esempio, come la differenza fra camminare e correre. Camminare uno stato di attivit nel quale non c alcun sforzo o alcuna
tensione nel controllare i diversi sistemi del corpo. Quando voi correte invece, il corpo entra in un altro stato e si riscontrano cambiamenti
nei vari sistemi. Noi chiamiamo questo stato "dinamico", come una
natura gioiosa del corpo.
La terza funzione del corpo l'adattabilit: il corpo da solo si sa
adattare. Noi sediamo in una posizione che piega o curva il nostro
corpo, eppure stiamo in maniera confortevole. Quando siamo seduti
su di un divano, quando siamo a letto o siamo in una posizione meditativa, il nostro corpo non dritto e allungato, non allineato, esso
sempre piegato. Cos questo rappresenta l'adattabilit del corpo a una
condizione particolare di piegamento in avanti o indietro. La quarta
funzione del corpo l'equilibrio, e la quinta la fermezza, l'immobilit. Queste sono le cinque funzioni o i cinque stati del corpo neuromuscolare e neuro-cellulare.
Lo yoga ha sempre enfatizzato che si dovrebbe cominciare con
una pratica di base molto semplice, cos da arrivare a conoscere il
proprio corpo, non solo per come si sente la tibia, lo stomaco o i muscoli inferiori del dorso, "Oh, ho fatto quella pratica ed ora mi sento
un po pi rilassato," che solo l'aspetto superficiale; piuttosto sperimentare e conoscere come il corpo si aggiusta, si adatta ed entra nei
diversi modi, dallo stato normale, dal primo modo fino al quinto,
studiare l'immobilit, la calma, il silenzio, ed andare attraverso le altre modalit, quella dinamica, quella gaia, l'adattabilit ad una certa
condizione, l'equilibrio.
In una lezione sulle asana, la consapevolezza del movimento deve
essere sempre enfatizzata; ciascun movimento deve essere conscio e
non inconscio. Questo, nel corso del tempo, diventa parte della nostra
vita: "io sono consapevole che muovo le mie mani", "io sono consapevole che muovo la mia testa", "io sono consapevole che guardo le
persone". Questa consapevolezza, che stata raggiunta attraverso le

pratiche yogiche, diventa una parte spontanea e naturale della vita e


della natura umana. Questo processo rappresenta un progresso nella
struttura neuro-cellulare del corpo fisico.
Effetti delle asana
Cos quando si comincia con qualsiasi asana o qualsivoglia postura,
che cosa in realt sta accadendo nel nostro corpo? A livello neurocellulare e neuro-muscolare il corpo ha subito dei cambiamenti che
non sono stati colti esternamente. Si rimane gli stessi, ma le cellule e
i muscoli hanno subito un trattamento. Se pratichiamo pawanmuktasana, le posizioni dinamiche di surya namaskara, le posizioni intermedie, le posizioni di equilibrio o quelle avanzate come sirshasana
(la posizione sulla testa), mayurasana (la posizione del pavone) o
vrischikasana (la posizione dello scorpione), tutti questi diversi tipi
di asana trasformano la struttura neuro-cellulare del corpo. Quando la
struttura neuro-cellulare si modifica, quale la prima esperienza? La
prima sensazione uno stato di rilassamento. Questo definito come
il libero flusso dell'energia, "io mi sento rilassato". Si verifica un rilascio di tensioni e di blocchi dai muscoli e dalle giunture. Gli organi
diventano attivi e funzionali, senza alcun blocco o alcuno sbilanciamento in essi; tale risultato visto come una forma di terapia.
Sono state condotte molte indagini che hanno dimostrato come, in
certe condizioni, le pratiche di asana siano utili nella terapia dell'asma e del diabete, siano essenziali nell'ipertensione, nell'artrite, nei
disordini digestivi, e persino nel cancro. L'anno scorso stato anche
dimostrato che la sieropositivit potrebbe essere controllata attraverso la pratica dello yoga. Una persona sieropositiva diventata siero
negativa dopo un intero anno di pratiche yogiche. Questo lavoro con
lo yoga e l'AIDS stato sviluppato negli ashram inglesi.
Lo yoga non una cura miracolosa per ogni problema, ma a determinate condizioni pu funzionare. Se la frequenza giusta, se
l'applicazione corretta, allora esso funziona. Se la frequenza sbagliata e l'applicazione corretta, ci vuole un lungo sforzo. Se la frequenza giusta, ma l'applicazione sbagliata, non ci sono risultati.
Pertanto sia la frequenza e sia l'applicazione devono essere presi in
considerazione.

La pratica delle asana considera pratiche di base, intermedie ed


avanzate, come andare dalla modalit uno alla modalit cinque. Insieme con le asana sono state anche usate le tecniche di base degli
shatkriya, le quali aiutano a purificare ed a equilibrare il corpo eliminando tossine e blocchi. Quando si va pi in profondit entro la struttura neuro-cellulare, si arriva alle pratiche di pranayama.
Teoria di pranayama, mudra, bandha
I testi sullo yoga descrivono il pranayama sotto quattro aspetti: primo, il processo di inspirazione, secondo, quello di espirazione, terzo,
il processo di ritenzione del respiro a polmoni pieni, e quarto, il processo di ritenzione a polmoni vuoti. Cos il pranayama viene generalmente messo in relazione col respiro. Patanjali non cercava di farci
credere che solo chiudendo le narici una persona pu raggiungere l'illuminazione. Egli aveva usato la parola "pranayama" per indicare
"lespansione della dimensione del prana". Tutte le tecniche di pranayama che facciamo, come nadi shodhana, bhastrika, bhramari, ujjayi, kapalbhati, surya bheda, chandra bheda, shitali, shitkari o altre
ancora, non sono tecniche di pranayama in senso stretto, esse sono
tecniche di prana nigraha. La parola nigraha significa "controllo".
Controllare e dirigere il respiro con uno specifico scopo, direzione e
proposito non pranayama. Espandere la dimensione del prana il
significato letterale di pranayama. Come accade questo? Per rispondere a questa domanda, prima di tutto bisogna comprendere la struttura neuro-cellulare e le tre suddivisioni che lo yoga ha classificato
all'interno di essa.
La prima suddivisione riguarda larea del perineo, dove avviene il
controllo dei diversi istinti e bisogni, che sono di natura sia fisica che
psicologica. La seconda suddivisione riguarda larea toracica, le cui
funzioni sono anche psichiche e fisiologiche. La terza suddivisione
concerne la testa, dove le funzioni sono fisiche, comprese quelle dei
sensi - degli occhi, delle orecchie, delle narici e della bocca - ma sono anche mentali, compreso il processo del pensiero, della razionalit, ecc. Queste sono le tre distinte suddivisioni che sono state create
dallo yoga per comprendere le varie attivit e manifestazioni del corpo in relazione al mondo esterno ed in relazione all'aspetto sensibile

del mondo interiore. Queste sono le aree che inizialmente vanno conosciute, controllate e armonizzate. Nello yoga queste tre suddivisioni sono note come granthi, blocchi o dimensioni definite di spazio.
Ciascuno di questi granthi in relazione a uno specifico karmendriya, o organo di azione. Il blocco del perineo, lo spazio perineale tra
la regione di manipura e di muladhara, concerne lapparato riproduttivo, che viene considerato un indriya, o organo di azione, che stimola ed influenza uno stato corrispondente nella mente.
Lo stimolo sessuale solo fisico o mentale ed anche emozionale? lappetito solo fisico o ha allo stesso tempo un collegamento
mentale ed emozionale? la paura solo mentale o ha anche un collegamento fisico? Queste sono condizioni interconnesse fra loro. Cos
gli indriya, gli organi dell'azione e della percezione del corpo e della
mente, sono relazionati tutti fra loro.
Lo scopo del pranayama, insieme con le pratiche di mudra e bandha, quello di attivare un movimento nel campo del prana all'interno della struttura cellulare, in modo che esso venga allora sperimentato come uno stato fisico e mentale.
Ci sono tre bandha: mula bandha, la contrazione del perineo, associato con la cavit pelvica, messo in relazione con brahma granthi,
il primo spazio neuro-cellulare; uddiyana bandha, la contrazione dei
muscoli addominali, associato con lo spazio tra l'addome ed il torace,
messo in relazione con il controllo di vishnu granthi, il secondo spazio neuro-cellulare, e jalandhara bandha, la chiusura del mento, che
controlla il terzo spazio neuro-cellulare situato nella testa, rudra
granthi.
Armonia fisica
Il cervello neuro-cellulare, gli organi dell'azione come le braccia e le
gambe, gli organi riproduttivi e quelli dell'eliminazione, gli organi
delle percezioni sensoriali come occhi, naso, bocca, orecchie, e pelle,
tutti mostrano unintima connessione gli uni con gli altri. Infatti, se
voi osservate una sezione trasversale del cervello, esiste una parte
che nota come "homunculus", che significa "piccolo uomo". Diversi indriya, o organi di azione e percezione, sono in relazione a centri
specifici nel cervello; ogni indriya stato assegnato ad una particola-

re regione del cervello. La rappresentazione di questa parte molto


strana. Quando vidi per la prima volta una raffigurazione di ci, pensai che l'avesse disegnata l'artista Salvador Dal, perch i suoi quadri
sono molto simili. Dunque esiste una connessione tra gli organi e il
cervello.
Nella pratica di pranayama stato visto un terzo legame, quello
degli impulsi e delle stimolazioni. Un altro legame stato osservato
nella pratica dei bandha: l'energia, il prana si muove in una direzione
diversa rispetto al suo stato normale. Se siete capaci di comprendere i
prana, sarete capaci di comprendere il vostro comportamento. Cervello, organi, impulsi ed energia pranica, questi quattro interagiscono
gli uni con gli altri e si muovono in modo "turbo", in un modo iperattivo.
Proprio come in un computer si pu passare da venticinque a trentatr megahertz con la sola pressione del bottone "turbo", allo stesso
modo nella pratica effettiva del pranayama, si pu passare dallo stato
normale a quello "turbo". Quindi cosa accade? Le scintille cominciano a volare al nostro interno.
Tuttavia il pranayama qui non si riferisce alle tecniche di respirazione con le quali siamo familiari. Come ho detto prima, queste sono
tecniche di prana nigraha. Non abbiamo ancora praticato pranayama.
stato in Australia che ho fornito per la prima volta la distinzione fra
le tecniche di pranayama e quelle di prana nigraha. Spero di spiegarvi che cosa sia il pranayama e la sottile distinzione che esiste con
prana nigraha; cos sarete in grado di capire cosa sto dicendo ora. Le
scintille cominciano a volare e questa ipermodalit del corpo effettivamente la sua sintonia, l'armonia del corpo con se stesso. Il corpo
diventa in sintonia ed in armonia con se stesso. Non abbiamo ancora
incluso nel quadro il concetto di mente o di spirito. Stiamo parlando
del concetto di armonia fisica, che l'inizio dello yoga. Uso esempi
di pratiche che ci sono familiari, come asana, pranayama e shatkarma; tutti abbiamo fatto esperienza di tali pratiche, ma non le abbiamo
mai osservate da unangolatura estesa. Questo dovuto al fatto che
non abbiamo mai avuto a che fare con lo yoga classico. Nella nostra
tradizione Swami Shivananda ha parlato di yoga in modo ortodosso.
La seconda generazione, Swami Satyananda, Swami Vishnudeva-

nanda, Swami Satchidananda e Swami Venkatesananda, parl di asana e pranayama in modo scientifico. Con la terza generazione, io
spero di ispirare le persone a parlare di yoga in modo classico, che
una comprensione e un approccio diverso dello yoga in relazione alla
totalit della natura umana. Cos quello di cui sto parlando adesso
lo yoga classico e non lapproccio tradizionale o scientifico. Lo yoga
classico integra sia l'approccio tradizionale che quello scientifico.
Stato di festivit
Dopo aver terminato con le pratiche di asana ed essere pervenuti ad
uno stato di calma e di armonia nella struttura neuro-muscolare, possiamo dire che esistono cinque gradi di pranayama. Il primo comincia con l'imparare a respirare correttamente. Il secondo quello per
controllare e dirigere il respiro, il terzo la comprensione degli stati
del corpo e della mente in relazione al respiro. Il quarto livello
quello di diventare consapevoli degli impulsi che vengono generati
nella struttura neuro-cellulare del corpo, divenendo pure consapevoli
della relazione fisica e pranica che esiste fra il corpo ed il cervello. Il
quinto infine permettere al prana di dominare le funzioni del corpo.
Esistono perci cinque gradi di pranayama: i primi tre sono noti come prana nigraha e gli ultimi due sono il vero e proprio pranayama.
Nel quarto e nel quinto grado del pranayama, la cavit perineale,
la cavit toracica e quella cranica sono riunite in una sola: ha luogo la
fusione dei vari prana, e qui ho usato la parola prana al plurale, perch il prana non uno solo. Esistono diversi tipi di prana; ad esempio
apana, forza che situata all'interno del perineo ed un prana che si
muove verso il basso. Essa responsabile dell'eliminazione dei prodotti di scarto dal corpo, della secrezione e dell'urinare, dello scarico
di qualunque cosa dal corpo, in modo che esso si mantenga in uno
stato di benessere e di equilibrio. Per cui, quando il flusso di questo
prana viene modificato dalle pratiche di pranayama, unitamente alle
pratiche di bandha e mudra, l'energia dissipata viene riconvogliata e
focalizzata internamente.
In questo modo si lavora su differenti tipi di prana, orientandoli e
facendo esperienza dell'attivit opposta di queste forze. Quando
laspirante fa esperienza dellattivit opposta del prana, allora l'ipe-

rattivit risultante o l'aumento nella generazione di impulsi e di prana, controlla in maniera totale la mente e le funzioni cerebrali. Il corpo entra allora in uno stato di estasi, di euforia, di festivit; in questo
stato ogni cellula danza e vibra con gioia. Ogni cellula pulsa di vita.
Questo fenomeno rappresenta la festa fisica raggiunta attraverso la
giusta pratica delle asana e del pranayama.

Prana Mudra Pranayama


Tratto da: Swami Niranjanananda Saraswati, Prana, Pranayama,
Prana Vidya ed. Yoga Publications Trust, Munger ,Bihar, India

Prana mudra pranayama, anche conosciuto come shanti mudra (invocazione di pace), unattitudine interiore di pace e serenit, e
unattitudine esteriore di offerta e ricezione di prana o energia dalla
sorgente cosmica.
Questo mudra, o attitudine di tutto il corpo e di tutto lessere,
una delle invocazioni per ricevere le radiazioni del sole e del cielo,
sia sul piano fisico sia su quello dellimmaginario. Se si desidera pu
essere praticato allalba, guardando il sole, ma non necessario perch ci che realmente facciamo risvegliare lenergia vitale, o Prana
Shakti, che in noi.
Questo pranayama crea forza e sicurezza personali ed una condizione di brillante salute interiore.
Prana mudra uneccellente tecnica premeditativa, ma pu essere
praticato in ogni momento. Sviluppa una maggiore consapevolezza
del sistema pranico delle nadi e dei chakra e del flusso sottile dei
prana vayu.
Tecnica
Sedete in una posizione meditativa - assicuratevi che la colonna vertebrale e il capo siano allineati - chiudete gli occhi e mettete le mani
in grembo in bhairava mudra.
Stadio 1
Espirate il pi profondamente possibile, contraendo i muscoli addominali per espellere la massima quantit daria dai polmoni - praticate mula bandha mentre contemporaneamente trattenete fuori il respiro con la consapevolezza in muladhara chakra - trattenete il respiro
finch ci confortevole.

Stadio 2
Rilassate mula bandha e lentamente inspirate, espandendo laddome
finch del tutto pieno, per ricevere nei polmoni il massimo volume
daria - contemporaneamente sollevate le mani fino a portarle di
fronte allombelico - le mani dovrebbero essere aperte, con le dita in
direzione le une delle altre, ma non a contatto, i palmi sono rivolti al
tronco - il movimento delle mani dovrebbe essere coordinato con
linspirazione addominale - non dovrebbe esserci rigidit nelle braccia e le mani e le dita dovrebbero essere rilassate - durante questo
stadio, mentre inspirate dalladdome, cercate di sentire il prana o energia vitale che condotto da muladhara chakra a manipura chakra
nella colonna vertebrale.
Stadio 3
Continuate linspirazione espandendo il torace - contemporaneamente continuate il movimento di ascesa delle mani - e alla fine
dellespansione del torace le mani dovrebbero essere direttamente di
fronte al cuore - sentite lenergia pranica che condotta da manipura
chakra ad anahata chakra mentre inspirate - potete anche sentire una
pulsazione nellarea del cuore.
Stadio 4
Cercate di accogliere ancora pi aria nei polmoni alzando le spalle durante questa azione sentite il prana che condotto fino a vishuddhi
chakra e poi che si espande come unonda ad agya chakra - coordinate il movimento delle mani con il respiro sollevando le mani di fronte
alla gola.
Stadio 5
La vostra consapevolezza dovrebbe muoversi in un flusso calmo e
continuo, in armonia e coordinazione con il respiro e il movimento
delle mani che salgono e scendono da muladhara a sahasrara e di
nuovo a muladhara.
Quando la pratica perfezionata il respiro pu essere visualizzato in
una nuvola di luce che sale e scende lungo sushumna nadi nella co-

lonna

vertebrale.

Glossario
dharana: concentrazione; sesto stadio dellashtanga yoga.
dhyana: stato di meditazione; unidirezionalit della mente; settimo
gradino dellashtanga yoga.
mudra: letteralmente significa gesto; attitudine fisica, mentale e
psichica che esprime e canalizza lenergia cosmica.
bandha: blocco o chiusura energetica psicomuscolare.
shatkriya: le sei pratiche di purificazione dellHatha Yoga - neti,
dhauti, nauli, basti, kapalbhati, trataka.
karmendriya: i cinque organi dazione - piedi, mani, corde vocali,
ano, organi sessuali.
granthi: i tre nodi psichici situati lungo sushumna nadi che impediscono il movimento verso lalto della kundalini.
brahma granthi: nodo psichico della creazione situato in muladhara
chakra; simboleggia lattaccamento materiale e sensuale.
rudra granthi: nodo di Shiva; nodo psichico situato in agya chakra; simboleggia lattaccamento ai siddhi o attributi della mente superiore.
vishnu granthi: nodo psichico situato in anahata chakra; simboleggia
la schiavit dellattaccamento personale ed emozionale.
apana: sub-prana che si muove verso il basso dallombelico verso il
perineo nella regione inferiore delladdome, responsabile per
leliminazione e la riproduzione.