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DARWIN E LA TEORIA DELLEVOLUZIONE

La teoria dellevoluzione, e spiega come le specie si modificano nel tempo, formulata da Darwin a met del 19 secolo.
Tuttavia, bench si debba a Darwin il merito di aver fornito per primo una spiegazione scientifica dellevoluzione, le sue
idee non erano del tutto nuove. Fin dallantichit, infatti, diversi pensatori come Anassimandro, Epicuro, Democrito e
molti altri, avevano concepito lidea che gli esseri viventi avessero subito trasformazioni.
Nel settecento, Linneo, biologo svedese, scrisse nel suo Systema Naturae il sistema di nomenklatura tuttora in uso
per classificare migliaia di piante di animali. Egli rimaneva per dellidea che le specie non erano cambiate nel tempo:
era infatti un sostenitore delle tesi fissiste.
Alla fine del 18 secolo era prevalente lidea che le specie fossero il risultato di una creazione divina e che fossero
sempre esistite con le caratteristiche attuali. Buffon potrei primi a dubitare della fissit delle specie, anche se vago era il
meccanismo evolutivo proposto. Cuvier un avversario delle teorie evolutive e formul la teoria catastrofista, secondo la
quale una serie di catastrofe, tra cui il diluvio universale, avrebbe portato allestinzione delle specie ed ogni catastrofe
sarebbe seguita la creazione di una nuova specie. Furono Lamark e Darwin a proporre che le specie potessero subire
cambiamenti nel tempo, evoluzione, anche se due scienziati si differenziano per i meccanismi proposti come base
dellevoluzione.
La teoria di Lamark era basata sullereditariet dei caratteri acquisiti: i singoli organi degli organismi diventerebbero pi
o meno sviluppati secondo luso o disuso e questi cambiamenti verrebbero trasmessi dai genitori e figli. Lesempio pi
famoso quello del collo della giraffa: il lungo collo della giraffa, per scienziato, si sarebbe evoluto quando il corto collo
degli antenati della giraffa, per nutrirsi delle foglie e rami pi alti degli altri, si cominci ad allungare. Questo carattere
acquisito sarebbe quindi stato trasmesso alla prole.
Darwin, nella famosa lorigine delle specie propose la teoria dellevoluzione, che, insieme le teorie di Copernico e
Galileo, costituisce una delle pi importanti rivoluzioni scientifiche. Essenzialmente Fu il suo viaggio di cinque anni
intorno al mondo e le sue osservazioni fatte alle isole Galapagos ad ispirare la sua teoria. Durante la sua visita alle
Galapagos, Darwin not che in quelle isole vivevano molti organismi che presentavano caratteristiche uniche, simili, ma
non identiche a quelle delle piante e degli animali del continente pi vicino. Le singole isole, tra laltro, erano popolate
da specie diverse da quelle rinvenute sulle altre isole. Una volta rimpatriato Darwin cominci a comporre un lungo
saggio che descriveva la teoria dellevoluzione. Era, tuttavia, indeciso se pubblicare o meno il suo scritto. Si fece coraggio
quando a met degli anni 50, Wallace chiese a Darwin di valutare un suo manoscritto e di darvi un parere
sullopportunit di pubblicarlo: lopera che fu presentata Darwin era molto simile a quella che lui aveva intenzione di
pubblicare. Cos, nel 1859, Darwin pubblic lorigine delle specie per selezione naturale, con la quale offriva al mondo
una spiegazione logica sullevoluzione.
Darwin dimostr che le specie attuali derivano da una successione di specie antenate, attraverso un processo che
chiam discendenza per modificazioni. Secondo la sua teoria, tutte le specie viventi sono tra loro imparentate, e
discendono da un unico antenato comune. Si pu pensare alla storia della vita come un grande corallo con tante
ramificazioni, dove ogni punto di biforcazione dei rami era presente al momento in cui da una comune linea di
discendenza sono nati si sono evolute nuove specie.
Gran parte dell Origine delle specie dedicata la spiegazione di come gli organismi si sono adattati al loro ambiente.
Darwin porta alcuni esempi di piante animali domestici, i cui caratteri sono stati modificati attraverso un processo
chiamato selezione naturale. Darwin spiega che in natura ha luogo un processo simile a questo tipo di selezione, che lui
chiama selezione naturale. Egli parte da due osservazioni:
1. Spesso i membri di una popolazione hanno caratteri variabili, la maggior parte dei quali ereditata dai genitori;
2. Tutte le specie possono generare una prole pi numerosa di quella che poi pu trovare sostentamento
nellambiente.
Darwin aveva letto il saggio delleconomista inglese Malthus. Nei suoi scritti Malthus sosteneva che gran parte delle
sofferenze umane fosse la conseguenza del fatto che le popolazioni umane tendono a crescere pi rapidamente delle
risorse disponibili per sostenerli. Darwin dedusse che tale aspetto portava necessariamente a una lotta per lesistenza,
dalla quale solo una parte della prole meglio adattata allambiente riusciva a sopravvivere e a riprodursi. Partendo da
questi fattori, il naturalista trasse due conseguenze:
1. Gli individui in possesso di caratteri ereditari che conferiscono loro una maggiore possibilit di sopravvivere e di
riprodursi tendono ad avere una prole pi numerosa;
2. Nel corso delle generazioni i tratti posseduti degli individui in grado di sopravvivere riprodursi diventeranno pi
comuni nelle popolazioni.
Visto ci che poteva fare la selezione artificiale in un tempo relativamente breve, Darwin immagin cosa poteva fare la
selezione naturale nellarco di centinaia di anni. Se lambiente fosse cambiato o gli individui si fossero spostati gli effetti
de un esempio di avrebbe favorito in atto avrebbe favorito le caratteristiche pi adatte alle nuove condizioni. In caso di
cambiamenti esterni la prospettiva peggiore sarebbe restrinsi lestinzione, un evento che comporta la perdita di una o
pi specie e che stato frequente nella storia della terra.

Un esempio di selezione naturale allarmante rappresentato dallevoluzione di centinaia di insetti della resistenza i
pesticidi. Ogni volta che viene introdotto un nuovo veleno per il controllo degli insetti in agricoltura, accade sempre la
stessa storia: quando il veleno viene irrorato, essa elimina il 99% degli insetti, ma le successive applicazioni sono sempre
meno efficaci. I pochi sopravvissuti, infatti, sono insetti resistenti al pesticida, che si riproducono dando vita a nuovi
individui resistenti al veleno. importante notare che, pi che un meccanismo creativo, la selezione naturale assomiglia
a un processo di revisione correzione del materiale esistente. In presenza di un pesticida, infatti, essa non crea gli allegri
che consentono agli insetti di sopravvivere, ma permette agli insetti gi in possesso degli alleli resistenti di sopravvivere
rispetto agli altri.
Darwin svilupp la sua teoria della discendenza con modificazioni studiando soprattutto i fossili: la scienza che studia
queste rocce detta paleontologia.
I fossili possono formarsi in diverse maniere. Le sostanze organiche di un organismo morto di solito subiscono una
rapida degradazione: le partiture di un animale possono, per, essere conservate sotto forma di fossili. Molti fossili che i
paleontologi hanno ritrovato non sono resti di antichi organismi, bens i loro carichi. Esistono anche tracce fossili, cio
forme, tane gli altri segni lasciati dalle attivit di organismi vissuti in un lontano passato. Alcuni fossili contengono anche
materiale organico.
La documentazione fossile, ossia i fossili considerati nella sequenza con cui si presentano negli strati di rocce
sedimentarie, fornisce alcune delle prove pi convincenti dellevoluzione. Nel corso di milioni di anni, i depositi si
sovrappongono comprimendo i sedimenti di antichi e trasformandoli in rocce. Quando gli organismi muoiono, si
possono depositare insieme ai sedimenti, venendo inglobati nelle rocce. Studiando gli strati delle rocce si pu risalire
allet relativa dei fossili.
I pi antichi fossili conosciuti risalgono circa a 3,5 miliardi di anni fa, e appartengono ad organismi procarioti. Gli
eucarioti pluricellulari comparvero pi di 1 miliardo di anni dopo. Ai tempi di Darwin la documentazione fossile era
scarsa, ma ai giorni nostri tali lacune sono state colmate. Per esempio, una serie di fossili ci permette di ricostruire
Levoluzione dei cetacei da mammiferi quadrupedi: I cetacei attuali hanno arti anteriori modificati, che svolgono la
funzione di pinne, ma non hanno arti posteriori, sebbene posseggano piccole ossa corrispondenti ad arti posteriori.
Negli ultimi anni stata scoperta una straordinaria serie di fossili che documenta il passaggio della vita dei cetacei dalla
terraferma allacqua.
La meticolosa documentazione convinse molti scienziati del tempo di Darwin ad appoggiare la sua teoria.
Tra le prove che il naturalista port a sostegno della sua tesi ci fu unosservazione sulla distribuzione geografica delle
specie, quella che oggi viene chiamata biogeografia. Darwin not che le specie animali dellisole Galapagos somigliavano
pi a quelli che vivevano sul continente, rispetto a quelle che abitavano su altre isole simili. La spiegazione pi logica era
che le specie dellisole Galapagos se fossero evolute da animali immigrati dallAmerica del sud. Tra gli altri esempi cera
quello della fauna dei marsupiali, esclusiva dellAustralia: tali animali si erano evoluti nellisolamento dopo che lattivit
geologiche avevano separato continente dalle altre terre emerse sulle quali si sono diversificati i mammiferi.
Anche lanatomia comparata, che confronta le strutture anatomiche di diverse specie, fornisce allevoluzione
importanti conferme. Le somiglianze anatomiche esistenti tra molte specie confermano lipotesi di una discendenza
comune. definita omologia la somiglianza delle caratteristiche di due specie che discendono da un antenato comune.
Guardando, desempio, latto anteriore degli esseri umani, dei gatti, delle balene e dei pipistrelli si nota come essi siano
formati dagli stessi elementi scheletrici. La spiegazione pi logica della loro somiglianza che il braccio umano e le
zampe dei vari animali siano tutte variazioni di strutture anatomiche che erano presenti in un antenato comune e, in
seguito, si sono adattate a funzioni diverse. Le strutture che sono simili, ma hanno compiti diversi in organismi diversi,
sono chiamate strutture omologhe.
Anche lembriologia comparata, cio il confronto dei primi stadi di sviluppo delle differenti specie animali, rivela ulteriori
omologie. Durante lo sviluppo tutti gli embrioni dei vertebrati hanno una coda e strutture chiamate tasche faringee. Da
queste strutture embrionali omologhe si sviluppano infine strutture con funzioni diverse. Altre delle pi interessanti
strutture omologhe sono gli organi vestigiali, strutture che hanno unimportanza marginale in una specie o, in alcuni
casi, non hanno alcuna funzione: Basti pensare alle piccole ossa corrispondenti agli arti posteriori nelle balene.
Per rappresentare le relazioni tra le specie, i biologi si sono serviti degli alberi evolutivi, diagrammi che mostrano le
sequenze di diramazioni successive che hanno portato allevoluzione della specie a partire da antenati comuni. La
sequenza pu essere determinata tramite le analogie anatomiche e molecolari.
Alcune caratteristiche omologhe, come il codice genetico, sono condivise da tutte le specie: risalgono, quindi, ad un
lontano passato. Quelle che si sono evolute pi recentemente sono condivise, invece, da gruppi pi piccoli di organismi.
In un albero evolutivo ogni punto di ramificazione corrisponde al punto in cui lantenato comune si diversificato nelle
varie specie viventi. Essi sono ipotesi che riflettono lattuale interpretazione dei dati in nostro possesso sulle origini
evolutive della specie.