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Salvami Regina

Numero 33
Agosto 2006
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DALLA FAMIGLIA
ALLA SANTIT
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agari i mortali conoscessero il
valore della grazia divina, co-
me bella, nobile, preziosa;
quante ricchezze nasconde in
s, quanti tesori, quanto giubilo e delizia!
Senza dubbio, allora, essi impiegherebbe-
ro tutto il loro impegno e cura per trova-
re pene e afflizioni! Andrebbero tutti in
giro per la terra a cercare, al posto di for-
tune, le difficolt, le molestie e i tormen-
ti, al fine di possedere linestimabile teso-
ro della grazia. questa la spesa e il gua-
dagno iniziale della pazienza. Nessuno si
lamenterebbe della croce n delle soffe-
renze che gli capiterebbero, se conosces-
se la bilancia dove sono pesate per essere
distribuite agli uomini.
(Dagli scritti di
Santa Rosa di Lima, vergine)
Il Valore della Grazia Divina
San Domenico
presenta Santa Rosa a
Dio, tramite le mani di
Maria, come fragrante
fiore dellOrdine
Domenicano (Museo
della cattedrale di
Lima, Per)
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Numero 33 Agosto 2006
Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D. L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art. 1, comma 2, DR PD - Periodico dellAssociazione Madonna di Fatima - Maria, Stella della Nuova Evangelizzazione
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Anno VIII, numero 33, agosto 2006
Direttore responsabile:
Zuccato Alberto
Redazione e Amministrazione:
Via San Marco, 2A
30034 Mira (VE)
CCP 13805353
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ARALDI DEL VANGELO
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Gli articoli di questa rivista potranno essere
riprodotti, basta che si indichi la fonte e si invii
copia alla Redazione. Il contenuto degli articoli
firmati di responsabilit dei rispettivi autori.
Salvami
Regina
Periodico dellAssociazione
Madonna di Fatima - Maria, Stella
della Nuova Evangelizzazione
Scrivono i lettori ............................................................................................................ 4
Quam dilecta tabernacula tua! (Editoriale) ........................................................... 5
La voce del Papa ............................................................................................................. 6
Commento al Vangelo Salvare o perdere la vita? .................................................. 10
Il Papa a Valencia ......................................................................................................... 17
Congresso Teologico Pastorale sulla famiglia ........................................................ 20
San Bernardo di Chiaravalle Monaco, mistico e profeta ...................................... 22
Araldi nel Mondo ......................................................................................................... 26
I Vangeli Apocrifi ......................................................................................................... 30
Celibato sacerdotale Ostacolo o dono dellamore di Dio? ..................................... 33
La gioia di vivere in famiglia ..................................................................................... 36
Educare, nobile opera sociale al giorno doggi ......................................................... 39
accaduto nella Chiesa e nel mondo ......................................................................... 42
Storia per bambini...- Un delinquente tra 56 innocenti ........................................... 46
I santi di ogni giorno ................................................................................................... 48
Il Calice della Prima Messa ........................................................................................ 50
Nella Casa degli Araldi a Maputo (Mozambico) si prepara ogni anno
un gran numero di giovani alla Prima Comunione (pagg.26-27)
Incontro di Ges
dodicenne nel
Tempio, di
Simone Martini
(Foto: The
Bridgeman Art
Library)
SCRIVONO I LETTORI
4 Salvami Regina Agosto 2006
DONO MERAVIGLIOSO
Ricevo abitualmente la sua rivi-
sta e Le sono infinitamente grata, ora
mi sento libera e felice anche di af-
frontare ogni imprevisto. Nellultimo
numero ho ricevuto un dono meravi-
glioso che accompagna ogni mio pas-
so, e per questo vorrei ringraziarLa;
ne ho parlato a mia mamma e mi ha
chiesto se poteva abbonarsi anche lei
alla rivista.
Maria G. Z.
Galliera Veneta (PD)
LA PREGO, LE PARLO, LA INVOCO
Ho ricevuto con tanto piacere il
Sacro Cuore di Ges. Per lennesima
volta il mio cuore ha sussultato nel
vederlo dentro quella busta da lei in-
viatami. Come ha sussultato il giorno
che ho ricevuto la Madonna di Fati-
ma e anche quando ho ricevuto la co-
rona del Rosario e limmagine della
Sacra Famiglia.
Ora le spiego cosa mi succede
quando osservo quel volto meraviglio-
so della Madonna! La prego, Le parlo,
La invoco e Le dico: Madonnina mia
bella!. Il Suo volto mi da tanta sere-
nit e Le dico anche che dopo averLa
incorniciata Lho appesa sopra il mio
letto, dove recito il Santo Rosario.
Carmen S.
Finale Emilia (MO)
RICCA DI FEDE E DI SPERANZA
Grazie per avermi inviato il libric-
cino storie per bambini o adulti pieni
di fede. Lho letto e mi piace molto,
mi ha fatto riflettere molto grazie an-
che alla morale di ogni favola. In par-
ticolare mi ha colpita la favola dei tre
arbusti, mi ha fatto capire il vero signi-
ficato di molte cose Se me ne volete
inviare degli altri vi ringrazio di cuore.
Questo stato molto utile, lo consiglio
a tutte le persone che amano Dio e,
credono in lui come me, grazie ancora
per avermi fatta partecipe di una cosa
cos bella e utile, ma soprattutto ricca
di fede e di speranza, grazie a tutti.
Vorrei ricevere i giornalini o altri
libri, perch mi piacciono molto e mi
aiutano a riflettere, sul vero messag-
gio delle cose.
Per e-mail
L. Conte
SOSTEGNO SPIRITUALE
Siamo una piccola famigliola che
sta attraversando un brutto momen-
to, ma ogni volta che nella cassetta
della posta trovo la vostra corrispon-
denza penso e spero con tutto il cuo-
re che la Madre di Dio e nostra non
si dimentichi mai di noi.
Grazie con tutto il cuore del vo-
stro sostegno spirituale.
Anna T. C.
Roma
MI PAREVA CHE GES STESSE
UTILIZZANDO IL VOSTRO
GIORNALE PER RISPONDERMI
Voglio ringraziarla per la rivista
Salvami Regina che ogni mese mi
giunge a casa. Inizialmente avevo po-
co tempo per leggerla, ma ultimamen-
te ho avuto occasione di approfondire
alcuni suoi articoli e li ho trovati mol-
to interessanti e stimolanti. In partico-
lare, ho gradito molto lultimo nume-
ro di giugno, dedicado al Sacro Cuo-
re di Ges, soprattutto il commento
al Vangelo La burrasca: un castigo o
una grazia?, che ho trovato davvero
illuminante. In effetti, proprio ieri ri-
pensavo ad alcune questioni di fede su
cui da tempo mi interrogavo, in parti-
colare sulla facilit che spesso abbia-
mo di dimenticarci del Signore quan-
do le cose vanno bene, salvo poi ricor-
rere al Suo aiuto ed alla Sua miseri-
cordia quando sperimentiamo la sof-
ferenza e langoscia. Mi chiedevo in-
fatti se ci fosse un modo per evitare
quellapatia e quella sufficienza che a
volte sopravviene nei momenti in cui
tutto ci va bene, proprio perch ci sen-
tiamo sicuri di noi stessi: apatia e suf-
ficienza che ci rendono in brevissimo
tempo inclini a credere alle tentazio-
ni, e quindi a perdere la grazia del Si-
gnore e infine a cadere nello sconfor-
to. Proprio oggi, leggendo larticolo ci-
tato, ho trovato subito tante risposte
alle mie domande e ho avuto cos la
bellissima sensazione che Ges stes-
se utilizzando il vostro giornale per ri-
spondere prontamente ai miei dubbi e
alle mie perplessit! Vi faccio quindi
i miei complimenti per come trattate
argomenti tanto importanti e delica-
ti, con documentazioni accurate trat-
te dalle Sacre Scritture, dai Padri della
Chiesa e da altri grandi teologhi, anti-
chi e contemporanei.
di grande conforto e soddisfa-
zione, per un fedele laico che non ha
studiato teologia, poter attingere a
spiegazioni tanto profonde e, al tem-
po stesso, cos facilmente comprensi-
bili! Grazie per lopera di evangeliz-
zazione che perseguite, con tanta se-
riet e competenza: continuate cos.
Maria W. (TV)
ANNINA E LE FARFALLE
Tutti i mesi leggo con grande avi-
dit la vostra Rivista. Desidero felici-
tarmi con voi per la Storia per Bam-
bini Annina e le farfalle. Realmen-
te, mi ha fatto comprendere come
Dio si avvale delle sofferenze e delle
apparenti contrariet, per farci cre-
scere nellunione con Lui; dunque
dobbiamo accettare ogni sofferenza
per amore di Colui che ha dato il suo
prezioso sangue per redimerci. Spero
un giorno di poter conoscere il vostro
Presidente Generale.
Jos Gabriel Mir
Santo Domingo,
Repubblica Domenicana
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ditoriale

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Agosto 2006 Salvami Regina 5
uanto sono amabili le tue dimore, Signore! (Sl 84, 2).
Tra le molteplici crisi del mondo contemporaneo, una del-
le pi gravi e dalle conseguenze pi profonde, quella della
famiglia. talmente desolante la sua situazione che non sono
pochi a immaginarla sullorlo della completa estinzione. Ora,
questepilogo impossibile, poich essa unistituzione divina, come inse-
gna una delle benedizioni del Rituale del Matrimonio: O Dio, in te, la don-
na e luomo si uniscono,e la prima comunit umana, la famiglia,riceve in do-
no quella benedizioneche nulla pot cancellare,n il peccato originalen le
acque del diluvio. Soprattutto, stata elevata alla condizione di Sacramen-
to dallUomo-Dio.
Non si pu comunque negare che la santit e la stessa stabilit della fami-
glia si trovino gravemente minacciate; e i Papi non cessano di allertare su que-
sto grande male: la disgregazione familiare. Economizziamo tempo e spazio,
lasciando da parte altri aspetti del problema e concentriamo la nostra atten-
zione sulle sue cause.
Queste, daltronde, possono ridursi a una sola: il fatto che si vuole espel-
lere Dio dalla societ. Le altre cause sono soltanto uninevitabile conseguen-
za di questa. Laicismo, materialismo, consumismo, divorzio, unioni illegitti-
me, ecc, sono figlie e nipoti del ritorno sulla terra di quellurlo deicida di al-
tri tempi: CrocifiggiLo, crocifiggiLo!
Se le famiglie decidono di riprendere il principio del proprio carattere sa-
crale e, pertanto, cristiano, la faccia della terra sar rinnovata, perch la fami-
glia deve essere, prima di tutto, un Tabernacolo del Signore. Questa concezio-
ne religiosa nasce dalla stessa essenza e natura del matrimonio. Neppure i pa-
gani sono sfuggiti a questa visualizzazione, tanto vero che veneravano due
dei protettori della famiglia e offrivano loro sacrifici.
Per i cristiani, labitazione familiare un tempio dove si trovano preghiera,
predicazione e sacrificio. La benedizione degli alimenti, lazione di grazie, la
recita collettiva del rosario e altre pratiche di devozione, la Pasqua e il Natale
in comune, ecc., costituiscono la preghiera nella Chiesa domestica.
San Giovanni Crtisostomo raccomandava vivamente ai padri di famiglia, a
Costantinopoli e ad Antiochia, di convertire le loro case in veri templi. Dove-
vano ripetere l quello che avevano appreso nella Chiesa. SantAgostino an-
dava ancor pi lontano, attribuendo loro funzioni episcopali, in quanto re-
sponsabili della trasmissione della vera dottrina dentro casa.
Tuttavia, la pi efficace predica fatta attraverso lesempio. Se lambien-
te domestico un tempio del Signore, oltre alla preghiera e alla predicazio-
ne, esso esige sacrificio; vi si deve offrire una vittima: Vi esorto dunque, fratel-
li, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, san-
to e gradito a Dio (Rm 12, 1)
Non si pu costruire una nuova era con famiglie disgregate. Solamente con
famiglie ben formate e devote avremo una societ robusta e sana. Nessunal-
tra epoca ha avuto tanto bisogno di famiglie che diano alla societ buoni citta-
dini, autentici pilastri e mura per la salvezza e la sicurezza del buon rapporto
umano. Questo nobile e indispensabile obiettivo sar raggiunto soltanto con
la restaurazione di questa cellula-mater della civilt, secondo lo spirito, la mo-
rale e la dottrina della Santa Chiesa.
QUAM
DILECTA
TABERNACULA
TUA!
La voce del Papa
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6 Salvami Regina Agosto 2006
PASSI DEL DISCORSO A VALENCIA, 8 LUGLIO
La famiglia, fondamento
e centro della societ
La convivenza familiare comporta una vocazione alla santit, un bene
insostituibile per i figli, un mezzo efficace di trasmettere la fede, fonte di
vera gioia e scuola di formazione di persone libere e responsabili.
a famiglia unistituzione
intermedia tra lindividuo
e la societ, e niente pu
supplirla totalmente. Essa
stessa si fonda soprattutto
su una profonda relazione interperso-
nale tra il marito e la moglie, sostenuta
dallaffetto e dalla mutua comprensio-
ne. Per questo riceve labbondante aiu-
to di Dio nel sacramento del matrimo-
nio che comporta una vera vocazione
alla santit. Possano i figli sperimenta-
re pi i momenti di armonia e di affet-
to dei genitori che non quelli di discor-
dia o indifferenza, perch lamore tra il
padre e la madre offre ai figli una gran-
de sicurezza ed insegna loro la bellezza
dellamore fedele e duraturo.
Proclamare la verit sulla
famiglia e offrirle appoggio
La famiglia un bene necessa-
rio per i popoli, un fondamento indi-
spensabile per la societ ed un gran-
de tesoro degli sposi durante tutta la
loro vita. un bene insostituibile per
i figli che devono essere frutto del-
lamore, della donazione totale e ge-
nerosa dei genitori. Proclamare la ve-
rit integrale della famiglia, fondata
nel matrimonio come Chiesa dome-
stica e santuario della vita, una gran-
de responsabilit di tutti.(...)
Le sfide della societ attuale, se-
gnata dalla dispersione che si gene-
ra soprattutto nellambito urbano, ri-
chiedono la garanzia che le famiglie
non siano sole. Un piccolo nucleo fa-
miliare pu trovare ostacoli difficili
da superare se si sente isolato dal re-
sto dei suoi familiari e amici. Perci,
la comunit ecclesiale ha la responsa-
bilit di offrire sostegno, stimolo e ali-
mento spirituale che fortifichi la coe-
sione familiare, soprattutto nelle pro-
ve o nei momenti critici. In questo
senso, molto importante il ruolo del-
le parrocchie, cos come delle diverse
associazioni ecclesiali, chiamate a col-
laborare come strutture di appoggio e
mano vicina della Chiesa per la cresci-
ta della famiglia nella fede.
Cristo ha rivelato quale sempre
la fonte suprema della vita per tut-
ti e, pertanto, anche per la famiglia:
Questo il mio comandamento: che
vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho
amati. Nessuno ha un amore pi gran-
de di questo: dare la vita per i propri
amici. (Gv 15,12-13). Lamore di Dio
stesso si riversato su di noi nel batte-
simo. Per questo le famiglie sono chia-
mate a vivere quella qualit di amore,
poich il Signore colui si fa garante
che ci sia possibile per noi attraverso
lamore umano, sensibile, affettuoso e
misericordioso come quello di Cristo.
Formare persone libere e
responsabili, altro importante
compito della famiglia
Insieme alla trasmissione della fe-
de e dellamore del Signore, uno dei
compiti pi grandi della famiglia
quello di formare persone libere e
responsabili. Perci i genitori devo-
no continuare a restituire ai loro fi-
gli la libert, della quale per qualche
tempo sono garanti. Se questi vedono
che i loro genitori - e in generale gli
adulti che li circondano - vivono la vi-
ta con gioia ed entusiasmo, anche no-
nostante le difficolt, crescer pi fa-
cilmente in essi quella gioia profon-
da di vivere che li aiuter a supera-
re con buon esito i possibili ostaco-
li e le contrariet che comporta la vi-
ta umana. Inoltre, quando la famiglia
non si chiude in s stessa, i figli con-
tinuano ad imparare che ogni perso-
na degna di essere amata, e che c
una fraternit fondamentale univer-
sale fra tutti gli esseri umani.
Agosto 2006 Salvami Regina 7
La trasmissione della
fede nella famiglia
Questo 5 Incontro cinvita a ri-
flettere su un tema di particolare im-
portanza e che comporta una grande
responsabilit per noi: La trasmis-
sione della fede nella famiglia. Lo
esprime molto bene il Catechismo
della Chiesa Cattolica: Come una
madre che insegna ai suoi figli a par-
lare, e quindi a comprendere e a comu-
nicare, la Chiesa nostra Madre, ci in-
segna il linguaggio della fede per intro-
durci nellintelligenza della fede e nella
vita di fede (n. 171).
Come viene simbolizzato nella li-
turgia del battesimo, con la consegna
del cero acceso, i genitori sono asso-
ciati al mistero della nuova vita come
figli di Dio che si diventa per mezzo
dellacqua battesimale.
Trasmettere la fede ai figli, con
laiuto di altre persone e istituzioni
come la parrocchia, la scuola o le as-
sociazioni cattoliche, una responsa-
bilit che i genitori non possono di-
menticare, trascurare o delegare to-
talmente. La famiglia cristiana chia-
mata Chiesa domestica, perch manife-
sta e attua la natura comunionale e fa-
miliare della Chiesa come famiglia di
Dio. Ciascun membro, secondo il pro-
prio ruolo, esercita il sacerdozio battesi-
male, contribuendo a fare della famiglia
una comunit di grazia e di preghiera,
una scuola delle virt umane e cristiane,
il luogo del primo annuncio della fede
ai figli (Catechismo della Chiesa Cat-
tolica. Compendio, 350). E inoltre: I
genitori, partecipi della paternit divina,
sono per i figli i primi responsabili del-
leducazione e i primi annunciatori del-
la fede. Essi hanno il dovere di amare e
di rispettare i figli come persone e come
figli di Dio (...) In particolare hanno la
missione di educarli alla fede cristiana
(ibid., 460).
Il linguaggio della fede si impara
nel focolare domestico dove questa
fede cresce e si fortifica attraverso la
preghiera e la pratica cristiana. Nel-
la lettura del Deuteronomio abbia-
mo ascoltato costantemente la pre-
ghiera ripetuta per il popolo eletto, la
Shema Israel, e che Ges ha ascolta-
to e ripetuto nella sua casa di Naza-
ret. Egli stesso lha ricordato duran-
te la sua vita pubblica, come ci rife-
risce il Vangelo di Marco (Mc 12,29).
Questa la fede della Chiesa che vie-
ne dallamore di Dio, per mezzo del-
le vostre famiglie. Vivere lintegrit
di questa fede, nella sua meraviglio-
sa novit, un grande dono. Ma nei
momenti in cui sembra che si nascon-
da il volto di Dio, credere difficile e
comporta un grande sforzo.
Questo incontro d nuovo vigore
per continuare ad annunciare il Van-
gelo della famiglia, riaffermare la sua
validit ed identit basata nel matri-
monio aperto al dono generoso del-
la vita, e dove si accompagna ai figli
nella sua crescita fisica e spirituale. In
questo modo si rifiuta un edonismo
molto impregnato che banalizza le re-
lazioni umane e le svuota del loro ge-
nuino valore e bellezza. Promuovere i
valori del matrimonio non ostacola la
gioia piena che luomo e la donna tro-
vano nel loro mutuo amore. La fede
e letica cristiana, dunque, non preten-
dono di soffocare lamore, bens ren-
derlo pi sano, forte e realmente libe-
ro. Perci, lamore umano deve essere
purificato e deve maturare per essere
In alto, Benedetto XVI durante
la veglia festiva e di preghiera
che ha concluso il V Incontro
Mondiale della Famiglia,
affiancato dallArcivescovo
di Valencia, Agustn Garca
Gasc e dai Cardinali Angelo
Sodano e Alfonso Lpez
Trujillo; a sinistra, veduta
parziale della moltitudine
dei fedeli
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8 Salvami Regina Agosto 2006
BRANI DELLOMELIA A VALENCIA, 9 LUGLIO
La famiglia deve
trasmettere la fede
La famiglia cristiana trasmette la fede quando i genitori insegnano
ai loro figli a pregare e pregano con essi; quando li avvicinano ai
sacramenti e li introducono nella vita della Chiesa.
e attestazioni di Ester e
Paolo che abbiamo ascol-
tato prima nelle letture,
mostrano come la famiglia
chiamata a collabora-
re nella trasmissione della fede. Ester
confessa: Mio padre mi ha raccontato
che tu, Signore, scegliesti Israele tra le na-
zioni (14,5). Paolo segue la tradizione
dei suoi antenati ebrei dando ascolto a
Dio con coscienza pura. Loda la fede
sincera di Timoteo e gli ricorda que-
sta fede che fu prima in tua nonna Loi-
de, poi in tua madre Eunice e ora, ne
sono certo, anche in te (2 Tm 1,5). In
queste attestazioni bibliche la famiglia
comprende non solo genitori e figli, ma
anche nonni e antenati. La famiglia si
mostra cos come una comunit di ge-
nerazioni e garante di un patrimonio di
tradizioni. (...)
Come la famiglia trasmette la fede
Con la memoria dei suoi antena-
ti e del suo popolo, il padre di Ester
le aveva trasmesso quella di un Dio
dal quale tutti provengono e al qua-
le tutti sono chiamati a rispondere.
Si tratta della memoria di Dio Padre
che ha scelto il suo popolo e che agi-
sce nella storia per la nostra salvezza.
La memoria di questo Padre illumina
lidentit pi profonda degli uomini:
da dove veniamo, chi siamo e quanto
grande la nostra dignit.
Veniamo certamente dai nostri ge-
nitori e siamo loro figli, ma veniamo
anche da Dio che ci ha creati a sua
immagine e ci ha chiamati ad essere
suoi figli. Per questo motivo nellori-
gine di ogni essere umano non esiste
il caso o la fatalit, bens un proget-
to dellamore di Dio. quello che ci
ha rivelato Ges Cristo, vero Figlio di
Dio e uomo perfetto. Egli conosce-
va da dove veniva e da dove veniamo
tutti: dallamore di suo Padre e no-
stro Padre.
La fede non , dunque, una me-
ra eredit culturale, bens unazione
continua della grazia di Dio che chia-
ma, come anche della libert uma-
na che pu aderire oppure non ade-
rire a quella chiamata. Bench nes-
suno risponda per un altro, tuttavia i
genitori cristiani sono chiamati a da-
re unattestazione credibile della lo-
pienamente umano e principio di una
gioia vera e duratura.
I figli hanno il diritto di
essere educati nella fede
Invito, dunque, i governanti e i le-
gislatori a riflettere sul bene eviden-
te che i focolari domestici in pace e
in armonia assicurano alluomo, al-
la famiglia, centro nevralgico della
societ, assicurano le case che vivo-
no nella pace, nellarmonia, come ri-
corda la Santa Sede nella Lettera dei
Diritti della Famiglia. Loggetto delle
leggi il bene integrale delluomo, la
risposta alle sue necessit e aspira-
zioni. Questo un notevole aiuto al-
la societ, del quale non pu privar-
si, e per i popoli una salvaguardia
e una purificazione. Inoltre, la fami-
glia una scuola di umanesimo, af-
finch cresca fino a diventare vera-
mente uomo. In questo senso, lespe-
rienza di essere amati dai genitori
porta i figli ad avere coscienza della
loro dignit di figli.
La creatura concepita deve esse-
re educata nella fede, amata e protet-
ta. I figli, insieme al fondamentale di-
ritto a nascere e essere educati nel-
la fede, hanno pure diritto ad una ca-
sa che abbia come modello quella di
Nazaret e siano preservati da tutte le
insidie e le minacce.
Desidero ora rivolgermi ai non-
ni, cos importanti nelle famiglie. Es-
si possono essere - e sono tante vol-
te - i garanti dellaffetto e della tene-
rezza che ogni essere umano ha biso-
gno di dare e di ricevere. Essi offro-
no ai piccoli la prospettiva del tempo,
sono memoria e ricchezza delle fa-
miglie. Mai per nessuna ragione sia-
no esclusi dallambito familiare. Sono
un tesoro che non possiamo strappa-
re alle nuove generazioni, soprattutto
quando danno testimonianza di fede
allavvicinarsi della morte.
Agosto 2006 Salvami Regina 9
ro fede e speranza cristia-
na. Devono fare in modo
che la chiamata di Dio e
la Buona Novella di Cri-
sto arrivino ai loro figli
con la pi grande chiarez-
za e autenticit.
Col passare degli anni,
questo dono di Dio che i
genitori hanno contribui-
to ad illustrare ai piccoli,
dovr anche essere colti-
vato con saggezza e dol-
cezza, facendo crescere
in essi la capacit di di-
scernimento.
In questo modo, con
la testimonianza costan-
te dellamore coniuga-
le dei genitori, vissuto ed
impregnato di fede, e con
il sostegno affettuoso del-
la comunit cristiana, si
favorir nei figli un ap-
proccio personale al do-
no stesso della fede, affinch scopra-
no attraverso di essa il senso profon-
do della propria esistenza e si senta-
no perci riconoscenti.
La famiglia cristiana trasmette la
fede quando i genitori insegnano ai
loro figli a pregare e pregano con essi
(cfr. Familiaris consortio, 60); quando
li avvicinano ai sacramenti e li intro-
ducono nella vita della Chiesa; quan-
do tutti si riuniscono per leggere la
Bibbia, illuminando la vita familiare
con la luce della fede e lodando Dio
come Padre.(...)
Il matrimonio indissolubile,
uno dei maggiori servizi
al bene comune
Laffetto con il quale i nostri ge-
nitori ci accolsero ed accompagna-
rono nei primi passi in questo mon-
do come un segno e prolungamen-
to sacramentale dellamore benevolo
di Dio dal quale veniamo. Lesperien-
za di essere accolti ed amati da Dio
e dai nostri genitori il fondamento
solido che favorisce sempre la cresci-
ta e lo sviluppo autentico delluomo e
che tanto ci aiuta a maturare duran-
te il cammino verso la verit e lamo-
re, come anche ad uscire da noi stessi
per entrare in comunione con gli al-
tri e con Dio.
Per avanzare in questo cammino
di maturit umana, la Chiesa ci in-
segna a rispettare e promuovere la
meravigliosa realt del matrimo-
nio indissolubile tra un uomo e una
donna che , inoltre, lorigine del-
la famiglia. Per questo, riconosce-
re e aiutare questa istituzione uno
dei pi importanti servizi che si pos-
sono rendere oggi al bene comune e
allo sviluppo autentico degli uomini
e delle societ, cos come la miglio-
re garanzia per assicurare la dignit,
luguaglianza e la vera libert della
persona umana.(...)
Il Papa durante lomelia, con a lato la Madonna dei Derelitti, Patrona di Valencia,
portata appositamente al Ponte Monteolivete per questa Messa
Messaggio di speranza
La famiglia cristiana padre, ma-
dre e figli - chiamata, dunque, a per-
seguire gli obiettivi indicati non come
qualcosa imposta dallesterno, ben-
s come un dono della grazia del sa-
cramento del matrimonio infusa negli
sposi. Se questi rimangono aperti al-
lo Spirito e chiedono il suo aiuto, egli
non cesser di comunicare loro lamo-
re di Dio Padre manifestato e incarna-
to in Cristo. La presenza dello Spirito
aiuter i coniugi a non perdere di vista
la fonte e la dimensione del loro amo-
re e della loro reciproca donazione,
come anche a collaborare con lui per
riverberarlo e incarnarlo in tutte le di-
mensioni della loro vita. Lo Spirito su-
sciter al tempo stesso in loro lanelito
dellincontro definitivo con Cristo nel-
la casa di suo Padre e nostro Padre.
Questo il messaggio di speranza
che da Valencia voglio lanciare a tut-
te le famiglie del mondo.
Tutti i diritti sui documenti pontifici sono riservati alla Libreria Editrice Vaticana. La versione integrale di
questi documenti pu essere trovata in www.salvamiregina.it/lavocedelpapa
a VANGELO: LA CONFESSIONE DI PIETRO A
27
Poi Ges part con i suoi discepoli verso i vil-
laggi intorno a Cesara di Filippo; e per via inter-
rogava i suoi discepoli dicendo: Chi dice la gen-
te che io sia?.
28
Ed essi gli risposero: Giovanni il
Battista, altri poi Elia e altri uno dei profeti.
29
Ma
egli replic: E voi chi dite che io sia?. Pietro gli
rispose: Tu sei il Cristo.
30
E impose loro severa-
mente di non parlare di lui a nessuno.
31
E cominci a insegnar loro che il Figlio del-
luomo doveva molto soffrire, ed essere riprova-
to dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scri-
bi, poi venire ucciso e, dopo tre giorni, risuscitare.
32
Ges faceva questo discorso apertamente. Allo-
ra Pietro lo prese in disparte, e si mise a rimpro-
verarlo.
33
Ma egli, voltatosi e guardando i disce-
poli, rimprover Pietro e gli disse: Lungi da me,
satana! Perch tu non pensi secondo Dio, ma se-
condo gli uomini.
34
Convocata la folla insieme ai suoi discepoli,
disse loro: Se qualcuno vuol venire dietro di me
rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.
35
Perch chi vorr salvare la propria vita, la per-
der; ma chi perder la propria vita per causa mia
e del vangelo, la salver (Mc 8, 27-35).
Beau Dieu (Catedrale di Amiens, Francia)
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Agosto 2006 Salvami Regina 11
COMMENTO AL VANGELO 24 DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Salvare o perdere la vita?
Preparando gli Apostoli a quello che doveva succedere, Ges rivela loro
allo stesso tempo la sua divinit e la sua imminente Passione. La reazione
di Pietro gli vale la lode e il rimprovero da parte del Signore e lepisodio
termina con Ges che ci invita a seguirLo: Prenda la sua croce.
Padre Joo Scognamiglio Cl Dias
Presidente Generale
I LA VIA ELETTA DA DIO
PER LA REDENZIONE
Lorgoglio proprio della natura de-
caduta porta luomo, non poche vol-
te, ad immaginarsi Dio o a cercare di
eguagliarsi a Lui.
Forse per questa ragione, ma, so-
prattutto, per i limiti della nostra
condizione di esseri contingenti, se
potessimo immaginare un Salvato-
re, questi sarebbe senzaltro un esse-
re glorioso, che trascorrerebe la sua
missione di vittoria in vittoria, ognu-
na coronata da uno splendido trionfo
finale. Cos Lo concepirono i figli di
Zebedo e la loro madre Egli le dis-
se: Che cosa vuoi?. Lei rispose: Or-
dina che questi miei figli siedano uno
alla tua destra e uno alla tua sinistra
nel tuo regno. (Mt 20-21) Essi gli ri-
sposero: Concedici di sedere nella tua
gloria uno alla tua destra e uno alla tua
sinistra.(Mc 10, 36,37)
Questa mentalit ha accompa-
gnato il popolo eletto, compresi gli
Apostoli, fino alla discesa dello Spi-
rito Santo, come dichiara San Luca
negli Atti degli Apostoli: Cos venu-
tisi a trovare insieme gli domandaro-
no: Signore, questo il tempo in cui
ricostituirai il regno di Israele? (At
1,6). Ges aveva gi dichiarato che
sarebbe ritornato al Padre e che il
Suo regno non era di questo mondo,
ecc. Intanto niente di tutto ci era
bastato, le brame di dominio non li
abbandonavano un solo istante. Era-
no queste le idee fisse che resero
oscura la fede del popolo eletto, dif-
ficoltando loro di aderire ai dogmi
dellIncarnazione, Passione e Morte
dellAgnello di Dio.
meno, questa stata la via eletta da
Dio per la Redenzione.
La gloria non stata assente nel-
la Passione del Signore. Anzi al con-
trario, impossibile immaginarla pi
grande o con la possibilit di essere,
anche solo per poco, accresciuta. Tut-
tavia, questa non pu essere vista at-
traverso un prisma meramente tem-
porale. Ecomprensibile soltanto at-
traverso la prospettiva delleterni-
t. Del resto, se vero che nasciamo
nei calendari di questo mondo, il no-
stro destino post mortem non ha limi-
ti nel tempo ed in funzione di ci
che dobbiamo regolare la nostra esi-
stenza.
Ecco il quadro di fondo in cui si
svolge la Liturgia della 24 Domeni-
ca del Tempo Ordinario.
La sintesi del presente Vangelo
si concentra in due estremi armoni-
ci. Da un lato, gli Apostoli ricevono
la rivelazione della divinit di Ge-
s e dallaltro, quella della Passione
del Signore. Connessi a questo qua-
dro di enorme paradosso, ci sono la
reazione di Pietro e, per finire, la di-
chiarazione di Ges sulla condizio-
ne per seguirLo Prenda la sua cro-
ce.
Erano queste
le idee fisse che
resero oscura la
fede del popolo
eletto
In effetti, il grande mistero di un
Uomo-Dio sofferente e moribondo,
inchiodato ad una croce tra due la-
droni, abbandonato dal suo popolo,
disprezzato da tutti e, in modo spe-
ciale, dalle alte autorit, ammissibi-
le solo con una robusta fede. Nondi-
12 Salvami Regina Agosto 2006
II TU SEI IL CRISTO
I fatti succedono sulla strada per
Cesarea di Filippo. Questa citt anti-
camente si chiamava Paneion poich,
per un lungo periodo, i suoi abitanti
avevano prestato culto al dio Pan, in
una grotta naturale ivi esistente. Filip-
po, figlio di Erode il Grande, impieg
tutti i suoi sforzi per ricostruirla, am-
pliandola e abbellendola (,) e, per en-
trare nelle buone grazie dellImpera-
tore Tiberio Cesare, le aveva cambia-
to il nome in Cesarea di Filippo.
Secondo lopinione di SantAgosti-
no, che mette a confronto questa nar-
razione di Marco con quella di Luca
(9,18), Ges, dopo essersi appartato
a pregare in raccoglimento, cominci
ad interrogare gli Apostoli. Traspare
in questepisodio limpegno del Divi-
no Maestro a preparare i fondamen-
ti della sua Chiesa. Gi aveva ampia-
mente sviluppato la sua azione pres-
so il pubblico; si rendeva necessario,
Cesara di Filippo; e per via in-
terrogava i suoi discepoli dicen-
do: Chi dice la gente che io sia?.
28
Ed essi gli risposero: Giovan-
ni il Battista, altri poi Elia e altri
uno dei profeti
In questo dialogo possiamo con-
statare, ancora una volta, la grande
Non facile per
lopinione pubblica
riconoscere come
autentici e degni
di credito i
valori reali
e, proprio per questo, causa di casti-
ghi. In altre parole, con la maggior
facilit, gli ebrei cadevano nel mime-
tismo idolatrico con i popoli pagani.
In contropartita, quando si tratta-
to del Dio vero fatto Uomo, che pra-
ticava una sfilza dinnumerevoli mi-
racoli che comprovavano la sua on-
nipotenza, non si diffuse unopinio-
ne unanime a dire che era apparso
il Messia atteso dai Patriarchi e dai
Profeti, preannunciato dalle Scrittu-
re. Pochissimi, infatti, Lo riconobbe-
ro, la maggioranza invece preferiva
ammettere ogni specie di chimere ed
esagerazioni, aderendo ad un Mes-
sia la cui immagine non si confronta-
va con i principi sbagliati e capriccio-
si di ognuno.
La domanda di Ges rivolta loro
nellultimo anno della sua vita pubbli-
ca. La dimostrazione, con i fatti con-
creti, di Chi Egli fosse, gi era stata
sufficientemente conclusiva. Gli stes-
culto allimperatore romano come se
fosse dio. Cos, in questa stessa citt
che era stata data in regalo al padre
di Filippo, Erode il Grande, fu imme-
diatamente costruito, a lato del san-
tuario dedicato al dio Pan, un fasto-
so tempio di marmo in modo che si
potesse prestar culto allimperato-
re. Qualcuno potrebbe obiettare che
questo piano non era nato e tanto
meno la sua realizzazione in seno al
giudaismo, ma quanti furono gli dei
creati dal popolo eletto, nel suo pas-
sato? Lo stesso efod prodotto e uti-
lizzato da Gedeone (cfr. Gdc 8, 24-
27) divent oggetto di culto di latria
in quel momento, lasciare fissati gli
elementi utili a dare continuit alla
sua opera salvifica.
Per il mondo Ges era
un grande eroe
27
Poi Ges part con i suoi di-
scepoli verso i villaggi intorno a
si demoni Lo avevano proclamato il
Santo di Dio (Mc 1, 24), il Figlio di
Dio (Mc 3, 11), il Figlio del Dio Al-
tissimo (Lc 8, 28).
Il Battista aveva dichiarato di non
essere degno di sciogliere i legac-
ci dei suoi sandali, (e questo) a cau-
sa della sua inferiorit (Mc 1, 7). Ma
le labbra del popolo non pronuncia-
rono il titolo di Messia. Questo il ri-
sultato della triste inclinazione dello
spirito umano verso lerrore, quan-
do perde linnocenza. Facilmente se-
gue il cammino opposto a quello del-
le verit proprie della salvezza. Non
facile per lopinione pubblica ricono-
incoerenza dello spirito umano. Con
estrema facilit, in quel periodo sto-
rico, gli uomini arrivavano a prestare
Gli stessi Apostoli erano stati
preparati a predicare con la massima
efficacia su Cristo, Dio e Uomo vero,
soltanto dopo la discesa dello Spirito
Santo su di loro (I Dodici Apostoli, di
Tadeo di Bartolo, Metropolitan
Museum of Art, Nuova York)
Gustavo Kralj
Agosto 2006 Salvami Regina 13
scere come autentici e degni di cre-
dito i valori reali, soprattutto quando
questi contraddicono tendenze razio-
nalizzate opposte alla morale.
Ci nonostante, si nota, dalle sup-
posizioni enunciate dagli Apostoli,
che si attribuiva a Ges la categoria
dei grandi eroi della storia giudaica,
giungendo a considerarLo un precur-
sore del Messia.
La risposta di Pietro
29
Ma egli replic: E voi chi dite
che io sia?. Pietro gli rispose: Tu
sei il Cristo.
Ma perch Ges fa loro questa do-
manda?
Non certamente per mera curiosi-
t, perch, in quanto Verbo Eterno,
Egli tutto sapeva ab initio. Rendere
esplicito, agli occhi degli Apostoli, il
ridicolo delle opinioni generali a suo
riguardo, aveva un enorme vantaggio,
evidente negli altri Vangeli. Marco
omette alcuni dettagli importanti, co-
me lelogio fatto da Ges alla dichia-
razione di Pietro, prima di costituirlo
come pietra fondamentale della sua
Chiesa (cfr. Mt 16, 17-19).
Chi commenta con precisione
questo passaggio il Cardinal Go-
per una filiazione adottiva, ma il Figlio
unico di Dio, per la natura divina, la
Seconda Persona della Santissima Tri-
nit. Se lApostolo non avesse inteso
cos, non sarebbe stata necessaria una
speciale rivelazione di Dio. Quello che
con imprecisione avevano insinuato gli
Apostoli in altre occasioni (cfr. Mt 14,
33; Gv 1, 49) affermato da Pietro in
forma chiara e categorica. Il Padre di
Ges Dio vivo: vivo perch vita es-
senziale che sostanzialmente genera fin
dalleternit un Figlio vivo. Vivo in op-
posizione alle divinit morte del paga-
nesimo.
Ges proibisce di divulgare
che Egli era il Messia
30
E impose loro severamente di
non parlare di lui a nessuno.
In seguito a questa bellissima pro-
clamazione di fede realizzata da Pie-
tro, i primi tre Vangeli registrano una
come sottolinea San Giovanni Criso-
stomo (
1
), poich li obbligava a stac-
carsi dal mondo e a intraprendere il
volo fino alle pi alte cime del pen-
siero: fino alla visione soprannatura-
le. Tanto pi che restavano pochi me-
si a Ges per formarli, prima di salire
al Padre, ed era di fondamentale im-
portanza rendere loro esplicita lesat-
ta nozione dellidentit di Colui che li
aveva trasformati in pescatori di uo-
mini. Per questo chiese agli Apostoli:
E voi, chi dite che Io sono?
Pietro rispose a titolo persona-
le, non di tutti, come affermano cer-
ti autori. Questo dettaglio diventer
guardo a Ges. La grazia di Dio illu-
mina il suo intendimento e il suo mo-
do di essere impetuoso, aiutato da que-
sta stessa grazia , lo fa essere il primo
a proclamare la fede. In unaltra oc-
casione era stato sempre lui lunico a
prendere la parola per parlare di Ges:
Rispose Simon Pietro, e disse... (cfr.
Gv 6, 67-69).
La definizione che Pietro d di Ge-
s piena, precisa, energica. Tu sei il
Cristo, il Messia in persona, promesso
ai giudei e ardentemente atteso da loro.
E ancora: Tu sei il Figlio di Dio! Non,
come erano designati i santi, nel sen-
so di una relazione morale di santit o
formale e categorica proibizione di
Ges agli Apostoli, di non racconta-
re nulla a nessuno. Questordine di
mantenere il silenzio non era il pri-
mo. Con una certa frequenza, era sta-
to imposto anche a certi malati o im-
possessati da Lui guariti.
Fino a quel momento, non era ar-
rivato il momento di divulgare rive-
lazioni che il pubblico non era anco-
ra sufficientemente in grado di com-
prendere. Gli errori a proposito del-
la figura del Messia erano sostanzia-
li e per di pi di ordine naturale. Per
molto meno, il popolo avrebbe vo-
luto gi proclamarLo Re (cfr. Gv 6,
Gli errori a
proposito della
figura del Messia
erano sostanziali
e per di pi di
ordine naturale
ma: Pietro si affretta a rispondere pri-
ma degli altri, forse perch aveva nota-
to la titubanza nella loro opinione ri-
14 Salvami Regina Agosto 2006
15), con tutte le gravi (e inconvenien-
ti) conseguenze politiche che ne sa-
rebbero derivate. Chi lo sa, in questo
caso, se Egli non sarebbe stato cattu-
rato e ucciso dagli stessi romani. Ol-
tretutto, sarebbe potuto anche succe-
dere che i farisei e il sinedrio appro-
fittassero di questa circostanza per
anticipare lesecuzione del loro pia-
no deicida.
Gli stessi Apostoli erano stati pre-
parati a predicare con la massima ef-
ficacia su Cristo, Dio e Uomo vero,
soltanto dopo la discesa dello Spiri-
to Santo su di loro. Prima di questo,
gli stessi equivoci sul messianismo in
cui era caduto tutto il popolo eletto
erano condivisi da loro e, proprio per
questo, molto probabilmente, nel lo-
ro apostolato avrebbero presentato
in maniera imperfetta la figura di Ge-
s. Considerato il fatto che il miste-
ro dellIncarnazione, per la sua stes-
sa sostanza, era cos insormontabi-
le ed elevato, soltanto lo stesso Ver-
bo di Dio avrebbe potuto predicarlo
con la dovuta dignit. In base a de-
creti eterni, la divinit di Ges dove-
va avere come sigillo il Preziosissimo
Sangue del Figlio di Dio.
Daltro lato, se questa rivelazione
fosse stata pubblica, la fede del popo-
lo, probabilmente fragile, non avreb-
be resistito alla fortissima prova del-
la Passione, come invece si verific
con gli Apostoli. Predicare sulla divi-
nit di un Uomo che in breve sarebbe
stato crocifisso tra due ladroni, non
sembrava un compito facile.
III GES PREPARA GLI
APOSTOLI
ALLA PASSIONE
31
E cominci a insegnar loro che
il Figlio delluomo doveva mol-
to soffrire, ed essere riprovato da-
gli anziani, dai sommi sacerdoti
e dagli scribi, poi venire ucciso e,
dopo tre giorni, risuscitare.
Volendo essere obiettivi, non era
la prima volta che Ges trattava del-
la sua futura Passione. In maniera
implicita, gi anteriormente si era ri-
ferito ad essa (per esempio, in Mt 9,
15; 12, 40; Gv 2, 19-21; 3, 14), ma non
con la stessa chiarezza di adesso. So-
prattutto perch tutti erano sotto la
forte impressione della figura di un
Messia trionfale e politico, era in-
dispensabile far uso di una comple-
ta franchezza. Ora, il momento non
poteva essere pi propizio per que-
sto, poich il cuore di ognuno di lo-
ro era pervaso dalla consapevolez-
ti. Essi furono i primi ad essere invi-
tati a trarre beneficio della grandezza
della misericordia divina, di un Dio
che sincarna e muore, per amore di
ognuno di noi. Quanta consolazione,
grazia e forza erano a loro disposizio-
ne, sin da questa rivelazione!
Alleanza tra giustizia
e misericordia
Ges afferma la necessit della
sua morte, che sarebbe stata ingiusta-
mente imposta dal Sinedrio. Per dise-
gni inimmaginabili, il Padre aveva de-
terminato, fin dalleternit, lallean-
za fra la pi severa giustizia e la pi
affettuosa misericordia. Per salvarci,
non ha esitato a darci il suo stesso Fi-
glio e, nel contempo, nel considerare
i diritti della sua giustizia, ha preteso
da questo Figlio molto amato la peg-
giore delle morti.
Nostro Signore soffre in quanto fi-
glio dellUomo e, per il fatto di esse-
re Figlio di Dio, ci salva con il dono
dei suoi tormenti. La sua umanit
ipostaticamente unita alla natura di-
vina e per questo la sua Passione ha
un merito infinito.In funzione di que-
ste due nature unite in una persona
divina, Ges ripara alla disobbedien-
za dei nostri progenitori, cos come ai
peccati di tutta lumanit. Egli il ca-
po e il primogenito degli uomini e (,)
cos, finisce per costituire una nuo-
va generazione di riscattati e rigene-
rati, con la forza del suo Preziosissi-
mo Sangue. Questo il senso pi sot-
tile della proposta che Ges fa agli
Apostoli, nel rivelare loro la sua mor-
te, come dir pi tardi, San Paolo: Il
primo uomo tratto dalla terra di terra,
il secondo uomo venuto dal cielo, ce-
leste (1 Cor 15, 47).
Lamore non si accontenta di po-
co. Ora, lamore di Ges infinito e,
per questo, desidera consegnarsi pie-
namente ai dolori, al rifiuto da parte
delle pi alte autorit ecclesiastiche,
alla morte e al seppellimento. Che
maggiori prove di amore, a Dio e al-
lumanit decaduta, avrebbero potu-
to essere date?
Quanta
consolazione,
grazia e forza erano
a loro disposizione,
a partire da questa
rivelazione!
za della divinit del Maestro. Sen-
za dubbio, questa rivelazione deve
essere stata sorprendente, per il fat-
to stesso che rappresentava uneccel-
lente occasione per introdurli alla
prospettiva della sua morte. La divi-
nit del Signore sarebbe rimasta co-
me un forte ricordo nel profondo del
loro animo, nonostante fosse, in ap-
parenza, pi che invisibile, distrutta.
Soprattutto, il fatto di essere stata
prevista con tanti dettagli, come ri-
sulta nel presente versetto, costitui-
va un aiuto al valore della Fede e al-
lontanava qualsiasi residuo di scan-
dalo. Si comprende perci quanto
San Paolo insegna, che senza la Re-
surrezione, la nostra fede sarebbe
vana (1 Cor 15, 14).
I primi a meditare sulla Passione
Gli Apostoli sono stati molto pri-
vilegiati anche sotto questo aspetto.
Solamente loro e la Santissima Vergi-
ne hanno potuto meditare sulle igno-
minie e i tormenti attraverso i quale
sarebbe passato il Salvatore, prima
ancora che questi si fossero verifica-
Agosto 2006 Salvami Regina 15
Per finire, ecco una
rivelazione che annul-
la qualsiasi possibilit di
scandalo proveniente dal-
la crocifissione: Che risu-
scitasse dopo tre giorni.
il pegno della nostra stes-
sa risurrezione. La morte,
limite massimo del potere
del mondo, il suo termi-
ne implacabile, ma il po-
tere di Ges eterno e,
dopo aver sofferto ed es-
sere morti per Lui, risu-
sciteremo per regnare
eternamente con Lui.
Pietro riprende Ges...
32
Ges faceva questo
discorso apertamen-
te. Allora Pietro lo pre-
se in disparte, e si mise
a rimproverarlo.
C un ventaglio din-
terpretazioni a proposito
di questepisodio, da quel-
le di autori calvinisti ma-
le ispirati, come riferisce
Maldonado, fino a quelle
di santi e dottori. Per in-
tenderlo bene, dobbiamo
mettere in conto la man-
canza di conoscenza degli
Apostoli riguardo la Passione di Ge-
s. Di fatto, subito dopo aver procla-
mato la filiazione divina del Maestro,
non era per niente facile per Pietro
dover ammettere la necessit della
sua condanna a morte, per quanto si
parlasse di resurrezione. Realmente,
in questa scena, sebbene non sia sta-
to Pietro a parlare, ma Simone, il fi-
glio di Giona, non si pu negare che
lo abbia fatto con enorme manifesta-
zione di benevolenza. I buoni autori
mettono in risalto il carattere affet-
tuoso del gesto di Pietro. San Gero-
nimo, per esempio, cita questa circo-
stanza e dimostra che Pietro pu aver
sbagliato nel senso, ma non nellaf-
fetto (
2
). su questa stessa linea che
Beda spiega: Disse questo, indotto
ne di San Giovanni Cri-
sostomo: Com che San
Pietro, essendo stato favo-
rito da una rivelazione di
Dio, caduto tanto rapi-
damente e ha perso il suo
equilibrio? Diremo che non
motivo di meraviglia il
fatto che lui ignorasse que-
sto. Sapeva per rivelazione
che Cristo era Figlio di Dio
vivo, ma ancora non gli era
stato rivelato il mistero del-
la Croce e della Resurrezio-
ne. [Ges] allora, per ma-
nifestare che era conve-
niente che Lui arrivasse fi-
no alla Passione, ha rim-
proverato Pietro (
4
).
E perch Ges d a
Pietro del Satana? Cos
risponde Fra Manuel de
Tuya OP: Naturalmente,
non che Pietro lo fosse, e
nemmeno che Satana lo in-
fluenzasse (I Gv 13, 2), la
sua affermazione era per
degna della missione di Sa-
tana, che consisteva nel di-
sfare lautentica opera mes-
sianica, cosa che gi aveva
preteso di fare nelle tenta-
zioni del deserto. Per que-
sto, il suggerimento di Pie-
tro a Ges, che sorge, traboccante daf-
fetto, per Lui scandalo: intoppo,
ostacolo, poich, seguendolo, sarebbe
stata boicottata lopera messianica del
Padre: il messianismo spirituale del-
la morte in croce. Pietro, con questo,
non guardava le cose di Dio, ma quel-
le umane (Mt-Mc) (
5
).
IV LE CONDIZIONI
PER SEGUIRE CRISTO
34
Convocata la folla insieme
ai suoi discepoli, disse loro: Se
qualcuno vuol venire dietro di me
rinneghi se stesso, prenda la sua
croce e mi segua.
35
Perch chi
vorr salvare la propria vita, la
perder; ma chi perder la propria
dal suo affetto e buoni desideri, come
se volesse dire: Questo non pu suc-
cedere! Le mie orecchie si rifiutano di
sentire che il Figlio di Dio dovr esse-
re ucciso (
3
).
Ges ammonisce Pietro
33
Ma egli, voltatosi e guardando i
discepoli, rimprover Pietro e gli
disse: Lungi da me, satana! Per-
ch tu non pensi secondo Dio, ma
secondo gli uomini.
La particolare drammaticit im-
piegata da Ges, in questa reprimen-
da, didattica, poich cos, ha confor-
mato meglio la mentalit degli Apo-
stoli ad un messianismo redentore at-
traverso il dolore. Questa lopinio-
Se qualcuno vuol venire dietro di me, rinneghi se
stesso, prenda la sua croce e mi segua.
Perch chi vorr salvare la propria vita, la perder;
ma chi perder la propria vita
per causa Mia e del Vangelo, la salver
(Nazareno de Vieros, Malaga)
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16 Salvami Regina Agosto 2006
vita per causa mia e del vangelo,
la salver
Questaffermazione tanto catego-
rica esige da parte nostra una specia-
le analisi e apprezzamento, perch
oltretutto, ripetuta negli altri Vange-
li (cfr. Mt 10, 38-39; Lc 17, 33; Gv 12,
25). Qui si trovano le condizioni per
essere veri discepoli di Cristo.
1.Se qualcuno vuole... Dipen-
de dalla nostra libera volont. Aspet-
tare una grazia che realizzi in noi la
pienezza della nostra salvezza, senza
il minimo concorso della nostra vo-
lont, confondere Redenzione con
Creazione, o la vita eterna con quel-
la naturale. Questo invito, evidente-
mente, deve ricevere una risposta af-
fermativa da parte nostra. E anche
indispensabile che sia fervorosa, per-
tinace e continua. In altri termini,
non possiamo dimenticarci un solo
secondo di questa determinazione.
2. ...si neghi a se stesso... Lori-
gine di tutti i peccati si trova nel-
lamore disordinato verso noi stessi,
a scapito della vera carit. Il miglior
rimedio per questa terribile infermi-
t questa rinuncia a noi stessi, per
incontrarci in Dio. Il suo primo grado
consiste nellorrore verso il peccato
mortale, preferendo morire che per-
mettere questavversione a Dio. Il se-
condo riguarda il peccato veniale co-
sciente e deliberato. Il terzo riguarda
le imperfezioni e lamor proprio, tan-
to abile ad immischiarsi persino nella
pratica delle virt. Procedendo ver-
so questultimo grado, la nostra liber-
t interiore diventa maggiore, come
anche il godimento della pace e del-
le consolazioni. Chi vive allopposto
di questi tre gradi o non ha capito la
grandezza di questinvito o cosciente-
mente lo ha rifiutato.
3. ... prenda la sua croce... Ci
sono croci e croci! Quelle straordina-
rie si presentano davanti a noi in epo-
che di persecuzione religiosa. Sono i
supplizi e la morte stessa. Dobbiamo
affrontarli proprio come hanno fatto
Ges e tutti i martiri, non rinnegando
mai la nostra Fede.
Ce ne sono altre che sono comu-
ni a tutti i tempi. Buona parte di es-
se non sono cercate da noi, ma sono
indesiderate, come le malattie, le de-
bolezze della vecchiaia, i rigori del
clima, ecc. Altre ancora, provengo-
no dal caso: le perdite finanziarie, le
disgrazie, i contrattempi, la povert,
lincomprensione e lodio gratuito da
parte degli altri, persecuzioni, ingiu-
stizie. Alle volte, sono gli effetti del
nostro carattere, temperamento, in-
clinazioni, ecc.
Quanto sono numerose le cro-
ci che capitano nel corso della no-
stra vita!... Non le possiamo evitare;
Le nostre croci
esse diventano pi
pesanti, quando
le portiamo
tra piagnistei
e lamentele
al contrario, abbiamo lobbligo di ca-
ricarle sulle nostre spalle. Lesperien-
za ci mostra come esse diventino pi
pesanti, quando le portiamo tra pia-
gnistei e lamentele o, peggio ancora,
se ci rivoltiamo contro di loro. Oltre
tutto, in questi casi diminuiamo o ad-
dirittura perdiamo, i corrisponden-
ti meriti.
Per finire, vi sono anche croci scel-
te liberamente da noi. Abbracciare la
vita del matrimonio o quella di una
comunit religiosa o anche quella del
laico celibe che vive cristianamente
nel mondo, significa comprendere e
desiderare tutte le sofferenze che so-
no correlate ad ogni situazione. Il far
fronte con successo ad ogni esigenza
della rispettiva condizione di vita, la
subordinazione delle passioni, il fre-
no dei capricci, la privazione di que-
sta o quella comodit, ecc., costitui-
scono un campo florido di croci, ine-
renti al cammino eletto dalla nostra
libera scelta. Senza contare laridi-
t, il tedio, il disgusto che di tanto in
tanto ci assalgono lungo il cammino
che percorriamo e senza possibilit
di ritorno. Ma se la nostra decisione
stata cosciente e, soprattutto, se ha
avuto origine in un soffio dello Spi-
rito Santo, non ci dobbiamo pentire
mai. Anzi al contrario, riempiamoci
di coraggio e perfino di entusiasmo,
facendo passi decisi in direzione del-
la meta finale della nostra salvezza.
4. ...e Mi segua Se impiegas-
simo al meglio i nostri sforzi, facen-
do i sacrifici pi grandi per portare la
nostra croce, ma in un cammino dif-
ferente da quello tracciato da Ges,
questo non basterebbe! necessa-
rio abbracciare la propria croce, per
Lui, con Lui e in Lui. Nella contem-
plazione delle sofferenze della Pas-
sione di Cristo, troveremo le energie
per portare la nostra propria croce.
Quanto a perdere o salvare la vita,
cos commenta Don Andrs Fernn-
dez Truyols SJ: Quello che il Maestro
vuole imprimere nel cuore di coloro
che lo ascoltano che dobbiamo essere
disposti a passare per tutto, persino per
la morte, quando essa serve per salva-
re lanima. Perch neanche guadagna-
re il mondo intero alluomo non serve
a niente se, alla fine, perde la sua ani-
ma, ossia, se non raggiunge la salvezza
eterna (
6
).
1
) Cfr. Hom., 54 in Mt, in Opere com-
plete, BAC, Madrid 1956, vol.II,
pag.137.
2
) Cfr. ML, 26, 103.
3
) Apud San Tommaso dAquino, Cate-
na Aurea, in Mc.
4
) Hom. 55 riguardo Mt 3, 22 -23.
5
) Bibbia commentata, BAC, Madrid,
1964, vol. II, pag. 385.
6
) Vita di Nostro Signore Ges Cristo,
BAC, Madrid, 1954, vol. III, pag. 369.
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IL PAPA A VALENCIA
Vi porto nel mio cuore
Andando a piedi per le strade della citt, il venerabile
Pontefice era accompagnato da canti e applausi ininterrotti.
Uomini, donne, giovani, bambini e anziani lo salutavano e
gli rendevano omaggio. Molti piangevano per lemozione nel
vederlo passare. Viva il Papa! era il
grido che riecheggiava in ogni dove.
a promessa fatta da No-
stro Signore agli Aposto-
li, prima dellAscensio-
ne Io sono con voi tut-
ti i giorni, fino alla fine del
mondo (Mt 28, 20) si realizza, in un
certo senso, nella successione ininter-
rotta dei Papi. stata questa presen-
za, si direbbe quasi visibile, di Nostro
Signor Ges Cristo, che per due giorni
ha trasformato la citt di Valencia, pro-
prio come nella Palestina di duemila
anni fa, quando le moltitudini accorre-
vano piene di ammirazione per ascol-
tare la Buona Novella e vedere Ges.
stata questemozione profonda che
tutti hanno provato al passaggio della
figura venerabile di Benedetto XVI.
il Papa! Il dolce Cristo sulla terra!...
La presenza del Papa in questo
5 Incontro Mondiale delle Famiglie
Juan Carlos Cast
Inviato speciale
anche lespressione del suo deside-
rio di stare tutti i giorni con ognuno
dei suoi figli e figlie, in ogni famiglia,
nella sua, lettore, per incoraggiarla a
mantenersi fedele al Vangelo e ad es-
sere veicolo di trasmissione della fede
per i suoi familiari e per la societ. Per
questo, nel prendere congedo, egli ha
esclamato: Vi porto nel mio cuore.
Un breve riassunto del soggiorno di
Benedetto XVI al 5 Incontro Mon-
diale delle Famiglie a Valencia, ci fa-
r sentire pi vivo il desiderio del San-
to Padre che le famiglie cristiane siano
fedeli alla loro vocazione di santit.
il Papa! Il Papa
sta arrivando!
Erano le 11:30 del mattino dell8
luglio, a Valencia. La moltitudine si
accalcava gomito a gomito lungo le
strade per le quali sarebbe passato il
corteo papale in direzione della Cat-
tedrale. La citt era inondata dai colo-
ri bianco e oro, in omaggio al Vicario
di Cristo. Le bande musicali, giunte di
buon mattino, davano un tocco festo-
so a questassolata mattina destate.
Alcune persone, allimprovviso,
guardando in cielo hanno visto un ae-
reo scortato da aeronavi militari. Si
udito un clamore: il Papa! Il Papa
sta arrivando! Le campane di tutte
le chiese hanno cominciato a suonare
a distesa, sono scoppiati gli applausi
e si diffusa unonda di entusiasmo.
Subito dopo lo sbarco dellillustre
visitatore allaeroporto di Manises, i
Re di Spagna e tutta la Famiglia Rea-
le, insieme con le autorit nazionali e
locali, gli hanno offerto una calorosa
accoglienza, con lo scambio di affet-
18 Salvami Regina Agosto 2006
tuosi saluti nonch lesecuzione del-
lInno Pontificio e della Marcia Reale.
Il potere di attrazione
del Vicario di Cristo
In seguito, il corteo papale si di-
retto alla stazione della metropolita-
na dove, pochi giorni prima, 42 per-
sone avevano perso la vita in un tra-
gico incidente. Giunto l, ha prega-
to per le vittime e i loro familiari. Gli
applausi non sono cessati mentre il
Papa era l presente (,) e il pubblico
cantava: Non siamo soli, Benedetto
con noi.
Riprendendo il cammino verso il
centro della citt, egli stato accom-
pagnato da canti, acclamazioni e ap-
plausi ininterrotti. . Uomini, donne,
giovani, bambini e anziani lo saluta-
vano e gli rendevano omaggio. Mol-
ti piangevano per lemozione nel ve-
derlo passare. Viva il Papa! era il
grido che riecheggiava in ogni dove.
Viva Benedetto XVI! gridavano
migliaia di voci.
stato indescrivibile il successo di
questanziano che ha sulle sue spalle il
carico di tutta la Chiesa. Il commento
pi frequente era che solo il Papa e la
Chiesa hanno questo potere di attra-
zione quale leader politico, sociale,
artistico, capace di mobilitare ed en-
tusiasmare cos tanta gente?
Tutti erano presi da una gioia evi-
dentemente sovrannaturale. Vi era
una luce che si irradiava dallaugusta
figura di Benedetto, era quella stes-
sa luce che da Betlemme, passando
per il Golgota e per una successione
continua da San Pietro, arrivava fino
a Valencia il Lumen Christi.
Un migliaio e mezzo di fedeli
pregano con il Papa
Sua Santit arrivato in Cattedra-
le ha avuto un incontro con
lepiscopato spagno-
lo ed ha consegna-
to al presidente del-
la Conferenza Epi-
scopale un messaggio
per vescovi del Paese.
Dalla Cattedrale,
andato a piedi alla
Basilica della Madon-
na dei Derelitti, Pa-
trona di Valencia. Qui,
Sua Santit ha incan-
tato gli abitanti del-
la citt, rivolgendo, in
lingua valenciana, una
preghiera alla Madon-
na: Davanti alla Gepe-
rudeta (termine affet-
tuoso con cui essi desi-
gnano la loro Patrona)
voglio dirLe: proteggici
notte e giorno in tutte le necessit, vi-
sto che sei, Vergine Maria, la Madre dei
Derelitti. Queste parole hanno scate-
nato un interminabile applauso.
Avvistatasi la figura del Pontefi-
ce, nella piazza, c stata una nuova
esplosione di entusiasmo e di gioia,
alla quale si sommava londeggia-
re elegante di migliaia di bandiere di
molti paesi, che si muovevano sorret-
te dai pellegrini. Era lora dellAn-
gelus; quando si fatto silenzio, si
udita la voce ferma del Papa che into-
nava la nota preghiera: LAngelo del
Signore ha annunciato a Maria! Do-
po aver benedetto la moltitudine, si
recato al Palazzo Arcivescovile, dove
stato ospite.
Alle 17, Benedetto XVI ha fatto
una visita di protocollo ai Re di Spa-
gna, che lo aspettavano nel Palazzo
della Generalitat. Lincontro con la
Famiglia Reale stato molto cordiale
e quasi familiare. Tornando, ha deci-
so di attraversare a piedi la Piazza, in
direzione del Palazzo Arcivescovile
dove stato oggetto di nuove mani-
festazioni di entusiasmo e affetto da
parte della popolazione.
Sul tardo pomeriggio, Sua Santi-
t si diretta allaltare installato sul
Davanti alla Basilica della Patrona di Valencia, Benedetto XVI
ha recitato lAngelus e ha risvegliato lentusiasmo dei fedeli quando li ha
salutati in lingua valenciana
Nel gigantesco piazzale presso il Ponte
Monteolivete si sono riuniti un milione e mezzo
di fedeli per la veglia festiva e di preghiera,
il sabato (a sinistra), e per lEucaristia, la
domenica (a destra)
Agosto 2006 Salvami Regina 19
Ponte Monteolivete, dove stato
possibile ascoltare una serie di testi-
monianze di diverse persone a favo-
re della famiglia, seguite in conclu-
sione da un discorso del Papa. stato
veramente emozionante per i fede-
li presenti, stimati essere un milione
e 500mila circa. Verso la mezzanot-
te egli si ritirato e i pellegrini han-
no cominciato la veglia festiva e di
preghiera per la famiglia, che dura-
ta fino alle 9:30 del giorno seguente,
quando ha avuto inizio la Messa cele-
brata dal Santo Padre.
La grande Messa di chiusura
Alla mattina del giorno 9, i fede-
li si sono riuniti nuovamente sul Pon-
te Monteolivete, per assistere alla so-
lenne Messa con la quale il Papa ha
chiuso lIncontro Mondiale delle Fa-
miglie. Durante la Consacrazione,
egli ha utilizzato una reliquia prezio-
sissima: il Santo Calice dellUltima
Cena, che venerato da molti secoli
nella Cattedrale di Valencia.
Il gigantesco altare aveva 2.700
metri quadrati di superficie nella par-
te centrale, pi 2.500 nellarea pe-
rimetrale. Su un lato, cera la statua
della Madonna dei Derelitti, Patro-
na di Valencia, oggetto di grande de-
vozione in citt. Molte coppie riunite
per celebrare le loro nozze doro so-
no state collocate in un luogo distin-
to, dietro laltare, decorato con mi-
gliaia di fiori bianchi e gialli, colori
della bandiera pontificia.
Hanno partecipato alla cerimonia
liturgica 50 cardinali, 450 vescovi e
tremila sacerdoti,
oltre ai monarchi
spagnoli e a nume-
rose autorit civili.
Allinizio del-
la Messa, lArci-
vescovo di Valen-
cia, Mons. Agostino
Garcia-Gasco, ha ri-
volto al Santo Padre
alcune brevi paro-
le di saluto e ringra-
ziamento. In questo
crocevia dei tempi,
Vostra Santit ha det-
to recentemente che
lamore lunica rivoluzione capace
di salvare il mondo e luomo. Voglia-
mo che questo 5 Incontro si converta,
col vostro discorso di ieri alle famiglie
e la vostra omelia di questa mattina, in
punto di partenza di nuove e pi dirette
forme di comunicazione del Magistero
per tutte le famiglie del mondo.
Durante lomelia, le parole del
Santo Pontefice sono state accolte
in numerose occasioni dagli applausi
dei presenti. La famiglia, basata sul
matrimonio indissolubile tra un uomo
e una donna, esprime una dimensione
relazionale, filiale e comunitaria, ed
lambito nel quale luomo pu nascere
con dignit, crescere e svilupparsi in un
modo integrale ha egli affermato.
Dopo la Celebrazione, il Papa ha
pregato lAngelus ed ha annunciato
che il 6 Incontro Mondiale delle Fa-
miglie sar realizzato nel 2009, a Cit-
t del Messico.
Un momento particolarmente
emozionante stato quello della par-
tenza, allaeroporto. Con brevi paro-
le alla moltitudine l riunita per un ul-
timo incontro e unultima benedizio-
ne, il venerabile Pontefice ha detto:
Grazie per la vostra presenza qui. Sie-
te venuti da tutti i continenti del mon-
do, affrontando non pochi sacrifici e
offrendoli al Signore. Vi porto nel mio
cuore. I miei sentimenti si uniscono al-
la mia preghiera affinch lOnnipoten-
te vi benedica oggi e sempre.
La citt di Valencia ha ricevuto il Papa con le pi svariate
manifestazioni di festa e gioia: dalle bandiere pontificie
e striscioni ai davanzali, fino alle bande musicali e alla
pioggia di coriandoli colorati
E
Eduardo Caballero
Inviato speciale
20 Salvami Regina Agosto 2006
CONGRESSO TEOLOGICO-PASTORALE SULLA FAMIGLIA
Se non si sostiene la famiglia,
lumanit si distrugge
Con conferenze pronunciate dalle pi illustri autorit
ecclesiastiche, il Congresso ha chiarito la dottrina della
Chiesa sulla famiglia, accentuando il suo ruolo
indispensabile per la stessa sopravvivenza della civilt.
ra gli eventi promossi du-
rante il 5 Incontro Mon-
diale delle Famiglie, a Va-
lencia, Spagna, ha occu-
pato un posto di specia-
le rilievo il Congresso Teologico-Pasto-
rale, vista la sua importanza in campo
dottrinario.
Circa 9mila partecipanti, prove-
nienti da tutto il mondo, hanno as-
sistito ad una serie di brillanti ed ap-
profondite conferenze, nelle qua-
li teologhi dalto livello hanno fatto
luce sul valore dellistituzione fami-
liare, come fondamento della socie-
t, pilastro basilare della civilt e am-
biente ideale ed efficace per la tra-
smissione della fede.
Oltre ad essere messa a fuoco se-
condo la dottrina perenne della Chie-
sa, la famiglia stata analizzata attra-
verso molteplici punti di vista (pasto-
rale, sociologico, psicologico, biologi-
co, ecc.), promuovendo inoltre dibat-
titi su temi connessi, come laborto,
leutanasia e la genetica. Si ottenu-
ta, in questo modo, una visione com-
plessiva sulle minacce che circonda-
no questistituzione al momento at-
tuale e sulle sue prospettive di difesa.
Le leggi contrarie alla
famiglia sono ingiuste
Il Cardinale William Joseph Leva-
da, Prefetto della Congregazione per
la Dottrina della Fede e uno dei pi il-
lustri teologi presenti al Congresso, ha
riflettuto su un elevato aspetto della
questione, spiegando che lautore del
matrimonio Dio stesso, perch la voca-
zione al matrimonio si inscrive nella na-
tura stessa delluomo e della donna. Ha
usato parole chiare e irrefutabili per
definire la situazione della famiglia nel
mondo attuale: Essa lacellula fonda-
mentale della struttura della societ, e,
pertanto, anteriore a qualsiasi riconosci-
mento da parte dellautorit pubblica e
necessaria a questa.
Riferendosi alle leggi che oltrag-
giano questistituzione basilare del-
la societ umana, ha affermato che il
cattolico ha lobbligo, in coscienza, di
non seguire le prescrizioni delle autori-
t civili quando sono contrarie alle esi-
genze dellordine morale, ai diritti fon-
damentali delle persone o alle esigenze
del Vangelo.
Ha spiegato che le leggi umane e
le decisioni giudiziarie che non la ri-
spettano, sono contrarie alla Leg-
ge di Dio e, pertanto, devono essere
considerate ingiuste.
Le parole del Cardinale Levada so-
no state accolte da uno scroscio di ap-
plausi e sono state oggetto di numero-
si commenti in interviste collettive alla
stampa e nelle diverse cerchie di con-
versazione a margine del Congresso.
Lambiente familiare e la
trasmissione della fede
Non meno interessante stata la
lucida esposizione del Cardinale An-
tonio Caizares, Arcivescovo di To-
ledo e Primate di Spagna,che ha af-
frontato il tema La famiglia e la tra-
smissione della fede.
Dopo aver segnalato che listitu-
zione familiare il solco primo e in-
sostituibile per la trasmissione della
fede, il luogo in cui abbiamo appreso
a essere cristiani, ha aggiunto:
Lesperienza personale rende evi-
dente che, quando viene meno la fa-
miglia, sorgono serie difficolt per tra-
smettere e accogliere la fede; e che,
quando questa trasmissione non avvie-
ne nellambito della famiglia durante i
primi passi della vita, difficile susci-
tarla anni pi tardi.
Se non si sostiene la famiglia,
lumanit si distrugge
Istituzione naturale e
patrimonio dellumanit
Il Cardinale Julin Herranz, Presi-
dente del Pontificio Consiglio per i Te-
sti Legislativi e la maggiore autorit in
materia di Diritto Canonico, ha ana-
lizzato listituzione della famiglia sotto
il punto di vista della legge naturale e
della sua dimensione antropologica:
In fondo, questa dimensione an-
tropologica lunica che pu garanti-
re la tutela dellidentit naturale e so-
ciale della famiglia di fronte allabu-
so delle ideologie, soprattutto del fon-
damentalismo relativista. (...) La veri-
t sulla famiglia primariamente una
realt antropologica, non un postu-
lato di carattere religioso e tanto meno
cristiano. La famiglia basata sul ma-
trimonio o unione di uomo e donna,
aperta alla procreazione ed educazio-
ne dei figli, tale come la concepiva la
tradizione millenaria della cultura gre-
co-romana, un patrimonio delluma-
nit, unistituzione naturale, vero pila-
stro della societ.
In seguito ha chiarito che vero
che, avendo Cristo elevato il matri-
monio alla condizione di Sacramen-
to, la famiglia cristiana coopera con
Dio, non solo nel generare la vita na-
turale, ma anche nel coltivare le se-
menti della vita divina ricevuta nel
Battesimo. Ma- ha aggiunto que-
sta verit di fede non altera, al contra-
rio, arricchisce la verit di ragione sulla
realt antropologica della famiglia.
Ha inoltre affermato che giusto
che, non solo i partecipanti del Con-
gresso, ma anche i giuristi, antropolo-
gi, sociologi e politici di tutte le ten-
denze si facciano, operando poi in fun-
zione di essa, la seguente domanda:
Quale tema di interesse pubblico pu
essere pi importante per il futuro del-
la societ del tema della famiglia?
Giovanni Paolo II, il Papa
della famiglia e della vita
stato molto applaudito anche
il Cardinale di Cracovia, Stanislaw
Dziwisz. Essendo stato per molti an-
ni segretario di Giovanni Paolo II, la
sua esposizione ha riguardato il tema
Giovanni Paolo II, il Papa della fa-
miglia e della vita.
Ha chiarito che il pensiero teolo-
gico-filosofico di questo compianto
Pontefice non ha avuto inizio con la
sua ascesa alla Cattedra di Pietro, ma
maturato lungo tutto il suo servi-
zio pastorale come sacerdote, poi ve-
scovo e, infine Papa. Ha detto ancora
che la chiave dellazione di Giovanni
Paolo II per la famiglia era, prima di
tutto, la preghiera: La preghiera sar
la costante principale della Chiesa nel-
la sua preoccupazione per la famiglia.
Si tratta di pregare per la famiglia, pre-
gare in famiglia e, anche, della preghie-
ra del sacerdote con la famiglia.
Questa causa seria,
questa causa nobile
Molte altre pagine sarebbero ne-
cessarie per offrire una piccola sin-
tesi delle restanti conferenze. Tut-
te, senza eccezione alcuna, sono sta-
te eccellenti.
Per esempio, il Cardinale Arcive-
scovo di Bologna, Carlo Caffarra, ha
fatto un ben documentato monito ri-
guardo loffensiva del laicismo contro
la famiglia cristiana, principalmente
in paesi europei. Con pari brillantez-
za e profondit, il Cardinale Raffae-
le Martino, Presidente del Pontificio
Consiglio Giustizia e Pace, ha disser-
tato sullimportanza attribuita alla fa-
miglia nel Compendio della Dottrina
Sociale della Chiesa.
Infine, una parola sul Cardinale
Alfonso Lpez Trujillo, Presidente
del Pontificio Consiglio per la Fami-
glia, che ha compiuto alla perfezio-
ne il suo compito di organizzatore di
questo 5 Incontro.
In dichiarazioni alla stampa, ha af-
fermato: Molte volte, i cristiani pensa-
no che quello che la legge permette mo-
rale. E questo una falsit. Se la legge
ingiusta, non le si deve obbedire. Ha
messo in risalto anche la necessit di
preparare le famiglie ad essere la for-
za di una battaglia nobile e non diven-
tare vittime di imposizioni che distrug-
gono la realt e il significato del matri-
monio. Tutto quanto si deve fare, par-
te da unidea: la causa seria, la causa
nobile; se non la si sostiene, lumanit
si distrugge ha concluso.
Circa 9mila persone hanno partecipato
al Congresso (in alto, Card.
Lpez Trujillo e Card. Franc Rod)
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22 Salvami Regina Agosto 2006


SAN BERNARDO DI CHIARAVALLE
Monaco,
mistico e profeta
Uomo focoso, consigliere di papi e monarchi,
denominato dal Papa Innocenzo III una
muraglia inespugnabile che regge la Chiesa,
San Bernardo di Chiaravalle stato anche un
mirabile araldo della Vergine Maria e uno dei
primi apostoli dellintercessione universale della
Madre di Dio.
ambiente era carico di
aspettativa e seriet.
La moltitudine si
comprimeva, silen-
ziosa, attorno ad un
uomo ancora giovane, dallaspetto
austero, che predicava sulle rive di un
fiume. La sua voce, grave e compas-
sata, faceva trasparire una profonda
pace dellanima.
Convertitevi, perch il regno di Dio
vicino. (...) Preparate la via del Si-
gnore, raddrizzate i suoi sentieri (Mt
3, 2-3), affermava con severit. Conti-
nuava poi soavemente, quasi inteneri-
to: Viene dopo di me chi pi forte di
me, al quale non son degno di slaccia-
re, prostrato a terra, i lacci dei sanda-
li (Mc 1, 7).
Giovanni Battista, lultimo e il
maggiore dei profeti dellAntico Te-
stamento, annunciava al popolo elet-
to la prossima apparizione del Sal-
vatore del genere umano. E pi tar-
di, quando rivel la divinit del Mes-
sia nel proclamare: Ecco lAgnello
di Dio, ecco colui che toglie i pecca-
ti del mondo (Gv 1, 29), la lunga e
grandiosa fila di profeti, che aveva-
no predetto lavvento del Redentore
e guidato il popolo attraverso secoli
di attesa, era finalmente chiusa. Tutte
le profezie si erano realizzate.
La rivelazione completa, ma Dio
desidera servirsi delle cause seconde
per comunicare i suoi divini disegni al-
lumanit. Cos, Egli sempre far sor-
gere uomini e donne che indichino il
Cammino, insegnino la Verit e tra-
smettano la Vita alla maggioranza de-
gli uomini. Questa realt ce la spiega
San Tommaso, nella Summa Teologi-
ca: In tutte le epoche sono esistiti uo-
mini che possedevano lo spirito pro-
fetico, non per far conoscere dottrine
nuove, ma per dirigere la vita umana.
Il profeta del secolo XII
Nel secolo XII la Civilt Cristiana
aveva attinto unauge che nessun san-
to avrebbe potuto immaginare agli
albori duri e sanguinosi della prima
epoca della Chiesa. La filosofia del
Vangelo governava gli Stati; linfluen-
za della saggezza cristiana e la sua
virt divina compenetravano le leg-
gi, le istituzioni, i costumi dei popo-
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Diacono Pedro Morazzani Arriz
Un nitido ed espressivo sogno ha rivelato
alla madre di Bernardo il futuro di suo figlio
(San Bernardo e i suoi genitori, Vetrata del
Monastero di Mariawald, Germania)
Agosto 2006 Salvami Regina 23
li, tutte le categorie e tutte le relazio-
ni della societ civile afferm Leo-
ne XIII nellImmortale Dei.
Il sostegno di questa societ sacrale
era stato, per pi di un secolo, la san-
tit emanata dallabbazia benedetti-
na di Cluny. Essendosi propagati ra-
pidamente in tutto lOccidente cri-
stiano, questi figli di San Bene-
detto influenzavano e orienta-
vano la spiritualit e la cultura
dei popoli dellEuropa a parti-
re dallinterno dei loro immen-
si monasteri, dallalto dei pulpi-
ti, sviluppando una bellissima e
aristocratica liturgia e incantan-
do le moltitudini con langelico
canto gregoriano.
Avvenne per che, dopo
aver raggiunto la vetta, la gran-
dezza di Cluny venne scemando
lentamente, forse per non aver
avuto anime generose che, nel-
lapice del suo splendore, vo-
lessero partire per estremi nuo-
vi di santit.
Fu allora che sorse, non
unistituzione, ma un uomo che
fu il riformatore della disciplina
ecclesiastica, il modello di tutte
le virt, la voce di Dio che indi-
cava nuovi obiettivi a quella so-
ciet che cominciava a vacilla-
re: Bernardo di Chiaravalle.
Un misterioso disegno
Nellanno 1091 nasceva in un ca-
stello della Borgogna il terzo figlio del
signore di Fontaines e della virtuo-
sa dama Alet. Poco prima di dare al-
la luce il bambino, ella aveva fatto un
sogno cos nitido ed espressivo che la
sua materna intuizione non esit a ve-
dere in esso un provvidenziale prean-
nuncio del futuro del figlio: le era ap-
parso un cagnolino dal pelo bianchis-
simo che abbaiava a gran voce e senza
sosta. Afflitta, per il fatto di non riu-
scire a dare una chiara interpretazio-
ne che traducesse i suoi presentimenti,
consult un servo di Dio, che le rispo-
se: Il bambino sar un grande predi-
catore e abbaier continuamente per
proteggere la Casa di Dio, e guarir le
ferite di molte anime.
Discendente di due nobili famiglie
e aleggiando su di lui questo misterio-
so vaticinio, fu allevato con la massima
cura da sua madre, che, non appena
possibile, lo invi ad una famosa scuo-
la nella citt di Chatillon-sur-Seine.
tuosa giovinetta, e volendo a qualsia-
si costo evitare il minimo errore, si
lanci in un laghetto dacqua gelata
(era inverno) e l vi rimase, immerso
fino al collo, fino a quando lo tiraro-
no fuori quasi privo di sensi.
Il richiamo del Signore
Bernardo aveva 21 anni
det, e la grazia divina ave-
va molto battuto alle porte del
suo cuore ardente: Perch sei
venuto al mondo? Questa do-
manda se la poneva con una
frequenza sempre maggiore.
La radicalit della vita mo-
nastica attirava quellanima
fatta per grandi atti deroismo:
abbandonare onori, ricchez-
za e famiglia, consacrarsi per
sempre al servizio del Re Eter-
no, vivere di quellamore so-
vrannaturale le cui fiamme cre-
scevano sempre pi nel suo in-
timo...Nello stesso tempo pe-
r, non pochi parenti e amici lo
esortavano a seguire una stra-
da pi comoda: innanzitutto,
le straordinarie qualit del gio-
vane Bernardo promettevano
grandi glorie mondane; e inol-
tre la precaria salute e la sua
fragile costituzione non avreb-
bero sopportato i rigori della
vita religiosa; cos essi sostene-
vano che si poteva servire Dio
anche senza seppellire in un chiostro
i talenti di unindole tanto delicata...
Afflitto da questi pensieri e dissidi
interiori, un giorno entr in una chiesa
e implor una luce celeste che gli fa-
cesse conoscere, senza ombra di dub-
bio, il disegno di Dio a suo riguardo. Il
Signore non tard a venire in soccorso
del suo prescelto che a S chiamava.
Bernardo si alz rinvigorito e pie-
no di sovrannaturale certezza e si di-
resse a un monastero quasi scono-
sciuto, fondato non molto tempo pri-
ma dal santo abate Roberto di Mole-
smes e situato in un boschetto non di-
stante dal castello della sua famiglia:
Cister.
Il suo grande talento intellettuale
generava ammirazione nei maestri e
faceva presagire per lui una carriera
brillante. Lindole affabile e un po ti-
mida di Bernardo possedeva una no-
ta di nobilt e dolcezza che attirava
molti a lui. In poco tempo, sent arde-
re nellanima il desiderio della gloria
della scienza e di unesistenza mon-
dana vissuta nellopulenza. Il demo-
nio, il mondo e la carne tentarono in-
numerevoli volte di trascinarlo alla
perdizione, ma, nonostante gli assal-
ti, egli seppe conservare sempre inte-
gra la sua innocenza battesimale.
Una volta, sentendo una specia-
le attrazione per una bella e poco vir-
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24 Salvami Regina Agosto 2006
Bisogna aggiungere che
egli non si limit semplice-
mente a partire per quel-
laustero chiostro dove sa-
rebbe nato, in mezzo ad in-
numerevoli difficolt, un
nuovo ordine religioso: con
ispirata eloquenza, trasci-
n con s suo zio materno,
quattro fratelli e altri trenta
cavalieri suoi compagni!
Allultimo fratello di
Bernardo, che era anco-
ra piccolo, furono dette le
seguenti parole: Rimani
con Dio. Noi partiamo per
il monastero e ti lasciamo
tutti i nostri averi. Desola-
to, il bambino rispose: Voi
conquistate il Cielo e mi la-
sciate a terra? Brutta spar-
tizione questa! E pochi
giorni dopo, and a bussa-
re a quelle benedette por-
te che gi avevano accolto i
suoi cinque fratelli maggiori...
La valle della luce
Se era stato esiguo per molti an-
ni il numero di monaci di Cister, ben
presto, grazie a Bernardo, le sue ru-
dimentali pareti di pietra divennero
strette.
Per ordine del suo superiore, ora
Santo Stefano Harding, egli part, in-
sieme a dodici compagni, per fonda-
re una nuova abbazia. Aveva appena
25 anni.
Il luogo prescelto per fermarsi fu
unisolata e ombrosa valle, temuta a
causa dei ladri che l si rifugiavano. In
poco tempo la foresta cedette lo spa-
zio ai campi coltivati, i muri comin-
ciarono a elevarsi, voci pure e virili
fecero echeggiare la laus perenni in
quelle vastit, e la luce divina rifles-
sa da San Bernardo dissip le oscuri-
t del luogo, che cominci ad essere
chiamato Clara Vallis Chiaravalle.
Attirati dalla fama di santit che
subito circond questo monastero,
accorsero numerosi giovani, nobili
e plebei, colti e ignoranti, desidero-
si di seguire Cristo nella povert, ob-
bedienza e castit, sotto la guida del
giovane abate. Pass ben presto a 700
il numero di monaci che riempivano
labbazia della valle della luce.
Voce e braccio di Dio
La luce, per, non fu fatta per es-
sere nascosta quanto invece per il-
luminare e brillare agli occhi di tut-
ti (cfr. Mt 5, 15-16). Invano Bernardo
cercava la solitudine e il silenzio del-
la sua amata valle. Contro la sua vo-
lont, divenne il consigliere di Papi,
vescovi e monarchi, il direttore spiri-
tuale dellEuropa medievale, il Mos
della Cristianit.
Non cera predicatore pi ardente
n personaggio con maggior presti-
gio di lui. Venerato come santo dal-
le moltitudini e riconosciuto come
profeta e taumaturgo, la sua semplice
presenza, le sue parole e scritti risve-
gliavano un entusiasmo nuovo e com-
battevano vittoriosamente le eresie e
gli avversari della Chiesa.
Essendosi verificato in quel perio-
do un pericoloso scisma nella Chie-
sa di Dio, quasi tutti i fedeli
vacillavano, disorientati, tra
il legittimo Pontefice e un
antipapa di nome Anacle-
to. Teologi e dottori dibat-
tevano con foga argomenti
a favore delluno o dellal-
tro, senza giungere a risul-
tati convincenti o definitivi.
Gli occhi di molti si rivolse-
ro allora verso il santo aba-
te di Chiaravalle, alla ricer-
ca di una parola che risol-
vesse la spinosa questione.
Bernardo accorse al Conci-
lio di tutti i vescovi del re-
gno di Francia, e grazie alla
sua ispirata ed ardente elo-
quenza il voto dellassem-
blea decise a favore del le-
gittimo Papa, Innocenzo II.
Lincendio della divisio-
ne, comunque, non si estin-
se immediatamente. Nella
provincia di Guascogna, un
vescovo orgoglioso che aveva trovato
lappoggio di un conte ambizioso del-
la regione, ancora si sollevava contro
il vero pastore della Santa Chiesa.
Il Papa invi San Bernardo a por-
re fine a questa triste situazione, nel-
laspettativa che la saggezza del santo
trionfasse laddove i ragionamenti dei
teologi avevano fallito. Invano egli
tent di ridurre alla giusta obbedien-
za lagitato spirito del vescovo ribelle.
Cerc, allora, di convincere il dispo-
tico conte, dimostrandogli linsensa-
tezza della sua posizione. Entrambi,
per, ebbri di orgoglio, si ostinavano
nellerrore.
Rattristato di fronte a tanta malva-
git, ma deciso a far prevalere lauto-
rit del Sommo Pontefice, Bernardo
convoc tutto il popolo nella cattedra-
le della citt e celebr solennemente
il Santo Sacrificio dellaltare. Dopo la
Consacrazione, alzando tra le sue ma-
ni il Santissimo Sacramento sopra una
patena, si diresse nella piazza dove
si trovava il conte che, essendo stato
scomunicato, non poteva entrare nel
tempio. Guardandolo severamente,gli
Lispirata e ardente eloquenza di San Bernardo
nel Concilio di Etampes ha messo fine allo scisma
di Anacleto (dipinto di Pietro di Pietri, Museo
di Arte Sacra, Digione)
Agosto 2006 Salvami Regina 25
disse con voce minacciosa: Noi ti ab-
biamo pregato e tu ci hai disprezzato;
molti servi di Dio ti hanno supplicato
e tu a nessuno hai prestato attenzione.
Ecco che il Figlio della Vergine, Capo
e Signore della Chiesa che tu persegui-
ti viene in tua presenza! Ecco il Giudi-
ce nelle cui mani un giorno la tua ani-
ma cadr. Vediamo se anche a Lui giri
le spalle come hai fatto a noi!
Come anticamente i venditori del
Tempio di Gerusalemme erano fuggi-
ti davanti al Maestro adirato, linfeli-
ce conte, nelludire queste parole, si
butt a terra, terrorizzato. Poi si al-
z, toccato finalmente dalla grazia di
Dio, si prostr completamente penti-
to ai piedi del santo abate e fece tut-
to quanto questi gli ordin. Pi tardi
strinse con Bernardo unamicizia co-
s intensa che, seguendo i suoi santi
consigli, abbandon il mondo e ter-
min i suoi giorni in un convento. Il
vescovo recalcitrante, invece, ostina-
to nella sua malizia, un giorno fu tro-
vato morto nel suo letto, senza con-
fessione n viatico.
Araldo della Madonna
Ma questuomo focoso, denomi-
nato dal Papa Innocenzo III una
muraglia inespugnabile che so-
stiene la Chiesa, pass alla Sto-
ria col titolo di Dottore Melli-
fluo, perch la dolcezza delle
sue esortazioni portava tutti ad
affermare che le sue labbra di-
stillavano purissimo miele.
Chi, nel mondo cristiano, non
conosce lincomparabile pre-
ghiera Ricordatevi, a lui attri-
buita? Fu uno dei primi a chia-
mare Madonna la Madre di
Dio. La tradizione racconta che,
ascoltando una volta i suoi fra-
telli cantare la Salve Regina, ir-
ruppe dal suo cuore pervaso
dispirazione la triplice escla-
mazione che oggi corona questa
preghiera: O clemente, o pia, o
dolce Vergine Maria!
Fu anche uno dei primi apo-
stoli dellintercessione universale
di Maria Santissima, lasciando que-
sta dottrina chiaramente consegnata
in numerosi sermoni:
Siccome eravamo indegni di rice-
vere qualsiasi cosa, c stata data Ma-
ria per ottenere, per mezzo Suo, tut-
to quanto di cui abbiamo bisogno.
Dio ha voluto che noi niente ricevia-
mo senza passare prima per le mani di
Maria (...) Nel pi profondo della no-
stra anima, con tutti gli affetti del no-
stro cuore e tutti i sentimenti e desideri
della nostra volont, veneriamo Ma-
ria, perch questa la volont di quel
Signore che ha voluto che tutto rice-
viamo da Maria.
Venite, benedetto di mio Padre
Ritornando da una missione apo-
stolica, quando ormai aveva 63 anni
di et, guar una donna cieca, in pre-
senza di unenorme moltitudine ac-
corsa a venerarlo. Fu lultimo mira-
colo realizzato nella sua esistenza
terrena.
Nel giungere al suo amato mona-
stero di Chiaravalle, sentiva che stava
perdendo le sue forze. La sua anima,
per, traboccava della serena fiducia
propria del navigante che finalmente
avvista il porto anelato.
Egli stesso, in una lettera, fa sapere
della sua ultima afflizione, poco prima
di partire per leternit: Il sonno fug-
ge da me, affinch il dolore non si atte-
nui stando i sensi addormentati. Quasi
tutto quello che patisco sono dolori al-
lo stomaco. Per non voler nascondere
niente ad un amico desideroso di cono-
scere lo stato del suo amico, e parlan-
do non come saggio, secondo luomo
interiore, vi dico che la mente pronta,
nella carne debole. Pregate il Salvatore,
il quale non vuole la morte del pecca-
tore, che non ritardi pi la mia fine, ma
la protegga e la sostenga.
Vescovi, abati e monaci circonda-
vano il letto dove agonizzava quel pro-
feta del Signore. Piangevano il supe-
riore che dava consigli, il dottore che
insegnava, il padre che li amava, luo-
mo di Dio che li santificava. Questi li
anim fino allultimo respiro e li con-
sol, con grande modestia diceva che
era ormai tempo che un servo divenu-
to inutile passasse ad un altro il suo in-
carico e che un albero sterile fosse di-
velto...
Il giorno 20 agosto del 1153, alle
nove del mattino, consegn la sua pu-
rissima anima al suo Creatore e Re-
dentore.
Vescovi, abati e monaci circondavano il letto dove giaceva
agonizzante quel profeta del Signore (Funerali di San Bernardo,
di Cecco di Pietro, Museo di Arte Sacra di Digione)
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ARALDI NEL MONDO ARALDI NEL MONDO
Evangelizzazione
ardente e instancabile
sercitando la loro attivit in un continen-
te pieno di sfide per la Chiesa, gli Araldi
del Vangelo mozambicani si sono dedica-
ti con ardore ad un apostolato instanca-
bile, sempre pronti a quanto necessario
per portare a tutti la buona novella del Vangelo, co-
me pure per mostrare che il cattolico un buon cit-
tadino, responsabile e cosciente.
Un giorno, li abbiamo incontrati in azione nei
vari collegi della capitale, Maputo, dove presenta-
no il Cristianesimo in un modo accessibile ai gio-
vani, utilizzando mezzi attraenti, come la musica e
le attivit sportive (foto 1).
In altri momenti, essi danno lezioni di ca-
techismo preparando cos un gran numero di
giovani alla Prima Comunione ogni anno (fo-
to 2-4).
In grande espansione si trova anche il settore
dei Cooperatori, nel quale recentemente stato
ricevuto un numeroso gruppo di nuovi membri i
quali hanno confermato il loro impegno davanti al
Santissimo Sacramento (foto 5-7).
Da bravi cittadini, gli araldi, con la loro banda,
hanno partecipato alla campagna per il migliora-
mento del traffico, animando una marcia della po-
polazione per sollecitare gli autisti allosservanza
delle norme vigenti (foto 8).
Alla fine di tanto lavoro, sono partiti per un pel-
legrinaggio di azione di grazie al Santuario della
Madonna di Fatima, a Namaacha, (foto 9-10) do-
ve hanno deposto ai piedi della Santissima Vergine
tutte le attivit realizzate, ricordandosi, con umilt
e gratitudine, dellinsegnamento del Divino Mae-
stro: Senza di me, non potete fare nulla (Gv 15, 5)
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ARALDI NEL MONDO
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ARALDI NEL MONDO
Evangelizzazione
ardente e instancabile
sercitando la loro attivit in un continen-
te pieno di sfide per la Chiesa, gli Araldi
del Vangelo mozambicani si sono dedica-
ti con ardore ad un apostolato instanca-
bile, sempre pronti a quanto necessario
per portare a tutti la buona novella del Vangelo, co-
me pure per mostrare che il cattolico un buon cit-
tadino, responsabile e cosciente.
Un giorno, li abbiamo incontrati in azione nei
vari collegi della capitale, Maputo, dove presenta-
no il Cristianesimo in un modo accessibile ai gio-
vani, utilizzando mezzi attraenti, come la musica e
le attivit sportive (foto 1).
In altri momenti, essi danno lezioni di ca-
techismo preparando cos un gran numero di
giovani alla Prima Comunione ogni anno (fo-
to 2-4).
In grande espansione si trova anche il settore
dei Cooperatori, nel quale recentemente stato
ricevuto un numeroso gruppo di nuovi membri i
quali hanno confermato il loro impegno davanti al
Santissimo Sacramento (foto 5-7).
Da bravi cittadini, gli araldi, con la loro banda,
hanno partecipato alla campagna per il migliora-
mento del traffico, animando una marcia della po-
polazione per sollecitare gli autisti allosservanza
delle norme vigenti (foto 8).
Alla fine di tanto lavoro, sono partiti per un pel-
legrinaggio di azione di grazie al Santuario della
Madonna di Fatima, a Namaacha, (foto 9-10) do-
ve hanno deposto ai piedi della Santissima Vergine
tutte le attivit realizzate, ricordandosi, con umilt
e gratitudine, dellinsegnamento del Divino Mae-
stro: Senza di me, non potete fare nulla (Gv 15, 5)
ARALDI NEL MONDO
28 Salvami Regina Agosto 2006
Guatemala 40 ragazze guatemalteche e
salvadoregne hanno trascorso tre giorni di festosa
e gioiosa vacanza, nel campeggio organizzato dal
settore femminile degli Araldi.
Portogallo Limponente processione del Corpus
Domini avanza per le vie di Lisbona. I giovani Araldi del
Vangelo hanno animato anche la Messa celebrata dal
Cardinale-Patriarca Jos Policarpo (nella foto, mentre
porta il Santissimo Sacramento).
Svezia In missione in una parrocchia di Umea, citt
non lontana dal Circolo Polare Artico, tre Araldi hanno
portato la Statua del Cuore Immacolato di Maria a far
visita a famiglie e chiese.
Belize In questo simpatico paese centro-americano
sono cominciati con grande successo i pellegrinaggi
dellIcona del Cuore Immacolato di Maria. Nella foto,
una famiglia della citt di SantIgnazio.
Equador Gli Araldi si sono uniti alle migliaia di devoti
che hanno seguito la processione del Corpus Domini
promossa dalla Arcidiocesi di Guayaquil.
Brasile Mons. Jos Cardoso Sobrinho, Arcivescovo
di Olinda e Recife, porta il Santissimo Sacramento nella
grandiosa processione che ha percorso le vie centrali
della capitale pernambucana, nella festa del Corpus
Domini. toccato agli Araldi lonore di sostenere il pallio.
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Brasile Nella Cattedrale di Montes Claros (Minas
Gerais), settanta fedeli preparati dagli Araldi hanno
fatto la loro solenne consacrazione alla Santissima
Vergine, secondo il metodo di San Luigi G. de Montfort.
Brasile Circa mille parrocchiani accolgono con
entusiasmo la statua pellegrina di Fatima, che entra in
solenne corteo per la Messa di chiusura delle missioni nel
Bairro do Pechincha, Rio de Janeiro.
La Vostra Associazione amata
dal Santo Padre
ella Chiesa Parrocchiale della Concepcin,
a Madrid, lambiente era di festa e giubi-
lo, il 1 luglio: Mons. Manuel Monteiro de
Castro, Nunzio Apostolico in Spagna, celebrava una
Messa di azione di grazie per il 70 compleanno di
Don Pedro Paulo de Figueiredo, Presidente Regio-
nale degli Araldi del Vangelo in Europa.
Basandosi sui testi liturgici del giorno, il cele-
brante ha fatto nellomelia una lucida e sostanziosa
riflessione su due punti di grande importanza, so-
prattutto al giorno doggi: la preghiera e la comu-
nione nella prima comunit cristiana, e lazione
dello Spirito Santo nella nostra vocazione.
Ha diretto parole di stimolo agli Araldi del Vange-
lo, incoraggiandoli a perseverare nellavere tra i punti
essenziali della loro spiritualit una parti-
colare e profonda devozione al Papato.
Ha inoltre dato una paterna comuni-
cazione che ha riempito di giubilo i cuo-
ri degli Araldi in tutto il mondo: La
Vostra Associazione cara e amata dal
Santo Padre, come egli stesso ha dimo-
strato con affetto usando nella sua Cap-
pella privata, il 16 settembre dellanno
scorso, il vostro calice da Messa e in-
viando nella stessa occasione, tramite il
suo segretario personale, la sua benedi-
zione a tutti gli Araldi.
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30 Salvami Regina Agosto 2006
I Vangeli Apocrifi
Occultate sotto il grazioso manto di incantevoli
leggende riguardo i misteri della vita di Ges, molte
volte si propagavano tendenziose dottrine
gnostiche o manichee.
uando in futuro gli
studiosi della Storia
faranno le loro ricer-
che sui secoli XX e
XXI, si presenteran-
no loro non poche difficolt per veri-
ficare la veridicit o falsit di un docu-
mento. Uno dei grandi ostacoli in que-
sto senso sar molto probabilmente il
nostro ormai tanto familiare internet.
In questo prodigioso mezzo di divul-
gazione di massa c di tutto. persi-
no possibile per il ricercatore trovare
in esso dati utili e autentici in mezzo
a molta confusione, ma pi probabile
trovare confusione che verit.
Se per noi, che viviamo nellepo-
ca degli avvenimenti dei quali si oc-
cupa internet, gi difficile discerne-
re lautentico dal falso, il reale dal-
limmaginario, quale non sar il lavo-
ro degli storici in futuro?
Comunque sia, questo non un
problema relativo soltanto al nostro
tempo; una questione che si prolun-
ga nel corso della Storia. quello che
succede, per esempio, quando analiz-
ziamo i vangeli apocrifi.
Evoluzione del significato
della parola
Il termine greco apocrifo (-
) significa cosa nascosta, oc-
culta. NellAntichit, designava sol-
tanto i libri destinati esclusivamente
ai membri di un gruppo chiuso o agli
iniziati di qualche mistero. Successi-
vamente stato utilizzato per deno-
minare documenti di origine dubbia,
la cui autenticit poteva essere messa
in discussione.
I cristiani qualificavano come apo-
crifi certi scritti il cui autore era sco-
nosciuto e nei quali venivano svolti
temi ambigui, pur essendo presentati
come sacri. Per questo, col passar del
tempo, si aggiunta a questo termine
una connotazione un po peggiorati-
va, a significare uno scritto sospetto
di eresia o, per lo meno, poco racco-
mandabile.
Ruolo dellimmaginazione
popolare... e dellastuzia
degli eretici
Nello sviluppo della letteratura
evangelico-apocrifa, hanno avuto un
ruolo importante i sentimenti del po-
polo semplice di Dio. Limmaginazio-
ne orientale e lattrazione verso tut-
to quanto si presentasse come miste-
rioso, cercavano la maniera di riem-
pire i vuoti dei Vangeli gi consa-
crati, per quanto riguarda molti det-
tagli della vita di Ges. Quelle giova-
ni comunit cristiane sentivano la vi-
va necessit di conoscere cose nuo-
ve rispetto alla persona di Ges, del-
la sua vita e del suo messaggio. Non
c niente di strano nel fatto che esse
si fossero lasciate trasportare da rac-
conti fantastici scritti da persone che
risultavano essere contemporanee
di Cristo o da tradizioni provenien-
ti dalle localit per le quali era passa-
to il Divino Maestro. Questo nucleo
originario cominci a crescere e a di-
versificarsi con il passare di bocca in
bocca e di regione in regione, fino ad
essere alla fine cristallizzato nellab-
bondante letteratura apocrifa, che
molte volte ha trovato appoggio nel
nome di coloro che erano stati effet-
tivi testimoni della vita di Cristo: Pie-
tro, Filippo, Giacomo, Giovanni, ecc.
Tuttavia, allingenuit del popo-
lo credulone non tard ad aggiun-
gersi lastuzia degli eretici. Occultate
sotto il grazioso manto di incantevoli
leggende riguardo i misteri della vita
di Ges, molte volte si propagavano
tendenziose dottrine gnostiche o ma-
nichee. Non pochi di questi malinten-
zionati autori forgiavano scritti bi-
blici, alterando o semplicemente in-
ventando fatti e personaggi, con lin-
tento di dare una base e una giustifi-
cazione alle loro tesi eretiche.
Lefficace reazione della Chiesa
Quando la zizzania cominci a me-
scolarsi al grano, ecco perch le au-
torit della Chiesa, a cui Cristo ave-
va affidato la custodia del suo greg-
ge, sentirono la necessit di reagire in
Carlos Toniolo
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Agosto 2006 Salvami Regina 31
qualche modo alle falsificazioni che
minacciavano la salute spirituale e
lunit dei fedeli.
La prima e pi importante misura
stata quella di stabilire quali fosse-
ro i libri realmente ispirati dallo Spi-
rito Santo, e cos riconosciuti come
appartenenti alle Sacre Scritture.
risaputo che fin dal primo secolo si
ebbe la preoccupazione di fare lelen-
co di questi libri. Intanto, il pi anti-
co di cui si ha conoscenza, che non
conteneva ancora tutti i 27 libri del
Nuovo Testamento, era il frammen-
to Muratoriano, risalente allincirca
allanno 170. Il primo elenco che cita
tutti i libri oggi conosciuti stato ela-
borato nel 367 dal grande SantAta-
nasio, Patriarca di Alessandria, no-
to come il Padre dellOrtodossia.
stato questo prelato che ha utilizzato
per la prima volta, nel 350, il termi-
Le ultime incertezze sono sta-
te dissipate nel 393, quando il Con-
cilio Regionale di Ippona ha defini-
to il Canone sacro della Chiesa Cat-
tolica, come oggi lo conosciamo, con
i suoi 73 libri, e ha decretato: Oltre
alle Scritture canoniche, niente sia let-
to nella Chiesa a titolo di Divine Scrit-
ture. Questa definizione stata ripe-
tuta in vari concili: il III di Cartagine
(397), il IV di Cartagine (419), quel-
lo Trulliano (692) quello di Firen-
ze (1442), quello di Trento (1546) e
quello Vaticano I (1870).
Sono pertanto libri biblici autentici
tutti quelli che risultano in questo Ca-
none, mentre gli altri sono apocrifi.
Due tipi di libri apocrifi
Nel frattempo, la Chiesa, nella sua
sapienza, ha saputo distinguere due
tipi di documenti apocrifi.
ra evangelica. Spiccano tra questi: il
Vangelo di Giuda, il Vangelo dei Do-
dici, il Vangelo degli Egiziani, gli Atti
di Matteo, lApocalisse di Pietro.
Anche cos, non si giunti alla for-
mulazione di una condanna esplici-
ta degli apocrifi in generale, ma sono
stati elaborati elenchi di quelli con-
siderati effettivamente eretici. Uno
di questi quello del Decreto Gela-
siano, De libris recipiendis et non reci-
piendis (Libri approvati e non appro-
vati), normalmente attribuito al Papa
San Gelasio (492-596).
Valore storico di certi testi apocrifi
Riconoscendo senzaltro limpor-
tante ruolo dellimmaginazione po-
polare nella creazione o alterazione
di certe tradizioni, non si pu nega-
re che la testimonianza dei documenti
apocrifi riferiti al primo gruppo abbia
ne greco Canone (: regola, nor-
ma) riferendosi al resoconto dei libri
che compongono le Sacre Scritture.
opportuno evidenziare che i cri-
teri per la creazione del Canone non
sono stati per nulla aleatori, ma il
frutto di approfonditi e seri studi e di-
scussioni alle quali presero parte per-
sonaggi di grande scienza e consuma-
ta virt, come San Policarpo di Smir-
ne, SantIgnazio di Antiochia (en-
trambi discepoli dellApostolo San
Giovanni), SantIreneo di Lione, Eu-
sebio di Cesarea, il Papa San Damaso
e San Girolamo, tra gli altri.
Le prime comunit cristiane sentivano la viva necessit di conoscere cose nuove riguardo
la persona di Ges, la sua vita e il suo messaggio
Un primo gruppo formato dai li-
bri che, nonostante non siano compre-
si nel Canone, non arrivano a contra-
stare i Vangeli autentici. Essi sono sta-
ti anche citati da famosi autori eccle-
siastici, presentando un carattere or-
todosso. Per esempio: gli Atti di Pao-
lo, il Pastore di Hermas, le Epistole di
Barnaba, il Vangelo secondo gli Ebrei,
il Protovangelo di Giacomo.
Un secondo gruppo composto da
libri permeati di gravi errori dottrina-
ri, storici e persino geografici, oltre
a espressioni volgari o per lo meno
non convenienti alla bella letteratu-
un valore storico indiretto e non irrile-
vante. Sebbene considerati con riserva
nei primi secoli, alcuni di essi contene-
vano dati che pi tardi sarebbero stati
riconosciuti dalla Santa Chiesa.
Si veda, ad esempio, i nomi dei ge-
nitori della Santissima Vergine, San
Gioacchino e SantAnna, celebrati
dalla Liturgia il 26 luglio; la comme-
morazione della Presentazione della
Vergine Maria Bambina, stabilita nel
calendario romano il 21 novembre;
la nascita di Ges in una grotta, nel-
la quale non manca mai il bue e lasi-
no; la fuga in Egitto con la caduta de-
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32 Salvami Regina Agosto 2006
gli idoli in questo paese; i tre Re Ma-
gi, con i nomi di Melchiorre, Gaspa-
re e Baldassarre; il nome del buon la-
drone, San Dima, celebrato dalla Li-
turgia il 25 marzo; il nome del solda-
to Longino, che ha trafitto il costa-
to di Nostro Signore con una lancia;
la storia di Veronica, che asciug con
un tessuto il volto di Nostro Signore
mentre procedeva per la Via Crucis.
Tutti questi dati si trovano profon-
damente radicati nella sensibilit cat-
tolica, e nessuno pu negare il loro
beneficio. Ma c da dire che essi non
hanno altro fondamento storico al di
l delle narrazioni apocrife.
Unepoca che ha dato larga acco-
glienza ai buoni documenti apocrifi
stata il Medioevo. Essi hanno fornito
unabbondante materia dispirazione a
letterati ed artisti, come Jacques de Vo-
ragine, con la sua famosisima Legende
Dore (Leggenda Aurea), il Beato An-
gelico e Giotto, con le loro innocenti
pitture e gli anonimi scultori che hanno
popolato le cattedrali, scolpendo nella
pietra personaggi e scene delle vite del
Salvatore e dei suoi Apostoli.
Per finire, c da riconoscere un
debito di gratitudine verso i Santi, i
Padri della Chiesa e i pontefici, per
il loro atteggiamento di fermezza e
cautela di fronte alla diffusione indi-
stinta dei testi apocrifi. Grazie a loro,
si conservato inalterato fino a noi
il tesoro autentico della Rivelazione
scritta, parte fondamentale del pegno
di salvezza che ci ha trasmesso No-
stro Signor Ges Cristo.
I buoni documenti apocrifi hanno fornito, nel Medioevo unabbondante materia dispirazione
a letterati ed artisti. A sinistra: Veronica asciuga il volto di Ges (Cattedrale di Oviedo, Spagna);
a destra la fuga in Egitto (Museo dArte Sacra di Digione, Francia)
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ENTRI IN CONTATTO CON NOI PER: FAX: 06 39 76 22 47 ED E-MAIL: ICONA@ARALDI.ORG,
LASCIANDO IL SUO NUMERO TELEFONICO. SAR DA NOI CONTATTATA.
APOSTOLATO MARIA REGINA DEL TERZO MILLENNIO
Lopera consiste nel portare di casa in
casa unicona con limmagine del Cuore
Immacolato di Maria, cos come apparve
a Fatima, che sar accolta, ogni mese in un
giorno stabilito da ciascuna famiglia parte-
cipante. Per loccasione si legger un bra-
no del Vangelo, seguito da alcuni minuti
di riflessione. Si reciter il santo Rosario
e finalmente si rinnover la consacrazione
della famiglia a Ges per mezzo di Maria.
Circostanza propizia per invitare parenti,
amici e vicini.
Ogni gruppo di 30 famiglie che desidera-
no ospitare licona una volta al mese, richie-
de lesistenza di un Coordinatore(trice),
che riceve dal parroco un mandato in que-
sto senso durante la cerimonia di conse-
gna ufficiale dellicona in chiesa. Chiun-
que pu essere Coordinatore(trice), me-
glio una coppia di coniugi.
Prof. Paolo Scarafoni LC
S
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Agosto 2006 Salvami Regina 33
Celibato sacerdotale
Ostacolo o dono dellamore di Dio?
Il celibato un dono dellamore di Dio che la Chiesa riceve continuamente e vuole
custodire, convinta che esso sia un bene eccelso per se stessa e per il mondo intero. Il
Magistero della Chiesa lo ha ribadito fin dai tempi apostolici e lo ha riaffermato pi volte
nellultimo Concilio Ecumenico (Cardinale Dario Castrillon Hoyos).
a legge ecclesiastica del celibato sacerdo-
tale proviene da unimposizione arbitra-
ria della Chiesa, come se si trattasse di
un tributo che il sacerdote deve pagare a
Dio per ricevere lordinazione? O, al con-
trario, una generosa e gioiosa donazione di se stes-
so, che rende libero il ministro consacrato dalla solle-
citudine personale per la famiglia, per potersi dedica-
re con tutto il cuore alla sua missione pastorale a bene-
ficio dei fedeli?
stato questo il tema dibattuto in profondit da
teologi di fama internazionale nella Teleconferenza,
realizzata il 28 aprile, dal titolo Il celibato e la pater-
nit del sacerdote. Unaltra opportuna iniziativa della
Congregazione per il Clero, che mira alla formazione
permanente degli uomini scelti da Dio per essere il sa-
le della terra e la luce del mondo (Mt 5, 13-14).
Trascriviamo di seguito alcuni brani scelti. I testi in-
tegrali delle 12 conferenze sono disponibili nella pagi-
na web www.clerus.org.
LA VERGINIT PER IL REGNO DEI CIELI
La verginit del sacerdote invita il nostro mondo
edonista e secolarizzato a credere in Dio
ono state formulate alcune
obiezioni al fatto che la vergi-
nit consacrata sia conveniente
per i sacerdoti.
La prima che nel Nuovo Testa-
mento non risulta che essa sia indi-
spensabile per diventare sacerdote ed
effettivamente si pu constatare da-
gli scritti degli apostoli, che allinizio
non fu richiesta la verginit per acce-
dere al sacerdozio. A questa obiezio-
ne si risponde che il modello lasciato
da Cristo, sommo sacerdote, di ver-
ginit e che il richiamo allimitazione
dello stato di vita del Signore da par-
te dei ministri sacri ben chiaro nel
Vangelo e negli scritti degli apostoli:
proprio quando Cristo parla della ec-
celsa vocazione al matrimonio, e pro-
pone un ideale molto alto di fedelt
ed indissolubilit, presenta anche la
chiamata ancora pi alta alla vergi-
nit per alcuni uomini (Mt 19,1-12);
essendo Egli stesso il modello di tale
condizione e colui che pu concede-
re la grazia di comprendere lelezione
divina ad un simile modo di vivere, ri-
sulta implicito il riferimento e linvi-
to a coloro che scelse perch stessero
con Lui e condividessero la sua mis-
sione, cio per gli apostoli e i sacer-
doti (Mc 3,13-15). La Chiesa ha sem-
pre interpretato il discorso di Cristo
TELECONFERENZA ORGANIZZATA DALLA CONGREGAZIONE PER IL CLERO
Mons. Gerhard Ludwig Mller
Vescovo di Regensburg
C
34 Salvami Regina Agosto 2006
in questo modo. Sarebbe assurdo in-
terpretare queste espressioni rivolte
a persone non chiamate ad una spe-
ciale identificazione con Cristo e ad
una condivisione e prolungamento
della Sua missione. (...)
Una terza obiezione viene dal-
la scarsit delle vocazioni sacerdota-
li nelle circostanze attuali. Toglien-
do lesigenza della verginit ci sareb-
bero pi giovani che aspirerebbero al
sacerdozio. A questobiezione si ri-
sponde che lesperienza dimostra che
laddove si renda pi facile laccesso
al sacerdozio e diminuiscano le esi-
genze, non aumentano le vocazio-
ni, al contrario tendono a scompari-
re del tutto. Questo risponde anche
ad una psicologia profonda di radica-
lit propria della vocazione sacerdo-
tale. (...)
Il celibato una questione di co-
scienza, abbracciato e scelto per
sempre da coloro che si preparano
al sacerdozio dopo aver raggiunto la
piena convinzione che si tratti di un
dono concesso dal Signore a s, un
dono dello Spirito per identificarsi
meglio con Lui e per servire la Chie-
sa e il prossimo. La maturazione del-
la personalit frutto di molto tem-
po e ci vuole un sano realismo: non
basta la comprensione o il desiderio
di essere casti; ci vuole il paziente la-
voro di dominare le passioni, esposte
alle tentazioni. Tale dominio richiede
per tutta la vita la vigilanza costan-
te e la perseveranza nella preghiera.
Da una parte bisogna evitare gli sti-
moli che provocano le reazioni del-
le passioni: se un seminarista o un sa-
cerdote si permette ogni tipo di lettu-
re, spettacoli e intrattenimenti offer-
ti dalla societ edonista, trover facil-
mente forti stimoli contrari alla casti-
t sacerdotale; se si lascia andare agli
affetti e innamoramenti non sar ca-
pace di maturare nel proprio amore
intenso, esclusivo e fervente per Cri-
sto. La natura ha le proprie leggi che
bisogna saper riconoscere e rispet-
tare. Il buon senso essenziale per
leducazione dei seminaristi e sacer-
doti. Riconoscere che esistono le ten-
tazioni, non significa per la chiusu-
ra in una torre davorio. La matura-
zione della personalit non consiste
in una repressione, ma in un processo
di canalizzazione, con un lavoro posi-
tivo, aperto e gioioso in funzione del-
lamore. Il sacerdote chiamato ad
amare pi intensamente e pi perso-
ne, proprio grazie alla sua consacra-
zione nella verginit. (...)
La verginit consacrata per il Re-
gno dei Cieli invece un forte ri-
chiamo per il mondo edonista e se-
colarizzato a credere in Dio e nella
vita eterna.
CELIBATO E MONDO ODIERNO
Le vere minacce per il celibato, pertanto, risiedono negli
sviluppi sociali, in unantropologia alienante ed in una deficitaria
teologia dellufficio sacerdotale.
on la verginit o il celibato os-
servato per il regno dei cieli, i
presbiteri si consacrano a Dio
con un nuovo ed eccelso titolo, ade-
riscono pi facilmente a Lui con un
cuore non diviso si dedicano pi libe-
ramente in Lui e per Lui al servizio di
Dio e degli uomini.
Se si arrivati alla conclusione che
il celibato cos inteso sia minacciato
dal mondo e dalla societ odierni, le
ragioni sono molteplici.
Da una parte si nota che il fonda-
mento spirituale e religioso del mon-
do del 21 secolo nonostante alcu-
ni segni di cambiamento sia affetto
da uno scetticismo che identifica nei
concetti di servizio, astinenza e con-
tinenza sessuale una limitazione del-
la libert e dellautodeterminazio-
ne dellindividuo. Lesperienza libe-
ratrice della continenza, dellumil-
t e dellastinenza tese al raggiungi-
mento di un obiettivo superiore non
concepibile per chi aderisce a que-
sta mentalit.
La presenza permanente di mes-
saggi a connotazione sessuale dei me-
dia, nella pubblicit e nel parlato so-
no elementi che non facilitano la scel-
ta personale e rendono spesso impos-
sibile la decisione di dedicarsi alla vi-
ta celibe. Luomo diviene vittima di
unesposizione mediatica incontrol-
lata, mentre la vita consacrata del sa-
cerdote corre seri rischi. Il celibato si
pu probabilmente considerare co-
me una scelta che non trova appog-
gio nella nostra societ. Purtroppo,
anche la teologia, negli ultimi anni,
ha contribuito pi al disorientamen-
to che alla chiarificazione.
La perniciosa tendenza a ridur-
re luomo alla somma delle sue com-
ponenti biologiche, ovvero il ragio-
Cardinale Dario Castrilln Hoyos
Prefetto della Congregazione per il Clero
I
Agosto 2006 Salvami Regina 35
namento dellantropologia del ma-
terialismo pi estremo, considera
la sessualit come una mera serie
di processi biologici. Da questim-
postazione deriva la critica del celi-
bato: sarebbe contrario alla natura
umana e, ne consegue quasi diretta-
mente, anche psicologicamente dan-
noso. A questapproccio corrispon-
de una visione puramente funziona-
le e sociologica del sacerdozio del-
la Chiesa. Il sacerdote espleterebbe,
allinterno della Chiesa, una funzio-
ne dalla chiara definizione sociologi-
ca e sociopsicologica. La dimensione
sacramentale completamente mes-
sa da parte.
Le vere minacce per il celibato,
pertanto, risiedono negli sviluppi so-
ciali, in unantropologia alienante ed
in una deficitaria teologia delluffi-
cio sacerdotale. Tuttavia, chi segue
la propria vocazione sacerdotale e,
nella preghiera e nella vera umilt,
rende servizio allumanit, annuncia
il Vangelo e vive la propria missione
nella piena realizzazione di se stes-
so, potr difendersi da queste mi-
nacce con lo sguardo rivolto al Re-
gno dei Cieli.
Le relazioni fatte in questa teleconferenza hanno reso pi facile la
comprensione dellopzione plurisecolare della Chiesa Latina a favore del
celibato sacerdotale assoluto e perpetuo.
IL CELIBATO E LA PATERNIT DEL SACERDOTE
Teologi, oggi, lo hanno riaffer-
mato: il candidato al sacerdo-
zio, nella Chiesa di rito latino,
chiamato ad offrire il suo corpo, tut-
to se stesso, come luogo per lazione
salvifica di Dio. Affinch ci sia un al-
tro Cristo in questo mondo, secondo
la nota espressione di Santa Caterina
da Siena, ci deve essere sempre que-
sto s sacerdotale, questo accoglimen-
to del dono divino del celibato che fa
nascere nel sacerdote una nuova esi-
stenza spirituale: Cristo abbraccia in-
teramente il corpo e la vita del sacer-
dote che diviene in Lui un solo esse-
re (Gal 3,28).
In questa luce, gli Interventi han-
no reso pi facile la comprensio-
ne della scelta plurisecolare che la
Chiesa Latina ha fatto e mantiene:
di conferire lordine sacerdotale so-
lamente agli uomini che diano pro-
va di essere chiamati da Dio al do-
no della castit nel celibato assoluto
e perpetuo, come si afferma nella
Esortazione apostolica Pastores da-
bo vobis (n. 29).
Nelle relazioni si anche potu-
to rispondere al quesito: Ma la di-
sciplina delle Chiese Orientali non
contraddice la posizione della Chie-
sa Latina sul celibato sacerdota-
le? Si ribadito che non c nes-
suna contraddizione, come spiega il
Direttorio per il Ministero e la Vita
dei Presbiteri del 31 gennaio 1994:
La disciplina delle Chiese Orientali
che ammettono il sacerdozio uxora-
to, non contrapposta a quella del-
la Chiesa Latina. Infatti, le stesse
Chiese Orientali esigono il celibato
dai Vescovi. Inoltre, non consento-
no il matrimonio dei sacerdoti e non
permettono successive nozze a quel-
li rimasti vedovi (n. 60). In Orien-
te come in Occidente non mai per-
messo ad un sacerdote di sposarsi e
solamente i sacerdoti celibi possono
accedere allepiscopato. Ci sem-
pre scelta di libert ed accoglimen-
to gioioso di una specifica vocazio-
ne di amore per Dio e per gli altri e
non frutto di un spiritualismo disin-
carnato o di un disprezzo della ses-
sualit umana e del matrimonio da
parte dei candidati al sacerdozio.
Si anche sottolineato che senza
fede non possibile comprendere la
natura e lefficacia del celibato sacer-
dotale, cos come senza fede non ri-
sulta comprensibile lo stesso sacerdo-
zio ministeriale. Ecco perch in una
cultura profondamente secolarizza-
ta e, in particolare, in coloro che vi-
vono nel relativismo morale, il celiba-
to sacerdotale oggetto di continue
discussioni e di dibattiti. Ma per la
Chiesa, no, non cos. Essa ha sem-
pre ribadito, anche dopo il Concilio
Vaticano II, la validit e la perpetui-
t dei principi e delle ragioni su cui si
fonda il celibato sacerdotale.
Carlos Werner Benjumea
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36 Salvami Regina Agosto 2006
La gioia di vivere
in famiglia
Nella convivenza di una casa veramente cristiana,
come quella della famiglia Martin, la carit insegnata
dai Vangeli esala un soave ed ineguagliabile profumo.
gni lingua annovera nel
suo coacervo culturale
una miriade di poeti, dei
quali per lo meno uno
ha dedicato la sua ispi-
razione a cantare la bellezza e il can-
dore dellinnocenza infantile, dei primi
e dorati anni dellesistenza, che a tutti
noi piace evocare. Nella lingua italia-
na, per esempio, chi non ricorda Gia-
como Leopardi che ha reso esplicita
questa nostalgia nella sua famosa poe-
sia Il sabato del villaggio, dove alla fi-
ne dice:
Garzoncello scherzoso,/Cotesta et
fiorita/ come un giorno dallegrez-
za pieno,/ Giorno chiaro, sereno,/ Che
precorre alla festa di tua vita./ Godi,
fanciullo mio; stato soave,/ Stagion lie-
ta cotesta.
In verit, per, una buona parte dei
dolci ricordi dellinfanzia si deve al fat-
to che la fase della nostra vita in cui,
piccoli e indifesi, ci sentivamo al tempo
stesso sicuri, poich eravamo ben pro-
tetti dalla custodia di un uomo che ci
sembrava un eroe, nostro padre e sot-
to le ali di qualcuno che aveva qualcosa
dellangelo e della fata, nostra madre...
Non sono questi, insomma, i primi
ricordi di ci che una famiglia?
Per sapere quello che significa
lassenza di questa, basta menziona-
re la parola orfano, con tutto quel-
lo che evoca di malinconico limmagi-
ne di un bambino che ha perso o non
ha mai sentito, la tenerezza di un pa-
dre o di una madre.
Oltre a questo, per noi cattolici, il
concetto di famiglia travalica i limiti
del semplice e naturale amore umano.
Elevata al piano sovrannaturale dal sa-
cramento del Matrimonio, essa il pri-
mo catechismo dove le anime battez-
zate assorbono gli influssi fondamenta-
li della vita spirituale e nella conviven-
za di una famiglia veramente cristiana
la carit insegnata dai Vangeli esala un
soave e ineguagliabile profumo.
Genitori santi che chiedono
a Dio figli santi
Perch allora commentare questo
argomento soltanto in teoria, quan-
do possiamo dilettarci con la storia
di una famiglia reale e vicina ai no-
stri giorni?
Andiamo a percorrere le incan-
tevoli strade di una cittadina france-
se, alla fine del sec. XIX. Fermando-
ci davanti ad una bella casa un po si-
mile ad un palazzetto e commetten-
do lindiscrezione di sbirciare da una
finestra, vedremo una delicata giovi-
netta intenta a scrivere. Il suo nome
Paolina Martin e la sua lettera stata
pubblicata in diversi libri. Vediamo il
commento che lei fa riguardo ai suoi
genitori: Io li ho sempre considerati
dei santi. Eravamo imbevuti di rispetto
e ammirazione per loro. Alle volte chie-
devo a me stessa se avrei potuto averne
altri simili a loro sulla terra.
Qual era il giudizio di questi ge-
nitori rispetto alle loro cinque figlie?
Quali erano i progetti che avevano
per loro? Vediamo leloquente e te-
nera testimonianza della madre, in
una lettera da lei scritta a sua figlia
Paolina, sopra menzionata: Que-
stanno devo andare (il giorno 8 dicem-
bre), molto presto, a trovare la Santis-
sima Vergine. Voglio essere la prima ad
arrivare. Non le chieder pi figlie; le
andr a chiedere soltanto che renda
sante quelle che mi ha dato, e che io
non rimanga molto indietro rispetto a
loro, ma necessario che esse siano di
gran lunga meglio di me.
Questi due brevi passaggi ci per-
mettono gi dintravedere la soave e
virtuosa relazione regnante in questa
buona famiglia.
Agosto 2006 Salvami Regina 37
Prodigioso zelo per proteggere
linnocenza delle figlie
Aiutato dalle immagini che illu-
strano queste pagine, il lettore avr
gi facilmente identificato lambien-
te familiare al quale ci stiamo riferen-
do: quello in cui nata, cresciuta e si
formata Santa Teresina del Bambin
Ges, patrona delle missioni e dotto-
re della Chiesa.
Infatti, dal matrimonio di Luigi
Martin e Zelia Gurin il 13 luglio
del 1858 sbocciarono nove gigli di
candida innocenza. Quattro di que-
sti, il Signore li colse in tenera et, gli
altri cinque avrebbero dovuto esse-
re trapiantati nel silenzioso e raccol-
to ambiente religioso per l distillare i
pi intensi profumi di virt. Tra que-
sti, la giovane santa, consacrata a Dio
a 15 anni, come carmelitana scalza.
Apri le Scritture e l vedrai che,
quando i genitori sono stati santi, anche
i figli lo sono stati. Ben si applica al-
la famiglia Martin questa saggia sen-
tenza del Santo Curato DArs. Cos
successo con questa virtuosa coppia di
sposi, le cui eroiche virt la Chiesa ha
gi riconosciuto ufficialmente, e i qua-
li camminano verso la gloria degli al-
tari: hanno adornato il firmamento
della Chiesa con luminose e candide
stelle. Con un prodigioso zelo, Luigi
e Zelia custodivano linnocenza delle
loro cinque figlie Maria Luisa, Paoli-
na, Leonia, Celina e Teresina mante-
nendo sempre in famiglia un ambien-
te intensamente cristiano.
Lesempio dei genitori
insostituibile
nelleducazione dei figli
Serva come esempio un brano del-
le memorie di Paolina (pi tardi Ma-
dre Ines di Ges, religiosa carmelita-
na come Teresa). Lei ci racconta, con
tenerezza, della sua amata madre:
Quando ero piccolina, la mamma
mi metteva sulle sue ginocchia e mi rac-
contava storie della vita dei Santi. Una
volta, mi disse che in Cielo solamen-
te le vergini avrebbero seguito ovun-
que Ges, sotto forma di Agnelli sen-
za macchia, sarebbero state coronate
di rose bianche e avrebbero cantato un
cantico che altri non avrebbero potuto
cantare. Io le dissi, allora, che avrei do-
vuto essere vergine, con una bella co-
rona bianca, e le chiesi di quale colore
sarebbe stata la sua, poich lei mi ave-
va fatto notare che le persone sposate
non avrebbero avuto la corona bian-
ca. Mi rispose che sarebbe stata, senza
dubbio, una corona di rose rosse.
Riguardo al signor Luigi Martin,
possiamo raccogliere abbondanti te-
stimonianze dalla sua reginetta,
come lui chiamava lincantevole Te-
resina, che amava con una particola-
re tenerezza essendo lei la pi picco-
la, orfana di madre fin dai primi an-
ni dellinfanzia. In verit, Teresina
apprese ad amare la Chiesa seduta
in braccio al suo re. Nelle sue me-
morie, la Storia di unAnima, lei ci
racconta lincanto del rapporto col
suo amato padre.
Le domeniche, alla Messa, quan-
do il predicatore parlava di Santa Te-
resa, pap si chinava verso di me, di-
cendo a bassa voce: Ascolta, mia re-
ginetta, lui parla della tua santa patro-
na. Io ascoltavo, in effetti, ma guarda-
vo pi spesso verso il pap che verso il
predicatore. La sua bella fisionomia
mi diceva cos tante cose! Alle volte,
i suoi occhi si riempivano di lacrime,
che lui invano si sforzava di trattenere;
non sembrava pi essere di questa ter-
ra, tanto la sua anima amava immer-
gersi nelle verit eterne.
Sapeva bene il sig. Martin che
lesempio vivo dei genitori insosti-
tuibile nelleducazione dei figli nel-
la via della santificazione. Stimolare
lamore a Dio, la frequenza ai Sacra-
Teresa Martin, allet di otto anni,
con sua sorella Celina
Luigi Martin con le sue figlie Leonia
e Celina, e altri parenti
Quattro sorelle Martin e una cugina,
suore carmelitane a Lisieux
Giardino e vista della propriet dei Buissonnets, residenza della famiglia Martin
38 Salvami Regina Agosto 2006
menti, la prossimit spirituale con la
Chiesa, un mezzo col quale i geni-
tori esercitano sulla prole il loro sa-
cerdozio reale, ricevuto nel Battesi-
mo. In questo modo, gettano in fondo
al cuore dei figli il genere di vita pro-
prio della spiritualit cristiana, impri-
mendo nelle loro anime un marchio
che n il tempo n le circostanze del-
la vita potranno cancellare.
Una vera opera di oreficeria
Santa Teresina ricorda, commossa,
la nobile anima di suo padre e laffet-
to di cui la ricopr, dopo la dipartita
di sua madre per il Cielo:
Dopo la morte della mamma, il mio
buon carattere cambi completamente,
divenni sensibile fino alleccesso. Mi ba-
stava uno sguardo per scoppiare a pian-
gere. Nel frattempo, il cuore tenero del
pap univa allamore che egli gi pos-
sedeva un amore veramente materno!
(...)Le domeniche, come era per me dol-
ce sedermi con Celina sulle ginocchia di
pap! Egli cantava con la sua bella vo-
ce dei cantici che riempivano lanima
di pensieri profondi, o allora, cullando-
ci dolcemente, recitava poesie impregna-
te di verit eterne. Poi, salivamo per fare
la preghiera comune e la Reginetta stava
soltanto con il suo Re, bastava guardar-
lo per sapere come pregano i santi.
In questo ambiente di sublime
candore, la piccola Teresa fu prepa-
rata allelevata missione per la qua-
le era stata scelta dalla Provvidenza.
Lei e le sue quattro sorelle, tutte con-
sacrate a Dio, furono pietre prezio-
se accuratamente scolpite nellatelier
familiare dei Martin.
Scoprire i piccoli difetti dei figli e
correggerli, stimolare le buone aspi-
razioni delle loro anime, insomma,
insegnare con impegno, delicatez-
za e tatto il cammino della perfezio-
ne questa la vera opera di orefi-
ceria degna dei genitori cristiani. Nei
Manoscritti Autobiografici, Santa
Teresina d testimonianza di come la
sua cara madre e il suo Re ebbero
questa speciale dedizione per la sua
anima Con una natura come la mia,
se fossi stata educata da genitori senza
virt, sarei diventata ben cattiva, e for-
se mi sarei perduta. Ma Ges vegliava
su di me, Egli voleva che tutto tendes-
se al mio bene, perfino i miei difetti, i
quali, corretti presto, mi sarebbero ser-
viti per procedere nella perfezione
Queste parole impregnate di grati-
tudine e umilt, e scritte da una san-
ta cos singolare, non lasciano alcun
dubbio su quanto i suoi genitori fos-
sero esemplari ed esimi nel compi-
to di scolpire il prezioso brillante che
era lanima della loro figlia. E che bel
frutto ottennero!
Uno stimolo a tutte le
famiglie del mondo
Edificati da un cos chiaro esem-
pio come quello della famiglia Mar-
tin, speriamo che tutte le famiglie al-
le quali arrivi questa breve rassegna
possano dilettarsi con la sua lettura
e lasciarsi avvolgere da questo soa-
ve aroma di amore familiare cristia-
no. Seguire il cammino battuto da
Luis e Zelia Martin, lungi dallessere
qualcosa dimpossibile, alla portata
di tutte le coppie che vogliano aprirsi
alla luce della Chiesa e al messaggio
di Nostro Signore Ges Cristo.
Che lesempio della coppia Martin
e delle loro figlie serva di stimolo alle
famiglie del mondo, affinch aprano
i loro cuori al palpitare della Chiesa,
specialmente alle parole del Vicario
di Cristo in terra, mettano mano al-
lopera e sappiano dare testimonian-
za della grande gioia e felicit di vive-
re in famiglia con Cristo e Maria.
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Agosto 2006 Salvami Regina 39
Educare, nobile
azione sociale al
giorno doggi
Lavorare per la formazione e culturale e morale della giovent
contribuire in modo eccellente al bene della societ.
io misericordioso!
Oggi non avevo nul-
la per il pranzo, e
voi siete arrivati con
questa cesta di cibo!
si precipitata a dire una povera don-
na della favela del Matadouro, a Cam-
pos (Rio de Janeiro, Brasile). Afferma-
zioni di questo genere sono frequenti
durante le visite realizzate regolarmen-
te dagli Araldi alle popolazioni pi biso-
gnose. Com consolante poter alleviare
la sofferenza di cos tanti fratelli!
Ma lazione sociale si riduce for-
se soltanto alla distribuzione di beni
materiali? Oppure ogni attivit che
contribuisca allarmonia della convi-
venza umana anchessa, e a giusto
titolo, unazione sociale?
In effetti, la carit cristiana ci ob-
bliga ad agire in questi diversi campi
della societ, cercando di sopperire
alle carenze materiali e spirituali. So-
no questultime, alle volte, le pi do-
lorose. Entrambe fanno soffrire les-
sere umano e possono causare disor-
dini sociali profondi.
Formare pi importante
di informare
Tra le necessit spirituali dei nostri
giorni, leducazione occupa un posto
importante. Cos, lavorando alla for-
mazione culturale e morale della gio-
vent si contribuisce in modo eccel-
lente al bene della societ. Educare,
in fin dei conti, senza dubbio la pi
nobile delle arti, poich ha lo scopo
di dar forma e bellezza alle anime.
in questelevato senso di azione
sociale che si intende loperato svol-
to nella Scuola degli Araldi del Van-
gelo Internazionale, che si trova nella
Granja Viana, regione metropolitana di
San Paolo (Brasile) . Offrendo unistru-
zione di qualit in ampi locali, ci che
pi la distingue dalle realt scolastiche
la formazione morale e religiosa che
i suoi alunni ricevono. Gli Araldi capi-
scono che un istituto di insegnamento
destinato non solo a dare informazioni,
conoscenze, ma, soprattutto, a forma-
re la persona. Formare, pi che infor-
mare. Lalunno smette di essere solo un
numero, uno in pi nel gruppo, per es-
sere trattato come un essere unico, irri-
petibile, che ha un contributo persona-
le da dare alla famiglia e alla societ.
Alunni, famiglie e professori:
tutti ne sono beneficiati
Al giorno doggi, quando la vita
moderna obbliga molte madri a lavo-
rare fuori casa per contribuire al bi-
lancio familiare, la scuola acquisisce
un ruolo sempre maggiore nelledu-
cazione del bambino. ci che mol-
ti genitori si attendono dalle istituzio-
ni preposte allinsegnamento: un aiuto
nelleducazione dei figli. Un giovane
padre, che ha fatto carriera dal punto
di vista professionale, ci ha confessato:
So che mio figlio un bambino diffi-
cile. Io non sono riuscito a cambiarlo.
Ho fallito. Ora la sfida della Scuola.
Vedete di riuscire! Conto su di voi.
Ogni et porta le sue gioie ai geni-
tori, ma anche le sue tristezze e preoc-
cupazioni. Nelladolescenza, per esem-
pio, il giovane usa mettere in discus-
sione tutto ci che i genitori gli racco-
mandano, sopravvalutando lopinio-
ne dei compagni, volendo essere co-
me loro. Si tratta, quindi, di trovare un
buon ambiente, buone amicizie per i
figli. Da qui limportanza di scegliere
una scuola che sia la continuit del sa-
no ambiente familiare.
quello che cerca di offrire la
Scuola degli Araldi, che sta cogliendo
frutti gi maturi.
In questa Scuola mia figlia ha im-
parato ad amare lo studio, ha testi-
moniato tutta contenta una madre,
nel ricevere la pagella con i voti del-
la figlia di 13 anni. Unaltra ha detto:
Maria Antonieta Furquim de Almeida
Nella Scuola Araldi del Vangelo, genitori e figli trovano un complemento del sano ambiente familiare.
In alto, momenti della commemorazione della Giornata della Mamma; sotto la festa di giugno
Agosto 2006 Salvami Regina 41
tudine. Quando un Araldo gli ha fat-
to riconoscere che il suo braccio era
brutto con quegli scarabocchi, egli
non ne ha pi fatti.
Molte persone, quando vengo-
no a visitare la Scuola, si stupiscono
entrando in alcune classi: gli alunni
si alzano e salutano il visitatore con
un sonoro Salve Maria! Sia il ben-
venuto! Mio Dio, non ho mai vi-
sto niente di tutto ci!-ha esclama-
to una signora che cercava una Scuo-
la dove iscrivere i suoi due figli. Fra
laltro, prima di ogni lezione, si recita
unAve Maria per chiedere protezio-
ne alla Madre di Dio.
Perfino negli screzi propri dellet
infantile si nota linfluenza di questa
formazione. Dopo un malinteso a pro-
posito di un qualche gioco, un bam-
bino di 10 anni ha minacciato laltro:
Non ti do uno schiaffo solo perch
siamo in una Scuola religiosa...
Non sono solo gli alunni che trag-
gono beneficio dallambiente rispet-
toso e sereno della Scuola. Un caso
esemplare quello del marito di una
professoressa che ha stupito un Aral-
do quando gli ha detto: Vorrei rin-
graziarvi tutti per aver redento una
famiglia. Essendogliene stata chie-
sta la ragione, ha spiegato: Mia mo-
glie insegnava in una altra scuola ed
era sempre molto tesa, non era in
condizioni di essere attenta alle esi-
genze della famiglia. Ora no, lei cal-
ma, unaltra persona.
Dove regna il rispetto,
troviamo benessere e gioia
Qualcuno potrebbe chiedersi se
una scuola cos disciplinata non pro-
voca tristezza negli alunni. La miglio-
re risposta a questa domanda data
dal controllore di un locale di diver-
timento frequentato da varie scuole
pauliste: Come sono gioiosi gli alun-
ni della Scuola degli Araldi! im-
pressionante la differenza con gli al-
tri collegi!- ha affermato.
La spiegazione semplice: dove
regna il rispetto, c benessere, gioia.
Ecco perch Don Bosco ha stabilito
ununica regola per le ricreazioni nel-
le scuole salesiane: proibito essere
triste. Chi ha la coscienza tranquil-
la devessere gioioso, felice. Il pecca-
to, quello si, disordine e porta alla
tristezza.
Formare cos generazioni e gene-
razioni di giovani in questambien-
te lieto, sereno, non nellombra, ma
alla luce dello sguardo materno del-
la Madonna, la regina della Scuo-
la Araldi del Vangelo Internaziona-
le, non dunque uninsigne opera
sociale nel senso pieno e pi nobile
della parola?
Come sono gioiosi gli alunni della Scuola degli Araldi! impressionante la differenza con gli altri
collegi! - Ha affermato un controllore di un locale di divertimento giovanile
Quando lascio le mie due figlie in
questa Scuola la mattina, me ne vado
in pace perch so che sono con Dio.
Che benedizione questa Scuola!
Non sono meno eloquenti le te-
stimonianze personali degli alunni.
Mamma, hai visto quanto sono mi-
gliorato e come dico meno parolac-
ce?- ha commentato un bambino
di 7 anni, dopo aver frequentato due
mesi di lezioni. Un altro bambino si
sfoga con la madre Non che nella
Scuola degli Araldi non si dicono pa-
rolacce, che non se ne ha neanche
voglia di farlo. Un padre poi, non ha
trovato miglior argomento che questo
per il figlio di 8 anni, che aveva agito
male: Che cosa direbbe un Araldo
di quello che hai combinato?
In questo lavoro di riscatto dei va-
lori, anche la relazione familiare ne
trae beneficio. Ti rispetter, per-
ch lAraldo mi ha spiegato che de-
vo rispettare il pap e la mamma. Se
no, non so cosa potrei rispondere in
questo momento- ha replicato a sua
madre un alunno di 12 anni da poco
iscritto nella Scuola. Questa si af-
frettata a raccontare il fatto agli Aral-
di, molto riconoscente per i consigli
dati al giovane.
Ad un alunno piaceva farsi i ta-
tuaggi e non cera mezzo di convin-
cerlo a smettere questa cattiva abi-
I
42 Salvami Regina Agosto 2006
Vescovi americani approvano
nuova traduzione del
testo della Messa
Riunita a Los Angeles, il 15 giu-
gno, la Conferenza dei Vescovi de-
gli Stati Uniti ha approvato, con 173
voti contro 29, una nuova traduzione
inglese del testo della Messa. Manca
ora la ratifica della Santa Sede, al fi-
ne che le alterazioni siano messe in
opera. Le modifiche riguardano le
orazioni delle parti fisse della Litur-
gia, e sono le pi importanti da quan-
do stato implementato il Nuovo Or-
dine della Messa promulgato da Pao-
lo VI nel 1969.
La nuova versione inglese era gi
stata approvata dai vescovi di Inghil-
terra, Australia, Scozia e Galles. Da-
ta limportanza della conferenza epi-
scopale nord-americana, il Cardina-
le Francis Arinze, Prefetto della Con-
gregazione per il Culto Divino e la Di-
sciplina dei Sacramenti, lha sollecita-
ta a pronunciarsi. Molti osservatori si
aspettavano un serrato dibattito nel-
la riunione dei vescovi, e sono rimasti
sorpresi difronte alla grande maggio-
ranza di voti a favore della proposta.
Tra i cambiamenti si trova per
esempio il seguente dialogo: The
Lord be with you And also with
you ( Il Signore sia con voi Ed
anche con voi), il quale si trasforme-
r in The Lord be with you And
with your spirit (corrispondente al
Il Signore sia con voi E con il tuo
Spirito, del testo latino come pure
della versione italiana).
stato nel 2001 che il Vaticano,
per mezzo dellistruzione Liturgiam
authenticam orientata dal Papa
Giovanni Paolo II -, ha sollecitato i ve-
scovi del mondo intero alla revisione
delle rispettive traduzioni della Mes-
sa, per approssimarle alla versione la-
tina: Si deve avere la massima atten-
zione nel mantenere lidentit e lespres-
sione unitaria del Rito Romano (...) co-
me manifestazione delle realt teologi-
che della comunione e dellunit eccle-
siali dice il documento papale
Nuovo Segretario
di Stato della Santa Sede
l 15 settembre, il Cardinale Tar-
cisio Bertone SDB assume-
r la direzione della Segreteria
di Stato, il pi importante organo del-
la Curia Romana. Lannuncio della no-
mina stato fatto dal Papa Benedetto
XVI il 22 giugno.
Il nuovo numero due del Vati-
cano stato Vescovo di Vercelli dal
1991 al 1995 e Segretario della Con-
gregazione per la dottrina della Fede
dal 1995 al 2003, allepoca presieduta
dallallora Cardinale Ratzinger. Da
febbraio 2003 Arcivescovo di Ge-
nova, essendo stato elevato a Cardi-
nale nellottobre dello stesso anno.
In una lettera ai fedeli dellArcidio-
cesi di Genova, il Santo Padre spiega
i motivi di questa scelta. Dopo aver
messo in risalto i doni e le qualit
che fanno del Cardinal Bertone un
uomo particolarmente capace di co-
niugare attenzione pastorale e prepara-
zione dottrinaria, aggiunge il Pontefi-
ce: Sono esattamente queste caratteri-
stiche unite alla reciproca conoscenza
e fiducia, maturate negli anni di lavoro
insieme alla Congregazione per la Dot-
trina della Fede che mi hanno portato
a sceglierlo per lalto e delicato compito
a servizio della Chiesa universale.
Secondo un comunicato divulgato
dalla Sala Stampa della Santa Sede, il
Papa ha chiesto al Cardinale Angelo
Sodano di continuare nellincarico fi-
no al 15 settembre. In questo giorno,
Sua Santit ricever in udienza i su-
periori e ufficiali della Segreteria di
Stato, per ringraziare pubblicamen-
te il Cardinal Sodano per il suo lungo
e generoso servizio alla Santa Sede, e
per presentare il nuovo Segretario.
A sua volta, il Cardinal Sodano,
che aveva sollecitato la sua rinuncia
per motivi di et (78 anni), ha reso
pubblica una dichiarazione nella qua-
le ringrazia il Papa Benedetto XVI,
che ha voluto, nonostante i miei limiti
di et, rinnovarmi la fiducia che mi ave-
va manifestato il Papa Giovanni Paolo
II, chiamandomi a questa responsabili-
t 15 anni fa.. Ha aggiunto le sue pi
fraterne felicitazioni al suo successore,
al quale mi uniscono, da molto tempo,
legami di stima e amicizia.
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Agosto 2006 Salvami Regina 43
Cattolici in California crescono
tre volte di pi dei non-cattolici
Il numero di cattolici della Califor-
nia sta crescendo ad un ritmo molto
pi rapido di quello della popolazio-
ne di questo stato americano. Mentre
i non-cattolici aumentano circa del
4% allanno, la percentuale tra i cat-
tolici del 13%.
Attualmente, i cattolici sono il
30,8% della popolazione della nazio-
ne. Secondo uno studio commissiona-
to dallepiscopato, essi sarebbero pi
di un terzo (36,4%) intorno allanno
2025. Questo significa che dei 45,9 mi-
lioni di abitanti attesi per la California
nel 2025, 16,7 milioni saranno cattolici.
Il vescovo di Stoccolma, Mons.
Stephen Blaire, ha detto che real-
mente una benedizione che la Chiesa
Cattolica in California sia cos vibran-
te e cresca tanto, ma il nostro futuro
non pu giungere in modo imprevisto.
Come pastori, responsabili del benes-
sere dei nostri fedeli, dobbiamo essere
aiutati da indagini come questa per fa-
re quello che necessario, al fine di ri-
spondere alle necessit delle nostre fio-
renti comunit cattoliche. (Catholic
Online www.catholic.org)
Rapporto sulla libert
religiosa nel mondo
stato presentato il 27 giugno,
nella sede dellAssociazione della
Stampa Straniera, il Rapporto 2006
sulla libert religiosa nel mondo,
elaborato dal Segretariato Italiano
dellOpera Aiuta la Chiesa che Sof-
fre, la nota istituzione di diritto pon-
tificio il cui fine dare aiuto ai lavo-
ri pastorali della Chiesa, particolar-
mente nei luoghi dove i cattolici sono
oppressi, perseguitati e non possono
esercitare la loro fede.
Il documento analizza la situazio-
ne di 119 paesi dei cinque continenti,
per quanto riguarda le violazioni del-
la libert religiosa, non soltanto con-
tro i cattolici, ma anche contro i fede-
li di altre religioni.
Il Rapporto non si limita a moni-
torare la situazione delle comunit cat-
toliche o solamente cristiane. La difesa
della libert religiosa nel mondo uno
degli impegni prioritari del pontificato
di Benedetto XVI, scrive, nella prefa-
zione, il giornalista Orazio Petrosillo.
E aggiunge: Informare e denunciare
la violazione di un diritto fondamenta-
Il Papa impone il pallio ai nuovi arcivescovi
ella solenne Messa celebrata nella Basilica Vatica-
na il 29 giugno, festa degli Apostoli Pietro e Pao-
lo, Benedetto XVI ha imposto il pallio a 27 nuovi
arcivescovi metropolitani, tra i quali lArcivescovo di Napoli,
Cardinale Crescenzio Sepe e lArcivescovo di Caracas, Car-
dinale Giorgio Liberato Urosa Savino.
Questa stretta fascia di lana bianca che i metropoliti
portano sulle spalle in determinate cerimonie, un pa-
ramento liturgico ricco di significati. Con il candore del-
la sua lana, il pallio un appello allinnocenza della vita
e, con la sequenza delle sei croci, un riferimento ad una
quotidiana fedelt al Signore, fino al martirio, se fosse ne-
cessario, ha detto Giovanni Paolo II, nel 1999. Esso sim-
bolizza in modo particolare la comunione con la Santa
Sede, nella persona del Papa.
Nei primi secoli della Chiesa, il pallio era duso esclusivo
del Sommo Pontefice. A partire dal sec. IX, diventato or-
namento liturgico anche degli Arcivescovi metropolitani.
Dei nuovi Arcivescovi che hanno ricevuto il pallio, un-
dici sono delle Americhe, otto dellEuropa, cinque del-
lAfrica e tre dellAsia. Cinque sono italiani: Card. Cre-
scenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli (foto 1); Mons. Tom-
maso Valentinetti, Arcivescovo di Pescara-Penne (foto 2);
Mons. Luigi Conti, Arcivescovo di Fermo (foto 3); Mons.
Ignazio Sanna, arcivescovo di Oristano (foto 4) e Mons.
Andrea Mugione, arcivescovo di Benevento (foto 5).
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44 Salvami Regina Agosto 2006
le come la libert religiosa un effettivo
contributo alla pace(Agenzia Fides)
Bellezza e trascendenza in
San Tommaso dAquino
La Societ Internazionale San
Tommaso dAquino (SITA) ha pro-
mosso una tavola rotonda sul tema
Bellezza e trascendenza in San Tom-
maso. Lincontro si realizzato nel-
lAbbazia di Fossanova (LT), nellan-
tica infermeria dove, probabilmente,
mor il Dottore Angelico.
Il Prof. Don Mauro Mantovani, do-
cente della Pontificia Universit Sale-
siana e membro consigliere della SI-
TA, ha esposto con chiarezza e profon-
dit di pensiero il tema Pulchrum co-
me trascendentale in San Tommaso.
Il Prof. Rodolfo Papa artista, sto-
rico e teorico dellarte ha accentua-
to le implicazioni attuali di questi stu-
di, in una brillante relazione dal tito-
lo Arte e bellezza in San Tommaso.
Ugualmente apprezzate sono state
le conferenze di Madre Anima Chri-
sti van Eick, superiora delle Religiose
del Verbo Incarnato, su La bellezza
come epifania di Dio, e di Don Al-
berto Lobato, che ha esposto il com-
mento di San Tommaso al Salmo 44.
Il Vaticano apre l Archivio
Segreto agli studiosi
Per decisione del Papa Benedet-
to XVI, saranno messi a disposizio-
ne dei ricercatori, a partire dal 18 set-
tembre, tutti i documenti relativi al
Pontificato di Pio XI (dal 6 febbraio
1922 al 10 febbraio 1938) contenuti
nellArchivio Segreto Vaticano e ne-
gli Archivi della Santa Sede.
Secondo quanto evidenzia un co-
municato sottoscritto dai padri Mar-
cello Chappin e Sergio Pagano, re-
sponsabili dei suddetti archivi, que-
stapertura mette a disposizione del-
la ricerca storica, nellambito dei li-
miti regolamentari, tutte le fonti do-
cumentali fino al febbraio del 1939,
conservate nelle diverse serie degli
Archivi della Santa Sede e principal-
mente nellArchivio Segreto Vatica-
no e nellArchivio della Seconda Se-
zione della Segreteria di Stato.
Questa misura presa da Benedetto
XVI, gi auspicata dal suo predeces-
Ripristinata definitivamente la processione
del Corpus Domini ad Amsterdam
l giorno 26 giugno, gli abitanti di
Amsterdam, capitale dellOlan-
da, hanno preso parte per la ter-
za volta ad un atto religioso, ripristina-
to soltanto dal 2004, dopo una sospen-
sione di oltre 400 anni: la processione
del Corpus Domini. Infatti, dallanno
1578 le processioni erano proibite dalle
autorit protestanti di questa nazione.
Organizzata dai sacerdoti del-
lOpus Dei, che hanno il carico pa-
storale della Chiesa della Madon-
na, la processione stata presieduta
dal Vescovo di Haarlem, Mons. Jozef
Maria Punt e ha contato su una be-
nedizione speciale del Papa Benedet-
to XVI.
Il Santissimo Sacramento stato
condotto per le strade e i canali del-
la citt da un colorato corteo com-
posto da pi di mille fedeli che, can-
tando e pregando, han-
no suscitato meraviglia nei passan-
ti. Questa processione non folclore,
ma una preghiera con Cristo in mez-
zo a noi, ha affermato Mons. Jozef
Maria Punt nella predica, che ha cos
concluso: Anche le persone che assi-
stono dai marciapiedi sono benedette.
Chiediamo al Signore che invii la sua
luce e apra nuovi cammini. Cos Egli
benedir il nostro Paese e questa citt.
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Agosto 2006 Salvami Regina 45
sore, Giovanni Paolo II, dar un for-
te contributo a chiarire alcuni impor-
tanti avvenimenti storici, soprattutto
per quanto riguarda la persecuzione
anticattolica in Messico, come pure la
Guerra Civile Spagnola, latteggiamen-
to dei Papi di fronte allascesa dei regi-
mi totalitari comunista, nazista e fasci-
sta. Tutti questi fatti hanno avuto il loro
inizio o si sono sviluppati nel periodo
dei 17 anni del pontificato di Pio XI.
Il Messico rinnova la
consacrazione al Sacro Cuore
L11 ottobre del 1924, il Messico
stato solennemente consacrato al Sa-
cro Cuore di Cristo Re, in onore del
quale si eretto nel Cerro del Cubi-
lete (Guanajuato), ubicato nel cuo-
re geografico del paese, il grandioso
Santuario Nazionale di Cristo Re.
In questo luogo simbolico, la Con-
ferenza Episcopale Messicana (CEM)
ha promosso il 23 giugno una cerimo-
nia per rinnovare la consacrazione fat-
ta pi di 80 anni fa. Mons. Jos Gua-
dalupe Martn Rbago, Presidente
della CEM, ha presieduto la Celebra-
zione Eucaristica, avendo come con-
celebranti diversi altri vescovi e ha
pronunciato la formula di rinnovo del-
la consacrazione.
Il significativo atto si realizza-
to in occasione della visita in Mes-
sico delle reliquie di Santa Marghe-
rita Maria Alacoque la confiden-
te e depositaria delle promesse del
Sacro Cuore di Ges al mondo e
ha contato su un messaggio del Pa-
pa Benedetto XVI, inviato trami-
te il Cardinale Angelo Sodano, Se-
gretario di Stato, che invita i catto-
lici di questo paese ad aprire le lo-
ro vite al mistero dellamore di Dio
affinch si instauri in tutti i cuori il
suo regno di verit e di vita, di san-
tit e di grazia, di giustizia, di amo-
re e di pace.
Congresso Internazionale
di Bioetica
on promettenti risultati, stato realizzato dal 5 al 7
luglio, ad Assunzione, Paraguay, il Congresso Inter-
nazionale di Bioetica, organizzato congiuntamente
dal Consorzio di Medici Cattolici di questo paese e dallAc-
cademia Pontificia per la Vita.
Levento ha contato sulla presenza di Mons.
Elio Sgreccia, Presidente della Pontificia Accade-
mia per la Vita e di esponenti di spicco internazio-
nale, come Mons. Maurizio Calipari, che ha aper-
to i lavori sviluppando il tema Introduzione alla
bioetica Rassegna storica, definizione, ambito e
metodologia.
In unintervista al giornale ABC, di Assunzio-
ne, Mons. Sgreccia ha spiegato che la bioetica sol-
leva una questione sullo sviluppo della scienza e
della tecnologia: se essa si applica sempre in for-
ma corretta per il bene dellumanit o se un ri-
schio per la sopravvivenza umana. Ha aggiunto
che, riguardo allaborto, al controllo delle nascite,
alleutanasia o alla fecondazione in vitro, i periti
in bioetica si chiedono ugualmente se ci sia un
bene o una minaccia di distruzione dellumanit.
In tal senso, considera che la bioetica sorge come una di-
fesa morale contro la sregolatezza della tecnologia e della
scienza. un campanello dallarme affinch gli Stati e i
governi si preoccupino e diano una regola di condotta agli
esperimenti scientifici, ha detto.
Inaugurato con una Messa celebrata dallArcivescovo
di Assunzione, Mons. Eustachio Pastor Cuquejo Verga, il
Congresso si concluso con unaltra, celebrata nella Cat-
tedrale di Assunzione dal Nunzio Apostolico in Paraguay,
Mons. Orlando Antonini.
Mons. Elio Sgreccia (in alto) durante la sua conferenza
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Mara Lucilia Morazzani Arriz
46 Salvami Regina Agosto 2006
STORIA PER BAMBINIO PER ADULTI PIENI DI FEDE?
Un delinquente tra
56 innocenti
La lettura della lettera del re lasci Gennaro immerso in
gravi considerazioni. Che difficile incombenza gli veniva
data! Essere rigido e misericordioso nel contempo...
e proprio nella prigione di Castel dellUovo!
i narra che nellantico Re-
gno di Napoli, molto prima
dellinvasione delle truppe
francesi, era morto il gran
consigliere che, con saggez-
za, aveva aiutato il sovrano a governare
la nazione e costui ora, dovendo sosti-
tuirlo, era indeciso su chi nominare.
Propendeva per un suo amico, di
nome Gennaro, giudice di provata
esperienza, e uomo la cui onest era
conosciuta da tutti e che non aveva al-
cuna esitazione nel testimoniare pub-
blicamente la propria fede. Limpor-
tante incarico, tuttavia, era ambito
da altre personalit della Corte e il re
voleva evitare scontri faziosi, cercava
anche il modo di nominare Gennaro
senza causare risentimenti negli op-
positori. Un giorno gli venne unidea
geniale: Gennaro senza dubbio il
pi competente di tutti i magistrati
del Regno. Gli proporr un caso ben
complicato e sono sicuro che lui riu-
scir a risolverlo. Dimostrato pubbli-
camente quanto lui capace, nessu-
no potr lamentarsi se sar nominato
gran consigliere...
Presa questa decisione, il sovrano
invi a Gennaro una lettera.
Ho bisogno del tuo prezioso aiu-
to per risolvere una complessa que-
stione. Molto spesso mi giungono al-
lorecchio lamentele sullinflessibili-
t e durezza della giustizia napoleta-
na. Al fine di verificare la giustezza o
meno di questi reclami, desidero far
riesaminare i processi di alcuni con-
dannati. Ho cos scelto la prigione di
Castel dellUovo, dove sono reclusi i
peggiori criminali di Napoli.
Chiedo, pertanto, che tu ci vada e
riesamini il processo di ogni prigionie-
ro. Confido nella tua arguta intelligen-
za ed ampia capacit giuridica. So che
darai pubblica dimostrazione di mise-
ricordia, senza pregiudicare minima-
mente la giustizia e la legge che da se-
coli guidano il nostro Regno.
Invio con la presente un Decre-
to Reale che ti concede i poteri per
amministrare la giustizia a mio no-
me, presso i carcerati di Castel del-
lUovo.
* * *
La lettura di questa lettera lasci
il magistrato immerso in gravi con-
siderazioni. Che difficile incomben-
za gli dava il re! Essere rigido e mi-
sericordioso nel contempo, e proprio
nella prigione di Castel dellUovo!
Egli, per, non era uomo da schiva-
re le difficolt. Invoc la protezione
di SantIvo, patrono degli avvocati e
giudici, prese congedo da sua moglie
e part per la fortezza-prigione.
I mezzi di trasporto di questepoca
non erano rapidi come quelli di og-
gi. Cos, quando Gennaro arriv al-
la malfamata prigione, si era gi spar-
sa la notizia della sfida giuridica a cui
avrebbe fatto fronte. Le reazioni fu-
rono le pi svariate. Alcuni scetti-
ci consideravano impossibile usare
la misericordia per mettere in libert
anche uno soltanto di quei crimina-
li. Altri invece temevano che il giudi-
ce, in un eccesso di liberalit, mettes-
se da parte la giustizia e facesse libe-
rare alcuni o addirittura molti di loro.
Tutti per riconoscevano che questo
era un caso complesso, nel quale sa-
rebbero state in gioco allo stesso tem-
po sia la competenza professionale di
Gennaro che la bont che ci si atten-
deva da un magistrato cattolico.
* * *
Il primo provvedimento di Genna-
ro fu quello di far riunire nel cortile
tutti i reclusi, 57 in tutto. Che fisiono-
mie!! In quei volti spaventosi, si ve-
devano stampati tutti i vizi.
Sul suo tavolo, cerano gli incarta-
menti dei processi: omicidi, furti, se-
questri e altri crimini cos vili che
meglio non menzionarli. I reclusi bi-
sbigliavano tra di loro, usando un ger-
go alquanto volgare. Un bandito con
una benda allocchio e il naso storto
comment:
Questo giudice un bigotto, un
baciapile,... Se dovesse fare quello
S
che c scritto nella Bibbia, dovr li-
berarci!
Unaltro mascalzone, mezzo sden-
tato e con una grande cicatrice in vol-
to ribatt:
proprio cos! Guarda solo la
sua faccia! Questa sera, saremo per
strada, compagni!
Una volta che furono tutti riuni-
ti, Gennaro ordin che, dovutamente
scortati, venissero uno ad uno davan-
ti a lui, a deporre. Allarrivo del pri-
mo, gli chiese:
Allora, perch lei sei qui?
Facendo la miglior faccia che po-
teva, il criminale si dichiar innocen-
te, vittima di calunnie e tribunali in-
giusti. Poi concluse cinicamente:
Sono sicuro che ora mi sar con-
cessa la libert alla quale ho diritto,
da uomo onesto che sono!
Il giudice ud con molta attenzio-
ne e fece annotare dal cancelliere nel
libro la deposizione. Venne poi il se-
condo, il terzo, il quarto... fino al 56.
Tutti proclamavano la loro innocen-
za, adducendo ai pi diversi moti-
vi. Gennaro mostrava di provar com-
passione di fronte alle ingiustizie di
cui quegli uomini si dichiaravano vit-
time a tal punto che le guardie com-
mentavano tra di loro mai possibi-
le che il giudice creda alle menzogne
di questi banditi? Neanche il pi in-
genuo degli uomini darebbe credito a
tali mascalzoni!
Infine, venne lultimo. Era un ra-
gazzotto magrolino e quasi imberbe,
che non doveva avere pi di 19 an-
ni. Non era arrogante come gli altri,
ma timido e con la testa bassa. Si ver-
gognava di essere di fronte al giudi-
ce, rappresentante della giustizia e
del re. Era talmente diverso dagli al-
tri, che il giudice chiese al commissa-
rio di polizia di chi si trattasse.
Ah dottore... quel poveretto l
un orfano, un contadino senza lavo-
ro. stato preso ieri mentre rubava
verdura e frutta al mercato. qui so-
lo perch il crimine stato commesso
nelle vicinanze, ma pi tardi sar tra-
sferito in una prigione di bassa peri-
colosit, prima che gli altri gli diano il
benvenuto...
Il giudice aggrott la fronte, guar-
d fisso il ragazzo e chiese:
E lei, giovane furfante, che co-
shai da dire in tuo favore?
Abbassando ancora di pi la testa,
il poverino, con una voce sommessa,
dichiar:
Niente signore... Ho rubato e
questo un peccato. Ho disonorato
il nome di mio padre ormai defunto e
non ho seguito linsegnamento della
mia povera madre riguardo i Coman-
damenti. giusto che io paghi in pri-
gione per il male che ho commesso.
Il magistrato si fece ancora pi se-
rio e chinandosi in avanti sentenzi:
Basta! Con questo caso conclu-
do la missione che il re mi ha affida-
to. Quanto ai 56 che hanno deposto
prima, tutti hanno affermato la lo-
ro pi completa innocenza. Questa
una cosa molto ammirevole, in una
societ cos corrotta come la nostra.
Battendo con vigore il martello di
legno sul tavolo, proclam:
In nome di Sua Maest, dichiaro
innocenti tutti questi 56.
I criminali sorrisero soddisfatti,
mentre le guardie si guardavano tra
di loro, incredule e completamente
sbigottite. Cos poi continu il giudi-
ce:
Delibero anche che lo Stato Na-
poletano ha il dovere di proteggere
questi innocenti contro i cattivi ele-
menti che imperversano l fuori. Co-
s tutti voi dovrete continuare a vive-
re in questo carcere a tempo indeter-
minato, custoditi dalla polizia.
Girandosi poi verso il ragazzo, lul-
timo che aveva prestato la sua depo-
sizione:
E tu, malvagio, che cos sfron-
tatamente riconosci i tuoi crimini, io
lo espello da qui, affinch non conta-
gi questi 56 innocenti con la tua ma-
lizia. Orfano, affamato e disoccupa-
to... Ebbene, ti condanno anche a es-
sere assunto come giardiniere nel Tri-
bunale di Napoli. Mi incaricher di
verificare io stesso lesecuzione del-
la tua pena. Guardie, accompagna-
te questo ragazzo alla chiesa pi vi-
cina, nel caso voglia confessarsi e da-
tegli per castigo una buona merenda
prima di partire.
* * *
Che giravolta! Stupiti e atterrati, i
criminali rimasero ammutoliti, men-
tre le guardie, da parte loro, sorride-
vano di soddisfazione.
La notizia della spettacolare sen-
tenza corse per tutto il Regno, e Gen-
naro fu nominato gran consigliere. Il
re fu molto soddisfatto, poich il suo
amico non lo aveva deluso, e, natu-
ralmente, nessuno os opporsi alla
nomina di quel giudice tanto giusto e
sagace.
Quanto al malvagio ragazzo, fu
assunto come giardiniere del Tribu-
nale, benedicendo il magistrato che
lo aveva giudicato lunico delinquen-
te tra quei 56 innocenti...
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1.San Giosu, figlio di Num e ser-
vo del Signore. Dopo la morte di Mo-
s, condusse il popolo di Israele alla
terra promessa.
2.Beato Brocardo (1231 circa).
Priore degli eremiti del Monte Car-
melo, in Palestina.
3. XXII Domenica del Tempo Or-
dinario.
San Gregorio Magno, Papa e dot-
tore della Chiesa.
Beato Bartolomeo Gutierrez, sa-
cerdote, e cinque compagni, martiri
(+1632). Per la loro fedelt alla fede
cristiana, furono torturati e bruciati
vivi a Nagasaki (Giappone).
4. Santa Rosalia, vergine (sec.
XII). Di nobile e ricca famiglia, ab-
bandon tutto per vivere come ere-
mita vicino Palermo, citt di cui pa-
trona.
5. San Bertino, abate (698 circa).
Insieme a due compagni, fond il
monastero di Sithiu, nelle Fiandre,
del quale fu abate per 60 anni.
6. Beato Bertrando di Garrigues,
sacerdote (+1230). San Domenico
lo nomin priore del convento dome-
nicano di Tolosa e poi lo invi a fon-
dare conventi a Parigi, Avignone e
Montpellier.
7. San Giovanni di Lodi, vesco-
vo (1106 circa) Discepolo di San Pier
Damiani, fu nominato Vescovo di
Gubbio, dove pratic in maniera ec-
celsa la carit.
8. Festa della Nativit della Ma-
donna.
San Pietro di Chavanon, sacerdote
(1080 circa). Fond a Pebrac (Fran-
cia) un monastero di canonici regola-
ri che ha avuto un grande sviluppo.
9. San Pietro Claver, sacerdote.
Beato Giacomo Desiderio Laval,
sacerdote (+1864). Medico france-
se, divenne sacerdote e si dedic alle
missioni per 23 anni nellIsola Mauri-
tius (Oceano Indiano).
10. XXIII Domenica del Tempo
Ordinario.
San Teodardo, vescovo e marti-
re (670 circa). Vescovo di Tongres-
Maastrich, maestro di San Lam-
berto.
11. Beato Bonaventura da Barcel-
lona (Michele Battista Gran), reli-
gioso (+1648). Fond vari conventi e
case di riposo dellOrdine Francesca-
no in territorio romano. Aveva i do-
ni dellintelligenza degli spiriti e del-
la contemplazione.
12. Santissimo Nome della Beata
Vergine Maria, memoria facoltativa.
San Guido, pellegrino (1012 cir-
ca). Come sacrestano della chiesa di
Santa Maria di Laeken (Belgio), aiu-
tava i poveri, specialmente contadini,
carrettieri, cocchieri, scudieri e cam-
panari.
13. San Giovanni Crisostomo, ve-
scovo e dottore della Chiesa.
Beata Maria di Ges Lopez de
Rivas, religiosa (+1640). Priora
del convento carmelitano di To-
ledo, discepola di Santa Teresa
dAvila. Calunniata e dimessa dal-
lincarico, sopport tutto con gran-
de carit.
14. Festa dellEsaltazione della
Santa Croce.
Santa Notburga di Eben, vergine
(+1313). Domestica del castello vi-
cino alla citt di Eben, esercit am-
mirevolmente la carit a servizio dei
poveri.
15. Beata Vergine Maria Addolo-
rata, memoria obbligatoria.
Santa Caterina Fieschi, vedova
(+1510). Sotto il suo impulso fu fon-
data la Fraternit del Divino Amore,
Resti mortali di San Vincenzo de Paoli, venerati nella
chiesa a lui dedicata, a Parigi
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per la riforma dei costumi del clero
e dei laici.
16. San Cornelio Papa e San Ci-
priano, Vescovo e martiri, memoria
obbligatoria.
San Giovanni Macias, religio-
so (+1645). Frate laico nel convento
domenicano di Lima (Per), si distin-
se per la sua devozione e carit. Pro-
mosse opere assistenziali che si este-
sero in altri paesi latino-americani.
17. XXIV Domenica del Tempo
Ordinario.
San Roberto Belarmino, Vescovo
e dottore della Chiesa.
Santa Ildegarda da Bingen, vergi-
ne (+1179). Religiosa del monaste-
ro del Monte San Ruperto, a Bingen
(Germania). Scrisse devoti libri di
medicina, scienze naturali, arte musi-
cale e contemplazione mistica.
18. San Ferreol, martire (sec.III).
tribuno romano nella citt di Vienne
(Francia), al tempo delle persecuzio-
ni, fu incarcerato, torturato e, alla fi-
ne, decapitato, perch si rifiutava di
catturare i cristiani.
19. San Gennaro, Vescovo e marti-
re, memoria facoltativa.
Santa Pomposa, vergine e martire
(+853). Decapitata a Cordova (Spa-
gna) durante la persecuzione mossa
dai mori contro i cristiani.
20. Santi Andrea Kim Tae-gon,
Paolo Chong Ha-sang e compagni,
Martiri, memoria obbligatoria.
21.Festa di San Matteo Apostolo,
ed evangelista.
San Giona, profeta. A lui intito-
lato un libro dellAntico Testamento.
La sua celebre uscita dal ventre del-
la balena narrata nel Vangelo come
una prefigurazione della Resurrezio-
ne di Cristo.
22. Santa Salaberga, badessa (664
circa). Da bambina, fu guarita dalla ce-
cit da San Colom-
bano, che la incam-
min al servizio di
Dio. Fu badessa del
monastero di San
Giovanni Battista di
Laon (Francia).
23. San Pio da
Pietralcina, sacer-
dote.
Beata Maria
Emilia Tavernier,
religiosa (+1851).
Dopo la morte del
marito e dei suoi
tre figli, fond la
Congregazione del-
le Suore della Prov-
videnza, a Quebec
(Canada), per las-
sistenza agli orfani
e malati mentali.
24. XXV Dome-
nica del Tempo Or-
dinario.
Madonna della
Mercede.
Beato Antonio Martin Slomsek,
vescovo (+1862). Si dedic con il
massimo impegno alle istituzioni ec-
clesiastiche e alla vita cristiana delle
famiglie e lott per lunit della Chie-
sa nella Slovenia.
25. San Cleofa. Uno dei discepoli
che riconobbero Cristo Risorto quan-
do divise il pane, ad Emmaus.
26. Santi Cosma e Damiano, mar-
tiri,
Santa Teresa Couderc, vergine
(+1885). Fond la Societ della Ma-
donna del Cenacolo, a Lione (Fran-
cia).
27. San Vincenzo de Paoli, memo-
ria obbligatoria.
28. San Venceslao, martire.
San Lorenzo Ruiz e 15 compagni,
martiri, memoria facoltativa.
San Simone de Rojas, sacerdo-
te (+1624). Precettore degli Infan-
ti di Spagna e confessore della regina
Isabella di Borbone. Nello splendore
della corte spagnola, si mantenne po-
vero, umile e misericordioso con i bi-
sognosi.
29. Festa degli Arcangeli San
Michele, San Gabriele e San Raf-
faele.
San Giovanni di Dukla, sacer-
dote (+1484). Francescano polac-
co, apostolo del confessionale e del
pulpito.
30. San Girolamo, Sacerdote e
dottore della Chiesa.
San Francesco Borgia, sacerdo-
te (+1572). Duca di Gandia e vicer
della Catalogna, rinunci al mondo
dopo la morte di sua moglie ed entr
nella Compagnia di Ges, di cui fu il
Terziario Superiore Generale.
Entrata di San Francesco Borgia nella Compagnia
di Ges (Cattedrale di Valencia, Spagna)
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Jos Antonio Dominguez
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50 Salvami Regina Agosto 2006
Il calice della
Prima Messa
Fu questo preziosissimo calice sacro
che Sua Santit Benedetto XVI ha usato
nella Celebrazione Eucaristica a
Valencia, nellIncontro
Mondiale delle Famiglie.
e lei lettore, avesse potu-
to partecipare allUltima
Cena, immagini con che
attenzione avrebbe cer-
cato di conservare nel-
la sua memoria tutti gli avvenimen-
ti. Ogni gesto di Nostro Signore, ogni
Sua parola sarebbero stati come un
prezioso tesoro di ricordi per il resto
della sua vita.
Ma la realt stata unaltra. Solo
gli Apostoli si trovavano a tavola con
Ges quando Egli ha celebrato la Pri-
ma Messa.
Solo loro?
Per Dio non esiste tempo, tutto
presente. Per questo, Ges, nel cele-
brare lUltima Cena, non aveva da-
vanti a Lui solo i Dodici Apostoli.
Come Dio, Egli considerava anche
tutti i membri della Chiesa che lungo
i secoli avrebbero partecipato al ban-
chetto eucaristico e si sarebbero nu-
triti del suo Corpo e Sangue. Nella
Santa Cena, Egli ci teneva presenti,
tutti noi, e pure lei, o lettore, e prega-
va il Padre Celeste per la salvezza di
ciascuno di noi. In questo senso, an-
che noi eravamo l presenti.
Quando partecipiamo alla Celebra-
zione Eucaristica e ascoltiamo il sacer-
dote pronunciare le parole della Con-
sacrazione, possiamo farci presenti
nellUltima Cena, al tavolo con Ges,
ascoltando i suoi divini insegnamen-
ti, ricevendo dalle sue adorabili mani
il Pane Eucaristico, bevendo il suo Pre-
ziosissimo Sangue o appoggiando la te-
sta sul petto del Signore e ascoltando il
battito del suo Divino Cuore.
Quando ci troviamo davanti ad
una delle pi preziose reliquie di Ge-
s, il Calice che Egli ha usato nel-
lUltima Cena per consacrare il vino,
tutto questo diventa pi facilmente
sensibile. Sua Santit Benedetto XVI
ha usato questo preziosissimo calice
sacro nella Celebrazione Eucaristica
a Valencia, Spagna, in occasione del-
lIncontro Mondiale delle Famiglie.
Pochi Papi hanno avuto il privilegio
di usarlo nel celebrare la Santa Mes-
sa. Portato a Roma da San Pietro, fu
utilizzato dai Papi dei primi tempi,
nella Celebrazione Eucaristica.
Secondo gli storici, nel Canone
Romano pi antico si trova un rife-
rimento allesistenza di questo San-
to Calice, infatti nel rito della consa-
crazione del vino si diceva allo stesso
modo, terminata la cena, prese questo
calice glorioso nelle sue sante e vene-
rabili mani.... Molti sostengono che
questo calice glorioso sia un riferi-
mento ad un calice concreto, cio, a
quello che il Signore us nellUltima
Cena. Durante la persecuzione del-
lImperatore Valeriano, San Lorenzo
lo invi in Spagna, intorno alla met
del secolo III, per evitare che cadesse
in possesso dei pagani. Attualmente
questa reliquia venerata nella Cat-
tedrale di Valencia.
Quando partecipiamo alla Cele-
brazione Eucaristica, nonostante il
celebrante non abbia nelle sue mani
una reliquia tanto preziosa, come lha
avuta il Papa Benedetto XVI, e i no-
stri occhi vedano solo laltare e il sa-
cerdote, la Fede cinsegna che Ges
che, attraverso le labbra del ministro
sacro, pronuncia le parole della con-
sacrazione, come nellUltima Cena.
Nel Sacrificio Eucaristico il passato si
fa presente e anche noi siamo davanti
a Ges nel Cenacolo, come nella Pri-
ma Messa.
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Alla met
del sec. III,
San Lorenzo
ha inviato in
Spagna il Santo
Calice, oggi esposto
alla venerazione
dei fedeli nella
Cattedrale di Valencia
San Lorenzo,
di Taddeo Gaddi
(Metropolitan Museum,
Nuova York)
Il sacro calice utilizzato
da Ges nellUltima Cena
a cui fu aggiunta, alla fine
del Medioevo, una base
di pietra con una ricca
decorazione in oreficeria
LUltima Cena
(Cattedrale
di Colmar,
Francia)
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Madre di Dio, Signora del mondo,
Regina del Cielo, in Voi gli angeli
trovano la gioia, i giusti la grazia, i
peccatori il perdono per sempre. A ragione,
pertanto, posano su di voi i loro occhi tutte
le creature, perch in Voi, per Voi e da Voi,
la benigna mano dellOnnipotente ha
rifatto tutto quello che Egli aveva creato.
(San Bernardo)
Maria Regina
degli Ultimi Tempi
(Casa Lumen Coeli del
settore femminile degli
Araldi del Vangelo, San
Paolo - Brasile)