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Salvami Regina

Numero 17
Luglio 2005
Spedizione in abbonamento Postale/Comma 20/C art.2 legge 662/96 Filiale Padova Periodico dellAssociazione Madonna di Fatima
Preghiera a SantAnna
per la protezione dei figli
Gloriosa SantAnna, protettrice delle
famiglie cristiane, a te affido i miei figli.
So che li ho ricevuti da Dio e che a
Dio appartengono. Pertanto ti prego di
concedermi la grazia di accettare ci che la
Divina Provvidenza ha disposto per loro.
Benedicili, o misericordiosa SantAnna e
mettili sotto la tua protezione. Non ti chiedo
per loro privilegi eccezionali. Solamente
desidero consacrarti le loro anime e i loro
corpi, affinch tu ci possa preservare da ogni
male. A te affido le loro necessit temporali e
la loro salvezza eterna.
Imprimi nei loro cuori, o mia buona
SantAnna, lorrore del peccato, allontanali
dal vizio, preservali dalla corruzione,
conserva nelle loro anime la Fede, la
rettitudine e i sentimenti cristiani ed insegna
loro ad amare Dio sopra ogni cosa, come
lo hai insegnato alla tua purissima Figlia,
limmacolata Vergine Maria.
SantAnna, tu che sei stata specchio di
pazienza, concedimi la virt di affrontare
con pazienza e amore le difficolt che si
presentano nelleducazione dei miei figli. Per
loro e per me, chiedo la tua benedizione, o
madre celeste piena di bont.
Che ti onoriamo sempre, come Ges
e Maria, che viviamo conformemente
alla volont di Dio e che dopo questa
vita incontriamo la beatitudine nellaltra,
riunendoci a te nella gloria per tutta leternit
Cos sia.
IL TESORO DELLA PREGHIERA
SantAnna con la Madonna
bambina (Chiesa di San Patrizio,
New Orleans, USA)
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Nmero 43 Julho 2005
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Anno VII, numero 17, luglio 2005
Direttore responsabile:
Zuccato Alberto
Redazione e Amministrazione:
via Savonarola, 217 int. 4
CAP 35137 Padova (PD)
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ARALDI DEL VANGELO
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Arriz, Severiano Antonio
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degli Araldi del Vangelo
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Gli articoli di questa rivista potranno essere
riprodotti, basta che si indichi la fonte e si invii
copia alla Redazione. Il contenuto degli articoli
firmati di responsabilit dei rispettivi autori.
Salvami
Regina
Periodico dellAssociazione
Madonna di Fatima
Scrivono i lettori ........................................................................................................... 4
Dio sia lodato! (Editoriale) .......................................................................................... 5
Commento al Vangelo: Loglio, senape, lievito ed il Regno ....................................... 6
Intervista: Bellezza e responsabilit della famiglia ............................................... 12
La voce del Papa .......................................................................................................... 15
Come nata la festa del Corpo di Cristo? ................................................................ 19
Gli Araldi del Vangelo nella Festa del Corpus Christi ............................................ 20
La parola dei Pastori .................................................................................................. 22
San Benedetto: Luomo da cui nata la civilt ........................................................ 23
Un sacramentale per tutti i momenti del giorno ..................................................... 28
Araldi nel mondo: Nasce il ramo sacerdotale degli Araldi del Vangelo ............... 30
Settimane di scrupolosa preparazione ...................................................................... 39
Nuovi Araldi diaconi ................................................................................................. 40
Congratulazioni dal Brasile e dal mondo ................................................................ 44
Tendenze: Lamore materno parla pi forte .............................................................. 46
accaduto nella Chiesa e nel mondo ........................................................................ 47
Vittoria della Chiesa Cattolica .................................................................................. 51
Una prodezza di Fra Giunipero ............................................................................. 52
I santi di ogni giorno .................................................................................................. 54
Autorit del Costa Rica ricevono la Statua Pellegrina ........................................... 56
Il primo monastero benedettino ................................................................................ 57
Quindici Araldi
aspettano
inginocchiati
limposizione
delle mani
(Foto: Timothy
Ring)
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Presbiteri concelebranti impongono le mani sugli Araldi
appena ordinati da Mons. Lucio Renna (pp.30-34)
SCRIVONO I LETTORI
4 Salvami Regina Luglio 2005
LETTURA PREFERITA
Ricevo ogni mese la Rivista. Una
delle sezioni che pi attirano la mia
attenzione quella della storia dei
Santi. Ho trovato veramente inte-
ressante nel numero di gennaio un
articolo su San Raimondo di Pea-
fort, che ho letto insieme al gruppo
parrocchiale e che ha suscitato mol-
to entusiasmo tra i pi giovani.
Devo confessarvi che le mie due
letture preferite sono LOsservatore
Romano e Araldi del Vangelo.
Don Eduardo Auza
Guayaquil, Equador
QUANTA UTILIT PER IL
MIO APOSTOLATO!
Appartengo ad una Comunit
Ecclesiale di Base e sono Ministro
straordinario dellEucarestia nel-
la mia parrocchia. Non pu imma-
ginare quanto utile la sua Rivista
per il mio lavoro di apostolato pres-
so la Comunit di Base, come anche
presso le famiglie a cui faccio visita
quotidianamente! La Rivista mol-
to letta anche dai pazienti, nella sala
di attesa del mio consultorio.
Dott. Victor Hernndez A.
Quito, Equador
CHIARISCE ED EVANGELIZZA
Vorrei farle i complimenti per
leccellente lavoro che svolgete. In
particolare mi piace molto la Ri-
vista degli Araldi del Vangelo, che
chiarisce ed evangelizza in una for-
ma efficace e necessaria.
Frate Fernando Carlos Brando
Jundia Brasile
MESSAGGI PER LA CATECHESI
Complimenti per la bellissima
Rivista che ho il piacere di riceve-
re a casa mia, dato che attraverso di
lei posso, come catechista, ricavare
molti suggerimenti e dare continui-
t al Vangelo di Ges Cristo.
Marlene de Oliveira Leal
Siqueira Campos, Brasile
INSEGNA AD ESSERE CATTOLICO VERO
Fin dalla prima volta in cui ho ri-
cevuto la Rivista ho imparato mol-
te cose che non conoscevo. Vi so-
no molto grata per questo. In tutta
la mia vita mai sono stata cos tan-
to serena come da quando ricevo la
Rivista. La Rivista ci insegna ad es-
sere Cattolici Apostolici veri.
Maria Jos Nogueira Soares
Presidente Samey, Brasile
SEMPRE MI BASO SUI SUOI ARTICOLI
Complimenti per la eccellen-
te Rivista e per gli articoli in essa
contenuti. Sono della Pastorale del-
la Comunicazione della Parrocchia
San Giuda Taddeo, e sempre mi ba-
so sugli articoli della Rivista Aral-
di per arricchire gli articoli del no-
stro Bollettino.
Amaro Correia
So Jos dos Campos, Brasile
CONTENUTO STRAORDINARIO
Ho ricevuto ieri la Rivista del
mese di maggio. Devo farvi i com-
plimenti, una magnifica opera.
Tutti i mesi aspetto ansiosamente
larrivo della Rivista, il cui contenu-
to reputo straordinario.
Pedro Afonso
via e-mail
GRANDE CAMBIAMENTO DI VITA
Sono studente di infermeria e vor-
rei farvi i pi vivi complimenti per la
Rivista. Dal momento in cui sono di-
ventato un abbonato, la mia vita ha
avuto un cambiamento molto grande.
Luis Gustavo Cana
Bariri, Brasile
PORTA SPERANZA E CONFORTO
Per me e la mia famiglia questa
Rivista un ottimo lavoro, che porta
al popolo brasiliano e al mondo inte-
ro la parola e lamore di Ges Cristo
e della Madonna. Nel mondo in cui
oggi viviamo, segnato dallodio, dal-
le guerre e dallambizione, questa
Rivista porta la speranza e conforta
le persone che hanno fede e credo-
no nellamore di Dio e della Vergine
Maria verso i loro figli.
Maria de Lourdes
Nova Olimpia, Brasile
POESIA
Veramente questa Rivista
Incanta sempre il lettore,
Valorizzando il Vangelo,
Illustrando pace e amore...
Essendo io un abbonato,
che continui ascoltato
il messaggio del Salvatore.
Variet di articoli,
opinioni notevoli
sempre autorevoli.
Araldi del Vangelo,
Rivista che mensile,
Annuncia la Buona Nuova.
Unendo la Chiesa papale,
Traducendo la verit,
Orienta la Cristianit,
a seguire Dio divino.
Domingos Oliveira
Maracana, Brasile
ISTRUTTIVA PER LA CATECHISTA
Questa Rivista cos tanto istrutti-
va Desidero complimentarmi per
il suo ottimo contenuto e le sue illu-
strazioni. Sono catechista e mi piace
in particolar modo la contro-coperti-
na, che ritaglio ed incollo alla parete.
Camila N. Oliveiira
Palmeiras, Brasile
AMORE, FEDE E DIGNIT
Desidero evidenziare la bellezza
della Rivista, la profondit degli ar-
ticoli, il sentimento di amore, fede e
dignit che la pervade tutta. Prego
affinch proseguiate la vostra mis-
sione, predicando gli insegnamenti
del Vangelo con chiarezza e ardore.
Odila Ferreira
So Joo Del Rey, Brasile
E
ditoriale
DIO
SIA
LODATO!

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Luglio 2005 Salvami Regina 5
imarr con voi ogni giorno, fino alla fine del mondo (Mt 28,
20). Che straordinaria promessa ci ha fatto il Signore, poco
prima di salire al Cielo! Egli parlava con gli Apostoli e no-
nostante tali parole fossero dirette a tutto il genere umano,
contenevano un messaggio speciale per loro.
In effetti, Cristo nostro Signore si sarebbe fatto presente tra noi in vari mo-
di, ma in maniera particolare nella voce infallibile del Papa, nei distribuzione
dei Sacramenti e specialmente, nella sua reale presenza nella Santa Eucare-
stia. Tutte queste forme in cui Ges si rende presente sono vincolate al sacer-
dozio e sono da questo dipendenti. Era naturale, dunque, che Ges, nellisti-
tuire la Santa Chiesa, la consegnasse alle cure di uomini che dovevano essere
suoi rappresentanti e successori: Sacerdos alter Christus.
Nel confessionale, sullaltare o nel pulpito, il sacerdote un altro Cristo,
e sta continuando la missione dellUomo-Dio, quella di insegnare la verit,
quella di santificare e di condurre gli uomini nel cammino della salvezza.
Quanto grande il potere di perdonare i peccati! Pi grande persino di
quello di guarire i paralitici, come ha affermato lo Ges stesso (Mt 9, 2-7).
Questo potere Egli lo ha conferito agli Apostoli perch lo perpetuassero nel-
la Sua Chiesa, nel momento in cui ha soffiato su di loro e ha detto: A chi ri-
metterete i peccati, saranno rimessii; a chi non li rimettere,resteranno non rimes-
si (Gv 20, 22-23).
E che dire del potere di celebrare lEucarestia, consacrando il pane ed il
vino? Sulla grandezza della Celebrazione Eucaristica i Dottori, i Padri del-
la Chiesa e i Papi ci hanno lasciato belle e profonde riflessioni, come questa
di Giovanni Paolo II: Dinanzi a questa straordinaria realt rimaniamo attoniti
e sbalorditi:tanta lumilt condiscendente con cui Dio ha voluto cos legarsi al-
luomo! Se sostiamo commossi davanti al Presepe contemplando lincarnazione
del Verbo, che cosa provare di fronte allaltare dove, per le povere mani del sacer-
dote, Cristo rende presente nel tempo il suo Sacrificio? Non ci resta che piegare le
ginocchia e in silenzio adorare questo sommo mistero della fede (Lettera ai Sa-
cerdoti, Gioved Santo 2004).
Si comprende meglio perch San Francesco dAssisi baciava il luogo per il
quale era passato un sacerdote e mai ha accettato di essere ordinato presbite-
ro, giudicandosi indegno (a causa della sua estrema umilt, chiaro) di essere
elevato a questo straordinario stato.
quindi fondamentale che nei suoi sacerdoti, nelle loro relazioni umane,
traspaiano i vari aspetti della figura divina di Ges, come affermava San Pao-
lo: necessario che gli uomini ci considerino servi di Cristo e amministratori dei
segreti di Dio (1 Cor 4, 1).
Soprattutto nel pi profondo della sua anima, il sacerdote un altro Cri-
sto, per aver ricevuto una speciale consacrazione, partecipativa di quella pro-
pria accaduta nella natura umana di Nostro Signore per la sua unione iposta-
tica con il Verbo. Uno solo il sacerdozio: quello di Ges, partecipato e con-
tinuato lungo la Storia dai suoi sacerdoti.
Contemplando queste sublimi verit e riconoscendo umilmente che porta-
no questo tesoro come in vasi di creta, perch appaia che la potenza straordina-
ria viene da Dio e non da noi (2 Cor 4, 7), quindici Araldi del vangelo hanno
ricevuto limmeritato onore di diventare sacerdoti dellAltissimo.
Dio sia lodato!
6 Salvami Regina Luglio 2005
LA PARABOLA DELLA ZIZZANIA
24
Unaltra parabola espose loro cos: Il regno dei
cieli si pu paragonare a un uomo che ha semina-
to del buon seme nel suo campo.
25
Ma mentre tutti
dormivano venne il suo nemico, semin zizzania in
mezzo al grano e se ne and.
26
Quando poi la mes-
se or e fece frutto, ecco apparve anche la zizza-
nia.
27
Allora i servi andarono dal padrone di casa e
gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon se-
me nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizza-
nia?
28
Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto que-
sto. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a
raccoglierla?
29
No, rispose, perch non succeda che,
cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il
grano.
30
Lasciate che luna e laltro crescano insie-
me no alla mietitura e al momento della mietitura
dir ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e lega-
tela in fastelli per bruciarla; il grano invece ripone-
telo nel mio granaio.
IL GRANO DI SENAPE
31
Unaltra parabola espose loro: Il regno dei cie-
li si pu paragonare a un granellino di senapa, che
un uomo prende e semina nel suo campo.
32
Esso
il pi piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciu-
to, pi grande degli altri legumi e diventa un albe-
ro, tanto che vengono gli uccelli del cielo e si anni-
dano fra i suoi rami.
IL LIEVITO
33
Unaltra parabola disse loro: Il regno dei cieli si
pu paragonare al lievito, che una donna ha preso
e impastato con tre misure di farina perch tutta si
fermenti.
34
Tutte queste cose Ges disse alla folla
in parabole e non parlava ad essa se non in parabo-
le,
35
perch si adempisse ci che era stato detto dal
profeta: Aprir la mia bocca in parabole, proclame-
r cose nascoste n dalla fondazione del mondo.
SPIEGAZIONE DELLA PARABOLA
DELLA ZIZZANIA
36
Poi Ges lasci la folla ed entr in casa; i suoi di-
scepoli gli si accostarono per dirgli: Spiegaci la pa-
rabola della zizzania nel campo.
37
Ed egli rispose:
Colui che semina il buon seme il Figlio delluomo.
38
Il campo il mondo. Il seme buono sono i gli del
regno; la zizzania sono i gli del maligno,
39
e il ne-
mico che lha seminata il diavolo. La mietitura rap-
presenta la ne del mondo, e i mietitori sono gli an-
geli.
40
Come dunque si raccoglie la zizzania e si bru-
cia nel fuoco, cos avverr alla ne del mondo.
41
Il
Figlio delluomo mander i suoi angeli, i quali rac-
coglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli
operatori di iniquit
42
e li getteranno nella fornace
ardente dove sar pianto e stridore di denti.
43
Allora
i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre
loro. Chi ha orecchi, intenda! (Mt. 13, 24-43).
a VANGELO A
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Don Joo Scognamiglio Cl Dias
Presidente Generale
Nel corso dei
secoli si era
sviluppata tra i
giudei una mentalit
trionfalistica a
proposito
dellagognato Messia
Zizzania, senape,
lievito ed il Regno
Luglio 2005 Salvami Regina 7
COMMENTO AL VANGELO XVI DOMENICA DEL TEMPO COMUNE
Correggere le convinzioni errate del popolo giudeo sul regno messianico,
porre laccento su quanto fede dobbiamo aver nella forza di espansione della
Chiesa e insistere sulla necessit della vigilanza questi sono i principali
obiettivi di queste parabole.
I INTRODUZIONE
Come una cornice pu dare il suo
contributo a che una bella pittura pos-
sa essere meglio apprezzata, cos an-
che le scene evangeliche, in tutta la lo-
ro semplicit, frequentemente contri-
buiscono a mettere in risalto la figura
dei loro protagonisti.
Sapendo che le parabole in questio-
ne sono state pronunciate da Ges in
una barca, ancorata presso la spiaggia
lungo la costa del Mar di Galilea, vie-
ne da chiederci come doveva svolger-
si la scena. Immaginiamo acque tran-
quille e silenziose e una moltitudine
incuriosita, pigiata sulla riva ad ascol-
tarLo e vederLo, mentre invece Ge-
s sta nella barca, seduto su una pan-
ca di legno rustico, pronunciando affa-
scinanti metafore. Poesia e logica, in-
canto e sapienza, semplicit e grandez-
za, si baciavanno compenetrandosi in
un rapporto strettissimo, e correggeva-
no i concetti erronei di quel popolo ri-
guardo al regno messianico.
Nel corso dei secoli, si era sviluppa-
ta tra i giudei una mentalit trionfalista
a proposito dellagognato Messia. Es-
si sostenevano che il suo arrivo avreb-
be inaugurato un regno stabile, splen-
dido, giusto, che avrebbe visto lelimi-
nazione dei peccatori e la conseguen-
te instaurazione di una nuova era nella
quale non ci sarebbe pi stata la mal-
A causa dellinfluenza dei farisei, il
trionfo dei buoni- che di fatto sar fol-
gorante nel Giudizio Finale- era visto
erroneamente da quegli ebrei come
lessenza di unera storica caratterizza-
ta dalla supremazia della virt. E qui si
trova uno dei principali obiettivi della
parabola della zizzania e del grano: ret-
tificare la distorta visione farisaica sulla
possibilit di una purificazione assolu-
ta del Regno qui sulla terra. Oltretutto,
questo getta una luce insuperabile per
lo sviluppo della Chiesa Cattolica nel
corso dei secoli, da molteplici punti di
vista, come vedremo pi avanti.
II LA PARABOLA
DELLA ZIZZANIA
Per trarre il maggior profitto dalla
sapienza degli insegnamenti del Figlio
di Dio, molto utile raffigurarci la sce-
na, i costumi, e persino la psicologia di
quei tempi. Questo procedimento non
solo ci permette di assaporare ampia-
mente la profondit di ogni passaggio,
ma ci rende anche pi facile trasporre le
sue applicazioni alla nostra vita attuale.
vagit umana. Evidentemente, questo
ragionamento si fondava su premes-
se gi di per s errate, che portavano
ad una conclusione del tutto equivoca:
nella loro logica non tenevano in con-
siderazione lesistenza del peccato ori-
ginale e di quello attuale.
Tale la malizia
del diavolo: semina
quando sono
nate le sementi,
per causare pi
danni agli interessi
dellagricoltore
8 Salvami Regina Luglio 2005
Il Vangelo della scorsa domenica
(Mt 13, 1-23) ci ha introdotto a questa
sequenza di sette parabole pronuncia-
te dal Salvatore. Come abbiamo visto,
Egli ha scelto la riva del lago per pro-
ferirle. A quei tempi i rumori del mon-
do moderno, con motori di ogni gene-
re non esistevano, neppure nellimma-
ginazione. La vita era molto organica
e scorreva tranquillamente. Era vera-
mente benefico il silenzio vicino ad ac-
que tranquille. Inoltre, la riva in leg-
gero declivio costituiva uno splendi-
do e naturale anfiteatro che consentiva
al Signore di sedersi nella barca man-
tenendo un contatto visivo con tutti i
presenti. La sua voce era chiara e for-
te, e si faceva sentire facilmente anche
da coloro che si trovavano nel punto
pi lontano.
Infatti proprio come ai giorni no-
stri, la possibilit di irrigazione invita-
va i contadini a coltivare i loro campi
in quei paraggi. senzaltro plausibi-
le che si trattasse di un pubblico molto
abituato alle immagini del mondo agri-
colo usate da Ges in quelloccasione.
Cos, approfittando degli elementi uti-
lizzati per esporre la parabola del Se-
minatore, Egli comincia a elaborarne
unaltra, al fine di chiarire alcuni altri
misteri del Regno dei Cieli.
24
Unaltra parabola espose loro co-
s: Il regno dei cieli si pu parago-
nare a un uomo che ha seminato
del buon seme nel suo campo.
A prima vista ed a ragione siamo
portati a credere che si tratti di un uo-
mo ricco, tanto pi per il fatto che egli,
come subito dopo viene confermato,
possedeva servi. Qual la ragione per
la quale egli non li manda a seminare
da soli e, al contrario lavora egli stes-
so i campi con le sue proprie mani? Al-
cuni esegeti hanno manifestato questa
perplessit. Intanto, come pi avanti
vedremo meglio, ricca di senso lim-
magine proposta dal Figlio di Dio.
frutti non sarebbero stati buoni. La ter-
ra infatti si caratterizza per la sua fedel-
t, cio essa ritorna quello che le sta-
to dato. Se la semente di cattiva qua-
lit, dello stesso tenore sar il raccolto.
Ma il riferimento alla seminagione
della buona semente non lobiettivo
principale della parabola; il momento
cruciale della parabola quando essa
fa riferimento allattivit del nemico,
come subito vedremo.
25
Ma mentre tutti dormivano ven-
ne il suo nemico, semin zizzania
in mezzo al grano e se ne and.
I commentatori si chiedono se non
c stata incuria da parte dei servito-
ri. Gli antichi sono rigorosi nellinter-
pretazione di queste parole come, per
esempio, Maldonado: Tutti gli inter-
preti antichi vedono in coloro che dormi-
vano i vescovi e coloro che hanno nella
Chiesa la cura delle anime. E avverto
anche se a molti di loro non piace que-
sta applicazione, voglia il Cielo che non
si mostri vera. Faccio questaffermazione
malgrado non ignori che Cristo solamen-
te ha voluto dire che il diavolo lancia la
sua semente clandestinamente
2
.
Daltra parte come ritengono gli
esegeti pi recenti Ges non ha affer-
mato che il nemico ha praticato il male
perch i servi dormivano, ma piutto-
sto mentre dormivano ricordando an-
che un altro passaggio della Scrittura nel
quale Egli afferma che la notte stata
Fino a quando arriva alla fase delle spighe, il loglio assomiglia moltissimo al grano (sopra a destra: scheda botanica
del Lolium temulentum; sopra a sinistra: grano e loglio mescolati in una piantagione nordamericana)
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Conviene anche puntualizzare che
Ges, nellaffermare che il Regno dei
Cieli somigliante a un uomo, non
ha voluto limitarsi esclusivamente a
una persona, ma a tutta quanta la sce-
na nella quale questuomo svolge un
ruolo, conformemente a quanto asse-
risce il teologo gesuita Don Juan de
Maldonado
1
con il quale concordano i
commentatori attuali.
Si noti anche che si tratta di buo-
na semente, poich, in caso contrario, i
Con o senza colpa
da parte nostra, c
un momento nel
quale il fervore di
novizio diminuisce e
dobbiamo appoggiarci
solamente alla ragione
Luglio 2005 Salvami Regina 9
fatta per dormire
3
. Tanto pi che nor-
male sorvegliare il campo in prossimi-
t del raccolto, e non subito dopo esse-
re stato seminato, visto che nessuno sar
tentato di rubare sementi sparse a terra.
Non si tratta, pertanto, di un nemi-
co qualsiasi, ma del nemico, quello
principale. Il suo gesto non potrebbe
essere pi cattivo. Una pessima azio-
ne come la sua potrebbe essere mossa
soltanto da un profondo odio o da una
grande invidia. Inoltre, secondo anti-
chissimi resoconti di persone vissute
a Gerusalemme, vendette come quel-
la di tagliare un albero da frutto (oli-
vo, fico, vite, ecc) erano peccati tipici
di quella regione. Il Signore non stava
semplicemente formulando delle ipo-
tesi. Il pubblico che lo ascoltava sicura-
mente non trovava strano il riferimen-
to a questo nella parabola, e nemme-
no al caso della zizzania. La conoscono
bene questerba coloro che coltivano il
grano! Quando si sviluppa la pianta-
gione, la zizzania o pi propriamente
il loglio il nome scientifico lolium
temulentum fino a quando raggiun-
ge la fase delle spighe, assomiglia mol-
tissimo al grano, per cui risulta interes-
sante la sua utilizzazione metaforica.
Ecco alcune ragioni per le quali il
v. 25 non insiste sulla nocivit del lo-
glio che intreccia le sue radici a quel-
le del grano. Lobiettivo solo eviden-
ziare la presenza di questa erba catti-
va nella piantagione. Inoltre, richiama
lattenzione sul fatto che essa stata
sparsa l dal nemico clandestinamente,
di notte, mentre tutti dormivano.
Commentando questo versetto, San
Giovanni Crisostomo cos si esprime:
Con queste parole ci fa vedere che ler-
rore viene dopo la verit, fatto dimostrato
dallesperienza. (...) Tale la malizia del
diavolo: semina quando sono nate le se-
menti, per causare in questo modo danni
maggiori agli interessi dellagricoltore
4
.
Dio, nella sua infinita sapienza, ha
creato i suoi esseri intelligenti in stato
di prova, al fine di ricevere meritoria-
mente il premio della gloria eterna. E,
per questa stessa ragione, ha permesso
che gli uomini fossero tentati
5
. Da qui
la necessit della preziosa virt del-
la vigilanza. Cos, indipendentemen-
te dalla discordanza tra commentatori
antichi e recenti, per quanto riguarda
il fatto che questo versetto contenga
o no una recriminazione verso coloro
che dormono, lampante lazione del
nemico: ha seminato loglio nel mezzo
del grano e se n andato. Egli ha ap-
profittato del sonno dei suoi avversa-
ri per mettere in pratica la sua cattiva
azione e in questo particolare il Vange-
lo di oggi riafferma il precetto del Si-
gnore: Vegliate e pregate, per non en-
trare in tentazione. Lo spirito pronto,
ma la carne debole (Mt 26, 41).
Noi seminiamo nellentusiasmo,
la fase del fervore del novizio duran-
te la quale non c ostacolo che scoraggi
Qui si capisce meglio limmagine
del sonno: quando la sensibilit sva-
nisce, giunto il momento della vigi-
lanza, come ci consiglia Santa Teresi-
na di Lisieux, che diceva alle novizie:
Voi vi dedicate eccessivamente alle co-
se che fate; le vostre faccende vi preoc-
cupano troppo. Qualche tempo fa, io ho
letto che gli israeliti costruivano le mu-
ra di Gerusalemme lavorando con una
mano sola, mentre tenevano nellaltra la
loro spada. Ecco l lesempio di ci che
dobbiamo fare: lavorare con una mano
sola; laltra dobbiamo usarla per difen-
dere le nostre anime dai pericoli che pos-
sono impedire lunione con Dio
6
.
Potremmo dare unaltra applicazio-
ne alla parabola: c una semente di
loglio che conserviamo dentro di noi
in stato latente, quella della concupi-
scenza. Il Signore ha seminato il buon
grano nel Paradiso, nellatto di crea-
re i nostri progenitori, Adamo ed Eva,
concedendo loro la grazia e i doni che
costituivano lo stato di giustizia origi-
nale. Da parte sua, il demonio ha semi-
nato la zizzania del peccato e, con que-
sto, luomo ha perduto il dono dellin-
tegrit. Di qui, la concupiscenza, che
non che linclinazione naturale del-
lappetito per i beni sensibili contrari
alla ragione e alla legge di Dio.
Come agisce in noi la concupiscen-
za?
La nostra conoscenza naturale si
realizza attraverso i cinque sensi, come
afferma la Scolastica: Non c nien-
te nel nostro intelletto che non sia pri-
ma passato attraverso i sensi. Ora, an-
cor prima che la ragione abbia emes-
so il suo giudizio sulla liceit o meno di
qualsiasi bene sensibile, il nostro appe-
tito gi si sentito inclinato a questo.
E ancor pi, soprattutto quando viene
fortemente impressionato dallattra-
zione del bene sensibile, il nostro ap-
petito continuer ad agire sulla ragio-
ne, anche dopo che questa ha decreta-
to la sua sentenza proibitiva, cercando
di trascinarla dalla sua parte. Di qui, o
esiste una ferrea forza di volont che
si ottiene solo con la grazia di Dio per
opporsi alle sollecitazioni della sensi-
bilit, o troveremo una giustificazione
per il nostro comportamento illecito.
le nostre decisioni. La stessa virt della
prudenza ci sembra un impedimento in
questi momenti, e di fatto, sentiamo di
vivere un momento pi di audacia che
di ponderazione, un momento nel quale
troviamo la conferma di quanta ragione
aveva Santa Teresina del Bambin Ges
nel dire: Per amore niente impossibi-
le. Peraltro, riferendosi alla situazione
opposta, San Bernardo era solito affer-
mare che impossibile al novizio pru-
dente perseverare nella vocazione.
Con o senza colpa da parte no-
stra, c un momento nel quale que-
sta sensibilit diminuisce, non sentia-
mo pi quellimpulso ardente e ci ve-
diamo nella circostanza di appoggiar-
ci solamente alla ragione (illuminata
dalla fede, vero) e nello sforzo della
nostra volont. il cadere della not-
te scura, secondo il linguaggio di San
Giovanni della Croce. Durante questo
periodo, il demonio, il mondo e la car-
ne trovano nella nostra anima terreno
fertile per spargere il loglio.
Piccolissima allinizio,
sorprendente nel
suo sviluppo finale,
la senape illustra la
forza dellapostolato
cattolico
10 Salvami Regina Luglio 2005
Per la nostra umilt e vigilanza, Dio
permette la permanenza del loglio del-
la concupiscenza in noi, visto che il suo
pungolo ci fa comprendere lesistenza
di un incentivo al peccato nel nostro
proprio essere. E per questo abbiamo
bisogno di ricorrere sempre allaiuto
della grazia.
26
Quando poi la messe or e fece
frutto, ecco apparve anche la ziz-
zania.
San Giovanni Crisostomo
7
commen-
ta questo versetto dicendo che in que-
sto modo sono soliti agire gli eretici, e
cio allinizio occultano le loro dottri-
ne e intenzioni, ma, quando si vedono
appoggiati, allora si dichiarano come
tali: allo stesso modo si sviluppa la no-
stra vita spirituale. Come gi abbiamo
visto, allinizio abbiamo il fervore del
novizio che ci riempie di consolazio-
ne, ma, quando lentusiasmo diminui-
sce, ci imbattiamo nel loglio della con-
cupiscenza esistente dentro di noi.
27
Allora i servi andarono dal pa-
drone di casa e gli dissero: Padrone,
non hai seminato del buon seme
nel tuo campo? Da dove viene dun-
que la zizzania?
28
Ed egli rispose
loro: Un nemico ha fatto questo. E
i servi gli dissero: Vuoi dunque che
andiamo a raccoglierla?
Arriva un certo momento della no-
stra esistenza nel quale linclinazio-
ne al male, in noi e negli altri, ci me-
raviglia, e non raro che desideriamo
estirparla immediatamente. Nascono
allora nella nostra coscienza molteplici
perch. Ges, nella semplicit com-
movente della sua predicazione, imma-
gina un dialogo ingenuo tra i servi e il
loro signore, cercando di mettere in ri-
salto la perplessit impaziente e afflitta
degli uni, e la saggia calma dellaltro.
I servi vogliono un mondo senza la
minima macchia, senza peccato, fatto
solo di buoni. Questo stato daltron-
de, lerrore difeso dai donatisti (IV
sec). Ma, questo si realizzer solo nel
e una serenit di temperamento, il si-
gnore della parabola riflette sulla con-
venienza di rimandare la separazione
per lepoca del raccolto. Molti sono gli
autori che commentano questo passag-
gio, mostrando non solo limpossibili-
t di eliminare tutto il male da questo
mondo, ma anche la convenienza della
sua coesistenza con il bene. I buoni so-
no allenati dai cattivi, diranno alcuni,
molte occasioni di sofferenza, pazien-
za e carit, ecc., sono offerte ai buoni
dai cattivi , affermeranno altri.
In realt, traspare qui la grande mi-
sericordia di Dio, il quale non permet-
te che le creature si precipitino sul pec-
catore subito dopo il peccato, ma con-
cede a questultimo lopportunit di
pentirsi e ottenere il perdono.
Ecco il punto centrale del Vange-
lo di oggi: Non sradicate la zizza-
nia. Perch il Signore non vuole che
sia strappata la zizzania? Lo zelo dei
servi esagerato, visto che impossi-
bile estirpare dalla legge ordinaria tut-
ti i vizi e le passioni.
8
III LA PARABOLA DEL
GRANO DI SENAPE
31
Unaltra parabola espose loro: Il
regno dei cieli si pu paragonare a
un granellino di senape, che un uo-
mo prende e semina nel suo cam-
po.
32
Esso il pi piccolo di tutti i
semi ma, una volta cresciuto, pi
grande degli altri legumi e diven-
ta un albero, tanto che vengono gli
uccelli del cielo e si annidano fra i
suoi rami.
Coloro che ascoltavano questa pa-
rabola conoscevano bene la cosiddet-
ta sinapsis nigra in botanica, comune-
mente chiamata senape (mustum ar-
dens), caratteristica per la sua minu-
scola semente che, una volta pianta-
ta, produce un lussureggiante arbusto
sempreverde. Non di rado accade che
un esegeta, per pura curiosit, la col-
tivi nel suo giardino e la sradichi dopo
uno o due anni, per timore della sua
vigorosa fecondit. un arbusto molto
comune in Palestina, soprattutto nelle
regioni di maggior caldo e arriva a rag-
giungere tre o quattro metri di altezza,
Il nemico ha approfittato del sonno
dei suoi avversari per mettere in
pratica la sua cattiva azione (pittura
della cattedrale di Vicenza, Italia)
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Cielo, come insegnano lAntico Testa-
mento e San Giovanni Evangelista. In
questa terra, il bene e il male cammi-
nano insieme.
29
No, rispose, perch non succe-
da che, cogliendo la zizzania, con
essa sradichiate anche il grano.
30
Lasciate che luna e laltro cre-
scano insieme no alla mietitura
e al momento della mietitura dir
ai mietitori: Cogliete prima la ziz-
zania e legatela in fastelli per bru-
ciarla; il grano invece riponetelo
nel mio granaio.
Possedendo una grande capacit
di discernimento dellanimo umano
Nel suo insieme,
la Liturgia di oggi
accentua quanto
dobbiamo credere nella
forza di espansione
e di penetrazione
della Chiesa
Luglio 2005 Salvami Regina 11
di modo che gli uccelli fanno il nido fra
i suoi rami.
Chiss, forse Dio ha creato la sena-
pe principalmente per servirsene co-
me elemento per questa bella parabola
del Salvatore. Piccolissima in parten-
za, sorprendente nel suo sviluppo fina-
le, questo vegetale serve bene per illu-
strare leziologia e la forza dellaposto-
lato cattolico e dello stesso Regno dei
Cieli. Colui che stato presente quan-
do Ges, poco prima di salire al Cielo,
trasmetteva le sue istruzioni agli undici
Apostoli
9
non avrebbe certamente po-
tuto immaginare che, in futuro, ci sa-
rebbero state moltitudini di fedeli ad
assistere ai funerali di Giovanni Paolo
II, o alla Messa inaugurale del Pontifi-
cato di Benedetto XVI.
Laccrescimento un elemento essen-
ziale nellinsegnamento di questa para-
bola. Il Regno di Dio e lapostolato sono
quasi impercettibili al loro inizio, ma nel
corso del tempo la loro espansione sar
incalcolabile e sorprendente soprattut-
to per la sproporzione tra la scarsit dei
mezzi e la grandezza degli effetti.
Quando un bambino piccolo por-
tato al fonte battesimale e l toccato
dalle acque della grazia, Dio lo santi-
fica. Anni pi tardi alcuni di questi te-
neri e delicati bambini saranno gigan-
ti nella fede; non c chi non conosca
un San Giovanni Bosco, o una Santa
Teresina del Bambin Ges, per esem-
pio. Alberi frondosissimi, nati da una
cerimonia tanto semplice... Seguendo
il consiglio di San Geronimo, provia-
mo a paragonare le massime evange-
liche con le sentenze dei grandi siste-
mi filosofici, o addirittura con le gran-
di scoperte scientifiche dei giorni no-
stri. Niente di pi opposto in termini
di semplicit e complessit. Ma sol-
tanto dare tempo al tempo e avremo la
conferma degli effetti diversi.
IV LA PARABOLA
DEL LIEVITO
33
Unaltra parabola disse loro: Il
regno dei cieli si pu paragonare al
lievito, che una donna ha preso e
impastato con tre misure di farina
perch tutta si fermenti.
Certi antichi ed insigni commenta-
tori hanno ritenuto, erroneamente, che
questa parabola non sia altro che una
ripetizione di quella precedente. Esse
hanno molta affinit tra di loro, ma qui
Ges ha un altro obiettivo: perch tut-
ta si fermenti. Non si tratta, pertanto,
della semplice unione della farina con
il lievito, ma della forza e del vigore
nella capacit di azione dellelemento
minore su quello maggiore. Allo stesso
modo il Regno dei Cieli ha questa in-
tensit di penetrazione e trasformazio-
ne delle anime, fermentandole con gli
insegnamenti evangelici.
noscere il suo esatto significato (vv.
36-43).
Il Divino Maestro insiste sulla que-
stione della fine del mondo e del Giu-
dizio finale, importante Novissimo, la
cui meditazione ci aiuta ad evitare il
peccato.
Nel suo insieme, la Liturgia di oggi
pone laccento sullimportanza di cre-
dere nella forza di espansione e di pe-
netrazione della Chiesa, e nel contem-
po insiste sulla necessit della vigilan-
za soprattutto nei momenti di dimi-
nuzione del fervore per quanto ri-
guarda sia noi stessi individualmente,
sia lopinione pubblica in generale.
Con gli occhi della fede, della spe-
ranza e della carit, pensiamo dunque
al periodo finale dellesistenza uma-
na e prepariamoci per il giorno del-
la grande mietitura, in santit di vita,
di costumi e di relazioni sociali, in mo-
do tale che, quando arriver lora, po-
tremo veramente risplendere come il
Sole nel Regno del Padre.
1
Comentario a los cuatro Evangelios I
Evangelio de San Mateo, BAC, Ma-
drid, 1950.
2
Idem.
3
Cfr. Mc 4,27.
4
Hom. 47 in Mt.
5
Cfr. Summa Teologica II-II, q 165, a 1c.
6
Consigli e ricordi, n. 37
7
Hom. 47, in Mat
8
Cf. P. Luis de la Puente, Meditaciones,
Apostolado de la Prensa, Madrid,
1950, t. I, p. 3 med. 45; pag. 976
9
Cfr. Mc 16, 15-18.
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Chi ha conosciuto la Chiesa ai tempi di Ges non avrebbe potuto immaginare
le moltitudini di fedeli che hanno assistito ai funerali di Giovanni Paolo II
La precedente parabola ritrae la ca-
pacit di espansione universale del Re-
gno dei Cieli. Questultima mostra il
vigore interno che il Regno dei Cieli
possiede per influenzare le anime.
V CONCLUSIONE
Sono state di facile assimilazione
per gli Apostoli le parabole della se-
nape e del lievito. Quella della zizza-
nia invece, li ha lasciati molto incu-
riositi. Per questo hanno voluto co-
F
Bellezza e responsabilit
della famiglia
12 Salvami Regina Luglio 2005
INTERVISTA CON MONS. KARL JOSEF ROMER
Svizzero di nascita, Mons. Karl Josef Romer ha trascorso quasi met della sua
vita in Brasile ed stato Vescovo Ausiliare di Rio de Janeiro. Con la sua vasta
esperienza pastorale e la sua solida formazione umana, offre preziosi servizi alla
Chiesa, nella carica di Segretario del Pontificio Consiglio per la Famiglia.
u un giorno drammati-
co, il 13 maggio 1981,
quando il Santo Padre
Giovanni Paolo II sub
in Piazza San Pietro lat-
tentato che per poco non gli tolse pre-
cocemente la vita. In quellaa occasio-
ne, egli aveva con s il documento di
istituzione del Consiglio Pontificio per
la Famiglia. Cos, questo Consiglio
nato battezzato col sangue del Papa,
commenta Mons Karl Romer.
Araldi del Vangelo: nato con
una importante funzione...
Mons. Romer: La sua principale
funzione mantenere il contatto con i
vescovi del mondo intero, specialmen-
te con le Conferenze Episcopali, con
lo scopo di studiare e cercare soluzio-
ni per la problematica di ciascun paese
nel campo della famiglia.
Naturalmente esistono alcuni paesi
nei quali la situazione pi preoccu-
pante, pertanto li accompagniamo con
pi attenzione. In Brasile, ad esempio,
sono accadute cose tragiche, ma anche
cose belle. Lanno passato, la CNBB ha
preparato un Direttorio sulla Pastora-
le Familiare, molto ben fatto. Lo ap-
poggiamo con forza e con molta gioia,
qui nel Consiglio Pontificio.
AV: Pu menzionare qualche
situazione che richieda una
speciale attenzione?
Mons. Romer: Alcune Conferenze
Episcopali devono affrontare difficol-
t. In Asia ci sono situazioni di cui non
abbiamo quasi il coraggio di parlarne
in pubblico, come ad esempio labor-
to selettivo. In certe regioni dellIndia
e della Cina, molti bambini non arriva-
no alla nascita per essere di sesso fem-
minile. Per ragioni culturali ed econo-
miche si uccidono le bambine prima
della nascita. Sono comportamenti che
hanno un loro fondamento culturale e
storico. Ma il fatto che in pochi anni
mancheranno in India circa 15 milioni
di donne. E questo sar un problema
enorme per questo paese. Questo rap-
presenta un problema che oggi non si
manifesta ancora in tutta la sua dimen-
sione, ma che tra pochi anni rappre-
senter il collasso della societ.
AV: Quale lattualit del lavoro
del Consiglio Pontificio?
Mons. Romer: Naturalmente, cera
gi una realt antica che suggeriva la
creazione del Consiglio Pontificio per
la Famiglia, ma negli ultimi tempi si
sono sovrapposti una serie di fattori in
una maniera drammatica.
Uno di questi fattori consiste nel
fatto che da alcune decadi a questa
parte si lavora con un argomento falso,
largomento malthusianista. Malthus,
un pastore della Chiesa Anglicana, di-
fendeva la tesi che il mondo non ave-
va pi cibo sufficiente per mantenere
la popolazione, poich questa cresce-
va pi rapidamente di quanto fosse-
ro le possibilit di produrre gli alimen-
ti. Questo ha fatto s che molti paesi,
per non dire tutti, hanno cominciato
a frenare la natalit. Un altro fattore
la manipolazione chimica, meccani-
ca e quella ottenuta con altri strumen-
ti per evitare la gravidanza, e tutto ci
ha contribuito al fatto che la natalit si
trovi in una situazione drammatica.
Il grande cancelliere della Repub-
blica della Germania, il cattolico Ade-
Jos Francisco Hernndez
di Roma
Luglio 2005 Salvami Regina 13
nauer, diceva che il problema della na-
talit non esiste, perch la stessa natu-
ra umana si prende carico di questo.
Ma egli ignorava la forza degli anti-
concezionali, ed oggi la Germania ar-
rivata quasi al punto zero della cresci-
ta demografica. Di modo che in Ger-
mania, pur ricevendo 200.000 stranie-
ri allanno, la popolazione continua a
diminuire. LItalia sta ancora peggio e
cos la Spagna, il che significa che en-
trambe sono sotto zero.
AV: C la prospettiva
che cambi questa situazione?
Mons. Romer: Ci sono segnali di
presa di coscienza. Ed il Papa Giovan-
ni Paolo II ha avuto il merito di richia-
mare lattenzione su questa realt, mo-
strando tutte queste previsioni erra-
te, che sono contro la natura umana;
e di mostrare che non si pu ricorrere
a metodi che opprimano la donna, con
tutta linfluenza che questo ha avuto,
ed ha, sulla salute e lequilibrio psichi-
co femminile. E questo un fatto che
non stato preso in considerazione.
Ecco che il Papa ha sentito tutto que-
sto, lo ha analizzato ed ha cominciato
ad alzare la voce. Questo richiamo vi-
sibile nei suoi scritti, la Familiaris con-
sortio ed altri magnifici documenti, do-
ve egli pone al centro questo stupendo
annuncio: la bellezza della famiglia.
Quando tutti gli elementi distrutti-
vi si trovano evidentemente alleati al-
la cattiveria e alla pigrizia umana, senza
pensare alla dignit della donna e del-
luomo e alla bellezza del matrimonio,
si propaga ci che pi facile. Queste
ultime decadi sono marcate fortemen-
te da qualcosa che esiste da sempre nel-
lumanit: lossessione del sesso. Oggi,
tuttavia, diventato talmente permean-
te ogni cosa che nelle scuole primarie e
secondarie di quasi tutti i paesi lo Stato
esige una educazione sessuale, che nel-
la realt una diseducazione, dove gi
si insegna come usare gli anticoncezio-
nali prima ancora di aver imparato qua-
le il significato del proprio corpo , pri-
ma di intendere la grandezza della na-
tura umana, della famiglia e dellamo-
re, e prima di comprendere la bellezza
di assumere questa responsabilit. Pri-
ma di tutto questo si insegna lab uso.
AV: Qual la maggior difficolt
che affronta la famiglia oggi?
Mons. Romer: Molti governi voglio-
no mostrarsi moderni e, per non perde-
re voti, i loro parlamenti seguono lon-
da provocata da piccoli gruppi che san-
no manipolare lopinione pubblica, e
votano leggi contrarie al bene della fa-
miglia. Un esempio di questa situazione
sono gli omosessuali, che sono un pic-
colo gruppo, significativo, ma piccolo.
Allora, si tratta di una argomentazione
bugiarda e falsa, che riesce a vincere e
convincere certi politici poco prepara-
ti. Un esempio di questi argomenti falsi
il seguente: tutti hanno gli stessi dirit-
ti; dunque, non si pu fare discrimina-
zione. Qual il politico che ha il corag-
gio di parlare contro questo argomen-
to, apparentemente tanto chiaro, ma,
sottolineo,solo apparentemente?
Sono daccordo sul fatto che mai si
pu fare discriminazioni. Ma chiedo:
che cosa la discriminazione? La ri-
sposta deve essere duplice. Discrimina-
re trattare in maniera differente due
cose uguali; ma , ugualmente, tratta-
re due cose differenti come se fossero
uguali. Cio la famiglia nella quale
un uomo ed una donna si impegnano
reciprocamente, col matrimonio, alla
fedelt e sono capaci di dare vita nuo-
va, di mantenere la societ con la pro-
creazione umana, creando lambiente
per una nuova creatura sta per essere
equiparata alla unione di due omoses-
In Brasile, per esempio, sono accadute cose tragiche, ma anche cose belle; lanno passato, la CNBB
ha preparato un Direttorio sulla Pastorale Familiare, molto ben fatto
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14 Salvami Regina Luglio 2005
IL CONSIGLIO PONTIFICIO PER LA FAMIGLIA
A servizio del Papa, per il bene della famiglia
Il Consiglio Pontificio per la Famiglia, fondato il 13
maggio del 1981, fa parte della Curia Romana, cio del-
linsieme di Organismi e Dicasteri che coaudiuvano il
Papa nellesercizio della sua suprema funzione pastora-
le, per il bene e il servizio della Chiesa.
Ha come presidente un Cardinale, come assessori un
Comitato di Presidenza formato da Vescovi e conta an-
che sullassistenza di laici, uomini e donne, soprattutto
sposati, provenienti da vari paesi.
Fino al maggio del 1981, le sue attribuzioni erano a
carico di un dipartimento del Consiglio Pontificio per i
Laici, il Comitato per la Famiglia. Lallora Santo Padre
Giovanni Paolo II, considerata lampiezza e limportan-
za dei problemi relativi a questo campo, decise di creare
per questa finalit un Consiglio Pontificio indipendente.
Tra i numerosi incarichi specifici a questo affidati, so-
no inclusi quelli di promuovere e coordinare gli sforzi pa-
storali relativi al problema della procreazione responsa-
bile secondo gli insegnamenti della Chiesa, come anche
quello di incoraggiare, sostenere e coordinare gli sforzi
in difesa della vita umana fin dal suo concepimento.
Per la influenza che possono avere sulla famiglia sono
prese in considerazione questioni come la pornografia,
la prostituzione e la droga.
Oggetto di attenzione sono anche altri temi che, per
la loro natura, sono connessi con la pastorale della fami-
glia e la difesa della vita; tra questi: spiritualit coniugale
e familiare, preparazione al matrimonio, formazione dei
laici per la pastorale familiare, aborto e controllo della
natalit, problemi di bioetica come la procreazione arti-
ficiale e manipolazione degli embrioni.
suo compito inoltre quello di seguire lattivit degli
Istituti e delle Associazioni la cui finalit servire il be-
ne della famiglia.
suali, ossia, di due uomini o due donne
che non hanno le minime condizioni di
essere fonti di vita e fattore costruttivo
per la societ umana. Non si tratta so-
lamente della Chiesa, qui, si tratta del
futuro della societ umana.
Pertanto, certi politici, per ignoran-
za o penso che no intenzionalmen-
te, si servono del falso argomento di
non poter discriminare e cos discrimi-
nano brutalmente il matrimonio, luni-
ca istituzione che pu essere fonte di
vita per la societ.
AV: A proposito
della discriminazione...
Mons. Romer: Con quello che ho
appena detto, io non voglio discrimi-
nare gli omosessuali. Ci sono perso-
ne che parlano male degli omosessua-
li, che vogliono maltrattarli, e non so
quantaltro. Io sono contro. Come per-
sona, come individuo, ogni omosessua-
le deve essere rispettato, ma non deve
fare della sua omosessualit un peri-
colo per le altre persone. Per esempio,
facendo propaganda via internet affin-
ch altri giovani diventino omosessua-
li. Ma egli come persona, essendo un
fattore costruttivo nella societ, deve
evidentemente aver rispettata la sua
dignit di persona, immagine di Dio.
Non si pu discriminare il matrimo-
nio, visto che non si pu mettere sullo
stesso piano del matrimonio una unio-
ne omosessuale. Lunione tra due omo-
sessuali non pu mai essere consederata
matrimonio, n essere elevata al livello
di matrimonio, n approssimata ad un
matrimonio. Se essi hanno una amicizia
fra di loro esiste il diritto della amici-
zia questa la legge civile la pu pro-
teggere. Ma mai elevarla a un contratto
che abbia caratteristiche che lo avvicini-
no alla dignit del matrimonio.
AV: E che cosa si aspetta dal nuovo
Papa il Consiglio Pontificio?
Mons. Romer: Con Benedetto XVI,
esiste una grande prospettiva per le at-
tivit del Consiglio Pontificio per la
Famiglia.
Allinizio della decade degli anni 80,
quando Giovanni Paolo II fece il Sino-
do dei Vescovi sul tema della famiglia,
il Cardinale Ratzinger svolse la fun-
zione di relatore principale del Sino-
do, cio ebbe la responsabilit di coor-
dinare tutti i lavori e, alla fine, di pre-
sentare ai vescovi la grande sintesi di
tutto il lavoro realizzato. Ed egli fece
questo in maniera magistrale. Di mo-
do che egli ha il cuore tutto preso dal
tema della famiglia.
A parte il fatto che egli proviene da
una bella famiglia cattolica della Bavie-
ra, nei suoi scritti egli fa riferiment a
questo, e si nota lamore che egli ha per
questo dono di Dio che la famiglia.
Trattare due cose differenti
come se fossero uguali anche
questo discriminare
Corpus Christi
N
Luglio 2005 Salvami Regina 15
Come annunciato nel primo messaggio
del Pontificato, Benedetto XVI ha
voluto celebrare con speciale rilievo la
festa del Corpus Christi in questAnno
dellEucarestia. Una moltitudine di
fedeli ha risposto allappello del Papa,
accompagnando il Santissimo Sacramento
per le strade di Roma
LA VOCE DEL PAPA
ella processione del
Gioved Santo, la
Chiesa accompagna
Ges al monte de-
gli Ulivi: vivo desi-
derio della Chiesa orante vegliare con
Ges, non lasciarlo solo nella notte
del mondo, nella notte del tradimento,
nella notte dellindifferenza di tanti.
Nella festa del Corpus Domini, ripren-
diamo questa processione, ma nella
gioia della Risurrezione. Il Signore
risorto e ci precede. Nei racconti della
Risurrezione vi un tratto comune ed
essenziale; gli angeli dicono: il Signo-
re vi precede in Galilea; l lo vedre-
te (Mt 28, 7).
La meta della nostra vita
la comunione con Dio
Considerando ci pi da vicino,
possiamo dire che questo precedere
di Ges implica una duplice direzio-
ne. La prima come abbiamo sen-
tito la Galilea. In Israele, la Galilea
era considerata come la porta verso il
mondo dei pagani. Ed in realt pro-
prio in Galilea, sul monte, i discepoli
vedono Ges, il Signore, che dice loro:
Andate (...) e ammaestrate tutte le na-
zioni (Mt 28, 19). Laltra direzione del
precedere, da parte del Risorto, appa-
re nel Vangelo di San Giovanni, dalle
Nella festa del Corpus Christi, la Chiesa rivive il mistero del Gioved
Santo alla luce della Resurrezione. E il Gioved Santo conosce anche una
processione eucaristica, con la quale la Chiesa ripete lesodo di Ges, dal
Cenacolo al Monte degli Ulivi.
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16 Salvami Regina Luglio 2005
parole di Ges alla Mad-
dalena: Non mi trattene-
re, perch non sono anco-
ra salito al Padre.. (Gv 20,
17). Ges ci precede pres-
so il Padre, sale allaltezza
di Dio e ci invita a seguir-
lo. Queste due direzioni del
cammino del Risorto non si
contraddicono, ma indicano
insieme la via della sequela
di Cristo. La vera meta del
nostro cammino la comu-
nione con Dio Dio stesso
la casa dalle molte dimo-
re (cfr Gv 14, 2s). Ma pos-
siamo salire a questa dimo-
ra soltanto andando verso
la Galilea andando sulle strade del
mondo, portando il Vangelo a tutte le
nazioni, portando il dono del suo amo-
re agli uomini di tutti i tempi. Perci il
cammino degli apostoli si esteso fi-
no ai confini della terra (cfr Atti 1,
6s); cos San Pietro e San Paolo sono
andati fino a Roma, citt che era allo-
ra il centro del mondo conosciuto, ve-
ra caput mundi.
La processione del Gioved Santo
accompagna Ges nella sua solitudi-
ne, verso la via crucis. La processio-
ne del Corpus Domini, invece, rispon-
de in modo simbolico al mandato del
Risorto: vi precedo in Galilea. Anda-
te fino ai confini del mondo, portate il
Vangelo al mondo
La Comunione esige la
volont di seguire Cristo
Certo, lEucaristia, per la fede, un
mistero di intimit. Il Signore ha isti-
tuito il Sacramento nel Cenacolo, cir-
condato dalla sua nuova famiglia, dai
dodici apostoli, prefigurazione ed anti-
cipazione della Chiesa di tutti i tempi.
Perci, nella liturgia della Chiesa anti-
ca, la distribuzione della santa comu-
nione era introdotta dalle parole: San-
cta sanctis il dono santo destina-
to a coloro che sono resi santi. In que-
sto modo, si rispondeva allammoni-
mento rivolto da San Paolo ai Corinzi:
Ciascuno, pertanto, esamini se stesso
e poi mangi di questo pane e beva di
questo calice (1 Cor 11, 28). Tuttavia,
da questa intimit, che dono perso-
nalissimo del Signore, la forza del sa-
cramento dellEucaristia va oltre
le mura delle nostre Chiese. In
questo Sacramento, il Signore
sempre in cammino verso il mon-
do. Questo aspetto universale
della presenza eucaristica appa-
re nella processione della nostra
festa. Noi portiamo Cristo, pre-
sente nella figura del pane, sul-
le strade della nostra citt. Noi
affidiamo queste strade, queste
case la nostra vita quotidiana
alla sua bont. Le nostre stra-
de siano strade di Ges! Le no-
stre case siano case per lui e con
lui! La nostra vita di ogni giorno
sia penetrata dalla sua presenza.
Con questo gesto, mettiamo sot-
to i suoi occhi le sofferenze degli
ammalati, la solitudine di giova-
ni e anziani, le tentazioni, le pau-
re tutta la nostra vita.
La processione vuole essere
una grande e pubblica benedi-
Terminata la processione, Benedetto XVI ha benedetto la moltitudine con il
Santissimo Sacramento, di fronte alla basilica di Santa Maria Maggiore
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La celebrazione comin-
ciata con una solenne
Eucaristia di fronte alla
Basilica Patriarcale di San
Giovanni in Laterano
La prima processione
eucaristica della storia
Luglio 2005 Salvami Regina 17
Cari amici, siete saliti alla Grotta
di Lourdes recitando il santo Rosa-
rio, quasi rispondendo allinvito del-
la Vergine ad elevare lo spirito verso
il Cielo. La Madonna ci accompagna
ogni giorno nella nostra preghiera.
Nello speciale Anno dellEucaristia
che stiamo vivendo, Maria ci aiuta
soprattutto a scoprire sempre pi il
grande sacramento dellEucaristia.
In particolare oggi, con la liturgia,
ci soffermiamo a meditare il mistero
della Visitazione della Vergine a san-
ta Elisabetta. Maria si reca dallan-
ziana cugina Elisabetta, che tutti di-
cevano sterile e che invece era giun-
ta al sesto mese di una gravidanza
donata da Dio (cfr Lc 1,36), portan-
do in grembo Ges appena concepi-
to. una giovane ragazza, ma non
ha paura, perch Dio con lei, den-
tro di lei. In un certo modo possiamo
dire che il suo viaggio stato ci pia-
ce sottolinearlo in questo Anno del-
lEucaristia la prima processione
eucaristica della storia. Tabernacolo
vivente del Dio fatto carne, Maria
larca dellAlleanza, nella quale il Si-
gnore ha visitato e redento il suo po-
polo. La presenza di Ges la ricolma
di Spirito Santo. Quando entra nella
casa di Elisabetta, il suo saluto tra-
boccante di grazia: Giovanni sussul-
ta nel grembo della madre, quasi av-
vertendo la venuta di Colui che do-
vr un domani annunciare ad Israe-
le. Esultano i figli, esultano le madri.
Questincontro pervaso dalla gioia
dello Spirito trova la sua espressione
nel cantico del Magnificat.
Non forse questa anche la gioia
della Chiesa, che incessantemente
accoglie Cristo nella santa Eucari-
stia e lo porta nel mondo con la te-
stimonianza della carit operosa,
permeata di fede e di speranza?
(Saluto alla fine del Rosario
recitato nella Grotta di Lourdes, nei
giardini del Vaticano, 31/5/2005)
zione per questa nostra citt: Cristo ,
in persona, la benedizione divina per il
mondo il raggio della sua benedizio-
ne si estenda su tutti noi!
Nella processione del Corpus Do-
mini, accompagniamo il Risorto nel
suo cammino verso il mondo intero
come abbiamo detto. E, proprio facen-
do questo, rispondiamo anche al suo
mandato: Prendete e mangiate (...)
Bevetene tutti (Mt 26, 26s).
Non si pu mangiare il Risorto,
presente nella figura del pane, come
un semplice pezzo di pane. Mangiare
questo pane comunicare, entrare
nella comunione con la persona del Si-
gnore vivo. Questa comunione, questo
atto del mangiare, realmente un
incontro tra due persone, un lasciarsi
penetrare dalla vita di Colui che il Si-
gnore, di Colui che il mio Creatore e
Redentore. Scopo di questa comunio-
ne lassimilazione della mia vita alla
sua, la mia trasformazione e conforma-
zione a Colui che Amore vivo. Perci
questa comunione implica ladorazio-
ne, implica la volont di seguire Cristo,
di seguire Colui che ci precede. Adora-
zione e processione fanno perci par-
te di un unico gesto di comunione; ri-
spondono al suo mandato: Prendete e
mangiate.
Che Maria ci aiuti
a seguirLo fedelmente
La nostra processione finisce davan-
ti alla Basilica di Santa Maria Maggio-
re, nellincontro con la Madonna, chia-
mata dal caro Papa Giovanni Paolo II
Donna eucaristica. Davvero Maria,
la Madre del Signore, ci insegna che
cosa sia entrare in comunione con Cri-
sto: Maria ha offerto la propria carne,
il proprio sangue a Ges ed divenu-
ta tenda viva del Verbo, lasciandosi pe-
netrare nel corpo e nello spirito dalla
sua presenza. Preghiamo Lei, nostra
santa Madre, perch ci aiuti ad aprire,
sempre pi, tutto il nostro essere alla
presenza di Cristo; perch ci aiuti a se-
guirlo fedelmente, giorno per giorno,
sulle strade della nostra vita.
(Omelia nella Solennit
del Corpus Christi, 26/5/2005)
Visitazione di Maria a sua cugina Santa Elisabetta
(chiesa Notre-Dame di Bordeaux, Francia)
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NellEucaristia
Cristo realmente
presente tra noi,
con una presenza
dinamica, che ci
afferra per farci suoi
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Senza la domenica non possiamo vivere
18 Salvami Regina Luglio 2005
Il precetto domenicale non un peso imposto al cristiano,
piuttosto una necessit, poich nella Celebrazione
Eucaristica delle domeniche che egli trova lenergia
necessaria per il cammino da percorrere ogni settimana.
uesto Congresso Euca-
ristico, che oggi giun-
ge alla sua conclusio-
ne, ha inteso ripresen-
tare la domenica come
Pasqua settimanale,
espressione dellidentit della comuni-
t cristiana e centro della sua vita e del-
la sua missione.
Il tema scelto Senza la dome-
nica non possiamo vivere ci ripor-
ta allanno 304, quando limperatore
Diocleziano proib ai cristiani, sotto
pena di morte, di possedere le Scrit-
ture, di riunirsi la domenica per cele-
brare lEucaristia e di costruire luo-
ghi per le loro assemblee. Ad Abite-
ne, una piccola localit nellattuale
Tunisia, 49 cristiani furono sorpresi
una domenica mentre, riuniti in casa
di Ottavio Felice, celebravano lEuca-
ristia sfidando i divieti imperiali. Ar-
restati, vennero condotti a Cartagine
per essere interrogati dal Proconsole
Anulino.
Significativa, tra le altre, la risposta
che Emerito diede al Proconsole che
gli chiedeva perch mai avessero tra-
sgredito lordine dellimperatore. Egli
disse: Sine dominico non possumus:
senza riunirci in assemblea la domeni-
ca per celebrare lEucaristia non pos-
siamo vivere. Ci mancherebbero le
forze per affrontare le difficolt quo-
tidiane e non soccombere. Dopo atro-
ci torture, i 49 martiri di Abitene furo-
no uccisi.
La comunione con il Signore
anche comunione con i fratelli
unesperienza, quella dei marti-
ri di Abitene, sulla quale dobbiamo ri-
flettere anche noi, cristiani del ventu-
nesimo secolo. Neppure per noi fa-
cile vivere da cristiani, anche se non
esistono queste proibizioni dellimpe-
ratore. Il precetto festivo non quin-
di semplicemente un dovere imposto
dallesterno, un peso sulle nostre spal-
le. Partecipare alla Celebrazione do-
menicale e cibarsi del Pane eucaristi-
co un bisogno per il cristiano, il qua-
le pu cos trovare lenergia necessaria
per il cammino da percorrere ogni set-
timana.
NellEucaristia Cristo realmente
presente tra noi. La sua non una pre-
senza statica. E una presenza dinami-
ca, che ci afferra per farci suoi, per as-
similarci a s. Cristo ci attira a s, ci fa
uscire da noi stessi per fare di noi una
OMELIA NEL CONGRESSO EUCARISTICO DI BARI
cosa sola con lui. In questo modo Egli
ci inserisce anche nella comunit dei
fratelli, e la comunione con il Signore
sempre anche comunione con le so-
relle e i fratelli. E vediamo la bellezza
di questa comunione che la Sacra Eu-
caristia ci offre.
Dobbiamo riscoprire la gioia
della domenica cristiana
Cari amici, noi dobbiamo riscoprire
la gioia della domenica cristiana. San-
tIgnazio di Antiochia qualificava i cri-
stiani come coloro che sono giunti al-
la nuova speranza, e li presentava co-
me persone viventi secondo la dome-
nica.In tale prospettiva il Vescovo an-
tiocheno si domandava: Come po-
tremmo vivere senza di Lui, che anche
i profeti hanno atteso? (Ep. ad Ma-
gnesios, 9, 1-2).
Come potremmo vivere senza di
Lui?. Sentiamo echeggiare in queste
parole di SantIgnazio laffermazione
dei martiri di Abitene: Sine dominico
non possumus. Proprio di qui sgorga
la nostra preghiera: che anche i cristia-
ni di oggi ritrovino la consapevolezza
della decisiva importanza della Cele-
brazione domenicale e sappiano trar-
re dalla partecipazione allEucaristia
lo slancio necessario per un nuovo im-
pegno nellannuncio al mondo di Cri-
sto nostra pace (Ef 2, 14).
(Estratti dellOmelia
a chiusura del Congresso
Eucaristico Italiano, 29/5/2005)
N
Com nata la festa del Corpo di Cristo?
MEDAGLIONE DEL SACRO CUORE DI GES
Il miracolo di Bolsena
(vetrata della Basilica del Santissi-
mo Sacramento, Buenos Aires)
Un miracolo avvenuto quasi otto secoli fa ha fatto s che Papa Urbano IV
estendesse a tutta la Chiesa il culto pubblico della Sacra Eucaristia.
el 1263 un sacerdote
chiamato Pietro si cre-
deva preso dassalto da
un terribile dubbio ri-
guardo la presenza reale di Cristo nel-
lEucaristia. Per rinforzare la sua fede
vacillante, decise di compiere un pelle-
grinaggio a Roma.
Arrivato alle porte di Bolsena, in
Italia, entr nella citt per celebrare la
Messa. Chiese insistentemente a Dio
di liberarlo dal dubbio atroce che da
tempo lo tormentava e cominci la ce-
lebrazione.
Nel momento della consacrazio-
ne, nel pronunciare le parole rituali
questo il mio corpo lostia san-
ta prese una tonalit rossastra e inizi
a gocciolare sangue, che cadde copio-
samente sul corporale. Anche i fedeli
presenti poterano contemplare il me-
raviglioso prodigio.
Il sacerdote si offrett a comunica-
re il miracolo a Papa Urbano IV che
risiedeva temporaneamente nella vici-
na citt di Orvieto. Questi invi subito
a Bolsena una comitiva capeggiata dal-
larcivescovo, per esaminare la veridi-
cit del fatto e, nel caso fosse confer-
mato, per farsi portare le preziose re-
liquie. Anche San Tommaso dAquino
e San Bonaventura pare abbiano preso
parte alla comitiva.
Provata lautenticit del prodigioso
fatto, lOstia consacrata e il lino impre-
gnato del prezioso Sangue furono so-
lennemente condotti in processione a
Orvieto, dove il Papa si inginocchi per
riceverli. In seguito tutti si diressero al-
la vecchia cattedrale e l migliaia di fe-
deli emozionati poterono contemplare
e prestare culto alle preziose reliquie.
* * *
Questo prodigio spettacolare im-
pression vivamente il pontefice. Egli
era gi a conoscenza del famoso mira-
colo eucaristico di Lanciano e, tra lal-
tro, era stato confidente di Santa Giu-
liana di Mont Cornillon, una mistica
che aveva ricevuto dal Cielo il compito
di trasmettere alla Chiesa il desiderio
divino di stabilire nel calendario litur-
gico una festa in onore dellEucaristia.
Cos, lundici agosto 1264 egli firm
ad Orvieto la bolla Transiturus de Hoc
Mundo, con la quale ha istitu la Festa
del Corpus Christi. Cos per influen-
za di Santa Giuliana estese a tutta la
Chiesa il culto pubblico alla Sacra Eu-
caristia, che fino ad allora era celebra-
to solo in alcune diocesi.
Cinquantanni dopo un altro Papa,
Clemente V, ha stabiliva la Festa del-
lEucaristia come obbligo canonico
mondiale. E il Concilio di Trento, in-
torno alla met del XVI secolo, rende-
va ufficiale la realizzazione della Pro-
cessione Eucaristica, come azione di
grazie per il dono supremo dellEuca-
ristia e come manifestazione pubblica
di fede nella presenza reale di Cristo
nellOstia Sacra.
Era cos definitivamente instaurata
in tutta la Chiesa la Festa in cui il Po-
polo di Dio si riunisce intorno al teso-
ro pi prezioso ereditato da Cristo, il
Sacramento della sua propria Presen-
za, e Lo loda, canta e Lo porta in pro-
cessione per le strade della citt.
Durante il mese di giugno, con la
celebrazione della festa del Santissimo
Cuore di Ges e del Cuore Immaco-
lato di Maria, lAssociazione Madon-
na di Fatima ha inviato 85.000 meda-
glioni alle famiglie, chiedendo di collo-
carli alle porte delle loro case o nego-
zi fiduciosi nella protezione del Sacro
Cuore di Ges.
Infatti, come ha affermato Papa Be-
nedetto XVI nellAngelus del giorno 5
giugno, nel linguaggio biblico il cuo-
re indica il centro della persona, la se-
de dei suoi sentimenti e delle sue in-
tenzione. Nel cuore del Redentore noi
adoriamo lamore di Dio per lumani-
t, la sua volont di salvezza universa-
le, la sua infinita misericordia.
Onorare il Sacro Cuore di Ges si-
gnifica, pertanto, adorare quel Cuo-
re che, dopo averci amato sino alla fi-
ne, fu trafitto da una lancia e dallalto
della Croce effuse sangue e acqua, sor-
gente inesauribile di vita nuova.
20 Salvami Regina Luglio 2005
Gli Araldi del Vangelo nella
Festa del Corpus Christi
Madrid, Spagna stata caratterizzata da grande solennit
la processione presieduta dal Cardinale Antonio Maria Rouco
Varela, Arcivescovo Metropolitano, che ha percorso le vie
centrali della capitale spagnola.
Roma Gli Araldi del Vangelo sono stati onorati dellinvito a partecipare alle celebrazioni del Corpus Christi , presiedute dal
Papa Benedetto XVI, nella Citt Eterna. Partendo dalla Basilica di San Giovanni in Laterano, la processione ha continuato in
direzione della Basilica di Santa Maria Maggiore (sopra due momenti dellatto religioso).
Lima, Per 30mila fedeli hanno partecipato alla Celebrazione
Eucaristica presieduta dal Cardinale Juan Luis Cipriani Thorne,
Arcivescovo Primate del Per, nella Plaza Mayor. Hanno
concelebrato Mons. Rino Passigato, Nunzio Apostolico, Mons.
Salvador Pieiro, Vescovo castrense, e i vescovi ausiliari.
Gli Araldi del Vangelo nella
Festa del Corpus Christi
San Paolo, Brasile Processione nella Parrocchia
della Madonna del Brasile, promossa da
Don Nadir Brun.
Salvador, Brasile 10mila fedeli hanno partecipato alla Messa
e alla Processione presiedute dal Cardinale Geraldo Majella
Agnelo, Arcivescovo Primate del Brasile.
Belo Horizonte, Brasile Mons. Walmor Oliveira de Azevedo,
Arcivescovo Metropolitano, mentre sorregge
il Santissimo Sacramento durante la processione per il centro
della Capitale mineraria.
Nuova Friburgo, Brasile 15mila persone
hanno tributato onori al Santissimo Sacramento
nella processione presieduta da Mons.
Rafael Llano Cifuentes, Vescovo Diocesano,
percorrendo vie decorate da 82 tappeti fioriti.
Campos, Brasile Circa 5mila fedeli
hanno partecipato alla processione
presieduta da Mons. Roberto Gomes de
Guimares, Vescovo Diocesano, che ha
benedetto con il Santissimo Sacramento i
principali luoghi del centro della citt.
22 Salvami Regina Luglio 2005
LA FAMIGLIA
HA DIO PER
AUTORE
La famiglia, s,
importante.
cos tanto impor-
tante che dalla
sua stabilit e prosperit dipende in
modo decisivo il bene e la salvezza
della persona e di tutta la societ.
La verit di questa affermazio-
ne che si trova al centro stesso del-
la visione cristiana delluomo e del
suo destino pu essere conferma-
ta dallesperienza della vita. In tutta
la Storia dellumanit, non c civilt
n cultura alcuna, pensata e costrui-
ta socialmente a prescindere dalla
famiglia, nata e strutturata intorno
allunione ferma e stabile di un uo-
mo e di una donna.
Il matrimonio e la famiglia sono
realt radicate nella stessa natura
delluomo: appartengono allessen-
za e alla struttura fondamentale del
suo essere. Non possono pertanto
essere modificate, mutate a suo ar-
bitriuo o manipolate da nessun po-
tere umano. Di pi ancora, hanno
Dio per autore.
(Cardinale Antonio Maria Rouco Va-
rela, Arcivescovo di Madrid, allocu-
zione alla Radio COPE, 12/6/2005)
IL VERO
AMORE STA
NELLA PUREZZA
Sentiamo la
mancanza di una
enorme crociata
che faccia capire
bene che cosa lamore, una crocia-
ta che ricordi che lamore consiste
nella virt della santa purezza e del-
la temperanza. Se non ci sar una
grande campagna che cominci dal-
leducazione, che rimetta in chiaro
ci che significa conservare questa
relazione umana, pulita, tra uomini
e donne, non ci sar vero amore.
Facciamo in modo che torni a
brillare la bellezza di quello che il
matrimonio, la verginit del giova-
ne e della giovane che ancora non
lhanno contratto. Questo lamore,
e non laver molte cose come il pia-
cere, il denaro, la vanit, il potere.
In questa purezza, affinch il cuo-
re segua il suo cammino sicuro, ne-
cessario laiuto di Dio, perch senza
di Lui praticamente impossibile.
Da soli, non possiamo.
(Cardinale Juan Luis Cipriani Thorne,
Arcivescovo di Lima, Per, 4/6/2005)
NON ABBIATE
PAURA!
Tutti abbiamo
bisogno di inco-
raggiamento, di
tanto in tanto. Ci
sono periodi in cui ci sentiamo pi
scoraggiati nella nostra missione e
vocazione. In questi momenti, non
c niente di meglio che ascoltare lo
stesso Ges Cristo che ci incorag-
gia, dicendo: Non abbiate paura!
(Mt 10,31). bene udire questo dal-
le labbra di Ges, Perch Lui stes-
so ha dovuto affrontare molte per-
secuzioni, contraddizioni, apparenti
insuccessi, denunce false, calunnie,
diffamazioni, prigione e condanna a
morte sulla croce.
In effetti, la Chiesa oggi deve es-
sere pi missionaria. Deve giunge-
re pi vicino al popolo, principal-
mente a coloro che noi battezziamo.
Il popolo vuole la sua Chiesa pi vi-
cina, per sentire il suo amore, la sua
solidariet, il suo calore. Dobbiamo
uscire alla ricerca dei battezzati e, in-
fine, di tutti, anche di quelli che non
conoscono Ges Cristo e non sono
stati ancora battezzati. Ges morto
per tutti. A tutti vuole far arrivare la
buona novella del Vangelo. Non so-
lo a una piccola parte dellumanit.
Questo non trionfalismo missiona-
rio, ma diritto di tutti gli esseri uma-
ni di conoscere la verit su Dio ed il
suo progetto di salvezza.
(Cardinale Cludio Hummes, Ar-
civescovo di San Paolo, giorna-
le San Paolo, 15/6/2005)
LUNIVERSIT
CATTOLICA
DEVE
RICERCARE LA
VERIT
In dichiarazio-
ni al giornale argentino La Na-
cin, il Presidente del Pontificio
Consiglio per la Cultura, Cardinale
Paul Poupard, ha ribadito che luni-
versit non pu ridursi a una fabbri-
ca di laureati da inserire nel mondo
del lavoro: La sua finalit , soprat-
tutto, la ricerca della Verit, nella
comunione tra professori e alunni, e
la formazione ed il perfezionamento
delle persone.
Il Porporato ha messo in dub-
bio lautenticit delluniversit che,
per soddisfare alla domanda di po-
sti di lavoro, elimina come super-
flue le grandi questioni dellesisten-
za: Dio, il senso della vita, la morte,
la giustizia, la riflessione etica. Ed
ha espresso il suo timore di vive-
re in un mondo dominato da esper-
ti senzanima, alla merc di specia-
listi che sanno quasi tutto riguardo
molto poco e quasi niente riguardo
a cose che veramente sono impor-
tanti.
(Cardinale Paul Joseph Jean
Poupard, Presidente del
Pontificio Consiglio per la Cultura,
La Nacin 14/6/2005)
LA PAROLA DEI PASTORI
Pedro Morazzani Arriz
L
Luomo dal quale nata
una civilt
Luglio 2005 Salvami Regina 23
SAN BENEDETTO DA NORCIA
Dio lo ha chiamato per essere il grande patriarca del
monachesimo occidentale. Lordine da lui fondato ha fatto nascere
dalle rovine dellImpero Romano la cultura e la civilt europee.
orgoglioso ed in al-
tri tempi invitto Impe-
ro Romano si dissolve-
va devastato dalle orde
dominatrici degli inva-
sori barbari. Tutto cedeva davanti a lo-
ro: eserciti, mura, istituzioni e costumi
erano spazzati via dalla marea di flus-
so dei nuovi dominatori.
La nave affonda! esclamava San
Geronimo, che scrisse con tristezza nel
ricevere la notizia della caduta di Ro-
ma: La mia voce si estingue; i singhioz-
zi mi impediscono le parole. stata pre-
sa lillustre Capitale dellImpero!
La civilt sembrava disfarsi in un
drammatico tramonto senza speranza.
Intanto, una stella brillava in que-
sta oscurit sconcertante, indicando
la vera rotta degli avvenimenti: nel-
la citt di Ippona accerchiata dai van-
dali, SantAgostino scriveva La Cit-
t di Dio, proclamando che ilmondo
nato dal paganesimo naufragava irri-
mediabilmente, e la Citt di Dio la
Santa Chiesa Cattolica non solo non
sarebbe stata mai distrutta, ma sem-
pre avrebbe trionfato su qualsiasi av-
versit.
Che mezzi, tuttavia, e che uomini
avrebbe utilizzato Dio per far emerge-
re da questo caos lordine e lo splen-
dore?
Vocazione delluomo della provvidenza
Durante i tempi evangeligi, il Divi-
no Maestro aveva chiamato oscuri pe-
scatori ad essere le colonne della sua
Chiesa. Ora lo Spirito Santo sceglie-
San Benedetto
(Monastero Benedettino
di San Paolo, Brasile)
va un giovane per rinnovare la societ
agitata ed instaurare una nuova civilt.
Nel frattempo oh, paradosso!
questo ragazzo, il cui nome era Bene-
detto, nato da una nobile famiglia di
Norcia, nel 480, ha sentito dentro di s
il richiamo del Signore a seguirLo nel
silenzio e nella solitudine.
I suoi genitori lo avevano inviato a
Roma a studiare. Ma subito egli cap
che, per corrispondere al desiderio so-
vrannaturale che ardeva nel suo cuore,
non poteva rimanere in quel mare ma-
gnum, misto di barbarie e cultura ro-
mana decadente.
Cos, nel fiore della giovinezza e sen-
za mai aver macchiato la sua innocenza
battesimale, ha abbandonato casa, ave-
ri e studi, ed partito alla ricerca di un
luogo solitario dove potesse acquisire
la conoscenza e lamore di Dio.
Desiderava di pi il disprezzo
che le lodi del mondo
La citt di Enfide (odierna Affile),
a circa 50 chilometri da Roma, stato
il luogo scelto per il suo raccoglimen-
to. L si installato con la sua antica
governante, che gli prestava i servizi
domestici.
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24 Salvami Regina Luglio 2005
Un piccolo incidente domestico
stato loccasione per il suo primo mi-
racolo. Un giorno ha trovato la sua go-
vernante che piangeva perch, inavver-
titamente, aveva rotto un setaccio di
argilla che aveva chiesto in prestito ad
una vicina per ripulire il grano. Avendo
compassione di lei, Benedetto ha preso
i pezzetti del setaccio, si messo a pre-
gare ed essi si sono ricomposti in una
maniera talmente perfettache neppure
si notava alcun segno di frattura.
Subito si sparsa la notizia di que-
sto miracolo, che lo ha reso molto fa-
moso. Lui che, secondo quanto riferi-
sce Papa San Gregorio Magno deside-
rava pi il disprezzo che le lodi del mon-
do, fuggito dalla casa di Enfide, alla
ricerca di un rifugio in un luogo solita-
rio chiamato Subiaco, dove ha trovato
alloggio in una minuscola grotta.
Una grande tentazione,
una vittoria definitiva
Lungo il cammino di Subiaco, egli ha
incontrato Romano, monaco che vive-
va in un monastero l vicino. In deter-
minati giorni, Romano faceva scende-
re con una corda un pezzo di pane fi-
no alla grotta di Benedetto. Per un cer-
to tempo, questa stata lunica fonte di
alimentazione del giovane eremita. In
breve, tutavia, egli diventato famoso
nella regione, e molte persone, venendo
a cercare nutrimento per le loro anime,
gli portavano alimento per il suo corpo.
In questo periodo, il giovane ha sof-
ferto le pi dure tentazioni diaboliche.
Fortemente messo alla prova in una oc-
casione riguardo alla virt della purezza,
si visto sul punto di cedere e perfino di
abbandonare la sua solitudine. Aiuta-
to, tuttavia, dalla grazia divina, reagen-
do, si spogliato dei suoi abiti e si lan-
ciato in un cespuglio di spine ed ortiche,
nel quale si rigir per lungo tempo. Ne
uscito col corpo tutto ferito, ma con
lanima libera dalla tentazione.
Tentativo di avvelenamento
Durante i tre anni che ha trascorso
in questo luogo in completo isolamen-
to, si sparsa la fama della sua santi-
t. Essendo morto labate di un mona-
stero esistente l vicino, i monaci sono
venuti a chiedergli di assumere que-
sta funzione. Allinizio, Benedetto ha
rifiutato, per, di fronte allinsisten-
za dei religiosi, ha finito per accettare.
In poco tempo, tuttavia, questi debo-
li monaci pentiti di aver scelto come
superiore un uomo che esigeva da loro
il cammino della perfezione hanno
deciso di ammazzarlo, mettendo del
veleno nel suo vino. Il Santo ha trac-
ciato un grande segno della croce sulla
brocca di cristallo che gli era stata pre-
sentata e questa si rotta in frantumi.
Avendo compreso bene il significa-
to di quanto successo, Benedetto ha
abbandonato in quello stesso giorno il
monastero di monaci dal debole tem-
peramento ed ha fatto ritorno alla sti-
mata solitudine della sua grotta.
Nasce lOrdine Benedettino
Attirati dalla luce delle sue virt e
la fama dei suoi miracoli, molti uomi-
ni assetati di soprannaturale si sono
recati presso la grotta per vivere sot-
to la sua guida. Si sono formate, cos,
successive comunit. Nellinsieme, San
Benedetto ha l eretto dodici monaste-
ri, scegliendo un abate per ogni casa.
Era cos fondato lOrdine Benedet-
tino.
Gi a questepoca, Subiaco ha co-
minciato ad essere visitato da persone
importanti di Roma che portavano i lo-
ro figli affinch fossero educati secondo
lo spirito benedettino. Tra questi, il San-
to abate ha reclutato due dei migliori
discepoli: San Mauro e San Placido.
Grande taumaturgo
Dio ha abbondantemente concesso
al suo servo il dono dei miracoli.
Il rifornimento dacqua di tre dei
monasteri costruiti sullalta monta-
gna provocava grandi fatiche ai mona-
ci. Costoro sono andati a chiedergli di
cambiare. Quella notte, Benedetto ha
pregato in questo luogo per un bel po
di tempo e, prima di scendere, ha se-
gnato un punto con tre pietre. Il gior-
no dopo ha detto a quei monaci:
Andate e scavate nella rupe nel pun-
to dove troverete tre pietre sovrapposte.
Fatto questo, da l sgorgata acqua
che zampilla in abbondanza ancora oggi.
Benedetto aveva accettato come
monaco un uomo goto povero di spi-
rito. Un giorno, gli ha dato come in-
carico quello di diradare la boscaglia
sulla riva del lago per poter piantare l
un orto. Luomo tagliava con vigore la
sterpaglia quando la falce si distacca-
San Benedetto con i discepoli San Mauro e San Placido
(affresco del monastero di Subiaco, Italia)
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Lultima visita
di Santa Scolastica
Luglio 2005 Salvami Regina 25
colastica, fondatrice del ramo
femminile dellOrdine Bene-
dettino, era sorella gemella di
San Benedetto ed era fin dal-
linfanzia consacrata a Dio. Ogni anno
lei gli faceva una visita per conversare
sugli argomenti relativi alla vita eterna.
Il santo Abate la riceveva in una ca-
sa che apparteneva al Mo-
nastero di Monte Cas-
sino, situata non
lontano da l.
Nel l anno
della dipar-
tita della
Santa per il
Cielo (547),
ella venne,
come dabi-
tudine, e il
suo santo
fratello and
a incontrarla
nella menziona-
ta casa, accompa-
gnato da alcuni suoi
discepoli. Trascorsero
tutto il giorno in colloqui eleva-
ti, prolungati fino a unora tarda del-
la notte. Presentendo che il giorno del-
la sua morte era vicino, Scolastica dis-
se a suo fratello:
Ti supplico, non andartene ades-
so, cos possiamo parlare fino a doma-
ni sulle gioie della vita celeste.
Che mi dici, sorella?! Non posso
assolutamente passare la notte fuori
dal monastero!
Di fronte a questa risposta, la San-
ta presa la testa fra le mani preg per
qualche istante. Fino ad allora, il cielo
era tranquillo e limpido. Quando, in-
vece, lei alz la testa, cadde una piog-
gia torrenziale, con lampi e tuoni co-
s violenti che lAbate e i suoi discepo-
In alto: San Benedetto e sua sorella,
Santa Scolastica (Monastero
Benedettino di San Paolo, Brasile)
ta dal manico cadendo nel lago, in un
punto profondo. Afflitto, costui an-
dato a confessare a San Mauro la sua
colpa. Benedetto, messo al corrente
dellaccaduto, andato sul posto ed ha
infilato in acqua la punta del manico.
In quellistante la falce emersa dal
fondo del lago e si attaccata di nuo-
vo al manico.
Torna a lavorare e non affliggerti
pi ha detto il santo Abate al monaco.
Dio ha operato molti altri miraco-
li avendo come intermediario il suo fe-
dele servitore. Egli ha guarito amma-
lati, ha salvato persone in pericolo, ha
espulso demoni, ha fatto camminare
un monaco sulle acque, e addirittura
ha risuscitato un bambino morto.
Io ero presente...
Un altro dono singolare che il Si-
gnore ha voluto concedergli quel-
lo di essere presente in spirito presso i
suoi figli spirituali, dove fosse necessa-
ria la sua vigilanza di Padre e Fondato-
re. Due episodi illustrano bene questo
prodigioso privilegio.
La regola prescriveva che i mona-
ci non mangiassero n bevessero nien-
te quando uscivano dal monastero
per compiere una qualche incomben-
za. Un giorno due monaci, essendo ri-
masti fuori fino a molto tardi, aveva-
no accettato lospitalit di una pia don-
na che aveva loro servito cibo e bevan-
da. Tornati al monastero, sono andati a
chiedere la benedizione di San Bene-
detto, che li ha cos interpellati:
Dove avete mangiato?
Da nessuna parte hanno rispo-
sto quelli.
Perch mentite? Non siete per ca-
so entrati nella casa della tal donna e
l avete mangiato questa e questaltra
cosa, e avete bevuto tot di volte?
I due colpevoli si sono prostrati ai
suoi piedi e gli hanno chiesto perdono.
Esisteva vicino a Subiaco una co-
munit di donne virtuose consacrate al
servizio del Signore, alle quali il San-
to inviava con frequenza un monaco
per dare loro assistenza spirituale. Un
giorno, il monaco incaricato di questa
missione ha accettato come omaggio
da loro alcuni fazzoletti e li ha nasco-
li non potevano nemmeno pensare di
uscire di casa.
Che Dio onnipotente ti perdoni,
sorella! Cosa hai fatto?!
Ti ho supplicato e non hai voluto
accontentarmi! Ho chiesto al mio Si-
gnore e Egli mi ha dato ascolto. Ora
esci, se puoi, e torna al Monastero.
San Benedetto cap che
doveva concedere per
forza ci che, per
osservanza del-
la Regola, non
aveva da-
to volonta-
r i ament e.
E cos tra-
scorsero in
veglia tutta
quella not-
te, parlando
della vita spi-
rituale.
Tre giorni do-
po, quando era in
raccoglimento nel-
la sua cella, San Benedet-
to vide lanima di Santa Scolastica
uscire dal corpo sotto forma di colom-
ba e levarsi al Cielo. Comunicato il fat-
to ai monaci e invi alcuni di loro alla
ricerca di quel cadavere santo, il quale
fu deposto nel sepolcro che egli aveva
preparato per se stesso.
Cos, neanche la sepoltura pu
separare i corpi di coloro le cui ani-
me erano rimaste sempre unite nel Si-
gnore concluse San Gregorio Ma-
gno nella sua opera Vita di San Be-
nedetto.
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26 Salvami Regina Luglio 2005


sti sotto la veste, nel suo petto. Tornato
al convento, stato severamente rim-
proverato da san Benedetto ed rima-
sto stupefatto perch, essendosi gi di-
menticato della mancanza commessa,
non indovinava il motivo del rimprove-
ro. Allora il santo Abate gli ha detto:
Per caso non ero io presente quando
hai ricevuto dalle serve di Dio i fazzo-
letti e li hai nascosti nel tuo petto?
Bersaglio di persecuzioni
In ogni tempo e luogo, proprio
dei Santi essere bersaglio della incom-
prensione e dellodio dei seguaci del
demonio. Il sacerdote di una chiesa vi-
cina a Subiaco, preso da invidia, ha co-
minciato a denigrare il genere di vita
di Benedetto, cercando di allontana-
re dalla sua santa influenza tutti colo-
ro che poteva. Vedendo frustrati i suoi
sforzi, ha inviato in omaggio a Bene-
detto un pane avvelenato, con lo sco-
po di ucciderlo. Andato a monte an-
che questo piano, arrivato al punto
di introdurre nel giardino del mona-
stero sette donne di malaffare, con la
speranza di corrompere i giovani mo-
naci. Avendo compreso che tutto que-
sto era fatto con lintento di persegui-
tarlo personalmente, Benedetto ha no-
minato suoi preposti in ognuno dei do-
dici monasteri che aveva fondato, e se
ne andato da Subiaco.
Monte Cassino, il cammino
per la restaurazione
Si diretto allora a Cassino, una cit-
tadina fortificata a met cammino tra
Roma e Napoli. Vi era l un tempio
pagano nel quale dei contadini della
regione tributavano il culto ad Apollo.
Nelle vicinanze del tempio, essi man-
tenevano con cura alcuni boschi nei
quali offrivano sacrifici al demonio.
Arrivato l, luomo di Dio ha distrutto
lidolo, ha abbattuto i boschi ed ha tra-
sformato ledificio in chiesa fondando-
vi un oratorio a San Giovanni Battista
ed un altro a San Martini di Tours.
In seguito, ha fdato inizio alla co-
struzione del famoso monastero di
Monte Cassino, che ha avuto come
unico architetto il santo Abate e come
costruttori gli stessi monaci.
Il monastero di Monte Cassino
stata la risposta di Dio alla decaden-
za del mondo della sua epoca. Esem-
pio di governo patriarcale e di societ
veramente cristiana, nel mezzo di na-
zioni barbare, ha esercitato una enor-
me influenza sui costumi privati e pub-
blici, tanto nellordine spirituale quan-
to in quello temporale. Vescovi, aba-
ti, principi, e uomini di tutte le classi
facevano visita al Santo, sia per chie-
dergli un consiglio, sia per lamicizia e
la stima che avevano nei suoi confron-
ti. Potentati dellepoca, alle volte do-
po conquiste e vittorie, andavano fre-
quentemente a rifugiarsi segretamen-
te a Monte Cassino per immergersi un
poco nello spirito benedettino.
Si scoperto, cos, dopo lo smem-
bramento dellImpero Romano, il
cammino per il rinnovamento.
La Regola dei Monaci
Nello stesso tempo in cui erigeva
ledificio del nuovo monastero, San Be-
nedetto erigeva interiormente lOpera
benedettina su una base pi solida del-
la roccia, scrivendo la sua ispirata e fa-
mosissima Regola dei Monaci. Ha es-
sa come obiettivo distogliere il cuore
umano dalle trivialit, aiutando lani-
ma a elevarsi a Dio senza ostacoli, con
un procedere sempre sereno, avendo
come fine la vita eterna. Con il suo fa-
moso aforismo ora et labora (prega
e lavora), la Regola ha il merito di ar-
monizzare nel monaco la preghiera e
lazione, lascesi e la mistica.
La Regola scritta da San Benedet-
to ha prodotto frutti benefici in tutta la
Cristianit. Questo saggio insieme di
norme ha rinvigorito quasi con esclu-
sivit i nostri monasteri occidentali du-
rante otto secoli.
La santit e lo spirito
valgono pi della Regola
Per, pi che la Regola, furono la
santit e lo spirito del suo Fondatore
che diedero allOrdine Benedettino la
stabilit, la forza di espansione e leffi-
cacia della sua azione civilizzatrice.
Ispirati dalla ricerca della perfezione
nellobbedienza, nello splendore del-
la liturgia, nella raffinatezza del canto
gregoriano e nellamore per la bellezza
posta a servizio di Dio, i figli di San Be-
nedetto svolsero un ruolo fondamenta-
le nella cultura, nelle abitudini e nelle
istituzioni delle nazioni che formarono
la Cristianit medievale.
LOrdine di San Benedetto ebbe
uno sviluppo repentino a partire dal
Secolo X, con la fondazione dellAb-
bazia di Cluny. Al suo massimo svilup-
po, le erano subordinati 17 milla mo-
nasteri. Nazioni intere furono conver-
tite alla Fede cristiana dai discepoli del
Santo Fondatore.
Molte famose universit Pari-
gi, Cambridge, Bologna, Oviedo, Sa-
lamanca, Salisburgo nacquero dallo
sviluppo di collegi benedettini.
Molti martiri diedero valorosamente
la vita pronunciando il nome del Fon-
datore. Un considerevole numero di
insigni cardinali, vescovi e santi dotto-
ri lo consideravano loro maestro. Pi di
30 papi seguirono la sua ispirata Rego-
la. Da ultimo, per 1.500 anni, innume-
revoli anime si sono consacrate a Dio
sotto legida della sua santa Istituzione.
Si pu, poi, con tutta propriet,
comparare al granello di senape della
parabola evangelica, lopera del Pa-
dre del Monachesimo Occidentale:
Esso il pi piccolo di tutti i semi
ma, una volta cresciuto, pi grande
degli altri legumi e diventa un albero,
tanto che vengono gli uccelli del cielo e
si annidano fra i suoi rami (Mt 13, 32).
Mor in piedi, come valente guerriero
Il Santo Abate annunci con me-
si di anticipo, la data della sua morte.
Sei giorni prima fece preparre la spol-
tura. Subito dopo fu attaccato da una
violenta febbre. Quando la malattia
cominci ad aggravarsi sempre di pi,
nel giorno annunciato si fece condur-
re alla cappella dove, rinvigorito dalla
assunzione della Santissima Eucaristia
e sostenuto dalle braccia dei suoi di-
scepoli mor in piedi, con le mani alza-
te al cielo, pronunciando lultima pre-
ghiera.
Era il girono 21 marzo del 547. Fu
sepolto nel lugo dove gi era posta la
Cappella di San Giovanni Battista, a
Monte Cassino.

Luglio 2005 Salvami Regina 27


Fondamentale
per lunit dellEuropa
Spiegando le ragioni per cui ha scelto il nome
Benedetto, cos si espresso il Santo Padre, nella
prima Udienza Generale del pontificato, il 27 aprile:
Il nome Benedetto evoca, inol-
tre, la straordinaria figura del gran-
de Patriarca del monachesimo oc-
cidentale, san Benedetto da Nor-
cia, compatrono dEuropa insieme
aisanti Cirillo e Metodio e le sante
donne Brigida di Svezia, Caterina
da Siena ed Edith Stein. La progres-
siva espansione dellOrdine Bene-
dettino da lui fondato ha esercitato
un influsso enorme nella diffusione
del cristianesimo in tutto il Conti-
nente. San Benedetto perci mol-
to venerato anche in Germania e,
in particolare, nella Baviera, la mia
terra dorigine; costituisce un fon-
damentale punto di riferimento per
lunit dellEuropa e un forte richia-
mo alle irrinunciabili radici cristiane
della sua cultura e della sua civilt.
Di questo Padre del Monachesi-
mo occidentale conosciamo la rac-
comandazione lasciata ai mona-
ci nella sua Regola: Nulla asso-
lutamente antepongano a Cristo
(Regola, 72, 11; cfr. 4, 21). Allini-
zio del mio servizio come Successo-
re di Pietro chiedo a San Benedetto
diaiutarci a tenere ferma la centra-
lit di Cristo nella nostra esistenza.
Egli sia sempre al primo posto nei
nostri pensieri e in ogni nostra at-
tivit!
Il grandioso monastero di Monte Cassino
stato il centro di irradiazione
dello spirito benedettino in lEuropa
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Felipe Ramos
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28 Salvami Regina Luglio 2005
IL SEGNO DELLA CROCE
Semplice da fare, ci difende dal male, ci protegge contro gli
attacchi del demonio e ci fa ottenere preziose grazie di Dio.
ul finire del quarto seco-
lo, una grande moltitudi-
ne riunita intorno ad un
gigantesco pino aspettava
con trepidazione lepilogo
di un avvincente episodio. Il vescovo San
Martino di Tour aveva fatto saccheggia-
re un tempio pagano ed aveva
deciso di tagliare il pino che si
trovava vicino al locale ed era
oggetto di culto idolatrico. A
questo si sono opposti nu-
merosi pagani che hanno
lanciato una sfida: avreb-
bero acconsentito allab-
battimento dellalbero
sacro se il Santo, come
prova della sua fede in
Cristo, fosse stato dispo-
sto a rimanere legato sot-
to di questo, mentre essi
stessi lo tagliavano.
Cos fu fatto. E vigorosi
colpi di accetta in poco tem-
po hanno fatto s che il tron-
co cominciasse a pendere...in
direzione della testa delluo-
mo di Dio. I pagani si ralle-
gravano ferocemente per questo, men-
tre i cristiani guardavano con angustia
verso il loro santo vescovo. Costui ha
fatto il segno della croce e il pino, come
spinto dal soffio di una potente raffica
di vento, caduto dallaltra parte sopra
alcuni dei pi ferrei nemici della Fede.
In questa occasione, molti si sono con-
vertiti alla Chiesa di Cristo.
Indietro al tempo degli Apostoli
Secondo la tradizione, corrobora-
ta dai Padri della Chiesa, il segno del-
avrebbero, di conseguenza, propagato
questa devozione nelle loro missioni.
Gi nel secondo secolo, Tertulliano,
il primo scrittore cristiano di lingua la-
tina, esortava: Per tutte le nostre azioni,
quando entriamo od usciamo, quando
ci vestiamo o facciamo il bagno, seduti
a tavola o accendendo una cande-
la, quando andiamo a dormire o a
sederci, allinizio del nostro lavoro,
facciamoci il segno della croce.
Questo segno benedetto oc-
casione di grazie tanto nei mo-
menti pi importanti quanto
nei pi ordinari della vita cri-
stiana. Esso ci si presenta, per
esempio, in diversi sacramen-
ti: nel Battesimo, nel momen-
to in cui si segna con la cro-
ce di Cristo colui che Gli ap-
parterr, nella Cresima, quan-
do riceviamo sulla fronte lolio
santo, o ancora, allultima ora
della nostra vita, quando siamo
graziati con lUnzione degli In-
fermi. Ci facciamo il segno della
Croce allinizio e alla fine delle
preghiere, passando davanti ad
una chiesa, ricevendo la benedizione sa-
cerdotale, allinizio di un viaggio, ecc.
Una devozione ricca di significato
Il segno della croce ha innumere-
voli significati, tra i quali si segnalano
la croce risale al tempo degli Aposto-
li. Alcuni affermano che lo stesso Cri-
sto, durante la sua gloriosa Ascensio-
ne, ha benedetto i discepoli con questo
simbolo della sua Passione Redentri-
ce. Gli Apostoli e oltretutto discepoli
Vita di San Martino di Tours: il miracolo del pino
(museo di Cluny, Francia)
Sergio Hollmann
Un sacramentale per
tutti i momenti del giorno
Luglio 2005 Salvami Regina 29
in particolare i seguenti: un atto di de-
dizione a Ges Cristo, un rinnovo del
Battesimo ed una proclamazione delle
principali verit della nostra Fede: la
Santissima Trinit e la Redenzione.
Il modo di farlo anche ricco di
simbolismo ed ha sofferto alcune alte-
razioni nel corso del tempo.
La prima di queste sembra essere
stata frutto di una controversia con la
setta dei monofisiti (sec.V), i quali si
facevano il segno della croce usando
solo un dito, volendo con questo signi-
ficare che nella persona di Cristo il di-
vino e lumano erano riuniti in una so-
la natura. In opposizione a questa falsa
dottrina, i cristiani sono passati a far-
si il segno della croce unendo tre di-
ta (pollice, indice e medio), per sot-
tolineare il loro culto della Santissi-
ma Trinit, ed appoggiando le altre di-
ta al palmo della mano, per simboliz-
zare la doppia natura (divina ed uma-
na) di Ges. Oltretutto, in tutta quan-
ta la Chiesa, i cristiani di questepoca
si facevano il segno della croce in sen-
so contrario a quello in uso oggi, ossia,
dalla spalla destra verso quella sinistra.
Innocenzo III (1198-1216), uno dei
pi grandi papi del periodo medievale,
ha dato la seguente spiegazione sim-
bolica di questo modo di farsi il segno
della croce: Il segno della croce deve
essere fatto con tre dita, poich si fa con
linvocazione della Santissima Trinit.
Il modo deve essere dallalto al basso e
da destra a sinistra, perch Cristo sceso
dal Cielo sulla terra ed passato dai giu-
dei (destra) ai gentili (sinistra) Attual-
mente questa forma continua ad esse-
re usata solo nei riti cattolici orientali.
Allinizio del secolo XIII, alcuni fe-
deli, imitando il modo del sacerdote
di dare la benedizione, hanno comin-
ciato a farsi il segno della croce da si-
nistra verso destra, con la mano piat-
ta. Lo stesso Papa racconta il motivo di
questo cambiamento: Vi sono alcuni,
in questo momento, che fanno il segno
della croce da sinistra verso destra, a si-
gnificare che dalla miseria (sinistra) pos-
siamo giungere alla gloria (destra), cos
come successo con Cristo nel salire al
Cielo. (Alcuni sacerdoti) fanno in questo
modo e le persone cercano di imitarli.
Questa forma finita per diventare co-
stume in tutta la Chiesa nellOcciden-
te, e cos rimane fino ai nostri giorni.
Benefici effetti
Il segno della croce il pi antico
e principale sacramentale, termine che
significa, un segno sacro, mediante
il quale, ad imitazione dei sacramen-
ti, sono significati principalmente effet-
ti spirituali che si ottengono per suppli-
ca della Chiesa (CIC, can.1166). Esso
ci difende dal male, ci protegge contro
gli assalti del demonio e ci rende pro-
pizia la grazia di Dio. San Gaudenzio
(sec. IV) afferma che, in tutte le circo-
stanze, esso una invincibile armatu-
ra dei cristiani.
Ai fedeli che si mostravano turba-
ti o tentati, i Padri della Chiesa consi-
gliavano il segno della croce come ri-
medio dallefficacia garantita.
San Benedetto da Norcia, dopo aver
vissuto per tre anni come eremita a Su-
biaco, fu cercato da un gruppo di mo-
naci che abitavano l vicino, i quali gli
chiesero che accettasse di essere il loro
superiore. Tuttavia, alcuni monaci non
condividevano questo progetto, e ten-
tarono di ammazzarlo, offrendogli pa-
ne e vino avvelenati. Quando San Be-
nedetto fece il segno della croce sugli
alimenti, il bicchiere di vino si ruppe,
ed un corvo vol fino al pane, lo pre-
se e lo port via. Questo fatto ricor-
dato ancor oggi nella Medaglia di San
Benedetto.

* * *
Ave, o Croce, nostra unica speran-
za! Nella Croce di Cristo, e solo in essa,
dobbiamo confidare. Se essa ci sostiene,
non cadremo, se essa il nostro rifugio,
non ci scoraggeremo, se essa la nostra
forza, che cosa potremo temere?
Seguendo il consiglio dei Padri della
Chiesa, mai ci sia da parte nostra senso
di vergogna nel farlo di fronte agli altri o
negligenza nellutilizzare questo effica-
ce sacramentale, poich esso sar sem-
pre il nostro rifugio e protezione.
Facciamoci il segno della
Croce allinizio e alla fine delle
preghiere, quando riceviamo la
benedizione sacerdotale, ecc.
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Nasce il ramo sacerdotale degli Araldi del Vangelo
Al richiamo, ogni candidato risponde Adsum, cio, Sono
presente (foto in alto), ed in seguito dichiara in ginocchio
al vescovo ordinante limpegno di assumere il ministero
presbiteriale (foto a lato)
Solenne ingresso
del corteo per la
Celebrazione
ARALDI NEL MONDO
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Nasce il ramo sacerdotale degli Araldi del Vangelo
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nesauribile nei suoi doni, il Divino Spirito Santo ha fat-
to sbocciare in seno a questa Associazione laica voca-
zioni per il sacerdozio, inspirando decine di suoi mem-
bri a consacrarsi generosamente a questo ministerio
per il servizio della Chiesa.
Il giorno 15 giugno, nella Basilica della Madonna del Car-
mine, a San Paolo, quindici fra loro, tra i quali il loro Presi-
dente Generale , Joo Scognamiglio Cl Dias, sono stati ordi-
nati dalle mani di Mons. Lucio Angelo Renna, O. C., Vesco-
vo di Avezzano, Italia.
Il Cardinale Cludio Hummes, Arcivescovo Metropolita-
no, intervenuto allinizio della celebrazione per manifestare
la sua gioia ed il suo appoggio agli Araldi del Vangelo e a sa-
lutare gli ordinandi, augurando loro di essere santi sacerdoti.
Hanno concelebrato sei vescovi brasiliani: Mons. Emi-
lio Pignoli, Vescovo di Campo Limpo; Mons. Fernando Le-
gal, Vescovo di San Michele Paulista; Mons. Gil Antonio Mo-
reira, Vescovo di Jundia; Mons. Joseph Mahfouz, Vescovo
Eparca dei Maroniti a San Paolo; Mons. Antonio Maria Muc-
ciolo, Vescovo emerito di Botucatu e Presidente della Rete
Vita della Televisione; E settantatre sacerdoti, incluso Mons.
Piero Amenta, della Congregazione per il Culto Divino e la
Disciplina dei Sacramenti, del Vaticano, Mons. Angelo Di
Pasquale, rettore della Chiesa di San Benedetto in Piscinula,
a Roma, e Don Romolo Mariani, consigliere spirituale degli
Araldi del Vangelo.
La gioia nellambiente era contagiosa. Quattromila parte-
cipanti hanno stipato la Basilica e i saloni adiacenti, dove so-
no stati installati degli schermi. Tutti quanto si sentivano con-
sapevoli di vivere un momento storico. Alcuni religiosi hanno
detto di essersi sentiti come in Vaticano, tale era la perfezio-
ne della cerimonia, diretta da don Sandro de Oliveira, la bel-
lezza dei canti e la compenetrazione degli ordinandi.
La cerimonia stata trasmessa in diretta dalla Rete Vita
della Televisione.
Al richiamo, ogni candidato risponde Adsum, cio, Sono
presente (foto in alto), ed in seguito dichiara in ginocchio
al vescovo ordinante limpegno di assumere il ministero
presbiteriale (foto a lato)
ARALDI NEL MONDO
Subito dopo, il vescovo ordinante impone le mani e
prega la Preghiera dellOrdinazione, o Grande Preghiera
Consacratoria, con la quale il candidato ordinato
sacerdote per sempre. I padri celebranti ripetono il gesto
di imposizione delle mani
Per ottenere in abbondanza
la grazia di Dio di essere
condotti sempre pi verso
la perfezione, i candidati si
prostrano a terra mentre
cantata la Litania di Tutti i Santi
Il vescovo
ordinante,
Mons. Lucio
Renna, col suo
cuore paterno,
contempla felice
lazione dello Spirito
Santo
Dopo la Preghiera dellOrdinazione, i neo-presbiteri sono rivestiti
della stola presbiteriale, simbolo non solo del potere spirituale del
sacerdote, ma anche del pegno di immortalit del sacerdozio, e del
pianeta, il paramento usato per la celebrazione della Santa Messa.
Sopra, Don Romulo Mariani saluta gli ordinandii che sono stati
presentati da lui al vescovo ordinante
Il vescovo unge le mani del nuovo sa-
cerdote (foto a sinistra), chiedendo a
Dio che si degni di consacrarle e santi-
ficarle, affinch tutto quello che benedi-
ranno sia benedetto e tutto quello che
consacreranno sia consacrato e santi-
ficato. Con questa unzione simboleg-
giata la speciale partecipazione del pre-
sbitero al sacerdozio di Ges.
La prima benedizione del neo-sacerdo-
te per sua madre o per la sua madrina
(foto a destra)
Gli ordinati ricevono dalla Chiesa lincarico di
presiedere allEucaristia e di seguire a Cristo crocifisso.
Come simbolo di questa missione, il vescovo ordinante
consegna ad ognuno il calice e la patena a gli d il
potere di celebrare la Santa Messa
Con un abbraccio, il vescovo
ordinante accoglie in modo
paterno e visibile i nuovi
presbiteri. I vescovi e sacerdoti
concelebranti ripetono il gesto
come segnale di accogliente e
fraterna collaborazione
Gli ordinati esercitano
il loro ministero
per la prima volta,
concelebrando con il
vescovo ordinante
Prima della benedizione
finale (sotto), Don Joo
Cl Dias ha ringraziato
Mons. Renna e gli altri
vescovi, sacerdoti e pub-
blico presenti, chiedendo
preghiere, poich questo
passo dato in questa isti-
tuzione esige santit; non
possibile fare questo pas-
so senza voler abbracciare con
entusiasmo la santit
Sono voluto
venire per
limportanza del
momento
M
iei cari fratelli e sorelle,
Desidero salutare tut-
ti coloro che sono venu-
ti a questa ordinazione, in modo par-
ticolare, i miei fratelli vescovi, le au-
torit presenti, i sacerdoti, diaconi e
tutta la grande comunit dellAsso-
ciazione degli Araldi del Vangelo che
sono accorsi a questa celebrazione.
In maniera molto speciale Mons.
Renna, Vescovo di Avezzano, Italia,
che presiede questa celebrazione ed
anche amministrer il sacramento
dellOrdine a quindici candidati og-
gi presenti.
Malgrado non possa rimanere
per la celebrazione, a causa di unal-
tra riunione molto importante, ecu-
menica, dei dirigenti di chiese a cui
dovr partecipare fra poco, sono
voluto venire qui lo stesso, conside-
rata limportanza di questo momen-
to. Ed anche per salutare in modo
particolare il Vescovo Mons. Ren-
na, come pure gli Araldi del Vange-
lo per questo momento che, per lo-
ro, sicuramente storico.
Questa associazione cresciu-
ta meravigliosamente. Noi tutti sia-
mo pieni di ammirazione e rendia-
mo lode a Dio per questa diffusio-
ne molto rapida dellAssociazione
degli Araldi del Vangelo tanto qui a
San Paolo, quanto in tutto il Brasile
e per il mondo, nei tanto numerosi
paesi in cui gi presente.
Una associazione cristiana di di-
ritto pontificio nella quale comin-
ciato ad apparire anche il chiamato
di Dio per il Sacerdozio. Ieri sono
stati ordinati cinque diaconi e, og-
gi, quindici diaconi saranno ordina-
ti sacerdoti.
Questo un momento estrema-
mente importante. Ed io voglio sa-
lutare e, insieme a voi, ringraziare
Dio per questa grazia tanto grande
che oggi sar concessa a voi e, tra-
mite voi, alla Chiesa in Brasile e alla
Chiesa nel mondo.
Io prego affinch lo Spirito San-
to realmente possa essere accolto
da quelli che saranno ordinati, in-
dividualmente, personalmente. Per-
ch questa accoglienza personale
importante. Sebbene il Sacramen-
to si realizzi per volont di Dio, lac-
coglienza che diamo allo Spirito fa
s che i frutti di questo Sacramento
siano maggiori nella nostra vita per-
sonale.
Che possiate essere di fatto buoni
sacerdoti, che possiate essere santi
sacerdoti, che possiate essere sacer-
doti dediti al nostro popolo, soprat-
tutto a quelli che soffrono di pi e
sono pi poveri, che hanno pi biso-
gno di sentire vicino a s il calore del-
la Chiesa, la solidariet della Chiesa
specialmente dei suoi Pastori, che voi
possiate essere evangelizzatori come
vi proponete. Araldi del Vangelo
significa annunciare con gioia il Van-
gelo, che gi di per s una Buona
Novella. Ma anche noi dobbiamo
offrire il nostro contributo persona-
le di gioia per lessere stati noi stes-
si evangelizzati da questo Vangelo
che noi vogliamo trasmettere agli al-
tri. Cerchiamo dunque di condurre il
nostro prossimo a Ges Cristo, per-
ch questo sempre il grande lavoro
dellevangelizzatore: portare le per-
sone, le comunit, i popoli, il mondo
a Ges Cristo, non a noi, ma a Ges
Cristo, affinch egli sia realmente il
Signore della sua Chiesa, come Egli
lo di fatto.
Noi siamo pastori per partecipa-
zione, Egli il vero Pastore. E per
questo, oggi, ci che succeder , so-
prattutto, tra voi e Ges Cristo, tra
voi e la Chiesa, tra voi e tutta luma-
nit, tutto il popolo di Dio. Per questo
sono voluto venire qui per manifesta-
re a voi la mia gioia, la mia soddisfa-
zione, dare tutta la mia benedizione,
tutto il mio appoggio, a voi, Araldi del
Vangelo, e in modo speciale a questa
ordinazione che oggi viene fatta.
Mons. Renna sta incardinando
questi nuovi sacerdoti degli Araldi
del Vangelo nella sua diocesi, finch
non avranno la possibilit canonica
di avere il loro clero proprio. Ossia,
vanno a far parte del clero di Avez-
zano, in Italia, ma, allo stesso tem-
po, staranno al nostro servizio qui;
coloro che qui lavorano hanno com-
pletamente aperte le porte della no-
stra Arcidiocesi.
Allora, vi porgo i miei auguri, vi
do la mia benedizione!
A Mons. Renna, porgo un caloro-
so abbraccio, dandogli il benvenuto
e augurandogli un buon soggiorno!
Grazie a tutti voi!
PAROLE DEL CARDINALE CLUDIO HUMMES

N
La Chiesa universale
vi invia alle Chiese locali
OMELIA DI MONS. LUCIO ANGELO RENNA
Questi uomini non appartengono pi a se stessi essi sono stati assunti
per il resto della loo vita e collocati a servizio della Chiesa ha messo in
rilievo il vescovo di Avezzano prima di conferire il Sacramento dellOrdine
ai quindici Araldi diaconi.
on siete stati voi che
Mi avete scelto, ma
Io che vi ho scelto
(Gv 15,16). Ques-
te parole dirette da
Ges agli Apostoli., Egli le dice oggi
a Joo, Arnbio, Caio Newton, Car-
los Luis, Edwaldo, Fernando Nestor,
Jos Luis, Julio Cameron, Luis Hen-
rique, Mariano Anonio, Mario, Mau-
rcio, Pedro Paulo, Rafael Ramn,
Ricardo Alberto, Araldi del Vangelo
che sono sul punto di essere ordina-
ti sacerdoti.
Il sacerdozio sempre il risultato
di una assunzione: un avvenimen-
to, una elezione della grazia, una
iniziativa divina che attinge la per-
sona in modi diversi e si compie at-
traverso differenti manifestazioni.
Questo nostro incontro ha un si-
gnificato molto speciale perch ca-
pita in questanno che il nostro ca-
ro Giovanni Paolo II ha voluto con-
sacrare allEucarestia, presenza mi-
steriosa e vera dellamore di Cristo
tra noi. Per aiutarci a venerare e vi-
vere questo insondabile e ineffabile
mistero egli ci ha lasciato una ma-
gnifica lettera apostolica Mane no-
biscum Domine.
Nel mondo intero mentre si ri-
corda con immenso affetto la per-
sona di Papa Wojtyla e si prega per
il nuovo Papa, Benedetto XVI, nel
mondo intero si vive quest anno di
grazia con gli occhi rivolti al Santo
Sacramento dellAltare, che Ges
ha affidato al ministero della Chie-
sa, attraverso i sacerdoti, quando ha
raccomandato agli Apostoli nellUl-
tima Cena: Fate questo in memo-
ria di Me.
Siamo qui riuniti per ordinare
sacerdoti quindici fratelli Araldi del
Vangelo, con il loro responsabile in-
ternazionale, il carissimo Joo Sco-
gnamiglio Cl- che ama molto que-
sta chiesa, perch qui accaduto un
fatto straordinario nella sua vita, in
un giorno per lui molto caro, per-
ch ricorda il giorno del suo batte-
simo- presentati dal vivace, attento
e disponibile Don Romolo Mariani,
che ringrazia per lo zelo con il qua-
le egli li ha preparati spiritualmente
per questo avvenimento straordina-
rio della loro vita.
il primo gruppo di Araldi del
Vangelo che riceve il sacerdozio,
dono immenso e gratuito di Dio.
LAssociazione Internazionale de-
gli Araldi del Vangelo in festa, ma
siamo in festa anche tutti noi, rap-
presentanti della Chiesa. Ringrazio
di cuore la genilezza, la tenerezza,
la disponibilit di Sua Eminenza il
Cardinale Hummes che mi ha da-
to la possibilit di presiedere que-
sta solenne concelebrazione nel-
la sua benemerita Arcidiocesi; rin-
grazio i carissimi ed eccellenti con-
fratelli nellepiscopato qui presenti,
i sacerdoti, le autorit civili e milita-
ri e tutti voi che oggi siete riuniti in
questa chiesa.
Un ringraziamento particola-
rissimo e di tutto cuore voglio far-
lo a due persone che sono venute
da Roma per vivere insieme a noi
questo momento veramente straor-
dinario: Mons Piero Amenta, della
Congregazione per il Culto Divino,
che ha tanto lavorato per aiutare
nel cammino verso questo giorno; e
Mons Di Pasquale che abbiamo vi-
sto tanto paziente ai piedi dellalta-
re, con tanta gioia nel cuore, men-
tre partecipa a questa nostra cele-
brazione.
Dio vi vuole Araldi per
la Chiesa intera
Carissimi Araldi del Vangelo, ca-
rissimi fratelli ricordatevi sempre
e accogliete con gratitudine il do-
no che a voi, e attraverso di voi, il
Signore fa alla Chiesa e al mondo,
riunendovi come Associazione In-
ternazionale. Tra voi Egli ha scel-
to ora alcuni come sacerdoti, come
ha fatto in passato con molti ordini
religiosi, incluso il mio sono car-
melitano. Egli ha progetti ben pre-
cisi a vostro riguardo: vi vuole Aral-
di per la Chiesa universale e vi invia
col vostro carisma e la vostra identi-
t alle Chiese locali.
Non trascurate mai il vostro ca-
risma e, come Araldi laici o Araldi
sacerdoti, abbiate sempre cura nei
vari luoghi e in mezzo al popolo di
Dio, della gloria del Signore e del-
la salvezza dei fratelli. Rispondete a
quello che vi chiede la Santa Sede.
Ascoltate i vostri fratelli formatori,
intermediari del Signore nellammi-
revole opera di preparazione per il
sacerdozio, se il Signore vuole an-
cora chiamare altri per questo altis-
simo ministero.
Il sacerdote, veicolo
del dono di Cristo
Un elemento sul quale forse
utile fissare la nostra attenzione ed
ancorare la nostra Fede: il Sacra-
mento dellOrdinazione imprime
un carattere definitivo ed indelebi-
le. Mi fa piacere pen-
sare a questo carattere
come ad una specie di
garanzia, di fonte ine-
stinguibile, come ad un
valore non statico, ma
dinamico, evangelico,
del sacerdozio ministe-
riale.
Di fatto, attraverso
il carattere, si d una
specie di indefettibili-
t che garantisce la comunione mi-
nisteriale con la Persona di Ges e
lega a questa la realt personale del
sacerdote, rendendolo disponibile a
tutto il popolo di Dio, in un ministe-
ro e in un servizio che si trasforma
nella causa vocazionale fondamen-
tale dellesistenza consacrata.
Il consacrato diventa una creatu-
ra capace di darsi ineusaribilmente,
destinata a diventare veicolo del do-
no di Cristo. Mi sembra che in que-
sto senso il carattere pu di fatto
essere considerato come il corona-
mento di tutto questo evento di gra-
zia caratteristico, tipico, che il Sa-
cerdozio Ministeriale.
Carissimi fratelli, la vocazione, il
Sacramento, la missione dello Spi-
rito Santo, il carattere, sono tut-
te realt o valori che ci trascendo-
no, che ci toccano, che ci riguarda-
no, che ci prendono, che danno so-
stanza a questa nostra povera realt
personale e che ci consentono di ri-
petere, con umilt e sincerit, quel-
lo che la Tradizione Cattolica sem-
pre ha ripetuto: SACERDOS AL-
TER CHRISTUS, il sacerdote un
altro Cristo.
Mons. Lucio Renna durante lomelia
Questa alterit vicaria tanto
profonda e vera costituisce un fat-
to storico della Chiesa di Dio, de-
stinato a durare e a perpetuarsi fino
a che il mistero della salvazione sia
compiuto. Possiamo a questo pun-
to chiederci: che relazione esiste tra
questo valore multiforme di grazia
e la qualit umane che si esigono da
un sacerdote?
Il tema molto vasto e probabil-
mente pu distrarci dal nostro rac-
coglimento personale; lascio la pa-
rola alla riflessione di ognuno, spe-
cialmente degli ordinandi, sottoli-
neando solamente una cosa: < evi-
dente che il Creatore di tutti noi,
come persone umane, coerente
con il dono del sacerdozio ministe-
riale, operato da Cristo.
Pertanto, la disposizione a rice-
vere questo dono della grazia de-
ve esistere come segno vocazionale,
nel senso che il Signore ci ha fatto
uomini dotati di una capacit speci-
fica. Siamo, dunque, creature uma-
ne chiamate per nome, nella radice
del nostro essere, nella povert del-
la nostra umanit, dalla grazia del
nostro Battesimo.
Siate comprensivi e giusti
Questo non ci deve impedire di
essere sempre pi umani, ma sen-
za fare concessioni. Comportiamo-
ci in modo tale che le persone, dopo
un incontro con noi, abbiano lim-
pressione di aver incontrato Cristo.
Prendiamoci carico dei loro proble-
mi, per poterli illuminare con la Pa-
rola di Dio, e risolviamoli mostran-
do le coordinate della Croce e del-
la speranza.
Ma, attenzione! Pu darsi che le
persone vi vogliano pi come com-
pagni di viaggio. Pi immersi nel-
lesperienza esodale. Meno buro-
cratici. Meno pignoli. Il che non si-
gnifica pastori accomodanti, che ac-
cettano compromessi, che, abbas-
sando i prezzi stabiliti nei program-
mi pastorali, comprano per s una
popolarit di dubbia origine.
Siate comprensivi e giusti con
tutto il mondo. Non abbiate figli, n
figliastri. Distribuite con attenzione
cariche e onori. Non vi lasciate lega-
re da gruppi particolari, rimanendo
sequestrati da alcuni, sempre quelli,
che vi vogliono controllare e non ra-
ramente pretendono di governare la
comunit intera. Siate elementi ca-
talizzatori di comunione. Non favo-
rite mai la politica dei blocchi. Libe-
ratevi dallarroganza di chi sa tutto,
decide tutto, dispone di tutto. Non
umiliate mai nessuno (T. Bello)
Assunti per il resto
della vostra vita
Voglio concludere con una pre-
ghiera: Vi ringrazio, Signore, per-
ch, con limposizione delle mie
mani, assumi questi fratelli nella vo-
stra persona per il resto delle loro
vite. Nessuno li ha mai amati con un
amore infinito, come Voi. Essi, mal-
grado non sapessero dove li avreste
condotti, n ci che avrebbero po-
tuto sperare da Voi, hanno voluto
depositare in Voi la loro fiducia, co-
me risposta al vostro amore.
Sentivano il dovere di lasciarVi
fare e, in questo modo, ottenere i
lumi necessari. Bastava solo che la
loro volont si fondesse intimamen-
te con la Vostra, Signore. Nel loro
cammino di preparazione per lor-
dinazione sacerdotale, alle volte ca-
pivano, alle volte no.
Ma, quanto meno riuscivano a
intendere, pi Voi chiedevate loro
amore per questo Pane fragile, nel
quale si attua la presenza misteriosa
per noi. Comprendevano allora che
nel chiaroscuro della Fede si fanno
le scelte in vostro favore e si con-
quistano i meriti dei quali Voi stesso
siete la ricompensa. Con Voi, Ges
Eucaristia, essi avevano tutto.
La loro forza contenuta nel
vostro Cuore Eucaristico
Per Voi essi hanno lasciato la fa-
miglia, la casa, volendo riparare
a tutte le offese che ricevete nella
Santa Ostia. Le loro anime si sen-
tivano onorate nel vegliare davan-
ti ai vostri sacrari. Nel vostro Cuo-
re Eucaristico contenuta tutta la
loroforza, la loro luce, la loro vita.
Essi si rendono conto che senza di
Voi sarebbero soltanto tenebre, de-
bolezza. Ora essi non hanno altro
desiderio se non quello di darVi la
stessa vita, per la Chiesa, e per tutti,
fratelli e sorelle, che Voi collochere-
te nel loro cammino.
Oh! Se molti altri giovani com-
prendessero che Voi vivete nellin-
timo di ognuno di loro, e che li in-
vitate a camminare per le vie di un
amore umile, e fiducioso nella vo-
stra tenerezza divina, e che soltanto
per amore associate le creature alla
vostra opera di redenzione!
Non appartenete pi a voi stessi
Voi sapete, Ges, che per tut-
ti questi anni essi hanno cercato di
esprimere sentimenti di venerazio-
ne e di affetto anche al Cuore di
Maria, rifugiandosi in Lui con fre-
quenza affinch con la sua presenza
li aiutasse a salire progressivamen-
te, dietro di Voi, il cammino del-
la Croce. La pianeta che oggi essi
vestiranno rappresenta, insieme al
simbolo dellEucaristia, anche lim-
magine di Maria.
Essi sanno che, quanto pi rico-
noscono Maria, Madre e sorella, pi
si avvicinano a Voi, o Ges. Ella il
loro modello quotidiano, Lei che si
data tutta quanta, senza indugio e
senza arrretramenti, a Dio, lassolu-
to della sua vita, e al prossimo.
Questi nostri fratelli sono co-
scienti che, per poter darsi al mon-
do, devono darsi interamente a Voi,
attraverso di Lei, signora di ineffa-
bile bellezza, Immacolata. Madre
del Carmelo, che ha detto s al-
la volont del Padre e vive in una
straordinaria intimit con la Trinit.
Ella ha condotto questo vostri pre-
scelti a Voi, Signore Ges, convin-
ti di non appartenere pi a se stes-
si, perch si danno liberamente, con
anima e corpo, per sempre a Voi,
unico e vero Amore. E non han-
no altro desiderio se non quello di
amarVi, di farVi amare e di essere
trasformati ogni giorno in una pic-
cola ostia vostra.
N
Settimane di scrupolosa preparazione
Luglio 2005 Salvami Regina 39
elle settimane prece-
denti lordinazione
presbiteriale, i primi
15 Araldi diaconi e
altri 35 Araldi che si
incamminano verso la vita consacrata
hanno partecipato a un lungo e sostan-
zioso simposio di studi diretto dal di-
namico Don Romolo Mariani, consi-
gliere spirituale dellAssociazione.
Oltre a orientare le esposizioni sulla
teologia, sulla filosofia, sulla storia
della Chiesa in generale, sulla dottri-
na cattolica e sulla vita spirituale, Don
Romolo con molta disinvoltura chia-
risce dubbi su argomenti pratici riguar-
do la vita quotidiana del sacerdote.
Come conferenzieri di questi gior-
ni preparatori sono stati designati dal
Cardinale Claudio Hummes il Canoni-
co Dott. Jos Adriano, rettore del Se-
minario Arcidiocesano Propedeutico
Fra Galvo, e Don Dott. Sergio Tani,
rettore del Seminario Arcidiocesano
Propedeutico di San Paolo.
La lezione del Canonico Jos Adria-
no ha portato sullistituzione del dia-
conato cattolico, spiegando che pi
che la partecipazione al servizio di Cris-
to, il diacono la sua icona (simbolo,
Don Romolo Mariani
Il canonico Dott. Jos Adriano
Dott. Don Sergio Tani
Il canonico dott. Celestino Carrodeguas
Nieto mentre predica il ritiro
immagine, rappresentazione) perch Lo
personifica con il servizio della carit,
dellaltare, dei sacramenti, dei sermoni e
del testimone. Il relatore ha afferma-
to che, secondo Santo Ignazio di An-
tioquia, il diacono deve essere onorato
come si onora Cristo.
Don Sergio Tani, dottore in Dirit-
to Canonico, ha gi trattato con chia-
rezza e precisione gli obblighi e i dirit-
ti dei presbiteri, contemplati nella le-
gislazione ecclesiastica. Con molta di-
dattica, ha saputo presentare in modo
ameno temi di per s aridi.
Il ritiro spirituale di precetto stato
predicato dallesperto Canonico Dott
Celestino Carrodeguas Nieto, Vicario
Giudiziale della Diocesi di Toledo, ve-
nuto appositamente dalla Spagna.
Dimostrando una profonda co-
noscenza della dottrina cattolica e
unestesa esperienza pastorale, ilCa-
nonico Celestino ha insistito duran-
te le prelezioni sul ruolo insostituibi-
le e sacro del sacerdote, soprattutto ai
giorni nostri. Comprendendo perfetta-
mente il carisma degli Araldi del Van-
gelo, ha esortato i nuovi presbiteri a
mettere a servizio della Chiesa questo
prezioso dono.
L
Nuovi
Araldi Diaconi
o scorso 14 giugno, nella Basilica della Madonna del Carmi-
ne, a San Paolo, un folto pubblico ha potuto assistere ad una
bella cerimonia, quando Mons. Lucio Angelo Renna, Vesco-
vo di Avezzano, in Italia, ha ordinato diaconi cinque giova-
ni Araldi.
Diacono una parola di origine greca che significa servizio. Colui che
riceve lOrdinazione del diaconato si mette al servizio della comunit, al
servizio dei suoi superiori, al servizio di Dio.
Il diacono non servo per imposizione, ma per amore. Il desiderio di
servire Dio e i suoi fratelli nellessenza della sua missione.
Essere diacono il primo passo allinterno dellordine ecclesiastico.
Gli Apostoli hanno stabilito una cerimonia di ordinazione che stata ar-
ricchita nel corso dei secoli dalla Chiesa.
Don Romolo
Mariani pre-
senta i can-
didati al ve-
scovo ordi-
nante. Ad-
sum, sono
qui, risponde
ognuno dei
chiamati
Ogni
candidato
manifesta al
vescovo la sua
totale volont di assumere
il ministero (foto in alto).
Subito dopo, gli ordinandi
si prostrano a terra davanti
allaltare, implorando la grazia
di Dio, mentre vengono cantate
le Litanie di Tutti i Santi
Con limposizione delle mani del vescovo e
la Preghiera di Ordinazione, viene conferito
ai candidati il dono dello Spirito Santo per la
funzione diaconale
I diaconi sono rivestiti con la dalmatica, insegna diaconale
per eccellenza, simbolo di salvezza, di giustizia e di gioia.
Essa, insieme alla stola diaconale, manifesta esteriormente il
ministero che a partire da questo momento eserciteranno
nella liturgia
I diaconi hanno ricevuto dalla Chiesa lincarico di
annunciare il Vangelo di Cristo. Come simbolo di
questa missione, il vescovo consegna loro il libro
dei Vangeli
I nuovi Araldi
diaconi con
il Presidente
Generale della
Associazione
C
Il servizio caratterizza
lideale del diacono
42 Salvami Regina Luglio 2005
OMELIA DI MONS. LUCIO ANGELO RENNA
Il diacono chiamato a continuare nel mondo il comportamento di Cristo, che
non ha posto limiti alla sua dedizione, ma ha dato la sua stessa vita per gli
uomini ha messo in rilievo Mons. Lucio Renna nella cerimonia di ordinazione
diaconale di cinque giovani Araldi del Vangelo.
on le parole del salmis-
ta, esclamiamo: Come
bello e dolce che i fratelli
si trovino insieme! Come
bello per tutti noi stare
insieme in questa circostanza straordi-
naria: la vostra ordinazione diaconale,
carissimi fratelli Araldi del Vangelo.
Con questo sacro rito dellordina-
zione, voi sarete consacrati, al fine di
assumere una nuova responsabilit
e con il primo grado del Sacramento
dellOrdine, affinch vi stia ancora pi
a cuore la gloria del Signore e vi impe-
gniate per la causa del Regno.
Il senso del servizio strettamen-
te legato con quello della consacrazio-
ne e della missione. Carissimi, con il
S che pronuncerete da qui a poco,
vi comprometterete ad essere servi co-
me Cristo stato servo e a consegna-
re le vostre vite al servizio dei fratelle
e delle sorelle che Dio metter nel vo-
stro cammino.
Siate servitori con
disponibilit totale!
Il servizio (diakonin in greco signi-
fica servire) caratterizza il vostro idea-
le, le vostre occupazioni al punto da
poter dire con Ges: Io non sono ve-
nuto per essere servito, ma per servi-
re (Mc 10, 45). Egli, il Capo, il ser-
vitore del Padre nella fedelt e nella
dedizione,in quanto si offre per la sua
riconciliazione e la sua salvezza. Con
lordinazione, voi entrate in questo mi-
stero personale di Cristo, per viverlo
personalmente.
Siete servitori precisamente perch
ministri del Servo che Cristo! Pro
Christi legatione fungimur (2 Cor 5,
20), per essere una presenza di servizio
in nome della Persona di Ges. Cos,
eccovi qui, creature realmente e total-
mente dedite al bene degli altri.
Non avrebbe senso parlare di un mi-
nistero che vi chiudese in una relazio-
ne con Dio e con Cristo, perch que-
sto ministero, che vi lega a Cristo, esi-
ste propriamente in funzione della do-
nazione di voi stessi fino alla morte,
come Cristo. Egli venuto per servire
con una disponibilit totale.
Uomini di dedizione senza limite
Diamo uno sguardo a Lui nel Van-
gelo: un uomo divorato dagli uomini,
aggredito, spinto, accerchiato, oppres-
so, un uomo realmente sacrificato da-
gli uomini e per gli uomini.
Cristo non tornato indietro, non
solo ha lasciato fare, ma ha provocato
Pane eucaristico, si sottomesso al giu-
dizio umano, stato condannato, cro-
cifisso, morto ed resuscitato, perch
Egli la vita che non finisce.
Voi siete chiamati a continuare nel
mondo questo comportamento di Cri-
sto, che non ha collocato limiti alla de-
dizione, dando la sua propria vita, fino
alla consumazione: Consummatum
est (Gv 19, 30)
Questa la misura del vostro servi-
zio, diacono tra e per i fratelli! Dovete
sentirvi creature cos sottomesse a tutti
che riconoscete in tutti il vostro Signo-
re, ossia, Colui che ha il diritto di fare
di voi realmente ci che Egli vuole sul-
la strada del bene. Questa lattitudi-
ne ispiratrice di tutto il vostro compor-
tamento di diaconi.
Non potete dare al vostro diaconato
e al vostro servizio solamente parte del
vostro tempo, un po della vostra ener-
gia, un po dei vostri interessi, un po
della vostra vita. Dovete dare la vostra
realt personale nella sua totalit, al
servizio del prossimo. Non ha senso un
diacono che non si d interamente!
Servi capaci di affrontare il
rischio dellimpopolarit
I diaconi sono persone che, rispon-
dendo al richiamo del Signore, si im-
pegnano a essere servi del popolo, non
suoi adulatori. Servi desiderosi della
crescita del popolo, non dei suoi cri-
che Gli facessero questo a Lui. Non si
limitato a sopportare questa umanit,
ma lha cercata, si collocato dentro di
lei, ha preso liniziativa di entrare den-
tro di lei, ed nella donazione totale di
se stesso che Egli ha rivelato il Padre e
Lo ha annunciato ai popoli, si fatto
Luglio 2005 Salvami Regina 43
mini. Servi che camminano col popolo,
ma con il compito di accellerare la ve-
locit dei suoi passi e di imprimere al
suo percorso il ritmo di una accelera-
zione carica di speranze.
Servi che vivono fino alla fine lin-
carnazione del popolo, ma capaci di
trascendenza per potergli mostrare,
come Mos, lo splendore del Sinai o
gli agognati orizzonti della Terra Pro-
messa. Servi che amano il passato e il
presente del loro popolo, ma capaci di
esporsi al rischio dellimpopolarit per
non rinunciare alla missione marto-
riante della profezia.
Servi attenti a non esasperare il po-
polo con manovre demagogiche, ma suf-
ficientemente coraggiosi a smascherare
i suoi tiranni, a far fronte ai suoi oppres-
sori, a contestare i nuovi Faraoni.
Voglia Dio, miei cari diaconi, servi de-
diti al popolo, che al termine delle vostre
vite possiate ripetere le parole che, in un
cantico, Bonhoeffer mise in bocca a Mo-
s: Voi che castigate i peccati e perdo-
nate condiscendente, o Dio, questo po-
polo, iolo ho amato. Aver attaccato la
sua vergogna e i suoi vizi, ed aver ottenu-
to la sua salvezza, questo mi basta. Con-
ducimi, portami! Il mio bastone si piega.
Preparami il tumulo, o Dio fedele.
In questo momento, credo che le
vostre certezze debbano essere indi-
struttibili e che non dobbiate avere
altra aspettativa che quella di rende-
re autentica la vostra vita concreta:
dedicatevi con tutto voi stessi senza
misura, siate disponibili senza mi-
sura, siete qui, carissimi candidati
al diaconato, per darvi come Cristo
che tradidit semetipsum fino alla
fine.
Carissimi, ho voluto meditare a vo-
ce alta sullo spirito che deve animare il
vostro ministero di diaconi, e non sul-
le attivit che questo ministero chia-
mato a svolgere nella Chiesa e con la
Chiesa, nel mondo di oggi. Quando si
accetta lo Spirito, ci si lascia condurre
da Lui, realizzando le meraviglie del-
lamore di Dio.
Anche Maria si impegnata
a fare il ruolo di serva
Termino con una preghiera:
Nella nostra umanit malata di
egoismo, nella quale ognuno tenta di
imporsi agli altri e, perfino, vuole es-
sere riverito e servito dagli altri, que-
sti nostri fratelli, o Maria, luminosa
ministra del Signore e serva del mon-
do, hanno udito la voce di Dio che,
come diaconi nel cammino del sacer-
dozio, li invita a seguire e a continua-
re Cristo.
Obbediente al progetto divino del-
la salvezza, Egli venuto non per esse-
re servito, ma per servire, si dato agli
altri fino alla fine, ha annunciato e te-
stimoniato lamore che salva, ha fatto
il bene a tutti, senza distinzione o ecce-
zione di persone, ha lavato addirittura
i piedi agli Apostoli.
Anche Tu, o Maria, Madre dolcissi-
ma, hai vissuto la spiritualit della fa-
miglia come Lui stesso, facendo del
servizio a Dio e agli uomini lobiettivo
fondamentale della tua vita. Sei entra-
ta nel mistero di Dio come Madre del
Servo di Jav e, accettando tutti, uomi-
ni e donne, come figli, ti sei impegna-
ta a fare il ruolo di serva, con la tene-
rezza, la disponibilit e la generosit di
Madre universale.
Oggi Ti preghiamo per questi no-
stri fratelli che, fra alcuni istanti, rice-
veranno il ministero diaconale. Aiuta-
li ad essere dolci aspettative di Dio e
dei fratelli, disponibili allazione dello
Spirito in loro, affinch possano conti-
nuare nella e per lumanit il servizio
di amore a Cristo, che vive e regna nei
secoli dei secoli. Amen
Per le cerimonie di Ordinazione, con Mons. Lucio Angelo Renna, sono giunti dallItalia (nella foto, da sinistra a
destra) Don Romolo Mariani, Consigliere spirituale internazionale degli Araldi, Mons. Piero Amenta,
della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, del Vaticano, e Mons. Angelo Di Pasquale,
rettore della Chiesa di San Benedetto in Piscinula, a Roma
S
Congratulazioni da
diverse parti del mondo
44 Salvami Regina Luglio 2005
Uniti in fraterna gioia, cardinali, vescovi, sacerdoti e religiose di vari paesi
hanno inviato lettere di congratulazioni a Mons. Renna e agli Araldi per le
cerimonie di ordinazione. Al momento, centinaia di lettere sono arrivate da
diverse parti del mondo.
crivendo a Don Joo Cl
Dias, cos si espresso Mons.
Stanislaw Rylko, Presidente
del Consiglio Pontificio per
i Laici: Mi risulta impossibi-
le accettare il suo cordiale invito, ma pos-
so assicurarle che sar unito specialmente
nella preghiera con i nuovi sacerdoti e dia-
coni, affidandoli alla grazia della loro ordi-
nazione e alla cura materna della Santissi-
ma Vergine Maria. Non ho dubbi che que-
sto evento della grazia avr ripercussioni
positive per tutti gli Araldi del Vangelo.
Ringraziando per incondizionale
sottomissione al Santo Padre e per La
determinazione a continuare servendolo
con tutte le nostre forze per il bene della
Santa Chiesa di Dio, la saluto con par-
ticolare affetto ed invio a tutti gli Aral-
di del Vangelo, ed in modo particolare a
coloro che si preparano al diaconato e
al sacerdozio, la mia benedizione pasto-
rale.
Il Cardinale Antonio Maria Rouco
Varela, Arcivescovo di Madris, espri-
me la sua gioia ed il suo incoraggia-
mento, in una lettera al direttore del-
la nostra Rivista, Don Pedro Paulo de
Figueiredo:
Desidero, innanzitutto, inviarle le mie
felicitazioni ed assicurarle le mie pre-
ghiere, affinch il Signore moltiplichi
ogni giorno, nei nuovi quindici presbiteri
dellAssociazione Araldi del Vangelo,il
piacere della vita sacerdotale e la fecon-
dit del suo ministero.
Stia sicuro che mi unisco col cuo-
re a lei e a tutta la grande Famiglia de-
gli Araldi del Vangelo, nella gioia e nel
rendimento di grazie al Signore, e nello
stesso tempo le invio il mio saluto cor-
diale, insieme al mio incoraggiamento e
alle mie preghiere.
Mons. Odilo Pedro Scherer, Segre-
tario Generale della CNBB (Confe-
renza Nazionale dei Vescovi Brasilia-
ni), fedele amico degli Araldi del Van-
gelo, incita i nuovi padri nel cammino
che iniziano a percorrere, con una let-
tera diretta a Don Joo Cl Dias:
Mi felicito con voi e con la Chiesa per
queste ordinazioni e prego per coloro che
riceveranno gli Ordini Sacri. Dio li assi-
sta e li fortifichi e che questa grazia fatta
agli Araldi del Vangelo sia un dono per
tutta la Chiesa!
Il Cardinale Juan Luis Cipriani
Thorne, Arcivescovo di Lima, Per, af-
ferma in una lettera al Presidente Ge-
nerale degli Araldi:
Mi unisco alla sua azione di Grazie a
Dio Nostro Signore affinch li benedica
in modo speciale nel loro ministero sa-
cerdotale. Ricordo vivamente la sua vi-
sita alla nostra Basilica Cattedrale di Li-
ma in occasione del concerto di Musica
Sacra che i Cavalieri del Nuovo Millen-
nio hanno presentato. (...)
Raccomando lei e tutto il gruppo di
ordinati allImmacolato Cuore di Maria!
Il noto canonista spagnolo Don Jo-
s Mateos y Garcia de Paredes, OP, at-
testa a Mons. Lucio Angelo Renna la
autenticit della devozione degli Aral-
di, in questi termini:
Mi permetta Vostra Eccellenza che
esprima la mia gioia e la mia emozione
di fronte ad una Associazione in cui si
percepiscono nitidamente le rilevanti ca-
ratteristiche di un carisma autentico. So-
no spiritualmente molto vicino agli Aral-
di del Vangelo, osservando con ammi-
razione e devozione lo sviluppo del ca-
risma (...) quello che ora si nota, era nel
germe iniziale, come lalbero gigante nel
seme.
Durante i quattro lunghi anni di esi-
stenza canonica degli Araldi del vange-
lo come Associazione Internazionale di
Diritto Pontificio, il Presidente Generale
e tutti i membri hanno evidenziato lesi-
stenza di un genuino carisma per la do-
cilit allo Spirito Santo, per la perseve-
ranza nella fedelt al Signore e per lo
sforzo a conformarsi con Lui, per lamo-
re alla Chiesa e per la volont di servizio
alla stessa, e per la esimia subordinazio-
ne alla gerarchia. (...)
Mi provoca viva ammirazione la ver-
tiginosa espansione degli Araldi del Van-
gelo in tutto il mondo, adattandosi a
circostanze storiche e culturali distin-
Congratulazioni da
diverse parti del mondo
Luglio 2005 Salvami Regina 45
te, e annunciando, mediante la paro-
la e lesempio, il mistero della comunio-
ne con Dio Padre, identificati con Cristo
dallo Spirito Santo.
A sua volta, il Canonico Celestino
Carrodeguas Nieto, Vicario Giudizia-
rio della Arcidiocesi di Toledo, Spa-
gna, dopo aver predicato il ritiro spi-
rituale per i candidati allordinazione
presbiteriale e diaconale, ha ritenuto
opportuno indirizzarsi a Mons. Lucio
Angelo Renna per dare la seguente te-
stimonianza:
Negli Araldi del Vangelo candidati
al sacerdozio e al diaconato ho trovato
una solida formazione teologica e filoso-
fica, una buona disposizione allo studio
e alla riflessione, e una devozione e un
raccoglimento particolari, durante i gior-
ni degli esercizi spirituali.Devo fare un
particolare riferimento al nostro stimato
sig. Joo Cl, fondatore della istituzione.
Dai suoi scritti, dalle conversazioni con
lui e da tutto quanto ho visto e udito in
questi giorni, ho potuto percepire che il
sig. Joo un uomo di Dio, devoto, co-
noscitore della Fede, che vuol bene agli
Araldi ed benvoluto da loro, ma che
soprattutto ama la nostra Madre Chie-
sa e il Santo Padre, Successore di Pietro.
Molto semplice, accessibile e preoccupa-
to soprattutto con levangelizzazione di
questo vasto settore della giovent.
Mi congratulo sinceramente con Vo-
stra Ecc.za per coloro che saranno co-
me spero e prego vivamente-,come pre-
sbiteri e diaconi, eccellenti cooperatori
del ministero episcopale, al servizio del-
la Parola e dei Sacramenti per il popo-
lo di Dio.
Guy de Ridder
Lamore materno parla pi forte
I
46 Salvami Regina Luglio 2005
TENDENZE
Sempre pi spesso, un considerevole numero di donne
non esita a sacrificare carriera e prestigio sociale, per
dedicare pi tempo ai figli.
n una recente indagine, il gior-
nale La Croix, rivela il sorgere
di un fenomeno poco diffuso
nel nostro Paese.
Anna Sofia, 36 anni, madre di
tre figli e responsabile dellamministrazio-
ne di una grande impresa francese, ha avuto
per un lungo periodo di tempo, come priori-
t nella sua vita, la carriera professionale.
Ero diventata come presa dal vizio del
lavoro, tornavo molto tardi a casa e, se ci
non bastasse, portavo a casa lavoro da fare
per il fine settimana. Ero stata educata se-
condo lidea che le donne dovevano lavora-
re. Pensavo di poter essere simultaneamen-
te una buona madre di famiglia e una super
businesswoman. Questo, fino alla consta-
tazione che il mio ultimo figlio non sapeva
pronunciare la parola mamma e che la mia
seconda figlia dava segnali di allergia psico-
somatica... dichiara la donna. Fu allora che
ha deciso di chiedere una licenza lavorativa.
Pi tardi ha finito per optare per una fun-
zione in regime di tempo parziale.
Oggi lei assapora la sua nuova vita.
Sono molto felice, dice, perch cos pos-
so continuare a lavorare e sviluppare le mie
capacit, e nel contempo seguire la crescita
dei miei figli.
* * *
Quante saranno queste professioniste
che scelgono di dare un freno alla carriera
per consacrarsi ai propri figli?
Bisogna dire che questi dati non risultano
nelle statistiche, segnala Jeanne Fagnani, di-
rettrice di ricerca del Centro Nazionale fran-
cese di Ricerche Scientifiche. Ella fa notare
, comunque, un aspetto interessante, che la
tendenza a rinunciare al lavoro riguarda so-
prattutto le donne che si dedicano a funzio-
ni meno qualificate e che pertanto corrono
maggior rischio di perdere definitivamente
laccesso al mercato del lavoro.
Di fatto, la ricerca effettuata in Francia
indica che tra le donne che hanno sospeso
le loro attivit impresariali il 18% svolgono
funzioni direttive, il 59% hanno un impie-
go nel mondo del commercio e il 22% sono
semplici operaie.
* * *
Un altro caso interessante quello di
Caroline, anche lei giovane madre di tre fi-
gli. Sono completamente sostituibile nel mio
impiego, ma non in casa afferma. Non si
pentita di essere stata lontana dallimpre-
sa per tre anni. Ho stabilito rapporti con
molti altri genitori, e partecipo alla vita sco-
lastica dei miei figli... E, soprattutto, mi sen-
to pi serena. Sono diventata molto pi pa-
ziente con i miei figli. Non li affronto con
nervosismo quando escono da scuola e fac-
cio tutto con meno precipitazione.
chiaro che la rendida salariale della
coppia diminuita. Abbiamo avuto da fa-
re sacrifici ed economie, chiarisce Caroline.
Comunque sia, preferisco avere un livello di
vita meno elevato e rimanere vicina ai miei
figli, conclude.
* * *
Questa tendenza a dedicare pi tempo
alla famiglia confermata da alcuni specia-
listi.
Jrme Minozio, autore di uno studio per
il Consiglio Nazionale francese di Assisten-
za alla Famiglia sullaumento della necessi-
t di seguire la crescita dei bambiniallerta
che necessario essere preparati a cam-
biamenti, ormai non si pu pi considerare
lesempio della superwoman come modello
ideale dominante.
Si impone il fatto che si deve cominciare
a pensare ad altri modelli, osserva Chantal
Nicole Drancourt, sociologa del Consiglio
Nazionale francese di Ricerca Sociale e re-
sponsabile del gruppo di lavoro di concilia-
zione tra vita professionale vita famiglia-
re e riequilibrio dei tempi sociali.Non aiu-
ta a progredire laumentare il numero de-
gli asili o delle case di riposo per elimina-
re questo problema segnala molto oppor-
tunamente.
Da parte sua Danielle Rousseau, presi-
dente di una associazione di donne dirigen-
ti osserva che sempre pi cospicuo il nu-
mero di giovani donne, avvocate o direttrici
finanziarie che smettono di lavorare per oc-
cuparsi dei figli.Non succedeva questo una
volta, dice. Le madri oggi sono ben pi in-
formate riguardo la psicologia dei loro figli,
e di quanto essi ne guadagneranno in futu-
ro se hanno fin dallinizio un buon relaziona-
mento con loro. Sentono meno sentimenti di
colpa quando seguono di pi i loro figli du-
rante i primi anni di vita e sono consapevoli
dellimportanza di offrire loro un buona par-
tenza nella vita. Non considero questo un
arretramento accentua piuttosto, il ritro-
vamento di un equilibrio perduto.
Caso tipico quello di Claire Rousseau
avvocatessa di 33 anni che ha ridotto i servi-
zi professionali per prendersi cura del figlio
appena nato. So bene che questo pregiudica
un po la mia carriera, ma non importa. E
aggiunge: Quando vedo le mamme correre
da una parte allaltra, penso che questo non
un bene per i loro figli. Sento che il mio ha
per questo un carattere pi espansivo degli
altri. Ho deciso di dedicare il mio tempo al
suo benessere.
* * *
Ovviamente non sono tutte le madri che
dispongono di questa possibilit di rinuncia-
re ad uno stipendio extra a quello dellaltro
coniuge, per mantenere una decorosa vita
familiare. Comunque sia, non possiamo non
vedere con molto compiacimento questa at-
titudine di numerose madri che decidono di
sacrificare carriera e prestigio sociale, per
dedicarsi di pi ai figli.
C
Luglio 2005 Salvami Regina 47
Presentato il Compendio della
Dottrina Sociale della Chiesa
Il 21 giugno nella sede della CNBB
di Brasilia stata presentata ledi-
zione brasiliana del Compendio del-
la Dottrina Sociale della Chiesa. Se-
condo la dichiarazione del Cardina-
le Geraldo Macella Agnello, Arcive-
scovo Primate del Brasile e presiden-
te della CNBB, questopera un do-
cumento prezioso per i laici militanti,
gli educatori, i sacerdoti e formatori di
guide.
Il Cardinale Renato Martino, Presi-
dente del Consiglio Pontificio Giusti-
zia e Pace, venuto in Brasile proprio
per partecipare alla presentazione del
Compendio. Il Compendio non deve es-
sere inteso come un riassunto didattico.
Ha un valore simbolico, come proposta
di una vita unitaria, ed un valore pratico-
per la pastorale. Significa che anche uno
strumento che deve essere usato colletti-
vamente nella comunit, ha dichiarato.
Inoltre il Cardinal Martino ha po-
sto in evidenza limportanza del Com-
pendio in quanto strumento di promo-
zione del dialogo ecumenico, essendo
stato elaborato in vista anche di altre
chiese e di altre comunit ecclesiali.
Infine il Porporato ha osservato che
non ci sono novit nella pubblicazione
di questa nuova opera, una volta che il
suo contenuto una compilazione del-
la dottrina sociale della Chiesa, la no-
vit ora lesistenza di un documento
ufficiale.
Storica cerimonia della Cresima
Niente meno che cinquemila bam-
bini delle scuole elementari hanno ri-
cevuto il Sacramento della Cresima, o
Confirmazione, in una storica cerimo-
nia che si realizzata il 22 maggio nel
Superdome di Sydney, in Australia.
Presieduta dal Cardinale Geor-
ge Pell, la grandiosa celebrazione si
svolta dinanzi a 40 mila fedeli fra geni-
tori, padrini, insegnanti, amici e mem-
bri delle parrocchie nelle quali sono
stati preparati i cresimandi.
Commentando lemozione dei bam-
bini nel partecipare a questa impres-
Congresso sui Cattolici e Vita pubblica
on quasi mille partecipanti
tra i quali si distaccavano nu-
merose personalit del mon-
do accademico, religioso, politico,
impresariale e culturale si reali-
zzato a Santiago del Cile, nei giorni 3
e 4 giugno, il Primo Congresso Ibero-
Americano Cattolici e Vita Pubblica.
Nella sessione inaugurale, Mons.
Aldo Cavalli, Nunzio Apostolico in
Cile, ha messo in risalto il punto che
caratterizza un cattolico nella vita
pubblica: Viviamo come tutti, sti-
miamo le autorit come tutti, paghia-
mo imposte come tutti, mangiamo e
ci vestiamo come tutti, ma con una
nostra propria identit. La nostra
identit fondata su: Fede, pensiero e
vita. Vedere, pensare e attuare. Com-
prendiamo che Dio ha amato tanto il
mondo che gli ha dato suo Figlio Ge-
s Cristo, e in Ges Cristo abbiamo
lincontro tra Dio, invisibile, e noi.
Tra gli altri temi di grande at-
tualit, sono stati oggetto di studi
e dibattiti il ruolo dei cattolici nel-
la evangelizzazione della cultura, e
la formazione dei giovani testimoni
della loro Fede.
In dichiarazioni alla stampa,
il Cardinale Francisco Javier Er-
rruiz, Arcivescovo di Santiago,
ha manifestato la sua gioia nel con-
statare il grande numero di catto-
lici preminenti che vogliono cam-
minare al servizio dei loro fratelli,
per avere una societ pi giusta e pi
fraterna.
Tito Alarcn
Veduta generale del Salone dOnore dellUniversit
San Tommaso dAquino, dove si tenuto il Congresso
U
48 Salvami Regina Luglio 2005
sionante manifestazione di fede, Mon-
signor Anthony Fisher, Vescovo Ausi-
liare di Sydney ha detto: Questo mo-
stra loro che la chiesa pi grande delle
loro parrocchie.
Incontro mondiale dei seminaristi
La XX Giornata Mondiale della
Giovent, che si realizzer nel prossi-
mo mese a Colonia, in Germania, po-
tr contare su un ulteriore avvenimen-
to speciale, lIncontro Mondiale dei Se-
minaristi con il Papa Benedetto XVI.
La Chiesa di San Pantaleon sar
il punto di incontro di tutti i giovani
con vocazione che parteciperanno alla
Giornata Mondiale della Giovent. L
si terranno turni di adorazione eucari-
stica, individuale e comunitaria, e op-
portunit di scambio di conoscenze e
di esperienze con gli aspiranti sacerdo-
ti di molti paesi.
Questa chiesa ha un grande signifi-
cato per i futuri sacerdoti, in quanto in
essa conservato un reliquiario con il
cuore di San Giovanni Maria Vianney,
o Santo Cura dArs, patrono dei par-
roci, che sar oggetto di speciali omag-
gi in questi giorni, in commemorazio-
ne del centenario della sua canonizza-
zione.
Sono invitati a partecipare allin-
contro Mondiale dei Seminaristi anche
i sacerdoti incaricati della formazione
nei seminari e quelli che si dedicano
alla Pastorale delle Vocazioni (infor-
mazioni dettagliate si trovano nel sito
www.gmg2005.it).
La Chiesa, listituzione
pi affidabile
Per il 75% della popolazione latino-
americana, la Chiesa Cattolica listi-
tuzione pi rispettata e credibile, mol-
to pi dei politici, dei giornalisti, della
polizia e del potere giudiziario.
Questa la conclusione alla quale
giunto lo studio realizzato lanno scor-
so dallimpresa cilena Latinobarome-
tro e pubblicato dallanalista Andrs
Oppenheimer nella sua rubrica nel
giornale spagnolo La Vanguardia.
Marta Lagos, direttrice del Latino-
barometro, ha affermato che, nono-
stante la diminuzione dei cattolici nel
continente - dall80% nel 1995 al 71%
nel 2004 la Chiesa continua ad essere
una guida morale e fonte di legittimit,
rimanendo il punto di riferimento pi
solido delle nazioni latino-americane.
Luterani finlandesi vogliono far
parte della Chiesa Cattolica
Noi, luterani finlandesi, desideria-
mo far parte della Chiesa Cattolica di
Cristo ha affermato alla Agenzia Ec-
clesiastica Mons. Aero Houvinen, ve-
scovo luterano di Helsinky, che ha par-
tecipato al Congresso Eucaristico Ita-
liano, realizzatosi a Bari, e dove il Pa-
pa Benedetto XVI ha lanciato un ap-
pello allunit dei cristiani.
Una delegazione della Chiesa di
Mons. Aero Houvinen, alla quale ap-
partengono l85% dei finlandesi, visi-
Il Cardinale Cludio Hummes:
anniversario della ordinazione episcopale
na magnifica messa celebrata nella cattedrale
della S, il 22 maggio, stato il momento cul-
minante della commemorazione del 30 anni-
versario dellordinazione episcopale del Cardinale Clau-
dio Hummes, e del 7 anniversario del suo insediamento
in questa importante Arcidiocesi.
Concelebravano Monsignor Franz Grave, Vescovo
di Essen, Germania, Monsignor Odilo Pedro Scherer
e Monsignor Manuel Parrado Carral, vescovi ausiliari
di San Paolo, e un grande numero di sacerdoti.
Fra le migliaia di fedeli che riempivano la Catte-
drale era presente il Governatore Generale dello Sta-
to, Dott. Geraldo Alkmin, e numerose autorit civi-
li e miltari.
Prima della Celebrazione Eucaristica, lequipe del pro-
gramma televisivo degli Araldi del Vangelo ha presenta-
to un video dove si narravano i principali episodi della
vita del Cardinale Claudio Hummes e della sua proficua
attivit episcopale al servizio del Popolo di Dio.
Da sinistra a destra Mons. Manuel Parrado Carral,
Cardinale Cludio Hummes, Mons. Franz Grave
e Mons. Odilo Pedro Scherer
S

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Luglio 2005 Salvami Regina 49
ta tutti gli anni il Vaticano in occasione
della festa di SantEnrico, patrono del-
la Finlandia.
Il Papa promuove lassociazione
Opera della Chiesa
Parlando in spagnolo dopo la recita-
zione dellAngelus il 22 maggio, il Papa
Benedetto XVI ha salutato con parole
di incentivo e di incoraggiamento un
numeroso gruppo di membri dellOpe-
ra della Chiesa, un istituto cattolico
fondato nel 1959 dalla Madre Trinit
della Santa Madre Chiesa e approva-
ta come istituzione di diritto pontificio
nel 1997. Professate la vostra fede nel-
la Santissima Trinit, glorificando con le
vostre parole e azioni, il Padre, il Figlio e
lo Spirito Santo, ha detto il Pontefice.
La Opera della Chiesa composta
dai tre rami della vita consacrata: sa-
cerdotale, laica maschile e femminile.
Raggruppa circa 80 sacerdoti e pi di
2 mila membri laici, sparsi in decine di
case in diversi paesi.
In un discorso paterno ai suoi mem-
bri, il Santo Padre Giovanni Paolo II
ha detto nel marzo del 1998: In que-
sti anni lOpera della Chiesa si distinta
per la sua fedelt e amore verso il Papa,
cos come per il suo spirito di coopera-
zione nelle diocesi dove ha dei centri.
Il Vaticano condecora Don
Joaquim Alliende
Don Joaquim Alliende cappella-
no internazionale dellopera di diritto
pontificio Aiuto alla Chiesa che Sof-
fre (AIS) stato condecorato con la
croce Pro Ecclesia et Pontifice, in rico-
noscimento dei suoi straordinari ser-
vizi e impegni. La decisione di confe-
rirgli questa elevata condecorazione
stata presa allinizio di questanno dal
compianto Papa Giovanni Paolo II.
Sono molto contento per questo al-
to onore che Giovanni Paolo II ha con-
cesso a Don Alliende, che, come sacer-
dote membro del Movimento di Schoen-
statt, da decenni aiuta la nostra Fonda-
zione a porre in pratica, in fedelt creati-
va, il carisma del nostro fondatore, Don
Werenfried van Straaten ha dichiara-
to Don Hans-Peter Rthlin, presiden-
te di AIS.
Fondata nel 1947, questa istituzione
di diritto pontificio appoggia pastoral-
mente la Chiesa ovunque ella si incon-
tri in difficolt. Pu contare su varie fi-
liali in 17 nazioni e finanzia ogni anno
circa 10mila progetti presentati da ve-
scovi, sacerdoti e religiosi di pi di 130
paesi.
Pornografia in internet un
vizio peggiore della cocaina
Uno studio realizzato dalla Com-
missione Scienza e Tecnologia del Se-
nato Americano dimostra che le im-
magini pornografiche mostrate via in-
ternet possono provocare effetti nega-
tivi superiori a quelli della cocaina o
del crack.
La dipendenza dalla pornografia in
internet ha bisogno di molto pi tem-
po per guarire, di quanto la dipenden-
za da crack o cocaina, ha concluso lo
studio. Peggiore addirittura, in quanto
i tossicodipendenti da crack riescono
a eliminare la droga dallorganismo, i
dipendenti da pornografia digitale
non riescono ad eliminare dal cervello
le immagini pornografiche anche dopo
il trattamento.
La dottoressa Mary Anne Layden
condirettrice del Programma di Psi-
copatologia e Traumi sessuali dellUni-
versit della Pensilvania giunge ad
una terribile constatazione: la porno-
grafia in internet diventata il mag-
gior pericolo per la salute psicologi-
ca delle persone e comincia a dar ori-
gine ad una generazione di dipenden-
ti. Internet possiede il miglior siste-
ma di consegna delle droghe: dispo-
nibile 24 ore al giorno, sette giorni al-
la settimana, nella propria casa ha af-
fermato la Layden. (www.portaldafa-
milia.org)
Statua della
Madre del BellAmore
a storica statua della Madon-
na del BellAmore nuova-
mente esposta alla venera-
zione dei suoi devoti nella cattedra-
le di Crato (CE), sotto la custodia di
Don Edmilson Neves.
Negli anni fra il 1740 e 1745, la
Madre del BellAmore stata ve-
nerata dagli indios cariris in una ru-
stica cappella di paglia e fango esi-
stente nella Missione di Miranda,
fondata dal frate cappuccino Carlos
Maria de Ferrara, che ha dato origi-
ne alla prospera citt di Crato.
A causa dellusura del tempo, la
statua aveva bisogno di un restau-
ro, che stato fatto nel laboratorio
artistico degli Araldi del Vangelo, a
San Paolo.
Nella solenne Celebrazione Eu-
caristica nel Giorno del Municipio
di Crato, 21 giugno, sar incoronata
dal Vescovo Diocesano, Mons. Fer-
nando Panico, e dal Prefetto Muni-
cipale, Samuel Alencar Araripe.
La Statua, subito dopo
il restauro nel laboratorio artistico
degli Araldi del Vangelo
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50 Salvami Regina Luglio 2005
Francobollo in omaggio a
Papa Giovanni Paolo II
Le Poste brasiliane hanno lanciato
il 24 maggio, nella sede della CNBB,
a Brasilia, un francobollo speciale in
omaggio a Papa Giovanni Paolo II, con
una tiratura di 5 milioni di unit.
Non ho dubbi che questo franco-
bollo si esaurir rapidamente, per il ca-
risma e laffetto delle persone per Papa
Giovanni Paolo II ha affermato il Ca-
po di Gabinetto della Presidenza delle
Poste, Jnio Pohren.
Il lancio del francobollo un mo-
do di ricordare Papa Giovanni Paolo II,
che ha lottato per la pace ha dichiarato
il Consulente Giuridico del Ministero
delle Comunicazioni, Otvio Luiz.
Incontro dei Movimenti
Mariani dellItalia
Nellimmensa navata centrale del-
la Basilica Vaticana, si sono riuniti il 4
giugno, festa dellImmacolato Cuore
di Maria, i 6 mila partecipanti al Primo
Incontro di Preghiera dei Movimenti
Mariani italiani.
Davanti alla Statua Pellegrina della
Madonna di Fatima, venuta espressa-
mente dal Portogallo per questo even-
to, tutti hanno recitato il rosario guida-
ti dallArcivescovo Mons. Angelo Co-
mastri, Vicario Generale del Santo Pa-
dre per la citt del Vaticano.
Il momento saliente dellIncontro
stata la Celebrazione Eucaristica, pre-
sieduta dal Cardinale Camillo Ruini,
Vicario del Papa per la Diocesi di Ro-
ma. Alla fine i presenti hanno recita-
to la Consacrazione al Cuore Immaco-
lato di Maria, affidando le loro vite e
tutto il loro essere alla Madre di Dio.
Lobiettivo dellIncontro rilancia-
re la presenza dei movimenti, delle as-
sociazioni e dei gruppi mariani in Ita-
lia stato pienamente raggiunto, e in
breve vedremo grandi frutti, ha affer-
mato Monsignor Angelo Comastri.
Giubileo episcopale
di Mons. Fernando Legal
ons. Fernando Legal, Ves-
covo di San Michele Pau-
lista, ha commemorato il 5
giugno il giubileo dargento della sua
consacrazione episcopale. Con quasi
tre milioni di abitanti, la sua diocesi
quella con maggiore densit di popo-
lazione del Brasile.
Il principale atto delle comme-
morazioni stata la solenne Cele-
brazione Eucaristica che ha riuni-
to nella Cattedrale diocesana pi di
venti vescovi. Nella omelia, il Cardi-
nale Cludio Hummes, Arcivescovo
di San Paolo, ha esaltato lo zelo pa-
storale e limpegno missionario di-
mostrato da Mons.Fernando duran-
te questi 25 anni di feconde attivit
apostoliche. Mons. Fernando, visi-
bilmente commosso, ha ricordato il
suo percorso episcopale dal 1980, a
Itapeva e posteriormente a Limeira.
Figlie di San Paolo, 90
anniversario della fondazione
90 anni fa, il 15 giugno 1915, na-
sceva in Alba, Italia, una grande isti-
tuzione: le Figlie di San Paolo, ramo
della famiglia Paolina che oggi con-
ta pi di 2500 membri con opere rea-
lizzate in 50 paesi dei cinque conti-
nenti.
In una intervista alla rivista Fami-
glia Cristiana, la superiora generale
della Congregazione, Suor Maria An-
tonietta Bruscato, ricorda alle sue so-
relle di ideale la raccomandazione del
fondatore, il Beato Giacomo Alberio-
ne: Per dove passerete non acconten-
tavi di ci che realizzate. Guardate a
ci che ancora si deve fare E ne trae
una conclusione: Abbiamo gi percor-
so buona parte del cammino, ma ci resta
ancora molto da camminare perch in
ogni casa entri la Parola di Dio, in ogni
cuore risuoni il messaggio di amore e di
speranza.
Sopra: Mons.
Fernando Legal
Sotto: veduta
generale della
Cattedrale di
San Michele
Paulista durante
la celebrazione
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Don Pedro Paulo de Figueiredo
Consegliere Generale
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Vittoria della Chiesa Cattolica
A
PLEBISCITO SULLA LEGGE RIGUARDO LA FECONDAZIONE ASSISTITA
naufragato in Italia il tentativo di ledere gravemente il pi
fondamentale diritto della persona umana: quello di nascere.
lcuni partiti di opposi-
zione al governo italia-
no hanno subito una
grave sconfitta nel re-
ferendum convocato
per autorizzare la ricerca con embrioni
umani e liberalizzare la fecondazione as-
sistita, realizzato nei giorni 12 e 13 giug-
no. Solo il 25,9 % degli elettori sono an-
datialle urne, quando era necessaria la
partecipazione per lo meno del 50% per
convalidare la consultazione.
Secondo la stampa italiana, la gran-
de vincitrice stata la Chiesa Cattoli-
ca, che aveva proposto lastensione co-
me un duplice no: alla proposta di
questo referendum e alluso della con-
sultazione popolare per decidere su
questioni relative alla vita.
Oggi abbiamo avuto tre vittime: il
laicismo dello Stato, lautorit politica e
listituzione del referendum, ha afferma-
to una delle principali sostenitrici della
consultazione popolare, Emma Boni-
no. E Fabio Mussini, vicepresidente del
Movimento per la Vita, ha dichiarato
allagenzia Zenit: C stata una cam-
pagna come mai si era visto. Tutta la in-
tellighenzia culturale, dai grandi giornali
fino alle riviste per le massaie, dai premi
Nobel agli artisti, hanno promosso il s
con ogni mezzo. Tutte le ricerche hanno
attribuito alla Chiesa Cattolica un peso
del 5% nelle intenzioni di voto. E, nono-
stante ci, essi hanno perso. Come pos-
sibile che luso di tanta forza abbia dato
un risultato tanto basso? Sembra che esi-
sta una rottura profonda tra gli uomini
di cultura ed il popolo.
Il Cardinale Ruini in rappresentan-
za dei vescovi italiani aveva raccoman-
dato lastensione nel voto, che era con-
siderata come un test dellinfluenza
della Chiesa Cattolica in Italia.
Attraverso il plebiscito si pretende-
va revocare quattro punti della contro-
versa Legge n 40, approvata dal Parla-
mento lanno scorso, che regola la co-
siddetta fecondazione medicalmente
assistita.
Questa legge, che sotto diversi ed im-
portanti aspetti non corrisponde akllin-
segnamento etico della Chiesa, ha, no-
nostante tutto, il merito di salvaguardare
alcuni principi e criteri essenziali, in una
materia nella quale sono in gioco la di-
gnit specifica e alcuni diritti e interessi
fondamentali della persona umana, ha
sottolineato il Cardinale Camillo Rui-
ni, Presidente della Conferenza Epi-
scopale Italiana e Vicario del Papa per
la Diocesi di Roma.
Tra questi principi e criteri essen-
ziali salvaguardati dalla Legge n40,
e che i promotori del referendum pre-
tendevano revocare, il dispositivo che
equipara i diritti dellembrione umano
a quelli di una persona gi nata. Altro
la proibizione di usare cellule-tronco
embrionali per ricerche scientifiche.
Se, dunque, fosse uscito vittorioso il
s nel plebiscito, si sarebbe negato a
innumerevoli esseri umani gi esisten-
ti, in quanto gi concepiti, il pi fonda-
mentale dei diritti quello di nascere.
La presa di posizione della Chiesa
Cattolica aveva un obiettivo preciso: la
difesa della dignit umana dal suo ini-
zio, la tutela della famiglia ed il diritto
dei figli di conoscere i propri genitori.
Faremo questo con quello stesso amo-
re e quella sollecitudine per luomo che
si esprime nella preoccupazione della
Chiesa per i poveri e per altre persone in
difficolt, nelleducazione dei bambini e
delle bambine, nellassistenza agli infer-
mi e agli anziani, ha aggiunto il Cardi-
nale Ruini.
Il risultato del plebiscito ha lasciato
sbalorditi alcuni dei pi insigni promo-
tori del referendum, come Daniele Ca-
pezzone, segretario del partito che ha
raccolto le firme necessarie per convo-
carlo: Abbiamo perso, ed abbiamo per-
so im maniera molto dura, ha ricono-
sciuto, e ha aggiunto: Si tratta di una
votazione che rimarr nella Storia per
varie decadi.
Card. Ruini, presidente della Confe-
renza Episcopale Italiana e Vicario
del Papa per la Diocesi di Roma
Elizabeth MacDonald
F
Una prodezza di
Frate Giunipero
52 Salvami Regina Luglio 2005
STORIA PER BAMBINIO PER ADULTI PIENI DI FEDE?
Armato di un grande coltello da cucina, frate Giunipero uscito di casa
per andare nel bosco vicino, nel tentativo di alleviare le sofferenze
di un fratello malato. Passate alcune ore, un contadino inferocito
batteva alla porta del convento.
altro uomo. Egli, che prima non riusci-
va a sopportare senza sofferenza una
sia pur minima ingiuria, ha comincia-
to ad accogliere con gioia le pi gravi
offese, come se fossero pietre preziose
che ornavano la sua anima.
* * *
Si trovava in questo stato danimo
quando si ammalato un frate del Con-
vento di Santa Maria della Porziunco-
la. Vedendo questo suo fratello langui-
re nel letto di infermo, Frate Giunipero
gli faceva frequenti visite, aiutandolo a
superare questo periodo di difficolt.
Si messo anche a sua disposizione co-
me improvvisato infermiere.
Fratello mio, posso aiutarti in
qualche modo? Ti andrebbe qualcosa
da mangiare?
S, vorrei molto mangiare una
zampa di maiale stufata, se fosse pos-
sibile... ha risposto il malato.
Nella sua ingenuit e buon umo-
re, Frate Giunipero ha preso come del
tutto naturale questa strana richiesta.
Lascia fare a me! Ti porter subi-
to una zampa di maiale e te la prepare-
r come vuoi tu!
Armato di un grande coltello da cu-
cina, Giunipero andato nel bosco vi-
cino, dove ha incontrato una mandria
di maiali che pascolavano sotto la vi-
gilanza attenta di un contadino. Sen-
za la minima esitazione, corso dietro
ad uno, lo ha raggiunto e gli ha taglia-
to una zampa.
Ritornato soddisfatto al conven-
to, ha ordinato al cuoco di prepararla
e con compiacenza di servirla al fratel-
lo suo ammalato. Mentre costui man-
giava con grande appetito, Frate Giu-
nipero lo intratteneva con il racconto
divertente di come aveva catturato e
tagliato la zampa al maiale.
* * *
Nel frattempo, il guardiano dei por-
ci andato immediatamente dal suo
padrone a raccontare laccaduto. Co-
stui, molto irritato, corso ad insultare
i frati, chiamandoli ipocriti, ladri, ban-
diti ed altri epiteti del genere, in quan-
to colpevoli di aver tagliato una zam-
pa ad uno dei suoi maiali. Ed insisteva
sul fatto che essi avevano compiuto ci
con deliberata malizia.
Alla vista del trambusto sollevato dal
padrone dellanimale amputato, San
Francesco ha cercato umilmente di cal-
marlo, promettendogli che sarebbe sta-
to risarcito del danno. Egli, tuttavia,
lungi dal calmarsi, ha proferito molte al-
tre maledizioni e minacce, continuando
a ripetere che la zampa del maiale era
stata tagliata con deliberata malizia...
Mentre i pii religiosi mantenevano
in un silenzioso stupore, San Francesco
ha cominciato a sospettare che era stato
forse Fratello Giunipero, per indiscre-
rate Giunipero, uno dei
primi discepoli e compa-
gni di San Francesco di
Assisi, non riusciva a sta-
re in silenzio quando ve-
niva rimproverato o quando qualcuno
gli faceva una osservazione a lui sgradi-
ta. Per correggersi da questo difetto, ha
fatto il proposito di non replicare, per la
durata di sei mesi, neppure alle pi pe-
santi ingiurie che gli fossero eventual-
mente fatte.
Questa lotta contro se stesso gli
costata grandi sacrifici. Una volta, che
stato insultato in maniera brutale, ha
fatto un tale sforzo per trattenersi che
ha sentito salirgli alle labbra un fiotto
di sangue proveniente dal suo petto.
Quel giorno, molto afflitto, il buon
frate entrato in una chiesa, si pro-
strato davanti a un crocifisso ed ha
esclamato:
Vedi, o mio Signore, quanto sop-
porto per amore Tuo!
Ed stato allora che, con grande ti-
more ed incanto, ha visto il divino Cro-
cifisso schiodare dal legno la mano de-
stra per collocarla sulla piaga aperta
dalla lancia del centurione, e dire allo
stesso tempo:
Ed Io, quanto sopporto per amo-
re tuo?
Profondamente emozionato, Giuni-
pero quando si alzato in piedi era un
Luglio 2005 Salvami Regina 53
to zelo, lautore della censurabile azione
di cui erano in quel momento accusati
i frati. Ha fatto quindi chiamare imme-
diatamente il sospettato e gli ha chiesto:
Sei stato tu a tagliare la zampa di
un maiale nel bosco vicino?
Costui, senza minimamente sospet-
tare il trambusto che aveva causato, ha
raccontato con tutta semplicit tutta
quanta la storia ed ha aggiunto:
Caro padre, assaporare questa
zampa di maiale ha fatto cos tanto
bene al nostro fratello infermo che io
non avrei rimorso a tagliare le zampe
di altri cento!
San Francesco nelludire ci si rat-
tristato e, con il suo ardore per la giu-
stizia, ha esclamato:
Oh, Fratello Giunipero! Perch hai
portato questa disgrazia tra noi? Quel-
luomo magari si sta in questo momen-
to lagnando di noi e sta distruggendo la
nostra reputazione in giro per la citt,
avendo per questo le sue buone ragioni!
Pertanto ti ordino, in nome della santa
obbedienza, di correre fino a raggiun-
gerlo. Inginocchiati ai suoi piedi, rico-
noscendo la tua colpa, e promettigli di
risarcirlo per il danno. Fallo in manie-
ra tale che egli non abbia pi ragione
di lagnarsi di noi, perch questo stato
certamente un errore molto grave.
Padre mio, sta sicuro che dar a
questuomo una grande consolazione.
* * *
Con la stessa energia con la quale
aveva mutilato lanimale, Frate Giu-
nipero uscito di corsa, ha raggiunto
il contadino e, manifestando grande
gioia, gli ha raccontato il motivo della
sua azione, enfatizzando quanto il fra-
te ammalato fosse stato contento nel
mangiare la zampa.
Con sua sopresa, luomo, invece di
approvare questa bella azione, si
mostrato ancor pi pieno di rabbia che
prima, quando lo aveva ricoperto di in-
sulti, chiamandolo ladro, malfattore,
idiota e testa dasino!
Sereno e tranquillo in cuor suo,
Frate Giunipero non riusciva a com-
prendere il motivo di una cos gran-
de ira. Questuomo non ha capito la
mia spiegazione, ha pensato. E gli ha
nuovamente raccontato, con maggiori
particolari, il motivo per il quale spe-
rava che lui, invece di adirarsi, avrebbe
approvato lamputazione fatta al suo
maiale. Allora si avvicinato ancor pi
al contadino e ha aggiunto:
Vede, mio buon signore, ho fatto
questo per assistere ad un povero ma-
lato. E lei, grazie al suo maialino, lo ha
aiutato a rimettersi in salute. Per ci,
non deve pi essere triste o arrabbia-
to, dunque rallegriamoci insieme e an-
diamo a ringraziare il buon Dio che ci
d i frutti della terra e gli animali del-
la campagna e che desidera che siamo
tutti suoi figli e che ci aiutiamo gli uni
con gli altri come buoni fratelli. Non
ho forse ragione? Me lo dica, mio ca-
ro ed eccellente fratello!
Finalmente, vinto da tanta semplici-
t, sincerit e buona volont, luomo ha
ritrovato la calma, ed ha riconosciuto di
aver sbagliato ad insultare Frate Giuni-
pero e gli altri frati, e ha chiesto infi-
ne perdono a Dio e a loro. Tale sta-
to il cambiamento dei suoi sentimenti,
che andato nel bosco, ha ammazza-
to il maiale, lo ha fatto cucinare e lo ha
portato personalmente al convento co-
me regalo per quei santi religiosi.
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1. SantOliviero Plunkett, marti-
re (+1681). Arcivescovo di Armagh.
Decapitato durante la persecuzione ai
cattolici nel regno di Carlo II dellIn-
ghilterra.
2. Beati Giovanni e Pietro Becchetti
(+ 1420-1421). Fratelli, sacerdoti del-
lOrdine degli Eremiti di SantAgosti-
no. Hanno condotto insieme una vita
di preghiera, studio e predicazione.
3. XIV Domenica del Tempo Comu-
ne.
San Tommaso, apostolo. Festa. Se-
condo una antichissima tradizione, ha
esercitatoil suo apostolato in India.
4. Santa Isabella del Portogallo (+
1336). Regina del Portogallo, sposa di
re Don Diniz. Dopo la morte del re si
fatta terziaria francescana e si de-
dicata ad una intensa vita di devozio-
ne e carit.
5. SantAntonio Maria Zaccaria, sa-
cerdote (+1539). Memoria facoltati-
va. Ha fondato a Cremona, in Italia, la
Congregazione dei Chierici Regolari
di San Paolo o Barnabiti.
6. Santa Maria Goretti, vergine e
martire (+ 1902). Memoria facoltati-
va. morta pugnalata, in difesa del-
la sua verginit, prima di completare i
dodici anni.
7. Beato Benedetto XI, papa (+
1304). Frate domenicano, stato su-
periore generale del suo Ordine. Nel
Sommo Pontificato, ha favorito la cul-
tura e ha lavorato per la pace nellOc-
cidente.
8. Santa Landrada (+690). Aba-
dessa del monastero di Munsterbilsen,
in Belgio
9. .Santa Paolina del Cuore Agoniz-
zante di Ges, vergine (+1942). Ha
fondato a Nova Trento (SC) la Con-
gregazione delle Figlie della Immaco-
lata Concezione, per la assistenza ai
poveri ed abbandonati.
SantAgostino Zhao Rong, presbi-
tero, e compagni, martiri. Memoria fa-
coltativa. Sacerdote diocesano cinese,
martirizzato nel 1815, insieme a 119
compagni.
10. XV Domenica del Tempo Comu-
ne.
Santa Amalberga (sec. VIII). Ma-
dre di Santa Gudula, Santo Emeberto
e Santa Reinilda
11. San Benedetto, abate (+ 547).
Memoria obbligatoria. Patrono dEu-
ropa (vedi pp.20-23).
12. San Vivenciolo, vescovo di Lio-
ne, Francia (+524). Amico di San-
tAvito di Vienne, insieme hanno con-
vocato il Concilio di Epaone nel 517.
13. SantEnrico (+1024). Memoria
facoltativa. Imperatore del Sacro Im-
pero. Si impegnato nella riforma del-
la vita ecclesiale, ed ha propagato la
fede cattolica per tutta lEuropa.
14. San Camillo di Lellis, sacerdote
(+1614). Memoria facoltativa. Ha fon-
dato lOrdine dei Ministri degli Infer-
mi o Camilliani.
15. San Bonaventura, vescovo e
dottore della Chiesa (+1274). Memo-
ria obbligatoria. Ha scritto molte ope-
re piene di devozione ardente e straor-
dinaria erudizione.
16. Madonna del Car-
mine. In questa data,
nel 1251, la Madonna
apparsa a San Simone
Stock e gli ha consegna-
to lo scapolare del Car-
mine.
17. XVII Domenica del
Tempo Comune.
Beato Ignazio de Azeve-
do e 39 compagni, marti-
ri (+1570). Sacerdoti gesui-
ti che viaggiavano per le mis-
sioni del Brasile, sono sta-
ti attaccati ed uccisi da pira-
ti francesi protestanti
18. Beato Bartolomeo dei
Martiri, vescovo (+1590).
Frate domenicano, eletto
Arcivescovo di Braga.
Dopo una intensa at-
SantIgnazio
(Santuario
di Loyola,
Spagna)
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tivit apostolica, ha rinunciato allepi-
scopato per riprendere la vita di sem-
plice religioso.
19. San Bernoldo o Bernulfo (+
1054). Vescovo di Utrecht, Paesi Bas-
si. Ha fondato molte chiese e monaste-
ri dellOrdine Cluniacense.
20. SantApollinare di Ravenna, ve-
scovo e martire (sec. II). Memoria fa-
coltativa. Primo evangelizzatore del-
la regione dellEmilia Romagna, del-
la quale patrono. stato instanca-
bile propagatore della fede di Nostro
Signor Ges Cristo.Santo Elias, pro-
feta (sec. IX a.C.). La Sacra Scrittura
fa il suo elogio: Chi potrebbe vantar-
si di essere simile a te? (Ecli 48,4). E
Ges, dopo aver affermato che tra i
nati di donna, non sorto mai nessu-
no maggiore di Giovanni Battista, ag-
giunge che il Precursore Elia che
deve venire(Mt 11, 11-14).
21. San Lorenzo da Brindisi, sacer-
dote e dottore della Chiesa (+1619).
Memoria facoltativa. DellOrdine dei
Beato Ignazio di Azevedo e Compagni
(Museo Padre Anchieta, San Paolo, Brasile)
Cappuccini. Ha ricevu-
to il titolo di Dottore
Apostolico.
22. Santa Maria
Maddalena. Memoria
obbligatoria. Ha segui-
to Nostro Signore fino
al Calvario ed stata la
prima a vederLo dopo
la Resurrezione.
23. Santa Brigida,
religiosa (+1373). Festa
in Europa. Figlia e spo-
sa di principe. Ha fon-
dato lOrdine del San-
tissimo Salvatore. pa-
trona della Svezia e co-
patrona dellEuropa.
24. XVII Domenica
del Tempo Comune.
San Sarbelio Makh-
luf, sacerdote dellOr-
dine dei Maroniti (+
1898). Memoria facolta-
tiva (si omette per esse-
re domenica). Ha con-
dotto una vita di som-
ma austerit, digiuno e
preghiera.
25. San Giacomo
Maggiore, apostolo
e martire. Festa. Era
presente nella Trasfigurazione e
nellAgonia di Ges. Primo Aposto-
lo martire.
29. Santa Marta e San Lazzaro.
Memoria obbligatoria (per Santa Mar-
ta). Ges era stato ospitato nella sua
casa di Betania.
30. San Pietro Crisologo, vescovo e
dottore della Chiesa (+451). Memoria
facoltativa. Vescovo di Ravenna. Chia-
mato Crisologo, Bocca dOro, per la
sua grande eloquenza.
31. XVIII Domenica del Tempo Co-
mune.
SantIgnazio di Loyola, sacerdo-
te (+1556). Memoria obbligatoria (si
omette per essere domenica). Ha fon-
dato la Compagnia di Ges, dei Padri
Gesuiti, per difendere la Fede come
soldati Per la maggior gloria di Dio.
Santa Maria
Maddalena ai piedi di
Ges (Cattedrale di
Notre-Dame, Quebec)
Timothy Ring
Franois Boulay
26. San Gioacchino e SantAnna.
Memoria obbligatoria. Genitori del-
la Immacolata Vergine Maria, Madre
di Dio.
27. Santa Natalia, martire (+852).
Ha sofferto il martirio insieme al suo
sposo, SantAurelio, e Santa Liliosa
ed il suo sposo, San Felice, a Cordova,
Spagna.
28. San Pietro Poveda Castrover-
de, sacerdote e martire (+ 1936).
Fondatore dellIstituto Teresiano,
stato ucciso durante la guerra civile
spagnola.

C
Partecipazione alla processione di SantAntonio
Che Ella regni nei nostri cuori
56 Salvami Regina Luglio 2005
AUTORIT DEL COSTA RICA RICEVONO LA STATUA PELLEGRINA
osta Rica vuole, per mia in-
tercessione, esprimere a Ma-
ria Santissima il suo deside-
rio che Ella regni nei nostri
cuori, nelle nostre famiglie,
nel nostro paese, ed illumini col suo amore
le nostre decisioni, e regoli con la sua pure-
zza le nostre condotte.
Con queste eloquenti parole il Presi-
dente della Repubblica del Costa Rica,
il dott. Abel Pacheco de la Espriella, ha
ricevuto la statua pellegrina dellIm-
macolato Cuore di Maria nel Palazzo
Presidenziale. Erano presenti allatto il
Nunzio Apostolico, Mons. Osvaldo Pa-
dilla, vari Ministri di Stato ed altre au-
torit civili.
Sotto il vostro aiuto e la vostra pro-
tezione noi ci rifugiamo ha continuato
il Presidente e per vostra intercessione
supplichiamo al vostro Figlio i doni che
meritiamo e chiediamo che risponda, ri-
guardo alle nostre necessit, alle suppli-
che che a Lui eleviamo. Signora, Vi rin-
grazio per la vostra visita in questo luo-
go di lavoro e Vi chiedo che benediciate
con la vostra presenza ogni momento del
nostro lavoro.
Il giorno dopo, la stessa statua del-
la Madonna ha benedetto con la sua
visita il palazzo della Corte Suprema
di Giustizia, dove stata incoronata
dal suo Presidente, dott. Luis Paulino
Mora, in presenza di altri Magistrati
della Corte, oltre a un grande numero
di funzionari e visitatori. Dopo il di-
scorso di benvenuto, la statua ha per-
corso diverse dipendenze della Casa,
accompagnata con fervore dal Presi-
dente e altri Magistrati, i quali si di-
sputavano lonore di condurla di sala
in sala.
A sinistra: il Presidente da Repubblica, Dott. Abel Pacheco, incorona la Statua della Madonna.
A destra: il Dott. Luis Paulino porta la Statua Alla Corte Suprema di Giustizia
Gli Araldi del Vangelo unitamen-
te allAssociazione Madonna di Fa-
tima, hanno partecipato alla proces-
sione di SantAntonio. Questanno i
partecipanti alla Campagna Salva-
mi Regina hanno percorso le vie di
Padova, manifestando la gioia di es-
sere figli di Ges, di Maria e devoti
di SantAntonio, con una bella fascia
nella quale era stampata lImmagine
del Cuore Immacolato di Maria, sim-
bolo dellopera di evangelizzazione
degli Araldi del Vangelo.
Jos Antnio Dominguez
Il primo monastero
benedettino
C
Luglio 2005 Salvami Regina 57
Nellaspra e fredda grotta di Subiaco, in mezzo a rocce
scoscese, cominciata la storia dellEuropa moderna.
ome sarebbe la vita di
uno studente, a Roma,
allepoca in cui l abitava
San Benedetto, millecin-
quecento anni fa?
Certamente molto pi ardua di oggi.
Non cera il computer, n Internet,n
la calcolatrice. La carta non era anco-
ra stata inventata. I libri erano scritti
in rotoli di pergamena, a mano, e co-
piati da schiavi. Per fare annotazio-
ni, i Romani utilizzavano piccole tavo-
le, coperte da uno strato di cera. Scri-
vevano su di queste con uno stilet-
to di ferro (stylus che ha dato ori-
gine alla parola stilo in italiano).
Quando riempivano il foglio e ave-
vano bisogno di riutilizzarlo, face-
vano tabula rasa, cio raschiava-
no la cera e scrivevano di nuovo. Non
doveva essere facile prendere appunti
durante le lezioni, con questo sistema.
E ancora pi complicato conservarli.
Quasi tutto dipendeva dalla memoria
dellalunno, che aveva il dovere di es-
sere eccellente.
Per il resto, la vita di uno studen-
te non doveva essere molto diversa da
quella di oggi. La scuola era uninizia-
zione alla vita. Come sempre, cerano i
buoni e i cattivi compagni. Infatti, gi
in quei tempi remoti, la vita di uno stu-
dente era lungi dallessere un paradiso
di innocenza.
La degradazione dei costumi dei col-
leghi di San Benedetto, di 14 o 15 anni
di et, gli provocava un senso di orrore,
e egli ha cominciato a pensare di uscire
da Roma, per salvare la sua anima.
Un giorno, stando di fronte a un
affresco ancor oggi conservato nel-
la chiesa di San Benedetto in Piscinu-
la (che allora era la casa di un patrizio-
come erano chiamati i nobili romani di
quei tempi- e luogo dove abitava il gio-
vane Benedetto) , ha fatto il voto di to-
tale dedizione a Dio.
Ha deciso di fuggire.Ma per anda-
re dove?
Ha seguito il consiglio di Nostro Si-
gnore, senza preoccuparsi del doma-
ni, ed partito senza una meta defini-
ta. Ha confidato nella Provvidenza Di-
vina, che ha condotto i suoi passi fino a
un luogo lontano, distante dal convivio
umano. Sublaco ( oggi, Subiaco). L,
nel pendio di una montagna scoscesa,
ha trovato una caverna dallaccesso dif-
ficile dove ha costruito la sua dimora.
Era allo stesso tempo cella ( che vuol
dire camera) e luogo di orazione.
Tuttavia, come sopravvivere da
solo, in un luogo cos isolato, sen-
za nessun tipo di aiuto umano? San
Benedetto non lo sapeva. Confida-
va in Dio: Non affannatevi, dicendo:
Cosa mangeremo? Cosa berremo? Con
che ci vestiremo? Sono i pagani che si
preoccupano di tutto ci. Cercate, prima
di tutto, il Regno di Dio e la sua giusti-
zia e tutte queste cose vi saranno date in
pi. (Mt 6, 31-32)
Provvidenzialmente, un monaco dei
dintorni, di nome Romano, ha incon-
trato San Benedetto in quel luogo e ha
promesso di aiutarlo. E generosamen-
te ha cominciato a dividere il suo cibo
quotidiano col nuovo eremita. Roma-
no saliva in cima alla montagna, collo-
cava il pane in un cesto legato ad una
corda e lo faceva scendere fino alla di-
Davanti a questo affresco restaurato
nel secolo XV, il giovane
Benedetto decise di dedicarsi a Dio
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58 Salvami Regina Luglio 2005
Il Monastero di Subiaco nel mezzo
di scarpate rocciose
mora del giovane contemplativo. Be-
nedetto vissuto cos, per tre anni, in
un isolamento completo.
stata questa grotta aspra, fredda e
scura il primo monastero in cui San Be-
nedetto vissuto, nel mez-
zo di enormi e scoscese ru-
pi che il lettore pu con-
templare nelle foto di que-
sta pagina. Il panorama
grandioso e bello. E senza
dubbio, nella contempla-
zione di questa meraviglia
uscita dalle mani di Dio,
San Benedetto ha elevato
la sua anima alle pi alte
considerazioni spirituali.
Nellandarsene da Ro-
ma, San Benedetto forse
non aveva pensato a fon-
dare un Ordine religioso.
Voleva, certamente, salva-
re la sua anima. Ma Dio,
fin dalleternit, aveva gi
considerato con predile-
zione questo suo figlio e lo
aveva scelto per essere il
padre di una famiglia spi-
rituale che avrebbe forma-
to lEuropa cristiana, usci-
ta dalle ceneri dellImpero Romano.
Possiamo immaginarecon quale sol-
lecitudine la Provvidenza ha modellato
quelle rocce, quando ha creato il mon-
do, affinch secoli pi tardi, suo figlio
Benedetto avesse un luogo dove rac-
cogliersi, dando inizio alla sua grande
opera. La provvidenzialit di Dio ar-
rivata al punto da far s che il monaco
Romano incontrasse quel giovane e si
prendesse cura del suo sostentamento
quotidiano.
A volte, nella nostra vita, pu succe-
dere di essere tentati di dubitare del-
la divina provvidenza: sar che Dio, l
nellalto dei cieli, si va a preoccupare
di me, del mio sostentamento quoti-
diano? La realt che Dio guarda ai
suoi figli e figlie, come se ognuno fosse
unico e non ci fosse nessun altro nel-
luniverso, se non lui o lei: Osservate i
gigli del campo come crescono!- diceva
Nostro Signore agli Apostoli. Non
faticano, n filano. Eppure vi dico che
neppure Salomone in tutta la sua gloria
si vestito come uno di essi. Ora, se Dio
veste cos lerba del campo che oggi e
domani verr data al fuoco, quanto pi
far per voi, gente di poca fede? (Mt.
6, 28-30).
questa provvidenzialit di Dio
che, per i secoli a venire, proclamano
le benedette rupi di Subiaco, il primo
monastero benedettino, dove San Be-
nedetto ha fatto il suo noviziato.
Nato fra le pietre sul viale di entrata questo albero
ricorda i santi fondatori
che affrontarono le pi difficili circostanze
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Nelle rocce benedette di Subiaco San Benedetto cominci
la sua grande opera. Oggi un meraviglioso monastero
si erge in questo luogo. Sopra la porta di entrata,
a destra interno della cappella ornata di preziosi affreschi,
in basso visione generale del Monastero
Rosa del Carmelo
La Madonna dona lo
Scapolare del Carmine a San
Simone Stock (Basilica di
Nostra Signora del Carmelo,
San Paolo, Brasile)
Rosa del Carmelo, o fio-
rita Maria! Portaci nel vos-
tro chiostro e, dopo la nos-
tra morte, portaci in Cielo,
o Maria!.
Radice di Jesse da cui
nato un piccolo fiore,
qui sto per divenire vostro
schiavo. Fra le spine fioris-
ci come un giglio. Conserva
pura la mente dei pi fragi-
li, o Protettrice!
Nelle incertezze che tu
sia prudente consiglio, nelle
avversit la perenne ed ine-
sauribile consolazione. For-
te armatura dei guerrieri!
Proteggi con lo scapolare co-
loro che partono per la lotta.
O dolce Madre e Vergine
purissima, aiuta i cristia-
ni, o Stella del Mare! Chia-
ve e porta del Paradiso, ot-
tieni per noi la corona della
gloria.
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