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Dalla rubrica Damasco" Radio 3, 18 marzo 2008
http://www.padrebergamaschi.com/Costume_societa/fedelibera_weil.html

Fra le cinque figure spirituali che ho scelto per interpretare questo tema, la pi
contraddittoria, perch in lei si possono trovare pagine di luminoso amore per il mondo e per la
vita accanto ad altri di segno opposto e se dovessi paragonarla a un pittore, penso che potrei fare
il nome di Caravaggio, Rembrant Per se c una cosa che appare contraddizione non un segno
negativo, al contrario, nella misura in cui teorizzata, la contraddizione ha la capacit di portare il
pensiero al cospetto del chiaro-scuro della vita, che meraviglia e che terrore nello stesso
tempo e Simone Weil, teorizza esplicitamente la contraddizione.
Ascolteremo, infatti, adesso un suo pensiero al riguardo tratto da un testo del 1941 che si
intitolava Qualche riflessione sulla nozione di valore: Quanto alle contraddizioni interne alle
dottrine ogni pensiero filosofico ne contiene, ma ci non una imperfezione del pensiero
filosofico, ne anzi una caratteristica essenziale, senza la quale non vi che una falsa apparenza
della filosofia, perch la filosofia non costruisce niente, il progetto gi dato e sono i nostri
pensieri, essa ne fa soltanto linventario. Se nel corso dellinventario trova contraddizioni, non
dipende da lei sopprimerle, le contraddizioni che la riflessione trova nel pensiero, quando ne fa
linventario, sono essenziali al pensiero, si farebbe un progresso decisivo se si decidesse di esporre
direttamente le contraddizioni essenziali, invece di cercare inutilmente di evitarle.
Le contraddizioni sono essenziali al pensiero. Chi pu dire una frase cos? Lo pu dire un
pensatore, infatti Simone Weil questo era innanzitutto: una filosofa. Simone Weil sar una dei
maggiori pensatori del 900. Nata a Parigi il 3 febbraio 1989 e mor a soli 34 anni nel 1943 in
Inghilterra. Siamo nel mezzo della II guerra mondiale, nata in una famiglia ebrea, il padre era un
medico Bernard Wail originario dellAlsazia, ma giungendo in Francia disse: no ci dobbiamo
chiamare Weil esattamente come la pronuncia francese. Questo lo dico perch spesso si sente
dire Wail, la pronuncia pi corretta, in fedelt alla scelta della famiglia, Simone Weil. Anche la
madre era ebrea Selma, proveniva da una famiglia molto colta, molto ricca.
La caratteristica di S. Weil che a lei capit di nascere accanto a un vero e proprio genio, il
fratello Andre, tre anni maggiore di lei, divenne un matematico di fama internazionale, aveva una
intelligenza precoce, brillantissima e probabilmente si deve anche a questo il fatto che S. Weil
ebbe una crisi mentre era nelladolescenza, perch si ritenne scarsamente dotata a livello
intellettuale, lei che invece, una dei geni pi luminosi che il 900 contiene. Devo dire che per si
riprese presto, frequent con successo il miglior liceo di Parigi, prepar il concorso per
lammissione alla Normale a 19 anni, lo vinse, venne ammessa, a 22 consegu la laurea in filosofia e
labilitazione allinsegnamento.
Di S. Weil ne sto parlando come di una figura spirituale, ma lei non fu fin dallinizio della sua
vita una persona che coltivava la dimensione religiosa, al contrario, quando una compagna di
classe si convert al cattolicesimo, questa fu loccasione per rompere lamicizia con questa
compagna. Poi unaltra cosa da ricordare che la vera importanza consisteva nel contatto con il
movimento sindacale e gli ambienti politici di sinistra, il contatto con gli strati pi umili della
societ al punto tale che lei decise di andare a lavorare in fabbrica nel 1934, rinunci di fare
linsegnante, si fece assumere alla Renault e pot resistervi per solo un anno, perch non era
decisamente portata per il lavoro fisico.
Fu sempre per questo suo senso profondo della giustizia che la port ad andare in Spagna
come volontaria per la Repubblica durante la guerra civile. L ebbe un incidente, poich a un certo
punto mise un piede nellolio bollente di un enorme padella e si deve a questo che pot tornare a
casa viva, perch poco tempo dopo la sua compagnia venne sterminata da l a poco. Nel
frattempo, e qui veniamo a una dimensione religiosa, il suo cammino spirituale si era fatto via via
pi intenso, fino a una vera e propria esperienza mistica, nel 1938 Simone la descrive con una
frase che diventata celebre Cristo disceso e mi ha presa.
Ecco un altro brano: Nel 1938 ho passato dieci giorni nellabbazia di Sollerno, dalla domenica
delle Palme al marted di Pasqua, seguendo tutte le funzioni. Un giovane inglese cattolico mi fece
conoscere quel poeta inglese del 600 che venivano detti metafisici, pi tardi nel leggerli vi ho
scoperto una poesia intitolata Amore, lho imparata a memoria e spesso, nei momenti
culminanti delle violenti crisi di emicrania, mi sono esercitata a recitarla, ponendovi la massima
attenzione e aderendo con tutta lanima alla tenerezza che essa racchiude. Credevo di recitarla
soltanto come una bella poesia, mentre a mia insaputa quella recitazione, aveva la virt di una
preghiera, fu proprio mentre la stavo recitando che Cristo disceso e mi ha presa.
Vi sto parlando di Simone Weil, ve ne sto parlando come luminosa figura spirituale di amore
verso il mondo. Nel brano letto poco fa, si pu davvero considerare la via di Damasco di Simone
Weil, lei che era cresciuta in una famiglia agnostica, lei che aveva rotto lamicizia con una
compagna che si era convertita al cattolicesimo, bene lei ha scritto: Cristo disceso e mi ha presa.
una via di Damasco una vera e propria folgorazione, ma c una differenza decisiva rispetto a S.
Paolo e direi anche rispetto agli altri convertiti della lunga storia del cristianesimo. La differenza
decisiva che tutti i convertiti passano dalla folgorazione cristica alla Chiesa, confluiscono nella
Chiesa, Simone Weil sceglie deliberatamente di non chiedere il battesimo e di non entrare nella
Chiesa cattolica. Perch? Qualcuno ha ipotizzato che negli ultimi giorni della vita lei chiese e
ottenne il battesimo, ma gli studi pi seri, le biografie pi documentate hanno sempre negato
queste circostanze.
Lei stessa scrive in una celebre lettera a un Padre Domenicano: La mia vocazione di essere
cristiana fuori dalla Chiesa quindi fuori dalla Chiesa, perch dice una cosa del genere? La sua
risposta chiara: La Chiesa non cattolica di fatto come lo di nome, cosa vuol dire cattolico?
Tutti sanno che cattolico significa universale, secondo Simone Weil, ci che manca alla Chiesa
cattolica romana, proprio lessere pienamente universale, cio essere in grado di abbracciare
tutti gli esseri umani di tutti i tempi e di tutti i luoghi. Simone non accetta, non vuole il battesimo,
perch non accetta la condizione particolare, lei dice a volte perfino settaria che lessere cattolici
comporta e separando di fatto in molti aspetti chi aderisce al cattolicesimo dal resto dellumanit.
Ed questo il paradosso, proprio una Chiesa che si definisce cattolica cio universale, in realt
cattolica non , ed per questo che dice di non entrare nella Chiesa, non chiedo il battesimo.
Questo veramente lelemento che deve far pensare con radicale profondit tutti i cattolici.
Io sono un cattolico, sono allinterno della Chiesa, ci sono, ci rimango, ma questa dimensione
delluniversalit della cattolicit, che manca alla Chiesa cattolica cos come realmente costituita,
come una spina nel fianco e devo dire che io interpreto il mio lavoro teologico proprio in questa
direzione, come spinta, perch la Chiesa cattolica sia cattolica veramente di fatto e non solo di
nome. Questo ci che Simone Weil ha consegnato e continua a consegnare alla mia vita, ed ci
che anche a voi che mi ascoltate, io voglio proporre come fonte di profonda meditazione.
Vi parlo di Simone Weil come di una testimone privilegiata della dimensione spirituale del
900, dimensione spirituale che significa amore per il mondo, non come contrapposto allamore per
Dio, come nella tradizione precedente e soprattutto di tipo agostiniano, una tradizione che
sottolinea con profondit il dualismo-contrapposiazione tra il mondo e Dio, ma amore per il
mondo che al contempo amore per Dio che al contempo amore per il mondo. Questa la
dimensione nuova che la spiritualit del 900 ha portato e di cui Simone Weil una dei testimoni
privilegiati.
In particolare il pensare luniversalit della salvezza. Si deve prendere cos sul serio che Dio
Padre di tutti gli uomini da portare a teorizzare la possibilit della salvezza per tutti gli uomini di
tutti i tempi. Ed ci che Simone Weil con profondit, con rigore, teorizza nei suoi diari, nei suoi
scritti che sono di una bellezza e al contempo di un rigore geometrico veramente singolare. Quello
che a lei sta precisamente a cuore che Dio Padre di tutti gli uomini, quindi non pu non avere
inserito da subito nella creazione, la possibilit della salvezza per ogni essere umano.
E infatti, per lei la redenzione, presente sulla terra fin dallorigine, per Simone il Cristo
presente su questa terra ovunque ci sia un crimine e una sventura. Quindi si deve affermare che il
contenuto del cristianesimo esisteva prima del Ges storico. Tale universalit non riguarda
soltanto i fedeli delle altre religioni, questa e poi la cosa veramente spettacolare di lei, ma riguarda
anche gli atei, anche gli agnostici, nella misura in cui le loro azioni, i loro pensieri sono abitati dalla
giustizia, dalla rettitudine, dallamore per il bene e per la verit. Ecco come dire, che il seme che
contenuto fin dallinizio nella creazione, il seme salvifico, cio lamore per la giustizia e per il bene
e per la verit. Quando un uomo ospita dentro di se questo amore per la giustizia, per il bene e per
la verit e agisce di conseguenza salvo, nel divino e nella dimensione delleterno. Questo ci
che Simone Weil continuamente ribadisce ed ci che a mio avviso deve portare a una
ritrascrizione complessiva della teologia. Occorre rifondare la teologia alla luce di questo nucleo
fondamentale, cio: che la salvezza divina per ogni uomo di ogni tempo. O universale, il
linguaggio del divino, o non .
Ascoltiamola: I figli di Dio non devono avere quaggi altra patria che luniverso intero. Con la
totalit delle creature ragionevoli che ha contenuto e contiene e conterr, il nostro amore deve
avere la stessa estensione attraverso tutto lo spazio. Ogni qual volta un uomo ha invocato con
cuore puro Osiride, Dioniso, Crisna, Budda, Il Tao ecc. il Figlio di Dio ha risposto inviandogli lo
spirito Santo e lo Spirito Santo ha agito sulla sua anima, non inducendolo ad abbandonare la sua
tradizione religiosa, ma dandogli luce e nei migliori dei casi la pienezza della luce allinterno di tale
tradizione. Poich in occidente la parola Dio, nel suo significato corrente, disegna una persona,
quegli uomini nei quali lattenzione, la fede e lamore si applicano quasi esclusivamente al perfetto
impersonale di Dio, possono credere e dirsi atei, sebbene lamore soprannaturale abiti nella loro
anima. Costoro sono sicuramente salvati e si riconosce dal loro atteggiamento verso le cose di
quaggi, quelli che possiedono allo stato puro lamore per il prossimo e laccettazione dellordine
del mondo compresa la sventura, costoro sono tutti sicuramente salvati, anche se vivono e
muoiono in apparenza atei.
Abbiamo ascoltato delle parole veramente folgoranti, quelli che possiedono allo stato puro
lamore per il prossimo e laccettazione dellordine del mondo, costoro sono tutti sicuramente
salvati anche se vivono come atei. Ecco vedete, questa una frase potentissima che ancora a mio
avviso bel lungi dallessere entrata nel patrimonio spirituale condiviso, ma questa esattamente
la potenza del pensiero di questa donna che, oltre che a essere una pensatrice, una testimone,
anzi si pu dire che pensatrice che ancora parla agli uomini di oggi, proprio in quanto una
testimone, una persona che ha sofferto sulla propria pelle, nella vita di ogni giorno le proprie idee.
Non ha teorizzato semplicemente ha messo in pratica, come si usa dire tradizionalmente con un
linguaggio religioso.
Perch vedete, per Simone Weil, la fede in Dio si esprime praticamente per mezzo di un retto
pensiero sul mondo e della retta azione in esso. Questo vuol dire credere in Dio, non credere in
qualcuno che sta chiss dove, da qualche parte, ma avere un retto pensiero sul mondo e agire
rettamente allinterno del mondo. Infatti, La Weil diceva che loggetto della sua ricerca non era il
soprannaturale, il soprannaturale per definizione non si pu ricercare, al di l di noi che siamo
solo natura, loggetto della sua ricerca era questo mondo, il soprannaturale era in un certo senso
la luce per leggere adeguatamente i fenomeni di questo mondo e la logica che li lega.
Ne viene che credere in Dio non significa professare dottrine di cose lontane, tantomeno
partecipare a riti particolari, ma significa avere una determinata visione del mondo e compiere
determinate azioni in esso. Il principale banco di prova di tutto questo teorizzare dato
dallatteggiamento pratico verso gli altri esseri umani. Simone Weil dice in concreto di avvertire un
obbligo verso ogni altro nostro simile, se luomo avverte questo obbligo dentro di se significa che
chiamato alleternit. Questa la dimensione, se tu vedi unaltro uomo, unaltra donna e senti un
obbligo verso di lui, senti che la tua relazione verso questa persona non semplicemente di
utilizzo, non una cosa quella persona che stai incontrando, non uno strumento, ma diventa un
fine, per usare le parole del radioso limperativo della ragione pratica secondo Kant: Agisci in
maniera da trattare lumanit, sia nella tua persona sia in quella di ogni altro, sempre come fine e
mai semplicemente come mezzo. Cosa vuol dire che noi dobbiamo considerare gli altri come dei
fini? Significa esattamente avvertire un obbligo, affinch noi nei confronti degli altri non abbiamo
un atteggiamento semplicemente strumentale, la persona che avverte questa dimensione, esce
dalla logica normale del mondo, ed entra nella dimensione delleterno. Ed cos che si uniti a
Dio, in questo senso amore per Dio e amore per il mondo sono precisamente la stessa cosa.
Per quanto riguarda me personalmente, se continuo a credere perch sento con profondit
che la fede vissuta cos, ci che realizza perfettamente il senso di comunione come con gli altri,
con la mia famiglia, le persone che incontro, non qualcosa che mi aliena, ma qualcosa che mi
mette in relazione in maniera profonda, pi vera, autentica e questo il vero e proprio banco di
prova dellessere uomini.
La spiritualit del 900 si caratterizza per avere introdotto una modalit nuova di pensare il
rapporto Dio-mondo, non pi quella dualistica: se ami Dio devi odiare il mondo, ma quella
unitaria. Lamore per Dio si traduce nellamore per il mondo, ebbene Simone Weil una testimone
privilegiata di questo. La sua figura una grandissima provocazione alla Chiesa cattolica, perch
noi quando parliamo di Simone Weil ci troviamo di fronte a una mistica di primissimo livello, lei
che veniva da una famiglia agnostica, che si era formata nel miglior liceo di Parigi, che aveva
conseguito il massimo dei voti alla Normale, che aveva prodotto delle pagine di filosofia, di logica,
di matematica di primissimo livello, ebbene, questa donna cos rigorosa dice: Cristo sceso e mi
ha presa. Questa donna testimonia nei suoi diari e nei suoi scritti tre precisi momenti mistici.
Ebbene in che cosa consiste la provocazione alla Chiesa che la figura di Simone Weil ?
Consiste nel fatto che ha avuto un contatto con la figura di Cristo cos intenso e cos privilegiato,
sceglie di non entrare nella Chiesa, questa la questione decisiva. Fin quando la Chiesa non
approfondisce dentro di se, non si fa provocare da questa dimensione di una spiritualit che per
rimanere pura, per rimanere veramente fedele alla dimensione della verit, decide di non legarsi a
una istituzione. Fino a quando la Chiesa non capisce questa cosa, corre il rischio di diventare un
fenomeno di divisione nellumanit, corre il rischio di non essere fedele al suo statuto che quello
di essere cattolica, cio universale, cio la casa di tutti.
Io ritengo che ci che il nostro tempo chiede alla Chiesa oggi, questa apertura totale
dellanima, questa capacit di abbracciare tutte le religioni, tutte le dimensioni, tutte le spiritualit
e se mai avverr non potr essere in maniera indolore. Deve comportare una rifondazione della
fede, una modalit nuova di pensare alla fede, quello che tento di fare. Ho pubblicato un libro
che si intitola Per amore rifondazione della fede nel 2005 e verr ripubblicato con solo questo
titolo: Rifondazione della fede ed dedicato a Simone Weil, perch in lei vedo questa
grandissima provocazione verso la fede. O si rifonda totalmente la modalit di pensare il rapporto
Dio-mondo e quindi il ruolo della Chiesa, o questo nostro Occidente sar destinato ad andarsene
per una strada inevitabilmente diversa rispetto a quello istituzionale della Chiesa cattolica. La
frattura fra gli uomini e la Chiesa sar destinata a diventare sempre pi grande.
Sentite: C obbligo verso ogni essere umano, per il solo fatto che un essere umano.
Questobbligo non si fonda su nessuna situazione di fatto, su alcuna convenzione, questobbligo
eterno, risponde al destino eterno dellessere umano, questobbligo non ha un fondamento bens
una verifica nellaccordo della coscienza universale, espresso da taluni dei pi antichi testi che si
siano stati conservati, viene riconosciuto da tutti. Il fatto che un essere umano possieda un destino
eterno, impone un solo obbligo: il rispetto. Lobbligo adempiuto soltanto se il rispetto
effettivamente espresso in modo reale e non fittizio e questo pu avvenire soltanto attraverso i
bisogni terrestri delluomo. La coscienza umana su questo punto non mai mutata. Migliaia di
anni fa gli egiziani credevano che unanima non potesse giustificarsi dopo al morte se non poteva
dire: non ho fatto patire la fame a nessuno. E Cristo dice: Ho avuto fame e tu mi hai dato da
mangiare.
Siamo giunti al termine di questa puntata su Simone Weil, che in conclusione era certamente
una donna con doti intellettuali certamente superiori, padroneggiava tutti i campi del sapere con
disinvoltura, chi di voi ha letto e legger i suoi quaderni 4 ponderosi volumi, si rende conto fin
dalle prime pagine che ci si trova davanti a un genio che si muove sul terreno della fisica con la
stessa scioltezza con cui si muove sul terreno del greco classico, traduce di prima mano Platone,
impara il sanscrito da sola per leggere direttamente la Bhagavadgita, che per Simone aveva una
importanza straordinaria pari a quella del Vangelo, quindi una donna di intelligenza superiore.
Possiamo dire che una donna che contiene dentro di se le due grandi passioni del 900, che
sono la politica e la scienza. Simone Weil fu anche una esponente del mondo sindacale, fu una
attivista di sinistra per buona parte della sua vita. Questa donna secondo me proprio
emblematica per la situazione spirituale dei nostri giorni, perch partendo da posizioni agnostiche,
lei mette in atto un cammino escetico e mistico tra i pi rigorosi, fino a sperimentare dentro di se
la figura di Cristo.
Questa donna tanto unita a Cristo, sceglie di non entrare nella Chiesa a causa del disagio
dellintelligenza ad abbracciare la dottrina cattolica, cos come si configurata, comporta. Diceva
spesso che: Quando leggo il catechismo mi sembra di avere nulla in comune con la religione che
vi esposta. In conclusione io dico che questo disagio dellintelligenza che ha avvertito Simone
Weil comune a mio avviso a molti uomini e donne dei nostri giorni, perch la funzione propria
dellintelligenza esige libert, questo quello che manca nellattuale configurazione della Chiesa
cattolica. Occorre fare propria la grande lezione di Simone Weil e giungere a una rifondazione
della fede.