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PROCEDIMENTO INDUSTRIALIZZATO PER L’EDILIZIA

processo costruttivo basato sulla meccanizzazione e l’organizzazione


programmata con una produzione di tipo seriale di elementi di
fabbrica o elementi costruttivi funzionali

PRODUZIONE DI SERIE
riproduzione di oggetti da linee operative capaci di apportare
modifiche, anche dimensionali
Il procedimento di edilizia industrializzata a ciclo
chiuso comporta

trasferimento in officina dei cicli di lavorazione tipici del cantiere


tradizionale al fine di realizzare:

- pannelli parete in cemento armato

- pilastri assemblati con collegamenti bagnati (giunto in cls) o meccanici


(piastre bullonate ecc)

- cellule spaziali scatolari accatastabili (prefabbricazione pesante)


trasferimento nella produzione edilizia dei criteri del1’industria
meccanica (prefabbricazione leggera) ottenendo

- scheletri portanti in acciaio o alluminio

- chiusure verticali tipo curtain walls

- partizioni interne spostabili

- cellule spaziali anche in materiali metallici o plastici.

eventuale industrializzazione dei getti


(a-1) x (b-1) = Nc
Larghezza m 2,60
altezza m 4
lunghezza m 12 – 16.50
– 18.35
peso tonn 20 (2 assi),
33 (3 assi) …
Le sperimentazioni sulle casseforme
negli anni venti in Italia
Pier Luigi Nervi: le casseforme in ferrocemento per il Palazzo di Torino Esposizioni (1949-50)
Pier Luigi Nervi: le casseforme in ferrocemento per il Lanificio Gatti, Roma 1951. Le nervature
sono disposte secondo le isostatiche dei momenti
Costruzione delle casseforme per la copertura della Chiesa dell’Autostrada di
G. Michelucci (1960-64)

Centro religioso di Bibione

Posa in opera delle casseforme in calcestruzzo


fibrorinforzato per la Moschea di Roma
(1974-89)
Tempo gru:
½ conchiglia 0.25 h/unità n. 10 tiri x 0.25 = 2.50
Armatura 0.05 h/unità n.10 tiri x 0.05 = 0.50
Parete di testata 0.15 h/unità n.2 tiri x 0.15 = 0.30
Passerella 0.10 h/unità n.7 tiri x 0.10 = 0.70
TOTALE impiego teorico gru 4 ORE
Per una superficie di casseforme = 300 mq
8 operai
1 gruista
2 ferraioli
1 elettricista a metà tempo

Incidenza produttiva = 0.30h/mq


Procedimento costruttivo
basato sull’uso di
casseforme gonfiabili
(1965).
La membrana in materiale
sintetico (neoprene
rinforzato con fibre di
nylon) è ancorata al suolo
e sorretta da aria
insufflata.
L’armatura metallica è
del tipo estensibile, cioè
disposta in piano sulla
membrana non gonfiata
ed assume la
configurazione spaziale
mano a mano che procede
l’insufflaggio.
Si realizzano organismi
ad involucro globale in
48-72 ore.
TU - Art. 142.
Costruzioni di archi, volte e simili

1. Le armature provvisorie per la esecuzione di


manufatti, quali archi, volte, architravi, piattabande,
solai, scale e di qualsiasi altra opera sporgente dal
muro, in cemento armato o in muratura di ogni
genere, devono essere costruite in modo da
assicurare, in ogni fase del lavoro, la necessaria
solidità e con modalità tali da consentire, a getto o
costruzione ultimata, il loro progressivo
abbassamento e disarmo.

2. Le armature provvisorie per grandi opere, come


centine per ponti ad arco, per coperture ad ampia
luce e simili, che non rientrino negli schemi di uso
corrente, devono essere eseguite su progetto redatto
da un ingegnere o architetto, corredato dai relativi
calcoli di stabilità.

3. I disegni esecutivi, firmati dal progettista di cui al


comma precedente, devono essere esibiti sul posto di
lavoro a richiesta degli organi di vigilanza.
TU - Art. 143.
Posa delle armature e delle centine
1. Prima della posa delle armature e
delle centine di sostegno delle opere di
cui all'articolo precedente, e' fatto
obbligo di assicurarsi della resistenza
del terreno o delle strutture sulle quali
esse debbono poggiare, in modo da
prevenire cedimenti delle armature
stesse o delle strutture sottostanti, con
particolare riguardo a possibili
degradazioni per presenza d'acqua.
TU - Art. 144.
Resistenza delle armature
1. Le armature devono sopportare con sicurezza, oltre il peso delle strutture, anche quello delle persone e dei sovraccarichi
eventuali, nonché le sollecitazioni dinamiche che possano dar luogo a vibrazioni durante l'esecuzione dei lavori e quelle
prodotte dalla spinta del vento e dell'acqua.
2. Il carico gravante al piede dei puntelli di sostegno deve essere opportunamente distribuito.

Art. 145.
Disarmo delle armature
1. Il disarmo delle armature provvisorie di cui al comma 2 dell'articolo 142 deve essere effettuato con cautela dai lavoratori
che hanno ricevuto una formazione adeguata e mirata alle operazioni previste sotto la diretta sorveglianza del capo cantiere
e sempre dopo che il direttore dei lavori ne abbia data l'autorizzazione.
2. E' fatto divieto di disarmare qualsiasi tipo di armatura di sostegno quando sulle strutture insistano carichi accidentali e
temporanei.
3. Nel disarmo delle armature delle opere in calcestruzzo devono essere adottate le misure precauzionali previste dalle
norme per la esecuzione delle opere in conglomerato cementizio.

Art. 146.
Difesa delle aperture
1. Le aperture lasciate nei solai o nelle piattaforme di lavoro devono essere circondate da normale parapetto e da tavola
fermapiede oppure devono essere coperte con tavolato solidamente fissato e di resistenza non inferiore a quella del piano di
calpestio dei ponti di servizio.
2. Qualora le aperture vengano usate per il passaggio di materiali o di persone, un lato del parapetto può essere costituito
da una barriera mobile non asportabile, che deve essere aperta soltanto per il tempo necessario al passaggio.
3. Le aperture nei muri prospicienti il vuoto o vani che abbiano una profondità superiore a m 0,50 devono essere munite di
normale parapetto e tavole fermapiede oppure essere convenientemente sbarrate in modo da impedire la caduta di persone.
RISCHI
Fase della movimentazione:
• Scorretta imbracatura delle unità casseranti
• Errori di traiettoria dell’organo di sollevamento
• Deviazione di traiettoria a causa del vento
• Errato rilascio delle imbracature

Fase di messa in opera


• Errato collegamento degli elementi casseranti
• Errato montaggio delle opere provvisionali

Fase di getto e maturazione


• Errato dimensionamento strutturale della cassaforma
• Controventatura inadeguata
• Velocità di getto eccessiva
• Disarmo precoce
COMPONENTI PRINCIPALI
• il paramento
• il telaio di irrigidimento
• il giogo (o cavalletto, o staffoni)
• le piattaforme di lavoro
• le aste di arrampicamento
• i martinetti
1) Posizione di riposo: le griffe superiori del martinetto, aggrappandosi alla barra d’arrampicamento,
mantengono il sistema sul livello raggiunto; le griffe inferiori sono aperte ed il mollone a riposo.
2) La pressione nella camera di espansione provoca il rilascio delle griffe superiori e l'innalzamento della
testa del martinetto; allo stesso tempo si bloccano le griffe inferiori. Essendo la testa del martinetto solidale
alla parte inferiore, il suo movimento verso l'alto mette in compressione il mollone. In questa fase avviene
il sollevamento di tutto il sistema, solidale al martinetto mediante i cavallotti.
3) Raggiunta la quota prevista la molla si distende e risale il pistone. Con questo movimento le griffe
inferiori rilasciano la barra d’arrampicamento, quelle superiori ci si aggrappano nuovamente, riportandosi
nella situazione di riposo della fase 1.
Innalzamento medio:
50 cm/h
3-5 m al giorno
Incidenza manodopera per
la sola casseratura
0,20-0,30h/mq slipformisti
Pressione del calcestruzzo: classe di consistenza
velocità di innalzamento del cls
altezza del battente fluido
vibrazione e modalità di getto
velocità di idratazione

abbassamento consistenza
S1 = 10-40 mm umida
S2 = 50-90 mm plastica
S3 = 100-150 mm semifluida
S4 160-200 mm fluida
S5 > 210 superfluida
Componenti principali
Paramento
Tiranti di collegamento
Ponti di lavoro esterno e interno con sottoponti
Meccanismi di traslazione
Attrezzature di ancoraggio

Velocità di sollevamento = 0.5m/min


Incidenza media 0.40h/mq di superficie
Sistema a ripresa rampante

1. La parete è stata gettata


2. La cassaforma è stata fatta
traslare; l'ancoraggio è stato
montato; la guida sale e si
assicura da sola
3. L’unità di ripresa sale, senza
ancoraggi intermedi, fino a a
raggiungere il successivo livello
di ripresa e di getto; la
cassaforma è pronta per la
prossima fase di getto

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CASSEFORME SEMI RAMPANTI: CICLO DI LAVORO