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Il percorso filosofico: da Talete ad Aristotele

Il percorso didattico affrontato in Filosofia, ha mostrato nel corso di una manciata di secoli una gran schiera di filosofi: alcuni
di questi hanno lasciato il loro segno nella storia altri invece sono rimasti nell'ombra per molti secoli e tornati alla luce solo
dopo molto tempo,grazie allo sforzo compiuto da molti storiografi. Abbiamo compiuto i primi passi nel mondo della filosofia
dividendolo in tre periodi: Il periodo Cosmologico, che riguarda i filosofi che hanno studiato le origini del mondo, il periodo
Antropologico, riguardante i filosofi che hanno studiato il significato dell'uomo in sè e il periodo Ontologico, tutti coloro che
hanno studiato l'origine dell'essere. I primi stralci di pensiero filosofico sono nati attorno al VII-VI Sec A.C. nella Ionia( in Asia
Minore) ma sappiamo davvero poco dei primi protagonisti di questa grande matrice culturale. Uno di loro, chiamato Talete è
stato uno dei primi INIZIATORI del periodo Cosmologico, andando a ricercare l' αρχή(Archè) il prinicipio generatore che
ha dato origine a ogni cosa. Secondo questo filosofo(anche se può definirsi un uomo d’affari per motivi che vedremo
successivamente) l' αρχή di ogni cosa era l'acqua: la terra, secondo lui, esiste solo perchè sorretta dalle acque.
Seguendo il parer di alcuni studiosi, Talete aveva anche una forte personalità: sappiamo infatti che una volta comprò dei
frantoi per poi rivenderli a un prezzo 3 volte tanto più elevato, rivelandosi così anche un astuto commerciante.
Anassimandro, altro filosofo appartente al periodo Cosmologico, riteneva che l'αρχή fosse l'ápeiron ovvero una materia
infinita,indistruttibile ed eterna(il nostro concetto di "infinito",circa). A seguito di Anassimandro venne Anassimene secondo il
quale l’origine di ogni cosa è l’aria dato che essa può subire molti passaggi di stato ed è l’unica cosa che permette di far
vivere ogni forma di vita(riferimento all’ossigeno probabilmente). Altro filosofo importante è senza dubbio Pitagora,
matematico ma anche studioso Cosmologico. E’ importante ricordare Pitagora per le sue molte teorie, spesso aventi la
particolarità di essere molto originali: tra queste, ricordiamo come Pitagora sia stato il primo filosofo ad introdurre il concetto
della Metempsicosi, ovvero la trasmigrazione dopo la morte dell’anima dal proprio corpo umano a un corpo animale. Ma è
anche fondamentale ricordare che l’ αρχή del filosofo erano i numeri: era convinto che i numeri e le forme
geometriche fossero gli unici elementi di cui è composto ogni essere vivente. Secondo lui, infatti, il corpo umano non
era che un insieme numerico di punti che andavano a unirsi tramite delle rette formando così una determinata forma
geometrica. Pitagora faceva anche ampio uso della teoria del dualismo; anche se piuttosto superstiziosa come affermazione,
Pitagora ha affermato più volte che deve venir fatto un ragionamento retorico sul parallelismo fra bene\male con i numeri
dispari\pari seguendo questo schema:

.. .. ..
. .. .. ------ Numeri dispari
. ..
.

.. .. ..
.. .. ------ Numeri pari
..
Come possiamo vedere dallo schema, i numeri dispari vanno a formare una precisa figura geometrica mentre i
pari procedono infinitamente non trovando un termine che possa realizzare una determinata figura geometrica;
il numero dispari è bene, è limite e definizione mentre il pari è male, perdizione e smarrimento nell’oblio
dell’infinito. Anche i discepoli di Pitagora (i Pitagorici) introdussero teorie abbastanza interessanti: furono i primi
che riuscirono a capire che la terra avesse una forma sferica e Aristarco di Samo, un Pitagorico, enunciò
persino la prima teoria sull’eliocentrismo. A partire circa dal 500 – 450 A.C. emerse un altro importante filosofo,
Eraclito. Uno dei principali pensieri di questo saggio era quello di fare una netta distinzione tra “dormienti” e “non
dormienti”: i primi sono quelle persone che vedono il mondo superficialmente e i secondi sono invece coloro che
si pongono le domande sull’origine di ogni cosa, andando a ricercare in profondità il significato dell’esistenza.
Naturalmente il filosofo stesso si riteneva un non dormiente o ,detto ancor meglio, uno “sveglio”. Eraclito formulò
la teoria del πάντα ρει (Panta Rei) che tradotto in Italiano vuol dire “tutto scorre”: Infatti ogni cosa scorre, non
potremo MAI fare la stessa cosa per due volte consecutive(se attraversiamo un fiume, non potremo mai
riattraversarlo nella stessa maniera una seconda volta perché il flusso delle acque,il movimento che noi
compiamo sarà sempre diverso dalla prima). L’ αρχή del filosofo è il fuoco, la materia che ha generato ogni
cosa e che può anche fornire molti vantaggi all’uomo(come per esempio il calore che emana) ma può anche
distruggere ciò che genera.Anche questo filosofo fa uso di una teoria dualistica, stavolta fondata sull’attrazione
dei contrari: non ci può essere bene senza male come non ci può essere luce senza oscurità, l’opposto di una
qualunque cosa completa l’opposto dell’altra.Dopo Eraclito è importante ricordare la fondazione della scuola
Eleatica, creata dal filosofo Parmenide; la scuola venne così chiamata perché la città d’origine del filosofo era
Elea. La sua teoria principale era “L’essere è e non può non essere mentre il non essere non è e non può
essere” … cosa si può capire da questa frase? Probabilmente vuole esprimere che solo l’essere può esistere e il
non essere non può venir immaginato o pensato. Ma è possibile attiribuire a questa frase anche una duplice
strada per analizzare le cose che ci circondano: la via dell’opinione e la via della filosofia. Infatti le cose che
vediamo sono superficiali… muoiono e nascono(via dell’opinione) mentre la completezza che non possiamo
vedere di queste cose le rende perfette e immutabili( Via della filosofia ). L’essere Parmenidiano è un qualcosa
di ingenerato, eterno, immutabile, immobile, omogeneo e unico. Contro le teorie di Parmenide si schierarono i
Fisici Pluralisti che, da come è facilmente comprensibile, credevano nella molteplicità dell’essere. I più importanti
da citare sono Anassagora, Empedocle e Democrito. Il primo riteneva che l’origine del mondo stava nei semi
della sostanza (seme dell’acqua, seme del vento, seme della terra, ecc…) che unendosi l’uno con l’altro davano
origine alla sostanza; il secondo vedeva l’origine del mondo nei 4 elementi ( aria, terra, fuoco e acqua) che
davano origine all’essere mutevole; il terzo, discepolo del filosofo Leucippo( al quale probabilmente sottrasse
molte idee), rimane il più importante da analizzare… è il primo filosofo a introdurre il concetto di “Atomo” . E’
strabiliante notare come quest’uomo avesse potuto introdurre un concetto così avanzato senza l’ausilio di
strumenti scientifici, inesistenti all’epoca. Gli atomi, secondo Democrito, compiono un movimento casuale e
danno vita a ogni essere vivente. Democrito è uno degli ultimi Filosofi appartenenti al periodo Cosmologico…
contemporanei a lui, infatti, ci furono i primi sofisti(quei filosofi che insegnavano a pagamento ) e , in primis,
Socrate… era l’inizio del periodo antropologico. Si abbandonano quindi i concetti su αρχή e sostanza per
andare ad analizzare un qualcosa di molto più profondo, un qualcosa che riguarda strettamente l’uomo e il
suo scopo. Uno dei pochi sofisti di cui abbiamo uno scritto è Gorgia; abbiamo una sola teoria di questo filosofo:

1. Nulla c’è
2. Se qualcosa c’è, è in conoscibile
3. Seppur è conoscibile è incomunicabile

Come già detto, uno dei personaggi più importanti di questo periodo ( se non il più importante) fu Socrate (469 –
399 A.C.) . Il suo insegnamento principale era far capire alle persone che il bene risiede nella virtù di ciascuno di
noi; una società dove ognuno segue la virtù, è una società perfetta. I suoi tre “strumenti” principali erano la
“Maieutica” con la quale faceva partorire idee agli uomini, il “Ti Esti?” che significa “Che cos’è?” ovvero una delle
sue dottrine più utilizzate durante i suoi scontri politici(usata soprattutto durante il suo processo) che serviva a
gettare in confusione il proprio avversario ponendogli un ciclo di domande che andavano ad agganciarsi
perfettamente l’una con l’altra del tipo “che cos’è questo? Sai darmi una definizione? Perché? Ne sei Sicuro? “ e
infine il “Sapere di non sapere” ovvero quella dottrina che utilizzava per far riconoscere alle persone la loro
ignoranza e farle interessare alla filosifia, farle ragionare sulla propria esistenza. Nota da tener bene a mente è
che non abbiamo nessuna opera scritta di Socrate, lui trasmetteva i suoi insegnamenti solo oralmente,
parlando spesso in piazza… e se conosciamo la sua vita, le sue dottrine è solo grazie ai suoi discepoli, primo fra
tutti Platone, sicuramente il migliore fra loro (lo vedremo successivamente). E’ importante dire anche che
Socrate è il primo a introdurre la parola “concetto”; lui ama i concetti di giustizia e governo, valutando spesso
anche la virtù come un qualcosa di stabile, scientifico e insegnabile. Socrate era scettico riguardo le credenze
sugli dei greci…e proprio per questo motivo venne accusato di empietà (una specie d’eresia), processato e
condannato a morte. Leggendario probabilmente il gesto del filosofo compiuto poco prima di morire: egli stesso
bevve la Cicuta( il veleno che gli era stato somministrato per venir giustiziato) ma nonostante gli effetti della
sostanza letale continuò a professare le proprio dottrine ai suoi discepoli prima di spegnersi definitivamente.
Platone, discepolo di Socrate, dopo la morte del suo maestro disse che l’età d’oro della Grecia era morta: la
politica di Atene aveva cessato di manifestare il suo splendore cadendo nella miseria totale uccidendo l’uomo
più giusto di tutti( Socrate ). Platone dedicò tutta la sua vita a raccontare nei suoi scritti le dottrine del suo
maestro ( le troviamo scritte ad esempio nella sua opera famosa, la “Apologia di Socrate” ) ma anche a
formularne di nuove lui stesso. E’ anche importante dire che Platone l’unico filosofo di cui abbiamo TUTTE le
opere. Egli diceva spesso che “ La filosofia è l’unica via per portare l’uomo alla ragione, senza di essa siamo
solo bestie”. Uno degli elementi che ci colpisce maggiormente di Platone è l’uso del mito nei suoi ragionamenti
filosofici: secondo lui, il mito è un elemento che si aggancia, appunto, alla ricerca filosofica. Fra le dottrine ideate
di Platone ve ne sono molte; una delle più notevoli è la “ Dottrina delle idee”. Le idee esistono in un mondo
chiamato “ Iperuranio” dove avviene fra queste una netta divisione in tre classi: le idee matematiche (come il
triangolo, la linea e il numero), le idee generiche ( vedere un uomo, un albero et similia) e le idee-valori (bene e
virtù). Queste idee sono rappresentate sotto uno schema piramidale e, naturalmente, le idee-valori sono in cima
a questa piramide. Il rapporto che c’è fra idee e cose viene indicato coi termini Mimesi, Metosi e Parusia. Altra
dottrina di Platone è “La reminiscenza”; il filosofo credeva che dopo la morte di un uomo, la sua anima viaggiava
nell’ Iperuranio fino a vedere il proprio destino nella sua reincarnazione successiva. L’uomo, così, poteva
conoscere le cose solo perché aveva il ricordo delle Idee( quelle dell’ Iperuranio) … questa, dicesi
Reminiscenza. Le idee per Platone sono la verità universale: conoscendo la verità assoluta gli uomini diventano
sapienti e vivono nella giustizia. Un altro degli argomenti più importanti degli insegnamenti di Platone è la
Politica: secondo il filosofo prima di cambiare le leggi o governare bisogna cambiare l’uomo. Il potere politico
coincide con la filosofia…è un tutt’uno. Uno dei suoi dialoghi chiamato “ La Repubblica” (che è anche uno dei
primi disegni storici di Utopia) suggerisce degli ideali basati sull’eliminazione della proprietà privata e sulla
condivisione dei beni comuni. A prima vista potrebbe sembrare una forma di Comunismo, una sorta di
“Comunismo Platonico”… ma il filosofo va a contraddirsi totalmente precisando che queste due qualità devono
essere riservate solo ai governanti(chiamati in maniera piuttosto occultativa da lui come “Guardiani” )che alla
fine non sono altro che i