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Il buio

EMANUELE BALDICCHI
BUCHI NERI
Nella fase finale della loro evoluzione le stelle consumano tutto il loro
combustibile nucleare(idrogeno, elio e carbonio) e collassano per effetto
della forza gravitazionale(prima compensata dalle pressioni liberate dalle
reazioni di fusione nucleare). Se il nucleo della stella supera una massa critica
detta limite di Chandrasekhar e pari a 1,44 volte la massa del sole questo
collasso genera un potente flusso di neutrini che sparano via lo strato
esterno della stella in una violenta esplosione detta supernova. In seguito a
questa potente esplosione possono verificarsi due situazioni:
- Massa residua inferiore a 3 masse solari: formazione stella di neutroni.
- Massa residua superiore a 3 masse solari: il sistema non è in grado di
contrastare la forza gravitazionale e comincia a collassare all’infinito,
generando così un campo gravitazionale in grado di intrappolare anche la
luce. Poichè tale corpo non può emettere luce, viene chiamato buco nero.
Nel buco nero si verifica un collasso gravitazionale continuo che tende a
concentrare la massa in un punto di singolarità dalla densità infinita. Un buco
nero è caraterizzato da una superfice ideale sferica definita orizzonte degli
eventi che è il confine della regione dal quale non può uscire alcun segnale:
quando materia o radiazioni attraversano questa zona(dove la velocità di fuga
eguaglia la velocità della luce)queste cadono inevitabilmente verso il buco
nero. Il primo scienziato ad ipotizzare l’esistenza dei buchi neri fu Karl
Schwarzschild, nel 1916, basandosi sulla teoria della relatività generale di
Einstein, teorizzò la possibilità che un oggetto di enorme massa, sotto l’azione
della propria forza di gravità, si contraesse fino al punto da trattenere persino
la luce. Lo stesso Schwarzschild concluse che il raggio dell’orizzonte degli
eventi è proprorzionale alla sua massa secondo la formula: R=2mG/c^2
dove G è la costante di gravitazione universale e c è la velocità della luce nel
vuoto. In base a questa formula un buco nero con massa equivalente a quella
del sole avrebbe un raggio dell’orizzonte degli eventi di poco inferiore a 3 km
mentre un buco nero avente la massa della terra avrebbe un raggio di 8,85
mm.
Rilevamento di un buco nero:

I buchi neri sono difficilissimi da scoprire, dato che non possono


emettere né luce né qualsiasi altra forma di radiazione e anche se il loro
campo gravitazionale è fortissimo, alle distanze interstellari non è
distinguibile dai campi di altre stelle. In alcuni casi però, il buco nero
può trovarsi in condizioni particolari che ci consentono di individuarlo.
Supponiamo che un buco nero faccia parte di un sistema di stelle
binario, che esso giri, insieme ad un’altra stella, intorno ad un comune
centro di gravità. Se i due corpi celesti sono abbastanza vicini può
verificarsi che la materia della stella sia attratta ‘poco alla volta’ dal
buco nero e che si metta in orbita intorno ad esso, formando quello che
viene chiamato disco di accrescimento. La materia in questo disco si
muoverà lentamente emettendo raggi x.